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Campania: parte la riorganizzazione e fusione di Sma Campania e Campania Ambiente

E’ partito il piano di riorganizzazione e fusione di Sma Campania e Campania Ambiente per la creazione di un’unica societa’ regionale nel campo ambientale e del ciclo delle acque, attraverso la riunione che si e’ tenuta ieri a Palazzo San Giacomo, a Napoli, e convocata dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Hanno partecipato alla riunione operativa anche il vicepresidente della Regione Fulvio Bonavitacola, l’assessore regionale al Bilancio Lidia D’Alessio, l’amministratore unico di Sma Giuseppe Esposito, i dirigenti del settore Ambiente. “Siamo impegnati a mettere ordine su una linea di rigore e di assoluta trasparenza in una situazione che e’ uno dei tanti disastri ereditati dalla Regione”, ha dichiarato il presidente De Luca. “L’obiettivo e’ innanzitutto la tutela del lavoro con piani aziendali seri e sostenibili – ha aggiunto – affrontando e risolvendo il problema delle partite debitorie ereditate e approvando rapidamente i bilanci, non approvati dal 2013, anche con il trasferimento di immobili”.
“Rimane il deficit di bilancio e la necessita’ di risanare i conti fermando innanzitutto le perdite”, ha sottolineato il governatore, per il quale si tratta di “un problema enorme, parliamo complessivamente tra Sma e Cas di 1500 dipendenti”. “Occorre che tutti siano responsabili in relazione all’obiettivo principale: anziche’ portare i libri in tribunale puntiamo a garantire i livelli occupazionali. Riorganizzazione, stabilita’ del lavoro, rigore assoluto e trasparenza assoluta: questa la linea di azione della Regione e delle societa'”, ha concluso De Luca. La Regione Campania ha reso noto, inoltre, che la Sma ha fatto partire la richiesta per la firma di un protocollo con l’Autorita’ anticorruzione analogo a quello firmato a inizio legislatura per gli altri atti riguardanti rifiuti e ciclo delle acque e che si sta lavorando intanto per ampliare le commesse di Sma e quindi per garantire nuove entrate. L’Amministrazione regionale sta valutando anche la possibilita’ di attribuire la manutenzione del verde pubblico nelle strutture sanitarie dove non vi siano gia’ contratti in essere. Partira’ intanto una gara con procedura d’urgenza per smaltire 1200 tonnellate di fanghi gia’ stoccati e sono state gia’ affidate le attivita’ di gestione dei fanghi direttamente ai depuratori di Cuma, Regi Lagni, Acerra, e la prossima settimana al depuratore di Napoli Nord. Nel corso della riunione operativa, infine, e’ stato deciso il potenziamento dell’impianto di Angri sempre per la gestione diretta dei fanghi.

Giovane morto in piscina, Borrelli: “Nel nuoto troppi risultati sorprendenti e pochi controlli medici”

Napoli. “Si faccia piena luce sulla morte del diciassettenne morto mentre si allenava in piscina perché è il secondo caso del genere che colpisce un nuotatore nel giro di pochi mesi, visto che nell’agosto del 2017, a Modena, era morto il ventitreenne Mattia Dall’Oglio”. A chiederlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, raccogliendo la denuncia di alcuni genitori di giovani e giovanissimi nuotatori “preoccupati per questa morte improvvisa che ha sconvolto in modo particolare coloro che, a vario titolo, vivono il mondo del nuoto”. “Alle gare, sempre più spesso, si vedono risultati straordinari e sorprendenti e qualche dubbio sul modo in cui si raggiungono quei risultati nasce” ha raccontato una mamma che preferisce restare anonima per non danneggiare il figlio che è un atleta professionista. “Al di là di questo, però, al momento, nel nuoto, è previsto un solo controllo cardiaco all’anno, a differenza di quel che accade in altri sport dove i controlli sono maggiori e, visto quel che è successo, potrebbe essere insufficiente” ha aggiunto Borrelli per il quale “bisogna aumentare i controlli e approfondirli ulteriormente e, al tempo stesso, bisogna informare i ragazzi e le loro famiglie sui rischi legati all’uso di integratori, anche quelli permessi e leciti perché non si può scherzare con la vita dei ragazzi”.
Mario Riccio, 17 anni, originario di Casalnuovo si stava allenando nella vasca del Delphinia Sporting Club quando si è sentito male. Era tesserato con l’associazione sportiva Acquachiara di Pomigliano. Il giovane era stato prontamente soccorso e gli era stato anche applicato il defibrillatore ma non c’era stato nulla da fare.
“Credo che i protocolli vadano rivisti perchè tragedie come quella accaduta ieri a Mario, che non hanno la stessa risonanza di quella di Astori, accadono sempre più spesso nello sport dilettantistico”. Esprime preoccupazione e chiede controlli medici più meticolosi l’ex azzurro di pallanuoto Franco Porzio, presidente dell’Acquachiara, la società sportiva a cui era iscritto il giovane 17enne deceduto ieri in piscina a Caivano dopo avere accusato un malore mentre si allenava. Porzio, stamattina, si e’ recato in visita a casa dai genitori del giovane, a Casalnuovo. A loro ha espresso il suo dolore per l’accaduto: “I genitori sono distrutti – ha detto Porzio – c’erano le famiglie di tutti i ragazzi che nuotavano con Mario e la sorella, 35-40 ragazzi, la nostra famiglia”. “Secondo quanto mi è stato riferito – ha detto ancora il presidente dell’Acquachiara – è stato fatto tutto il possibile per rianimarlo, c’erano anche i genitori, che ora non riescono a darsi pace. Mario sarebbe morto all’istante, mentre stava nuotando. Quando è stato portato fuori già non c’era più niente da fare”. “Credo si possa e si debba fare di più, – ha sottolineato l’ex campione azzurro di pallanuoto – anche se esiste una percentuale di imponderabilità è necessario fare tesoro di queste tragedie e lavorare affinchè non accadano più”. Nelle prossime ore la Procura della Repubblica di Napoli Nord dovrebbe fissare la data dell’esame autoptico sul ragazzo, la cui salma ieri è stata trasferita nel II Policlinico di Napoli: grazie a quegli accertamenti si potrà fare luce sull’accaduto.

