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Anche le autorità messicane aprono un’inchiesta sui tre napoletani scomparsi

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Le autorità messicane hanno aperto un’inchiesta sulla scomparsa di tre napoletani scomparsi nello stato di Jalisco (centro). L’hanno indicato oggi all’agenzia di stampa France Presse la procura locale e Mario de Vita, un parente dei tre scomparsi. L’ultima volta i tre, il 61enne Raffaele Russo, il figlio Antonio di 25 anni e il nipote Vincenzo Cimmino di 29, tutti originari delle cosiddette Case Nuove al centro di Napoli, sono stati visti a Tecalitlßn, nello Stato di Jalisco, circa 600 km a ovest di Città del Messico. Era il 31 gennaio. L’ultima volta che de Vita è riuscito ad avere un contatto telefonico con i tre parenti, erano stati fermati dalla polizia in una stazione di servizio, ha spiegato all’Afp. “Hanno avuto tempo d’inviare un messaggio vocale” per dire a un altro membro della famiglia, che non era con loro, di “restare in hotel”. All’indomani de Vita ha presentato una denuncia, come confermato anche dalla procura locale. Al quotidiano El Occidental, inoltre, de Vita ha detto di aver pensato che i tre fossero stati rapiti, ma che al momento non c’è stata alcuna richiesta di riscatto.

Mugnano, tenta la rapina in un negozio di giocattoli: arrestato

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Un uomo di 34 anni è stato arrestato dai carabinieri dopo aver tentato una rapina in negozio di giocattoli a Mugnano, nel napoletano. Il rapinatore, con il volto coperto da un passamontagna, si è avvicinato a una cassiera e, mostrandole il calcio della pistola che teneva nella cintola, le ha intimato di consegnare il denaro contenuto nella cassa. A lanciare l’allarme è stato l’addetto alla sicurezza del negozio, che ha chiamato il 112. I carabinieri della compagnia di Marano, una volta arrivati sul posto, hanno individuato il rapinatore, lo hanno bloccato e arrestato. Sequestrata l’arma usata per la tentata rapina, che è risultata essere una pistola giocattolo.

Avellino: Aliberti tratta con Taccone il ritorno

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A volte ritornano. In verità non è la prima volta che Aniello Aliberti, ex patron della Salernitana, tenta di rientrare nel mondo del calcio: l’ultimo tentativo,  naufragato presto, fu l’anno scorso a Campobasso. Stavolta si profilerebbe l’Avellino in questi termini: Aliberti sarebbe l’anello di congiunzione tra Taccone e il Gruppo Sapio, l’intermediario che permetterà, con la chiusura dell’operazione, a Taccone di restare presidente onorario e una quota vicina al 20%. Aliberti gestirebbe la società da general manager a braccetto con Taccone. Gli incontri, iniziati a fine gennaio, vanno avanti da settimane. Sarà la vera svolta societaria biancoverde? Nel recente passato troppe tentativi di svolta sono andati a vuoto. I prossimi sviluppi della trattativa indicheranno la strada, in un senso o nell’altro.

Napoli, muore dopo una lite in famiglia: indagato il figlio pregiudicato

E’ morto all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli dopo 9 giorni di agonia e un primo ricovero al San Paolo, apparentemente per un infarto. Ma il decesso del 60enne Tullio Laurenti di Fuorigrotta si è tinto di giallo perchè la procura ha aperto un’inchiesta iscrivendo il figlio Raffaele nel registro degli indagati. Il corpo dell’uomo è stato sequestrato dopo il funerale ed è stata bloccata la cremazione della salma come voleva la famiglia. All’origine del giallo e dell’inchiesta ci sarebbe una lite avvenuta tra padre e figlio, (pregiudicato per rapina e accostato al clan Frizziero di Fuorigrotta ma mai condannato per camorra) prima del ricovero in ospedale della vittima.

Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Bagnoli. Il 3 febbraio Tullio Laurenti, come ricostruisce il Roma, arriva al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, accompagnato dai familiari, e i medici di turno si rendono subito conto della gravità delle sue condizioni. Perciò dispongono il trasferimento del paziente al San Giovanni Bosco, dove resta ricoverato tra alti e bassi fino al 12 febbraio, quando gli è fatale un improvviso peggioramento. Nel frattempo partono le indagini dei carabinieri coordinate dalla procura ordinaria perché qualcuno fa sapere agli investigatori che il 60enne aveva litigato con il figlio Raffaele, ricevendo uno o più colpi a mani nude da quest’ultimo. Ora sarà l’autopsia a chiare le cause della morte e nel frattempo Raffaele Laurenti è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio preterintenzionale. L’uomo salì alla ribalta della cronaca nel 2008, quando i carabinieri di Napoli con la collaborazione della polizia locale lo arrestarono a Barcellona. Era ricercato per associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di rapine (fra le quali quella messa a segno ai danni di un garage di Fuorigrotta insieme ad altre sei persone) con l’aggravante della finalità mafiosa. Squadre di sorveglianza miste, composte da carabinieri e agenti spagnoli, avevano seguito le sue tracce da quando i militari italiani avevano segnalato la possibile presenza dell’ uomo in Catalogna. Raffaele Laurenti però non è stato condannato per camorra.

