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Camorra, la sorella della vittima innocente: ‘La morte di Attilio ha segnato le nostre vite’

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“La libertà violata di Attilio ha segnato le nostre vite”. A dirlo Maria Romanò, la sorella di Attilio, vittima innocente di camorra, ucciso nel 2005 per uno scambio di persona. Al fratello “napoletano perbene” é dedicata la Giornata del dialogo per la legalita'”, celebrata nell’istituto superiore di Miano che, dal 2016, é intitolato ad Attilio Romanò. Maria parla tenendo per mano la madre Rosaria. “Lei non é più libera di passare per la strada dove mio fratello é stato ucciso – dice – ne’ di sfogliare un album di fotografie o vestire a colori. Ma ci sentiamo liberi nel racconto della storia di Attilio che ancora oggi può liberare dalla catene delle mafie e guidarli verso la libertà”.
La vittima non doveva essere lui, ma Salvatore Luise, incensurato con la colpa di essere nipote di Rosario Pariante, passato dal clan Di Lauro agli Scissionisti guidati dalle famiglie Amato-Pagano. Invece il 24 gennaio 2005, Attilio Romanò un giovane imprenditore, attivo nel settore della telefonia e informatica al dettaglio, si trovò, suo malgrado, nel posto sbagliato, all’ora sbagliata.
Attilio era socio di Salvatore Luise di un negozio di telefonini, in via Napoli a Capodimonte al civico 24. Amici da sempre, i due avevano deciso di aprire un’attività che poi risulterà fatale al povero Attilio. Il sicario entra e spara contro l’uomo dietro il bancone. L’unico presente nel negozio, poco importa se il nome non è quello dell’elenco della morte. Muore così Attilio Romanò, innocente ammazzato per errore dal clan Di Lauro in guerra con gli Scissionisti. Muore così perché l’agguato è stato affidato alle nuove leve della cosca di Paolo Di Lauro. I giovani, i “ragazzi” inesperti che ubbidiscono agli ordini di Cosimo e Marco Di Lauro. Che sparano senza neanche accertarsi di aver di fronte la persona giusta.
Una serie di colpi di arma da fuoco spezzarono per sempre la sua giovane vita e l’intero futuro che gli si prospettava davanti, dopo il matrimonio avvenuto appena 3 mesi prima. Attilio abitava a Miano, dove oggi si è tenuto il convegno in sua memoria.
Per quel delitto ed al termine di lunghe indagini, nel giugno 2010 si giunse all’arresto di Cosimo Di Lauro, mandante dell’omicidio e Mario Buono, esecutore. Entrambi, al momento della notifica delle ordinanze di custodia cautelare si trovavano già in carcere: il primo in relazione alle indagini in corso sulla faida, il secondo già condannato all’ergastolo per un altro delitto clamoroso, quello di Nunzio Cangiano. La terza ordinanza era per Marco Di Lauro, fratello di Cosimo e latitante oramai da 14 anni circa. Contro Mario Buono , nel corso delle indagini, pesò anche la testimonianza di un pentito che lo indicò come il responsabile dell’omicidio Romanò. Nel giugno del 2015 è arrivata la sentenza definitiva da parte della Cassazione per il killer: fine pena, mai.

Napoli, dipendente comunale minaccia psichiatra della commissione per il prepensionamento

Napoli. Antonietta Rapuano, psichiatra e residente a San Salvatore Telesino, membro della Commissione medica di verifica di Napoli, è stata vittima di una aggressione nella sede dell’isola F8 del Centro Direzionale, dove si trovava per svolgere il suo lavoro. “Sono sotto choc -ha raccontato al quotidiano Il Mattino- e ci vorrà molto tempo per dimenticare. È stata un’esperienza terribile, perché ho temuto che l’uomo, che ha estratto per tre volte la pistola dal borsello, potesse sparare. È accaduto tutto nella sala in cui si doveva riunire la commissione. Ero lì con un collega che parlava a telefono di fronte alla finestra e che non si è accorto di nulla, perché l’uomo, entrato nella stanza all’improvviso, mi ha puntato la pistola allo stomaco e, a voce bassa, ma con determinazione, mi ha intimato di esprimere un giudizio favorevole alla richiesta di pensionamento da lui avanzata, altrimenti sarebbe venuto a cercarmi a casa. Non ho urlato, per non innervosire il mio aggressore e forse il mio comportamento ha evitato la tragedia”.
L’aggresssore è un dipendente del comune di Napoli, già esaminato dalla Commissione a dicembre, perché aveva fatto domanda di prepensionamento a causa di una serie di patologie che necessitavano anche della consulenza psichiatrica. “Io – spiega la dottoressa Rapuano – avevo esaminato il paziente in precedenza e avevo espresso il mio parere, ma la decisione finale non è di mia competenza. Quanto è accaduto non influirà sulle decisioni della commissione. Lavoro in psichiatria da circa ventisette anni a Benevento, ma non ho mai vissuto un’esperienza così terribile”.
Subito dopo l’aggressione l’uomo è riuscito a dileguarsi anche se l’allarme è scattato dopo pochi minuti perché la dottoressa, con il collega, si è recata al posto di polizia di fronte la sede. E infatti, nella stessa giornata è stato fermato sotto casa, ancora in possesso dell’arma.

