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Sorrento, ruba zaino e telefonini a bagnanti: denunciata 33enne

Sorrento. I Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno denunciato una cittadina rumena 33enne ritenuta responsabile di furto aggravato ai danni di bagnanti. I militari dell’aliquota Radiomobile sono intervenuti presso uno degli stabilimenti balneari nell’area di “Marina Piccola” perché era stata segnalata la presenza di una donna che si aggirava con fare sospetto. Sul posto hanno poco dopo individuato la donna segnalata: era nascosta in una rientranza della parete rocciosa. Tenuto conto delle circostanze di segnalazione, tempo e luogo, la donna è stata sottoposta a perquisizione venendo trovata in possesso di uno zaino e di 2 telefoni cellulari per il possesso dei quali non ha saputo o potuto dare spiegazioni. Nel corso di ricerche sulla spiaggia è stato subito dopo accertato che erano stati rubati a 2 bagnanti che non si erano accorti dell’ammanco fino a quando i militari dell’Arma non hanno loro suggerito di verificare. La refurtiva, del valore complessivo di 1.200 euro, è stata restituita ai proprietari.

Voleva unirsi alle milizie jihadiste, espulso cittadino marocchino

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Un cittadino marocchino e’ stato espulso dall’Italia per motivi di sicurezza dello Stato, era pronto a unirsi alle milizie jihadiste del sedicente Stato islamico. Con questa espulsione, la 37esima da inizio anno, sono 274 i soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso espulsi con accompagnamento nel proprio Paese, dal 1 gennaio 2015. In particolare – spiega il Viminale in una nota – l’espulsione riguarda un 54enne marocchino, gia’ detenuto per gravi reati nella casa circondariale di Biella, che era stato segnalato agli investigatori per aver manifestato segni di radicalizzazione religiosa, a seguito dei quali aveva avuto rapporti problematici con il personale di vigilanza femminile. Inoltre, in base a quanto acquisito a seguito degli accertamenti all’interno dell’istituto di pena nel quale era detenuto, il cittadino marocchino aveva espresso la volonta’ di unirsi alle milizie jihadiste del sedicente stato islamico una volta rimesso in liberta’. Per questi motivi l’uomo, una volta scarcerato, e’ stato rimpatriato, con accompagnamento nel suo Paese con un volo diretto a Casablanca. 

Gli lanciano monetine in classe, insegnante denuncia gli studenti

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Per impedirgli di fare lezione, sono arrivati a tirargli addosso delle monetine: a raccontare una situazione a dir poco difficile e’ un insegnante che ha denunciato alla polizia i suoi alunni, come riporta La provincia di Cremona, che lo ha intervistato garantendogli l’anonimato. “Non riuscire a fare lezione, non avere la possibilita’ di svolgere il mio mestiere, essere bersagliato dai ragazzi mi ha spiazzato” ha raccontato l’insegnante, che ha alle spalle una lunga esperienza. Dopo il lancio di monetine e’ uscito dalla classe, “insieme al consiglio di classe e agli organi preposti della scuola ho preso i provvedimenti necessari”. Ovvero “ci sono state delle sospensioni”. Ma non solo: “ho denunciato l’accaduto – ha spiegato – procederemo per vie legali”. Ora le cose vanno meglio ma “non si puo’ pensare di fare scuola – ha concluso – e ritrovarsi ad andare dalla polizia a fare denuncia”.

Incidente stradale, perde la vita ad Amsterdam 22enne di Cava de Tirreni

 Un tragico incidente stradale ad Amsterdam ha stroncato la vita di un 22enne di Cava de Tirreni e della sua amica Katarina, una ragazza francese che era in gita con lui e altri tre amici (tra cui un altro ragazzo originario di Cava de Tirreni) rimasti feriti. La vittima si chiamava Filippo Servillo, figlio di un ristoratore metelliano. la tragedia domenica sera ad Amsterdam. Filippo  da un anno viveva a Parigi perché voleva affinarne le sue conoscenze culinarie e  seguire poi le orme del papà. Ancora non è chiara la dinamica dell’incidente: forse dovuto alla pioggia e all’alta velocità. I ragazzi erano in gita ad Amsterdam dove avrebbero dovuto trascorrere il ponte del Primo maggio all’insegna del divertimento: Ma la gita si è consumata in tragedia per due ragazzi. La famiglia Servillo è molto nota a Cava de Tirreni. Giuseppe Servillo infatti agli inizi degli anni Ottanta aprì lo Shock American Bar e poi un ristorante diventato punto di riferimento in città e meta di molti clienti da tutta la Regione Campania. Ieri sera a Cava de Tirreni sono state spente le luci della festa del Primo maggio in segno di lutto.

