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Terrore a Marano: agguato tra la folla del corso Europa

Marano- Sparatoria tra la folla dello shopping del sabato mattina a Marano: c’è una vittima. Il conflitto a fuoco è avvenuto al corso Europa.

Sul selciato è rimasta una persona priva di vita e centrata da numerosi proiettili. Sul posto i i carabinieri per i rilievi e per avviare le indagini. La. vittima è una persona vicina al clan Nuvoletta.

Gli spari hanno causato un fuggi fuggi generale visto che in strada vi erano molte persone presenti. I carabinieri stanno cercando di identificare la vittima e stanno cercando telecamere pubbliche e private presenti in zona per capire la dinamica dei fatti

Marano, lite tra migranti sul bus: spunta un coltello. Arrestato gambiano

Erano circa le 9 di questa mattina quando l’autista di un autobus ANM in servizio a Marano di Napoli è stato costretto a fermare la corsa e a chiamare il 112. A bordo era scoppiata una lite tra due cittadini stranieri, degenerata rapidamente in una situazione di pericolo per tutti i passeggeri presenti.

La minaccia con il coltello

Una pattuglia della Compagnia Carabinieri di Marano è intervenuta tempestivamente in via San Rocco. I militari hanno fermato un gambiano di 28 anni che, poco prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, aveva estratto un coltello con una lama di 22 centimetri minacciando un altro extracomunitario, nel frattempo allontanatosi dal mezzo. Il gesto aveva seminato il panico tra i passeggeri rimasti a bordo.

Arrestato e portato in tribunale

Il 28enne è stato bloccato e perquisito sul posto: il coltello è stato sequestrato. L’uomo, già in manette, è stato trasferito al Tribunale di Napoli Nord per comparire davanti al giudice con rito direttissimo. Dovrà rispondere di porto ingiustificato di strumenti atti a offendere, con l’aggravante di aver commesso il fatto su un mezzo pubblico di trasporto.

Napoli, molesta un bimbo di 3 anni, arrestato 47enne a Secondigliano

Momenti di puro terrore si sono vissuti ieri sera, intorno alle 19, all’interno del centro commerciale “La Birreria” di Secondigliano, a Napoli. Un bambino di appena 3 anni è stato vittima di una violenza sessuale mentre si trovava nel reparto libreria in compagnia dei genitori.

Secondo quanto ricostruito, il piccolo si era allontanato per pochi istanti dal controllo dei genitori quando è stato avvicinato da un uomo di 47 anni, seduto su uno sgabello in fondo al negozio.

La tentata molestia e la reazione dei genitori

Il dialogo tra l’uomo e il bambino è stato breve: il piccolo, ignaro del pericolo, ha risposto alla domanda dell’adulto spiegando di voler solo guardare i libri. È stato in quel momento che il 47enne, dopo un fugace scambio di battute sul genere del minore, avrebbe allungato le mani, palpeggiando il bimbo nelle parti intime.

La madre, che aveva assistito alla scena, ha urlato immediatamente attirando l’attenzione del compagno. È nato un acceso confronto verbale, durante il quale l’aggressore – che appariva in stato di alterazione alcolica – ha tentato di allontanarsi, lasciando il piccolo profondamente traumatizzato.

L’intervento dei Carabinieri e l’arresto

La segnalazione al 112 ha fatto scattare un tempestivo dispositivo di sicurezza. I Carabinieri della compagnia Napoli Stella, coadiuvati dal personale di vigilanza del centro commerciale, hanno rintracciato l’uomo poco dopo. Al momento del fermo, il 47enne si trovava a passeggio nella galleria insieme a due bambine di 2 e 7 anni, che si è poi scoperto essere una sua nipote e la figlia di una conoscente, prontamente riaffidate alle rispettive famiglie.

L’arresto non è stato semplice: l’indagato, un uomo del posto già noto alle forze dell’ordine, ha opposto una violenta resistenza, dando vita a una colluttazione con i militari prima di essere definitivamente immobilizzato.

L’uomo, ora in carcere, dovrà rispondere di violenza sessuale, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Un particolare rilevante emerso durante i controlli riguarda l’abbigliamento dell’indagato: quest’ultimo indossava una tuta dell’azienda di nettezza urbana ASIA, pur non essendo in alcun modo un dipendente dell’azienda.

Sebbene al momento non risultino altri episodi simili riconducibili all’uomo, la vicenda ha spinto gli inquirenti ad allertare i servizi sociali per ulteriori approfondimenti.

Pozzuoli, sventata la truffa dello specchietto in Corso Umberto I

Pozzuoli– Non cala l’attenzione dei Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli sui fenomeni di criminalità predatoria e sulla sicurezza del sabato sera. Un’operazione a largo raggio, condotta durante le ore della movida, ha portato all’identificazione di 93 persone e al controllo di 69 veicoli, svelando come alcuni classici del crimine stradale siano ancora tristemente attuali.

