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Amianto in aeronautica: aviere napoletano morto per Mesotelioma

Ancora una vittima innocente causata dall’amianto in Aeronautica Militare. A pagare con la vita dopo quarant’anni di servizio da motorista è stato un militare napoletano deceduto di mesotelioma pleurico , il tumore di certezza causato dall’inalazione delle fibre cancerogene di amianto. I famigliari del sottufficiale dell’Aeronautica deceduto hanno chiesto aiuto a Contramianto e altri rischi onlus per avere giustizia per quella morte innocente , un lavoratore colpevole unicamente di aver servito fedelmente lo Stato per quasi mezzo secolo. Diverse le sedi dove il militare dell’Aeronautica Militare ha lavorato dall’Aeroporto di Gioia del Colle a quello di Grazzanise , da Capodichino a Treviso , venendo a contatto con i più disparati velivoli militari e partecipando alle squadre antincendio. “Un’altra vittima del dovere – spiega Luciano Carleo, Presidente dell’associazione Contramianto e altri rischi Onlus che si sta occupando della vicenda-un caso per il quale si dovranno fare i necessari approfondimenti ricostruendo l’intera vicenda ricomponendo l’anamnesi lavorativa legata all’amianto , aeromobili e luoghi”. E’ stata già inoltrata al Ministero della Difesa la richiesta per i diritti di riconoscimento di vittima del dovere. In caso di accoglimento ai familiari sarà riconosciuto un una tantum di 200mila euro e una pensione da 1800 euro mensili ai familiari. Il caso del napoletano morto è già stato iscritto nel registro del Mesotelioma della Campania. Ora non resta che attendere l’esito del percorso. “Eppure dell’amianto e del suo diffuso uso in Aeronautica Militare- spiega ancora Carleo- , in elicotteri ed aerei , si sapeva e l’uso di questo materiale cancerogeno è stato ampio nel corso dei decenni passati per le sua ottima resistenza al calore. Gli effetti dell’amianto sulla salute sono stati devastanti e le conseguenze sono evidenti anche tra il personale militare e civile del Ministero della Difesa, Marina, Aeronautica ed Esercito. L’amianto è stato usato indistintamente su tutti i mezzi militari, quindi non solo sulle navi militari ma il suo impiego ha riguardato anche aerei , elicotteri e mezzi corazzati e terrestri. Nel solo periodo 1993-2012 sono stati 653 i casi di mesotelioma registrati nel Comparto Difesa Nazionale dal ReNaM ( Registro Nazionale Mesotelioma ) “. I numeri delle morti sono impressionanti: in Campania  ad esempio nel periodo 2001 -2011 vi sono stati complessivamente 1139 Mesotelioma di questi 48 sono attribuiti ad Attività Difesa Militare. Per lo stesso periodo in ambito nazionale risultano in archivio Contramianto 1123 i militari deceduti per mesotelioma , cancro polmonare e alla laringe. Ma l’amianto è stato causa anche di altre patologie quali asbestosi , placche pleuriche , ispessimenti , fibrosi e broncopatia. Attualmente presso la Procura di Padova, a cui è stata data competenza nazionale sulla vicenda amianto e militari , ci sono diversi procedimenti penali aperti per le morti di amianto in Marina Militare ed Aeronautica Militare , processi ed inchieste ancora in corso che stanno facendo luce sulle possibili cause che hanno determinato in tutta Italia migliaia di morti ed ammalati tra il personale civile e militare della Difesa per patologie asbesto-correlate.

!”Il problema amianto in Aeronautica Militare- dice ancora Carleo- nasce dal diffuso utilizzo in due ambienti fondamentali quali la componentistica dei velivoli e nelle infrastrutture. Negli aeromobili , aerei ed elicotteri , l’amianto era presente principalmente negli isolamenti dei motori e condotti di scarico , fascette e guarnizioni , pastiglie dei freni , rivestimenti dei cavi . Le categorie maggiormente esposte all’amianto in Aeronautica Militare sono stati civili e militari motoristi , meccanici , elettricisti , ugualmente interessati da significative esposizioni all’amianto il personale delle Squadre antincendio che ha utilizzato indumenti protettivi dal fuoco in fibre di amianto. Contramianto ha già segnalato diverse centinaia di casi riferendo alla Procura di Padova sui casi di militari e civili malati e deceduti a causa dell’amianto e partecipando a tre audizioni in Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla vicenda amianto , inchiesta conclusa ed i cui atti sono stati trasmessi alla Procura di Roma. Contramianto ritiene doveroso fare piena luce sulla vicenda amianto nelle Forze Armate e prioritario rafforzare il programma di controllo della salute per tutto il personale militare e civile ex esposto all’amianto rendendo realmente fruibile e gratuita la sorveglianza sanitaria periodica così come prevista dall’Accordo Stato – Regioni”.