 

Dazi amari: Trump concede un mese per trattare

L’amministrazione Trump estende di 30 giorni le trattative sui dazi per l’alluminio e l’acciaio con Unione Europea, Canada e Messico. Lo annuncia la Casa Bianca, sottolineando che ”nelle trattative l’amministrazione punta a quote che limitano l’import e tutelano la sicurezza nazionale”.
Con il posticipo della decisione restano quindi in vigore, riporta il Wall Street Journal, le esenzioni ai dazi per l’Ue e altri paesi alleati. Trump ha annunciato dazi del 25% sull’import di acciaio e del 10% su quello di alluminio in marzo, concedendo allo stesso tempo esenzioni ad alcuni paesi, fra i quali l’Unione Europea. Esenzioni che sarebbero scadute alle 6 di oggi ora italiana. Il posticipo offre quindi maggior tempo per trattare, soprattutto con gli alleati europei nettamente contrari ai dazi.

Pedofilia vaticana: Pell sarà processato

Il cardinale George Pell sarà processato in Australia per abusi sessuali. Lo ha deciso oggi il tribunale di Melbourne.
Il porporato australiano, 76 anni, sarà processato con l’accusa di aver abusato sessualmente di diverse vittime alcuni anni fa.
Il magistrato Belinda Wallington ha respinto alcune delle accuse che erano state ascoltate durante l’udienza preliminare di quattro settimane fa a Melbourne, ma ha deciso che ci sono comunque elementi sufficientemente forti da giustificare un processo davanti a una giuria.
Quando il giudice ha chiesto di nuovo oggi a Pell come si dichiarasse, il cardinale si è alzato e ha detto con voce ferma: “Non colpevole”.

La tragedia delle Alpi: i morti salgono a 5, gli italiani sono 4

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Sale a 5 morti, di cui almeno 4 italiani, il bilancio della tragedia alpinistica avvenuta tra domenica e lunedì nella zona della Pigna d’Arolla, sulle Alpi svizzere. Secondo quanto ha riferito all’ANSA la gendarmeria cantonale del Vallese, uno dei feriti gravi è deceduto in ospedale nelle ultime ore. Rimangono altre quattro persone in gravi condizioni, ricoverate nei nosocomi della zona. Tra le vittime, oltre alla guida della spedizione, Marco Castiglioni di Como, ci sono anche tre escursionisti esperti di Bolzano, Elisabetta Paolucci, Marcello Alberti (53 anni) e Gabriella Bernardi (53 anni), marito e moglie.

Terremoto in Toscana: 3,6 alle 7,16

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata alle 7.16 in Toscana. L’epicentro, secondo quanto riporta l’Ingv, è stato nel comune di Castelnuovo Val di Cecina, in provincia di Pisa, a una profondità di 11 chilometri. La scossa è stata avvertita distintamente dalla popolazione, anche in provincia di Siena. Secondo le prime informazioni, al momento, non sono comunque arrivate richieste di soccorso ai vigili del fuoco.

