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Rivolta e incendio nel carcere di Genova, rissa tra detenuti a Bologna

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Quattro detenuti del carcere di Marassi si sono barricati dentro la cella e hanno appiccato un incendio dentro la struttura. E’ successo ieri sera poco dopo le 22. La denuncia arriva dal sindacato Uil Penitenziaria. “Il piano e’ stato invaso dal fumo – spiega in una nota il segretario regionale Fabio Pagani – e gli agenti sono riusciti a domare il rogo non senza difficolta’. Ci sono volute due ore per riportare ordine nella sezione. Abbiamo chiesto piu’ volte al Dipartimento amministrativo del carcere – sottolinea Pagani – quali provvedimenti abbia intenzione di prendere per evitare o arginare episodi simili o altri, di aggressione, per garantire l’incolumita’ degli agenti oltre che quella dei detenuti stessi. Rivolgiamo un appello alla politica: uno Stato che si rispetti non puo’ permettere che i loro rappresentanti siano maltrattati impunemente in questa maniera”.

A Bologna invece due gruppi di 10-15 detenuti stranieri si sono affrontati in una grossa rissa scoppiata nel pomeriggio di ieri nel carcere bolognese della Dozza, utilizzando per colpirsi anche piedi di tavoli e sgabelli. Ne da’ notizia il sindacato Uilpa. La rissa e’ stata sedata “grazie alla professionalita’ della Polizia Penitenziaria intervenuta prontamente nonostante il rischio reale in corso e molto personale e’ stato trattenuto in straordinario per poter assicurare gli invii in Pronto soccorso di alcuni detenuti partecipanti alla rissa”, ha detto il segretario generale di Bologna del sindacato, Domenico Maldarizzi. “La questione sicurezza all’interno delle carceri va immediatamente rivista e affrontata al piu’ presto prima che capiti l’irreparabile”, ha aggiunto Maldarizzi secondo cui “lo Stato deve garantire l’incolumita’ dei propri servitori nonche’ la tutela della loro salute”.

Terremoto: sciame sismico in Romagna, paura e scuole chiuse

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Notte di preoccupazione sull’Appennino forlivese dove da ieri pomeriggio e’ in corso uno sciame sismico, con scosse percepite dalla popolazione nella zona di Tredozio, dove oggi le scuole restano chiuse. La prima, di magnitudo 3.3 e’ stata avvertita alle 16.19, la piu’ significativa e’ stata rilevata alle 20.46, di magnitudo 3.6 e altri piccoli movimenti tellurici sono proseguiti durante la nottata. Diversi cittadini sono scesi in strada e il sindaco Simona Vietina, deputata di Forza Italia, ha detto al Resto del Carlino di essersi messa in contatto con la protezione civile per allestire il Palazzetto dello Sport con brande, come eventuale soluzione di accoglienza. Oggi le scuole, e’ stato deciso, restano chiuse nel Comune. Calcinacci sono caduti dalla chiesa della Compagnia. 

Clan Loreto-Ridosso e Cesarano: ecco le condanne dei nuovi ras. Assolti 8 imputati

Scafati. Estorsioni, usura, riciclaggio, intestazione fittizia di beni: diciassette condanne per gli esponenti del clan Loreto-Ridosso e Cesarano di Pompei-Castellammare, 8 le assoluzioni tra le quali anche quella del boss Franchino Matrone, alias ‘a belva e dei ras di Acerra Di Fiore. I venticinque imputati sono stati giudicati con rito abbreviato dinanzi al Gup Maria Zambrano del Tribunale di Salerno, nell’ambito dell’inchiesta sui clan operanti tra Scafati, Pompei e Castellammare di Stabia che aveva portato in carcere numerosi esponenti dei due clan.
Condannati i reggenti del clan Loreto-Ridosso e in particolare il giudice ha inflitto 7anni e 10 mesi di reclu­sione a Luigi Ridosso; 7 anni e 4 mesi a Gennaro Ridosso; 6 anni e 10 mesi a Salvatore Ri­dosso; 4 anni e 4 mesi a Romo­lo Ridosso (collaboratore di giustizia); 4 anni e 2 mesi di reclusione ad Alfonso Loreto anch’egli pentito e 6 anni e 8 mesi al padre Pasquale Lo­reto. Condanna anche a 4 anni e 6 mesi per Anto­nio Matrone, detto Michele, figlio del boss Francesco Matrone; 3 anni e due me­si a Vincenzo Pisacane; un an­no e due mesi di reclusione a Giuseppina Casciello. Conannato a 4 anni e 4 mesi Roberto Cenatiempo, ritenuto il factotum e il prestanome dei Loreto-Ridosso nella gestione delle imprese che lavoravano nell’ambito delle pulizie. Mano pesante del giudice anche per gli uomini del clan Cesarano di Ponte Persica, accusati di numerose estorsioni ai danni di commercianti tra le quali quella ai titolari della Sala Bingo di Pompei: 5 anni e 10 mesi sono stati comminati a Giovan­ni Cesarano; 2 anni e 6 mesi a Francesco Paolo D’Aniello; 6 anni e 4 mesi a Fiorentino Di Maio; 9 anni e 6 mesi a Luigi Di Martino, ‘o profeta; un anno e due mesi a Vincenzo Giovanni Im­mediato; un anno a Mario Sa­batino; un anno e 10 mesi ad Andrea Spinelli.
Otto le assoluzioni alcune delle quali eccellenti come quella di Francesco Matrone, alias Franchino a belva, Giuseppe Di Iorio, Mario Di Fiore, Pasquale Di Fiore (i boss di Acerra), Giovan­ni Messina, Giuseppe Morel­lo di Torre Annunziata, Francesco Nocera e Vin­cenzo Pisacane.
La sentenza completa l’udienza preliminare iniziata alcuni mesi fa, che ha portato al rinvio a giudizio di una parte degli imputati, alcuni prestanome dei Loreto-Ridosso nelle attività apparentemente ‘pulite’. Numerose le accuse, valutate dal giudice per le udienze preliminari Maria Zambrano: associazione per delinquere, usura, estorsione, intestazione fittizia di beni furono scoperte grazie alle indagini dei carabinieri e della Dia, coordinate dal pm della Dda Giancarlo Russo. L’indagine si è arricchita delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia tra i quali Alfonso Loreto, Romolo Ridosso e successivamente anche quelle di Andrea Spinelli.
Tra le estorsioni messe a segno dal clan quelle alla Sala Bingo di Scafati e al Re Bingo di Pompei gestito dai fratelli Moxedano. Tra gli episodi emersi nel corso delle indagini le estorsioni a numerosi industriali conservieri imposte dai nuovi rampolli del clan Loreto-Ridosso con la supervisione di Pasquale Loreto, il pentito che dalla località protetta gestiva gli affari insieme al figlio Alfonso nella sua terra di origine. Pasquale Loreto, protagonista della camorra degli anni ’90, anche da pentito riusciva ad incutere timore alle sue vittime, tanto che in alcune occasioni aveva fatto prelevare e minacciare dai suoi accoliti alcuni industriali per imporre loro di pagare il pizzo.