Vittime innocenti di mafia, ad Ottaviano si terrà il ‘Gran galà della legalità e della solidarietà’

Ottaviano. Giornata nazionale della memoria in ricordo delle vittime innocenti di mafia, il Comune di Ottaviano ha organizzato il ‘Gran Galà della legalità e della solidarietà’ che si terrà il prossimo 21 marzo al Palazzo Mediceo. Alla celebrazione parteciperanno tra gli altri il presidente dell’associazione ‘Parlamento europeo della legalità internazionale’ Nicolò Mannino. Mercoledì 14 marzo, nel corso di una conferenza stampa, nella sala consiliare ‘Pasquale Cappuccio’, il sindaco Luca Capasso, l’assessore alla cultura Marilina Perna e la coordinatrice dell’associazione Parlamento europeo della legalità, Floriana Nappi, illustreranno i dettagli dell’evento.

Minacciava i passanti con un coltello al centro direzionale di Napoli: arrestato senza fissa dimora

Napoli. Un cittadino nigeriano di 26anni, in Italia senza fissa dimora, è stato arrestato nel pomeriggio di ieri, dagli agenti del Commissariato di Polizia “Vasto-Arenaccia”, per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. I poliziotti, durante il normale servizio di prevenzione e controllo del territorio, sono corsi in aiuto di due guardie giurate addette alla vigilanza del Centro Direzionale. Le guardie giurate avevano appreso, dalla propria centrale operativa, che un cittadino extracomunitario, le cui descrizioni corrispondevano all’uomo fermato, si aggirava per il centro direzionale minacciando i passanti con un coltello, lo hanno avvicinato ma sono state aggredite ed hanno riportato lesioni guaribili in 5 giorni. L’arrivo di un’ulteriore volante del Commissariato di Polizia “Poggioreale” ha riconosciuto nel nigeriano colui che, quattro giorni prima, si era reso responsabile di un episodio analogo, sempre ai danni di passanti al Centro Direzionale. Il 26enne, che agli archivi elettronici è conosciuto con vari alias e precedenti specifici, è stato arrestato e, dopo una notte alle camere di sicurezza della Questura, nella giornata di oggi, sarà processato con rito direttissimo.

 

San Giovanni-Barra, pregiudicato in giro con una mazza da baseball: denunciato

Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato, del Commissariato “San Giovanni-Barra, hanno denunciato , F. V., di anni 31, con pregiudizi di polizia, perché in possesso di una mazza da baseball. Gli agenti, durante un posto di controllo in via Boccaperti, hanno fermato F. V., già conosciuto alle forze di polizia, a bordo di una vettura Fiat 600. Da un controllo all’interno dell’auto, i poliziotti hanno trovato una mazza da baseball lunga 43 cm che F.V. giustificava dicendo che gli era stato fatto un regalo. Inoltre l’auto era sprovvista di copertura assicurativa, pertanto si è proceduto a sequestro amministrativo. I poliziotti hanno denunciato F. V. per possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

 

Corruzione, truffa e falso: giudizio immediato per il giudice Mario Pagano. Ad aprile inizia il processo

Napoli. Otto episodi di corruzione in atti giudiziari, truffa e falso: giudizio immediato per il giudice civile, poi sospeso dal Csm, Mario Pagano, originario di Roccapiemonte e agli arresti domiciliari da dicembre scorso. A decidere sulla richiesta di giudizio immediato dei pm Ida Frongillo e Celeste Carrano è stato il Gip del Tribunale di Napoli Luisa Toscano. Il processo comincerà il 16 aprile, davanti alla prima sezione del Tribunale partenopeo. Al magistrato vengono contestati otto episodi di corruzioni nonchè l’accusa di truffa e falso. Nel dicembre scorso Pagano finì agli arresti domiciliari, nell’ambito di questa inchiesta, e venne sospeso dal Csm dalle funzioni e dallo stipendio su richiesta del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che nei suoi confronti ha promosso un’ azione disciplinare.

