Castellammare. Nella mattinata di venerdì 16 febbraio 2018, nel corso della consueta attività di vigilanza stradale finalizzata alla sicurezza e libertà di circolazione, attraverso una contestuale intensificazione dei servizi di prevenzione e repressione di ogni forma di criminalità, personale della Sottosezione Polizia Stradale di Napoli – Fuorigrotta, operante sulla Tangenziale di Napoli, su segnalazione della locale Sala Operativa ed utilizzando i più sofisticati sistemi di localizzazione satellitare, dopo un concitato inseguimento iniziato nei pressi dello svincolo di Furoigrotta e terminato nei pressi dello svincolo di Agnano, procedeva all’arresto di C.F., pregiudicata trentacinquenne residente a Sorrento perché viaggiava su un veicolo rubato.
Dopo una breve ma intensa attività d’indagine eseguita dal personale di quella Sottosezione Polizia Stradale, si accertava che la vettura condotta dalla trentacinquenne, una Fiat PANDA, poco prima era stata asportata, manomettendo la serratura d’ingresso ai garage, dalla sede delle Suore Francescane Alcantarine di Castellammare di Stabia
La vettura veniva immediatamente riaffidata alle religiose e la persona arrestata, dopo le formalità di rito, veniva associata alla casa circondariale femminile di Pozzuoli.Sono in corso ulteriori indagini finalizzate ad accertare la presenza di eventuali complici e legami con la criminalità locale.
Castellammare, ruba l’auto delle suore: arrestata in Tangenziale ladra di Sorrento
Castellammare, spacciavano droga col paniere: arrestati in tre
I carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Torre Annunziata nei confronti di 3 indagati già noti alle forze dell’ordine, 2 dei quali sono fratelli, ritenuti responsabili di spaccio di cocaina. Le indagini hanno fatto luce sull’attività illecita che i 3 conducevano, particolarmente viva nel corso dell’ultimo mese. I militari li hanno scoperti grazie a servizi di osservazione della piazza di spaccio e “pizzicando” alcuni clienti del trio, presi con ancora addosso le dosi di cocaina.
Lo scambio avveniva sotto casa dei 2 fratelli che cedevano le palline mediante un paniere calato dal balcone mentre il terzo socio, per altro libero vigilato, regolava l’afflusso degli acquirenti. Durante le operazioni i carabinieri hanno rinvenuto nell’abitazione dei fratelli 3.400 euro verosimilmente frutto di numerosissime cessioni; sequestrate anche delle telecamere abusive, nascoste all’interno di una lampada posta all’ingresso del palazzo, istallate per proteggere gli affari dai controlli delle forze dell’ordine.
Dilettanti Regionali: il punto della situazione in Eccellenza
Nel girone A di Eccellenza, Savoia ingordo: dopo aver vinto la coppa, continua a dominare in campionato. La squadra di Fabiano ha 12 punti di vantaggio sull’Afragolese, roba da D in cassaforte a 8 giornate dal termine. In zona playoff, oltre all’Afragolese, stazionano Casoria, Puteolana, C. Frattese e Mondragone. Fondo classifica: Pimonte avviato alla retrocessione anticipata in Promozione mentre la zona playout, salvo sorprese, riguarderà Barano, Sessana, Mariglianese e Real Forio. Nel girone B, prosegue la marcia in testa del Sorrento di Guarracino: otto punti di vantaggio sull’Agropoli, che torna al successo ma caccia De Cesare: in arrivo Olivieri, ex San Severo. Zona playoff per Virtus Avellino, Audax Cervinara, Valdiano e Nola. Fondo classifica: S. Agnello versione la Promozione e per il resto battaglia aperta tra Battipagliese, Costa d’Amalfi, Faiano, Picciola e San Vito Positano. Cannonieri: nel girone A avanti Caso Naturale con 19 reti, seguito da Simonetti (Casoria) a 15 e Manzo (Vis Afragolese) a 13; nel girone B comanda Gargiulo del Sorrento con 15 reti, segue Fragiello della Palmese con 14, quindi Romano (Castel S. Giorgio) e Pellegrino (Faiano) a 11.
