Prescritti i reati per il boss Giuseppe Gallo detto o’ pazzo. I giudici del tribunale di Torre Annunziata (presidente di collegio Maria Laura Ciollaro) hanno rilevato l’insussistenza dell’aggravante mafiosa, e quindi sono stati dichiarati prescritti i reati di truffa ai danni dello Stato per aver percepito per anni una pensione di invalidità mensile di 750 euro al mese. Due mesi fa era accaduto anche per il dottore Adolfo Ferraro, ex direttore dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa e medico di fiducia di ‘Pepp’ o pazz’, che gli aveva diagnosticato una grave forma di schizofrenia. Cosa questa che gli aveva consentito per anni di evitare i processi e quindi le condanne a suo carico. Sia il professionista sia il boss erano a giudizio nel processo stralcio della maxi inchiesta ‘Pandora-Matrix’, la maxi operazione che smantellò il traffico di droga gestito dal clan Gallo-Limelli-Vangone di Boscotrecase. Una sentenza importante quella di assoluzione dell’aggravante mafiosa per il boss che nel frattempo ha già accumulato diverse condanne ed è al regime del carcere duro.
Incendio in un palazzo a Reggio Emilia: 2 morti e feriti
Due persone sono morte in un incendio che si e’ sviluppato in uno scantinato di un edificio a Reggio Emilia. Le fiamme sono divampate in una palazzina di 4 piani in Via Turri, nei pressi della stazione ferroviaria, e hanno prodotto molto fumo. Oltre alle due vittime, recuperate sulle scale, sono rimaste intossicate una quarantina di persone, tra cui una donna e tre minori che sono ricoverati in codice rosso. Le squadre dei vigili del fuoco sono ancora sul posto.
Remuntada River Plate contro il Boca: è sua la ‘Libertadores’
Il River Plate vince la finale di Copa Libertadores battendo 3-1 il Boca Juniors. Al Santiago Bernabeu di Madrid, vantaggio del Boca al 43′ con Benedetto, il River pareggia al 67′ con Pratto e manda la sfida ai supplementari. Boca in 10 per il rosso a Barrios (92′) e che resterà anche in nove (ko Gago), decidono negli ultimi 15 minuti le reti dell’ex Pescara Quintero (109′) e del ‘Pity’ Martinez (122′). La vittoria della Libertadores resta il trionfo più prestigioso in oltre cent’anni di vita per il club di Nunez nonostante l’indelebile macchia degli eventi che hanno portato la storica sfida lontano dall’Argentina. Adesso il River Plate si preparerà a dare l’assalto al Mondiale per Club di Abu Dhabi, dove debutterà il 18 dicembre.
Strage della discoteca: migliorano 4 dei 7 feriti gravi
Migliorano le condizioni di 4 dei sette giovani ricoverati in gravi condizioni dopo essere stati coinvolti nella calca che si e’ scatenata, nella notte tra venerdi’ e sabato, nel ‘Lanterna Azzurra Clubbing’, dove sono morti 5 adolescenti e una giovane mamma. E’ quanto trapela dall’ospedale regionale di Torrette di Ancona, dove sono arrivati in codice rosso. Tra i ragazzi in miglioramento c’e’ una giovanissima che ieri e’ uscita dal coma farmacologico a cui era stata indotta e ha cominciato a respirare autonomamente, come ha riferito la mamma. Tutti i feriti, giovani di eta’ compresa tra 14 e 20 anni, continuano a essere ricoverati nel reparto di rianimazione: per tre di loro, i medici parlano ancora di condizioni critiche ma stabili. Il bollettino medico ufficiale della direzione sanitaria dell’ospedale verra’ diffuso questa mattina alle ore 12.
Sgominata la banda dei furti con la ‘spaccata’: 9 arresti
Smantellato gruppo criminale dedito ai furti con ‘spaccata’. Nove misure di custodia cautelare sono in corso di esecuzione nell’ambito dell’operazione denominata ‘Ariete’ nei Comuni di Celico, Cosenza, Corigliano – Rossano e Napoli, ad opera dei militari della Compagnia Carabinieri di Paola, con il supporto di personale dei Comandi Provinciali di Cosenza e Napoli, e di personale del Nucleo Carabinieri Cinofili di Vibo Valentia. L’ordinanza è stata emessa dal Gip presso il Tribunale di Paola, Rosamaria Mesiti, su richiesta del Procuratore della Repubblica, Pierpaolo Bruni e dei Sostituti, Antonio Lepre e Rossana Esposito, nei confronti di persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di furto pluriaggravato continuato ed in concorso. Quindici i colpi messi a segno dal gruppo criminale nelle province di Cosenza, Reggio Calabria, Catanzaro e Taranto, con un provento quantificato in circa 200mila euro. L’indagine, avviata nel settembre 2016 dalla Compagnia Carabinieri di Paola e conclusasi a dicembre 2017, ha consentito di documentare l’operatività di un gruppo criminale, composto da pregiudicati italiani e romeni specializzato nella commissione di furti con la tecnica della spaccata a danno di esercizi commerciali. Gli indagati, ricorrendo ad un collaudato ”modus operandi”, dopo un iniziale sopralluogo finalizzato all’individuazione dei possibili obiettivi dell’azione delittuosa, prevalentemente distributori di benzina, bar, edicole, sale giochi e rivendite di pneumatici, erano soliti impiegare veicoli rubati, tra cui anche uno scuolabus, come arieti, per lo sfondamento delle misure di difesa passiva degli esercizi commerciali colpiti. Durante l’esecuzione dei furti, caratterizzati da rapidità d’azione ed elevata forza d’impatto, gli obiettivi erano attentamente sorvegliati, con l’impiego di pali e vedette dinamiche. Le indagini condotte dai Carabinieri hanno accertato le responsabilità del gruppo criminale di 13 furti aggravati, di cui due tentati, a danno di altrettanti esercizi commerciali, principalmente distributori di benzina, bar, edicole, sale giochi e rivendite di pneumatici, nelle province di Cosenza, Reggio Calabria, Catanzaro e Taranto, con un provento complessivamente quantificato in 200.000,00 euro. Nonché il furto di quattro mezzi di trasporto, poi utilizzati per la commissione di alcune delle ‘spaccate’. I dettagli dell’operazione verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso la Procura della Repubblica di Paola, alle 10:30 alla quale parteciperà il Procuratore della Repubblica di Paola, Pierpaolo Bruni.