Doping: trovato positivo al controllo Joao Pedro

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 Il calciatore del Cagliari Joao Pedro e’ stato sospeso in via cautelare dal Tna (il tribunale nazionale antidoping), dopo essere risultato positivo a un controllo post partita. Lo notizia, ufficializzata dalla Nado, l’organismo di controllo del Coni, arriva nel giorno in cui il centrocampista rossoblu compie 26 anni. Il tesserato Figc era stato sottoposto a un controllo dopo la partita di serie A Sassuolo-Cagliari, disputata a Reggio Emilia l’11 febbraio scorso. Il numero 10 brasiliano e’ risultato positivo alla sostanza idroclorotiazide, un diuretico. 

 

Tragedia di Cisterna, il parroco contestato ai funerali: ‘Pregate anche per il padre, scusate dalla famiglia è stato perdonato’

Si sono conclusi i funerali di Alessia e Martina Capasso le sorelline uccise il 28 febbraio a Cisterna dal padre dopo che lo stesso aveva ferito la madre. Al termine del rito funebre gli zii materni hanno letto poche righe per ringraziare la cittadinanza per la vicinanza dimostrata e hanno chiesto di continuare a pregare per le piccole e continuare a stare vicino alla loro sorella Antonietta. La donna é ancora ricoverata in ospedale al San Camillo e solamente ieri é stata informata della sorte delle figlie. All’uscita delle bare dalla chiesa di San Valentino sono stati liberati in cielo dai bambini della scuola che frequentavano, poi un lunghissimo applauso e dietro le bare bianche uno striscione preparato dal loro quartiere: “Solo che non doveva finire cosi’. Solo che ora siamo un po’ piu’ soli qui. Collina dei Pini vi portera’ sempre nel cuore”. E ad accompagnarle un brano di Eros Ramazzotti: novembre e sono stati accesi fumogeni rosa che facevano da cornice a due grosse scritte “Alessia” e “Martina” con in mezzo una stella cometa.  Poi feretri sono partiti in corteo per il cimitero che oggi resterá chiuso per l’occasione. Intanto dal piazzale della chiesa di San Valentino é cominciato il deflusso della migliaia di persone che hanno partecipato al rito. La presidente della Camera Laura Boldrini ha inviato una corona di fiori ai funerali di Alessia e Martina. Boldrini ieri ha dedicato la festa dell’8 marzo ad Antonietta Gargiulo, la mamma delle bambine, ridotta in fin di vita dal marito.

“Preghiamo anche per il padre”. Dopo avere ricordato a lungo Alessia e Martina, uccise dal padre, Luigi Capasso, il parroco della chiesa di Collina dei Pini, a Cisterna di Latina, ha voluto nella sua preghiera ricordare anche il padre delle due sorelle. Qualcuno dai banchi della chiesa ha contestato le parole del parroco e lui ha aggiunto, dopo un attimo di silenzio e commozione, “scusate ma la famiglia ha perdonato”.

“È con grande emozione che oggi, a nome di tutti, do l’estremo saluto terreno ad Alessia e Martina, due bambine da me conosciute ed amate. Alessia, battezzata e comunicata da me, il prossimo 6 Maggio avrebbe dovuto ricevere il Sacramento della Cresima e Martina, a settembre avrebbe iniziato il suo cammino di catechesi parrocchiale. Ora è tutto finito. Ma è davvero tutto finito?”. Inizia così l’omelia di Don Livio Fabiani, il parroco che sta celebrando i funerali di Alessia e Martina Capasso, uccise dal padre a Cisterna di Latina.”Sono circa 50 anni – dice il parroco – che sono sacerdote ed ho celebrato tanti funerali: funerali di persone suicide o uccise, di persone morte tranquillamente sul loro letto o tragicamente in incidenti vari, persone morte dopo una lunga malattia o morte all’improvviso senza che nessuno se ne accorgesse, giovani e anziani. Qualcuno potrebbe pensare che ormai sono abituato alla morte. NO! Non sono abituato! Quando vedo una bara bianca un senso di ribellione mi assale e tanti “perché?” affollano la mia testa. Perché? Mi chiedo e so che questo succede anche a voi, fratelli miei.E ancora: “Ma sappiamo tutti che umanamente parlando, non esistono risposte: allora ce la prendiamo tante volte con Dio, invochiamo la fatalità, parliamo di cattiveria umana, parliamo del caso. Ma restiamo sempre insoddisfatti e questo “perché” continua a perseguitarci. Dove trovare la risposta? La risposta c’è e la troviamo in questo luogo! Perché abbiamo portato Alessia e Martina qui? Non potevamo portarle in uno stadio dove ci saremo entrati tutti? O non potevamo portarle in un “palazzetto” dove saremo stati anche al coperto in caso di pioggia? No… le abbiamo portate qui in Chiesa perché questo luogo è stato molto famigliare per Alessia e Martina. Qui hanno pregato insieme alla comunità parrocchiale, qui hanno cominciato a muovere i primi passi sulla via della fede, e per Alessia nell’impegno cristiano nell’ACR, Azione Cattolica Ragazzi. È perciò in questo luogo che possiamo trovare la risposta che cerchiamo”.