Scoperta discarica abusiva su area comunale nel Salernitano: due denunciati

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, agli ordini del maggiore Giuseppe Capoluongo, hanno apposto i sigilli di sequestro ad un’area ubicata nel Comune di Roccapiemonte. Nell’ambito delle attività di monitoraggio e controllo sul rispetto della normativa ambientale, i Militari hanno ispezionato l’area comunale ubicata in prossimità del centro abitato di Roccapiemonte, accertando che è stata utilizzata in modo non idoneo per lo stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi.I rifiuti risultavano interamente esposti agli agenti atmosferici ed accantonati alla rinfusa in adiacenza al Torrente Solofrana, affluente del fiume Sarno.
Al termine degli accertamenti di competenza, i Militari avendo accertato gravi ed attuali violazioni della normativa ambientale, hanno proceduto al sequestro dell’intera area che si estende per circa 1.000 mq, e deferito al momento i responsabili dell’attività di gestione di rifiuti non autorizzata in area carente dei requisiti previsti dalla legge vigente. L’attività d’indagine è coordinata dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore.

Anacapri, portano via merendine dal distributore automatico: denunciati tre minori

Anacapri: un 18enne e 3 minori nella notte danneggiano distributori automatici e incendiano parti di uno scooter. I carabinieri li scoprono e li denunciano. Si tratta di un 18enne, due 16enni e un 15enne, tutti di anacapri e incensurati, sono stati denunciati dai carabinieri della stazione di Anacapri per danneggiamento aggravato in concorso, identificati grazie alle telecamere comunali. I militari dell’arma hanno scoperto che sono stati loro, il 13 gennaio alle 21:00 circa, a danneggiare un distributore automatico di bevande collocato nelle pertinenze esterne del comune di anacapri: lo hanno quasi ribaltato e hanno forzato il lucchetto verosimilmente portando via bevande e merendine. A mezzanotte, poi, hanno raggiunto il parcheggio comunale interrato di piazza della Pace e, con un accendino, hanno dato in parte fuoco a uno scooter. Sono tornati, infine, il 17 gennaio, sul luogo del primo danneggiamento e hanno di nuovo vandalizzato lo stesso distributore, nel frattempo riparato, infrangendone il vetro e provando a forzarlo.

Napoletano ruba carte di credito ai postini e fa shopping nei negozi di lusso a Bologna: arrestato

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Napoletano ruba carte di credito ai postini e fa shopping nei negozi di lusso a Bologna: arrestato. Furti di credito ai portalettere per fare shopping nei migliori negozi del centro di Bologna: con questa accusa, la polizia ha arrestato in flagranza un 45enne originario di Napoli – ma residente a Cattolica – mentre tentava di acquistare beni di lusso per migliaia di euro con carte rubate presso un negozio di una nota firma di moda in galleria Cavour. L’uomo dovra’ rispondere di furto pluriaggravato in concorso e indebito utilizzo di carte di credito. Denunciato il complice, 20 anni, anche lui originario di Napoli, che attendeva l’uomo in auto nella vicina piazza Garibaldi. La stessa mattina dello shopping , e’ stato accertato dalla polizia che tre diversi portalettere nella zona del centro storico erano stati derubati, durante il loro giro di “recapito”, di varie assicurate contenenti le carte di credito inviate ai titolari per il rinnovo. Una tecnica collaudata, con furti che andavano avanti dal novembre dello scorso anno. Numerosi i portalettere derubati che venivano seguiti durante le consegne: mentre questi ultimi erano intenti alla distribuzione della posta, veniva forzato il bauletto del mezzo ove era custodita la preziosa corrispondenza. Per lo shopping, venivano preferiti i negozi della galleria piu’ lussuosa del centro, dove era gia’ stato consumato un ‘colpo’ il 22 gennaio scorso.

