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Giugliano, morsa al volto e trascinata fuori dalla discoteca dal compagno: arrestato 42enne

Era da poco passata la mezzanotte inoltrata, circa le 3.30, quando quella che avrebbe dovuto essere una serata di festa si è trasformata nell’ennesimo incubo. Nella notte dell’8 marzo, all’esterno di una discoteca di via Ripuaria, a Giugliano in Campania, una donna di 35 anni sarebbe stata aggredita brutalmente dal compagno, un 42enne poi arrestato dai carabinieri.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo, in evidente stato di alterazione dovuto all’alcol, si sarebbe avvicinato alla donna mentre si trovava nel locale. Lei, impaurita, avrebbe tentato di allontanarsi, ma sarebbe stata raggiunta e ferita alle labbra con un morso. La violenza sarebbe poi proseguita all’esterno, dove il 42enne l’avrebbe afferrata per i capelli, trascinandola fuori dalla discoteca per poi colpirla con calci, pugni e schiaffi.

La fuga e la richiesta di aiuto

In quei momenti drammatici, la vittima sarebbe riuscita a divincolarsi e ad attraversare la strada con le ultime forze. Con lei c’era un’amica, che l’avrebbe seguita senza però riuscire a fermare la furia dell’uomo.

Provvidenziale la presenza di una pattuglia dei carabinieri poco distante, con i lampeggianti accesi e ben visibili. Alla vista dei militari, l’uomo avrebbe minacciato la compagna, intimandole di restare in silenzio e di non attirare l’attenzione. Ma il pianto e le urla di dolore della 35enne hanno richiamato subito i carabinieri.

Uno dei militari si è avvicinato trovando la donna seduta sul ciglio della strada, ferita al volto e in forte stato di agitazione. La 35enne ha raccontato quanto appena accaduto e ha chiesto aiuto, implorando i carabinieri di portare via il compagno, che si trovava ancora a pochi metri di distanza.

I due anni di maltrattamenti

I carabinieri hanno immediatamente bloccato il 42enne e lo hanno trasferito in caserma, mentre per la donna è stato richiesto l’intervento del personale sanitario. Ai militari, la vittima avrebbe riferito un quadro di violenze andato avanti per circa due anni.

“Dal venerdì pomeriggio alla domenica è questo”, avrebbe raccontato la donna ai carabinieri, spiegando di aver vissuto per lungo tempo in una spirale di paura e sopraffazione. “Ho paura che mi uccida e faccia del male a mio figlio”, avrebbe aggiunto.

La 35enne, nonostante i maltrattamenti subiti nel tempo, non aveva mai sporto denuncia prima di questa notte.

La donna è stata trasferita all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove è stata presa in cura e tenuta in osservazione. L’uomo, 42 anni, è stato arrestato dai carabinieri e condotto in carcere.

Dovrà rispondere delle accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

Caro carburante, i tassisti napoletani lanciano l’allarme: «Prezzi insostenibili, la Regione intervenga»

Napoli– La crisi internazionale morde i freni e, soprattutto, svuota i serbatoi dei lavoratori partenopei. A lanciare l’allarme è il Comitato Tassisti di Base, che ha inviato una lettera formale ai vertici della Regione Campania – indirizzata alla Presidenza e all’Assessorato ai Trasporti – per denunciare una situazione ormai al limite dell’insostenibile.

Sotto accusa c’è l’aumento esponenziale del costo del carburante, diretta conseguenza delle recenti criticità e del conflitto in corso in Medio Oriente.

Con i prezzi alla pompa che sfiorano ormai la soglia psicologica (e materiale) dei due euro al litro, i costi di gestione per le auto bianche sono schizzati alle stelle, mettendo in seria difficoltà l’operatività quotidiana del servizio di trasporto pubblico non di linea.

L’ombra della speculazione e la morsa del traffico

Ma il contesto geopolitico internazionale non è l’unico nemico della categoria. Nella missiva, il Comitato punta il dito contro due fattori che stanno trasformando il lavoro quotidiano in una vera e propria corsa a ostacoli. Da un lato, il timore concreto che dietro i rincari si nascondano fenomeni di speculazione da parte di alcuni operatori della distribuzione dei carburanti; dall’altro, una criticità tutta locale: il traffico cittadino.

Le strade congestionate di Napoli, infatti, costringono i tassisti a marce lente e continue fermate, incrementando drasticamente i consumi di carburante e vanificando ogni tentativo di ammortizzare i costi operativi. Una combinazione letale che, come sottolinea il Direttivo del Comitato, sta avendo ricadute pesanti non solo sui bilanci aziendali, ma soprattutto sui bilanci familiari dei singoli operatori.

Di fronte a questo scenario, i tassisti non si limitano alla protesta, ma chiedono un intervento istituzionale immediato. La lettera si conclude con la richiesta di convocazione urgente di un incontro con i rappresentanti della Regione Campania. L’obiettivo è sedersi a un tavolo per discutere e individuare soluzioni concrete che possano tutelare la categoria prima che la crisi metta definitivamente fuori gioco decine di lavoratori. La palla passa ora a Palazzo Santa Lucia.

Marano, l’esecuzione di «Svitapierno»: così le nuove leve hanno rottamato col piombo la vecchia camorra

L’omicidio di Castrese Palumbo, per tutti “Svitapierno”, non è solo un fatto di sangue; è un messaggio cifrato scritto con il piombo nelle strade di Marano. L’esecuzione, plateale e chirurgica, parla il linguaggio arcaico e feroce della Camorra “mafizzata”, quella che per decenni ha respirato l’aria pesante dei Nuvoletta.

Eppure, Palumbo era un uomo del passato, un “pensionato” del crimine che da anni si era ritirato nell’ombra, diventando quasi un fantasma tra i vicoli della città. Perché, dunque, rispolverare i killer per un uomo di quasi ottant’anni che aveva già appeso le armi al chiodo?

La stirpe dei Palumbo: tra suicidi e condanne

Per capire il presente, bisogna scavare nelle macerie di una famiglia segnata dalla tragedia e dalla violenza. Il nome dei Palumbo è legato a ferite mai rimarginate. C’è il mistero di Giuseppe, il figlio di Castrese, che nel 2010 decise di farla finita impiccandosi nel carcere di Sollicciano, portando con sé i segreti di una stagione di raid punitivi tra Giugliano e Pozzuoli.

E c’è il passato recente, datato settembre 2025 quello del nipote Aurelio Taglialatela, condannato a oltre 17 anni per l’omicidio volontario di Corrado Finale e il tentato omicidio di Umberto Galdiero e per l’attentato incendiario compiuto con una molotov contro l’abitazione della famiglia Galdiero nell’agosto del 2024.

