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Quarto, rubano computer dalla scuola Viviani: presi in due

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Hanno rubato un computer portatile del valore di 500 euro nella scuola primaria ‘Viviani’ di Quarto, nel napoletano. I carabinieri hanno arrestato per furto aggravato in flagranza di reato un uomo di 31 anni, già noto alle forze dell’ordine, e un suo complice di 17 anni, incensurato. I due sono stati sorpresi nelle vicinanze dell’istituto dove erano entrati rompendo una finestra. Il computer è stato restituito alla scuola. Il 31enne attende il rito direttissimo ai domiciliari. Il minore è stato accompagnato nel centro di accoglienza per minori di viale Colli Aminei a Napoli.

Evade dai domiciliari: torna in cella uomo dei Casalesi

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I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casal di Principe, in quel centro cittadino, hanno tratto in arresto Mario Salzillo, alias “Mario e sausillo”, classe 49, soggetto ritenuto contiguo al clan dei casalesi fazione Schiavone. L’uomo, in atto sottoposto agli arresti domiciliari per estorsione aggravata dal metodo mafioso, e’ stato sorpreso dai militari dell’Arma mentre camminava in via Angiolieri a Casal di Principe. Lo stesso, che alla vista dei carabinieri ha cercato frettolosamente di rientrare nella propria abitazione, e’ stato pero’ bloccato dai carabinieri e tratto in arresto e poi è stato rinchiuso presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale.

Distributore di benzina preso d’assalto dagli automobilisti inferociti: ‘Auto danneggiate dopo il rifornimento di gasolio’

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Caserta. Nuove segnalazioni di gasolio non conforme arrivano all’associazione “Sportello dei Diritti”. Dopo che al principio dell’anno in corso avevamo segnalato e attivato un’azione collettiva che continua a dare i suoi frutti nei confronti di centinaia di automobilisti danneggiati che avevano subito danni a causa del gasolio non correttamente raffinato, distribuito in moltissime pompe delle province di Puglia, Basilicata e Calabria e proveniente da una raffineria di Taranto, arrivano numerose denunce dalla provincia di Caserta, dove negli scorsi giorni un distributore self service della frazione Casolla Mezzano di Caserta sarebbe stato preso d’assalto da decine e decine di utenti inferociti per un nuovo “danneggiamento di massa”.
La causa dei danni dei tanti veicoli rimasti in panne dopo il rifornimento e che hanno manifestato difetti alle pompe di gasolio ed agli iniettori con arresto improvviso – per come confermato anche da numerosi auto riparatori della zona – sarebbe dovuta ad un problema connesso al gasolio distribuito. Per tali ragioni, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, continua l’azione a tutela degli utenti danneggiati anche per questo nuovo evento. In tal senso, per qualsiasi informazione, potranno continuare a contattarci alla mail appositamente indicata all’indirizzo rimborsigasolio@gmail.com dove potrà essere inviata la documentazione dei danni e i riferimenti di quanti aderiranno all’azione collettiva.

Napoli, altro sequestro per la società che gestisce il teatro Sannazaro

Napoli.La Guardia di Finanza di Nola ha sequestrato le quote sociali della società Tradizione e Turismo srl, società che attualmente gestisce l’azienda Teatro Sannazaro e, secondo gli investigatori, utilizzata quale strumento per distrarre beni societari in danno dei creditori. Il decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip di Nola, scaturisce dalle indagini coordinate dalla Procura nolana che hanno portato alla luce il delitto di bancarotta fraudolenta della società La.Ma.Ing srl, fallita nel 2016. Nell’ambito delle indagini, che hanno già portato al sequestro della società Esmeralda srl e dei beni utilizzati per l’organizzazione e lo svolgimento delle rappresentazioni artistiche, ulteriori approfondimenti hanno consentito di accertare che la società fallita, allo scopo di sottrarre alla garanzia dei creditori il Teatro Sannazaro di Napoli, ha utilizzato la società Tradizione e Turismo per dissimulare il compendio aziendale mediante distrazione di beni societari. Il gruppo familiare ha così continuato a gestire il Teatro Sannazaro avvalendosi del nuovo soggetto economico, condotta che ha determinato, secondo la Procura di Nola, un danno ai creditori quantificato in 1,5 milioni di euro. Inoltre è stato rilevato nel corso delle indagini che la società Tradizione e Turismo srl è stata beneficiaria di un contributo pubblico di 440mila euro da utilizzare per l’organizzazione delle attività artistiche, la cui assegnazione è stata sospesa.

