Per estorsioni a sfondo sessuale i carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Brindisi nei riguardi di Santo Calo’, 33enne di Torre Santa Susanna (Brindisi). L’uomo avrebbe ricattato alcune donne chiedendo loro denaro e minacciandole di pubblicare foto intime sul web. Sette delle estorsioni contestate sono consumate, tre tentate. Ci sono poi ipotesi di truffa e violenza privata, tutto riferito a un arco temporale che va dall’ottobre 2017 al febbraio 2018. Le vittime sarebbero dieci donne residenti in varie regioni del territorio nazionale: Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Sardegna e Puglia. Sui social network l’uomo avrebbe celato la propria identita’ utilizzando il nome “Emanuele”, si sarebbe presentato come un bancario, single. Le somme di denaro richieste, una volta acquisite le foto, variavano tra i 200 e i 300 euro. Le minacce alle donne, di eta’ compresa tra i 23 e i 48 anni, sarebbero state sempre quelle di diffondere e pubblicare in rete le foto anche sui siti di escort. Le somme di denaro, provento di estorsione, sono confluite su una carta postepay di una ex fidanzata dell’arrestato, estranea alla vicenda, che ne ha consentito l’uso. L’esame delle ricariche relative alla carta postepay ha consentito l’individuazione di tutte le presunte vittime delle estorsioni. Tre tentativi di estorsione non si sono concretizzati poiche’ le donne si sono sottratte al ricatto: una di esse si e’ recata dai carabinieri. Il 33enne avrebbe anche truffato alcune persone simulando su internet la vendita di cuccioli, ma non presentandosi all’appuntamento per la consegna una volta incassato il corrispettivo.
Statua della Libertà: solo una donna poteva scalarla…
Una donna ha scalato la base della Statua della Liberta’ a New York e per circa tre ore vi e’ rimasta, incurante degli appelli a scendere, accovacciata tra le ‘vesti’ dell’iconico monumento: e’ stata la sua protesta per la politica di immigrazione dell’amministrazione Trump e per le centinaia di bambini separati dai loro genitori al confine tra il Messico e gli stati Uniti. E’ accaduto il giorno del 4 luglio, Independence Day, la festa con cui gli Usa celebrano il ‘compleanno’ della nazione: protagonista della spericolata azione una donna afroamericana decisamente prestante, Therese Patricia Okoumou. A nulla sono valsi gli appelli della polizia perche’ scendesse, mentre la Statua veniva chiusa al pubblico e venivano fatti allontanare tutti i turisti. La donna, che faceva parte di un gruppo di manifestanti, minacciava di non scendere finche’ “tutti i bambini non sono stati rilasciati”; ma gli agenti di polizia, imbracati con le corde e le attrezzature da montagna, prima hanno cercato di convincerla, alla fine sono riusciti ad acciuffarla. “All’inizio era aggressiva e parlava dei bambini in Texas. Poi, alla fine ha collaborato e ci ha chiesto scusa per averci costretto ad andare fin su”, ha raccontato in conferenza stampa l’agente Brian Glackend della polizia di New York. Ci sono voluti 16 uomini dell’Unita’ Emergenze della polizia per riportarla a terra. Quando l’hanno raggiunta, come si vede dal video che ha registrato le fasi spettacolari della cattura/salvataggio, la donna e’ stata imbracata pure lei e poi fatta scendere con una scala a pioli. Le autorita’ hanno fatto evacuare Liberty Island: ore prima c’era gia’ stata una protesta contro la politica dell’amministrazione sull’immigrazione. La donna e’ affiliata con Rise and Resist, un’organizzazione a favore dei diritti umani e contro le politiche del governo. Ma Martin Joseph Quinn, uno dei responsabili, ha detto alla Cnn che la ‘scalata’ alla Statua della Liberta’ non faceva parte della protesta: “E’ salita senza che noi lo sapessimo…”.
Napoli, scarcerato il nipote del boss: non era lui a capo della baby gang del Vomero
Napoli.Salvatore Varriale, 19 anni, omonimo di Salvatore ’o tedesco, per anni a capo dei clan del Vomero è stato scarcerato dal Tribunale del Riesame scarcerato. Il giovane era in carcere perché accusato di essere al capo del branco della baby gang del quartiere collinare che la sera del 9 dicembre scorso, in via Scarlatti assalì un gruppo rivale di Scampia a colpi di mazze e coltelli. Dopo tre settimane di battaglia da parte degli avvocati Luca Gagliano e Lelio Della Pietra, si è riusciti a dimostrare che quella sera Varriale junior non era in via Scarlatti. Si sarebbe trattato di un clamoroso errore di persona. Quella sera fu preso di mira un 15enne di Scampia e a scatenare la furia della baby gang fu uno ‘sguardo’ di troppo. Uno dei ragazzino fu preso a calci e pugni, poi accoltellato con un coltello ‘a farfalla’. Fu ridotto in fin di vita, ma per fortuna ora sta meglio. Le indagini degli agenti della squadra giudiziaria del commissariato del Vomero, diedero subito i primi risultati. Furono visionate le immagini del McDonald’s, poi quelle di sicurezza di molti negozi di via Scarlatti. Infine un indizio condusse alla baby gang, quasi tutti sono figli di pregiudicati del Vomero, alcuni legati al clan Cimmino. A marzo scattarono i primi cinque arresti. Uno solo era maggiorenne e altri quattro minorenni. Furono tutti portati in comunità, tranne il 18enne agli arresti domiciliari. Poi il 15 giugno scorso l’arresto di Varriale junior che però ieri è stato scarcerato dal Riesame.
