Alessio Romagnoli, difensore del Milan, dopo la vittoria con il Napoli in Coppa Italia è intervenuto al microfono di Rai Sport: “E’ stato un grande Milan. Siamo stati in partita per tutto il tempo, abbiamo segnato due gol con Piatek, a cui faccio i complimenti per la partita straordinaria. Roma? Ora c’è uno scontro diretto per la Champions League, dobbiamo vincere”.
Chiuso il bar trasformato in un covo di pregiudicati nel Casertano
San Felice a Cancello. Chiuso il bar trasformato in un covo di pregiudicati. Il provvedimento è stato disposto dal Questore di Caserta in seguito a continui servizi di appostamento da parte dei carabinieri della compagnia di Maddaloni, guidata dal capitano Stefano Scollato, che hanno verificato la frequentazione assidua del luogo di ritrovo di diverse persone pregiudicate.
Milan-Napoli 2-0: fa tutto Piatek, azzurri fuori dalla coppa
Piacere, mi chiamo Piatek e faccio il bomber, prendo il posto di Higuain nel Milan ed elimino il Napoli dalla Coppa Italia, risolvendo la sfida secca a San Siro per i quarti. Dopo i 20 minuti finali di sabato sera, l’attaccante classe ’95 alla sua prima da titolare ha messo il suo timbro sul match con due reti da vero bomber in meno di mezz’ora. L’ex rossoblù ha saputo sfruttare le difficoltà della difesa avversaria e non ha sbagliato dinanzi al portiere: due tiri e due gol. Evidente la lettura errata di Maksimovic sulla rete che ha sbloccato la partita dopo 11 minuti, tutto merito di Piatek il gol realizzato al 27esimo. Istinto e senso del gol, tecnica e rapidità d’esecuzione per lasciare di sasso i centrali di difesa del Napoli. Il primo tempo è quasi tutto qui. Il Napoli ha provato a fare la partita e ha creato 3-4 potenziali occasioni da rete, ma non ha mai seriamente impensierito Donnarumma. Troppo debole la conclusione di Insigne dopo 13 minuti, facile preda del portiere rossonero anche il tiro scagliato sempre dall’attaccante campano dopo 22 minuti. La squadra di Ancelotti è mancata di cattiveria negli ultimi 20 metri. La stessa cattiveria che non è mancata a Piatek, nuovo bomber rossonero che alla sua prima gara dall’inizio difficilmente avrebbe potuto sognare bigliettino da visita migliore. Ripresa,
48′, Napoli a un passo dal gol! Angolo dalla destra che crea il panico in area piccola col pallone a due metri dalla linea di porta di Donnarumma. A provare la zampata è Milik ma è Kessié a salvare sulla linea. Poi Insigne ci prova dal limite: alto. Il Napoli è più offensivo con Ounas e Mertens, ma i pochi veri pericoli per il Milan arrivano da corner o punizioni. Angolo a rientrare dalla destra di Ghoulam che Donnarumma smanaccia a ridosso della linea di porta. Ounas sterza verso il centro dalla destra e calcio col mancino da fuori area. Tiro non angolatissimo, e Donnarumma respinge in tuffo. Punizione dalla tre quarti di destra deviata in area da Milik. La palla esce larga alla destra di Donnarumma. Poco per rimediare ad una serata no: il Napoli dice addio anche alla Coppa Italia.
Milan (4-3-3): G. Donnarumma; Abate, Musacchio, Romagnoli, Laxalt; Kessié, Bakayoko, Paquetá (85′ R. Rodriguez); Castillejo, Piatek (78′ Cutrone), Borini (60′ Calhanoglu). All. Gattuso
Napoli (4-4-2): Meret; Malcuit (85′ Callejon), Maksimovic, Koulibaly, Ghoulam; Fabian Ruiz, Allan (46′ Ounas), Diawara (58′ Mertens), Zielinski; Insigne, Milik. All. Ancelotti
Arbitro: Giacomelli di Trieste
Reti:11′ e 27′ Piatek
Ammoniti: Malcuit (N), Milik (N), Koulibaly (N)
Traffico di rifiuti speciali, sequestri in quattro Regioni: arrestate tre persone
Trieste. Tre arresti e il sequestro di un’azienda, con i suoi mezzi, per un valore di circa un milione di euro: questi i risultati di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Trieste su un traffico illecito di rifiuti speciali. Ii carabinieri del Noe di Udine hanno eseguito in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Puglia, in collaborazione con i militari dei Gruppi Tutela Ambientale di Milano e di Napoli, tre ordinanze di custodia cautelare. Allo stesso tempo è stato emesso un decreto di sequestro di un intero complesso aziendale in provincia di Trieste e degli automezzi utilizzati per la commissione di reati ambientali di proprietà della stessa ditta. Sono state effettuate, inoltre, perquisizioni e sequestri a carico di altre tre società (non indagate), tutte operanti nel settore del trattamento rifiuti, nelle province di Bari, Brescia e Venezia, e tre perquisizioni personali e sequestri a carico di altri tre indagati (residenti nella provincia di Trieste, Gorizia e Venezia). Nell’inchiesta sono coinvolti amministratori (reali e di fatto), nonché personale operativo e amministrativo della società indagata (operante nel settore dei rifiuti). L’azienda della provincia di Trieste è stata sequestrata, così come gli automezzi utilizzati, di proprietà.