Truffe alle assicurazioni a processo in 53 tra avvocati, medici, periti assicurativi e falsi testimoni. TUTTI I NOMI
Truffe alle assicurazioni: sono stati rinviati a giudizio in 53 tra medici, avvocati e semplici cittadini della zona nolana vesuviana accusati di associazione a delinquere finalizzata alle truffe assicurative. Il gip del Tribunale di Nola ha fissato la prima udienza fissata al 27 marzo davanti al giudice Daniela Critelli. L’inchiesta denominata “Jordanus” relativa agli anni 2009 -2013 aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di oltre 400 persone.
Era stata condotta dai carabinieri e dalla guardia di finanza delle Compagnie di Nola e coordinata dalla Procura nolana e che svelò dettagli inquietanti su come nell’area nolana e vesuviana si creavano falsi incidenti stradali per ottenere migliaia di euro di rimborso dalle assicurazioni. Dopo mesi di indagini, intercettazioni telefoniche e ambientali, audizioni di testi a raccontare tutto agli inquirenti fu uno degli indagati, il medico sommese Cesare Di Palma che raccontò nel corso di un interrogatorio il significato delle parole e dei termini usati nel corso delle telefonate tra gli indagati. Di Palma spiegò che il tariffario per “confezionare” i falsi referti alla base spesso di fasi incidenti andavano dai 5 ai 10 euro per una relazione medica, ai 30-100 euro per gli esami strumentali e relazioni, ai 100-150 euro. Il totale della truffa accertata dagli investigatori si aggira intorno al milione e mezzo di euro di indennizzi per incidenti inventati. Al vertice dell’organizzazione c’erano gli avvocati: quattro – per- l’accusa – i gruppi dediti alla truffa e orbitanti attorno a diversi studi legali. Tra questi gli avvocati Rossella Ranieri e Giuseppe Iervolino, entrambi del foro di Nola. Coinvolti altri legali, in tutto 12, in forma non associata, che procacciavano falsi certificati medici. Era il secondo livello della piramide, la compiacenza dei medici: coinvolti in 62, che dovevano, in cambio di denaro, fornire referti e certificati falsi per incidenti mai avvenuti. Oltre ai medici, sotto accusa periti assicurativi e impiegati bancari.E infine persone comuni che venivano pagati come falsi testimoni, con un compenso di 50 euro, o nel ruolo di danneggiato. Qui il compenso saliva dai 500 ai 1000 euro. La maxi-inchiesta era partita dalla denuncia di un cittadino che aveva subito minacce da Angelo Amoroso, sottoposto nel 2013 a divieto di dimora e alle intercettazioni sull’utenza di Amoroso, l’inchiesta si era poi allargata fino a scoprire l’intera rete illecita. Gli indagati per sfuggire alle intercettazioni utilizzavano un linguaggio in codice. Con il termine “hotel” si indicavano i presidi ospedalieri; con “rappezzo” e “guaina” invece la documentazione medica. E c’era anche ‘zio Silvio’ appellativo con il quale si indicava uno dei medici coinvolti nell’inchiesta.
GLI IMPUTATI
Rossella Ranieri 46 anni di Somma Vesuviana
Gennaro Franzese 49 anni di Ottaviano
Giuseppe Iervolino 50 anni di San Gennaro Vesuviano
Giovanni Di Matola 52 anni di San Giorgio
Luigi Musa 48 anni di Ottaviano
Cesare Di Palma44 anni di Somma Vesuviana
Salvatore Vitiello di Terzigno
Vincenzo Imparato 40 anni di San Vitaliano
Oronzo Bianco 45 anni di Somm a Vesuviana
Vincenzo D’Avanzo 51 anni di Somma Vesuviana
Antonio La Montagna 38 anni di Nola
Salvatore Duraccio 63 anni di San Giuseppe Vesuviano
Mariantonietta Napolitano 48 anni di Nola
Felice Peluso 61 anni di Palma Campania
Francesco Ciro Izzo 63 anni di Poggiomarino
Carlo Casillo 54 anni di San Giuseppe Vesuviano
Alberto Silenti 44 anni di Napoli
Domenico Castaldo 64 anni di Ottaviano
Graziella Ranieri 45 anni di San Giuseppe Vesuviano
Maria Carmela Ciccarelli 51 anni di Napoli
Francesco Ranieri 58 anni di San Giuseppe V.
Maria Sansone 54 anni di Napoli
Marco Marcarelli 38 anni di Ottaviano
Gregorio Vinci 64 anni di Napoli
Antonio Felice Ciccarelli 60 anni di Pomigliano
Francesca Esposito 36 anni di Caserta
Gaetano Marrocco 39 anni di Caserta
Francesco Salerno 63 anni di Ottaviano
Agostino Corbisiero 55 anni di Nola
Alfonso Gifuni 61 anni di San Paolo BelSito
Maria Antonietta DAgostino 43 anni di Napoli
Lorenzo Caccese Fonzone 70 anni di Montesarchio
Gianluca Ciccone 46 anni di Torre Annunziata
Massimiliano Fontana 64 anni di Avellino
Ferdinando Tesorone 69 anni di Somma Vesuviana
Roberto Gualdiero 38 anni di Napoli
Rossella Gargiulo 49 anni di Torre Annunziata
Luigi Chirico 55 anni di Casal di Principe
Antonella Marrocco 35 anni di Caserta
Roberto Biondo 48 anni di Castello Cisterna
Luigi Boccalatte 61 anni di San Giuseppe V.
