Inchiesta della procura di Prato per la morte di una neonata durante il parto in ospedale. Il fatto risale alla notte fra il 19 e il 20 febbraio quando una donna ha dato alla luce una bambina che, però, è deceduta negli istanti del parto. I medici dell'ospedale Santo Stefano di Prato hanno effettuato un taglio cesareo che purtroppo non è servito a salvarla. La donna ha presentato una denuncia in procura per cercare di capire cosa sia avvenuto: i magistrati hanno aperto un fascicolo contro ignoti ed hanno disposto l'autopsia per individuare le eventuali responsabilità.
Napoli: per Lipsia niente Milik
Non c'e' Arek Milik nella lista dei convocati di Maurizio Sarri in partenza per Lipsia, per il ritorno dei sedicesimi di finale dell'Europa League in programma domani. Il polacco non si sente ancora pronto, visto che lo stesso Sarri aveva spiegato che la decisione sul ritorno in campo spetta a lui ("non lo porterei a fare il turista"). Convocato, invece, Dries Mertens nonostante abbia subito una leggera distorsione durante l'ultimo allenamento di stamattina a Castel Volturno. Questo l'elenco dei convocati da Sarri: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Mario Rui, Hysaj, Koulibaly, Maggio, Tonelli, Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Rog, Zielinski, Callejon, Ounas, Insigne, Mertens.
Consip, i colleghi del maggiore Scafarto: "E' lui la fonte del giornalista de Il Fatto quotidiano"
Napoli. Il maggiore ex Noe, Gianpaolo Scafarto, sarebbe la fonte del giornalista del Il fatto Quotidiano che pubblicò la notizia sull'indagine Consip. A riportarlo il quotidiano La Stampa che dà conto di messaggi e delle testimonianze che hanno spinto la Procura di Roma ad indagare l'ufficiale, ora sospeso. I contatti contestati sono quelli con il giornalista Marco Lillo e le prove sarebbero in almeno due messaggi whatsapp che Scafarto si è scambiato con l'ex comandante del Noe di Roma, Marco Cavallo.
Il 21 dicembre 2016 dopo l’uscita del primo articolo sul quotidiano diretto da Marco Travaglio (che raccontava di alcune perquisizioni in Consip), Cavallo scrive a Scafarto: "Sul Fatto Quotidiano online non c’è nulla. Certo se il nostro Comandante Generale (all’epoca era Tullio Del Sette) è indagato ci sarà un terremoto". E Cavallo chiede a Scafarto: "Ma la domanda è lui come sapeva? Ti prego preferisco non sapere". Secondo quanto riporta La Stampa, Cavallo avrebbe dichiarato che quel giorno, pur non essendoci nessuna notizia di stampa relativa all'indagine su Del Sette, Scafarto aveva già informato Marco Lillo. "Scafarto la sera del 20, o più presumibilmente il 21 mattina, mi disse che il comandante generale era ’responsabile’ per aver informato gli indagati - che non sapevo chi fossero - delle intercettazioni e che la notizia sarebbe uscita sul Fatto Quotidiano", spiega Cavallo nel suo verbale al Procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone e ai sostituti che lo hanno interrogato nei mesi scorsi. Anche il colonnello De Rosa, altro ufficiale del Noe, confermerà poi la versione di Cavallo. De Rosa sostiene che parlando con il colonnello Alessandro Sessa seppe che Scafarto aveva ammesso di aver informato lui il giornalista del Fatto Quotidiano sugli interrogatori e sulle iscrizioni nel registro degli indagati. Gli articoli per i quali la procura di Roma ravvisa la rivelazione del segreto d'ufficio sono quelli nei quali il giornale dava notizia di perquisizioni nella centrale acquisti della pubblica amministrazione e delle iscrizioni nel registro degli indagati dell'ex comandante generale dell'Arma, Tullio Del Sette e del Ministro dello Sport, Luca Lotti ed uscirono il 21, 22 e 23 dicembre. La Procura di Roma aveva inizialmente indagato per questi episodi il pm di Napoli, Henry John Woodcock e la giornalista di Rai Tre, Federica Sciarelli. I due però, dopo le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma, sono stati archiviati ed oggi alla procura rimane come indagato il maggiore Scafarto, difeso dagli avvocati Giovanni Annunziata e Attilio Soriano. A Scafarto la procura contesta, oltre questa rivelazione, anche il reato di depistaggio, 5 falsi e altre due rivelazione del segreto d’ufficio: una verso l’Aise (il Servizio Segreto estero), e l’altra verso il giornalista del quotidiano La Verità, Giacomo Amadori.
