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Psicosi meningite a Ischia, ma l’Asl tranquillizza la popolazione

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“So che in queste ore c’e’ grande apprensione sull’isola per il caso di meningococco che ha colpito il giovane di Serrara Fontana. Tuttavia, come medico e come direttore generale dell’Asl, mi sento di rassicurare in modo assoluto la popolazione”. Lo afferma, in una nota, il direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Antonio d’Amore, in merito alla psicosi da meningite che nelle ultime ore e’ si diffusa sull’isola d’Ischia dopo la morte, avvenuta ieri al Rizzoli di Lacco Ameno, del 29enne Pasquale Maltese. L’uomo era stato ricoverato il giorno prima e la causa del decesso per i sanitari era da addebitarsi a polmonite, ma in serata la diagnosi del Cotugno di NAPOLI ha stabilito che invece era “affetto da meningococco”. Era zio della piccola Vittoria, una bimba di 1 anno morta il 14 gennaio scorso, sempre per meningite. Nessun contagio da meningite invece per lo zio di Maltese, G.Z, che ieri sera e’ stato ricoverato al pronto soccorso del Rizzoli e poi al Cotugno per il temuto rischio di contagio da meningite, circostanza che l’Asl specifica nella nota affermando: “Le analisi dell’istituto per le malattie infettive hanno accertato che questo secondo paziente non era assolutamente affetto da meningite”. Tutto il nucleo familiare e’ stato comunque sottoposto a “profilassi antibiotica” sottolineano dalla sede Asl di Frattamaggiore. L’Asl NAPOLI 2 Nord per garantire ulteriore serenita’ alla popolazione, gia’ dalla prossima settimana offrira’ una campagna vaccinale gratuita contro il meningococco a tutti coloro che, a prescindere dall’eta’, per propria ulteriore tranquillita’, vogliano volontariamente sottoporsi.

Eccellenza e Promozione: risultati e marcatori del sabato

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ECCELLENZA GIRONE A

C. Frattese – San Giorgio 1-1: 29′ Ioio rig.(S), 79′ Petito(C)

Maddalonese – Barano 1-1: Capobianco(M),  Cirelli(B)

Monte di Procida – Pimonte 7-0: 1′ Pirozzi, 13′, 30′ e 50′ Palma, 19′ Lucignano, 67′ Di Matteo, 90′ Costagliola

Sessana – Mariglianese 2-0: 29′ D’Orsi, 88′ Coppola

ECCELLENZA GIRONE B 

Eclanese – Sorrento: 0-0 

Sant’Agnello – Valdiano: 0-0 

Picciola – Palmese  0-1: 83′ Fragiello

PROMOZIONE GIRONE A 

Casamarciano – Hermes Casagiove 1-0: Altieri

Comp. Casalnuovese – Albanova 0-4: 25′, 46′ e 70′ Simonetti, 59′ Nucci

Viribus Somma 100 – Cimitile 1-0:  30′ Ascione

Gladiator – Villa Literno 0-5: 12′ e 72′ Parente, 45′ Insigne rig.. 49′ Insigne, 59′ Diana

Marcianise – Virtus Goti  1-1: Capone(V), 91′ Iovinella(M)

Virtus Liburia – Olimpia Casalnuovo 1-4: 4′ Polverino(O), 16′ Maisto(V), 33′ Romano(O), 60′ Zinno(O), 87′ Iorio(O)

PROMOZIONE GIRONE B

Afro Napoli United – Vico Equense 3-0: Dodò, Redjehimi, Babù

Neapolis – Rione Terra 1-3: Riccio rig.(R), Ferraro rig.(N), (2), Colandrea(R)

Don Guanella – San Pietro Napoli 1-0: 58′ Aveta

Pompeiana – Quartograd 2-1: Oliva (P), Vallefuoco(Q), Amarante(P)

Ponticelli – Puteolana 1909 2-0: 17′ Colesanti, 80′ Pulcrano

Real Poggiomarino – Real Sant’Anastasia 13-0: Guadagno, (2) Lucarelli, Crisantemo, Casalino, Falco, (2)Balzano, (2)Longobardi, Nunziata

Virtus Ottaviano – S. Giuseppe 1-0: La Pietra

PROMOZIONE GIRONE C

Baiano – Vis Ariano RINVIATA

Club Ponte –Siconolfi 3-1 

F.C. Avellino – San Tommaso 0-2: Imparato, Manco G.

