AGGIORNAMENTO : 15 Febbraio 2026 - 11:26
10.1 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 15 Febbraio 2026 - 11:26
10.1 C
Napoli

Morti della Solfatara: il piccolo Lorenzo asfissiato per una foto alla fangaia

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Voleva scattare una foto alla fangaia della Solfatara di Pozzuoli  il piccolo Lorenzo Carrer, soffocato a 11 anni dalle esalazioni di un gas venefico tipica manifestazione delle fumarole che si era addensato nella cavita’ dov’e’ precipitato, apertasi sotto i suoi piedi, quel tragico 12 settembre 2017, a causa dell’attivita’ erosiva dell’attivita’ vulcanica. Per salvarlo sono morti prima il padre, Massimiliano, e poi la madre Tiziana. Tutti vittime dell’H2S, sotto gli occhi dell’altro figlio della coppia, di 7 anni, l’unico sopravvissuto della famiglia. E’ una zona estremamente pericolosa quella dov’e’ accaduta la tragedia. Ed era aperta al pubblico e percorribile. La crosta di terreno sulla quale i Carrer, e chissa’ quanti prima di loro, stavano camminando, era sottile e fragile, a causa dell’ erosione interna e, forse anche dalle intense piogge del giorni precedenti. Massimiliano si e’ calato in quella cavita’ per salvare il figlio, ma il gas l’ha ucciso; la moglie, Tiziana Zaramella, ha cercato di tendere una mano al marito e poi quando si e’ resa conto che cosi’ non poteva salvarlo, si e’ calata anche lei, inalando l’H2S e perdendo cosi’ la vita. La societa’ che gestisce il vulcano Solfatara, emerge della perizie della Procura di NapoliI, era a conoscenza della pericolosita’ rappresentata dalla presenza dei gas e della possibile apertura di voragini. Ciononostante non c’erano norme di sicurezza che avrebbero potuto salvare la vita alla famiglia Carrer, ai dipendenti in servizio, ai vulcanologi che li’ hanno strumenti per rilievi geotermici. Nell’area, ampia circa un chilometro quadrato, inoltre, c’e’ anche un camping e un punto ristoro. Anche queste due strutture erano altamente esposte a rischi. Nel 2004, inoltre, sempre secondo quanto emerge dall’attivita’ di indagine degli inquirenti, coadiuvata da esperti del settore, c’era stato un altro crollo, proprio nello spesso punto dove e’ morta la famiglia Carrer. I dipendenti, inoltre, ogni qualvolta si apriva una cavita’, la riempivano con materiale di risulta. Interventi “artigianali”, talvolta anche peggiorativi come il posizionamento a terra di pali di delimitazione che acceleravano di sgretolamento del suolo in quanto determinavano un ristagno di acqua. Non ultimo, i mezzi di soccorso erano impossibilitati all’ingresso nella struttura a causa dell’inaccessibilita’ del varco.

LEGGI ANCHE

Tragedia della Solfatara: una condanna e 5 assoluzioni

di La Redazione 28 Gennaio 2021 - 14:09 14:09

Una condanna e cinque assoluzioni. Si chiude cosi', davanti al gup Egle Pilla, il processo con rito abbreviato per la strage alla Solfatara di Napoli. Nel parco privato 12 settembre 2017 persero la vita i coniugi veneziani Massiliano Carrer e Tiziana Zaramella e loro figlio Lorenzo, prima inghiottiti uno dopo l'altro, il bimbo per primo,…

Continua a leggere

Sei anni di reclusione per Giorgio Angarano, 72 anni, legale rappresentante della "Vulcano Solfatara srl" e 5 anni e 4 mesi di reclusione per i suoi cinque soci: Maria Angarano, 74 anni, Maria Di Salvo, 70 anni, l'omonima di quest'ultima Maria Di Salvo, 40 anni, Annarita Letizia, 70 anni, di Pozzuoli, e Francesco Di Salvo, 44 anni, di Napoli.

L'accusa ha anche chiesto la condanna della Vulcano Solfatara srl alla pena pecuniaria di 172mila euro e, infine, la confisca dell'area sequestrata. Queste le richieste avanzate all'ottava sezione penale del Tribunale di Napoli (giudice Egle Pilla) dai sostituti procuratori Anna Frasca e Giuliana Giuliano (sezione VI, "Lavoro e Colpe Professionali") al termine della requisitoria per il processo sulla cosiddetta "tragedia della Solfatara" (morirono il piccolo Lorenzo Carrer, papà Massimiliano e mamma Tiziana Zaramella, di Meolo in provincia di Venezia)  avvenuta il 12 settembre 2017 nel noto sito naturalistico che si trova in un vulcano attivo dell'area flegrea.

Continua a leggere

Altro rinvio causa Covid per il processo per la strage della Solfatara

di Redazione 6 Giugno 2020 - 09:48 09:48

Altro rinvio causa Covid per il processo per la strage della Solfatara: l'udienza per la requisitoria dei Pm slitta al 16 ottobre. Poi andranno calenderizzate anche le altre due udienze riservate alle difese.

Slitta ancora, stavolta direttamente in autunno, sempre causa coronavirus, il processo per il disastro della Solfatara costato la vita alla famiglia veneziana dei Carrer, assistiti da Studio3A:l’attesa sentenza, dunque, arriverà ormai verso fine anno. L’importante udienza,giàin programma il 4 marzo, avanti al giudice del Tribunale partenopeo, ottava sezione penale, dott.ssa Egle Pilla, in cui era previstala requisitoria con la richiesta delle pene da parte della Procura di Napoli, era già stata rinviata una prima volta al 18 marzo per l’astensione dalle udienze fino all’11 marzo decisa dal locale Ordine degli Avvocati per l’emergenza sanitaria. Successivamente, con il blocco dei tribunali a seguito delle misure sempre più restrittive introdotte dal Governo per arginare la diffusione del virus, si era reso necessario un nuovo procrastinamento e l’udienza era stata rimandata al 12 di giugno. Ma in settimana è stato notificato alle parti un ulteriore rinvio, al 16 di ottobre, dalle ore 9, anche in forza del fatto che, essendo molti i soggetti coinvolti, sarebbe difficile garantire le tuttora vigenti norme di distanziamento sociale in aula.

Continua a leggere

REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA