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Europa League: il Milan perde in casa con l’Arsenal

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Brusco risveglio per il Milan, che nell’andata degli ottavi di finale di Europa League cade in casa sotto i colpi dell’Arsenal per 0-2. Primo tempo senza storia e che indirizza il match: al 15′ Mkhitaryan, complice una deviazione di Bonucci, apre il match, chiuso da Ramsey proprio al 45′ sul filo del fuorigioco. Ripresa di gestione per i Gunners, tra sette giorni ai rossoneri servirà più che un’impresa all’Emirates per andare avanti. Insomma i grandi progressi di campionato degli ultimi di tempi la squadra di Gattuso non è riuscita a confermarli in coppa: la musica internazionale s’è rivelata completamente diversa.

Guerra Usa-Europa: colpa di Trump, che firma i dazi

Undici paesi del Pacifico hanno firmato in Cile il Cptpp (Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership), un accordo commerciale sulla falsariga del naufragato Tpp ma senza gli Stati Uniti. Ad aderire sono stati Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malaysia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam. Lo riporta la Bbc.

ll presidente americano Donald Trump firmerà le misure sui dazi riguardanti l’import di acciaio e alluminio alle 15.30 locali (21.30 in Italia). Lo ha ufficializzato la Casa Bianca.

Trump ha suggerito che l’Australia e “altri paesi” potrebbero essere esentati dai dazi su acciaio e alluminio, insieme a Messico e Canada.

Tragedia in piscina: nuotatore di 17 anni muore durante gli allenamenti

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Una nuova tragedia colpisce il mondo dello sport. Questa volta colpisce un giovane nuotatore di Caivano. La vittima è un 17enne. Si chiamava Mario Riccio ed era di Casalnuovo. La tragedia si è consumata nella piscina di Caivano dove il ragazzo si allenava nel centro sportivo Delphinia. Il ragazzo, tesserato con la societa’ Acquachiara Ati 2000 di Napoli, è stato colpito da un infarto durante gli allenamenti. Immediati sono scattati i soccorsi con massaggi cardiaci, respirazione bocca a bocca. Anche l’utilizzo del defibrillatore. ma è stato tutto inutile. Il cuore di Mario si era già fermato. Sulla tragedia la Procura di napoli Nord ha aperto un’inchiesta e il magistrato Rosanna Esposito ha disposto l’autopsia.

Spaccio di hashish a Nola: la polizia arresta un giovane di 20 anni

Nola. Questa notte, gli agenti della Polizia di Stato, dell’ufficio “volanti”, del Commissariato di Nola, hanno arrestato Francesco De Maio, di anni 20, per spaccio stupefacenti. Durante un servizio di pattugliamento a Nola, in via Anfiteatro laterizio, i poliziotti hanno notato una vettura Fiat, di colore grigio, con un uomo all’interno che stava effettuando lo scambio droga-denaro, con un giovane arrivato a piedi. Subito intervenuti, sono riusciti a bloccare l’auto con il conducente, mentre l’uomo appiedato riusciva a dileguarsi. Da un controllo effettuato, dapprima nella vettura e successivamente presso l’abitazione del De Maio, sono stati trovati delle stecchette di hashish, dal peso complessivo dei 06 grammi e la  somma di denaro di euro 495.00, che il giovane non ha saputo darne giustificazione. Il De Maio è stato arrestato e su disposizione del Tribunale di Nola, gli è stato fatto divieto di dimora nello stesso Comune e congiuntamente l’obbligo di presentazione negli uffici di Polizia.

Soccavo, ruba uno scooter e scappa: 47enne arrestato grazie all’aiuto di un nigeriano

Napoli. Gli agenti dell’ufficio reparto Prevenzione Crimine Campania, hanno arrestato ieri sera Giovanni Esposito, 47 anni, per furto aggravato. Gli agenti, mentre effettuavano servizio di controllo e prevenzione, in zona Soccavo, in via dell’Epomeo, hanno notato, nei pressi di un supermercato, una persona allontanarsi a bordo di uno scooter, tipo Honda SH 300, inseguito da due persone che urlavano e che dopo pochi metri veniva bloccato. I poliziotti, da informazioni acquisite sul posto hanno accertato la dinamica dei fatti, ascoltando il proprietario del motociclo. L’uomo ha dichiarato che, per pochi attimi si era allontanato per fare degli acquisti nel supermercato e appena ha visto una persona maneggiare vicino al suo scooter per poi scappare ha, grazie anche all’aiuto di un cittadino nigeriano in Italia con regolare permesso, rincorso e bloccato pochi metri dopo Esposito Giovanni. L’uomo è stato processato per direttissima e dovrà scontare  la pena di  1 anno agli arresti domiciliari.