Paolisi – Abellinum 2-3 

Forza e Coraggio– G. Carotenuto 3-1: autogol(G), Mazzariello(F), Vernacchio(F), Barricella(F)

PROMOZIONE GIRONE D

Santa Maria – Alfaterna 2-2: 16′ e 71′ Cavezza(A), 75′ e 84′ Russomanno(P)

Real Palomonte – Calpazio 0-2: Delli Santi, De Luca

Rocchese – Angri 3-2: (2)Desiderio(R), De Sio(R), Tortora(A), D’Antonio(A)

Salernum Baronissi – Buccino Volcei 2-0: 20’e 90′ Citro

Temeraria 1957 San Mango – Vigor Castellabate 1-0 

Poseidon  – Gregoriana 7-0: Paolini, Sersante, autogol, (2)Forino, Serrone, Mondelli

 

Avellino-Novara 2-1: tre punti nel segno di Gavazzi

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L’uomo partita diventa chi meno te l’aspetti. Capita, nel calcio, capita. E’ Gavazzi, a lungo fermo ai box e quindi oggetto misterioso biancoverde, a far risorgere un’altra volta i lupi dalle ceneri.  Finalmente la vittoria, finalmente i tre punti. Al Partenio Lombardi tra Avellino e Novara finisce 2-1. Ci pensa Davide Gavazzi a rompere gli indugi e smorzare la tensione andando in rete al 35′. Dopo il gol del vantaggio dell’Avellino, il Novara cerca di reagire subito cercando con insistenza la porta di Lezzerini, ma la difesa di Novellino mantiene le posizioni. Il secondo tempo inizia con il gol del pareggio: lo realizza Calderoni. Fa l’esordio  Bryan Cabezas. Al 75′ arriva la doppietta di Gavazzi che con un gran gol  fa esplodere il Partenio.

Avellino-Novara 2-1

Avellino (4-2-3-1): Lezzerini; Ngawa, Kresic, Morero, Rizzato (15′ st Laverone); D’Angelo, Di Tacchio; Molina (12′ st Cabezas), Gavazzi (34′ st Falasco), Bidaoui; Asencio.

A disp.: Radu, Pecorini, Marchizza, Migliorini, Vajushi, De Risio, Evangelista, Mentana, Wilmots. All.: Novellino.

Novara (3-4-2-1): Montipò; Troest, Mantovani, Chiosa; Dickmann (21′ st Di Mariano), Orlandi, Casarini, Calderoni; Sansone (29′ st Macheda), Moscati; Puscas (21′ st Maniero).

Arbitro: Pezzuto di Lecce.

Marcatori:35′ pt e 30′ st Gavazzi, 4′ st Calderoni.

Castellammare, Anas comunica che causa maltempo chiudono di nuovo le gallerie di Varano e Privati

 

Anas comunica che, in considerazione dell’intensificazione delle precipitazioni sulla zona di Castellammare di Stabia, si rende necessaria la chiusura al traffico del tratto di strada statale 145 “Sorrentina” dallo svincolo di Castellammare Ospedale (km 3,600) allo svincolo di Castellammare Villa Cimmino (km 9,700), comprese le gallerie ‘Varano’ e ‘Privati’, in provincia di Napoli. L’interdizione al traffico – per motivi di sicurezza legati al limitato deflusso delle acque di monte, per effetto della ridotta sezione di scorrimento delle acque del torrente ‘Rivo Calcarella’ – avviene nel rispetto di quanto comunicato in precedenza da Anas, anche in occasione della riattivazione della transitabilità H24 lungo la tratta stradale. La riapertura del tratto stradale permanentemente sorvegliato ed il conseguente ripristino della regolare circolazione verranno effettuati in relazione alla cessazione delle forti piogge. Il traffico utilizza i percorsi alternativi precedentemente indicati, ovvero viabilità locale ed ex strade statali 366 “Agerolina” e 145.

Maltempo: a Capri nel pronto soccorso acqua dal tetto

L’allarme meteo e le abbondanti piogge che da tre giorni stanno cadendo sull’isola hanno provocato una serie di smottamenti e cadute di pietre e sassi dai muri di contenimento che costeggiano la strada provinciale che collega Capri con Anacapri. Infiltrazioni provenienti da un terrazzo di copertura anche nell’ospedale di Capri, il “Capilupi”. La caduta dei massi e’ avvenuta sul tratto di strada del territorio appartenente al comune di Capri. Primi ad intervenire sono stati gli agenti della polizia municipale di Capri allertati da alcuni automobilisti. Intervenuti anche i vigili del fuoco che hanno provveduto a transennare lo spazio di strada che costeggia il tornante interessato dal piccolo smottamento allertando la Prefettura e la Citta’ Metropolitana di NAPOLI. Lungo la strada si procede a senso unico alternato. Sempre a causa delle forti piogge si sono avute infiltrazioni provenienti da un terrazzo di copertura anche nell’ospedale di Capri, il “Capilupi”. Il personale e’ intervenuto con mezzi di fortuna utilizzando dei grossi contenitori in plastica per raccogliere il gocciolamento dell’acqua piovana che ha continuato a scorrere per l’intera mattinata all’interno nella zona di ingresso del pronto soccorso dell’ospedale. E proprio l’abbondante pioggia di questa mattina potrebbe essere stata la causa anche del black-out che e’ durato diverse ore nel borgo di Sant’Anna nel centro storico dell’isola tenendo privi di energia elettrica le antiche abitazioni della zona.