Le indagini, partite nell’agosto 2016, hanno permesso di individuare le responsabilità di una strutturata organizzazione criminale costituita da più soggetti che, nell’ambito della gestione dei rifiuti speciali, aggirava le normative di settore attraverso un modus operandi consistente nel ‘giro bolla’, producendo anche falsi documenti di trasporto. L’organizzazione effettuava lo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti speciali (soprattutto contrappesi e valvole di pneumatici). L’inchiesta ha permesso di appurare che la società finita nel mirino degli inquirenti raccoglieva, attraverso i suoi autisti e con i suoi mezzi, su tutto il territorio nazionale, i rifiuti speciali, rilasciando agli interessati (per lo più gommisti) falsi formulari e destinando tali rifiuti direttamente a impianti compiacenti in Lombardia, Veneto e Puglia, senza passare attraverso l’impianto sito in provincia di Trieste per il trattamento necessario, come invece la normativa di settore prevede. L’azienda, operando in tale maniera illecita, riusciva ad ottenere notevoli ricavi eliminando quasi del tutto quelle che sarebbero state le spese di gestione e trattamento del rifiuto, generando, quindi, un volume di affari illecito pari a circa due milioni di euro.
Stessa curva, stesso slogan: ancora cori razzisti alla partita Milan-Napoli
Stessa curva stesso slogan: a tre giorni di distanza dalla sfida di campionato si gioca ancora Milan-Napoli per la coppa Italia, e a San Siro risuonano nuovamente cori contro i napoletani, scanditi dalla Curva Sud rossonera. Prima ‘Noi non siamo napoletani’, poi quello sui cani che scappano per la puzza e il colera, lo stesso coro urlato sabato sera dagli ultra’ del Milan e definito “insultante di matrice territoriale” dal giudice sportivo che oggi ha punito il club con un’ammenda di 15 mila euro.
Il Milan sta vincendo 2-0 alla fine del primo tempo contro il Napoli nel quarto di finale di Coppa Italia. A segno Piatek con una doppietta al 12′ e al 27′.
Disastro Lea: “Rifiuti interrati mai rimossi”. Atti al ministro
I 5 Stelle vogliono vederci chiaro anche sulla fidejussione, su presunti abusi edilizi sulla nota dell’Asi che per le mancate autorizzazioni. Il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa affinché si possa far luce su quello che è si è verificato al sito di gestione di rifiuti Lea nel comune di Marcianise, che andò a fuoco nell’ottobre scorso. “Abbiamo analizzato tutti i documenti con cui sono state concesse le autorizzazioni all’impianto di Marcianise, che prima era dell’imprenditore Iavazzi raggiunto da interdittiva antimafia nel 2015, e poi solo nel 2017 attraverso un fitto di ramo d’azienda l’impianto passò con tutte le autorizzazioni alla L.E.A.. Secondo noi ci sono molte cose anomale, la prima è che almeno dal 2008 si sapeva che su quel sito vi erano rifiuti interrati fino a 3 mt, mai rimossi” così la portavoce del M5S Vilma Moronese Presidente della commissione ambiente del Senato, che assieme ad altri senatori del MoVimento ha inviato al Ministero dell’Ambiente l’atto ispettivo “ci sono anche altri episodi non chiari – spiega Moronese – ci risultano documenti da parte del Consorzio ASI di Caserta il quale chiedeva un intervento alla Regione Campania ed al Comune di Marcianise, perchè l’azienda non era in regola nei confronti dello stesso Consorzio, ed anche con le autorizzazioni” afferma la senatrice, che poi continua “abbiamo riscontrato inoltre che vi erano stati abusi edilizi da parte della L.E.A., e che la fideiussione potrebbe avere problemi in quanto l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni il 30 novembre scorso ha comunicato che sono state emesse polizze false proprio da quell’azienda con cui aveva stipulato la polizza la L.E.A. di Marcianise. Insomma una situazione molto complessa, nella quale vogliamo andare sino in fondo, per verificare eventuali illeciti amministrativi e fare in modo che il territorio riceva un giusto risarcimento per i danni ambientali ed alla salute subiti, nonchè modificare le norme utilizzate per ottenere quelle che per noi sono solo state facili autorizzazioni.
Gustavo Gentile
Consigliere comunale aggredito in strada a Salerno
Aggredito un consigliere comunale nel pieno centro cittadino a Salerno. E’ accaduto intorno alle 14,30 sul Corso Vittorio Emanuele. Il consigliere comunale avrebbe chiesto spiegazioni sul montaggio di una struttura esterna di un bar. Da qui sarebbe nato il diverbio con i gestori del locale, fino a sfociare in una vera e propria aggressione. L’amministratore comunale è stato costretto a rivolgersi alle cure dei medici del locale ospedale “Ruggi d’Aragona”: per lui, una prognosi di sette giorni. Sul caso indagano i vigili urbani di Salerno sollecitati dallo stesso consigliere comunale. Solidarietà è stata espressa dal sindaco Enzo Napoli: “Ferma condanna per l’aggressione perpetrata ai danni del consigliere comunale Corrado Naddeo. Nel ribadire al collega Naddeo solidarietà e stima, si confida in un rapido accertamento dell’accaduto affinché i responsabili siano adeguatamente puniti. Salerno è una città democratica e civile nessuna prevaricazione sarà tollerata, nessuna violenza resterà impunità”.
