È in corso a Taranto, Crispiano, Statte (Taranto), Fasano (Brindisi) e Bologna, l'esecuzione, da parte dei carabinieri della Compagnia di Massafra (Taranto), di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di dieci indagati (6 vengono portati in carcere, 4 ai domiciliari).
Il provvedimento è firmato dal Gip del Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura della Repubblica, e riguarda persone accusate, a vario titolo, di concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi da fuoco. Sono in corso perquisizioni con l'impiego di cani antidroga del Nucleo Cinofili Carabinieri di Modugno (Bari).
All'attività, eseguita da circa 50 militari del comando provinciale, partecipa anche un elicottero.
Operazione anti-droga: arresti in Puglia
Nigeria: l'esercito salva 11 ragazze
Alcune delle 111 ragazze nigeriane scomparse dopo l'attacco sferrato da Boko Haram in una scuola a Dapchi sono state tratte in salvo dall'esercito: lo scrive la Bbc online, che cita un comunicato dello Stato di Yobe. La nota non precisa quante studentesse siano ora al sicuro, ma indica che le ragazze scomparse sono state "rapite da terroristi", mentre ieri il capo della polizia negava ufficialmente che si fosse trattato di "rapimenti".
Salvini: spara su De Luca da Calvizzano
De Luca era un bravo sindaco, mi sembra un pessimo governatore. Non e' che ho cambiato idea, è lui che ha cambiato mestiere. Non sempre un bravo sindaco è anche un bravo governatore". Così il leader della Lega Matteo Salvini a margine di un appuntamento elettorale a Calvizzano ha risposto ai cronisti sul governatore campano. Nel corso del comizio, ha aggiunto: "Dopo Renzi il 4 marzo, manderemo a casa i tanti "Renzini" sparsi per l'Italia come De Luca che è il prossimo che manderemo a casa".
Napoli: Sarri convoca anche la follia...
"Quest'anno in campionato abbiamo fatto meglio in trasferta che in casa, quindi per noi non c'è grande differenza. La differenza è nell'anima e dobbiamo avere un pizzico di follia per pensare di qualificarci domani". Lo ha detto Maurizio Sarri alla vigilia del ritorno dei sedicesimi di Europa League contro il Lipsia, spiegando che un'impresa in Germania "potrebbe darci delle sensazioni che in Europa abbiamo fatto fatica a trovare". Sulla differenza di rendimento del Napoli tra campionato e Coppe, Sarri ha spiegato: "A livello di mentalità in campionato stiamo dimostrando grande cuore, nelle coppe non si riesce a trovare lo stesso livello di determinazione. Ma è un salto che questa squadra deve fare, probabilmente dovremo ampliare l'organico, forse dovremo fare qualcosa di diverso per affrontare tutte le competizioni nello stesso modo". Ultimo passaggio di Sarri sulle condizioni di Mertens, in dubbio per domani: "Dries ha avuto una leggerissima distorsione, niente di grave ma non so ancora se sarà disponibile".
Scandalo rifiuti: dal Sud si passa al Nord
Questi sono soldi della camorra? Va bene, dov'è il problema". Fanpage.it diffonde una nuova anticipazione, il quarto video dell'inchiesta Bloody Money. Nel video si vede Nunzio Perrella, ex boss della camorra infiltrato per Fanpage.it, mentre con una interlocutrice discute chiaramente di denaro della camorra da utilizzare per un affare.
Nel video si vede una donna che incontra la fonte "infiltrata" di Fanpage.it per parlare di un business, la costruzione di un sito di stoccaggio a Marghera. La signora, secondo Fanpage.it, "è la moglie di un colonnello dei carabinieri, che funge da intermediario per una cordata di imprenditori. La donna, in un incontro successivo -precisa Fanpage.it - che sarà pubblicato nella quarta puntata di Bloody Money, ci chiederà due milioni di euro".
