Su delega della procura distrettuale di Catania, i finanzieri del comando provinciale di Catania e della sezione operativa navale di Catania, insieme al Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico) hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza per un importo complessivo pari a circa 460mila euro, ritenuto corrispondente al presunto profitto per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, nei confronti sia di due agenti marittimi sia delle Ong ”Medici senza frontiere – Operational Centre Belgium – Missione Italia”, ”Medici senza frontiere – Operational Centre Amsterdam”, sia infine di appartenenti a vario titolo a tali enti. Contestualmente sono stati notificati dalla Guardia di Finanza, insieme al Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e della squadra mobile della Questura di Catania, avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 24 indagati. “Il decreto di sequestro preventivo d’urgenza delle somme di denaro, che era stato disposto d’urgenza dalla procura ed eseguito su somme in contanti rinvenute nei conti correnti di alcuni indagati incluse le due Ong – fa sapere la procura – è stato convalidato dal Gip di Catania, che ha anche disposto il sequestro preventivo della nave Ong ‘Aquarius’, attualmente ormeggiata a Marsiglia in Francia”. “Ogni altro rifiuto della clinica è stato presentato insieme a tutti i rifiuti normali al momento dello sbarco”: è quanto si legge in una email interna di Medici senza frontiere, intercettata nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’operazione ‘Borderless’ della procura di Catania. In un’intercettazione telefonica, inoltre, si parla dello smaltimento dei vestiti dei migranti sbarcati, e un agente marittimo intermediario indagato sottolinea: “Noi li classifichiamo come rifiuto speciale, come se fossero stracci della sala macchina”. Sono complessivamente 24 gli indagati nell’indagine della procura di Catania sull’illecito smaltimento dei rifiuti accumulati durante le attivita’ di salvataggio in mare da parte di Msf. Secondo l’accusa i soggetti coinvolti, a vario titolo, avrebbero “sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un progetto di illegale smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attivita’ di soccorso dei migranti a bordo della Vos Prudence e dell’Aquarius e conferiti in modo indifferenziato, unitamente ai rifiuti solidi urbani, in occasione di scali tecnici e sbarco dei migranti” in 11 porti: Trapani, Pozzallo, Augusta, Catania e Messina in Sicilia, Vibo Valentia, Reggio Calabria e Corigliano Calabro in Calabria, Napoli e Salerno in Campania, Brindisi in Puglia. Tra i rifiuti scaricati la procura indica “gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari”, gli scarti alimentari e i rifiuti sanitari infettivi utilizzati a bordo per l’assistenza medica.
L’inchiesta degli uomini del comando provinciale di Catania e dello Scico della Gdf e di quelli della squadra mobile di Catania e dello Sco della Polizia avrebbe inoltre accertato che i membri di Msf e i due agenti marittimi Francesco Gianino e Giovanni Ivan Romeo concordavano “sistematicamente” lo smaltimento illegale dei rifiuti – 37 volte per l’Aquarius e 7 per la Vos Prudence – “eludendo i rigidi trattamenti imposti dalla loro natura infettiva”. Tra gli indagati, oltre a Gianino, Romeo e i centri operativi di Amsterdam e di Bruxelles di Msf, ci sono il comandante e il primo ufficiale dell’Aquarius, il russo Evgenii Talanin e l’ucraio Oleksandr Yurchenko. A questi si aggiungono 8 membri di Msf: il vice capo missione Italia di Msf Belgio Michele Trainiti, il vice coordinatore nazionale nazionale e addetta all’approvvigionamento della missione Italia di Msf Belgio Cristina Lomi, il liaison Officer di Mas Belgio Marco Ottaviano, i coordinatori del progetto Sar Aquarius di Msf Olanda, Aloys Vimard e Marcella Kraaij, il coordinatore logistico di Aquarius Joachim Tisch, il delegato alla logistica a bordo della nave Martinus Taminiau e il coordinatore del progetto a bordo della nave, l’inglese Nicholas Romaniuk.
Traffico di rifiuti, sequestrata la nave Aquarius: 24 indagati. Coinvolto anche il porto di Napoli
Blitz notturno contro il clan Casamonica: abbattute otto ville abusive
“Quella di oggi è una giornata storica per la città di Roma e per i romani. Mettiamo fine a anni di illegalità e inviamo un segnale forte alla criminalità e al clan Casamonica, sgomberando e abbattendo otto villette abusive nella periferia est di Roma”. Lo scrive su Facebook la sindaca di Roma, Virginia Raggi, per commentare l’operazione che ha portato al blitz nella periferia est della Capitale, contro la famiglia al centro di diverse inchieste giudiziarie. “L’amministrazione si è impegnata come mai è successo nella sua storia recente: da oltre 10 mesi abbiamo pianificato questa operazione che vede l’impegno di ben 600 uomini della Polizia locale”, prosegue. “Ho voluto partecipare alle operazioni di sgombero e abbattimento per manifestare la presenza delle Istituzioni al fianco dei cittadini nella lotta all’illegalità e alla criminalità. Noi non abbassiamo lo sguardo”. “Si tratta dell’operazione più imponente contro la criminalità mai realizzata dai caschi bianchi di Roma. Quelle villette erano da 30 anni lì, realizzate in palese violazione di regolamenti edilizi, vincoli paesaggistici, ferroviari ed archeologici”, scrive ancora Raggi. “Alcune case avevano persino inglobato interi tratti dello storico acquedotto felice. Sono state utilizzati 20 mezzi per gli abbattimenti. Quelle villette erano diventate il simbolo dell’illegalità e dell’impotenza di fronte alla malavita. Abbiamo cancellato soprattutto questo. Le Istituzioni ci sono e non abbassano lo sguardo”, spiega. “È stata un’operazione complessa, partita molti mesi fa che ha permesso di concludere procedimenti sospesi e abbandonati in un cassetto. Voglio ringraziare il VII Municipio per il coraggio e la costanza di questi mesi; i tecnici del Comune; gli agenti della Polizia locale e il comandate Antonio Di Maggio; il personale della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Soprintendenza di Stato; i fabbri; gli operai; Atac; i tecnici di Acea, Enel e Italgas; la Sala Operativa Sociale di Roma Capitale, la Protezione Civile capitolina, le ditte che si occupano delle demolizioni; e in particolare tutti quei cittadini che con le loro denunce non si sono arresi mai”, conclude la sindaca della Capitale.