Internet e giochi online, il panem et circenses del XXI secolo

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“Populus duas tantum res anxius optat: panem et circenses!” (ovvero: “il popolo due sole cose ansiosamente desidera: pane e giochi circensi!”), diceva Giovenale nella sua Satira X. E se è vero che oggi non si usa più assistere a giochi come lotte tra i gladiatori, corse dei carri e combattimenti con animali, è altrettanto vero che il popolo continua comunque a provare un’attrazione sfrenata per il gioco. E come biasimarlo, se in un periodo storico così caotico desidera concedersi sempre più meritati momenti di svago?

E così si va dal solitario, facilmente praticabile a casa, da soli, semplicemente con l’ausilio di un mazzo di carte, a giochi che richiedono la presenza di un’altra (o più di una) persona: briscola, scopa, poker, burraco.

E, ancora, con la stessa compagnia di amici possiamo poi decidere di metterci a giocare a giochi da tavolo come Trivial Pursuit (se siamo appassionati di quiz), Battaglia Navale (se siamo appassionati di strategia) o Cluedo (se siamo appassionati di gialli). Per non parlare poi di tutti quei giochi da tavolo più recenti che richiedono la collaborazione di una numerosa comitiva e assicurano un divertimento senza pari, tipo Lupus in tabula o Si, oscuro signore!.

Insomma una scelta sterminata (per elencarli tutti avremmo bisogno di una settimana), che da qualche anno ha stretto un sodalizio con un altro intrattenimento di cui “il popolo” non può più fare a meno: internet.

E così, negli anni, è cresciuta in maniera esponenziale la scelta di giochi da “giocare” online. Con degli amici da invitare (non a casa bensì a connettersi ad internet) oppure con degli avversari casuali scelti dalla rete; dai sopracitati giochi di carte più conosciuti (frequentatissimo, ad esempio, il sito Burraconline.com che organizza anche dei veri e propri raduni degli utenti) fino ai giochi da tavolo, di strategia e quiz, e ai giochi come il biliardo, gli scacchi e addirittura il bowling.

Un vero e proprio boom lo hanno registrato i giochi di ruolo; dai più famosi, ad ambientazione fantasy, come World of Warcraft, a quelli dedicati a capolavori cinematografici come Star Wars o della letteratura come Il Signore degli Anelli ed ambientati in universi narrativi ad essi ispirati. In pratica si tratta di giochi in cui il giocatore assume il ruolo di un personaggio immaginario che agisce in un mondo fittizio, interagendo in maniera assai avventurosa con altri personaggi immaginari come lui, insieme ai quali crea una storia avvincente.

Sono giochi che vantano grafiche di altissimo livello, in grado quindi di attirare l’utente su più piani: è difficile, quando si intraprende un’avventura del genere, fare a meno di tornare –almeno una volta al giorno- in quell’ambientazione fantastica in cui possiamo fare tutto ciò che non ci è concesso fare nella vita reale.

Una cosa che possiamo fare nella vita reale, invece, è giocare, ancora, a giochi tipo la roulette, le slot machine, il baccarat o il blackjack. Ma bisognerebbe recarsi in una sala da gioco oppure in un casinò: e allora ecco che, ancora una volta, ci viene in soccorso il web, permettendoci un momento di svago da casa. Ci sono portali, infatti, che permettono di giocare a tutti i giochi dei casinò però online. Il blackjack online è fra i giochi più richiesti e si possono scegliere persino varie modalità di gioco proprio come in un vero casinò.

Zero fatica, e a tutto svago, senza niente da invidiare al Colosseo e al Circo Massimo dell’antica Roma.

Con buona pace di Giovenale e le sue Satire.

Cava, dolore e commozione per l’ultimo saluto a Filippo

Cava de’ Tirreni. “Vogliamo ricordarti com’eri, pensare che vivi che ci ascolti che come allora sorridi” con affetto mamma, papà, Naomi. Ieri mattina prima dei funerali i genitori hanno voluto portare Filippo nella sua camera. C’è la mamma che è seduta accanto alla bara, il padre accarezza il figlio. La sorella poggia una sciarpa della Juve ai piedi del fratello, il 22enne era tifosissimo dei bianconeri. Dalla casa alla basilica sono poche centinaia di metri. Un corteo di rose bianche ha accompagnato Filippo il giovane che domenica scorsa è stato vittima di un incidente stradale lungo l’autostrada olandese. Parenti, amici e autorità che nel silenzio hanno cercato di darsi forza per una tragedia accaduta improvvisamente. Non riescono a darsi pace e farsene una ragione gli amici così come i genitori. Con Filippo c’è un gruppo di amici, anche quelli presenti quella notte in quella macchina. “Questo per un sacerdote è un momento difficile – dice il sacerdote – è una tragedia”. La famiglia si stinge a sé per darsi forza, il padre si poggia sulla mamma e con l’altra mano accarezza la figlia Naomi. “Lo so, volete sapere perché – aggiunge padre Beniamino – vi rispondo ricordando Giacinta, una delle tre pastorelle di Fatima. Attorniata da tanti ammalati che le chiedevano la guarigione, si rivolse alla Madonna che le rispose: “per alcuni è scritto in un modo per altri in un altro”. Non c’è un perché, non sappiamo se la nostra sarà di 22 o di 100 anni ma sappiamo solo che la vita va vissuta e intensamente”.

Napoli, indagini sulla stesa alla serenata di nozze della figlia del ras a San Giovanni a Teduccio

Napoli. La camorra violenta e guascona, quella delle plateali stese non si ferma davanti a niente: neanche a una festa di nozze. E così l’altra sera  in dieci si sono presentati su cinque scooter durante la serenata pre matrimoniale del noto cantante neomelodico Tony Colombo. In strada, in via Villa Bisignano a san Giovanni a Teduccio, e affacciate a balconi e finestre c’erano centinaia di persone che ascoltavano “Ti aspetto all’altare” dedicata alla figlia del ras Carmine Festa imparentato con i boss del clan Alberto, il defunto Giacomo, Luigi e Massimo.