Addio a Folco Quilici, l’ultimo dei grandi documentaristi

E’ morto stamattina presto all’ospedale di Orvieto all’età di 87 anni Folco Quilici, ultimo dei grandi documentaristi italiani. Nato a Ferrara il 9 aprile del 1930 dopo aver iniziato un’attività cineamatoriale si è specializzato in riprese subacquee. Suoi i tanti film-documentari pluripremiati dedicati al rapporto tra uomo e mare. Nel 1954 immerse la telecamera nei mari dell’emisfero australe per “Sesto continente”. Vinse l’Orso d’Argento a Berlino con “Ultimo Paradiso” e presentò alla Mostra del Cinema di Veneziaq “Paul Gaugin” nel a 1957. Nel 1971 uno dei suoi documentari della serie L’Italia vista dal cielo, “Toscana”, gli vale una candidatura agli Oscar. Con “Oceano” si aggiudica il Davide di Donatello. Il suo luogo del cuore erano le isole di “Pontinesia”, Ponza, Palmarola e Ventotene, ribattezzate così da lui negli anni 70, “un autentico paradiso terrestre, tra fondali di acqua cristallina, una straordinaria ricchezza di fauna e flora sottomarine, rocce multicolori, piccole baie e spiagge incantevoli, oltre a una posizione strategica vicina a due grandi città, Napoli e Roma”.

Truffa un’anziana al Nord: arrestato 44enne napoletano

Un uomo, Maurizio Savarese, 44 anni, di Napoli, e’ stato arrestato dai carabinieri di Romano d’Ezzelino poco dopo aver truffato un’anziana. L’uomo si era presentato al telefono come un avvocato che stava seguendo le sorti del figlio della donna che era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale per la cui pratica erano necessari 600 euro per evitagli il carcere. La donna, 83 anni, di Cassola, non avendo il denaro a sufficienza ha quindi consegnato al malfattore una collana d’oro, chiedendogli una ricevuta di consegna. La richiesta ha messo in difficolta’ il truffatore che, con una scusa, si e’ allontanato facendo cosi’ capire alla donna che stava per essere raggirata. Un figlio di quest’ultima, appreso quanto era avvenuto, ha chiamato il 112 fornendo una descrizione approssimativa dell’uomo, sufficiente per fare individuare ai carabinieri Savarese, bloccato poi alla stazione ferroviaria di Cassola. L’uomo ha tentato di disfarsi della collana d’oro e di dare giustificazioni della sua presenza in zona, senza pero’ convincere i militari dell’Arma che l’hanno arrestato per truffa pluriaggravata.

Crispano, blitz dei carabinieri nella notte: nell’armadio 120 dosi e 4mila euro

Arrestata una incensurata 44enne di Crispano, sorpresa dai carabinieri del nucleo investigativo di castello di cisterna a detenere 122 dosi di marijuana e hashish nonché 4mila euro in contante di verosimile provenienza illecita. il tutto è stato trovato in un borsello nel suo armadio, rinvenuto durante perquisizione domiciliare. La donna dovrà rispondere di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Dopo le formalità di rito è stata tradotta ai domiciliari.

Eccellenza: scritte violente a Pozzuoli

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E’ stato imbrattato da scritte teppistiche, la notte scorsa, l’ingresso dello stadio ‘Domenico Conte’ di Arco Felice a Pozzuoli, terreno di gioco della locale squadra di calcio, la Puteolana 1902 (campionato di Eccellenza). A scoprire e a denunciare il fatto i dipendenti del Comune, che hanno rilevato gli slogan contro la citta’, la societa’ ed il presidente, all’apertura dell’ufficio sport, che ha sede in un manufatto all’interno dello stadio. Gli slogan, scritte con spray nero sull’intero fronte del muro di cinta dell’impianto lato spalti riservati ai tifosi di casa, secondo i primi accertamenti sarebbero opera di tifosi del Giugliano, la cui squadra domani mattina sara’ impegnata nel derby con la Puteolana, proprio al ‘Conte’. Il raid e’ da ricondurre a vecchie ruggini che da anni contraddistinguono i rapporti tra le schiere del tifo estremo delle due squadre. Situazione acuita, in particolare, dalla disposizione emessa dalla Questura di vietare per la gara l’accesso allo stadio ai tifosi del Giugliano. Sull’azione teppistica sono in corso indagini da parte della polizia.