Frana sulla Statale Amalfitana nel comune di Cetara: senso unico alternato
Materiale roccioso si e’ staccato da un costone attiguo ad un tratto della strada statale 163 Amalfitana nel territorio comunale di Cetara in provincia di Salerno. Sulla zona, durante la notte, si sono abbattute intense piogge. In seguito a quanto accaduto Anas ha disposto il senso unico alternato, regolato da un semaforo. Sono in corso le verifiche tecniche per definire l’esecuzione di eventuali interventi. Sempre sulla statale 163 “Amalfitana”, prenderanno il via entro la fine del mese gli interventi di ricostruzione delle opere di sostegno della parte franata in corrispondenza della confluenza di alcuni sottoservizi, tra i territori comunali di Meta e Piano di Sorrento; per motivi di sicurezza connessi al cedimento del muro, infatti, allo stato attuale la tratta e’ interdetta al transito in un territorio di 1 chilometro e 900 metri. “A seguito dell’evento – si evidenzia – Anas si e’ attivata nell’immediato con una serie di sopralluoghi tecnici volti ad individuare la soluzione tecnica da adottare per il ripristino della viabilita’ nel minor tempo possibile. Attualmente, gia’ consegnati i lavori ad impresa di manutenzione, sono in corso, tra le altre cose, le attivita’ propedeutiche all’esecuzione dell’intervento e l’approvvigionamento dei materiali”.
Napoletani scomparsi in Messico, la famiglia: ‘Battere la pista della polizia locale’
Si alza di nuovo la voce di aiuto da parte dei familiari dei tre napoletani scomparsi in Messico dal 31 gennaio scorso ma i familiari di Raffaele Russo, del figlio Antonio e del nipote Vincenzo Cimmino tengono alta l’attenzione sul caso. “Siamo convinti – dice Gino Bergame’, portavoce della famiglia – che siano rinchiusi in un carcere in Messico. Siamo stati contattati da familiari di altre persone che da tempo non hanno più avuto notizie dei loro congiunti. ”Qualcuno dei familiari – aggiunge – ha anche pensato di raggiungere il Messico ma, a parte la mancanza di diponibilita’ economica, crediamo, vista la reticenza finora mostrata delle istituzioni messicane, che sarebbe un viaggio a vuoto e, forse, anche pericoloso. La nostra unica possibilita’ rimane affidarci alla Farnesina che deve insistere sulla pista che porta al commissariato di Tecalitlan dove, nel giorno della scomparsa, una operatrice ci assicuro’ al telefono che i tre italiani erano in loro custodia”. La Farnesina invita alla prudenza e mantiene il profilo basso. Le fonti diplomatiche stanno lavorando per risolvere il caso. Intanto il clamore delle notizia è arrivata anche in Messico dove le tv e i mass media in generale hanno riportato il caso all’attenzione dell’opinione pubblica messicana Si parla di “situazione molto delicata” ma non aggiungono altro. E l’angoscia e l’ansia dei familiari dei tre napoletani cresce. I tre si trovavano nella zona di Tecaltitlan, nello Stato di Jalisco – una delle aree più a rischio per la forte presenza di bande di criminali. Il primo a far perdere ogni traccia è stato Raffaele: uscito il 31 gennaio dall’hotel nel quale risiedeva con altri quattro napoletani, tutti parenti, e mai rientrato alla base. Subito dopo sono svaniti nel nulla anche il figlio ed il nipote.
Eppure il quadro appare chiaro, nonostante i silenzi delle autorità locali messicane. Vi sono infatti tre messaggi vocali inviati via waths app da Cimmino e Russo junior ai familiari rimasti in hotel che chiariscono la successione degli eventi. Intorno alle 16 (ora locale) del 31 gennaio, infatti, i due giovani – forse ancora inconsapevoli del destino che li attendeva – hanno spiegato di essere stati intercettati e fermati, senza un motivo, mentre facevano rifornimento di benzina a poca distanza dalla località di Tecalitlán – nella regione di Jalisco – a poco meno di 50 chilometri da Ciudad Guzmán.