Napoli, agguato fallito al figlio del boss Mazzarella
Un raid armato, probabilmente un tentato omicidio. E’ quanto accaduto questa notte in via Botteghelle, estrema periferia Est di Napoli, verso il comune di San Giorgio a Cremano. Davanti all’Hollywood Cafe’ c’erano alcune persone, tra le quali Salvatore Mazzarella, figlio del boss Renato, al vertice di uno dei clan piu’ potenti del capoluogo campano. In due, con il volto coperto di caschi, in sella a uno scooter, sono arrivati e hanno cominciato a sparare contro il gruppo. Il figlio del capoclan e gli altri si sono rifugiati nel bar. Il passeggero e’ sceso e ha continuato a sparare contro l’esercizio commerciale, facendo andare in frantumi la vetrina. Una scheggia di vetro ha ferito uno dei clienti, altri proiettili si sono conficcati dentro una Smart parcheggiata all’esterno. La Scientifica della Polizia ha repertato 7 bossoli calibro 9 x 21 e diversi frammenti di proiettile. L’auto e’ stata sequestrata per prelevare i colpi di arma da fuoco e procedere all’analisi. Il cliente ferito ha piccole lacerazioni al collo giudicate guaribili dai medici del Loreto Mare in una decina di giorni. Le indagini in corso.
Moggi annuncia: ‘Ronaldo ha già firmato, visite a Monaco’
Cristiano Ronaldo “ha gia’ firmato” per la Juventus e “ha fatto le visite a Monaco di Baviera”. E’ la convinzione di Luciano Moggi che, su Twitter, da’ per certo l’arrivo a Torino dell’attaccante bianconero. Moggi, che e’ arrivato alla convinzione dopo avere parlato “con alcune persone importanti”, fu a un passo dall’ingaggiare Ronaldo 16 anni fa, quando ‘CR7’ era appena 18enne. Il rifiuto di Salas, che doveva essere la contropartita tecnica per chiudere l’affare, fece sfumare tutto. “Si valgo 100 millones es que no me quieren”, così oggi titola Marca nella sua edizione cartacea. Per il giornale Cristiano Ronaldo crede che il prezzo stabilito dal Real Madrid a gennaio sia un chiaro invito ad andarsene e proprio per questo starebbe spingendo per questa strada. Il Real Madrid, da parte sua, vorrebbe trattenerlo ma se dopo l’incontro Perez-Jorge Mendes la volontà del giocatore dovesse restare la stessa allora anche i Blancos faciliterebbero la sua partenza.
Falsari napoletani avevano una stamperia di euro in provincia di Taranto: 3 arresti
Nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Napoli e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma hanno scoperto nelle campagne della provincia di Taranto una stamperia abusiva adibita alla produzione di euro falsi, ricavata all’interno di un’abitazione rurale.
I responsabili, tre campani (M.T. classe 1975 di Carinaro – F.B. classe 1960 di Casoria – e S.T. classe 1987 di Giugliano in Campania -), tutti con precedenti specifici per analoghi fatti criminosi, immediatamente arrestati, sono stati sorpresi mentre erano intenti a stampare e confezionare banconote da 50 euro, pronte per essere illecitamente immesse sul mercato.
L’opificio, attrezzato con macchine da stampa off set particolarmente sofisticate e altamente performanti, era stato ricavato all’interno di una villetta unifamiliare negli uliveti del comune di Maruggio in provincia di Taranto. In specie, il laboratorio clandestino – di proprietà dei figli di uno degli arrestati, difficilmente raggiungibile e originariamente utilizzato come residenza estiva – era collocato in un immobile che aveva subìto modifiche strutturali per consentire l’alloggiamento dei voluminosi macchinari necessari per la stampa, provenienti dall’hinterland napoletano e trasportati con mezzi pesanti. Le riprese dall’alto effettuate con l’ausilio dei mezzi aerei del Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto hanno permesso, tuttavia, di sorvegliare “a distanza” l’abitazione sin dalle prime fasi di allestimento della stamperia.
Il tempestivo e fulmineo intervento dei militari della Guardia di Finanza ha impedito ai tre responsabili di darsi alla fuga, cogliendoli in flagranza di reato, mentre la produzione di banconote false era a pieno regime. Gli stessi, infatti, avevano già realizzato un quantitativo di banconote contraffatte nell’ordine di circa 8 milioni di euro.
