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Perché dovremmo riflettere di più sulle nostre tracce digitali nella vita quotidiana

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Il tempo che passiamo online non riguarda più solo la lettura delle notizie o lo scorrere dei social. Molte attività quotidiane si svolgono ormai su internet: operazioni bancarie, acquisti, comunicazioni di lavoro e perfino alcune pratiche amministrative. Tutto questo rende la vita più semplice e veloce, ma comporta anche una conseguenza spesso sottovalutata: ogni azione lascia una traccia digitale.

Con il passare degli anni, la nostra vita si è intrecciata sempre di più con strumenti e servizi online. Per questo la sicurezza digitale non è più soltanto una questione tecnica che riguarda gli esperti informatici. È diventata una parte concreta della routine quotidiana di chiunque utilizzi internet.

Account quotidiani e piccole abitudini che fanno la differenza

Molte persone pensano alla sicurezza online solo quando sentono parlare di attacchi informatici o violazioni di dati. In realtà, molti problemi nascono da comportamenti molto comuni. Usare la stessa password per più servizi o scegliere parole facili da ricordare può sembrare pratico, ma rende gli account più vulnerabili.

Per questo motivo creare password difficili da indovinare è uno dei primi passi per proteggere i propri profili online. Alcuni strumenti possono aiutare a generare combinazioni casuali di lettere, numeri e simboli. Ad esempio, utilizzare un generatore password può facilitare la creazione di credenziali più solide, evitando soluzioni troppo semplici o ripetute su più piattaforme.

Naturalmente una password forte non risolve ogni problema di sicurezza, ma rappresenta una base importante per proteggere molti servizi digitali che utilizziamo ogni giorno.

Perché la nostra vita digitale è diventata più delicata

Negli ultimi anni la quantità di informazioni condivise online è cresciuta in modo evidente. Oltre ai social network, gli utenti inseriscono dati personali su siti di e-commerce, piattaforme di prenotazione, applicazioni e servizi digitali di ogni tipo.

Questa situazione può portare ad alcune criticità:

  • le stesse credenziali vengono spesso riutilizzate su diversi servizi
  • password troppo semplici possono essere individuate facilmente da strumenti automatici
  • dati associati a un account possono circolare tra piattaforme diverse

Per comprendere meglio questi rischi, diverse istituzioni pubbliche pubblicano guide e materiali informativi. Il Garante per la Protezione dei Dati Personali, ad esempio, mette a disposizione indicazioni utili su come proteggere credenziali e dati personali online.

Anche le organizzazioni devono affrontare la stessa sfida

La sicurezza digitale non riguarda soltanto i singoli utenti. Anche aziende, enti pubblici e organizzazioni devono proteggere sistemi e account utilizzati ogni giorno dai dipendenti.

Servizi come posta elettronica, archiviazione cloud e piattaforme interne contengono spesso informazioni importanti. Per questo molte organizzazioni adottano strumenti come autenticazione a due fattori, gestione centralizzata delle password e sistemi di controllo degli accessi.

Indicazioni su queste pratiche sono disponibili anche nelle risorse pubblicate da enti pubblici dedicati alla sicurezza informatica, come la Polizia Postale, che diffonde regolarmente consigli per riconoscere rischi digitali e proteggere i propri account.

Anche un piccolo incidente informatico può avere conseguenze rilevanti, come perdita di dati, interruzioni operative o problemi reputazionali.

Piccoli accorgimenti che contano nel tempo

Quando si parla di sicurezza digitale si pensa spesso a tecnologie complesse o a soluzioni molto tecniche. In realtà, per la maggior parte delle persone la protezione online parte da gesti semplici: usare password diverse per servizi diversi, prestare attenzione ai link sospetti e aggiornare regolarmente le proprie credenziali.

Man mano che internet diventa sempre più integrato nella vita quotidiana, anche la protezione dei dati personali diventa una responsabilità condivisa. Piccole abitudini adottate ogni giorno possono contribuire, nel tempo, a rendere l’ambiente digitale più sicuro per tutti.

Castellammare, tenta di sfondare la porta di casa con un coltello: arrestato figlio violento

Castellammare – È un fenomeno preoccupante, sempre più frequente e troppo spesso sottovalutato. Quello delle aggressioni dei figli ai genitori è un volto oscuro delle cronache familiari, un segnale di disagio che si consuma tra le mura domestiche e che racconta storie di dipendenza, rabbia e disperazione.

Vicende in cui l’affetto incondizionato di una madre o di un padre si scontra con la richiesta ossessiva di denaro, spesso legata alla droga. Episodi difficili da raccontare, ma necessari per comprendere la portata di un problema che colpisce famiglie sempre più spesso.

Il dramma a Castellammare di Stabia

L’ultimo episodio si è verificato a Castellammare di Stabia, dove un giovane di 22 anni ha tentato di sfondare la porta di casa della madre armato di coltello.

Dall’altra parte dell’ingresso, la donna ha provato a resistere, mentre il figlio cercava di forzare la porta con la lama usata come un ariete improvvisato. Alla base del gesto, secondo quanto emerso, la richiesta insistente di denaro per acquistare una dose di droga.

Non era la prima volta che il giovane metteva in atto comportamenti violenti nei confronti della madre.

L’intervento dei carabinieri e l’arresto

La porta ha retto fino all’arrivo dei carabinieri, allertati per la situazione di pericolo. I militari sono intervenuti rapidamente, bloccando il 22enne.

Per lui sono scattate le manette e il trasferimento nel carcere di Poggioreale, dove è stato condotto in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

Un episodio che riaccende i riflettori su una forma di violenza domestica meno raccontata ma altrettanto drammatica: quella che vede i genitori trasformarsi, loro malgrado, nelle vittime dei propri figli.

Mercato San Severino, il filo di Francesco: la reliquia che unisce le comunità

Nell’ambito delle iniziative promosse per l’VIII centenario del Transito di San Francesco, un ruolo di particolare rilievo sul territorio campano è svolto dal Convento–Parrocchia Sant’Antonio di Padova di Mercato San Severino, guidato dai Frati Minori. Qui, già dal 2 marzo, e fino al prossimo mese di giugno, si susseguiranno concerti, mostre ed eventi culturali che accompagneranno la comunità in un intenso percorso spirituale e artistico dedicato alla figura del Santo di Assisi.

In questo calendario ricco di appuntamenti, spicca la serata del 13 marzo, alle ore 20.00, dedicata a Padre Enzo Fortunato e al suo libro “E se tornasse San Francesco?”, pubblicato da Edizioni San Paolo nell’ottobre 2025. Il volume nasce da una domanda volutamente provocatoria, pensata per interrogare il nostro tempo: quale sarebbe oggi l’impatto del Santo di Assisi di fronte a un mondo attraversato da conflitti sempre più estesi e dolorosi?

«San Francesco saprebbe rispondere da uomo di pace qual è stato, invitandoci ancora una volta a essere strumenti di pace», ha dichiarato l’autore in un’intervista. Una riflessione che rende il libro particolarmente attuale e che offrirà alla comunità un’occasione preziosa di dialogo e approfondimento.

Padre Enzo Fortunato, francescano dal forte carisma e tra le voci più autorevoli nella divulgazione del pensiero del Santo di Assisi, con la sua presenza agli eventi del convento di Mercato San Severino arricchisce la rassegna, offrendo al pubblico una riflessione profonda sul tema centrale delle celebrazioni. Teologo, giornalista e comunicatore instancabile, Padre Enzo unisce competenza, creatività e una rara capacità di rendere attuale il messaggio francescano.

La sua attività di divulgatore lo rende una presenza costante nel panorama mediatico: è spesso conduttore o ospite di programmi televisivi e radiofonici dedicati alla spiritualità, alla cultura e ai cammini dell’anima. Il suo spazio televisivo più noto è la trasmissione “In Cammino” su Rai 3, proposta in diverse versioni – tra arte e fede, sui sentieri dell’anima, e gli speciali dedicati ai momenti significativi dell’anno liturgico.