Coppia di giovani salernitani scomparsi da ieri: l’appello sui social

Coppia di giovani salernitani scomparsi da ieri: l’appello sui social. Dalle 19.00 di ieri non si ha piu’ traccia di due ragazzi residenti nella Valle dell’Irno, nel Salernitano. Si tratta Luciana De Simone, 18 anni, residente a Fisciano e di Gianluca Ingenito, coetaneo, di Baronissi. I due sono stati visti, nel tardo pomeriggio, a Baronissi. Poi, piu’ nulla. I familiari dei ragazzi, preoccupati, hanno sporto denuncia ai carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino. La madre di Luciana, in un post su Facebook di poche ore fa, ha lanciato un appello affinche’ qualcuno la aiuti a trovare la figlia e ha scritto: “Lucy ti dissi comunque con te, non dimenticarlo, ti stiamo aspettando”. La donna ha lasciato anche il numero di telefono per essere contattata 3474096328. Anche il sindaco del Comune di Baronissi, Gianfranco Valiante, sui social, ha diffuso le foto degli scomparsi, ribadendo che “chiunque abbia notizie o li abbia visti informi immediatamente i carabinieri o la polizia municipale”.

 

Viaggia con tre chili hashish in auto: arrestato

 Nascondeva tre chili di hashish in auto, in particolare in una busta sotto il sedile del passeggero. E’ finito per questo agli arresti domiciliari, a Marcianise, nel Casertano, il 27enne Francesco Ascione, residente a Caserta. Il giovane e’ stato fermato per un controllo dai carabinieri sulla provinciale 335. In seguito alla perquisizione della vettura, i militari hanno rinvenuto 30 panetti di stupefacente, probabilmente appena acquistati e pronti ad essere tagliati e confezionati in dosi. 

A sinistra gira tutto male: svaligiata la casa di Prodi

Hanno approfittato del fatto che, insieme alla moglie, fosse andato a Roma, per partecipare all’udienza che il papa ha concesso alla diocesi di Bologna. Cosi’, nella notte fra venerdi’ e sabato, i ladri sono entrati nella casa bolognese di Romano Prodi e l’hanno svaligiata, portando via oggetti preziosi. Sono in corso le indagini e anche la definizione esatta della refurtiva, della quale farebbero parte soprattutto orologi e gioielli. I ladri avrebbero forzato la porta dell’appartamento di via Gerusalemme, nel pieno centro di Bologna, a pochi passi da piazza Santo Stefano e sarebbero entrati, probabilmente sapendo dell’assenza degli abitanti. Prodi e’ stato informato dell’accaduto mentre si trovava in piazza San Pietro con la delegazione bolognese. Stando alle modalita’ del colpo, gli inquirenti tendono ad escludere che possa trattarsi di qualcosa di diverso dal semplice furto in abitazione, anche se sta indagando la Digos per escludere collegamenti di altro tipo.

Maxi rissa a coltellate tra baby gang: due giovani feriti

Una maxi rissa per futili motivi tra due gruppi di giovani e’ finita con l’accoltellamento di due dei contendenti, finiti in ospedale. E’ successo la scorsa notte a Casalnuovo, in provincia di Napoli. I due feriti sono un 20enne e un 17enne, entrambi incensurati: il primo, colpito al gluteo, e’ stato medicato e dimesso con prognosi di 15 giorni; il secondo, raggiunto da un fendente al torace, resta ricoverato nell’ospedale Villa Betania ma non e’ in pericolo di vita. I due gruppi si sono fronteggiati in piazzetta Cesarea, intorno alle due. Per ricostruire dinamica e responsabilita’ dei ferimenti sono in corso indagini da parte del commissariato della Polizia di Stato di Acerra. 