Presentazione del libro di Ubaldo Baldi, domani alla Sala del Gonfalone del Comune di Salerno

Domani, venerdì 9 marzo alle ore 17.00, presso la Sala del Gonfalone al Comune di Salerno, si terrà la presentazione del libro Operai e studenti uniti nella lotta. 1970 – 1974: Cinque anni ribelli a Salerno, di Ubaldo Baldi con la collaborazione di Enzo Castaldi.
È in questo arco temporale che si svolgono e sono descritti gli avvenimenti e la storia di un’organizzazione politica, un gruppo extraparlamentare a Salerno attraverso i suoi “volantini”, i suoi documenti e fogli di propaganda, i giornali, le foto, le manifestazioni, le assemblee. Descritti da un punto di vista interno e quindi dichiaratamente di parte, ma capace di offrire una privilegiata, sul campo, della storia di cinque anni di profonda trasformazione della struttura politica e culturale di una città e di una provincia meridionale. Una città e un territorio che – come più volte capitato nella storia di questo Paese – diventava laboratorio della politica nazionale.
Ne discuteranno con l’autore Ubaldo Baldi, Giovanni Russo Spena già senatore della Repubblica e docente universitario. Responsabile “Area Democrazia” del Partito della Rifondazione Comunista; Maria Di Serio già segretaria generale Cgil Salerno, Coordinamento provinciale Mdp-Art. 1; Michela Sessa, già direttrice del’Archivio di Stato di Avellino. Segretario della Società Salernitana di Storia Patria. Modera il giornalista Eduardo Scotti.

Musica: Scarlet presenta al Mumble Rumble di Salerno il suo primo album di inediti

Wonder è il titolo del disco d’esordio della rocker campana Scarlet, in uscita giovedì 15 Marzo per l’etichetta salernitana Luma Records. Un viaggio intorno al cuore. Otto tracce, trentuno minuti per raccontare uno dei sentimenti più puri dell’animo umano: l’Amore. L’amore che si prova nei confronti del prossimo, di un amico, del/la compagno/a di vita o di un genitore. Lo stesso amore che d’improvviso può diventare un fardello insopportabile.
L’album, anticipato nei giorni scorsi dall’uscita su youtube del singolo Demon, sarà presentato in anteprima al pubblico, contestualmente all’inaugurazione di Luma Records, Venerdì 9 Marzo presso il Mumble Rumble, sito in via Vincenzo Loria 35 a Salerno. L’evento, ad ingresso libero, sarà moderato dalla giornalista Alessandra De Vita ed avrà inizio intorno alle ore 21.00.
Demon, on line su You Tube dal 5 marzo, è la fotografia di un amore malato, l’istantanea di un sentimento morboso che logora la vita affettiva e corrode l’animo gentile di una persona innamorata. Il brano descrive la condizione di sudditanza psicologica in cui alcuni individui possono trovarsi nel corso di una relazione, dalla quale non sempre è facile uscire. La canzone vuole essere un monito a non sottovalutare le conseguenze di un amore sbagliato, ad affrontare il disagio senza lasciarsi sopraffare dagli eventi. È un grido di rabbia che trova in sonorità rock la via attraverso la quale veicolare un messaggio di ribellione. Ribellarsi a quel demone che quotidianamente ci conduce verso l’oblio.

Scarlet è il progetto musicale di Rossella Sicignano, rocker campana dalle sonorità graffianti e dall’animo gentile. Il termine progetto è utilizzato non a caso, e sta indicare quanto Scarlet sia la realizzazione di una vocazione artistica nata con la passione per il teatro, sviluppatasi in giovane età con la recitazione ed evolutasi poi nella scrittura di canzoni.
Di fondo c’è una direzione stilistica e comunicativa ben definita, e riguardo la forma ed i contenuti, e per ciò che concerne la rappresentazione di sé. La scelta della lingua inglese non è un’opzione di comodo o opportunistica ma il suono naturale attraverso cui vengono concepiti i pensieri. Nei contenuti visuali, Scarlet promuove un’immagine forte e dai colori accesi, con un look aggressivo ed allo stesso tempo sensuale.
Musicalmente il progetto richiama sonorità della scena rock a cavallo fra gli anni ‘70 ed i ‘90, dove fra le figure femminili di spicco v’era una certa signora Smith. Tuttavia, se le si chiedesse quanti punti ha in comune con la Sacerdotessa del rock ci si potrebbe sentir rispondere provocatoriamente “Patti chi?” – alla maniera di PJ Harvey degli esordi. Proprio quest’ultima, in effetti, è idealmente il riferimento più pertinente. Nelle sfumature però non è difficile cogliere collegamenti con altre donne che negli anni hanno contribuito notevolmente alla crescita del panorama alternative rock femminile – come ad esempio Shirley Manson (Garbage), Tori Amos o Dolores O’Riordan (The Cranberris).

‘Caligola’, di e con Antonio Grimaldi, chiude la rassegna Atelier al Teatro Nuovo di Salerno

“Caligola” è l’ultimo spettacolo in cartellone della rassegna Atelier, per la direzione artistica di Artestudio e Teatro Grimaldello, concept e coordinamento a cura di Loredana Mutalipassi.
Domenica 11 marzo alle ore 19.00, al Teatro Nuovo di Salerno, sarà proprio il Teatro Grimaldello a chiudere la rassegna con “Caligola” di e con Antonio Grimaldi.
“La traccia di un evento drammatico, il solo capace di segnare una vita altrimenti perfetta, si allunga rapidamente, come una crepa che devasta la bellezza di un soffitto. – si legge nelle note di regia – Destinato al più grande avvenire, l’imperatore Caligola è qui protagonista di un percorso verso la pazzia, una discesa negli inferi, per l’incapacità di accettare un dolore che, se non è dominato, finisce con l’avere l’effetto di una malattia mortale. E questo è il dolore del sovrano, sul quale è posta una lente di ingrandimento a vederne solo gli aspetti umani, più intimi, inaccettabili per un mondo solido, duro e brutale, in cui una sorella morta non si piange certo per tutta la vita. Emerge un amore violento, avvinghiato all’uomo come solo fanno i legami di sangue”.
Info: 089 220886 – 347 4016291- 331 8029416.