Indagine sulla sezione Fallimentare del Tribunale di Napoli

La Procura di Roma indaga su un presunto giro di corruzione alla sezione Fallimentare del Tribunale di Napoli così come anticipa il Mattino. I giudici capitolini non hanno dubbi anche se a fermarli è il gip che boccia le conclusioni investigative a carico degli indagata. A finire al centro di un’ inchiesta è Enrico Caria, in anni alla fallimentare del tribunale partenopeo, con lui anche altri professionisti indicati di volta in volta come consulenti. Il gip dice no agli arresti proposti dalla Procura romana sottolineando la carenza di indizi di colpevolezza. Nella giornata di venerdì il Fava, titolare del fascicolo, potrà replicare a questo tipo di censure. Caria è accusa di aver veicolare nomine di consulenze in cambio di favori, in questa vicenda sono coinvolti oltre venti professionisti per il loro intervento in pratiche fallimentari.

Qualità della vita: Napoli risale 13 posizioni

Milano vince la 29ª edizione della Qualità della vita. Un risultato inedito nell’indagine annuale del Sole 24 Ore. La provincia si piazza ben sette volte su 42 nei primi tre posti per le performance conseguite negli indicatori del benessere e conquista così lo scettro di provincia più vivibile d’Italia, dopo averlo sfiorato per quattro volte, fermandosi al secondo posto nel 2003 e 2004 e poi nel 2015 e nel 2016. Tra le altre grandi città, più a sud spicca la risalita di Napoli che conquista 13 posizioni: nonostante continuino a peggiorare le performance legate a Giustizia e sicurezza e Affari e lavoro, la città festeggia il miglioramento sul fronte della ricchezza e dei consumi, grazie ai prezzi di vendita delle case. Migliorano anche Venezia, Torino, Catania, Bari e Bologna, in controtendenza solo Genova e Firenze che perdono rispettivamente otto e dieci posizioni. Come ogni anno l’indagine del Sole 24 Ore scatta una fotografia delle città italiane, scegliendo di inquadrare la questione della vivibilità urbana tramite 42 parametri per ciascuna provincia (107 in tutto), suddivisi in sei macro aree tematiche (Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Ambiente e servizi, Giustizia e sicurezza, Demografia e società, Cultura e tempo libero), riferiti all’ultimo anno appena trascorso. Milano svetta negli indicatori reddituali, di lavoro e per i servizi. Al primo posto per depositi in banca pro capite, celebra un buon tasso di occupazione e vince l’iCityrate 2018 come migliore smart city. Anche la cultura sale sul podio, con la spesa media dei milanesi al botteghino. Tra i punti deboli la sicurezza (scippi, borseggi e rapine) e l’indice di litigiosità nei tribunali. Al secondo ed al terzo posto si piazzano Bolzano, in risalita dalla quarta posizione del 2017, e Aosta, in discesa di una posizione dallo scorso anno. In coda alla graduatoria, invece, si ritrova Vibo Valentia. È la quarta volta che compare sul fondo, circondato da numerose città del Sud. La città è penalizzata dalle performance legate alla giustizia, ai servizi e alle variabili reddituali. Ultima per durata media dei processi e pendenze ultra-triennali nei tribunali, registra anche una delle più basse spese medie degli enti locali per minori, disabili e anziani. In controtendenza i risultati della città sul fronte del turismo, con una permanenza media nelle strutture ricettive tra le più lunghe e un mercato molto accessibile per l’affitto di case. Resta stabile la qualità della vita nella Capitale. Roma si piazza al 21° posto, in linea con l’anno precedente (24° posto) in cui il numero di province saliva da 107 a 110. La ricchezza viene confermata dal dato medio dei prezzi delle case, in media il più elevato d’Italia, e dalla maggiore propensione agli investimenti fotografata dall’elevata percentuale di impieghi sui depositi. Pesano purtroppo sulla città il numero dei protesti pro capite, l’indice di litigiosità nei tribunali e le denunce per reati legati agli stupefacenti.

Agguato al rione Poverelli di Torre Annunziata: non era il gragnanese l’obiettivo dei killer

Torre Annunziata. Non era Carmine Chierchia l’obiettivo dei sicari che ieri pomeriggio hanno fatto fuoco su un balcone del rioen Poverelli a Torre annunziata. Il giovane pregiudicato di Gragnano, colpito alle gambe, era in compagnia del proprietario dell’appartamento, uno noto pusher E. A. della zona e molto probabilmente il vero obiettivo del messaggio di piombo. Chi ha fatto fuoco evidentemente non saputo mirare e ha colpito alle gambe Chierchia. I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, che indagano sul caso, sono già sulle tracce dei due pistoleri visti nella zona di cui uno armato e che ha fatto fuoco.
Gli investigatori non escludono del tutto che l’obiettivo potesse essere il pregiudicato gragnanese che in passato è stato arrestato anche per coltivazione di canapa indiana. Nel 2014, insieme al fra­tello, venne arrestato con l’ac­cusa di coltivazione di sostanze stupefacenti. Ma questa al mo­mento è solo una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti. Cer-to è che Chierchia non era andato a casa di E.A. per un semplice caffè in un sabato pomeriggio. I due stavano discutendo di affari di droga. Forse chi ha fatto fuoco ha inteso lanciare un messaggio ben preciso. Chierchia appartiene a una famiglia molto nota a Gragnano, il defunto padre (morto suicida qualche anno fa) e gli zii sono importanti costruttori della zona.

E’ già in cima a tutte le classifiche l’Ep di debutto di Anastasio, il vincitore di X Factor

E’ uscito in fisico e digitale “Anastasio”, l’omonimo EP di debutto del vincitore di X Factor 2018. Con il suo primo inedito già disco d’oro, “La fine del mondo”, Anastasio ha conquistato da subito giudici e pubblico debuttando al 1° posto su Itunes, Apple Music e Spotify e al 1° posto posto della classifica Fimi/GfK. Il singolo, uscito in radio e in digitale il 23 novembre, è prodotto da Don Joe e scritto da Anastasio stesso ed è uno dei cinque inediti contenuti nell’EP. Ad arricchire il suo primo progetto discografico la cover di Francesco De Gregori, “Generale”, che il giovane cantautore ha rivisitato in chiave rap. Anastasio ha 21 anni e viene da Meta di Sorrento. Si appassiona al rap da solo, scoprendo di avere un talento inaudito per la scrittura, un talento artistico che definisce solo suo. Ha una spiccata vena autorale, i suoi pezzi sembrano riuscire a comunicare per immagini e questo è ciò che gli ha permesso di arrivare, passo dopo passo, ai Live Show di X Factor.

Auto contromano sulla Provinciale: morte sei persone

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Un uomo di 52 anni e cinque giovani tra i 20 e i 33 anni sono morti in uno scontro frontale avvenuto ieri sera tra la strada provinciale Valeriana e l’innesto della statale 38 variante di Morbegno, in provincia di Sondrio. L’uomo viaggiava a bordo di una Fiat 500 X, mentre i giovani erano a bordo di una Panda. Una delle due auto, ancora non e’ stato accertato quale, e’ entrata contromano sull’innesto della statale provocando lo scontro frontale, avvenuto nel territorio di Cercino. Le due auto sono andate poi a fuoco.
Lo scontro frontale e’ accaduto ieri sera lungo la Statale 38 dello Stelvio, in Valtellina, in territorio di Cercino: hanno perso la vita i cinque occupanti di una Fiat Panda di cui quattro residenti a Tirano in provincia di Sondrio e uno a Bologna e il conducente della Fiat 500 X, quest’ultimo residente a Como. Un bilancio drammatico di sei vittime di eta’ compresa fra i 26 e i 52 anni. Lo scontro frontale e’ avvenuto all’altezza dello svincolo dove la strada passa da doppia corsia per senso di marcia a corsia unica, appena prima del nuovo tratto da poco inaugurato della variante di Morbegno: una delle due vetture (ancora non e’ certo quale) ha effettuato l’accesso dello svincolo in contromano. Il violento impatto ha causato l’incendio della Fiat 500 X a bordo della quale c’era il solo conducente, A.G. di 52 anni di Como, estratto dall’abitacolo morto dai Vigili del fuoco. Morti sul colpo anche tutti i cinque occupanti dell’altra vettura.