Suicidio sospetto di un ragazzo della Napoli bene: riaperte le indagini

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Riccardo Bocchicchio, quarantasette anni, figlio e nipote di influenti magistrati napoletani, volò giù dal finestrone di un pianerottolo al primo piano del palazzetto dove viveva, a pochi metri dalla madre Dina Ramicone, in via Piscitelli, vicino il quartiere di Chiaia. Era la notte tra il 4 e il 5 di agosto intorno le 23.35. Un volo breve che ha travolto una passante. Era alto un metro e ottantacinque e si è lanciato da una altezza “ridicola”, come commenta sua madre, a piedi nudi e short. Nulla da fare all’arrivo dei soccorsi, i sanitari del 118 ne dichiarano il decesso riportando sul referto “probabile defenestramento”. e ora la madre come ha raccontato al quotidiano Il Mattino, ha chiesto di continuare le indagini perché non crede che il figlio abbia potuto compiere quell’estremo gesto da solo o quantomeno indotto da qualcuno,
Pochi metri quindi che risultano non sufficienti a spiegare le condizioni in cui è stato ritrovato il corpo di Riccardo Bocchicchio: quattro segni circolari sul ventre, ferite, tanto sangue rappreso controverso. E segni, come tagli, su collo e nuca. Le braccia come tumefatte nella parte interna. Riccardo, un uomo delicato, sognatore estremo, grafico laureato, con un disturbo bipolare gestito e gestibile; solo alle 23.12 – come da tabulato – era al telefono che cercava una piccola tregua alla schermaglia con la sua ragazza. “Ci vediamo?” chiedeva a Flora M. “Stai arrivando? Riprendiamo da dove eravamo rimasti”. E lei, la fidanzata di Riccardo, che l’ha raccontato al pm due volte: “Gli dissi, vengo. Ma sapevo che non sarei andata, per ripicca. Un dispettuccio perché aveva mandato a monte il nostro programma ad Ischia e lo stavo un pochino punendo. Ora mi dispiace tanto”.
La mamma aveva accettato che fosse andata come le avevano detto: per quel maledetto disturbo bipolare, suicidio. Ma chi l’aveva visto subito aveva scritto “probabile defenestramento”. Il padre magistrato, Roberto, propose la cremazione de corpo di suo figlio. Dina acconsentì subito perché non sopportava l’idea di lasciarlo in un cimitero. Ora il tormento per non potere riesumare le spoglie e capire cosa realmente sia accaduto in quella tarda sera di agosto. Dina ora spera nella solidarietà della città, che potrebbe aver visto tanto: “via Piscelli alla Torretta è un palcoscenico”; e nella perizia sulle foto originali della Scientifica.
La riesumazione avrebbe potuto sciogliere tanti dubbi. Il procuratore aggiunto Rosa Volpe, con il sostituto Raffaele Tufano, indaga contro ignoti per istigazione al suicidio. Il procuratore capo Giovanni Melillo ha chiesto di indagare ancora. Ed il 10 gennaio, cinque mesi dopo, su richiesta dell’avvocato Gennaro De Falco che rappresenta Dina Ramicone, c’è stato un sopralluogo che ha spostato l’attenzione degli inquirenti dal famoso pianerottolo al terrazzino di Riccardo e al lastrico solare confinante. De Falco lo suggeriva da mesi: “Riccardo aveva polvere bianca sotto la pianta dei piedi, compatibile con il terrazzo. È sul terrazzo che bisogna guardare”. È venuto fuori che si tratta di luogo facilmente accessibile dai tetti. È stato anche sparso il Luminol lungo il parapetto. L’avvocato De Falco è convinto che tante cose vadano chiarite, tanti personaggi individuati e collocati al loro posto prima di lasciare Riccardo in pace, nell’urna domestica nella sua stanza da ragazzo.

Vento forte, cade cornicione a Torre del Greco, collegamenti con le isole interrotti

Il vento forte che da ieri sera sta soffiando su Napoli e provincia ha cominciato a creare i primi danni. Stamane a Torre del greco è caduto un cornicione di un palazzo nella zona Purgatorio. Solo per un caso fortuito non  ci sono stati feriti. La strada è stata chiusa al traffico in attesa delle verifiche all’edificio da parte dei vigili del fuoco all’edificio interessato dal crollo. In tutta la zona il traffico è andato in tilt. E  sempre a causa del vento forte che soffia sul Golfo l’isola di Capri e’ attualmente isolata dalla terraferma dopo lo stop di tutti i collegamenti marittimi di linea da Napoli e da Sorrento a causa del maltempo nel Golfo di NAPOLI. Fermi nei porti sia gli aliscafi che i traghetti. Capri e’ alle prese da questa mattina con raffiche di vento e una forte mareggiata. Poche le corse di traghetto che sono riuscite a collegare la terraferma con Ischia e Procida.

