Casa Sanremo aprirà le sue porte, i suoi spazi e le sue sale, domenica 3 febbraio, alle 18, al Palafiori di Sanremo. Taglio del nastro del patron Vincenzo Russolillo, che sul palco della Lounge ha invitato That’s Napoli Live Show, il coro di Napoli, progetto musicale ideato e diretto dal maestro Carlo Morelli. Ventidue voci e una band composta da quattro musicisti, tutti under 35, tutti diretti dal maestro Carlo Morelli, che con That’s Napoli Live Show ha dato una lettura molto originale e ben riuscita alla musica live, intrecciando il grande patrimonio della canzone napoletana di ieri e di oggi con grandi successi pop dance internazionali. Capita, così, che John Lennon con “Imagine” incroci Pino Daniele e la sua “Napule è” in uno straordinario mash up, che diventa solo una delle tante chicche messe in un repertorio di 16 brani, eseguiti da voci divise su quattro corde: soprano, mezzosoprano, tenore, basso. Un’ora e mezza di show. Una carica di energia che vince nelle sperimentazioni, in cui, si ritrovano insieme, magistralmente intrecciate, “Tammurriata nera” e “Eye of the tiger” dei Survivor, “’O surdato ‘nnammurato” e “Roxanne” dei Police, “Comme facette mammeta” e “Hit the road jack!” di Ray Charles, “’O Sarracino” e “I will survive” di Gloria Gaynor, “Reginella”, “I want to break free” dei Queen e “Dancing Queen” degli Abba, “Luna Rossa” e “Mas Que Nada” di Sergio Mendes. Insieme alle voci, piano, chitarra, basso e batteria. E l’alchimia di successo si completa con il maestro Carlo Morelli, che diventa parte integrante dello spettacolo, nel suo modo davvero unico e esemplare di dirigere. “Dirigere il coro è emozionante, esaltante e affascinante – racconta il maestro Morelli –. Sono rapito dalle note. Ecco perché la mia direzione è sempre in levare. Tra me e il coro si crea un feeling tale da renderlo il mio prolungamento musicale. È come quando si suona uno strumento: dallo strumento esce la musica di chi lo suona; dalla loro voce esce la mia voce. Il coro diventa me stesso moltiplicato. A ogni movimento che scandisco c’è una reazione puntuale e precisa. Il risultato è un’esplosione di energia, che arriva diretta al pubblico, coinvolgendolo e rendendolo protagonista di una performance davvero unica”. That’s Napoli Live Show ha la sua dimora fissa, la Chiesa di San Potito, che spunta nel dedalo dei quartieri antichi, in via Salvatore Tommasi 1 (nei pressi del Museo Archeologico). E da maggio ne avrà anche un’altra: il Teatro Tasso di Sorrento. Nella Chiesa di San Potito, avviene uno straordinario incrocio di musica e recupero dell’arte. L’arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe, ha concesso l’edificio in uso a Carlo Morelli e alla sua associazione “Ad Alta voce”, nella speranza di farla tornare ai fasti di un tempo. “San Potito era chiusa e abbandonata dal terremoto del 1980, era devastata e con l’associazione abbiamo compiuto un enorme lavoro di pulizia e ripristino – racconta Carlo Morelli –. Oggi è la dimora fissa di That’s Napoli Live Show, progetto che nasce con un’idea è molto ambiziosa: essere un punto di riferimento dei turisti a Napoli, così come accade a Broadway; essere uno spettacolo permanente 8 mesi all’anno”. Ha la sua dimora fissa, dunque, That’s Napoli Live Show, ma ama anche viaggiare. Nel rispetto della vocazione, che ha nel suo nome “That’s Napoli” (“Questa è Napoli”), a porsi come ambasciatore di tutto quanto di bello, storico, artistico e importante la città all’ombra del Vesuvio ha da raccontare. Casa Sanremo, nel corso degli anni, si è affermata come uno dei più importanti punti di aggregazione per artisti e addetti ai lavori, attraverso incontri mirati con il pubblico, esclusive rassegne e ospitando trasmissioni televisive, nel rispetto dell’idea condivisa nel 2008 da Vincenzo Russolillo e Mauro Marino. Opportunità di promozione e visibilità sono garantite dalla presenza dei numerosi ospiti del jetset discografico, dai cantanti, i produttori, i giornalisti e le televisioni che costantemente e quotidianamente saranno testimoni del più importante evento musicale italiano: il Festival di Sanremo.