Il ciclone Fanpage: De Luca jr si dimette da assessore a Salerno

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Roberto De Luca, figlio del governatore della Campania, si dimette da assessore al Bilancio del Comune di Salerno. Lo ha annunciato lui stesso, prendendo a sorpresa la parola durante un convegno nella sua citta’. Roberto De Luca e’ indagato per corruzione dalla procura di Napoli in seguito alla videoinchiesta di Fanpage su presunti casi di mazzette nella gestione degli appalti per i rifiuti in Campania.
“Ho ricevuto attestati di stima e solidarieta’, anche da tanti avversari politici, dopo la vicenda oscura in cui sono stato coinvolto. E’ chiaro a tutti che e’ stata messa in piedi una provocazione vergognosa. Ma non intendo offrire alibi a nessuno, ne’ pretesti per operazioni di aggressione politica. Quindi rimetto il mio mandato di assessore al Comune di Salerno”. Cosi’ Roberto De Luca ha annunciato le dimissioni prendendo la parola ad un appuntamento elettorale del Pd, a Salerno, al quale era presente anche il padre Vincenzo De Luca, presidente della Campania.

Consip, domani al Csm il procedimento disciplinare per Woodcock

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Si aprira’ domani mattina il procedimento disciplinare al Csm a carico del pm di Napoli Henry John Woodcock per il caso Consip. Due le vicende che vedono il magistrato ‘accusato’ dalla Procura generale della Cassazione, titolare, assieme al Guardasigilli, dell’azione disciplinare delle toghe: la prima incolpazione riguarda i virgolettati contenuti in un articolo di ‘Repubblica’ dello scorso aprile sul caso Consip, mentre la seconda e’ concentrata sull’audizione dell’ex consigliere economico di Palazzo Chigi Filippo Vannoni, sentito come persona informata sui fatti e non come indagato. Per quest’ultima vicenda, la contestazione disciplinare del pg e’ rivolta anche alla pm di Napoli Celestina Carrano. Woodcock e Carrano, secondo il pg di Cassazione, hanno violato i “doveri di imparzialita’, correttezza e diligenza”, perche’, “con inescusabile negligenza” hanno omesso di iscrivere sul registro degli indagati Vannoni, sentendolo invece come persona informata sui fatti “in assenza di difensore e con modalita’ tali – si legge nell’atto di incolpazione – da essere lamentate come non rispettose della sua dignita’ dallo stesso Vannoni”. Quanto al solo Woodcock, i virgolettati contenuti nell’articolo pubblicato nello scorso aprile da ‘Repubblica’ sul caso Consip rappresentano, secondo la Procura generale della Suprema Corte, “un comportamento gravemente scorretto” nei confronti di Nunzio Fragliasso, all’epoca facente funzioni di capo della Procura di Napoli, e anche una “grave scorrettezza” nei confronti dei pm di Roma, investiti dello stralcio dell’indagine Consip, “nella cui attivita” giudiziaria comunque egli ha interferito ingiustificatamente”. L’udienza disciplinare si aprira’ domani mattina: a rappresentare la Procura generale della Suprema Corte sara’ il sostituto pg Mario Fresa, mentre Woodcock sara’ difeso da Marcello Maddalena, ex procuratore generale di Torino, oggi in pensione. Sia l”accusa’ che la difesa presenteranno una lista di testi da convocare davanti al ‘tribunale delle toghe’.

Era latitante… in ospedale uno dei boss del clan Mazzarella sfuggito al blitz

Era latitante ma in ospedale, il ras Giuseppe Cozzolino, uno degli uomini di punta del clan Mazzarella e destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare per associazione camorristica. Cozzolino, 62 anni (padre degli altrettanti noti Vincenzo e Gennaro) era ricoverato per accertamenti dalla sera prima del blitz al Loreto Mare e ora  che è stato rintracciato è piantonato in attesa del suo recupero fisico e delle dimissioni. Ora i latitanti dell’inchiesta che fino ad oggi ha portato in carcere 10 (con Cozzolino) del clan Mazzarella sono solo il boss Salvatore Fido, che era uccel di bosco da mesi perchè si stava sottraendo alla notifica di una misura di sorveglianza, e poi Maurizio Donadeo, ed Arcangelo Cimminiello . dalle indagini della squadra mobile di Napoli che hanno portato ai provvedimenti è emerso, invece, che l’annoso scontro tra i Rinaldi/Formicola e i Mazzarella si è acuito a causa degli arresti eseguiti nel novembre 2017 nei confronti di numerosi esponenti del clan De Micco, operante nel quartiere di Ponticelli, che hanno comportato un mutamento degli assetti criminali e la formazione di nuove alleanze nel tentativo di conquistare un territorio fino a quel momento appannaggio dei De Micco. In tale ottica si spiegherebbero le azioni di fuoco e gli attentati dinamitardi commessi nell’ultimo periodo, consistenti in esplosione di colpi d’arma da fuoco contro le abitazioni di affiliati alle fazioni in lotta.