“Amo’ ti aspetto all’altare, appena arrivi ’a luntan te voglio verè”. Tony Colombo, nella quarta traversa di via Villa Bisognano, intona la sua ultima hit, , tutti ad applaudire e a cantare insieme con lui, sposi compresi. Come a dire, la serata perfetta il giorno prima del grande “Sì” (ieri il matrimonio si è celebrato regolarmente ndr). Durante l’esibizione tutto fila liscio, il celebre neomelodico ha persino il tempo di cantare un secondo brano con la giovanissima collega Noemi. I due show vengono persino immortalati in un video. Dalle immagini, come riporta IL Roma, in strada ci sono almeno 200 persone. Altre 50, se non di più, assistono allo show dai balconi della palazzina al civico 56 . A un certo punto l’artista si rivolge verso il balcone al primo piano ed esclama: “Sposa, scendi giù. Fate un applauso, auguri!”. E’ a questo punto che arrivano i pistoleri. Il filmato si interrompe. C’è un fuggi fuggi generale. C’è chi parla di tre chi di cinque scooter. Fatto sta si comincia  sparare: parecchi colpi. Più di venti. Quando arriva la polizia però tutti sono spariti e non trovano nessun bossolo per terra. Forse hanno sparato a salve o con revolver. I dubbi sulla stesa e “sull’affronto” alla famiglia della sposa non ci sono. Gli agenti del commissariato San Giovanni-Barra diretto dal vice questore Maria Pia Rossi hanno interrogato decine di persone, sposi e familiari compresi per capire soprattutto perché proprio in quella zona e quella sera. Una dimostrazione di forza molto plateale che non lascia spazio a chi possa essere stato l’esecutore: il famoso “uomo nero” del clan Mazzarella che da mesi sta attuando in quelle zone fino al centro di Napoli una strategia del terrore. Lo scontro tra le famiglie criminali in guerra si acuisce ogni giorno di più. Da una parte i Rinaldi-Reale e il cartello delle altre famiglie di San Giovanni-Barra e Ponticelli che si sono alleate e dall’altra i Mazzarella e i D’Amico di via Nuova Villa a san Giovanni a Teduccio. 

Calcio, operazione ‘Tifo selvaggio’: presi ultras del Catania

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Rapina impropria, danneggiamento aggravato, incendio, lesioni aggravate, violenza privata, tentato omicidio, utilizzo di oggetti atti ad offendere in occasione di manifestazioni sportive, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione abusiva di materiale esplodente. Sono i reati contestati a vario titolo ad un gruppo di ultras del Catania destinatari di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Lamezia Terme ed eseguite dalla Polizia di Stato. Al centro delle indagini – condotte dagli agenti del Commissariato di Lamezia Terme e da quelli della Digos di Catanzaro in collaborazione con i colleghi delle Digos di Catania ed Enna – la sequenza di episodi avvenuti domenica 29 aprile, durante la trasferta a Matera dei sostenitori etnei per una partita del campionato di serie C. Questi ultimi dapprima si sono resi responsabili di alcune indiscriminate aggressioni ai danni di inermi cittadini nei pressi degli imbarcaderi di Messina e, successivamente, dopo aver inseguito lungo l’Autostrada A2 del Mediterraneo un’auto i cui passeggeri erano stati erroneamente scambiati per tifosi siracusani, nei pressi della stazione ferroviaria di Lamezia Terme hanno violentemente aggredito le vittime, rapinandoli di valori e oggetti personali e provocando l’incendio della parte anteriore della vettura mediante il lancio di un fumogeno. L’aggressione e’ stata interrotta solo dall’intervento di un operatore della Polfer e da altro personale giunto in aiuto. Nel corso dell’operazione, denominata “Tifo selvaggio”, agli indagati sono stati notificati anche i Daspo emessi dal questore di Catanzaro. Ulteriori dettagli saranno resi noti durante la conferenza stampa in programma alle 10.30 negli uffici del Commissariato di Lamezia Terme alla presenza del procuratore capo della Procura lametina, Salvatore Curcio, e del questore di Catanzaro, Amalia Di Ruocco.

Maxi blitz nel Potentino: 36 finiscono in cella

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Al termine di indagini durate circa tre anni, i Carabinieri del comando provinciale di Potenza hanno sgominato stamani un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di droga in una vasta zona della Basilicata, “inondata” di cocaina, hascisc e marijuana acquistata in Puglia, eseguendo 36 ordinanze di custodia cautelare (22 in carcere e 14 ai domiciliari). L’operazione – denominata “Drummer” – e’ stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza. La centrale dello spaccio – hanno accertato i Carabinieri – era a Genzano di Lucania (Potenza): veniva rifornita attraverso contatti, definiti “stretti”, con persone di Andria considerate vicine al clan Pesce-Pistillo. Con la droga venivano poi “riforniti” altri paesi del Potentino come Tolve, Banzi, Oppido Lucano e Palazzo San Gervasio. Particolari sull’operazione saranno illustrati ai giornalisti stamani, alle ore 11, in una conferenza stampa prevista negli uffici della Direzione distrettuale antimafia di Potenza. 

Lady Fico sbotta: “Siete dei maiali”. Ma intanto fa i porci comodi…

Non fa alcun riferimento alla vicenda della colf in nero, ma Yvonne De Rosa, la compagna del presidente della Camera Roberto Fico cita il Cirano di Guccini e su Fb scrive: “Le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali; tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti”. In tanti sui social hanno legato questa frase alla vicenda raccontata da Le Iene secondo la quale a casa sua lavorerebbe una colf non regolarmente retribuita. La De Rosa, prima di riportare Guccini ha scritto anche questo: “Dedico la grandezza a voi attori di questa commedia”.

Grillini pronti a scoppiare: Di Maio fa la conta…

“Noi siamo stati già responsabili, ora tocca agli altri. Se vogliono faranno un governo di tutti contro di noi”. Lo ha detto il leader dei 5 stelle Luigi Maio interpellato fuori Montecitorio. “Non sarà facile fare una ammucchiata contro di noi, abbiamo 338 parlamentari e voglio vederli su ogni provvedimento…”, ha aggiunto.

Italia al bivio: Mattarella consulta, i vescovi sperano

Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha convocato per lunedì un nuovo giro di consultazioni per la formazione del governo. Le consultazioni si terranno in un unico giorno. Il capo dello Stato pressa i partiti: “A distanza di due mesi – si sottolinea al Quirinale – le posizioni di partenza dei partiti sono rimaste immutate. Non è emersa alcuna prospettiva di maggioranza di governo. Nei giorni scorsi – si rileva – è tramontata anche la possibilità di un’intesa tra il Movimento 5 Stelle e il Pd. Il presidente Mattarella svolgerà nuove consultazioni, in un’unica giornata, quella di lunedì per verificare se i partiti abbiano altre prospettive di maggioranze di governo”.

Il nuovo giro di consultazioni inizierà lunedì 7 maggio alle 10 con la delegazione del Movimento Cinque stelle. Seguirà quella del centrodestra che si presenterà al Colle in un’unica delegazione. Poi di seguito le delegazioni degli altri partiti. Chiusura in serata con i presidenti di Camera e Senato. Lo si legge nel calendario delle consultazioni diffuso dal Quirinale.