Pulizia scuole, pagamenti in ritardo l’ULSSA scrive al Ministro Di Maio
L’Organizzazione sindacale U.L.S.S.A., ha inviato una richiesta d’incontro al Ministro del Lavoro On. Luigi Di Maio, per le tematiche inerenti alle condizioni del lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori degli appalti di pulizia scolastiche di Napoli e Provincia. “Ci rivolgiamo al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Onorevole Luigi Di Maio in merito alla tematica del c.d. Piano Industriale “ Scuole Belle” – scrivono – Siamo una associazione sindacale formata solamente da lavoratrici e lavoratori tra cui presenti anche gli addetti alle pulizie scolastiche delle scuole di Napoli e Provincia appalti Storici ed Ex LSU (con contratti di lavoro Part Time (dalle 2 alle 6 ore giornaliere). Puntualmente, cosi come verificatosi nei mesi precedenti non percepiremo la retribuzione nei termini previsti dalle normative vigenti in materia , oramai questa annosa questione va avanti inesorabilmente da svariati mesi, ponendoci in grosse difficoltà economiche , nel sostenere le varie scadenze mensili ; fitto locazione, pagamenti delle varie utenze , oltre a non poter garantire quel minimo di sopravvivenza alle nostre famiglie. Questa situazione – proseguono i lavoratori – è inverosimile e molto umiliante, di fatto calpestando la nostra dignità di Donne, Uomini, lavoratrici e lavoratori, che senza indugi e con le mille difficoltà inerenti elle attività che svolgiamo connesse al c.d. piano industriale “Scuole Belle” dobbiamo patire per ricevere la nostra retribuzione. Non è possibile che a causa delle questioni di gestione finanziaria tra consorzio e consorziate, le lavoratrici e i lavoratori debbano rivendicare ogni mese lo stipendio. Per quanto sopra, oltre a chiedere ai Ministeri preposti un intervento affinchè siano attuati provvedimenti per questa tematica, saremo onorati di poter essere ricevuti (una piccola delegazione) dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Onorevole Luigi Di Maio, in modo tale da poter illustrare le mille difficoltà che da anni affrontiamo con molte sofferenze”.
Il crollo del Bitcoin -15%
Nuova ondata di crolli a catena delle criptovalute, con una pioggia di vendite che ha investito il segmento durante i primi scambi sui mercati asiatici. La più nota di queste monete virtuali, il Bitcoim, che ieri era sceso per la prima volta dal 2017 sotto i 5.000 dollari subisce un ulteriore meno 15% a 4.590 dollari. A picco anche l’Etherum, meno 14,7% a 137 dollari e il Litecoin, meno 13% a 34,39 dollari.
Maltempo: allagamenti in Irpinia, problemi in tutta la Campania
Un violento nubifragio si e’ abbattuto su Avellino e sull’Irpinia tra ieri sera e la notte scorsa, provocando allagamenti ovunque, soprattutto nel capoluogo. La pioggia, che in meno di tre ore ha raggiunto i 100 millimetri ha fatto straripare il torrente Fenestrelle che ha invaso via Pianodardine, alla periferia di Avellino. Un’auto e’ stata travolta dal fango e dai detriti e l’uomo che era a bordo e’ stato messo in salvo da una squadra di vigili del fuoco. A Campetto Santa Rita, un piazzale utilizzato come terminal dei pullman extraurbani, si e’ completamento allagato e due persone anziane e disabili sono state trascinate dall’acqua. Sono stati i vigili del fuoco a metterli in salvo. Da pochi minuti, per le infiltrazioni di acqua si e’ aperta una voragine a Montefredane e un’auto con delle persone a bordo e’ stata inghiottita, ma gli occupanti sono riusciti a mettersi in salvo da soli. I vigili del fuoco stanno raggiungendo la zona per metterla in sicurezza. Allagamenti si registrano un po’ ovunque in citta’.Ieri sera era impraticabile il ponte di via Ferriera, che collega il centro cittadino alla collina Liguorini. Una quarantina gli interventi tra ieri sera e la notte scorsa da parte dei vigili del fuoco di Avellino in tutta la citta’ per rimuovere grossi rami spezzati dal forte vento e per locali allagati. La situazione va comunque lentamente migliorando. Allagamenti anche nel Casertano, soprattutto nella zona di Mondragone, e alberi e cartelloni divelti o pericolanti a Napoli per il forte vento. Nel Napoletano, diversi comuni avevano disposti da ieri la chiusura delle scuole, compreso il capoluogo di Regione.