Antonio Zannelli 49 anni di Somma Vesuviana
Nicola Ambrosio 72 anni di Terzigno
Alfredo Ranieri 36 anni di San Giuseppe V.
Angelo Ranieri 74 anni di San Giuseppe V.
Giuseppe Franzese 47 anni di San Giuseppe V.
Natale De Marco 35 anni di San Giuseppe V.
Angelo Raggio 45 anni di Ottaviano
Vincenzo Mollica 43 anni di San Giuseppe V.
Iolanda Cataldo 34 anni di San Vitaliano
Angelo Ragosta 44 anni di Ottaviano
Natale Ambrosio 39 anni di San Giuseppe V.
Gaetano Caianiello 69 anni di Napoli
Castellammare, identificati i cinque guaglioni del ‘Bronx’ dello striscione anti pentiti
Castellammare.Le indagini per risalire agli autori dello striscione anti pentiti sono già ad una svolta. Sono stati infatti già identificati i cinque ragazzi del “Bronx” che l’altra notte si sono arrampicati sulla piramide di legno al centro del quartiere Savorito dove hanno appeso un manichino impiccato e lo striscione con la scritta: “Così devono morire i pentiti: abbruciati”. Una sfida allo Stato senza precedenti. L’indagine coordinata dal pm Giuseppe Cimmarotta della Dda di Napoli, (lo stesso che ha condotto l’inchiesta che ha portato all’arresto dell’imprenditore Adolfo Greco e ai vertici del clan D’Alessandro, Afeltra-Di Martino e Cesarano) è stata affidata ai carabinieri stabiesi. I militari hanno controllato frame dopo frame i filmati delle telecamere del servizio di video sorveglianza pubblico che ci sono in zona. Anche se era buio le luci del quartiere hanno aiutato gli investigatori ad identificare i cinque. Ci sono stati anche dei privati cittadini che hanno consegnato alle forze dell’ordine i filmati fatti con i propri smartphone. Per i cinque ‘arrampicatori’ è in arrivo la denuncia. Quella del “Bronx” è una zona sotto il controllo del gruppo di Salvatore Imparato detto o’ paglialone, uscito due anni fa dal carcere do una lunga detenzione per traffico di droga considerato un alleato dei D’Alessandro ma in buoni rapporti anche con i Cesarano, anche se non ha alcuna condanna per camorra. Imparato è il personaggio che due anni fa era entrato nella stanza dell’allora sindaco di Castellammare, Antonio Pannullo e aveva chiesto la gestione di un’area per farne un parcheggio. Il sindaco quando capì chi si trovava di fronte chiuse subito la discussione e poco dopo andò a denunciare l’accaduto. Poi gli eventi e tutta una serie di decisioni contro la Cirio ne determinarono la caduta (ma questa storia è contenuta in un’altra inchiesta parallela a quella che la scorsa settimana ha portato in carcere il noto imprenditore stabiese Adolfo Greco e il vertice dei clan D’Alessandro, Cserano e Afeltra-Di martino dei Monti Lattari). La sfida allo Stato con lo striscione e il manichino impiccato è stata già raccolta e rispedita al mittente con la celerità delle indagini e l’indignazione della Castellammare onesta e non omertosa. L’individuazione dei cinque e la loro denuncia sono il segnale della presenza dello Stato in una città difficile ritornata agli onori della cronaca nazionale per fatti di camorra.
Avaria alla nave da crociera della Grimaldi diretta in Spagna: odissea per 390 persone
ìUn viaggio infinito, quasi un’Odissea, per circa 390 passeggeri della Cruise Roma della Grimaldi Lines che avevano programmato la vacanza in Spagna e che dopo una giornata passata in nave devono ancora raggiungere il porto di Barcellona. Partiti da Porto Torres ieri mattina alle 7.15 sarebbero dovuti sbarcare nello scalo catalano 12 ore dopo, forse con qualche ritardo a causa del maltempo che imperversa ancora sul Mediterraneo occidentale, spazzato dal forte Maestrale. Invece sono ancora in viaggio: condizioni meteo-marine permettendo, arriveranno a destinazione domani mattina presto, dopo circa 45 ore sul traghetto. O meglio su due traghetti. La prima nave, infatti – quella che ha lasciato ieri gli ormeggi a Porto Torres – e’ rimasta ferma a Civitavecchia. Una tappa intermedia non prevista, ma necessaria. A causa di un’avaria all’asse dell’elica sinistra il traghetto, infatti, si e’ fermato a circa un miglio dal porto del nord Sardegna. Il comandante della nave passeggeri ha segnalato il problema alla Capitaneria di porto e ha atteso che i tecnici di bordo verificassero l’entita’ del guasto. A meta’ serata, quando l’elica ha ripreso a funzionare a dovere, ci si e’ messo di mezzo il Maestrale. Sconsigliato tentare la traversata con un guasto appena riparato e sul quale la Grimaldi vuole fare ulteriori accertamenti tecnici. Da qui la decisione drastica: puntare la prua verso Civitavecchia da dove i 390 passeggeri avrebbero potuto reimbarcarsi alla volta della Spagna sulla “gemella” della Cruise Roma, la Cruise Barcelona. Qualche malumore tra i viaggiatori che pero’ la compagnia ha assistito anche attraverso la somministrazione dei vari pasti durante le ore passate a bordo. Solo alcuni dei 390 passeggeri, una volta sbarcati a Civitavecchia hanno scelto di non proseguire il viaggio. Tutti gli altri sono saliti sull’altro traghetto che pero’, ha dovuto attendere che il maltempo concedesse una tregua, prima di prendere il mare. E le forti folate di Maestrale, con rinforzi di burrasca, potrebbero fare ritardare ancora di qualche ora l’arrivo nella penisola iberica. Nel frattempo i tecnici della Grimaldi stanno ispezionando da cima a fondo il traghetto rimasto in banchina a Civitavecchia per capire cosa sia accaduto. E nel pomeriggio il maltempo, con il forte vento di Maestrale che sferza la Sardegna soprattutto nella parte nord occidentale, sta causando diversi problemi ai collegamenti marittimi. Sospese le corse della Moby con la Corsica, un traghetto della Tirrenia, Janas, partito ieri sera da Genova, anziche’ attraccare a Porto Torres e’ stato stato dirottato a Olbia. In questo modo, spiega la compagnia, viene garantito non solo l’arrivo in Sardegna ma anche la ripartenza verso Genova. La rotta seguita e’ quella che costeggia il lato orientale della Corsica, al riparo dalle raffiche di burrasca.