Napoletani scomparsi in Messico anche l'Interpol indaga sul cartello criminale di 'Jalisco new generation'
Napoletani scomparsi in Messico: un piccolo passo avanti nelle indagini. Si e' svolto infatti in Messico un primo incontro tra il procuratore dello stato di Jalisco, il pm locale e il responsabile italiano dell'Interpol nel Paese del Centro America su delega della Procura di Roma, per fare il punto sulle indagini relative alla scomparsa di tre cittadini italiani, tutti di origine napoletana di cui si sono perse le tracce il 31 gennaio scorso. L'ultimo messaggio inviato da Raffaele Russo, suo figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino, che in Messico svolgevano attivita' di import-export di generatori elettrici, e' stato localizzato nella zona di Tecalitlan a 700 km da Citta' del Messico. Gli inquirenti messicani, in questa fase, puntano la loro attenzione su appartenenti al cartello criminale "Jalisco new generation" che controlla alcune aree della zona e con cui i tre napoletani potrebbero essere entrati in contatto. Sulla vicenda la Procura di Roma ha avviato una indagine coordinata dal pm Sergio Colaiocco. L'ipotesi avanzata stamane da Cronachedellacampania comincia a farsi strada quindi. Raffaele Russo potrebbe essere entrato in contatto con qualcuno del cartello criminale per vendere i prodotti e quando questi si sarebbe accorto che si trattava di falsi ha pensato a una truffa e potrebbe aver deciso di sequestrarlo. E subito dopo anche i suoi due congiunti che si erano messi sulle sue tracce.
Quindi invece di diventare più chiaro il quadro dell'inchiesta sulla scomparsa dei tre napoletani in Messico diventa ogni giorno più complicato. Non a caso le autorità messicane hanno chiesto all'Italia i possibili precedenti penali di sei cittadini italiani, tra i quali figurano i tre scomparsi dalla fine di gennaio nello stato di Jalisco, Raffaele Russo, 60 anni, il figlio Antonio Russo, 25 e Vincenzo Cimmino, 29, tutti originari di Napoli. A darne notizia è stata la procura messicana. "Abbiamo chiesto i precedenti penali dall'Italia, sia degli scomparsi, sia delle tre persone che si trovavano con loro", ha dichiarato il procuratore Raul Sanchez Jimenez parlando con la stampa. Uno di loro risulta essere stato arrestato tre anni fa nello stato sudorientale di Campeche, ha aggiunto, sottolineando che a tutta la polizia locale di Tecalitlan è stato chiesto di collaborare alle ricerche e che la polizia di Stato sta garantendo la sicurezza nella città. Secondo quanto dichiarato dalla moglie di Raffaele Russo nei giorni scorsi ai giornali, l'uomo tecnicamente in questo momento sarebbe un latitante in Italia perchè deve scontare una pena diventata definitiva per una vecchia truffa, ma non ha mai avuto a che fare con narcotrafficanti o malavita organizzata. Nel frattempo lo steso procuratore ha sollevato dall'incarico e quindi ha messo sotto inchiesta tutto il corpo formato da 33 agenti della polizia locale di Tecalitlan trasferendoli nel capoluogo di Guadalajara e che l'indagini sono affidate al governo regionale e a quella che in Messico chiamano Forza Unica. Anche la Commissione statale per i diritti umani (CEDHJ), attraverso la SEIDO, ha aperto un registro d'inchiesta ex officio. Il funzionario di stato ha detto che non può dare dettagli delle indagini ma ha spiegato che gli stranieri erano nel paese per affari. "C'è stato un problema commerciale, ma fa parte della segretezza delle indagini (...) Sono rimasti qui prima a Guadalajara...si dedicavano probabilmente alla vendita di impianti di saldatura e diversi strumenti, apparentemente prodotti contraffatti di marchi prestigiosi che vendevano come originali". Jimenez ha detto che per Rafael Russo sarebbero stati gia' verificati in passato dei reati di frode e corruzione. L'ambasciata italiana in Messico e la sezione speciale della Procura messicana che indaga sui fatti di criminalita' organizzata (Seido) lavorano sulla vicenda. Lopez non ha diffuso maggiori dettagli alla stampa per "non pregiudicare la segretezza del processo", e ha detto che per ora "non e' contemplata la possibilita' che ci sia stato un intervento" della polizia municipale di Tecalitlan", precisando che le autorità "stanno verificando anche quest'ipotesi". Allora se quello che dice il procuratore è vero è molto più probabile che i tre napoletani si trovino in carcere da qualche parte visto che secondo le autorità messicane avrebbero commesso un reato. Quello che non si capisce è il perché della segretezza e del mistero. E soprattutto della non informazione data alla famiglia e alle autorità italiane presenti in Messico.
