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Israele: il premier dice no all’accordo migranti

Dopo la sospensione dell’intesa con l’Unhcr, il premier Benyamin Netanyahu ha annunciato “la decisione di annullare” l’accordo stesso che riguarda i migranti africani in Israele. “Ho ascoltato con attenzione i molti commenti, ho riesaminato i vantaggi e le mancanze e – ha spiegato dopo essersi incontrato con il ministro degli interni Arie Deri – di annullare l’accordo”. La mossa del premier è arrivata dopo aver visitato oggi i quartieri sud di Tel Aviv dove è più forte la presenza dei migranti.

Napoli. protesta davanti al Duomo di Napoli delle vittime dei preti pedofili

Un sit-in di due giorni davanti al duomo di Napoli “per chiedere conto al cardinale Crescenzio Sepe e alla diocesi napoletana dell’esito dei procedimenti canonici” contro i sacerdoti accusati di violenze su minori. E’ l’iniziativa annunciata per il 7 e 8 aprile prossimi dall’associazione “Rete L’Abuso”, che raccoglie vittime di abusi commessi da sacerdoti. La curia di Napoli e’ stata scossa negli ultimi mesi da alcuni casi di presunti festini gay ai quali avrebbero partecipato dei sacerdoti, e dal dossier – depositato dall’escort Francesco Mangiacapra – che denunciava l’esistenza, non solo nella diocesi partenopea, di una rete di preti omosex. Ma c’e’ stata anche la vicenda del parroco Silverio Mura, accusato da un uomo – oggi 40enne – di abusi risalenti a quando aveva 13 anni: vicenda su cui il Vaticano ha aperto un’inchiesta.

Londra: sparatoria con morto e ferito grave

Nella notte, nello spazio di un’ora, ci sono state due sparatorie a Londra che hanno lasciato dietro di sè una scia di sangue: una ragazza di 17 anni è morta colpita da un proiettile alla testa ed un ragazzo, 16 anni, è rimasto gravemente ferito. Quando è arrivata a Tottenham, quartiere della prima sparatoria, la polizia ha trovato l’adolescente agonizzante. Il ragazzo, invece, era stato trovato poco prima con gravi ferite provocate da arma da fuoco nell’area di Walthamstow. Lo riporta la Bbc.

Londra violenta, nella capitale Gb più omicidi che New York – Per la prima volta nella storia Londra è diventata una città più violenta di New York. Dall’inizio dell’anno sono oltre trenta gli omicidi compiuti nella capitale britannica. Lo riportano i media britannici. Numeri che fanno paura se si considera che a febbraio a Londra sono state uccise 15 persone, contro le 14 di New York e solo nella settimana dal 14 al 20 marzo hanno perso la vita ben otto persone, tutte sotto i 30 anni.

Napoli, si presenta ‘Dobedoo’, il portale turistico realizzato in collaborazione di Arcigay

Alla Stazione Marittima, nella Sala Calipso, sarà presentato domani – mercoledì 4 Aprile alle ore 10.30 – il nuovo servizio di supporto turistico. A presentarlo sarà il team di Dobedoo, accompagnato dai suoi partner: in base al budget e al tempo disponibile, in pochi click l’utente potrà ottenere il suo itinerario e vivere al meglio l’intrattenimento della città. Tra gli itinerari proposti anche quello lgbt, realizzato con il support di Arcigay Napoli, tra i partner del progetto. “È emozionante pensare che dopo sei mesi di durissimo lavoro riusciamo a presentare il nostro progetto accompagnati dalle istituzioni della nostra città e dalle attività commerciali nostre partner – dice Fabrizio Bellomo CEO & Founder di Dobedoo – per noi è motivo di orgoglio e soddisfazione essere riusciti a formare un nuovo servizio turistico partendo dal nulla, puntando solo sulle forze e competenze del nostro team. Fortunatamente le istituzioni di questa città, che ci accompagneranno durante la conferenza, hanno creduto in noi dandoci la possibilità di testare le nostre potenzialità e li ringraziamo per questo. In particolare ringraziamo l’Autorità Portuale per averci dato la possibilità di utilizzare una delle sale della Stazione Marittima. Questo non è un punto d’arrivo ma di partenza, e partire in questo modo ci dà forza e accresce notevolmente la nostra volontà di raggiungere tante soddisfazioni future! Con Dobedoo vogliamo aiutare la nostra città ad offrire la migliore esperienza possibile ai turisti, abbiamo creato una rete con le istituzioni e gli enti turistici privati per riuscire in questa impresa, in bocca al lupo a noi!”