‘Veniamo da parte del clan’, pizzo al salumiere di Varcaturo: arrestati in due

Si presentavano dicendo di appartenere alla malavita organizzata di Giugliano,  per “persuadere” la vittima, il titolare di un negozio di alimentari di Varcaturo.Da aprile a dicembre un 36enne di Giugliano e un 25enne di Napoli, hanno bussato alla porta del negozio dal malcapitato quasi quotidianamente.Con spintoni, toni minacciosi, gettando a terra i cibi dagli scaffali e la minaccia di incendiare la sua attività, hanno estorto all’imprenditore in totale 4mila euro di prodotti: ogni volta, infatti, esigevano che l’uomo consegnasse loro buste e buste di generi alimentari. Dopo numerosissimi episodi, alla fine si sono presentati a pagare con 2 assegni da 2mila euro risultati scoperti. I malfattori sono stati identificati dai carabinieri della stazione di varcaturo e arrestati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal g.i.p. di Napoli su richiesta della locale Dda per estorsione continuata in concorso aggravata dal metodo mafioso.adesso sono ai domiciliari.

Napoli, ‘mazzette’ dai Pizzicato per verifiche fiscali addomesticate: chiesti 7 anni di carcere per il colonnello Mendella

Napoli. I pm Vincenzo Piscitelli e Claudio Onorati della Procura di Napoli hanno chiesto sette anni di carcere per il colonnello della Guardia di Finanza, Fabio Massimo Mendella e per il commercialista Pietro De Riu, accusati di concussione per induzione nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità nelle verifiche fiscali nei confronti dei fratelli imprenditori Francesco e Giovanni Pizzicato. Secondo l’accusa, i due avrebbero ricevuto dai Pizzicato denaro e benefit per verifiche fiscali addomesticate, o del tutto omesse. Rate mensili lievitate da 15mila fino a 30mila euro, fino a un totale di un milione. Soldi versati a De Riu e nascosti “nelle confezioni di telefonini cellulari”. A raccontare la lunga serie di dazioni sono stati gli imprenditori Giovanni e Francesco Pizzicato, fratelli titolari di varie società e di locali notturni cittadini: i due erano già al centro di accertamenti per una frode fiscale internazionale, quando da Lituania e Bulgaria vengono segnalate in Procura alcune anomalie nei conti delle loro società. Gli amici della Finanza li coprono, i pm li esautorano dalle indagini. Rivela uno dei fratelli: “Quel commercialista ci disse che, oltre al colonnello, bisognava foraggiare i generali romani”.Dopo il suo trasferimento a Roma, inoltre, Mendella avrebbe suggerito di spostare proprio nella capitale la società Gotha, attiva nel settore dei materiali ferrosi, per continuare a “seguirli”. Due giorni dopo il trasferimento della società, l’ufficiale chiese e ottenne in tempi rapidissimi l’inconsueta autorizzazione ad avviare una verifica fiscale in deroga alla regola sulla competenza territoriale, circostanza che, secondo l’accusa, preludeva a nuove richieste di denaro. Giovanni Pizzicato ha spiegato ai magistrati di avere appreso da De Riu che l’autorizzazione arrivò grazie all’intervento di due generali, tra cui Spaziante, già coinvolto nell’inchiesta sul Mose e indagato ora a Napoli nell’ambito di un altro filone della vicenda Mendella. Per l’operazione, De Riu gli chiese 150mila euro. Due segretarie dei Pizzicato hanno confermato che il commercialista andava periodicamente negli uffici delle società a ritirare quelli che loro ritenevano “pacchi contenenti telefonini”. Nel giugno del 2014 l’arresto di Fabio Massimo Mendella suscitò clamore: l’ufficiale delle fiamme gialle, infatti, era all’epoca comandante provinciale di Livorno. Il processo si sta svolgendo davanti alla IV sezione del Tribunale, collegio C, e riprenderà il prossimo 2 marzo con la discussione degli avvocati della difesa.

Lotto e Superenalotto: ecco i numeri fortunati previsti per oggi sabato dal generatore del nostro sito

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Con la nuova estrazione dei numeri del lotto e del Superenalotto di oggi sabato 3 febbraio 2018 Cronachedellacampania pubblica il generatore che calcola i numero fortunati realizzato dai propri esperti per offrire un nuovo servizio per i suoi lettori appassionati del gioco. Di seguito trovate i due generatori per i numeri al Lotto e quelli per il Superenalotto. Per il primo basta cliccare su estrai e compariranno i cinque numeri da giocare su una singola ruota o su tutte le ruote indicati dal sistema e la ruota sulla quale eventualmente giocare. Potete cliccare quante volte volete. Per il Superenalotto cliccare sempre su estrai e compariranno sei numeri. Buona Fortuna.

