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Il Napoli esce dalla Coppa Italia, l’ironia dei tifosi del Frosinone in un post

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“Da adesso c’é una squadra che é fuori dallo Scudetto, fuori dalla Champions e fuori dalla Coppa Italia.
Se non possono competere, dovrebbero fargli pagare una multa”. E’ il post “della vendetta” scritto dalla pagina ufficiale dei supporters del Frosinone ieri sera dopo l’uscita della squadra di De Laurentiis dalla Coppa Italia. Qualche giorno fa il patron del Napoli fu molto duro nei confronti del Frosinone. Dalle colonne del prestigioso New York Times, attaccò i ciociari dicendo: «Che ci fa il Frosinone in Serie A? Non attira spettatori, né interessi, né emittenti nel campionato. Arriva in A, non cerca di competere e torna indietro. Se non possono competere, se finiscono ultimi, dovrebbero pagare una multa e non dovrebbero ricevere denaro». Pronta fu la replica della società frusinate che con il presidente Stirpe parlò di «dichiarazioni di una persona che ha la sindrome di Napoleone. Nella vita serve rispetto e io non ne vedo». «Noi mettiamo i soldi nel calcio e non li prendiamo, siamo stati capaci di realizzare uno stadio mentre altri che hanno risorse ben più importanti delle nostre non hanno regalato alla città un’infrastruttura del genere».

Milan-Napoli fa il pieno di ascolti: registrati oltre 6milioni di telespettatori

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Il primo dei quattro match dei quarti di finale, Milan – Napoli, ha dominato la prima serata televisiva di ieri, sfondando quota 6 milioni di telespettatori (6 milioni e 140mila, con uno share del 23,4%). Il primo tempo della gara di San Siro, in particolare, con la doppietta di Piatek che ha steso il NAPOLI, è stato visto da 6 milioni e 412mila spettatori, con il 24% di share): cifre che hanno reso la sfida tra Gattuso e Ancelotti il programma più visto della giornata, e che hanno consentito alle reti Rai di superare il 41% di share in prime time. Su Rai2, infatti, i due episodi di 9-1-1, il procedural drama con protagonista Angela Bassett, hanno ottentuo il gradimento di 1 milione e 755mila spettatori, pari al 7%, mentre sono stati 1 milione e 362mila coloro che hanno scelto, su Rai3, #cartabianca: la trasmissione di Bianca Berliguer si è attestata al 6,3% di share, in salita di oltre mezzo punto rispetto alla scorsa settimana.

Grande attenzione, ieri, anche per tutta l’informazione Rai: l’edizione delle 20 del Tg1 è stata vista da 5 milioni e 858mila spettatori, con il 24,5% di share, mentre il Tg2 delle 13 ha raccolto 2 milioni e 340mila spettatori (16,3% di share) e il Tg3 delle 19 l’11,7% di share, pari a 2 milioni e 237mila spettatori, saliti a 2 milioni e 847mila (13,2% di share) per le edizioni regionali, curate dalla TGR. Bene, infine, in seconda serata su Rai1, anche “Porta a porta”: il primo appuntamento della settimana con il programma di Bruno Vespa è stato apprezzato da 1 milione e 71mila spettatori, pari all’8,6% di share.

Da sottolineare, nella programmazione del day time, “Geo”, il programma di Rai3 di Sveva Sagramola dedicato alla natura, visto da 1 milione e 824mila spettatori, con uno share del 13%, mentre si conferma leader della fascia pre-serale “L’Eredità”, su Rai1: il quiz condotto da Flavio Insinna ieri ha toccato quota 5 milioni e 338mila spettatori, pari al 25,7% di share. Per quanto riguarda le reti specializzate, infine, da segnalare i 337mila telespettatori (1,3% di share) che su RaiMovie hanno scelto l’ironia graffiante di Antonio Albanese in “Qualunquemente”. Nel complesso le reti Rai hanno dominato la prima serata con 10 milioni e 851mila spettatori e il 41,1% di share, conquistando anche l’intera giornata con una media di 3 milioni e 939mila spettatori e il 37% di share.

A Pozzuoli un centro per ragazzi a rischio

Pozzuoli. Domani pomeriggio sarà inaugurata una struttura che accogliera’ ragazzi di eta’ compresa tra 13 e 18 anni, nei quali sono stati riscontrati “percorsi di crescita pregiudizievoli” la Comunita’ Alloggio “Nunzia” che verra’ inaugurata alle 15,30 di domani, in via del Mare 22, in localita’ Licola di Pozzuoli, su iniziativa della “Cuori Menti Mani – ONLUS”, l’associazione che si pone lo scopo di diffondere il valore della solidarieta’ e dell’accoglienza, soprattutto in un territorio difficile come quello di Licola che ha bisogno di un’occasione di riscatto. La struttura si sviluppa su un unico livello ed e’ composta da quattro camere doppie, per gli utenti, con accessibilita’ per i diversamente abili, un salone per lo spazio ricreativo, una cucina, un ufficio e uno spazio apposito per gli operatori. Un contesto immerso nel verde: l’intera struttura e’ recintata da un ampio giardino, luogo che permettera’ – in futuro – la creazione di un orto didattico.

