Nel corso di controlli per contrastare l’uccellagione, il bracconaggio e la detenzione illegale di uccelli appartenenti a specie protette, i Carabinieri della Stazione Forestale di Marigliano, allertati da personale dell’Ente Nazionale Protezione Animali, sono intervenuti ad Acerra. In un terreno in località Ponte dei Cani è stata rinvenuta una rete per uccellagione ancorata a paletti di legno, un richiamo acustico elettromagnetico, otto cardellini in gabbia e un cardellino con le zampe legate da un filo, che veniva utilizzato come richiamo vivo. Identificato e denunciato un 50enne già noto alle forze dell’ordine ritenuto responsabile di vari reati; la pratica di catturare uccelli selvatici con reti e trappole è vietata dalla legge sulla caccia; il cardellino utilizzato come richiamo vivo era con le zampe unite da un filo che lo ancorava a un ramoscello in modo che potesse brevemente volare per poi cadere, una pratica usata per attirare i suoi simili che seguendolo restano intrappolati nella rete. Verosimilmente i cardellini sarebbero stati messi in vendita sul mercato nero a somme intorno ai 100 euro a esemplare.
Detenuto minorenne portava droga in carcere al rientro: scoperto dagli agenti
“Stroncata ancora una volta la diffusione di droga nel carcere minorile di Airola in provincia di Benevento”. A darne notizia e’ il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, che segnala quel che e’ accaduto sabato nell’Istituto penale per minorenni campano. “E’ stato sequestrato un interessante quantitativo di hashish su un detenuto che era rientrato in cella dopo il colloquio”, spiega Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sappe. “Il personale di Polizia Penitenziaria, insospettito dell’atteggiamento dell’uomo al rientro in cella, ha intensificato la vigilanza ed ha ottenuto questo importante risultato. Nonostante nella maggior parte degli istituti penitenziari si stiano adottando misure di sicurezza basate sulla dinamicita’ e sulla videosorveglianza, che a nulla servono se non si prevede l’obbligo del lavoro per i detenuti, non ci sono telecamere e altri sistemi di sicurezza che possano intervenire e sostituire la professionalita’ della Polizia Penitenziaria”, aggiunge Fattorello. Commenta Donato Capece, segretario generale del Sappe: “Questi episodi, oltre a confermare il grado di maturita’ raggiunto e le elevate doti professionali del Personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Airola, ci ricordano che il primo compito della Polizia Penitenziaria e’ e rimane quello di garantire la sicurezza dei luoghi di pena e impongono oggi piu’ che mai una seria riflessione sul bilanciamento tra necessita’ di sicurezza e bisogno di trattamento dei detenuti. Tutti possono immaginare quali e quante conseguenze avrebbe potuto causare l’introduzione di droga in un carcere”. Il Sappe, nel sottolineare le costanti criticita’ del carcere minorile, mette in luce “quali e quanti disagi quotidiani caratterizza il lavoro quotidiano dei Baschi Azzurri di Airola, a cui va il nostro sincero ringraziamento per quel che fanno ogni giorno per la sicurezza sociale”.
Teatro. ‘Mamma… ieri mi sposo’ con Sandra Milo e Gino Rivieccio al Lendi di Sant’Arpino
È “Mamma… ieri mi sposo!”, lo spettacolo prodotto da Lu.Scar, a chiudere il cartellone della stagione 2017/2018 al Teatro Lendi, in via A. Volta 176 (Strada Provinciale Grumo Nevano-Sant’Arpino). Mercoledì 11 aprile alle 21.00 (repliche giovedì 12 e venerdì 13 aprile, alle 21.00), in palcoscenico uno spettacolo con Gino Rivieccio, Sandra Milo, Fanny Cadeo, Marina Suma e Ettore Massa, tratto da “Twixt” di Clive Exton e curato nella regia da Patrick Rossi Gastaldi.
Icona del cinema e della televisione italiana, Sandra Milo torna a teatro con una commedia brillante dal ritmo forsennato. Un testo di Clive Exton ispirato alla grande tradizione del teatro comico inglese, dove gli equivoci generano situazioni paradossali, straordinari meccanismi teatrali in grado di far scaturire spontaneamente la risata nello spettatore. Una madre e una moglie, che non sanno rispettivamente l’una dell’altra, si contendono l’attenzione dello smidollato protagonista. Lo spettacolo riflette sulle strategie che mettiamo in atto per far sì che la vita di tutti i giorni prosegua senza intoppi.
Ambientata negli anni ’70, la pièce si basa sulla tradizione comica inglese, dove gli equivoci, le menzogne, gli scambi di persona creano situazioni paradossali e generano naturalmente le risate del pubblico. Gino Rivieccio è un uomo sulla cinquantina, con una madre (Sandra Milo), estremamente gelosa e possessiva alla quale ha tenuto nascosto il suo matrimonio (con Marina Suma) che a sua volta non sa dell’esistenza di sua suocera! Per mantenere in piedi il precario equilibrio che ha creato nel corso del tempo, l’uomo si inventa frequenti viaggi di lavoro, durante i quali però va nel villino di montagna per incontrare la sua adorata mammina! Tutto verrà messo in discussione quando, una sera, il nostro eroe si troverà in casa la segretaria (Fanny Cadeo) inseguita dal marito furioso, il socio in affari, la moglie e… la madre! Quando la verità verrà a galla, Rivieccio si rifugerà dalla madre, tornerà con la moglie o scapperà con la segretaria?