Napoli domani protagonista due volte a RaiStoria con San Gennaro e Masaniello

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Napoli domani protagonista due volte a RaiStoria con San Gennaro e Masaniello. Il primo appuntamento a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda domani 19 febbraio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli ne parla con la professoressa Vittoria Fiorelli. Si tratta della storia di Masaniello. Si chiamava Tommaso Aniello D’Amalfi, ma è passato alla storia come Masaniello, reso famoso nel 1647 dalla rivolta del popolo di Napoli contro il sistema fiscale introdotto dalla monarchia spagnola. Un sistema di tasse iniquo, che vessava su gran parte del popolo il peso di guerre sempre più lunghe e costose. Nei dieci giorni di luglio che vedono la città di Napoli messa a ferro e a fuoco dai rivoltosi e dal “popolo civile”, il giovane e scaltro pescivendolo Masaniello assurge a ruolo di capo militare per il coordinamento delle azioni in città. Ma presto il capopopolo entra in conflitto con la corrente borghese e moderata della rivolta, capeggiata dal giurista Giulio Genoino. Masaniello cade vittima di un attentato il 16 luglio 1647. Anche a causa della tragica fine il mito di Masaniello, pescatore e Re di Napoli, si diffonde subito in Europa e anche nei secoli successivi incarna l’archetipo delle rivolte popolari. L’altro appuntamento a seguire su l’Italia e i suoi Santi. La storia delle città italiana, a partire dal Medioevo, sembra indissolubilmente legata al desiderio e a volte alla necessità di una protezione divina. E in questa devozione si scopre un’identità in grado di descrivere l’anima storica, sociale e civile del paese. È il culto dei Santi Patroni, raccontato nella serie “La croce e la spada” che Rai Cultura propone dal 19 febbraio su Rai Storia alle 22.10. Al centro di ogni episodio c’è anzitutto il territorio del santo insieme alla storia della comunità del suo patrocinio. Le devozioni hanno determinato l’identità architettonica e urbanistica di molti luoghi italiani e, molto spesso, la fondamentale reciprocità tra il ruolo e le caratteristiche del Patrono con le vicende storiche e l’economia locale. Primi protagonisti sono San Gennaro e Napoli. Tra il XV e il XVI secolo Napoli è uno dei più prestigiosi porti del Mediterraneo. Crogiolo di culture, luogo di straordinari incontri artistici, si trova al centro di alcune tra le vicende politiche più rilevanti del maturo Rinascimento italiano. Ma, tra il 1526 e il 1529 una terribile epidemia di peste sconvolge la città. È in questa occasione che Napoli si vota a san Gennaro.

E’ caccia a Luigi Gallo, il detenuto evaso grazie alla partita di calcetto

E’ caccia all’uomo per riportare in carcere il giovane detenuto Luigi Gallo, di Torre Annunziata, evaso l’altro giorno dal carcere minorile di Airola in provincia di Benevento approfittando di una partita di calcetto all’esterno. Il 22 enne in carcere per rapina e considerato legato ai clan torresi è uccel di bosco da due giorni. Venerdì scorso era a Maddaloni per una partita di calcio con gli studenti del Liceo scientifico Nino Cortese. Si trattava dell’ennesima iniziativa dell’istituto penitenziario per favorire il reinserimento nel sociale dei ragazzi ospiti. Il giovane Gallo avrebbe prima chiesto ripetutamente ad alcune studentesse presenti in palestra di poter fare una telefonata. Successivamente, non avendo avuto in prestito il loro cellulare, avrebbe raggiunto prima i propri compagni e poi chiesto di andare in bagno. Tuttavia, eludendo la sorveglianza degli agenti di polizia penitenziaria, si sarebbe dileguato dalla porta d’ingresso.Sulla vicenda è scoppiata una violenta polemica da parte dei sindacati degli agenti penitenziari che puntano l’indice contro il comandante di reparto e il responsabile della sicurezza perché lo stesso Gallo il giorno prima, al rientro da un precedente permesso, aveva tentato di beffare i controlli antidroga con la complicità di un altro detenuto, scambiando le provette dell’urina, ma era stato bloccato. Donato Capece, segretario nazionale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria infatti ha dichiarato: “Chiederò spiegazioni al comandante di reparto che, a mio avviso, ha fallito nel suo incarico, cioè garantire la sicurezza dell’istituto. Da qui l’invito che rivolgo al Dipartimento di Giustizia minorile, dal momento che l’attuale comandante di reparto è provvisorio, di restituirlo alla sua sede originaria, che è quella di Ancona; al contempo, formare nuovi dirigenti di Polizia penitenziaria, per affidare loro il comando di reparto. La Polizia penitenziaria della giustizia minorile oggi ad Airola sta facendo un nuovo percorso collaborativo con la direzione e le organizzazioni sindacali. Però vanno meglio ponderate certe iniziative legate al reinserimento nel mondo sociale dei detenuti. Inoltre prima di concedere i permessi, a mio avviso, i magistrati di sorveglianza e tutta l’equipe devono valutare bene se il soggetto è affidabile o meno e se è in grado di rispettare le prescrizioni. In questo caso molto probabilmente è stata sottovalutata l’opportunità data a questo soggetto di usufruire di un permesso premio. Evadere significa bruciare tutte le prove di affidabilità che lo Stato offre al detenuto”.

