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Indagati per peculato sei impiegati comune Mondragone

E’ giunta ad un punto decisivo l’inchiesta della procura di Santa Maria Capua a Vetere attivata dall’ex vicesindaco e assessore del comune di Mondragone (Caserta) Benedetto Zoccola: sono stati indagati per peculato sei impiegati comunali di Mondragone, sul litorale casertano. La procura ha provveduto a notificare l’avviso di conclusioni delle indagini ai sei. A renderlo noto e’ il deputato Pd Davide Mattiello, componente della Commissione parlamentare antimafia. “Questo fatto, che riflette la lunga e caparbia resistenza portata avanti da Benedetto Zoccola prima e durante la sua esperienza di amministratore pubblico nella Giunta del Comune di Mondragone – spiega il deputato – merita di essere conosciuto. Magistratura e Forze dell’Ordine stanno facendo chiarezza su fatti gravi che anche quando non sono direttamente collegati alla mafia, esprimono una cultura mafiosa di totale spregio della cosa pubblica, fatti che sono stati puntualmente denunciati da Benedetto Zoccola che ha onorato la sua funzione e anche la sua comunita’: quella fatta da persone per bene, che vogliono essere libere dal condizionamento criminale. Lo Stato deve fare il massimo sforzo per garantire che persone preziose come Zoccola non abbiano mai a pentirsi delle proprie scelte, il cammino cominciato in questa Legislatura di riforma e potenziamento degli strumenti a tutela degli amministratori pubblici, dei testimoni di giustizia, e dei cosi’ detti ‘segnalanti’, sta dando i suoi frutti ed e’ importante che continui col prossimo Parlamento”. Zoccola, che ha ricoperto l’incarico di assessore e di vicesindaco del comune di Mondragone, da alcuni anni vive sotto scorta per aver denunciato la criminalita’ nella propria terra. Ha subito due attentati che gli hanno procurato gravi danni fisici. Sostenitore della legalita’ autentica e di sostanza, e’ autore di numerose battaglie contro i fenomeni mafiosi del racket e dell’usura.

Ciarambino: “Campania governata da sistemi Cesaro e dinasy De Luca

“In Campania c’è una forza politica di persone oneste, che fa capo esclusivamente al Movimento 5 Stelle, e due sistemi di potere. L’uno è riconducibile alla dinasty dei Cesaro, l’altro alla famiglia del governatore Vincenzo De Luca. Un potere sul quale convergono tutte le altre forze politiche, che si estende da Salerno alla Provincia di Napoli, foraggiato da clientele e più volte scandagliato da inchieste della magistratura antimafia. Indagini che raccontano di episodi di voto di scambio, consulenze a pioggia, giri di appalti sospetti, promesse di posti di lavoro, strani intrecci con la camorra e l’imprenditoria. Un unico fenomeno alimentato, secondo quanto ricostruiscono gli inquirenti, dai soldi dei contribuenti e spesso edificato sulla salute e la pelle dei cittadini della nostra regione”. Così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino. “E’ vergognoso – sottolinea Ciarambino – che oggi il governatore De Luca, di fronte ad accuse così gravi che riguardano il figlio Roberto, definisca “effervescenze” un’inchiesta della Procura che ricostruisce un traffico illecito di rifiuti con la complicità della camorra e di imprenditori del settore, con il coinvolgimento di consiglieri regionali e di politici candidati alle elezioni del 4 marzo. Un’indagine che rischia di coinvolgere lo stesso presidente della Regione, tenuto conto che suo figlio assessore avrebbe trattato con un finto imprenditore l’aggiudicazione di un appalto per lo smaltimento delle ecoballe, lasciando intendere di poter intervenire direttamente attraverso suo padre. Una trattativa che riguarderebbe l’operazione di rimozione di 500mila ecoballe, di cui recentemente De Luca si è fatto vanto al cospetto del segretario del suo partito Matteo Renzi. Ma l’uomo che amministra questa regione prova, ancora una volta, a nascondere episodi di tale gravità con squallida ironia e l’arroganza che lo contraddistingue. Di fronte a vicende come questa, che fanno il paio con l’indagine per voto di scambio che vede coinvolti Luigi e Armando Cesaro, della cui coalizione in Consiglio regionale fa parte anche Luciano Passariello, indagato nella stessa inchiesta con de Luca jr, emerge ancora una volta con evidenza che in questo paese non esistono partiti politici di destra e sinistra, ma un unico sistema che vede le coalizioni accumunate sotto l’unico vessillo del malaffare. Un sistema difeso a spada tratta da uomini come Vincenzo De Luca”.