L’impegno profuso negli anni, insieme alla sua dedizione e alla sua tenacia, non sono passati inosservati a Papa Francesco, che lo ha voluto a Roma affidandogli il ruolo di direttore della Comunicazione della Basilica di San Pietro e quello di coordinatore della Giornata Mondiale dei Bambini. Un servizio che Padre Enzo ha definito «una cosa bellissima ma anche delicata; delicatissima e straordinaria».

Accanto a questi incarichi, Padre Enzo Fortunato è anche direttore della rivista Piazza San Pietro, il magazine ufficiale della Basilica Papale, dove cura editoriali e approfondimenti dedicati alla vita della Chiesa, ai temi sociali e culturali, alla spiritualità e all’attualità. Un impegno che conferma la sua capacità di coniugare comunicazione, fede e visione pastorale.

Il calendario predisposto dai Frati Minori esprime pienamente l’intento di suscitare un rinnovato interesse verso la figura del Santo di Assisi, attraverso una serie di iniziative di grande valore spirituale e culturale. Tra queste spicca la peregrinatio della reliquia di San Francesco, un frammento della corda con cui il Patrono d’Italia cingeva il proprio saio. Un oggetto sacro che, attraverso il suo viaggio tra le comunità, diventa il filo simbolico che unisce il territorio in un tempo che chiede fraternità e speranza.

Di seguito le prossime tappe della peregrinatio della reliquia, che continuerà a visitare le comunità del territorio fino al 29 marzo:

  • Giovedì 12 marzo – Unità pastorale di Piano di Montoro – Figlioli – San Bartolomeo, Parrocchia San Giovanni Battista e San Nicola da Tolentino
  • Sabato 14 marzo – Torchiati di Montoro, Parrocchia SS. Salvatore e San Martino
  • Domenica 15 marzo – Sarno, Convento San Francesco (mattina) – Siano, Parrocchia Santa Maria delle Grazie (pomeriggio)
  • Mercoledì 18 marzo – Castel San Giorgio, Parrocchia Santa Maria delle Grazie

Oltre alla peregrinatio e all’importante appuntamento con Padre Enzo Fortunato, capace di offrire uno sguardo illuminato sulla figura di San Francesco, i Frati Minori del convento di Mercato San Severino hanno scelto di ampliare lo sguardo e nutrire la comunità con una serie di eventi culturali, ulteriori occasioni di incontro e di riflessione.

Art performance di Salino Matta (16 maggio) – Musica e pittura s’intrecciano dando vita ad uno spettacolo dalla forte carica emotiva.

Concerto-meditazione di giugno

Mostra “San Francesco: un volto, una storia”

Un periodo intenso dedicato a San Francesco, che invitiamo a seguire per riscoprire quel senso di pace, fraternità e cura reciproca, che è  il cuore vivo della spiritualità francescana.

Circumvesuviana, i comitati dei pendolari scrivono a Regione e Ue: «Fate presto»

Napoli – Un appello urgente alle istituzioni, italiane ed europee, per fermare quello che i pendolari definiscono da anni “lo sfascio della Circumvesuviana”. È questo il contenuto della lettera aperta dal titolo “Fare presto!”, inviata dai rappresentanti dei comitati pendolari delle linee vesuviane di Eav alla Commissione europea, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, alla Procura generale della Corte dei Conti, al prefetto di Napoli, al presidente della Regione Campania e all’assessore regionale ai Trasporti.

A firmare il documento sono Enzo Ciniglio, portavoce del gruppo Facebook “No al taglio dei treni della Circumvesuviana”; Salvatore Ferraro, portavoce del gruppo social “Circumvesuviana-Eav”; Marcello Fabbrocini, presidente del comitato civico Cifariello-Ottaviano; e Salvatore Alaia, presidente del comitato civico E(a)vitiamolo di Sperone.

L’appello dei pendolari

Nel testo, i comitati chiedono un intervento immediato per salvare la rete ferroviaria vesuviana e tutelare, sottolineano, “i diritti sanciti dalla Costituzione e le risorse finanziarie della collettività”.

Secondo i firmatari, gli ultimi episodi registrati lungo le linee Eav confermerebbero una situazione denunciata da tempo: guasti continui ai convogli, corse soppresse e un servizio sempre più fragile per migliaia di utenti costretti ogni giorno a fare i conti con disagi e incertezze.

Guasti, soppressioni e accuse alla gestione

Nella lettera, i rappresentanti dei pendolari puntano il dito contro la gestione degli ultimi anni. Parlano apertamente di una ferrovia “da incubo” e sostengono che il sistema abbia subito un progressivo deterioramento, nonostante le ingenti risorse impiegate.

Dal 2015 a oggi, ricordano i comitati, per le sole linee vesuviane sarebbero state gestite risorse superiori al miliardo di euro, tra fondi europei, nazionali e regionali. Una mole di investimenti che, secondo i firmatari, non si sarebbe tradotta in un reale miglioramento del servizio. Nel mirino finiscono anche gli appalti e i cantieri, indicati come spesso in ritardo, così come la consegna dei nuovi treni.

Il timore per Pasqua e turismo

I comitati lanciano anche un allarme in vista delle prossime settimane. Con la Pasqua alle porte e l’arrivo della prima consistente ondata di turisti, l’eventuale incapacità di garantire un servizio ferroviario adeguato potrebbe, secondo i firmatari, determinare anche problemi di ordine pubblico.

Una preoccupazione che si lega al ruolo strategico della Circumvesuviana, infrastruttura essenziale non solo per i pendolari ma anche per i collegamenti verso aree ad alta densità turistica del territorio vesuviano e della costiera.

“Silenzi, promesse vaghe e offese”

Nella parte più dura della lettera, i rappresentanti dei comitati denunciano il rapporto con i vertici Eav, accusati di aver risposto alle proteste dei pendolari con “silenzi, vaghe promesse, bugie e offese”.

Parole pesanti, che fotografano un clima di forte tensione tra utenti organizzati e azienda di trasporto, in un contesto che da anni alimenta proteste, segnalazioni e richieste di intervento da parte dei territori serviti dalla rete vesuviana.

Afragola, 24enne arrestato con cocaina in auto: fermato in via Salvator Rosa

Afragola – Proseguono senza sosta i servizi antidroga disposti dalla Questura di Napoli nel territorio vesuviano e nord-napoletano. Nel pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato di Polizia di Afragola hanno tratto in arresto un 24enne del posto, già con precedenti penali, accusato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

L’intuito degli agenti e il controllo in strada

Tutto è iniziato in via Salvator Rosa, una delle arterie della città. Gli operatori, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno notato un’autovettura con a bordo un uomo dal comportamento sospetto e circospetto. Fermato immediatamente per un controllo, il conducente non ha potuto evitare la perquisizione del veicolo e della persona.

L’intuizione investigativa ha trovato immediata conferma: nel possesso del 24enne sono stati rinvenuti 6 involucri di cocaina già pronti per lo spaccio e 300 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo e medio taglio – classico provento di attività illecita.

A quel punto, per il giovane non c’è stata alternativa: è stato dichiarato in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La cocaina e il denaro sono stati sequestrati come corpo di reato.Dagli accertamenti successivi è emerso un ulteriore illecito: l’uomo era alla guida senza patente.

Gli agenti gli hanno quindi contestato la relativa violazione del Codice della Strada, con le sanzioni amministrative previste.

