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Auchan Napoli: dipendenti ipermercato in presidio continuo

Prosegue il presidio dei lavoratori di Auchan di via Argine a Napoli contro il provvedimento di chiusura preannunciato dall’azienda per la fine del mese di aprile. I lavoratori sono nei locali dell’ipermercato da una settimana e distribuiscono volantini ai clienti dei negozi della galleria commerciale. Una delle dipendenti, nelle scorse ore, secondo quanto riferito da una sindacalista, ha dato alla luce una bambina. Per dopodomani e’ previsto un incontro tra le organizzazioni dei lavoratori e la commissione lavoro del Consiglio regionale.

Processo all’imprenditore Romeo, rinvio in attesa delle motivazioni della Cassazione

Napoli. E’ stato rinviato in attesa delle motivazioni della Cassazione il processo a carico di Alfredo Romeo e del suo collaboratore, l’architetto Ivan Russi accusati di corruzione per gli appalti ottenuti dalla Romeo. E’ stata accolta la richiesta del collegio difensivo dei due imputati dalla prima sezione del Tribunale (presidente Francesco Pellecchia) fatta stamane al Tribunale di Napoli. I legali avevano sollecitato il rinvio, disposto per il prossimo 29 maggio, per ragioni di opportunità in attesa che vengano depositate le motivazioni dell’ordinanza con cui la Cassazione annullò con rinvio davanti al Riesame una misura cautelare a carico di Romeo. Nelle motivazioni la Suprema Corte dovrà pronunciarsi infatti su questioni cruciali, come quella dell’utilizzabilità delle intercettazioni disposte nel corso dell’indagine.

Napoli, agenti violenti, il questore De Iesu: ‘Non vanno marchiati a vita’

“Uno degli agenti era stato coinvolto in fatti di 17 anni fa, ma degli eventi non possono marchiare a vita un operatore di polizia che ha responsabilita’ e profili operativi”. Lo ha detto il questore di Napoli, Antonio De Iesu, commentando il precedente violento del Global Forum di Napoli in cui fu coinvolto uno degli agenti che l’altro giorno hanno picchiato un uomo colpevole di non essersi fermato all’alt in via Santa Brigida. “L’agente – ha detto De Iesu – ha negli anni avuto anche riconoscimenti premiali. Il tema e’ essere consapevoli dell’errore e i due agenti sono consapevoli dell’errore. Per ora sono assegnati a compiti non operativi. Noi collaboriamo con la procura e ci sara’ anche un profilo disciplinare che portera’ a delle sanzioni adeguate alla gravita’ dei fatti. Ci sono delle regole, c’e’ un iter sia penale che disciplinare che stiamo esercitando, lo faremo con equilibrio e determinazione ma questo errore, questi comportamenti scorretti non possono offuscare lavoro della stragrande maggioranza dei poliziotti che con i fatti e non con le chiacchiere danno prova di efficienza. Ripeto, siamo uomini non macchine”.

Racket in azione a Gragnano: in fiamme tutte le auto della Geacars

Un incendio di natura dolosa e di vaste proporzioni ha distrutto questa notte 12 auto all’interno di una concessionaria di auto plurimarche in via dei pastai alla periferia di Gragnano. Le fiamme hanno creato un danno ecomomico di oltre 150 mila euro alla Geacars della famiglia Cesarano. Sull’incendio è stata immediata aperta un’inchiesta da parte dei carabinieri visto che in passato gli stessi proprietari della concessionaria erano stati al centro di un’inchiesta per un’estorsione subita da parte dei signori del racket della zona dei Lattari ma poi avevano ritirato la denuncia. Nella notte qualcuno ha pensato bene di dare fuoco alle auto che erano arrivate nei giorni scorsi e che erano pronte per  essere consegnate ai clienti. Secondo gli investigatori ad agire sarebbe stato un commando composta da più persone. Al vaglio ci sono le immagini delle telecamere di alcune attività commerciale lungo la zona e soprattutto quelle dei pastifici che si trovano nella parte bassa della strada verso Santa Maria la Carità. Quando gli abitanti delle case limitrofe hanno avvisato i vigili del fuoco e i carabinieri le fiamme erano già alte, probabilmente chi ha agito sul posto ha utilizzate materiale accelerante. L’incendio è stato domato dopo alcune ore ma le auto all’interno era quasi tutte distrutte. Ora sarà l’inchiesta della magistratura a chiarire le cause.