Ma se questo è vero, perché nessuna autorità di polizia spiega chi, come, perché e dove ha condotto i due napoletani? Ad aggiungere mistero al mistero c’è poi – stando alla versione riferita dallo stesso Daniele Russo e da suo cugino, Gennaro Esposito, che al nostro giornale hanno riferito che le due auto prese a noleggio da Raffaele Russo, da suo figlio e dal nipote (due Honda CRV bianche) – la circostanza a dir poco inquietante del ritrovamento avvenuto solo in tarda serata del 31 gennaio dei veicoli: l’uno affiancato all’altro, con due portiere aperte e – soprattutto – senza più i passeggeri all’interno.
Rosetti è convinto: “Il Var funziona”
“Il progetto Var sta procedendo in modo positivo. Anche ieri si sono verificate due situazioni oggettive di fuorigioco ed in entrambe l’intervento è stato preciso ed accurato, portando al giusto annullamento dei gol di Napoli e Milan. Siamo soddisfatti. Dobbiamo continuare a migliorare sul fronte dell’uniformità di interpretazione ed intervento”. Roberto Rosetti, supervisore del progetto Var, promuove la tecnologia che l’Italia sta sperimentando, con Germania, Portogallo e, dall’inizio dell’anno, Inghilterra.
Ed anticipa che si arriverà ad informare gli spettatori su come l’arbitro ha preso una certa decisione dopo l’intervento del Var: “Ci si arriverà in un periodo relativamente breve, anche mostrando sui maxi schermi degli stadi le immagini dell’azione sulla quale il Var è intervenuto e perché”
Napoli: Milic dietro l’angolo
Napoli pronto ad accogliere lo svincolato Hrvoje Milic. Secondo quanto riferisce l’edizione odierna de Il Mattino, il club azzurro potrebbe ufficializzare il 28enne croato dopo la sfida di Europa League contro il Lipsia. Il quotidiano spiega che l’ex Fiorentina non convince a pieno sul piano tecnico, ma sul piano fisico pare essere il profilo maggiormente aderente alle esigenze di avere un calciatore pronto nel minore tempo possibile. Ricordiamo che Milic si è svincolato a fine gennaio dall’Olympiacos e, sempre secondo il quotidiano, non avrebbe problemi ad accettare un contratto fino al termine della stagione.
Sequestro per 160 milioni di euro a un imprenditore imputato per intestazione fittizia di beni
I militari del nucleo investigativo di Castello di Cisterna stanno dando esecuzione a un provvedimento di sequestro emesso dal tribunale di Napoli – sezione misure di prevenzione su proposta della Dda partenopea nei confronti di un imprenditore 52enne di Marigliano impegnato nei settori ricettivo, immobiliare e alimentare, imputato per intestazione fittizia di beni insieme ad altre 9 persone, i prestanome, appunto. Il provvedimento è frutto di indagini iniziate nel 2012 condotte su beni riconducibili al 52enne e frutto di attività illecite commesse dallo stesso tra il 1994 e il 2008.Il vincolo è successivo a un primo sequestro preventivo eseguito nel 2014, anno in cui, all’indomani della notifica di un’interdittiva antimafia da parte della prefettura di Napoli, l’imprenditore creò fittiziamente 4 società per eludere i provvedimenti. Oggi finiscono vincolati 2 società (nel settore turistico e della compravendita di beni immobili), 92 beni immobili tra cui terreni nel vesuviano e nell’avellinese e 7 conti correnti.
Alla pizzeria Trianon di Napoli continuano gli appuntamenti di ‘Pizziamoci un libro’
Alla pizzeria Trianon di Napoli, mercoledì 21 febbraio alle ore 20.00, un nuovo appuntamento con il fortunato format “Pizziamoci un libro”, nato dalla felice partnership tra la storica pizzeria e Rogiosi Editore, durante il quale i partecipanti possono gustare pizza e bibita e assistere alla presentazione dei libri della più accurata selezione della casa editrice. La presentazione vedrà protagonista la divertentissima Trilogia del Porco di Renato Salvetti. Nello storico tempio della pizza napoletana si parlerà quindi di ricette a base di maiale presentate dalla giornalista Eloisa Crocco: la trilogia infatti comprende i libri A Tavola con il Porco, Aggiungi un Porco a Tavola e Porco e i suoi Fratelli. Al termine, al prezzo simbolico di dieci euro il pubblico potrà gustare pizza, bibita e portare a casa un libro. Chi poi fosse interessato anche agli altri due volumi della trilogia potrà acquistarli sempre al prezzo di cinque euro l’uno.