L’intervento si inserisce nel quadro dei servizi straordinari voluti dalla Questura di Napoli per contrastare con decisione il traffico e lo spaccio di droga nelle aree più sensibili della provincia. Negli ultimi mesi, analoghi controlli hanno portato a diversi arresti e sequestri, con l’obiettivo di interrompere le catene di approvvigionamento e distribuzione al dettaglio.Il 24enne, al termine delle formalità di rito, è stato messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria in attesa del giudizio per direttissima.

Napoli, picchia la madre per soldi: 17enne denunciato

Napoli – Un litigio in famiglia per denaro, trasformatosi in pochi istanti in un vero e proprio raid domestico. È accaduto nel tardo pomeriggio di ieri in un appartamento di corso Vittorio Emanuele, dove un ragazzo di soli 17 anni è stato denunciato in stato di libertà dai carabinieri del Nucleo Radiomobile per estorsione e lesioni ai danni della madre.

Secondo quanto ricostruito, il minore avrebbe iniziato a pretendere del denaro dalla donna senza fornire alcuna spiegazione plausibile. Di fronte al rifiuto, la richiesta si è fatta via via più insistente fino a trasformarsi in violenza. Il giovane avrebbe strattonato la madre e la minacciata per ottenere quanto chiesto.

La donna, già provata da episodi simili verificatisi in passato, è stata salvata dalle urla che hanno allertato i vicini. Qualcuno, sentendo le grida provenire dall’abitazione, ha deciso di comporre il numero unico di emergenza 112. La segnalazione tempestiva ha permesso ai militari di intervenire prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente.

All’arrivo della pattuglia, il 17enne è stato bloccato e identificato. Per lui è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni. La madre, seppur sotto choc, non ha riportato conseguenze fisiche gravi.

Folle corsa a 200 km/h sull’Asse Mediano: arrestati due narcos dopo un inseguimento da film

Napoli – Un inseguimento a velocità folli, uno speronamento sfiorato e, alla fine, la scoperta di un deposito blindato carico di stupefacenti. A Giugliano in Campania, i Carabinieri della sezione radiomobile hanno messo fine alla pericolosa corsa di due giovani napoletani di 19 e 20 anni, ora in arresto per resistenza, fuga pericolosa e detenzione di droga ai fini di spaccio.

A 200 all’ora sull’Asse Mediano

Tutto ha inizio intorno alle 14:00, quando una pattuglia intima l’alt a una rombante Volkswagen Golf GTI con targa polacca. Invece di accostare, il conducente schiaccia il piede sull’acceleratore, innescando una fuga disperata che si riversa rapidamente sull’Asse Mediano.

Il tachimetro tocca picchi di 200 chilometri orari, con la vettura che sfreccia tra le strade di Arzano e Casoria mettendo a repentaglio la vita degli automobilisti. In un momento di massima tensione, la Golf tenta persino di speronare un’altra gazzella dell’Arma intervenuta per sbarrare la strada, riuscendo a dileguarsi temporaneamente nel dedalo di vie tra Casavatore e Secondigliano.

Il tesoro dei narcos

Le indagini lampo dei militari non si fermano e permettono di rintracciare e bloccare i due ragazzi poco dopo. Durante la perquisizione personale spunta il dettaglio chiave: un mazzo di chiavi di un box auto. All’interno del garage insospettabile, i Carabinieri ritrovano non solo la vettura sportiva ancora calda dalla fuga, ma un vero e proprio magazzino dello spaccio.

Sotto sequestro finiscono dieci panetti di hashish per un peso di quasi 900 grammi, 150 grammi tra stecche di “fumo” e marijuana, e 230 grammi di cocaina già divisa in 295 dosi pronte per le piazze di spaccio. Oltre alla droga, i militari sequestrano 655 euro in contanti, bilancini di precisione, due cellulari e diverso materiale per il confezionamento.

Le indagini ora continuano per cercare di stabilire ilk ruolo dei due arrestati e i collegamenti con la criminalità organizzata. Bisognerà capire se fossero solo semplici custodi della droga o spacciatori e quindi poi stabilire chi sono i loro fornitori e per conto di chi spacciano. Tutte domande alle quali i due dovranno rispondere ai magistrati in sede di convalida dell’arresto.

L’allarme per le fughe

L’episodio di Giugliano accende i riflettori su una tendenza allarmante che sta attraversando l’intera area metropolitana. Si tratta, infatti, del terzo arresto per “fuga pericolosa” portato a termine dai Carabinieri a Napoli e provincia in pochissimi giorni.

Una scia di alta velocità e manovre azzardate che abbraccia il territorio da Nord a Sud. Venerdì scorso un episodio fotocopia si era registrato nel quartiere di Barra, seguito nella giornata di sabato da un altro inseguimento al cardiopalma sulle strade di Pozzuoli.

Tragedia a Vico Equense, cade dall’albero e precipita nel ruscello: muore a 35 anni

Vico Equense – Un pomeriggio di lavoro nei campi si è trasformato in una tragedia che ha raggelato il cuore della penisola sorrentina. Benedetto Cinque, 35 anni, ha perso la vita ieri mentre si prendeva cura del proprio terreno agricolo a Massaquano, frazione alta di Vico Equense.

L’uomo è precipitato da un albero, finendo la sua caduta in un ruscello sottostante: un impatto che non gli ha lasciato scampo.

La dinamica dell’incidente

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai Carabinieri e dalla Polizia Municipale, giunti immediatamente sul posto, il trentacinquenne era impegnato in operazioni di potatura. Un istante di distrazione, un appoggio instabile o forse un malore improvviso: le cause dell’incidente sono attualmente al vaglio del magistrato di turno.

Il volo nel vuoto è terminato nel greto del torrente, rendendo le operazioni di soccorso estremamente complesse a causa della morfologia del terreno. Nonostante il rapido intervento delle unità di emergenza, per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

Una famiglia distrutta

La notizia ha colpito duramente la piccola borgata di Massaquano, dove Benedetto era conosciuto e stimato. Descritto come un lavoratore dedito alla famiglia e un marito devoto, la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile: l’uomo lascia infatti la moglie e tre figli in tenera età. Quella terra che per generazioni ha rappresentato sostentamento e vita per le famiglie locali, ieri è diventata improvvisamente scenario di un dolore straziante.

Il cordoglio della comunità

Il dolore per la perdita di una giovane vita si è diffuso rapidamente in tutta la città. Tra i primi messaggi di vicinanza, quello del Circolo Cacciatori: il Presidente Francesco Somma, insieme a tutti i soci, ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa del socio e amico. «Ci stringiamo attorno alla moglie e ai tre bambini in questo momento di immensa sofferenza», hanno dichiarato dal sodalizio. Al momento, la salma resta a disposizione delle autorità per gli accertamenti di rito prima del rito funebre.

Arzano, rabbia e propositi di vendetta sui social dopo l’omicidio di Armando Lupoli

Arzano – È soprattutto sui social network che si misura in queste ore il clima di tensione che attraversa Arzano dopo l’omicidio di Armando Lupoli, ucciso nel tardo pomeriggio di sabato in un agguato di chiaro stampo criminale.

Amici e familiari della vittima stanno ricordando Lupoli con decine di messaggi e foto pubblicate online. Tra i post, però, non mancano frasi cariche di rabbia e riferimenti espliciti alla vendetta. Parole che hanno immediatamente attirato l’attenzione degli investigatori.

Proprio per questo motivo diversi profili social sono ora monitorati dalle forze dell’ordine, nel timore che il delitto possa generare nuove tensioni o ritorsioni negli ambienti criminali dell’area nord di Napoli.

Le indagini dei carabinieri

Intanto proseguono senza sosta le indagini dei carabinieri. Gli investigatori dell’Arma delle compagnie di Casoria, Castello di Cisterna, Casavatore e Arzano stanno ricostruendo ogni dettaglio dell’agguato e non escludono alcuna pista.

Secondo una prima ricostruzione, Lupoli sarebbe stato pedinato per ore prima di essere raggiunto dai killer.