Intanto la Direzione del Pd approva all’unanimità la relazione del segretario reggente Maurizio Martina, dandogli un mandato pieno fino all’Assemblea nazionale e quindi a continuare a guidare il partito nell’interlocuzione con il Quirinale, a partire dalle consultazioni di lunedì prossimo.

E il leader dei 5 stelle Luigi Maio dice: “Noi siamo stati già responsabili, ora tocca agli altri. Se vogliono faranno un governo di tutti contro di noi”. “Non sarà facile fare una ammucchiata contro di noi, abbiamo 338 parlamentari e voglio vederli su ogni provvedimento…”, ha aggiunto.

Il leader della Lega Matteo Salvini, a quanto si apprende, è pronto a prendere un pre-incarico dal presidente Mattarella, se decidesse in questo senso, ed è pronto ad andare in Parlamento e sulla base di un programma (dai migranti alla Flat Tax, dal sostegno al reddito all’abolizione della Fornero) chiedere il sostegno ai parlamentari di altre forze politiche. L’auspicio, si apprende ancora, è che ci sia una convergenza da parte del M5S o da parte di un gruppo di parlamentari che condividano il progetto laddove si esclude ogni tipo si alleanza con il Pd.

Monsignor Becciu, preghiamo di più per Mattarella – “L’auspicio è semplice: speriamo e auguriamo che presto si trovi un soluzione. Avevo già detto che assicuravamo preghiere al presidente Mattarella, mi pare che le dobbiamo aumentare ancora di più”. Così ha risposto il sostituto della Segreteria di Stato vaticana, mons. Angelo Becciu richiesto dai cronisti di un commento sulla fase politica di stallo. “Noi – ha precisato – siamo spettatori, auguriamo e preghiamo che al più presto si trovi la soluzione migliore per il Paese”.

Crisi Pd: la direzione si ricompatta ma i problemi restano

La direzione del Partito democratico ha approvato all’unanimità la relazione del reggente Maurizio Martina.

No a un governo con M5s ma anche al dialogo con il centrodestra. E’ la linea tracciata dal segretario reggente del Pd di fronte alla direzione dei Dem. Alla riunione presenti il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e l’ex segretario Matteo Renzi, che torna per la prima volta in direzione dopo le dimissioni. In sala anche i ministri Dario Franceschini, Marco Minniti, Andrea Orlando, Carlo Calenda, Marianna Madia, Anna Finocchiaro.

LA RELAZIONE DI MARTINA – “Questa direzione – ha detto Martina – ci chiama a un confronto franco, sincero, a due mesi dal voto che ci ha consegnato una delle sconfitte più nette mai accadute nella nostra storia. Il voto ci pone domande cruciali sul destino del campo del centrosinistra”. “Non possiamo rimuovere quel che è accaduto: dobbiamo capire per cambiare”, aggiunge. “Non ce la caveremo solo con qualche mossa tattica”, dice Martina. “Non si tratta di tornare indietro né andare oltre, ma riprogettare per ripartire. Serve un ripensamento netto su come si sta insieme, su come ci si confronta e si prendono le decisioni dopo essersi ascoltati e aver fatto un confronto con la voglia di costruire una risposta insieme non solo con rapporti di forza”. Con M5s “capitolo chiuso”, ha scandito. “Parlavamo – ha evidenziato – molto di loro ma il tema vero eravamo noi, il nostro ruolo e la nostra funzione anche quando si è minoranza. Per me era non condannarci all’irrilevanza e accettare una sfida. Era un’ipotesi più rischiosa ma l’ho immaginata per come potevo fino a qui con questa ambizione”. “Per noi il tema non è mai stato votare Salvini o Di Maio Premier. Ma per noi il tema non potrà mai essere nemmeno sostenere un qualsivoglia percorso con Salvini, Berlusconi e Meloni come soci di riferimento. Tanto più impossibile chiaramente per noi un governo a trazione leghista”. “Lunedì – ha detto Martina – si terranno nuove consultazioni e dovremo avere atteggiamento costruttivo verso la presidenza per affrontare questo nodo complesso”. “Credo che tanto più oggi aggiunge, raccogliendo l’applauso della platea, compreso quello di Matteo Renzi – dobbiamo supportare l’operato di Mattarella a cui vanno anche da qui i nostri sentimenti di stima e fiducia”.

Rinnovata fiducia al segretario reggente fino all’assemblea nazionale e “capitolo chiuso” su un eventuale appoggio a un governo Di Maio o Salvini. Sono i due passaggi della relazione di Maurizio Martina che, secondo fonti renziane presenti in direzione, avrebbero potuto portare ad un via libera al reggente da parte dell’area che fa capo all’ex segretario.

“Questa è l’ultima chiamata per una vera unità – ha detto Andrea Orlando in direzione Pd -, altrimenti con il doppio timone rischiamo di imbarcare moltissima acqua: se siamo convinti che il mandato a Maurizio è pieno alziamo la mano, se no discutiamo un giorno in più ma decidiamo un assetto per affrontare una sfida che è la sfida della vita del Pd”. “Siamo senza una linea politica. E’ un fatto che se anche ci mettiamo tutti d’accordo non cancelliamo”, aggiunge.

“Ma quale resa incondizionata di Martina. Mi sembra che il tema del dialogo con il Cinque stelle non ci sia più da domenica, dall’intervista di Renzi e dalla reazione di Di Maio”, ha detto il ministro Dario Franceschini nel suo intervento in direzione Pd. “Penso invece – aggiunge – che da queste direzione deve uscire un voto unitario per dare fiducia e un mandato pieno a Martina per gestire questa crisi e le prossime consultazioni”.

Raffica di furti nel quartiere di Secondigliano: è allarme

Secondigliano. E’ allarme furti nel quartiere di Secondigliano: decine i casi registrati negli ultimi tempi e in diverse strade del popoloso rione a ridosso di Napoli. Decine di furti e poche denunce, quelle registrate dalle forze dell’ordine. Pare che ad agire sia sempre la medesima banda che agisce in pieno giorno e prende di mira abitazioni temporaneamente deserte. L’orario critico è quello dalle 12 alle 16 quando i padroni di casa sono al lavoro. I malviventi agiscono dopo aver studiato le abitudini delle famiglie e vanno a colpo sicuro, scassinando porte e finestre ed entrando a fare razzia degli appartamenti presi di mira. La banda, composta sicuramente a più persone, studia le abitudini delle famiglie prese di mira poi svuota gli appartamenti, mentre qualcuno fa da ‘palo’ per evitare ogni imprevisto. Numerosi i residenti a Secondigliano, dunque, che si sono ritrovati con gli appartamenti messi a soqquadro, denaro e oggetti preziosi trafugati. A volte bastano anche pochi minuti di assenza e al ritorno, l’amara sorpresa. I ladri in azione nel quartiere sembrano esperti, in alcune occasioni, le porte sono state aperte senza essere scassinate. Molti residenti stanno cercando di correre ai ripari cercando di dotare porte e finestre si sistemi di sicurezza, ma fondamentale sarebbe denunciare ogni singolo episodio per allertare le forze dell’ordine ad una vigilanza più attenta. Fondamentale resta l’invito delle forze dell’ordine a denunciare i furti e ad evitare di divulgare, anche sui social, i propri spostamenti. Le partenze per le vacanze estive potrebbero essere una manna dal cielo per i malviventi.  

