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In 1300 al Duel di Caserta per la prima nazionale del film “Il vizio della speranza”: cast in sala

Oltre 1300 spettatori al Duel di Caserta per la prima nazionale del film “Il vizio della speranza” di Edoardo De Angelis (nella foto di Simona Lillo). Presente in sala il cast composto da Pina Turco, Massimiliano Rossi, Cristina Donadio, Maria Angela Robustelli, Imma Mauriello, Nancy Colarusso, e l’autore della colonna sonora Enzo Avitabile, il direttore della fotografia Ferran Paredes Rubio, il produttore Pierpaolo Verga, il cantautore Riccardo Ceres che hanno salutato il pubblico in tutte le sale del multicinema di Silvestro Marino. L’evento è stato curato dal regista Adriano Morelli.
Presenti alla proiezione anche gli attori Miriam Candurro, Gigi Savoia, Tony Tammaro, Arturo Sepe, Massimo Masiello, Luca Gallone, Renato De Rienzo, i registi Giuseppe Alessio Nuzzo, Fabio Massa, lo stilista Alessio Visone che hanno fatto la passerella sul red carpet organizzato dalla “Gest Show”. Visti tra gli altri Gaetano Pascarella, Titti e Nicola Tagliafierro, Margherita Marzaioli, Carmela Danise, Raffaele Morelli, Clotilde e Vanna De Giovanni, Noemi De Falco, Roberta Madonna, Gaetano Affinito, Tiziana Ciccarelli, Domenico Del Monaco, Emanuela Smarra, Giusy Marotta, Matteo Cerotto, Silvio Aiello.
Al termine dell’evento gli ospiti si sono spostati al Nowhere Gallery Caserta a bordo delle Bmw della concessionaria M.Car per una festa a base di musica e buon cibo. I 200 invitati hanno potuto assaggiare le pizze dei Masanielli di Sasà Martucci, i formaggi del caseificio Carmasciando, le pizze fritte di Isabella De Cham, le mozzarelle Della Pagliara, e per finire dolci di Poppella accompagnati dal Caffè Rio. La serata è stata sostenuta dall’associazione culturale a sostegno dello sport Bluduemila.
Dopo aver vinto il Premio del Pubblico alla Festa del Cinema di Roma, miglior regia e miglior attrice al Tokyo International Film Festival, “Il vizio della speranza” è prodotto da O’ Groove e distribuito da Medusa.

Gustavo Gentile

Il procuratore generale di Milano: ‘Corona non rispetta le regole, torni in carcere’

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Fabrizio Corona deve tornare in carcere perché ha violato in più occasioni le regole dell’affidamento terapeutico in prova. E’ la richiesta formulata dalla rappresentante della procura generale, Nunzia Gatto, durante l’udienza, celebrata a porte chiuse, durata oltre 4 ore davanti ai giudici della Sorveglianza di Milano che si sono riservati di prendere una decisione nei prossimi giorni. A rappresentare in aula Corona è stata l’avvocato Antonella Calcaterra. Da quanto emerge, per la Procura generale a Corona non può essere concesso l’affidamento terapeutico definitivo, come chiesto dalla difesa, e gli va revocato quello provvisorio a partire da febbraio e, dunque, dovrebbe scontare gli ultimi 9 mesi in carcere. La rappresentante dell’accusa ha elencato le violazioni delle prescrizioni che l’ex fotografo dei vip avrebbe compiuto dopo l’udienza del giugno scorso, quando i giudici decisero di prendere tempo prima di decidere sull’affidamento fissando la nuova udienza di oggi. Dall’uso dei social, alla partecipazione al ‘Gf Vip’ con tanto di lite con la conduttrice Ilary Blasi, sono queste alcune delle ‘accuse’ che potrebbero costare caro a Corona.

Va in ospedale per una calcolosi e muore a 62 anni: aperta un’inchiesta. Salma sequestrata

Febbre alta e un forte dolore al fianco che si estendeva fino all’inguine. Una calcolosi che si e’ rivelata fatale per un 62enne di Paolisi, arrivato quattro giorni fa al pronto soccorso dell’ospedale “Rummo” di Benevento. Li’ l’uomo e’ stato sottoposto alle prime cure, in attesa di altri esami diagnostici che avrebbero dovuto indicare il da farsi. L’altra sera pero’ le condizioni sono peggiorate al punto che il 62enne e’ morto. I familiari hanno presentato un esposto alla Squadra mobile della questura di Benevento e proprio questa mattina quando tutto era pronto per trasferire la salma nel paese di origine per i funerali, agenti hanno bloccato tutto. Il cadavere e’ stato messo a disposizione della procura, che domani notifichera’ gli avvisi di garanzia ai medici che hanno auto in cura il 62enne e che ora sono indagati per omicidio colposo. Gia’ domani potrebbe essere disposta l’autopsia.