Tragedia di Cisterna, Antonietta non ricordava nulla. L’avvocato: ‘Ci vorrà tempo prima che si riprenda’

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Antonietta Gargiulo, la 38enne di origini napoletane operaia della Findus di Cisterna di Latina ferita gravemente da suo marito Luigi Capasso che mercoledì scorso ha ferito lei, ha ucciso le due figlie e si è poi tolto la vita , ha saputo questa mattina della sorte delle sue bambine. A dare la triste notizia, dopo una attenta valutazione da parte dei medici, sono stati i familiari e gli psicologi. Gli psicologi si sono mossi con estrema cautela, grazie anche all’apporto dei familiari e dei medici e piano piano l’hanno guidata fino alla scoperta della terribile verita’. Appena messa al corrente, Antonietta Gargiulo sembra non abbia mostrato una vera e propria reazione. Questo particolare, a quanto si apprende, potrebbe essere dovuto al fatto che il suo viso e’ completamente immobilizzato a causa del delicato intervento che ha subito alla mandibola colpita dai proiettili sparati da suo marito.  La donna proprio ieri si è risvegliata dalla sedazione dopo aver subito numerosi interventi chirurgici al San Camillo di Roma.Antonietta, stando a quanto si apprende, non ricordava nulla. Né di essere stata ferita del marito, né dell’uccisione delle piccole. La donna, intubata, respira autonomamente ma non è ancora in grado di parlare e che può esprimersi solo tramite mimica facciale La supporta un gruppo di psicologi che ha iniziato un percorso.La vittima ha poi preso coscienza della tragedia e ora sta elaborando quanto accaduto, seguita da un team specializzato di psicologi. A causa delle sue condizioni fisiche la donna non potrà partecipare ai funerali delle figlie, che si terranno domani alle 11 nella chiesa di San Valentino a Cisterna di Latina. Le sue condizioni di salute non le permettono di partecipare ai funerali delle sue due bambine che si terranno a Cisterna di Latina.
L’equipe di psicologi ora la seguira’ durante l’elaborazione del lutto. Fondamentale e’ stato l’apporto dei familiari, il fratello e la sorella che hanno dato un valido contributo nella comunicazione. Antonietta Gargiulo dovra’ ancora rimanere in terapia intensiva all’ospedale San Camillo.
“La signora Gargiulo ora sa quello che è successo ed è supportata da psicologi ma soprattutto dalla famiglia. Ci vorrà molto, molto tempo prima che possa riprendersi”. E’ quanto ha spiegato ai cronisti il legale di Antonietta. E poi ha aggiunto: “Domani ci saranno i funerali delle bambine ed è stato proclamato il lutto cittadino a Cisterna di Latina. Devo dire che ho ricevuto tantissime telefonate di vicinanza da tutto il paese, donne, uomini con e senza figli. Domani ai funerali ci sarà tutto il paese. La signora ovviamente date le sue condizioni di salute non sarà presente ma ci saranno i suoi familiari. Ora bisogna solo aspettare, dovrà fare un bruttissimo viaggio dentro se stessa, un viaggio lungo che dobbiamo rispettare”, ha concluso.

Sal Da Vinci in ‘Sinfonie in Sal maggiore’ al Teatro Augusteo di Napoli

Sal Da Vinci con “Sinfonie in Sal maggiore”, al Teatro Augusteo di Napoli dal 16 al 25 marzo. Una sinfonia di ricordi e di ambizioni che parte da Napoli e arriva a New York per rivivere le atmosfere delle grandi orchestre che suonavano pezzi indimenticabili. Ad accompagnare l’artista, un’orchestra di cinquanta elementi diretti dal maestro Adriano Pennino, Gianni Parisi e Floriana De Martino per un mix ben dosato tra la melodia classica napoletana e brani mai interpretati prima dal cantautore. Ci saranno i suoi sogni, i suoi ricordi, la sua voce e un equipaggio sgangherato e comico.
Ideato e scritto da Sal Da Vinci e da Ciro Villano, lo spettacolo è diretto da Marco Carniti che assemblerà i vari reparti: dalla prosa, passando per gli sketch che si ispirano ai gran varietà degli anni d’oro del teatro e della televisioni, senza rinunciare al gusto di raccontare temi profondi e scomodi come l’emigrazione.

Napoli, trasporto pubblico: al Vomero anche le scale “immobili”