Il blitz in Corso Umberto I: la truffa sventata

L’episodio più significativo è avvenuto in Corso Umberto I. Una pattuglia dell’Arma ha notato due auto in sosta in un assetto sospetto: a bordo di una di esse, quattro persone stavano per mettere in atto la cosiddetta “truffa dello specchietto”. La vittima era già stata individuata e il finto urto era ormai imminente, ma l’intervento tempestivo dei militari ha interrotto il piano.

La perquisizione del veicolo ha rivelato non solo l’intento truffaldino, ma anche il possesso di un coltello con una lama di 10 centimetri. Per i quattro occupanti – Gennaro De Liguori (30 anni), Antonio Sepe (37), Valentina Romano (30) e Angela Imbimbo (25), tutti già noti alle forze dell’ordine – è scattata la denuncia a piede libero per tentata truffa e porto abusivo di armi.

Sicurezza stradale e controlli a tappeto

Il bilancio dei controlli si è aggravato con la denuncia di altre cinque persone per reati che spaziano dal porto d’armi alla guida senza patente reiterata, fino alla guida in stato di ebbrezza e alla fuga pericolosa per eludere i posti di blocco. Sul fronte del contrasto agli stupefacenti, due giovani sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori. In totale, sono state elevate 7 sanzioni al Codice della Strada con il sequestro amministrativo di due veicoli.

Nel mirino la sicurezza sul lavoro

L’attività dei Carabinieri si è estesa anche ai luoghi del divertimento notturno. In via Campana, i militari della Compagnia locale, supportati dagli specialisti del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) e del NAS (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità), hanno setacciato una nota discoteca della zona.

Al termine del controllo, il titolare è stato denunciato per gravi carenze relative al mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Le irregolarità riscontrate hanno portato a sanzioni amministrative per un valore complessivo di circa 5.300 euro.

Barra, armi e ketamina nel guardaroba: il «baby ras» Christian Farina ottiene i domiciliari

Napoli– Nonostante il pesante arsenale e il carico di stupefacenti rinvenuti nella sua abitazione, il ventenne Christian Farina torna a casa. È questa la decisione del GIP di Napoli che, in sede di convalida dell’arresto, ha accolto l’istanza del legale difensore, l’avvocato Giuseppe Milazzo, concedendo al giovane la misura degli arresti domiciliari senza l’ausilio del braccialetto elettronico.

Il blitz nel Rione Bisignano

L’operazione è scattata all’alba di mercoledì, quando gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Napoli hanno fatto irruzione nell’appartamento del ventenne, situato nel cuore del Rione Bisignano. L’intervento non è stato casuale: una soffiata confidenziale aveva indicato la casa di Farina come un possibile deposito di armi per conto dei clan egemoni nella zona di Barra.

La perquisizione ha confermato i sospetti degli inquirenti. All’interno di un armadio, i poliziotti hanno scoperto:

Una pistola con matricola abrasa, già carica e pronta all’uso (colpo in canna);

57 cartucce calibro 9×21;

Circa 337 grammi di ketamina, suddivisi in sette involucri pronti per essere immessi sul mercato dello spaccio.

L’eredità criminale e il timore degli inquirenti

Christian Farina non è considerato un profilo qualunque. Secondo le tesi investigative, il giovane sarebbe l’erede designato di Raffaele Giordano, incaricato di gestire i business illeciti nel quartiere Barra.

Gli inquirenti temono che il materiale sequestrato sia solo la “punta dell’iceberg” di un arsenale più vasto e che la permanenza del giovane presso il proprio domicilio, priva di controllo elettronico, possa permettergli di mantenere attivi i contatti con gli “hermanitos”, la batteria di giovanissimi che sta seminando il terrore nell’area orientale.

Barra: l’escalation dei giovanissimi

L’arresto di Farina riaccende i riflettori su una realtà sempre più allarmante: quella di una Barra in mano a “baby ras” poco più che maggiorenni. Un fenomeno che le forze dell’ordine monitorano con estrema attenzione, tentando di arginare un’ascesa criminale caratterizzata da spregiudicatezza e un rapido ricambio generazionale ai vertici delle piazze di spaccio e del controllo del territorio.

Maxi-sequestro a Mondragone: nel cortile di casa aveva quattro veicoli con i telai «tarocchi»

Mondragone – Un normale controllo sul territorio si è trasformato in un’operazione contro la ricettazione e il riciclaggio di autoveicoli. I Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Mondragone hanno denunciato un 32enne del luogo, trovato in possesso di un’intera flotta di mezzi con i numeri di telaio alterati.

Il ritrovamento nel cortile di casa

L’attenzione dei militari si è concentrata su un’abitazione del posto, precisamente nell’area del cortile privato. Qui, parcheggiati e custoditi, spiccavano diversi veicoli di prestigio: due potenti scooter della casa giapponese Honda (un SH 300 e un maxi-scooter X-ADV), un Yamaha TMAX 560 e una compatta Fiat 500.