Avvelenò l’ingegnere Buonomo e la fidanzata: a processo il prof assassino

E’ stata fissata per il 18 maggio l’udienza preliminare, che si terrà nel tribunale di Venezia,  a carico del professore d’inglese Stefano Perale accusato del  duplice omicidio di Anastasia Shakurova, di 30 anni, di cui si era invaghito, e il suo compagno Biagio Junior Buonomo, ingegnere di 31 anni, originario di Sant’Arpino in provincia di Caserta ma era cresciuto a Sant’Antino. L’omicidio, che potrebbe inquadrarsi in un episodio della serie “A cena con delitto” si consumò il 18 giugno dello scorso anno a Mestre in provincia di Venezia. Il professore Perale, molto conosciuto per organizzare periodicamente gli ‘spritz english’ con gli studenti, incontri per bere assieme l’aperitivo parlando rigorosamente in inglese, aveva invitato a cena la coppia che avrebbe peraltro voluto comunicargli  che la donna era incinta al quinto mese di gravidanza. Era stato proprio questo secondo l’accusa a far scattare la molla omicida nell’uomo. I  due  giovane sarebbero stati in parte sedati con un mix di farmaci. La donna sarebbe stata uccisa per soffocamento in camera da letto, mentre l’uomo a sprangate quando, riavutosi, avrebbe fatto un estremo tentativo di fuga. Fu lo stesso Perale, in stato confusionale, a chiamare in piena notte la Polizia e confessare: “venite ho ucciso due persone”. Quando gli agenti arrivarono sul posto i segni della carneficina erano ancora evidenti, a partire dalla grande macchia di sangue all’ingresso del condominio. L’uomo aveva prima fatto bere alla coppia una sostanza narcotizzante, mescolata alle bibite servite a tavola, e poi li aveva uccisi. Si accanì prima sulla sua ex, una bella ragazza dai lunghi capelli castani che aveva studiato all’Universita’ Ca’ Foscari di Venezia, soffocandola in camera da letto, forse con un fazzoletto premuto a lungo sul volto abusando perfino sessualemente della ragazza già morta, e poi rivolese la sua rabbia contro il ‘rivale’, colpito a sprangate in cucina e finito, nell’androne del palazzo, raggiunto in un disperato tentativo di fuga.Nell’udienza preliminare  oer Anastasia si costituirà parte civile l’ex marito, attraverso il legale Monica Marchi. Mentre i genitori di Biagio e la sorella sono rappresentati in udienza dall’avvocato Raffaele Costanzo. Biagio junior Buonomo era originario di Sant’Arpino in provincia di Caserta ma era cresciuto a Sant’Antimo. Vito Buonomo, padre del ragazzo ucciso, lavora come geometra al comune di Sant’Arpino e la sua è una famiglia molto conosciuta nel paese casertano. Biagio junior aveva molti amici a Sant’Antimo dove era cresciuto. Aveva studiato al liceo Diaz di Caserta, poi  la laurea in ingegneria all’ università Federico II di Napoli.Da qualche anno viveva a Gallarate, in provincia di Varese, insieme alla bellissima ragazza russa. I due erano stati in Campania la settimana prima del duplice omicidio a Barano d’Ischia, dove aveva preso la residenza, per le elezioni comunali. La donna aspettava un bambino e avevano acquistato una casa a Mestre.

 

 

Terremoto: scossa di magnitudo 3.6 in provincia di Pisa

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 e’ stata registrata alle 7.16 in Toscana. L’epicentro, secondo quanto riporta l’Ingv, e’ stato nel comune di Castelnuovo Val di Cecina, in provincia di Pisa, a una profondita’ di 11 chilometri. La scossa e’ stata avvertita distintamente dalla popolazione, anche in provincia di Siena. Secondo le prime informazioni, al momento, non sono comunque arrivate richieste di soccorso ai vigili del fuoco. 