Roghi dolosi auto nel Beneventano, un arresto

Tentata estorsione e incendio di piu’ veicoli. Sono le contestazioni mosse dalla procura di Benevento a un uomo raggiunto da una misura cautelare emessa dal gip sannita dopo un’indagine avviata a settembre scorso su roghi di veicoli che hanno interessato sia Benevento che la sua provincia. Indagini dei carabinieri hanno mostrato che in tre casi, due verificatisi il 29 novembre e un terzo il 28 dicembre scorsi, l’indagato ha dato fuoco alle auto poi distrutte dalle fiamme. Un episodio, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, e’ legato al fatto che l’uomo intendeva costringere questo modo il proprietario dell’auto a restituirgli 2.500 euro, credito che vantava da anni; in un altro caso, l’utilizzatore della vettura aveva avuto una discussione con l’indagato. I militari dell’Arma sono arrivati a raccogliere elementi contro l’indagato anche analizzando i tragitti da lui compiuti e le soste a distributori di benzina dai quali l’uomo si e’ rifornito del liquido infiammabile necessario per i suoi progetti incendiari.

Scoperti a Capri due albanesi clandestini

La procedura di espulsione e’ stata avviata nei confronti di due cittadini albanesi, che vivevano a Capri (NAPOLI) senza permesso di soggiorno, lavorando a nero come giardinieri. Sono stati sorpresi dopo un controllo da parte degli agenti del locale commissariato di Polizia diretti dal vice questore aggiunto Maria Edvige Strina. Uno dei due e’ risultato inoltre essere in possesso di un permesso di soggiorno per la condizione di rifugiato politico, rilasciato dalle autorita’ tedesche e quindi con obbligo di residenza in Germania. Il secondo invece, un trentenne, era totalmente privo di permesso di soggiorno sia in Italia che all’estero. I due inoltre vivevano stabilmente a Capri, ed erano ospiti di un loro connazionale in regola con i documenti. I due sono stati trasferiti a NAPOLI, accompagnati dai poliziotti del commissariato di Capri per avviare le formalita’ di espulsione dal territorio nazionale.

Napoli: Hamsik chiede scusa ai tifosi

“Ci scusiamo con i nostri tifosi. Ieri sera non era il vero Napoli, quello che guida il campionato italiano. Non possiamo permetterci prestazioni come questa, non possiamo presentarci in questo modo in Europa. Nel campionato siamo competitivi, dobbiamo diventarlo anche competizioni europee”. Sono le parole del capitano del Napoli Marek Hamsik all’indomani della sconfitta casalinga per 3-1 con il Lipsia nell’andata dei sedicesimi di finale di Europa League. “E’ un peccato che abbiamo subito il terzo gol proprio alla fine, vincere a Lipsia per 3-0 sarà molto difficile -sottolinea lo slovacco sul suo sito ufficiale-. Domenica c’è la Spal. Dobbiamo tornare al nostro gioco e alla serie vincente che stiamo facendo in Serie A”.

Sma & corruzione, Silvestri (Fnsi): “L’inchiesta ai danni di Fanpage.it è un abuso”