Info e Ticket: 081 89 19 620 oppure 347 857 22 22
Napoli: forno crematorio presto in funzione
Con una apposita disposizione dirigenziale l’Associazione Temporanea di Imprese aggiudicataria della Concessione del Piano Urbanistico Attuativo del Cimitero di Poggioreale è stata autorizzata a porre in essere tutte le misure per ottenere il permesso all’emissione dei fumi in atmosfera del forno crematorio. L’Assessore Alessandra Sardu con delega ai cimiteri dichiara: “Stiamo predisponendo gli ultimi atti necessari per far entrare in funzione il crematorio di Poggioreale e tra questi rientra l’autorizzazione all’emissione dei fumi in atmosfera che da oggi, grazie alla disposizione dirigenziale, potrà essere richiesta dall’ impresa aggiudicataria agli uffici competenti. Siamo ormai in dirittura d’arrivo e ci auguriamo che in pochi mesi il crematorio potrà entrare in funzione affinchè anche il Comune di Napoli possa offrire questo importante servizio ai propri cittadini, finora costretti a rivolgersi altrove per questa delicata esigenza.”
Al Teatro del Giullare, il nuovo spettacolo di L.A.A.V. Officina Teatrale. In scena giovedì 12 ‘Lo zoo di vetro’
Giovedì 12 aprile alle ore 21 debutta al Teatro del Giullare (via Vernieri, traversa Incagliati – Salerno) la nuova produzione di L.A.A.V. Officina Teatrale “Lo zoo di vetro” di Tennessee Williams, nella traduzione di Gerardo Guerrieri. Il dramma in due atti, che vede in scena Antonella Valitutti, Emilio Barone, Gianni D’Amato, Marina Napoli e Valerio Elia, ha la regia di Licia Amarante e Valerio Elia. Scenografia di Monica Costigliola ed Angelo de Tommaso, costumi Gina Oliva, foto Fulvio Ragusa.
“Il dramma è memoria, quindi irreale: la memoria si concede molte licenze poetiche, omette particolari e altri ne esagera a seconda dei valori emotivi degli oggetti sui quali si posa”. Lo spettacolo inizia e finisce con le stesse parole, con la stessa immagine: il riflesso di pezzi di vetro. È un singolo istante che penetra con forza nell’Io di Tom e vivifica il ricordo del suo passato familiare, quello da cui è fuggito.Prende forma una dimensione psichica entro cui è il protagonista stesso a ricostruire il ricordo, a plasmare la proiezione di un mondo che non è quello reale, ma quello vissuto: l’immagine della sua casa si distorce fino a ridursi alle trasparenti geometrie della scenografia entro cui vivono non personaggi, ma fantasmi artefatti di un passato rimosso, mai del tutto. Un padre la cui assenza si fa palpabile, visibile, che domina quel che resta delle relazioni domestiche penetrando in altre forme nella vita della famiglia che ha abbandonato. Amanda, una madre asfissiante, legata all’illusione di ciò che le rimane; Laura, una sorella bisognosa di un affetto troppo più grande di quello che Tom può darle. È Laura il centro di tutto, è lei che costruisce quel mondo simbolico fatto di piccoli animali di vetro, che riflettono identità frammentate, riempiendo la scena di una ambigua vitalità.
Ingresso: 10 euro; under 18: 5 euro.
Repliche: venerdì 13 e sabato 14 (h. 21) domenica 15 (h. 18.30)
Info e prenotazioni: 377 99 69 033 – ufficiostampa.laav@gmail.com
Leonardiana: un ciclo di mostre che apre con ‘Il pensiero della pittura. Iconografie’, al Centro Studi Leonardo
Sabato 21 aprile inaugurazione della prima mostra del ciclo “Leonardiana”, col titolo “Il pensiero della pittura. Iconografie”. Negli spazi del Centro Studi Leonardo, a Nocera Inferiore, alle ore 19.00, sarà possibile apprezzare le opere (in esposizione fino al 20 maggio) di artisti di diversa generazione, attivi in area campana, nei quali persiste e si rinnova l’idea immaginale della pittura, su una traccia di riflessione eterodossa dell’affermazione di Leonardo da Vinci, secondo la quale la pittura è “cosa mentale”. Nelle plurime declinazioni di una pittura che si fa riflessione del suo medesimo senso, tra memoria e ironia, dramma ed enigma, immaginario e comico. Nelle opere degli artisti – Giovanni Alfano, Michele Attianese, Mathelda Balatresi, Francesco Cocco, Gaetano Di Riso, Paolo La Motta, Rosaria Matarese, Alessandro Papari, Mario Persico, Eliana Petrizzi, Carmine Rezzuti, Angelomichele Risi, Quintino Scolavino, Lucia Schettino, Antonio Serrapica, Paolo Ventriglia, Salvatore Vita, Elio Washimps – si declinano visioni differenti non solo nelle forme ma anche nell’idea del ‘destino’ della pittura. “Nel ‘riflettere’ anche la ‘prossima’ alterità, l’opera è utopico pensiero-immagine – scrive Franco Cipriano – … le diramazioni dell’opera pittorica contemporanea si prolungano su spazi eterocliti, deviando il corso della superficie in immaginazioni d’indefinibili narrazioni o in consunzioni cromatiche, in vibrazioni segnico-materiche o nel ‘glaciale’ arresto immaginale del tempo. Sulle deviazioni del senso, il farsi della pittura ‘pensa’ il suo oltrepassamento, ma trattiene il possibile dell’immagine sui confini dell’impossibile della rappresentazione, nelle metamorfosi concettualmente inafferrabili della superficie. Dunque la pittura si fa paradossale icona polimorfa di se medesima. Non “lingua morta” ma in eccedente ‘inattualità’ di gesto, essa rappresenta nelle sue interrogazioni di senso la difficoltà ‘simbolica’ delle “immagini del tempo”, errando nei territori della memoria e del presente in una ricerca senza schemi di sistema, evento dell’espressione in controtempo e insieme origine alla vitalità della frammentazione ‘storica’ delle forme del visibile. Confliggenti e spaesanti, le icone ‘solitarie’ della pittura mostrano, nel loro scenario multiforme e inquieto, le tensioni delle controversie dei linguaggi dell’arte contemporanea”. Per il progetto e il testo di Franco Cipriano e il coordinamento artistico e la comunicazione di Raffaella Barbato, la mostra è promossa e realizzata da Centro Studi LEONARDO, Ente di Formazione accreditato Regione Campania. Il Centro Studi Leonardo è un Centro di competenze, ricerca e sviluppo di modelli formativi nato con la finalità di raccordarsi al sistema della Istruzione Pubblica e della Formazione Professionale campana, integrando i percorsi di costruzione delle conoscenze e delle professionalità dei professionisti, del personale d’azienda, degli imprenditori, dei giovani laureati. Una società, che investe le sue energie nel miglioramento dei suoi processi, nel potenziamento dei suoi servizi al territorio, nella crescita di competenze del suo personale.