Il premio internazionale di arte e poesia ‘A Pablo Neruda, la Città di Capri’, alla prima edizione

L’Associazione Culturale Internazionale Verbumlandiart, con presidente Regina Resta, la Proloco di Caserta, con presidente Carlo Roberto Sciascia, e la presidente del Premio Annalena Cimino, in collaborazione con la Città di Capri, stanno organizzando la prima edizione del Premio internazionale di arte e poesia “A Pablo Neruda, la Città di Capri”. La cerimonia per la consegna del Premio ai vincitori del concorso di Poesia si terrà il 9 giugno, alle 10.30, presso la Sala Consiliare del Comune di Capri. L’esposizione di arti figurative sarà inaugurata presso la Villa Lysis nel pomeriggio dell’8 giugno e resterà aperta al pubblico fino al 16 giugno. Il Premio è inserito nell’ambito del progetto “La Catena della Pace, della Difesa dell’Ambiente, della Giustizia”, che vede realizzate e programmate in Italia numerose manifestazioni artistiche e letterarie. L’evento intende stimolare una riflessione profonda, sia sulla creatività poetica che sull’Arte contemporanea, ponendo l’isola di Capri – “La regina di roccia”, come venne battezzata da Pablo Neruda – con le sue ricchezze paesaggistiche, alla base di un confronto d’Arte e culturale tra le varie regioni d’Italia e con altre Nazioni. Una kermesse in grado di offrire un’eccezionale vetrina ad artisti e autori, italiani e stranieri, per costruire un ponte di proficuo dialogo con la popolazione locale e con il mondo, ponendo a confronto risultati ed esperienze differenti. Saranno presenti all’evento ospiti illustri del mondo dell’arte, della letteratura, della musica e del giornalismo.

Grande guerra, domani la commemorazione del centenario nei comuni del salernitano

Salerno. La Comunità del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni – in collaborazione con il Comando Forze Operative Sud guidato dal Gen. C.A. Rosario Castellano – in occasione delle Commemorazioni del Centenario della Grande Guerra (1915-1918), ha proclamato per domani la “Giornata dell’Amor Patrio” nei Comuni salernitani di Valle dell’Angelo, Piaggine, Laurino e Sacco. Prevista inoltre, la partecipazione straordinaria della Fanfara dell’8 Reggimento Bersaglieri Garibaldi di Caserta unitamente ad un Picchetto per gli onori militari ai Caduti. Alla cerimonia – alla quale saranno presenti il Presidente della Comunita’ del Parco Nazionale del Cilento Salvatore Iannuzzi, i sindaci dei Comuni coinvolti e il Ten. Col. Antonio Grilletto, in rappresentanza del Comando Forze Operative Sud di Napoli – vedrà la partecipazione attiva degli studenti che si cimenteranno con elaborati, mostre artistiche e ricerche storiche insieme ai rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Nella giornata di oggi, invece, a Piaggine, il sindaco Guglielmo Vairo ha organizzato una cerimonia in omaggio della 106enne Brigida Filomena Di Renna, socio onorario dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, in quanto “Figlia di un Eroico caduto della Grande Guerra ha sempre vissuto la sua lunga operosa esistenza, ispirandosi ed onorando i Grandi valori della famiglia dell’amor di Patria e del Sacrificio, Valori questi che sostanziano l’ideale di vita dei fanti piumati”. Alla presenza della Fanfara del 8 Reggimento Bersaglieri di Caserta verrà consegnata alla signora una “vaira”, tipico cappello piumato dei bersaglieri e un omaggio floreale quale gesto simbolico ad una delle ultime testimonianze viventi della Grande Guerra noncheè

la Medaglia Commemorativa del Centenario. L’evento – spiega il presidente Iannuzzi – rappresenta “un momento di riflessione doveroso per mantenere vivo il processo identitario e per tramandarlo alle giovani generazioni, in linea con le iniziative dello Stato Maggiore dell’Esercito che ha approvato una serie di commemorazioni con la partecipazione di studenti e cittadini che ha coinvolto i comuni del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni”.

Prodotti alimentari non tracciabili scoperti in 50 ristoranti etnici: sequestrati 17 quintali di alimenti

Roma. Sono 19 le persone denunciate dai Carabinieri per la Tutela Agroalimentare che hanno condotto ispezioni in 50 ristoranti etnici. Nelle province di Parma e Treviso, sono state denunciate 13 persone per frode in commercio in concorso fra loro poiche’ somministravano alimenti congelati per freschi (prodotti ittici, carnei e di gastronomia varia). Nelle province di Torino e Varese, sono state denunciate altre 5 persone per detenzione e vendita di sostanze alimentari nocive e frode in commercio. A Roma sono stati sequestrati 210 kg di pesce, carne e paste varie mancanti della prevista etichettatura e della documentazione sulla provenienza dei prodotti. In provincia di Napoli, sequestrati 250 kg di prodotti ittici, carnei e ortofrutticoli privi di rintracciabilità, denunciando una persona per tentata frode in commercio. Il bilancio nel primo trimestre del 2018 è di 17 quintali di alimenti sequestrati e oltre 44.000 euro di sanzioni. Diffusa la consuetudine di propinare nei menù prodotti falsamente freschi. 