Mario Rusciano nuovo presidente della Fondazione Ville Vesuviane

Mario Rusciano e’ il nuovo presidente della Fondazione Ville Vesuviane. Il Consiglio di gestione composto anche da Antonio D’Auria, Massimo Lo Cicero e Paola Villani, lo ha eletto all’unanimita’ nella sua prima riunione dopo la scomparsa del presidente Giuseppe Galasso che ha guidato la Fondazione per otto anni. Rusciano, consigliere anziano, ha ricordato la figura del professore Galasso e successivamente, pur essendo il Consiglio di gestione attualmente in regime di prorogatio, e’ stato necessario nel rispetto dello statuto, eleggere il nuovo presidente, che restera’ in carica fino alla nomina del nuovo Consiglio da parte del Ministero dei Beni e delle Attivita’ Culturali e del Turismo (Mibact). Rusciano ha sottolineato che la sua presidenza, necessariamente transitoria, si muovera’ in ”assoluta continuita”’ con quella del predecessore. E’ professore emerito di Diritto del Lavoro, dopo essere stato professore ordinario della prima cattedra di questa materia nella Facolta’ di Giurisprudenza dell’Universita’ degli studi di NAPOLI “Federico II”. Ha ricoperto le cariche di direttore del Dipartimento di Diritto dei rapporti civili ed economico-sociali e di presidente della Commissione didattica nella stessa Facolta’. E’ stato presidente del Polo delle scienze umane e sociali e componente del Consiglio Direttivo della Scuola di specializzazione delle professioni legali dell’Ateneo “Federico II”.

Arzano, l’architetto Risi ‘autorizza’ la squadra di calcio a giocare a porte chiuse

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Arzano. Stadio si, stadio no: L’architetto Antonio Risi in violazione della determina dirigenziale dell’ex Dirigente Aniello Scafuto, autorizza l’Arzanese calcio a giocare a porte chiuse. Che Arzano fosse balzato alle cronache nazionali per il best-seller del maestro Marcello D’Orta “Io speriamo che me la cavo” era cosa nota, ma che per rimanere in tradizione un dirigente comunale scrivesse non un atto dirigenziale che annullasse quello precedente, ma una lettera che praticamente confermando tutto quanto già disposto da Scafuto, “autorizza” la squadra dell’Arzanese a giocare a porte chiuse. Ovviamente, aggirando quanto già disposto dal Comune. Ma la vera chicca è rappresentata dalla comunicazione dell’atto a Polizia, vigili urbani e carabinieri che a questo punto potrebbero chiedere lumi. Infatti, già nei mesi scorsi alcuni consiglieri comunali di maggioranza avevano messo in atto vere e proprie forzature per far aprire in modo illegittimo lo stadio. “Si tratterebbe di Partite ufficiali a porte chiuse e limitate alla sola presenza di dirigenti, staff e accompagnatori societari (chi controllerebbe dentro e fuori?)- stigmatizzano dal social Arzano news – . “Spontanea ci sorge la domanda, qualora rispondesse al vero l’indiscrezione. È cambiato qualcosa nel mentre? Sono stati eseguiti i lavori per la messa in sicurezza? Ci autorizza la FIGC? C’è forse una nuova Ordinanza dirigenziale e/o sindacale, che motiva e giustifica per legge, e che annulla quelle precedenti firmate, sotto propria responsabilità, da ben tre dirigenti comunali? Ci sfugge qualcosa, ma ci preoccupa, e non poco questa vicenda, tanto più rilevante se vera, perché “torna“ all’improvviso nel pieno della campagna elettorale per le Politiche. Consiglio massimo attenzione: la materia è molto delicata. Vi ricordo sempre che le vicende legate a strutture e attività sportive arzanesi sono già finite negli atti dei due scioglimenti. Vi ricordo che siamo costantemente attenzionati da Prefettura e Antimafia, vi ricordo che non sono tempi buoni per “forzature” e altro. Saremo tutti felici, ovviamente, e ce lo auguriamo quanto prima che il nostro stadio venga messo in completa sicurezza e che tutti, non solo gli sportivi, ma anche e soprattutto che la grande platea di appassionati tifosi arzanesi ne possano usufruire e godere . Ma stiamo attenti: l’interesse “pubblico” che è primario, così come la sicurezza e il rispetto della legge, non ammettono deroghe. Per annullare ordinanze ci si deve assumere la responsabilità di fare nuove motivate ordinanze. Ci si assume esplicita responsabilità sindacale, dirigenziale, politica”.

Salvio Amarante

Salerno, Fonderie Pisano, il sindaco: ‘La Regione ha decretato revoca Aia’

Salerno, Fonderie Pisano, il sindaco: ‘La Regione ha decretato revoca Aia’
“La vicenda delle Fonderie Pisano e’ arrivata al suo punto cruciale. La Regione Campania ha decretato la revoca dell’AIA (Autorizzazione integrata ambientale), stante l’inidoneita’ del sito a garantire un livello elevato di protezione dell’ambiente, per sopravvenuta carenza dei requisiti di legge. Tale decisione e’ stata motivata dal permanere delle gravi e numerose criticita’ emerse nelle relazioni ispettive e della inefficacia delle migliorie tecniche attuate dall’azienda”. Cosi’, in una nota, il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli. “Di qui la decisione della revoca dell’autorizzazione regionale con conseguente chiusura delle attivita’ presso l’impianto ed invito alla presentazione di un piano di bonifica del sito. Questa decisione chiama in causa evidenti e gravi responsabilita’ dell’azienda. Da sempre – sottolinea – abbiamo sostenuto, al di sopra di ogni posizione demagogica, che l’obiettivo preminente fosse la salute dei cittadini e che la proprieta’ avrebbe dovuto approntare per tempo un progetto di ammodernamento che tenesse conto di tale primario valore. La colpevole inerzia delle Fonderie Pisano determina pesanti e gravi ricadute occupazionali, che vanno subito affrontate. A partire dalla decisione della Regione occorre finalmente voltare pagina”. “Iniziative concrete e rapide spettano alla proprieta’ verso la delocalizzazione dell’impianto, in modo da garantire la realizzazione di un moderno stabilimento adeguato a tutte le normative tecniche ed ambientali. E’ questo – conclude – il modo giusto per garantire un futuro in altro sito all’attivita’ produttiva, salvaguardando il sacrosanto diritto al lavoro di tutte le maestranze, a partire dalle tutele sociali che andranno convenute in sede sindacale per la fase transitoria”.