Truffe agli anziani in trasferta nel Lazio e in Toscana: presi 4 napoletani
Quattro persone, tutte originarie di Napoli, sono state arrestate dai carabinieri di Roma, per associazione per delinquere finalizzata a furti in appartamento e truffe a danno di anziani, commessi a Roma, Ciampino, Viareggio, Capannori, San Giovanni Valdarno. Il provvedimento di custodia cautelare è stato eseguito dai militari della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Dalle indagini è emerso che i quattro criminali, dopo aver derubato le vittime presso le rispettive abitazioni, con refurtiva sottratta ad ogni singolo anziano che andava dai 500 ai 10.000 euro e, in un caso accertato, anche 70.000 euro, hanno dimostrato una condotta feroce e persecutoria senza precedenti. Tornavano dalle stesse vittime anche per altre tre/quattro volte consecutive e, fingendo di essere carabinieri, carpivano la loro fiducia facendogli credere di essere li per restituirgli le cose rubate, recuperate dopo l’arresto dei delinquenti, come loro stessi si definivano, che gli avevano rubato a casa. Con tale raggiro, riuscivano facilmente ad introdursi nelle abitazioni degli anziani per derubarli nuovamente. Le vittime, per circa 100 colpi accertati, venivano accuratamente selezionate e la scelta cadeva sui soggetti più deboli e indifesi. I loro nominativi e gli indirizzi delle abitazioni, venivano conservati e memorizzati dagli indagati i quali, una volta accertata la disponibilità del denaro e la vulnerabilità nonché la facilità con la quale potevano depredarli, tornavano ciclicamente a colpire la medesima vittima.
Estorsione ad una ditta di raccolta rifiuti: 5 arresti
Afragola. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Napoli su richiesta della locale DDA a carico di 5 persone, tutte ritenute affiliate al clan camorristico dei Moccia e responsabili, a vario titolo, di tentata estorsione continuata, porto abusivo di arma da fuoco e danneggiamento seguito da incendio aggravati dal metodo mafioso. Le indagini, coordinate dalla DDA di Napoli, hanno consentito di delineare le responsabilità di una articolazione del clan Moccia in ordine a un raid incendiario contro la ditta aggiudicataria dell’appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani ad Afragola per costringere il titolare al pagamento del pizzo al clan. L’atto intimidatorio era stato perpetrato l’11 agosto 2017 dopo l’ennesimo tentativo estorsivo cui il titolare della società non aveva dato seguito. 3 esponenti del sodalizio, sulla scorta di precise disposizioni impartite dai vertici del gruppo, avevano fatto irruzione nell’area di stazionamento dei mezzi e dopo aver intimato con la minaccia delle armi agli autisti di scendere dai veicoli, avevano appiccato il fuoco a un autocompattatore.
Camorra, il pentito Giannuzzi parla delle piazze del clan Orlando. I VERBALI DI ACCUSA
“Agrillo Antonio che gestisce la piazza di spaccio di Quarto insieme a Verde Mauro ed un altro ragazzo Pasquale soprannominato Dragon Ball, benchè Agrillo sia agli arresti domiciliari ed è legato con Pataniello Liccardo Salvatore oggi i tre gestiscono ovviamente per conto degli Orlando”. Era il 21 settembre del 2017 quando il pentito del clan Orlando, Teodoro Giannuzzi, in uno dei suoi primi verbali delinea la figura di Agrillo e degli altri emergenti del clan Orlando. Le dichiarazioni sono contenute nell’ordinanza cautelare firmata dal gip Francesca Ferri che ha colpito lo stesso Agrillo e celestino De Fenza per l’estorsione agli imprenditori che stavano ristrutturando il parco Amelia a Marano. “…Agrillo e i suoi pagano agli Orlando la quota per poter gestire tale piazza. Mi risulta che Agrillo Antonio sia uno stipendiato dagli Orlando”, ha raccontato ancora Giannuzzi. “…riconosco OMISSIS Da quando è stato scarcerato Antonio Agrillo si è affiancato a costui con il quale gestisce la piazza di marijuana e hashish a Quarto. …omissis… Nell’inverno 2016, una sera fui chiamato da Agrillo Antonio, che era agli arresti domiciliari, presenti i suoi familiari ed il cognato tale o’ ciacio, grosso trafficante. Agrillo mi disse che era passato Veccia Raffaele ed il fratello di Armandino, Lubrano Raffaele, che li avevano avvisati, OMISSIS che quella sera avrebbero fatto un blitz a Quarto e quindi di avvisare, non solo quelli del sistema, ma anche quelli fuori sistema per evitare eventuali arresti. …ho incontrato LUBRANO Raffaele a casa di AGRILLO Antonio, “Polveriniano” , al quale volevo vendere una partita di droga che mi aveva venduto …OMISSIS …. Il LUBRANO precisò ad AGRILLO, che poi me lo riferì, che AGRILLO non poteva comprare la droga direttamente da OMISSIS e da me, ma dovevamo comunque “passare da loro”. Vi spiego bene come andò la vicenda. Si trattava di novanta chili di fumo che OMISSIS mi avrebbe dato e che io avrei ceduto ad AGRILLO “fuori sistema”, cioè di nascosto. AGRILLO però fece l’errore di dirlo a OMISSIS, che ne diffuse notizia, tanto da arrivare a LUBRANO Raffaele, il quale venne a Quarto e rimproverò ad AGRILLO dicendogli che loro lo stipendiavano e che lui non poteva agire al di fuori del “sistema”. Infatti, OMISSIS fu costretto a vendere questa partita di droga di novanta chili a Lorenzo NUVOLETTA….” …omissis… Ciro aveva il compito di recuperare i soldi e di rifornire le piazze di spaccio sempre su Quarto. Il predetto Ciro non l’ho visto per diversi mesi in quanto si ruppe una gamba. Era invece ritornato a Quarto negli ultimi periodi, cioè alla fine del 2016 ed il 2017, insieme ad Agrillo Antonio, Polveriniano, che benchè agli arresti domiciliari, gestisce ancora la piazza di spaccio chiaramente entrambi per conto degli Orlando. Facemmo anche un’altra riunione della quale forse non vi ho detto ma non mi ricordo, a casa di Nicola lo spagnolo poco prima che lo stesso fosse riarrestato. Il predetto abita in una casa a Marano munita di telecamere, non so se era la sua. Alla riunione eravamo presenti io lui, Giarra Diego, Candela Cristoforo, Luigi il chiattone, Giovanni Raniello che pure era fuori, il cognato di Lelluccio riecch e puorc cioè Di Maro Raffele che però non ho visto nelle foto. Nella riunione parlammo di una discussione avvenuta tra i fratelli Ferro e la famiglia di Agrillo Antonio, quest’ultimo detenuto già affiliato ai Polverino, perché Gigino il Chiattone aveva picchiato un famigliare degli Agrillo, il marito della sorella di Antonio, e i Polverino volevano tutelare la famiglia del loro affiliato. …”.