Frana in via Manzoni a Napoli: danni ad un’abitazione si rompe la condotta idrica
Napoli. Frana in via Manzoni a Napoli: si rompe una conduttura idrica. Danneggiato anche un palazzo. Il guasto si sarebbe verificato la scorsa notte. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco i quali hanno chiesto l’intervento della società Abc che gestisce i servizi idrici in città. Secondo quanto si è appreso la rottura all’impianto si è verificata all’altezza del civico 44-46 di via Manzoni ed ha anche provocato danni a un’abitazione. Tutta la zona di via Manzoni è senza fornitura idrica.
Terzigno, cittadino polacco prende a pugni la convivente: arrestato
Terzigno. I carabinieri dell’aliquota Radiomobile di Torre Annunziata hanno arrestato un cittadino polacco incensurato 39enne residente a Poggiomarino ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Allertati dalla centrale operativa di Torre Annunziata i militari dell’Arma sono intervenuti d’urgenza in via Vecchia Campitelli bloccandolo. Immediatamente prima aveva preso a pugni la convivente 39enne procurandole una frattura e contusioni multiple al volto giudicate guaribili in 21 giorni. La vittima ha raccontato anche di ripetuti e gravi episodi di violenza o minaccia nei suoi confronti, finora mai denunciati. L’arrestato dopo le formalità di rito è stato trasferito nella Casa Circondariale di Poggioreale.
Di Maurizio Capuano, ‘Io, Pietro Koch’ al Teatro Elicantropo di Napoli
Al Teatro Elicantropo, da giovedì 12 aprile alle ore 21.00, sarà in scena “Io, Pietro Koch”, scritto e diretto da Maurizio Capuano. In replica fino a domenica 15, lo spettacolo è ispirato per le vicende storiche, al saggio “La banda Koch” dello scrittore Massimiliano Griner.
“Io, Pietro Koch” è il racconto della metamorfosi di un’anima nera: in una cella male illuminata, in attesa della sua esecuzione, si scorge Pietro Koch, capo della famigerata banda Koch, che imperversò tra Roma e Milano dal 1943 al 1944, e giovane capo di una squadra speciale della polizia fascista, durante l’occupazione tedesca in Italia. Beneventano, per metà tedesco, figlio di un commerciante di liquori, doveva raccogliere l’eredità del padre e vivere una vita comune, ma con l’avvento della guerra Koch, a ventisette anni, aveva già raggiunto l’apice del suo successo alle dirette dipendenze dei tedeschi.
“Due cose mi hanno colpito – ha spiegato Capuano – della figura di Pietro Koch. Il fatto che si sia presentato al plotone di esecuzione tranquillo, sereno, e per un ragazzo di ventisette anni questo fatto si spiega in due modi: o non ha un’anima, o ha preso coscienza di ciò che ha fatto. Il secondo è che, nell’orrore delle sue azioni, avesse subito una grande ingiustizia”.
Nel cast: Gennaro Ciotola, Antonio D’Alessandro, Aurelio De Matteis, Gianni Galepro, Emanuele Iovino, Antonella Liguoro, Giada Pignata, presentato da Spazio-Ztn e Naviganti Inversi.
Napoli, il questore: ‘Gli agenti violenti affidati a compiti di ufficio’
Napoli. “Sono stati assegnati a compiti burocratici e non operativi” i due poliziotti motociclisti della Questura di Napoli ripresi in un video diventato virale sul web mentre prendono a schiaffi e insultano un giovane fermato dopo un inseguimento. Lo rende noto il questore Antonio De Iesu. Sulla vicenda e’ in corso un’indagine della Procura. “Stiamo istruendo una procedura disciplinare, che ha i suoi tempi” ha aggiunto il questore. De Iesu subito dopo la diffusione del video annuncio’ provvedimenti rigorosi. “Non accettiamo processi sommari, Napoli è una città difficile in cui è perfettamente inutile fingere che le comuni regole civili e legali, il più ovvio buonsenso appartengono ai più”. Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, ha scritto in un comunicato dopo le polemiche seguite alla diffusione di un video nel quale due poliziotti del Nibbio schiaffeggiano un giovane fattorino che non si era fermato all’alt.