“ Come se non bastassero i guasti che bloccano all’improvviso e con inusitata frequenza una delle tre funicolari presenti sulla collina vomerese, e i tanti disservizi che si registrano quotidianamente sia nell’ambito del trasporto su ferro che di quello su gomma, a completare il quadro di un trasporto pubblico che a Napoli continua a fare acqua da tutte le parti, da alcuni giorni si sono fermate al Vomero anche le scale mobili “. A segnalare l’ennesimo guasto è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari e del Comitato per il Trasporto pubblico.
” In verità – ricorda Capodanno -, dopo l’inaugurazione avvenuta, in pompa magna,il 16 ottobre del 2002, con lavori durati circa due anni e con una spesa di circa quattro miliardi delle vecchie lire, per il sistema intermodale di collegamento tra le funicolari e la stazione del metrò collinare di piazza Vanvitelli, costituito da tre scale mobili, due in via Scarlatti e una in via Cimarosa, si sono verificate numerose occasioni nelle quali almeno una delle tre rampe è stata posta fuori servizio, non consentendo quindi l’utilizzo non solo alle tante persone, per lo più anziane, che devono raggiungere la parte alta del quartiere ma anche ai turisti che si recano nell’area di San Martino. Al punto che in passato sono state ironicamente ribattezzate le “scale immobili” ”
” L’attuale fermo riguarda le scale mobili poste sia in via Cimarosa che in via Scarlatti – puntualizza Capodanno – . La cosa che lascia più perplessi e che aumenta il risentimento e la rabbia dei cittadini è generata dal fatto che non compare alcun cartello sui cancelli chiusi di tali impianti che annunci i disservizi all’utenza, indicandone anche i motivi e la durata “.
In verità – continua Capodanno – ho anche interpellato il numero verde del contact center, facendo presente le difficoltà incontrate da giorni, specialmente dalle persone anziane o con problemi di deambulazione, per il perdurare del fermo di tali impianti di risalita ma l’addetta, dopo avermi lasciato in linea per chiedere informazioni, non ha saputo precisare né i motivi del fermo né la loro durata, limitandosi ad affermare, a fronte delle mie richieste, che non sapeva cosa dirmi e che avrebbe passato la segnalazione, sperando che le scale mobili venissero riaperte presto “.
Ala luce di quanto sopra Capodanno, ancora una volta, sollecita gli uffici competenti affinché tali disservizi cessino in tempi rapidi, effettuando la necessaria manutenzione in periodi programmati, arrecando comunque il minor disagio possibile agli utenti, e realizzando un’adeguata informazione su cause e tempi d’intervento, laddove si dovessero verificare fermi generati da eventuali guasti.

Reggia di Caserta sempre più social, crescono turisti e like

Una Reggia di Caserta sempre piu’ social quella che emerge dalla seconda parte della ricerca sulla sentiment analysis realizzata dal Consorzio Cineca, che registra l’apprezzamento degli internauti per il profilo del monumento sui social network. La ricerca e’ stata presentata oggi alla Reggia alla presenza del direttore Mauro Felicori, mentre Sanzio Bassini, era in collegamento dalla sede del Cineca a Casalecchio di Reno (Bologna). “Il nostro obiettivo e’ fare in modo che la Reggia diventi una efficace macchina comunicativa, utilizzando il feedback dei social network, che sono i mezzi di comunicazione piu’ vicini ai nostri visitatori – spiega Felicori – e auspico che il sistema museale italiano si doti di strumenti preziosi di conoscenza come quello elaborato da Cineca per favorire l’interazione con il pubblico e comprenderne le esigenze”. Il 2017 e’ stato un anno ricco di innovazioni per la Reggia di Caserta, con un nuovo sito web, una nuova strategia di marketing che tra le altre cose ha visto l’organizzazione di numerosi eventi e collaborazioni con enti del territorio, piu’ attenzione all’uso dei social network come strumento di informazione e promozione turistica (+60.000 like su Facebook, +4.400 followers su Twitter, +1600 recensioni su Tripadvisor). Tutto questo si e’ concretizzato con un aumento dei visitatori di circa il 23%. I numeri della ricerca dicono che oltre la meta’ delle interazioni complessive registrate sui social (post, tweet e recensioni) hanno un sentiment positivo nei confronti della Reggia, con un valore medio negli ultimi 3 anni pari a 74 (in una scala da 0 a 100). Piu’ elevato il sentiment di Facebook (80), lievemente inferiori i valori di Twitter (73) e Tripadvisor (70). Gli effetti di questa strategia hanno avuto un’eco importante anche all’estero sia da parte del “sistema museo” (dal sentiment pari a 47 del 2015 si e’ passati a 85 nel 2017), sia da parte dei visitatori che hanno visto un aumento del sentiment associato alle loro visite (da 70 a 74). Particolare il fenomeno di opposizione tra il flusso di visitatori e relativo sentiment quando si “superano” determinati livelli di presenze. Emblematiche le giornate con ingresso gratuito alle quali si associano sempre valori di sentiment bassi dovuti alla difficile fruizione delle bellezze del palazzo reale. “Il Cineca – ha detto Bassini – conferma il suo impegno per il Cultural Heritage 4.0, nell’ambito della ricerca e dell’innovazione tecnologica applicata ai beni culturali. La collaborazione con la Reggia pone le basi per lo sviluppo di un ecosistema digitale innovativo, che possa essere utilizzato e condiviso a livello nazionale e internazionale, grazie alle risorse di High Performance Computing, Big Data analysis, grafica avanzata, e per la creazione di ambienti virtuali che favoriscano l’accesso a database di informazioni culturali, in modalita’ open data e crossmediale”.