Qualiano, irruzione dei carabinieri dopo 10 ore di trattative

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Blitz dei carabinieri in via Campana a Qualiano: i militari dopo aver lanciato un lacrimogeno all’interno dell’abitazione in cui si era asserragliato l’uomo di 37 anni che ha ucciso la madre, sono entrati. Uditi una ventina di colpi d’arma da fuoco. I militari si sono anche affacciati al balcone. L’uomo e’ stato subito portato via tra le urla della gente. Alcune persone si sono avventate sull’autovettura dei militari ed hanno preso a calci l’auto insultando l’uomo. L’intervento dei militari e’ avvenuto “in sicurezza”, ha spiegato ai giornalisti in strada il comandante provinciale dell’Arma, smentendo poi le notizie secondo cui l’uomo nelle ore precedenti avesse puntato il fucile contro i carabinieri e che avesse anche fatto fuoco contro gli stessi. La negoziazione tra carabinieri e Pasquale De Falco e’ durata una decina di ore, e poi – ha aggiunto l’ufficiale – si e’ arrivati al blitz. L’uomo “e’ rimasto sorpreso, e’ stato subito immobilizzato, non ha pronunciato alcuna parola”. Quando l’omicida – un disabile psichico – e’ stato poi portato via dall’edificio, la folla che era all’esterno ha tentato di aggredirlo, ma i militari lo hanno protetto e sono riusciti a fargli prendere posto in una delle auto di servizio e ad allontanarsi in direzione della caserma. Il cadavere della madre e’ rimasto per tutto questo tempo sul pianerottolo di casa e solo ora potranno cominciare i rilievi medico-legali e scientifici. La trattativa durata oltre dieci ore era andata avanti, anche con la collaborazione del padre, della sorella e del cognato, ma purtroppo senza successo. Pasquale De Falco, l’uomo di 37 anni che stamattina, a Qualiano  ha ucciso la madre e poi si e’ barricato nell’abitazione al civico 326 di via Campana. Ai familiari viene fatto indossare il giubbotto antiproiettile quando si avvicinano all’uscio. Sono ormai dieci ore che il 37enne e’ chiuso in casa e che il cadavere della madre e’ riverso a terra, sul balcone che porta all’ingresso dell’abitazione. Le forze dell’ordine stanno tenendo in piedi i contatti con Pasquale attraverso la porta d’ingresso ma l’uomo si sta mostrato reticente fino all’ultimo ad ogni tentativo di mediazione. 

“E’ stata un’azione fulminea. I nostri uomini sono entrati, lo hanno subito ammanettato. Non ha detto nemmeno una parola ne’ ha avuto il tempo di reagire”. Lo ha detto il colonnello Ubaldo Del Monaco, comandante provinciale dei carabinieri di Napoli, al termine del blitz del Gis che ha portato all’arresto di Pasquale de Falco, l’uomo che stamane aveva ucciso la madre per poi barricarsi in casa. “Il blitz e’ durato pochissimi minuti, tutto merito dei nostri uomini che sono stati esemplari. Nel corso della giornata abbiamo piu’ volte tentato una trattativa ma senza ottenere alcun risultato”, ha sottolineato Del Monaco. 

I nuovi clan di Salerno e i rapporti con Scampia e Torre Annunziata: 77 inadagati. TUTTI I NOMI

Avevano creato una sorta di “alfabeto morse” fatto da squilli telefonici per segnalare l’ora di arrivo e delle consegne della droga. I componenti di due gruppi criminali, seppur distinti e autonomi, dicevano di appartenere a un’unica organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti. E’ quanto emerge dalle intercettazioni ambientali registrate nelle abitazioni degli indagati nel corso dell’inchiesta della procura distrettuale antimafia di Salerno che ha portato, stamani, all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare per 18 persone. Di queste, 13 sono finite in carcere e 5 hanno ottenuto il beneficio dei domiciliari. Nell’inchiesta ci sono coinvolti ben 77 tra capi e pisher. Uno solo non è stato identificato: è un fantomatico “Giorgio”. L’indagine e’ nata dopo il tentato omicidio di due persone a Salerno il 22 marzo 2013 e l’omicidio di un pregiudicato l’anno successivo. Dopo quegli episodi, il sostituto procuratore della Dda salernitana, Vincenzo Montemurro, delegando le indagini ai carabinieri del comando provinciale, ha ricostruito come i due gruppi, che avevano base operativa a Salerno e a Bellizzi, fossero capeggiati da due esponenti della malavita collegati al clan camorristico Pecoraro – Renna. Si tratta di Roberto Benicchi e Salvatore Del Giorno. Quest’ultimo, in passato, coinvolto in rapine agli uffici postali. In circa 4 anni di indagine, sono stati eseguiti 13 arresti in flagranza e sequestrati 50 grammi di cocaina, 10 di eroina e 1,4 chilogrammi di hashish.

 L’approvvigionanento di cocaina, eroina e hashish avveniva a Scampia, quartiere di Napoli, e a Torre Annunziata. La droga, poi, veniva spacciata nelle ‘piazze’ di Salerno, di Bellizzi, di Battipaglia, di Pontecagnano Faiano. di Cava de’ Tirreni e a Vietri sul Mare, attraverso una fitta e organizzata rete di ‘pusher’. Nonostante vi fosse la presenza di piu’ gruppi dediti allo spaccio, si era venuta a creare, come sottolinea Montemurro, “una ‘cupola’ interprovinciale” che gestiva in maniera unitaria il narcotraffico all’ingrosso e che progettava traffici con la Spagna. Il gip del Tribunale di Salerno ha riconosciuto in pieno l’impianto accusatorio e nell’ordinanza di custodia cautelare, agli indagati, viene contestato, a vario titolo, il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e spaccio di stupefacenti in concorso. La posizione di uno degli arrestati e’ aggravata dall’essere stato il promotore e l’organizzatore del sodalizio. Questa mattina, circa 200 militari impegnati nell’operazione hanno eseguito anche 35 decreti di perquisizione locale, sia nei confronti dei destinatari della misura cautelare, sia anche di altri 17 indagati a vario titolo per gli stessi reati. Oltre a Benicchi e Del Giorno, un ruolo di primo piano nell’inchiesta è quella di Nunzio D’Acunzo che si faceva chiamare “Sandro” noto narcos della zona della “Cuparella” a Torre Annunziata che era il fornitore principale degli spacciatori di Salerno e provincia.