La scoperta delle irregolarità

Ciò che inizialmente poteva sembrare una semplice collezione di mezzi, ha insospettito gli investigatori. Sottoponendo i veicoli a controlli approfonditi, i Carabinieri hanno notato anomalie significative proprio sui numeri di telaio, il “codice fiscale” di ogni mezzo.

Le sigle alfanumeriche, infatti, presentavano caratteri non uniformi e spazi tra le cifre del tutto anomali e disomogenei. Indizi inequivocabili, questi, che hanno fatto scattare l’allarme: i mezzi erano probabilmente provento di furto e pronti per essere reimmatricolati illegalmente.

Le conseguenze legali

Al termine degli accertamenti, il 32enne è stato accompagnato in caserma e denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere con l’accusa di riciclaggio. Tutti i veicoli sono stati sottoposti a sequestro penale e affidati a una ditta specializzata in custodia, in attesa di ulteriori approfondimenti che possano risalire alla loro provenienza e ai legittimi proprietari.

L’operazione conferra il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto ai reati contro il patrimonio e nel monitoraggio del territorio di Mondragone e del litorale domizio, aree sensibili per il fenomeno del furto e della successiva “ripulitura” di auto e moto.

Napoli, vendeva droga ai tifosi all’esterno dello stadio: arrestato il pusher del Maradona

La partita di serie A tra Napoli e Torino non è solo spettacolo sul campo, ma anche, troppo spesso, un’occasione per muoversi ai margini del caos. Lo sanno bene i carabinieri della compagnia Napoli Bagnoli, che nello sfondo dell’evento hanno condotto un servizio a largo raggio nell’area dello stadio Diego Armando Maradona.

Alla fine dei 90 minuti dell’incontro, il conto è piuttosto pesante: un arresto, 3 denunce a piede libero e 4 persone segnalate alla Prefettura per uso di sostanze stupefacenti.

Il pusher tra le auto in sosta

Al centro dell’operazione un 58enne, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso mentre cedeva 4 dosi di cocaina tra le auto in sosta. I militari lo hanno bloccato quasi in flagranza di reato. L’uomo è stato tratto in arresto con l’accusa di detenzione a fini di spaccio e, dopo le formalità di rito, è stato affidato agli arresti domiciliari in attesa del giudizio per direttissima.

Secondo gli investigatori, il modus operandi era classico: il pusher si muoveva tra le file delle auto, approfittando della confusione e dei percorsi di accesso allo stadio per agganciare i clienti.

Parcheggiatori abusivi e divieto di ritorno

Nel corso dei controlli, i carabinieri hanno individuato anche due parcheggiatori abusivi, autori di vere e proprie estorsioni in minima, che pretendevano soldi dai tifosi per il “posto sicuro” tra le auto in sosta. I due sono stati denunciati per esercizio abusivo del commercio e violazione del codice della strada.

Non è mancato il solito “ospite indesiderato”: un uomo già sottoposto a divieto di ritorno nel comune di Napoli, sorpreso a piazzale Tecchio con la sciarpa azzurra al collo. Per lui denuncia per inosservanza del divieto, con l’aggravante di essere stato trovato in zona particolarmente sensibile come quella dello stadio.

Le 4 segnalazioni per uso di droga

Infine, il bilancio comprende 4 persone segnalate perché trovate in possesso di modiche quantità di sostanze stupefacenti, ritenute comunque riconducibili all’uso personale. In questi casi il procedimento segue la procedura amministrativa, con il coinvolgimento della Prefettura e l’eventuale avvio di percorsi di recupero.

«Ai nostri primi sessant’anni assieme»: Maddaloni porta in scena il diario di una vita con il Napoli

Un racconto personale che diventa memoria collettiva, un diario teatrale in cui la passione calcistica si intreccia con la vita di un attore e con la storia di una città. È questo il cuore di “Ai nostri primi sessant’anni assieme! (e ai 40 che mi sono perso!)”, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Ferdinando Maddaloni, in scena il 28 marzo alle ore 21 al Tedér – Teatro del Rimedio, in via Flavio Gioia 66, a pochi passi da piazza Municipio.

L’appuntamento, che arriva mentre il Calcio Napoli si avvicina al traguardo del centenario nel 2026, è molto più di un omaggio sportivo. Come suggerisce il sottotitolo, si tratta del “diario aneddocomico di un attore tifoso del Napoli”, un monologo che fonde autobiografia, memoria teatrale e cronaca emotiva di oltre mezzo secolo di tifo.

Un diario tra vita privata e storia del Napoli

Nato a Barra, Maddaloni racconta sul palco sessant’anni di vita vissuta con la squadra azzurra come filo conduttore. Il racconto parte dall’infanzia e attraversa decenni di emozioni sportive e personali, tra trasferte, partite memorabili e momenti che hanno segnato la storia del club.