Induce ragazzina a inviare foto hard: arrestato un giovane

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Ancora un caso di diffusione via social di foto hard riguardanti ragazze minori. Quedta volta è scattato il carcere quasi subito. Infatti stamane a conclusione di indagini coordinate dalla Procura di Napoli riguardo la diffusione di un video a sfondo pornografico ritraente una 14enne, i carabinieri della compagnia di Nola hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli per i reati di pornografia minorile continuata e aggravata.Le indagini, scaturite dalla segnalazione da parte dei genitori della vittima, hanno consentito di delineare quadro accusatorio attorno al ragazzo indagato, ritenuto responsabile di aver indotto la minore, con la quale aveva instaurato una relazione avviata via web, a inviargli video e foto dal contenuto erotico dietro la minaccia di lasciarla e di inviare il video a terzi. Il giovane arrestato è di Palama Campania, così come la ragazzina che aveva subito le sue minacce.Le indagini, scaturite dalla segnalazione da parte dei genitori della vittima, hanno consentito di delineare, rilevano i carabinieri, ”un grave quadro accusatorio” attorno al ragazzo indagato, ritenuto responsabile di aver indotto la minore, con la quale aveva instaurato una relazione avviata via web, a inviargli video e foto dal contenuto erotico con la minaccia di lasciarla e di inviare il video a terzi. I carabinieri della Compagnia di Nola hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli.

Rapina e sequestro di persona: arrestati tre del clan Casamonica

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Arrestati a Roma tre esponenti della famiglia Casamonica, di eta’ compresa tra 30 ed i 41 anni, ritenuti responsabili dei reati di rapina e sequestro di persona. Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo ad eseguire il provvedimento cautelare in carcere, emesso dal GIP presso il Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il modus operandi degli arrestati era sempre lo stesso: selezionavano annunci di vendita di auto di ignari cittadini i quali, dopo essere stati contattati, dopo una serie di minacce ed intimidazioni, venivano costretti ad effettuare il passaggio di proprieta’ senza ricevere alcun compenso. Ad inchiodare gli esponenti della nota famiglia di origine sinti, e’ stata l’attivita’ investigativa condotta dai Carabinieri della Tenenza di Ciampino, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma gruppo reati gravi contro il patrimonio presso il Tribunale di Roma, diretto dal Procuratore Aggiunto Lucia Lotti. I fatti risalgono al mese di agosto 2016, quando i militari hanno raccolto la testimonianza di una delle vittime che, riuscendo a fuggire dai suoi aguzzini, si rifugia nella caserma dei Carabinieri di Ciampino, raccontando di essere seguito da alcune persone, poi identificate negli odierni arrestati. Le indagini hanno messo in luce un modus operandi particolarmente efferato ed organizzato da parte dei Casamonica; rispondevano ad un annuncio di un veicolo in vendita da parte di privati, per poi dargli appuntamento presso la loro abitazione per i successivi accordi. Una volta che l’ignara vittima di turno, proprietario del veicolo in vendita, entrava nell’abitazione dei Casamonica, iniziava l’incubo. I tre, due uomini ed una donna, sottraevano le chiavi del veicolo minacciando il proprietario, costringendolo – spesso con la forza e sempre dietro minaccia – a recarsi presso una vicina agenzia di pratiche auto per formalizzare il passaggio di proprieta’ a loro favore. Non contenti di cio’, alla legittima richiesta dei malcapitati di ottenere il proprio denaro, i Casamonica pretendevano il pagamento del “disturbo”, ovvero del tempo trascorso dentro casa loro, e costringevano le vittime ad andare insieme a loro presso un vicino bancomat per prelevare una ulteriore somma di denaro ritenuta “congrua”. E’ proprio in uno di questi casi che una delle vittime, condotta al bancomat vicino alla Tenenza dei Carabinieri di Ciampino, e’ riuscita a scappare e a chiedere aiuto ai militari, che hanno iniziato le indagini, conclusesi con gli arresti di oggi. Particolarmente significative le testimonianze raccolte, che disvelano un collaudato sistema dove i Casamonica, dietro la forza intimidatrice del proprio nome, si appropriavano illecitamente di profitti mediante condotte truffaldine e con intimidazioni ai danni di cittadini, commercianti e professionisti.