Benevento-Verona 0-1: decide Matos
Verona in vantaggio grazie a un gol di Matos dopo 51 minuti. Squadre in dieci per le espulsioni di Costa e Balkovec, Coda fallisce il rigore del +ossibile 1-1. E’ il riassunto di Benevento-Verona, ennesima occasione sprecata dai sanniti per spiccare al volo, chance invece sfruttata con cinismo e personalità dai gialloblù. Cominciamo dall’inizio, ovvero dal 19′: Tello carica un potente destro dal limite dell’area che sfiora il palo alla sinistra di Silvestri. Risponde il Verona: Matos crossa dalla destra per Di Carmine che da ottima posizione non riesce a spingere il pallone in rete. L’attaccante dell’Hellas è troppo sbilanciato e colpisce con il petto non inquadrando lo specchio della porta. Taccuino, da un tempo all’altro: 48′, bella azione di Lee che entra in area e con il destro scheggia il palo alla sinistra di Montipò. Benevento in 10: secondo giallo per il difensore del Benevento Costa, per un fallo al limite dell’area su Zaccagni. Subito dopo passa il Verona: Sugli sviluppi della punizione, Di Carmine calcia in porta, Montipò respinge ma Matos ne approfitta e infila il pallone in rete da pochi passi.Immediata la reazione del Benevento, con rigore a favore: braccio largo di Lee all’interno dell’area di rigore: dal dischetto Coda. L’attaccante del Benevento Coda dal dischetto sceglie la soluzione del cucchiaio: Silvestri rimane piedi e para agevolmente la conclusione.Crescenzi, smarcato in area da un colpo di tacco di Di Carmine, conclude a botta sicura da ottima posizione ma Montipò tiene in partita il Benevento con un ottimo intervento. Improta manca la porta di pochissimo con un colpo di testa, fallendo il gol dell’1-1 del Benevento
BENEVENTO (3-4-2-1): Montipò; Billong, Volta, Costa; Improta, Tello, Bandinelli, Di Chiara (30’Gyamfi); Buonaiuto (78′ Ricci), Asencio (56′ Letizia); Coda. Allenatore: Bucchi
VERONA (4-3-3): Silvestri; Crescenzi, Marrone, Dawidowicz, Balkovec; Zaccagni, Gustafson, Danzi (80′ Laribi); Matos (78′ Ragusa), Di Carmine, Lee (87′ Empereur). Allenatore: Grosso
Marcatore: 51′ Matos (V)
Noote: Espulsi: Costa (B), Balkovec (V). Ammoniti: Volta (B), Matos (V), Montipò (B), Crescenzi (V), Danzi (V).
Il procuratore De Raho su Rai Uno: ‘Molto grave l’episodio di Castellammare. I pentiti sono un’arma per riaffermare la legalità’
Quello di Castellammare di Stabia è sicuramente un episodio “molto grave” che dimostra come interi quartieri sostengano “coralmente” l’odio verso i collaboratori di giustizia, “un’arma per riaffermare la legalità”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, ospite di “Che tempo che fa” su RaiUno. Nella città campana considerata roccaforte del clan D’Alessandro, la scorsa notte è apparsa la scritta “Così devono morire i pentiti, abbruciati” su uno striscione accanto a un falò, dove è stato bruciato anche un manichino. Poi è stato dato fuoco alla catasta di legna, al fantoccio e allo striscione, il tutto accompagnato dagli applausi di una piccola folla di persone. “E’ sicuramente molto grave quello che è avvenuto, dimostra evidentemente come determinati orientamenti di censura, o addirittura odio, nei confronti di collaboratori di giustizia siano sostenuti coralmente da un intero quartiere, o comunque da gran parte delle persone che vi abitano”, ha detto Cafiero de Raho nell’intervista con Fabio Fazio, “Perchè è evidente che annotare su quella catasta di legno, su quel fuoco, una frase come quella significa che vi è un grande consenso in quel quartiere verso la camorra. Soprattutto vi è insofferenza nei confronti di coloro che consentono di illuminare quella che è l’organizzazione camorrista dall’interno, che consentono l’individuazione dei responsabili e degli affiliati”. “Proprio quei collaboratori di giustizia che oggi ci consentono di conseguire grandi risultati, perchè è vero che essi – insieme agli strumenti delle intercettazioni ambientali e telematiche, perchè ormai per telefono camorristi, mafiosi e n’dranghetisti non parlano più – rappresentano l’unica fonte di prova”, ha aggiunto il procuratore nazionale antimafia, “Questa insofferenza si manifesta soprattutto laddove, come nel caso di Castellammare di Stabia, ci sono operazioni della magistratura e delle forze dell’ordine (c’erano stati arresti di circa quindici uomini affiliati all’organizzazione dei D’Alessandro)”. E dimostra, ha concluso, che “i collaboratori di giustizia sono effettivamente un’arma per riaffermare la legalità”.