Appalti truccati, il Pg della Cassazione chiede di confermare i domiciliari ad Alfredo Romeo

Sono da confermare gli arresti domiciliari per l’imprenditore Alfredo Romeo, accusato di corruzione nel filone napoletano dell’inchiesta sugli appalti Romeo. Lo ha chiesto il Sostituto procuratore della Cassazione Delia Cardia ai giudici della Sesta sezione penale della Suprema Corte che, tra questa sera e domani, decideranno se accogliere o meno il ricorso presentato dai legali di Romeo, gli avvocati Francesco Carotenuto e Alfredo Sorge. I difensori dell’imprenditore, che stamani e’ venuto in Cassazione dopo aver ottenuto il permesso temporaneo di lasciare i domiciliari per essere presente alla discussione svoltasi a porte chiuse, hanno contestato a tutto campo le esigenze cautelari e hanno chiesto l’annullamento dell’ordinanza di convalida emessa lo scorso quattro dicembre dal Tribunale del riesame di Napoli. Il prossimo dieci aprile, su decisione del gip Luana Romeo, e’ stata fissata la data di avvio del processo nei confronti di Romeo. La richiesta di rinvio a giudizio e’ stata formulata dai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Francesco Raffaele. Le accuse contestate a Romeo fanno tutte riferimento al filone napoletano dell’inchiesta (l’altra tranche, sulle vicenda Consip, e’ condotta dalla Procura di Roma), che nel novembre dello scorso anno porto’ all’emissione di 16 misure cautelari. I presunti episodi corruttivi riguardano, in particolare, favori e regali a un ex dirigente e a dipendenti del Comune di Napoli, ad altri pubblici funzionari, a una funzionaria della Soprintendenza di Roma. A Romeo si contesta anche una frode in pubblico servizio per le pulizie all’ospedale Cardarelli. Ad avviso dei magistrati di merito, il ‘metodo’ Romeo sarebbe consistito nella “spregiudicata creazione di rapporti interpersonali, spesso di carattere corruttivo, con pubblici funzionari e rappresentanti delle istituzioni, al fine di aggiudicarsi appalti, superare disguidi o velocizzare procedure burocratiche”. Ai domiciliari era stato messo anche Ivan Russo, collaboratore di Romeo.

Anziana picchiata e rapinata ad Anacapri,condannato a 8 anni

Otto anni di reclusione: questa la pena inflitta a Friedrich Von der Horst, 43 anni, di Anacapri (NAPOLI), ritenuto dal Tribunale del capoluogo campano colpevole della feroce aggressione per rapina ai danni di un’anziana dell’isola, il 30 dicembre 2016. L’uomo e’ stato anche condannato a risarcire la vittima e il Comune di Anacapri, che si e’ costituito parte civile per il danno d’immagine determinato dalla vicenda. La sentenza di condanna, in primo grado, e’ stata emessa dai giudici dell’11/ma sezione penale (presidente Eliana Albanese). Il pm aveva chiesto 8 anni e 8 mesi. Von der Horst prese a calci e pugni l’anziana, riducendola in gravi condizioni, nella sua abitazione di via Caprile. Fu poi lasciata a terra incosciente; il rapinatore fuggi’ con contanti e oggetti di valore trovati in casa. La vicenda fece molto scalpore sull’isola di Capri. L’uomo, arrestato dalla polizia dopo alcuni mesi di indagini, e’ in carcere da un anno.

8 marzo: garante detenuti in carceri Pozzuoli e Poggioreale

Il garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, si e’ recato oggi, 8 marzo, festa della donna, nel carcere di Pozzuoli per fare gli auguri alle 158 donne presenti e per donare loro le mimose, simbolo di questa giornata. Nel pomeriggio Ciambriello, accompagnato da Ilenia Caputo, presidente dell’Associazione Transessuale NAPOLI (ATN) e da Annarita Mercogliano appartenente al movimento trans-femminista “Non una di meno”, si e’ recato nel carcere di Poggioreale dove ha visitato la sezione delle transessuali. Sono 278 le donne detenute ristrette in Campania, dislocate nelle varie sezioni femminili, presenti nelle carceri di Santa Maria Capua Vetere (60), di Fuori (26) e di Benevento (25) Lauro (9 detenute con figli) e nell’istituto penitenziario femminile di Pozzuoli (158). “I numeri – ha detto Ciambriello – ci permettono di capire che la percentuale delle donne recluse rispetto agli uomini e’ bassissima, pari al 4% in Italia, ma numeri bassi non possono significare bassa attenzione. Parlare di carcere femminile significa creare un carcere a misura di donna. Il carcere spoglia le persone non solo di quella che era la loro vita precedente ma anche della femminilita’. E questo accade anche perche’ le detenute devono sottostare a regole plasmate su schemi ed esigenze maschili. Difficile la vita, quella del carcere, dove divieti e limitazioni non riguardano solo la possibilita’ di muoversi e di agire ma anche di essere. Dove si scontano pene accessorie, quelle del controllo dei sentimenti e delle emozioni, assumendo toni del tutto particolari quando a esserne coinvolte sono le donne. Dove anche procurarsi l’indispensabile diventa difficile”. “Se la mancanza di spazio, la scarsa igiene e il sovraffollamento appartengono purtroppo all’intera comunita’ carceraria, per le donne ci sono esigenze fisiche, affettive, genitoriali ed emotive dai connotati molto piu’ delicati, meritevoli di una particolare attenzione. Possiamo togliere la liberta’ ma non la dignita'”, conclude Ciambriello.