Una scia di sangue che sembra non dare tregua, ma che secondo gli analisti non basta a spiegare l’agguato a “Svitapierno”. La vendetta trasversale per le azioni del nipote appare un’ipotesi troppo debole, quasi “scontata” per un delitto pianificato nei minimi dettagli.

Lo scontro generazionale: l’affronto ai “nuovi lupi”

L’ipotesi che sta prendendo corpo negli uffici della Procura è quella di un corto circuito generazionale. Marano non è più quella dei grandi patriarchi; oggi è il regno delle “nuove leve”, giovani criminali che masticano poco rispetto e molta ferocia. È possibile che Palumbo, forte del suo antico carisma, abbia superato un limite invalicabile? Forse un rimprovero di troppo, un consiglio non richiesto o un rifiuto di piegarsi alle nuove gerarchie ha decretato la fine dell’anziano boss.

In un’area dove la camorra ha sempre avuto legami strettissimi con la mafia siciliana, il rispetto dei confini è tutto. Palumbo, custode dei segreti di Poggio Vallesana, potrebbe aver commesso l’errore fatale di affrontare a viso aperto chi non ha memoria storica, ma solo fame di potere.

Il silenzio dei segreti

Difficile immaginare che un ottantenne stesse tentando di rimettere in piedi un cartello criminale per sfidare i clan egemoni. Più probabile che “Svitapierno” sia rimasto schiacciato tra il peso di ciò che sapeva e l’arroganza di chi oggi impugna le armi.

Con lui scompare un pezzo di storia della malavita maranese, un uomo che pur non essendo — come spesso erroneamente riportato — il cognato del boss Angelo Nuvoletta, ne aveva respirato l’ascesa e il declino. Ora restano solo i rilievi della Scientifica e il silenzio assordante di un territorio che aspetta di capire quale sarà la prossima mossa.

Caivano, spaccia cocaina mentre è ai domiciliari: arrestato 49enne

Non si è fermato nemmeno la misura cautelare degli arresti domiciliari a cui era già sottoposto. Salvatore Falco, 49enne di Caivano già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Caivano dopo essere stato trovato in possesso di droga pronta per essere venduta al dettaglio.

Il controllo e il sequestro

I militari dell’Arma hanno effettuato un controllo presso l’abitazione dell’uomo — la stessa in cui era costretto a rimanere per obbligo di legge — e hanno rinvenuto 19 grammi di cocaina già suddivisa in dosi, 220 euro in banconote di vario taglio ritenute provento dell’attività di spaccio e un bilancino di precisione, verosimilmente utilizzato per pesare le sostanze stupefacenti.

In carcere per spaccio

Un quadro inequivocabile, che ha portato all’arresto immediato del 49enne. Falco dovrà ora rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’autorità giudiziaria ha disposto il suo trasferimento in carcere, aggravando così la sua posizione rispetto alla misura restrittiva già in corso.

L’episodio si inserisce nel contesto di una più ampia attività di contrasto allo spaccio condotta dai carabinieri di Caivano, territorio da tempo al centro delle operazioni di sicurezza delle forze dell’ordine.

Lettere, taglia muro del centro storico per aprire un passaggio privato: scatta il sequestro

Lettere- L’altra mattina mentre il traffico di Corso Vittorio Emanuele III scorreva tra le prime commissioni della giornata, gli agenti del capitano Salvatore Giordano hanno fatto irruzione in quel frammento di storia muraria, bloccando un intervento edilizio arbitrario che rischiava di compromettere irrimediabilmente l’equilibrio paesaggistico della zona.

Il sopralluogo congiunto

L’operazione è scattata all’alba, quando una squadra della Polizia Municipale ha raggiunto il tratto di muro lungo Corso Vittorio Emanuele III, affiancata dai tecnici dell’Ufficio Urbanistica comunale. Il sopralluogo, coordinato meticolosamente dal capitano Giordano, ha rivelato immediatamente l’entità del danno: una sezione del muro di cinta, costruito con blocchi di pietra calcarea tipici dell’architettura rurale locale, era stata parzialmente demolita per creare un accesso diretto verso il terreno agricolo sottostante.

La muratura, che fino a pochi giorni prima rappresentava un elemento di continuità storica del paesaggio urbano, presentava ora uno squarcio irregolare, frutto di lavori eseguiti senza alcuna autorizzazione paesaggistica o edilizia.

Gli agenti, muniti di fotocamere e strumenti di rilevazione, hanno documentato ogni dettaglio del manomesso: le tracce di scalpello ancora fresche sulla pietra, le macerie Accumulate ai piedi del muro, l’assenza di qualsiasi cartello che indicasse un cantiere autorizzato.

La collaborazione con i tecnici comunali si è rivelata cruciale per quantificare immediatamente la gravità dell’abuso, verificando come l’intervento avesse alterato non solo l’integrità del bene architettonico ma anche la fruibilità del suolo pubblico adiacente.

L’abuso nel cuore della città

Dagli accertamenti tecnici è emerso un quadro inquietante di illegalità diffusa. Il taglio praticato nella muratura di confine — quel tradizionale “muro a secco” che caratterizza il territorio collinare dei Colli di San Domenico — è risultato privo dei necessari titoli autorizzativi previsti dal Testo Unico Edilizia e dalle normative paesaggistiche vigenti nel centro storico.

L’apertura del varco, apparentemente banale, nascondeva in realtà una rilevante trasformazione urbanistica: creare un accesso diretto tra la sede stradale e il fondo agricolo significava modificare la viabilità originaria e potenzialmente aumentare il carico antropico su un’area tutelata.

La scelta di realizzare l’intervento in pieno centro, lungo uno dei corsi principali della cittadina, ha ulteriormente aggravato la posizione dei responsabili. Il muro, oltre a delimitare la proprietà privata, rappresentava un elemento di contenimento del dissesto idrogeologico e un valore storico-architettonico riconosciuto dal Piano di Assetto del Territorio.

La sua parziale demolizione ha quindi comportato una dupla violazione: quella urbanistica e quella paesaggistica, con conseguenze potenzialmente gravi per la stabilità del versante.

Di fronte all’evidenza dei reati, la Polizia Municipale non ha esitato a procedere con il sequestro preventivo dell’area. Gli agenti hanno posto sotto sequestro penale il tratto di muro interessato dai lavori, appponendo i sigilli ufficiali e mettendo immediatamente l’immobile a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il varco abusivo è stato così posto sotto tutela, in attesa che il Comune di Lettere disponga le necessarie opere di ripristino della legalità urbanistica.

Nel corso della stessa operazione, è scattata la denuncia in stato di libertà a carico di un noto imprenditore del posto, individuato come il mandante materiale dell’intervento illecito. L’uomo, già noto alle cronache locali per attività imprenditoriali nel settore edile, dovrà ora rispondere dei reati di abusivismo edilizio e distruzione o deturpamento di bellezze paesistiche.