L’agguato in via Mazzini

L’omicidio è avvenuto in via Mazzini, dove i sicari hanno aperto il fuoco mentre l’uomo si trovava in auto insieme alla moglie.

Sono stati esplosi cinque colpi di pistola, che hanno raggiunto Lupoli al volto e al torace. La donna, seduta accanto a lui, è rimasta miracolosamente illesa nonostante la pioggia di proiettili.

Dopo aver superato lo choc iniziale è stata ascoltata a lungo dagli investigatori, ma non avrebbe fornito elementi utili per identificare i responsabili dell’agguato.

Il tentativo di fuga e lo schianto

Secondo quanto emerso dalle prime verifiche, Lupoli non sarebbe morto immediatamente dopo essere stato colpito.

Ferito, avrebbe tentato una disperata fuga accelerando l’auto per allontanarsi dai sicari. La corsa però si è conclusa poco dopo: il veicolo ha tamponato alcune auto in sosta prima di schiantarsi contro un cancello e un palo della luce, punto in cui l’uomo è morto.

L’ipotesi della trappola

Gli investigatori ritengono probabile che Lupoli sia stato attirato in una vera e propria trappola. Le ogive rinvenute sul posto sono state trovate nel raggio di pochi metri, segno che i colpi sarebbero stati esplosi a distanza ravvicinata e in rapida successione.

Il fatto che la moglie non sia stata colpita rafforzerebbe l’ipotesi di un agguato mirato, con Lupoli come unico obiettivo dei sicari.

Gli equilibri criminali nell’area nord

Sul luogo dell’agguato, secondo alcune segnalazioni, sarebbero stati notati anche pregiudicati ritenuti vicini ai clan Ferone e Amato-Pagano, attivi tra Arzano e Casavatore.

I recenti fatti di cronaca dimostrano come gli equilibri della camorra nell’area nord di Napoli siano sempre più instabili. Dopo gli arresti eccellenti dello scorso anno che hanno colpito i vertici del gruppo Amato, il controllo del territorio sarebbe progressivamente passato a uomini e affiliati vicini al boss Cesare Pagano, tornati in libertà negli ultimi anni.

Le piazze di spaccio tra Arzano e Casavatore

A Casavatore, dopo l’arresto del presunto reggente Salvatore Ferone, il controllo del territorio sarebbe passato nelle mani di un uomo ritenuto vicino ai Pagano.

Nel frattempo restano attive diverse piazze di spaccio considerate tra le principali fonti di guadagno dei gruppi criminali locali: non solo in piazza 30 Luglio, ma anche in via Palizzi, la strada in cui risiedeva la vittima.

Monaldi, altra famiglia denuncia la morte della figlia post trapianto

Napoli – Non è più un caso isolato, ma il possibile perimetro di un’indagine seriale sulle procedure d’urgenza al cardiochirurgico Monaldi. Mentre i Carabinieri del NAS, coordinati dalla Procura di Napoli, scavano tra le cartelle cliniche per far luce sulla morte di Domenico Caliendo – il bimbo di due anni spirato dopo 15 giorni di agonia – un secondo fascicolo virtuale si apre sulla scrivania degli inquirenti.

Una nuova famiglia ha rotto il silenzio, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, denunciando presunte irregolarità speculari a quelle emerse nel caso Caliendo: l’utilizzo di strumentazioni vetuste per il trasporto dei muscoli cardiaci destinati al trapianto.

Il “giallo” del box termostatico

Al centro del nuovo filone c’è il decesso di una bambina di 5 anni, sottoposta a trapianto nell’agosto 2021 e morta nel marzo 2023 per una crisi di rigetto. Il fulcro del sospetto, tuttavia, risiede nell’istante del trapianto.

Secondo quanto riferito dal legale e supportato da un filmato diffuso dal deputato Francesco Emilio Borrelli, l’organo della piccola sarebbe giunto in reparto in un comune box-frigo di vecchia generazione, privo di quel termostato digitale imposto dalle linee guida del Centro Nazionale Trapianti fin dal 2018. Un “frigo da spiaggia”, come definito amaramente dalla madre della vittima, che avrebbe potuto compromettere l’integrità dell’organo ancor prima della sutura.

Accertamenti sulle condotte mediche

L’attività istruttoria non si ferma alla logistica. I familiari della piccola riferiscono di presunti “comportamenti anomali” e un clima di scarsa empatia da parte del personale medico. La decisione di non sporgere denuncia all’epoca dei fatti – dettata dalla volontà di non sottoporre il corpo della figlia all’autopsia – è stata rivista alla luce delle recenti rivelazioni sul caso Caliendo. L’ipotesi al vaglio della magistratura è che la crisi di rigetto fatale possa essere stata la conseguenza di un organo danneggiato da una cattiva conservazione durante il tragitto verso la sala operatoria.

Chirurghi sospesi e “task force” romana

Il terremoto giudiziario ha già prodotto le prime interdizioni cautelari. I due cardiochirurghi finiti nel registro degli indagati per la morte di Domenico, i dottori Guido Oppido e Gabriella Farina, sono stati sospesi dalle loro funzioni. Per scongiurare il blocco delle attività del reparto pediatrico, la direttrice generale dell’Azienda dei Colli, Anna Iervolino, ha siglato una convenzione d’urgenza con l’ospedale Bambino Gesù di Roma. Per i prossimi novanta giorni, un’équipe d’eccellenza della Capitale presidierà le sale del Monaldi, cercando di restituire fiducia a un reparto ora travolto dai sospetti della Procura.

L’oroscopo di Paolo Tedesco di lunedì 9 marzo 2026

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Cari amici, l’astrologia di questo 9 marzo 2026 ci consegna un quadro complesso ma affascinante. Da un lato abbiamo segni di Fuoco e Aria carichi di iniziativa e voglia di brillare (Ariete, Leone, Gemelli), pronti a cogliere le occasioni e a imporsi. Dall’altro, i segni di Terra e Acqua (Toro, Vergine, Capricorno, Cancro, Pesci) ci ricordano l’importanza della riflessione, della cura di sé e della concretezza.

ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

Amore: La Luna nel tuo segno ti regala carisma e fascino magnetico. Se sei single, potresti fare colpo su qualcuno di inaspettato. In coppia, evitate di essere troppo impulsivi: ascoltate di più il partner.
Lavoro: Giornata di forte iniziativa. Le vostre idee vengono ascoltate, ma attenzione a non pestare i piedi ai colleghi. Presentate i progetti con tatto.
Salute: Energia alle stelle, ma occhio a testa e stress. Un po’ di attività fisica per scaricare la tensione è l’ideale.
Finanze: Entrate extra possibili, ma anche la voglia di spendere è alta. Evitate acquisti d’impulso firmati.
Consiglio del giorno: Conta fino a dieci prima di reagire. La pazienza oggi è la tua arma segreta.

TORO (20 aprile – 20 maggio)

Amore: Giornata di riflessione. Avete bisogno di coccole e sicurezza. Se il partner è distratto, invece di arrabbiarvi, cercate un contatto fisico, una carezza.
Lavoro: Mercurio favorisce la comunicazione con i superiori. È il momento giusto per chiedere quel colloquio o chiarire vecchie questioni in sospeso.
Salute: Sistema immunitario in forma, ma tendenza alla pigrizia. Fate uno sforzo per muovervi, ne gioverà anche l’umore.
Finanze: Quadro stabile. Nessuna grossa entrata, ma nemmeno uscite. Ottima giornata per rivedere il budget familiare.
Consiglio del giorno: La lentezza è una virtù. Prenditi il tuo tempo per goderti le piccole cose.

GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

Amore: La giornata è frizzante come te. Ideale per flirt e nuove conoscenze. In coppia, organizzate una serata diversa dal solito per spezzare la routine.
Lavoro: Comunicazione al top. Perfetto per riunioni, call e networking. Attenzione però a non disperdervi in troppi progetti contemporaneamente.
Salute: Nervi a fior di pelle per la troppa attività. Concedetevi una pausa di silenzio lontano da telefoni e notifiche.
Finanze: Potreste ricevere una proposta interessante, magari legata a corsi o formazione. Valutatela bene prima di dire sì.
Consiglio del giorno: Concentrati su un obiettivo alla volta. La qualità batte la quantità.

CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

Amore: Siete più sensibili del solito. Con il partner cercate intimità e comprensione. Se single, il passato bussa alla porta: meglio chiudere o riaprire?
Lavoro: Qualche tensione con i colleghi a causa di incomprensioni. Cercate la mediazione invece dello scontro. L’ambiente familiare influenza il vostro umore.
Salute: Fate attenzione allo stomaco. Lo stress potrebbe giocarvi brutti scherzi. Pasti leggeri e tisane rilassanti.
Finanze: Giornata di spese per la casa o la famiglia. Valutate bene gli acquisti importanti.
Consiglio del giorno: Ascolta il tuo istinto, ma non lasciare che le emozioni offuschino la ragione.

LEONE (23 luglio – 22 agosto)

Amore: Il Sole vi sostiene, siete raggiante e al centro dell’attenzione. In coppia, una cena fuori riaccende la fiamma. Single, sfruttate il vostro carisma per conquistare.
Lavoro: Riconoscimenti per il vostro operato. Finalmente qualcuno si accorge del vostro talento. Potrebbero arrivare piccole soddisfazioni o gratifiche.
Salute: Pieno di vitalità. Ottimo per iniziare uno sport nuovo o una sfida fisica. Attenzione solo alla schiena.
Finanze: Tentazioni di lusso. Prima di comprare quel oggetto firmato, chiedetevi se vi serve davvero o è solo un vezzo.
Consiglio del giorno: Brilla, ma senza accecare chi ti sta intorno. La generosità paga sempre.

VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

Amore: Giornata di analisi. State mettendo sotto la lente d’ingrandimento la vostra relazione. Non fate l’errore di cercare la perfezione. Godetevi il momento.
Lavoro: Organizzazione è la parola d’ordine. Riuscite a mettere ordine in uffici caotici. Siete preziosi, ma non fatelo pesare ai colleghi.
Salute: Bene, ma potreste sentirvi un po’ affaticati mentalmente. Una passeggiata all’aria aperta è la cura migliore.
Finanze: Rientrate inaspettate o piccolo rimborso. Ottima giornata per fare chiarezza sulle vostre entrate e uscite.
Consiglio del giorno: Non cercare la perfezione, cerca l’armonia. A volte “abbastanza buono” è perfetto così.

BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

Amore: Venere vi rende magnetici e desiderabili. Perfetto per chi cerca l’anima gemella. In coppia, è il momento di parlare di progetti futuri e vacanze.
Lavoro: Collaborazione vincente. Riuscite a mediare tra posizioni opposte con una grazia unica. Sfruttate questa dote per sbloccare una situazione ferma.
Salute: Equilibrio ritrovato. Vi sentite in pace con voi stessi. Mantenete questa armonia con piccoli rituali di benessere.
Finanze: Attenzione alle spese superflue per piacere personale. Oggi potreste esagerare con l’estetica o lo shopping online.
Consiglio del giorno: La bellezza salverà il mondo, ma non il tuo conto in banca. Usa il fascino, non la carta di credito.

SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

Amore: Passione e intensità. Con il partner vivete momenti di forte connessione, ma attenzione alla gelosia. Single, uno sguardo profondo può fare più di mille parole.
Lavoro: Determinazione e intuito vi guidano verso una decisione importante. Se avete un progetto segreto, oggi è il giorno giusto per iniziare a muovere i primi passi.
Salute: Energia potente, ma repressa. Se vi sentite nervosi, l’attività fisica ad alta intensità è il vostro sfogo ideale.
Finanze: Buone notizie per investimenti passati. Potreste ricevere notizie positive riguardo a pratiche burocratiche.
Consiglio del giorno: Usa il tuo potere con saggezza. La vera forza è nel controllo, non nella prevaricazione.

SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

Amore: Voglia di evasione e di novità. Se la relazione è piatta, proponete un’avventura improvvisata. Single, l’amore potrebbe arrivare durante un viaggio o un corso.
Lavoro: Idee innovative e visionarie. Buttate giù quel progetto ambizioso che avete in mente. Potrebbe piacere più di quanto crediate.
Salute: Iperattività. Attenzione a non strafare, rischiate infortuni muscolari. Riscaldamento obbligatorio se fate sport.
Finanze: Ottimismo in finanza, ma senza basi solide. Non investite su mode passeggere, affidatevi a ciò che conoscete.
Consiglio del giorno: Mira lontano, ma controlla dove metti i piedi. L’entusiasmo va bilanciato con la prudenza.

CAPRICORNO (22 dicembre – 20 gennaio)

Amore: Siete seri e riflessivi. Con il partner cercate stabilità e concretezza. Se single, potreste essere attratti da una persona matura e affidabile.
Lavoro: Saturno vi premia per la costanza. Raccogliete i frutti di impegni passati. Riconoscimenti e carriera sono sotto i riflettori.
Salute: Robusto. Avete le spalle larghe per sopportare gli stress, ma non trascurate il riposo. Dormire bene è fondamentale oggi.
Finanze: Gestione oculata. Nessun rischio, ma un piccolo premio per i vostri sforzi potrebbe arrivare sotto forma di bonus.
Consiglio del giorno: La scala verso il successo va salita un gradino alla volta. Festeggia i piccoli traguardi.

ACQUARIO (21 gennaio – 19 febbraio)

Amore: Avete bisogno del vostro spazio. Non è egoismo, è sopravvivenza. Spiegatelo al partner. Single, meglio una frequentazione libera che un legame opprimente.
Lavoro: Originalità e innovazione. Portate una ventata di aria fresca in ufficio. La vostra idea fuori dagli schemi potrebbe risolvere un vecchio problema.
Salute: Tensione nervosa. Troppi stimoli esterni. Staccate la spina, leggete un libro o ascoltate musica.
Finanze: Guadagni inaspettati da fonti non convenzionali (web, innovazione). Spese per la tecnologia da valutare con attenzione.
Consiglio del giorno: Rivoluziona il mondo, ma inizia dalla tua stanza. A volte il cambiamento parte dalle piccole abitudini.

PESCI (20 febbraio – 20 marzo)

Amore: Siete sognatori e romantici. Oggi il partner potrebbe non capirvi appieno, sembrate su un altro pianeta. Cercate di essere più concreti. Single, amore platonico in vista.
Lavoro: Creatività alle stelle, ma poca concretezza. Affiancatevi a qualcuno di pratico per realizzare le vostre idee, altrimenti rimarranno solo sogni.
Salute: Sensibilità altissima. Assorbite le emozioni altrui come spugne. Proteggetevi con un po’ di sano distacco.
Finanze: La generosità è bella, ma oggi potreste essere troppo inclini a fare regali costosi. Attenzione a non approfittarsene.
Consiglio del giorno: Nuota nel tuo mare, ma tieni la testa fuori dall’acqua per non affogare nei sogni.

Commento Finale di Paolo Tedesco

Il messaggio di oggi è un invito all’equilibrio. Non possiamo solo progettare e sognare (Pesci, Sagittario), ma nemmeno solo analizzare e trattenere (Vergine, Capricorno). La giornata ci chiede di integrare queste energie: osare con il cuore, ma costruire con le mani. Prendetevi cura dei vostri spazi interiori senza perdere di vista gli obiettivi pratici.