L’autore, che il 24 dicembre 2026 compirà sessant’anni, costruisce una narrazione che procede in parallelo con la vicenda del Napoli: dalle prime esperienze allo stadio – tra cui il ricordo della sua “prima volta” al San Paolo, in occasione di un rocambolesco Napoli-Juventus 2-6 – fino ai successi più recenti della squadra azzurra.

Lo spettacolo, da cui sarà tratto anche un libro in uscita ad agosto, diventa così una dichiarazione d’amore viscerale per il Napoli e per la città, ma anche un racconto di identità e appartenenza.

Tra teatro, impegno civile e memoria

Nel percorso artistico e umano di Maddaloni la passione sportiva si intreccia anche con l’impegno sociale. L’attore è infatti promotore del progetto BeslaNapoli, nato nel memoriale di Beslan, in Ossezia del Nord, luogo della tragica strage del settembre 2004.

Proprio in quella sala della memoria è custodita una maglia originale di Diego Armando Maradona, donata e autografata dal campione argentino, simbolo del legame tra sport, solidarietà e memoria civile che Maddaloni porta avanti da anni.

Un teatro senza quarta parete

L’allestimento dello spettacolo si fonda su una struttura drammaturgica autobiografica e senza quarta parete, in cui il confine tra palco e platea si dissolve. Il pubblico viene coinvolto direttamente in un racconto emotivo e partecipato, dove il tifo diventa racconto poetico e testimonianza generazionale.

La narrazione si sviluppa attraverso tre momenti principali:
I dialoghi immaginari con il padre, ormai alla fine della vita, in cui il calcio diventa linguaggio di affetto e ponte tra generazioni.
Gli episodi autobiografici, tra ironia e nostalgia, in cui la vita teatrale dell’attore si intreccia con quella del tifoso, popolata da personaggi come il professor Ferdy e “Nando ’o patuto”.
Il brindisi finale con gli spettatori, chiamati a diventare parte della scena condividendo ricordi, emozioni e storie legate alla propria squadra del cuore.

Il calcio come racconto della città

Al di là di presidenti, allenatori e campioni, lo spettacolo ribadisce un’idea semplice ma potente: il Napoli appartiene alla sua gente.

Ed è proprio questo il messaggio che Maddaloni porta in scena: il calcio non è soltanto sport, ma memoria familiare, tradizione popolare e linguaggio emotivo che attraversa generazioni di tifosi partenopei.

Perché, come suggerisce lo stesso autore, chi pensa che il calcio sia soltanto calcio probabilmente del calcio non ha capito nulla.

Minacce agli agenti durante i controlli nella Terra dei Fuochi: denunciato imprenditore

Minacce e tentativi di intimidazione nel corso di un servizio di controllo ambientale. È quanto accaduto nel territorio di San Tammaro, nel Casertano, durante un’operazione della Polizia Provinciale di Caserta nell’area della cosiddetta Terra dei Fuochi, zona da tempo al centro di attività di contrasto agli illeciti ambientali.

Nel corso delle verifiche, gli agenti hanno ispezionato un’azienda situata al confine con Casal di Principe. Proprio durante le operazioni è emersa la necessità di procedere con il sequestro dell’area.

Le minacce agli agenti

Informato dell’imminente provvedimento, il titolare dell’azienda – identificato con le iniziali D.F. – si sarebbe avvicinato agli operatori rivolgendo frasi intimidatorie.

L’uomo, alla presenza del comandante della Polizia Provinciale Biagio Chiariello, avrebbe tentato di condizionare l’attività degli agenti vantando un presunto passato criminale e dichiarando di essere stato accusato di quattro omicidi.

Un comportamento che ha portato gli operatori a procedere con gli accertamenti e con la segnalazione all’autorità giudiziaria.

I precedenti e il riferimento dei collaboratori di giustizia

Dagli approfondimenti successivi è emerso che l’uomo sarebbe stato indicato in passato da alcuni collaboratori di giustizia come vicino a un sodalizio criminale e coinvolto in gravi episodi di sangue.

Inoltre, alcuni anni fa, lo stesso era stato arrestato per detenzione di armi, ritenute riconducibili a un noto gruppo criminale. Le armi erano state rinvenute proprio all’interno dell’azienda finita ora al centro dei controlli.

Denuncia e sequestro dell’area

Al termine delle operazioni, l’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con l’accusa di minacce e resistenza a pubblico ufficiale.

Contestualmente, gli agenti hanno proceduto al sequestro dell’intera area, nell’ambito delle attività di contrasto agli illeciti ambientali nella Terra dei Fuochi.

P.B.

Napoli, Alisson Santos: «Felice per il gol, vogliamo raggiungere i nostri obiettivi»

La vittoria del Napoli contro il Torino porta la firma anche di Alisson Santos, protagonista della gara e sempre più protagonista nella stagione azzurra. Al termine del match, l’attaccante ha raccontato le emozioni vissute in campo ai microfoni di Dazn, tra gioia personale e ambizioni di squadra.