‘Scarrafunera’: lo spettacolo di Cristian Izzo, interpretato e diretto da Roberto Azzurro al Nuovo Sancarluccio di Napoli

Da giovedì 5 a domenica 8 aprile, al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli, andrà in scena “Scarrafunera”, lo spettacolo di Cristian Izzo, interpretato da Roberto Azzurro che ne cura anche la regia.
Siamo tutti ancora un po’ animali. Siamo tutti un po’ esseri umani. Da questa riflessione parto, dopo aver interpretato alcuni esseri umani che sembrano stare al di sopra di altri esseri umani, alcuni esseri umani speciali insomma speciali – Pier Paolo Pasolini, Oscar Wilde, Boni de Castellane – e dunque stavolta divento lo “scarrafone”. E finalmente, senza ricorrere al favoloso Gregor Samsa di Kafka, eccone un altro, senza nome, ma fatto di versi. E, nell’intento di diventare altro sulla scena – un “altro” apparentemente così lontano da noi – quando ho “incontrato” Scarrafunera di Cristian Izzo, mi sono reso conto che poi così tanto lontano non ero. Infatti lui stesso dice:
Una scarrafunera è un nido di scarafaggi. Ed è qui che rifletto su una somiglianza naturale tra l’uomo e lo “scarrafone”, che non ha nulla a che vedere con i ben noti cliché riguardanti lo schifo, il ribrezzo provocati da questo antipatico essere vivente e più vicina a quanto detto da Joyce in “Dubliners”, o da Dickens in “Hard Times”. L’essere umano, come lo scarrafone, non si percepisce come componente di una collettività, ma si concepisce come principio e fine di un Universo a sé stante, ed in questo continuo affermarsi e prevaricarsi di “ego” ipertrofici crea un movimento spastico, violento, convulso e continuo, pur restando sempre immobile, nello stesso punto. Una pesante immobilità, una irrisolutezza nevrotica, che sembra entrata nella quotidianità, di chi s’illude di conquistare il Mondo, rubando la mela del vicino, mentre lui non è in casa, perché occupato a rubare un’altra mela, ad un altro vicino: magari, proprio a lui. Certo, dopo la mia terribile esperienza mi risulta più diciamo così impegnativo recitare questo scarrafone che riflette e teorizza sulla vita, sulla condizione animale e umana, e soprattutto la morte. Ma il teatro è affascinante proprio per questo, per il modo che ha di congiungere vite e vite, per la capacità di indagare sulle altrui e sulle proprie esistenze, per quanto riesca ad avvicinarci ad altre dimensioni che risultano poi essere molto più vicine di quanto non sembrassero.

Napoli, Luca Materazzo indica 36 testimoni: tra una settimana il processo

Ci sono 36  nomi nella lista testi di Luca Materazzo, depositata venerdì pomeriggio dai suoi difensori – i penalisti Gaetano e Maria Luigia Inserra -, in vista della prima udienza del processo, che comincerà il 10 aprile prossimo, per l’omicidio dell’ingegnere Vittorio Materazzo avvenuto il 28 novembre del 2016, in via Maria Cristina di Savoia. Un elenco lungo e corposo che dimostra la volontà del giovane rampollo della Napoli bene di volersi difendere con estrema determinazione davanti ai giudici della Corte di Assise di Napoli. Anche la signora Elena Grande, come anticipa Il Mattino, vedova dell’ingegnere ucciso, ha depositato la propria lista di testimoni. Difesa dai penalisti Arturo ed Enrico Frojo, la donna ha indicato il commercialista Stefano Romano (che è anche teste del pm), amico di lungo corso di Vittorio Materazzo, al quale l’ingegnere aveva confidato il proprio timore di essere ammazzato, oltre ai propri dubbi sull’atteggiamento del fratello più giovane; poi Egidio Paolucci, avvocato ed amico di Vittorio, che sarà sentito sia sulla vicenda ereditaria nata dopo la morte di Lucio Materazzo, scomparso anni fa di morte naturale, sia i timori che Vittorio nutriva in relazione all’indagine personale condotta negli ultimi mesi di vita per chiarire le circostanze legate al decesso dell’anziano genitore; poi il nome dell’architetto Antonio Boccia, che ha collaborato per anni con la ditta di Lucio Materazzo e con lo stesso Vittorio, chiamato a riferire proprio sulle attività imprenditoriali del professionista ammazzato sotto casa. E non è tutto. Sempre a scorrere la lista testi della vedova Materazzo, c’è anche il generale Garofano ex comandante del Ris, indicato come consulente di parte nel corso del processo.
Invece le quattro sorelle di Luca e Vittorio, che si sono costituite parte civile e rappresentate dal penalista napoletano Gennaro Pecoraro, non hanno depositato alcuna lista testi. Tra i testi chiave dell’accusa c’è il titolare di un bar di via Crispi, che ha riconosciuto in Luca il giovane uomo che – nei minuti successivi il delitto chiese di usare la toilette dell’esercizio commerciale. Una testimonianza decisiva, quella del barista: “Mi chiese di usare il bagno, vi rimase per una ventina di minuti, mi insospettii per la prolungata permanenza, decisi di intervenire, bussai e aprii la porta: vidi quel giovane uomo mezzo vestito che si stava lavando, notai anche delle tracce di sangue”.