Statale del Vesuvio, i lavori fino a giugno: i sindaci protestano
Ottaviano. La statale del Vesuvio sarà completata solo entro giugno. Ancora ritardi e disagi per gli utenti di un’arteria, la principale, di collegamento tra i paesi vesuviani. La strada rappresenta anche l’unica via di fuga efficace in caso di eruzione del Vesuvio. All’incontro di ieri con i rappresentanti dell’Anas e i sindaci del comprensorio è stata comunicata la data di completamento dei lavori. I lavori che interessano la statale stanno creando non pochi disagi ai centri urbani. Il traffico si riversa tutto sulle strade cittadine paralizzando la mobilità di intere città. Entro i primi di marzo dovrebbe riaprire il tratto che va da Napoli ad Angri. Verso fine aprile, invece, dovrebbero riaprire entrambe le direzioni sia pure ad una sola corsia. Solo intorno al 20 giugno, fa sapere il sindaco di Ottaviano Capasso, l’opera sarà completata. Intanto non si placano le proteste, i primi cittadini del comprensorio si dicono pronti a scrivere al Ministro delle Infratrutture per un intervento concreto, con la speranza di un ripristino della viabilità nel minor tempo possibile.
Torre del Greco: caccia ai banditi dei Vesuvio che assaltano le ville
Torre del Greco. Una banda di ladri tiene sotto scacco un’intera comunità ai piedi del Vesuvio. Agiscono in tre ed hanno messo a segno numerosi colpi nella zona. Entrano nelle case, soprattutto villette, e portano via soldi, gioielli e tutto quello che si ritrovano davanti. Inoltre si siedono anche a tavola e mangiano quello che ritrovano in cucina. La banda dei banditi fantasma sta diventando un vero e proprio incubo. Le denunce non sono bastate a fermare gli uomini che si stanno rendendo protagonisti di numerosi furti. Tutto avviene nella frazione di Cappella Nuova, alle pendici del Vesuvio. L’impiego di pattuglie di polizia e carabinieri non ha fatto desistere la “banda della spranga” che continua a mettere a segno colpi, minacciando chiunque si ritrova davanti. Le strade più colpite sono Via Pisani, Via Resina Nuova, Palazzine Ina Casa di via Sotto ai Camaldoli. I residenti, ormai sul piede di guerra ed organizzati con ronde notturne, raccontano tutto alle forze dell’ordine, alcuni sono anche riusciti a fornire un identikit dei malviventi. “Sono tre, alti, di corporatura grossa e con il volto coperto da un passamontagna. Impugnano pali di ferro e parlano in dialetto napoletano” – racconta una donna. I colpi messi a segno in due settimane sarebbero almeno tre. L’ultimo è avvenuto domenica alle 2 di notte. I tre si sono introdotti con volto coperto e armati di spranghe si sono introdotti in una villetta e mentre tutti dormivano hanno portato via gioielli e soldi. Probabilmente i proprietari sono stati narcotizzati con una bomboletta spray e non si sono accorti di nulla. La triste scoperta è avvenuta una volta svegli. E’ in corso una raccolta firme per chiedere la presenza di una pattuglia di vigilanza fissa ed è stato creato un gruppo WhatsApp in modo da tenersi tutti informati ed allertare in tempo reale le forze dell’ordine. Un altro gruppo, invece, ha avvitato una sorta di ronda notturna per difendere le proprie case.
Il divorzio del Cavaliere: Veronica attacca
Non è vero che il mio ex marito, Silvio Berlusconi, mi ha detto di essere disponibile a rinunciare alla restituzione degli assegni che mi ha versato nel corso del divorzio. Non ho mai ricevuto questa offerta". Lo afferma all'ANSA Veronica Lario, commentando con "stupore" le dichiarazioni rese dall'ex marito a Otto e Mezzo su La7.
"Ho dovuto presentare ricorso in Cassazione - aggiunge - perché il dottor Berlusconi, il giorno dopo il deposito della sentenza di appello", quella con cui è stato revocato dal marzo 2014 l'appannaggio mensile all'ex moglie, "mi ha notificato il provvedimento dei giudici facendo partire i termini" per impugnarlo davanti alla Suprema Corte.
Aggressione al parco: arrestato un ventunenne
Un 21enne è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di essere il presunto autore dell'aggressione alla 17enne trovata gravemente ferita la mattina del 14 ottobre scorso nel parco dell'Ambrogiana di Montelupo Fiorentino (Firenze). Il giovane è stato arrestato in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip su richiesta della procura fiorentina. I reati che gli vengono contestati sono rapina e tentato omicidio.