Italiano uccide la moglie per strada a Zurigo e poi si suicida

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E’ un italiano l’uomo, Danilo Nuzzo, di 38 anni, che ieri, in una strada del centro di Zurigo, ha ucciso con colpi di pistola la moglie, Irene Rizzo, di 35 anni, e poi si e’ ucciso. Entrambi sono originari della provincia di Lecce, in Puglia: lui e’ di Supersano, lei di Ruffano. La notizia e’ pubblicata sulla edizione di Lecce de ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’. La coppia, che ha due figli, viveva nella citta’ svizzera da diversi anni. Tutto e’ avvenuto, per motivi non ancora accertati, sotto gli occhi dei passanti, intorno alle 14.30 nel quartiere Europaallee, a poche centinaia di metri dalla stazione centrale. La donna era impiegata presso una filiale della banca Ubs. Ed e’ proprio davanti all’edificio che ospita l’istituto di credito che e’ avvenuto l’omicidio-suicidio. La donna e’ morta davanti all’ingresso della banca. A pochi passi da lei, il marito si e’ tolto la vita dopo averla uccisa. Uno dei due – e’ detto nell’articolo del quotidiano – sarebbe morto sul colpo, l’altro in seguito alle gravi ferite riportate. Sembra che l’uomo avesse trascorso gli ultimi giorni in paese e che proprio il giorno prima della tragedia fosse ripartito per la Svizzera. In preda al terrore, i numerosi passanti sono fuggiti e hanno cercato di mettersi al riparo, temendo un attacco terroristico. Il luogo della tragedia e’ stato subito raggiunto da auto e camionette della polizia ed e’ stato interdetto ai pedoni. Sull’accaduto indagano la procura e la polizia della citta’ svizzera.

Portici, Università aderisce alla convenzione per gestione bosco

“Con con viva soddisfazione che abbiamo accolto l’adesione dell’Università ‘Federico II’ di Napoli alla convenzione che la Città Metropolitana le aveva inoltrato nel mese di gennaio per la gestione del Bosco Inferiore della Reggia di Portici.” Così esordisce il Vicesindaco metropolitano, Salvatore Pace, che prosegue: “La L. 56, che dal 2015 ha soppresso la Provincia di Napoli e istituito la Città Metropolitana: nel sottrarre a quest’ultima le competenze sulla tutela dell’ambiente, con il conseguente trasferimento presso la Regione del relativo personale specializzato e qualificato, la legge stessa ha indotto talune criticità nella gestione botanica, tali da comportare la chiusura del Bosco per motivi di sicurezza.” “Questo accordo – prosegue Pace – chiude una fase cruciale dell’impegno per la restituzione ai Cittadini di questa essenziale area verde; una fase che ha visto la Città Metropolitana impegnare fondi cospicui per la manutenzione dei corpi di fabbrica della Reggia e lavorare, con costanza e in silenzio, perché l’Università ritenesse mature le condizioni per accogliere, così come accade per il Bosco Grande, anche il compito di gestire scientificamente e mantenere le piante di alto fusto.” “Nel ringraziare la struttura tecnica della Direzione Patrimonio ed il Consigliere Delegato al settore, Antonio Caiazzo” – conclude il Vicesindaco – “il mio impegno, in collaborazione con il Consigliere Delegato, è quello di far approvare speditamente al Consiglio Metropolitano il testo della convenzione così che il Sindaco de Magistris possa apporre anche la sua firma accanto a quella che già è stata vergata dal Rettore dell’Università di Napoli per così riaprie ai Cittadini in tempi brevissimi l’area e riprendere al lavoro di tutela e cura del patrimonio boschivo”.