I registi Ilaria Urbani e Andrea Canova ad Astradoc il 6 aprile

Venerdì 6 aprile ad “Astradoc- Viaggio nel cinema del reale” si parla di Napoli con tanti ospiti e due film che provano ad entrare nell’attualità della città attraverso due spunti diversi, ma entrambi accomunati dall’idea di mostrare quanto accade oggi. Con Luci sulla frontiera la giornalista Ilaria Urbani racconta dei sacerdoti di strada che combattono al fianco degli ultimi; in Je so’ pazzo di Andrea Canova c’è, invece, la storia e la rinascita dell’ex opg di Sant’Eframo, in un continuo intreccio tra presente passato che svela la forza magnetica di un luogo storico di Napoli che cambia volto e diventa un centro multifunzionale.
Si comincia alle 19.30 con Luci sulla frontiera in cui la giornalista Ilaria Urbani racconta, accompagnata dalla voce di Roberto Saviano,  i sacerdoti di strada che scelgono di stare ogni giorno al fianco degli ultimi. Come in molti Sud del mondo, nelle periferie di Napoli i preti di frontiera “cercano e riconoscono chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e lo fanno durare, gli danno spazio”. I missionari metropolitani operano in territori diventati spesso invisibili allo Stato e alle classi dirigenti.
I preti di strada da sempre, già da prima dell’arrivo di Papa Francesco, danno un volto all’ascolto, alla solidarietà, alla comunità, alla dignità, alla libertà, alla pace. In nome dell’umanità. E di un’altra chiesa possibile. Don Franco Esposito tra i detenuti e le loro famiglie del carcere di Poggioreale, il più sovrappopolato d’Europa. Padre Antonio Loffredo tra i giovani del rione Sanità che grazie alla cultura e ai monumenti si inventano un futuro dove la camorra non deve trovare posto. Don Gaetano Romano a San Giovanni a Teduccio, ex quartiere operaio a Napoli est, ancora oggi in cerca di riscatto, crea possibilità per la formazione dei figli dei più poveri. Don Felix Ngolodall’Africa si occupa dei ragazzi della baraccopoli di amianto ai margini dell’antica Puteoli. Padre Domenico Pizzuti costruisce percorsi d’integrazione a Scampia, quartiere reduce da decenni di narcotraffico dei boss. Quotidiano è l’impegno del gesuita per la comunità rom ancora oggi in cerca di sistemazione.
Alle 21.30 il regista Andrea Canova presenterà il suo “Je so’ pazzo”, dalla memoria frammentata dimenticata di Sant’Eframo, e da quel senso di vuoto, di oblio e di silenzio inaccettabile, nasce il bisogno di raccontare questo luogo, la sua storia e l’inizio della trasformazione e di farne un film. Nasce così “Je so pazzo” il film documentario di Andrea Canova. Il racconto di un luogo di Napoli Sant’Eframo che ha origini seicentesche quando fu edificato come monastero. Dalle ceneri di un incendio che lo distrusse quasi completamente, si trasformò in una caserma poi in un carcere ed infine, durante il fascismo, divenne un manicomio criminale.
Nel 1975, con la riforma del sistema penitenziario,, cambiò solo il nome in Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG), ma già nel 2000 fu ritenuto inagibile e venne lentamente svuotato fino alla chiusura definitiva del 2008.  Grazie al racconto e alla testimonianza di Michele, che lì ha vissuto per tanti anni, si sviluppa il documentario in cui si aggiungono le immagini e i suoni del presente perché dal 2015 il luogo è stato riaperto da un collettivo studentesco e dagli abitanti  del quartiere Materdei. Scorrono le immagini di ragazzini che giocano a calcetto e delle voci, dei volti di tanti gruppi di persone, di età e di provenienze diverse, che riempiono gli spazi in continua trasformazione di un luogo che sembrava destinato al silenzio e al degrado, e che oggi è pieno di attività e di nuovi abitanti che lo attraversano e lo curano tutti i giorni.
Il film osserva e racconta il luogo e la sua trasformazione nel tempo – dice Canova – alternando passato e presente, ed interrogandosi sul futuro. L’occhio della telecamera si muove come il vento, lungo i corridoi, verso le ore d’aria, dentro e fuori le celle, cercando di cogliere i momenti più significativi di una stagione di cambiamento, i suoi significati più profondi e metaforici, universali, che emergono dal forte contrasto tra reclusione e libertà, tra passato e presente, tra perdita della memoria e ricostruzione collettiva dell’identità di un luogo, e della sua memoria, che oggi appartiene a tutti. I luoghi sono contenitori di sogni, di ricordi, d’immaginari intimi e collettivi. I luoghi hanno un’anima quando hanno anche una storia da raccontare, perché significa che qualcuno li ha vissuti. I non-luoghi, invece, che siano essi attraversati tutti i giorni oppure abbandonati, sembrano senza memoria. L’ex-ospedale psichiatrico giudiziario mi è sembrato fin dall’inizio una specie di non-luogo. Forse per via dello stato di degrado in cui versa da decenni, o forse perché è da sempre un luogo segregato, inaccessibile, di reclusione e sofferenza. Sant’Eframo è per metà carcere e per metà monastero, ma quello che dà subito all’occhio è la sua imponente grandezza, piena di angoscia e di mistero.