Benevento, De Zerbi: “Una vittoria emozionante”

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“Questa vittoria ci regala una grande emozione, per prima cosa perché è stata un’annata di grande sofferenza mentale e fisica. Altre volte ci è capitato di sfiorare questa benedetta prima vittoria in trasferta, che per demeriti nostri o meriti dell’avversario di turno non siamo riusciti mai a conquistare: farlo a San Siro ha un sapore speciale, davanti ai nostri tifosi che ci hanno sostenuto sempre e comunque, anche e soprattutto nei momenti difficili”. Così su Premium Sport, l’allenatore del Benevento Roberto De Zerbi dopo la vittoria contro il Milan a San Siro. “Il mio futuro? Parleremo con il presidente e con il direttore Foggia, perché se si rimane dobbiamo avere la stessa forza mentale di quest’anno. Abbiamo fatto cinque mesi pesanti – ha aggiunto – in cui il martedì non era facile arrivare al campo di allenamento. Come ho motivato i ragazzi? Gli ho detto che se dovevano metterci nella bara dovevano sigillarla bene, altrimenti con la testa spuntavamo fuori”, ha raccontato De Zerbi. “Rimpianto per non aver cominciato la stagione? Al di là del tipo di carriera che farò o che mi meriterò, sì: me lo porterò sempre con me questo rimpianto, mi sarebbe piaciuto allenare questi giocatori dall’inizio”, ha detto il tecnico giallorosso. “Aver conosciuto persone di questo livello è una fortuna, nel nostro mondo non siamo circondati da persone sempre per bene. Cosa mi sono detto con Vigorito a fine partita? Rimangono tra di noi”, ha concluso De Zerbi.

Elisabetta: la regina dei record

Si allunga, con il protrarsi del suo regno, la lista dei record di Elisabetta II la longeva: e’ la prima monarca di Gran Bretagna a superare i 92 anni seduta (saldamente) sul trono di San Giacomo. Succeduta nell’ormai remoto 1952 al padre Giorgio VI, il re della vittoria nella II guerra mondiale, prematuramente scomparso, l’attuale sovrana ha gia’ superato nel settembre 2015 il primato di durata alla guida della monarchia britannica (siamo a quota 66 anni) sottraendolo alla colossale figura della regina Vittoria.

Ancora piu’ duraturo – e di nuovo si tratta di un’impresa senza precedenti, tanto in casa Windsor quanto nel passato di qualunque altra dinastia dell’isola – il suo matrimonio con il principe Filippo, al suo fianco come consorte addirittura dal 1947 (quattro i figli avuti insieme) e a sua volta tuttora sulla breccia alla soglia dei 97: per loro, adesso, l’obiettivo sono i 71 di vita coniugale.

Lucca: bocciatura certa per tre bulli

Bocciatura per tre studenti coinvolti nella vicenda delle minacce al professore dell’Itc di Lucca, finite poi in rete. E’ quanto ha deciso il consiglio di istituto riunitosi oggi. Per altri due studenti ha confermato la sospensione fino al 19 maggio, ammettendoli però agli scrutini.

La Polizia di stato ha effettuato delle perquisizioni nei confronti dei 6 studenti, tutti indagati. Sequestrati gli indumenti indossati dai ragazzi nei video, i loro cellulari e il casco da moto utilizzato per colpire il docente. Gli indagati dovranno rispondere anche del tentato di furto del tablet contenente i dati scolastici, che uno di loro ha provato a sottrarre al docente che si rifiutava di dargli un voto superiore al suo rendimento.

Nei prossimi giorni seguiranno gli interrogatori dei sei ragazzi. Alla fine, è stato deciso di contestare loro, oltre al reato di concorso in violenza privata e minacce, in quanto ritenuti responsabili di un’azione volta ad umiliare e dileggiare il professore, anche il tentato di furto del tablet con il registro elettronico, che uno studente ha provato a strappare dalle mani del professore. Il docente è stato ascoltato dalla polizia giudiziaria, come persona informata sui fatti, mentre gli studenti saranno interrogati nei prossimi giorni.