Stalker ucciso, la versione dell’omicida non coincide con quella dei testimoni

Nocera Inferiore. Una retromarcia di almeno 30 metri che ha ucciso lo stalker della sua amica. Un incidente continua a sostenere Domenico Senatore, il 35enne di Nocera Superiore, accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi. L’uomo arrestato per la morte di Fabrizio Senatore, 43enne di Salerno, dovrà spiegare al Gip Alfonso Scermino quanto è accaduto sabato notte in via Fiuminale. Il sostituto procuratore della Procura di Nocera Inferiore ha chiesto la convalida del fermo e il carcere per Senatore. Determinante per chiarire la dinamica di quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica, la testimonianza dell’amico di Fabrizio Senatore che l’aveva accompagnato a Nocera per rivedere Filomena S. la sua ex, per il quale il 43enne era finito agli arresti domiciliari per stalking. Per gli inquirenti ci sono alcune discrepanze tra quanto raccontato dal testimone e dalla donna 35enne che aveva denunciato più volte il suo ex e dall’indagato appena dopo il fermo. Le loro versioni coincidono fino ad un certo punto, ci sono 5-6 minuti di vuoto che andranno chiariti. Innanzitutto, Domenico Senatore dovrà chiarire chi ha aggredito per primo l’altro. La ricostruzione delle fasi precedenti alla morte di Fabrizio Senatore sono chiare. L’uomo ha chiesto all’amico di accompagnarlo a Nocera, nonostante fosse agli arresti domiciliari, per “vedere cosa stesse facendo Filomena”, un’ossessione che non l’aveva lasciato neppure dopo l’arresto. Ma quella sera, Mena si era incontrata con Domenico al bar Petruccelli, a Cicalesi, per prendere un caffè. Si erano conosciuti nel locale dove la donna lavora. E dopo il caffè si avviano con le rispettive auto a casa di lei. I due si salutano sotto casa, lei entra. Poi succede l’irreparabile. Domenico Senatore visibilmente agitato suona al citofono della donna e le chiede di chiamare la polizia perchè ha subito un’aggressione, forse un tentativo di rapina. E’ lo stesso Domenico Senatore che chiama il numero d’emergenza della polizia. Quando la 35enne scende vede l’auto dell’amico ferma, con lo sportello aperto e la sagoma di Fabrizio Senatore schiacciata tra l’auto e il muretto. Il racconto dell’amico di Fabrizio coincide fino a quando la ragazza sale in casa. Agli inquirenti, l’uomo nega che Fabrizio abbia aggredito il 35enne, ma di essersi fermato insieme a lui dinanzi all’auto per parlare. Poi, la versione dei due non coincide, l’amico di Fabrizio ricorda solo di aver visto la Fiat Bravo fare retromarcia e schiacciare la vittima. Fabrizio Senatore è morto sul colpo. Domenico Senatore ha invece raccontato di aver subito un’aggressione dalla quale si era difeso, l’uomo che lo aveva aggredito gli aveva danneggiato l’auto lui ha messo la retromarcia senza accorgersi che dietro c’era Fabrizio. L’autopsia sul corpo del 43enne chiarirà le cause della morte ma non potrà determinare quanto volontario è stato il gesto di Domenico Senatore, sposato ma in fase di separazione con la moglie e con due figli piccoli che lavora come guardia giurata. Filomena S., madre di tre bambini avuti da una precedente relazione, è l’ex di Fabrizio Senatore, che aveva denunciato per stalking. La vittima, 43enne di Matierno, era padre di una bambina avuta da una precedente relazione. Ai domiciliari da un mese, nel suo casellario giudiziario compaiono diversi precedenti e condanne riportate in giovane età. Filomena S. viveva con i genitori fino all’altro giorno, ora ha deciso di trasferirsi a casa di parenti, per affrontare meglio questa storia che l’ha travolta. In via Fiuminale ancora le scritte fatte da Fabrizio, ‘Mena ti amo’ per riportare a sè quella donna che non lo voleva più e per la quale aveva una vera e propria ossessione tanto da indurre la donna a denunciarlo più volte. L’episodio clou il 7 gennaio scorso, quando dopo l’ennesima lite Fabrizio Senatore l’aveva picchiata violentemente tanto che Mena era stata costretta a farsi medicare in ospedale. Da lì, l’ultima denuncia e la decisione del giudice di applicare all’uomo un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. I suoi familiari, sin dall’inizio della relazione, le avevano detto di lasciar perdere. “I familiari – ha detto il legale della donna Cosimo Vastola – non sapevano più come dirglielo che non era l’uomo che poteva renderla felice”.
Secondo quanto raccontano alcuni testimoni, il rapporto tra Domenico e Mena non era recente, si conoscevano da almeno 4 anni perchè dipendenti della stessa ditta. E anche Domenico Senatore come Fabrizio Senatore aveva un recente passato di violenza contro l’ex moglie che aveva tentato di strangolare, come raccontato in una denuncia della donna che era dovuta scappare di casa. Fabrizio Senatore, autotrasportatore ed ex compagno di Mena, aveva avuto problemi giudiziari in passato. Nel 2005 fu individuato insieme ad altre 4 persone quale componente di un gruppo dedito alle rapine, ed aveva un procedimento giudiziario per violenza privata nei confronti di un’avvocatessa salernitana. I destini dei due si sono nuovamente incrociati sabato notte. Si attende ora la convalida del fermo per Domenico Senatore e la ricostruzione di quanto accaduto da parte degli inquirenti che stanno seguendo le indagini. 