Casavatore, la Delta srl non ha avuto alcuna interdittiva antimafia
Riceviamo e pubblichiamo da parte dell'avvocato Alessandro Motta la seguente comunicazione a proposito di una presunta interdittiva antimafia arrivata ai commissari prefettizi del comune di Casavatore per la ditta che gestisce l'appalto dei rifiuti nel comune sciolto per infiltrazioni camorristiche lo scorso anno da parte del Ministreo dell'Interno:
"La DELTA srl , mia assistita , ad oggi non è stata colpita da alcuna interdittiva antimafia , il sig. Esposito ANIELLO non è l'amministratore della Delta srl, il sig. Esposito è stato amm.re fino a cinque anni fa , la New Ecology è stata colpita da interdittiva antimafia per problematiche o fatti che non riguardano i rapporti lavorativi avuti con Delta o Esposito Aniello".
Riparte Treno Verde Legambiente per raccontare sostenibilita'
Parte oggi da Roma il Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato che tutti gli anni gira per le stazioni d'Italia per raccontare a studenti e cittadini come costruire una societa' rispettosa dell'ambiente. Quest'anno i temi saranno energia pulita, reti elettriche "intelligenti", efficienza e mobilita' sostenibile: tutto quello che serve per raggiungere l'obiettivo Ue di un taglio delle emissioni di gas serra del 55% al 2030 (rispetto al 1990) e del 100% al 2050. La Campagna Treno Verde 2030 (la data scelta dall'Onu per realizzare la sua Agenda dello sviluppo sostenibile) e' stata presentata questa mattina a Roma nella sala conferenza della stazione Roma Termini da Stefano Ciafani, Direttore generale di Legambiente, Gioia Ghezzi, Presidente di Ferrovie dello Stato Italiane, e Barbara Degani, Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente. Giunto alla 30/a edizione, quest'anno il Treno Verde fara' tappa nelle stazioni di Siracusa (23, 24, 25 febbraio); Foggia (27, 28 febbraio); Potenza C.le (2, 3 marzo); Napoli - Campi Flegrei (6, 7, 8 marzo); Grosseto (9, 10 marzo); Ancona (12, 13 marzo); Ravenna (15, 16, 17 marzo); Vercelli (19, 20 marzo); Savona (22, 23, 24 marzo); Rovigo (26, 27 marzo); Trieste (29, 30 marzo); Trento (4, 5, 6 aprile). Lungo i vagoni del treno si potranno conoscere tutte le principali risorse per ridurre l'inquinamento e i gas serra: fonti rinnovabili, etichette energetiche che indicano il consumo degli elettrodomestici, monopattini elettrici per muoversi in citta' senza inquinare, riciclo dei pneumatici con il consorzio Ecopneus e riciclo della carta con Assocarta.
Napoli. Polizia di Stato arresta truffatore che tenta la tecnica del "falso nipote"
“Informare immediatamente la Polizia se ricevete una chiamata che vi sembra sospetta” è uno dei consigli che la Polizia di Stato chiede agli anziani di seguire per difendersi dai truffatori.