 GLI INDAGATI

1) ABATE Antonio, nato a Salerno il 25.06.1965,
2) ANTONUCCI Vincenzo, nato a Eboli (Sa) il 26.07.1958 e residente a Montecorvino Pugliano 
3) AUGUSTO Raffaele, nato a Battipaglia il 31.03.1963, res. ad Eboli –
4)AVAGLIANO Andrea, nato a Salerno il 27.09.1973 e res. a Bellizzi 
5) BASSO Francesco, nato a Salerno il 10.11.1987, ivi residente 
6) BELLOSGUARDO Marco,nato a Montecorvino Rovella il 18.02.1974, res. Montecorvino Pugliano –
7) BENICCHI Lucio, nato a Pontecagnano Paiano il 26.12.1954, res. Montecorvino Pugliano
8) BENICCHI Roberto, nato a Montecorvino Pugliano il 19.04.1967, res. a Bellizzi
9 BISOGNI Sergio, nato a Montecorvino Rovella il 28.07.1968, res. Montecorvino Pugliano
10) BRUNO Antonio, nato a Napoli il 16.03.1989 ivi residente 
11) CALONICO Matteo, nato a Salerno il 21.12.1976, res. in Bellizzi
12) CANNAVO’ DI SALVATORE Graziano, nato a Torre del Greco il 17.09.1969, res. Bellizzi, 
13) CARPENTIERI Gianluca, nato a Salerno il 13.06.1994, res. Olevano Sul Tusciano 
14) CIRELLI Mario, nato Napoli il 11.02.1978 1v1 res
15) CORRADINO Gaetano, (detto Massimo – James), nato ad Eboli il 01.01.1976 res. Bellizzi 
16) D’ ACUNZO Nunzio, nato a Torre Annunziata il 28.07.1967
17) D’ALESIO Cristian, nato a Batti paglia il 16.10.1993, res. Bellizzi
18) D’ALESIO Mario, nato a Battipaglia il 26.07.1988, res. Bellizzi detto “O Bilott”;
19) D’ELIA Francesco,nato a Nocera Inferiore il 02.08.1982,
20) DAPONTE Ernesto, nato a Salerno il 02.03.1979 res. in Bellizzi 
21) DE MAIO Sabino , nato a Montecorvino Rovella (SA) il 03.12.1978, ivi res. 
22) DEL GIORNO Armando, nato a Salerno il 13.11.1974 e ivi residente 
23) DEL GIORNO Giuseppe, nato a Salerno il 13.02.1956 e ivi residente alla Via Martiri Belfiore int.4. 24) DEL GIORNO Luigi, nato a Salerno il 18.05.1983, ivi residente 
25) DEL GIORNO Manuela, nata a Salerno il 25.02.1992 e ivi residente 
26) DEL GIORNO Salvatore, nato a Battipaglia il 20.08.1961 e res. a Salerno 
27) DEL MASTRO Giulio,nato a il 03.03.1988 a Battipaglia (Sa), res. a Bellizzi 
28) DEL MASTRO Pietro Junior, nato a Battipaglia il 31.05.1992, res. Bellizzi 
29) -DI BENEDETTO Gianluca, nato a Battipaglia il 14.01.1979 ed ivi res.
30) -DI BENEDETTO Jessica Paola, nata a Battipaglia il 12.10.1993, ivi res. 
31) DI FRANCESCO Angelo, detto “Angiolett’ ‘o Marziano” nato a Battipaglia (Sa) il 15.10.1985 e res. in Bellizzi 
32) DI MARCO Antonietta, nata a Montecorvino Pugliano (SA) il 05.05.1954 res. Battipaglia 
33) DI MARTINO Guglielmo, nato a Torino il 19.09.1981 ivi res.a Bellizzi 
34) DI MATTEO Anna Rita, nata ad Eboli il 22.05.1976 e res. a Bellizzi 
35) ESPOSITO Pietro, nato a Battipaglia (Sa) il 18.02.1982 e res. a Bellizzi  inteso “O’ Calabrese”;
36) FARABELLA Carmela, nata a Montecorvino Rovella il 30.03.1964, res. Montecorvino Pugliano 
37) FAZIO Costantino, nato a Milano il 18.09.1977 e res. in Salerno
38) FERRAIOLO Marco, nato a Salerno il 19.6.1990 ed ivi residente 
39) GIOTTINI Luca, nato a Salerno il 05.11.1984, 1v1 residente 
40) GIULIANO Carmine, nato a Battipaglia (SA) il 18.11.1981, res. Montecorvino Rovella
41) GLORIANTE Alessandro, nato a Eboli (Sa) il 21.08.1976 e res. a Bellizzi 
42) IANNIELLO Antonio, nato Battipaglia il 15.02.1976, ivi res. 
43) IMBIMBO Carmine, nato a Montecorvino Rovellail 08.07.1979, res. Bellizzi –
44) IMPARATO Marco, nato a Battipaglia il 06.10.1984, res. Montecorvino Rovella 
45) LAMBERTI Domenico, nato a Salerno il 12.04. I 976 res. a Giffoni Valle Piana,regiudicato, in atto detenuto;
46) LANZA DA VIDE, nato a Batti paglia il 13. 1O.1983 ed ivi res. 
7) LONGOBARDI Massimiliano, nato Eboli il 12.10.1974 ed 1v1 res. 
48) MARIGLIANO Davide, nato ad Eboli il 02.02. I 977, res. Battipaglia
49) MARTINO Gerardo, nato a Cava de’ Tirreni il 28.9.1962 e residente a Salerno 
50) MEOLA Gerardo, nato a Salerno il 21.12.1976 e res. a Battipaglia 
51) MERCURIO Alessandra, nata a Salerno il 23. I O. 1980 e res. a Bellizzi a
52) NIGRO Giosuè, nato a Batti paglia (Sa) il 10.11.1977 ed ivi res. 
53) NOSCHESE Antonio, detto Pupatella, nato a Salerno il 14.09. I 944 ivi res. 
54) PAGANO Gerardo Aniello, nato a Montecorvino Rovella il 16.11.1965 
55) PAGANO Valter, nato a Battipaglia (Sa) il 14.08.1979, ivi res. 
56) PALMA Cosma, nato a Salerno il 29.09.1975, res. Battipaglia
57) PARISI Biagio, nato a Salerno nato a Salerno il 0.411.1976 res. Battipaglia 
58) PASTORE Marco, nato Napoli il 24.03.1977, res. Vietri Sul Mare 
59) PETRONE Carmen. nata Battipaglia il 12.11.1983, res. Bellizzi 
60) PEZZOLLA Prospero, nato a Garaguso (MT) il 19.11.1960 ivi res. 
61) PIANO Alfonso, nato a Battipaglia il 14.08.1972 res. ivi res.
62) PIANO Raoul, nato a Eboli il 21.01.1987, res. Bellizzi –
63) POTOLICCHIO Gerardo. nato a Salerno il 23.07.1982e res. in Bellizzi
64) RACUNDO Sabato, nato a Montecorvino Rovella il 29.11.1965, res. Battipaglia
65) RAINONE Francesco, nato a Montecorvino Rovella (Sa) il 09.10.1975, e res. m Bellizzi 
66) ROMANO Massimo, nato ad Eboli il 17.02.1985, res. Bellizzi a
67) RUSSO Francesco, nato a Salerno il 29.06.1970 ed ivi residente 
68) RUSSO Pasquale, nato a Battipaglia il 08.09.1982 res. San Gregorio Magno
69) SCALE SE Vincenzo, nato a Salerno il 24.01.1990, res. Montecorvino Pugliano 
70) SENATORE Alfonso, nato a Vietri Sul Mare (SA) il 19.01.1947 ivi res. 
71) SENATORE Roberto, nato a Vietri Sul Mare (SA) il 26.11.1972 ivi res.
72) SICA Nunziante, nato ad Eboli 07.03.1984, 1v1 res. res. Cotignola (RA) 
73) TRAMONTANO Francesco, nato a Nocera Inferiore il 29.07.1982, 
74) TUCCI Ciro, nato a Napoli 08.05.1966 e residente Qualiano 
75) TUCCI Mario, nato a Napoli il 09.08.1983, residente a Salerno 
76) VOLPICELLI Alberto, nato a Salerno il 25.04.1989, res. Montecorvino Rovella 
77) “Giorgio” da identificare