Il fascicolo, composto dagli atti di sequestro e dalle relazioni tecniche dell’Ufficio Urbanistico, è stato già trasmesso alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che valuterà l’ipotesi di richiesta di rinvio a giudizio per la ricostruzione dei fatti.

L’intervento della Municipale di Lettere si inserisce in una strategia più ampia di contrasto all’abusivismo edilizio nel territorio collinare, dove la pressione urbanistica spinge spesso proprietari e imprenditori a violazioni in zone sottoposte a vincoli stringenti. Il messaggio arrivato dal Comando di Giordano è chiaro: anche interventi apparentemente minori, se realizzati senza autorizzazione nel cuore del centro storico, troveranno sempre una risposta immediata da parte delle Forze dell’Ordine.

Scossa di terremoto magnitudo 2.8 sveglia l’Irpinia: avvertita anche nel Salernitano

Avellino- Una scossa di terremoto, di magnitudo 2.8 sulla scala Richter, è stata distintamente avvertita dalla popolazione questa mattina, poco dopo le 7.28.

A registrare l’evento sismico è stato l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che ha localizzato l’epicentro nel comune di Forino, in provincia di Avellino, a soli 5,6 chilometri di profondità.

Nonostante la magnitudo modesta, la natura superficiale del sisma e la posizione dell’epicentro, situato nell’area al confine tra Irpinia e provincia di Salerno, hanno fatto sì che il tremore venisse avvertito in un’area piuttosto ampia. Come spesso accade in questi casi, sono stati i social network a fare da cassa di risonanza alla paura momentanea degli abitanti.

Numerose le segnalazioni, in particolare, non solo dai comuni limitrofi dell’Avellinese, ma anche da quelli della limitrofa Valle dell’Irno, nel Salernitano, dove molti cittadini hanno riferito di aver avvertito un breve ma netto boato e una leggera vibrazione.

Al momento, dalle verifiche effettuate dalla Protezione Civile e dai Vigili del Fuoco, non risultano danni a persone o cose. I controlli sul territorio, soprattutto nei centri più prossimi all’epicentro, proseguono comunque per scongiurare qualsiasi conseguenza legata alla scossa.

Arzano, arrestato insospettabile incensurato aveva una pistola modificata in casa

Non è passato nemmeno il tempo di contare i bossoli sull’asfalto di Marano e Arzano che la risposta delle istituzioni si è fatta sentire, massiccia e tempestiva. In un territorio ferito da una nuova escalation di sangue, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno dato vita a un’operazione di controllo straordinario, trasformando l’area a nord del capoluogo in una zona blindata.

Non si è trattato di semplici pattugliamenti, ma di una vera e propria dimostrazione di forza necessaria a ristabilire il principio di autorità in piazze dove la criminalità organizzata ha tentato, ancora una volta, di alzare la voce.

Il blitz nella notte: cade un “insospettabile”

Proprio durante le perquisizioni mirate, condotte tra le strade setacciate dai militari di Castello di Cisterna e Casoria, è emerso un dato inquietante: il coinvolgimento dei cosiddetti “insospettabili”. A finire in manette è stato un 49enne di Arzano, un uomo senza precedenti penali che nascondeva in casa un arsenale tascabile.

L’arresto di un incensurato non è un dettaglio da poco; è il segno di come la rete logistica dei clan si ramifichi nel tessuto civile, utilizzando figure apparentemente pulite per custodire strumenti di morte.

L’arma modificata e i test balistici

Il pezzo forte del sequestro è una pistola calibro 8, un modello 85 modificato con una canna calibro 7.65 e un caricatore pronto all’uso. Una modifica artigianale che trasforma un simulacro in una macchina letale.

L’arma è ora nelle mani degli esperti per gli accertamenti balistici: l’obiettivo è capire se quel metallo abbia già sputato fuoco nei recenti fatti di sangue che hanno sconvolto la zona.

L’efficacia della risposta dello Stato, in questo contesto, non si misura solo nel numero di manette, ma nella capacità di prevenire il prossimo colpo. Togliere una pistola pronta a sparare dalle mani di chi si sente al sicuro tra le mura domestiche significa, potenzialmente, aver sventato il prossimo titolo di cronaca nera.

Napoli, borse griffate rubate e rivendute sui social: denunciato 28enne. E’ il fidanzato della derubata

Social network, e-commerce e influencer: strumenti capaci di raggiungere in pochi secondi migliaia di potenziali clienti in tutto il mondo. Ma la stessa velocità può trasformarsi in un boomerang quando dietro una vendita si nasconde qualcosa di illecito.

È quanto accaduto a Napoli, dove una 27enne, navigando su Instagram alla ricerca di borse griffate, si è imbattuta in un annuncio pubblicato dal profilo social di un noto negozio vintage di Chiaia.

L’influencer, seguito da decine di migliaia di utenti, aveva messo in vendita alcuni accessori firmati. Tra le immagini, però, la giovane ha riconosciuto immediatamente alcuni modelli: erano le sue borse.

Il sospetto sul fidanzato

Nella mente della ragazza il sospetto si concentra subito su una sola persona: il suo compagno, un 28enne.

La giovane lo contatta e gli propone di recarsi insieme nel negozio di via Morelli per chiarire la situazione. L’uomo, però, rifiuta di accompagnarla.
A quel punto la 27enne decide di andare comunque nel punto vendita, insieme al padre e al fratello.

La verifica nel negozio di Chiaia

Ad accoglierli è il titolare del negozio vintage, che mostra loro le borse messe in vendita. Gli accessori sembrano corrispondere proprio a quelli denunciati come scomparsi dalla ragazza a metà febbraio.

La famiglia contatta quindi i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli, intervenuti sul posto per ricostruire la vicenda.

Le ricevute e il documento del venditore

Durante gli accertamenti emergono le ricevute di acquisto rilasciate dal negozio, accompagnate dalle fotocopie dei documenti di identità dei venditori.

Per le quattro borse segnalate dalla 27enne compare un solo documento: quello del fidanzato 28enne. La vendita avrebbe fruttato all’uomo circa 4mila euro.

Il tentativo di bloccare la vendita

Secondo quanto ricostruito dai militari, una volta contattato dalla fidanzata il 28enne avrebbe telefonato al titolare del negozio chiedendogli di ritirare le borse dalla vendita.
Un tentativo arrivato però troppo tardi.

Sequestro e denuncia

Le borse sono state sequestrate dai carabinieri. Il titolare del negozio è risultato completamente estraneo ai fatti, mentre per il 28enne è scattata la denuncia.
Quanto alla relazione sentimentale tra i due protagonisti della vicenda, non è escluso che la storia d’amore sia arrivata al capolinea.