Cade dalle scale della metro e muore: l’assurda storia di una 22enne

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Una donna e’ morta candendo dalle scale nella metropolitana di New York, a Manhattan, mentre trasportava la figlia di un anno nel passeggino. Lo ha reso noto la polizia. La vittima e’ una 22enne, Malaysia Goodson, residente a Stanford, nel Connecticut. La figlia e’ rimasta ferita ma non e’ in gravi condizioni. Solo un quarto della metro di New York e’ dispone di ascensori ed e’ un incubo per chi e’ sulla sedia a rotelle o per chi deve trasportare bimbi nel passeggino. “E’ un incidente straziante” e sebbene le cause siano ancora al vaglio degli inquirenti “siamo consapevoli dell’importanza di migliorare l’accessibilita’ del nostro sistema”, ha commentato in una nota la Metropolitan Transportation Authority.

Bimbo ucciso a Cardito, in mattinata l’udienza di convalida del 24enne compagno della madre

Napoli. E’ in programma in mattinata nel carcere di Poggioreale a Napoli, l’udienza di convalida per il 24enne Tony Essobti Badre, accusato dell’omicidio di Giuseppe, il figlio di 7 anni della compagna e del ferimento della sorellina di 8 anni, tuttora ricoverata al Santobono. Il 24enne dovra’ chiarire se conferma quanto riferito subito dopo il fatto, quando ha ammesso di aver pestato i bambini, in un raptus di follia, perche’ avevano rotto la sponda del letto. Il legale del giovane, Michele Coronella, ieri aveva affermato che Tony voleva bene al piccolo. La Procura di Napoli Nord sta indagando sul ruolo della madre dei piccoli, per capire se fosse presente al momento delle violenze e perche’, eventualmente, non sia intervenuta. Si e’ rifugiata a casa della madre, a Massa Lubrense, in costiera sorrentina. Ai parenti, secondo quanto riferiscono Corriere della Sera e Corriere del Mezzogiorno, avrebbe detto: “ho preso Giuseppe, l’ho messo sul divano e poi ho chiamato il 118. Quando tutto e’ finito ho chiesto se potevo andare via”.

Siglato l’accordo tra Regione Campania e Mise per la riattivazione dell’ ex Irisbus

E’ stato sottoscritto l’Accordo di Programma tra il ministero dello sviluppo economico e la Regione Campania finalizzato al sostegno di un contratto di sviluppo presentato dalla societa’ Industria Italiana Autobus S.p.A. – nata nel 2014 dalla fusione dell’ex Bredamenarinibus S.p.A. e Irisbus Italia S.p.a ex Fiat Iveco di Flumeri – per la realizzazione di un programma di sviluppo industriale relativo alla riattivazione del sito produttivo, ex Irisbus, di Flumeri (Avellino), impegnato nella realizzazione di veicoli a motorizzazione anteriore e posteriore appartenenti al segmento dei mini-midibus. La sottoscrizione dell’Accordo di Programma consentira’ l’attivazione delle procedure finalizzate alla partecipazione al capitale di rischio della societa’ Industria Italiana Autobus S.p.A. da parte di Invitalia, con la conferma della messa a disposizione da parte del ministero dello sviluppo economico di risorse complessivamente pari a 18.163.265,30 euro di cui 2.040.000 euro gia’ erogati, subordinatamente alla presentazione e alla positiva valutazione del nuovo piano industriale dell’impresa, da parte di Invitalia. Si tratta, si legge in una della Regione Campania, “di una operazione di rilevante impatto sulla competitivita’ del sistema produttivo regionale che consentira’ sia il recupero e la riqualificazione dello stabilimento ex Irisbus che la salvaguardia occupazionale”. Infatti il programma di investimento prevede il progressivo riassorbimento dalla CIGS, di circa 300 unita’ impiegate presso il sito di Flumeri (Avellino) e la conservazione, da parte della Industria Italiana Autobus S.p.A., di uno stratificato e localizzato know how nella produzione di autobus.