In amore, cercate la presenza più che la perfezione. Nel lavoro, l’idea più che l’improvvisazione. Nelle finanze, la lungimiranza più che l’impulso.

Che le stelle vi accompagnino in questa giornata di lunedì, portandovi la luce giusta per vedere oltre l’orizzonte.

Un abbraccio stellare,
Paolo Tedesco

Incidente sulla Circumvallazione tra Melito e Arzano: auto distrutte e traffico in tilt

Violento incidente stradale nella giornata di ieri, sabato 7 marzo, lungo la Circumvallazione esterna nel tratto compreso tra Melito e Arzano, nell’area nord della provincia di Napoli.

Per cause ancora in fase di accertamento due automobili si sono scontrate con grande violenza lungo l’arteria, tra le più trafficate della zona. L’impatto è stato particolarmente forte e ha lasciato le vetture completamente distrutte, con le carrozzerie accartocciate sull’asfalto.

Le conseguenze sulla viabilità sono state immediate: il traffico è rimasto paralizzato per lungo tempo, con rallentamenti e disagi per gli automobilisti in transito lungo la Circumvallazione.

L’allarme sulla sicurezza stradale

L’episodio riaccende l’attenzione sulle condizioni di sicurezza della Circumvallazione esterna, da tempo al centro di polemiche per il numero di incidenti che si registrano lungo il tracciato.

«L’ennesimo grave incidente su una delle arterie più trafficate dell’area nord dimostra ancora una volta che la sicurezza stradale resta un’emergenza», ha dichiarato il deputato Francesco Emilio Borrelli.

Borrelli: “Servono interventi strutturali e più controlli”

Il parlamentare ha sollecitato interventi urgenti per la messa in sicurezza della strada. «Chiediamo di rendere prioritaria la messa in sicurezza della Circumvallazione – ha spiegato – un tratto viario dove troppo spesso si verificano gravi incidenti e le condotte degli automobilisti sono a dir poco sconsiderate, anche perché mancano infrastrutture adeguate».

Borrelli ha inoltre segnalato un problema ricorrente legato all’uso improprio dei marciapiedi. «Come dimostrano i numerosi video che ricevo ogni settimana – ha aggiunto – i marciapiedi vengono utilizzati come corsie preferenziali, mettendo seriamente a rischio anche la sicurezza dei pedoni».

Da qui l’appello alle istituzioni: «Servono interventi strutturali incisivi, una segnaletica più efficace, maggiori controlli e tutte le misure necessarie per evitare che questa strada continui a essere teatro di tragedie».

Movida Molesta: Napoli al bivio tra divieti e cultura

La lotta contro la degrado notturno

La movida napoletana è finita nel mirino delle autorità. I controlli nel centro storico si sono intensificati e le sanzioni si sprecano. Bar e locali notturni sotto assedio, mentre i residenti applaudono, ansiosi di liberarsi dei rumori molesti. Ma a chi giova davvero questa guerra al divertimento?

Ordine o caos?

È un gioco di equilibri. Da un lato, l’esigenza di garantire sicurezza e rispetto delle regole. Dall’altro, il rischio di soffocare la vitalità culturale del cuore pulsante di Napoli. È innegabile che ci siano comportamenti discutibili durante le notti brave, ma fermare la festa significa anche silenziare le sonorità della città. Una situazione delicata che richiede un piano strategico, non solo multe.

Le conseguenze sulla comunità

I commercianti che lottano per stare a galla si trovano in una posizione difficile. Da una parte i divieti, dall’altra la voglia di vedere il proprio locale affollato. I soliti noti giocherellano con la legge e non si preoccupano delle conseguenze. C’è il rischio concreto che le misure restrittive possano estirpare, a poco a poco, l’animazione che rende Napoli viva.

Un invito al dibattito

Siamo a un crocevia fondamentale. Le forze dell’ordine stanno cercando di restaurare l’ordine, eppure il cuore di Napoli potrebbe esserne il vero perdente. In che direzione dobbiamo andare? È giusto reprimere la movida per garantire sicurezza, o dobbiamo trovare un modo per convivere con le nostre tradizioni e il nostro spirito festivo? La scelta è nelle nostre mani.

I genitori di Domenico Caliendo in tv da Mara Venier: «Vogliamo la verità su quel trapianto»

Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo ospiti da Mara Venier”Mai nessuno dovrà dimenticarlo”. Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto a soli due anni e mezzo dopo un trapianto di cuore all’Ospedale Monaldi di Napoli, è stata ospite oggi a Domenica In. Accanto a lei il marito Antonio Caliendo.

“Una fondazione a nome di Domenico”

La coppia ha ripercorso la tragedia che ha colpito la loro famiglia e ha annunciato la volontà di creare una fondazione in memoria del figlio: “Sto cercando di dare vita a una fondazione a nome suo, per lui e per tutti quei bambini vittime di malasanità”, ha spiegato la madre.

Il calvario di Domenico era iniziato quando aveva appena quattro mesi: “Fino a quel momento stava bene. Poi ha iniziato a piangere in modo diverso e, da mamma, ho capito subito che qualcosa non andava”, ha raccontato Patrizia. Portato d’urgenza all’ospedale di Nola, il piccolo fu ricoverato in terapia intensiva. Poi la diagnosi, il piccolo Domenico era affetto da cardiomiopatia dilatativa.

“Ci dissero che aveva il 50% di possibilità di morire. I primi mesi sono stati molto difficili: non poteva correre, sudare, affaticarsi. Poi abbiamo imparato a gestire la malattia e a fargli vivere una vita il più normale possibile. Lui era un guerriero, aveva una voglia di vivere pazzesca”.

I medici avevano spiegato ai genitori che l’unica speranza era un trapianto di cuore. “Sapevamo che senza un nuovo cuore sarebbe arrivato al massimo a cinque anni. Abbiamo vissuto tutto questo tempo aspettando”.

Il calvario di Domenico

Poi il 22 dicembre 2025, alle 19 di sera arrivò la chiamata. “La dottoressa mi disse che c’era un cuore per Domenico. Ma io non ero contenta, avevo una brutta sensazione. Non riuscivo a viverla bene”.

Anche il padre ricorda quel momento con angoscia, Antonio ha spiegato: “Ero davanti alla macchinetta accanto alla terapia intensiva con un amico e ho pensato: ‘Io me lo porto a casa’. Avevo una sensazione terribile. Ma poi io e Patrizia abbiamo pensato: se lo portiamo via, che genitori siamo?”.

Un dubbio che ancora oggi pesa: “A volte mi do la colpa di non aver seguito quella sensazione. Ma era l’unica possibilità per salvarlo”, ha detto Patrizia che ha ricordato la mattina dell’intervento: “Lui era sedato, ma mi è saltato in braccio chiamandomi ‘mamma’. È stata l’ultima volta che mi ha abbracciato”.

L’operazione si è conclusa alle 19, ma qualcosa andò storto: “Un’infermiera mi disse che il cuore non partiva”. Il bambino fu inserito immediatamente in lista d’attesa per un secondo trapianto. “Ho sperato fino all’ultimo. Ho capito che non era più salvabile quando è arrivato il secondo cuore. In quel momento mi sono sentita presa in giro”.

La famiglia ha raccontato che solo settimane dopo hanno appreso che il cuore destinato a Domenico era arrivato congelato: “Nessuno ce lo ha detto. Lo abbiamo scoperto dai giornali il 7 gennaio, mentre l’operazione era del 23 dicembre”, ha detto la madre.

Le parole dell’avvocato

L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, presente in studio da Mara Venier ha spiegato: “Il ghiaccio secco non è l’unico problema. Il problema principale sarebbe stata la mancanza di monitoraggio della temperatura durante il trasporto”.