Napoli. “L’inchiesta ai danni del direttore di Fanpage e del giornalista Sacha Biazzo è un abuso”. Così il segretario regionale della Fnsi, Claudio Silvestri, intervenuto alla conferenza stampa convocata questa mattina dal direttore del quotidiano on-line, Francesco Piccinini, per illustrare l’inchiesta giornalistica realizzata da Fanpage, alla base delle indagini della Procura di Napoli su voto di scambio e rifiuti. Sono sette i video dell’inchiesta del quotidiano on-line Fanpage e non riguardano solo la Campania e il traffico di rifiuti, ma anche il traffico di immigrati. Lo ha reso noto il direttore del giornale Francesco Piccinini nel corso della conferenza stampa. “Abbiamo rischiato la vita – ha dichiarato Piccinini -, abbiamo avuto a che fare con camorristi che ci hanno spiegato come si sversano i rifiuti”.
“Indagine contro giornalisti Fanpage è gravissima. In questo paese ci sono limiti alla libertà di stampa inauditi”. Ha detto il presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna. “La segretezza delle fonti è sacra – ha sottolineato Verna – e noi ci batteremo per tutelarne l’inviolabilità in tutte le sedi”. “C’e’ una preoccupante fantasia nel trovare nuove fattispecie di reato contro i giornalisti. Il direttore ha portato in procura i risultati dell’inchiesta quindi non si capiscono le ragioni della procura nell’indagare i colleghi”, ha aggiunto Verna.

Rubano un Suv da un centro commerciale di Formia: arrestati due napoletani

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Le Fiamme Gialle del Gruppo di Formia, nel corso delle attività di controllo del territorio, notavano due uomini infrangere il vetro del finestrino di un’autovettura Audi modello “SUV” parcheggiata nel Centro Commerciale “Itaca”. I Finanzieri intervenuti repentinamente, si lanciavano, quindi, all’inseguimento degli stessi intenti a dileguarsi a bordo di un’autovettura Renault in direzione Napoli, riuscendo a bloccarli nei pressi dello svincolo denominato “località Santa Croce” della variante SS 7 Formia-Garigliano. La perquisizione del mezzo consentiva di recuperare la refurtiva del colpo appena messo a segno nonché quella di un furto perpetrato ai danni di una BMW, anch’essa parcheggiata nel medesimo Centro Commerciale. La merce recuperata consistente in un tablet e diversi effetti personali veniva riconsegnata ai legittimi proprietari. Il P.M. di turno presso la Procura della Repubblica di Cassino, dott.ssa Chiara D’Orefice, disponeva l’arresto ed il rito per direttissima per E.P., di anni 47, e M.A., di anni 59, entrambi di Napoli, pluripregiudicati per precedenti specifici, già sottoposti al regime degli arresti domiciliari, agli obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria da ottobre 2017.

Inchiesta Sma, il direttore di Fanpage.it: “Le mie parole possono essere usate contro di me”

Inchiesta Sma, il diretto di Fanpage.it, Francesco Piccinini, intervistato da 24Mattino, su Radio 24. “Sì sì lo so, infatti qualsiasi cosa dirò oggi può essere usata contro di me” dice Piccinini ai conduttori che gli ricordano di essere sotto indagine per induzione alla corruzione “come se lei fosse uno di quelli che andava a chiedere il pizzo”. Intervistato al telefono da Luca Telese e Oscar Giannino, Piccinini ricostruisce la tecnica di inchiesta fatta con il giornalista Sacha Biazzo sotto copertura. Il direttore di Fanpage ha incontrato politici e imprenditori fingendosi un imprenditore del Nord con un carico di rifiuti da smaltire. Tra coloro che sono stati avvicinati anche Roberto De Luca, secondogenito del governatore della Campania, assessore al bilancio del Comune di Salerno. Da poco, come annunciato ieri, Fanpage ha pubblicato un primo filmato dell’inchiesta. Altri seguiranno nei prossimi giorni. “Se la procura ieri mattina non avesse avuto la brillante idea di venirci a sequestrare i materiali avremmo avuto più tempo” dice Piccinini ai conduttori di 24 Mattina. “Però non lo hanno fatto? Se le mettete in rete vuol dire…” chiede Telese e lui risponde: “Eh no, fortunatamente avevamo delle copie. La cosa incredibile è che, quindi, al reato di induzione alla corruzione dovrò per forza aggiungere il reato di pubblicazione di atti d’ufficio”. “Non so come finirà sta storia ma noi siamo tranquilli, non credo che nessuno sia così pazzo da venirci a cercare! – assicura il direttore di Fanpage – Vi lascio su una suggestione, la frase con cui apre il trailer del primo servizio. La persona che abbiamo incontrato dice: Ciamma sazia’ tutti quanti!'”.
Intanto stamane è stato pubblicato il primo video dell’inchiesta giornalistica di Fanpage sulla ipotizzata corruzione di politici e vertici della Sma Campania per smaltimento illecito di rifiuti. Il video è presentato dal direttore della testata giornalistica, Francesco Piccinini, che spiega come l’inchiesta giornalistica sia partita sei mesi fa e abbia documentato le tecniche di conferimento illecito e interramento di rifiuti anche tossici. Le immagini riprendono tra le 4 e le 5 persone con il volto non riconoscibile. I soggetti cercano di trovare un accordo per scaricare rifiuti. Vengono citati i Regi Lagni. Si sottolinea che lo sversamento avverrebbe in condotte sotterranee e che l’unico problema potrebbe essere la puzza. Il breve filmato si chiude con le parole di Piccinini che afferma: “Due mesi fa abbiamo portato tutto il materiale in procura perché non c’è scoop che tenga di fronte all’avvelenamento delle nostre terre. La stampa libera è alla base della democrazia”.