Napoli, blitz anticamorra in corso al rione Pazzigno

Napoli. Dalle prime luci del giorno è in corso un blitz da parte delle forze dell’ordine nella zona del rione Pazzigno a san Giovanni a Teduccio. Centinaia di uomini, sorvegliati dall’alto da un elicottero, stanno passando al setaccio il quartiere bunker del clan Reale alleati dei Rinaldi. Gli investigatori stanno controllando le abitazioni del boss Mario Reale, uscito dal carcere lo scorso anno dopo aver scontato la sua pena e dei fratelli e di tutti i fiancheggiatori. I Reale da nni si sono schierati al fianco del boss Ciro Rinaldi mauè del rione Villa nella faida contro i Mazzarella-D’Amico per il controllo delle attività illecite nella zona di San Giovanni a Teduccio

La Cassazione condanna il ‘custode’ delle armi dei Casalesi

Arriva la condanna definitiva per l’operaio “armiere” del gruppo Schiavone. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 1 anno e 8 mesi per Salvatore Tana, 31enne originario di Santa Maria Capua Vetere, accusato di possesso di armi all’interno di una casa.
Salvatore Tana aveva Il ruolo di custode. Custode del deposito di armi del clan, utilizzate per minacciare tutti quegli imprenditori e commercianti che non rispettavano il loro volere. Era stato arrestato a Tornimparte. 28enne originario di Teverola in provincia di Caserta, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a seguito di indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli a carico de Casalesi. Il ruolo contestato dalla Procura distrettuale napoletana a era quello di essere il custode e armiere del gruppo di fuoco risultando incaricato del deposito di armi utilizzate per gli atti intimidatori in pregiudizio di imprenditori e commercianti, nonché di spacciare sostanze stupefacenti per conto dell’associazione criminale. L’associazione per delinquere camorristica utilizzava corrieri che consegnavano lo stupefacente in Italia e vedeva Salvatore Tana. in seno all’organizzazione essere incaricato delle attività di stoccaggio, custodia e distribuzione dello stupefacente. Le indagini dei Carabinieri, avviate nel 2010 a seguito di un attentato intimidatorio all’abitazione dell’allora Sindaco di Teverola, hanno fatto anche luce sull’omicidio di un affiliato al clan da ricondursi a motivi di equilibrio interni al clan stesso. Salvatore Tana era stato individuato nell’aquilano, dove lavorava alle dipendenze di una ditta edile casertana impegnata nella ricostruzione post-sisma.

 Gustavo Gentile

Dai Gps e dai cellulari la verità sulla morte dei due giovanissimi nel Salernitano

Uno avrebbe compiuto 18 anni tra pochi giorni e si apprestava a preparare la festa, l’altro li aveva già compiuti da qualche mese. Erano amici inseparabili. Un tragico destino li ha strappati alla vita insieme in una maledetta notte di dicembre lunga la strada statale 19 in località Fontana del Fico, tra Eboli e Battipaglia. Francesco Giugno (il 18enne) e Vincenzo Dell’Orto, entrambi ebolitani si sono schiantati con la loro auto contro due altre autovetture Nell’impatto, fortissimo al punto che due dei tre veicoli sono andati completamente distrutti. I loro corpi, una volta estratti dalle lamiere non senza difficolta’, sono stati trasportati all’obitorio dell’ospedale Maria Addolorata di Eboli per gli accertamenti medico-legali. Risultano feriti e non sono in gravi condizioni, invece, gli occupanti delle altre auto. Questi ultimi sono stati, prima, medicati dal personale del 118 del Vo.Pi e dell’Humanitas, poi, accompagnati al vicino presidio ospedaliero. Sul posto, per i rilievi, i carabinieri della compagnia di Eboli che sono a lavoro per accertare dinamica e eventuali responsabilità. La salma di Francesco Giugno, che conduceva la Fiat 500 è stata sequestrata e nelle prossime ore, all’obitorio dell’ospedale Maria Santissima Addolorata, sarà effettuato l’esame autoptico mentre gli investigatori dovranno accertare a che velocità i mezzi coinvolti nel sinistro percorrevano la statale 19 e a tal proposito saranno esaminate le scatole nere e i dati gps dei veicoli. L’obiettivo è quello di individuare eventuali responsabilità dei conducenti delle auto coinvolte nell’incidente mortale e stabilire eventuali reati. Nel frattempo, il magistrato della procura della Repubblica di Salerno che coordina le indagini ha liberato la salma di Vincenzo Dell’Orto e oggi pomeriggio alle 15, nella chiesa del Sacro Cuore ad Eboli saranno celebrati i funerali.I due ragazzi erano molto conosciuti in città. Francesco Giugno frequentava l’Istituto Industriale e Vincenzo Dell’Orto il Liceo Classico ad Eboli. Il primo abitava in un condomino di Viale Amendola, il padre gestisce un’attività commerciale, nella zona industriale di Eboli, di vendita di ricambi per mezzi agricoli mentre la madre è dipendente di una banca. Vincenzo Dell’Orto, invece abitava in via Tavoliello, insieme  con i genitori e le sorelle. Il padre di Vincenzo è un consulente che lavora per un gruppo di aziende ed è molto conosciuto ad Eboli e Battipaglia. Sui social in ricordano i due ragazzi. Profondo dolore da parte del sindaco di Eboli Massimo Cariello che stanotte si e’ recato sul luogo dell’incidente. Si tratta – ha detto – di una tragedia immane. Un forte abbraccio alle famiglie. Tutta la citta’ si unisce al loro immenso dolore”. Ieri tutte le iniziative natalizie organizzate dal Comune sono state sospese”.