‘Un pallido puntino azzurro’: un viaggio cosmico nella solitudine al Teatro Tram
Fa tappa anche a Napoli, al Teatro Tram di via Port’Alba, lo spettacolo “Un pallido puntino azzurro”, prodotto dal Teatro dei Limoni di Foggia, finalista al Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” 2017 e vincitore della residenza artistica CTU Centro Teatrale Umbro, nello stesso anno. Un viaggio “cosmico” nel rapporto dell’uomo con la solitudine che prende vita, sul palco, grazie alla plancia di comando di un’astronave. Si fa così strada, attraverso il monologo di Roberto Galano – scritto da Christian di Furia – , una esplorazione che ha l’ambizione di raggiungere Giove e Saturno per poi tornare sulla Terra. Le registrazioni video che il protagonista, Franchino Accatagliato, invia dalla sua astronave regalano allo spettatore una sorta di doppio registro che vuole unire teatro e cinema: più di due anni trascorrono così, condensati in circa un’ora di spettacolo, restituendo la profonda trasformazione che avviene malgrado o forse a causa della solitudine, avvolto in una tuta blu mentre guarda da lontano quel “pallido puntino azzurro” che è la Terra.
Roberto Galano è attore, regista e direttore artistico del Teatro dei Limoni. È stato protagonista di numerosi allestimenti teatrali tra i quali Cose Perdute (finalista Vigata 2005), Cyrano, Hamburger (Festival Le voci dell’anima 2010), Bukoski (Premio Dot 2016). Si forma al metodo americano studiando nelle classi a “selezione” dell’acting coach Bernard Hiller.
“H3+ è lo ione triatomico di idrogeno, ed è l’elemento chimico alla base dell’Universo. Tutto nasce da questa molecola: le stelle, le galassie, l’acqua. La vita. Esplorare l’Universo, quindi, significa esplorare una parte di se stessi. Nel suo viaggio spaziale verso Giove e Saturno, il Maggiore Franchino Accatagliato scopre così il proprio mondo: un pianeta che, in effetti, aveva sempre s-conosciuto”.
“Una delle cose straordinarie che ci regala il teatro, così come la letteratura, è la possibilità di vivere molte vite. Di vivere condizioni che non sono nostre ma che potrebbero esserlo. Che forse lo sono se sondiamo la parte più scura e recondita di noi stessi. E’ questa consapevolezza, questo abisso di solitudine – resa non senza un gusto profondo per l’autoironia – che ci consegna il viaggio siderale del maggiore Accatagliato (….) Semplice e complesso, dove bellezza e malinconia convivono nella consapevolezza della nostra condizione di essere infinitamente piccoli, infinitamente fragili, a cospetto della terribile vastità dell’universo.”
Favorivano il clan Polverino: sequestrati 1,5 milioni di euro a imprenditori di Marano
I militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, nella giornata di ieri, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 1.561.775,03 euro emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Napoli, Giovanna Cervo, nei confronti dei soci di una società operante nel settore del commercio all’ingrosso di carni. Le attività investigative hanno consentito di verificare che gli indagati, in concorso tra loro, disponevano di incassi e di crediti percepiti nel periodo in cui la società era sottoposta ad amministrazione giudiziaria (a seguito di precedente confisca disposta dal Tribunale di Napoli – sezione Misure di prevenzione), determinando così un ammanco complessivo di liquidità pari ad euro 1.561.775,03, che sottraevano dal patrimonio della medesima società. Le somme sequestrate rappresentano il profitto dei reati di infedeltà patrimoniale e di estensione delle qualifiche soggettive contestati agli indagati (tra cui figura anche il rappresentante legale), tutti aggravati dall’art. 416 bis 1 del Codice penale, per aver commesso il fatto per agevolare il raggiungimento delle finalità illecite dell’associazione di tipo mafioso denominata Clan Polverino. Tali condotte consentivano a questo clan di creare delle provviste di denaro utili per il sostentamento dei detenuti e delle rispettive famiglie degli associati, così da garantire la sopravvivenza del sodalizio egemone sul territorio di Marano e delle zone limitrofe.