Dimentica chiavi e si arrampica su balcone: cade e muore il noto dj Lee Roy nato a Napoli

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Rientrato a casa dopo una serata con gli amici, si sarebbe accorto di non avere con se’ le chiavi e per questo si sarebbe arrampicato sul balcone per entrare da una portafinestra del terrazzo. Ma ha perso l’equilibrio ed e’ caduto, morendo sul colpo. La vittima e’ un 24enne, trovato morto all’alba di questa mattina davanti alla palazzina dove abitava, a Mornico al Serio in provincia di Bergamo. La caduta risalirebbe a notte fonda, ma a dare l’allarme questa mattina e’ stata una vicina di casa che lo ha trovato a terra senza vita: immediatamente sono intervenuti i soccorsi del 118, che si sono rivelati vani. I carabinieri non avrebbero dubbi sulla dinamica dei fatti Il giovane si chiamava Lee Roy James Baptiste, originario delle Seychelles ma nato a Napoli: era molto conosciuto a Mornico, dove viveva da tempo con la mamma nella palazzina di via Cavour, e dove faceva il dj ed era grande appassionato di musica reggae. Secondo le prime ricostruzioni, il dramma risalirebbe alle 3 della notte. La salma del ventiquattrenne e’ a disposizione della magistratura bergamasca, che potrebbe disporre l’autopsia per chiarire le circostanze della morte.

Elezioni, De Raho: ‘Scoprire se i boss hanno scelto chi sostenere’

In vista delle elezioni del 4 marzo “serve un controllo dello Stato sui seggi ma ancora prima un controllo dei soggetti ‘camorristicamente’ esposti, per capire se essi stessi hanno gia’ individuato delle linee di voto”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, commentando il possibile condizionamento del voto da parte della criminalita’ organizzata. “Tutt’ora si fanno perquisizioni finalizzate per capire se ci sono gia’ modelli di schede che confermano che il voto si concentrera’ su alcun soggetti sostenuti dalla camorra o dalle altre mafie. Questo e’ uno dei molti metodi di indagine messe in campo per evitare il condizionamento del voto da parte della criminalita'”. Il magistrato ha sottolineato: “Certamente in tutti i quartieri e i territori dove la camorra, la mafia, la ‘ndrangheta e le forme di criminalita’ organizzata pugliese hanno un capillare controllo del territorio devono esserci presidi di garanzia del voto libero. A cominciare dal controllo su seggi elettorali per evitare meccanismi come la scheda ballerina che, come emerso dalle indagini, consiste nel far uscire la scheda dal seggio e farla rientrare gia’ riempita. Ma penso anche al condizionamento intimidatorio o persuasivo con promesse lavoro o altro compenso”.

