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Reparto chiuso per la festa, pugno duro del Ministro: c’è un’inchiesta della Procura

Napoli. Reparto chiuso per la festa del primario: ora c’è anche un’inchiesta della Procura di Napoli. Si cercano responsabilità e eventuali violazioni nel caso dell’ospedale del Mare e della chiusura del reparto di Chirurgia Vascolare per 12 ore, in concomitanza con la festa del primario Francesco Pignatelli in un locale a Pozzuoli. Dopo la sospensione a tempo indeterminato di Pignatelli da parte dell’Asl Napoli 1, i carabinieri del Nas – delegati dalla procura guidata dal procuratore Giovanni Melillo – hanno verificato turni e ferie di medici e infermieri del reparto per capire cosa è accaduto venerdì scorso quando il reparto di chirurgia vascolare è stato chiuso e i 4 pazienti ricoverati sono stati appoggiati per la notte nel reparto di chirurgia. I militari hanno acquisito nel reparto Trauma center e negli uffici della direzione generale le schede degli addetti al reparto per stabilire chi era in ferie e chi libero dal servizio e incrociare le informazioni con quelle della festa del primario e con le foto scattate alla serata alla quale hanno partecipato numerosi invitati. I degenti del reparto, nella notte tra il 6 e il 7 luglio erano stati trasferiti in un altro reparto e un altro spostato all’ospedale San Giovanni Bosco.

L’indagine della Procura di Napoli si affianca a quella della direzione dell’Asl Napoli 1 Centro diretta da Mario Forlenza e il ministro alla Sanità Giulia Grillo che ieri ha visitato l’Ospedale del Mare ha voluto che anche il ministero faccia chiarezza su quanto accaduto. “La Campania merita attenzione. Quella del reparto chiuso per la festa sembrava una fake news, poi abbiamo inviato i Nas – ha detto il ministro durante la visita -. Sono qui per per risolvere i problemi, non per tagliare i nastri. Non basta oggi dire che ci sono persone dispiaciute. È una cosa che non doveva accadere. Ci sono vari gradi di responsabilità e noi li accerteremo tutti e agiremo di conseguenza”. La Procura valuta se vi siano gli estremi per indagare eventuali responsabili per interruzione di pubblico servizio, in fondo, come emerge dagli atti già acquisiti lo stesso primario Piscitelli aveva concesso ad alcuni degli operatori del reparto (infermieri e medici) delle ferie proprio in concomitanza con la famosa serata.
Il caso è venuto alla luce dopo la denuncia pubblica del consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli che ha evidenziato la strana coincidenza della chiusura con la festa del primario. Pignatelli e i colleghi coinvolti nella vicenda spiegano che si è trattato di una coincidenza e che le corsie del reparto sono state svuotate per mancanza di personale dovuta alle ferie chieste dagli infermieri e alle quali il primario non ha opposto un turno di straordinari per evitare disservizi. Quella notte c’era un medico reperibile in caso di emergenza. L’organizzazione del reparto inoltre e la decisione di spostare i pazienti in chirurgia generale, inoltre, non era stata comunicata al manager Forlenza. Forse è questo il particolare che, più di altri, lascia perplessi.

 

Castellammare, maxi rissa in centro: due fratelli in ospedale

Castellammare di Stabia. Due fratelli intervengono per sedare una rissa poco distante dal loro locale e finiscono per essere pestati e mandati in ospedale. Un 19enne e un 29enne stabiesi, dopo un raid punitivo a colpi di caschi e pugni, sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo. La loro unica colpa è quella di aver cercato di difendere un giovane che era stato aggredito da altri due ragazzi e che chiedeva a gran voce aiuto. La scena dove si è consumata la brutale aggressione è stata piazza IV Novembre nei pressi della stazione della Circumvesuviana. A far intervenire i due fratelli al lavoro in un locale della zona sono state le urla dell’adolescente che chiedeva aiuto mentre era stato accerchiato prima e aggredito dopo da altri due ragazzi. Di qui è nata una colluttazione, un parapiglia durato qualche minuto. Dopo che l’episodio sembrava ormai terminato, un gruppo di circa dieci ragazzi di età compresa tra i 20 e i 30 anni si sono presentati nel locale ed hanno dato “una lezione” ai due fratelli che erano intervenuti nella lite precedente. I due sono stati accompagnati da un familiare in ospedale. I medici del San Leonardo hanno medicato i due, riscontrando un naso rotto e un trauma cranico insieme ad escoriazioni ed ematomi su tutto il corpo. Sulla vicenda indagano gli agenti del commissariato di Castellammare di Stabia.

Napoli, ‘beccato’ dalla polizia il pusher di piazza Nazionale

Napoli. Lunedì sera gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Vasto Arenaccia hanno arrestato B.G. , 19enne napoletano, responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli agenti del Commissariato che quotidianamente pongono in essere attività di prevenzione e repressione dei reati con particolare riguardo al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno intercettato in Piazza Nazionale, un giovane in sella a uno scooter che, girava nella piazza guardandosi intorno come cercasse qualcuno. Tale atteggiamento ha insospettito i poliziotti in servizio che hanno attenzionato il giovane, seguendolo quando ha inforcato, sempre in sella allo scooter la vicina via De Benedictis dove, all’altezza con via Foggia si è fermato vicino ad altro giovane e gli ha consegnato un involucro di sostanza scura, ricevendo in cambio una banconota da 20 euro. A quel punto i poliziotti sono intervenuti per fermare i due i quali , essendosi accorti dell’avvicinarsi dei poliziotti si sono dati a precipitosa fuga.L’avventore, a piedi si è immediatamente dileguato nel dedalo di stradine presenti nella zona mentre il giovane in sella al motorino è scappato in direzione via Poggioreale dove poco dopo è stato fermato, con non poca difficoltà, dagli agenti che lo hanno trovato in possesso di 27 pezzi di sostanza solida marrone, dei quali 4 più grandi e 23 piccoli , oltre alla somma di 195 euro in banconote di diverso taglio.Un controllo approfondito nell’abitazione del giovane ha concesso di rinvenire ulteriori 12 pezzi grandi e 10 piccoli di medesima sostanza marrone , la somma di 110 euro ed un coltello a serramanico con la punta annerita.Tutta la sostanza rinvenuta, pari a 266 grammi è risultata al test scientifico essere Hashish.Il giovane è stato così arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e come disposto dall’A.G. condotto agli arresti domiciliari in attesa di essere sottoposto al giudizio con rito  direttissimo.