Napoli, colpito da parcheggiatore abusivo, i Verdi solidali con Luca Abete

“Piena solidarieta’ a Luca Abete che e’ stato aggredito e schiaffeggiato in Piazza Mercato a Napoli mentre era impegnato a preparare uno dei servizi sulla piaga dei parcheggiatori abusivi che andranno in onda nei prossimi giorni nel corso di Striscia la notizia”. A esprimerla il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che, insieme col consigliere comunale Marco Gaudini e con lo speaker Gianni Simioli, ha creato la pagina facebook ‘Io odio i parcheggiatori abusivi’ per raccogliere le denunce “di chi e’ stanco di dover subire i soprusi dei parcheggiatori abusivi”. “Luca Abete e’ uno dei pochi che, insieme con noi, porta avanti questa battaglia contro i parcheggiatori abusivi che, come dimostra questa aggressione – dice Borrelli – nella stragrande maggioranza dei casi, non sono poveracci alla ricerca di qualche soldo da portare a casa, ma violenti che, spesso, direttamente o indirettamente, sono legati anche ai clan della camorra”. “Nei prossimi giorni partira’ la raccolta firme per modificare le leggi in modo da ottenere l’arresto per i parcheggiatori abusivi e non semplici multe che, in genere, non pagano perche’, pur arrivando a guadagnare migliaia di euro al giorno, risultano nullatenenti” conclude Borrelli.

Qualiano, ore di tensione in via Campana: carabinieri pronti all’irruzione

Qualiano. E’ ancora tensione in via Campana, dove in un appartamento, è asserragliato Pasquale De Falco, il 37enne che stamane, colto da un raptus, ha ucciso la madre Teresa Licciardiello di 67 anni con il fucile del padre. L’uomo ha sparato alla mamma mentre era sul balcone di casa e il corpo è rimasto lì per tutto il giorno. Poi si è chiuso in casa rifiutando ogni ‘trattativa’ con i carabinieri che sono sul posto per convincerlo ad uscire. A Qualiano, il popoloso comune alle porte di Napoli, segue con il fiato sospeso la tragedia avvenuta in via Campana al civico 326, dove da decenni vive la famiglia De Falco. I vicini raccontano che che Pasquale non ha mai creato problemi, ‘persone tranquille’ i De Falco. Il 37enne ha atteso che il padre Antonio, pensionato edile, uscisse di casa per recarsi in campagna è riuscito a trovare le chiavi dell’armadietto blindato in cui il padre custodiva il fucile, ed ha preso l’arma con la quale ha ucciso la madre. I primi spari verso le 10, 30. Subito sono stati allertati i carabinieri che giunti sul posto hanno visto il cadavere della donna sul terrazzino. Alla vista dei militari, Pasquale De Falco ha fatto di nuovo fuoco. La zona da stamani è isolata, le forze dell’ordine hanno fatto chiudere i negozi che si affacciano su via Campana e presidiano gli accessi alla palazzina. Per tutto il giorno hanno continuato a cercare un dialogo con l’uomo, è arrivato anche il padre che ha provato a farlo ragionare, ma non c’è stato verso. Il 37enne è apparso a tratti confuso. Sul posto è giunto anche un elicottero e gli uomini del gruppo di intervento speciale, ma al momento si studiano solo le modalità di intervento per evitare altre vittime. Pasquale De Falco, soffre da tempo di crisi depressive, iniziate – pare – dopo una delusione sentimentale. Laureato, fino ad una decina di anni fa, stava bene. Secondo un amico, di recente era entrato in contrasto con i genitori che spesso cercavano di spronarlo affinchè uscisse dallo stallo in cui viveva, anche dal punto di vista lavorativo. Disagi e liti che col tempo si sarebbero aggravati. Fino agli spari di oggi, all’omicidio e ad una giornata di tensione che non accenna a concludersi.

Impatto fatale sulla Statale del Vesuvio, la mamma di Giovanni: “Chi ha visto ci aiuti”

Somma Vesuviana. “Ho bisogno del vostro aiuto, sono la mamma del ragazzo che ha avuto l’incidente venerdì pomeriggio alle 17,20 sulla statale 268, cerco qualsiasi persona possa aiutarmi ad avere informazioni utili a capire cosa è successo a mio figlio. Con affetto una madre addolorata”. La signora Patrizia D’Esposito è la mamma di Giovanni Fago, il 25enne di Somma Vesuviana, vittima di un incidente avvenuto venerdì scorso sulla Statale 268 all’altezza del chilometro 1800, nel territorio di Pollena Trocchia. La donna, lancia un appello su Facebook a chi ha visto per capire la dinamica di un incidente che sembra inspiegabile. Il giovane era in sella alla sua moto quando ha perso il controllo del motociclo. Secondo i rilievi fatti dalla Polizia stradale non ci sono altri veicoli coinvolti nell’incidente mortale, ma i familiari e la madre in particolare non credono che Giovanni Fago, ragazzo molto prudente possa aver perso il controllo del mezzo. Ed ieri ha lanciato un appello su Facebook chiedendo aiuto a chi, magari si è trovato a passare sulla Statale a quell’ora di venerdì e possa aver visto cosa è accaduto. 
Il tratto dove è avvenuto l’incidente mortale è privo di telecamere e di autovelox, dunque resta il mistero sulle cause dell’incidente. Giovanni Fago era un giovane molto noto a Somma Vesuviana, in tanti si sono stretti intorno ai parenti in questi giorni. Ora l’appello disperato della mamma che chiede di conoscere la verità sul tragico destino del figlio.  