Omicidi a Marano e Arzano, il Prefetto Di Bari: «Lo Stato non arretra»

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha rilasciato una dichiarazione in relazione ai due omicidi di Marano e Arzano nella giornata di ieri “Sono attualmente in corso le indagini da parte dei Carabinieri, coordinate dall’Autorità giudiziaria, per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e individuare i responsabili”, ha dichiarato, sottolineando che “lo Stato non arretra di fronte alla violenza criminale”.

“Confidiamo pienamente nel lavoro della magistratura e dei Carabinieri, che stanno operando con la massima determinazione per fare luce su quanto accaduto. L’attenzione delle istituzioni resta altissima”, ha aggiunto Di Bari.

Rafforzamento dei controlli nell’hinterland

Il prefetto ha inoltre annunciato un deciso rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo del territorio. “Saranno intensificati i servizi di controllo e di presidio delle forze dell’ordine nell’hinterland a nord di Napoli, per garantire sicurezza ai cittadini e contrastare con fermezza ogni forma di criminalità”, ha precisato.

La Prefettura si appresta ad analizzare l’evolversi della situazione in costante raccordo con polizia, carabinieri, guardia di finanza e autorità giudiziaria. Gli episodi di Marano e Arzano saranno oggetto di approfondito esame nel prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Addio a Zia Teresa: Napoli piange l’icona verace dei social

Napoli si risveglia con un vuoto nel cuore. Zia Teresa, volto simbolo e anima della celebre pagina “Le Zie di Napoli”, si è spenta lasciando orfana una comunità digitale che, negli anni, era diventata una vera e propria famiglia allargata.

La notizia, confermata dai familiari sui canali ufficiali, ha scatenato un’immediata ondata di cordoglio, trasformando le bacheche social in un lungo, commosso abbraccio collettivo.

Un’ambasciatrice della napoletanità autentica

Zia Teresa non era una semplice “influencer” nel senso moderno del termine; era l’incarnazione della Napoli più genuina. Quella dei vicoli, della gestualità spontanea e della cucina intesa come atto d’amore.

Insieme alle altre “zie” e ai nipoti, aveva trasformato la quotidianità domestica in un fenomeno virale, capace di parlare a giovani e anziani con lo stesso linguaggio diretto e sincero.

I suoi video non erano semplici tutorial gastronomici, ma veri e propri spaccati di vita. Tra una girata alla passata di pomodoro e una battuta pronta, Zia Teresa insegnava la resilienza e la capacità di sorridere anche nelle difficoltà, rendendo il suo profilo un rifugio di leggerezza per chiunque la seguisse.

Il dolore dei “nipoti” del web

Dalla diffusione della notizia, i profili Facebook e TikTok sono stati letteralmente sommersi di messaggi. “Ci hai fatto sentire tutti tuoi nipoti” e “Napoli perde una parte del suo cuore” sono solo alcuni dei commenti che si leggono in queste ore. La sua forza dirompente risiedeva proprio nell’umiltà: nonostante i numeri da capogiro sui social, per tutti era rimasta la “donna della porta accanto”, sempre pronta a dispensare un consiglio o una risata a chi la incrociava per strada.

Un’eredità di gioia

In questo momento di lutto, la famiglia ha chiesto rispetto e privacy, pur non mancando di ringraziare le migliaia di fan per l’affetto dimostrato in questi anni di attività.

Sebbene la sua sedia resti oggi vuota, l’eredità di Zia Teresa non andrà perduta: i suoi video e la sua testimonianza di amore per la vita continueranno a vivere nella memoria digitale e nei cuori di chi, attraverso uno schermo, ha imparato a volerle bene.

Arzano, Lupoli ucciso davanti alla moglie: è riesplosa la faida

Arzano – Il rombo di un motore lanciato a tutta velocità, lo stridore delle gomme e poi il suono secco di una pioggia di piombo. Arzano ripiomba nel terrore e si conferma epicentro di una guerra di camorra mai sopita.

Nel tardo pomeriggio di ieri, intorno alle 18:00, i sicari hanno colpito ancora, uccidendo il 49enne Armando Lupoli, pregiudicato di Casavatore da poco tornato in libertà.

L’esecuzione in mezzo ai passanti

La dinamica dell’agguato restituisce l’immagine di una ferocia senza scrupoli. Il raid è iniziato in piazzale Sallustro a Casavatore: due killer in sella di un ciclomotore, con i volti coperti da caschi integrali, hanno intercettato la potente Peugeot di Lupoli. A bordo con lui c’era anche la moglie.

Ne è nato un inseguimento mozzafiato che si è concluso soltanto all’angolo tra via Mazzini e via Garibaldi. I sicari hanno aperto il fuoco incuranti dei passanti, esplodendo almeno quattro colpi che hanno perforato la carrozzeria e colpito mortalmente il conducente. La corsa della vettura è terminata con uno schianto contro un palo della luce. Inutili i soccorsi del 118: trasportato d’urgenza all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Frattamaggiore, Lupoli è deceduto poco dopo il ricovero.

Gli equilibri dei clan e il passato della vittima

Le indagini, affidate ai Carabinieri della Compagnia di Casoria e della Tenenza di Arzano, puntano dritte ai nuovi assetti del clan della 167. Armando Lupoli era infatti cugino di Salvatore Lupoli, figura di spicco della fazione guidata dai fratelli Monfregolo.

La vittima non era un nome nuovo alle cronache: nel 2018 era stato arrestato proprio insieme al cugino Salvatore (ex calciatore dell’Arzanese prestato alla criminalità) dopo una violenta rapina a mano armata in un supermercato di Sora, conclusasi con un arresto lampo nei pressi del casello di Ferentino.

L’omicidio di ieri segue di pochi mesi quello di Rosario Coppola, confermando una fibrillazione costante tra i gruppi che si contendono le piazze di spaccio e il racket sul territorio.

P.B.

 

Monaldi, 186 genitori difendono il cardiochirurgo Oppido: «Stop alla gogna mediatica»

Napoli -Un appello pubblico per fermare quella che definiscono una “gogna mediatica”. A firmarlo sono 186 genitori di bambini cardiopatici, che intervengono nel dibattito seguito alla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo un trapianto di cuore eseguito all’ospedale Monaldi di Napoli lo scorso 23 dicembre.

Nel documento diffuso nelle scorse ore, le famiglie chiedono con forza che cessino gli attacchi nei confronti del professor Guido Oppido, per anni figura di riferimento della cardiochirurgia pediatrica.

“Chiediamo con forza che finisca immediatamente la gogna mediatica contro il professor Guido Oppido”, scrivono i firmatari dell’appello.