Qualiano, batterie di botti abusive per festeggiare la Madonna dell’Arco: arrestato

Stava montando illegalmente batterie di ‘botti’ per festeggiare la Madonna dell’Arco. I carabinieri di Qualiano, , hanno arrestato per detenzione illegale di materiale esplodente e per detenzione commercio e trasporto dello stesso senza licenza Salvatore Russo, 56 anni, residente nel quartiere di Scampia, gia’ noto alle forze dell’ordine. L’uomo e’ stato sorpreso mentre insieme a un 29enne residente nel quartiere partenopeo di Miano installava materiale pirotecnico artigianale non convenzionale e non riconosciuto in via Campana per farlo esplodere in occasione della festivita’ religiosa. Rinvenuti e sequestrati 21 ordigni esplosivi, le cosiddette batterie napoletane, che erano state dotate di un sistema di innesco a miccia; ognuna conteneva dai 20 agli 80 tra rendini e lampetti. Per portarli via in sicurezza sono intervenuti gli artificieri antisabotaggio del comando provinciale di Napoli.

Acerra, vessava moglie e figli: arrestato 56enne

Vessava la moglie ed il figlio. Con questa accusa un 56enne di Acerra e’ stato arrestato dai carabinieri in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal gip del tribunale di Nola su richiesta della Procura. Secondo la ricostruzione degli investigatori l’uomo aveva iniziato ad avere un atteggiamento violento nei nei confronti della moglie della moglie, 54enne e del figlio di 34 anni dal mese di luglio dello scorso anno. L’arrestato e’ stato condotto nel carcere di Poggioreale.

Utenti facebook nel panico in tutta Europa: saltate le notifiche

Utenti facebook di tutta Europa nel panico da stamane. Sono infatti saltate le notifiche dei gruppi e delle pagine che non risultano raggiungibili. I tecnici sono al lavoro per risolvere il “bug” che al momento blocca molto del traffico del più grande social network del mondo. In alcuni casi c’è anche il sistema della posta che non funziona attraverso il social.