Al Ra Ristovago di Pozzuoli, la cucina rotonda e fusion
È un inno alla figura del cerchio e alla convivialità la cucina “rotonda” del nuovo ristorante di Pozzuoli Ra Ristosvago, che per primo in Italia ha in menù pietanze tutte tondeggianti. Mercoledì 21 febbraio alle 19.30 nel locale di via Pergolesi la presentazione alla stampa con un food tour guidato dalla ristoratrice Raffaella Migliaccio, che propone cibi tondi nella preparazione e nella presentazione. Dall’antipasto al dolce, la tradizione è rivisitata nelle forme e nei colori. Nel menù ad esempio spiccano innovativi ring di calamari al limone e ricotta, roll rainbow di pesce spada su crema di latte, praline al nero di seppia con salsa di finocchio e curcuma, bignè al salmone su salsa di zucca, cilindri mediterranei, anelli fusion, tortini di polpo caramellato. Protagonisti assoluti della cucina del Ra Ristosvago sono dunque il cerchio e il mare, che vengono ricercati e rivisitati tra tradizione e modernità. Le tecniche di cucina e di presentazione si mescolano dando origini a nuovi piatti fusion e rotondi, che portano in tavola storie diverse. Le pietanze della tradizione napoletana sono presenti, ma rivisitate sia nella cottura che in questa forma sempre tondeggiante. Un ritorno alle origini che sfocia in un mangiare moderno. Le tartare sono servite con geleè di aperol, salsa di guacamole, cipolla caramellata e geleè di lime. I gamberi si assaggiano in tre panature diverse: con pasta kataifi, mais, pastella al pomodoro. La crosta di Gragnano ha un ripieno di baccalà e bufala con pomodorini in agrodolce su letto di friarielli, di baccalà con impanatura alle mandorle e impanatura al mais su crema di ceci. Le prerogative del Ra Ristovago sono semplici ed essenziali: riscoprire, rielaborare, trasformare i prodotti del mare rispettando le usanze e le tradizioni. La scelta del nome “Ra”, è ispirata al dio del sole, simbolo di luce, calore e prosperità; caratteristiche che rispecchiano l’atmosfera del locale, luogo di svago, armonioso e di design, tutto ispirato al mare e alle imbarcazioni. Uno spazio nuovo dove incontrarsi mangiando dell’ottimo cibo fusion tondeggiante. Qui il piacere culinario si unisce alla calda accoglienza e si fa arte culinaria, dove i piatti sembrano dei dipinti. Il pescato fresco è quello del mare di Pozzuoli, i prodotti sono biologici, l’atmosfera è intima, i sapori sono rotondi.
Grumo Nevano, sei consiglieri chiedono le dimissioni del sindaco facente funzioni
Si surriscalda ancora di più il clima politica a Grumo Nevano. Sei consiglieri comunali infatti hanno protocollato un documento di sfiducia nei confronti del sindaco facente funzioni Carmine D’Aponte. Ecco il testo:
Le vicissitudini che hanno interessato il nostro Comune, come la decadenza della consigliere comunale Marianna Ranucci a seguito di una condanna penale per reati connessi alla criminalità; gli arresti del Sindaco Pietro Chiacchio e del Vigile urbano Antonio Pascale; l’interdizione del funzionario Arch. Pasquale Miele; le violazioni al Dlgs 267/2000 da parte dell’Assessore Antonio Chiacchio; in ultimo le dimissioni dell’Assessore Carla Cimmino, respinte dal Sindaco ff in maniera illegittima in quanto considerato un atto privo di rilevanza giuridica dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Napoli; evidenziano a nostro avviso, un gravissimo e reiterato modus operandi nel violare le leggi dello Stato.Dopo la manifesta incapacità amministrativa del Sindaco Pietro Chiacchio, registriamo che tale incapacità, nel proseguire con il Sindaco F. F., con quest’ultimo abbia assunto proporzioni bibliche al punto da mettere in serio pericolo il buon andamento amministrativo e di riflesso influire negativamente sull’intera comunità grumese in termini economici, nei servizi e principalmente, nella credibilità delle istituzioni, con un enorme danno di immagine per la nostra Grumo Nevano, in tutte le sedi istituzionali e pubbliche.