Napoli, giovane migrante sorpreso all’Arenaccia mentre spacciava

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Napoli. Un 20enne incensurato originario della Repubblica dominicana è stato bloccato dai carabinieri della stazione di San Pietro a Patierno e del X reggimento “Campania” che lo hanno arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio: sequestrati anche 160 euro in banconote di piccolo taglio ritenuti provento di attività illecita.  Il giovane è in attesa della celebrazione del processo con rito direttissimo.

Sant’Antimo, facevano acquisti on line senza pagare: arrestata coppia

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I carabinieri della tenenza di Sant’Antimo hanno scoperto che 2 complici si erano organizzati per truffare i clienti di un sito di annunci rispondendo ad alcune inserzioni di oggetti di elettronica e concordando un incontro durante il quale si impossessavano della merce senza pagare, lasciando i venditori con nulla in mano, i carabinieri li hanno incastrati organizzando la vendita simulata di un tablet: i 2 hanno risposto all’annuncio e si sono presentati all’appuntamento ma si sono trovati davanti i militari. hanno tentato il tutto per tutto provando a fuggire, ma sono stati bloccati e tratti in arresto per violenza, resistenza e lesioni a un pubblico ufficiale. L’immediata perquisizione a casa ha portato a rinvenire una bici elettrica provento di una truffa consumata con quelle modalità pochi giorni fa e un fucile sovrapposto con canna mozza rubato a cellole nel 2011; risponderà per questo anche di ricettazione e detenzione clandestina di armi modificate. è stata denunciata per ricettazione anche la 31enne, anche lei di Sant’Antimo, arrivata sul luogo concordato per la vendita insieme ai 2 arrestati: la donna è stata trovata in possesso, a casa, di 2 bici elettriche di dubbia provenienza, quindi sequestrate. Gli arrestati sono in attesa del giudizio direttissimo.

Rifiuti & corruzione in Campania, perquisita la casa e lo studio dell’assessore di Salerno De Luca jr

Napoli. E’ stata perquisita, la scorsa notte, l’abitazione e lo studio di Roberto De Luca, figlio del Presidente della Campania, Vincenzo, e assessore al Comune di Salerno, indagato per corruzione nell’ambito dell’indagine della Procura di Napoli sulla Sma. De Luca jr figura in uno dei video sequestrati presso la redazione del sito online Fanpage.it in cui un finto imprenditore gli avrebbe proposto accordi illeciti per un appalto. Gli agenti della squadra mobile e dello Sco hanno eseguito la perquisizione la scorsa notte, nelle stesse ore sono state eseguite altre perquisizioni.
Sono diciassette le persone indagate dalla Procura di Napoli nell’ambito dell’indagine che riguarda la Sma, la società in house della Regione Campania che si occupa di ambiente e rifiuti. Ieri mattina le prime perquisizioni e gli avvisi di garanzia.
Sulla vicenda che coinvolge l’assessore Roberto De Luca, il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli si è espresso a margine di una conferenza stampa: “Dal canto mio c’è una totale e piena fiducia nella magistratura, ma questa è una vicenda dai contorni inquietanti per le modalità per cui sta nascendo. Ovviamente – spiega il primo cittadino – la magistratura saprà dirimere questi aspetti e mi auguro che si accendino i riflettori su tutto. Noi – l’ho detto più volte – abbiamo interesse che la Procura indaghi a tutto campo e accenda i riflettori. Sul caso in questione ho assoluta fiducia nella magistratura, ma altrettanta fiducia in Roberto De Luca che ho il piacere di conoscere personalmente in quanto assessore della mia giunta. Credo di poter mettere non una ma entrambe le mani sul fuoco per quanto riguarda gli aspetti ancora confusi che stanno agitando le cronache di questi giorni”.