 

 

 

Boscoreale, si finge carabiniere dopo incidente e tenta truffa: arrestato pregiudicato di Scafati

Tenta di estorcere 220 euro da un’automobilista fingendosi un carabiniere, ma è stato scoperto dai veri militari dell’Arma ed arrestato. E’ accaduto a Boscoreale, piccolo comune in provincia di Napoli, dove è stato bloccato Luca Giuseppe Aquilano un 35enne di Scafati già noto alle forze dell’ordine. L’uomo era alla guida di un’auto quando si è fatto tamponare dalla vittima prescelta, una 37enne. E’ così sceso dalla macchina qualificandosi subito come maresciallo dei carabinieri alla guida di una vettura di servizio. Ha poi continuato a discutere con la donna pretendendo 220 euro come risarcimento danni: se non avesse pagato, minacciava, “avrebbe fatto passare un guaio” a lei e al marito che, nel frattempo, era arrivato sul luogo dell’incidente asserendo che li avrebbe condotti in caserma. Nel pieno della discussione i tre sono stati notati da una pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata che hanno bloccato il 35enne. I militari hanno ascoltato la donna che ha spiegato cosa fosse successo. E’ stata così ricostruita la dinamica della truffa, compreso l’incidente causato volutamente. L’uomo è stato arrestato per tentata estorsione e sarà giudicato con rito direttissimo

Migliori disordine online Aams: come scegliere

I disordine online aams sono una fonte di divertimento per migliaia di italiani, che ogni giorno visitano i siti di disordine online italiani per giocare a slot machine, roulette blackjack o disordine live. L’offerta dei disordine online è molto ampia e le possibilità per il divertimento online sono molteplici. Giochi di disordine, slot machine, lotterie, scommesse sportive, gratta e vinci sono a disposizione degli appassionati in qualsiasi momento. In questo contesto scegliere una tra le decine di sale da gioco disponibili può essere complicato. Per questo si possono scoprire i migliori disordine online aams su disordineonline.srl, un sito gestito da esperti del gioco d’azzardo online. Scegliere la sala da gioco adatta alle proprie esigenze diventa un gioco da ragazzi, seguendo i consigli degli esperti si può giocare con più consapevolezza e in modo più informato.

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Altri criteri da considerare quando si parla di disordine online sono grafica, varietà di giochi, pagamenti veloci, assistenza clienti, offerta di giochi per mobile. I migliori disordine online aams infatti offrono ai propri giocatori tutto il meglio del gioco online, e hanno degli ottimi punteggi in ognuno di questi ambiti. Quando si gioca online bisogna aspettarsi una grafica mozzafiato ed un design all’avanguardia, sia su desktop che su smartphone e tablet. I migliori disordine online offrono anche centinaia di giochi ai propri soci, tra cui regolari novità e numerosi giochi innovativi. Slot machine, giochi con jackpot progressivo, disordine live, blackjack e giochi da tavolo sono alla base del divertimento online e devono essere presenti in una sala da gioco di qualità. Alcuni tra i siti di disordine più importanti in Italia, come SNAI e 888 offrono anche lotterie, gratta e vinci, scommesse sportive, poker e bingo. Un’offerta di giochi a 360 gradi, che permette agli appassionati di divertirsi e vincere delle belle somme. In questo contesto un servizio clienti attentavo e raggiungibile in modo facile e gratuito è alla base di un disordine di qualità, che valorizza i propri clienti e si mette a disposizione dei propri soci per qualsiasi tipo di questione.