“A Napoli si combatte una guerra quotidiana che fa decine di vittime, non c’è giorno in cui non si spari nelle strade, non c’è giorno in cui i poliziotti non mettano a rischio la propria vita. Quanto estrapolato da poche brevi immagini deve essere accertato nei modi previsti, e non accettiamo processi sommari nei confronti di chi giornalmente mette la propria stessa vita al servizio dei cittadini per difenderli da un’aggressione criminale sempre più cruenta. Non accettiamo processi sommari, e neppure le immancabili reprimende dettate più dalla volontà di schierarsi dalla parte della ‘critica a prescindere’ che dalla conoscenza dei fatti e della realtà in cui essi avvengono” scrive Pianese. “Non si può prescindere dall’accertare cosa sia realmente accaduto, in maniera compiuta, per avere una ricostruzione completa che consenta una valutazione dei fatti; non si può prescindere dalla reale e profonda conoscenza del contesto sociale in cui si svolge l’attività di donne e uomini che quando vanno in strada sanno perfettamente di potersi trovare di fronte a qualsiasi cosa, a pericoli che per i più sarebbero inimmaginabili, a situazioni che solo all’apparenza sembrano banali e persino innocue ma che, la storia ce lo insegna, arrivano ad avere conseguenze tragiche e gravissime. E’ bene ricordare che a poche ore di distanza dal momento in cui volava un inopportuno schiaffo contro un soggetto che era appena scappato all’alt fregandosene di avere di fronte dei Poliziotti, in una delle vie centrali della città, invasa da centinaia di persone inermi, sono stati esplosi ben sette colpi di arma da fuoco forse addirittura per una banale questione di viabilità. Questa è Napoli, ed è perfettamente inutile fingere che si tratti di una città in cui le comuni regole civili e legali, le più condivise convenzioni sociali, il più ovvio buonsenso appartengano ai più. E’ una delle città più importanti d’Italia, e aggiungiamo anche una delle più belle e con maggiori potenzialità, ma è ancora letteralmente schiacciata da una vera e propria barbarie che dilaga nei comportamenti criminali e antisociali che mettono a dura prova tutti, primariamente gli Appartenenti alle Forze dell’ordine che combattono giornalmente, e sono pochi, sguarniti, senza mezzi adeguati, con un’età troppo elevata, senza tutele, senza supporti, ma a cui si chiedono quotidianamente veri miracoli”.
Proprio per accertare i fatti, la Procura di Napoli ha già aperto un’inchiesta affidata ai pm di turono Cristina Ribera e Sergio Amato. Francesco De Fabio, il 19enne fattorino, è stato già sentito dagli inquirenti Ha raccontato di quello sputo in faccia da parte di uno dei due agenti, non ha scelto per ora di sporgere querela. “Sono rimasto male. Ma non ce l’ho con quei poliziotti. Se dovessero chiedermi scusa, accetterò le scuse” ha detto il ragazzo che dice si essersi sentito umiliato. Presto verranno sentiti anche i due poliziotti, uno dei due – quello più violento che ha tirato quattro schiaffi al ragazzo e gli ha anche sputato in faccia, era stato condannato a due anni (reato prescritto), per sequestro di persona nel processo sulle violenze ai manifestanti nella caserma Raniero durante il Global Forum del 2001. L’episodio di venerdì pomeriggio filmato da un testimone oculare in via Eletto Starace, resta molto grave, nonostante le difficoltà oggettive che le forze dell’ordine hanno ogni giorno in una città difficile. Lo stesso questore Antonio De Iesu ha denunciato con tempismo quanto accaduto. I due poliziotti hanno consegnato già una relazione riservata al dirigente dell’ufficio prevenzione generale che il questore ha già letto, ma la loro posizione è molto difficile anche perché, è stato accertato, i due agenti non erano intervenuti nella zona di piazza Nicola Amore per una segnalazione di scippo. Tutto è successo perché Francesco, come la maggior parte dei ragazzi napoletani, venerdì pomeriggio non indossava il casco e non si è fermato all’alt per non farsi multare. Dunque gli agenti sapevano bene di avere di fronte non un possibile pericoloso rapinatore, ma un ragazzo indisciplinato, come tanti se ne vedono a napoli. Dunque la reazione è stata eccessiva, lo stesso questore De Iesu l’ha definita “incapacità di controllo della propria emotività”. In tal senso, potrebbero differenziarsi le posizioni dei due poliziotti. Il primo, che dopo aver tirato uno schiaffo a Francesco si è fermato. Il secondo invece ha continuato a schiaffeggiare il fattorino, ingiuriandolo e sputandogli in faccia. E’ lo stesso poliziotto che era stato accusato di sequestro di persona durante il Global Forum ed era stato denunciato per violenza da un fermato, tanto che era stato trasferito da un commissariato del centro storico all’ufficio prevenzione generale. Aldilà degli accertamenti della Procura, i due rischiano un procedimento disciplinare.
La storia, la bellezza e le tradizioni di Napoli, raccontate da venti cittadini stranieri
Venti cittadini di origine straniera e di diversa nazionalità (Senegal, Somalia, Sri Lanka, Ucraina, Ciad, Mali, Gambia, Costa D’Avorio, per citarne solo alcune), da oggi ai primi di maggio partecipano al corso New Roots – Migrantour Napoli. Proposto da Casba nell’ambito di New Roots, si tratta di un progetto finanziato dall’Asylum Migration and Integration Fund dell’Unione Europea e promosso da Acra, Viaggi Solidali, Oxfam Italia, Bastina Voyages Si loin Si proche, Terra Vera, Renovar A Mouraria, Crescer, Alter Brussels e Casba Società Cooperativa Sociale. Dalle tecniche di comunicazione e narrazione alla geografia dell’abitare fino alla creazione di nuovi itinerari, il corso offre ai partecipanti gli strumenti e le competenze per diventare accompagnatori interculturali delle passeggiate di Migrantour Napoli, gli itinerari nei quartieri più multiculturali della città: dalla Stazione Garibaldi a Piazza Mercato a Porta Nolana. Al corso che comincia oggi partecipano i dieci accompagnatori interculturali senior di diverse nazionalità che già in questi anni hanno condotto tante passeggiate di Migrantour Napoli e dieci nuovi aspiranti ciceroni di origine straniera che impareranno a raccontare la città attraverso storie, memorie e tradizioni.