Intanto su una vicenda risalente al 2016 a Velletri ma con il video postato in rete ora, la Procura di Velletri ha aperto un fascicolo per minacce e oltraggio al pubblico ufficiale. Tre in questo caso gli indagati per un atto di bullismo nei confronti di una professoressa che un ragazzo minaccia: “ti faccio sciogliere in mezzo all’acido”. Secondo quanto si è appreso invece a Lucca, il preside ha tenuto a ribadire le difficoltà di questa classe, fin dai primi mesi dell’anno: ben 4 di loro erano già stati sospesi per periodi più meno lunghi.

Siria: fossa comune con 200 corpi

Una fossa comune che potrebbe contenere fino a 200 corpi è stata scoperta a Raqqa, l’ex ‘capitale’ dell’Isis nel nord della Siria: lo ha detto un funzionario della città, Abdallah al-Eriane, secondo quanto riporta Al Arabiya. Secondo al-Eriane circa 50 corpi – tra civili ed estremisti – sono stati recuperati finora. La fossa era stata scavata sotto un campo di calcio, vicino all’ospedale in cui i combattenti dell’Isis si erano trincerati prima di essere cacciati dalla città nell’ottobre del 2017.

Pensionato simula la rapina della pensione per intascare l’assicurazione: denunciato

Simula la rapina della pensione per intascare l’assicurazione ma è stato scoperto dalla polizia e denunciato. E’ quanto è accaduto ad Acerra e il protagonista é un 80 enne “furbacchione”.  Il pensionato  nei giorni scorsi aveva denunciato una rapina messa a segno da due giovani in sella a un motociclo, nei pressi di un ufficio postale in pieno centro. Ma il suo racconto è apparso subito poco chiara e lacunosa ai poliziotti che hanno raccolto la sua denuncia. E’ bastato guardare le immagini delle telecamere poste lungo la zona dove l’uomo aveva detto di aver subito l’aggressione per appurare che la rapina subita dal pensionato (circa 600 euro) non sarebbe mai avvenuta. L’uomo probabilmente era intenzionato a intascare l’assicurazione che Poste Italiane stipula con i suoi clienti. 

Regionali Molise: tutti in cabina elettorale

Si sono aperte alle 7 le operazioni di voto per le regionali in Molise. Seggi aperti per 331 mila aventi diritto al voto che dovranno eleggere il successore di Paolo Frattura (Pd), presidente uscente. Si confrontano Greco (M5S), Toma (Centrodestra), Veneziale (Centrosinistra), Di Giacomo (Casapound). Gli elettori molisani eleggeranno un consiglio composto di venti consiglieri più il candidato presidente che risulterà vincitore. I seggi verranno chiusi alle 23.

Muore a 117 anni: era la persona più vecchia del mondo

E’ morta la persona più vecchia del mondo, una donna giapponese di 117 anni. Nabi Tajima è morta di vecchiaia in un ospedale della città di Kikai, nel sud del Giappone, dove era ricoverata da gennaio. Tajima è nata il 4 agosto del 1900 ed ha più di 160 discendenti, compresi bi-bis-bis nipoti. E’ diventata la persona più vecchia del mondo appena sette mesi fa dopo la morte, a settembre, di Violet Brown in Giamaica, anche lei di 117 anni.

Napoli, ‘falsa’ stesa sotto casa di Ciro Mariano. Quando il boss di difese dalle accuse del fratello pentito. LA DEPOSIZIONE

C’è grande fermento ai Quartieri Spagnoli a Napoli per il ritorno in libertà dopo 30 ani di carcere del boss Ciro Mariano capo dei famigerati “Picuozzi”. La polizia che presidia la zona ha dovuto far fronte alla notizia risultato poi non veritiera di una sparatoria o meglio di una stesa proprio ai Cariati dove abita il boss. Nessun bossolo, nessuna ogiva, niente di niente. Tantomeno qualcuno della zona hanno confermato la notizia. Probabilmente si è trattato dell’iniziativa di un mitomane. Ma la tensione e l’attenzione da parte delle forze dell’ordine è alta. In primo luogo perché Ciro Mariano che ha pagato il suo conto con la giustizia senza mai cedere invece come ha fatto lo scorso anno il fratello Marco che uscito dal carcere nel 2013 e dopo aver cercato di rifondare il clan quando è stato riarrestato dopo poco ha deciso di pentirsi seguendo il suo braccio destro Maurizio Overa che nel frattempo era diventato il suo grande accusatore. Ora il ritorno in libertà di un boss del calibro di Ciro Mariano rimette di nuovo in discussione quelli che sono gli ultimi assetti criminali tra le varie famiglie malavitose dei Quartieri Spagnoli che una volta erano nell’orbita dei Mariano.