Rosaria Federico
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Carabinieri in campo a difesa degli arbitri campani
e’ accaduto nel calcio minore campano, dopo una serie di episodi violenti contro i direttori di gara. «Signor arbitro, tutto ok?», il carabineire ferma la gara per assicurarsi che il direttore di gara sia in sicurezza. Accade in Irpinia. Dopo l’aggressione in un campo minore di Roma, e le misure del presidente dell’Aia Nicchi, che per protesta aveva rifiutato di inviare arbitri nei campionati dilettanti di quella regione, anche a Castelfranci, in provincia di Avellino, arrivano i carabinieri in campo e mettono tutti in guardia da comportamenti violenti a danno delle giacchette che una volta erano nere.
Arbitro picchiato in Basilicata, stangata sul colpevole
Per aver picchiato, con un pugno e tre calci, un arbitro di 17 anni durante una partita, poi sospesa, del girone B della Seconda categoria lucana, un giocatore dell’Armento e’ stato squalificato fino al 30 giugno 2021. L’aggressione e’ avvenuta domenica 11 novembre nella gara Armento-Matera Sassi. Al giovane arbitro e’ stata diagnosticata una prognosi di tre giorni, mentre il giudice sportivo ha decretato anche la sconfitta per 0-3 a tavolino. “Condanniamo fermamente – ha detto, in una dichiarazione diffusa dall’ufficio stampa – il presidente del Comitato regionale della Basilicata della Figc, Piero Rinaldi – la vile aggressione al direttore di gara al quale esprimiamo la nostra solidarieta’ e quella dell’intero movimento del Calcio dilettantistico di Basilicata che nulla a che fare con questo modo di agire contrario ai nostri valori sportivi improntati alla lealta’, alla correttezza, al rispetto e al fair play”. Secondo Rinaldi, “la sanzione comminata al calciatore autore dell’aggressione dal giudice sportivo non basta. Bisogna che la nostra azione nel prevenire certi deprecabili comportamenti sia piu’ incisiva. Per tale motivo – ha concluso Rinaldi – cercheremo di sensibilizzare le societa’ affiliate, ancor piu’ di quanto fatto in passato, al rispetto verso avversari e direttori di gara e a tenere comportamenti adeguati sul campo di gioco consoni ai valori dello sport”.
De Luca nega la firma del secondo protocollo
“Ho firmato il protocollo che attribuisce con chiarezza ai vari soggetti istituzionali le responsabilita’ in ordine al settore dei rifiuti, ma non un secondo, quello che da’ la possibilita’ di raccogliere dati oncologici a soggetti privati non riconosciuti. Per me si tratta solo di una marchetta pre-elettorale”. Lo ha affermato il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, durante la conferenza stampa sui rifiuti convocata a Caserta. “Il secondo protocollo – ha aggiunto ironicamente De Luca – il Governo l’ha firmato con se’ stesso. Il soggetto citato si chiama Etica, ma la Regione non lo conosce. Per noi solo la sanita’ pubblica puo’ certificare certi dati. Penso al Registro Tumori, che peraltro non dipinge alcuna situazione drammatica tra Caserta e NAPOLI. Quando parlano di Terra dei Fuochi ci fanno un danno, perche’ in tutta Italia ci sono tante terre dei fuochi, intese come zone dove bruciano gli scarti industriali. Da noi invece bruciano gli rsu (rifiuti solidi urbani) depositati negli Stir o nelle aziende private”. Cosi’ il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, durante la conferenza stampa sui rifiuti convocata a Caserta. “In Lombardia, tra gennaio e ottobre, ci sono stati 17 roghi. Qui da noi invece i roghi stanno diminuendo sensibilmente”. “Questa mistificazione della realta’ – ha proseguito – danneggia la trattativa che io e il ministro Costa, che peraltro e’ pienamente concorde con il nostro piano regionale, stiamo portando avanti a Bruxelles per eliminare la procedura di infrazione che fa pagare all’Italia 120mila euro al giorno”.