E’ quanto ha deciso un uomo di 78 anni il quale, dopo aver ricevuto diverse telefonate sospette, ha capito che sarebbe stato più opportuno chiamare il 113.
Ieri mattina la Sala Operativa della Questura ha ricevuto la chiamata di un anziano di via Vicinale Soffritto il quale aveva avuto due telefonate sospette. Una prima di un “presunto” nipote il quale gli aveva chiesto di preparare Euro 1.200,00 per pagare un pezzo del PC. La seconda di un “presunto” corriere che sarebbe arrivato a breve per la consegna del pezzo del PC e l’incasso dei soldi.
A questo punto la Sala Operativa ha immediatamente inviato due volanti, del Commissariato Arenella e Chiaiano, che hanno raggiunto via Soffritto nei pressi dell’appartamento abitato dall’anziana vittima. Hanno atteso l’arrivo del corriere il quale si è materializzato dopo pochi minuti arrivando con uno scooter. I poliziotti sono intervenuti subito dopo lo scambio soldi-merce bloccando il malfattore. Si tratta di Stefano Mattarello, napoletano di 23 anni, arrestato per il reato di truffa aggravata.
Gli agenti hanno quindi restituito il denaro all’anziano uomo e sequestrato invece il pacco dello scambio. I poliziotti hanno scoperto un altro pacco nel sottosella dello scooter del 23enne che sarebbe stato presumibilmente utilizzato per mettere a segno una nuova truffa.
Stamattina il giovane arrestato è in attesa del giudizio direttissimo.
Proseguono le indagini al fine di accertare se il truffatore arrestato possa essere anche il presunto nipote.
Tetti di spesa, esaurimento del budget e programmazione: lunedì 26 febbraio, alle ore 12, conferenza stampa di Federlab con D'Anna e Lamberti
La tanto decantata rivoluzione copernicana della sanità, annunciata in pompa magna dal presidente Vincenzo De Luca, non è mai iniziata. Più che altro in Campania, sembra di essere tornati al...cielo delle stelle fisse". A dirlo, in una nota, è il senatore Vincenzo D'Anna, presidente di Federlab Campania, l'associazione maggiormente rappresentativa dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatoriali privati accreditati con oltre 700 strutture associate presenti su tutto il territorio regionale. "Finora dal governatore abbiamo ricevuto solo promesse" sbotta D'Anna. "Una, in particolare - spiega il parlamentare - riguarda i tetti di spesa. Se prima infatti il budget si esauriva tra ottobre e novembre adesso, dopo la decisione di programmare trimestralmente il volume delle prestazioni, i cittadini campani, anche quelli affetti da patologie oncologiche, si ritrovano costretti a pagare di tasca propria esami e analisi. E questo accade in media, una volta ogni due mesi". Insomma, aggiunge ancora il presidente dei laboratoristi "peggio che andar di notte".
E proprio per discutere degli "annunci a vuoto di De Luca", ma anche per rendere nota tale situazione agli utenti, nonché illustrare agli organi di informazione lo "stato dell'arte" in cui versa la sanità privata accreditata campana, lunedì 26 febbraio, alle ore 12, nei locali di Federlab Campania in via Santa Lucia 20, a Napoli, si terrà una conferenza stampa cui prenderanno parte il senatore Vincenzo D'Anna e il presidente di FederLab Italia, Gennaro Lamberti. "E' giusto che la gente sappia - dice Lamberti - perché tra blocchi anticipati delle prestazioni e mancata programmazione da parte della Regione, alla fine chi paga è sempre il cittadino".