La presunta sanatoria unilaterale avvenuta in data 08.02.2018 con l’approvazione della delibera di giunta comunale n° 21 che tenderebbe a sistemare gli atti prodotti dalla presenza estranea e illegittima dell’Assessore Cimmino, nel periodo intercorso dalla presentazione delle dimissioni e fino alla rinomina avvenuta dopo l’intervento del Ministero dell’Interno, (decreto sindacale n° 6), rappresenta l’ennesimo atto improvvisato per consentire all’esecutivo di andare avanti come se niente fosse accaduto.Alla luce di quanto sopra, si chiede al Presidente del Consiglio, nei tempi stabiliti dalle norme, di sottoporre all’intera assise la presente mozione di sfiducia, auspicando nei componenti il Consiglio Comunale, una presa di coscienza dei fatti elencati, votando favorevolmente la presente per consentire di chiudere definitivamente una brutta pagina di eventi amministrativi accaduti in questi ultimi mesi a danno della città di Grumo Nevano. Seguono le firme dei sei consiglieri: avvocato Gaetano De Gennaro, Tammaro Chiacchio, Tammaro Faccenda, Giuseppe Ricciardi, Carmela Mormile e Francesco Manco.
Tiny DInamite in scena al Teatro La giostra di Napoli. Da martedì 20 febbraio a domenica 25
“Volevo scrivere una storia d’amore. Volevo scrivere un gioco con un senso di movimento in esso”. E’ quello che ha dichiarato la drammaturga Abi Morgan a commento del suo testo Tiny Dynamite, che Bruno Tràmice porta in scena, in prima teatrale assoluta, martedì 20 febbraio 2018 alle ore 20.30 (in replica fino a domenica 25), al Teatro La giostra/Speranzella81 di Napoli.
Presentato da Fondazione Teatro di Napoli,Tiny Dynamite è la storia di Lucien e Anthony, due bambini legati dallo stesso destino, due amici fraterni, due uomini che amano la stessa donna, personaggi interpretati, oltre allo stesso Tràmice, da Ettore Nigro e Cecilia Lupoli.
Anthony “il fulminato”, Lucien “il timido” e la giovane Madeleine, drammaturgicamente usati come pedine, sono tre anime di un triangolo amoroso che si mettono in “gioco” e svelano i propri sentimenti, tormenti, debolezze, rimpianti, dubbi, con l’entusiasmo di chi percepisce che qualcosa di bello sta per accadere, forse un miracolo. Durante una calda estate trascorsa vicino al lago, come d’incanto, i due protagonisti danno senso alle loro vite. Comprendono che per vivere bisogna rischiare di morire e per amare bisogna rischiare di perdere. Anthony aveva sei anni quando, per sfidare la sorte, è stato colpito da un fulmine, ed è convinto che, indossando stivali di gomma per tutta la vita, non si avvertirà mai il crepitio di energia elettrica nel cuore. Lucien, invece, è chiuso nel suo mondo, non ha il coraggio di vivere davvero.
“La scrittura scarna e mai scontata dell’autrice – chiarisce il regista – rende questo gioco intrigante, riuscendo a creare un limbo di sentimenti, sguardi, silenzi che, sostituendosi alle parole, diventano eclatante specchio della quotidianità. Questo spettacolo parla a chi, per diverse circostanze, ha smesso di credere che la vita possa continuamente sorprendere, emozionare e trasformare piccoli accadimenti in veri miracoli”.