Napoli, recuperate dalla Stradale 4 ‘fuoristrada’ rubate

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Napoli. Nel solco della persistente azione di contrasto al fenomeno del riciclaggio nazionale ed internazionale dei veicoli di provenienza delittuosa, il personale investigativo della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale per la Campania e la Basilicata recentemente ha conseguito l’ulteriore rintraccio e rinvenimento di quattro veicoli di media e grossa cilindrata, per un valore commerciale complessivo di circa 200 mila euro.I veicoli, di recentissima costruzione, erano stati sottratti ai legittimi proprietari in separate azioni delittuose di furto tra il centro e sud Italia, ma con un collettore nel pieno centro dell’hinterland partenopeo, commesse nel decorso mese di ottobre in danno di privati cittadini. Le autovetture rinvenute, ancora integre e immatricolate da pochissimi mesi, erano già pronte per il loro ‘lavaggio’ e riciclo nel mercato lecito previa documentazione falsa e targhe contraffatte. I veicoli, per il loro brand, erano particolarmente ricercati sul mercato, trattandosi di due Range Rover Sport e di due Jeep Renegade, tutte con profilo top di gamma.

Le attività, anche in questo caso, permettevano di acclarare responsabilità con conseguente deferimento alla competente autorità giudiziaria dei colpevoli. Gli investigatori, grazie a specifiche metodologie, a breve distanza di altre recenti operazioni analoghe, con questo ennesimo risultato, se da un lato hanno aggiunto un ulteriore peso all’azione di disarticolazione sul territorio alle organizzazioni dedite all’illegale fenomeno, dall’altro evidenziano come lo stesso sia pervasivo e recrudescente. Il contrasto efficace in tale settore criminale, come evidenzia la stessa Polizia Stradale, è il risultato di specifiche competenze e specializzazioni degli investigatori unite alla capacità di una visione e analisi oltre i confini del territorio nazionale, attesa la transnazionalità di cui è caratterizzato il fenomeno. Gli uomini della Specialità, infine, evidenziano come ogni cittadino debba adottare le opportune cautele nell’acquisto di veicoli usati e si segnalare ogni sospetto alla Polizia Stradale .

Accordo Figc-Aia: partite sospese ai cori razziali

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Dopo i casi di Udine e Torino e gli appelli di Carlo Ancelotti, sui cori di discriminazione (razziale e territoriale) il mondo del calcio fa quadrato e dal consiglio federale di oggi arriva l’indicazione del presidente della Figc, Gabriele Gravina: si applichera’ alla lettera il regolamento che prevede lo stop delle partite. “Ne ho parlato sabato sera con il presidente dell’Aia Nicchi e il designatore di A, Rizzoli, invitandoli all’applicazione rigida del protocollo previsto”. Una norma che esiste dal 2013, quando a essere pesantemente preso di mira fu l’allora milanista Boateng in un’amichevole. “Le norme sono chiare”, ha ricordato Gravina. E prevedono una serie di annunci dello speaker a tutto lo stadio: “C’e’ il primo annuncio – spiega il capo del calcio italiano – nel secondo si riuniscono le squadre a centrocampo. Se si continua (con i cori, ndr) si va nello spogliatoio e poi si annuncia che la partita e’ stata sospesa”. Norma che pero’ da quando fu varata non ha mai portato a una sospensione di una partita: “Noi denunciamo – ha specificato Gravina – ma poi non e’ facile far uscire migliaia di persone dallo stadio. Dopo la sospensione della partita poi il problema e’ del funzionario di pubblica sicurezza”, l’unico ad avere il potere di sospendere definitivamente una gara per ordine pubblico. Nessuno ne parla ufficialmente, in via Allegri, ma gli occhi del mondo del calcio sono ora indirizzati su Atalanta-Napoli, tra una settimana esatta. Intanto domani sono attese le decisioni del giudice sportivo, anche sui cori di sabato scorso. Stamane ad aver parlato della linea dura era stato Nicola Rizzoli a ‘Radio anch’io sport’: “c’e’ una procedura ufficiale, stabilita da Fifa e Uefa, per punire gli episodi di razzismo e di discriminazione territoriale: l’arbitro deve fermare la gara per far trasmettere un annuncio pubblico”. Il passo successivo “e’ fermare di nuovo la gara, chiamare i giocatori a centrocampo e dare un altro annuncio. Se non ci sono le condizioni l’arbitro fa rientrare le squadre negli spogliatoi, la gara viene sospesa e la palla passa al responsabile dell’ordine pubblico che decide se sospendere la partita”. Dopo la presa di posizione della settimana scorsa al Viminale, con il vicepremier Salvini e il sottosegretario Giorgetti, ecco poi la stretta anche per quanto riguarda la violenza sugli arbitri. Si passa da una sanzione che era a discrezione del giudice sportivo, ma comunque non inferiore alle otto giornate di squalifica, a un minimo garantito di un anno di stop per chiunque si rendera’ protagonista di un’aggressione a un arbitro.Il caso e’ esploso di nuovo a seguito dell’aggressione all’arbitro dei dilettanti, Riccardo Bernardini, della sezione di Roma. “Tolleranza zero? No, meno uno – tuona il presidente dell’Aia, Nicchi – E’ un problema nazionale, non solo dell’Aia. Noi siamo le vittime”. Stesso leitmotiv di Gravina: “Dobbiamo scrivere una norma risolutiva sulla violenza – ha concluso il numero uno di via Allegri – Dobbiamo lavorarci sopra, tempo qualche ora e ci sara’ la norma definitiva. Sulle lesioni e’ prevista una pena edittale non inferiore a un anno, ma ci sara’ ancora dell’altro”.