Un video alla moglie in cui annuncia il suicidio: salvato dalla polizia

Nel primo pomeriggio di ieri, al 113 è arrivata una richiesta di aiuto per una persona che stava per suicidarsi.La chiamata è stata fatta da una donna che riferiva di aver ricevuto un video del marito, 44enne, dal quale si stava separando, sebbene in maniera consensuale, nel quale l’uomo si preparava a commettere l’insano gesto di impiccarsi. L’intervento tempestivo degli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di P.S. Acerra, ha evitato il peggio.Quando gli agenti sono giunto all’indirizzo segnalato nessuno rispondeva in casa e non era possibile accedere all’appartamento perché la porta blindata aveva le chiavi inserite nella serratura dall’interno, per cui si rendeva necessario l’intervento dei vigili del fuoco.Giunti anche i vigili, un agente della Polizia di Stato è salito sulla scala dei vigili fino al terzo piano , dove c’era una finestra aperta, dalla quale, l’audace poliziotto è riuscito ad accedere nell’appartamento trovando l’uomo appeso per il collo ad un filo dell’antenna , privo di sensi .Senza perdersi d’animo, lo ha liberato dal cappio e, in attesa che i vigili del fuoco riuscissero a tagliare la porta per consentire l’ingresso dei soccorritori del 118 ha iniziato le prime manovre di rianimazione all’uomo, sottoponendolo a cicli di massaggio cardiaco, senza demordere, avendo ragione del suo intervento perché l’uomo dopo poco ha ripreso a respirare quasi regolarmente .Intanto la porta è stata aperta i sanitari sono entrati in casa perfezionando l’intervento del poliziotto e poi , dopo aver stabilizzato il respiro, lo hanno ricoverato presso il vicino nosocomio, dove l’uomo ha dichiarato di aver tentato il suicidio per motivi sentimentali.

Napoli, il parcheggiatore abusivo ferito per errore nella sparatoria a Monte di Dio

Napoli. Aveva raccontato di essere stato colpito da un proiettile vangante mentre scappava da una raffica di colpi di pistola.Salvatore De Gais, la vittima dell’agguato avvenuto la scorsa notte in via Supportico d’Astuti, nella zona del Pallonetto di Santa Lucia a Napoli, aveva detto la verità. Il parcheggiatore abusivo del Chiatamone prima di essere operato per l’estrazione del proiettile conficcato nel torace, a quattro centimetri dal cuore, aveva riferito di non essere lui il destinatario del raid ma di essersi trovato nel fuoco solo per caso.  Dietro la sparatoria ci sarebbe l’ennesimo scontro armato tra quelli del pallonetto di santa Lucia e quelli dei Quartieri Spagnoli. Una violenta lite dopo il furto dei uno scooter sarebbe all’origine della notte da Far West a Monte di Dio che avrebbe potuto uccidere il parcheggiatore che si trovava fuori casa perché la sua compagna dopo l’ennesima lite non voleva farlo entrare. Lui infatti, che è fuori pericolo dopo l’operazione, aveva spiegato di aver sentito arrivare da lontano tre scooter di grossa cilindrata e poi di aver immediatamente udito i colpi di pistola. Istintivamente si sarebbe messo a correre e a quel punto, forse scambiato per un ‘nemico’, gli avrebbero sparato, o forse addirittura sarebbe stato colpito da un proiettile di rimbalzo. La polizia che sta indagando sul caso ha anche acquisto le immagini di alcune telecamere pubbliche  e private poste lungo la zona per cercare immagini utili alle indagini. A fare fuoco tre pistole di diverso calibro (a terra sono stati trovati 18 bossoli). Un volume di fuoco ‘importante’ lanciato dai Quartierani per dare un segnale forte ai nemici del Pallonetto.

 

Gragnano, estorceva soldi all’ex moglie disabile:arrestato il fratello del boss ucciso

Gragnano. Estorsione, minacce e botte all’ex moglie: in manette un 51enne fratello di un boss ucciso in un agguato di Camorra. L’uomo di Gragnano, pregiudicato, da tempo si era separato dalla moglie 40enne ma i soprusi, nonostante la separazione ufficiale, non erano finiti. Il 51enne costringeva la moglie, con problemi psichici, a consegnargli somme di denaro ogni giorno. I carabinieri di Gragnano avevano da tempo notato movimenti strani, le indagini poi sono scattate quando ad allertare i militari sono stati alcuni vicini per le continue urla che provenivano dalla casa della donna. Così nella giornata di ieri Sebastiano Chierchia, fratello di Rino o pecorone, boss ucciso anni fa in un agguato di camorra è stato arrestato per estorsione e maltrattamenti in famiglia, proprio mentre stava ricevendo una banconota da 50 euro. La donna ha poi raccontato tutto ai carabinieri dicendo di non aver denunciato per paura.