Castellammare, 16enne con meningite trasferito all’ospedale Cotugno

Castellammare. Momenti di forte tensione e preoccupazione stamane al Pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo. Un ragazzo di 16 anni è arrivato in preda a una fortissima crisi respiratoria e febbre altissima. Immediatamente sono scattate le procedure e le analisi del caso per stabilire se si trattasse di meningite e purtroppo per lui le analisi di laboratorio non hanno fatto altro che confermare quello che i medici sospettavano. La tensione è stata tanta anche perchè il ragazzo appartiene a una nota famiglia malavitosa stabiese e al pronto soccorso c’erano numerosi familiari. Mentre il ragazzo veniva trasferito in ambulanza presso l’ospedale Cotugno di napoli sono scattate le procedure di profilassi per tutti i presenti in quel momento al pronto soccorso familiari compresi.

Boscoreale, tentarono di uccidere l’ex marito della nipote del boss: condannati

Boscoreale.Sono stati condannati i due nipoti del boss Alfonso Annunziata detto a’ calabrese per il tentato omicidio dell’ex marito di una loro cugina. Il tribunale di Torre Annunziata ha infatti condannato a 6 anni e 8 mesi di carcere sia Vincenzo Lettieri (quello che materialmente fece fuoco) sia il cugino Aniello Gallo che guidava l’auto. Al centro della vicenda, che risale al 2012, Pasqua Teodosio, nipote del boss che divisa dall’ex marito voleva indietro la casa nella quale avevano abitato insieme. Ma dietro le risposte negative dell’uomo prima fece compiere un raid incendiario per costringere a lasciare l’abitazione e poi addirittura da mandato ai suoi cugini di ucciderlo. Ma il tentativo fallisce. La mancata vittima dell’agguato è Giuseppe Di Casola, un operatore ecologico della Ambiente Reale, la società che si occupa della raccolta rifiuti a Boscoreale, autista dei camion della nettezza urbana. Ma quando si arriva allnel corsod ella separazione tra i due coniugi si erano verificati numerosi screzi che arrivarono al culmine quano si discusse della divisione del patrimonio immobiliare. L’uomo si prende prima i figli poi rifiuta di cedere il 50% del patrimonio immobiliare realizzato quando la coppia viveva insieme. La donna che non accetta tale situazione attua una strategia.
Al marito bisogna far capire che è meglio cedere, da qui l’idea di minacce e intimidazioni. Compito affidato ai suoi cugini Aniello Gallo, Vincenzo Lettieri e Giuseppe Aquino. L’uomo non si “piega”. Nessuna trattativa, manda a dire, anche perché non c’è necessità dal momento punta ad ottenere il massimo con la separazione. Pasqua prende tempo ma col passare delle settimane il rancore diventa sempre più grande fino ad arrivare al raid vendicativo e a ordinare la “spedizione di sangue” ai cugini che già avevano minacciato l’uomo.
Si arriva al 13 giugno del 2012. Dalle parole intimidatorie si passa all’azione con le armi. Aniello Gallo e Vincenzo Lettieri inseguono e bloccano l’ex marito della donna alla guida del camion di servizio. Lettieri impugna l’arma e spara il colpo che attraversa la lamiera e sfiora la vittima. Per i Pm della Procura oplontina una chiara volontà di uccidere. A fermare il piano omicida dei due sicari è una pattuglia della Finanza impegnata in un servizio a via Settetermini, tra Torre Annunziata e Bosocoreale. È la salvezza. Aniello Gallo dà l’allarme e i killer fuggono verso Boscoreale lasciando sul posto la vittima in preda allo choc.
Dopo circa un mese, la verità, gli arresti e la spiegazione del raid: punizione per una separazione tra coniugi. I quattro vennero arrestati con l’accusa di estorsione e tentato omicidio. Nell’ordinanza finì anche un altro cugino, Giuseppe Aquino, calciatore boschese accusato di aver preso parte alla strategia delle minacce ai danni dell’ex marito della donna.

Per i giudici era organico ai Casalesi: confermata la condanna all’avvocato Santonastaso

Anche per i giudici della corte di Appello di Napoli l’avvocato Michele Santonastaso, ex difensore del boss del clan dei Casalesi, Francesco Bidognetti detto “Cicciotto e’mezzanotte”, era organico al clan dei Casalesi. Lo hanno infatti condannato a 10 anni e sei mesi di carcere (riducendo di soli sei mesi la condanna di primo grado) per l’accusa di associazione camorristica. Il legale casertano che è libero ina ttesa del giudizio finale della Cassazione da tempo si è allontana dalla Terra di Lavoro e vive al Nord. In primo grado i pm della Dda di Napoli, Sandro D’Alessio e Maurizio Giordano, avevano chiesto 22 anni di carcere. Santonastaso era stato accusato da alcuni pentiti che avevano raccontato come egli prendesse parte alle riunioni del clan.