Ubriaco alla guida non si ferma all’alt: inseguiti, l’amico si lancia dall’auto, lui arrestato

Era alla guida della sua Lancia Y in compagnia di un amico, dopo aver trascorso una serata tra alcool e droghe. Quando ha visto la paletta rossa alzata dai carabinieri fermi a un posto di blocco, ha spinto sull’acceleratore, forzando il blocco. E’ accaduto la notte scorsa lungo la strada che collega San Martino Valle Causina a Cervinara. I carabinieri si sono quindi lanciati all’inseguimento e il passeggero piu’ giovane, spaventato per la folle velocita’, ha aperto lo sportello dell’utilitaria e si e’ lanciato. I carabinieri a quel punto hanno interrotto l’inseguimento per prestare soccorso al giovane, trasportato poi da un’ambulanza del 118 all’ospedale Rummo di Benevento dove sono state riscontrate solo escoriazioni. Dalla testimonianza del giovane ferito, i carabinieri sono riusciti a identificare il giovane che era alla guida della Lancia Y, che e’ stato rintracciato all’alba in casa della fidanzata a Cervinara. E’ ora agli arresti con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Spose e bellezza in passerella a Villa Campolieto grazie all’evento promosso da Mikela C.

“Mi attira tutto ciò che rappresenta la bellezza e l’estro artistico. E Mikela C. anche quest’anno è riuscita ad emozionarmi ed emozionare”. Sono le parole di Pietro Aiello Cilento d’Altavilla, art director degli eventi di classe ed ospite della sfilata di abiti da sposa svoltasi a Villa Campolieto ad Ercolano, a presentare l’evento che ha coinvolto oltre 400 persone, portando in passerella bellezza, eleganza e classe. Durante la manifestazione, presentata dalla giornalista Benedetta Piscitelli insieme all’art director Pietro Aiello Cilento d’Altavilla, svoltasi in un contesto elegante e di spessore storico ed ambientale, ha trovato vigore ed impatto il sogno di Mikela C., dando vita ad un incontro di stile e fascino per le spose del prossimo anno.
Un défilé intenso ed emozionante, dove i protagonisti sono stati gli abiti dalla manifattura straordinaria e dallo stile unico firmato Mikela C., culminato nel finale dall’estrazione della vincitrice dell’abito messo in palio dalla stilista ed il party accompagnato dalla The Duke Orchestra . Coinvolgente momento degno degli after show milanesi che ha lasciato un segno indelebile nei tanti ospiti presenti in a villa Campolieto.
“Più che designer – dice visibilmente soddisfatta Mikela C. – mi piace sentirmi amica delle spose. Le guardo emozionarsi nella scelta dell’abito che per loro rappresenta l’inizio di una nuova vita: non c’è soddisfazione più grande che entrare in camerino e abbracciarle per la felicità”.

Napoli, narcotizzavano e rapinavano le vittime in piazza Garibaldi: presa la banda dei migranti