Attacco hacker di Anonymous: in rete 26mila dati di prof italiani

“Salve popolo, siamo qui oggi per comunicarvi con grande gioia, che circa 26.600 dati personali (email, password, cellulari, indirizzi) di maestre, insegnanti, referenti e dirigenti di molte scuole italiane sono entrate in nostro possesso!”. E’ il tweet postato, con data di ieri, dall’account LulzSecIta (uno degli account utilizzati dagli attivisti di Anonymous). Allegato un link in cui gli hacker, rivolgendosi direttamente alla ministra Valeria Fedeli, spiegano che l’obiettivo della loro azione e’ l’alternanza scuola-lavoro. “Siete solo aguzzini che – scrivono – sfruttano l’esperienza nulla che hanno i giovani d’oggi approfittandovene per il vostro tornaconto personale. Se prima la scuola non funzionava per le infrastrutture inadeguate o fatiscenti, gli insegnanti ignoranti e negligenti (ancora presenti in abbondanza), e per tutta la farsa di studiare materie improntate non alla logica ma al puro nozionismo, ora funziona ancor di meno. Ma tanto alla Sig.ra Fedeli & Company, cosa interessa? Lei e la sua ciurma a fine mese hanno sempre lo stipendio in banca (chissa’ per quanto), lasciando fare quella misera esperienza lavorativa agli studenti”.”E siete solo fortunati – aggiungono – che evitiamo di citare la vostra esperienza nel campo della sicurezza informatica, un vero insulto verso tale ARTE, dato che avete dimostrato di non riuscire a gestire nemmeno un semplice sito. Avete pensato di essere superiori, ed avete sottovalutato INTERNET, ma temiamo voi dobbiate riguardarvi. E così come voi Ministri e Parlamentari state cercando di rovinare la scuola – concludono gli attivisti – noi cerchiamo di rovinare voi, ma con una sola differenza! Quale? Che voi fallite sempre, noi no”.In un tweet precedente, datato 2 marzo, la stessa sigla provocatoriamente chiede “abbiamo avuto problemi @MiurSocial?” e sotto fornisce tutti i link per aprire i documenti, con gli indirizzi mail degli insegnanti. Conferma dell’attacco informatico, risalente a una decina di giorni fa, arriva dagli investigatori.

Napoli, al Vomero multati 13 venditori abusivi di mimose

Come ogni otto marzo che si rispetti anche oggi a Napoli sono comparsi centinaia di venditori abusivi di mimose ad ogni angolo delle strade cittadine e d in ogni quartiere. Un fenomeno diffuso e generalizzato. Vendevano fiori senza autorizzazione: la Polizia Locale di Napoli sequestra la merce e la devolve alle chiese della zona. Agenti in azione oggi, in concomitanza con la Festa della Donna, nel quartiere Vomero di Napoli dove sono stati eseguiti controlli in via Scarlatti, via Luca Giordano, via Bernini, via Kerbaker, piazza Leonardo, via Pitloo, via Giotto, via Ruoppolo e Largo Cangiani. Complessivamente sono stati verbalizzati tredici venditori abusivi di fiori. Sempre nella zona del Vomero, in particolare in via San Domenico, via Cilea, Piazza Vanvitelli, via De Nardis, via G. Gigante, via Doria, via Fracanzano e via Rossini, allo scopo di prevenire e sanzionare il conferimento dei rifiuti fuori dagli orari consentiti, sono state multate nove persone. Infine, nel Mercato De Bustis, insieme con personale dell’ASL, in un’ attivita’ di vendita alimentare sono stati sequestrati 25 chilogrammi di mozzarella privi di confezionamento ed etichettatura. Complessivamente sono state contestate sanzioni per circa 68.500 euro.

Uccisero il capo della Paranza dei Bimbi: fine pena mai. LE INTERCETTAZIONI

Fine pena: mai. E’ questa la condanna arrivata in Corte di Assise per il killer e i due mandanti dell’omicidio del baby boss Emanuele Sibillo, famigerato capo dell’ormai disciolta “Paranza dei bimbi”.  La DDa con il pm Francesco De Falco aveva chiesto il massimo della pena per colui che viene indicato dai pentiti come l’esecutore materiale di quell’omicidio, ovvero Antonio Amoroso detto “scapuzzedda”. Ergastolo anche per il boss Gennaro Buonerba reggente della cosca dei “Capelloni” di via Oronzo Costa , la famosa “strada della morte” durante la faida di Forcella  e gli altri componenti del gruppo di vertice  del clan:Luigi Criscuolo detto “sby sby” e per Andrea Manna detto “Cioccolata”. Dodici anni di carcere per Maurizio Overa, il pentito del clan Mariano dei Quartieri Spagnoli che ha svelato tutti i retroscena del delitto confermando anche il suo ruolo di istigatore e infine 16 anni di carcere per il giovane Vincenzo Rubino, anch’egli uomo dei Buonerba ma accusato solo del tentato omicidio del famigerato Antonio Napolitano detto nannone. E il gip Piccirillo ha accolto le richieste

L’omicidio avvenne la notte tra il 29 e 30 giugno del 2015 in via Oronzo Costa a Forcella, meglio conosciuta come ” la strada della morte”. Lo ha raccontato agli investigatori il pentito del clan mariano dei Quartieri Spagnoli, Maurizio Overa e lo ha confermato anche il suo capo Marco Mariano, capo dei “Picuozzi” anch’egli  collaboratore di giustizia. Una ulteriore conferma si è avuta da un terzo pentito: Scuotto Claudio. le dichiarazioni insieme alle intercettazioni telefoniche ed ambientali e alle indagini della squadra mobile hanno costituito il quadro accusatorio che ha consentito al gip Eliana Franco di emettere l’ordinanza di custodia cautelare due anni fa e di arrivare al processo. Ecco il racconto del pentito Maurizio Overa