Prof accoltellata, gli studenti chiedono pene severe per il compagno. La docente verrà dimessa domani

Caserta. I compagni d’istituto chiedono una punizione esemplare per il 17enne che ieri ha accoltellato la professoressa d’italiano Franca Di Blasio: lo rivela la Preside dell’Istituto superiore Bachelet-Majorana, Pina Sgambato dopo l’assemblea nella quale si è parlato dell’episodio. “I ragazzi, oggi in assemblea, mi hanno chiesto una punizione esemplare per il loro compagno. Lo devo a loro, che sono ancora sconvolti, ai professori, sempre bistrattati, ma anche e soprattutto a lui” ha detto Pina Sgambato. “Ho convocato per la prossima settimana il Consiglio d’Istituto – prosegue – e d’accordo con l’Ufficio scolastico regionale decideremo come procedere”. Proprio “per non lasciare soli i ragazzi con le loro paure”, questa mattina la preside ha tenuto due assemblee prima al plesso principale di Via Claudio, poi a quello di via Fruggieri dove è avvenuto il fatto. “Ancora oggi non ci diamo una spiegazione – dice la dirigente – ecco perchè ho organizzato un’assemblea con gli studenti; è un modo per fare una manifestazione silenziosa, glielo dobbiamo ai nostri ragazzi, che hanno bisogno di sentirsi coinvolti in questa storia che non ritengono loro”. Potrebbe profilarsi una sanzione pesante, una lunga sospensione, per il 17enne che da ieri è nel centro di prima accoglienza minorile dei Colli Aminei a Napoli, in attesa di essere interrogato dal Gip per la convalida del fermo per lesioni gravi. La professore, dopo una serie di accertamenti diagnostici, già domani potrebbe tornare a casa dall’ospedale di Maddaloni. Oggi è stata sottoposto ad una visita maxillo-facciale per valutare la profondità della ferita, infertale con un coltello a serramanico e suturata con 32 punti. La professoressa è stata ascoltata dai carabinieri e la sua versione combacia con quella fornita dallo studente dopo il fermo. Il ragazzo si è rifiutato di farsi interrogato, sostenendo di aver mal di testa, ne è nato un battibecco. La professoressa gli ha messo una nota e lui a quel punto si è scagliato contro di lei, ferendola con il coltello. “Forse ho fallito” ha detto Franca Di Blasio, pensando al suo ruolo di insegnante e di educatrice. Pare che il ragazzo negli ultimi tempi mostrasse segni di inquietudine per la malattia della nonna.”Ma non aveva mai dato segni di instabilità – dice – sono davvero dispiaciuta per lui”. Più implacabili gli studenti che invece stamane hanno chiesto alla preside di adottare la punizione più dura nei confronti del loro compagno. Il 17enne risponde di lesioni aggravate, per ora senza premeditazione, nonostante abbia ammesso ai carabinieri di aver introdotto il coltello a scuola dall’esterno. I carabinieri, diretti dal capitano Stefano Scollato – con il coordinamento del pm presso la Procura dei Minori di Napoli Ugo Miraglia – hanno poi deciso di non ascoltare i compagni di classe, all’aggressione ha infatti assistito anche un’insegnante di sostegno, che ha poi testimoniato confermando il raptus del ragazzo.
Sul caso è intervenuto anche il Ministro della Giustizia Andrea Orlando: “Bisogna rafforzare il sistema di supporto alle famiglie” ha detto. “Quando ci si trova di fronte a fenomeno come questi – continua Orlando – di certo c’è un tema disciplinare, un tema repressivo, ma c’è anche un tema di contesti nei quali questi ragazzini crescono e il modello che assumono. Evidentemente c’è bisogno di qualcosa che sia esterno alle famiglie che aiuti laddove la famiglia non è più in grado di svolgere questo ruolo”.