Inter-Napoli: una sfida con tantissimo in palio

Da lepre a inseguitore virtuale, il Napoli di Sarri si risveglia dal doloroso harakiri con la Roma con l’imperativo di tenere il passo con l’armata bianconera, che sara’ comunque in vetta al campionato se superera’ in quattro giorni Udinese e Atalanta. Impresa non titanica per i ‘leoni di Wembley’, dopo la lezione di potenza, determinazione e classe data al Tottenham. Il Napoli non ha quindi alternative alla vittoria domenica in casa di un’Inter che non ha potuto pesare la propria ripresa nel test derby. Ma anche per i nerazzurri non c’e’ spazio per ulteriori pause. Guai ai vinti domenica di fronte agli oltre 60 mila del Meazza. Se il Napoli puo’ pagare dazio alla stanchezza di una rosa asciugata da infortuni e bocciature dopo mesi di spettacolo e gare convincenti, l’Inter ha vissuto un andamento contraddittorio. Con le big ha un andamento sontuoso: 4 punti con la Roma, 3 col Milan, pari esterni con Napoli e Juve, interno con la Lazio. Ma dopo lo 0-0 a Torino a dicembre ha passato tre mesi di crisi temperati dalle ultime due vittorie interne con Bologna e Benevento. Spalletti e’ un bivio: se perde, la Champions si allontana e il Milan puo’ avvicinarsi. Ma se perde il Napoli, rischia di buttare a mare le chance scudetto. Sarri si fa forza col rendimento esterno: 12 vittorie e un pari col Chievo, un ruolino da marziani. L’Inter mostra orgogliosa i suoi 110 anni di storia, festeggiati coi suoi campioni, tra cui Ronaldo. Sara’ la sfida tra i due tecnici toscani formatisi nell’Empoli. Sul piano individuale sara’ avvincente il confronto tra due goleador diversi e letali come Icardi e Mertens . Napoli-Inter ha meno appeal di un derby o di un Milan-Juve, ma e’ tra i confronti storici del calcio italiano, illuminato nel tempo dalle imprese di Sallustro, Altafini, Maradona e Cavani da un lato, Meazza, Lorenzi, Boninsegna, Milito dall’altra. La nobilta’ senza tempo la testimonia la prima rete assoluta, segnata da un asso come Fulvio Bernardini in un 3-0 esterno dell’Inter di 91 anni fa, il 3 ottobre 1926, completato da una doppietta del poliziotto austriaco Anton Powolny, autore di un poker nel funambolico 9-2 due mesi dopo. Un’epoca di bocconi amari per il Napoli che, dopo il primo successo per 4-1 con doppietta di Sallustro nel 1929, nel ritorno rimedia un 8-1 cui il giovane talento Meazza collabora con una tripletta. La via crucis partenopea prosegue (5-1 nel 1941, doppietta di ‘Veleno’ Lorenzi nel 4-3 del 1950 e tripletta nel 5-1 del 1952, tris di Di Giacomo nel 5-1 esterno del 1963) ma nel Napoli di Iuliano arrivano Altafini, Sivori ed ecco il doppio 3-1 con doppiette di Altafini e Cane’ nel 1966 e nel 1969. Poi c’e’ un’immagine indelebile del 1971: la testa di Boninsegna che colpisce il pallone e segna nell’impatto con la suola di Panzanato, una foto che da’ ancora i brividi ma che non provoca danni a Bonimba, autore di una doppietta (con un rigore generoso) nel 2-1 che castiga il Napoli e sospinge i nerazzurri allo scudetto. Passano sette anni ed ecco la finale di Coppa Italia: capitan Bini confeziona il 2-1 che consegna il trofeo all’Inter. A fine decennio epiche battaglie tra i due superteam a guida carismatica, Matthaeus e Maradona: nel 1988 volata scudetto tra le due rivali col tedesco che fissa il 2-1 firmando il 13/o tricolore, ma l’anno dopo il 2-0 per i partenopei da’ la spinta per la vittoria al fotofinish sul Milan. Dopo il 4-0 nel 1996 l’Inter deve attendere il 2005 per tornare a vincere. Il Napoli passa per il purgatorio della B, risorge con De Laurentiis: nel 2009 tacco di Muntari e cucchiaio di Lavezzi per un 2-1 nerazzurro, nel 2011 3-1 per l’Inter con doppietta di Motta a cui risponde il Napoli con un 3-0 a San Siro. Poi i partenopei esagerano con Cavani: doppietta in Coppa Italia, tripletta nel 3-1 del 2013. E c’e’ anche un 4-2 trionfale per Mazzarri, prima del suo infausto trasferimento all’Inter. Poi ancora tanto Napoli, col 3-0 al San Paolo e l’1-0 a San Siro. Lo 0-0 dell’andata sembrava avere cambiato qualcosa, ma il responso vero e’ domenica a San Siro: chi soccombe paghera’ serie conseguenze.