Mugnano, il Comune organizza un corso di formazione per presidenti di seggio e scrutatori
MUGNANO – Elezioni 2018, il Comune organizza un corso di formazione per le operazioni di scrutinio. L’appuntamento è per domani alle ore 16 e 30 nell’aula consiliare del Municipio. Il convegno, rivolto a tutti i presidenti di seggio, i segretari, gli scrutatori e i rappresentanti di lista, sarà tenuto dal Dr. Giuseppe Cipolletta responsabile dell’Ufficio Elettorale. “Ringrazio il Dr Cipoletta per la disponibilità – dichiara il sindaco Luigi Sarnataro – Durante il pomeriggio di giovedì sarà illustrata la nuova legge elettorale e come andrà svolto lo spoglio delle schede elettorali. Siamo, credo, l'unico Comune ad aver organizzato questo momento di formazione, utile sia per quei presidenti di seggio che sono alla prima esperienza ma anche per i rappresentanti di lista che così saranno bene informati sul modo corretto in cui vanno svolte le operazioni di voto. Il nostro obiettivo è quello di rendere la fase dello scrutinio più veloce e serena per tutti, evitando screzi e conflitti che generalmente rallentano di molto il lavoro. Mi auguro vi sia la massima partecipazione”.
Cava per i rifiuti e beni per 12 milioni di euro sequestrati nell'Avellinese
Una cava di 86 mila metri quadrati destinata allo smaltimento illecito di rifiuti speciali e beni per 12 milioni di euro sono stati sequestrati dai carabinieri a Chiusano San Domenico, in provincia di Avellino. Il provvedimento e' stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli sulla scorta delle indagini, coordinate dalla Dda di Napoli, dei carabinieri del Noe di Salerno e del Nucleo investigativo dei carabinieri Forestali del Comando provinciale di Avellino. Tre persone sono state denunciate per traffico illecito di rifiuti: negli ultimi quattro anni, nell'area sequestrata in localita' Belvedere, hanno smaltito oltre 55 mila tonnellate di terra e rocce da scavo illecitamente trattati grazie a titoli autorizzativi fraudolenti. Attraverso questa attivita' sono stati conseguiti indebitamente rilevanti profitti da parte dei gestori della cava e delle numerose societa' che conferivano i rifiuti. Oltre all'impianto per la produzione di calcestruzzi e per la frantumazione degli inerti, sono stati posti sotto sequestro 4 escavatori, 2 pale meccaniche, 4 autocarri, una palazzina adibita ad uffici e un capannone utilizzato come deposito per mezzi e apparecchiature.
Acerra, picchiava la mamma per i soldi della droga: arrestato 25enne
Picchiava quasi quotidianamente la madre e i suoi familiari per costringerli per farsi consegnare fino a 30 euro che usava per acquistare le dosi di droga: un giovane di 25 anni e' stato arrestato ad Acerra dai carabinieri contro i quali si e' anche scagliato quando i militari hanno cercato di immobilizzarlo. E' accusato di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale. La donna ha denunciato il figlio e raccontato ai militari che pretendeva ogni giorno da 10 a 30 euro per acquistare la sostanza stupefacente: quando i soldi non gli venivano consegnati iniziavano le violenze. Il giovane è stato rinchiuso in carcere e per la sfortunata mamma sono finite le sofferenze quotidiane.
Corona libero: passa dal carcere alla comunità
Fabrizio Corona finalmente esce dal carcere e torna in una comunità terapeutica. Lo ha deciso in queste ore il tribunale di sorveglianza di Milano che ha concesso all'ex fotografo dei vip , al centro anni fa di una nota e per certi aspetti controversa vicenda giudiziaria, l'affidamento terapeutico in una comunità a Limbiate, nel Milanese.
Napoli, la polizia scopre droga e una pistola a Ponticelli: denunciata una coppia
Due persone denunciate, droga, denaro, una pistola, cartucce è il bilancio di un’operazione avvenuta ieri pomeriggio in via Aldo Merola. Gli agenti del Commissariato Ponticelli sono entrati in un edificio raggiungendo l’appartamento abitato da una coppia di napoletani. Al suo interno i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato cocaina e euro 130 in banconote di vario taglio. Inoltre hanno scoperto che l’abitazione era sorvegliata da un sistema di telecamere, tre, posizionate in modo tale da visualizzare, oltre l’accesso all’appartamento, anche delle cantinole situate all’ultimo piano dell’edificio, tutte smontate e sequestrate.
Ed è stato qui che gli agenti hanno rinvenuto cocaina ed hashish per un peso di oltre 250 grammi e scoperto una pistola semiautomatica cal.7,65 mod.81 e 113 munizioni di vario calibro, il tutto è stato sottoposto a sequestro a carico di ignoti, in quanto non è stato possibile risalire agli utilizzatori e/o proprietari delle cantinole controllate.