«Ho fatto tre esultanze, due dedicate a mia madre e mio fratello, una perché mi piace Ronaldinho», ha spiegato con il sorriso il giovane attaccante, svelando il significato dietro i gesti che hanno accompagnato la sua rete.

Per il talento azzurro si tratta di un momento particolarmente positivo, vissuto con entusiasmo e gratitudine verso il gruppo. «Sono molto felice di aver segnato ancora per il Napoli», ha aggiunto, sottolineando il clima di fiducia che lo ha aiutato a inserirsi rapidamente nella squadra.

«Ho molta fiducia anche grazie ai miei compagni che hanno permesso di integrarmi subito. Sono contento di essere qui con loro», ha proseguito l’attaccante, che ha poi guardato avanti con determinazione: «Speriamo di raggiungere i nostri obiettivi».

Politano: «Partita controllata, peccato per il finale. Non possiamo correre questi rischi»

Il successo contro il Torino porta tre punti preziosi al Napoli, ma nel dopo partita emerge anche un pizzico di rammarico per un finale che ha rischiato di complicare una gara fino a quel momento sotto controllo. A sottolinearlo è stato Matteo Politano, intervenuto ai microfoni di Dazn al termine del match.

«Peccato per il finale, avevamo controllato per tutta la partita. Non dobbiamo correre questi rischi», ha dichiarato l’attaccante azzurro, evidenziando come la squadra abbia gestito bene la gara per lunghi tratti ma abbia concesso qualcosa di troppo negli ultimi minuti.

Una vittoria comunque importante, che conferma il buon momento degli uomini di Antonio Conte e la capacità del gruppo di restare compatto anche nelle fasi più delicate della partita. Politano ha poi speso parole di apprezzamento per uno dei protagonisti della serata, il giovane talento offensivo arrivato in questa stagione. «Alisson Santos è un bravo ragazzo, sempre sorridente. È un giocatore forte e siamo contenti di averlo in squadra con noi».

Napoli, Elmas torna al gol: «Periodo difficile, ma contavano i tre punti»

Una rete che vale più di una semplice statistica. Nel successo del Napoli sul Torino c’è anche la firma di Eljif Elmas, tornato protagonista in una serata importante per gli azzurri. Al termine della partita il centrocampista macedone ha raccontato ai microfoni di Dazn il significato personale di un gol arrivato dopo settimane complicate.

«Per me era importante segnare, è stato un periodo difficile. Giocavo mediano, ma mi sono trovato bene. Sono sempre pronto a dare il massimo», ha spiegato Elmas, sottolineando la disponibilità ad adattarsi alle esigenze della squadra pur di dare il proprio contributo.

Il gol, però, per il numero azzurro conta soprattutto in relazione al risultato finale. «Sono contento per il gol, ma soprattutto per i tre punti. Ci sono altre due partite importanti prima della sosta, valgono tanto», ha aggiunto, evidenziando come la squadra sia già proiettata ai prossimi impegni di campionato.

Il centrocampista ha poi fatto un bilancio della stagione del Napoli, ricordando il primo trofeo conquistato ma invitando a non guardarsi troppo indietro. «In questa stagione abbiamo conquistato la Supercoppa, ma è il passato. Ora sono tornati quasi tutti i giocatori, mancano solo McTominay e Lobotka».

Napoli, Conte soddisfatto: «Partita dominata che ci siamo complicati alla fine»

Il successo del Napoli contro il Torino lascia soddisfatto Antonio Conte, anche se il finale di gara non è piaciuto fino in fondo al tecnico azzurro. Dopo il triplice fischio allo Stadio Maradona, l’allenatore ha analizzato la partita ai microfoni di Dazn sottolineando il predominio della sua squadra ma anche qualche rischio evitabile negli ultimi minuti.

«Abbiamo dominato una partita che, tra virgolette, ci siamo complicati alla fine. Sono sicuramente molto soddisfatto per la prova dei ragazzi, erano tre punti importanti contro una buona squadra», ha dichiarato l’allenatore, riconoscendo il valore dell’avversario ma evidenziando soprattutto la prestazione del Napoli.

Conte ha poi parlato dei rientri importanti che stanno gradualmente restituendo profondità alla rosa azzurra. Il riferimento è in particolare a Kevin De Bruyne e André-Frank Zambo Anguissa, tornati a disposizione dopo un lungo periodo di assenza, insieme ad altri elementi chiave del gruppo.

«Sembra che non se ne siano andati ma se ne sono andati. Non ci siamo ritrovati per tantissimi mesi loro due, Lukaku e altri giocatori. Però la forza di questo gruppo è che non ha mai cercato l’alibi delle assenze e facendo questo abbiamo vinto una Supercoppa e siamo rimasti sempre nella zona alta della classifica, che non era per niente scontato», ha spiegato il tecnico.