 

Torre del Greco, scontro con la moto: muore ragazzo di 24 anni, grave la ragazza

Incidente mortale ieri sera in viale Europa a Torre del Greco. A perdere la vita il 24enne Antonio Masillo, in gravi condizioni la ragazza che viaggiava con lui sulla moto Triumph che si è scontrata con una Fiat Punto all’altezza di una nota attività ricreativa della zona. M.M. di 22 anni, è in gravi condizioni nel reparto rianimazione dell’ospedale  di Boscotrecase, Nello stesso ospedale è stato ricoverato sotto choc il conducente dell’auto contro la quale si è scontrata la moto. Si chiama E.A., 31 anni, e la sua posizione è al vaglio degli inquirenti. Le indagini condotte dagli agenti della polizia municipale di Torre del Greco stanno cercando di stabilire la dinamica dello scontro ed eventuali responsabilità. Secondo una prima ricostruzione il 31enne alla guida della Fiat Punto che procedeva da viale Europa in direzione mare avrebbe commesso una manovra errata invadendo l’altra corsia di marcia per cercare di fermare l’auto all’altezza del marciapiede, proprio mentre sopraggiungeva la Triumph guidata da Antonio Masillo. Lo scontro tra i due mezzi è stato violentissimo: i due giovani occupanti la moto sono stati sbalzati a terra. Antonio Masillo è morto quasi sul colpo per le ferite riportate e per una serie di emorragie interne. Quando sul posto sono arrivate le ambulanze il suo cuore già aveva cessato di battere. La ragazza in gravi condizioni è stata trasportata al vicino ospedale di Boscotrecase. Ora sarà l’inchiesta a a fare ulteriore chiarezza sulla dinamica e a stabilire eventuali responsabilità.

Fiaccolata per i tre napoletani scomparsi e la Farnesina invita alla cautela

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La Farnesina invita alla cautela e alla discrezione sulla vicenda dei tre napoletani scomparsi in Messico da 20 giorni. La famiglia accusa la polizia messicana di corruzione e parla di una vicenda con molti lati oscuri. Ieri sera intanto per il centro di Napoli nella zona delle Case Nuove dove vive la famiglia dei tre scomparsi c’è stata una fiaccolata organizzata dagli abitanti del quartiere per sollecitare le autorità italiane alla ricerca dei tre scomparsi. Si cerca di capire cosa è accaduto a Raffaele Russo, al figlio Antonio e al nipote Vincenzo Cimmino, venditori ambulanti e da mesi in Messico per vendere giacche e altri capi di abbigliamento. Il capofamiglia è scomparso da Ciudad de Guzman la mattina del 31 gennaio scorso poi il giorno dopo anche il figlio Antonio e il cugino Vincenzo che si erano messi sulle sue tracce. La moglie Silvana e anche l’altro figlio Daniele che pure si trovava in Messico con un altro cugino e rientrato in Italia per tutta la giornata di ieri, da quando si è diffusa la notizia della scomparsa dei loro congiunti sui social hanno continuato a ribadire a tutti i giornalisti che li hanno intervistati che non hanno niente a che fare con la malavita e con il traffico di droga. Sono convinti che almeno di due ragazzi siano in mano alla polizia corrotta e hanno fatto ascoltare i file audio di Antonio Russo che dice al fratello Daniele di essere stati fermati dalla polizia e che stavano seguendo degli agenti di polizia in caserma. Il lato oscuro della loro scomparsa è che la polizia messicana in un primo momento aveva detto ai familiari che si trovavano all’epoca in Messico che i due italiani stavano li e poi hanno negato tutto. Mistero invece attorno alla scomparsa di Raffaele Russo. Si teme per la sua vita perché potrebbe aver dato fastidio a qualcuno con la sua attività di venditore ambulante o qualche boss locale si è sentito truffato, ho ha visto qualcosa che non doveva vedere. Tutte ipotesi. La cosa concreta e che ora il ministero degli esteri attraverso l’ambasciata italiana da ieri ha mosso i suoi passi e le sue pedine.