Koulibaly: “C’è amarezza, la Coppa era un nostro obiettivo”

“Peccato. La Coppa Italia era un nostro obiettivo e questa eliminazione ci lascia davvero l’amaro in bocca”. Questo il tweet post-partita di Kalidou Koulibaly che, evidentemente, e’ destinato a vivere serate non esattamente da incorniciare a San Siro. Lo scorso 26 dicembre i buu razzisti subiti, l’espulsione e la sconfitta contro l’Inter in campionato, ieri una prestazione al di sotto dei suoi standard, il ko con il Milan e l’eliminazione dalla Coppa Italia. “Una sconfitta che fa male – ha ammesso il senegalese secondo quanto riportato dal sito internet del club azzurro -. La differenza l’ha fatta Piatek con due grandi gol, ma noi non siamo stati all’altezza in generale come prestazione. Dispiace uscire cosi’ e dovevamo certamente fare meglio. Pero’ adesso bisogna guardare avanti. Le motivazioni restano alte perche’ abbiamo il campionato e poi l’Europa League da affrontare. Sono due obiettivi importanti per i quali daremo tutto fino alla fine”.

Tifoso dell’Inter morto: la specialista in ‘tracce ematiche’ studierà le sei auto dei napoletani

A svolgere un ruolo decisivo nel corso dell’inchiesta che punta a fare luce sull’omicidio del tifoso Daniele Belardinelli prima della gara di Santo Stefano tra Inter Napoli sarà la specialista che ha seguito anche il caso Yara Gambirasio. La Procura di Milano infatti conferirà alla prof. Cristina Cattaneo l’incarico di coordinare un pool di esperti per ricavare eventuali tracce biologiche utili a identificare l’assassino del tifoso. Gli inquirenti lombardi puntano su Napoli, le auto poste sotto sequestro sono tutte riconducibili a tifosi partenopei che circa un mese fa erano in trasferta a Milano per il match di San Siro. Le auto sono una una Ford Transit Custon, una Renault, Audi A3, Volvo V40 e una Volkswagen Golf. A questi veicoli se ne aggiunge un’ altro che è stato identificato e sequestrato due notti fa. I soggetti iscritti nel registro degli indagati sono circa 30. Le indagini sono molto complesse e si spera di stringere il cerchio cercando di rilevare tracce biologiche quali elementi utili per trovare il responsabile dell’omicidio del tifoso del Varese gemellato con Nizza e Inter.

L’allarme di Cantone: ‘L’infiltrazione dei clan nel business dei rifiuti è massiccia’

“La situazione degli appalti in materia di rifiuti e’ caratterizzata in tutta Italia da una violazione sistematica delle regole del codice degli appalti”. Lo ha detto il presidente dell’Anac (Autorita’ nazionale anticorruzione) Raffaele Cantone, nella relazione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attivita’ illecite connesse al ciclo dei rifiuti. “Abbiamo rilevato numerosissime e reiterate criticita’ – ha affermato Cantone – sia nella fase della programmazione degli appalti, sia nella fase delle gare che dell’esecuzione”. Secondo il presidente dell’Autorita’, il tema richiederebbe un ripensamento da punto vista normativo. “Fino a quando il sistema degli appalti non sara’ regolarizzato – ha sottolineato – si verificheranno massicce infiltrazioni di organizzazioni criminali”. Cantone ha parlato di “numeri elevatissimi di imprese sottoposte a interdittive antimafia non solo nelle regioni meridionali” ma anche in regioni che dovrebbero essere fuori dal contesto mafioso, come l’Umbria. “Il tema dell’infiltrazione mafiosa o paramafiosa nel sistema dei rifiuti e’ diventato quasi costante nonostante l’impegno forte delle prefetture – ha rilevato Cantone – in certi contesti, e la vicenda Catania lo dimostra, e’ difficile individuare soggetti che possano sostituire le imprese interdette”. Infine, il presidente dell’Anac ha rimarcato “la difficolta’ di far partire appalti realmente competitivi e trasparenti con operatori che abbiano le caratteristiche per occuparsi del servizio”.

Le circolari dell”Inps: ecco i criteri applicativi per le pensioni quota 100

Alla pensione quota 100 e’ possibile accedere al raggiungimento, nel periodo compreso fra il 2019 e il 2021, di un’eta’ anagrafica non inferiore a 62 anni e di un’anzianita’ contributiva non inferiore a 38 anni: l’assegno spetta anche cumulando i periodi assicurativi non coincidenti presenti in due o piu’ gestioni fra quelle indicate dalla norma ed amministrate dall’Inps, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorso il periodo previsto per l’apertura della finestra, diversificata in base al datore di lavoro ovvero alla gestione previdenziale a carico della quale e’ liquidato il trattamento pensionistico. E’ uno dei criteri applicativi resi noti dall’Inps che in due circolari fornisce le istruzioni in materia di accesso alla pensione anticipata, alla pensione quota 100, alla pensione opzione donna, alla pensione in favore dei lavoratori cosiddetti precoci, nonche’ in materia di assegni straordinari dei fondi di solidarieta’ e di prestazioni di accompagnamento alla pensione.Alla pensione anticipata e’ possibile accedere al raggiungimento, nel periodo compreso fra il 2019 e il 2026, di un’anzianita’ contributiva non inferiore a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla maturazione del predetto requisito. Alla pensione anticipata opzione donna e’ possibile accedere al raggiungimento, entro il 31 dicembre 2018, di un’anzianita’ contributiva non inferiore a 35 anni e un’eta’ anagrafica non inferiore a 58 anni, se lavoratrici dipendenti, ed a 59 anni, se lavoratrici autonome, con il sistema di calcolo contributivo, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome dalla maturazione dei prescritti requisiti. Alla pensione anticipata per i lavoratori precoci e’ possibile accedere al raggiungimento, nel periodo compreso fra il 2019 e il 2026, di un’anzianita’ contributiva non inferiore a 41 anni, conseguendo il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla maturazione del prescritto requisito. A decorrere dalla data di entrata in vigore del ‘decretone’, l’Inps stabilisce che i fondi di solidarieta’ possono erogare un assegno straordinario per il sostegno del reddito in favore di lavoratori che perfezionino i requisiti previsti per l’accesso alla pensione quota 100 nel triennio 2019-2021.