Prete esorcista arrestato sospeso anche dall’ordine dei giornalisti

Dopo aver subito già l’onta della sospensione dal servizio sacerdotale per decisione del vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, ieri don Michele Barone di Casapesenna è stato rinchiuso in carcere con  l’accusa di aver perpetrato “su numerose donne – tra le quali la minore T.A. e la giovane C.R. – medievali e brutali riti esorcisti, le cui modalità esecutive hanno concretizzato la realizzazione delle fattispecie incriminatrici della violenza sessuale aggravata e dei maltrattamenti in famiglia”.
E oggi l’Ordine dei Giornalisti della Campania ha sospeso ad horas don Michele Barone, giornalista pubblicista,  ed ha avviato la procedura affinche’ il Consiglio di disciplina apra il relativo procedimento disciplinare. Ma l’elenco delle vittime è lunghissimo e porta a una probabile setta di cui il prete sarebbe a capo e che aveva circuito diverse giovani donne, in alcuni casi anche i loro familiari. Tutti tranne N., la sorella maggiore dell’ultima malcapitata che ha denunciato l’orrore. Il provvedimento della Procura per quei fatti emersi grazie al servizio de Le Iene, ha coinvolto anche i genitori delle due ragazze, C. T., cinquantun anni, e la moglie L. C., di quarantotto, finiti agli arresti domiciliari. Stessa misura anche per il poliziotto, Luigi Schettino ritenuto responsabile di aver costretto la sorella della ragazzina esorcizzata a ritirare la denuncia contro il prete e in concorso, anche dei maltrattamenti subiti da T.A., non avendo impedito il protrarsi della condotta criminosa, pur avendone piena contezza.
La triste vicenda ha suscitato le reazioni dei fedeli e la maggior parte delle donne che conosce don Michele Barone si mostra scettica dinanzi al provvedimento di carcerazione: “L’ho visto crescere e non crederei a quanto dicono nemmeno se lo vedessi con i miei occhi”, commenta nervosamente una donna. “È tutto frutto di fantasie ma Dio saprà restituirgli giustizia”, segue un’altra che poco prima si era inginocchiata per quattordici volte davanti alle scene di Gesù Cristo in croce e che ritiene le prove il risultato di un fotomontaggio. “Il suo è un dono e nessuno può sindacarlo né giudicarlo, nemmeno il vescovo può dire se don Michele è in grado o meno di fare esorcismi” – continua l’uomo -. La difesa dei fedeli è forte e agguerrita. Un uomo di Casal di Principe, da tempo vicino a Don Michele dice: “Ne siamo almeno duecento e non ho mai visto niente che potesse farmi immaginare qualcosa di equivoco. Lo hanno sempre salutato tutti con grande affetto e lui non si è mai tirato indietro”. Anche nell’ambiente religioso si registra qualche sgomento. Due giovani suore si precipitano in chiesa dopo avere appreso la notizia dai social manifestando tutta la loro incredulità: “Quando lo abbiamo letto non credevamo ai nostri occhi”, dice la prima religiosa. Viene da Napoli e ha un viso sereno. Al santuario ci dorme e ci lavora, insegnando insieme nella scuola elementare che fa parte del santuario. Un istituto di duecento bambini. “Lo abbiamo incontrato solo la domenica quando veniva a celebrare la messa del pomeriggio”, precisa l’altra suora.
Nello sconcerto malcelato dalle preghiere dei fedeli, nessuno riesce a sostenere il pensiero che il sacerdote, già sospeso da una settimana, abbia usato la sua veste per abusare. “Avrebbero dovuto fermarlo prima, tutti sapevano e anche il vescovo era stato informato”, commenta sottovoce un ragazzo. Tutto però è saltato fuori grazie alla denuncia di una ragazza accusata di trasmettere il demonio alla sorella minore, affetta di disturbi psichiatrici, solo perché omosessuale. “Una storia di caccia alle streghe medioevale che non deve fermare il cambiamento”, sostiene Bernardo Diana presidente dell’Arcigay di Caserta che ha deciso di organizzare, per il prossimo mercoledì, una manifestazione proprio a Casapesenna.
csaIntanto al santuario “Mia Madonna mia salvezza” gli agenti della polizia, dopo avere eseguito gli arresti del sacerdote, dei genitori della minore e del poliziotto, insieme al procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere Alessandro Milita e al sostituto procuratore Alessandro Di Vico, hanno perquisito i locali utilizzati da don Michele Barone portando via documenti e pc. Sono entrati in una stanza con una piccola biblioteca e una postazione computer al cui interno, il prete arrestato era solito custodire fra le altre cose, le lettere indirizzate a lui dai lettori delle riviste religiose di cui è articolista. I poliziotti hanno trovato la porta chiusa a chiave. Don Ciro Francesco Isaia  della Piccola Casetta di Nazareth, ha accolto gli inquirenti indicando loro la stanza di don Michele al piano superiore, dove capitava che il prete arrestato accogliesse i suoi seguaci. C’era anche la possibilità di restarci a dormire, ma don Michele non si fermava mai e quando non era in viaggio, viveva a Casapesenna con i genitori. “Glielo dicevamo che non doveva portare gente, ma ci rispondeva che erano degli amici”, racconta don Isaia, “lui era così, aveva la capacità di avere sempre la ragione dalla sua parte e di apparire vittima. Quello che è accaduto ci lascia veramente sconcertati”. Don Isaia, sconvolto dal clamore di questi giorni, si è recato in questura a Caserta, per le operazioni di rito legate alla perquisizione, con don Massimo Mormile, rettore della Piccola Casetta di Nazareth. Anche don Massimo è apparso provato: “È come scoprire di aver avuto accanto una persona totalmente sconosciuta, noi abbiamo cercato di riportare don Michele sulla giusta strada rispetto alle voci che circolavano sulle sue attività esorcistiche, ma mai nessuno ci aveva segnalato eccessi o abusi e chi avrebbe poi mai immaginato un epilogo del genere?”. Don Massimo aveva consultato don Michele dopo il servizio andato in onda delle Iene per chiedergli come fare per la programmazione delle attività ecclesiali che lo vedevano coinvolto e don Michele gli aveva garantito che si sarebbero visti presto, ma poi di lui si sono perse le tracce fino all’arresto. La perquisizione di ieri ha inevitabilmente riportato alla memoria un’altra operazione delle forze dell’ordine: anni fa gli inquirenti effettuarono un blitz all’interno del santuario, alla ricerca dell’allora latitante Michele Zagaria il quale, secondo alcune fonti di allora, si sarebbe nascosto per un periodo nel tempio.

Napoli, armi e proiettili nella casa abusiva nascondiglio

Napoli. Questa mattina, gli agenti della Polizia di Stato, dei Commissariati di Polizia “San Giorgio a Cremano” e “Ponticelli”, a seguito di un’indagine hanno rinvenuto in un locale, al primo piano di uno stabile di via Franciosa, nel quartiere Ponticelli, una pistola marca “Taurus” calibro 38, con matricola abrasa, una pistola marca “Bruni” calibro 92, risultata a salve, nr 25 cartucce calibro 9×19 parabellum, 5 cartucce 9×21 e 2 cartucce calibro 38 special.
Il locale, completamente ammobiliato e corredato da elettrodomestici, lasciava credere che fosse abitato da qualcuno riuscito a dileguarsi prima dell’arrivo della Polizia.
L’immobile, inoltre, era stato ricavato in modo abusivo, da un vano condominiale ed era energizzato da corrente elettrica attraverso un allaccio abusivo alla luce pubblica. Le armi sequestrate sono state affidate agli agenti della Polizia Scientifica per gli accertamenti tecnico-balistici, al fine di accertare se siano state usate nei recenti episodi criminosi.