Napoli, inchiesta sulla morte ‘per 35 euro’ del calciatore 21 enne, Salvatore Caliano

La Procura di Napoli ha aperto. un’inchiesta sulla morte di Salvatore Caliano, il giovane calciatore e garzone del bar Tico di Via Duomo angolo Forcella. Il 21enne che ieri pomeriggio ha visto infrangersi i suoi sogni di diventare calciatore come papà Gigi (ex bomber di Giugliano, Gladiator, Campobasso,  Cavese e Savoia) per un ‘lavoretto’ soli 35 euro. E ora ci si interroga sulla mancanza di lavoro, sul futuro dei giovani e sulla disperazione di aggrapparsi a qualsiasi richiesta pur di guadagnare qualcosa. E così Salvatore Caliano è morto cadendo dal quarto piano di un edificio in via Duomo mentre cercava di togliere i residui di polvere da un lucernaio, come gli aveva chiesto una signora che abita nel palazzo. IL vetro su cui era poggiato non ha retto il peso del suo corpo e lui ha fatto un volo di una ventina di metri schiantandosi al suolo. Ha cercato anche disperatamente di aggrapparsi alle impalcature della ditta che sta effettuando lavori di ristrutturazione nel palazzo. ma non ci è riuscito. Quando è arrivato all’ospedale san Giovanni Bosco in ambulanza il suo cuore ha cessato di battere dopo pochi minuti. L’emorragie interne erano devastanti. La disperazione dei familiari e degli amici hanno rotto il silenzio di un tranquillo pomeriggio di inizio estate. La salma è stata sequestrata, su disposizione della magistratura che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, per il momento a carico di ignoti. Le indagini sono affidate agli investigatori del commissariato Decumani della Polizia di Stato, che sono all’opera per identificare chi aveva chiesto a Salvatore di pulire il lucernaio. Per ora si sa che il lavoro era a nero e che non era stata predisposta nessuna misura di sicurezza per tutelare il ragazzo. Decine e decine di commenti sui social ricordano “il ragazzo d’oro” Salvatore, sempre disponibile e gentile e con un sogno nel cassetto: quello di diventare calciatore. Il ragazzo di via Vicaria Vecchia era tra l’altro conosciuto per la sua grande passione per il calcio. Fino a pochissimi fa aveva infatti militato nelle rose di alcune importanti squadre dilettantistiche locali. Negli ultimi tempi aveva però deciso di dedicarsi con sempre maggior costanza e impegno al lavoro.

Violentata in ospedale prima dell’esame radiologico

Ancora un caso di violenza sessuale denunciato nel Cilento. Mercoledì scorso infatti una donna rumena di cinquantacinque anni è arrivata al pronto soccorso dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania denunciando di essere stata vittima di uno stupro. La violenza sessuale si sarebbe consumata all’interno di struttura sanitaria di Agropoli dove la donna era stata ricoverata qualche giorno prima per effettuare un delicato esame. Ad abusare della donna sarebbe stato un operatore sociosanitario. Le indagini sono in corso per accertare i fatti. La donna rumena si era ricoverata nella struttura sanitaria per sottoporsi ad una indagine strumentale quando l’operatore socio sanitario ha abusato di lei. Dopo le dimissioni si è recata immediatamente presso il pronto soccorso dell’ospedale di Agropoli dove ha raccontato tutto ai sanitari e denunciato ai carabinieri la violenza subita. Ad Agropoli la donna è stata sottoposta ad una prima visita per essere poi trasferita, per ulteriori controlli, presso l’ospedale San Luca di Vallo della Lucania dal quale, secondo indiscrezioni, sarebbe stata confermata la violenza subita dalla donna per la presenza di profonde lacerazioni intime. Della vicenda, sulla quale è stata aperta un’inchiesta, se ne sta occupando anche il Centro antiviolenza del Piano di zona di Vallo della Lucania.

Napoli, spari a Scampia contro l’auto di un ex indagato per camorra

Spari la notte scorsa nel quartiere napoletano di Scampia. In via Labriola una vettura, Una Matiz, in sosta è stata danneggiata da due colpi di pistola. Sul posto è giunta la polizia per gli accertamenti del caso. Il proprietario, un pregiudicato della zona, ha riferito che la macchina era ferma da tempo. La polizia ha deciso di vederci chiaro e non crede all’ipotesi che si sia trattato di una stesa ma che l’avvertimento era rivolto proprio a lui. Si tratta di Filippo Aprea, classe 1983, con precedenti per rapina, armi, stupefacenti e nel
2015 indagato anche per associazione a delinquere di stampo camorristico. Ha
riferito alle forze dell’ordine di non aver ricevuto minacce e di non conoscere il motivo per il
quale hanno esploso colpi di pistola contro la sua auto. Sta di fatto che i proiettili si sono conficcati nella portiera. Quell’auto aveva il ermo amministrativo e non era marciante. Per tale ragione l’avrebbe lasciata sotto casa della suocera.

Napoli, così i Formicola gestivano le piazze di spaccio nel ‘Bronx’. I NOMI DEI 24 INDAGATI