Furti a bordo di una super-car a 250kmh: 5 arresti

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I carabinieri della Compagnia di Corsico in provincia di Milano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Milano, nei confronti di 5 cittadini stranieri, pregiudicati, ritenuti responsabili di “associazione per delinquere finalizzata a furti e riciclaggio”. Le indagini, condotte dal Nor-Sezione operativa e dalla stazione di Trezzano sul Naviglio, hanno permesso di identificare i componenti di un gruppo criminale che avrebbe commesso oltre 20 furti ai danni di aziende situate in tutto il Nord Italia. I ‘colpi’ venivano commessi con l’uso di auto di grossa cilindrata, capaci di raggiungere anche nei centri abitati velocita’ ben superiori a 250 Km/h. Durante le indagini e’ stato accertato anche l’utilizzo di un’Audi Rs3, risultata rubata a dicembre 2017 all’interno di una ditta nel comune di Altavilla Vicentina in provincia di Vicenza.

Carabinieri forestali oltre 70mila controlli nel 2018

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71.835 controlli (più del 14% rispetto al 2017 e più del 26% rispetto al 2016) effettuati nel 2018 dai Carabinieri Forestali in Campania, 3.049 gli illeciti amministrativi contestati (più del 45% rispetto al 2017 e più del 102% rispetto al 2016) per un importo di 3.715.869,75 euroe 2.456 (più del 21% rispetto al 2016) le notizie di reato segnalate all’AG, con 834 sequestri e 15 arresti (più del 50% rispetto al 2017 e più del 67% rispetto al 2016).

È il resoconto complessivo, con dati in sensibile aumento, delle attività svolte nel 2018 dai 447 militari in forza ai Gruppi Carabinieri Forestali delle 5 province campane, dai Reparti Carabinieri “Parco del Vesuvio” e “Parco del Cilento e Vallo di Diano e degli Alburni” e dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Caserta.
Gli incrementi dei risultati operativi più significativi riguardano il contrasto al bracconaggio di avifauna e quello allo smaltimento illecito dei rifiuti.

ANTIBRACCONAGGIO
Particolarmente attiva l’azione di contrasto dei 2 Nuclei Carabinieri CITES di Napoli e Salerno e dei Gruppi Carabinieri Forestali operanti su zone umide e su aree di passo dell’avifauna migratoria, cui hanno collaborato volontari di WWF e LIPU.
Significativi i risultati nel territorio tra le province di Napoli e Caserta in cui, oltre ai Gruppi Carabinieri Forestale competenti, opera il Coordinamento Operativo Locale Permanente Antibracconaggio (C.O.L.P.A.) discendente dal “Piano d’Azione Nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici”. Il COLPA, coordinato dal Nucleo CITES di Napoli, rappresenta una forma di sinergia tra i corpi di vigilanza che operano in una zona definita black-spot “Coste Pontino Campane”, intesa come uno dei 7 luoghi sul territorio nazionale in cui il fenomeno del bracconaggio di avifauna risulta particolarmente intenso.
Si pensi che in un’unica azione di polizia giudiziaria sono stati sequestrati oltre 1500 esemplari di avifauna selvatica, illegalmente catturati da soggetti dediti stabilmente al bracconaggio e destinati alla vendita per finalità alimentari nel Nord Italia.
Molti gli strumenti sequestrati per la caccia illegale all’avifauna: si tratta di dispositivi elettromagnetici che diffondevano il verso degli uccelli, richiami, stampi di plastica che riproducevano le sembianze dei volatili e che venivano disposti in zone in cui erano state piazzate trappole e reti e disseminato cibo.
Il tutto per attirare esemplari di avifauna e catturarli per finalità ornamentali, commerciali e alimentari.
Il contrasto al bracconaggio ha condotto all’inoltro all’AG di 251 notizie di reato (+ 60% rispetto al 2017 e più del doppio rispetto all’anno 2016 + 113%) nonché alla contestazione di 580 illeciti amministrativi (+148% rispetto al 2017 e più del triplo rispetto al 2016 +317%), al sequestro di più di 4800 esemplari, in moltissimi casi subito liberati nell’ambiente naturale, di 39 armi da fuoco, 18 reti da uccellagione, 61 richiami acustici, ed oltre 1000 cartucce.

GESTIONE ILLECITA DI RIFUTI E DISCARICHE
Il contrasto agli abbandoni, alle discariche e alla gestione illecita di rifiuti ha prodotto 626 notizie di reato (+46% rispetto al 2017 e più del doppio rispetto al 2016 +161%) nonché alla contestazione di 536 illeciti (+30% rispetto al 2017 e + 165% rispetto al 2016).
Delineato in modo sempre più netto il perchè dei fenomeni legati allo smaltimento illecito di rifiuti, che appaiono sempre più connessi all’evasione fiscale.
Lo smaltimento illecito, spesso tramite combustione dei residui di lavorazione o di prodotti derivanti dal commercio, si profila come una pratica posta in atto dagli evasori “fiscali/ambientali” che per eliminare le tracce di una produzione non dichiarata al fisco si servono di individui estranei all’azienda a cui consegnano i rifiuti per lo smaltimento illecito sul territorio. Da segnalare l’accertamento, nell’hinterland napoletano e nolano, di decine di illeciti nei trasporti e nella gestione di rifiuti che hanno riguardato attività del settore edile, quelle dedite a riparazioni meccaniche, autocarrozzerie, produzione di calzature e di infissi, risultate operare talvolta senza alcuna autorizzazione.
Numerosi illeciti hanno riguardato la gestione di siti di trattamento e stoccaggio di rifiuti del casertano e numerose aziende zootecniche, sia in provincia di Caserta che di Salerno, che smaltivano i reflui bruti direttamente sul suolo o nelle acque superficiali ovvero in difformità alla disciplina regionale sull’utilizzazione agronomica degli stessi.
Tre gli arresti in flagranza per combustione illecita di rifiuti (San Tammaro, Palma Campania), la fattispecie delittuosa introdotta nel 2014 per contrastare il fenomeno dei roghi tossici.
Le tre persone arrestate, che nel Comune di Afragola (NA) smaltivano nell’ambiente parti d’auto provenienti dal recupero di parti meccaniche da auto rubate, costituiscono un esempio delle gravi conseguenze che le attività criminali possono cagionare all’ambiente e alla salute della collettività.

Ai due settori delineati si aggiungono le numerose attività di controllo effettuate dai CC Forestali negli ambiti assegnati all’Arma dal D.lgs. 177/2016.
Ben 750 sono state le notizie di reato inoltrate nel settore della “TUTELA DEL TERRITORIO”, con incremento del 30% rispetto al 2017 e + 38% rispetto al 2016, 905 gli illeciti amministrativi contestati, in linea con il dato 2017 e con un incremento del 27% rispetto al 2016. 31 le contestazioni per lavoro irregolare.
In tale ambito, fulcro dell’attività d’istituto delle 62 Stazioni Carabinieri Forestali e delle 26 Stazioni Carabinieri Parco, rientrano gli accertamenti su movimenti di terra in danno all’assetto idrogeologico, utilizzazioni boschive non autorizzate o furtive, cave non autorizzate, prelievi abusivi d’acqua, furti di ghiaia, derivazioni abusive d’acqua, con l’obiettivo di prevenire il degrado dell’ambiente e assicurare la tutela del patrimonio forestale regionale, dell’assetto idrogeologico e la conservazione delle risorse naturalistiche.
Le attività di verifica sono svolte anche secondo programmi concordati con le competenti Direzioni amministrative della Regione Campania in forza della consolidata convenzione che ne disciplina la collaborazione e sulla base di piani operativi condivisi nei Parchi nazionali.
Da segnalare l’operazione “Bosco sicuro”: una settimana di controlli svolti a fine ottobre che ha consentito in controllo sistematico dei cantieri forestali con decine di irregolarità accertate per tagli non autorizzati, alterazioni del territorio e violazioni alle prescrizioni di polizia forestale.

L’impegno nel contrasto agli “INQUINAMENTI” del suolo e delle acque ha prodotto 85 (+15% rispetto al 2017 e 2016) notizie di reato e 114 illeciti amministrativi perseguiti (+115% rispetto al 2017 e +185% rispetto al 2016): da segnalare i controlli sistematici svolti sugli scarichi nei fiumi Calore e Sabato, disposti dalla Procura della Repubblica di Benevento, con il sequestro di 6 depuratori, e sul fiume Tusciano, affluente del Sele, e sullo sversamento nei fiumi Volturno e Sele di reflui zootecnici.

774 sono stati i q.li di prodotti agroalimentari posti sotto sequestro con un importo notificato di € 580.928 con incremento del 60% rispetto al 2017. Gli illeciti vanno dalla mancata rintracciabilità alla tutela dei prodotti a qualità certificata dell’agroalimentare italiano. Nel corso dei controlli sono stati sequestrati anche 43,3 q.li shoppers non biodegradabili e non compostabili, in violazione alle recenti norme poste a tutela della fauna e degli ecosistemi marini.
Più di 3000 capi di allevamento sequestrati per maltrattamenti o per somministrazione di farmaci scaduti o non autorizzati.

L’intensa attività di prevenzione, aiutata da un andamento climatico alquanto piovoso hanno ridotto sensibilmente gli eventi di incendio boschivo (-86% rispetto al 2017), sia in termini quantitativi che in termini di estensione. L’attività di prevenzione si è incentrata sul rispetto delle ordinanze sindacali in materia di divieto di abbruciamento dei residui vegetali e dei comportamenti vietati nelle aree più a rischio.
Nelle attività di monitoraggio vanno ricordati la pubblicazione giornaliera del bollettino Meteomont a cura del Centro Settore METEOMONT presso il Gruppo Carabinieri Forestale di Avellino e il fondamentale concorso assicurato nell’organizzazione e realizzazione dei campionamenti di terreni (n. 124 sopralluoghi complessivi), nella provincia di Caserta, preliminari alle valutazioni sulla loro conduzione agronomica.

Napoli, da dieci giorni in attesa dell’autopsia: mistero sulla morte della36enne della Pignasecca

Napoli.  A dieci giorni dalla morte della 36enne della Pignasecca, Anna Siena ancora non si svolta l’autopsia. La Procura non riesce a nominare il pool di periti tecnici che dovranno eseguire l’esame irripetibile che dovrà stabilire le case della morte della giovane donna. In cinque casi ci sono state rinunce per altri impegni, malattie  o presunte incompatibilità. Sta di fatto che a dieci giorni dalla sua morte avvenuta al Vecchio Pellegrini la famiglia non solo non riesce a capire cosa è accaduto e perché Anna è morta ma non può far svolgere il funerale per dare l’ultimo saluto alla propria cara. Eppure, come riporta Il Mattino, gli avvocati Sergio e Angelo Pisani hanno già nominato i proprio consulenti che dovranno assistere all’autopsia. Perché quelli che dovrebbero accertare le cause della morte non si riesce ad individuarli?. Oggi ci sarò un nuovo tentativo di nomina. Intanto la famiglia attende e chiede chiarezza. Di cosa è morta Anna Siena? Poteva salvarsi una donna di 36 anni giunta per due volte al pronto soccorso dell’ospedale dei Pellegrini? Perché non le sono stati praticati esami diagnostici come l’ecografia che è prassi nella pratica clinica della Medicina d’urgenza? “Anna aveva una salute di ferro – ha spiegato nei giorni scorsi mamma Rosaria – l’ho accompagnata personalmente in ospedale. L’hanno visitata e poi dimessa prescrivendole antidolorifici. Si pensava a una sciatalgia. Avevamo prenotato un’ecografia in un centro per domani. A casa non ha voluto magiare nulla. Sono passati alcuni giorni con gli stessi dolori. Venerdì mattina ci ha svegliati. Mio marito è accorso. Mia figlia diceva di avere caldo, smaniava, aveva l’addome gonfio. Siamo corsi di nuovo in ospedale. È stato inutile. È andata subito in rianimazione. Dopo un’ora è morta. Mia figlia doveva essere salvata”. Anche la sorella Olga che promette battaglia aveva spiegato: “Ci deve essere stato un errore e chi ha sbagliato deve pagare. Mia sorella potrebbe essere ancora viva se solo le avessero fatto un’ecografia durante la prima assistenza medica, il 15 gennaio, invece non le hanno praticato alcun esame strumentale. Abbiamo nutrito perplessità sulle cure ospedaliere fin da subito. Mia madre ha insistito chiedendo più volte un’ecografia addominale che non è mai stata praticata e dopo il referto per lombosciatalgia e le dimissioni, sempre mia madre decise di ritornare in ospedale per parlare nuovamente col medico ed assicurarsi che non ci fosse stato alcun errore. Non mi darò pace finché non sarà fatta luce su questa vicenda. Non mi fermerò finché non verranno individuate le responsabilità della sua morte su cui nessuno ci ha saputo fornire spiegazioni. Persino il dottore che l’ha assistita in Rianimazione ci ha detto che sarebbe stato opportuno fare un’autopsia per chiarire cosa realmente è successo per procurarle la morte”.