Progetto Caterina: 600 mila euro per contrastare la povertà educativa dei ragazzi napoletani
Saranno 170 i minori residenti nei quartieri più popolari del centro di Napoli, ad essere coinvolti nel progetto “Caterina”, – sostenuto da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile -che mira a contrastare la povertà educativa e le marginalità sociali, prevenire la fuoriuscita precoce dal sistema formativo, promuovendo nell’arco di tre anni una serie di attività scolastiche e non, capaci di aiutare e rafforzare le abilità dei giovani studenti più fragili.Il progetto di Traparentesi Onlus vedrà coinvolti minori in condizione di vulnerabilità socio-economica e relazionale, sia italiani che di origine straniera, dai 5 ai 14 anni, residenti nella II, III e IV Municipalità e aiuterà anche gli adulti non scolarizzati a riprendere gli studi o a professionalizzarsi. “La nostra associazione, da oltre 10 anni impegnata nei quartieri più vulnerabili di Napoli lancia tale progetto di innovazione sociale insieme a istituzioni, scuole e associazioni cittadine”, spiega Luigi Maria Salerno, presidente di Traparentesi Onlus.
Sarà il prestigioso MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ad ospitare la presentazione del progetto “Caterina”, mercoledì 6 febbraio alle ore 12.00. “Organizzare qui al MANN l’anteprima del progetto -Caterina- significa sancire l’impegno che dedichiamo, come Museo e grazie all’attività dei nostri Servizi Educativi, a valorizzare le energie culturali delle generazioni più giovani”, commenta il Direttore dell’Archeologico, Paolo Giulierini.
Tra i relatori che interverranno durante la conferenza stampa ci saranno, accanto al Direttore Giulierini, Luigi Maria Salerno, Presidente di Traparentesi Onlus, Prof. Emilio Balzano, Dipartimento di Fisica “E. Pancini” Università Federico II di Napoli, i rappresentanti delle Scuole I.C. Foscolo-Oberdan, I.C. Casanova-Costantinopoli, I.I.S. Margherita di Savoia e CPIA Napoli Città 2.
CATERINA, Costruire e Animare Territori Educativi per Ripensare Insieme Napoli, progetto di Traparentesi Onlus, è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”. Enti partner: Ass Aemas, Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli, Ass. Archintorno, Ass. Napoli Pedala, Ass. Vernicefresca, Teatro LEND – Lingua e Nuova Didattica, MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Dipartimento di Fisica Università Federico II, I.C. Casanova – Costantinopoli, I.C. Foscolo – Oberdan, Liceo Margherita di Savoia, CPIA Napoli Città 2, Municipalità II, Municipalità III, Dipartimento di Scienze Sociali Università Federico II.