Otto persone finite in carcere,  e quattro con il provvedimento di obbligo di dimora fuori dalla Campania e per due anche la contestuale presentazione giornaliera alla pg insieme con altri 12 indagati a piede libero. E’ questo il frutto di un’inchiesta sul clan Formicola che controlla da anni le attività illecite nel Bronx a San Giovanni a Teduccio e che oggi ha portato il gip Dario gallo, su richiesta della Dda di napoli a firmare le729 pagine di custodia cautelare per gli indagati. Scrive il gip: “Si è, infatti, in presenza di un gruppo delinquenziale particolarmente strutturato ed organizzato, radicato sul territorio e caratterizzato da requisiti strutturali e connotazioni funzionali tipiche dell’associazione di tipo camorristico. In tal senso, assumono rilievo, oltre all’accertata adozione di un linguaggio criptico preventivamente concordato, il welfare assicurato dal gruppo agli associati detenuti’ , la corresponsione di retribuzioni periodiche agli affiliati (anche in base ai guadagni) , il controllo del territorio svolto da affiliati e fiancheggiatori ,l’accertata disponibilità di utenze telefoniche “dedicate” e di motocicli , l’attività di reclutamento delle maestranze”. Le operazioni di intercettazione telefonica, svolte dal luglio del 2013 al marzo del 2014, hanno consentito di dimostrare l’ esistenza e l’operatività di tre distinte ed autonome piazze di spaccio di stupefacenti del tipo cocaina o hashish, le prime due radicate nel quartiere di Napoli-San Giovanni a Teduccio, la terza in San Giorgio a Cremano.
La prima piazza di spaccio, avente ad oggetto la vendita di cocaina, era ubicata all’interno e nei pressi dell’abitazione di Ronza Anita e Fusaro Ernesto, sita in vico 1°Marina ai Due Palazzi, nel quartiere di Napoli-San Giovanni a Teduccio, zona da sempre sotto il controllo criminale del clan Formiicola, ed era diretta da Rispoli Salvatore, figlio di Formicola Giulia. Rispoli Salvatore impartiva le necessarie direttive e provvedeva ai rifornimenti della piazza di spaccio, materialmente gestita dalla coppia Fusaro/Ronza; in tale sua attività, il Rispoli era costantemente coadiuvato, sul piano operativo, da Ciccone Enzo e Visone Antonio, i quali supportavano anche Fusaro Ernesto nel controllo della piazza; ì rifornimenti di cocaina venivano assicurati da Donadeo Luigi. Dopo l’arresto di Rispoli Salvatore, avvenuto nel  2013, il controllo economico e contabile della piazza di spaccio veniva assunto da Formicola Giulia, madre del Rispoli.
Secondo le indagini “L’evento causava una rottura degli equilibri interni del sodalizio perché la Formicola esercitava un controllo molto più stretto rispetto a quello fino in allora posto in essere dal figlio sui proventi dell’attività delittuosa. Ciò detenninava malumori in Fusaro Ernesto e Ronza Anita, i quali, in un primo momento (ottobre 2013), ottenevano da Formicola Giulia e Rispolì Assunta l’autorizzazione a potersi rivolgere ad un altro fornitore (nella fattispecie, Scognamiglio Antonio) con l’intesa di versare al clan metà dei guadagni; quindi, si allontanavano definitivamente dal sodalizio, ricorrendo ad altri canali di approvvigionamento”.
In particolare, a seguito dell’arresto di Fusaro Ernesto, avvenuto il 4.12.2013 per l’aggravamento della misura degli arresti domiciliari a cui era sottoposto, Ronza Anita assumeva la diretta gestione della piazza di spaccio, sganciandosi completamente dal sodalizio diretto da Formicola Giulia e rifornendosi di droga, in modo autonomo, prima da Donadeo Maurizio (dicembre 2013) e poi da Scognamiglio Antonio (febbraio/marzo 2014), soggetto, quest’ultimo, non collegato al clan Rispoli/Formicola. La Ronza poneva, quindi, in essere, in piena autonomia e talvolta con la collaborazione del cognato Fusaro Salvatore e dell’acquirente Palermo Ferdinando, una incessante attività di spaccio al dettaglio di cocaina in favore dì una pluralità di soggetti, non solo nei pressi della sua abitazione di Napoli-San Giovamù a Teduccio, ma anche in Cercola, nei pressi dell’abitazione della madre, sita in via Matilde Serao n.18. Nell’attività di spaccio al dettaglio, Fusaro Ernesto, essendo agli arresti domiciliari, aveva bisogno della collaborazione di altri soggetti. Oltre alla convivente, a Ciccone Enzo e Visone Antonio, il Fusaro si è avvalso anche di Fusaro Giuseppe e Fusaro Vincenza. Nella fase della diretta gestione del sodalizio da parte di Formicola Giulia emergevano le figure di Rispoli Assunta, figlia di Formicola Giulia, con il ruolo di fungere da tramite tra la madre e la coppia Fusaro/Ronza, e di Fusaro Vincenza, con il compito di veicolare i messaggi del detenuto Rispoli Salvatore al fratello Fusaro Ernesto. Le attività di indagine hanno consentito di disvelare anche altre due piazze di spaccio di stupefecenti, del tutto autonome rispetto al sodalizio Rispoli/Formicola.
Vale a dire la piazza di spaccio di stupefacenti del tipo cocaina organizzata da Donadeo Maurizio e Rispoli Massimo all’interno del parco “Cristoforo Colombo”, sito in corso Protopisani n. 84 del quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio, e della piazza di spaccio di stupefacenti del tipo hashish organizzata da Pagano Antonio, con l’ausilio della moglie Magro Emanuela, nella sua abitazione di San Giorgio a Cremano.Il sodalizio facente capo a Rispoli Salvatore era radicato nel quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio, zona da sempre sotto il controllo criminale del clan Formicola, e gestiva, attraverso Fusaro Ernesto e Ronza Anita, direttamente una piazza di spaccio di cocaina in vico I Marina ai Due Palazzi (derivazione di corso San Giovanni a Teduccio) e zone limitrofe, dove era ubicata l’abitazione dei predetti (conviventi). Le cessioni venivano perfezionate dalla coppia Fusaro/Ronza, previo contatto telefonico. con l’acquirente di turno e fissazione del luogo di incontro o nei pressi della loro abitazione o in prossimità di esercizi pubblici.
GLI INDAGATI
1) CAPPELLO Alessandro, nato a S. Giorgio a Cremano i129.06.1988;

2) CICCONE Enzo nato a Napoli i124.08.1987; IN CARCERE

3) DONADEO Luigi nato a Napoli il 07.07.1970; IN CARCERE

4) DONADEO Maurizio nato a Napoli il24.06.1978; IN CARCERE

5) FORMICOLA Giulia nata a Napoli il 05.04.1965; IN CARCERE

6) FUSARO Ernesto, nato a Napoli il 05.11.1982; IN CARCERE

7) FUSARO Vincenza nata a N a poli il 05.11.1989; (indagato)

8) FUSARO Giuseppe nato a Napoli i118.03.1988; (indagato)

9) FUSARO Salvator~ nato a Napoli il 04.02.1984; (indagato)

IO) GUARINO Raimondo nato a Napoli il 03.09.1973; (indagato)

11) IMPERATO Vittorio nato a Torre del Greco il18.09.1982; (indagato)

12) MAGRO Emanuela nata a Napoli i118.12.1985; (indagato)

13) PAGANO Antonio nato a Torre del Grero il 02.07.1978; (divieto di dimora in Campania)

14) PAGANO Luca nato Torre del Greco ì\26.09.1990; (indagato)

15) PALERMO Ferdinando nato a S. Giorgio a Cremano il 04.09.1982; (divieto di dimora in Campania)