The Pope, il film televisivo distribuito da Netflix, si gira alla Reggia di Caserta
Partono da domani le riprese di “The Pope”, il film televisivo distribuito da Netfix e partono dalla Reggia di Caserta. Protagonisti papa Benedetto XVI e il suo successore Francesco, la storia racconta le vicende dei due pontefici e, proprio nella Reggia, verranno riprodotte le scene del loro scambio di consegne e dei fatti che precedettero lo storico evento. A interpretare Joseph Ratzinger sarà un ineguagliabile Antony Hopkins mentre Jonathan Pryce vestirà i panni di papa Francesco. La regia è affidata a Fernando Meirelles.
“È una gran bella notizia e una occasione grandiosa per la reggia che torna, dopo tanti anni ad essere al centro dell’interesse internazionale e del grande cinema mondiale. E noi siamo entusiasti di questa opportunità che non perderemo”, commenta il direttore Mauro Felicori, che in questi giorni incontrerà i responsabili della produzione per stabilire una strategia di comunicazione che dia al massimo monumento casertano la giusta e meritata visibilità.
La vocazione cinematografica della Reggia di Caserta è antica e nota; ha ospitato le riprese de “I Tre aquilotti” nel 1942 con Alberto Sordi, de “La donna più bella del mondo” con Gina Lollobrigida nel 1955, de la “Maja desnuda” nel 1958 con Ava Gardner fino a titoli più recenti come “Guerre stellari” “Mission Impossible”.
“La Reggia conferma la sua vocazione e le sue molteplici potenzialità anche in questo campo come è già successo nel passato innumerevoli volte. E anche stavolta cercheremo, come si fece per produzioni di grande successo quali “Guerre stellari” e “Mission impossible”, di utilizzare questa occasione per promuovere ulteriormente il nostro monumento a livello internazionale”.
Antony McCarten, sceneggiatore del film, intende con questo lavoro, andare oltre i fatti per indagare nel profondo la storia, le esperienze personali dei due leader della Chiesa cattolica che hanno influito e stanno influendo, sui loro pontificati. Intanto la troupe con i tecnici è già da qualche giorno al lavoro a Palazzo reale per allestire gli ambienti, sistemare le scenografie e trasformare le architetture del palazzo vanvitelliano in quelle altrettanto maestose del Vaticano. Le sale dell’appartamento storico, la casella palatina, lo scalone reale, diventeranno, infatti, gli spazi vaticani che ospitarono le vicende narrate. L’utilizzo degli spazi esterni è costato alla produzione oltre settanta mila euro di royalties, ma nessun problema ci sarà per i visitatori. Ai turisti sarà interdetto l’accesso solo agli appartamenti storici fino alle 11.00 di mercoledì.
Sgominata la banda che rubava nei negozi: 11 arresti
Undici persone, ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in esercizi commerciali, sono destinatari di misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Nocera inferiore su richiesta della locale procura. Il blitz è stato condotto da circa 70 carabinieri del Comando provinciale di Salerno, supportati dai colleghi del Comando provinciale di Napoli.
Napoli: Hamsik insegue scudetto e record
– “Siamo arrivati ai minuti finali ma abbiamo vinto. Al San Paolo si e’ visto un bellissimo spettacolo. Un grande grazie ai nostri tifosi per il sostegno, andiamo avanti”. Cosi’ si è espresso Marek Hamsik, dalle pagine del proprio sito, in sede di commento per il 2-1 sul Chievo in rimonta che permette al Napoli di restare a -4 dalla Juve capolista. Per il centrocampista slovacco 494^ presenza in maglia azzurra che gli permette di eguagliare Juliano: davanti c’e’ solo Bruscolotti a quota 511. E’ un record a portata di piede: il capitano ci crede sul serio, così come crede alla possibilità di restare in lizza per lo scudetto.
Napoli, 8 tonnellate di hashish in un capannone a Poggioreale: valore 80 milioni di euro
Napoli. Era custodito in un capannone che si trova a Poggioreale l’ingente quantitativo di hashish, circa 8 tonnellate sequestrato dalla guardia di finanza di Napoli. La droga avrebbe fruttato ai clan circa 80 milioni di euro. Il titolare dell’impresa di trasporti a cui è riconducibile il capannone è un uomo di 47 anni che è stato arrestato. Il capannone si trova non lontano dal cimitero di Poggioreale. La sostanza stupefacente era destinata a rifornire i clan di camorra delle principali piazze di spaccio di Napoli: Rione Traiano, Scampia, Secondigliano e Pianura. Probabilmente era destinata a consumatori giovanissimi. Sono in corso ulteriori indagini per risalire ai veri proprietari della droga.”Il sequestro eseguito nel capannone a Poggioreale puo’ considerarsi il piu’ ingente e mai realizzato sulla terraferma in Italia”. Lo ha detto il colonnello Salvatore Salvo comandante del I gruppo della Guardia di finanza del comando provinciale di Napoli nel corso di una conferenza stampa. I finanzieri hanno individuato e poi sequestrato oltre 8mila chilogrammi di hashish destinati alle piu’ importanti piazze di spaccio di Napoli. “Abbiamo sottratto alla criminalita’ organizzata oltre otto milioni di dosi, sequestri di tale portata solitamente avvengono su navi a largo”. La droga proveniente dal Marocco, dopo essere giunta in Spagna e’ stata trasportata in Italia a bordo di tir. Per evitare che i cani antidroga l’individuassero, la sostanza stupefacente era stata chiusa in sacchi di juta plastificati.