Quando erano più giovani Anthony e Lucien si sono innamorati della stessa donna che, a distanza di anni, si è lanciata da un ponte proprio davanti ai loro occhi. Questo tragico avvenimento ha segnato l’esistenza di entrambi. Lucien è convinto che tutto abbia una causa e un effetto, mentre Anthony crede che a volte le cose accadono e basta, e bisogna accettarle. Può un fulmine colpire due volte? Evidentemente sì.
Infatti, Anthony e Lucien incontrano Madeleine e se ne innamorano. Tentano entrambi di conquistarla ma sarà lei a scegliere, e per uno dei due amici nulla sarà più come prima.
Napoli, sorpreso con ecstasy e shaboo: arrestato 29enne
Spacciava nel pieno dei Decumani. Aveva un discreto quantitativo di droghe sintetiche da vendere ai giovani frequentatori dei locali che si trovano nella zona di san Lorenzo. Ma è stato beccato da un agente della Polizia di Stato della Direzione Centrale Servizi Antidroga, libero dal servizio, che lo ha arrestato ieri mattina . Si tratta di M.C., 29enne, originario di Arzano, provincia di Napoli, perché trovato in possesso di 15 pasticche di “ecstasy” e 10 sacchetti contenenti “shaboo”. Il giovane è stato fermato fuori da un locale, in zona San Lorenzo. Ora la polizia continua le indagini per risalire ai fornitori delle sostanze stupefacenti.
Inchiesta Fanpage, Piccinini: ‘Anche la Procura ha usato l’ex camorrista Parrella’
Il pentito di camorra Nunzio Perrella non e’ stato usato nell’inchiesta di Fanpage come agente provocatore. Lo dice, in una intervista al Corriere della Sera, lo stesso direttore di Fanpage, Francesco Piccinini. “Non e’ cosi’ – spiega -. Perrella e’ stato il nostro grimaldello per arrivare dove da soli non saremmo potuti arrivare. Ma l’inchiesta e’ giornalistica e risale a prima di incontrarlo”. Perrella, aggiunge, “e’ un pentito che le Procure hanno ritenuto affidabile e utilizzato per anni. Perche’ noi avremmo dovuto regolarci diversamente?”. Su come sono entrati in contatto, Piccinini spiega: “Stavamo indagando su come la camorra smaltisce i veleni e lui ci ha condotti in un terreno a Ferrara dove erano state sepolte grandi quantita’ di amianto. Si e’ sparsa la voce che era tornato a occuparsi di rifiuti e gli sono arrivate mille proposte. Allora abbiamo pensato di mettergli una telecamera addosso”. Perche’ andare da Roberto De Luca? “Ci interessava la questione ecoballe – risponde -, che gestisce la regione di Vincenzo De Luca. E una mia fonte interna a Palazzo Chigi mi aveva detto che per arrivare a De Luca padre bisogna passare per i figli”. E ieri su facebook Roberto De Luca dopo il suo intervento in cui ha annunciato le dimissioni da assessore al bilancio al comune di Salerno, ha spiegato ancora una volta il suo punto di vista:”E’ chiaro a tutti ormai che è stata messa in piedi, con l’ingaggio addirittura di ex camorristi, una provocazione vergognosa, per inquinare e condizionare la campagna elettorale. So io, e sanno tutti, che per quello che mi riguarda non c’è assolutamente nulla di nulla. Noi lavoriamo da sempre all’insegna della correttezza, del rigore, e dello spirito di servizio ai cittadini. Ora però dobbiamo contrastare, con tutte le forze, il processo di imbarbarimento che tocca la vita pubblica del nostro Paese. E dunque occorre mettere in campo ogni energia per vincere la sfida elettorale. Io non intendo offrire alibi a nessuno, né pretesti per operazioni di aggressione politica o per qualunque azione che possa provare a infangare il mio partito, l’istituzione che rappresento o la mia famiglia. Pertanto ho rimesso il mio mandato al sindaco Napoli, per consentire a tutti noi di concludere con slancio ed entusiasmo questa campagna elettorale. Ribadisco la mia piena fiducia nell’azione della Magistratura. Ma provo in questo momento un sentimento di rabbia e di indignazione per la violenza inaudita esercitata nei miei confronti. Ho sentito il dovere, ancora più per le mille attestazioni di solidarietà che ho ricevuto, di prendere una iniziativa che confermasse, agli occhi di tutti, che noi siamo portatori di valori di correttezza, di trasparenza e di impegno civile, oltre ogni interesse personale. Mi auguro che questa mia decisione sia per tutti noi uno stimolo in più per combattere, con determinazione, passione, entusiasmo e a testa alta, la nostra battaglia politica e di civiltà”. Ci è andato invece giù duro su twitter il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: “A Napoli abbiamo eliminato emergenza rifiuti e distrutto il Sistema tra politica, affari e camorra. Tra Regione Campania e Salerno coraggiosi giornalisti scoperchiano sistema tra criminalità organizzata, affari e politica. Le nostre mani pulite contro chi attenta alle nostre vite”.