Come si è visto quello dei disordine online italiani è un modo complesso, che include diverse varianti. Per questo consigliamo sempre di rivolgersi a siti specializzati come disordineonline.srl per scegliere al meglio una sala da gioco sicura ed affidabile. In queso contento è indispensabile anche ricordare che il gioco d’azzardo online può diventare un vizio o un disturbo di tipo patologico. Per questo deve essere affrontato con la massima cautela e responsabilità.

Luca Materazzo: ‘Voglio parlare con i pm e spiegare fatti che ignorano’

Intende contribuire alla ricostruzione dei fatti e si dice pronto a collaborare “in separata sede” con i pubblici ministeri perche’ e’ a conoscenza di circostanze che gli stessi pm ignorano. Lo ha detto Luca Materazzo, accusato dell’omicidio del fratello, l’ingegnere Vittorio, nel corso di una breve dichiarazione spontanea alla prima udienza del processo a suo carico davanti alla prima sezione della Corte di Assise di Napoli. Luca Materazzo si e’ sempre professato innocente. Durante l’udienza i pm, i difensori dell’imputato e quelli dei familiari che si sono costituiti parte civile, hanno chiesto l’ammissione delle liste dei testimoni e di diverse fonti di prova. Il processo riprendera’ il 9 maggio prossimo.

Cuoco beneventano ubriaco alla guida investe e uccide un ragazzo in Trentino: arrestato

 

Deve rispondere del reato di omicidio stradale aggravato dalla fuga e dallo stato di ebbrezza alcoolica un cuoco trentenne originario della provincia di Benevento, arrestato ieri sera dai carabinieri perche’ ritenuto responsabile dell’investimento mortale di un diciannovenne avvenuto poche ore prima nei pressi di Moena, in val di Fiemme, lungo la ex statale 48. Dopo l’investimento, l’automobilista, anziche’ fermarsi a prestare i primi soccorsi all’investito, Mattia Sommariva residente a Moena, si e’ dato alla fuga. Dopo le prime indagini, i carabinieri hanno trovato l’auto nel centro di Moena con segni evidenti sulla carrozzeria dell’incidente. Raccolti altri elementi i i carabinieri hanno rintracciato il presunto responsabile dell’investimento in un albergo di Moena. Sottoposto al test alcolemico, il giovane e’ risultato positivo all’assunzione di bevande alcoliche, facendo registrare un tasso rispettivamente di 1,57 g/l e 1,60 g/l nelle due prove eseguite con apparecchio alcoltest. Sulla scorta di queste risultanze, sentito anche il magistrato di turno, il giovane cuoco e’ stato dichiarato in arresto e l’auto e’ stata sottoposta a sequestro per consentire tutti i rilievi di natura tecnico-scientifica. La magistratura ha inoltre disposto l’esame autoptico sulla salma dell’investito. 

Terremoto: crollato il campanile della chiesa

La scossa di terremoto di magnitudo 4.6 avvenuta alle 5:11 con epicentro a 2 km da Muccia (Macerata) ha causato il crollo di una porzione del piccolo della chiesa del ‘600 Santa Maria di Varano già inagibile. Sono in corso, spiega il sindaco Mario Baroni, accertamenti per verificare se vi siano ulteriori danni sulle poche case rimaste agibili in paese: su 920 abitanti, 550 sono sistemati nelle Sae, 120-130 persone stanno in case agibili e il resto è in sistemazione autonoma o da parenti. “Le casette Sae non hanno riportato nessun danno – aggiunge il primo cittadino – Dalle verifiche che stiamo effettuando nelle aree dove sono realizzate le Soluzioni abitative di emergenza non si riscontrano problemi: al massimo sono caduti alcuni oggetti”. Lo confermano alcuni cittadini che ci vivono: “Abbiamo avuto molta paura, ma nessun danno”.

Napoli, babygang: ‘Confessa uno degli aggressori di Arturo’

