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venerdì, Aprile 3, 2020

Rifiuti, esce il video con De Luca jr e si scatena l’inferno: politico bipartisan di Angri pattuisce la tangente

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Napoli. Inchiesta Sma: pubblicato da Fanpage.it il video in cui compare Roberto De Luca, assessore di Salerno e figlio del Presidente della Regione, Vincenzo. Tramite tra De Luca jr e il finto imprenditore impersonato dall’ex camorrista pentito, Nunzio Perrella, il consulente del lavoro angrese Francesco Igor Colletta. E’ Colletta uno dei personaggi chiave nella video inchiesta giornalistica di Fanpage.it, al centro dell’indagine della Procura di Napoli, su un giro di corruzione nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti, in cui De Luca jr è indafato. Colletta, ex candidato nelle liste che sostennero il sindaco di centrosinistra Cosimo Ferraioli, sostiene nel video di essere un ex carabiniere. Il commercialista è un attivista politico, dopo l’esperienza con il centrosinistra, nel 2016 è stato uno dei promotori ad Angri del movimento ‘Terra nostra italiani’ con Giorgia Meloni, di cui divenne il referente di zona. E’ lui il tramite per arrivare a Roberto De Luca, l’assessore al Bilancio del Comune di Salerno. Colletta contatta il socio di studio di De Luca jr per far incontrare il sedicente imprenditore Varotto, titolare di una multinazionale con il figlio del Presidente della Campania.
Tre gli incontri documentati dalla testata online, tutti avvenuti nelle scorse settimane e che sono al vaglio della Procura di Napoli nell’ambito dell’inchiesta per corruzione. Roberto De Luca, attraverso Francesco Igor Colletta, conosce Nunzio Perrella, l’ex boss dei rifiuti ‘infiltrato’ di Fanpage per portare avanti l’inchiesta. De Luca jr è stato iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di corruzione per avere, secondo l’accusa, attraverso un suo collaboratore – Colletta appunto – avuto la promessa di tangenti. I magistrati sono al lavoro, anche oggi, per esaminare i materiali acquisiti e avviare la ricerca di riscontri. Una vicenda che continua a suscitare polemiche. I Cinquestelle chiedono le dimissioni del governatore e Luigi Di Maio attacca: “Voglio farvi vedere il volto degli assassini politici della mia gente. Quando saremo al Governo inaspriremo la legge Severino che è troppo timida per i criminali politici”, dice a Genova indicando De Luca jr sullo schermo. Il presidente della Regione ribatte da Salerno e in serata scrive un violento post su Facebook: “​In Italia siamo giunti alla barbarie. Camorristi, ingaggiati per mettere in atto operazioni oscure di aggressione personale e politica. Oltre ogni decenza. Oltre ogni vergogna. Per adesso voglio rivolgere ai camorristi e chi li ingaggia, un mio messaggio sobrio e amichevole: vi faremo ringoiare tutto”.
Perrella quantifica nel corso di un colloquio con il commercialista Francesco Igor Colletta, amico e collega di Roberto, l’ipotetica tangente: “Comunque dentro a questo 11-12 per cento è comprensivo pure Roberto, è così?’, dice. Risponde Colletta: “Dieci, quindici non undici”. Perrella incalza: “E’ comprensivo pure Roberto?”. Colletta: “Sì massimo il 15”. E’ questo lo stralcio della conversazione che ha spinto ggli inquirenti a iscrivere Roberto De Luca – che a quel colloquio non partecipa – nel registro degli indagati per corruzione. E’ presente, invece, a una riunione avvenuto il giorno prima, il 7 febbraio scorso, insieme con Colletta e il falso imprenditore che, registrando il tutto con una telecamera nascosta, racconta di lavorare per una multinazionale che opera nel settore dei rifiuti e di trasportarli in Perù via nave, dove ci sono due grandi discariche ad attenderli. Roberto De Luca lo ascolta, si informa sulle credenziali dell’azienda, sui prezzi, sottolinea i requisiti necessari. Poi conclude: “Faccio un po’ mente locale, magari vi faccio chiamare dal tecnico in modo da iniziare ad essere più operativi”. Il giorno dopo, un nuovo contatto tra Colletta e Perrella (il fantomatico imprenditore Varotto), nel quale si parla di una percentuale sull’appalto.
Una ricostruzione che viene contestata dall’avvocato Andrea Castaldo, legale di De Luca jr, che attacca: “Il taglio accurato di alcune scene e il montaggio efficace quanto strumentale consegnano al pubblico una visione distorta rispetto alla versione integrale, che si presta a una scandalistica operazione, non certo alla fedele ricostruzione della realtà”.”Roberto De Luca, nella veste di libero professionista, riceve sedicenti imprenditori, mai prima visti nè sentiti, (come si evince dalla prime battute del filmato) grazie a un unico contatto tra il socio di studio e altro libero professionista. Nel corso della riunione – di cui si ribadisce, sono estrapolati abilmente solo pochi passaggi – Roberto De Luca non mostra alcun particolare interesse alla vicenda e si limita esclusivamente ad ascoltare improbabili informazioni. Successivamente alla riunione Roberto De Luca non intrattiene più contatti con tutti i protagonisti della vicenda, ne’ personali, ne’ telefonici, ne’ epistolari, neppure attraverso terzi”. Dunque “è del tutto improprio e conseguentemente gravemente diffamatorio, come si legge in alcune testate giornalistiche, accostare e/o insinuare il nome e la carica politica rivestiti da Roberto De Luca a presunti accordi illeciti stipulati con terzi. Ci si riserva di agire nelle sedi giudiziarie competenti a tutela dell’onorabilità e della reputazione di Roberto De Luca e di componenti la sua famiglia”.
Il segretario del Pd Matteo Renzi, nel corso della sua visita a Napoli, rilascia un’intervista a fanpage.it: “Io sono garantista, penso che un avviso di garanzia non sia una sentenza, penso voi abbiate il diritto e il dovere di mostrare le vostre carte e la vostra innocenza e di provarla come pure faranno gli altri indagati ma non potete chiedere a me finchè c’è la Magistratura in campo, di mettere la mia parola o il naso in questa dinamica: finchè c’è la Magistratura i politici è meglio che tacciano”. Renzi allude alla circostanza che il direttore della testata online, Francesco Piccinini e il giornalista Sacha Biazzo, sono indagati insieme a Nunzio Perrella.
Sulla vicenda interviene anche Pietro Grasso (LeU): “I fatti di Napoli mettono in risalto quello che è un ambiente di corruzione che noi non possiamo certamente tollerare”. Mentre in mattinata, in una conferenza stampa i parlamentari uscenti e ricandidati di Leu, Arturo Scotto e Peppe De Cristoforo, hanno rivolto al presidente della Regione De Luca quattro domande a proposito dell’inchiesta che coinvolge il figlio Roberto. Arturo Scotto ha parlato di uno “scandalo che sta attraversando la nostra terra. In queste ore ci sono troppi silenzi ma emerge in maniera significativa un quadro di consociativismo e clientelismo, in alcuni casi di corruzione, che una forza come Liberi E Uguali ha il dovere di denunciare.

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