Con i Saltalamacchia  che mantengono rapporti saldi con i Ricci-“Fraulella” e con i Cardillo mentre su un fronte opposto si trovano i Masiello, i Mazzanti, i Terracciano. I Ferrigno, invece avrebbero creato un asse con i reduci dei Lepre e con i Festa nella zona del Cavone. E infine i Trongone che si sono ricreati il loro spazio nella zona di Piazza Borsa. Nuovi equilibri e vecchi incroci criminali che dovranno per forza tenere conto della presenza di Ciro Mariano che negli ultimi processi si era difeso strenuamente dagli attacchi del fratello pentito. “Mi volete condannare solo perché esisto. Se sono qui oggi è perché io non sono tempestiva­mente intervenuto nelle cavolate di mio fratello”. Aveva detto due anni fa in aula al maxi processo contro il clan Mariano, che si è concluso con la sua assoluzione mentre il pm aveva chiesto una condanna a 8 anni di carcere. Ciro Mariano in aula fece una lunghissima deposizione nella quale ripercorse la storia del clan. Eccola.

LE ATTIVITÀ COMMERCIALI
«Per quanto riguarda le attività commerciali e i proventi si dice che i miei figli hanno beneficiato del mio nome per fare affari. Questa teoria e accusa sono improponibili e non corrisponde ai fatti reali anche perché quest’accusa darebbe vita ad una nuova filosofia giuridica, ovvero il reato ereditario».

IL CLAN MARIANO

“Nel riassumere la mia storia posso sfatare alcuni luoghi comuni. Innanzitutto sull’esistenza del clan Mariano e sul predominio territoriale esercitato durante la detenzione. Agli inizi degli anni Ottanta, quando la criminalità si impadroniva di tutti i vicoli noi scugnizzi siamo stati costretti a fare la guerra per salvarci e questa non è una giustificazione ma un dato di fatto. Il clan Mariano non è mai esistito e non ci sono stati eredi e mai ci saranno. Per quanto riguarda l’ipotesi del predominio territoriale l’accusa ha rimosso che da più di un ventennio il sodalizio Misso, Sarno e compagni si sono divisi il predominio con i Secondiglianesi dei Quartieri Spagnoli. Ettore Sabatino e Salvatore Torino con i Russo dei Quartieri Spagnoli, operanti sotto il cartello Misso-Sarno hanno eliminato gli scissionisti. Dopo hanno avuto un conflitto con i Di Biasi ovvero i Faiano, causando una serie di omicidi. Tuttavia nessuno di costoro, cioè Sabatino, Torino, Misso, Sarno e Raffaele Scala, hanno chiamato in casa Mariano o qualcuno della loro famiglia per eventi delittuosi o illeciti durante tutta la loro collaborazione con lo Stato. Sempre rispetto al predominio territoriale che esercito ricordo al giudice che Marco Mariano in una intercettazione dice: “Non posso andare a nome di Ciruzzo perché non ha nulla Ciruzzo”»

LE LETTERE DAL CARCERE

«Per quanto riguarda la mia corrispondenza sequestrata, essa è circoscritta alla vita carceraria, di questo carcere ed è così da vent’anni. Estrapolare frasi delle mie lettere, ad effetto, non dà il senso compiuto del discorso ma soprattutto le trascrizioni sono inesatte. Non credo che sia crimine dire di“risalire la china” davanti allo sfascio della mia famiglia. Se confidare sull’aiuto di qualche detenuto per qualche piacere è un reato l’ho commesso. L’avrei poi commesso io che faccio l’azione non chi si limita a commentarla. Bisogna poi dimostrare se tale azione se pur pensata è stata poi fatta o no».