Gerardo Giarletta, giovane cantautore, da Campagna a Casa Sanremo
Si è svolta, presso il comune di Campagna, la prima conferenza stampa del giovane cantautore campagnese Gerardo Giarletta. Presenti oltre agli amici, ai familiari e alla stampa, Roberto Monaco sindaco di Campagna, Maria Santoro vicesindaco, Lino Sansone manager e tutor artistico nazionale Casa Sanremo Tour e Angela Clemente insegnante di canto. Gerardo Giarletta nasce a Battipaglia il 21 dicembre del 1993. La sua passione per la musica nasce all’età di 6 anni, mentre quella per la scrittura è nata dopo, all’età di 12 anni. La partecipazione a vari concorsi canori accresce la sua determinazione. Nel marzo 2016 firma il contratto ed entra a far parte dell’etichetta discografica “Rosso Al Tramonto Edizioni Musicali srl” di Milano che ha collaborato e collabora con grandi artisti del panorama musicale italiano come Modà, Tiziano Ferro, Giorgia, Marco Mengoni, Laura Pausini. Nel 2018 il giovane cantante è stato ospite ufficiale di “Casa Sanremo Tour” con il Consorzio Gruppo Eventi del Presidente Vincenzo Russolillo, Patron di Casa Sanremo. Gerardo ha raccontato i suoi primi passi nella musica e le sue esperienze professionali fino ad annunciare una grande novità, la sua prima partecipazione quest’anno a Casa Sanremo col nuovo brano “Voglio andare altrove” ft. Eujenia. Tanta emozione nella sua voce e tanti ringraziamenti soprattutto per la sua famiglia, un pilastro fondamentale della sua vita, per Lino Sansone che lo supporta da anni e per la sua insegnante di canto, Angela Clemente che lo ha aiutato a coltivare il suo talento fin da piccolo. Soddisfazione anche da parte del sindaco di Campagna Roberto Monaco che ha espresso la vicinanza di tutta l’amministrazione a Gerardo e gli ha augurato tanta fortuna per la sua carriera. Durante la conferenza stampa Gerardo ha ricevuto un omaggio dallo scultore ebolitano Pasquale Ciao, un’opera molto gradita, raffigurante una chitarra. “La mia passione per la musica nasce all’età di sei anni con la partecipazione a diversi concorsi canori nazionali; poi a dodici anni, ho cominciato a coltivare la passione per la scrittura – racconta il giovane cantautore Giarletta”. Casa Sanremo è una vetrina che mi può far crescere sia artisticamente che umanamente , puoi confrontarti con altre persone ed è uno spazio dove condividi musica e passioni; può essere un trampolino di lancio per far conoscere la mia musica”. “Casa Sanremo per Gerardo rappresenta un palco importante, un inizio – dichiara Lino Sansone – con l’augurio che il successo vada avanti in Italia e all’estero”.
Cava de’ Tirreni. Quinto appuntamento della stagione teatrale di Arcoscenico e Piccolo Teatro al Borgo
A Cava de’ Tirreni, sabato 2 dalle 20.00 e domenica 3 febbraio dalle 18.00, torna la Stagione Teatrale targata Arcoscenico e Piccolo Teatro al Borgo, con il quinto appuntamento al Teatro Il Piccolo di Cava, in piazza Vittorio Emanuele II. In scena il Piccolo Teatro al Borgo diretto dal maestro Mimmo Venditti, con “Napoli Millionaria”.
Il testo si colloca come vero e proprio legamento fra i due momenti della drammaturgia Eduardiana che il Maestro stesso ha definito: “Cantata dei giorni pari” e “Cantata dei giorni dispari”. La stessa vicenda narrata, proponendo la Napoli del II anno di guerra e la Napoli degli Alleati, rafforza questo concetto e la chiave di lettura della storica Compagnia cavese, proponendo lo spettacolo in due parti, lo rende ancora più esplicito.
Due frasi hanno condizionato la messa in scena: “La guerra non è finita” e “Adda passa’ a nuttata”. Ancora oggi Napoli ed il meridione sanno che la guerra, nella accezione della profetica visione dell’Autore, non è finita; come la certezza che “la notte” deve passare, non può eternamente durare è parte integrante del nostro essere meridionali.