Ponticelli, l’Associazione ‘Francesco Paolillo’ chiede al Presidente Mattarella la medaglia al valor civile per il ragazzino

Oggi  Francesco Paolillo avrebbe compiuto 27 anni ma 14 anni una maledetta caduta lo portò via agli affetti dei suoi cari. La tragedia si consumò il pomeriggio del 25 ottobre del 2005 in via Carlo Miranda a Ponticelli. Nel quartiere ci sono parecchi scheletri di palazzi incompiuti, sono lì da circa un ventennio, dovevano essere costruiti e destinati ai terremotati dell’Irpinia, ma non vengono né ultimati né abbattuti, restano lì a fare da sfondo al grigiore delle strade. A distanza di tempo, quei macabri palazzi incompiuti diventano un parco giochi per i bambini del posto. Unico loro passatempo, salire e scendere da quelle scale, saltare da un varco all’altro e così via. Così come accade il 25 ottobre del 2005, un giorno qualunque, in cui i ragazzini del quartiere dopo aver fatto i compiti e guardato i cartoni animati, si incontrano per andare a giocare.
Tra i ragazzini c’è il 14enne Francesco che si reca a fare il solito gioco, in uno dei soliti palazzi senza recinzione, quindi facilmente accessibile. E’ il più veloce Francesco, scende e sale dal sesto piano in un niente, incuriosito chissà da cosa. Francesco si diverte a fare un altalena da alcuni ferri penzolanti, scende per andare via ed un amichetto lo chiama, l’altro ragazzino è là immobile, non riesce a scendere e Francesco risale per aiutarlo. In un atto di generosità, egli risale prende con la mano il suo amichetto e lo porta in salvo, dopo aver messo in salvo l’amico, un piede in fallo tradisce Francesco che precipita nella tromba dell’ascensore. I familiari raggiungono il posto, chiamano i soccorsi che tardano ad arrivare, Francesco dopo la caduta era ancora vivo, probabilmente senza quello sciocco ritardo si sarebbe salvato…
I genitori di Francesco si sono battuti a lungo per far chiuder almeno quei cantieri, per un pò di tempo fu creato un campo da calcio successivamente il comune riprese in mano l’area ma la lasciò nuovamente nel degrado, attualmente la situazione non è migliorata, il campo versa in condizioni di degrado, inoltre c’è uno smistamento di rifiuti, i bambini continuano ad entrare e ripetere quel gioco, la storia si ripete e nessuno fa niente.
Questa è una storia che in molti casi non viene raccontata perchè implica qualcosa che sta più in alto, la causa e la rovina di determinati luoghi che versano nel degrado, principalmente urbanistico, è la noncuranza del Comune di Napoli che non si preoccupa di modificare aree a rischio. Ora l’Associazione Francesco Paolillo ha lanciato una petizione e l’ha diretta al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per il riconoscimento della Medaglia al valor civile del giovane Francesco che con il suo gesto salvò la vita all’amichetto.

Fonte VoceNuovatv

A 15 anni trovato con banconote false al rione Pazzigno: denunciato

Ha solo 15 anni il giovane che, nel pomeriggio di ieri, è stato sorpreso dagli agenti del Commissariato di Polizia San Giovanni-Barra in compagnia di alcuni 20enni, alcuni dei quali con pregiudizi ed altri con precedenti penali, legati da vincoli di parentela con la nota famiglia dei Reale che gestisce gli affari illeciti nel Rione Pazzigno.
Un 22enne, al controllo di Polizia, spontaneamente consegnava una dose di hashish in suo possesso, mentre altri due 22enni ed il 15enne, essendo privi di documenti di identità, venivano condotti negli uffici di Polizia. Il 15enne, dopo esser salito a bordo della volante, si disfaceva di 3 banconote da 20 euro ognuna, palesemente false, tentando di nasconderle con i piedi fra le plastiche del pianale. I poliziotti , giunti al commissariato, si accorgevano del maldestro escamotage del giovane, recuperando le banconote. Il giovane, una volta scoperto, per tutta risposta, si faceva forte della sua minore età che gli avrebbe garantito la non punibilità.
La madre del 15enne, convocata dagli agenti in ufficio, si mostrava dapprima bendisposta con l’operato dei poliziotti, tanto da voler addirittura punire il figlio a suon di botte, circostanza che veniva impedita dai poliziotti, per poi cambiare totalmente atteggiamento, inveendo contro gli agenti.
Il divario di età di 7-8 anni, tra il 15enne ed i giovani con i quali è stato fermato, verosimilmente, spiegherebbe che la frequentazione sia dettata da fini illegali.
E’ prassi, infatti, per l’associazione criminale che gestisce gli illeciti affari nel Rione Pazzigno, “arruolare” tra le sue fila, giovani minorenni al fine di limitare le conseguenze penali.
Il giovane 22enne assuntore di hashish è stato denunciato alla competente Autorità, mentre il 15enne, a cui veniva sequestrato anche il telefono cellulare, è stato denunciato al Tribunale dei Minorenni, in stato di libertà, perché responsabile del reato di detenzione di banconote false. Ora le indagini della polizia continuano per individuare i fornitori della banconote false e l’utilizzo.

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