Tra i protagonisti della serata c’è stato anche Alisson Santos, autore della rete che ha sbloccato il match. Conte ha dedicato parole di apprezzamento al giovane attaccante, sottolineandone il percorso di crescita all’interno dei meccanismi della squadra. «È un ragazzo che sta entrando nei meccanismi di gioco, dobbiamo cercare di portarlo nelle zone di campo a lui preferite. Ha grande velocità, quello che gli chiedo è di non essere timido e oggi non lo è stato». Il tecnico azzurro ha infine invitato a guardare avanti, mantenendo alta l’attenzione sul percorso di crescita dei più giovani e sul contributo dell’intero gruppo. «Siamo contenti e aspettiamo anche i progressi di Giovane», ha concluso.

Alisson Santos-Elmas, il Napoli batte il Torino e allunga a +8 sul quinto posto

Vittoria importante per il Napoli che allo stadio Maradona supera il Torino al termine di una gara intensa e ricca di occasioni. Gli azzurri costruiscono il successo già nel primo tempo grazie alla rete di Alisson Santos, per poi mettere al sicuro il risultato nella ripresa con Elmas. Nel finale il Torino prova a riaprirla con Casadei, ma il Napoli riesce comunque a portare a casa tre punti preziosi.

La squadra di Antonio Conte parte con grande intensità. Dopo alcuni tentativi iniziali, al 7’ arriva il vantaggio: Alisson Santos punta la difesa granata, trova lo spazio per il tiro e batte Paleari con una conclusione precisa nell’angolo. Il Napoli continua a gestire il possesso e costruisce altre opportunità con Politano e Hojlund, ma senza trovare il raddoppio prima dell’intervallo.

Nella ripresa gli azzurri mantengono il controllo del match. Alisson si rende ancora pericoloso con una conclusione respinta da Paleari e il Torino prova a reagire con alcune ripartenze. Il momento chiave arriva al 69’, quando su un’azione ben costruita il pallone arriva a Elmas: il macedone sfrutta al meglio l’assist e firma il suo primo gol stagionale, portando il Napoli sul doppio vantaggio.

Nel corso della ripresa il pubblico del Maradona applaude anche il ritorno in campo di Kevin De Bruyne, rientrato dopo un periodo di stop. Il Torino tenta l’assalto finale e all’87’ riesce ad accorciare le distanze con Casadei, bravo a sfruttare una mischia in area sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Nei minuti conclusivi gli azzurri resistono alla pressione granata. Un intervento decisivo di Juan Jesus evita guai nel recupero, mentre nel finale De Bruyne prova anche la conclusione personale senza trovare lo specchio della porta.

Latte trasportato in condizioni igieniche precarie: sequestro dei Carabinieri Forestali nel Casertano

Un controllo su strada si è trasformato in un sequestro di alimenti potenzialmente pericolosi per la salute. È accaduto a Frignano, dove i militari del Carabinieri Forestali del nucleo di Marcianise hanno scoperto un carico di latte ovi-caprino trasportato in condizioni igieniche gravemente irregolari.

Durante un servizio di controllo dedicato al trasporto illecito di rifiuti, i militari hanno fermato un furgone in via D’Azeglio. All’interno del mezzo, invece di materiali da smaltire, sono stati trovati numerosi bidoni blu con tappo nero, visibilmente sporchi all’esterno. In quattro di questi contenitori erano conservati circa sessanta litri di latte ciascuno, per un totale di 240 litri.

Il conducente ha spiegato di aver ritirato il latte da un allevatore della zona e di essere diretto verso un caseificio per la lavorazione. Gli accertamenti immediati hanno però fatto emergere diverse irregolarità: il prodotto non era refrigerato, mancava completamente la documentazione sulla tracciabilità e il veicolo non risultava autorizzato al trasporto di alimenti.

Sul posto è intervenuto personale dell’ASL Caserta, che ha verificato lo stato dei contenitori e del latte. I tecnici hanno dichiarato i bidoni ammalorati e fortemente insudiciati, riscontrando inoltre sulla superficie del liquido la presenza di residui estranei non compatibili con le norme sanitarie.

Alla luce degli accertamenti, i militari hanno contestato al trasportatore il reato di detenzione di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà, mentre i quattro bidoni con il latte sono stati sequestrati. Per motivi sanitari e di sicurezza alimentare, l’intero quantitativo è stato poi distrutto attraverso una ditta autorizzata, dopo la comunicazione all’autorità giudiziaria.

Finti dipendenti di Autostrade incassano pedaggi al casello di Napoli Est: due arresti

Si fingevano dipendenti della società autostradale per incassare il pedaggio direttamente dagli automobilisti in transito. Un sistema studiato nei dettagli che per giorni ha tratto in inganno decine di persone nei pressi del casello di Casello autostradale Napoli Est.