 

Terremoto: scossa di magnitudo 3.4 davanti alle Isole Eolie

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Una scossa di terremoto si è verificata intorno alle 2.13 di questa notte davanti alle Isole Eolie. Il sisma, di magnitudo 3.4, è stato rilevato dall’Ingv ed è stato avvertito dagli abitanti delle isole. Non si sono registrate danni a persone o cose. Un’altra scossa di terremoto invece di magnitudo 3.2 e’ stata registrata alle 5:47 in territorio francese e avvertita anche in Liguria. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 16 km di profondita’ ed epicentro 95 km a ovest di Sanremo in provincia di Imperia. Non si segnalano danni a persone o cose. Nella stessa zona era stata gia’ registrata una scossa di magnitudo 3 a 00:05

Rifiuti, esce il video con De Luca jr e si scatena l’inferno: politico bipartisan di Angri pattuisce la tangente

Napoli. Inchiesta Sma: pubblicato da Fanpage.it il video in cui compare Roberto De Luca, assessore di Salerno e figlio del Presidente della Regione, Vincenzo. Tramite tra De Luca jr e il finto imprenditore impersonato dall’ex camorrista pentito, Nunzio Perrella, il consulente del lavoro angrese Francesco Igor Colletta. E’ Colletta uno dei personaggi chiave nella video inchiesta giornalistica di Fanpage.it, al centro dell’indagine della Procura di Napoli, su un giro di corruzione nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti, in cui De Luca jr è indafato. Colletta, ex candidato nelle liste che sostennero il sindaco di centrosinistra Cosimo Ferraioli, sostiene nel video di essere un ex carabiniere. Il commercialista è un attivista politico, dopo l’esperienza con il centrosinistra, nel 2016 è stato uno dei promotori ad Angri del movimento ‘Terra nostra italiani’ con Giorgia Meloni, di cui divenne il referente di zona. E’ lui il tramite per arrivare a Roberto De Luca, l’assessore al Bilancio del Comune di Salerno. Colletta contatta il socio di studio di De Luca jr per far incontrare il sedicente imprenditore Varotto, titolare di una multinazionale con il figlio del Presidente della Campania.
Tre gli incontri documentati dalla testata online, tutti avvenuti nelle scorse settimane e che sono al vaglio della Procura di Napoli nell’ambito dell’inchiesta per corruzione. Roberto De Luca, attraverso Francesco Igor Colletta, conosce Nunzio Perrella, l’ex boss dei rifiuti ‘infiltrato’ di Fanpage per portare avanti l’inchiesta. De Luca jr è stato iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di corruzione per avere, secondo l’accusa, attraverso un suo collaboratore – Colletta appunto – avuto la promessa di tangenti. I magistrati sono al lavoro, anche oggi, per esaminare i materiali acquisiti e avviare la ricerca di riscontri. Una vicenda che continua a suscitare polemiche. I Cinquestelle chiedono le dimissioni del governatore e Luigi Di Maio attacca: “Voglio farvi vedere il volto degli assassini politici della mia gente. Quando saremo al Governo inaspriremo la legge Severino che è troppo timida per i criminali politici”, dice a Genova indicando De Luca jr sullo schermo. Il presidente della Regione ribatte da Salerno e in serata scrive un violento post su Facebook: “​In Italia siamo giunti alla barbarie. Camorristi, ingaggiati per mettere in atto operazioni oscure di aggressione personale e politica. Oltre ogni decenza. Oltre ogni vergogna. Per adesso voglio rivolgere ai camorristi e chi li ingaggia, un mio messaggio sobrio e amichevole: vi faremo ringoiare tutto”.
Perrella quantifica nel corso di un colloquio con il commercialista Francesco Igor Colletta, amico e collega di Roberto, l’ipotetica tangente: “Comunque dentro a questo 11-12 per cento è comprensivo pure Roberto, è così?’, dice. Risponde Colletta: “Dieci, quindici non undici”. Perrella incalza: “E’ comprensivo pure Roberto?”. Colletta: “Sì massimo il 15”. E’ questo lo stralcio della conversazione che ha spinto ggli inquirenti a iscrivere Roberto De Luca – che a quel colloquio non partecipa – nel registro degli indagati per corruzione. E’ presente, invece, a una riunione avvenuto il giorno prima, il 7 febbraio scorso, insieme con Colletta e il falso imprenditore che, registrando il tutto con una telecamera nascosta, racconta di lavorare per una multinazionale che opera nel settore dei rifiuti e di trasportarli in Perù via nave, dove ci sono due grandi discariche ad attenderli. Roberto De Luca lo ascolta, si informa sulle credenziali dell’azienda, sui prezzi, sottolinea i requisiti necessari. Poi conclude: “Faccio un po’ mente locale, magari vi faccio chiamare dal tecnico in modo da iniziare ad essere più operativi”. Il giorno dopo, un nuovo contatto tra Colletta e Perrella (il fantomatico imprenditore Varotto), nel quale si parla di una percentuale sull’appalto.
Una ricostruzione che viene contestata dall’avvocato Andrea Castaldo, legale di De Luca jr, che attacca: “Il taglio accurato di alcune scene e il montaggio efficace quanto strumentale consegnano al pubblico una visione distorta rispetto alla versione integrale, che si presta a una scandalistica operazione, non certo alla fedele ricostruzione della realtà”.”Roberto De Luca, nella veste di libero professionista, riceve sedicenti imprenditori, mai prima visti nè sentiti, (come si evince dalla prime battute del filmato) grazie a un unico contatto tra il socio di studio e altro libero professionista. Nel corso della riunione – di cui si ribadisce, sono estrapolati abilmente solo pochi passaggi – Roberto De Luca non mostra alcun particolare interesse alla vicenda e si limita esclusivamente ad ascoltare improbabili informazioni. Successivamente alla riunione Roberto De Luca non intrattiene più contatti con tutti i protagonisti della vicenda, ne’ personali, ne’ telefonici, ne’ epistolari, neppure attraverso terzi”. Dunque “è del tutto improprio e conseguentemente gravemente diffamatorio, come si legge in alcune testate giornalistiche, accostare e/o insinuare il nome e la carica politica rivestiti da Roberto De Luca a presunti accordi illeciti stipulati con terzi. Ci si riserva di agire nelle sedi giudiziarie competenti a tutela dell’onorabilità e della reputazione di Roberto De Luca e di componenti la sua famiglia”.
Il segretario del Pd Matteo Renzi, nel corso della sua visita a Napoli, rilascia un’intervista a fanpage.it: “Io sono garantista, penso che un avviso di garanzia non sia una sentenza, penso voi abbiate il diritto e il dovere di mostrare le vostre carte e la vostra innocenza e di provarla come pure faranno gli altri indagati ma non potete chiedere a me finchè c’è la Magistratura in campo, di mettere la mia parola o il naso in questa dinamica: finchè c’è la Magistratura i politici è meglio che tacciano”. Renzi allude alla circostanza che il direttore della testata online, Francesco Piccinini e il giornalista Sacha Biazzo, sono indagati insieme a Nunzio Perrella.
Sulla vicenda interviene anche Pietro Grasso (LeU): “I fatti di Napoli mettono in risalto quello che è un ambiente di corruzione che noi non possiamo certamente tollerare”. Mentre in mattinata, in una conferenza stampa i parlamentari uscenti e ricandidati di Leu, Arturo Scotto e Peppe De Cristoforo, hanno rivolto al presidente della Regione De Luca quattro domande a proposito dell’inchiesta che coinvolge il figlio Roberto. Arturo Scotto ha parlato di uno “scandalo che sta attraversando la nostra terra. In queste ore ci sono troppi silenzi ma emerge in maniera significativa un quadro di consociativismo e clientelismo, in alcuni casi di corruzione, che una forza come Liberi E Uguali ha il dovere di denunciare.