La storia di Lòngola si arricchisce: Dall’Osso … alla Regia Cavallerizza
Il sito archeo fluviale di Lòngola è una realtà, bon gré o mal gré, come dicono i nostri cugini d’Oltralpe. Potrà piacere o no, insomma, suscitare polemiche (più efficaci durante i lavori, non postume) o consensi a pioggia nel WEB - come sta accadendo - ma il sito di Lòngola è ormai una realtà.
Ora è dunque tempo di cominciare a traguardare il futuro possibile di Lòngola.
Però, anche il passato di Lòngola merita maggiore e più attenta considerazione, visto che esso inaspettatamente va arricchendosi.
Recentemente infatti nelle “terre della Lòngola”, oggi in territorio comunale di Striano, è stata individuata - grazie alle meritorie ricerche archivistiche di tre giovani ricercatori - la presenza di una attiva Cavallerizza regia in età Aragonese, forse l’epoca più gloriosa per la Città e per il Regno di Napoli.
Intanto, le indagini archeologiche ad ampio spettro su Lòngola, sito “perifluviale” in età protostorica, hanno dato frutti di importanza insperata e straordinaria, che hanno aperto squarci nuovi di rilettura revisionistica della storia della Campania “campana” e preromana.
Tale storia è scritta nelle circa 8.000(!) casette piene di circa 5.000 piccoli reperti archeologici tra cui : oggetti in metallo, in legno, in pietra, in osso, in cotto, in pasta vitrea.
Ma soprattutto l’ Ambra e le tante Forme di fusione per Bronzo e Ferro stanno ad attestare frequentazioni privilegiate, assolutamente “nuove” e mai prima indagate, delle genti campane con le popolazioni baltiche per l’ambra e con quelle sarde e ispaniche, nel Mediterraneo occidentale, per i minerali ferrosi. Cioè una gravitazione campana verso terre a Nord e a Ovest, piuttosto che al Sud e ad Est, verso l’evoluto e vicino mondo greco.
E va dato atto - stavolta davvero e soltanto postumo - alla battaglia tenace e sfortunata che l’archeologo preistorico Innocenzo DALL’OSSO affrontò da solo, per affermare le radici della protostoria campana, avendo contro il compatto fronte dell’Archeologia togata sua contemporanea.
Quest’ultima era invece decisamente votata alla magnificazione della Romanità e alla esaltazione delle testimonianze protostoriche e preistoriche del Nord d’Italia, allora avvolto nella bandiera italiana e savoiarda, sventolata fino a Teano da ‘o generale Garibbardo.
Alla Cavallerizza aragonese Longoliana e al perspicace archeologo DALL’OSSO, ingiustamente perseguitato dal potere postunitario, dedicheremo doveroso spazio nelle colonne di questo giornale on line.
Federico L.I. Federico
Cinema: In-corti ravvicinati all'Avanposto
Comincerà mercoledì 7 marzo e si svolgerà con cadenza settimanale per tutto il mese, presso il Teatro AvaNposto Numero Zero, la rassegna cinematografica IN-CORTI RAVVICINATI ideata e curata dal regista Andrea Piretti. La manifestazione prevede le proiezioni di sei cortometraggi a tema libero, due ogni sera, scritti e diretti da altrettanti autori napoletani entro i trent’anni d’età, seguite da dibattiti con il pubblico e gli addetti ai lavori del territorio, registi, sceneggiatori e operatori culturali, per offrire una vetrina importante ai giovani cineasti e avviare un confronto costruttivo sulle opere presentate e sul cinema napoletano contemporaneo. Il ciclo di eventi si chiuderà mercoledì 28 marzo con una tavola rotonda, ricca di ospiti e per l’intera sua durata, lo spazio accoglierà le opere fotografiche selezionate del collettivo Pròteo Photo Research.