Nel Beneventano due furti in venti giorni nella stessa villa
Due furti in venti giorni nella stessa villa. Nel mirino dei ladri, la casa paterna dell’ex sindaco di Castelvenere, Alessandro Di Santo. A venti giorni dal primo furto e all’indomani della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocata dal prefetto proprio a Castelvenere, sconosciuti durante la notte hanno segato le inferriate di ferro di una finestra sul retro e sono entrati all’interno dell’abitazione mettendola a soqquadro. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita. E’ ancora in corso di quantificazione il bottino. “Non credo si tratti di ‘avvertimenti’ o intimidazioni”, ha commentato Di Santo.
Strage della discoteca: fermato per droga il ragazzino dello spray urticante
Ha solo 15 anni: a casa gli hanno trovato della droga ma nulla che al momento possa collegarlo a quanto avvenuto venerdi’ sera. Ha un nome e un volto il ragazzino che secondo alcuni testimoni avrebbe spruzzato dello spray urticante tra le centinaia di giovani che aspettavano Sferaebbasta nella Lanterna Azzurra di Corinaldo, provocando il fuggi fuggi che e’ costato la vita a 5 di loro e ad una mamma. Il giovane e’ in stato di fermo per la droga trovatagli ieri mattina a casa, dove gli investigatori sono arrivati dopo averlo identificato solo in base alle testimonianze degli altri ragazzi che erano nel locale: non ci sono infatti ne’ video in cui compare ne’ immagini del momento in cui sarebbe stata utilizzata la bomboletta. Nei suoi confronti non sono dunque stati fatti atti formali per quanto accaduto venerdi’ sera: non e’ stato sentito e il suo nome non e’ ancora iscritto nel fascicolo aperto dalla procura dei minori per omicidio preterintenzionale. Anche perche’, e’ il ragionamento che fanno gli investigatori, non e’ ancora affatto una certezza che sia davvero stata utilizzata una bomboletta di spray. Il comandante provinciale dei carabinieri Cristian Carrozza ha ripetuto per tutto il giorno che “quella dello spray non e’ l’unica pista da seguire”. Alcuni testimoni, tra l’altro, hanno parlato di “un fumogeno” mentre non e’ ancora stata scartata la possibilita’ che “l’odore acre” sentito da tanti ragazzi sia stato provocato da una rottura dell’impianto che diffonde il ‘fumo bianco’, quello che viene utilizzato nelle discoteche per creare l’effetto nebbia. Sono quanto saranno completati gli accertamenti tecnici – a partire da quelli sulla bomboletta spray ritrovata nel locale – sara’ possibile dire con certezza cosa ha provocato quella sensazione urticante. Quel che e’ certo e’ che il minorenne verra’ sentito nelle prossime ore, molto probabilmente gia’ prima della conferenza stampa convocata dai magistrati per il primo pomeriggio. Ma gli investigatori stanno continuando a lavorare anche sull’altro filone, quello che riguarda la sicurezza del locale e il numero di persone presenti e che coinvolge in primo luogo i titolari della ‘Magic srl’, la societa’ che gestisce la discoteca. Si tratta del rappresentante legale Francesco Bertazzi e dei due soci Quinto Cecchini e Carlantonio Capone: la loro iscrizione nel registro degli indagati sarebbe imminente. E intanto proprio sui biglietti venduti e’ nato un vero e proprio giallo. Ieri sia Conte sia Salvini, dopo aver parlato con chi sta indagando, avevano sostenuto che erano stati venduti 1.300-1.400 biglietti. Ma oggi il comandante provinciale dei carabinieri ha fatto marcia indietro, fornendo una cifra decisamente piu’ bassa. “I numeri forniti ieri si basavano sul numero delle matrici e ora dovremmo capire perche’ c’erano numeri cosi’ elevati – ha spiegato Carrozza -. In realta’ i biglietti venduti sono stati 680, quelli staccati quasi cinquecento. La capienza della sala del concerto e’ di 459 persone ed erano aperte le due sale al piano terra, mentre quella interrata non era fruibile”. Molto probabilmente neanche questi numeri sono quelli definitivi. Il dj e figlio di uno dei gestori, Marco Cecchini, che venerdi’ era alla Lanterna, parla di “800/900 persone”. E diversi ragazzi, come loro stessi hanno raccontato, sono entrati senza avere il biglietto. “Mia figlia, 15enne, non ha comperato il biglietto, ma aveva prenotato un tavolo – racconta la madre Alessandra – fuori del locale un giovane addetto alle pr e’ passato a riscuotere i pagamenti, poi ha consegnato un braccialetto giallo per l’ingresso e un tagliando, senza marchi, per la consumazione. Lei e una sua amica sono entrate cosi'”. C’e’ poi l’ultimo aspetto dell’indagine, quello che riguarda la sicurezza vera e propria del locale. Secondo il sindaco di Corinaldo Matteo Principi, che ha concesso le autorizzazioni, “il locale era a norma” e aveva ricevuto l’autorizzazione “dopo una serie d’interventi per migliorare l’impiantistica della sicurezza”. Lo accerteranno gli investigatori, che oggi hanno anche sentito Gianni Ermellini, il responsabile dei buttafuori dei locali. Perche’ una delle ipotesi che e’ ancora in piedi – e che anzi per i tecnici e’ quella piu’ plausibile – e’ che la tragedia sia stata provocata da una serie di concause, tra le quali una pessima gestione della sicurezza”.