Protagonisti della truffa due cittadini extracomunitari di origine magrebina che, approfittando delle soste delle auto prima dell’accesso alla barriera autostradale, si presentavano come addetti di Autostrade per l’Italia. Con modi convincenti chiedevano il pagamento del pedaggio e, per rendere ancora più credibile la messinscena, restituivano persino il resto esatto agli automobilisti.

Il raggiro funzionava proprio grazie a questa apparente normalità. Dopo aver incassato il denaro, i due permettevano ai conducenti di proseguire il viaggio sollevando la sbarra del casello, lasciando credere di aver effettuato regolarmente il pagamento. Le segnalazioni di alcuni utenti hanno però fatto scattare l’indagine della Polizia.

Gli agenti della Polizia Stradale della sottosezione di Avellino Ovest hanno organizzato un servizio di appostamento nella mattinata del 26 febbraio. Durante il controllo hanno individuato i due uomini mentre mettevano in atto la truffa e li hanno bloccati. Dopo l’arresto, i due sono stati trasferiti nella casa circondariale di Carcere di Poggioreale, dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Scossa di terremoto a Ischia, magnitudo 2.6: verifiche in corso ma nessun danno

Una scossa di terremoto ha fatto tremare nel pomeriggio l’isola di Ischia. Il sisma, di magnitudo 2.6, è stato registrato alle 15.26 dalla Sala Operativa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Vesuviano di Napoli.

Subito dopo l’evento sismico è stata attivata la macchina dei controlli sul territorio. In Prefettura è stato convocato dal prefetto Michele di Bari il Centro Coordinamento Soccorsi per monitorare eventuali criticità. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti della Regione Campania, dei Comuni dell’isola, dell’Osservatorio Vesuviano, delle forze dell’ordine, dei Vigili del fuoco e della componente sanitaria.

Le prime verifiche, condotte dai tecnici comunali, dai volontari della protezione civile e dalle forze dell’ordine, non hanno evidenziato problemi. Dalla Prefettura è stato precisato che al momento non risultano danni a persone o cose e non sono arrivate richieste di intervento o di soccorso da parte della popolazione.

Nonostante l’assenza di segnalazioni, il monitoraggio prosegue. I Vigili del fuoco e i tecnici dei Comuni isolani stanno continuando le ricognizioni per escludere qualsiasi possibile rischio legato alla scossa. La Prefettura di Napoli e la Regione Campania hanno inoltre assicurato ai sindaci dell’isola la piena disponibilità a fornire supporto qualora emergessero situazioni di emergenza o necessità di interventi di protezione civile.

Crispano, accoltella coetaneo per gelosia: arrestato 16enne

Crispano – Un sedicenne napoletano è stato fermato dalla Polizia di Stato con l’accusa di tentato omicidio dopo aver accoltellato un coetaneo al termine di un’aggressione che, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe maturata per motivi di gelosia.

Gli agenti dei commissariati di Afragola e Frattamaggiore sono intervenuti presso l’ospedale San Giovanni di Dio dopo la segnalazione dell’arrivo al pronto soccorso di un giovane ferito da arma da taglio.

La vittima, soccorsa dai sanitari, presentava ferite al polso e al fianco.

Il racconto della vittima

Secondo quanto riferito agli investigatori, il ragazzo sarebbe stato avvicinato dal sedicenne mentre si trovava nei pressi dell’ingresso della Villa Comunale di Crispano.

Il presunto aggressore sarebbe arrivato in sella a uno scooter e, dopo un breve confronto, avrebbe estratto un coltello colpendo il coetaneo prima di allontanarsi.

Gli accertamenti avviati immediatamente dalla Polizia hanno consentito di identificare e rintracciare il presunto responsabile dell’aggressione, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia.

Alla base dell’episodio, secondo gli investigatori, ci sarebbero motivi di gelosia.

Nella giornata di oggi, al termine dell’udienza di convalida, l’autorità giudiziaria ha disposto nei confronti del sedicenne la misura della custodia cautelare in carcere. Il giovane resta indagato per tentato omicidio.

Monaldi, la direzione: «Segnalazioni del personale trasmesse alla Procura»

La direzione dell’Azienda ospedaliera dei Colli ha trasmesso alla Procura di Napoli le segnalazioni ricevute dal personale sanitario in seguito al tragico intervento del 23 dicembre 2025, quando all’ospedale Monaldi venne trapiantato un cuore danneggiato al piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto poi il 21 febbraio scorso.

In una nota ufficiale, la direzione sanitaria spiega che dopo quell’episodio sono arrivate diverse comunicazioni da parte degli operatori impegnati nelle attività di sala operatoria dell’Unità operativa complessa di cardiochirurgia pediatrica e delle cardiopatie congenite.

Tutte le segnalazioni – insieme alle richieste di trasferimento avanzate da alcuni operatori – sono state immediatamente inoltrate alla Medicina del lavoro e al Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, affinché venisse valutata un’eventuale correlazione con situazioni di stress lavorativo, anche in relazione al drammatico evento avvenuto a dicembre.