Scampia, sorvegliato speciale alla guida senza patente: arrestato dai carabinieri

Napoli. Sorvegliato speciale viaggiava in auto nonostante gli fosse stata revocata la patente: è stato fermato di notte su via Zuccarini dai carabinieri della stazione Marianella, A.P. 53enne. L’auto, inoltre, era già sottoposta a sequestro amministrativo ma aveva rimosso i sigilli e la stava utilizzando senza alcun problema: è stato arrestato per violazione degli obblighi della sorveglianza speciale e violazione di sigilli e condotto ai domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.

Villaricca, accusa il fratello di furto e lo minaccia con un fucile a canne mozze: arrestato

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Villaricca, accusa il fratello di furto e lo minaccio con un fucile a canne mozze: arrestato 19enne. Ha aggredito e minacciato di morte con un fucile il fratello maggiore, con cui convive, durante una lite per pochi euro che il minacciato sosteneva gli fossero stati rubati dal fratello più piccolo: in casa dei 2 sono intervenuti i carabinieri di Marano. Perquisendo l’appartamento hanno rinvenuto e sequestrato un fucile a canne mozze con matricola punzonata -di cui i militari stanno accertando la provenienza- che era stato nascosto all’interno del caminetto e 18 cartucce. Un 19enne del posto è stato arrestato per detenzione illegale di armi, minacce e ricettazione. adesso è in carcere.

Campione in tutti i sensi: Caramel dona il midollo

Di solito è protagonista sul campo, difensore dello Spinea in Promozione Veneto ma domenica scorsa lo è stato per il suo cuore grande. Fabio Caramel, pilastro della difesa, ha deciso di saltare il match contro la capolista Arcella per mettere a segno il più bello dei gol: donare il midollo. Donatore di sangue da sei anni, al giovane, 26enne, era stato chiesto se fosse stato disponibile anche a donare il midollo, considerati gli scarsi casi di compatibilità. Dopo gli esami di rito, le sue caratteristiche fisiche lo hanno di fatto reso idoneo, ragion per la quale ha voluto mantenere fede alla propria parola, anche a costo di perdere una partita importante. Il suo midollo sarà ora donato ad una donna, la possibilità che il trapianto abbia esito positivo sfiora l’85% delle possibilità. “Mi auguro tutto vada per il verso giusto – ha commentato Fabio – sarebbe una delle più belle soddisfazioni della mia vita”.

Torre del Greco, scoperta discarica di eternit in pieno centro

Le fiamme gialle della Compagnia di Torre del Greco hanno posto sotto sequestro 900 kg di eternit stoccato in un edificio in stato di abbandono a due passi dal centro cittadino. L’area con all’interno il pericoloso eternit si trova in pieno centro abitato e a poca distanza da alcuni istituti scolastici. L’area è stata posta sotto sequestro e il responsabile è stato denunciato alla magistratura. L’area reppresentava un grave pericolo per la salute pubblica visto che le lastre di eternit erano esposte agli agenti atmosferici. Ora le indagini continuare per risalire a coloro che hano sversato in maniera illegale le lastre di eternit.

 

 

I Casalesi avevano imposto le slot machine in provincia di Roma: sequestro beni per 23 milioni di euro