Per quanto rinvenuto in casa i due abitanti, un uomo ed una donna entrambi 27enni, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti.
Aggredì il capotreno: identificato e denunciato un 19enne
La Polizia Ferroviaria ha identificato e denunciato per lesioni il giovane di 19 anni che domenica 4 febbraio aggredi' alla stazione di Maddaloni Inferiore il capotreno del convoglio regionale che fa servizio tra Caserta e Maddaloni. Sono stati gli investigatori della squadra di polizia giudiziaria del Compartimento della Polfer Campania, guidati dal dirigente Luigi Liguori, ad identificare il responsabile dell'aggressione grazie alla immagini di videosorveglianza della stazione. Tutto accadde sul treno Caserta-Maddaloni, quando un ragazzo, che faceva parte di una comitiva di adolescenti, decise di azionare il freno di emergenza; il capotreno intervenne provocando la fuga dei ragazzi. Nelle fasi concitate, uno dei giovani sputo' addosso al dipendente pubblico, e poco dopo intervenne a dar manforte all'amico anche il 19enne, che colpi' con vari pugni al volto il capotreno. I poliziotti sono riusciti a ricostruire l'accaduto propri tramite le immagini delle telecamere della stazione; poi sono andati a casa del ragazzo trovando anche gli indumenti usati quella domenica. Il diciannovenne e' solo l'ultimo dei ragazzi denunciati in questo periodo per episodi simili, a dimostrazione dell'operativita' di vere e proprie baby-gang che terrorizzano i coetanei sui treni nelle tratte tra Caserta e Napoli. Solo pochi giorni fa la Polfer ha denunciato tre ragazzi poco piu' che maggiorenni resisi responsabili di una rapina commessa il 19 gennaio scorso ai danni di un coetaneo sempre sul treno Caserta-Maddaloni, mentre il 27 gennaio quattro malviventi, tutti di origine campana e poco piu' che ventenni, rapinarono tre coetanei a bordo di un treno in procinto di giungere nella stazione di Napoli Centrale; del quartetto, tre ragazzi furono arrestati in flagranza di reato e portati al carcere napoletano di Poggioreale. Il quarto componente, che in quell'occasione riusci' a darsi alla fuga, nel frattempo ha messo a segno altre tre rapine, sulla tratta Napoli-Caserta, tra il 5 e il 7 febbraio, finche' gli uomini del Compartimento Polfer non lo hanno fermato e ammanettato; stamani il fermo e' stato convalidato con apposita d'ordinanza di carcerazione emessa dal Gip del Tribunale di Napoli Nord.
Morte alle guardie: scritta sulla lapide di Moro
Una scritta "morte alle guardie" con svastiche ai lati è stata trovata stamattina sulla base di cemento di una lapide commemorativa di Aldo Moro in via Stresa a Roma, nei pressi del luogo del rapimento in via Fani. Sul posto la polizia che indaga sulla vicenda. Secondo quanto si è appreso, la targa era stata momentaneamente rimossa per lavori di restauro.
Castellammare, donna militare dell'esercito muore in un incidente stradale
Una donna militare dell'Esercito, Simona Forte, di 27 anni, di Castellammare, e' morta in un incidente stradale avvenuto la notte scorsa sulla Circonvallazione di Foggia, nei pressi dello svincolo per le Casermette. La donna viaggiava a bordo della sua Fiat Panda quando, per cause in corso di accertamento da parte degli agenti della polizia stradale di Foggia, si e' scontrata con un camion che procedeva in senso opposto. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, 118, polizia stradale. La donna che è separata dal marito lascia un figlio di tre anni. Sull'incidente sono in corso le indagini da parte della polizia stradale di Foggia.