Napoli. L’atteggiamento di chi ha iniziato a prendere consapevolezza di quanto accaduto e delle conseguenze che scaturiranno. A.R. con lo sguardo fisso sul monitor che trasmette le immagini dell’aggressione ad Arturo confessa di essere lui. “Si, quello sono io” dice ai magistrati con la voce pacata. “Mi dispiace per quello che è successo. Ho capito di aver sbagliato a non intervenire per fermare i miei amici ed aiutare il ragazzo’’ avrebbe detto mentre guardava le immagini delle telecamere di videosorveglianza di alcuni negozi di via Foria.
Sulle parole del giovane c’è massimo riserbo, ma, come riporta Il Mattino, con molta probabilità la chiusura del cerchio è vicina. La versione fornita da A.R. sarà messa al confronto con quelle degli altri indagati. C’è chi nega tutta la linea non riconoscendosi nelle immagini, chi respinge le accuse e propone una versione diversa. I video sono una prova importante, fondamentale per le indagini ma in nessuno dei filmati c’è l’immagine chiara dell’aggressione. Ci sono inquadrature da lontano ma non c’è una ricostruzione nitida di tutta la scena. Nei video ci sono A.R. e tre ragazzi, tutti in carcere in via cautelare. Tranne uno che ha 13 anni e non è imputabile. A.R. ha confermato la sua estraneità ai fatti. “Non l’ho accoltellato io. Non sono stato io a colpirlo”, questa la sua versione e con molta probabilità la difesa chiederà un esame probatorio, ovvero un confronto con la vittima. Il gruppo era uscito per una passeggiata in un pomeriggio che non è stato qualunque ed aggredirono Arturo, riducendolo quasi in fin di vita.

Napoli, protestano gli operatori del mercatino settimanale di Pianura

Protestano gli operatori del mercatino settimanale di Pianura perchè per una serie di ritardi dovuti a vari funzionari comunali e a una diversa interpretazione della norma che disciplina il commercio su aree pubbliche gli ambulanti che operano da oltre 20 anni sarebbero addirittura abusivi. I vigili urbani nei giorni scorsi hanno intimato agli operatori di via Provinciale di chiudere perché abusivi. E così stamane gli operatori del mercati riuniti nell’associazione Union Cap insieme con i vertici, il presidente Enzo Grillo e il segretario Salvio Pascale hanno deciso di protestare e occupare la struttura. “Siamo abusivi di che visto che c’è la norma che ci tutela?”, tuona il presidente Enzo Grillo. E poi aggiunge: Non riusciamo a capire questo atteggiamento dei pol.itici e dei funzionari comunali. si sta verificando questo ovvero che mentre loro studiano noi stiamo morendo”. La storia del mercatino bisettimanale di Pianura parte dal lontano 1995 quando prese i suoi primi passi in via Cumana con vari spostamenti prima nei pressi del Polo Artigianale, poi in via Provinciale sullo stradone che sovrasta i binari della Sepsa e che collega Pianura a Trencia. Gli operatori hanno cominciato ad operare in quell’area grazie  a una delibera di consiglio 4 del 2 marzo 2011. poi ci sono stati una serie di emendamenti con i quali si chiedeva di fare operare anche altri operatori che erano negli elenchi storici del comune. La Regione Campania con un decreto dirigenziale numero 90 del 15 febbraio 2012 che prevedeva l’espletamento del bando “giusto la comunicazione da parte dei comuni dei posteggi liberi nei mercati insistenti sui loro territori”. Il comune di Napoli comunicò alla Regione la possibilità di mettere a bando  45 posti a Poggioreale, 80 a Pianura e 125 a Ponticelli in via Califano.  Solo ponticelli si è allineata ai criteri previsti dalle normative e opera con gli stalli tracciati a terra e la presenza di vigili urbani. Nel 2012  ci fu un avvicendamento dei funzionari comunali e quelli successivi cambiarono metodologia di interpretazione della norma.

“Da allora- spiega ancora Enzo Grillo- non ci fu dato l’atto concessorio decennale, ma ci fecero atti illegittimi annuali  per giustificare che era area fieristica e  che non era stata abilitata a commercio su area pubbliche. Forse perché su questa area vogliono fare altro?Ci hanno sempre impedito il prosieguo  dell’iter burocratico. Nel tempo ci sono state tante cose contrastanti. La più eclatante è avvenuta quando ci dissero nel corso di un incontro in assessorato con finti ingegneri Eav  che quell’area non era praticabile, calpestabile e percorribile perchè poteva cadere sulla testa dei passeggeri della Cumana. E dopo tanti anni? E perché questo? Ci spostarono in via Escrivà e poi di nuovo in via Cumana. Poi dopo tante battaglie abbiamo preso posizione siamo tornati in via Provinciale senza però mai ufficializzata con titoli concessori previsti dalla normativa vigente.  E ora il 5 aprile la polizia municipale ci ha intimato di stare chiusi perché questa area non era idonea. Quello che noi chiediamo è di trovare in fretta una soluzione perché non è possibile che per colpa di ritardi burocratici e di mancati accordi politici si rischia di rimanere centinaia di operatori del settore senza lavoro”.