“I nostri figli vivono grazie a quella cardiochirurgia”

Nel testo i genitori ricordano il ruolo svolto negli anni dal reparto e dai medici che si occupano di cardiopatie congenite infantili.

“Molti dei nostri bambini oggi respirano, sorridono e vivono grazie alla cardiochirurgia pediatrica”, spiegano le famiglie. Un lavoro quotidiano, sottolineano, portato avanti da medici che combattono “una battaglia silenziosa contro il tempo e contro la morte”.

Tra quei professionisti, aggiungono, per anni c’è stato anche il professor Oppido.

Secondo i genitori, l’attuale esposizione mediatica rischia di travolgere non solo una persona, ma anche “una struttura, un reparto e un’intera rete di cura da cui dipende la vita dei nostri figli”.

Il ricordo della paura vissuta in ospedale

Nel loro appello le famiglie raccontano anche l’esperienza personale vissuta accanto ai figli ricoverati.

“Siamo madri e padri che hanno guardato negli occhi la paura più grande, quella di perdere un figlio”, scrivono. Molti di loro ricordano le notti trascorse nei corridoi degli ospedali, con l’ansia davanti alle porte delle sale operatorie in attesa di notizie.

Proprio per questo, sostengono, la vicenda del piccolo Domenico non dovrebbe trasformarsi in uno scontro mediatico.

“Rispetto e verità nelle sedi opportune”

I 186 firmatari parlano di una “ferita profonda” per le famiglie che convivono quotidianamente con la malattia dei propri figli.

“Trasformare questa tragedia in uno spettacolo mediatico – spiegano – colpisce tutte le famiglie che ogni giorno combattono questa battaglia”.

Da qui la richiesta finale: rispetto, responsabilità e l’accertamento della verità nelle sedi competenti, senza alimentare polemiche che – secondo i genitori – rischiano di minare la speranza di chi è ancora in attesa di cure salvavita.

L’oroscopo dell’8 marzo 2026 di Paolo Tedesco

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La situazione astrale di domenica 8 marzo 2026. Il cielo di questa domenica è dominato da una Luna in Vergine che ci spinge a mettere ordine, sia nelle stanze di casa che nei pensieri. L’atmosfera è pratica, dedicata ai piccoli piaceri e alla cura di sé.

Venere in Ariete accende la scintilla del coraggio in amore, mentre Mercurio in Pesci ci invita a comunicare con il cuore, ma attenzione a non perdersi in fraintendimenti. Giove in Gemelli allarga i nostri orizzonti mentali, regalandoci curiosità e voglia di imparare qualcosa di nuovo.

Ariete (21 marzo – 19 aprile)

Amore: Con Venere nel segno, siete irresistibili. La vostra carica magnetica è alle stelle. Per i single, un incontro inaspettato durante una passeggiata o un’attività sportiva potrebbe accendere la miccia. Per le coppie, è il momento di portare una ventata di novità: organizzate un’avventura improvvisata.
Lavoro: Giornata di staccare la spina. La mente fervida, però, potrebbe partorire un’idea brillante per un progetto futuro. Segnatevela!
Salute: Energia fisica elevata. Sfruttatela con un’attività all’aria aperta. Attenzione solo a piccoli infortuni dovuti alla fretta.
Finanze: Evitate acquisti impulsivi. Il “lo voglio e lo prendo” potrebbe farvi pentire domani.

Toro (20 aprile – 20 maggio)

Amore: La Luna in Vergine vi rende teneri e premurosi. È il giorno ideale per coccolare il partner con gesti concreti, come preparare la sua colazione preferita. I single potrebbero sentirsi particolarmente nostalgici: non rimuginate sul passato, il presente ha molto da offrire.
Lavoro: Organizzazione è la parola chiave. Approfittate della calma domenicale per fare ordine tra le carte o pianificare la prossima settimana. La chiarezza mentale vi ripagherà.
Salute: Benessere generale. Prestate attenzione alla gola: un colpo di freddo è in agguato.
Finanze: Giornata di stabilità. Niente spese folli, ma potreste concedervi un piccolo lusso per il piacere personale, magari un buon libro o un buon vino.

Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

Amore: Giove nel segno vi dona un fascino comunicativo unico. Siete chiacchieroni e brillanti. In coppia, una conversazione profonda vi farà sentire più uniti. Per i single, una chiacchierata al bar potrebbe trasformarsi in un numero di telefono scambiato.
Lavoro: La mente è proiettata al futuro, a nuovi progetti e possibilità. Sognare è lecito, ma oggi godetevi il riposo.
Salute: Nervi a fior di pelle. Troppi stimoli potrebbero affaticarvi. Concedetevi una pausa di silenzio e relax.
Finanze: Potreste ricevere un’idea su come recuperare un vecchio credito o ottimizzare una spesa. Tenetela a mente.

Cancro (21 giugno – 22 luglio)

Amore: Giornata di introspezione. Sentite il bisogno di ritirarvi nel vostro guscio con la persona amata. Una domenica casalinga e intima è quello che ci vuole. I single potrebbero sentirsi un po’ soli; chiamate un amico caro, vi tirerà su il morale.
Lavoro: Lasciate perdere. Oggi la priorità è la famiglia e il focolare domestico. Qualsiasi pensiero lavorativo può aspettare domani.
Salute: Sistemate l’alimentazione. La Luna in Vergine favorisce una dieta leggera e depurativa. Bevete molta acqua.
Finanze: Siete in una fase di risparmio e consolidamento. Bene così, la vostra sicurezza futura dipende da queste scelte oculate.

Leone (23 luglio – 22 agosto)

Amore: La vostra creatività è al servizio dell’amore. Organizzate qualcosa di spettacolare per il partner, una cena a lume di candela o un regalo inaspettato. Single: il vosto sorriso e la vostre generosità faranno colpo su qualcuno che vi osserva da lontano.
Lavoro: Un’idea innovativa vi frulla per la testa. Potrebbe essere il momento giusto per iniziare a svilupparla, magari facendo due chiacchiere con persone fidate.
Salute: Il cuore ha bisogno di ossigeno. Fate una bella camminata o una corsa. Il contatto con il sole vi ricaricherà.
Finanze: Qualche spesa per il tempo libero o per i figli è prevista. Niente di preoccupante, anzi, investire nella felicità non ha prezzo.