Nonostante il dolore, Patrizia Mercolino promette di continuare a lottare per il figlio: “Gli ho promesso che avrà giustizia. Ci penseranno le autorità competenti. E faremo in modo che nessuno lo dimentichi. Nessun’altra famiglia deve soffrire come stiamo soffrendo noi”. Al contrario, il padre Antonio non è riuscito a esporsi molto: “Sono davvero incazzato”, ha detto con la voce rotta dal pianto.

Avellino, «Ti scanno»: minaccia di morte l’ex compagna alla vigilia dell’8 marzo. Arrestato

Una telefonata agghiacciante nel cuore della notte, arrivata proprio a poche ore dalla ricorrenza dedicata ai diritti delle donne. “Ti scanno”, ha urlato alla sua ex compagna all’altro capo del telefono, prima di mettersi in strada armato e pronto a trasformare quelle parole in una tragedia.

A sventare quello che avrebbe potuto essere l’ennesimo dramma è stato il tempestivo intervento della Polizia di Avellino, che ha intercettato e disarmato un quarantenne già noto alle forze dell’ordine.

La corsa contro il tempo

L’allarme è scattato immediatamente dopo la minaccia telefonica. La Sala Operativa della Questura irpina ha dovuto gestire un’emergenza massima, attivando due Volanti in contemporanea per chiudere ogni spazio di manovra all’aggressore. Una pattuglia si è precipitata a casa della donna per blindare l’abitazione e garantirle protezione immediata.

Nel frattempo, la seconda squadra si è messa sulle tracce dell’uomo. Fondamentale per la sua cattura è stata la tecnologia, dato che il quarantenne, già sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, indossava un braccialetto elettronico. I segnali di tracciamento hanno permesso agli agenti di localizzarlo con esattezza in via Generale Cascino, mentre vagava per le strade del capoluogo irpino.

L’aggressione e il coltello

Alla vista delle divise, l’uomo ha capito di essere in trappola e ha tentato maldestramente di far sparire l’arma che portava con sé: un grosso coltello da cucina lungo ben 33 centimetri. Il tentativo di disarmarlo e immobilizzarlo si è però trasformato in una violenta colluttazione. L’uomo ha opposto una resistenza feroce, iniziando a scalciare e colpendo due poliziotti in pieno.

Per riuscire a fermarlo in sicurezza, gli agenti sono stati costretti a utilizzare lo spray al peperoncino in dotazione. Nonostante la sostanza urticante, il quarantenne ha continuato a dimenarsi con violenza inaudita. Ha sfondato a calci il finestrino dell’auto di servizio della Polizia, vomitando nel frattempo nuove minacce di morte all’indirizzo degli agenti, delle loro mogli e della sua ex compagna.

La notte di follia si è conclusa con l’arresto dell’uomo, che ora si trova ai domiciliari a disposizione della Procura della Repubblica di Avellino. Il quadro accusatorio a suo carico è particolarmente pesante: dovrà rispondere dei reati di stalking, porto e detenzione abusiva di arma da taglio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre al danneggiamento aggravato dell’autovettura di Stato.

Per i due poliziotti rimasti contusi durante la fase concitata dell’arresto è stato necessario ricorrere alle cure mediche in ospedale. Un bilancio amaro, che sottolinea ancora una volta i rischi quotidiani affrontati dalle forze dell’ordine nella repressione dei reati legati alla violenza di genere.

Napoli, baby gang appicca il fuoco in piazza Plebiscito davanti a pattuglia dell’esercito

Napoli – Nemmeno la presenza dell’Esercito sembra più bastare come deterrente. In una piazza del Plebiscito che dovrebbe essere il simbolo della compostezza e della sicurezza cittadina, è andata in scena l’ennesima dimostrazione di spavalderia criminale da parte di un gruppo di giovanissimi.

Sotto il celebre colonnato della Basilica di San Francesco di Paola, una baby gang ha appiccato un incendio in pieno giorno, agendo a pochi metri da una pattuglia dei militari impegnata nel presidio del territorio.

Il rogo sotto le colonne e l’intervento dei militari

Il fatto è stato immortalato dal cellulare di una cittadina che, attonita, ha assistito alla scena mentre attraversava la piazza. Nel filmato, inviato al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, si vedono i ragazzini alimentare con noncuranza le fiamme proprio a ridosso delle storiche colonne.

L’intervento dei militari è stato immediato: i soldati si sono diretti verso il gruppo per bloccare l’azione vandalica e spegnere il rogo prima che le fiamme potessero danneggiare ulteriormente il patrimonio architettonico o diventare pericolose per i passanti. Tuttavia, ciò che spaventa è proprio la sfrontatezza dei minori, che hanno continuato a gestire il fuoco nonostante la divisa fosse a portata di sguardo.

La denuncia di Borrelli: “Si sentono intoccabili”

L’episodio ha riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza urbana e sulla gestione della devianza giovanile a Napoli. “Quello che vediamo in questo video è l’ennesima dimostrazione di una deriva sempre più pericolosa tra i giovanissimi che crescono in contesti segnati dalla criminalità”, ha dichiarato duramente Francesco Emilio Borrelli.

Secondo il deputato, il problema risiede in un profondo senso di impunità che pervade le nuove generazioni:

“Ragazzini che compiono gesti gravi e spregiudicati, addirittura sotto gli occhi dell’esercito, perché si sentono intoccabili. La deriva criminale giovanile è ormai fuori controllo e non possiamo continuare a sottovalutarla. Non possiamo permettere che intere generazioni crescano pensando che tutto sia consentito”.

Un’emergenza sociale oltre che di ordine pubblico

L’evento di Piazza del Plebiscito non è che l’ultimo di una lunga scia di atti vandalici e prepotenze che vedono protagonisti minori, spesso inseriti in contesti familiari difficili o privi di modelli positivi. La sfida lanciata “in faccia” alle autorità segnala una rottura dei legami civici che, secondo Borrelli, richiede interventi non solo repressivi, ma strutturali, per evitare che la città finisca ostaggio di chi non riconosce più alcuna regola.

Dopo il dramma di Domenico, il Monaldi riparte: in corsia i super esperti del Bambino Gesù

Un ponte tra Napoli e Roma per non lasciare sole le famiglie e per garantire cure di eccellenza ai cuori più fragili. Dopo la profonda scossa emotiva lasciata dalla tragica scomparsa del piccolo Domenico, l’Ospedale Monaldi riparte stringendo un’alleanza strategica con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù della Capitale.

L’Azienda Ospedaliera dei Colli ha infatti appena siglato una convenzione che punta a blindare, rafforzare e rilanciare l’attività di cardiochirurgia pediatrica del polo napoletano.

La risposta tempestiva dopo la tragedia

La convenzione non è solo un atto formale, ma una risposta immediata e concreta a un momento di potenziale criticità. La collaborazione storica tra i due centri d’eccellenza compie ora un salto di qualità, trasformandosi in un intervento strutturato sul campo.

“La possibilità che questa drammatica vicenda potesse avere ripercussioni sull’attività cardiochirurgica ci ha spinto a verificare subito ogni soluzione possibile, interna ed esterna”, spiega Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.

L’obiettivo primario dei vertici sanitari è stato fin da subito chiaro: mantenere il Monaldi pienamente operativo, tutelando i piccoli pazienti e le loro famiglie che continuano ad affidarsi alla struttura campana.

La “task force” romana in corsia a Napoli

Cosa prevede, nel concreto, l’accordo? Per i prossimi tre mesi, le sale operatorie del Monaldi accoglieranno stabilmente un’équipe altamente specializzata proveniente dal Bambino Gesù. Si tratta di una vera e propria task force composta da quattro figure cliniche cruciali: un cardiochirurgo, un anestesista, un infermiere ferrista e un perfusionista.

Questi professionisti sono considerati indispensabili per affrontare in totale sicurezza le procedure più avanzate e gestire i casi clinici di maggiore complessità.