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A seguito di alcune rapine perpetrate nella zona di Piazza Garibaldi, anche nelle immediate vicinanze del perimetro esterno della stazione ferroviaria di Napoli Centrale, gli uomini del Compartimento di Polizia Ferroviaria per la Campania hanno immediatamente attenzionato il fenomeno. Analizzando i racconti forniti dalle vittime, tutte straniere extracomunitarie, è stato possibile tracciare un profilo dei rapinatori delineandone altresì il modus operandi. La banda agiva in orario notturno, avvicinando le vittime con atteggiamento amichevole. I delinquenti fingendo di volersi intrattenere per fare quattro chiacchiere, offrivano ai malcapitati bevande contenenti sostanze soporifere come le benzodiazepine, pericolosi ipnotici che possono causare gravi danni alla salute e, se abbinati ad alcool o a sostanze stupefacenti, provocare addirittura il coma.
Quando le vittime accusavano i primi malori, faticando a restare in equilibrio e perdendo lucidità, approfittando della ridotta capacità di autodeterminazione, venivano condotte in luoghi isolati e derubate, per poi essere abbandonate in deliquio sul posto. Per fermare la banda sono stati realizzati servizi di appostamento con personale in borghese, circondando il perimetro della “zona di caccia” dei rapinatori con pattuglie in uniforme pronte ad intervenire. E’ stata allertata la Sala Operativa del Compartimento Polfer in piena sinergia con la Control Room di Protezione Aziendale di FSI che attraverso i sistemi di videosorveglianza hanno monitorato con costanza ed attenzione le aree interessate.
Mediante le immagini visionate in tempo reale, intorno ore 2.50 di notte, il personale Polfer è stato allertato dalla Sala Operativa Compartimentale per la segnalazione di persone in atteggiamento sospetto all’esterno dello scalo FS di Napoli Centrale.
Giunti sul posto gli operatori hanno individuato tre cittadini extracomunitari ed a breve distanza da loro un altro extracomunitario che, con andatura barcollante, in evidente stato confusionale, riferiva di essersi sentito male dopo aver ingerito una bevanda offertagli dai tre uomini presenti. La vittima aggiungeva che dopo i primi sintomi di malessere il gruppo lo aveva condotto in un luogo isolato nelle vicinanze della stazione dove gli aveva sottratto 4 confezioni di tabacco sfuso ed una banconota da 50 euro. I quattro venivano quindi condotti in questi Uffici dove, a seguito di perquisizione personale, su uno dei rapinatori venivano ritrovate le quattro confezioni di tabacco e indosso ad un altro rapinatore veniva rinvenuta la somma indicata, nei tagli specificati dalla vittima. La visione delle immagini registrate dell’impianto di videosorveglianza consentiva di ricostruire con precisione gli eventi ed evidenziava in modo inequivocabile il ruolo dei tre aggressori nel compimento del reato.
La vittima della rapina, dopo essere stato visitato presso il nosocomio “Loreto Mare” di Napoli, essendo anch’egli privo di documenti di identificazione veniva sottoposto a rilievi fotosegnaletici dai quali emergevano a suo carico diversi alias e numerosi precedenti di polizia; in particolare risultava una nota di rintraccio per essere sottoposta a misura restrittiva con accompagnamento presso il più vicino istituto di pena.L’uomo infatti risultava sottoposto alla misura di sicurezza della Casa di Lavoro per anni due ed assegnato presso la Casa di Lavoro di Vasto dalla quale era evaso. Pertanto gli veniva notificato e veniva data esecuzione al Decreto di irreperibilità emesso in merito, il 20.11.2018, dall’Ufficio di Sorveglianza di Pescara. I tre rapinatori seriali, B.R. algerino classe 1978, B.B.M. camerunense classe 1986 e A.S. tunisino classe 1978, tutti pluripregiudicati venivano sottoposti a fermo di Polizia Giudiziaria ed associati presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Barcellona, è il club che spende di più al mondo

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L’FC Barcellona è la prima squadra sportiva della storia a pagare ai componenti della prima squadra un salario medio di oltre 10 milioni di sterline all’anno, il più alto al mondo, secondo lo Sport Global Salary Survey. L’indagine mostra che il club spagnolo paga i membri della sua prima squadra, 23 componenti, in media 10,45 milioni di sterline all’anno, senza prendere in considerazione i bonus, con un balzo dal quarto al primo posto. Una delle ragioni è sicuramente l’ultimo contratto firmato da Lionel Messi, che ammonta ad oltre 50 milioni di sterline all’anno, ma anche per l’arrivo di giocatori come Arturo Vidal, Ousmane Dembele e Philippe Coutinho e i nuovi contratti firmati con Sergio Busquets, Samuel Umtiti e Sergi Roberto che ha visto aumentare sensibilmente la media salariale del Barcellona. Il Real Madrid si piazza al secondo posto di questa speciale classifica delle squadre più pagate al mondo in tutti gli sport, con stipendi per la prima squadra di 8,1 milioni di sterline all’anno, e nonostante la cessione di Cristiano Ronaldo alla Juventus ha mantenuto alto il salario medio del Real anche se al di sotto del Barcellona. Ma sia Barca che Madrid pagano ben oltre la media della Liga spagnola di 2,2 milioni di sterline all’anno. L’arrivo di Ronaldo alla Juventus ha visto i campioni della Serie A salire dal 32esimo al nono posto nella top-10 con 6,72 milioni di sterline davanti al Manchester United, che ha una retribuzione media di 6,53 milioni di sterline l’anno, molto più alto del salario medio di 2,99 milioni di sterline per un calciatore della Premier League. Per quanto riguarda la Serie A, dietro la Juve si piazza l’Inter con 3,70 milioni di sterline (62esima in classifica generale), il Milan con 3,55 (65esimo), la Roma con 2,84 (76esima), il Napoli con 2,82 (78esimo) e la Lazio con 1,57 milioni di sterline (172esima).