Scoperte 86 truffe agli anziani: ecco come operava la banda dei napoletani

I Carabinieri della Compagnia di Caserta, dalle prime ore del mattino, stanno dando esecuzione a 8 misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di soggetti, tutti napoletani, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al reato di truffa in danno di anziani. L’indagine, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha consentito di scoprire 86 truffe, perpetrate in tutta la regione Campania in danno di anziani nel periodo ricompreso tra febbraio 2016 e ottobre 2017 che hanno fruttato al sodalizio criminale circa 90.000 euro in contanti nonche’ numerosi gioielli e preziosi sottratti alle vittime. 
I delitti contestati riguardano l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata al reato di truffa in danno di anziani, nonché n. 86 reati per altrettanti episodi accertati di truffe consumate e tentate ai danni di persone in età avanzata.
L’ordinanza di custodia cautelare costituisce l’epilogo di una complessa, articolata e meticolosa attività investigativa avviata agi inizi del 2017, coordinata da questa Procura e delegata ai Carabinieri della Compagnia di Caserta.
Essa si è articolata avvalendosi dei tradizionali strumenti investigativi, composti dalla iniziale denuncia delle vittime delle truffe, cui ha fatto seguito un complesso lavoro di raccordo e coordinamento fra diverse attività investigative in atto, successive attività di intercettazione telefoniche, con servizi di pedinamento e osservazione, sovente seguite da arresti in flagranza ( operati per evitare che il reato venisse portato a conseguenze ulteriori); in tal modo, consolidando il quadro probatorio che si andava a comporre.
II grave compendio indiziario così raccolto ha consentito di operare la ricostruzione di circa 90 episodi tra truffe consumate e tentate ai danni di persone anziane, naturalmente vulnerabili proprio a causa dell’età avanzata; nonché di calcolare in circa €100.000 l’ammontare complessivo del profitto illecito conseguito, rappresentato da denaro contante, gioielli e monili in oro.
Grazie alle informazioni acquisite durante le indagini ed il raccordo informativo con i Comandi dell’Arma dei Carabinieri presenti su buona parte del territorio nazionale è stato, inoltre, possibile scongiurare che numerosi tentativi di truffa venissero portati a termine, nonché procedere in diverse occasioni all’arresto in flagranza di reato di cinque esecutori materiali delle truffe.
Le investigazioni, in particolare, hanno consentito di disvelare la stabile ed articolata struttura organizzativa dell’associazione criminale, caratterizzata da due livelli:
– il primo, composto dagli associati preposti all’individuazione delle vittime, alla raccolta d’informazioni sulle loro quotidiane abitudini di vita, alla pianificazione della truffa ed al coordinamento di tutte le attività propedeutiche e strumentali alla fase esecutiva della truffa;
– il secondo, ma non meno importante livello, composto dai soggetti preposti all’esecuzione delle truffe.
L’ingegnoso sistema di raggiro utilizzato dal sodalizio criminale prende il nome di “truffa del pacco” e si fonda sulle consolidate capacità di raggiro e persuasione acquisite dai truffatori. II ruolo principale veniva, infatti, svolto a mezzo del telefono, dai capi dell’associazione che si occupavano di individuare le vittime (di solito persone in età avanzata e che nella maggior parte dei casi vivono da sole) ed acquisire i numeri telefonici. Gli stessi procedevano poi a contattare :telefonicamente la vittima, cui si presentavano come loro figli/nipoti in modo da instaurare un colloquio di tipo familiare e superare la resistenza psicologica degli anziani. Una volta che la parte offesa era stata convinta a parlare con un suo (fittizio) parente, proseguiva la seconda parte del raggiro, attraverso la rappresentazione di un temporaneo stato di difficoltà del parente fittizio per il ritiro di un “pacco urgente”, che un corriere sarebbe passato a consegnare, previo versamento di una somma di denaro, oscillante tra i 1.000 ed i 3.000€, somma di denaro che poteva essere corrisposto anche con gioielli o preziosi in caso d’indisponibilità di denaro contante. Ottenuto l’assenso da parte della vittima, mentre quest’ultima veniva trattenuta al telefono per evitare che potesse contattare familiari o conoscenti, entravano in azione gli esecutori materiali della truffa, generalmente due persone, i quali, sulla base delle informazioni acquisite dai basisti, raggiungevano l’obbiettivo. A questo punto, uno dei due, fingendo di essere il citato corriere, si presentava agli anziani e consegnava il pacco, contenente di solito un bagno schiuma o dei calzini, ritirando, in cambio, la somma pattuita, mentre il complice rimaneva nelle vicinanze a bordo dell’autovettura con funzioni di palo.
Da rimarcare la scarsa propensione delle vittime a denunciare le truffe subite; atteggiamento di sfiducia solo iniziale e di certo non orientato ad eludere le indagini giudiziarie (anche perché, successivamente alla scoperta dei fatti, le vittime hanno pienamente collaborato con gli organi inquirenti) e frutto probabilmente del disagio psicologico vissuto dall’anziana vittima.
L’esito dell’attività investigativa-unitamente a quelli già raccolti per precedenti, analoghe attività- potrà, fra l’altro, sortire l’effetto di orientare la vittima all’emersione del proprio vissuto, con risultati favorevoli in termini di potenziamento del contrasto all’odioso fenomeno delle truffe ai danni di soggetti deboli.