Padre separato non incontra figlio, assolto ‘non e’ obbligo’

Era stato denunciato dalla ex moglie perche’ non si era presentato agli incontri settimanali con il figlio minorenne a lei affidato e il bambino, non vedendolo piu’, era caduto, secondo la madre, in uno “stato di malessere”. L’uomo, che era accusato di “mancata esecuzione” del provvedimento del giudice che in fase di separazione gli aveva dato la possibilita’ di vedere il piccolo tutte le settimane, e’ stato pero’ assolto dal gup di Nocera Inferiore (Salerno), Luigi Levita. Per il giudice, infatti, l’imputato “non ha eluso alcun obbligo” ma non ha esercitato una sua “facolta'” e dunque non ha commesso il reato, anche se la sua “condotta” puo’ aver “prodotto effetti spiacevoli nell’animo del minore”. La donna, come ricostruito nelle motivazioni della sentenza, pubblicate sul sito specializzato ‘penalecontemporaneo.it’, aveva presentato denuncia contro l’ex marito lo scorso settembre, imputando all’uomo di essersi “completamente disinteressato del figlio minore, al quale avrebbe procurato uno stato di malessere non presentandosi agli incontri settimanali programmati”.
L’uomo era finito imputato per “mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”, perche’ “avrebbe eluso” la decisione sull’affidamento dei figli minori della coppia con la quale il Tribunale di Salerno, nel 2010, “aveva individuato quale genitore affidatario” la madre e “concesso” al marito “la facolta’ di vedere i figli a determinate condizioni”. In particolare, il padre non avrebbe rispettato “gli incontri settimanali” con uno dei due figli. Il gup chiarisce, pero’, che “il provvedimento giudiziale ha costituito in favore del genitore non affidatario” la “facolta’-diritto di vedere i propri figli” e di “tenerli con se’ per determinati periodi, con conseguente obbligo per il genitore affidatario”, ossia la madre, “di astenersi dal tenere condotte impeditive” rispetto al diritto del padre. “A ben vedere, dunque – scrive il gup – la condotta dell’imputato non ha eluso alcun obbligo impostogli dal provvedimento del Giudice, sostanziandosi, viceversa, nel mancato esercizio di una facolta'”. In questo caso, prosegue il giudice, “non c’e’ ‘elusione’, poiche’ non sono frustrate le aspettative dell’altro genitore”, ossia della madre. Per “consolidata giurisprudenza”, infatti, “la violazione del dovere di cura, in relazione all’obbligo di assicurare assistenza morale e materiale dei figli, non puo’ correlarsi ad un provvedimento che disciplina le modalita’ dell’affidamento e del diritto di visita”. E se “la condotta” del padre ha “prodotto effetti spiacevoli nell’animo” del figlio, quest’ultimo “potra’ in ogni caso vedere risarcito in altra sede il danno patito in conseguenza dell’inottemperanza del padre all’accordo di separazione”. La tutela penale del diritto del minore ad essere assistito dal genitore durante il suo percorso di crescita, infatti, chiarisce il gup, e’ assicurata da un’altra norma del codice penale, l’articolo 570, ossia la “violazione degli obblighi di assistenza familiare”.

Alto Calore, scoperto un danno erariale da 12 milioni di euro

I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Avellino, a conclusione di un’indagine durata oltre tre anni su delega della procura regionale della Corte dei conti per la Campania, hanno notificato 16 inviti a dedurre nei confronti di persone che hanno ricoperto incarichi nell’ambito dell’Alto Calore Servizi Spa, società partecipata dall’amministrazione provinciale di Avellino e da 125 Comuni irpini e beneventani, per i quali gestisce il servizio idrico. Il danno erariale ammonta a circa 12 milioni di euro. In particolare, i finanzieri hanno esaminato l’intero importo delle morosità non riscosse dalla società che, al momento dell’avvio delle indagini, ammontavano a oltre 57 milioni di euro, ricostruendone la genesi mediante il riscontro di oltre 8mila tra bollette e solleciti di pagamento, successivamente sottoposti a sequestro, allo scopo di “perimetrare” il danno erariale relativo ai crediti maturati nel periodo 2008-2012. Nello specifico, le Fiamme Gialle irpine hanno anche evidenziato “la mancanza di una strutturata ed efficace attività di riscossione dei crediti e di recupero delle morosità, situazione che ha consentito a numerosi utenti la sistematica evasione dei canoni idrici”.
Fra le varie anomalie di gestione rilevate appare “significativo” il fenomeno dei numerosi solleciti di pagamento inviati all’utenza morosa, anche per interrompere la prescrizione dei crediti vantati dall’Acs, mai recapitati ai destinatari per intervenute variazioni anagrafiche (decesso del titolare della fornitura, variazioni di indirizzo, mutata ragione sociale aziendale…) per le quali l’Acs, non avendo adeguatamente annotato le ragioni di mancato recapito, non è mai riuscita a notificare la diffida di costituzione in mora, avendo “perseverato nell’invio sempre al medesimo indirizzo errato fino a perdere il diritto alla riscossione del relativo credito per intervenuta prescrizione”. “L’incapacità a incassare” l’ingente quota di crediti vantati avrebbe anche cagionato un cosiddetto “danno da finanziamento”, scaturito dalla necessità dell’Acs di indebitarsi pesantemente con diversi istituti di credito per far fronte alle esigenze di gestione ordinaria. Le attività di servizio svolte dalla Guardia di finanza di Avellino dal 2015 al 2018 hanno consentito di accertare un danno erariale di oltre 12 milioni di euro a carico del direttore generale, di quattro dirigenti, sette componenti del consiglio di amministrazione e quattro componenti del collegio sindacale che si sono succeduti nel periodo 2008-2012. Nell’ambito dello stesso filone investigativo, le Fiamme gialle di Avellino avevano già notificato, nel maggio 2017, alcuni inviti a dedurre relativi al danno erariale scaturito dagli oneri sostenuti per la realizzazione di un lungometraggio cinematografico.