16) POMPEO Aniello nato a Torre del Greco 1’01.01.1979, collaboratore di giustizia;

17) POMPEO Rosa nata aTone del Greco 1128.01.83, collaboratore di giustizia;

18) RISPOLI Assunta nata a Napoli ill4.08.!987; (divieto di dimora in Campania)

19) RISPOLI Massimo nato a Napoli i121.12.1977; IN CARCERE

20) RISPOLI Salvatore nato a Napoli il25.03.1984; IN CARCERE

21) RONZA Anita nata a Napoli il27.11.1984; (divieto di dimora in Campania)

22) SCOGNAMIGLIO Antonio nato Napoli il20.11.78; IN CARCERE

23) VANNUCCINI Luigi nato a Torre del Greco 31.01.1970; (indagato)

24) VISONE Antonio nato a Napoli il22.07.1987, collaboratore di giustizia;

Mondiale: Francia in finale, uno per tutti e tutti per Umtiti

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Le magie tattiche del professor Martinez, poi Umtiti. Grazie al difensore del Barcellona che sblocca una partita complicata la Francia raggiunge la finale mondiale eliminando il Belgio, e ora sembra molto vicina a bissare il titolo vinto nel 1998. Non sono bastate le magie del tecnico spagnolo a fermare l’armata di Deschamps, finora non brillante in questo torneo, ma consapevole di essere padrona del campo con tutte le grandi fuori dai giochi. Con Mbappè imbrigliato e Griezmann non molto in palla, è stato il difensore di origine camerunese a sbloccare la partita. Proprio lui in questa truppa multietnica, lui che non ha mai avuto dubbi su quale maglia nazionale volesse vestire, talmente convinto di poter essere importante per la Francia da non aver neppure vacillato di fronte al mitico Roger Milla che tentava di convincerlo a scegliere il paese dei genitori.

Scafati, sgomberato il terreno confiscato al boss Galasso: lo gestiranno le associazioni

Terra di camorra da oggi simbolo di rinascita: è stato sgomberato e affidato ad un raggruppamento di associazioni il terreno di 11 ettari confiscato al clan Galasso in via Nuova San Marzano negli anni ’90. Stamane, il Comune di Scafati ha notificato agli occupanti l’ordine di sgombero firmato dalla commissione prefettizia su input della Procura di Nocera Inferiore facendo così partire l’iter per l’affidamento alle associazioni ALPAA (Associazione lavoratori e produttori Agricoli e Ambientali) capofila, Finetica e Ferro 3.0, del terreno e dei capannoni di pertinenza, sequestrati nel 1992 ad una società della moglie del boss Pasquale Galasso. Il terreno, coltivato fino a qualche tempo fa dai Merolla, famiglia di commercianti ortofrutticoli di Poggiomarino, era stato confiscato e affidato al Comune di Scafati che un anno fa ha istruito il bando per l’assegnazione del bene a titolo gratuito. Stamane, la presa di possesso alla quale hanno partecipato gli agenti della polizia municipale, guidati dal comandante Antonio Forgione, i carabinieri e i vigili del fuoco alla presenza dei responsabili dell’agenzia per i beni confiscati. Un passo importantissimo per la rinascita di quel terreno situato in via Nuova San Marzano accanto alla villa che appartenne al boss e alla sua famiglia, oggi sede del comando compagnia della Guardia di Finanza, che sarà adibito alla coltivazione di prodotti ortofrutticoli locali e in particolare del cipollotto. Un’iniziativa che non solo è il segno di riscatto contro la camorra ma che darà la possibilità a molti giovani di lavorare nella propria terra. A sottolineare l’importanza del passaggio il Prefetto di Salerno Salvatore Malfi e il commissario prefettizio Giorgio Manari, in una conferenza stampa tenutasi al Comune di Scafati, nel pomeriggio. Nel corso dell’incontro il Prefetto Malfi ha evidenziato il valore simbolico e culturale dello sgombero di oggi: “Un esempio di lotta alla criminalità – ha detto il delegato di Governo -. Mettere le mani sui beni dei clan è una gran bella cosa, soprattutto quando lo fa una commissione prefettizia, allora è ancora più sorprendente. È un risultato importante per Scafati dopo lo scioglimento per camorra e rappresenta un modo per ripristinare la democrazia nella città”.
Sullo stesso tenore le dichiarazioni del presidente della Triade commissariale Giorgio Manari: “Dopo il procedimento amministrativo tecnico necessario per raggiungere questo risultato, siamo arrivati al traguardo. E’ la legalità che si fa strada”. Il terreno sarà concesso per 10 anni a titolo gratuito al raggruppamento di associazioni denominato Alfa: “Sarà un presidio di legalità ed è stato possibile operare in questo senso perchè l’assegnazione del bene è stata una priorità della commissione – ha spiegato Manari – un successo ottenuto anche con l’impulso della Procura di Nocera e con l’attivismo della Prefettura di Salerno”.
E’ questo il primo segno tangibile della presenza dello Stato e del recupero della legalità perduta nel Comune sciolto per infiltrazione mafiosa oltre un anno fa. (r. f.)