I preliminari accertamenti effettuati sulle banconote hanno permesso di constatarne la pregevole fattura, in grado di ingannare facilmente chiunque ne fosse venuto in possesso.
Si procede per i reati di associazione per delinquere e falsificazione di banconote euro.
Scafati choc: ragazza sfugge al bruto in pieno centro
L’ha bloccata in strada, l’ha palpeggiata e costretta a seguirlo in una traversa. Voleva violentarla ma la studentessa ventiquattrenne di Scafati è riuscita a divincolarsi. E’ scappata, e in lacrime, scioccata, ha raggiunto la tenenza dei carabinieri per denunciare l’accaduto fornendo ogni dettaglio dell’uomo per l’identificazione.
Una vicenda tremenda di qualche giorno fa consumata in via Luigi Cavallaro, a Scafati. Poco dopo le 17.00 l’uomo ha tentato di abusare di una giovane ragazza per strada: si sarebbe anche abbassato i pantaloni per consumare la violenza e ci sarebbe riuscito se la studentessa non avesse iniziato a sferrare calci e a fuggire.
Stava rientrando a casa percorrendo quella strada come di consueto, per altro sempre trafficata, quando al suono di un clacson si gira incuriosita. Non conoscendo l’uomo alla guida del furgone, prosegue accelerando il passo perché intuisce il tentativo di un approccio da parte di lui, ma l’uomo insiste, scende dal furgone e la raggiunge. La blocca e inizia a toccarla per poi trascinarla in un vicolo.
Scompare dopo la cena con i colleghi, trovato morto su auto in una scarpata
Nella notte i carabinieri e i vigili del fuoco hanno ritrovato il corpo senza vita di Denis Demaria, il tecnico di Tonengo di Mazze’ scomparso venerdi’ scorso dopo una cena con i colleghi di lavoro. L’uomo era all’interno della propria auto, una Hyundai Atos, finita dentro una scarpata lungo la provinciale che unisce Villareggia a Saluggia in provincia di Vercelli. L’auto era completamente distrutta, segno che, con tutta probabilita’, il 52enne e’ rimasto vittima di un incidente stradale. Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti dei carabinieri della compagnia di Chivasso.
Imprenditore si rivolge al clan per il recupero crediti: 4 arresti
Avrebbe costretto un suo cliente debitore a pagarlo attraverso le minacce della mafia, con il clan Ercolano di Catania che avrebbe agito da societa’ di recupero crediti. E’ l’accusa contestata a Salvatore Sinatra, 54 anni, socio della ‘Sicilsole’, posto agli arresti domiciliari, che, la guardia di finanza, avrebbe fatto intervenire la cosca per esigere un credito di 20mila euro. Il debitore, come segnale di ‘buona volonta”, e’ stato costretto a fare subito un bonifico di duemila euro. Per estorsione aggravata dal metodo mafioso sono stati anche indagati il boss Aldo Ercolano, 44 anni, figlio dello storico capomafia Sebastiano, deceduto, nei cui confronti e’ stato emesso un’ordinanza cautelare dal Gip di Catania su richiesta della Dda della locale Procura. Il provvedimento gli e’ stato notificato in carcere da militari della guardia di finanza nel carcere de L’Aquila dove e’ detenuto. L’ordinanza e’ stata eseguita anche nei confronti dell’ex reggente della ‘famiglia’ Ercolano, Antonio Tomaselli, di 52 anni, e per l”alter ego’ di quest’ultimo, Rocco Biancoviso, di 51 anni, entrambi gia’ detenuti dal 2017.
Intestazione fittizia dei migranti nei centri accoglienza: arrestato ex deputato siciliano
L’ex deputato regionale all’Ars Onofrio Fratello, detto Norino, è stato arrestato dai Carabinieri del Comando provinciale di Trapani con l’accusa di avere creato una rete di intestatari fittizi per gestire cooperative per l’accoglienza di migranti. I militari, guidati dal Comandante provinciale di Trapani, colonnello Stefano Russo, stanno eseguendo un ordinanza di misura cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Trapani, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 4 persone accusate, a vario titolo, di intestazione fittizia di beni e bancarotta fraudolenta. Contestualmente sono in corso di notifica ulteriori 6 informazioni di garanzia per le medesime fattispecie di reato. L’operazione, convenzionalmente denominata ”Brother”, “costituisce l’esito di un’articolata attività d’indagine condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, sotto il coordinamento della locale Procura, che ha consentito di documentare le condotte illecite” dell’ex deputato dell’Ars Fratello, condannato nell’anno 2006 per concorso esterno in associazione mafiosa. L’escamotage utilizzato dall’ex onorevole è stato quello di “intestare fittiziamente quote e cariche sociali nell’ambito delle cooperative per l’accoglienza di migranti, a lui riconducibili, a terzi soggetti, suoi prestanome, garantendosi il duplice vantaggio di occultare i proventi derivanti dalle attività economiche e di evitare di comunicare le variazioni patrimoniali, conseguenti a tali partecipazioni, come imposto dalla legge ai soggetti condannati per il delitto di associazione di tipo mafioso”, dicono i Carabinieri. I militari hanno anche documentato una serie di manovre illecite attuate da Fratello con la complicità di due persone a lui vicine – anch’essi tratti in arresto e sottoposti agli arresti domiciliari – “finalizzate ad alienare beni e servizi di una società sportiva di sua proprietà, dichiarata fallita nel 2015 ad altra società da lui costituita ed intestata ad uno dei complici con l’esclusiva finalità di eludere la normativa fallimentare, integrando così la condotta di bancarotta fraudolenta per distrazione”. Sono in corso le operazioni di perquisizione presso le cooperative e i luoghi di privata dimora delle persone individuate quali prestanome dell’ex onorevole. I dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 presso il Comando Provinciale Carabinieri di Trapani.
Castellammare, faccia a faccia tra la ragazzina e i baby stupratori: i tre chiedono il perdono
Castellammare.E’ stato un drammatico faccia a faccia quello che ieri mattina è andato in scena nelle aule del tribunale per i minori di Napoli. Per la prima volta la dodicenne di Gragnano vittima del branco di baby stupratori legati al clan D’Alessandro di Castellammare si sono incontrati. Alla presenza di una psicologa e degli avvocati delle parti nel corso dell’audizione protetta la ragazzina ha confermato le accuse nei confronti dei tre violentatori. Ha ripercorso, non senza difficoltà e non senza interruzioni dovute all’emozione di quei brutti momenti, che cosa accadde quella sera di aprile quando fu violentata e filmata in gruppo in una stanza delle Terme di Stabia. Uno dei ragazzi era stato il suo fidanzatino e poi si erano lasciati per gli atteggiamenti violenti che aveva nei suoi confronti. L’aveva costretta a fumare uno spinello e poi a fare sesso e poi l’aveva ricattata chiedendole dei soldi in cambio del silenzio e perché non diffondesse le foto e le immagini dei rapporti alle sue amiche e alla sue prof. Poi nel mese di aprile ci sarebbe stata la violenza di gruppo organizzata da un altro ragazzino, amico del suo ex, e parente stretto di un boss del clan D’Alessandro. I tre, difesi dagli avvocati Antonio De Martino e Gennaro Somma, dal canto loro hanno invocato il perdono. Per il momento restano nel carcere minorile in attesa degli sviluppi dell’inchiesta: la Procura minorile si avvia a chiedere il giudizio immediato.
Torre Annunziata, bomba del racket al bar della Provolera
Torre Annunziata. Tornano in azione i signori del racket. Una bomba carta di grosse dimensioni ha infatti distrutto la notte scorsa la saracinesca di un bar nel rione Provolera. L’ordigno piazzato in vico della Fortuna è stato fatto deflagrare all’esterno della Caffetteria degli Amici. L’esplosione che ha causato ingenti danni al bar ha provocato anche la rottura dei vetri di alcune finestre e balconi delle abitazioni circostanti. Paura per gli abitanti ma anche tanta omertà. Il titolare del bar ha spiegato agli investigatori intervenuti sul posto di non aver subito mai minacce ne richieste estorsive e di non sapersi spiegare i motivi dell’attentato.Gli abitanti dal canto loro hanno detto di non aver visto niente e di aver sentito il botto e di aver avuto paura. Sull’episodio indagano i carabinieri.
Voto di scambio a Scafati: Aliberti ha uno stress ‘giudiziario’ ma può rimanere in carcere
Scafati. Meglio il carcere o un centro clinico? “E’ come dire se vado in un albergo di lusso a Capri sono più a mio agio”. Carlo Pagano, il perito nominato dai giudici del Tribunale di Nocera Inferiore per stabilire se le condizioni di salute dell’ex sindaco di Scafati, Angelo Pasqualino Aliberti, sono compatibili con il regime carcerario, conclude con una battuta le risposte date al difensore dell’imputato. Le conclusioni del perito non lasciano dubbi ad interpretazioni: Aliberti – detenuto in carcere per un’aggravamento della misura dei domiciliari – è affetto da una sindrome ansiosa depressiva da stress ‘giudiziario’ prolungato, ma può ricevere ogni cura adeguata in carcere. Il perito, nominato dal tribunale su richiesta dei difensori Silverio Sica e Giuseppe Pepe, ha visitato il detenuto che secondo la difesa sarebbe incompatibile con il regime carcerario. Ne ha tracciato un profilo psichiatrico e psicologico le cui conclusioni coincidono, in massima parte, con la perizia disposta già nel corso delle indagini, prima che fosse arrestato. La deposizione del dottore Pagano è stata centrale nell’udienza che si è celebrata dinanzi ai giudici di Nocera Inferiore – presidente Raffaele Donnarumma – nella quale poi sono state introdotte le eccezioni dei difensori degli imputati: Angelo Pasqualino Aliberti, Nello Maurizio Aliberti, Monica Paolino, Roberto Barchiesi, Ciro Petrucci e Andrea Ridosso, accusati di voto di scambio politico-mafioso per le elezioni amministrative del 2013 e Regionali del 2015. L’ex sindaco è stato tutto il tempo seduto nella ‘gabbia’ riservata ai detenuti. Polo blu e jeans, la mano appoggiata al volto, sguardo volutamente assente ha seguito tutta l’udienza senza