Terra dei fuochi, l’intesa raggiunta oggi, ecco i dettagli
Salute, ambiente e territorio sono i cardini del Protocollo d’intesa sulla Terra dei Fuochi in Campania firmato oggi a Caserta dal premier Giuseppe Conte e sette ministri. In realta’ un piano d’azione del governo contro i roghi tossici e gli interramenti abusivi di rifiuti, punta molto sulla prevenzione, con un rafforzamento della sorveglianza nei punti sensibili. Per questo saranno impiegati l’esercito – che presidiera’ i siti di lavorazione dei rifiuti che, secondo le prefetture di Napoli e Caserta, sono a rischio di incendi dolosi – i droni e un centinaio di carabinieri specializzati in reati ambientali. Saranno anche aumentati i vigili del fuoco pronti a intervenire sul territorio. L’azione sara’ anche affidata alle Asl e ai medici di base, per controllare l’aria e il territorio con la presenza anomala di malattie piu’ o meno gravi legate all’inquinamento da rifiuti. Di qui la presenza della Regione che ha competenza sulla sanita’. Il tutto con un livello di coordinamento che si spera migliore di quanto visto finora. La task force che il governo mettera’ in campo sara’ guidata direttamente da Palazzo Chigi e vi svolgera’ un ruolo di primo piano il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che da generale della Forestale ha perseguito i clan camorristici attivi nel settore. L’esecutivo gialloverde pensa in prospettiva di esportare il modello Campania in altre regioni, perche’ come ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, “i roghi tossici sono un fenomeno che riguarda tutte le zone d’Italia”, in misura differente. L’obiettivo a lungo termine e’ il cosiddetto “end of waste”,la fine della dispersione dei rifiuti, la loro trasformazione nell’ambito di un’economia circolare, come ha sottolineato il premier Giuseppe Conte. Per far cio’, non solo repressione, ma anche premi. “Il 31 marzo scade l’accordo Anci-Conai (Associazione dei Comuni e Consorzio nazionale imballaggi, ndr) – ha detto Costa -, io per il governo faro’ da pontiere per ottenere una differenziata di qualita’ e avviare il porta a porta con tariffa: chi inquina di meno paga di meno”. E’ la vera rivoluzione verde che vogliono realizzare i cinquestelle. Entro il 2035 non piu’ del 10% dovra’ essere conferito in discarica, ha stabilito l’Unione europea. Se la differenziata prendera’ davvero piede in Italia, assicura Costa, “non ci sara’ piu’ neppure abbastanza materiale per gli impianti”.
Lega Ambiente si scaglia contro il teatrino politico per la Terra dei fuochi
“Ancora non ci siamo. In nome del popolo inquinato, chiediamo che nella Terra dei fuochi venga fatta davvero ecogiustizia e che vengano adottate soluzioni serie e concrete, a partire da maggiori controlli su tutto il territorio e non solo nelle aree degli impianti, per contrastare il fenomeno degli incendi di rifiuti produttivi all’aria aperta che, nella provincia di Napoli e Caserta, provocano danni all’ambiente e alla salute dei cittadini come denunciammo la prima volta nel rapporto Ecomafia 2003”. A dirlo, in una nota, Stefano Ciafani e Maria Teresa Imparato, rispettivamente presidente nazionale e campano di Legambiente, dopo la firma del protocollo d’intesa oggi a Caserta nel corso del Consiglio dei ministri straordinario. Legambiente sottolinea che “i cittadini stanno ancora aspettando le bonifiche dei territori, in fortissimo ritardo, e stanno pagando l’assenza di una politica trasversale. Se si vuole davvero aiutare la Campania, e’ ora di passare dalle parole ai fatti attraverso uno sforzo straordinario e comune, smettendola con i teatrini politici”. Per Legambiente, le azioni previste, quali ad esempio “la militarizzazione dei siti di stoccaggio o l’utilizzo dei droni, non sono sufficienti. Per altro si tratta di misure non nuove, gia’ adottate in precedenza, come nel caso del presidio militare al centro, in passato, di roventi polemiche”. Per l’associazione, serve piuttosto “intensificare le attivita’ di intelligence e di controllo in tutta la Terra dei fuochi anche per fermare questa escalation di roghi sospetti negli impianti e pensare al risanamento ambientale di questo territorio, utilizzando i delitti ambientali della legge 68/2015. Alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attivita’ illecite connesse al ciclo dei rifiuti, chiediamo di riaprire l’indagine sugli incendi degli impianti di gestione rifiuti dietro ai quali, soprattutto in alcune zone calde della Penisola, si potrebbe nascondere ancora una volta la mano delle ecomafie”. Dal 1991 al 2013, Legambiente ha censito 82 inchieste per traffico di rifiuti provenienti da ogni parte d’Italia, seppelliti in discariche legali e illegali gestite della criminalita’ organizzata casertana e napoletana, con con 915 ordinanze di custodia cautelare, 1.806 denunce, e che coinvolgevano 443 aziende con sede prevalentemente al centro e al nord Italia. Lungo le rotte dei traffici illeciti, sono arrivate in Campania scorie derivanti dalla metallurgia termica dell’alluminio, polveri di abbattimento fumi, morchia di verniciatura, reflui liquidi contaminati da metalli pesanti, amianto, terre inquinate provenienti da attivita’ di bonifica, veleni da aziende del petrolchimico.