Tragedia della neve in Svizzera, 5 alpinisti perdono la vita: 4 sono italiani

 Sale a 5 morti, di cui almeno 4 italiani, il bilancio della tragedia alpinistica avvenuta tra domenica e lunedi’ nella zona della Pigna d’Arolla, sulle Alpi svizzere. Uno dei feriti gravi e’ deceduto in ospedale nelle ultime ore. Rimangono altre quattro persone in gravi condizioni, ricoverate nei nosocomi della zona. Gli altri 4 sono tutti italiani. Erano rimasti bloccati da una bufera di neve nella zona della Pigna d’Arolla, a oltre 3.000 metri di quota lungo il percorso della Haute Route, un itinerario scialpinistico che collega Chamonix, ai piedi del Monte Bianco, con Zermatt, sotto il Cervino. Lo riportano diversi media on line. Oltre alla guida italiana Marco Castiglioni, tra le vittime ci sarebbero tre escursionisti esperti di Bolzano Elisabetta Paolucci, Marcello Alberti (53 anni) e Gabriella Bernardi (53 anni), marito e moglie. Volevano portare a termine una delle escursioni alpinistiche e sci-alpinistiche piu’ entusiasmanti di tutta la catena alpina, la Haute Route da Chamonix (Francia) a Zermatt (Svizzera) lunga 180 chilometri, ma l’improvvisa bufera che gli ha costretti a trascorrere la notte all’addiaccio e’ stata fatale per cinque alpinisti, quattro di essi italiani. Diversi scialpinisti si trovano ricoverati in gravi condizioni di ipotermia negli ospedali del Canton Vallese, Berna e Losanna. La tragedia a 3.270 metri di altitudine tra la Pigne d’Arolla e il Monte Collon nella notte tra domenica e ieri mattina. Il gruppo formato da 14 persone di nazionalita’ italiana, tedesca e francese era atteso ai 3.160 metri di Cabane des Vignettes in territorio svizzero ma non e’ mai arrivato. Morti per il grave stato di assideramento nel quale versavano, la nota guida alpina comasca Marco Castiglioni, 59 anni che da alcuni anni viveva in Canton Ticino assieme alla moglie di origini bulgare con la quale organizzava escursioni in montagna, e tre soci del Cai di Bolzano, il commercialista bolzanino Marcello Alberti di 53 anni, sua moglie Gabriella Bernardi, 52, direttrice da oltre sei anni delle risorse umane della Thun (la famosa azienda che produce gli angioletti in ceramica), e l’insegnante bolzanina Elisabetta Paolucci di 44. I soccorritori, arrivati in quota con il supporto di ben sette elicotteri, raccontano che le condizioni meteo erano pessime con la temperatura sotto i cinque gradi, raffiche di vento che hanno raggiunto i 79 chilometri orari e precipitazioni nevose. Inizialmente l’allarme, arrivato alle ore 6,30 di lunedi’ mattina, parlava di una persona in difficolta’ ma una volta giunti sul posto i soccorritori si sono ritrovati davanti a una situazione drammatica con ben 14 persone coinvolte. 

Napoli, ennesima stesa nella notte in via delle Repubbliche Marinare

Napoli. I clan della zona Orientale si fanno di nuovo sentire a colpi di pistola . Questa volta la stesa avviene in via delle Repubbliche marinare, il vialone che divide San Giovanni a Teduccio da Barra Una ventina i proiettili esplosi da due pistole o forse da un mitra. L’ennesima azione di forza dei clan. Sul posto la polizia per le indagini. I proiettili hanno colpito le pareti di alcuni palazzi. Per il volume di fuoco esploso gli investigatori propendono per la pista che porta al clan Mazzarella-D’Amico e in particolare a quello che tutti chiamano “l’uomo nero” di san Giorgio a Cremano che da mesi sta attuando una strategia del terrore per colpire i suoi avversari. Ovvero quelli del clan Rinaldi-Reale e di tutte le famiglie malavitose della zona che hanno creato una sorta di cartello criminale, un’alleanza per contrastare il disegno criminale di prendere il controllo dei traffici illeciti partendo appunto da San Giorgio a Cremano e Portici per arrivare fino al centro di Napoli, ovvero alla Maddalena e Forcella passando per piazza Mercato. Quella della notte scorsa è stata solo l’ultima dimostrazione di forza di questo gruppo che nei mesi scorsi era stato protagonista di plateali stese o scorribande in sella a moto allo scopo di incutere timore nelle zone in cui transitavano. Nonostante gli arresti di una decina di esponenti di primo piano del clan avvenuti nel mese di marzo e la latitanza del boss Salvatore Fido il clan Mazzarella non ha mai mollato la presa e la stesa dell’altra notte ne è la dimostrazione. Ora agli inermi abitanti della zona non resta che attendere la risposta degli avversari con la speranza che i proiettili non facciano danni a persone o cose come è capitato tante volte in questi mesi. Sulla stesa della notte scorsa gli investigatori hanno preso visione delle immagini di alcune telecamere pubbliche e private che ci sono lungo la strada. Probabile che qualcuno abbia immortalato il corteo di pistoleri e questa volta si riesca a dare un volto e un nome a chi ha fatto fuoco.