Mercoledì scorso i finanzieri hanno individuato e ispezionato il capannone dove, alla fine, hanno trovato l’ingente carico di hashish. La droga era stata nascosta dietro numerose casse di plastica. Trovati, complessivamente, 12 bancali di legno, sigillati con il cellophane, all’interno dei quali c’erano 276 sacchi di iuta, migliaia di panetti di hashish da un chilogrammo ciascuno, risultati con un alto contenuto del principio attivi “THC” (il fattore chimico che porta all’effetto psicoattivo, ndr). La droga, verosimilmente, era destinata alle piazze di spaccio dei Rioni Traiano e Scampia e ai quartieri Secondigliano e Pianura di Napoli ma non solo. Non e’ escluso parte della droga fosse anche destinata a rifornire altri mercati, anche non campani. La Guardia di Finanza sta ora cercando di accertare a quali clan era destinata la droga: “Le organizzazioni camorristiche, quando si tratta di droga, agiscono anche in rete”, ha detto il generale Gianluigi D’Alfonso, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Napoli durante la conferenza stampa.
‘Non sono scomparso, ho trovato lavoro lontano dal Sud’, si è fatto vivo il ragazzo sparito da Torre Annunziata
“Sono Emilio Agnello il ragazzo scomparso da Torre Annunziata. Me ne sono andato di mia spontanea volontà. La mia famiglia non mi faceva vivere, sono andato a lavorare fuori, ho trovato lavoro. Sto bene. Ho parlato pure con loro e ho spiegato il motivo”. Questo il messaggio arrivato stamane sulla posta della pagina facebook di cronachedellacampania. Il 24enne di Torre Annunziata ha voluto affidare al nostro sito parole rassicuranti ai suoi familiari. La notizia della scomparsa era stata pubblicata nella serata di ieri sulla pagina facebook della zia Margherita, sorella del padre, che aveva invitato tutti a fornire notizie del nipote di cui si era perse le tracce da due giorni. Ma il ragazzo è andato via per scelta personale. Risolto quindi il giallo e tranquillizzata la famiglia.
Farmaci acquistati a prezzi scontati e riciclati attraverso una filiera illegale tra Milano e Napoli
Milano. Guadagni milionari e una rete parallela per la vendita di farmaci costosissimi: 13 gli arresti tra Milano, Monza-Brianza, Lucca, Roma e Napoli eseguiti dai carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazioni) che ha permesso di individuare un’organizzazione criminale facente capo ad un uomo di origine calabrese, titolare di una farmacia-deposito farmaceutico situato nel centro di Milano. I sodali, tutti operatori del circuito ufficiale di distribuzione del farmaco, acquistavano presso le aziende farmaceutiche ingenti quantitativi di “farmaci molto costosi, a destinazione ospedaliera pubblica o privata”, in particolare medicinali per cure oncologiche, virali, e per altre gravi patologie, ad un prezzo scontato “ex factory” (cioè il costo di vendita del farmaco stabilito dall’Aifa prima dell’immissione in commercio del medicinale), attestando falsamente la loro destinazione a strutture ospedaliere private italiane (avvalendosi e sfruttando un fittizio accreditamento presso l’Aiop, Associazione Italiana ospedalità privata, che riunisce, appunto, le strutture di ricovero e di cura private); realizzare una rete di riciclaggio dei farmaci, la cui documentazione veniva in tutto o in parte falsificata al fine di rivenderli nel mercato parallelo estero, in particolare in nord Africa ed nel sud est asiatico; rivendere i farmaci riciclati all’estero a prezzi molto maggiori di quelli d’acquisto esponendo a gravi pericoli per la salute gli utilizzatori finali delle specialità medicinali, poiché la vendita avveniva tramite una “filiera” non autorizzata e non controllabile ed utilizzando intermediari stranieri che in molti casi erano addirittura estranei al settore sanitario (sono state documentate, infatti, alcune copiose cessioni di farmaci a cittadini stranieri che abitualmente lavoravano come ristoratori etnici o come dipendenti di Banca, che solo incidentalmente e per fini di lucro si dedicavano al traffico).
I traffici di prodotti farmaceutici, ai quali si dedicava l’organizzazione criminale, neutralizzata dai militari del Nas, sono stati realizzati con modalità assolutamente spregiudicate, illegali e senza alcun controllo neanche sulle varie fasi del trasporto, dello stoccaggio e della distribuzione dei farmaci ricettati. Le indagini hanno dimostrato che certamente il “modus operandi” illecito adottato dagli arrestati garantiva all’organizzazione un margine di guadagno ingentissimo derivante sia dalla vendita dei farmaci stessi, sia dall’illegittimo rimborso del credito d’Iva maturato a danno dell’erario, ma soprattutto dalla ingente truffa ai danni delle ignare case farmaceutiche. Oltre ai tredici provvedimenti cautelari, sono state eseguite anche 11 perquisizioni nelle stesse province e 37 ordini di esibizione di documentazione notificati a persone giuridiche legate a vario titolo all’organizzazione criminale.