Casavatore, presentazione della candidata della lista NOI con Salvini: carabinieri filmano tutto

Casavatore. Presentazione della candidata della lista NOI con Salvini, Carabinieri filmano tutto. All’esterno del comitato elettorale anche un ex sorvegliato speciale. Sembrava essere tutto passato con lo scioglimento per camorra nel 2017, ma la Gomorra casavatorese sembra davvero inarrestabile. Infatti, alla presentazione di venerdì sera del candidato della lista NOI con Salvini per la Camera dei deputati, erano presenti un ex candidato al comune Mauro Ramaglia, ed un ex consigliere Salvatore Pollici, rinviati a giudizio per voto di scambio aggravato dal metodo mafioso. I due hanno partecipato all’apertura della campagna elettorale e della presentazione del candidato. Ovviamente la candidata, Pina Castiello, originaria del vicino comune di Afragola, potrebbe non conoscere i suoi elettori, ma appare difficile pensare che lo stessa, proveniente appunto dalla provincia di Napoli, non sapesse quanto accaduto a Casavatore che ha avuto un eco mediatico nazionale con la certificazione della DDA che la camorra era in piena sintonia con la politica locale. E proprio i due esponenti politici presenti, sono attori di primo piano che hanno visto insieme a loro finire sotto processo quasi mezzo consiglio comunale tra destra e sinistra Pd. Ma nella stessa serata nei pressi della sezione in largo Orefice, alcune pattuglie dei carabinieri della locale stazione avrebbero filmato tutti i presenti , tra cui anche un ex sorvegliato speciale.