Frana di Casamicciola: chiusa la strada, niente scuola domani
Perdura la chiusura dell’arteria principale che collega Casamicciola con Lacco Ameno interessata dalla frana di giovedi’ scorso. La strada e’ stata nuovamente chiusa ieri dal sindaco di Casamicciola, su richiesta della Citta’ Metropolitana che sta eliminando alcuni punti dal costone ritenuti a rischio frana. Restano per questo chiuse le scuole di Casamicciola e Lacco Ameno. Nuovamente chiuse domani le scuole superiori nel Comune di Ischia. “Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino – informa una nota – ha disposto la sospensione delle attivita’ didattiche degli istituti scolastici superiori presenti sul territorio del Comune d’Ischia, anche per la giornata di mercoledi’ 30 gennaio”. A Barano d’Ischia il sindaco Dionigi Gaudioso ha disposto lo sgombero di due abitazioni dopo l’intervento dei vigili del fuoco chiamati dai proprietari delle abitazioni per piccoli smottamenti avvenuti nelle vicinanze. “Vista la comunicazione del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Napoli- si legge nella nota di Gaudioso – dalla quale emerge che, a seguito di ricognizione visiva dei luoghi interessati dall’evento verificatosi a circa 50 metri da due abitazioni, necessita, a tutela della pubblica e privata incolumita’ disporre la non praticabilita’ degli edifici in via Regina Elena civico 37A e 37 e delle aree limitrofe e porre in essere attivita’ di monitoraggio e verifiche dell’evoluzione del movimento franoso in atto”.
Piatek dal 1′ e Allan titolare: le formazioni di Milan-Napoli
Allan torna titolare nel Napoli dopo i giorni movimentati per il calciomercato. Carlo Ancelotti, infatti, dopo aver escluso il centrocampista brasiliano dalla lista dei convocati in campionato, lo ripropone in Coppa Italia nel 4-4-2 con cui il Napoli affrontera’ il Milan nei quarti di finale. Le sirene del Paris Saint Germain si sono spente dopo l’acquisto da parte dei transalpini di Paredes. Allan fara’ reparto con Diawara, Zielinski e Fabian Ruiz, a supporto del tandem Milik-Insigne e a protezione della linea formata da Malcuit, Koulibaly, Maksimovic, Ghoulam. Meret prende il posto di Ospina in porta. Gattuso invece lancia dal primo minuto Piatek, che aveva debuttato per una manciata di minuti in campionato. Il tecnico conferma l’asse centrale del Milan ma cambia tutti gli esterni rispetto alla sfida di 3 giorni fa. Abate, Laxalt, Castillejo e Borini agiranno infatti sulle fasce. Musacchio e Romagnoli coppia in difesa davanti a Donnarumma, Kessie, Bakayoko e Paqueta’ agiranno in mezzo.
Le formazioni ufficiali
MILAN: Donnarumma G.; Abate, Musacchio, Romagnoli, Laxalt; Kessié, Bakayoko, Paquetá; Castillejo, Piatek, Borini. A disp. Donnarumma A., Plizzari, Calabria, Conti, Rodríguez, Bertolacci, Mauri, Montolivo, Cutrone, Çalhanoglu, Suso, Tsadjout. All. Gattuso.
NAPOLI: Meret; Malcuit, Koulibaly, Maskimovic, Ghoulam; Fabian, Allan, Diawara, Zielinski; Insigne, Milik. A disp. Ospina, Karnezis, Luperto, Mario Rui, Hamsik, Ounas, Mertens, Callejon, Gaetano. All. Ancelotti.
Arbitro: Giacomelli di Trieste.
Scontro frontale sulla Domiziana, quattro persone ferite nei pressi di Levagnole
Un terribile incidente è avvenuto nel pomeriggio di oggi sulla Domiziana poco prima di Levagnole. Nell’impatto sono rimaste coinvolte due automobili che si sono scontrate frontalmente. Una delle vetture è finita in un fossato e si è letteralmente accartocciata. Sono stati alcuni automobilisti in transito ad allertare i primi soccorsi. Sul posto sono giunte le ambulanze che hanno provveduto a soccorrere i quattro feriti. I carabinieri e una pattuglia della polizia municipale di Mondragone hanno effettuato i rilievi e preso le prime testimonianze per ricostruire la dinamica del tremendo incidente.
M5S: “Arco Felice – Pozzuoli, subito nuove analisi di rischio sulla spiaggia Prysmian” “
“Per ben tredici anni Regione Campania e Comune di Pozzuoli hanno consentito che la spiaggia antistante la Prysmian di Arco Felice, oggetto, nel gennaio 2006, di uno sversamento di olio inquinante provocato dalla rottura di una tubazione dello stesso stabilimento, fosse frequentata da bagnanti, adulti e bambini, sebbene non sia ancora concluso l’iter per la definizione dello stato di contaminazione dell’area. L’Analisi di Rischio sito-specifica, prodotta solo recentemente dalla Prysmian, considera come possibili soggetti esposti agli agenti contaminanti solo i lavoratori dello stabilimento, senza fare alcun riferimento al fatto che l’area in questione sia qualificata anche come costa sabbiosa balneabile e quindi destinata anche ad uso ricreativo. Ed è paradossale che in tutti questi anni non sia mai partito alcun intervento di bonifica>”. È quanto denunciano la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Maria Muscarà e i consiglieri comunali del M5S Pozzuoli Antonio Caso e Domenico Critelli.