Napoli, arrestato il complice minorenne del rapinatore della pizzeria a Pianura

Napoli. Gli agenti della VI sezione della Squadra Mobile partenopea, hanno eseguito una misura cautelare di collocamento in Istituto di Pena Minorile, emessa dal GIP del Tribunale per i Minorenni di Napoli, su richiesta della locale Procura, nei confronti di A.S.D.G., 17enne napoletano, gravemente indiziato del reato di rapina, in concorso con altra persona, maggiorenne.I poliziotti, dopo una accurata e meticolosa indagine, hanno ricostruito, con l’ausilio anche delle immagini di video sorveglianza, le fasi di una rapina, perpetrata in un a pizzeria del quartiere Pianura la sera del 22 giugno scorso.Il giorno dopo la rapina, fu sottoposto a fermo il 27enne Pietro Giorgio Lago, napoletano dello stesso quartiere Pianura, sovente avventore della pizzeria che, aveva commesso il crimine armato di una pistola Beretta 7,65 con la quale , senza alcuna esitazione, aveva colpito sulla testa uno dei lavoratori della pizzeria.La video sorveglianza interna alla pizzeria, ha rivelato immagini veramente cruenti ed ha contribuito all’individuazione del Lago anche per alcuni tatuaggi che l’uomo aveva sulle braccia, sebbene nella mattinata successiva, avesse tentato di far cancellare, in particolare un nome tatuato sul braccio, consapevole del fatto che lo avrebbe potuto “incastrare”.Durante la perquisizione domiciliare i poliziotti hanno recuperato la pistola Beretta, completa di 22 cartucce denunciando il Lago per detenzione di arma e munizioni.Inoltre nella sua abitazione hanno anche ritrovati gli abiti che aveva indossato durante la rapina, riconoscibili in particolare la camicia, stile hawaiano, con colori molto forti.Il 17enne, fu indagato perché gravemente indiziato di aver partecipato alla commissione della rapina insieme al 27enne, sebbene poco dopo la consumazione del reato, aveva denunciato alla Polizia di Stato, di aver subito un sequestro e di essere stato costretto, sotto minaccia di pistola, ad accompagnare un uomo che non conosceva, presso la pizzeria, assistere alla rapina e poi riportarlo lontano. Tale dichiarazione non convinse affatto gli agenti che, intensificando le attività info investigative, con verifiche e supporto di tecnologie, hanno prodotto elementi idonei all’emissione del provvedimento dell’autorità giudiziaria competente, che è stato notificato ed eseguito ieri, presso l’abitazione del minorenne che è stato associato presso il CPA dei Colli Aminei.

E’ fatta: Cristiano Ronaldo è della Juve

Cristiano Ronaldo è della Juventus per 105 milioni: lo ufficializza il Real Madrid, con un comunicato nel quale sottolinea che il club “in accordo con la volontà e le richieste avanzate dal giocatore, ha raggiunto un’intesa per il trasferimento del giocatore alla Juventus”. “Per il Real – conclude il comunicato – Cristiano Ronaldo sarà sempre uno dei grandi simboli e un riferimento unico per le prossime generazioni: il Real sarà sempre la sua casa”. Ronaldo: “Devo cambiare, voglio cominciare un nuovo ciclo” – “É arrivato il momento di percorrere una nuova strada nella mia vita e per questo ho chiesto al Real di accettare la mia cessione”. Lo scrive Cristiano Ronaldo in un lunga lettera pubblicata sul sito del Real nel giorno della sua cessione alla Juventus. “Il Real ha conquistato il mio cuore e non smetterò mai di dire grazie: ma ho riflettuto molto e so che è arrivato il momento di cominciare un nuovo ciclo”. La Juventus allunga in Borsa con l’arrivo in casa bianconera del fuoriclasse portoghese Cristiano Ronaldo. Il titolo del club di Torino già forte nel corso della seduta mentre erano alle battute finali le trattative con il Real Madrid, chiude con un rialzo del 5,77% a 0,89 euro. Nell’esclusivo resort di Costa Navarino, nel Peloponneso, c’è stato un incontro a tre fra i protagonisti dell’affare di mercato dell’anno: Cristiano Ronaldo, il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, e il procuratore del calciatore, Jorge Mendes. Quest’ultimo nel primo pomeriggio aveva incontrato a Madrid il presidente del Real, Florentino Perez.

Mugnano, l’Amministrazione Sarnataro fa installare 10 nuovi Eco dog per le deiezioni canine

Continua l’impegno dell’amministrazione Sarnataro in difesa dell’ambiente, installati dieci nuovi cestini per la raccolta delle deiezioni canine. In questi giorni la Teknoservice ha posizionato diversi Eco Dog lungo via Crispi, via Diaz, piazza Municipio, via Napoli, via De Curtis, corso Italia, via Aldo Moro e via Ritiro. Nei prossimi giorni i contenitori per gli escrementi degli animali verranno installati anche in via Ada Negri e via San Giovanni. “Pian piano andremo a coprire tutte le zone della città, sia al centro che alla periferia – spiega l’assessore al ramo Valerio Capasso – La speranza è che i veri amanti degli animali utilizzino questi appositi cestini così da tenere le nostre strade pulite. Come Amministrazione siamo sempre attenti a tutte le tematiche che riguardano la tutela dell’ambiente”. I nuovi Eco dog vanno ad affiancare quelli già presenti da diversi mesi in via Montale, via Napoli, via Cesare Pavese, via Di Vittorio, via Papa, via Crispi, via Luca Giordano, via Granata, via San Lorenzo e via Murelle. “L’obiettivo – dichiara il sindaco Luigi Sarnataro – è quello di incentivare al massimo il senso civico dei cittadini. Proprio per questo a breve andremo a montare anche nuovi cestini gettacarte nelle zone dove mancano e andremo a sostituire quelli danneggiati. Tutto ciò rientra nell’ampia campagna di sensibilizzazione a difesa dell’ambiente che abbiamo messo in campo insieme ad un’azione di repressione con i vigili urbani e le Guardie Ambientali Volontarie, che possono elevare sanzioni pesanti a chi sversa i rifiuti o non raccoglie i bisogni dei propri cani. Non ci sono più scuse: il nostro territorio va preservato e ognuno di noi deve fare la propria parte”.