Altro maxi sequestro di droga: 2 tonnellate di cocaina recuperate nel porto di Genova
I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Genova hanno scoperto un traffico internazionale di cocaina, nel porto di Genova, sequestrando 60 borsoni con oltre 2 tonnellate di cocaina, rinvenuti all’interno di un contenitore proveniente dalla Colombia e diretto a Barcellona. Si tratta di uno dei piu’ ingenti sequestri degli ultimi 25 anni in Italia. Una persona e’ stata arrestata a Barcellona. I dettagli dell’operazione antidroga saranno resi noti nella conferenza stampa che si terra’ questa mattina, alle ore 10:30, presso la sede del Comando Provinciale Genova. Alla conferenza parteciperanno il Procuratore Capo della Repubblica, il Comandante Provinciale, il Comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, il Comandante del II Gruppo Genova, Luis Bernardino De La Serna della Unidad Central de Droga y Crimen Organizado di Madrid ed il Col. t.ISSMI Sandro Baldassari della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Influenza: già 3, 6 milioni di italiani a letto
L’Influenza stagionale ha probabilmente raggiunto il suo picco, o comunque ci si avvicina: nell’ultima settimana, rileva il bollettino InfluNet dell’Istituto Superiore di Sanita’, si registra un brusco aumento del numero di casi, soprattutto nella fascia di eta’ pediatrica sotto i cinque anni in cui l’incidenza e’ passata da 28 a 37 casi per mille assistiti nell’ultima settimana. Sono stati 725mila i nuovi contagi in sette giorni, portando cosi’ il computo del numero di italiani messi ko da febbre e dolori articolari a circa 3,6 milioni. Il livello di incidenza totale e’ pari a circa 12,0 casi per mille assistiti. P.A. di Trento, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania e Calabria le Regioni maggiormente colpite. Pur registrando un aumento dei casi, sottolinea l’Iss, il livello di incidenza e’ ancora per il momento inferiore a quello della scorsa stagione influenzale.
il ministro Bussetti: ‘La maturità non sarà difficile ma i ragazzi vanno allenati’
“La Maturita’ 2019 non sara’ difficile, d’altro canto non lo e’ mai stata. Con tutti quei promossi, il 99,6 per cento ogni anno”. Lo afferma il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti in un’intervista a Repubblica. “Abbiamo rivisto l’esame – spiega – perche’ obbligati da una legge varata nel 2017 dalla ministra Fedeli. Dovevamo renderla operativa, lavorare sui dettagli”, quindi non sarebbe servito neppure muoversi con un anno di anticipo”, per preparare meglio gli studenti alla modifica, perche’ “i ragazzi di quarta sono presi dal loro anno scolastico, avrebbero pensato alla Maturita’ soltanto in quinta. L’orizzonte di un diciottenne e’ la stagione”. Le modalita’ del nuovo esame saranno spiegate “il 19 febbraio, con la prima simulazione”, tra cui il Latin-Greco, ma avverte che “la vera questione, pero’, e’ la prova del Liceo scientifico”, la Mate-Fisica: “Quest’anno, anche senza riforma, sarebbe uscita Fisica. Un obbligo. Non esce mai e siamo qui per dare un segnale di serieta’. A quel punto, meglio offrirla insieme alla Matematica, che poi e’ la disciplina naturale per risolvere un problema di Fisica. Con i giusti pesi. La materia cui gli studenti dello scientifico dedicano piu’ ore in classe, cioe’ la Matematica, avra’ maggiore importanza nello svolgimento della prova”. L’esame di Maturita’, ha ribadito Bussetti, “serve. Dobbiamo insegnare ai ragazzi ad affrontare le prove, a faticare per superare la crisi, altrimenti non cresceranno mai. La vita ti da’ problemi e ti chiede di risolverli. Direi anzi che la Maturita’ arriva tardi: dovremmo introdurre test intermedi, non selettivi”.
Giardinaggio, in Italia vale quasi 3 miliardi di euro
Vale circa 3 miliardi di euro il mercato del giardinaggio in Italia. I dati sono quelli che Euromonitor International, istituto di ricerca internazionale, ha elaborato in vista della prossima edizione di MyPlant&Garden, in programma a Milano dal 20 al 22 febbraio.
Settore che torna a sorridere
Lo spaccato tracciato dalla ricerca evidenzia l’andamento del comparto in Italia e in Europa. I dati, finalmente, tornano a riflettere una situazione positiva per l’anno preso in considerazione, il 2017. Cosa emerge? Che per l’anno preso come riferimento, la metà delle vendite del settore giardinaggio italiano ha riguardato l’orticoltura. Il valore complessivo delle vendite è stato pari a 2,76 miliardi di euro alla vendita e le previsioni sono rosee per il quinquennio successivo. Proseguendo nell’analisi delle vendite, al secondo posto ci sono le attrezzature da giardinaggio, il 12 per cento del totale ha interessato invece la vendita di vasi e fioriere (+6,9 per cento 2017-2022). Solo l’8 per cento, invece, è relativo al garden-care.