Estrazione di Pasqua da record per il Supernalotto e il jackpot è il più alto al mondo

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Estrazione pasquale da record per il Superenalotto nell’ultimo concorso di marzo. Sono infatti stati assegnati 100 premi da 100mila euro l’uno grazie all’iniziativa speciale Superenalotto, ma non solo. E’ stato anche centrato un “5+” da oltre 976 mila euro finito a Genova e un ‘5 Stella da 246mila’ euro, mentre il “6” allunga ancora e tocca 122,8 milioni di euro, per quello che come riferisce Agimeg è il più alto jackpot al mondo, davanti ai 67 milioni dell’Euromillions e ai 16 milioni dell’Eurojackpot. Dopo la caduta del primo premio del MegaMillions – in New Jersey vinti 521 milioni di dollari – la sestina è ora la vincita più alta del pianeta, la quinta più ricca nella storia del Superenalotto : la classifica vede al primo posto i 177,7 milioni vinti con un sistema nell’ottobre 2010, poi i 163,5 milioni centrati a Vibo Valentia nell’ottobre 2016, seguiti dai 147,8 milioni vinti a Bagnone (MS) nell’agosto 2009 e dai 139 milioni vinti a Parma e Pistoia nel febbraio 2010. Negli Usa Powerball e MegaMillions valgono invece 60 e 40 milioni di dollari, rispettivamente 48 e 32 milioni di euro.

Sant’Anastasia: la carica dei 400 mila Fujenti a Madonna dell’Arco

Sant’Anastasia. Oltre 400mila i Fujenti che si sono recati al tempio della Madonna dell’Arco. Un pellegrinaggio che si ripete ogni lunedì dell’Angelo da più di 500 anni. La folla già dalle due di notte preme per entrare all’interno del santuario mariano. Ad accogliere i fedeli è il rettore del convento, Padre Alessio, che saluta i primi Fujenti giunti da Napoli con due parole “Evviva Maria”. I fedeli arrivano da Aversa, Sant’Antimo, Casoria, Giugliano, Pomigliano, Ercolano, Nola, Fuorigrotta, Barra, Ponticelli, Caserta, Brusciano. Grandi, piccoli, giovani, meno giovani e anziani, tutti in ginocchio sul pavimento in marmo si dirigono verso l’altare attraverso la navata centrale. C’è chi canta, chi invoca la Madonna, chi la ringrazia per le grazie ricevute. Poi ci sta anche un 12enne che si è ammalato ed ha avuto interventi chirurgici che non gli consentono di camminare bene e di stare troppo tempo in piedi. Ma nonostante ciò ha deciso di fare la fila insieme alle altre persone nonostante gli avessero detto di poter entrare prima, senza stare molto tempo in piedi tra le persone. Grande lavoro degli uomini delle forze dell’ordine che spesso si ritrovano a sedare delle risse ma anche i volontari a sostegno delle persone che accusano malori.

Torre del Greco, ladro seriale di bici arrestato per la quinta volta in un mese

I carabinieri della stazione Torre del Greco capoluogo hanno arrestato un 60enne del luogo già noto alle forze dell’ordine perché resosi responsabile di evasione dagli arresti domiciliari, a cui era stato sottoposto per vari furti di biciclette nella penisola sorrentina. Al principio di marzo era stato arrestato dai carabinieri di Sorrento subito dopo aver rubato una bicicletta elettrica e mentre era in procinto di salire su un treno in direzione di Napoli con il maltolto. Da allora, in meno di un mese, è stato arrestato almeno cinque volte per evasione. L’ultima volta era stato fermato tre giorni da dalla Polfer alla Stazione centrale di Napoli dopo l’ennesimo furto di una bici.

Castellammare, evade per la Pasquetta: arrestato affiliato al clan

Castellammare, evade dai domiciliari per la Pasquetta mai i carabinieri lo beccano e lo arrestano. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Castellammare di Stabia hanno arrestato Michele Imparato, un 47enne della traversa Lattaro già noto alle forze dell’ordine ritenuto affiliato al disciolto clan camorristico degli “imparato”. Stava scontando 8 mesi di reclusione in regime domiciliare per resistenza a pubblico ufficiale ma i militari dell’arma lo hanno sorpreso in stato di evasione. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo.