Il calendario
Mercoledì 7 marzo 2018, ore 20.30
IL CAPITANO, regia di Antonio Longobardi (26’)
LYPSO, regia di Enzo Capaldo (15’)
Mercoledì 14 marzo 2018, ore 20.30
INVISIBLE, regia di Sergio Pontillo (16’)
QUIET GENERATION, regia di Antimo Campanile (15’)
Mercoledì 21 marzo 2018, ore 20.30
ANTONIO SUGLI SCOGLI, regia di Alessandro Gattuso (14’)
ANNA, regia di Andrea Piretti (26’)
Morì dopo il parto della terza figlia: condannati due medici dell'ospedale di Salerno
Due ginecologi dell'ospedale Ruggi di Salerno sono stati condannati perchè accusati della morte della trentacinquenne di Futani, Stefania Ruocco. Sentenza di condanna per Gennaro Luongo, primario del reparto di Ginecologia, e il collega Carmine Pagano per i quali la pena è stata di un anno a testa mentre sono stati assolti gli altri medici che la sottoposero ad un intervento di isterectomia: il chirurgo Francesco Marino e l'anestesista Vito Antonio Miele.
La giovane donna morì nel maggio 2011, una settimana dopo aver partorito la sua terza bambina. Ci sono voluti sette anni per arrivare alla definizione del caso per il quale il marito si è costituito parte civile tramite gli avvocati Andrea Castaldo e Laura Ceccarelli.
L'ipotesi portata avanti dall'accusa è che a provocare l'emorragia, che le sarebbe poi stata fatale, sia stata la placenta accreta: in pratica la placenta, che normalmente si stacca dall'utero dopo il parto per essere poi espulsa, sarebbe stata attaccata più in profondità, aderendo allo strato muscolare di cui sono costituite le pareti dell'utero. Sarebbe iniziato da questo il lungo travaglio di Stefania: dal distacco chirurgico della placenta.
Stefania che aveva rinunciato al ricovero presso l'ospedale di Vallo della Lucania perché a Salerno si sentiva più serena. Alle 23.00 della sera del 4 maggio nasce Maria Pia e mentre tutti attendono l'uscita della mamma dalla sala parto, la neo mamma viene sottoposta ad un delicato intervento chirurgico, forse per una emorragia interna. Alle 4 del mattino, dopo ben cinque ore dal cesareo, esce dalla sala operatoria. I medici le danno poche possibilità di sopravvivenza. Il giorno successivo ha altre complicazioni. Viene riportata in sala operatoria alle 13.00 del 6 maggio per asportarle la milza. Nonostante una serie di arresti cardiaci, resta in vita. Viene sottoposta ad una Tac da cui risulta un edema. Il 9 maggio va in coma e due giorni il triste epilogo.
Furbetti del cartellino al comune di Acerra: 40 condannati, 20 assolti
Furbetti del cartellino al comune di Acerra: 40 condannati e venti assolti. Si è conclusa così l'inchiesta nata nel 2013 denominata "Fuori dal comune" che coinvolse 62 dipendenti comunali. la sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Anna Imparato del tribunale di Nola. Per tutti le condanne variano dagli otto ai dieci mesi di carcere pensa sospesa, con una multa che va da 400 agli 800 euro. Per 4 imputati il Tribunale ha concesso la sospensione a patto che questi lavorino per 10 giorni gratis per sei ore settimanali salva diversa volontà dell’imputato fino ad un massimo di otto ore. I condannati hanno tutti annunciato il ricorso in Appello in vista di una possibile prescrizione.Tutti i condannati saranno tenuti a pagare oltre alle spese processuali ed al risarcimento del danno patito dalla parte civile, anche una provvisionale di 5mila euro per le spese sostenute dal Comune di Acerra. Assolti per particolare tenuità del fatto: Giovanni Bicucci, Cuono Cucco, Salvatore De Maria, Francesco Durante, Vincenzo Esposito (di 63 anni), Vincenzo Lucio Messina, Domenico Pannella, Antonio Paolella, Biagio Piscopo, Ciro Rea, Giovanni Salierno, Vincenzo Sgambato, Salvatore Siciliano, Lino Terracciano, Dante Travaglino e Gennaro Tufano. Sono stati invece assolti perché il fatto non sussiste: Vincenzo Esposito (di 62 anni), Giuseppe Ianniello, Lina Lupoli, Francesco Pirolo. Ora si attendono le motivazioni della sentenza per presentare i ricorsi in appello.