 

Il mistero della scomparsa di Luigi Celentano torna in tv a ‘Chi l’ha visto?’

Si conferma la pista degli incontri di boxe clandestini dietro la scomparsa di Luigi Celentano detto ‘Gigino wi-fi’, sempre intento a navigare col suo cellulare. La conferma arriva ancora una volta dalla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” che ha annunciato novità sul caso nelle puntata in onda mercoledì 2 maggio alle 21.15, in diretta su Rai3. Il 18enne sparito da Meta il 12 febbraio dello scorso anno stando a quanto dichiarato dal padre Giovanni alle telecamere di “Chi l’ha visto?” lo scorso mese di febbraio al momento della scomparsa, secondo l’uomo, il ragazzo sarebbe stato pronto ad affrontare un match per incassare una somma di 500 o di mille euro. E ora a due mesi di distanza quella pista investigativa sembra avere altre novità. “Luigi mi chiese di allenarlo in vista dell’incontro con un suo coetaneo”, aveva spiegato ancora il padre in tv. Anche se la madre invece aveva smentito categoricamente tale ipotesi: “Non mi risulta che mio figlio fosse dedito al pugilato. A casa della nonna si allenava con i pesi, ma solo per sentirsi più bello perché era un tipo piuttosto vanitoso”. Eppure, prima di fuggire, Luigi disse di sentirsi minacciato aggiungendo che di lì a qualche giorno sarebbe stato ammazzato. Possibile che l’improvviso allontanamento del giovane sia dovuto alle conseguenze della sua partecipazione all’incontro di boxe?  Sulla vicenda è sempre alta l’attenzione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che ha aperto un’inchiesta affidandola al sostituto Emilio Prisco, e dei carabinieri della compagnia di Sorrento, agli ordini del capitano Marco La Rovere.Sarà proprio il lavoro di inquirenti e investigatori a chiarire da chi o da che cosa Luigi sia fuggito e, soprattutto, dove si sia rifugiato.

Agente penitenziario aggredito in carcere

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Aggredito un agente di polizia penitenziaria nel carcere fiorentino di Sollicciano. Ne da’ notizia il segretario regionale della UilPa Eleuterio Grieco, spiegando che il fatto risale al 28 aprile e che “l’agente coinvolto ha riportato una prognosi di venti giorni”. “E’ inaccettabile – sottolinea Grieco in una nota – che proprio nella giornata mondiale per la salute e la sicurezza e la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, vi siano luoghi di lavoro, come quello di Firenze Sollicciano, dove dipendenti dello Stato ‘sono sistematicamente aggrediti’ senza che nessuno si preoccupi di intervenire e analizzare le motivazioni di questo feroce attacco sistematico”. Per il segretario, “dopo innumerevoli episodi, occorre che la gestione di comando della struttura vada istantaneamente rivista, poiche’ e’ inaccettabile mantenere ambienti di lavoro e modalita’ operative della polizia penitenziaria prive d’investimenti e di un minimo di garanzia di prevenzione quando si e’ in contatto diretto con personaggi di criminalita’ organizzata e terrorismo”. Grieco annuncia che il 15 maggio si terra’ in Palazzo Vecchio un convegno su ‘Carcere condizioni ambientali e diritti della polizia penitenziaria’, promosso della UilPa per “far comprendere all’opinione pubblica il degrado di una struttura penitenziaria come quella fiorentina e la sua gestione”.