Salvio Amarante

Napoli, la famiglia Russo: ‘Narcos? No solo semplici magliari che campano alla giornata’

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“Questa e’ la mia casa, e questa sono io, vi sembro la moglie di un narcotrafficante?” Cosi’, intervistata da un giornalista dell’Ansa, Silvana Esposito, moglie di Raffaele Russo, uno dei tre italiani scomparsi in Messico, replica alle voci secondo cui la sparizione dei suoi familiari sarebbe legata a un tentativo di intessere rapporti con la criminalita’ locale. Di Raffaele, del figlio Antonio, e del nipote Vincenzo Cimmino, ormai, non si hanno piu’ notizie dallo scorso 31 gennaio. “Mio marito – ammette – ha qualche pendenza con la giustizia, poca roba, un’accusa di tentata truffa. Roba che non ci ha mai arricchiti. Guardatemi”, dice, mostrando la vestaglia che indossa da giorni. La famiglia Russo vive nelle cosiddette ‘Case Nuove’ di Napoli, palazzoni popolari che si affacciano su via Marina. Parenti e vicini si alternano per offrire conforto, soprattutto a Silvana, che non si da’ pace. La donna e’ in contatto da stamane con la Farnesina che si sta occupando del caso. “Noi narcotrafficanti? E’ una bugia, mio zio ha sempre fatto il magliaro”, sottolinea Gino Bergamé, nipote di Raffaele, che compare  nella video intervista realizzata dall’Ansa insieme con il cugino Daniele, figlio di Raffaele e fratello di Antonio ma anche cugino di Vincenzo Cimmino. Bergamè, che è quello che più di tutti si sta dando da fare per aiutare i suoi congiunti precisa; “Mio zio ha viaggiato molto all’estero, ha sempre fatto questo mestiere, i suoi due figli sono nati in Belgio e in Francia. Ed e’ con questo mestiere che la famiglia riesce a sbarcare il lunario. E’ stato in America, negli Stati Uniti, in Messico – sottolinea – se fosse stato un narcotrafficante allora sarebbe stato piu’ forte di Pablo Escobar”. “Mio padre, mio fratello e mio cugino sono brave persone – dice Daniele Russo, figlio di Raffaele e fratello di Antonio – devono tornare a casa. Chi puo’ ci deve aiutare, ci meritiamo un aiuto”. La famiglia Russo spiega anche come mai l’allarme sia stato lanciato a 17 giorni dalla scomparsa: “Pensavamo fosse un rapimento lampo: avremmo pagato il riscatto per riportarli a casa. Quello e’ un Paese senza legge, fanno paura”, dice Gino che poi aggiunge: “non sappiamo se zio Raffaele sia stato rapito ma abbiamo la certezza che Antonio e Vincenzo sono stati fermati dalla polizia. Ma da quel momento non abbiamo piu’ tracce. Per questo chiediamo aiuto alle istituzioni italiane”. “Bisogna contattare la presidenza messicana, ci devono dire la verita’, perche’ li’ sanno la verita’, ma hanno paura di parlare e non la vogliono dire”. Gino, infine, fa ascoltare un messaggio audio che Antonio ha inviato a Daniele: “Abbiamo delle registrazioni vocali di Antonio e Vincenzo. Siamo sicuri che sono stati fermati dalla polizia, abbiamo anche chiamato la locale stazione dove ci hanno confermato che stavano per arrivare due italiani. Dopo venti minuti, pero’, – continua Gino – ci hanno smentito tutto, ci hanno detto che non avevano mai pronunciato quelle parole: sembra un film dell’orrore. Vogliamo capire cos’e’ successo in Messico, ci devono aiutare”, dice affranto Gino.

(nella foto Daniele Russo e Ciro Bergamè)

Superenalotto nessun 6 ne 5+, il Jackpot va a 102 milioni di euro

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Nemmeno oggi gli scommettitori hanno indovinato la combinazione dei sei numeri vincenti del Supernalotto e il Jackpot va a 102 milioni di euro ancora lontano dal record del 2010 di quasi 178 milioni di euro ma piazzandosi al quinto posto in assoluto. Per il concorso Superenalotto/SuperStar n.21 di oggi questa la combinazione cincente: 5,17,37,40,55,79 Numero Jolly: 31 Numero SuperStar: 66
Queste invece le quote:

Superenalotto Punti 6: NESSUNO

Punti 5+: NESSUNO

Punti 5: 3 totalizzano Euro: 78.592,04

Punti 4: 805 totalizzano Euro: 308,44

Punti 3: 32.507 totalizzano Euro: 22,48

Punti 2: 477.635 totalizzano Euro: 5,00

SUPERSTAR

Punti 6SB: NESSUNO

Punti 5+SB: NESSUNO

Punti 5SS: NESSUNO

Punti 4SS: 2 totalizzano Euro: 30.844,00

Punti 3SS: 131 totalizzano Euro: 2.248,00

Punti 2SS: 1.967 totalizzano Euro: 100,00

Punti 1SS: 13.560 totalizzano Euro: 10,00

Punti 0SS: 27.352 totalizzano Euro: 5,00

Vincite Immediate: 16.836 totalizzano Euro: 420.900,00

Montepremi disponibile per il prossimo 6 Euro: 102.000.000,00

Arzano: bagno di folla per il Cardinale Crescenzio Sepe

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Arzano. Bagno di folla per il Cardinale Crescenzio Sepe. Si è svolta stamattina la visita pastorale presso il cimitero consortile tra i comuni di Arzano, Casoria e Casavatore del Cardinale Arcivescovo Metropolita di Napoli, Crescenzio Sepe. La funziona si è tenuta nella chiesa madre del cimitero dove il cardinale ha officiato la Santa messa in suffragio dei fedeli defunti della comunità dei tre comuni consorziati. All’evento erano presenti il vice prefetto di Casavatore Eugenia Valente, il sindaco di Arzano Fiorella Esposito con il consigliere Mario Russiello, e il primo cittadino di Casoria Pasquale Fuccio. Oltre alle autorità civili e militari dell’Arma dei carabinieri, l’intero consiglio consortile con il presidente cimiteriale Giuseppe Vacchiano e la cittadinanza che ha partecipato alla solenne funzione. A dare il benvenuto al cardinale il direttore e organizzatore dell’ evento, Francesco Leo.