Peccerillo(Civica Popolare):''Semplificare il rapporto tra Stato e cittadini''
“Vogliamo invertire il rapporto tra il cittadino e la pubblica amministrazione, fornire una certezza dei tempi della pubblica amministrazione per agevolare imprese e cittadini e introdurre indennizzi a favore dei cittadini per i ritardi e l’inerzia della pubblica amministrazione. Il programma di Civica Popolare sul rapporto tra Stato e cittadino è chiaro e va nella direzione di garantire tempi certi”. Lo sottolinea Domenico Peccerillo, candidato capolista per Civica Popolare alla Camera dei Deputati, per le prossime elezioni politiche del 4 marzo, riguardo la semplificazione e la lotta alla burocrazia.
“Alcune migliorie sono stato introdotte negli ultimi anni nel campo della semplificazione amministrativa – evidenzia l’esponente di Civica Popolare – ma molto si deve ancora fare. Pensiamo anche al rafforzamento e all’ampliamento del principio del silenzio assenso”.
Tarumbò apre i battenti con tanta musica e una mostra per l'inaugurazione. A Scafati, sabato 24 febbraio
Tarumbò apre i battenti e lo fa in grande stile in un sabato d'inverno. Sabato 24 febbraio, un'apertura con il botto in via Galileo Galilei a Scafati, con il live degli Stregatti, la musica selezionata da Livio Lanzetta (Polina) e Pietro Di Lietro (Dilis) e l'inaugurazione della mostra "Trittico del dis/senso" che a partire dalle 19.00, inaugura il ciclo espositivo dello spazio Tarumbò: un locale polivalente per musica, teatro, arti visive, reading e performance. Una casa per ognuno dove perdersi e ritrovarsi infinite volte.
Le opere di Franco Cipriano, Pier Paolo Patti e Ciro Vitale, istallate nel locale, sono differenti visioni sul tema del libro e della scrittura, parti di una istallazione trittica che nelle diverse opzioni di linguaggio fanno un corpo articolato di segni, di materie, di immagini. I tre artisti scafatesi, con attività artistica di carattere nazionale ed europea, presentano una ibridazione di linguaggi tra fotografie, oggetti, video e grafica. Il testo di Stefano Taccone, dal titolo "Bibliolatrie iconoclaste”, inquadra le tre ‘interpretazioni’ spazio-visive del libro e della scrittura in percorsi ideo-logici singolari ed eccedenti rispetto alle vie delle omologate soluzioni degli avanguardismi formalistici di sistema. Nella variazione delle opere – nei volumi bianchi nel silenzio delle materie di Cipriano, nei racconti ‘impossibili’ e drammatici delle pagine di Patti, nel fuoco incenerente dei libri di Vitale - si rintracciano le interrogazioni del senso dell’opera tra dispersione e accumulo, tra memoria e oblìo. Le tensioni di linguaggio oltrepassano le soluzioni di forma per accedere al dissidio tra cultura e storia, tra pensiero e realtà. Le discordanze nel linguaggio diventano nelle opere materia di dis/senso, dove gli artisti affrontano lo spazio intricato del senso e del non-senso dell’arte nell’epoca del consumo globale delle cose, della memoria e delle loro immagini. Scrive Taccone: "Che cos'è un libro? Forse uno dei maggiori “anacronismi” del nostro tempo. Un tempo che abbatte i tempi eppure lascia sempre meno tempo. Un tempo in cui è sempre più facile l’accesso alla conoscenza eppure pare sempre più difficile pensare che le nuove generazioni raggiungeranno la stesso livello culturale – oltre che, come si ripete ormai da anni, lo stesso tenore di vita – dei loro padri. Un tempo che tende ad azzerare ogni funzionale supporto materiale per la cultura, eppure è avido di riproporre, dopo averlo superato tecnologicamente, ciascuno di questi supporti." E ancora: "Franco Cipriano, Pier Paolo Patti e Ciro Vitale sono tre uomini costantemente lacerati tra senso e dissenso – che guarda caso sono due dei, se non i due principali, motivi per i quali si scrive o si legge un libro; sono tre artisti che hanno lavorato in tempi più o meno recenti sulla nozione visiva di libro, ciascuno a suo modo ma anche entro relativamente casuali convergenze. Ecco perché la ricomposizione triadica delle loro opere porta inevitabilmente ad un Trittico del dis/senso!"
Le opere sono in mostra dal 25 febbraio al 20 marzo, visibili negli orari di apertura dello spazio Tarumbò.