Armi e pizzini: nuovi guai per gli uomini di Matteo Messina Denaro

Devono rispondere anche di detenzione illegale e di ricettazione di arma da guerra Vittorio Signorello e Vincenzo La Cascia, due dei fermati nell’operazione congiunta di carabinieri, polizia e Dia denominata “Anno Zero”, portata a termine sotto il coordinamento della Dda di Palermo il 19 aprile scorso. I fermi sono stati convalidati dai Gip dei tribunali di Marsala (Trapani) e Sciacca (Agrigento) e gli atti trasferiti poi nel capoluogo siciliano: adesso nelle carte ci sono i riferimenti precisi alle armi ritrovate nel corso delle perquisizioni. I due trapanesi – gia’ sotto inchiesta perche’ ritenuti appartenenti alla cerchia dei fiancheggiatori del superlatitante Matteo Messina Denaro – devono rispondere del possesso di due diverse pistole, ritrovate nel corso delle perquisizioni effettuate durante l’esecuzione dei 22 provvedimenti cautelari: Signorello, che ha 55 anni, e’ accusato dei reati relativi a entrambe le armi, una pistola calibro 9 marca Tokarev a canna lunga, di fabbricazione sovietica, e una Beretta calibro 9 a canna corta; il settantenne La Cascia e’ indagato per la pistola russa, sprovvista di numero di matricola, che fu ritrovata in un terreno di Campobello di Mazara (Trapani), ritenuto a lui riconducibile. L’arma, nonostante risalisse a molti anni fa, al periodo antecedente la dissoluzione dell’Urss (1989-’90), era perfettamente efficiente ed era stata messa in un tubo che impediva all’umidita’ del terreno di penetrare e di danneggiarla. Della “Tokarev” – usata dall’Armata Rossa gia’ agli inizi del XX secolo e durante la Seconda guerra mondiale – Signorello parlava in alcune conversazioni intercettate e da qui le ricerche mirate, effettuate dai carabinieri del gruppo speciale Cacciatori di Calabria, coronate dal ritrovamento. La Beretta era invece materialmente in possesso di Signorello, nascosta nella sua abitazione di Castelvetrano: si tratta di un’arma oggetto di furto e per questo all’indagato viene contestata anche la ricettazione.  “Una statua gli devono fare, una statua allo zio Ciccio (Francesco Messina Denaro, padre del latitante Matteo, ndr)”. Cosi’ Vittorio Signorello, uno dei due presunti fiancheggiatori del clan mafioso di Castelvetrano (Trapani) adesso destinatari di accuse collegate alla detenzione di armi, si esprimeva in alcune conversazioni intercettate: “Che vale una statua di Padre Pio? Ci devono mettere allo zio Ciccio e a quello accanto, quelli sono i santi”. Signorello parlava cosi’ appena lo scorso mese, il 18 marzo: “Io ho le mie vedute – spiegava al cognato di Messina Denaro, Gaspare Como – significa essere colpevole? Arrestami! E’ potuto essere stragista, le cose giuste…”. A questo aggiunge considerazioni di tipo politico-qualunquistico: “Mangia e fai mangiare, voialtri tanto mangiate, state facendo diventare un paese… L’Italia e’ uno stivale pieno di merda, le persone sono scontente, questo voi fate, glielo posso dire? Arrestatemi… sino alla morte come diceva quello…”. Ancora piu’ gravi altre affermazioni fatte da Signorello, che pur di farsi bello agli occhi degli uomini del superlatitante, si spingeva a giustificare l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido, a gennaio del 1996, per punire il padre, Santino, detto Mezzanasca, uno dei pentiti fondamentali per la ricostruzione delle responsabilita’ della strage di Capaci. Commettendo un evidente errore storico-processuale (attribuiva a Riina, arrestato tre anni prima, un crimine in realta’ progettato e posto in essere da Giovanni Brusca), Signorello diceva che il boss aveva “fatto bene” a sciogliere il ragazzino nell’acido: “Giusto e’? Ha rovinato mezza Palermo quello, allora perfetto, e’ pentito… va bene a posto”. Il suo interlocutore, un commerciante che pur di non denunciare le estorsioni si era fatto condannare per favoreggiamento, interveniva a sua volta: “Dico il bambino e’ giusto che non si tocca, pero’ aspetta un minuto perche’ a due giorni lo poteva sciogliere Settecento giorni sono due anni, tu perche’ non ritrattavi tutte cose? Se tenevi a tuo figlio… allora sei tu che non ci tenevi”. Conclude Signorello: “Dice: ‘Sono protetto, non mi possono fare niente” si’, a te, pero’ ricordati coglione che una persona la puoi ammazzare una volta, ma la puoi far soffrire un mare di volte e allora no, meglio morire… lui ha fatto la sua scelta e quello ha fatto la sua!”. 