Va due volte in ospedale nello stesso giorno, rimandato a casa: lungo la strada muore. Aperta un'inchiesta
Va due volte al pronto soccorso nella stessa giornata e per due volte viene dimesso. Ma mentre torna a casa la seconda volta muore: aperta un'inchiesta. E' l'ennesima triste storia di malasanità in Campania: E' accaduto all'ospedale di Eboli. La vittima si chiamava Renato Maffia, 52 anni, noto musicista di Campagna, lascia la moglie e 4 figli. Sulla sua morte è stata aperta un'inchiesta dopo la denuncia presentata dalla moglie Loredana Rufolo. I carabinieri hanno sequestrato le cartelle cliniche e su disposizione della magistratura la salma è stata posta sotto sequestro in attesa dell'autopsia. L'uomo nell'andare al pronto soccorso aveva detto ai medici due volte di avvertire forti dolori al petto. La prima volta martedì mattina poi dopo le visite di routine è tornato a casa. Nel dopo pranzo ha avvertito di nuovo dolori. E' andato di nuovo in ospedale. E anche questa volta dopo le visite è stata rimandato a casa. Ma lungo la strada ha avuto un infarto ed è morto in auto. Ora sarà la magistratura a chiare le cause ed eventuali colpevoli della sua morte.
Napoli, troppi pazienti al Cardarelli: attivata l'unità di crisi
Attivata al Cardarelli l'unità di crisi per la gestione del "super afflusso" di pazienti degli ultimi giorni. "Non possiamo scegliere quanti pazienti debbano arrivare al nostro pronto soccorso – ha spiegato in una nota il direttore generale del nosocomio, Ciro Verdoliva - ma adesso siamo in grado di governare l'emergenza. Il Cardarelli ha voltato pagina. Prevedendo ogni possibile scenario si riesce a tamponare anche giornate di super afflusso come le ultime che abbiamo vissuto. I dati odierni sono comunque ben superiori alla normale straordinarietà alla quale siamo abituati". Grazie al lavoro della cabina di regia voluta dal direttore generale "la continuità assistenziale non è mai venuta meno, né tantomeno l'attività chirurgica d'emergenza. Al momento – si legge ancora nella nota - l'Unità di crisi sta valutando ogni singolo caso, per definire quali pazienti trasferire una volta ottenute le disponibilità. Allo stesso modo la Direzione generale ha garantito senza soluzione di continuità l'attività della chirurgia epatobiliare e del centro trapianti. Sono invece stati differiti di qualche giorno interventi di elezione non classificati 'urgenti'. Per 10 giorni si è provveduto ad integrare il personale sia medico che infermieristico e Oss per riportare alla soglia di accettabilità il rapporto operatori sanitari-pazienti". C'è stata " grande sinergia con il Governo regionale – ha sottolineato Verdoliva - e il lavoro in rete tra la Direzione generale salute regionale e tutti i colleghi Direttori delle Asl e Aziende ospedaliere, evidenzia l'impegno di tutto il personale dell'Azienda che, ancora una volta, non si sta sottraendo ad un sforzo straordinario, e i risultati si vedono e sono tangibili".
Processo Rudy Guede: no alla revisione
E' arrivato il no della Cassazione alla revisione del processo per Rudy Guede, condannato in via definitiva a 16 anni per l'omicidio e la violenza sessuale sulla studentessa inglese Meredit Kercher. La quinta sezione penale ha rigettato il ricorso della difesa dell'ivoriano contro la decisione della corte d'Appello di Firenze, che il 10 gennaio 2017 aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revisione.
La difesa lamentava un "contrasto tra giudicati", tra la sentenza a Guede e quella a Amanda Knox e Raffaele Sollecito.
Per Rudy Guede, giudicato con rito abbreviato, la condanna definitiva a 16 anni per concorso in omicidio per il delitto di Perugia è arrivata nel 2010.
Nel 2015, poi, la Cassazione pronunciò le assoluzioni di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Secondo i legali di Guede, queste due sentenze sarebbero inconciliabili.