Dalle prime luci del giorno, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo un decreto di confisca emesso dal locale Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, nei confronti di 9 appartenenti al clan dei CASALESI – “Gruppo IOVINE” e al contiguo e autonomo “Gruppo GUARNERA” di Acilia, per un valore complessivo di oltre 23 milioni di euro.
Le indagini economico-patrimoniali, svolte dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Capitale, sono state avviate all’esito di una vasta operazione antimafia, condotta dalle Fiamme Gialle di Roma, che, nell’ottobre 2013, nell’ambito dell’operazione “Criminal Games”, aveva portato all’arresto di IOVINE Mario, MARTINELLI Teresa, IOVINE Domenico, IOVINE Vitantonio, IOVINE Salvatore, TIMPANI Massimiliano, TIMPANI Fabrizio, STOLLO Silvano, GUARNERA Sergio, GUARNERA Sandro, CRISPOLDI Franco, DIOTALLEVI Fabrizio, ZOGU Arben, KOLAJ Orial e BARDHI Petrit, per i reati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di beni, usura, estorsione, rapina, illecita concorrenza con minaccia e violenza e detenzione illegale di armi.
In quel contesto, era stata accertata l’esistenza di una vera e propria joint-venture nel remunerativo settore delle “macchinette mangiasoldi” – imposte nel territorio di Acilia agli esercizi commerciali autorizzati – tra esponenti di vertice della criminalità organizzata campana (Gruppo IOVINE), e noti personaggi della criminalità organizzata romana (Gruppo GUARNERA), a loro volta in contatto con qualificati appartenenti alla Banda della Magliana, tra cui CRIALESI Luciano e SANTACHIARA Renato.
In particolare, evidenze giudiziarie confermavano come il boss Mario IOVINE, inteso “Rififì”, avesse progressivamente esteso le sue illecite attività nel settore delle slot machine dalla Campania al Lazio, coinvolgendo soggetti locali già “addentrati” in quel comparto illecito, ossia GUARNERA Sergio, detto “Ciccio”, e GUARNERA Sandro.
Dopo l’arresto di IOVINE, avvenuto nel dicembre 2006, i fratelli GUARNERA avevano promosso e organizzato un autonomo gruppo mafioso, creato a perfetta imitazione della consorteria criminale casertana e ricalcante le medesime e bieche logiche delittuose.
Nel dettaglio, gli investigatori scoprivano che i GUARNERA, per mantenere ed estendere il loro potere delinquenziale ed economico, si erano avvalsi di un braccio armato e violento composto da un nutrito e pericoloso gruppo di cittadini albanesi (i cosiddetti “pugilatori”), tra cui il pugile KOLAJ Orial, già campione italiano ed europeo dei pesi medio-massimi.
Il già evidente profilo di “pericolosità sociale” dei protagonisti della vicenda veniva aggravato dagli elementi acquisiti nell’ambito dell’operazione “VENTO DELL’EST”, anch’essa diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e condotta dal G.I.C.O. di Roma, che, nel luglio 2015, portava all’esecuzione di 9 ordinanze di custodia cautelare nei confronti, tra gli altri, di GUARNERA Sandro, GUARNERA Sergio, ZOGU Arben e BARDHI Petrit, per estorsione, illecita concorrenza con minaccia e violenza e traffico internazionale di sostanze stupefacenti, aggravati dalle modalità mafiose.
In tale contesto, veniva accertato, tra l’altro, un episodio estorsivo ai danni del titolare di un centro scommesse SNAI di Guidonia Montecelio, perpetrato attraverso ripetute minacce di violenza fisica, nonché documentato un fiorente traffico internazionale di stupefacenti versato la Capitale, coordinato dal predetto ZOGU Arben, detto “Riccardino”.
Conseguentemente venivano eseguiti approfondimenti economico-patrimoniali, finalizzati alla ricostruzione del patrimonio direttamente o indirettamente riconducibile dai soggetti monitorati, che consentivano di acclarare come IOVINE Mario, IOVINE Salvatore, GUARNERA Sergio, GUARNERA Sandro, CRISPOLDI Franco, ZOGU Arben, DIOTALLEVI Fabrizio, KOLAJ Orial e BARDHI Petrit avessero accumulato beni mobili e immobili di ingente valore, in misura sproporzionata rispetto ai redditi leciti percepiti, nonché conducessero un tenore di vita assolutamente incoerente rispetto alle loro possibilità economiche.
La confisca odierna ha ad oggetto i beni già sottoposti a sequestro nel marzo del 2016, vale a dire:
– l’intero patrimonio aziendale di 3 ditte individuali;
– le quote societarie, il capitale sociale e l’intero patrimonio aziendale di 5 società di capitali;
– 8 unità immobiliari site in Roma e nelle province di Nuoro e L’Aquila;
– 1 terreno sito in Roma;
– 8 autovetture;
– 1 motociclo;
– rapporti finanziari
per un valore complessivo di stima di oltre 23 milioni di euro.
Contestualmente il Tribunale di Roma ha disposto, nei confronti di 6 dei 9 proposti, l’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di dimora nel comune di residenza per 3 anni.