Processo 'Big Sick', D'Alterio assolto in Appello: non è un camorrista
La terza sezione penale della Corte d'appello di Napoli, ha condannato a un anno e quattro mesi, pena sospesa, per truffa finanziaria Giuseppe D'Alterio e lo hanno invece assolto dall'accusa di associazione mafiosa di stampo camorristico, per non avere commesso il fatto, e dal reato di intestazione fittizia di beni, perche' il fatto non costituisce reato. L'uomo, difeso dagli avvocati Giuseppe Lipera del Foro di Catania ed Armida Decina del Foro di Roma, in primo grado, col rito abbreviato, arrestato nel 2016 nell'ambito dell'operazione 'Big Sick', con esponenti del clan Mallardo era stato condannato dal Gip di Napoli, Claudio Marcopido, a dieci anni di reclusione La Corte d'appello di Napoli ha inoltre assolto da tutti i reati di truffa contestati Isabella Damiano, moglie di D'Alterio. In primo grado era stata condannata a due anni e sei mesi di reclusione. I giudici, disattendendo la richiesta avanzata dalla Procura generale, ha anche revocato a D'Alterio la doppia misura coercitiva del divieto di dimora nella Regione Campania e dell'obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziario. "La decisione della Corte d'Appello di Napoli - afferma l'avvocato Lipera nel rendere nota la sentenza - e' un atto di giustizia nei confronti di due soggetti che rischiavano di subire un clamoroso errore giudiziario. Un plauso alla Corte partenopea che, lette le carte del processo, ha avuto il coraggio di ribaltare una condanna a dieci anni di reclusione e di affermare che Giuseppe D'Alterio non e' un camorrista".
Castellammare. Caos San Leonardo: reparto chiuso, l'Azienda snobba i sindacati
Castellammare di Stabia. E’ stato rinviato l’incontro, chiesto dai rappresentanti dei lavoratori dell’ospedale San Leonardo, con i vertici dell’ASL NA 3 Sud. Così i sindacati hanno diffuso una nota nella quale attaccano, senza mezzi termini i dirigenti, appellandosi anche ai lavoratori ma soprattutto alla città. Gli oggetti dell’incontro, poi rinviato, sono l’organizzazione del personale, carenza dei medici e l’Obi che è ancora chiuso. Incontro rimandato al prossimo 23 febbraio. Così i sindacati hanno firmato e diffuso una nota, appellandosi ai lavoratori ma soprattutto alla città. Ci rivolgiamo ai cittadini e ai lavoratori perché l’ospedale San Leonardo sta morendo, ucciso dalla totale indifferenza e incapacità dei vertici aziendali – scrivono senza mezzi termini i sindacalisti Carmine Esposito e Antonio Cascone (Fsi-Usae); Michele Costagliola e Nicola Esposito (Nursing up). Da mesi si cerca di delineare un’organizzazione capace di sopperire la carenza di medici e infermieri in modo da assicurare delle prestazioni migliori agli utenti. Così i rappresentanti dei lavoratori avevano ottenuto il via libera per il trasferimento di alcuni infermieri dai distretti della zona, in quelle strutture dove erano in esubero, e trasferirli al pronto soccorso. “Da tempo chiediamo invano soluzioni concrete – si legge - E ora siamo costretti ad assistere a un assurdo dietrofront dell’azienda, nel momento in cui alcuni infermieri in esubero presso i servizi territoriali, assegnati su nostra richiesta ai Pronto Soccorso per colmare le carenze esistenti, sono stati riassegnati nei posti di comodo per esigenze meramente clientelari, pretestuosamente motivate dalla direzione generale”. L’altro punto fondamentale sul quale insistono i rappresentanti dei lavori è l’apertura del reparto Obi che consentirebbe di evitare il ricovero in barella con i suoi 6 posti letto e alleggerirebbe il lavoro del personale del pronto soccorso. “Non saremo complici di questo scempio – dicono - invitiamo il governatore De Luca a prendere atto dell’ennesima beffa: il tecnologico reparto Obi, inaugurato frettolosamente alla sua presenza, in realtà non è mai stato aperto”.