Caivano, smantellata la piazza di spaccio nelle Iacp: due in manette
Questa mattina, gli agenti della Polizia di Stato, del Commissariato di “Afragola”, hanno arrestato Gennaro Verdemare, con pregiudizi di polizia e Santomartino Giovanni, rispettivamente di anni 25 e 45 anni, per i reati di detenzione e spaccio di stupefacenti in concorso. Al fine di contrastare il dilagante fenomeno dello spaccio nel rione IACP di Caivano, i poliziotti dopo una lunga indagine fatta di appostamenti sono riusciti a fermare lo spaccio di droga, che avveniva in un androne di palazzo con tanto di rete metallica e dove entrambi gli arrestati avevano un ruolo ben definito.Infatti il Santomartino, con il compito di vedetta indirizzava le decine di acquirenti verso il portone dove ad attenderli c’era il Verdemare che con lo scambio di denaro dava le dosi in appositi cilindretti di plastica.
Accertata la condotta criminale di entrambi gli spacciatori, i poliziotti li hanno bloccati e dal controllo effettuato addosso al Verdemare sono stati trovati 28 cilindretti di eroina, del peso di 24,45 grammi, 12 cilindretti di cocaina del peso di 10,4 grammi e la somma di denaro di 200,00 euro. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il Verdemare Gennaro è stato condotto alla Casa Circondariale di Poggioreale, mentre al Santomartino è stato disposto come misura restrittiva provvisoria l’accompagnamento degli arresti domiciliari.
Inchiesta Fanpage: 5 pm al lavoro sulle 900 ore di video
Novecento ore di registrazioni, decine di incontri e colloqui da esaminare e da trascrivere. E' l'impegnativo incarico affidato dalla procura di NapoliI agli investigatori della squadra mobile e dello Sco nell'ambito dell'inchiesta avviata sui presunti illeciti emersi dai video - pubblicati in rete finora solo in parte - del giornale online Fanpage che ha portato al coinvolgimento di esponenti politici e amministratori ed a un acceso confronto tra schieramenti che sta infiammando la campagna elettorale. Gli inquirenti, che hanno acquisito nei giorni scorsi presso la redazione di Fanpage le copie integrali dei video, hanno l'esigenza di chiarire tutti i dettagli degli incontri prima di poter procedere ad altre attivita', come gli eventuali interrogatori di indagati e persone informate dei fatti. Una inchiesta che vede impegnati ben cinque pm della Direzione distrettuale antimafia e della sezione reati contro la pubblica amministrazione - Sergio Amato, Henry John Woodcock, Celeste Carrano, Ilaria Sasso del Verme e Ivana Fulco - con il coordinamento del procuratore Giovanni Melillo e dell'aggiunto Giuseppe Borrelli. Sono al momento oltre dieci le persone iscritte nel registro degli indagati per l'ipotesi di corruzione (in alcuni casi aggravati dall'articolo 7, la finalita' mafiosa), escludendo quelli nei cui confronti e' stato ipotizzato il reato di associazione mafiosa. L'indagine infatti ha inizio nel 2013 quando la Dda mette nel mirino le attivita' del clan del quartiere Vomero, capeggiato da Luigi Cimmino (da tempo detenuto) e da Andrea Basile. Una organizzazione intenzionata ad infiltrarsi negli appalti degli ospedali della zona collinare, contando sulla collusione di amministratori per pilotare le gare "a favore di soggetti ed imprenditori amici", come si legge negli atti dell'inchiesta. L'indagine della procura si e' intrecciata con l'inchiesta giornalistica di Fanpage, che ha utilizzato nel ruolo di infiltrato l'ex camorrista pentito Nunzio Perrella, il boss che negli anni Novanta svelo' gli interessi dei clan sulla gestione dei rifiuti. Fingendosi imprenditore, Perrella ha contattato una serie di politici e amministratori proponendo accordi illeciti. E i video di Fanpage hanno indotto la procura nei giorni scorsi a disporre una serie di perquisizioni ipotizzando il reato di corruzione che si configura - come e' sottolineato nei decreti dei pm - anche senza il versamento della tangente ma in presenza della semplice promessa. Una tempesta mediatica e giudiziaria che finora ha provocato le dimissioni di Roberto De Luca, assessore