Patty Pravo, la ragazza del Piper ai suoi primi settant’anni

Nicoletta Strambelli, per tutti Patty Pravo, compirà i suoi primi settant’anni il prossimo 9 aprile.
Nata a Venezia, frequenta il Conservatorio della sua città nei corsi di composizione e pianoforte per poi stabilirsi a Roma dopo il ritorno dalla Gran Bretagna. A Roma intanto era nato il Piper Club, locale nel quale diventa una vera e propria star. Ben presto si ritrova negli studi della RCA a registrare “Ragazzo triste”, il suo primo disco, versione italiana di “But you’re mine”. Un successo travolgente: la sua voce rinnova la canzone italiana. Poche apparizioni in tv e si conferma il successo discografico. Il nuovo 45 giri “Sto con te” e “Qui e là” vanno a ruba, stessa sorte, negli anni Settanta, per “Tu mi fai girar” o “Pazza idea”. All’apice del successo, non mancano le proposte cinematografiche, fra cui una pellicola ispirata alla sua storia e al clima di quegli anni intitolata “L’immensità (La ragazza del Piper)”. Tornata in auge nel 1990 vincendo “Una rotonda sul mare” e incidendo un nuovo disco con i suoi successi rivisitati e reinterpretati in chiave moderna. Nel 1994 incide a Pechino un nuovo lavoro: “Ideogrammi”, cantato in italiano, cinese, francese e con l’utilizzo di “slang” inventati, traendo ispirazioni dai dialetti locali.
Una nuova pausa per Patty Pravo fino al 1997, quando al Festival di Sanremo, canta “Dimmi che non vuoi morire”, scritta da Vasco Rossi. Con l’album successivo “Notte, guai e libertà” riconquista il pubblico. Dopo un’ulteriore collaborazione con Vasco Rossi nell’album “Una donna da sognare”, nel 2002 torna a Sanremo con “L’immenso” e un nuovo album: “Radio station”. Il 2 ottobre 2007 esce nelle librerie il libro “Bla, bla, bla…”, autobiografia scritta con Massimo Cotto. Viene pubblicato a novembre 2007 l’album “Spero che ti piaccia…Pour toi…, un omaggio della cantante veneziana alla indimenticabile Dalida, a vent’anni dalla sua morte. Nel 2008 esce il singolo “La bambola” per celebrare i quarant’anni dalla sua uscita e nel mese di febbraio dell’anno seguente partecipa al Festival di Sanremo 2009 con il brano “E io un giorno verrò là”, composto dal giovane Andrea Cutri. L’inedito sanremese viene inserito nel doppio album Live. Torna a Sanremo 2011 con il brano “Il vento e le rose” e nel 2016, per la decima volta, con il brano “Cieli immensi”.
Una vita piena quella di Patty Pravo, ricca delle più diverse esperienze: una infanzia libera, sua madre conosciuta tardi, il successo, le droghe e Jimi Hendrix. E’ la vita piena di una star senza tempo, la cui musica attraversa trasversalmente molte generazioni.

San Gennarello sotto choc per la morte di Luigi ucciso da un ucraino ubriaco e drogato alla guida

Aveva assunto anche droga oltre che essere ubriaco l’ucraino che nella notte di Pasqua si è schiantato con la sua auto contro una Fiat Punto con tre giovanissimi di San Gennarello di Ottaviano, causandone la morte di uno dei tre e il ferimento grave di un secondo. La vittima si chiamava Luigi Cangianiello, di 27 anni, è morto sul colpo. Un suo amico, Giovanni Coppola, è in coma farmacologico all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Un altro amico di Luigi, Francesco Ambrosio, è rimasto ferito ma è stato subito dichiarato fuori pericolo.  L’ucraino che guidava una potente Bmw ha riportato solo lievi ferite così come la moglie e un amico che erano in auto con lui. E’ stato subito arrestato e rinchiuso a Poggioreale con l’accusa di omicidio stradale. L’incidente è avvenuto alle 2,30 della notte tra domenica e lunedì in viale Terracciano, centralissima arteria residenziale di Pomigliano. La Bmw che viaggiava ad oltre 140 chilometri all’ora non si è fermata allo stop e si è schiantata contro l’auto dei tre ragazzi di San Gennarello che era usciti per una birra e un panino. L’impatto è stato violentissimo tanto che Luigi Cangianiello, che era seduto sul sedile posteriore,  ha sfondato com la testa il parabrezza dell’auto e si è schiantato con un marciapiede. E’ morto sul colpo. Una scena raccapricciante si è presentata davanti agli occhi dei soccorritori. L’auto dei ragazzi si era schiantata contro il gazebo di un bar, fortunatamente chiuso a quell’ora. La giovane vittima era molto conosciuta nella frazione di San Gennarello di Ottaviano, lui gestiva un supermercato, aveva la passione per il calcio e la musica,  e il padre Aldo è un volontario dell’associazione Valsi di san Giuseppe Vesuviano che assiste anziani e disabili. Degli altri due amici coinvolti nell’incidente Francesco Ambrosio lavora a Milano: è tornato per le vacanze di Pasqua proprio per stare insieme agli amici e alla famiglia, mentre Giovanni Coppola fa il cameriere. Il sindaco di Ottaviano ha proclamato per domani, giorno dei funerali, il lutto cittadino.