Napoli-Stella Rossa: l’apecar che sforna pizze a portafoglio nell’area vip

Dopo il grande successo per il match col Paris Saint German allo stadio San Paolo, la pizza su tre ruote tornera’ protagonista in Champions nella sfida con la Stella Rossa. Durante la sfida del Napoli di Ancelotti contro i francesi il patron Aurelio De Laurentiis ebbe l’intuizione di collocare l’apecar Johnny Take Ue’, dell’imprenditore Giovanni Kahn della Corte, nell’area vip della tribuna autorita’ gestita da Massimo Calafiore e Massimiliano Borrelli. Dopo le 300 pizze sfornate in quella occasione, l’idea verra’ replicata nel match in programma il 28 novembre, quando ospiti e dirigenti nel team di Belgrado potranno assaggiare la mitica margherita a portafoglio preparata dal maestro pizzaiolo Patrizio De Biase. Johnny Take Ue’ e’ l’unico mezzo di trasporto a tre ruote dotato di forno a legna tradizionale brevettato, un progetto tutto napoletano che trova sede in citta’ al Corso Vittorio Emanuele e all’Edenlandia, ma che ha punti vendita anche a Londra, Perugia, Milano, Bergamo (Sarnico), Rende e L’Aquila. Johnny Take Ue’ nato nel 2012, quando Kahn Della Corte ebbe l’idea di collocare un forno a legna, in materiale refrattario e piano in biscotto di Sorrento, su di un Ape Car Piaggio. Un progetto innovativo ma nel rispetto della tradizione. La peculiarita’ del mezzo sta nel fatto che le pizze vengono fatte al momento, davanti gli occhi dei clienti, utilizzando ingredienti freschi e genuini. La pizza viene dunque consegnata “a portafoglio”, il modo tradizionale di consumare la pizza a Napoli, soprattutto per strada, piegandola in quattro e servendola nel particolarissimo foglio di carta paglia. Il mezzo e’ dotato di una propria canna fumaria smontabile e con tavoli da lavoro a scomparsa, quindi senza supporti esterni. Tra le peculiarita’ l’utilizzo della foglia di basilico staccata direttamente da una piantina presente sull’ape, impasto a lenta lievitazione e lunga maturazione e la particolarissima pizza con il pomodorino giallo. Laureato presso l’Universita’ degli studi di Napoli Federico II, con la tesi dal titolo “Food and Beverage Management”, Giovanni Kahn della Corte e’ stato premiato premiato dalla Camera di Commercio di Napoli nell’ambito di “Napoli eccellente”. Il suo marchio Johnny Take Ue’ e’ anche presente nei 10 punti vendita “Pizzerie & Cucine d’Eccellenza”. Tra le sue idee il “Napoli Strit Food Festival” e beerETTA, bicicletta che con la pedalata consente l’erogazione della birra, con il gruppo Mobilarch del Dipartimento di Architettura dell’Universita’ di Napoli Federico II. E’ tutor aziendale presso l’Universita’ degli studi di Napoli Federico II seguendo numerosi tesi di laurea.

Napoli già in campo, si rivede Younes

La squadra si e’ divisa in due gruppi. Coloro che sono andati in campo dall’inizio contro il Chievo, hanno svolto esercizi di scarico mentre gli altri uomini della rosa, dopo il riscaldamento, sono stati impegnati in lavoro tecnico tattico e partitina a campo ridotto. Chiusura con esercitazioni al tiro. Buone notizie da Younes che si e’ allenato col gruppo.

Sanità, il nuovo commissario non sarà espressione di De Luca

“L’era De Luca volge finalmente a conclusione, ma ora bisognera’ rimboccarsi le maniche. Al termine del suo mandato l’attuale governatore consegnera’ una terra a cui, per le sue politiche personalistiche, ha fatto fare troppi passi indietro. A noi il compito di restituire dignita’ alla nostra regione, a partire fin da subito dalla sanita'”. E’ quanto sottolinea in una nota il consigliere regionale M5s Valeria Ciarambino. “De Luca non sara’ piu’ commissario – spiega – il paradosso del doppio ruolo lo stiamo per cancellare con un colpo di spugna. E la scelta di chi lo sostituira’ non potra’ mai cadere su nessuno dei nominati da De Luca, figli di un sistema all’origine dei disastri che i cittadini della Campania ancora pagano sulla propria pelle. Nomi scelti sulla base di una legge scellerata che ha premiato appartenenza politica e fedelta’ alla bandiera del poltronismo”. “Il nuovo commissario – aggiunge – non potra’ mai essere uno degli attuali direttori generali nominati dallo stesso De Luca, gente contro il cui operato come Movimento 5 Stelle ci stiamo scagliando duramente da anni, alla luce dei risultati pessimi della loro gestione e di una qualita’ dell’assistenza precipitata miseramente agli ultimi posti nel paese”. “Abbiamo impedito a De Luca che fosse smantellata un’eccellenza come il Polo materno infantile dell’Ospedale del Mare – ricorda Ciarambino – lo abbiamo costretto a fare marcia indietro sullo smantellamento del Pronto soccorso di Sant’Agata, lo abbiamo inchiodato alle sue responsabilita’ circa i punti nascita di Polla e Sapri, penalizzati da una grave carenza programmatoria e organizzativa. Siamo pronti ora a collaborare con il nuovo commissario per mettere un freno anche all’opera di depotenziamento e chiusura di presidi e reparti. Ci batteremo per nuovi criteri di nomina dei manager e li inchioderemo alle loro responsabilita’ se le formiche assediano pazienti, se nei reparti piove o se vengono chiusi per un festino. Daremo il nostro contributo per rendere efficaci le azioni di controllo delle procedure di appalto, affinche’ non si ripetano piu’ casi come al Pascale e all’Ospedale del Mare, con farmaci e strumentazioni salvavita acquistati a prezzi fino a 300 volte superiori a quelli di mercato. Scandali al cospetto dei quali chi ha un ruolo apicale e di responsabilita’ dovrebbe essere messo alla porta, per far spazio a professionisti seri e onesti nominati per competenza, curriculum e con procedure di trasparenza”.