Castellammare, pentiti da ‘abbruciare’, la consigliera comunale: ‘Togli la foto, meno si vede meglio è…’
Castellammare. “Caro Giovanni, togli la foto, rendi un servizio. Meno si vede meglio è”. E’ il commento del consigliere comunale di maggioranza Sabrina Di Gennaro al post di dissenso del coordinatore cittadino della Lega, Giovanni Tito, in merito alla vicenda relativa al manichino bruciato in occasione dei falò dell’Immacolata in un quartiere della città. “Questa non è Castellammare che annovera nomi illustri in ogni settore. Noi ci meritiamo ben altro. Noi ci dissociamo e gridiamo viva la legalità”. E’ invece il pensiero di Tito che ha scelto questa didascalia per postare la foto che ha fatto il giro dei quotidiani locali ma che da due giorni, ormai, è passata anche per i maggiori telegiornali nazionali. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta, le indagini sono state affidate ai carabinieri. Le minacce ai pentiti sono la risposta agli arresti della settimana. E’ questa la sintesi delle parole del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho. Il caso, che è diventato di dominio nazionale, è stato commentato da tantissimi esponenti della politica ma anche da persone impegnate nella lotta per la legalità. Ci va pesante, invece, il magistrato stabiese Nicola Russo che affida la sua riflessione ai social. “Sindaco Cimmino – scrive su Facebook Russo – non se la cavi con una frasetta impaurita e di circostanza. Queste cose vanno condannate apertamente e chiaramente. Con nomi e cognomi. Il Savorito è degli operai ed impiegati onesti. Il Bronx è dei clan Esposito e d’Alessandro. La camorra (che ormai si veste anche con gli abiti buoni per potersi sedere ben accettata ai tavoli del centro città) ha nella nostra città nomi e cognomi. Sono solo persone. Culturalmente squallide, moralmente vigliacche, e che a questa città, a ciascun suo operaio, commerciante, studente, professionista, imprenditore ha solo sottratto prospettive di sviluppo e ricchezza”. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta, le indagini sono state affidate ai carabinieri.
Miserabile furto di palline da un albero di Natale donato da un commerciante
Miserabile furto di palline natalizie da un albero di Natale donato da un commerciante. Amedeo, proprietario del negozio di ottica Blu Vision lo aveva donato alla cittadinanza di San Giorgio a Cremano e posizionato nella piazza antistante il comune.
Tutto nasce da un post su Facebook dove veniva denunciato il furto della pallina posizionata con entusiasmo da un bambino sull’albero di Natale. Ovviamente il bambino rimaneva nello stato d’animo che potete immaginare per non aver più ritrovato sull’albero la sua pallina. Lo sfogo su Facebook ed immediata la reazione della società civile di San Giorgio che di domenica pomeriggio nonostante la pioggia sono scesi in piazza armati di una scala e con intere scatole di addobbi per abbellire ed addobbare questo albero e mostrare la vicinanza e solidarietà tutta delle persone comuni a questo bambino. Dura la reazione del proprietario del negozio Blu Vision, Amedeo “San Giorgio é una città morta, non c’è nulla, l’amministrazione neanche le luminarie mette, non possiamo tacere, dobbiamo reagire, le nostre coscienze devono reagire. Sono costretto oggi a chiudere perché non c’è nulla che venga organizzato dal comune per invitare la partecipazione delle persone in strada e per poter avere i negozi aperti in questo periodo natalizio “. Al termine si è lungamente sfogato in un lungo discorso con il referente locale per le politiche sociali Lega in Campania, unico sceso in piazza ad ascoltare il suo sfogo. Amedeo ha voluto concludere con un tripudio di fuochi d’artificio sempre pagati da lui per incitare le coscienze a risvegliarsi. (g.k)
Paziente legata, l’ospedale di Caserta si difende: ‘L’assistenza è stata attenta e scrupolosa’
L’assistenza alla paziente C.C. ricoverata in Neurochirurgia all’ospedale di Caserta è stata “attenta e scrupolosa”. Così Pasqualino De Marinis, direttore dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia dell’Azienda ospedaliera di Caserta “Sant’Anna e San Sebastiano”, nonché vicepresidente nazionale della Società italiana di Neurochirurgia, risponde alla denuncia del figlio della donna, diffusa dal consigliere regionale campano dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “La paziente C.C. – spiega De Marinis – era ricoverata presso la Neurochirurgia in data 30 novembre perché affetta da ematoma subdurale cronico riacutizzato emisferico sinistro con un quadro neurologico caratterizzato da emiparesi destra. Nel rispetto delle rigorose regole della Uoc di consentire la presenza dei familiari dei pazienti (tutti molto delicati!) solo 3 ore al giorno, in coincidenza con i i pasti, ci si è attenuto rigorosamente a tale regolamento anche per la signora, nonostante le vivaci richieste di deroga, dal primo momento, da parte del figlio che lavora presso l’Aorn Cardarelli”. De Marinis sottolinea che “come spesso accade in tale patologia, la paziente presentava uno stato di agitazione che non era opportuno controllare con farmaci al fine di meglio monitorare l’evoluzione dello stato neurologico. L’assistenza infermieristica, in questo caso come sempre, era del tutto attenta e scrupolosa, provvedendo continuamente a controllare la signora, a cambiarla prontamente per gli episodi di vomito presentati e le veniva bloccata soltanto una mano con una legatura soffice atraumatica in modo da impedirle di strapparsi il catetere vescicale e il catetere di drenaggio intracranico impiantato all’atto dell’intervento chirurgico effettuato in data 5 dicembre” .Il decorso postoperatorio, prosegue De Marinis, “è stato del tutto regolare: attualmente la paziente è perfettamente sveglia e collaborante e ha ripreso la motilità degli arti in precedenza paretici; è prevista la dimissione domattina, in quarta giornata dall’intervento”. De Marinis ribadisce che “la signora è stata curata in maniera pronta ed efficace come sempre si cerca di fare nella Uoc di Neurochirurgia” e aggiunge: “Posso comprendere le ansie dei familiari di pazienti delicati che però, come sempre accade, si attengono alle regole sapendo che tali regole esistono proprio nel rispetto dei pazienti”. La dimissione “in tempi brevi e con il completo recupero – conclude De Marinis – è la miglior risposta a polemiche strumentali. Lo sforzo che tutta l’Aorn di Caserta sta facendo nell’offrire servizi sempre migliori all’utenza non può, e non deve, essere annullato da polemiche insussistenti e strumentali che contribuiscono solo, in questo caso, a gettare ombre immeritate”. Sarà comunque avviata anche una indagine interna all’interno del reparto per capire cosa sia accaduto e se tutte le procedure attivate hanno rispettato l’iter medico nel rispetto del paziente. Anche perché, in seguito alla denuncia presentata, l’azienda diretta da Mario Ferrante dovrà dare conto anche alle forze dell’ordine ed alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che potrà aprire un fascicolo sull’esposto.