Terra dei Fuochi, l’anatema del Vescovo contro la scarcerazione dei Pellini

Acerra. La scarcerazione, dopo dieci mesi di reclusione, dei fratelli Pellini, imprenditori finiti in carcere con una condanna per disastro ambientale sta scatenando un fiume di polemiche. La liberazione dei tre condannati ha provocato anche la mobilitazione delle associazioni della Terra dei Fuochi i cui militanti faranno anche una manifestazione. I fratelli Pellini sono usciti di prigione in modo così rapido grazie all’effetto dei sei mesi di reclusione cautelare, dello sconto di tre anni consentito dall’indulto del 2006 e di un provvedimento di sospensione della reclusione inferiore ai quattro anni. Un provvedimento provvisorio che dovrà essere valutato dal tribunale. Oltre alla mobilitazione generale a scendere in campo contro il provvedimento dei giudici è proprio il vescovo di Acerra che non ha perso occasione di parlare durante la messa di Pasqua.
“La decisione di scarcerare i Pellini – dice dal leggio – sottovaluta il dramma umanitario dell’inquinamento, umilia i cittadini e incoraggia certi comportamenti. Siamo rassegnati perché la legge ha fallito. Questa notizia – ha affermato Di Donna – ci ha lasciato sgomenti. Desta come minimo un forte sconcerto, un rammarico. Sono stati condannati per un grave disastro ambientale di cui ancora oggi non è possibile calcolare completamente gli effetti devastanti sulla salute dei cittadini. E anche se è un provvedimento che si dice provvisorio ridimensiona comunque fortemente quella sentenza grave, chiara, che la corte di cassazione, massimo grado di giustizia, solo pochi mesi fa aveva emanato e che parlava di grave disastro ambientale ad Acerra. È stata dunque una decisione che suscita sconcerto in noi perché significa sottovalutare il dramma umanitario dell’inquinamento per il quale da noi si continua ad ammalarsi e a morire. Una decisione che suscita disorientamento per la difformità di giudizio tra i diversi organi della giustizia. Una decisione che non tiene in considerazione, umilia e mortifica la sensibilità dei cittadini verso il dramma ambientale. Una decisione che, nonostante un decreto del governo di due anni fa sulla terra dei fuochi, incoraggia certi comportamenti. Sì, capisco la vostra rassegnazione: noi sperimentiamo il fallimento delle leggi, della nostra ansia di giustizia. L’immobilismo è sovrano e questo genera rassegnazione perché tutto fermo: gli impegni assunti dalle istituzioni, ma anche i nostri impegni personali e sociali sembrano fermi in questo ambito. L’osservatorio regionale sull’ambiente non parte – dice – E non parliamo delle bonifiche. Si, c’è lo smaltimento delle ecoballe. Ma anche quello va a rilento. Inoltre indagini recenti hanno dimostrato che si continua a lucrare sull’affare dei rifiuti. E le richieste che più volte i cittadini hanno avanzato e cioè quelle di una moratoria seria, che si opponga a nuovi insediamenti inquinanti, le richieste di controllare continuamente l’aria che è inquinata, di far funzionare le centraline per il controllo delle polveri sottili: inevase”.