Napoli, cori discriminatori, Grassani invoca il rispetto delle regole

”Prendiamo atto che c’e’ stato un’interpretazione rigorosa di una norma che regolamenta i cori discriminatori e aspettiamo che tutto cio’ venga applicato quando si verifichino comportamenti discriminatori”. E’ la posizione del legale del Napoli, Mattia Grassani, a proposito della possibilita’ di sospensione della partita a seguito dei cori discriminatori. ”Dico anche che bisognerebbe intervenire in maniera molto piu’ drastica perche’ questi comportamenti non possono entrare negli stadi. Anni fa – ricorda Grassani ai microfoni di Radio Marte – ci fu la guerra contro il materiale pirotecnico, guerra che fu vinta e oggi non entra piu’ nulla negli stadi. C’e’ stata la guerra contro gli striscioni ed e’ stato inserito un filtro che verifica ogni domenica cio’ che entra negli stadi: spiegatemi perche’ non si possano fermare i cori discriminatori. Quando l’arbitro viene colpito fisicamente sospende la partita e si va tutti a casa. Ecco, cosi’ bisogna fare anche in caso di cori beceri: sospendere la partita e tutti a casa”. ”Speriamo che Atalanta-Napoli – afferma Grassani – sia una gara rispettosa e che i cori siano solo di sfotto’. C’e’ un iter complicato da seguire di fronte a cori discriminatori e questo e’ frutto di una cervellotica costruzione perche’ quando si tratta di attentati all’integrita’ fisica di arbitri o giocatori e’ tutto molto chiaro. Non lo e’ invece quando gli episodi di gara riguardano gli spalti, la procedura e’ complicata”.

Napoli, il sindaco incontra l’autista coraggioso

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha ricevuto a Palazzo San Giacomo Gennaro Montella, autista dell’Anm, che, in occasione della partita di calcio Napoli-Paris Saint-Germain, pur ferito dalle schegge di un vetro infranto da alcune pietre, porto’ a termine regolarmente il servizio. Il questore di Napoli, Antonio De Iesu, presente anch’egli all’incontro, ha consegnato all’amministratore delegato di Anm, Nicola Pascale, una lettera di ringraziamento per la collaborazione prestata dall’autista, sottolineandone il meritorio comportamento. Il sindaco, infine, ha consegnato a Montella una medaglia ricordo.

Napoli, funicolari chiuse perché tutti i capiservizio in malattia

Le funicolari di Chiaia, Montesanto e Mergellina a Napoli sono ferme dalle 14.30 di oggi. Lo comunica in una nota l’Anm che spiega come “nel giorno – si legge – in cui l’azienda ha redatto i nuovi orari per il prolungamento del week end delle corse della Funicolare Centrale, tre caposervizio delle funicolari hanno comunicato di essere impossibilitati a lavorare per malattia. Questa circostanza ha determinato nel pomeriggio di oggi, a partire dalle ore 14.30, la chiusura delle funicolari di Chiaia, Montesanto e Mergellina”. Anm spiega anche che sul tema del prolungamento dell’orario della funicolare “si e’ svolta – prosegue la nota – questa mattina una riunione dell’azienda con le rappresentanze sindacali di Cigl, Cisl e Uil per spiegare le soluzioni incentivanti previste per stimolare il prolungamento dell’orario, come gia’ previsto dall’accordo sindacale del 30/10/2015 sottoscritto con tutte le Organizzazioni sindacali. Nel corso di questa riunione i rappresentanti sindacali non hanno voluto aprire alcuna trattativa sul tema”.