“…nel frattempo, dal carcere, Ciro MARIANO ci aveva mandato un ‘imbasciata dicendoci di appoggiare la famiglia dei BUONERBA che era da considerare una famiglia malavitosa a noi vicina. In quel periodo, infatti, era detenuto a Spoleto insieme a Ciro MARIANO, Vincenzo BUONERBA, fratello di BUONERBA Gennaro, poi arrestato recentemente insieme agli altri affiliati e a “Cioccolata”. Nel frattempo poi i TRONGONE Raffaele e Arcangelo, cacciati da Santa Chiara a seguito dell’omicidio FRANZESE, si erano alleati con i SEQUINO della Sanità, a loro volta alleati dei BUONERBA….in quel periodo era stato organizzato l ‘omicidio di SIBILLO da MANNA Andrea detto “Cioccolata”, Gennaro BUONERBA, Luigi CRISCUOLO e un ragazzo a nome Antonio che dovrebbe essere stato destinatario dell’ultima ordinanza di custodia cautelare eseguita, se non erro, nell’ottobre del 2015 nei confronti dei BUONERBA ed altri. Fui io a consigliare a MANNA e agli altri ragazzi di attendere SIBILLO nella zona dove i BUONERBA gestiscono una piazza di cocaina. Io feci ciò in quanto, come ho già riferito in precedenza, avevo un buon rapporto con MANNA Andrea detto “Cioccolata”, anche lui, per altro, detenuto per un certo periodo a Spoleto con Ciro MARIANO…i quattro che ho indicato sopra seguirono il mio consiglio ed infatti SIBILLO Emanuele fu ucciso nei pressi dell’abitazione dei BUONERBA mentre loro erano appostati. La mattina seguente mi chiamò MANNA Andrea dicendomi che doveva venire da me. Io all ‘epoca abitavo alla Riviera di Chiaia dove attualmente abita mio nipote, figlio di mia sorella, a nome Vincenzo MARINACCi. Io raggiunsi MANNA Andrea alla Riviera di Chiaia ave lo trovai insieme a Luigi CRISCUOLO, BUONERBA Gennaro e questo ragazzo a nome Antonio. Ricordo bene che era il 3 luglio e che MANNA Andrea mi raccontò che erano stati loro a commettere l’omicidio di SIBILLO Emanuele e mi chiese un appoggio. lo gli diedi le chiavi di casa mia e li ospitai per tre giorni. Inoltre diedi disposizioni al proprietario del Sol Bar di offrire ai quattro ragazzi tutti ciò che volevano a mie spese. Nella stessa mattinata MANNA e gli altri mi chiesero di fittargli un gommone da un armeggiatore soprannominato “omissis” che io conoscevo, che si trova all’altezza di Santa Lucia, difronte al vecchio club “21 “.lo pagai per il fitto del gommone, ma BUONERBA Gennaro lasciò i suoi documenti al titolare del! ‘ormeggio per garanzia. I quattro mi chiesero anche di fornirgli una bottiglia di Champagne e quattro bicchieri di cristallo che servivano per brindare sul gommone… Marco MARIANO era a piena conoscenza dell ‘appoggio che avevamo dato ai BUONERBA e agli altri dopo l ‘omicidio, anzi, il giorno 4 luglio, io e Marco MARIANO li portammo a mangiare a un ristorante a Fuorigrotta soprannominato “omissis ” che è di proprietà di Raffaele BARATTO dei “Calacioni “. Il giorno dopo i quattro andarono via… preciso che quando i ragazzi dopo l’omicidio vennero a casa mia si erano già disfatti di tutte le armi temendo di essere scoperti dalla Polizia”.

Questi invece gli altri particolari e la fase di preparazione dell’omicidio di Emanuele Sibillo:
“…Genni Buonerba era sottoposto a tangente ‘dalla famiglia SIBILLO e non voleva piu’ pagare. Genni mi fu portato da Andrea Manna detto cioccolata per confermargli il nostro appoggio per volonta’ di Ciro Mariano. Consigliai a Manna di spostarsi presso i Buonerba ed ando’ ad abitare in una casa che essi avevano in via dei Tribunali. Su mio consiglio Gennaro Buonerba e gli altri si organizzarono per reagire ai Sibili o. Non dovevano fare altro che attenderli nei pressi dell ‘abitazione di Gennaro Buonerba quando si recavano a ritirare i soldi. Si tratta di un vicolo stretto che non consente la fuga nel senso che o si torna indietro, il che comporta il fermarsi e girare il mezzo, o si va avanti necessariamente. Sicche’ se si organizza un agguato non c ‘e’ scampo. Ed infatti già in precedenza era stato colpito un ragazzo agente per conto dei Sibillo. Per come mi dice confermo che il nome del ragazzo e’ o’ nannone. L ‘ho intravisto in carcere durante questa detenzione a Secondigliano. Quanto alla dinamica dell ‘agguato a Sibillo Emanuele, per come mi è stato raccontato, i quattro che ho citato, ossia Genni Buonerba, Andrea Manna, Luigi Criscuolo detto bis bi’ e Antonio si appostarono in questo modo: uno nel palazzo di Genni; uno in un basso nelle vicinanze (i due sono Manna e Antonio), mentre Buonerba e Criscuolo rimasero sopra. Sibillo Emanuele con i suoi, in quattro od in sei persone, su due – tre motorini, arrivati sotto la casa di Buonerba iniziarono a sparare. Mentre stavano andando via Antonio e Manna uscirono fuori e gli spararono contro di spalle. Quando vennero a casa mia, la mattina dopo, avendo fiducia in me, da un sorriso che feci ad Antonio e dal suo controsorriso capii che ad uccidere il Sibillo era stato lui…Antonio l’ho visto in televisione con il casco nel filmato diffuso dal telegiornale che lo vede sparare. L ‘ho riconosciuto subito. Ritengo che a sparare in quel gruppo era sempre Antonio, l’unico veramente in grado di uccidere. Credo che anche a sparare al nannone sia stato lui, anche se il Criscuolo in carcere si era autoaccusato con me…Buonerba Gennaro rimase nella sua abitazione, al primo piano, insieme al Criscuolo e mi disse di non aver sparato perché non aveva la pistola e che a sparare erano stati solo Antonio e Manna”.