Inter, Moratti e Mazzola benedicono l’arrivo di Marotta
Mentre Beppe Marotta a Nanchino definisce i dettagli del suo sbarco all’Inter in quello che per il club potrebbe essere il tassello decisivo per completare la rivoluzione cinese, i protagonisti del pallone italico non restano indifferenti. Il passaggio da Torino a Milano del dirigente che ha contribuito a portare nella bacheca della Juve sette scudetti e 14 trofei complessivi può spostare gli equilibri sposandosi al progetto ambizioso di Zhang. E la sua scelta di non voler tentare un’avventura all’estero viene salutata con favore dai club rivali: “Se resta in Italia è un bene per il Calcio italiano”, ha commentato il ds della Roma Monchi. Nell’attesa dell’ufficialità, l’arrivo di Marotta è stato ‘benedetto’ dall’ex presidente nerazzurro Massimo Moratti: “Sarà molto utile alla società. Ha esperienza e una conoscenza a 360 gradi del Calcio e di tutto quello che ci gira intorno. Se sono io ad averlo consigliato? Il presidente mi ha chiesto un parere, gliene ho parlato bene, ma aveva già in mente di fare tutto”, ha chiarito. Per Moratti, i trascorsi juventini che stanno facendo storcere il naso a qualche tifoso interista non saranno un problema: “Marotta è un professionista, credo che gli sia stato utile lavorare a Torino e portare a casa molte vittorie. Poi, quelli che ci portano i risultati sono i giocatori. Speriamo che rinforzando la società anche i giocatori possano ottenere quei risultati che la società ormai merita per quello che ha costruito”.Anche Sandro Mazzola, bandiera dell’Inter, ed ex dirigente, non ha dubbi: Marotta è la scelta giusta. “Beppe è molto bravo. Io lo conosco molto bene, si vedeva già agli inizi della carriera che aveva delle idee”, spiega a LaPresse. “E’ una figura che sa farsi rispettare, soprattutto nei momenti delicati. E’ l’uomo giusto”. Anche per Mazzola il glorioso passato juventino di Marotta non deve più contare: “Se l’Inter lo ha cercato, è segno che gli riconosce delle qualità. E quelle qualità lui le porterà all’Inter e non potrà che beneficiarne il club”. Moratti ha consigliato al futuro dirigente nerazzurro di puntare, in fase di mercato, sui giovani italiani di talento. Mazzola sottoscrive: “I nomi ci sono. Giro per tanti campi, vedo molti di loro che si impegnano. Serve fiducia. Abbiamo attraversato un periodo con grandi giocatori stranieri e forse abbiamo lasciato un po’ in disparte i talenti nostrani. Da qualche anno stanno emergendo ragazzi con molta qualità”. Marotta dovrebbe entrare in carica tra fine anno ed inizio 2019, difficile comunque che il mercato invernale rechi già la sua impronta (“Ma – Mazzola ne è sicuro – conoscendolo è già a caccia dei giocatori giusti”). Anche perché l’Inter dovrà ancora fare i conti con i paletti del fair play finanziario. In ogni caso, restando al presente, “c’è da migliorare qualcosa nella rosa. Un esterno e un centrocampista di qualità, magari”, è l’opinione di Mazzola. “Quello è il reparto da ritoccare. Lì in mezzo serve più ritmo, fare meglio nel recupero palla, maggior protezione della difesa. Nel reparto arretrato in e attacco siamo a posto”. Insomma, la strada per provare a colmare il gap con la corazzata bianconera “è giusta”. E la squadra di Spalletti, tra tutte le candidate al ruolo di anti-Juve, “è quella che ha le maggiori chance per diventarlo davvero”, conclude Mazzola. La missione scudetto è iniziata.
Nazionale, contro gli Usa spazio al nuovo che avanza
Nuovi volti per guardare al futuro, con l’obiettivo Euro 2020 sullo sfondo, e per ritrovare la via del gol, mancato anche nell’ultimo match con il Portogallo. Dopo lo 0-0 di San Siro la nazionale di Roberto Mancini riparte dal Belgio per l’amichevole contro gli Stati Uniti. Con una formazione ben diversa da quella vista nelle recenti uscite, all’insegna degli esperimenti e della linea verde. L’attesa è tutta per Sandro Tonali, il baby del Brescia classe 2000 che ricorda Andrea Pirlo, pronto a giocare se non dall’inizio almeno uno spezzone di partita. Il ct però predica calma parlando più in generale dei giovani che scenderanno in campo a Genk, una vetrina importante in vista delle qualificazioni dell’anno prossimo. “Anche noi siamo curiosi di vederli all’opera – ha ammesso – penso potranno avere delle possibilità, sarà una chance per chi deve mettersi in mostra. Nei prossimi mesi arriverà il momento di fare scelte più definitive, quindi mi aspetto risposte da chi ancora deve darmene”. I cambi nell’undici titolare saranno tanti, a prescindere dalla carta d’identità. Non potrebbe essere altrimenti d’altra parte considerando che Immobile, Insigne, Jorginho, Chiellini, Florenzi e Pellegrini hanno già lasciato il ritiro, con la promozione dall’Under 21 del difensore goleador dell’Atalanta Gianluca Mancini e dell’attaccante della Juventus Moise Kean. “Qualcuno è un po’ stanco, devo fare delle verifiche nelle prossime ore – avverte Mancini – ma se stanno bene gli undici dell’altra sera e hanno recuperato giocheranno, con alcuni innesti al posto di chi è andato via”. Di certo tra i pali ci sarà Sirigu, anche se Mancini ha annunciato di voler chiamare Meret appena possibile. In cabina di regia al posto del playmaker del Chelsea ci sarà uno tra Sensi, l’altra novità, e appunto Tonali, oppure lo spostamento di Barella. Possibile invece in attacco una chance per Lasagna. Il match contro gli Usa, squadra 23/a del ranking Fifa, nobile decaduta proprio come l’Italia e assente nell’ultimo Mondiale in Russia, rappresenta un test importante per confermare i progressi dell’ultimo periodo ma soprattutto per trovare nuove certezze sotto porta. “È un problema perché se non fai gol non vinci – sottolinea Mancini – Credo sia anche una questione di sfortuna, la squadra tra Portogallo, Polonia e Ucraina ha creato 20 palle gol. Speriamo che giri un po’ la ruota, l’importante è continuare a creare occasioni e giocare in attacco. Non sarà una passeggiata, per questo spero di vedere un’Italia che cerchi ancora di avere sempre la palla, propositiva e focalizzata sull’attacco”. Vuole buttarsi tutto alle spalle invece dopo la complicata notte del ‘Meazza’ Leonardo Bonucci, fischiato dal pubblico di fede rossonera che non gli ha perdonato il suo ritorno alla Juventus dopo una sola stagione al Milan. Non si è fatta attendere nel post partita la replica del difensore, che in tutta risposta ha definito “la mamma degli imbecilli sempre incinta”. “Potevo evitarlo ma sono rimasto infastidito. Quando si gioca con la maglia della nazionale gli interessi e le questioni dei club vanno messe da parte, è come se non aiutassi un compagno solo perché gioca con un club diverso dal mio – la replica di Leo, che contro gli Usa indosserà la fascia di capitano vista l’assenza di Chiellini – Non mi sono mai fatto trasportare da certe cose, non è stato però bello riceverli mentre stai difendendo la maglia della tua nazionale. Adesso voltiamo pagina”.