Sequestrati 800mila litri di alcol nocivi in provincia di Napoli

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Il Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare di Salerno e il personale dell’Agenzia delle Dogane di Napoli 2, Salerno e Caserta, hanno posto sotto sequestro circa 786mila litri di alcool pronto alla vendita. La sostanza – si aggiunge – non era idonea al consumo umano. Una persona è stata denunciata per frode in commercio di sostanze nocive (articoli 444 e 515 del codice penale). L’immissione di tale prodotto nocivo sul mercato avrebbe permesso introiti pari a circa 12milioni di euro. Gli investigatori hanno sequestrato l’intero stabilimento oggetto delle verifiche, poiché privo della prevista Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), per un valore corrente dell’intero provvedimento pari a circa 10milioni di euro. Dopo il decreto, disposto della Procura della Repubblica di Napoli Nord, i militari hanno eseguito il sequestro preventivo di ulteriori 13.000 litri di prodotti ed infusi a base di alcool – si spiega in una nota – contenenti sostanze nocive e non ritenuti idonee al consumo umano, per un valore commerciale pari a 250.000 euro. L’attività dell’Arma, in sinergia con l’Agenzia delle Dogane – si sottolinea – ha permesso di sventare l’immissione sul mercato di sostanze che avrebbero minato la sicurezza alimentare degli italiani e offuscato l’immagine degli operatori onesti del comparto.

Morto l’anziano colpito dalla caduta delle luminarie per il tornado a Sessa Aurunca

Sessa Aurunca. E’ morto il professore Michele Bosso,82 anni, ferito dalla caduta di luminarie avvenuta nella piazza principale sabato pomeriggio a causa di un improvviso tornado che aveva colpito il centro del paese.Nella stessa circostanza era rimasta ferita anche una donna, Gemma Fastoso che aveva riportato un trauma cranico, fortunatamente non grave, e varie contusioni ed escoriazioni. La tragedia ha colpito il comune casertano. Le immagini della furia del tornado e della caduta delle luminarie in piazza XX Settembre. Il sindaco Silvio Sasso ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali, il comitato festeggiamenti ha rinviato le varie manifestazioni programmate fino a mercoledì per la festa della Madonna Avvocata del Popolo e San Leone IX, patroni della città.Il vescovo, Orazio Francesco Piazza, nella Messa celebrata per la festa patronale, ha invitato i fedeli a pregare per Bosso e i familiari. Sulla caduta delle luminarie è stata aperta un’inchiesta da parte della magistratura.

Torneo di Calcio Giovanile “Costa di Sorrento”, i risultati della 11esima edizione

Sorrento. Spettacolo e divertimento regala ancora un volta in Penisola Sorrentina il Torneo di Calcio Giovanile “Costa di Sorrento” andato in scena dal 29 al 31 marzo. L’evento, firmato dall’associazione leader nel turismo sportivo Sud Eventi in collaborazione con lo sponsor tecnico Legea, ha visto la partecipazione di oltre mille ragazzi in rappresentanza di oltre cinquanta squadre provenienti dall’Italia.
Vittoria dell’Atletico Grifone Calcio nella categoria 2009, mentre per la categoria 2008 vittoria ai calci di rigore per il S.Aniello. La stessa società campana ha vinto anche nelle categorie 2007, 2006 e 2005, confermando di avere un validissimo settore giovanile. Nella categoria 2004, invece, successo per la compagine toscana del Gavorrano, nella categoria 2003 vittoria del trofeo per la Virtus Napoli. Infine, nella categoria 2202, vittoria della Scuola Calcio Bernardino Cordova.
«Il divertimento dei ragazzi, insieme agli accompagnatori e alle loro famiglie, è per noi l’aspetto più importante, per cui vederli andare via con il sorriso sui volti è sempre una grande soddisfazione. – dichiara il presidente della Sud Eventi, Nello Malafronte – È un torneo in forte crescita e lo testimonia la presenza di tantissimi team e ci auguriamo che i nostri eventi possano essere un ulteriore elemento trainante per l’economia turistica dei nostri splendidi territori campani».
Il “Costa di Sorrento” ha aperto ufficialmente la stagione sportiva delle manifestazioni targate Sud Eventi. Al torneo pasquale seguirà nel Cilento, a sud della provincia di Salerno, il “Cilento Sport Festival” dal 29 aprile al 1 maggio. Il programma completo degli eventi si può scaricare sul sito www.sudeventi.it