Arrestato l’ultimo componente della banda dei rapina Rolex in Versilia

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Banda dei rapina Rolex: i carabinieri di Viareggio, Forte dei Marmi e Napoli hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere nei confronti di Marco Barbuto, 40 anni, napoletano ritenuto responsabile di rapine e furto con strappo in concorso di orologi di lusso commessi in Versilia tra l’estate 2015 e 2017. L’uomo e’ ritenuto anche responsabile della rapina di due orologi Rolex avvenuta a Viareggio nel luglio 2016 che ha permesso di individuare i responsabili che partivano da Napoli per compiere furti e rapine in Versilia e poi tornare nel capoluogo campano. Nel giugno 2017 i carabinieri arrestarono in flagranza di reato quattro napoletani che avevano rapinato un orologio ‘Patek Philippe’ del valore di 35mila euro ad una donna che passeggiava a Forte dei Marmi. L’attivita’ investigativa ha portato poi a individuare il 40enne per altri tre episodi avvenuti tra il 2015 e 2017 nel corso dei quali ha rapinato e rubato orologi di lusso per un valore complessivo di 90.000 euro.
Le indagini dei carabinieri erano partite a seguito di due rapine avvenute a Viareggio nel 2016. Due rolex, entrambi a luglio. Secondo i carabinieri dietro c’era una banda. Un gruppo di persone che partivano appositamente da Napoli per venire in Versilia, trascorrere qualche giorno nel territorio, in strutture lontane dai luoghi delle rapine o dei furti, e poi tornare giù con il malloppo.
Nel corso delle indagini, nel giugno 2017, i militari dell’Arma hanno arrestato in flagranza quattro soggetti napoletani che avevano appena rapinato un orologio “Patek Philippe”, del valore di circa 35. 000 euro, ad una donna che passeggiava a Forte dei Marmi. Durante le indagini però erano emersi altri elementi che, secondo gli investigatori, conducevano a Barbuto. Il quale è «ritenuto responsabile, in concorso con altri soggetti, di almeno tre episodi avvenuti in Versilia tra il 2015 ed il 2017, nel corso dei quali ha rapinato e rubato orologi di lusso per un valore complessivo di oltre 90. 000 euro», si legge in una nota dell’arma.

Maltempo in Campania, la Protezione civile: da stasera allerta gialla

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La perturbazione meteorologica che sta già interessando la regione Campania vedrà un peggioramento a partire dalla serata. Considerate le elaborazioni del Centro funzionale, la Protezione civile della Regione Campania ha diramato un nuovo avviso di criticità idrogeologica di colore Giallo valevole sull’intero territorio regionale dalle 20 di stasera e fino alla stessa ora di domani. Si prevedono, infatti, precipitazioni sparse, anche a possibile carattere di rovescio o temporale, puntualmente di moderata o forte intensità; venti forti occidentali con locali raffiche e mare molto agitato. La criticità riguarda il rischio idrogeologico localizzato con possibili ruscellamenti superficiali con fenomeni di trasporto di materiale; allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno; scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse; occasionali fenomeni franosi superficiali legati a condizioni idrogeologiche particolarmente fragili, in bacini di dimensioni limitate. Si raccomanda alle autorità competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni attesi in ordine alla tenuta delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso e ai fenomeni di dissesto idrogeologico possibili per le previste precipitazioni.

Il prefetto scioglie il consiglio comunale di Quarto

Il Consiglio comunale di Quarto  e’ stato sospeso ed e’ stato nominato il commissario. Il prefetto, Carmela Pagano, informa una nota, ”essendosi il Comune di Quarto ridotto, in seguito a dimissioni successive, a dieci componenti, ed essendo quindi venuto meno il numero minimo previsto dal regolamento dell’ente per la prima convocazione dell’organo consiliare e la relativa surroga dei dimissionari, su conforme parere del Ministero dell’Interno”, ha proposto lo scioglimento delle assise municipali. Il prefetto ha sospeso ”l’organo consiliare ed ha nominato commissario prefettizio il vice prefetto vicario Demetrio Martino, incaricandolo della provvisoria amministrazione dell’ente”. Tre giorni fa infatti si erano dimessi Enrico Alborino, Antonio Brescia, Gabriele Di Criscio, Vincenzo Di Pinto, Brigida Giaccio e Francesco Passaro. Erano rimasti in carica soltanto 11 consiglieri più il sindaco Rosa Capuozzo, ossia un numero inferiore alla maggioranza assoluta sui 24 eletti a giugno di tre anni fa.

Napoli, ragazzi aggrediti e feriti dai senza tetto di Porta Nolana

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Una inspiegabile aggressione è stata subito nel primo pomeriggio di oggi nella zona di Porta Nolana da due ragazzi che sono rimasti feriti e hanno dovuto far ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale Loreto mare. I due ragazzi di 20 e 21 anni, secondo quanto hanno raccontato agli investigatori,  sono stati aggrediti da tre persone, probabilmente dei senza tetto, nella zona di Porta Nolana. I due, che hanno riportato ferite alla testa e al viso, guariranno in una decina di giorni. Curati all’ospedale Loreto Mare, hanno fornito indicazioni sui loro aggressori alla polizia che indaga sull’episodio. Gli agenti stanno setcciando la zona e visonando anche le immagini elle telecamere pubbliche e private che si trovabo nei paraggi per risalire agli autori dell’aggressione.

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