‘La macchia urbana’: stasera a Scafati la presentazione del libro di Michele Grimaldi
Scafati. “La macchia urbana” è un viaggio nel fenomeno urbano in modo critico, una riscoperta delle radici e una proiezione, in chiave sociale, delle città di oggi. ‘La macchia urbana’ è il libro scritto da Michele Grimaldi, politico e segretario del circolo Pd di Scafati, che sarà presentato stasera, 9 aprile, alle 18, 30 alla Sala Don Bosco di Scafati, in piazza Vittorio Veneto. Insieme all’autore interverranno Marco Plutino, docente di diritto costituzionale Unicas; Walter Tocci del Centro per la riforma dello Stato e autore della prefazione e Marco Iasevoli, giornalista del quotidiano Avvenire. Il dibattito sarà moderato da Alfonso Annunziata, presidente Anpi Scafati. Il volute, edito da Aracne editrice, nasce – come ha raccontato Grimaldi in una recente intervista – “da viaggi su e giù per l’Italia da anni di libri letti per curiosità, per studio, per tentativo costante di provare a comprendere le cose e da una riflessione che nasce qualche tempo fa: penso che da un punto di vista teorico-identitario mancasse un pezzo di ragionamento, non solo nella sinistra politicamente intesa, ma proprio guardando quelle discipline che analizzano e studiano la realtà”.
Il volume è stato definito da Walter Tocci “un appassionato esercizio di critica del fenomeno urbano. In queste pagine il fare teoria della città riscopre la radice originaria del theorein (etimologicamente il “vedere la città”) che però, non è un’attività ingenua o passiva, quanto una lotta per squarciare i paraventi del mainstream, per conquistare uno sguardo sapiente sulle strutture del potere e per lasciarsi incantare dalla molteplicità della vita urbana. L’autore ci offre un rischiaramento della questione, un Aufklärung post–illuministico, non solo oltre il sonno della ragione, ma per un risveglio della vita cittadina”.
L’assassino dello stalker continua a difendersi: ‘E’ stato un incidente’
Nocera. Filomena era la sua ossessione l’amava alla follia. Le aveva lasciato anche una scritta sul muro del palazzo “Mena ti amo F. S”, come i ragazzini alla prima cotta. E quella follia, quella sua mania di persecuzione, quella sua gelosia lo hanno portato alla morte. Fabrizio Senatore, autotrasportatore di 43 anni di Salerno, separato e padre di una bambina, è morto la notte scorsa in via Fiuminale a Nocera, la strada dove abita la sua amata, travolto e ucciso dall’auto del nuovo amico della donna. Domenico Senatore, 30enne, pure lui separato e padre di due figli. E’ in stato di fermo per omicidio volontario ma ha continuato a difendersi sostenendo che si è trattato di un incidente e che Fabrizio lo aveva aggredito e nella fuga per errore lo aveva travolto con la sua auto schiacciandolo contro il muro.
Il suo avvocato, Armando Lanzione, nega il movente della pista passionale. Era la seconda volta che Domenico Senatore e Mena si vedevano. Sabato sera avevano preso un caffè in un bar nelle vicinanze poi la donna era stata accompagnata a casa. E in quel momento che avviene la tragedia. Compare Fabrizio all’improvviso, che secondo il racconto del 30enne fermato, lo avrebbe aggredito. Il salernitano nella sua mania aveva seguito la donna della quale era follemente innamorato. E quindi vedeva in Domenico un rivale in amore. Cosa è accaduto intorno alle due di notte tra sabato e domenica per il momento è a conoscenza solo del presunto assassino. La polizia che sta indagando sul caso ha preso visione delle immagini delle telecamere della zona per verificare se vi sono frame utili alle indagini. Storia quasi parallele quelle di Domenico e Fabrizio. Il primo, 30 anni, separato da alcuni mesi dalla moglie dalla quale aveva avuto due figli, con un lavoro da guardia giurata. Ma gli avevano tolto la pistola dopo le denunce di minacce da parte della coniuge dalla quale si stava separando. Il salernitano invece avrebbe dovuto essere agli arresti dimiciliari la notte della sua morte. Era stato denunciato per minacce e stalking proprio dalla sua Mena che aveva interrotto la storia quando aveva scoperto che Fabrizio aveva una relazione a Salerno con un’altra donna. Lui non si era arreso e aveva cominciato a minacciarla, le aveva addirittura inviato una foto con una pistola. Era finito nel registro degli indagati alla Procura di Nocera che si apprestava a chiedere per il il processo con il rito immediato. Ma tutto questo non l’aveva fermato poche ore prima della sua morte sul profilo facebook aveva postato due canzoni dal titolo “Chisà si me pienze” e “Facimme pace”, probabilmente dedicate proprio alla sua ex compagna. Fino a condividere un post: “La vera donna non abbandona il suo uomo in nessuna difficoltà ma affronta i problemi con lui”. Ora però Fabrizio è morto, probabilmente ucciso da quella sua ossessione amorosa per la 35enne nocerina. La battaglia legale della famiglia nei confronti del presunto assassino è appena cominciata.