“È assolutamente irresponsabile l’atteggiamento delle amministrazioni comunali che si sono avvicendate in tutti questi anni, che mai si sono attivate per mettere in campo iniziative di prevenzione a salvaguardia della salute dei cittadini e a tutela dell’ambiente. Alla vigilia della Conferenza di Servizi, convocata dalla Direzione Generale per l’Ambiente e l’Ecosistema della giunta Regionale della Campania, come Movimento 5 Stelle chiediamo che sia valutata l’ipotesi di produrre al più presto una nuova analisi di rischio. Stessa celerità invochiamo, a distanza di 13 anni dall’incidente, nel definire un iter che conduca, finalmente, alla definizione della reale pericolosità dell’area in questione e a stabilire gli eventuali interventi di bonifica da effettuare”.
A Somma domani 25 Comuni, Regione, Università per discutere del “Fire Risk Assessment Campania”
SOMMA VESUVIANA. Il Comune di Somma Vesuviana ha accettato la proposta del CeRVEnE (Centro Regionale di Riferimento Veterinario per le Emergenze non Epidemiche) di rappresentare, quale capofila, i venticinque Comuni della “Zona Rossa Vesuvio” per il programma della Regione “Buone pratiche dei servizi del Dipartimento di Prevenzione in caso di rischio incendio” promosso dalla UOD “Prevenzione e sanità pubblica veterinaria” e sviluppato dal “Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Ecco perché domani, 30 gennaio dalle ore 9.30 si svolgerà, proprio a Somma Vesuviana nel teatro Summarte, a partire dalle ore 9:30, una Tavola Rotonda nel corso della quale si discuterà della prevenzione del rischio di incendi in una delle zone più belle della Campania, la salvaguardia dell’ambiente e degli animali che ci vivono e che sono al centro del programma “Fire Risk Assessment”. In questa occasione saranno comunicati i primi dati relativi al “manuale” redatto per la corretta gestione dei possibili pericoli.
L’orrendo ricordo delle sciagure occorse nell’estate del 2017, con la sequenza di incendi che hanno coinvolto boschi ed animali di una gran parte dell’area vesuviana, ha convinto il sindaco Salvatore Di Sarno che è necessario individuare le possibili alternative per l’evacuazione oltre che degli esseri umani anche degli animali in pericolo. “Quello che abbiamo vissuto in quei giorni è stata drammatico da più punti di vista”, commenta Di Sarno, “ci siamo resi conto che nulla poteva, per il futuro, essere lasciato al caso. Ragione che ci ha spinto ad attivarci e la giornata di domani sarà il passo evidente del lavoro svolto e di quello che ancora c’è da fare”.
“Somma è di nuovo al centro di un programma importante ed impegnativo”, aggiunge il capogruppo consiliare dei Verdi Salvatore Esposito, “Proposto dal CeRVEnE e finanziato dall’Università unitamente alla Regione Campania, Somma Vesuviana, grazie al mio contributo, a quello del sindaco e dell’assessore Giuseppe Di Palma, é stato individuato Comune capofila del programma “Buone pratiche dei servizi del Dipartimento di Prevenzione in casi di rischio incendio”.
L’evento di domattina è stato realizzato in stretta collaborazione con il professor Luigi Esposito, Direttore dell’Area FIRA del CeRVEnE, coinvolge, le scuole del territorio (ITIS Ettore Majorana; Liceo Scientifico-Classico Evangelista Torricelli), la Regione Campania (con i Consiglieri regionali e gli assessorati alla salute; all’agricoltura e all’ambiente); le aree protette (Ente Parco Nazionale del Vesuvio; Ente Riserve Regionali Costa Licola, Foce Volturno e Lago di Falciano; Ente Parco Regionale dei Monti Picentini); la Città Metropolitana di Napoli; l’ASL Napoli 3 Sud; l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno; l’Ordine dei Medici Veterinari di Napoli; la Protezione Civile; i Vigili del Fuoco ed i Carabinieri Forestali, ma anche e principalmente i cittadini singoli (allevatori, agricoltori, detentori di animali a vario titolo) o rappresentati dalle diverse associazioni (agricole, di protezione ambientale e animaliste, venatorie).
“Sebbene oggi le leggi sulla sicurezza”, spiega il professore Luigi Esposito- obblighino ad avere dei protocolli per la valutazione del rischio incendio, non tutti sono in grado di comprendere quanto questa misura antincendio sia importante e debba essere sviluppata per la prevenzione, talvolta più importante anche della rapidità di intervento dei mezzi e degli uomini per lo spegnimento dell’incendio. Purtroppo, anche quando ci si trova di fronte alle situazioni ad alto rischio incendio, dove sono coinvolti gli esseri umani, le valutazioni dei rischi sono spesso trascurate. Ancor di più si rivelano totalmente improvvisate allorquando c’è il coinvolgimento degli animali da reddito o di affezione e, non sono per niente considerate, se a bruciare è la biodiversità selvatica”.