Vergine (23 agosto – 22 settembre)

Amore: La Luna è nel vostro segno, rendendovi più sensibili e attenti del solito. Siete magnetici e affascinanti. In coppia, capirete al volo cosa desidera l’altro. I single potrebbero attrarre persone proprio grazie alla loro aria pratica e rassicurante.
Lavoro: La vostra mente analitica è in piena attività. Perfetto per fare bilanci e liste di cose da fare. Approfittatene per organizzare la settimana lavorativa.
Salute: Ottima forma fisica e mentale. La Luna nel segno porta benessere. Ascoltate il vostro corpo: vi dirà esattamente di cosa ha bisogno.
Finanze: Giornata di controlli. Date un’occhiata al conto corrente e verificate che non ci siano addebiti anomali. La prudenza non è mai troppa.

Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

Amore: Domenica all’insegna dell’armonia. Cercate il dialogo e la comprensione con il partner. Siate diplomatici. I single potrebbero trovarsi a fare da paciere tra amici, ma questo vi farà brillare agli occhi di qualcuno.
Lavoro: Siete in una fase creativa, ma anche un po’ confusa. Lasciate che le idee si sedimentino. Oggi è meglio dedicarsi all’arte o alla musica.
Salute: Attenzione agli eccessi a tavola. La gola è tentata, ma un passo falso oggi si farà sentire domani. Moderate i dolci.
Finanze: Piccoli acquisti per la casa o per l’estetica. Concedetevi qualcosa che vi faccia sentire belli e a vostro agio.

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

Amore: Passione e mistero. Con voi non ci si annoia mai. In coppia, potreste essere particolarmente intensi e desiderosi di intimità. I single potrebbero vivere un incontro folgorante e magnetico, quasi fosse scritto nel destino.
Lavoro: Indagini e ricerche. Se avete un progetto in sospeso, oggi è il giorno giusto per approfondirlo e scoprire dettagli che vi erano sfuggiti.
Salute: Energia profonda da incanalare. Lo yoga o le discipline olistiche fanno per voi. Attenzione alla sfera emotiva, non reprimetela.
Finanze: Gestite con riserbo le vostre risorse. Non siete propensi a parlare di soldi con gli altri, e fate bene. Tenete d’occhio gli investimenti comuni.

Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

Amore: Voglia di evasione e di libertà. Proponete al partner una gita fuori porta, magari in un posto che non conoscete. I single: l’amore potrebbe arrivare da lontano, o durante un viaggio. Siate aperti alle culture diverse.
Lavoro: Ottimismo e visione d’insieme. Oggi riuscite a vedere il quadro completo di un progetto che vi sta a cuore. L’entusiasmo è alle stelle.
Salute: Attenzione agli eccessi di ottimismo. Potreste strafare con lo sport o con le attività all’aperto. Ascoltate i segnali di stanchezza.
Finanze: Entrate e uscite legate a progetti culturali o di studio. Un investimento nella vostra formazione è sempre una scelta saggia.

Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

Amore: La vostra riservatezza oggi è il vostro punto di forza. In coppia, un gesto semplice e concreto varrà più di mille parole. I single potrebbero essere attratti da persone mature e affidabili, che ispirano sicurezza.
Lavoro: La carriera è sempre al primo posto, ma oggi concedetevi una tregua. Usate la testa per pianificare la scalata, non per arrampicarvi.
Salute: Le ossa e le articolazioni chiedono attenzione. Evitate sforzi eccessivi e movimenti bruschi. Un massaggio rigenerante sarebbe l’ideale.
Finanze: Siete maestri nel risparmio. Oggi potreste trovare un modo intelligente per far fruttare le vostre risorse o per tagliare una spesa superflua.

Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)

Amore: Amicizia e amore si confondono. Per le coppie, condividere una giornata con gli amici sarà il modo migliore per stare insieme. I single: non sottovalutate le potenzialità di un’amicizia. Oggi potrebbe nascere qualcosa di più.
Lavoro: Siete pieni di progetti innovativi e visionari. La vostra mente è in anticipo sui tempi. Confrontatevi con i colleghi, le loro idee potrebbero arricchire le vostre.
Salute: La circolazione potrebbe essere un po’ pigra. Muovetevi e non state fermi troppo a lungo.
Finanze: Idee originali per guadagnare. Potreste avere un’intuizione su un nuovo modo di fare business, magari legato al web o alle nuove tecnologie.

Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

Amore: Mercurio nel segno vi rende poetici e sognatori. Dedicherete al partner parole dolci e pensieri profondi. I single vivranno una giornata all’insegna del romanticismo, magari per un film o una canzone che li emoziona. Lasciatevi andare.
Lavoro: La vostra intuizione è altissima. Ascoltate quella vocina interiore che vi suggerisce la strada da prendere. Oggi è un giorno di ascolto più che di azione.
Salute: Piedi e sistema linfatico sono sotto i riflettori. Una bella camminata a piedi nudi sull’erba o una doccia rigenerante vi faranno un gran bene.
Finanze: Potreste sentirvi confusi riguardo a una spesa da fare. Non agite d’impulso. Dormiteci su, domani sarà più chiaro.

Il consiglio astrologico di Paolo Tedesco

“Cari amici, in questa domenica di marzo, con la Luna pratica in Vergine, il mio consiglio è di tornare all’essenziale. Siamo così presi dalla corsa della vita che dimentichiamo il piacere delle cose semplici: il profumo del caffè al mattino, l’ordine di una libreria, una telefonata sincera. Approfittate di questa energia per fare ordine, sì, ma non solo nelle stanze. Fate ordine nel cuore. Buttate via le rancore inutili, riordinate le priorità e create spazio per le cose belle che devono ancora arrivare. La primavera è alle porte, preparatevi ad accoglierla con leggerezza.”

Il commento finale

La domenica dell’8 marzo 2026 si presenta come una gioranta di transizione e preparazione. Dopo un sabato probabilmente dedicato allo svago, le stelle ci invitano a un graduale ritorno alla concretezza, senza però toglierci la poesia.

La Luna in Vergine è un’amica preziosa: ci dà la lucidità per guardare alla settimana che verrà con occhi pratici, per pianificare senza ansia. L’influenza di Venere in Ariete e Mercurio in Pesci crea un contrasto affascinante tra il coraggio di osare in amore e la delicatezza con cui dovremmo esprimere i nostri sentimenti.

In definitiva, è un giorno perfetto per coccolare il corpo e lo spirito, per dedicarsi a hobby manuali, per leggere un libro che ci insegni qualcosa di nuovo (grazie, Giove in Gemelli) e per preparare il terreno. Non aspettiamoci colpi di scena rivoluzionari, ma piuttosto quelle piccole epifanie quotidiane che ci fanno capire chi siamo e dove stiamo andando. Una domenica all’insegna della qualità della vita. Buona domenica a tutti!

Omicidio ad Arzano: ucciso Armando Lupoli

Arezano- Poco dopo le 19 di questa sera  i carabinieri sono intervenuti a via Mazzini per la segnalazione di persona colpita da colpi d’arma da fuoco. Arrivati sul posto, i militari hanno trovato personale del 118 che stava già trasportando nel pronto soccorso di Frattamaggiore Armando Lupoli, 39enne di Arzano già noto alle forze dell’ordine.