(nella foto da sinistra Francesco Giugno e Vincenzo Dell’Orto)

Camorra, pentiti inattendibili: il boss De Micco evita l’ergastolo

Ha evitato l’ergastolo il baby boss di Ponticelli, Salvatore De Micco, capo dei  famigetari “Bodo” e con lui anche il killer Gennaro Volpicelli. Entrambi erano accusato di essere gli esecutori materiali dell’omicidio di Massimo Imbimbo, assassinato il 6 dicembre del 2011 a Ponticelli. La Corte di Assise d’Appello di Napoli ha condannato entrambi a 30 anni di carcere accogliendo la tesi degli avvocati Stefano Sorrentino e Claudio D’Avino che avevano sottolineato l’occasionalità dell’omicidio e la mancanza della programmazione e quindi premeditazione. In primo grado i difensori avevano fatto notare le incongruenze di uni dei pentiti che accusava i due. Ovvero Antonio Sarno detto “polpetta”, figlio di Luciano (morto la scorsa settimana dopo una lunga malattia). “Quel giorno mi trovavo in mac­china, stavo parlando al telefono con la mia fidanzata, quando ho visto uno scooter passare a tutta velocità e ho assistito al delitto. Ho riconosciuto De Micco e Volpicelli. E anche De Micco ha ri­conosciuto me”, aveva spiegato durante il processo il giovane pentito. Gli avvocati fecero nootare come il collabora­tore di giustizia Antonio Sarno, alias “polpetta”,avesse sostenuto di essersi trovato sulla scena del de­litto pochi istanti dopo l’agguato  In quella circostanza il figlio di Luciano Samo avrebbe dunque visto e riconosciuto sia De Micco che Volpicelli. Una testimonianza chiave. Ma nei mesi precedenti  lo stesso pentito aveva sostenuto che quel giorno si sarebbe trovato in compagnia del­l’omonimo cugino, Antonio detto “spillo”. Ma quest’ultimo, che invece non è collaboratore di giustizia, ha invece spiegato di aver incontra­to il proprio congiunto soltanto due giorni dopo la morte di Im­bimbo e che, anche in questo frangente, non gli avrebbe riferito al­cunché in merito all’omicidio. I giudici del collegio della Corte di Assise d’Appello di Napoli (presieduta da Alfonso Barbarano) hanno quindi accolto la tesi dei difensori e condannato a 30 anni di carcere Salvatore De Micco e Gennaro Volpicelli.