Melito, esce dai domiciliari e va a rapinare una coppia due volte nel giro di una settimana: arrestato

Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i Carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania  hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di una persona di anni 37, residente a Melito di Napoli, per il reato di rapina.
Le attività di indagini hanno avuto inizio in seguito alla denuncia sporta da una coppia di ragazzi vittime di due rapine subite, a distanza di una settimana l’una dall’altra, mentre si trovavano nel comune di Mugnano di Napoli. Le attività investigative, corroborate dalla disamina delle immagini di video sorveglianza acquisite e dall’esame dei tabulati telefonici, hanno consentito ai Carabinieri della Tenenza di S.Antimo di identificare l’autore delle rapine, riconosciuto, tra l’altro, dalle vittime. Il predetto risultava già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per altri analoghi episodi.

‘Assoli di Scienza’, la nuova rassegna di Casa del Contemporaneo. Da domani per dodici incontri

Dodici in contri polifonici a due voci per “Assoli di Scienza”, la nuova rassegna di Casa del Contemporaneo. Scienza deliberata, Genetica e medicina, Biomateriali e cyborg e rapporto Scienza e società. Si inizia con “Lotteria Nucleare”, una produzione Le Nuvole, che narra la storia di un ingegnere nucleare italiano inviato a Cernobyl diciannove anni dopo l’incidente, per controllare la situazione. Sarà un’esperienza che lo cambierà radicalmente, imprimendo una svolta imprevista alla sua vita. A gennaio prossimo,è il turno di “Nanometamorfosi”, produzione Le Nuvole. In molti ormai parlano di nanotecnologie ma pochi sanno realmente di che cosa si tratta. Il funzionamento, il capirne il perché e il come possono essere di competenza di chi fa scienza ma le implicazioni sociali non possono essere trascurate dal cittadino di oggi, soprattutto se uno dei cardini del modello di sviluppo europeo prevede la costruzione di una democrazia partecipata per la realizzazione della società della conoscenza. A febbraio, sarà la volta di “Relatività. La Rivoluzione”, di e con Federico Benuzzi. Ad aprile per “Scienza deliberata”, ci sarà “Tolemaici e Copernicani”, una produzione Le Nuvole.

Presentata al comune di Salerno la quarta stagione di Mutaverso Teatro

È stata presentata a Salerno, nella Sala del Gonfalone di palazzo di città, la quarta stagione Mutaverso Teatro, ideata e diretta da Vincenzo Albano, di Erre Teatro, vero e proprio osservatorio attivo sulla scena italiana contemporanea. Alla presentazione hanno preso parte il presidente della Commissione Cultura del Comune di Salerno, Ermanno Guerra e il consigliere Rocco Galdi, vicepresidente della Commissione Cultura. Sono nove gli appuntamenti, da dicembre 2018 fino ad aprile 2019, di cui sei debutti regionali e cinque, tra questi, date uniche in Campania, una delle quali è l’anteprima della stagione, fuori abbonamento e con prenotazione obbligatoria, che si terrà presso la Chiesa sconsacrata di Santa Apollonia (Via San Benedetto), il 12 e 13 dicembre alle ore 20.30. In scena Elsinor Centro di Produzione Teatrale con “FARSI SILENZIO”, progetto e interpretazione di Marco Cacciola, drammaturgia di Tindaro Granata, suono di Marco Mantovani, con il sostegno di Armunia Centro di Residenze Artistiche – Castiglioncello. La Stagione Mutaverso Teatro, che si avvale del contributo del Comune di Salerno, avrà anche per il 2019 l’Auditorium del Centro Sociale di via Cantarella, 22 (quartiere Pastena) come quartier generale. “Quest’anno confermo e propongo, come direttore artistico, la personale curiosità verso forme originali di scrittura, la centralità della parola e dell’attore; al tempo stesso per altri linguaggi, virando anche su una più marcata performatività. È questa visione trasversale e non lineare, a tratti ignota e rischiosa, che sollecito a condividere e semmai a respingere. Mutaverso Teatro è spazio emotivo, pensiero in movimento tra l’idea di una prospettiva e la sua realizzazione, ‘incubatore di utopie’ e di azioni piccole e controtendenti” spiega Albano che – sostenitore da sempre del ‘fare rete’ – si avvale del supporto di T.A.N Teatri Associati Napoli – C.Re.A.Re Campania, PuraCultura, Scene Contemporanee, Theatron 2.0, del Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo, di Informagiovani Salerno e della Rete dei Giovani per Salerno.