Il riferimento alla lettera degli operatori

La nota dell’azienda interviene anche per “evitare uno stillicidio di notizie che rischia di delegittimare l’operato di un intero ospedale”.

Il riferimento è alla lettera inviata a fine gennaio da alcuni operatori di sala operatoria ai dirigenti della struttura, nella quale venivano segnalati anche presunti atteggiamenti offensivi da parte di un cardiochirurgo attualmente indagato nell’inchiesta sulla morte del bambino.

Atti trasmessi anche all’ufficio disciplinare

Secondo quanto riferito dall’Azienda dei Colli, la documentazione è stata trasmessa contestualmente anche all’Ufficio procedimenti disciplinari.
Dopo una valutazione complessiva dei fatti e dei comportamenti successivi, l’ufficio avrebbe deciso di adottare provvedimenti cautelari di particolare gravità: sospensione dal servizio e dall’incarico per alcuni medici, con posizioni differenziate tra i professionisti coinvolti.

L’inchiesta della Procura

Sul caso indaga la Procura di Napoli, che nel mese di febbraio ha iscritto nel registro degli indagati sette persone con l’accusa di omicidio colposo. Agli inquirenti è stata già trasmessa la documentazione relativa alle segnalazioni interne.

Verifiche anche sull’iter delle comunicazioni interne

La Direzione generale dell’azienda sanitaria ha inoltre chiesto al direttore infermieristico di verificare se esistano ulteriori comunicazioni che non abbiano seguito il normale iter previsto dall’organigramma aziendale.

Il protocollo interno stabilisce infatti che ogni dipendente debba riferire al proprio direttore di struttura complessa, che a sua volta relaziona il capo dipartimento e successivamente il direttore medico di presidio, il direttore sanitario o amministrativo, fino al direttore generale.

Un controllo amministrativo volto a ricostruire con precisione la catena delle segnalazioni interne nella fase successiva al tragico intervento.

Secondigliano, maxi sequestro in carcere: 23 cellulari e droga nel reparto dei boss

Napoli– Un vero e proprio arsenale tecnologico e diverse dosi di stupefacenti sono stati sottratti alla disponibilità dei detenuti nel centro penitenziario di Secondigliano.

Durante una perquisizione ordinaria scattata nella mattinata di venerdì 6 marzo, gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno inferto un duro colpo alla rete di comunicazioni illecite e allo spaccio interno alla struttura napoletana.

Il blitz nel reparto “Liguria”

L’operazione, coordinata dal Primo dirigente Gianluca Colella, si è concentrata nelle sezioni 5 e 6 del reparto “Liguria”, area destinata ai detenuti del circuito di Alta Sicurezza. Il bilancio del controllo è ingente: i poliziotti hanno rinvenuto e posto sotto sequestro 20 smartphone di ultima generazione, 3 micro-telefonini e 6 panetti di hashish.

A rendere nota l’operazione è Raffaele Munno, vicesegretario regionale del SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), che ha sottolineato l’efficacia dell’intelligence interna nel contrastare l’introduzione di materiale proibito, spesso veicolato attraverso canali sempre più sofisticati.

Un fenomeno in costante crescita

«L’azione di contrasto è continua e vede impegnati quotidianamente gli uomini e le donne del Corpo», ha commentato Donato Capece, segretario generale del SAPPE. Secondo il sindacalista, quello dei telefoni e della droga in cella è un fenomeno in espansione che mette a rischio la sicurezza degli istituti di pena.

«Questi sequestri sono la testimonianza della professionalità della Polizia Penitenziaria – ha aggiunto Capece – che svolge una fondamentale attività di prevenzione e polizia giudiziaria, pur non venendo mai meno al compito della rieducazione del condannato».

Emergenza sovraffollamento: 1.500 detenuti per 1.000 posti

Il successo dell’operazione brilla ancora di più se analizzato alla luce delle difficili condizioni operative in cui versa il carcere di Secondigliano. I dati aggiornati al 28 febbraio dipingono un quadro di forte pressione: a fronte di una capienza regolamentare di circa 1.000 posti letto, la struttura ospita attualmente 1.534 detenuti, di cui 137 donne.

Il sindacato, pur esprimendo soddisfazione per i risultati ottenuti, non nasconde le criticità legate alla cronica carenza di organico e chiede interventi strutturali al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP).

L’appello: «Servono schermi tecnologici»

La sfida contro i droni e i sistemi di occultamento dei cellulari non può essere vinta solo con le perquisizioni manuali. Per questo, il SAPPE rinnova la richiesta di dotazioni tecnologiche avanzate. «Occorrono strumenti di ultima generazione per schermare gli istituti e rilevare la presenza di dispositivi elettronici – conclude Capece – solo così potremo neutralizzare definitivamente i tentativi di comunicazione illecita verso l’esterno».