Ottaviano, al via l’Estate Medicea. Omaggi a Troisi e Mia Martini

Torna da domenica 15 luglio e andrà avanti fino a settembre l’Estate Medicea, la kermesse estiva del Comune di Ottaviano con appuntamenti su libri, musica, teatro e cinema. Si parte domenica 15 luglio alle 20,30 in piazza San Gennarello con “Le Stelle del Cafè Chantant”, direttamente dal Salone Margherita di Napoli.
Il 18 luglio a Palazzo Mediceo alle 20,30 ci sarà la presentazione del libro “I mariti inutili” della giornalista Januaria Piromallo. A seguire lo spettacolo “Mi chiamano Mimì”, omaggio a Mia Martini.
Il 19 luglio alle 20,30 nel chiostro dell’ex liceo, in via Cesare Ottaviano Augusto ci sarà la proiezione del corto “Gamers” della regista emergente Elena Palazzi e, a seguire, un omaggio a Massimo Troisi. Sarà, infatti, proiettato il film “Ricomincio da tre”, con l’intervento di Luigi Troisi, fratello di Massimo, e del sindaco di San Giorgio a Cremano, città natale di Troisi, Giorgio Zinno.
Il 22 luglio alle 20,30 si torna al Palazzo Mediceo per lo spettacolo dei fratelli Gianfranco e Massimiliano Gallo, “Torniamo avanti”.
Il 25 luglio alle 19, sempre a Palazzo Mediceo, sarà presentato il libro di Raffaele Urraro, “Gabriele D’Annunzio nel Palazzo dei Medici di Ottaviano”.
Il 3, 4 e 5 agosto è la volta della 31esima edizione di “Piediterra in festa”, in piazza Piediterra. Il 5 agosto in piazza San Gennarello alle 20,30 sarà proiettato il film di Totò, “47 morto che parla”.
Il 14 agosto alle 21 nel chiostro dell’ex liceo, in via Cesare Ottaviano Augusto Carlo Faiello e Lorenzo Calogero terranno un concerto omaggio alla tradizione musicale napoletana.
Il 5 settembre a Palazzo Mediceo alle 19, presentazione del libro sull’autismo “Ci sono anch’io” di Rosa Ascione, Maria. Villani, Luigi Corcione. Coordina il giornalista Franco Buononato.
Il 10 settembre, infine, alle 19 a Palazzo Mediceo, l’incontro con lo scrittore Maurizio De Giovanni, intervengono il presidente del premio Napoli Domenico Ciruzzi e la produttrice cinematografica Gabriella Buontempo.
“E’ un programma ricchissimo e di alta qualità. Intanto invito tutti a partecipare, a stare insieme e a ritrovarci come comunità coesa, nel nome della cultura”, spiega il sindaco di Ottaviano Luca Capasso.

Suor Orsola prima in Campania nella valutazione degli studenti – Rapporto AlmaLaurea 2018 sui laureati italiani

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Il microcredito per finanziare l’intero corso di studi, un Tutor personalizzato per seguire la carriera accademica di ogni studente e un Ufficio di Job Placement per ogni Facoltà che si impegna ad accompagnare la ricerca occupazionale post laurea. Sono alcuni dei servizi specifici che l’Università Suor Orsola Benincasa offre ai suoi studenti in aggiunta a quelli forniti dall’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario della Regione Campania. Servizi che l’Ateneo napoletano giovedì 12 luglio a partire dalle ore 16 illustrerà alle future matricole ed anche alle loro famiglie nel tradizionale appuntamento annuale del “Family Open Day” organizzato dal Servizio di Orientamento.
Un sistema di servizi che è alla base del grado di soddisfazione degli studenti del Suor Orsola testimoniato dai dati sulla valutazione dell’esperienza universitaria raccolti all’interno del Rapporto AlmaLaurea 2018 sul profilo dei laureati italiani. Il 93,2% di laureati del Suor Orsola esprimono soddisfazione per la qualità dei docenti, il 93% esprime parere positivo sull’organizzazione della didattica e il 90,7% ritiene adeguate le infrastrutture, che si confermano “accoglienti, all’avanguardia e, per di più, di alto valore artistico”.
Il tutto si traduce in un’esperienza complessiva valutata come soddisfacente dal 94,5% dei laureati. Un risultato tanto più soddisfacente se confrontato con la media regionale delle Università campane, più bassa di 7 punti percentuali. Anzi il livello di soddisfazione è tale che l’87% dei laureati tornerebbe a iscriversi nuovamente nello stesso Ateneo.
Il programma del Family Open Day
Intanto giovedì 12 Luglio al Suor Orsola con il Family Open Day ci sarà un intero pomeriggio con consulenze personalizzate di orientamento, servizio di assistenza alle iscrizioni e ai test d’ingresso e la visita guidata all’antica cittadella monastica di Suor Orsola, che funziona oggi come un moderno campus universitario con aule tutte multimediali.
In aula magna a partire dalle 16.30 il manager didattico Natascia Villani presenterà l’offerta formativa e racconterà le specificità del ‘fare Università’ del Suor Orsola.
Come l’opzione dei professionisti in cattedra (manager, imprenditori, giornalisti, magistrati, archeologi) che a lezione si alternano e si integrano con i docenti tradizionali accentuando la vocazione professionalizzante dei corsi di laurea del Suor Orsola.
Dal contratto con lo studente sulle tasse universitarie all’accesso al microcredito per finanziare gli studi
Al Rettore Lucio d’Alessandro spetterà il compito di illustrare la “buona formazione per i millennials” che si apprestano ad iniziare il loro percorso universitario e l’impegno specifico del Suor Orsola per rendere effettivo il diritto allo studio previsto dalla Carta Costituzionale.
Innanzitutto test d’ingresso gratuiti per i corsi di laurea a numero programmato: Giurisprudenza, Psicologia e Scienze della comunicazione e per il nuovo corso di Economia aziendale e Green Economy.
Poi c’è il premio al merito per i migliori neo maturati con uno sconto di 300 euro sulle tasse universitarie per tutti coloro che hanno ottenuto 100 come votazione all’esame di maturità. Premi al merito che continuano anche per le iscrizioni agli anni successivi al primo e sono, in questo caso, parametrati sul numero di crediti universitari conseguiti ogni anno. Così anche per l’accesso alle lauree magistrali.
E per le famiglie in difficoltà economiche c’è anche la possibilità di accedere al microcredito (fino a 25mila euro) per finanziarsi gli studi grazie ad un accordo siglato dal Suor Orsola con l’Ente Nazionale per il Microcredito.
Ma soprattutto l’Università Suor Orsola Benincasa prevede da tempo un’innovativa politica di tasse universitarie che il Rettore definisce “contratto con lo studente”. In virtù di questo “contratto”, l’Ateneo s’impegna a non aumentare le tasse negli anni successivi ad un livello più alto di quello pagato nell’anno di immatricolazione.
Premio Laureati Eccellenti
Il pomeriggio del Family Day si concluderà con la cerimonia di premiazione dei laureati eccellenti. Una testimonianza evidente del lavoro degli Uffici di Job Placement del Suor Orsola che svolgono il compito più difficile, quello di seguire lo studente anche e soprattutto dopo il conseguimento della laurea per accompagnarlo nella ricerca di lavoro o sostenerlo nella sua progettualità imprenditoriale.