Con false fatture la camorra aveva messo le mani sul porto di Trieste: sequestrato yacht da 200mila euro

Sequestrato su provvedimento del Tribunale di Trieste uno yacht del valore di 200mila euro individuato nei giorni scorsi in territorio napoletano e riconducibile a Pasquale Formicola, arrestato a maggio per reati fiscali e riciclaggio. Il sequestro è stato attuato dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Trieste, nel corso dell’operazione ‘Oro nero’ in cui è coinvolta anche la Depositi Costieri Trieste Spa, come ulteriore misura di effettivo ristoro per le casse erariali a seguito all’evasione milionaria scoperta dalla Procura della Repubblica nei mesi scorsi, nel settore commerciale dei prodotti petroliferi. Grazie ad appostamenti e sopralluoghi, gli investigatori della guardia di finanza triestina hanno individuato il lussuoso natante occultato in un rimessaggio di Torre del Greco, in provincia di Napoli. Benché formalmente intestata a una società riconducibile a un prestanome, l’imbarcazione in realtà era nella piena disponibilità del Formicola, noto alle cronache come uno dei tre amministratori di fatto della Spa triestina dichiarata fallita il 9 gennaio scorso. Come emerso dalle indagini, gli stessi sarebbero a capo di un sodalizio malavitoso protagonista di un’articolata frode attuata con la partecipazione di diverse società e con l’emissione di false fatturazioni per complessivi 160 milioni di euro. Ciò ha provocato un ingente debito verso l’Erario, mai assolto, con un’evasione dell’iva, per 35 milioni di euro. Parte dei proventi illeciti erano poi serviti agli arrestati, tra i quali il Formicola, per acquisire la proprietà della Depositi Costieri Spa. L’imbarcazione sequestrata – munita di cucina interna ed esterna, bagno ultramoderno, 4 posti letto e ogni genere di comfort – va ad aggiungersi agli altri beni, mobili e immobili, già sottratti alla disponibilità degli indagati nei mesi scorsi: denaro, case, auto, quote societarie, orologi di valore.

Camorra, il ras picchiò un ragazzo che aveva ‘osato’ passare di notte sotto il suo balcone nonostante il divieto. IL RACCONTO DEL PENTITO

Marano. Non era solo uno degli esattori del racket del clan Orlando e gestore della piazza di spaccio a Quarto per conto della cosca dei Carrisi ma era anche un personaggio irascibile e violento. Antonio Agrillo, arrestato il mese scorso insieme con Celestino De Fenza per una tangente dalla ditta che stava ristrutturando il parco Amelia a Marano. A delinearne  la sua figura di camorrista sono stati i pentiti ma più di tutti uno degli ultimi in ordine di tempo della cosca, ovvero Giacomo Di Pierno che in un recentissimo verbale datato 16 giugno del 2018 spiega: “… il 31 dicembre del 2016 si è sposato un membro importante degli Orlando e Agrillo Antonio, benchè agli arresti domiciliari andò al matrimonio ed infatti lo incontrai fuori dalla mamma al suo rientro, presso la casa ove ero andato a cercarlo. Preciso che il predetto Agrillo fu arrestato solo quando, violando dagli arresti domiciliari, scese giù il portone e picchiò un ragazzo, lui ed altre due persone. La vittima, dopo aver denunciato, andò poi a ritrattare in caserma per paura. Agrillo mi raccontò che per un dissidio avuto con il ragazzo o con il padre, aveva impedito ai predetti di passare per il “suo” quartiere, quella sera la vittima pensando che alle tre di notte Agrillo dormisse, passò sotto al suo palazzo, il predetto scese ed insieme ad altri due soggetti di cui non ricordo il nome, con le mazze da baseball picchiarono ferocemente il ragazzo per oltre 15 minuti, come mi raccontò Agrillo, vantandosi di tale azione. La vittima dopo disse che i suoi aggressori erano incappucciati, cosa non vera…”. Sulla figura di Agrillo trafficante di droga, il pentito Di Pierno ha spiegato nello stesso verbale: “… fino al giorno prima del mio arresto ho continuato ad acquistare per lo più cocaina sempre dal gruppo di …..omissis…, Agrillo e …..omissis…, i quantitativi, però cercai di ridurli, non più 100 grammi ma 50 grammi. …..omissis… Agrillo e …..omissis…, si fanno aiutare da Tonio o’ Ciacio che è il cognato di Agrillo e da tale Carletto che sposta la droga nella gestione della piazza di spaccio di Quarto, il venditore è tale Giovanni che abita e vende di fronte la mia abitazione al civico 23 ed è, oggi, agli arresti domiciliari. Tutti i predetti gestiscono la piazza di droga, di hashish e marijuana – la cocaina non la vendono a Quarto per scelta criminale come poi vi dirò – che fa capo alla famiglia Orlando/Nuvoletta ai quali ogni mese portano dalla piazza di Quarto 6000,00 euro. Vi spiegherò in dettaglio che per lungo tempo a Marano la cocaina non ne era permessa la vendita, nel corso di un incontro che ho avuto a casa della mamma di Antonio Agrillo ove il predetto era agli arresti domiciliari, era febbraio o marzo 2017, Lubrano Armando ed altre persone del clan che poi vi dirò, mi disse che avevano scelto di reintrodurre la cocaina perchè con il “passaggio di testimone” tra i Polverino e gli Orlando/Nuvoletta, quest’ultimo gruppo in quanto egemone si era dovuto accollare le spese per il mantenimento di tutti i carcerati…”.

 Rosaria Federico

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