Napoli, rissa con rapina tra migranti in via Firenze: denunciato un egiziano

Questa notte, gli agenti della Polizia di Stato, dell’Ufficio Prevenzione Generale, sezione “Nibbio”, hanno denunciato in stato di libertà, E.I.A., di anni 37, cittadino egiziano e marito della proprietaria di un hotel di Corso Novara, per i reati di rapina, lesioni personali e porto abusivo di coltello.
I fatti sono avvenuti in via Firenze, dove la pattuglia dei nibbio è intervenuta su segnalazione della sala operativa, per intervento di rissa tra cittadini extracomunitari.
I poliziotti, giunti sul posto, hanno soccorso A.A., cittadino tunisino, di anni 32, in Italia con regolare permesso di soggiorno e richiedente asilo politico insieme alla moglie.A.A. ha subito dichiarato di essere stato rapinato da tre egiziani e di aver riconosciuto uno dei tre aggressori.I poliziotti hanno immediatamente attivato le ricerche e dopo poco hanno bloccato E.I.A., in corso Meridionale, ancora scosso e con indosso un giubbotto militare, di colore verde, con evidenti segni di colluttazione perché strappato e con un coltello lungo 14 cm, nascosto in una tasca dei pantaloni.
Dopo aver fatti opportuni riscontri, A.A. è stato accompagnato dal 118 ad un vicino ospedale e refertato con prognosi di 14 giorni per trauma cranico, ferite al volto e contusioni multiple.Su disposizioni dell’Autorità Giudiziaria, E.I.A è stato denunciato a piede libero.

Napoli, coppia con donna incinta aveva allestito piazza di spaccio in casa: lui in carcere, lei ai domiciliari

Incinta di 3 mesi ed in compagnia del marito, gestiva una fiorente “piazza di spaccio” al Corso Meridionale, ma sono stati scoperti dalla Polizia di Stato ed arrestati, nella tarda serata di ieri. Gli agenti del Commissariato di Polizia “Vasto-Arenaccia”, unitamente a personale della V sezione della Squadra Mobile, nella giornata di ieri, ad epilogo di una intensa attività investigativa, hanno fatto irruzione nell’appartamento della coppia, sorprendendoli in flagranza.Approfittando dell’arrivo di un acquirente, i poliziotti dopo aver circondato il perimetro dello stabile, si sono introdotti nell’abitazione ubicata al primo piano della scala D di Corso Meridionale, 51.Nell’attimo in cui si apriva la porta, l’acquirente cedeva una banconota da 10 euro pronunciando, alla donna che era sull’uscio : “il solito”.Avuta la certezza che l’attività di spaccio fosse in corso, prontamente gli agenti facevano irruzione in casa, creando l’effetto sorpresa.Nel corso della perquisizione, sequestrata una busta in carta riposta sul tavolo in cucina, contenente 33 dosi già confezionate di “cocaina”, 4 diverse buste in cellophane contenenti cocaina in polvere ed in forma solida, pronta per essere tagliata, nonché un bilancino di precisione.In camera da letto, invece, rinvenuta la somma in contante di 640 euro, suddivisa in banconote di vario taglio, nonché un borsello contenente una dose di cocaina e 6 di droga sintetica del tipo Ecstasy.La donna, Catia Nappi, che proprio oggi festeggia 28 anni, è stata arrestata e sottoposta agli arresti domiciliari in quanto incinta, perché responsabile, in concorso con Giuseppe Rinaldi, pregiudicato di 31 anni, per del reato di detenzione e spaccio di droga.Rinaldi, che registra precedenti specifici, un tempo abitante nella zona delle “Case Nuove”, è stato condotto alla Casa Circondariale di Poggioreale, inoltre, risulta essere il cugino del più noto Ciro Rinaldi, conosciuto negli ambienti criminali con lo pseudonimo “My-way”, capo dell’omonimo clan che opera nel quartiere San Giovanni a Teduccio. La droga rinvenuta, utile al confezionamento di altre 350 dosi, è stata sequestrata e l’acquirente è stato segnalato alla competente autorità.