Lega e grillini, prove di tregua fragile in vista delle elezioni che verranno
Una tregua fragile, sospesa tra l’esigenza di affermare, anche in chiave Ue, il volto di un governo che lavora e una campagna per le Regionali e per le Europee a cui, nel M5S e nella Lega, si guarda ormai con decisione. Il nodo rifiuti, che vede mezzo governo approdare a Caserta per la firma del protocollo d’Intesa sulla Terra dei Fuochi da’ forse il via alla nuova, lunghissima, campagna elettorale di Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Una campagna che accresce il “grande freddo” che ormai intercorre tra i due leader e che rischia di minare la tenuta del governo. Dopo il weekend di polemica sui termovalorizzatori, Di Maio e Salvini si ritrovano faccia a faccia all’ombra della Reggia borbonica e con il premier Giuseppe Conte “in mezzo”, impegnato forse mai come in questi giorni nel suo ruolo di mediatore. Sui termovalorizzatori l’accordo, di fatto, non c’e’. Di Maio fa riferimento al contratto, sventolato come una Bibbia in queste ore dal Movimento. Salvini fa riferimento alla narrazione imprenditoriale del Nord, per cui i termovalorizzatori servono e, se ad alta tecnologia, non inquinano. Tra i due, sottolinea chi era presente, non c’e’ alcun battibecco ma quella di Caserta non e’ altro che l’ennesima tregua armata. E alla fine, complice la cena al Quirinale per l’emiro del Qatar, Salvini trova il modo di “saltare” una conferenza stampa che lo avrebbe visto in netta minoranza, con al fianco praticamente tutti i ministri M5S ad esclusione di Danilo Toninelli. Del resto, per Di Maio, la partita della Terra dei Fuochi, da giocare peraltro nella zona dove e’ nato e cresciuto, e’ di fondamentale importanza. Il leader M5S decide riproporre l’immagine legalitaria e ambientalista del Movimento. Dopo la conferenza stampa governativa a Caserta porta Alfonso Bonafede, Barbara Lezzi e Sergio Costa sul palco di Caivano, Comune commissariato dove, con le note di “Terra mia” in sottofondo, Di Maio rivendica le “conquiste” di 5 mesi di governo puntando, ancora una volta sul reddito di cittadinanza, e promettendo che la sua battaglia non e’ finita. E’ lo schema che, grossomodo, Di Maio usera’ da qui a maggio consapevole che, con un flop alle Regionali e alle Europee, la sua leadership crollerebbe. Il momento chiave, in fondo, e’ quando Di Maio, interpellato sul recente incontro tra Salvini e Silvio Berlusconi precisa come loro due siano alleati e il M5S sia loro avversario. E, poco dopo, Salvini si rivolge a Antonio Tajani augurandosi di “poter lavorare presto assieme”, testimoniando come le sirene del centrodestra unito, da qualche giorno, si facciano sentire in maniera crescente. Il nodo rifiuti non e’ altro che una nuova tappa di una partita ai punti tra due alleati/avversari. Questa volta Salvini e’ andato a sbattere, confidano nel M5S in serata tenendo ben presente tuttavia che la strada per le Europee e’ lunga, passa il grande nodo della Tav e rischia di collocare il Movimento in una posizione stretta tra sovranisti e europeisti. Con un’incognita, come appendice: che una campagna troppo precoce non affianchi alle Europee nuove elezioni Politiche.
E dopo Caserta Salvini compare in smoking su facebook
“Mamma miaaaaaa!”.Saranno dieci anni che non metto lo smoking, devo trattenere il fiato???”, così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini sul suo profilo Facebook, sorridente (come l’emoticon che chiude il post) nella foto in smoking per la serata al Quirinale, si lascia dietro le spalle Caserta e le polemiche per la sua mancata presenza alla conferenza stampa per presentare il protocollo sulla Terra dei fuochi firmato oggi.