Napoli, evasione fiscale: sequestro beni a società di abbigliamento baby
I finanzieri del comando provinciale di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni, emesso dal Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di una società operante nel settore del commercio al dettaglio di confezioni per bambini e del suo rappresentante legale. Nel mirino una Srl, con sede legale a Napoli e con punti vendita in tutta Italia: la società aveva dichiarato al fisco un reddito d’impresa minimo, facendo così apparire una situazione economica non corrispondente al vero, omettendo di indicare all’amministrazione finanziaria elementi positivi di reddito per quasi un milione di euro. I finanzieri pertanto hanno sottoposto a sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente i beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie intestati alla persona giuridica ed al rappresentante legale.
Elezioni, Paolo Siani: ‘La politica non è sistemare la famiglia, i miei figli fanno altro’
“Io sono la mia storia, che parla per me. Io sono altro da tutto quello che non e’ chiaro. Sui casi specifici, per quanto ne so, Alfieri non ha fatto niente di penalmente rilevante e Piero De Luca e’ una persona competente. Riguardo a Roberto De Luca ritengo un gesto responsabile le sue dimissioni in attesa di un responso della magistratura”. Lo dice, in una intervista a Repubblica, Paolo Siani, il fratello del giovane cronista Giancarlo Siani, assassinato dalla camorra. “Ma ripeto – aggiunge Siani, ora candidato Pd -, scendo in politica perche’ credo nel dedicarsi agli altri per migliorare il Paese. Il familismo? Sono un medico e i miei figli non fanno i medici. Lo dico senza polemica ma semplicemente per essere ancora piu’ chiaro: Ludovica fa la giornalista e Gianmario l’avvocato. Credo che la vera questione resti quella di riuscire a portare altri come me in politica per fare cose concrete”. Quindi Siani illustra il suo programma: “Sicurezza e legalita’. Credo nella prevenzione. Bisogna cominciare dai bambini. Partendo dai primi mille giorni di vita, coinvolgendo strutture sociali e asili nido. Tu entri in una famiglia e accompagni il bimbo nella crescita. Banalmente: aiuti nell’essere precisi nelle vaccinazioni, regolari nell’alimentazione, puntuali nelle presenze a scuola. Cosi’ in un bimbo che nasce in un quartiere infestato dai clan puoi instillare il senso della legalita’. E poi la sanita’: penso all’oncologia pediatrica. C’e’ ancora una forte migrazione dal sud al nord pur avendo, noi, delle eccellenze. Mi propongo di attivare incontri con gli specialisti per trovare una soluzione; e di implementare il registro tumori, tenerlo aperto per studiare nel tempo i fenomeni”.
Protesta delle ‘sbarre’ da parte di tutti i boss nel carcere di Reggio Calabria
Protesta dei detenuti nel carcere di Arghilla’ a Reggio Calabria. Da quanto si apprende da fonti sindacali, un’ottantina di detenuti della sezione ad alta sicurezza sta mettendo in atto la battitura ad orari programmati delle sbarre. A riferirlo e’ la Uilpa Penitenziari, spiegando che gia’ alla fine della scorsa settimana nella struttura detentiva era scattato il rifiuto del vitto. Ora la battitura delle inferriate indica un innalzarsi del livello della protesta, che resta comunque pacifica, ma risulta piu’ complessa da gestire da parte del personale di polizia penitenziaria. I detenuti lamentano disfunzioni e ritardi di tipo amministrativo-contabile per quanto riguarda la gestione dei conti correnti interni, su cui i familiari depositano somme di denaro, oppure nella gestione dei vaglia che vanno cambiati all’ufficio postale; e inoltre problemi riguardanti la frequenza dei colloqui con i familiari.