Nazionale: Capello dice no

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Mentre il campionato di serie A resta apertissimo ed emozionante, nell’Europa delle big le squadre italiane non brillano, vedi i pesanti ko di Juventus e Roma in Champions. Per Fabio Capello questa sofferenza è da addebitare alla “poca qualità”. “Se i giocatori migliori non vengono più in Italia, ma anzi vanno a rinforzare le avversarie, il livello del calcio non ha dei buoni insegnanti, dai quali ‘copiare’. Io da giovane ho copiato da Suarez, da Massei. Dei grandi, che potevano trasmettere qualcosa. Copiare bene è fondamentale” ha commentato il tecnico friulano.

Capello ha poi assicurato di non avere un futuro da Ct della nazionale italiana: “Ho già fatto le mie esperienze in Inghilterra e Russia. L’ultima mia panchina è stata in Cina, allo Jiangsu Suning. Volevo provare ancora una volta ad allenare una squadra. Siamo riusciti a salvarla dopo averla presa ultima in classifica e sono felice così. Ora mi diletto di più a fare il commentatore, un ruolo in cui si vince sempre”.

Agguato naziskin: un ventunenne denuncia

Preso a pugni e insultato con frasi omofobe in pieno giorno a Roma da quattro naziskin che gli hanno puntato un coltello alla schiena. E’ quanto denunciato da un ragazzo di 21 anni. L’episodio è accaduto giovedì scorso in via Tiburtina, all’altezza di via Portonaccio, alla periferia di Roma. I quattro giovani, ha raccontato, “avevano la testa rasata e indossavano bomber neri. Uno aveva un tatuaggio sulla nuca con la croce celtica. Stavo tornando a casa dal primo giorno di lavoro, mi hanno puntato un coltello alla schiena”. “Poi mi hanno preso a calci anche quando ero a terra. Mi hanno rubato il cellulare – ha raccontato Federico, questo il nome del ragazzo – e il portafogli. Prima di andar via mi hanno sbattuto la borsetta in faccia. Mi sembra strano che all’ora di punta nessuno si sia accorto di nulla”. Il ragazzo, che è rimasto una notte in ospedale ed è stato dimesso con 5 giorni di prognosi, ha presentato denuncia alla polizia.

Roma: la Salaria è piena di buche

Sono circa 50 al momento le auto rimaste in panne per le buche che si sono aperte su via Salaria a Roma. Lo si apprende dalla polizia locale. C’è una lunga fila di macchine all’altezza della motorizzazione in direzione fuori Roma, molte di queste con le gomme bucate. Secondo quanto si è appreso, oggi alcune buche sulla Salaria erano state riparate.Sul posto la polizia locale.

Truffa sui Gratta e Vinci, leggevano i biglietti e vendevano solo quelli perdenti

Salerno. Riuscivano ad individuare attraverso piccole abrasioni sui “gratta e vinci” i biglietti vincenti ed incassarli, rimettendo in vendita gli altri. Queste piccole abrasioni erano fatte in modo così preciso tanto da essere impercettibili per i clienti che acquistavano i biglietti non vincenti e che non si accorgevano di nulla. A realizzare questa vera e propria truffa due coniugi che gestiscono una tabaccheria in via Posidonia, zona centrale di Salerno. A fa scattare i controlli sono stati direttamente i responsabili dei Monopoli di Stato i quali si sono rivolti ai carabinieri. I dipendenti dell’ Agenzia delle dogane e dei monopoli si sono insospettiti dalle vincite. I militari dell’arma hanno controllato la tabaccheria ritrovano elementi utili per incastrare i coniugi, denunciandoli per falsificazione, frode, accesso abusivo ad un sistema telematico e truffa in concorso. Nel corso dei controlli i carabinieri hanno accertato che dal 2011 la coppia avrebbe incassato oltre 1milione e 300mila euro, comprensivi anche di percentuale prevista dalla vendita di biglietti vincenti. Al controllo dei “gratta e vinci” sono stati trovati 12mila tagliandi alterati per un valore complessivo di circa 12mila euro. Ora la coppia di coniugi dovrà spiegare quanto accaduto all’autorità giudiziaria.