Capaccio, la Finanza sequestra 34mila litri di gasolio di contrabbando: 3 denunce

La Guardia di Finanza di Agropoli, nell’ambito dell’attività di contrasto al traffico illecito di prodotti petroliferi, in due distinte operazioni condotte sotto la direzione di questa Procura della Repubblica, ha sequestrato circa 34 mila litri di gasolio commercializzato in frode alle accise nel territorio di Capaccio – Paestum. L’attività dei Finanzieri della Compagnia di Agropoli è scaturita dal controllo di un autocarro, trasportante gasolio agricolo, il cui conducente era sprovvisto dei relativi documenti di accompagnamento prescritti dalla normativa per la circolazione dei prodotti energetici.
Le indagini sul posto hanno consentito di accertare che il gasolio era stato acquistato presso un deposito carburanti di Capaccio – Paestum e che il titolare dello stesso deposito aveva ceduto ulteriore gasolio agricolo a diversi soggetti sprovvisti della necessaria autorizzazione prevista per le aziende agricole (libretti UMA).
Il responsabile, un imprenditore del posto, pur essendo privo di qualsiasi autorizzazione per la detenzione e l’utilizzo di gasolio destinato alle imprese agricole, di fatto ha illecitamente acquistato il carburante destinandolo ali’ esercizio della propria attività commerciale, procurandosi così un indebito vantaggio fiscale, atteso che il carburante sequestrato risulta essere soggetto ad un’aliquota accisa agevolata per uso esclusivo in agricoltura. In esito alle violazioni fiscali e penali riscontrate, i Finanzieri di Agropoli hanno sequestrato l’intero deposito carburanti e hanno denunciato 3 soggetti responsabili del reato di frode in materia di accise alla Procura della Repubblica di Salerno.

Caivano, pusher viaggiava con 500 grammi di marijuana in auto

Caivano si conferma ancora una volta una delle piazze di spaccio  di sostanze stupefacenti più fiorenti e più lucrose di Napoli e Provincia. I carabinieri tenenza di Caivano infatti hanno arrestato un 54enne del rione i.a.c.p. di Caivano, Michele Scuotto, sorpreso su via Pantani alla guida della sua auto in cui, sotto il sedile del passeggero, aveva nascosto un sacchetto sigillato contenente 530 grammi di marijuana. Arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio, è stato condotto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Ora i carabinieri sono alla ricerca del fornitore della sostanza stupefacente. L’arresto di oggi va a sommarsi ai tre operati dalla polizia negli ultimi due giorni.

Nocera Inferiore: L’Essere e L’Umano, si comincia con Imma Villa

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Le case sono intonaco e divinità: un filo rosso unisce la solidità delle fondamenta alle storie che si respirano nelle stanze. Chiusa in un quadro svedese di cemento che lei osa definire “casa”, la protagonista di “Scannasurice”si addentra in un racconto fatto di parole come colpi di mitra e di intensa fisicità. Il testo rappresentò il debutto, nel 1982, di Enzo Moscato in qualità di autore e interprete, capace di descrivere in profondità i meandri problematici di Napoli e della napoletanità. “Scannasurice” significa, letteralmente, “scannatopi”: una pratica a cui si dedicavano gli artigiani dei Quartieri Spagnoli usando una spada, tra terribili echi di “boom boom boom” tellurici (siamo all’indomani del terremoto del 1980) e reminiscenze monarchiche. La stessa spada che, se capovolta, può diventare una croce, emblema della condizione della protagonista. La storia è ambientata in una Napoli degradata che si inerpica per quei viottoli stretti, più che mai allegoria della situazione che il mondo della cultura si ritrova a vivere. Una splendida Imma Villa, stile Danieli, lo rappresenterà domenica sera al Teatro Diana (ore 18,30) per il debutto della rassegna “L’ Essere e L’Umano”, ormai diventata un classico per chi ama il teatro contemporaneo e d’avanguardia, organizzato da Artenauta. Parla Simona Tortora, l’anima di Artenauta: “Partiamo con testo che ha fatto epoca, quello di Enzo Moscato, e un’interpretazione di gran livello, quella di Imma Villa. Ne siamo fieri, è stato un lungo inseguimento coronato da successo”.