Presentata al Comune di Castellammare la mezza maratona Stabiaequa
“Siamo passati da 16 a 21 chilometri, uno sforzo importante che renderà ancora più bello questo percorso”. Andrea Fontanella, presidente della Sport Eventi Run, presenta la Stabiaequa Half Marathon, gara podistica in programma domenica mattina a partire dalle 9 e che da quest’anno assume una grande valenza entrando nel circuito nazionale. “Ci sono già 800 partecipanti, ma abbiamo riaperto i termini e sarà possibile iscriversi sul sito della gara fino a venerdì sera” conferma Fontanella.
Un percorso bello e affascinante, per la mezza maratona, che partirà da Castellammare di Stabia, arriverà a Vico Equense intorno al sedicesimo chilometro per poi fare ritorno alle Antiche Terme di Stabia. Circa un’ora di corsa, passando per il centro di Castellammare, giro di boa a Marina di Stabia, nuovo passaggio in piazza Amendola e poi alla volta di Vico Equense, prima del traguardo nuovamente alle Terme. Prevista anche una 9 km con giro di boa a Marina di Stabia. A tutti gli iscritti, l’organizzazione donerà una medaglia. Tra i professionisti al via, Janet Hanane, Marina Lombardi, Ela Stabile, Patrizia Picardi, Giorgio Nigro e Massimiliano Fiorillo.
Con il patrocinio dei Comuni di Castellammare di Stabia e Vico Equense, stamattina la gara podistica è stata presentata a Palazzo Farnese, sede del municipio stabiese, anche alla presenza del consigliere regionale Alfonso Longobardi che sarà ai nastri di partenza insieme agli altri atleti. “La gara podistica Stabiaequa – afferma Longobardi – non è solo un evento sportivo ma che ha una grande valenza per la valorizzazione del nostro territorio. Il comprensorio stabiese, dei Monti Lattari e della Penisola Sorrentina sono meravigliosi ed unici al mondo. Rappresentano un territorio che non si arrende, che lotta ogni giorno per emergere ed essere un esempio positivo. Siamo, come Regione Campania, al fianco degli organizzatori e delle Amministrazioni comunali perché con la mezza maratona di domenica 3 febbraio si consolida un appuntamento molto importante per le nostre città e gli atleti che verranno da tutta Italia per partecipare alla gara. Domenica 800 partecipanti provenienti da tutte le Regioni ammireranno il Nostro territorio che con questo evento agonistico mette insieme sport, enogastronomia, accoglienza, turismo, aggregazione, in luoghi di forte attrazione turistica ed eccellenza nazionale ed internazionale”.
Per il Comune di Castellammare, presenti il vicesindaco Lello Radice e il presidente del consiglio comunale Vincenzo Ungaro. “Questa – dice il vicesindaco – è una manifestazione di grande impatto per il territorio, che vede il coinvolgimento di tante persone, con tappe importanti lungo tutto il territorio stabiese”. “E con grandi finalità dal punto di vista sociale – aggiunge Ungaro – che lancia messaggio positivo per Castellammare, città che è culla di cultura, sport e forti tradizioni positive”.
Per il Comune di Vico Equense, invece, presente l’assessore Lucia Vanacore: “L’Amministrazione comunale patrocina volentieri da anni questo appuntamento, ormai fisso e imperdibile, che cresce sempre più, migliorando anche la collaborazione tra Enti. A parte l’aspetto agonistico, la valorizzazione del territorio passa anche da eventi del genere e, siamo sicuri, il tratto litoraneo regalerà scorci unici ed emozioni agli atleti”.
Antonio Mastroianni, presidente Uisp Napoli, conferma l’inserimento della “Stabiaequa nel circuito nazionale” ma si concentra sulla riforma in corso: “Per fortuna ci sono amministrazioni illuminate che appoggiano eventi come la mezza maratona, ma con il taglio dei fondi, le incombenze e gli oneri sono solo sulle spalle delle società sportive che organizzano queste manifestazioni. Bisogna rivedere la riforma, che non facilita i cittadini nella partecipazione agli eventi”.
Stabiaequa 2019 si svolge con il contributo di Diadora, EliteSport, NLG–Navigazione Libera del Golfo e Conserve Italia.