De Magistris e la sentenza della Corte dei Conti: ‘Napoli non andrà in dissesto’

Il sindaco Luigi De Magistris commenta la sentenza della Corte dei Conti che ha in parte respinto il ricorso dell’Amministrazione, ritenendo che il Conmune abbia sforato, nel 2016, sforato il Patto di Stabilità per non avere inserito nel bilancio i cento milioni che rappresentano il debito con il Cr8 risalente al commissariamento post terremoto del 1981.
“Ieri sera siamo stati in riunione fino a notte, ma fino a quando non conosceremo le motivazioni non potremo essere puntuali. Considero questa decisione un errore, è giuridicamente infondata e produce una profonda ingiustizia sociale che ricade sulla nostra città – puntualizza – La seconda considerazione è che c’è preoccupazione e gravità: dovere mettere per colpe non nostre, oltre cento milioni nel bilancio, per un debito storico del 1981, commissariamento post terremoto, e per un debito emergenza rifiuti che abbiamo, tolto significa farci pagare anche la sanzione. Paghiamo due volte. Un’ingiustizia clamorosa che apre la strada a una mobilitazione politica, amministrativa e istituzionale senza precedenti. Mai stato così indignato come per la decisione di ieri. Non ci si rende conto dell’ingiustizia sociale che per un cavillo formale viene fatta pagare, proprio adesso, e chissà perché, a distanza di anni, alla nostra città”.
“Da ieri iniziata mobilitazione politica metteremo in campo tutte le iniziative possibili – prosegue de Magistris – Non ci fermeremo con le armi della democrazia e della costituzione fino a quando non vinceremo la partita delle partite. Lo dissi a Montecitorio, abbiamo la cassa bloccata, farò di tutto con Gentiloni per risolvere la questione e poi affrontare la partita tutta parlamentare. Chiederò da sindaco ai deputati campani e napoletani di fare in modo che si ponga fine a questa ingiustizia. In questo Paese non ci si rende conto di quello che sta facendo – chiarisce de Magistris – Qualcuno forse ci vuole far cadere perché siamo arrivati così in alto rompendo il sistema, per la spallata finale.Napoli non andrà in dissesto, se avessi avuto dubbi parlando con i vertici tecnici dell’amministrazione, vedendo la loro indignazione, ho avuto la certezza che abbiamo ragione. Non ci fermeranno mai – conclude il sindaco – Se qualcuno ha dubbi sulla nostra capacità di resistenza e lotta se ne accorgerà nelle prossime settimane.”

Un vero avvocato truffava gli anziani nel Salernitano con due complici: tre misure cautelari

 

Una truffa organizzata ai danni di ignari anziani ma questa volta con protagonista un vero avvocato e una coppia di complici, un uomo e una donna. Truffe compiute tutte nei comuni della piana del Sele e che avrebbero fruttato al terzetto oltre 100mila euro. Sarebbero infatti almeno 13 le truffe, perpetrate soprattutto ai danni di persone anziane per un danno complessivo di circa 120mila euro, per le quali sono indagate tre persone a Salerno. A far luce su quanto accaduto alle ignare vittime cui venivano fatte richieste di cessioni del quinto degli stipendi o richieste di finanziamenti invece di richieste di risarcimenti, i finanzieri del Nucleo di polizia economica e finanziaria. I militari hanno eseguito le misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Salerno su richiesta della locale procura: una donna di 38 anni è finita agli arresti domiciliari, mentre per un pensionato 71enne e per un avvocato è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le indagini, coordinate dalla procura salernitana, sono state avviate dopo la denuncia di una coppia di anziani nei confronti di un uomo e di una donna che avevano loro falsamente prospettato la possibilità di ottenere un cospicuo indennizzo quale risarcimento per un infortunio avvenuto decenni prima. A fronte di tale possibilità, gli anziani avevano consegnato due assegni per un valore di 7.500 euro a favore degli indagati come anticipo per le spese che avrebbero dovuto sostenere per la gestione della pratica di indennizzo, che non fu però mai avviata. Le indagini hanno consentito di accertare che i due, con altri complici, avevano attuato almeno altre 12 truffe tra Salerno e i comuni della Piana del Sele.

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