La delicata vicenda è seguita da vicino anche dal presidente della commissione regionale alla Sanità Stefano Graziano: l’esponente Pd, appena appresa la notizia della denuncia presentata ai carabinieri, ha immediatamente contattato il manager Ferrante chiedendo di fare luce sulla vicenda che, naturalmente, potrebbe anche finire sul tavolo regionale, visto che è stata sollevata dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli.
Serie D, domenica nerissima per le squadre campane
GIRONE G:causa maltempo, rinviata Budoni-Avellino e quindi rinviato di conseguenza il debutto-ritorno di Bucaro sulla panchina biancoverde.
GIRONE H: l Sorrento prende l’imbarcata dalla capolista Picerno, punizione pesante per Guarracino che cede il passo alla compagine di Giacomarro che allunga in classifica. Nell’anticipo, il Taranto aveva piegato il Granata con i ragazzi di Maschio. Una nervosa Gelbison cede il passo al Bitonto, con gli uomini di De Felice che restano in 9. Buon punto per il Savoia, con il team di Squillante che torna a Torre Annunziata con tanta consapevolezza dopo il pareggio con l’Altamura. Reti bianche anche per il Nola che ferma la Fidelis Andria. Ko che fa male per la Sarnese, che si fa battere allo Squitieri dal Fasano, grande occasione gettata al vento da Cusano e i suoi ragazzi e la situazione resta molto complicata. Parte malissimo il Pomigliano di Casu, con i napoletani che si illudono con il Francavilla poi si sciolgona il Gragnano che viene raggiunto nel finale dal Gravina.
GIRONE I En plein negativo delle nostre rappresentanti e probabilmente addio ai sogni di gloria per il primo posto. Da pronostico la sconfitta del Portici, con il Bari che passa immediatamente e legittima la sua forza con Chianese e compagni che possono solo inchinarsi allo strapotere dei galletti. Stupisce la sconfitta della Turris, con Fabiano che conosce il primo ko in terra sicula contro il Città di Messina. Per il team corallino è uno stop pesantissimo che mina la corsa al Bari. Ancor più clamoroso è lo scivolone interno della Nocerina che si fa battere sul terreno amico dal Messina. Momento complicato per Viscido e compagni che restano al palo con una sconfitta clamoroso.
Casertana, ko col Monopoli, torna la crisi
Il Monopoli sbanca ancora Caserta. Attento in difesa con cinque uomini in copertura tiene bene tutti gli spazi chiusi, in avanti invece ottime ripartenze con Doudou Mangni spina nel fianco della difesa rossoblù. Sconfitta figlia di un episodio a metà ripresa, quando dal possibile vantaggio con fallo di mano in area del Monopoli è arrivato il gol di Mangni sulla ripartenza. Monopoli vicino al gol al 5’ con lancio lungo per Mangni, Rainone smorza solo il pallone con la coscia, l’attaccante pugliese spara su Adamonis in uscita. I rossoblù due minuti dopo hanno la palla del vantaggio, cross da destra di Mancino per la testa di Castaldo, esce male Pissardo, ma l’attaccante ex Avellino manda incredibilmente a lato. Buona manovra della Casertana al 16’ con Santoro che innesca Alfageme che appena in area viene recuperato mentre è pronto per servire al centro Castaldo. Capovolgimento di fronte e difesa fuori posizione con Lorenzini che salva sulla linea su conclusione di Mangni. Brivido al 26’ con Rainone che non vede Adamonis al limite dell’area e fa un retropassaggio con la testa, rincorsa all’indietro del portiere per recuperare la palla che fortunatamente era fuori dallo specchio della porta. Mendicino ci prova al 28’ con un forte destro dal limite dell’area, palla di poco lontana dall’angolino alto alla sinistra del portiere lituano. Bravo Lorenzini al 30’ a salvare su Mangni che con uno spunto si stava inserendo in area, allunga la gamba scegliendo bene il tempo e manda in angolo. Miracolo al 35’ di Adamonis che si lancia sulla propria destra su conclusione ravvicinata ancora di Mangni che colpisce una palla lanciata in piena area con un destro a volo. Occasione per i rossoblù, Lorenzini serve nello spazio Zito che viene fermato al limite, punizione per Mancino che viene deviata dalla barriera con palla che stava per centrare lo specchio della porta. Dopo la sofferenza sull’out sinistro nella prima frazione, gli allenatori Esposito e Di Costanzo scelgono di sacrificare De Marco, in campo Romano a centrocampo con Zito che si sistema a sinistra e Meola che va a destra.Ancora Mangni pericolosissimo al 6’ quando scatta sul filo del fuorigioco e si invola verso la porta, in area invece di calciare serve al centro Maimone che è in ritardo e svanisce una ghiotta possibilità. Casertana che alza visibilmente il baricentro, Monopoli schiacciato per 15’ ma manovra sterile con i pugliesi che stringono i denti. Rossoblù vicini al vantaggio al 33’: palla sporca in mezzo all’area, De Falco tocca la palla con la mano ma l’arbitro lascia proseguire e Pissardo salva sulla conclusione ravvicinata di Castaldo. Gol sbagliato e arriva il gol del Monopoli al 34’, traversone da destra, tocco di Rainone con palla che colpisce il palo, arriva Mangni e batte Adamonis. Casertana tutta in avanti con Mangni che potrebbe raddoppiare ancora lanciato sul filo del fuorigioco, è strepitoso Rainone a salvare scegliendo il tempo giusto della scivolata.Ferrara salva nell’area piccola su conclusione mancina di Zito, dopo azione costruita dei falchetti.