Maxi sequestro di droga nel porto di Livorno: recuperati 650 chilogrammi di cocaina

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Quasi 650 chili di cocaina sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane nel porto di Livorno: divisa in 582 panetti, la droga era in 23 borsoni nascosti all’interno di un container contenente caffe’. Secondo le Fiamme Gialle si tratta di uno dei piu’ importanti sequestri degli ultimi dieci anni, al quale si e’ arrivati grazie all’analisi delle spedizioni ritenute a rischio, in particolare quelle provenienti da paesi del centro e sud America. Il container era a bordo di una nave portoghese proveniente da Algericas, in Spagna. Le indagini – partite da una segnalazione dell’Antidroga (Dcsa) e coordinate dal procuratore di Livorno Ettore Squillace Greco con il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo – hanno accertato che il container era stato spedito da una societa’ in Honduras e imbarcato a Puerto Cortes per poi essere trasferito su un’altra nave a Moin, in Costa Rica, diretta a Barcellona. Il container sarebbe poi dovuto finire ad un’azienda di Madrid, dove pero’ non e’ mai arrivato. I finanzieri hanno monitorato la nave da prima che entrasse in porto, per evitare che la droga fosse trasbordata in mare.

Scossa di terremoto di magnitudo 3.1 al largo della Calabria

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata alle 3:51 al largo della costa nordest della Calabria. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 8 km di profondità ed epicentro a 11 km da Cariati in provincia di Cosenza. Non si segnalano danni a persone o cose.

Blitz alla ‘Cisternina’: recuperate armi e droga, la piazza di spaccio gestita da un 16enne e dalla madre.IL VIDEO

I carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno eseguito un controllo pianificato nel complesso di edilizia popolare “Cisternina” nell’hinterland nord- est del capoluogo campano ove esiste una “piazza di spaccio”. Nel corso del blitz sono stati circondati vari condomini ed è stato immediatamente bloccato un 50enne già noto alle forze dell’ordine che si aggirava con fare sospetto per il rione; sottoposto a perquisizione personale, lo stesso è stato trovato in possesso di circa 500 grammi di sostanze stupefacenti: hashish, cocaina e crack in stecchette e dosi pronte per lo spaccio al dettaglio.
Nella sua utilitaria, parcheggiata poco distante in mezzo ad altre vetture, i militari dell’arma hanno invece rinvenuto le sue armi: 3 pistole semiautomatiche di vario calibro avvolte in teli (tutte cariche e pronte all’uso), un silenziatore e varie munizioni, il tutto occultato all’interno di un nascondiglio ricavato creando una intercapedine sotto il sedile guidatore. contestualmente, nel corso delle perquisizioni domiciliari programmate, è stato individuato un deposito di stupefacente all’interno dell’abitazione di due insospettabili: un 16enne e sua madre 47enne.
Questi ultimi, percepita l’imminente irruzione dei militari, hanno lanciato dalla finestra una busta che conteneva altro mezzo chilogrammo di sostanze stupefacenti dello stesso tipo nonchè bilancini e materiale per il confezionamento in dosi. Il “kit per lo spaccio” è stato immediatamente recuperato dai militari che avevano cinturato l’edificio ed i due soggetti sono stati arrestati.

il pentito Schiavone: ‘Noi Casalesi restammo interdetti quando a Casapesenna fu eletto un sindaco anti camorra’

“Noi del clan restammo un po’ interdetti quando fu eletto sindaco a Casapesenna, Giovanni Zara, che era dichiaratamente contro la camorra”. Lo ha dichiarato il neo collaboratore di giustizia Nicola Schiavone, figlio del capoclan dei Casalesi Francesco “Sandokan” Schiavone, parlando da un sito riservato in video-conferenza al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere dove e’ in corso il processo sulle infiltrazioni del clan nel Comune di Casapesenna, paese natale del boss Michele Zagaria; questi e’ imputato per violenza privata con l’aggravante mafiosa insieme all’ex sindaco omonimo Fortunato Zagaria e all’ex consigliere comunale Luigi Amato. Parte offesa e’ l’ex sindaco Giovanni Zara, primo cittadino di Casapesenna per dieci mesi tra l’aprile 2008 e il febbraio 2009, quando fu sfiduciato dalla sua stessa maggioranza; per la Dda di Napoli la “caduta” di Zara sarebbe stata voluta dal boss Zagaria, a causa della politica di contrasto al clan portata avanti da Zara e perche’ questi, piu’ volte in pubblico, aveva auspicato che il boss, allora latitante, fosse catturato. Schiavone jr, tra i reggenti dei Casalesi tra il 2004 e il 2010, ha confermato che “era assodato nel clan che Michele Zagaria gestisse il suo comune, quello di Casapesenna, attraverso Fortunato Zagaria, che e’ stato sindaco per parecchi anni. Quando Zara fu sfiduciato commentammo la cosa io, Antonio Iovine e Nicola Panaro; non parlai con Zagaria ma sapevamo che c’era lui dietro la sfiducia. Lo avevamo fatto anche noi a Casal di Principe tanti anni prima con Renato Natale, sindaco a noi contrario che facemmo sfiduciare”.