al bilancio del Comune di Salerno e figlio del governatore della Campania Vincenzo De Luca, Lorenzo Di Domenico, consigliere delegato della Sma - societa' in house della Regione per la tutela dell'ambiente - e Biagio Iacolare, presidente della Sma ed esponente centrista. Tutti si sono detti estranei alle accuse. L'attivita' di Perrella nelle vesti di agente procuratore e' alla base delle sette puntate annunciate da Fanpage che finora ne ha diffuso in rete tre soltanto. Vi e' tanta altra materia inedita dunque che presto sara' all'attenzione della magistratura e che fa ipotizzare l'imminente coinvolgimento di altre persone nell'inchiesta della procura partenopea
De Magistris al Governo: 'Risponda sulle nostre richieste'
"Napoli vuole una risposta entro il 4 marzo altrimenti siamo pronti a tornare qui a Roma per la quinta volta. E segnalo che nelle precedenti 4 siamo riusciti sempre a ottenere cio' che chiedevamo. E chiarisco un'altra cosa: se la cassa non ce la liberate voi, ce la libereremo da soli". Parole di Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, sbarcato oggi a Roma insieme a un migliaio di concittadini e di assessori e consiglieri regionali per trovare una soluzione al debito della citta' che ne paralizzerebbe conti e investimenti. L''avvertimento' al premier Gentiloni di de Magistris e' arrivato nel pieno di un comizio pronunciato davanti all'obelisco di piazza Montecitorio. Dalle prime ore del pomeriggio - in ritardo rispetto al programma per un controllo approfondito effettuato dalle forze di polizia sul grande raccordo anulare di Roma su un migliaio di manifestanti stipati in una decina di pullman, operazione criticata con forza dal sindaco - praticamente tutto lo stato maggiore del Comune di Napoli ha fatto quadrato intorno al suo sindaco. Il debito, nato tra il 1980 e il 1982, si aggirerebbe intorno ai 150 milioni e sarebbe stato provocato in parte (89 mln di debito e 97 di pignoramento) dalla vicenda del CR8 (Consorzio Ricostruzione 8/o lotto) e per il resto dal commissariamento rifiuti (debito 59 milioni e pignoramento di 67). Napoli e' in predissesto e in piano di riequilibrio e da mesi le casse "sono pignorate e bloccate", ha urlato dal palco de Magistris. "Ieri - ha annunciato da un megafono - si e' tenuto un tavolo di lavoro a Palazzo Chigi e ha prodotto un risultato positivo, nel senso che il governo ha garantito che fara' la sua parte per risolvere il problema". Ma il primo cittadino ha fatto capire di non fidarsi di Gentiloni e ha promesso quindi un suo ritorno a Roma in veste ancora piu' agguerrita. Anche perche' una volta risolta la crisi di liquidita' del suo comune ha annunciato di voler iniziare un'altra 'battaglia', questa volta contro i derivati. Ma non solo. "Scommetto una pizza che noi, con tutte le nostre differenze, lo libereremo questo Paese. Dopo il 4 marzo, se riusciremo a incassare quanto ci e' stato promesso, rilanceremo e chiederemo al resto dell'Italia se e' d'accordo o meno con la nostra battaglia, sottoponendo la nostra richiesta a tutti i territori e a tutti i comuni". "Noi e Napoli abbiamo le mani pulite e voi non ci avrete mai", ha chiarito de Magistris a chiusura del comizio, salutando col pugno chiuso una platea in visibilio. Danno man forte al sindaco Arturo scotto, Peppe De Cristofaro e Mario Coppeto di Leu: "il governo deve rispettare la citta' di Napoli, occorre che si trovi rapidamente una soluzione sul debito del Cr8 perche' bloccare la cassa comunale significa bloccare i servizi essenziali della citta'". Critica invece Valeria Valente, deputata e consigliere comunale a Napoli del Pd. "Continuare, come fa oggi il Sindaco, a strumentalizzare i problemi di Napoli che egli stesso ha contribuito a far diventare insostenibili, solo per alimentare lo scontro politico, e' da irresponsabili. Per come e' stata preparata e gestita, la manifestazione arancione a Roma sotto Montecitorio ha tutto il sapore di una partita che de Magistris sta giocando pensando solo al suo futuro e al futuro del suo movimento politico", ha affermato.