mostrare partecipazione. Si è lasciato portar via in manette, a fine udienza, senza soffermarsi con i difensori. Il perito medico legale ha spiegato ‘tecnicamente’ cosa gli sta accadendo: è sottoposto ad un prolungato stress per la sua vicenda giudiziaria, ancor prima che carceraria, e la sua percezione cognitiva è alterata dallo stato d’ansia e dall’uso prolungato di farmaci antidepressivi. Questo stato può sfociare in una depressione vera e propria, ma un’evoluzione progressiva del suo stato non è contemplata. Se viene meno il fattore di stress, potrebbe stare meglio, come è normale che sia. Poi, su domanda del difensore dell’imputato ha aggiunto: “C’è bisogno di un intervento terapeutico. Presso il carcere, vi sono esperti – psicologi e psichiatri – in grado di gestire farmacologicamente la sua patologia. In riferimento allo stress – ha spiegato -, non è il carcere stesso che lo aggrava ma il modo in cui questo impatta con il carcere. Le continue emozioni, poi determinano nell’imputato un lavoro costante del suo cervello e una conseguenza ridotta capacità di analisi”. Su sollecitazione del pm Vincenzo Montemurro, il perito ha sottolineato che dalle relazioni mediche del carcere si evince che per Aliberti non è stata ritenuta necessaria una terapia anti-depressiva e che prima dell’arresto l’ex sindaco aveva già mostrato di aver abusato di farmaci tanto da essere stato ricoverato, mentre era agli arresti domiciliari. Ed infine Pagano ha concluso: “Questo tipo di sindrome è estremamente diffusa nel carcere, tra i detenuti”. In conclusione, però, è compatibile con il regime carcerario. La relazione medico legale ha fatto da prologo alle eccezioni preliminari dei difensori degli imputati. Insieme al Ministeri dell’Interno e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si è costituita parte civile l’Avvocatura dello Stato. E’ stata, invece, chiesta l’esclusione come parte civile dei due imprenditori conservieri Aniello e Fabio Longobardi, vittime di estorsioni da parte degli esponenti del clan Ridosso, imputati originariamente nel procedimento e che hanno chiesto scelto il rito abbreviato. Il capo di imputazione che vede i due conservieri vittime delle richieste estorsive non è più contemplato nel processo in corso a Nocera Inferiore visto che è in corso di definizione a Salerno, per cui i giudici hanno accolto la richiesta ed hanno escluso la loro costituzione dal procedimento. Rigettata l’esclusione chiesta dai difensori per il Comune di Scafati per un vizio di forma, i giudici si sono riservati di decidere su altre due questioni preliminari: la validità dell’incidente probatorio, fatto a Salerno, nel corso dell’udienza preliminare nel quale sono stati sentiti i due testimoni Aniello Longobardi e Raffaele Lupo, e l’inutilizzabilità di alcune prove (tra queste proprio gli interrogatorio di questi due testi) acquisite – secondo la difesa – quando era già scaduta la proroga d’indagine. Quest’ultima questione è passata anche al vaglio della Cassazione nei mesi scorsi.
I giudici scioglieranno la riserva su queste due eccezioni il prossimo 11 luglio ed hanno fissato un’udienza il 16 luglio quando decideranno sull’ammissione delle prove e dei testimoni. Se dovessero ritenere che l’incidente probatorio è inammissibile, la procura potrà integrare la lista testi con la testimonianza di Longobardi e Lupo. Poi, il processo potrà entrare nel vivo. Ieri mattina a rappresentare la pubblica accusa in aula, c’erano oltre al titolare dell’inchiesta il pm Montemurro anche il procuratore aggiunto della Procura di Salerno, Luca Masini.
In aula, oltre ad Aliberti detenuto, anche gli altri imputati: il fratello Nello Maurizio, la moglie e consigliere regionale di Fi, Monica Paolino, l’ex staffista Giovanni Cozzolino, l’ex consigliere comunale Roberto Barchiesi e l’ex vice presidente dell’Acse, Ciro Petrucci, ritenuto uno degli uomini nominati da esponenti del clan Ridosso. Il processo, nato dall’inchiesta ‘Sarastra’ condotta dalla Dia sezione di Salerno e dalla Procura antimafia che ha anche portato allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose entrerà nel vivo a partire da settembre quando saranno sentiti i primi testimoni citati dalla Procura.
Rosaria Federico
(Nella foto il consigliere regionale Monica Paolino, imputata nel processo, e l’avvocato Silverio Sica, difensore del marito Angelo Pasqualino Aliberti)
Napoli, gli accoltellatori di Arturo si difendono in aula. Anche la mamma lasciata fuori
Napoli. E’ iniziato questa mattina il processo per il tentato omicidio di Arturo, il 17enne vittima di una baby gang in via Foria, al centro di Napoli, il 18 dicembre dell’anno scorso. Tre minorenni sono stati inchiodati alle loro responsabilita’ dalle immagini di sorveglianza di alcuni negozi della zona e dal riconoscimento da parte della vittima, che e’ stata accoltellata diverse volte e ha riportato una ferita alla gola molto profonda. Un quarto componente del gruppo ha meno di 14 anni e non e’ imputabile. Il primo a essere stato arrestato, il 16 enne soprannominato ‘il nano’, bloccato il 24 dicembre e adesso in comunita’, ha ammesso per la prima volta di essere stato presente ma di non aver accoltellato lui Arturo. Il secondo degli arrestati, il 17enne soprannominato ‘tic tac’ dice invece di essere innocente. A riprova e’ il fatto che quel giorno avesse una barba folta come dimostrato da un video acquisito agli atti, mentre dalle immagini delle telecamere non risulterebbero tracce della peluria in nessun aggressore. Il terzo, il 15enne, parente di un uomo suicida in carcere dopo essere stato arrestato per un omicidio a scopo di rapina, conferma di essere stato stato presente al momento del fatto ma di non essere stato lui a colpire Arturo. Insomma, nessuno dei tre ha confessato di aver usato i coltelli, eppure le lame usate sarebbe due e dal racconto sia della vittima che di un testimone oculare, i due ragazzi piu’ alti e grandi avrebbero sferrato le coltellate. Il processo e’ stato rinviato a 9 novembre, quando iniziera’ la requisitoria del pm e parleranno gli avvocati. L’udienza era solo per le parti in causa e non per le parti offese, che nel processo penale minorile non possono costituirsi parte civile; cosi’ Maria Luisa Iavarone, madre di Arturo, e’ stata lasciata fuori dall’aula e questo ha creato alcuni momenti di tensione.
Maestre ‘magistrali’ cacciate dalla scuola, il Ministro: ‘Rischio per il nuovo anno scolastico’
La vicenda complessa, e per certi versi tutta italiana, dei diplomati magistrali comincia a impattare sulla vita reale dei protagonisti di questa storia, vale a dire i docenti. “Serve una legge molto chiara che stabilisca quale deve essere la sorte dei diplomati magistrali fino al 2001-2002”, ha spiegato Marta Borghese, legale di una docente di Salerno munita di diploma magistrale, estromessa nel frattempo dalle graduatorie a esaurimento (Gae) in seguito a una sentenza della Corte d’Appello di Salerno, e quindi verso il licenziamento. Sull’affaire ha detto la sua, rispondendo alla Camera a un question time, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che ha parlato di “una situazione che rischia concretamente di mettere a repentaglio l’avvio del nuovo anno scolastico”. In ogni caso, ha chiarito, grazie all’inserimento nel dl Dignita’ di una norma ad hoc si potranno avere a disposizione 120 giorni per dare esecuzione alle sentenze. Tutto prende le mosse da una sentenza del Consiglio di Stato (la n.11 del dicembre 2017) che ha definitivamente chiarito che il possesso del solo diploma magistrale, anche se conseguito nell’anno scolastico 2001-2002, non costituisca titolo sufficiente per l’inserimento nelle Graduatorie a esaurimento. Alla luce di questo principio giurisprudenziale i diplomati magistrali dovranno essere cancellati dalle Gae man mano che interverranno le sentenze di merito, che presumibilmente si uniformeranno alle decisioni dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato. Chiara l’amarezza dei docenti – in tutto circa 7.500 – che rischiano di perdere il lavoro come la maestra di Salerno, la cui storia e’ stata riportata da ‘Il Mattino’. “Pensare che il diploma magistrale – ha osservato ancora l’avvocato Borghese – possa esser idoneo per svolgere supplenze brevi e non per insegnare di ruolo e’ paradossale. L’insegnamento non e’ sempre lo stesso?”. Intanto oggi alla Camera il ministro Bussetti ha auspicato che il Parlamento voglia approvare in sede di conversione del dl norme per mettere a punto modalita’ di esecuzione delle sentenze sui diplomati magistrali, “per salvaguardare la continuita’ didattica per tutto l’anno scolastico prossimo, nonche’ dare compiuta definizione al quadro normativo, eventualmente disciplinando specifiche procedure di reclutamento nel rispetto della vigente legislazione di settore, senza trascurare coloro che sono in possesso dei titoli attualmente richiesti per l’accesso all’insegnamento nella scuola primaria”. Da settimane nel frattempo impazzano le prese di posizione di sindacati e esponenti politici. Deluso l’esponente di Leu Nicola Fratoianni, autore dell’interrogazione a cui ha risposto oggi il ministro Bussetti: “la soluzione proposta, con la deroga di 4 mesi, assicura certamente l’avvio dell’anno scolastico, un fatto positivo, ma non da’ nessuna certezza sulla sua conclusione”. E se per lo Snals-Confsal serve “una soluzione politica”, la Flc-Cgil parla di “soluzione poco dignitosa” per i docenti, che evidentemente aspettavano una risposta definitiva. Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola, punta il dito su “una questione molto complessa” e di provvedimento – quello adottato ieri dal Consiglio dei ministri – “non risolutivo”. Invece per Pino Turi della Uil Scuola “non ci si puo’ limitare a garantire l’avvio ordinato dell’anno scolastico, senza dare risposte sia pure articolate e graduali, ai docenti interessati”. Secondo Antonio Iannone, senatore FdI, “dopo tanto parlare la montagna ha partorito un topolino”, visto che “ad ottobre 2018 circa 50mila insegnati vedrebbero sfumare la loro possibilita’ di restare in ruolo o di diventarlo”.