Allerta meteo, scuole chiuse in molti comuni nelle province di Napoli e Salerno
I sindaci di Pozzuoli, Quarto e Monte di Procida ed il commissario prefettizio di Bacoli, a causa dell’allerta meteo di colore arancione diramata dalla Protezione Civile della Regione Campania per domani, hanno emanato in via cautelare l’ordinanza di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. In particolare per la zona che interessa Pozzuoli e l’area flegrea si prevedono “precipitazioni diffuse a carattere di rovescio e temporale, puntualmente di forte intensita’. Vento localmente forte dai quadranti meridionali con raffiche nei temporali. Mare localmente agitato con possibili mareggiate lungo le coste esposte”. I provvedimenti sono stati presi per “tutelare la pubblica e privata incolumita'”, visti anche i danni causati dall’eccezionale evento atmosferico del 29 ottobre, soprattutto agli alberi. I sindaci ed il commissario del prefetto raccomandano, inoltre, la massima attenzione e di limitare gli spostamenti solo se strettamente necessari. Analogo provvedimento di chiusura delle scuole e’ stato adottato per tutte le scuole di ogni ordine e grado in tutta l’isola d’Ischia. Una decisione questa che e’ stata assunta da tutti e sei i sindaci dell’isola verde. In provincia anche a Torre del Greco, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Gragnano e nel salernitano ad Angri, Scafati, Sarno Siano, Angri, Cava de’ Tirreni.
‘Vinilici’, il film che racconta la storia dei vinili. Tra i protagonisti Bruno Venturini
“Vinilici”, il film di Flavio Iannucci, racconta la storia dei vinili. Tra i protagonisti Bruno Venturini, ambasciatore della canzone napoletana nel mondo che racconta: “Ho iniziato a cantare nel 1958 agli albori dei vinili, quando erano in cera”. Il film sarà proiettato il 23 novembre nel cinema Modernissimo di Napoli e “Mi hanno comunicato che, per la grande affluenza, hanno già previsto delle repliche”. Venturini è tra gli artisti del film, assieme a Renzo Arbore, Bruno Bavota, Simona Burini, Alessandro Cereda, Claudio Coccoluto (per citarne alcuni) anche perché quel disco al quale fa riferimento è un 78 giri molto raro, inciso con la Phonotype record dei Fratelli Esposito di Napoli. Il testimonial della canzone napoletana è stato anche ospite del programma di Rai1 “Soliti ignoti”, condotto da Amadeus. “La mia performance canora – spiega – ha battuto qualsiasi dato di ascolto registrato dalla trasmissione. Il giorno dopo, infatti, mi hanno chiamato per comunicarmi che era stato un trionfo”. Segno, per il maestro, che “La gente ha bisogno di vedere e ascoltare cose belle, non solo il grigiore cui è abituata quotidianamente”. Venturini, originario di Pagani, classe 1945, è stato contattato anche dal Comune di Salerno per la cittadinanza onoraria. “Ne sono contento oltre che orgoglioso – sottolinea – e sono convinto che a breve questo rinascimento arriverà anche dal Comune di Napoli”. Riscontri positivi sia per il suo greatest hits che per il libro biografico “Bruno Venturini, una voce che ha emozionato il mondo” che raccoglie i quarant’anni di carriera del maestro per festeggiare l’importante traguardo. Il libro ripercorre tutte le tappe della vita artistica di Vetturini, dalle prime esibizioni fino ai più grandi successi come cantare ‘Funicoli Funicula” anche in giapponese.
Poliziotto di Acerra muore a cinque giorni dall’incidente: il cordoglio del sindaco
Cordoglio per la morte del poliziotto del commissariato di Acerra, Pasquale Crivelli, morto ieri all’ospedale Cardarelli dopo cinque giorni di agonia in seguito ad un incidente stradale, e’ stato espresso dal sindaco Raffaele Lettieri. “Questa mattina – ha detto Lettieri – abbiamo comunicato al questore De Iesu e al vice questore del Commissario di Acerra, Antonio Galante, la partecipazione per il dolore che ha colpito la Polizia di Stato, in particolare il Commissariato di Acerra, per la tragica perdita dell’assistente capo coordinatore, addetto alla polizia scientifica, Pasquale Crivelli. Alla polizia di Stato e ai familiari di Pasquale Crivelli rinnoviamo le nostre sentite condoglianze e la nostra vicinanza. Questo terribile incidente ha tolto la vita a un servitore dello Stato che per piu’ di venti anni ha svolto il proprio lavoro con impegno, professionalita’ e dedizione sul territorio di Acerra, facendo crescere la nostra sicurezza, e per questo esprimiamo la nostra gratitudine a lui e a tutti coloro i quali, a rischio di mettere a repentaglio la vita, tutelano con il loro lavoro al servizio della collettivita’, la sicurezza di tutti noi”. Pasquale Crivelli era ricoverato al Cardarelli da martedì 13 novembre, a causa del terribile incidente in cui era rimasto coinvolto in località ‘Varignano’ tra i comuni di Acerra e Marigliano. Il poliziotto di Avella, in provincia di Avellino, era a bordo della sua Fiat 500 quando aveva perso il controllo del veicolo finendo per impattare contro il muro di un’abitazione. Subito dopo il tremendo impatto, il mezzo di locomozione era andato in fiamme: il fuoco aveva avvolto l’intera carrozzeria. Fu estratto dall’auto da dei passanti. Le condizioni di salute dell’uomo erano apparse subito gravi. Purtroppo nell’impatto la cintura di sicurezza gli aveva procurato una lesione alla carotide particolarmente grave e doveva essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Il quadro clinico purtroppo è precipitato nelle ultime ore ed ieri, domenica 18 novembre, il suo cuore si è fermato. La notizia si è diffusa nella cittadina archeologica alle prime luci dell’alba, essendo originario di Avella ma viveva da anni a Mugnano.