Juventus, Douglas Costa vuole la ribalta…
Non gioca sempre bene, ma sa sfruttare tutte le opportunita’. E, quando conta, c’e’ sempre. E’ una Juve “veramente forte” quella che Douglas Costa vede alla vigilia della trasferta contro lo Young Boys, ultima fatica nella fase a gironi della Champions. La qualificazione e’ gia’ in tasca, ma i bianconeri puntano ad arrivare primi nel Gruppo H. A Berna serve dunque una vittoria, a meno che lo United non riesca a vincere in casa del Valencia e i bianconeri ce la metteranno tutta per centrarla, in modo da evitare sorprese nel sorteggio degli ottavi. “Ci ha dato molto fastidio perdere con il Manchester United. Percio’, a maggior ragione, mercoledi’ dobbiamo vincere. Il primo posto nel girone e’ fondamentale per proseguire il nostro lavoro”, sottolinea il laterale brasiliano, tornato suoi suoi livelli dopo la flessione dovuta alla squalifica e all’infortunio. Quattordici vittorie in campionato su quindici partite, e una sola sconfitta in Champions, sono un “record importante” per il giocatore, che non vuol pero’ sentire parlare di campionato chiuso. “In Italia ci sono tante squadre forti. L’Inter ha giocato alla pari con noi, il Napoli gioca molto bene, cosi’ come il Milan e la Roma. In piu’, vincere in trasferta in Serie A e’ sempre molto difficile”, spiega Douglas Costa, che spende parole di stima per Carlo Ancelotti, suo allenatore al Bayern ora al Napoli. “Quella stagione ho iniziato piu’ tardi rispetto ai compagni perche’ ero infortunio – ricorda – e quando finalmente sono rientrato la squadra era gia’ pronta. Ancelotti, pero’, e’ stato molto corretto con me”. Ora c’e’ la Juventus, che per Douglas Costa significa anche allenarsi con grandi campioni. “Le sfide in allenamento con Dybala? Dybala pubblica le foto su Instagram solo quando vince – scherza il brasiliano -. Se per un mese non pubblica nulla, sappiate che e’ perche’ ho vinto sempre io…”.
Cerignola: arrestato maestro irpino per maltrattamenti agli alunni
A Cerignola gli agenti di polizia hanno arresto un maestro 60enne di origini irpine accusato di maltrattamenti sui suoi alunni. Il docente insegnava nella scuola Leonardo Da Vinci del comune del Foggiano, una scuola dell’infanzia che fa parte dell’Istituto Comprensivo Don Bosco-Battisti. Stando ad indiscrezioni le indagini della polizia e della procura sono iniziate dopo la denuncia di alcuni genitori di alunni del maestro che avrebbero accertato i presunti maltrattamenti. Accuse confermate anche da immagini registrate all’interno della classe del maestro.
Steward ferito durante la partita Cavese-Potenza: aperta un’inchiesta
Uno steward e’ rimasto lievemente ferito durante la partita Cavese-Potenza (serie C, girone C), finita 1-1. L’addetto alla sicurezza era intervenuto, con altri colleghi, per sedare una vivace discussione nata dopo il gol del vantaggio ospite nella parte superiore della tribuna centrale dello stadio Simonetta Lamberti di Cava de’ Tirreni , dove stavano seguendo la gara i dirigenti del club lucano e alcuni familiari dei calciatori del Potenza. Lo steward e’ caduto all’indietro ed e’ stato trasportato in ospedale dove gli e’ stata riscontrata una prognosi di sette giorni per escoriazioni e un trauma da caduta. Le tensioni in tribuna hanno provocato l’interruzione del gioco per qualche minuto in quanto anche i calciatori si erano accorti di quello che stava accadendo. Alla ripresa della partita alcune delle persone provenienti da Potenza hanno preferito lasciare lo stadio. Sull’episodio indagano gli agenti del commissariato di Cava de’ Tirreni, guidati dal vice questore Imma Acconcia, che stanno esaminando sia le immagini del sistema di video sorveglianza sia quelle registrate dagli agenti della polizia scientifica in servizio allo stadio Lamberti.