La Nostra Storia: quel discorso di Craxi di 26 anni e 1 giorno fa
“E tuttavia, d’altra parte, ciò che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, è che buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale. I partiti, specie quelli che contano su appartati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’Aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro.” Nessuno si alzò. Ma nessuno ebbe neanche il coraggio di riconoscere che si trattava di un problema politico, da risolvere politicamente. Tutti sperarono che la campana suonasse solo per Craxi. E le cose andarono diversamente, lo sappiamo come andarono. Oggi è ancora il caso di ricordare quel discorso che metteva assieme dramma, realismo, fine di un’era. I problemi posti da quelle parole restano attuali e non risolti.
Mercatissimo: sogni, desideri, voci, trattative e altro di giornata
CRISTIANO RONALDO, ma non solo. La Juventus sta cercando di capire se davvero puo’ arrivare al cinque volte Pallone d’Oro, e anche se sia il caso, per avere i soldi da investire nell’affare, di cedere anche DYBALA e PJANIC, oltre a HIGUAIN, che andra’ al Chelsea (intenzionato, dopo i Mondiali, a ‘dare l’assalto’ anche ad ALISSON). Intanto il Real Madrid ha sparato una richiesta di 100 milioni proprio al Chelsea che si era informato su KOVACIC. In entrata la Juve continua a seguire anche la pista DARMIAN, per il quale c’e’ la concorrenza di Inter (ma i nerazzurri lo vogliono in prestito) e Napoli. Allegri avrebbe invece bloccato la partenza di RUGANI, che pero’ vorrebbe trovare maggiore spazio. Oggi e’ stato il giorno del Sassuolo, che ha messo a segno i colpi BOATENG e DI FRANCESCO (al Bologna, per il figlio d’arte, andra’ FALCINELLI). Ma gli emiliani non vogliono fermarsi qui, perche’ insistono con il Milan per LOCATELLI, cercato anche dal Cagliari. Su BERARDI alla Roma non ci sono novita’, nel senso che la dirigenza neroverde non vorrebbe privarsene dopo che ha gia’ ceduto Politano all’Inter, mentre si valuta l’offerta della Lazio per ACERBI: il giocatore vuole andare, ma fra richiesta e offerta c’e’ ancora una differenza di due milioni (12 contro 10). L’impasse potrebbe essere superato inserendo CATALDI nella trattativa. Il ds laziale Tare continua anche a trattare FREULER con l’Atalanta. Colpo del Parma, che fa tornare in Italia il difensore BRUNO ALVES, che era ai Rangers Glasgow. Per la porta la scelta e’ tra SEPE ed AGAZZI. MILINKOVIC SAVIC, fratello del talento della Lazio, e’ il nuovo portiere della Spal, mentre il Frosinone e’ su SPORTIELLO. La dirigenza ciociara cerca ora CRISETIG per il centrocampo, il doriano SALA per la fascia e MAXI LOPEZ per l’attacco. Piace anche ROSI, svincolatosi dal Genoa. Dal Brasile si continua a smentire che LUCAS VERISSIMO possa andare al Torino (che infatti ha preso il genoano IZZO), visto che il difensore del Santos sembra destinato alla Russia. Il d.s. del Milan Mirabelli e’ concentrato sulle cessioni, in particolare, oltre a Locatelli, quelli di KALINIC, che ha offerte dalla Spagna, Bacca (il Villarreal vuole riscattarlo ma non alla cifra stabilita dai rossoneri), GOMEZ, che andra’ al Boca Juniors, e ANTONELLI. Triplo colpo in entrata per la Sampdoria, vicinissima all’ingaggio dell’udinese JANKTO, del portiere JANDREI della Chapecoense dell’attaccante del Palermo LA GUMINA. Infine Genoa e Udinese, che si contendono ROHDEN del Crotone.