Fabrizio Corona non torna in carcere ma non potrà usare i social

No al ritorno in carcere, come chiedeva la Procura generale, per Fabrizio Corona che pero’, d’ora in avanti nel suo percorso di affidamento terapeutico che gli e’ stato concesso due settimane fa, dovra’ rigare dritto. Il giudice della Sorveglianza di Milano Simone Luerti, infatti, lo ha diffidato, ossia gli ha notificato un atto di ammonizione, ordinandogli di attenersi alle prescrizioni che ha violato appena uscito da San Vittore. In particolare, a quella che gli vieta di usare i social network e di diffondere video e immagini, come invece ha fatto. Qualche giorno fa, il sostituto pg Antonio Lamanna aveva chiesto per l’ex ‘re dei paparazzi’ la revoca dell’affidamento perche’, malgrado il divieto nelle prescrizioni, subito dopo la scarcerazione era comparsa sui profili Facebook e Instagram dell’ex agente fotografico una foto che lo ritraeva con una felpa rossa addosso. E soprattutto un video montato con colonna sonora rap che mostrava anche alcune sue effusioni con Silvia Provvedi, la fidanzata. Inoltre, sempre in quei giorni era stato pubblicato un servizio fotografico su ‘Chi’ che faceva vedere Corona a passeggio con lei e con in mano una copia del giornale. Il giudice, pero’, ha optato per il provvedimento piu’ morbido, la “diffida”, con cui ha intimato all’ex ‘fotografo dei vip’ (il magistrato avrebbe anche la facolta’ di convocarlo per una ramanzina verbale) di osservare la prescrizione “numero 10”: non puo’ diffondere sue immagini sui social, ne’ dare mandato ad altri di divulgare foto e video. Nel divieto, tuttavia, si parla di immagini “relative” alla misura alternativa alla detenzione che sta scontando ed e’ proprio su questo punto che i legali dell’ex agente fotografico potrebbero chiedere chiarimenti alla Sorveglianza. Corona – e’ la tesi della della difesa – con quelle immagini punta spesso a pubblicizzare prodotti della sua societa’ (nella foto postata compariva un nuovo marchio sulla felpa) e dunque, e’ il ragionamento difensivo, non si riferiscono a priori all’affidamento terapeutico. “La richiesta d’arresto – ha spiegato, comunque, l’avvocato Ivano Chiesa – per una pubblicazione su Instagram, che peraltro io ritengo non fosse violazione della prescrizione, e di questo parleremo con il magistrato, mi e’ apparsa da subito esagerata”. Ad ogni modo, il giudice nel suo provvedimento era stato chiaro: per “la prosecuzione di un programma di disintossicazione fisica e psicologica” dalla cocaina, Corona deve stare lontano dal suo “lavoro e dal suo ambiente”, entrambi “incompatibili con le esigenze” del trattamento e delle terapie.“Non difendo un pluriomicida o un narcotrafficante internazionale, difendo un bravo ragazzo solo un po’ scapestrato”, queste le parole di Ivano Chiesa, l’avvocato di Fabrizio Corona. E poi ha aggiunto: “Fabrizio si atterrà alle prescrizioni che gli sono state imposte ma bisogna far chiarezza”. Nei prossimi giorni sarà convocato dal giudice per un ammonimento e per un confronto circa la condotta che dovrà tenere fuori dal carcere. Nei suoi confronti infatti l’ordinanza del giudice è stata molto severa e gli impone di non concedere interviste né di pubblicare contenuti sui suoi profili social.

La foto in reggiseno di Jennifer Lopez fa scoppiare Instagram

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E’ bastato uno scatto pre allenamento, in reggiseno, per mandare in tilt i fan di Jennifer Lopez in ogni angolo del mondo. La cantante sempre più sexy, ecco cosa è successo. Per Jennifer Lopez il tempo non passa mai. L’attrice e cantante portoricana, con una foto in reggiseno postata sui social, dimostra di essere ancora una delle donne più belle del mondo. Pur essendo in tenuta casual, infatti, la Lopez è forse, anche più bella di quando partecipa agli eventi mondani con trucco e parrucco al posto giusto. I fans sono letteralmente pazzi di lei e i più bei complimenti arrivano non dagli uomini, ma dalle donne che non possono non ammirare l’incredibile bellezza della loro beniamina.Quando sei Jennifer Lopez basta poco per mandare in tilt il popolo della rete e i fan e anche qualche ora fa è successo lo stesso. Mentre la cantante, attrice e produttrice, continua la sua vita di tutti i giorni continuando a postare foto sui social l’attenzione di tutto è riservata ad uno scatto che la bella Jennifer Lopez ha postato ieri e che la ritraeva semplicemente pronta ad allenarsi. Addominali ben scolpiti in bella vista, pantaloni fitness e un top che teneva ben a freno le sue grazie, ma tanto è bastato per fare subito il giro del mondo con i fan pronti a risaltare le curve della diva anche senza nessun fronzolo intorno, bella al naturale. Le forme di Jennifer Lopez sono sempre state al centro dell’immaginario maschile e hanno diviso il pubblico tra quelli favorevoli alle forme burrose e quelli che le trovano esagerate.