Salvio Amarante

Napoli con la Spal per dimenticare l’Europa League. I convocati

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Napoli. Dimenticare il Lipsia, ripartire dalla Spal. Se e’ vero il teorema-Sarri sull’Europa League, un torneo che il tecnico del Napoli, prima della sconfitta interna con i tedeschi, ha definito ‘ai limiti della follia’, il Napoli domani al San Paolo contro gli emiliani ha l’occasione buona per dimostrare di aver ritrovato la ragionevolezza e la saggezza, di di non aver smarrito la strada del gioco, ma semplicemente di aver perso occasionalmente la concentrazione. Tornano i titolari. Sarri, peraltro, non ha molte scelte e disposizione, dati i limiti numerici della rosa di cui dispone. Giovedi’ sera con il Lipsia aveva fatto giocare sei riserve, ma domani non si scherza e allora la squadra che scendera’ in campo sara’ la migliore possibile. Oltre a Mertens, che in Europa League ha scontato un turno di squalifica, Albiol e Jorginho, assenti contro i tedeschi, partiranno dal primo minuto anche Mario Rui, Allan e Insigne. protagonisti in coppa soltanto per una manciata di minuti ciascuno. Sarri alla ripresa degli allenamenti dopo la sonora sconfitta di giovedi’ ha cercato di caricare psicologicamente i sui uomini. La Spal, rispetto al Napoli, ha oggettivi limiti tecnico-tattici, ma gli emiliani nella gara d’andata misero in difficolta’ gli azzurri che riuscirono a portare a casa la vittoria grazie solo a uno spunto di Ghoulam.

L’algerino domani non ci sara’ a causa del nuovo infortunio alla rotula del ginocchio gia’ operato per la ricostruzione del legamento crociato e non ci sara’ neppure Milik che proprio a Ferrara usci’ di scena per lo stesso motivo. In settimana si e’ parlato molto della possibilita’ di una convocazione del polacco che fisicamente e’ ormai pronto per il rientro, ma e’ stato anche sottolineato che c’e’ bisogno che il via definitivo lo dia proprio il calciatore, quando se la sentira’ di scendere in campo. La rottura del crociato delle due ginocchia a distanza di cosi’ poco tempo l’una dall’altra, nonostante la guarigione clinica, mette inevitabilmente il calciatore in uno stato d’animo particolare. Nonostante lo stringente bisogno di rinforzi, dunque, il Napoli non forzera’ la mano e attendera’ pazientemente che sia Milik a dichiararsi pronto per essere convocato e andare, almeno inizialmente, in panchina. Sara’ invece presente Mertens che segna in campionato da quattro partite consecutive e vuole arrivare a quota cinque. Una vittoria con la Spal darebbe al Napoli la possibilita’ di stabilire anche un altro record, quello di realizzare nove successi di fila nello stesso campionato, superando le otto vittore consecutive ottenute sia quest’anno che nella stagione 2015-2016. Allenamento pomeridiano per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match contro la Spal in programma domani al San Paolo. La squadra ha svolto attivazione in avvio e successivamente partitina a campo ridotto. Chiusura con lavoro tecnico tattico. Questa la lista dei convocati: Reina, Sepe, Rafael, Albiol, Mario Rui, Hysaj, Koulibaly, Maggio, Tonelli, Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Rog, Zielinski, Callejon, Machach, Ounas, Insigne, Mertens.

Tenta di strangolare la moglie davanti alle figliolette: arrestato 38enne

Al termine dell’ennesima gratuita aggressione, ha tentato di strangolare la moglie, davanti alle due figlie di pochi anni. Un 38enne di nazionalita’ ucraina e’ stato arrestato dai Carabinieri a Grottaminarda in provincia di Avellino. I militari sono intervenuti in casa della coppia dopo essere stati chiamati dalla donna, anche lei ucraina, che era riuscita a divincolarsi e a fuggire in strada. Evidenti sul suo corpo i segni dell’aggressione, culminata dopo una lite per futili motivi. La vittima ha denunciato i continui maltrattamenti e violenze che e’ stata costretta a subire nel tempo. L’uomo, che ha precedenti per reati contro il patrimonio e droga, dovra’ rispondere di maltrattamenti in famiglia. Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari presso familiari che risiedono a Giugliano in Campania.

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