Cassazione: i comuni di Nola e Ottaviano devono rifare il sistema fognario
Non devono alcun risarcimento danni al Comune di San Gennaro Vesuviano, ma dovranno provvedere alla realizzazione di un nuovo sistema fognario. E’ la decisione presa dalla Cassazione nei confronti dei comuni di Ottaviano e di Nola, che chiude cosi’ un procedimento iniziato nel 1996, quando il Comune di San Gennaro Vesuviano aveva citato in giudizio gli altri due Comuni, l’Anas e la Provincia di Napoli, chiedendo sia il risarcimento dei danni “provocati dalla mancanza sulle arterie dei Comuni di Nola e Ottaviano di un’adeguata rete fognaria e di funzionali bacini di raccolta delle acque meteoriche”, sia la “realizzazione delle opere strutturali, idrauliche e fognarie necessarie ad evitare il ripetersi del convogliamento delle acque meteoriche provenienti dai Comuni convenuti, geograficamente collocati piu’ a monte”. In primo grado, nel 2008, i Comuni di Nola e Ottaviano erano stati quindi condannati a pagare, rispettivamente, risarcimenti per quasi 200 mila euro e 418 mila euro. Anche l’Anas, secondo il tribunale di Nola, doveva risarcire il Comune di San Gennaro Vesuviano con una cifra di circa 36 mila euro. Il giudice di primo grado aveva inoltre condannato i due Comuni (Nola e Ottaviano) al “rifacimento del sistema fognario e alla individuazione di idonei recapiti finali delle acque”. Questa decisione era pero’ stata rivista in appello: i giudici di Napoli, nel 2015, avevano detto ‘no’ ai risarcimenti da parte dei due Comuni e di Anas, mantenendo invece ferma la disposizione sulla ristrutturazione delle fogne. Con una sentenza depositata oggi, la terza sezione civile della Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di secondo grado: dai documenti presentati dal Comune di San Gennaro Vesuviano, osservano i giudici del ‘Palazzaccio’, “si evincono enunciazioni generiche di danno asseritamente subiti dai privati cittadini, sprovviste di riferimenti circostanziali e descrittivi”, limitandosi a parlare di “notevoli quantita’ di acque meteoriche che in occasione di ogni temporale arrecano danni alle abitazioni, di pericoli di crollo delle abitazioni, di molteplici richieste di di risarcimento danni per allagamento, di una petizione per l’istituzione di un servizio di sorveglianza delle dighe per contenere i danni e i fastidi ai cittadini, di tre risarcimenti ai cittadini ed alle industrie”. Il ricorso del Comune di San Gennaro Vesuviano e’ stato quindi rigettato, mentre inammissibili sono stati dichiarati quelli dei Comuni di Nola e Ottaviano, con i quali, invece, si puntava a far annullare la sentenza d’appello sul punto riguardante il rifacimento della rete fognaria.
Caso Raggi, Di Maio ‘assolto’ dal consiglio di disciplina della Campania per le ingiurie ai giornalisti
Napoli. Il Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dei giornalisti della Campania ha deliberato l’archiviazione del procedimento nei confronti di Luigi Di Maio in quanto “la sua condotta è riconducibile non al giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti, ma al suo ruolo di parlamentare”. Una tesi sostenuta dall’avvocato Lojacono che ha rappresentato il capo di M5s. Di Maio, convocato una settimana fa, non si era presentato perche’ impegnato all’estero, ma aveva depositato una memoria. Il caso era nato da dichiarazioni del capo politico del Movimento 5 stelle subito dopo l’assoluzione dall’accusa di abuso d’ufficio del sindaco di Roma, Virginia Raggi. Il vicepremier e ministro del Lavoro aveva espresso giudizi estremamente critici sul lavoro dei cronisti che si erano occupati della vicenda. Le dichiarazioni e le ingiurie del vicepremier avevano provocato la ferma reazione dell’ordine Nazionale dei giornalisti e della Federazione nazionale della Stampa con manifestazioni a Napoli e in tutta Italia. Il consiglio di disciplina ha valutato le pesanti ingiurie di Di Maio scindendo la figura del politico dal giornalista e dunque si è sbarazzato della ‘patata bollente’ archiviando il caso.
La decisione farà senz’altro discutere. “Il peggio in questa vicenda – affermò Di Maio – lo hanno dato la stragrande maggioranza di quelli che si autodefiniscono ancora giornalisti, ma che sono solo degli infimi sciacalli, corrotti intellettualmente e moralmente”. Da qui il deferimento al Consiglio di disciplina per Di Maio, iscritto come pubblicista all’Ordine della Campania. Nelle scorse settimane era stato convocato dal Consiglio lo stesso Di Maio che, impegnato all’estero, aveva inviato una memoria tramite il suo legale. “Le parole usate da Di Maio – affermò l’avvocato Maurizio Lojacono – non erano rivolte a tutta la categoria dei giornalisti ma a coloro che fanno un uso politico della cassa di risonanza offerta dalla stampa. Comunque si esprimeva nel suo ruolo di uomo politico, non di giornalista”.