Vomero: transennato marciapiede in piazza Vanvitelli

“ Avrebbe potuto avere conseguenze più gravi – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinare – ma il pronto intervento dei vigili del fuoco ha scongiurato che un fregio, posto sotto il cornicione di uno dei fabbricati di piazza Vanvitelli, che appariva staccato, cadesse sul marciapiede sottostante, affollatissimo nelle ore serali, quando si è verificato l’episodio in questione “.
“ Gli uomini del 115 – sottolinea Capodanno – sono prontamente intervenuti ieri sera, rimuovendo il fregio lesionato. Nel contempo il tratto di marciapiede sottostante è stato transennato provvisoriamente con delle strisce di plastica colorate e successivamente con una rete sostenuta da tondini di ferro infissi al suolo. Nella giornata odierna dovrebbero proseguire gli accertamenti e le verifiche di rito, prima di rimuovere il transennamento in questione “.
“ Lungo il marciapiede parzialmente transennato si aprono diversi pubblici esercizi per la somministrazione di cibi e bevande – puntualizza Capodanno -. Specialmente di sera abitualmente vi sostano moltissimi giovani, pure per la presenza di diversi gazebo con sedie e tavolini. Comunque anche nelle altre ore del giorno quel tratto di marciapiede è tra i più trafficati “.
“ Purtroppo, sotto questo aspetto, la situazione del Vomero, in questo periodo, appare particolarmente difficile – prosegue Capodanno -. Non solo le carreggiate e i marciapiedi sono pieni di buche ed avvallamenti ma bisogna guardarsi dai calcinacci che possono piovere dall’alto. Un altro episodio del genere, con la caduta di un fregio dall’intradosso di un balcone, si era già verificato alcuni giorni addietro, di sabato, nelle prime ore notturne, in via Merliani. Anche in questo caso in un tratto di strada dove sono presenti diversi esercizi pubblici, frequentati da numerosi giovani “.
” Sembrerebbe che questi episodi abbiamo una maggiore incidenza nei periodi estivi, a ragione delle temperature più elevate e dei conseguenti sbalzi termici – sottolinea Capodanno – Reputo che i problemi legati alla sicurezza e alla pubblica incolumità debbano essere considerati prioritari, invitando al riguardo, anche alla luce di questi ultimi episodi, gli uffici preposti a vigilare, anche attraverso le opportune attività di prevenzione, al fine di evitare che si possano generare situazioni che potrebbero causare conseguenze più gravi

M5S, Ciarambino: “Cardarelli, basta a scene da campo di battaglia”

“Un campo di battaglia, un’immagine drammatica divenuta ordinaria amministrazione quando si mette piede all’ospedale Cardarelli. Alle 11 di questa mattina, quando con il ministro della Salute Giulia Grillo abbiamo fatto visita alle sale del Pronto soccorso e dell’Obi del più grande nosocomio del Mezzogiorno, di fronte a una soglia massima di 35 pazienti adagiati su barelle di fortuna, si calcolavano già oltre il doppio dei degenti assistiti con non poche difficoltà grazie al lavoro straordinario di medici, infermieri e personale sanitario. Una cifra che arriva a superare picchi di un centinaio di pazienti al giorno, in luogo dei 35 previsti. Una situazione non più sostenibile, figlia di un osceno piano sanitario che, nell’eterna attesa dell’apertura del Pronto soccorso dell’Ospedale del Mare, è conseguenza di un ingiustificato ridimensionamento di presidi storici”. E’ quanto dichiarato dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino, a margine della visita di questa mattina al Cardarelli con il ministro della Salute Grillo.

“Con l’impegno del ministro e del nostro governo, auspichiamo che si facciano ripartire e adeguatamente presidi come il San Paolo e il San Giovanni Bosco, così come si renda operativo al più presto l’Ospedale del Mare, i cui ritardi e continui rinvii per l’apertura del Pronto soccorso e di altri reparti non sono più tollerabili. Solo così si potrà sopperire alla carenza di assistenza e non ripetano più scene di gente sofferente e bisognosa di cure assiepata lungo i corridoi del Cardarelli”.

Napoli, muore a 21 anni, per 35 euro, cadendo dal quarto piano mentre pulisce il lucernaio di un ascensore

Morire per un lavoro di 35 euro a 21 anni è la fotografia reale della disperazione e del grido di dolore che arriva da una Napoli sempre più dimenticata dai governi e dalle istituzioni nazionali e locali sempre propensi alle passerelle e alle polemiche sterili e inutili. Salvatore aveva 21 anni ed è morto appunto nel pomeriggio in pieno centro a Napoli, in via Duomo mentre puliva il lucernaio di un ascensore. Lui lavorava come barista al bar Tico in via Duomo angolo Forcella. All’ora del pranzo è andato a guadagnarsi altri 35 euro per pulire il lucernaio dell’ascensore. Glielo avevano cheisto alcuni condomini del palazzo accanto al bar suoi abituali clienti. L’inesperienza però gli è costatata la vita. Aveva appena iniziato a lavorare salendo sulla vetrata per pulire meglio. Ma il peso non ha retto e lui è precipitato dal quarto piano. Immediata è arrivata la richiesta di aiuto. L’ambulanza , come hanno raccontato alcuni testimoni che cercavano di tamponare le ferite del giovane, ha impiegato 45 minuti per arrivare. E’ morto in ospedale per una arresto cardiaco subito dopo il suo arrivo. E ora le polemiche si sprecano. Ma la vita a Salvatore , che ha saputo dire no, come suo solito, nessuno la restituirà.

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