Post Elezioni: l’operaio vota Grillo, la sinistra va rifondata, parola di Camusso

Che tra gli operai delle fabbriche del nord iscritti alla Cgil ci fosse chi votava Lega lo sapevamo da tempo, la novità è che c’è un’altra quota di nostri tesserati che non si astiene più e che vota per i Cinquestelle”. Così Susanna Camusso della Cgil in un’intervista a Repubblica. “Basta guardare la cartina dell’Italia con l’attribuzione dei seggi parlamentari per vedere che è finita l’epoca dell”Italia rossa’, pensi all’Emilia Romagna, che era la riserva di voti per la sinistra. È cambiato tutto, quel modello non c’è più”. Poi aggiunge: “Non c’è alcun voto contro la Cgil, anzi ne esce confermata la nostra capacità di tutela al di là e oltre gli schieramenti politici, come ha certificato Ilvo Diamanti sul forte amento di consenso alla Cgil. Poi, è vero che quel voto, il primo dopo la crisi economica, sollecita i soggetti sociali a una maggiore autonomia dalla politica e a essere tra i lavoratori in maniera costante non solo durante le vertenze o le vicende contrattuali”.“Non c’è alcun automatismo tra l’orientamento dei gruppi dirigenti e il voto degli iscritti. La Cgil non è – e lo diciamo da tempo – una macchina elettorale. Resta il fatto che la sinistra, tutta, non ha capito la domanda di rappresentanza che viene dai ceti più popolari”, aggiunge Camusso. “Nel quartiere romano di Tor Bella Monaca siamo rimasti noi e sono arrivate le organizzazioni neofasciste. Riconosco però che non è sufficiente quello che facciamo. Chi ha votato M5S ha votato anche per il reddito di cittadinanza, per una nuova forma di assistenza. Ecco: in questa richiesta c’è un messaggio anche per il sindacato. C’è una parte crescente di popolazione che non trova protezione e il mondo del lavoro in generale si sente isolato senza più rappresentanza politica”.

Napoli, giovane commessa denuncia violenza sessuale dal suo datore di lavoro

Ha trovato la forza di denunciare la violenza sessuale subita dal suo datore di lavoro. Si tratta di una giovane ragazza di diciotto anni, impiegata come commessa in un negozio nella zona di Poggioreale. Non era accaduto nulla che potesse far presagire l’epilogo di mercoledì sera all’orario di chiusura dell’esercizio commerciale. La ragazza si è praticamente ritrovata in trappola, rinchiusa nei locali del negozio dove il suo capo avrebbe approfittato di lei con la forza. A nulla sarebbero valsi i tentativi per divincolarsi e allontanarlo.
La giovane, come anticipato da Il Mattino,  è stata accompagnata dai parenti, ai quali ha raccontato l’accaduto, all’ospedale Loreto Mare, dove i sanitari hanno attivato le procedure del pronto soccorso ginecologico con consulenze diagnostiche specifiche e, contemporaneamente, l’assistenza dello sportello anti-violenza. E’ stata poi dimessa con un referto di dieci giorni di prognosi a cui dovranno seguire gli esiti dei vari esami effettuati per accertare le possibili violenze subite.
Secondo quanto raccontato ai poliziotti, impegnati nelle indagini, la violenza sarebbe accaduta il 6 marzo al termine di una giornata di lavoro: il proprietario dell’esercizio commerciale avrebbe chiuso dall’interno i locali per approfittare della giovane nel bagno del negozio.
Violenze, mortificazioni, insulti e anche qualche minaccia. Si attende l’esito degli esami cui i medici hanno sottoposto la ragazza, fondamentali per stabilire l’avvenuto stupro.

Salernitana-Avellino: il derby fa chiudere la linea metropolitana di Salerno

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Domenica 11 marzo, in concomitanza dell’incontro di calcio Salernitana – Avellino, il servizio sulla linea metropolitana di Salerno sarà sospeso, dalle 12.30 alle 19.00, tra le fermate Arechi e Arbostella. Il provvedimento è conseguente alla richiesta della Questura di Salerno, condivisa dalla Regione Campania e dal Comune di Salerno. Le ultime corse disponibili da e per Arechi prima della sospensione saranno: 24393 in partenza da Salerno alle 11.21; 24394 in partenza da Arechi alle 11.51. Il servizio riprenderà con i seguenti treni: 24419 in partenza da Salerno alle 19.21; 24420 in partenza da Arechi alle 19.51. Durante il periodo di sospensione della circolazione la fermata Arechi resterà chiusa. Il dettaglio dei treni interessati con gli orari delle corse sarà disponibile nelle stazioni e sui canali informativi on line del Gruppo FS Italiane.

Donne al lavoro in ‘nero’ nel giorno della Festa delle donne: denunciata la titolare

Donne al lavoro in nero nel giorno delle Feste delle donne: E’ quanto scoperto ieri dai carabinieri di Sant’Antonio Abate nel corso di un blitz in una nota azienda di costumi.Sono state scoperte 7 giovani donne impiegate “a nero”.La scena che i carabinieri di Sant’Antonio Abate e del nucleo ispettorato del lavoro di Napoli si sono trovati davanti al momento del loro ingresso nella sede di una ditta tessile di Sant’Antonio Abate è stata quella di 7 giovani donne tra i 25 ed i 35 anni, tutte dei comuni vicini, sedute davanti alle macchine da cucire a realizzare costumi da bagno.

L’amministratrice, una 36enne di Santa Maria la Carità, le aveva assunte a “nero”; solo altri 3 impiegati erano inquadrati regolarmente.La donna è stata denunciata, l’attività sospesa.

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