Vesuvio: incendi del 2017, danneggiata l’80% superficie del bosco
I danni arrecati dagli incendi nei mesi di luglio e agosto 2017 nel perimetro del Parco Nazionale del Vesuvio hanno interessato un superficie di 3.194 ettari, pari a circa l’80% della superficie boscata complessiva, e sono stati ripartiti per classi di severita’: alta 374 ettari, medio-alta 2.147, medio-bassa 466 e bassa 207. E’ il risultato di uno studio commissionato dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio al Dipartimento di Agraria dell’Universita’ degli Studi di NAPOLI Federico II a seguito degli incendi nell’estate di due anni fa che devastarono intere macchie di verde nell’area protetta. Ai fini dell’individuazione delle aree da sottoporre ad interventi di recupero post-incendio, sono stati analizzati quattro obiettivi specifici: rischio idrogeologico, fruibilita’, naturalita’ e produzioni agro-forestali. Dallo studio, presentato nella sede dell’Ente Parco a Ottaviano (NAPOLI), e’ emerso che in conseguenza degli incendi le aree boscate maggiormente esposte a fenomeni di erosione sono rappresentate da soprassuoli di conifere ad alta e medio-alta severita’ di incendio. Da qui la necessita’ di intervenire prioritariamente attraverso abbattimenti selettivi e piantagioni di specie autoctone meno suscettibili e piu’ adattate agli incendi. In queste aree, spiega lo studio, si prevede di intervenire con opere di ingegneria naturalistica capaci di contrastare efficacemente i processi erosivi e di creare le condizioni per un insediamento rapido della vegetazione. A tal proposito sono in fase di istruttoria due progetti pilota di restauro post-incendio boschivo che prevedono interventi su circa 80 ettari di pinete nei comuni vesuviani di Terzigno, Boscotrecase, Trecase e Ottaviano, per un importo complessivo di 1.200.000 euro. Per quanto riguarda gli obiettivi di fruibilita’, naturalita’ e produzioni agro-forestali, lo studio ha identificato 650 ettari di superficie ad elevata priorita’ di intervento, di cui 300 suscettibili di intervento primario. ”Questo importante investimento dell’Ente Parco in ricerca non e’ stato fine a se stesso ma invece e’ servito a mettere a punto due progetti di rinaturalizzazione che attualmente sono al vaglio istruttorio del Ministero dell’Ambiente per le necessarie autorizzazioni e successivo finanziamento di 1,2 milioni di euro, che prevediamo trovino realizzazione nel corso di quest’anno” ha detto il presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo. ”Il contributo del Dipartimento ha riguardato uno studio complesso e approfondito svolto da cartografi, ecologi, selvicoltori, botanici, ingegneri idraulici, modellisti ecc., avente l’obiettivo di definire le aree su cui concentrare prioritariamente gli interventi di recupero e modalita’ piu’ efficaci” ha aggiunto Matteo Lorito direttore del Dipartimento di Agraria. Intanto, da venerdi’ 1 febbraio riaprira’ la strada del Gran Cono: ne da’ notizia sulla sua pagina Facebook il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, che ha preso parte al sopralluogo in cui sono in corso i lavori per la messa in sicurezza della strada che porta al Cratere.
Sciopero 1 e 2 febbraio per il contratto della vigilanza privata
Sarà sciopero il 1 e 2 febbraio per il settore della vigilanza privata. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato, come si legge in un comunicato, due giornate di sciopero a livello nazionale con manifestazioni a Milano (1 febbraio) e Napoli (2 febbraio).A Milano la manifestazione si terrà in forma di presidio nei pressi della Prefettura (corso Monforte) a partire dalle ore 10, mentre a Napoli è previsto un concentramento, sempre alle 10, in Piazza Mancini da cui partirà un corteo che raggiungerà Piazza Matteotti.”L’ultimo incontro per il rinnovo del contratto si è rivelato completamente improduttivo – spiegano i sindacati -. I datori di lavoro hanno dichiarato di non essere in grado di fornire risposte benché la richiesta dei sindacati fosse stata inoltrata prima di Natale”
Casapesenna, appalto alla ditta di Zagaria: blitz della Dia in Comune
Chi comanda oggi a Caserta: La gara tolta al cugino di Nicola Schiavone ed affidata ad un’impresa vicina a Zagaria.
Blitz della Dia all’interno degli uffici del Comune di Casapesenna. Nel mirino della Direzione Investigativa Antimafia c’è un appalto vinto da Nicola Schiavone, classe ’78 e cugino omonimo del figlio di Sandokan oggi collaboratore di giustizia, e poi revocato ed assegnato ad una ditta vicina a Michele Zagaria.
La relazione della Dia è stata prodotta dal pm Maurizio Giordano nel corso del processo che vede alla sbarra con il capoclan Michele Zagaria, l’ex sindaco di Casapesenna Fortunato Zagaria ed il consigliere comunale Luigi Amato accusati di aver minacciato un altro sindaco di Casapesenna, Giovanni Zara, sgradito al clan.
Di quell’appalto ha parlato lo stesso Nicola Schiavone, figlio del capoclan Francesco Sandokan, ascoltato oggi nel corso dell’udienza celebrata dinanzi al giudice Francica del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Il rampollo di casa Schiavone ha spiegato come nel 2006 “a Casapesenna venne vinta una gara da mio cugino Nicola Schiavone classe ’78 per dei lavori. Si trattava di una gara di un importo medio, tra i 380 ed i 500mila euro, che venne vinta dalla ditta che faceva capo al fratello di Nicola Schiavone, Isidoro. Michele Zagaria mi fece arrivare ‘un’imbasciata’ da Sebastiano Panaro che mi chiedeva di far rinunciare a mio cugino che aveva vinto la gara. Io gli proposi di far vincere ad una ditta a lui gradita un appalto a Casal di Principe o che mio cugino restasse formalmente il vincitore della gara mentre i lavori li avrebbe svolti una ditta scelta da lui. Ma Zagaria non accettò ed a quel punto gli feci sapere che mio cugino non doveva recedere e che se voleva doveva togliercela la gara”.