La dinamica

L’uomo era stato centrato da alcuni colpi d’arma da fuoco in diverse parti del corpo ed è deceduto una volta arrivato in ospedale.

Le indagini

Sul posto dell’agguato i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello Di Cisterna sono impegnati nel ricostruire l’esatta dinamica dell’evento. Indagini in corso.

E’ ilk secondo agguato che si consuma in provincia di Napoli nella giornata di oggi dopo l’omicidio di stamane a Marano dell’anziano ras del clan Nuvoletta, Castrese Palumbo.

Cervinara, colpo di scena in Tribunale: prosciolta avvocatessa

Avellino – Si chiude con una sentenza di non doversi procedere la complessa vicenda giudiziaria che vedeva coinvolta M.V.C., 60enne avvocatessa di Cervinara. Il Tribunale di Avellino, accogliendo integralmente le tesi difensive presentate dall’avvocato Vittorio Fucci, ha messo il punto finale a un iter processuale tortuoso, segnato da ribaltamenti di fronte e decisioni della Suprema Corte.

Il ribaltamento della Suprema Corte

Il verdetto odierno giunge a circa un anno di distanza da una fondamentale decisione della Seconda Sezione della Corte di Cassazione. Gli Ermellini, accogliendo il ricorso per la rescissione del giudicato proposto dall’avvocato Fucci, avevano infatti annullato la condanna che pesava sulla professionista.

L’avvocatessa era finita al centro delle cronache nazionali per l’accusa di truffa con l’aggravante della recidiva reiterata specifica. Secondo l’impianto accusatorio, la donna si sarebbe falsamente spacciata in passato come sorella di un noto magistrato.

Dal carcere al proscioglimento

Il caso di M.V.C. è emblematico per la sua evoluzione temporale: la donna era stata condannata in primo grado ad Avellino, sentenza poi confermata sia dalla Corte d’Appello di Napoli che, in un primo momento, dalla stessa Cassazione.

A causa di quel verdetto, divenuto definitivo, l’avvocatessa aveva già scontato la pena inflitta. Tuttavia, la successiva vittoria legale della difesa in sede di legittimità ha riaperto i giochi, portando all’annullamento della condanna e alla celebrazione di un nuovo processo davanti al Tribunale irpino.

Nel nuovo dibattimento, la strategia difensiva dell’avvocato Vittorio Fucci è riuscita a scardinare definitivamente il quadro accusatorio. Il Tribunale di Avellino ha infine sancito la fine della vicenda giudiziaria per la nota professionista di Cervinara, ponendo fine a un calvario legale durato anni.

Droga nascosta nella cassetta della posta: arrestato 19enne a Porta Nolana

Blitz della Polizia di Stato nell’area di Porta Nolana. Nella mattinata di oggi gli agenti del commissariato Vicaria-Mercato hanno arrestato un 19enne napoletano con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

L’intervento è scattato durante i normali servizi di controllo del territorio nel quartiere Mercato, una zona spesso monitorata dalle forze dell’ordine per contrastare il traffico di droga.

Lo scambio sospetto in vico Pergola a Nolana

I poliziotti, mentre transitavano in vico Pergola a Nolana, hanno notato un giovane che si muoveva con atteggiamento sospetto. Il 19enne si è avvicinato a una cassetta postale, da cui ha estratto un involucro.

Subito dopo, in cambio di una banconota, ha consegnato qualcosa a un’altra persona. Quest’ultima, una volta ricevuto l’oggetto, si è allontanata rapidamente facendo perdere le proprie tracce.

La scena non è sfuggita agli agenti, che sono intervenuti immediatamente per bloccare il presunto pusher.

La perquisizione e il sequestro della droga

Raggiunto e fermato, il giovane è stato sottoposto a controllo. Addosso gli agenti hanno trovato 20 involucri di hashish, per un peso complessivo di circa 32 grammi, oltre a 160 euro in contanti, suddivisi in banconote di diverso taglio, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Alla luce di quanto accertato, il 19enne è stato arrestato dalla Polizia di Stato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. La droga e il denaro sono stati sequestrati.

Caso Domenico, dubbi su farmaco somministrato a Bolzano

Potrebbe esserci anche un errore nel dosaggio di un farmaco alla base della vicenda del cuore di Domenico Caliendo, espiantato e poi congelato erroneamente con ghiaccio secco.

Secondo quanto emerge dalla relazione degli ispettori del Ministero della Salute e del Centro nazionale trapianti, dopo i sopralluoghi effettuati all’ospedale Monaldi di Napoli e all’ospedale di Bolzano, un anestesista della struttura altoatesina avrebbe somministrato un quantitativo non corretto di un medicinale che potrebbe aver danneggiato l’organo prima dell’espianto.

La ricostruzione è riportata oggi dal quotidiano La Repubblica.

Il legale: “Sarà l’autopsia a stabilire se il cuore era già compromesso”

A fare il punto è l’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi.

“Questo aspetto verrà accertato dall’autopsia, attraverso gli esami sui tessuti”, spiega il legale, sottolineando tuttavia che l’eventuale danno provocato dal farmaco non cambierebbe la ricostruzione delle responsabilità già emerse.

“In ogni caso – afferma – ciò non muta il quadro delle responsabilità dell’equipe del Monaldi”.

Le anomalie nella missione del team napoletano

Dalle prime verifiche investigative emergerebbero infatti altre criticità legate alla gestione dell’espianto e al lavoro dell’equipe napoletana.

Secondo quanto riferito dall’avvocato Petruzzi, il team del Monaldi sarebbe partito per la missione senza un perfusionista, figura tecnica fondamentale nelle procedure di conservazione e gestione degli organi.

Inoltre la dottoressa Farina avrebbe chiesto che l’infusione del liquido necessario alla procedura venisse eseguita da un’altra persona.

L’infusione interrotta e l’intervento del chirurgo di Innsbruck

Dalla ricostruzione emergerebbe anche che sarebbe stata la stessa dottoressa del Monaldi a indicare quantità e tempi di infusione del liquido.

La procedura, tuttavia, non sarebbe stata completata. L’infusione sarebbe stata interrotta dopo l’intervento di un chirurgo proveniente da Innsbruck, che avrebbe segnalato un anomalo rigonfiamento del fegato e del cuore.

Sarebbe stato lo stesso chirurgo a intervenire direttamente per gestire la situazione e cercare di risolvere la criticità emersa durante la fase della procedura.