LE “IMBASCIATE”

«Per quanto riguarda le “imbasciate” si dice che mia sorella presenziava alle riunione e portava messaggi a mio fratello alle riunioni, dopo essere stata da me in carcere. Voglio dire che negli ultimi dieci anni ho visto mia sorella cinque volte, addirittura prima mai perché ero al carcere duro. A proposito dei colloqui in carcere: mia moglie non ha mai avuto un’autista personale per un lungo periodo quando ero cal carcere di Pianosa: mi moglie veniva con il fratello di un altro detenuto e con la moglie di questo detenuto tutti assieme».

FABIO MARIANO

«A mio figlio Fabio è stato attribuito l’accusa che avrebbe portato una mia imbasciata in occasione del colloquio effettuato al carcere di Melfi. Il contenuto dello stesso è quando io dico che: “voi state distinti da me, tutto il bene e tutto l’affetto ma dite che noi non vogliamo sapere nulla”. Ho chiesto a gennaio al pm, tramite delle lettere, di acquisire tutti i colloqui videoregistrati a Melfi in quanto si palesava chiaramente la distanza da mio fratello Marco e da tutte le sue iniziative».

LE ACCUSE A MARCO

«A proposito di mio fratello è chiaro che costui sta consumando la vendetta contro tutti coloro che non hanno voluto scegliere la strada della sua scelleratezza. Tutti coloro che hanno rifiutato di seguirlo. Ci tengo a precisare che confonde la viltà con il coraggio. Il vero coraggio ce l’ha suo fratello Salvatore da 25 anni a marcire in carcere da innocente. Dimostra ancora una volta il suo egoismo e che non merita il senso di commiserevole pietà. Per le accuse mosse a miei figli e ad Ernesto, ovvero di riciclaggio, posso dire che se avessi avuto partecipazioni nella loro attività commerciale di sicuro non sarebbero falliti e non ci sarebbe stata la necessità di accendere un mutuo sulla casa di mia moglie che tutt’ora pende. Mio figlio è uscito dalla società con zio Ernesto per i dispettucci e le angherie di Marco e adesso lui si trova a lavorare sotto padrone, come dipendente. Mio fratello Marco, non ho fatto accordi con Sarno, è uscito nel 2009 e l’ho visto la prima volta nel 2012 e si può controllare dai colloqui. In merito all’associazione, concordo con il pm, quando poi dice ad Overa a pagine 116 del faldone: ma che clan è questo? La brutta copia dell’armata Brancaleone? Spero che il mio passato non influenzi la sua decisioni non penalizzi i miei figli, glielo chiedo da padre. Marco mente di sapere di mentire»

GLI ALTRI SOGGETTI

«Per quanto riguarda mio cognato Ernesto Tecchio in 25 anni l’ho visto una sola volta tutto questo è controllabile dai tracciati dei colloqui. Mario Savio dice che “sta cercando lo zio”, ovvero Marco Mariano per una imbasciata a suo fratello Ciro e non viceversa. Mario Iuliucci detto “Marittone”, lo possiamo definire vicino a Mariano? Non l’ho mai conosciuto».

GLI ALTRI PENTITI

«Per quanta riguarda i collaboratori le loro dichiarazioni sono non spontanee né coerenti. Per esempio Saporito e Gallozzi risultano sconosciuti e non citati nelle intercettazioni ne da Maurizio Overa. È risaputo che chi spaccia deve pagare dazio ai clan e costoro non vengono chiamati da Raffaele Scala. Lui lo avrebbe saputo se i Mariano avessero fatto un affare di milioni di euro al mese. Misso-Sarno, non avrebbero mai permesso di spacciare senza il loro permesso». Per il boss sono non credibili Angelo Ferrara, Alfredo Cannavo, Luigi Giuliano, Salvatore Gaudino, Maurizio Overa e Ciro Sarno”.

MAURIZIO OVERA

«Lui dice che con i miei figli ha fatto due traffici di droga, il primo verificatosi nel 2003 e se ne ricorda per un mancato pagamento di 700mila. Afferma di aver ricevuto una mia imbasciata. Questa è una insinuazione priva di fondamento».