Dramma a San Giorgio a Cremano, 50enne decide di farla finita lanciandosi dal balcone

San Giorgio a Cremano. familiari e amici sotto sotto choc da stamane. Ancora non riescono a darsi una spiegazione sul folle gesto di Giuseppe C, per gli amici Pino, il 50enne che stamane si lanciato dal balcone di casa  nel Parco del Pino in via San Giorgio Vecchio. La tragedia si è consumata alle prime luci del giorno A quanto pare l’uomo, 50 anni, aveva problemi familiari. Sul posto sono intervenuti gli uomini della polizia municipale. Gli operatori del 118 arrivati sul posto purtroppo non hanno potuto fare altro che constatarne la morte. lPino era molto conosciuto e benvoluto in città. In molti lo ricordano con affetto sui social.

Salerno, slitta all’11 giugno la sentenza per l’attore Domenico Diele

La sentenza del processo, con rito abbreviato, in cui e’ imputato per omicidio stradale l’attore Domenico Diele arrivera’ il prossimo 11 giugno. L’attore 31enne e’ accusato di aver tamponato mentre era alla guida della sua autovettura lo scooter sul quale viaggiava una donna di 48 anni, Ilaria Dilillo. La donna mori’ a seguito del violento impatto. Il fatto avvenne, la notte del 24 giugno dello scorso anno, lungo la corsia nord dell’autostrada del Mediterraneo, nei pressi dello svincolo di Montecorvino Pugliano in provincia di Salerno). Al tribunale di Salerno oggi sono stati ascoltati i periti nominati lo scorso 12 marzo dal giudice per l’udienza preliminare Piero Indinnimeo. Il pool di esperti, quest’oggi, ha spiegato le risultanze delle proprie valutazioni.

Arzano, ‘Forza Fiorella, non cedere ai ricatti’. Chiesto l’azzeramento di alcuni incarichi

Arzano.“Forza Fiorella, non cedere ai ricatti”. Sta spopolando su Facebook e sui vari profili social la frase che inneggia alla sindaca ad andare avanti sulla linea della trasparenza e non cedere a quelli che in molti definiscono “ricatti politici” velati del nuovo gruppo autodefinitisi “Agire”. E in molti ora si domandano ma “agire” per conto di cosa o di chi ? “ Assurdo – afferma Luigia D. -, tradire il mandato e il programma elettorale per mettere sotto scacco il sindaco e la maggioranza. Ormai il gioco delle tre carte lo hanno capito in molti e non durerà in eterno”. In effetti, nella lettera di chiarimenti all’apertura ufficiale della crisi, anche se nascoste tra le righe, alcune richieste potrebbero essere già ben chiare. La strategia sarebbe stata quella di spostare l’attenzione su falsi problemi e imporre invece una forte spinta su edilizia e ditta esterna per il recupero dei tributi e non solo. Ma secondo vox populi, in una delle tante riunioni infuocate tenutasi in via Mazzini, di fronte la centrale operativa di via Boccaccio legata al filo conduttore di via Saviano, almeno uno dei quattro mutanti politici, avrebbero chiesto anche la “testa” del Presidente Luca Basile e quella politica di Giuseppina Piglia, Polizia locale e ufficio tecnico. Ma cosa o chi si potrebbe nascondere dietro le voci circolanti su presunte spinte che aleggiano su edilizia e finanze dove si muove economia, soldi e clientelismo e già oggetto di indagini e sequestri da parte della Procura ? Salvare chi o far partire quali cantieri ? Chi sono gli studi tecnici che spingono e le ditte che attendono i pagamenti ? Chi avrebbe preso contatti con una fantomatica ditta di Pagani ? Forse solo supposizioni o fantapolitica, ma intanto anche alla luce degli ultimi sviluppi, in attesa del “parto” del documento che Agire starebbe facendosi preparare, in attesa degli approfondimenti di cronaca che si faranno sugli interessi “alti” che starebbero in gioco, la città è sgomenta di fronte al nuovo che avanza.