Napoli, pusher senza patente arrestato ai Decumani

Un uomo di 38 anni, napoletano e già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato nel pomeriggio di ieri dalla Polizia di Stato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’operazione è stata condotta dagli agenti del Commissariato Decumani durante un servizio di controllo del territorio nella zona di Calata Santi Cosma e Damiano, nel centro storico.

Durante il controllo, i poliziotti hanno fermato il 38enne trovandolo in possesso di 3.100 euro in contanti, suddivisi in banconote di diverso taglio. Dagli accertamenti è inoltre emerso che l’uomo era alla guida senza patente, violazione già contestata in passato e quindi reiterata nel biennio.

La perquisizione nell’abitazione

Insospettiti dalla situazione, gli agenti hanno deciso di approfondire i controlli procedendo con una perquisizione nell’abitazione dell’uomo. All’interno dell’appartamento sono stati rinvenuti diversi elementi riconducibili all’attività di spaccio.

In particolare, i poliziotti hanno sequestrato 28 bustine di cocaina, per un peso complessivo di circa 11 grammi, oltre a un involucro di marijuana. Nell’abitazione sono stati inoltre trovati un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga, strumenti tipicamente utilizzati per la preparazione delle dosi.

Sequestrate anche munizioni di diversi calibri

Nel corso della perquisizione sono state scoperte anche munizioni detenute illegalmente:

10 cartucce calibro 7.65,

una cartuccia calibro 22,

6 cartucce calibro 38.

Per questo motivo il 38enne è stato denunciato anche per detenzione illecita di munizionamento, sia per arma comune da sparo sia per arma da guerra.

Al termine delle operazioni, l’uomo è stato arrestato per detenzione di droga ai fini di spaccio. A suo carico sono scattate inoltre le denunce per detenzione illegale di munizioni e per guida senza patente reiterata.

Giugliano, auto con targa straniera e una sirena della polizia: 2 denunciati

Giugliano – Una pattuglia notturna si trasforma nella scoperta di un piccolo arsenale di targhe contraffatte e di un’auto con segni distintivi alterati. I Carabinieri della sezione Radiomobile della Compagnia di Giugliano in Campania, durante un ordinario servizio di controllo del territorio, hanno fatto centro in via Santa Maria a Cubito, finendo per smantellare un deposito abusivo di veicoli e componenti.

La periferia e un’intuizione

L’attenzione dei militari, in percorrenza lungo la via, è stata catturata da un dettaglio fuori posto: nella parte più rurale e meno illuminata della strada, alcune luci filtravano dalle fessure della saracinesca di un locale apparentemente abbandonato e fatiscente. Scesi dalla “gazzella”, i Carabinieri si sono avvicinati per un accertamento, percependo subito un via vai di voci all’interno. Si parlava di auto e di targhe.

La scoperta nel box

Alla richiesta di aprire, i militari si sono trovati di fronte a due uomini, un 37enne e un 28enne, entrambi del posto, sorpresi mentre discutevano appoggiati a una Volkswagen Golf con targa straniera. L’atteggiamento iniziale è apparso fin da subito spavaldo: “Cosa cercate?”, hanno chiesto, tentando di mascherare l’imbarazzo. Un atteggiamento che non ha ingannato gli investigatori, i quali hanno immediatamente avviato un controllo approfondito.

Targa falsa, sirena e 33 “cloni”

L’ispezione del veicolo ha subito rivelato le prime incongruenze: la targa serba esposta non corrispondeva al numero di telaio dell’auto. All’interno dell’abitacolo, un altro particolare ha fatto scattare l’allarme: una sirena, del tipo in uso alle forze di polizia, illegalmente detenuta. Ma il colpo di scena è arrivato con l’apertura del cofano, dove gli uomini dell’Arma hanno rinvenuto un vero e proprio bottino: ben 33 targhe di nazionalità straniera, verosimilmente clonate e pronte per essere utilizzate su altri veicoli.

Abusivismo e denunce

Il locale stesso è risultato essere un deposito abusivo, privo di qualsiasi autorizzazione. Per i due italiani, al termine degli accertamenti, è scattata la denuncia in stato di libertà. Dovranno ora rispondere alle accuse di falsità materiale commessa da privato e possesso di segni distintivi contraffatti.

Gli investigatori non escludono che il materiale sequestrato potesse essere destinato a una più ampia rete di riciclaggio o di elusione di vincoli assicurativi e fiscali. Indagini sono in corso per ricostruire la provenienza delle targhe e l’eventuale coinvolgimento di altre persone.

Marano, killer in azione nel feudo dei Nuvoletta: ucciso l’anziano ras Castrese Palumbo ‘o svitapierno

Marano – Il silenzio di via Svizzera è stato spezzato dal fragore secco di dodici colpi di calibro 9. Un’esecuzione in pieno stile militare quella che, nel cuore di Marano, ha spento la vita di Castrese Palumbo, 79 anni, detto ‘o svitapierno, figura storica del panorama criminale locale.

Il corpo dell’uomo è stato rinvenuto riverso sul sedile di guida della sua Toyota Yaris, proprio all’angolo con Corso Europa, in un quadrante della città che per decenni è stato terreno di confine e di potere.

L’agguato e i colpi di grazia

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, il commando di killer sarebbe entrato in azione con precisione chirurgica. Almeno dodici i bossoli recuperati a terra dai carabinieri della Compagnia di Marano, intervenuti tempestivamente sul posto. I sicari hanno mirato dritto al bersaglio grosso: diversi proiettili hanno centrato Palumbo alla testa, non lasciandogli alcuno scampo.

Un “lavoro” pulito, rapido, tipico di chi sa come muoversi tra i vicoli di un territorio dove anche le mura sembrano avere occhi.

Il profilo: un fedelissimo dei Nuvoletta

Castrese Palumbo non era un nome qualunque per gli archivi della DDA. Già noto alle forze dell’ordine per numerosi precedenti, il suo nome è indissolubilmente legato alla storia dei Nuvoletta, il clan “dei signori” di Marano. Il nipote di Castrese Palumbo si trova attualmente in carcere per l’omicidio di Corrado Finale, il giovane morì travolto un anno e mezzo fa in auto dopo un litigio.

Le piste: vendetta o nuovo assetto?

L’area dove è avvenuto il delitto è ora presidiata dai militari che stanno effettuando i rilievi tecnici e cercando eventuali telecamere di videosorveglianza che possano aver ripreso la fuga dei killer. L’ombra del clan Nuvoletta, o di ciò che resta dei suoi assetti storici, torna a farsi pesante su Marano.

Resta da capire se l’omicidio di Palumbo sia un regolamento di conti per vecchi rancori mai sopiti o se rappresenti l’inizio di una nuova fibrillazione per il controllo dei traffici illeciti in una zona dove il vuoto di potere non dura mai troppo a lungo.