 

Miracolo a Milan: Benevento da 3 punti

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La storia si chiama Brignoli ? No, Iemmello. La storia colpisce ancora, al ritorno come all’andata. Un girone fa toccò al portiere, stavolta è toccato all’attaccante, cioè a Iemmello, autore del miracolo a Milano, ovvero la clamorosa vittoria del Benevento a San Siro contro il Milan. Non eviterà la retrocessione in B dei sanniti ma lascia il segno e accontenta Vigorito: il grande sogno del patron era stato sempre questo, sedersi in tribuna a Milano a godersi una vittoria del suo Benevento. Figuriamoci il sogno di De Zerbi, cresciuto nelle giovanili del Milan ma nemico giurato di Gattuso ai tempi di Lega Pro da mister emergenti. Il Benevento vince in 10, causa espulsione di Diabatè, e vince dopo otto minuti di recupero: storia grandiosa, peccato non serva a restare in A.

Maradona a Roma ospite ad Amici della De Filippi

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Diego Armando Maradona e’ a Roma. Il pibe de oro, con la fidanzata Rocio, e’ sbarcato in serata all’aeroporto di Fiumicino con un volo di linea da Dubai. Alla vigilia del match clou del Campionato, Juventus-Napoli, l’ex fuoriclasse argentino e’ atteso come ospite stasera della terza puntata del programma Amici condotto da Maria de Filippi. 

Juve-Napoli: i dettagli del piano sicurezza

Juventus-Napoli, il match-scudetto di domani sera, sara’ una domenica estiva, con 30 gradi fuori stagione nel capoluogo piemontese. All’Allianz Stadium pero’ fara’ caldo in tutti i sensi, per i 90′ che probabilmente decidono la stagione. Dopo tre anni, il settore dei tifosi del Napoli non sara’ piu’ vuoto, anche se resta vietato ai residenti in Campania. Le forze dell’ordine hanno preparato il consueto servizio d’ordine per le partite di cartello. Centinaia di uomini saranno schierati attorno allo ‘Stadium’, ma i servizi di vigilanza coprono un arco di 24 ore in tutta provincia, con maggiore intensita’ nelle zone a rischio, lo stadio, appunto, e il centro cittadino. L’attenzione sara’ massima per garantire che tutto fili liscio. La questione dei tifosi del Napoli all’Allianz Stadium e’ stata esaminata nei giorni scorsi dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e dal Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive. Sulla base delle indicazioni, il prefetto di Torino, Renato Saccone, ha emesso il decreto che ha vietato la vendita dei biglietti ai residenti in Campania, anche se in possesso della Fidelity Card e l’ha invece consentita ai possessori della stessa tessera rilasciata dal Napoli, residenti nelle altre regioni. Il provvedimento firmato dal prefetto Saccone, infine, ha inibito la procedura telematica d’acquisto dei biglietti nelle ricevitorie della Campania. Il ritorno dei tifosi del Napoli nello stadio bianconero e’ stato commentato con favore dall’allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri: “E’ una cosa giusta, deve essere il primo passo verso la partecipazione dei tifosi a tutte le trasferte. Ma deve andare di pari passo – ha aggiunto il tecnico bianconero – con la crescita e il miglioramento sul piano educativo di tutti i tifosi italiani”.

Juve-Napoli: azzurri incitati alla partenza per Torino

Cori e incitamenti per il Napoli in partenza per Torino dove domani sera e’ in programma il big match della giornata di campionato contro la capolista Juventus. Circa un migliaio di tifosi ha atteso che il pullman con la squadra a bordo uscisse dallo stadio San Paolo. E altri cinquecento hanno caricato i giocatori al loro arrivo all’aeroporto di Capodichino prima di imbarcarsi per Torino. Letteralmente presa d’assedio la macchina a bordo della quale e’ arrivato, in maniera autonoma rispetto al resto della squadra, il tecnico Maurizio Sarri. Tanti i cori da stadio intonati.