Cosa che, secondo la ricostruzione di Nicola Schiavone, avvenne attraverso “un espediente tecnico” con cui la gara “venne affidata al secondo classificato che era una ditta di Zagaria”.
Sull’appalto in questione è intervenuto in aula lo stesso ex sindaco Zagaria che ha prodotto anch’egli il verbale di gara (acquisito dalla Dia in Comune) ribadendo come “la gara è durata un solo giorno ed in due ore e mezza venne aggiudicata erroneamente all’impresa di Schiavone che aveva presentato un’offerta anomala e quindi riaggiudicata alla seconda il graduatoria”.
Gustavo Gentile
Compie 60 anni il cornetto Algida
E’ nato a Napoli 60 anni fa come gelato artigianale il cornetto Algida. E dal 1959, quella cialda croccante ripiena di gelato alla crema di latte, coperto da una granella di nocciole e cacao, e’ diventata l’icona del gelato industriale e il marchio principe del gelato da passeggio, in Italia e nei quattro angoli del pianeta. Un successo globale legato alla qualita’ delle materie prime certificate di alta qualita’, a partire dal latte fresco 100% italiano e dalle nocciole, anch’esse tutte italiane. E da un equilibrio tra i diversi ingredienti, riconosciuto dai consumatori di ogni eta’ e latitudine. L’Algida fu fondata a Roma, nella zona del Prenestino, nel 1945, da tre ingegneri slavi che avevano acquistato dagli Stati Uniti il brevetto per la produzione del gelato industriale. In seguito, la produzione e’ stata trasferita a Napoli. Da quando, con la nascita della catena del freddo, e’ diventato un prodotto industriale, della Unilever dal 1964, il ”cuore di panna”, come recita un fortunato claim, e’ prodotto a Caivano, in provincia di Napoli, nelle sue diverse varianti, comprese quelle salutistiche, gluten free e vegan. Questo stabilimento campano e’ la piu’ grande fabbrica europea di gelati e, precisa Unilever, la seconda al mondo dopo quella degli Stati Uniti, in cui vengono prodotti ogni giorno oltre due milioni di esemplari, dei quali il 60% resta in Italia, e gli altri sono destinati all’export. Domani, per celebrare i primi 60 anni, a Salerno si terra’ l’Ice Cream Party piu’ grande del mondo, degustazione collettiva organizzata per cercare di entrare nel Guinness dei Primati, in collaborazione con il Guinness World Records.
Rete fognaria, nessun danno al Comune di San Gennaro Vesuviano ma Ottaviano e Nola dovranno dotarsi di fogne
Roma. Non devono alcun risarcimento danni al Comune di San Gennaro Vesuviano, ma dovranno provvedere alla realizzazione di un nuovo sistema fognario. E’ la decisione presa dalla Cassazione nei confronti dei comuni di Ottaviano e di Nola, che chiude così un procedimento iniziato nel 1996, quando il Comune di San Gennaro Vesuviano aveva citato in giudizio gli altri due Comuni, l’Anas e la Provincia di Napoli, chiedendo sia il risarcimento dei danni “provocati dalla mancanza sulle arterie dei Comuni di Nola e Ottaviano di un’adeguata rete fognaria e di funzionali bacini di raccolta delle acque meteoriche”, sia la “realizzazione delle opere strutturali, idrauliche e fognarie necessarie ad evitare il ripetersi del convogliamento delle acque meteoriche provenienti dai Comuni convenuti, geograficamente collocati più a monte”. In primo grado, nel 2008, i Comuni di Nola e Ottaviano erano stati quindi condannati a pagare, rispettivamente, risarcimenti per quasi 200 mila euro e 418 mila euro. Anche l’Anas, secondo il tribunale di Nola, doveva risarcire il Comune di San Gennaro Vesuviano con una cifra di circa 36 mila euro. Il giudice di primo grado aveva inoltre condannato i due Comuni (Nola e Ottaviano) al “rifacimento del sistema fognario e alla individuazione di idonei recapiti finali delle acque”. Questa decisione era però stata rivista in appello: i giudici di Napoli, nel 2015, avevano detto ‘no’ ai risarcimenti da parte dei due Comuni e di Anas, mantenendo invece ferma la disposizione sulla ristrutturazione delle fogne. Con una sentenza depositata oggi, la terza sezione civile della Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di secondo grado: dai documenti presentati dal Comune di San Gennaro Vesuviano, osservano i giudici del ‘Palazzaccio’, “si evincono enunciazioni generiche di danno asseritamente subiti dai privati cittadini, sprovviste di riferimenti circostanziali e descrittivi”, limitandosi a parlare di “notevoli quantià di acque meteoriche che in occasione di ogni temporale arrecano danni alle abitazioni, di pericoli di crollo delle abitazioni, di molteplici richieste di di risarcimento danni per allagamento, di una petizione per l’istituzione di un servizio di sorveglianza delle dighe per contenere i danni e i fastidi ai cittadini, di tre risarcimenti ai cittadini ed alle industrie”. Il ricorso del Comune di San Gennaro Vesuviano è stato quindi rigettato, mentre inammissibili sono stati dichiarati quelli dei Comuni di Nola e Ottaviano, con i quali, invece, si puntava a far annullare la sentenza d’appello sul punto riguardante il rifacimento della rete fognaria.