 Raffaele Desiani

Il Napoli rompe il silenzio: ‘La sconfitta va accettata con orgoglio quando ci si batte con il cuore’

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Rompe il silenzio la società calcio Napoli. Dopo 48 ore di silenzio il Napoli si fa sentire e con un post sui social. La SSC Napoli ha pubblicato sui suoi canali social una lettera non firmata, con alcune immagini del disperato Allan al fischio finale di Fiorentina-Napoli. “Ieri, dopo la partita, ho chiamato mio figlio. Era molto triste. Gli ho detto che non doveva esserlo, ma lui: “la frustrazione va oltre la tristezza”. Gli ho risposto che “si deve accettare la sconfitta con orgoglio quando ci si è battuti a testa alta e con il cuore”.
Essere “azzurri” significa vincere facendo leva soltanto sulle proprie forze.
Le nostre vittorie valgono oro e sono la gioia dei tifosi napoletani che, nel mondo, soffrono, gioiscono per la loro squadra e possono dire con orgoglio #ForzaNapoliSempre. Ma veramente sempre”.

Turista deceduta a Ischia: i carabinieri sequestrano la salma

I carabinieri dalla compagnia di Ischia, su disposizione della Procura della Repubblica di Napoli, hanno posto sotto sequestro la salma dell’anziana tedesca, G.H. 77 anni, deceduta ieri sera all’interno di un albergo di Sant’Angelo a Ischia. La salma sarà quindi trasportata al II Policlinico a disposizione dell’autorità giudiziaria per una possibile autopsia.  “Quello che è successo a Sant’Angelo di Ischia, dove un turista è morto in attesa dell’ambulanza rimasta bloccata dalla transenna che delimita l’area pedonale, è gravissimo e bisogna accertare tutte le responsabilità, una a una, e verificare anche se il malore che ha colpito il turista era di quelli che non avrebbe comunque lasciato scampo perché se così non fosse i responsabili vanno indagati per omicidio colposo”. Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, per il quale “è assurdo che l’equipaggio dell’ambulanza in servizio sull’isola non abbia la chiave per accedere all’isola pedonale di Sant’Angelo, come ha riportato Il Golfo”. “Già il fatto che l’isola pedonale, per volere del Comune, sia delimitata da una transenna chiusa con un catenaccio lascia perplessi, ma che poi un’ambulanza non riesca a passare, né a trovare la chiave del lucchetto in tempi brevissimi lascia davvero senza parole” ha aggiunto Borrelli ribadendo che “su questa vicenda va fatta chiarezza totale, sia per rispetto del turista morto e della sua famiglia che per evitare altre tragedie simili, ma anche perché i responsabili devono pagare per la grave negligenza che potrebbe aver provocato la morte di una persona”.   “Fermo restando il cordoglio per la turista deceduta a Sant’Angelo ed assolutamente certa della massima tempestività possibile dei sanitari, andrebbe subito detto che gli accessi alle Ztl, in via generale, andrebbero affidati a chi di dovere: a pubblici ufficiali comunque reperibili h 24, gli unici che possono assumersi una responsabilità che non può essere affidata ad altri. Né ad operatori economici né ad infermieri o medici”. Lo afferma la Consigliera regionale di Forza Italia Maria Grazia Di Scala intervenendo sul decesso di una turista tedesca colta da un malore in un albergo di Sant’Angelo ad Ischia. “Il tema, ovviamente, dovrebbe poter andare al di là del singolo episodio o della polemica di circostanza che serve solo a prendersi qualche rigo sui giornali mentre, al di là della necessità di dover fare comunque chiarezza (magari in commissione Sanità), bisognerebbe interrogarsi su altro: sul fatto se Ischia ha davvero tutte le risorse necessarie per fronteggiare, soprattutto nella stagione estiva, la domanda di salute dei cittadini e dei turisti e le emergenze che come è noto non mancano mai”. “Su questo, nonostante le tantissime sollecitazioni che ho rivolto al governatore-commissario De Luca, il dubbio mi sembra più che legittimo”, conclude la consigliera di Forza Italia.