Incendio nel carcere di Ferrara, diversi intossicati

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Domenica di tensione nel carcere di Ferrara per un incendio appiccato da detenuti a un materasso dentro una cella: le fiamme sono state spente prima dell’intervento dei vigili del fuoco ma per l’inalazione dei fumi sono finiti in pronto soccorso, intossicati, almeno 15 agenti penitenziari, con prognosi ancora sconosciuta, mentre alcuni detenuti sono stati visitati in istituto. A segnalare l’episodio, avvenuto nella tarda mattinata di oggi, e’ il sindacato UilPa, Polizia Penitenziaria. “Due detenuti hanno cominciato a far fuoco ai materassi in cella e a tutto quello che si trovavano davanti – spiega il segretario regionale Domenico Maldarizzi – minacciando atti di autolesionismo e gli stessi agenti con delle lamette”. Una volta sul posto i vigili del fuoco hanno accertato che le fiamme erano state spente, con estintori, e che i locali erano agibili. Tanto pero’ il fumo inalato e per questo gli agenti sono stati portati in pronto soccorso, a fine turno, per accertamenti. Al momento, fa sapere Maldarizzi, sono sottoposti ad aerosol. “Il ministro Alfonso Bonafede – aggiunge Maldarizzi – qualche giorno fa durante la presentazione del calendario 2019 della Polizia penitenziaria ha affermato che lo Stato dovrebbe dire agli agenti penitenziari grazie e scusate per le condizioni in cui vi abbiamo costretto a lavorare, ma oggi piu’ che scuse la Polizia penitenziaria pretende condizioni di lavoro dignitose e in sicurezza oltre a sanzioni esemplari per gli autori di queste azioni scellerate che, ancora oggi, nonostante tutti i proclami, tardano ad arrivare”.

Torre Annunziata, si cerca il vero ‘proprietario’ della droga trovata a casa del pensionato

Torre Annunziata.  La polizia sta cercando di scoprire per conto di chi deteneva la droga il pensionato arrestato ieri isneiem con la moglie. Due chili di hashish aposto delle scarpe e mezzo chilo di marijuana tra la biancheria.Gli agenti del locale commissariato di polizia guidati dal dirigente Claudio De Salvo hanno arrestato Antonio Gallo, 66enne insospettabile e incensurato pensionato  e denunciato a piede libero la moglie di 58 anni. Durante la perquisizione – i poliziotti hanno rinvenuto diverse scatole di scarpe ma al cui interno invece di esserci calzature c’erano invece 40 panet­ti di hashish. Tutti i panetti erano confezionati in buste di cellophane e a loro volta in altre buste tutte lasciate tra scarpe e giacche nell’armadio. Altro stupefacen­te è stato trovato all’interno di una cassapanca: quattro grosse buste, occultate tra la biancheria e tutte con aH’interno marijuana. Il fatto che un pensionato e insospettabile custodisse a casa oltre 20 chili di drogra apre scenari investigativi importanti. Per ora Gallo non ha fornito alcuna spiegazione sulla provenienza e soprattutto sul proprietario della droga.

 

 

Casertana: D’Agostino, contestato, se ne va

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“Alla luce dell’aspra contestazione che ha caratterizzato l’immediato post partita odierno e del vergognoso gesto che ha visto alcuni tifosi facinorosi colpire con una pietra un proprio familiare, successivamente trasportato in ambulanza in ospedale per le cure e gli accertamenti del caso, il presidente Giuseppe D’Agostino ritiene opportuno fare un passo indietro. Nelle prossime ore il patron consegnerà il club nella mani del sindaco di Caserta avv. Carlo Marino, figura che potrà farsi da garante nella valutazione di possibili imprenditori intenzionati ad assicurare un futuro al calcio rossoblu”.

La vecchia Lazio se ne va: è morto anche Felice Pulici

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Si è spento al Policlinico di Roma Felice Pulici, portiere della Lazio che nel 1974 vinse con Tommaso Maestrelli il suo primo scudetto. Da tempo era gravemente malato. Pulici ha vestito per sei stagioni la maglia della Lazio ed ha giocato anche con Novara, Monza e Ascoli. Era stato dirigente e capo del settore giovanile (anche allenatore) della Lazio, che aveva difeso come avvocato con altri legali nel calcio scommesse . Era rimasto legatissimo alla Lazio: grande il cordoglio dell’ambiente biancoceleste.