(nella foto la scritta fatta dalla vittima Fabrizio Senatore, primo in alto, e poi il presunto assassino Domenico Senatore e la donna)
Camorra, ecco come il clan Belforte controllava il traffico di droga nella zona di Maddaloni
Questa mattina, il personale della Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di 19 persone, indagate in relazione al delitto di associazione a delinquere finalizzata al traffico ed alla commercializzazione di stupefacenti, aggravato dal metodo mafioso. Gli elementi probatori alla base dell’emissione della misura sono stati acquisiti nel corso delle attività investigative condotte a seguito dell’omicidio di Daniele Panipucci, freddato con un colpo d’arma da fuoco al volto a Maddaloni, nella serata del 25.5.2016. A seguito del grave fatto di sangue, la Squadra Mobile di Caserta traeva in arresto, il 13.2.2017, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, Antonio Esposito, Domenico Senneca e Antonio Mastropietro, per il delitto di concorso in omicidio e, per quanto concerne Antonio Esposito e Antonio Mastropietro, per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., in quanto ritenuti organici al “clan Belforte- fazione Maddaloni”, operante nei Comuni di Maddaloni, Cervino, Valle di Maddaloni e Santa Maria a Vico. Nell’ambito delle attività investigative svolte in occasione del delitto, si acquisivano elementi atti a dimostrare la perdurante esistenza, sul territorio di Maddaloni, di un’associazione per delinquere finalizzata all’approvvigionamento e allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e crack e il “controllo” operato sulla commercializzazione degli stupefacenti, dapprima da Antonio Esposito, nella sua veste di reggente del locale sodalizio di stampo camorristico e poi da Antonio Mastropietro, che assumeva la gestione del clan dopo l’arresto dell’Esposito del 31.8.2016, (per il reato di lesioni gravi ai danni di un altro pregiudicato), ai quali, i singoli spacciatori, per l’esercizio delle attività di spaccio sul territorio maddalonese, erano costretti a versare varie somme di danaro oltre a sostanze stupefacenti destinate al loro consumo personale. Le indagini della Squadra Mobile di Caserta, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno svelato l’estensione sul territorio maddalonese di una lucrosa e capillare attività di spaccio, svolta senza tregua, in un quartiere desolante e degradato, attività che aveva attirato gli interessi del clan Belforte, che da sempre esercita il controllo sul territorio di Maddaloni. In particolare, le attività investigative, oltre a delineare il ruolo di ognuno degli indagati, hanno consentito di individuare le maggiori piazze di spaccio maddalonesi e ricostruire le modalità di funzionamento della commercializzazione al dettaglio delle droghe, confermando, ancora una volta, la centralità del Rione IACP di via Feudo 54, sede di ben tre gruppi di spaccio facenti capo rispettivamente a Romano Fabio, alla famiglia Gagliardi/Bernardi e alla famiglia Zampella/Stefanelli, nel quale rivestiva un ruolo centrale, un figlio, all’epoca minorenne, che è stato altresì attinto da altro provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale per i Minorenni di Napoli. Le investigazioni, inoltre, hanno palesato le attività di spaccio del gruppo facente capo a Padovano Antonio che, benché detenuto agli arresti domiciliari, non ha esitato a coinvolgere nelle attività di approvvigionamento e spaccio l’intera famiglia, compresa la moglie, all’epoca incinta, la sorellastra, nonché la nipote minorenne e il suo fidanzato. Il gruppo facente capo a Padovano Antonio aveva come canale di approvvigionamento dello stupefacente il casertano Belvedere Luigi, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti, il quale, per il tramite del cugino Belvedere Pietro, riforniva quotidianamente di cocaina il gruppo di Padovano per le successive operazioni di spaccio al dettaglio. Nel corso delle indagini, la locale Squadra Mobile ha effettuato una serie di sequestri di sostanze stupefacenti destinate allo spaccio.
DESTINATARI DELLE MISURE CAUTELARI:
1. ANTELLI Giuseppe, nato ad Afragola, classe 1968, sottoposto agli AA.DD;
2. BELVEDERE Luigi, nato a Caserta, classe 1992, sottoposto alla custodia cautelare in
carcere;
3. BELVEDERE Pietro, nato a Maddaloni, classe 1988, sottoposto alla custodia cautelare in
carcere;
4. BERNARDI Antonietta, nata ad Arienzo, classe 1967, sottoposta alla custodia cautelare in
carcere;
5. CECERE Vincenzo, nato a S. Maria C.V., classe 1964, sottoposto ad obbligo di dimora;
6. D’AIELLO Erna, nata a Neckarelz (Germania), classe 1971, sottoposta alla custodia
cautelare in carcere;
7. ESPOSITO Antonio, nato a Maddaloni, classe 1978, già detenuto sottoposto alla custodia
cautelare in carcere;
8. FARINA Michele, nato a Maddaloni, classe 1991, sottoposto ad obbligo di dimora;
9. GAGLIARDI Orazio, nato a Maddaloni, classe 1994, già detenuto, sottoposto alla custodia
cautelare in carcere;
10. MADONNA Giuseppe, nato a Maddaloni, classe 1992, sottoposto alla custodia cautelare in
carcere;
11. MASTROPIETRO Antonio, nato a Maddaloni, classe 1978, già detenuto, sottoposto alla
custodia cautelare in carcere;
12. PADOVANO Antonio, nato a Maddaloni, classe 1977, sottoposto alla custodia cautelare in
carcere;
13. ROMANO Fabio, nato a Maddaloni, classe 1990, sottoposto alla custodia cautelare in
carcere;
14. SCHIAVONE Maria, nata a Taranto, classe 1985, sottoposta agli AA.DD.;
15. STEFANELLI Antonietta, nata a Maddaloni, classe 1975, sottoposto alla custodia
cautelare in carcere;
16. TAGLIAFIERRO Antonio, nato a Maddaloni, classe 1989, sottoposto alla custodia
cautelare in carcere;
17. TAGLIAFIERRO Mariano, nato a Maddaloni, classe 1996, sottoposto alla custodia
cautelare in carcere;
18. TEDESCO Biagio, nato a Maddaloni, classe 1992, sottoposto agli AA.DD.;
19. ZAMPELLA Aniello, nato a Caserta, classe 1999, sottoposto alla custodia cautelare in
Centro di Prima Accoglienza.