Napoli: la giornata tra mercato e altro
Dopo Simone Verdi il Napoli mette a segno altre due colpi di mercato: Fabian Ruiz ed Alex Meret. Visite mediche alla clinica Villa Stuart per entrambi (ieri lo spagnolo, oggi l’italiano) e poi via alla Filmauro per apporre la firma sui contratti che legheranno i due calciatori al Napoli per le prossime cinque stagioni: il centrocampista spagnolo, arrivato dal Betis Siviglia a fronte del pagamento della clausola da 30 milioni, percepirà un ingaggio di 2.5 milioni a stagione, mentre al portiere friulano andranno 1.2 milioni all’anno, stipendio che salirà progressivamente nel tempo. Tutto fatto, dunque, mancano solo l’annuncio ufficiale e il tweet del presidente De Laurentiis previsto comunque nelle prossime ore.ORA KARNEZIS – Tornando alla trattativa Meret, l’affare complessivo con l’Udinese sarà di circa 27.5 milioni, cifra in cui rientrerà anche il cartellino di Orestis Karnezis, portiere di 33 anni pronto a fare da secondo al giovane classe ’97 e aiutarlo nel suo processo di crescita a Napoli. Su Karnezis sono previste per domattina alle 8 le visite mediche sempre a Villa Stuart, concluse le quali il greco firmerà il contratto biennale con opzione per il terzo anno da circa 1 milione l’anno.LE CESSIONI – Gli arrivi di Meret e Fabian Ruiz saranno finanziati in gran parte dalla cessione di Jorginho al Manchester City ormai definita in ogni suo dettaglio (55 milioni al Napoli, quadriennale da oltre 4 milioni al ragazzo), trattativa che aspetta solo di essere ufficializzata dai due club. Da definire, poi, il futuro dei vari Ciciretti e Ounas, giocatori che Ancelotti vorrebbe valutare da vicino nel ritiro estivo (che partirà lunedì prossimo a Dimaro), ma che sono destinati ad una probabile partenza in prestito: Genoa, Parma e Sassuolo le possibili destinazioni per i due esterni d’attacco.GHOULAM OUT – Ma oggi è stato anche il giorno di Faouzi Ghoulam, operato sempre nella clinica Villa Stuart dal Professor Mariani per rimuovere il filo metallico applicato nella precedente operazione per la rottura della rotula. L’operazione è perfettamente riuscita e ora l’algerino seguirà una tabella di lavoro personalizzato, con l’obiettivo di tornare a disposizione di Ancelotti almeno per l’inizio del campionato, il prossimo 19 agosto. SPR di Vincenzo GuarcelloNapoli, 4 lug. (LaPresse) – Il 2 e il 3. Dopo Simone Verdi il Napoli mette a segno altre due colpi di mercato: Fabian Ruiz ed Alex Meret. Visite mediche alla clinica Villa Stuart per entrambi (ieri lo spagnolo, oggi l’italiano) e poi via alla Filmauro per apporre la firma sui contratti che legheranno i due calciatori al Napoli per le prossime cinque stagioni: il centrocampista spagnolo, arrivato dal Betis Siviglia a fronte del pagamento della clausola da 30 milioni, percepirà un ingaggio di 2.5 milioni a stagione, mentre al portiere friulano andranno 1.2 milioni all’anno, stipendio che salirà progressivamente nel tempo. Tutto fatto, dunque, mancano solo l’annuncio ufficiale e il tweet del presidente De Laurentiis previsto comunque nelle prossime ore.ORA KARNEZIS – Tornando alla trattativa Meret, l’affare complessivo con l’Udinese sarà di circa 27.5 milioni, cifra in cui rientrerà anche il cartellino di Orestis Karnezis, portiere di 33 anni pronto a fare da secondo al giovane classe ’97 e aiutarlo nel suo processo di crescita a Napoli. Su Karnezis sono previste per domattina alle 8 le visite mediche sempre a Villa Stuart, concluse le quali il greco firmerà il contratto biennale con opzione per il terzo anno da circa 1 milione l’anno.LE CESSIONI – Gli arrivi di Meret e Fabian Ruiz saranno finanziati in gran parte dalla cessione di Jorginho al Manchester City ormai definita in ogni suo dettaglio (55 milioni al Napoli, quadriennale da oltre 4 milioni al ragazzo), trattativa che aspetta solo di essere ufficializzata dai due club. Da definire, poi, il futuro dei vari Ciciretti e Ounas, giocatori che Ancelotti vorrebbe valutare da vicino nel ritiro estivo (che partirà lunedì prossimo a Dimaro), ma che sono destinati ad una probabile partenza in prestito: Genoa, Parma e Sassuolo le possibili destinazioni per i due esterni d’attacco.GHOULAM OUT – Ma oggi è stato anche il giorno di Faouzi Ghoulam, operato sempre nella clinica Villa Stuart dal Professor Mariani per rimuovere il filo metallico applicato nella precedente operazione per la rottura della rotula. L’operazione è perfettamente riuscita e ora l’algerino seguirà una tabella di lavoro personalizzato, con l’obiettivo di tornare a disposizione di Ancelotti almeno per l’inizio del campionato, il prossimo 19 agosto.