Pompei, licenziati i 16 esperti: si ferma il ‘Grande Progetto’
Pompei. Trenta cantieri di manutenzione, progettazioni, verifiche, collaudi e commissioni di gara allo stop. E’ stata licenziata l’intera segreteria tecnica e ciò comporta anche il conseguente blocco del progetto finanziato dall’Unione Europea per un cifra pari a centocinque milioni di euro. Al momento è quindi a rischio la messa in sicurezza degli Scavi e, da oggi, i sedici professionisti giunti a Pompei da ogni parte d’Italia, sono sollevati dall’incarico tramite una brevissima nota – scritta da Osanna – come . Erano arrivati a Pompei agli inizi del 2015, si tratta di due archeologi, nove architetti e cinque ingegneri che hanno aiutato il direttore generale del Parco Archeologico Massimo Osanna nell’opera di rilancio del sito. La lettera di fine rapporto scritta, suo malgrado, da Osanna comunica “che non risultando alcun riscontro definitivo alla nota inviata al ministero in data 19 gennaio 2018, il rapporto di collaborazione attualmente intercorrente con il Parco Archeologico di Pompei scade il 18 febbraio”.
Un decreto non convertito in tempo anche se lo scorso dicembre la commissione bilancio della Camera dei deputati aveva, all’interno del pacchetto emendamenti cultura, approvato una norma che avrebbe consentito la stabilizzazione del team che ha aperto tante nuove domus e ha contribuito a mettere in sicurezza quasi tutte le Regiones in cui sono suddivisi gli Scavi, con uno stanziamento di cinquecento mila euro annui a decorrere dall’anno 2018. L’avvicinarsi della campagna elettorale ha di fatto bloccato l’iter per l’assunzione a tempo indeterminato dei super tecnici. L’architetto e ingegnere Raffaella Forgione, amareggiata commenta: “Premesso che non si comprendono le motivazioni di questo stop, l’errore è a monte, perché gli incarichi professionali di responsabile del procedimento, direttore dei lavori, coordinatore della sicurezza, progettista, collaudatore, verificatore, commissario di gara, non sarebbero dovuti essere regolati da un contratto di collaborazione. Certo è che il colpo assestato alla grande rinascita del sito si sentirà. Proprio nel momento in cui gli obiettivi sono stati raggiunti, con meraviglia dei commissari europei che ne avevano chiesto l’assorbimento nella struttura del Parco Archeologico, il ministero pare si sia dimenticato di questo team”. Nessuna risposta è arrivata alla nota che il direttore generale Massimo Osanna aveva inviato alla Direzione generale, al Capo di gabinetto, al Segretariato generale e all’Ufficio legislativo sulla necessaria prosecuzione delle attività, per non arrecare un danno all’amministrazione. “Forse – conclude Forgione – al Ministero sono impegnati in altro e poco importa di Pompei, che pure aveva suscitato grande scalpore con il crollo della Schola Armaturarum, richiamando l’Europa intera alle sue responsabilità”.
A denunciare il blocco dei trenta cantieri del Grande Progetto Pompei è anche Antonio Pepe, segretario del sindacato Unsa: “Licenziati per scadenza di contratto i componenti della segreteria tecnica tanto magnificati dal ministro come i 16 super-esperti’ in restauro e valorizzazione dei beni culturali, ai quali si deve la rinascita di Pompei, per poi essere abbandonati. I funzionari – precisa Pepe – dovranno lasciare i progetti in corso, senza conclusione, perché ostaggio della solita burocrazia e perché è svanita la bozza della legge di bilancio che prevedeva la loro immissione in ruolo”.