Il team romano non opererà come un corpo estraneo, ma lavorerà in stretta sinergia con i medici e gli infermieri napoletani. Questa integrazione favorirà non solo il consolidamento delle attività cliniche, ma anche un prezioso e continuo trasferimento di competenze tra le due strutture.

Rete di solidarietà e sicurezza

L’intesa prevede anche una clausola di “salvaguardia” flessibile: in caso di picchi di emergenze o necessità cliniche particolari, il supporto romano potrà essere ulteriormente potenziato con l’invio rapido di un secondo cardiochirurgo e di un altro anestesista.

Si tratta di un’operazione ponte che getta le basi per la valorizzazione futura del reparto nei mesi a venire, puntando tutto sulla qualità delle cure. “Ringrazio il direttore generale e il direttore sanitario del Bambino Gesù che hanno fatto uno sforzo enorme, mostrando collaborazione e solidarietà per una sanità che mette al centro il paziente”, ha concluso la dottoressa Iervolino.

Blitz della movida nel cuore di Napoli: 11 locali multati, sanzioni per 2.000 euro

Napoli – Nella serata di venerdì, le forze dell’ordine hanno effettuato un’articolata operazione di controllo nel centro storico di Napoli, nell’ambito dei servizi disposti dalla Questura per contrastare le criticità legate alla movida notturna.Personale dei Commissariati Decumani e Dante della Polizia di Stato, insieme a militari dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale, con il supporto tecnico di operatori dell’ASL, ha passato al setaccio le vie del cuore antico della città.

Il bilancio dell’intervento è stato di 78 persone identificate e 17 esercizi commerciali controllati. Su questi ultimi, ben 11 titolari sono stati sanzionati per violazioni di diversa natura e gravità.Le irregolarità più frequenti hanno riguardato:Mancato rispetto delle norme

HACCP (igiene e sicurezza alimentare)
Occupazione abusiva di suolo pubblico
Superamento dei limiti di impatto acustico
Mancanza della S.C.I.A. sanitaria
Mancata emissione di scontrini fiscali

Le sanzioni amministrative elevate hanno raggiunto complessivamente 2.000 euro.L’operazione si inserisce in una strategia più ampia di presidio e monitoraggio delle aree a maggiore afflusso notturno, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza, legalità e rispetto delle norme a tutela sia dei residenti sia degli stessi utenti della movida.

Controlli analoghi proseguiranno nelle prossime settimane, anche alla luce delle recenti ordinanze comunali su orari e limiti sonori in zone sensibili del centro storico.

Scafati, «Io sono io»: Alfonso Sacco in mostra alla galleria Arte Barbato

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Scafati – Un viaggio nell’identità, nella memoria e nelle contraddizioni del nostro tempo, raccontato attraverso il linguaggio potente e profondamente evocativo dell’arte contemporanea. È questo il cuore di “IO SONO IO – Alfonso Sacco 2015/2025”, la mostra personale del maestro Alfonso Sacco che sarà inaugurata sabato 28 marzo alle ore 19.00 a Scafati, in via Nazionale 327, nei rinnovati spazi della Galleria Arte Barbato.

Il percorso espositivo attraversa alcune delle opere più significative realizzate dal pluripremiato artista vesuviano nel decennio compreso tra il 2015 e il 2025, offrendo al pubblico uno sguardo privilegiato su una stagione particolarmente fertile della sua produzione. Un periodo che segna la piena maturità artistica del maestro e che si distingue per un linguaggio espressivo originale, intenso e immediatamente riconoscibile.

Non a caso il grande critico d’arte Gillo Dorfles ha sottolineato: “I suoi lavori permettono di identificare l’artista al primo colpo d’occhio”, evidenziando la forte riconoscibilità e la coerenza della sua ricerca.

Nel corso della sua carriera, Alfonso Sacco ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero, consolidando una presenza sempre più significativa nel panorama dell’arte contemporanea.

La recente partecipazione alla mostra internazionale “Disquiet vs Harmony”, ospitata a Los Angeles, ha ulteriormente confermato la capacità della sua arte di dialogare con contesti culturali differenti e con un pubblico internazionale.

Artista poliedrico e sperimentatore instancabile, Sacco affida ai tessuti un ruolo centrale nella costruzione della sua poetica. Tali materiali diventano materia espressiva e simbolica, trasformandosi in segni capaci di evocare memoria, identità e vissuto umano.

Ancora Dorfles osserva: “Guardi un fazzoletto annodato, oppure una serie di nodi in cuoio o con spago, corde e le sue impronte e il tutto conduce ad Alfonso Sacco”.

Le sue opere nascono spesso dall’urgenza di raccontare e denunciare le tensioni del mondo contemporaneo – dalle disuguaglianze sociali allo smarrimento dell’individuo nella società globalizzata – ma allo stesso tempo sono attraversate da grande speranza.

Le intense gamme cromatiche che caratterizzano i suoi lavori restituiscono, infatti, uno sguardo che, pur consapevole delle fragilità del presente, continua a credere nella forza dell’umanità, nella memoria e nelle tradizioni.

A sottolineare la vitalità della sua ricerca è anche il giudizio del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi che ha affermato: “Colpisce in questo artista la sua voglia di sperimentare e mettere a frutto l’eredità delle varie avanguardie che lo hanno portato a realizzare vari cicli pittorici; da ultimo il ciclo ‘Impronte’ che, insieme ai ‘Nodi’, sono pensati per denunciare e non dimenticare, memorie di vita.”

Il titolo della mostra, “IO SONO IO”, si presenta come un vero e proprio manifesto identitario. In un tempo che tende ad appiattire le differenze e a uniformare le coscienze, Sacco rivendica la necessità di affermare la propria individualità e di non rinunciare alla continua ricerca di sé.

L’arte diventa così spazio di libertà, di consapevolezza e di resistenza culturale, un luogo in cui l’individuo può riaffermare la propria voce e la propria storia.
“Egli con la sua poetica e il suo linguaggio e l’utilizzo di materiali vari e del colore, realizza la sua opera affermano il valore dell’IO contro quello del NOI, mettendo da parte le cose futili al servizio della fantasia., dell’immaginazione e del ricordo per viaggiare dal ventesimo secolo al prossimo magari spinto da un vento tutto nuovo.”- rimarcano i famosi critici d’arte LuCa (Luigi Castellano Gruppo 58) e ABO (Achille Bonito Oliva).

INFO:
IO SONO IO – Alfonso Sacco 2015/2025
Vernissage: 28 marzo, ore 19.00
Galleria Arte Barbato
Via Nazionale 327 – Scafati (SA)
galleriaartebarbato.it
Contatti: info@galleriaartebarbato.it – 328 392 4202
Ingresso libero

Violenza sessuale su minore nel Casertano, arrestato a Reggio Emilia

È stato rintracciato e arrestato a Reggio Emilia un uomo di 49 anni, originario della Campania, condannato in via definitiva per violenza sessuale su un minore.

Il provvedimento di carcerazione era stato emesso dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Napoli e riguarda fatti risalenti al 2020, avvenuti nel territorio della provincia di Caserta.

La condanna stabilisce una pena di tre anni e dieci mesi di reclusione, che l’uomo dovrà ora scontare in carcere.

Individuato durante un controllo del territorio

Il 49enne è stato rintracciato giovedì scorso dagli agenti della Squadra Mobile di Reggio Emilia durante un servizio di controllo del territorio.

Una volta identificato, gli investigatori hanno dato esecuzione al provvedimento restrittivo emesso dall’autorità giudiziaria napoletana.

Trasferito nel carcere reggiano

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato arrestato e accompagnato nel carcere di Reggio Emilia, dove resterà detenuto per scontare la pena stabilita dalla sentenza definitiva per la violenza sessuale commessa ai danni di un minore.