Messico, prete ucciso al termine della messa nella chiesa di San Pio da Pietrelcina nello stato di Jalisco

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Messico. Nuovo lutto per la Chiesa messicana. Un prete di 33 anni, padre Juan Miguel Contreras Garcia, è stato ucciso ieri al termine della celebrazione della messa nella parrocchia San Pio da Pietrelcina di Tlajomulco, nello Stato di Jalisco, lo stesso in cui sono scomparsi dal 31 gennaio scorso i tre cittadini napoletano Raffaele Russo, il figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino. Fonti locali, riporta Vatican News, hanno riferito di un commando che ha fatto irruzione in chiesa. Alcuni fedeli hanno rivelato che il prete aveva sostituito un altro celebrante al quale erano arrivate minacce di morte. Immediato l’appello della Conferenza Episcopale messicana: “Lanciamo un appello urgente per costruire una cultura di pace e di riconciliazione. Questi eventi deplorevoli ci chiamano tutti a una conversione molto più profonda e sincera. Chiediamo alle autorità competenti di fare luce su questo drammatico episodio e di agire secondo giustizia. A chi alimenta questa violenza i vescovi chiedono infine di deporre non solo le armi, ma anche l’odio, il rancore, la vendetta e tutti i sentimenti distruttivi”. 

Ercolano, la bambina chiedeva l’elemosina e il papà coi soldi andava a giocare alle slot machine: denunciato. IL VIDEO

La bambina chiedeva l’elemosina all’uscita di un supermercato di Ercolano e il papà con i soldi che la piccola incassava andava a giocare alle slot machine nella vicina sala giochi. E’ accaduto ad Ercolano dove grazie alla segnalazione di un coraggioso cittadino, Pino Grazioli, editore televisivo, i carabinieri del radiomobile della compagnia di Torre del Greco hanno bloccato l’odioso sistema di accattonaggio e sfruttamento minorile. E’ accaduto nel pomeriggio in via II traversa IV Novembre dove si trova il supermercato Eurospin, molto frequentato. I militari insieme con gli assistenti sociali del comune hanno posto fine allo sfruttamento della ragazzina che tra l’altro ha anche un problema di deambulazione. Il genitore è stato fermato e denunciato e la bambina per il momento è stata affidata ai servizi sociali.

 

Mazzette al funzionario del comune di Maddaloni per avere le false cittadinanze: 4 arresti

Maddaloni. Custodia cautelare per quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo e in concorso, di immigrazione clandestina di extracomunitari, favoreggiamento continuato e pluriaggravato nonché corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Il fermo degli indagati era stato emesso dalla procura di Santa Maria Capua Vetere lo scorso 18 aprile a conclusione di un’attività d’indagine condotta dagli agenti della Squadra mobile di Caserta. C’è stata poi l’ordinanza del gip sammaritano. Gli investigatori hanno accertato che Silas Silva De Araujo, in collaborazione con altre persone che operavano in Brasile e in Gran Bretagna, gestiva un flusso di cittadini brasiliani provenienti dal Regno Unito per far ottenere loro la cittadinanza italiana e la carta d’identità rilasciata dal Comune di Maddaloni. Fondamentale per perpetrare la truffa è stata la collaborazione di un funzionario infedele del Municipio della città del Casertano che, utilizzando documenti falsi apparentemente riconducibili agli Uffici consolari brasiliani, provvedeva a rilasciare documenti d’identità grazie ai quali gli stranieri potevano richiedere, per sé e per i propri familiari e senza averne alcun diritto, il permesso di soggiorno in Inghilterra quali cittadini dell’European Economic Area.  Nel corso di una perquisizione negli uffici del Comune di Maddaloni – ha ricostruito il procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere con funzioni vicarie, Antonio D’Amato – sono stati ricostruiti numerosi casi di falso riconoscimento della cittadinanza italiana a favore di brasiliani. Contestati anche molti reati di falso in atto pubblico. L’indagine ha anche messo in evidenza come Silva De Araujo, con la collaborazione di due degli italiani destinatari dei provvedimenti restrittivi, procurava anche appartamenti, hotel e B&B dove i cittadini brasiliani potevano soggiornare durante il tempo necessario per conseguire il rilascio delle carte d’identità. Alcuni degli indagati, inoltre, individuavano nuclei familiari di Maddaloni, nei cui stati di famiglia inserire i cittadini brasiliani, dietro compenso in denaro. Le indagini hanno consentito di accertare che i brasiliani versavano oltre mille euro per poter ottenere quanto desiderato.