Koulibaly: “Orgoglio grande essere il capitano fin dall’inizio”

“E’ un orgoglio aver indossato questa fascia da capitano dal primo minuto. Ero emozionato ma pensavo soltanto a una partita veramente difficile. Abbiamo iniziato con qualche difficolta’ ma siamo tornati con piu’ rabbia e palleggio dopo l’intervallo. Questo gol di Milik ci da’ molto orgoglio, Arek lavora molto sulle punizioni e ha funzionato”. A dirlo Kalidou Koulibaly commentando il successo in extremis di Cagliari. “Il turnover? Il mister ha ragione, dobbiamo essere tutti pronti a giocare dal 1′ – osserva il difensore del Napoli ai microfoni di Sky -. E’ un gruppo molto unito che vuole vincere qualcosa. Anche oggi chi ha giocato di meno ha fatto benissimo, il Cagliari in casa non aveva mai perso da inizio stagione. Siamo una famiglia, ci sono state tante risposte positive. Se e’ piu’ importante essere rimasti a -8 dalla Juve o a +6 dall’Inter? E’ piu’ importante aver vinto dopo la sconfitta di martedi’. Tutti si aspettavano che mollassimo un po’ invece siamo un grande gruppo”. All’Europa League “io ci credo fortemente, abbiamo visto che in Champions possiamo lottare contro chiunque e dobbiamo dimostrarlo anche in Europa League. Dobbiamo fare tutto per andare fino in fondo anche se sara’ difficile. Dobbiamo metterci a posto in campionato e Coppa, poi vedremo contro chi lottare. Penso – conclude Koulibaly – che abbiamo le armi per andare avanti”.

Cagliari-Napoli, Ancelotti: “Milik è uno specialista”

“La punizione di Milik? Le gerarchie son chiare, dalla parte destra doveva tirare lui e non Mertens ed è stato giusto così. Arek è un ragazzo serio che riesce a gestire con molto equilibrio tutte le situazioni, tutta la squadra ha mostrato una grande reazione dopo la sconfitta di Liverpool è sono contento della prestazione globale, nonostante le difficoltà che abbiamo avuto nel primo tempo dovute anche le assenze di Mertens e Insigne, che avevo tenuto a riposo per avere più freschezza e intensità”. Così il tecnico del Napoli Carlo Ancelotti ai microfoni di Sky nell’immediato post-partita di Cagliari-Napoli 0-1. Secondo Ancelotti il Napoli “e’ una squadra di prospettiva, stiamo facendo molto bene ma possiamo fare meglio. Siamo competitivi nel campionato, lo siamo stati, e molto, nella Champions, vogliamo esserlo anche in Coppa Italia e in Europa League. La finale col Chelsea? Sarebbe un sogno per il Napoli, ma occorrono molti step prima di arrivare li’. Siamo molto competitivi e lo sappiamo, la finale rimane un sogno. Vedremo chi capitera’ nel sorteggio e avremo tempo per prepararla”. E infine: “Il Napoli e’ una societa’ seria con programmi precisi e non si fa influenzare da una vittoria o una sconfitta, e’ una societa’ equilibrata con cui si lavora molto bene”.

Benevento, pari a Cosenza con poche emozioni

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La pioggia caduta incessantemente ieri sulla città aveva reso impraticabile il terreno di gioco e costretto il Sig. Pillitteri di Palermo, arbitro del match, al rinvio. Match che si tiene in parità nel primo tempo con Montipò che compie una bella parata su Dermaku. Nella ripresa invece, palo del Benevento: incursione di Buonaiuto in area e tiro che colpisce in pieno il montante. Al 66′ arriva ad un passo dall’1-0 il Cosenza! Benevento addormentato sul cross basso dalla destra di Mungo che trova D’Orazio a centro area leggermente defilato sulla sinistra. Il suo diagonale supera Montipò ma non Antei.

Cosenza (3-5-2): Perina; Idda, Dermaku, Legittimo; Corsi, Mungo (80′ Garritano), Palmiero Bruccini, D’Orazio (77′ Baez); Tutino, Baclet (66′ Maniero). All. Braglia.

Benevento (3-5-2): Montipò; Antei, Billong, Di Chiara; Letizia, Bonaiuto (82′ Del Pinto), Tello, Bandinelli, Improta; Coda, Asencio (59′ Ricci). All. Bucchi.

Arbitro: Pillitteri di Palermo

Ammoniti: 20′ D’Orazio (C), 22′ Antei (B), 45′ Bandinelli (B), 66′ Bonaiuto (B)

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