Ancelotti: “Partita condizionata da due errori”

Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, dopo il k.o. rimediato a San Siro per mano del Milan è intervenuto al microfono di Rai Sport: “Napoli non all’altezza della situazione. Partita condizionata da due situazioni in contropiede su palle lunghe, poi abbiamo provato a recuperarla ma il Milan era molto chiuso. In questo momento non siamo abbastanza brillanti per scardinare una difesa così chiusa. Abbiamo avuto qualche possibilità, ma era davvero difficile perché non c’è la brillantezza necessaria. Senza quei due errori avremmo avuto più spazio, la partita è stata condizionata dai due gol su nostro errore”.

Su Allan: “Ha fatto la sua partita, come tutti. Non l’ho sostituito perché aveva giocato male, ma volevo aprire un po’ il gioco con un attaccante in più. Allan è un calciatore nostro, ha avuto qualche tentennamento ma per noi è molto importante e lo sarà in futuro. Non è un problema di leadership, la partita di oggi è stata condizionata dai due gol subiti. Dopo il Milan s’è messo dietro e noi non siamo riusciti a segnare. In due partita non abbiamo segnato e questo è un problema”.

Avevi previsto questo calo? “In campionato abbiamo giocato molto bene nel secondo tempo, avevamo giocato molto bene anche con la Lazio. E’ stato un incidente di percorso. Si tratta di una partita, non ingigantiamo problemi che non ci sono”.

Sulla fase di costruzione: “I terzini hanno spinto e messo cross, ma non abbiamo coperto l’area. Andava messa qualche palla filtrante profonda un po’ più velocemente invece abbiamo giocato sulle fasce. Ci manca un po’ di brillantezza. Il nostro è un 4-4-2 in fase difensiva, perché in fase offensiva gioca una punta sola e tre o quattro calciatori tra le linee. Il sistema va avanti così, non cambia”. Qual è ora l’obiettivo? “In campionato dovremo dare il meglio, la Juventus lo vincerà per merito suo e non per demerito nostro e lo testimoniano gli otto punti di vantaggio sull’Inter terza. L’obiettivo della Champions League è importante per tutte le società, ci sarà grande bagarre e noi siamo felici di restarne fuori. Poi c’è l’Europa League a cui teniamo”.

Gattuso: tutto merito dei ragazzi

Gennaro Gattuso, allenatore del Milan, dopo la vittoria contro il Napoli è intervenuto al microfono di Rai Sport: “I complimenti vanno tutti ai ragazzi. Abbiamo giocato contro un grandissimo Napoli, difendendoci molto bene, poi abbiamo creato i presupposti per vincerla con la qualità di Paquetà e Piatek. Il secondo gol se l’è inventato. Piatek è uno che quando arriva negli ultimi venti metri è un cecchino. Ci sta dando una grande mano, ma dobbiamo fare i complimenti a tutti. Dobbiamo lavorare da squadra. In questo momento siamo più solidi, lavoriamo tutti dietro la linea della palla. Paquetà dà qualità, Piatek ha fatto grandissime cose, bravo anche Castillejo. E’ la squadra che è cresciuta e se sta bene può fare questo ed altro”.

L’avevi immaginata così la partita? “Il Napoli è una squadra che ti fa abbassare perché costruisce con i centrali di centrocampo e difesa e i terzini diventano ali. E’ una squadra che ti crea difficoltà, devi essere bravo a chiudere la linea dei passaggi perché loro provano sempre a penetrare. In fase difensiva abbiamo fatto una grandissima partita”.

San Giuseppe Vesuviano, la polizia sulle tracce dei ladri di Panda: recuperate due a San Gennarello

San Giuseppe Vesuviano. Operazione della squadra investigativa del commissariato di polizia di San Giuseppe Vesuviano. Gli agenti diretti dal commissario Maurizio D’Antonio hanno recuperato due auto rubate in via Mazza a San Gennarello di Ottaviano. I poliziotti erano sulle tracce di una banda di ladri esperi in furti di Fiat Panda. E infatti li vi hanno rinvenuto due Panda, una risultata rubata ad Acerra e la seconda a Somma vesuviana. I poliziotti hanno atteso per oltre un giorno che qualcuno andasse a prenderle per portarle in qualche officina specializzata in smontaggi di auto rubate. Ma per oltre 24 ore nessuno si è fatto vivo e così i poliziotti hanno riconsegnato le auto ai legittimi proprietari dopo aver informato l’autorità giudiziaria.