 

 

Avelino: Castaldo ancora out

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Allenamento pomeridiano, a porte chiuse, ieri al Partenio-Lombardi per l’Avellino. Bollettino medico senza particolari evoluzioni. Indisponibili Iuliano, Lasik e Morosini. Terapie per Moretti (distrazione al flessore della coscia destra) e Radu (risentimento al quadricipite della coscia destra): entrambi salteranno il Venezia. Lavoro specifico e terapie per Castaldo, che dovrebbe rientrare contro il Novara, seduta atletica per Bidaoui e Cabezas, regolarmente in gruppo Asencio, Lezzerini, Marchizza, Gavazzi e Migliorini.

Olimpiadi: l’oro di Maioli

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“Dopo Fontana,volevo anche io solo oro, le donne sono le donne, abbiamo una marcia in più. Aver visto vincere Arianna (Fontana ndr) mi ha dato la carica e mi sono detta: ‘Non voglio argento o bronzo, io sono qui per l’oro”. Michela Moioli sorride e si commuove insieme parlando dello storico oro nello snowboardcross conquistato al Phoenix snow park ai Giochi di PyeongChang. L’azzurra che si allena con Sofia Goggia dice di non “aver vinto per caso e l’obiettivo ora è ripetersi e vincere la coppa del mondo”.

Sorrento, minacciava di morte mamma e nonni per i soldi della droga: arrestato 30enne

Sorrento. Aveva sottoposto a continue vessazioni la mamma e i nonni che vivenao nella stessa casa allo scopo di ottenere i soldi per l’acquisto di eroina.  Alla fine grazie alle denunce dei familiari stanchi di subire i carabinieri arrestano un uomo di 30 anni. Per 3 anni ha estorto denaro alla madre e ai nonni, aggredendoli a parole e con i gesti, anche minacciandoli di morte per ottenere i soldi con cui ogni giorno comprava l’eroina. Un 30enne di Sorrento già noto alle forze dell’ordine è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Sorrento in esecuzione di un’odinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Torre Annunziata per maltrattamenti in famiglia ed estorsione. L’uomo adesso è in carcere a Poggioreale.

Tre napoletani scomparsi in Messico da 20 giorni: la famiglia chiede aiuto

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Padre, figlio e nipote, tutti e tre napoletani sono scomparsi in Messico da 20 giorni. Si ciamano Raffaele Russo, di 60 anni, il figlio Antonio di 25 e un nipote Vincenzo Cimmino. I tre che fanno gli ambulanti in Messico non danno pù notizie ai familiari da una ventina di giorni. La notizia diffusa prima dalla tv messicana sta girando da alcune ore attraverso i social con una locandina  eun numero di telefono in cui si chiedono a tutti di telefonare in caso di notizie. La famiglia è molto preoccupata per la loro sorte. Temono che si tratti di un sequestro, probabilmente è un errore di persona visto che i Russo non hanno la possibilità economica di pagare eventuali riscatti. Secondo le notizie fornite da amici e familiari il primo ad essere scomparso sarebbe stato il più anziano dei tre, ovvero Raffaele Russo. Il figlio Antonio e il cugino Vincenzo credevano che l’uomo che era alla guida di un’auto a noleggio potesse aver avuto un malore mentre era alla guida. E così sarebbero anadati dall’agenzia di noleggio auto per localizzare attraverso il gps l’auto. Sono andati sul posto dove era il gps dava l’indicazione della presenza dell’auto e da allora anche Antonio Russo e il cugino Vincenzo Cimmino sono scomparsi. La cosa strana è che Antonio durante il viaggio aveva telefonato a un altro fratello dicendo che stavano seguendo due poliziotti. I tre sono scomparsi e dalle autorità messicane non fanno sapere niente. Non si sa se siano stati rapiti o arrestati per qualche motivo. La famiglia chiede l’intervento delle autorità italiane.

 

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