Pollice verde che passione
Gli italiani amano prendersi cura dei propri spazi verdi. Che si tratti di giardini o balconi, il pollice verde è diffuso lungo la Penisola. Dalla cura dell’ortensia a quella delle gerbere, a cui il portale Codiferro dedica ampio spazio, con approfondimenti e suggerimenti, la spesa dedicata al mondo green nel 2017 ha fatto registrare una lieve crescita che ha interessato soprattutto il comparto dei macchinari.
L’intelligenza artificiale arriva in giardino
E il pollice verde diventa robotico. L’intelligenza artificiale, infatti, conquista anche il gardening e conosce un vero e proprio boom di vendite. La robotica per il giardinaggio e l’accessoristica per il garden-care, in particolare, fanno registrare un importante tasso di crescita nel numero delle vendite. Si attesta a +8,7 per cento l’incremento, con prospettive di crescita media per il periodo 2017-2022 del +6,4 per cento. Secondo le previsioni degli ricercatori, questi due comparti saranno trainati nella crescita anche dall’invecchiamento della popolazione che farà crescere anche la quota di acquisti su piattaforme di ecommerce (già sensibilmente cresciuto e passato dai 3 milioni di Euro nel 2012 a circa 13 milioni di Euro nel 2017). Tra le tendenze che si stanno affermando anche quella di ricorrere al web come fonte privilegiata per la ricerca di informazioni e soluzioni.
Anche la cura si fa green
La cura dei giardini e degli spazi verdi passerà sempre più per il ricorso a prodotti biologici, i prodotti chimici saranno considerati solamente un intervento d’emergenza, una cura d’urto a seguito di problematiche insorte.
Proiezioni positive
Lo studio di Eurobarometro International si sofferma poi sulle previsioni. Rosee, non c’è che dire. Le vendite continueranno a crescere fino al 2022 quando recupereranno il terreno perso e torneranno sui livello del 2010: superando i 3 miliardi di Euro. Come sono distribuite le vendite e i valori geograficamente? A livello mondo il valore del gardening è pari a 86,166 miliardi di dollari statunitensi. A oggi la situazione è questa: il mercato dell’Europa occidentale sfiora i 32 miliardi di dollari. Lontana da queste cifre l’Europa orientale ferma a circa 2,4 miliardi. Il Nord America tocca, nel 2017, quota 37,7 miliardi di dollari statunitensi, mentre l’area Asia-Pacifico vale 8,25 miliardi di dollari. L’Australia, da parete sua, tocca quasi quota 2,5 miliardi e l’area del Medio Oriente e Africa si attestava sui 2 miliardi. Il mercato relativo all’America latina è di circa 1,35 miliardi di USD.
Cardito, Giuseppe è morto lentamente e forse poteva essere salvato
Cardito. È morto lentamente, il piccolo Giuseppe, massacrato di botte con calci, pugni e colpito con violenza con una mazza della scopa dalla violenza cieca e folle del patrigno Tony Brade. Poteva salvarsi il piccolo se solo qualcuno avesse chiamato in tempo i soccorsi. la stessa madre, Valentina Casa, che era presente al pestaggio e che, solo dopo due ore e dopo aver messo il piccolo sul divano, hanno chiamato i soccorsi. Lui dopo il pestaggio a Giuseppe e alla sorella maggiore Noemi è anche sceso in strada prima a vagare e poi alla ricerca di una farmacia aperta di domenica pomeriggio per acquistare una pomata. Non era in se perchè come ha confessato ieri nell’udienza di convalida che si è svolta davanti al gip santoro della Porcura di napoli Nord, che sta indagando sulla tragedia, e alla presenza del suo avvocato Michele Coronella: “Ho fumato diversi spinelli, come faccio ogni giorno. Poi ho perso la calma”. Quello che gli inquirenti ora vogliono capire al di là delle confessioni di Tony è il perché si è atteso due ore prima di chiamare i soccorsi e perchè la madre del bimbo ha consentito tutto ciò senza che intervenisse e poi vedendo i due figli in quelle condizioni perché non ha chiamato lei stessa aiuto. Forse il bimbo poteva essere salvato. Sarà l’autopsia a stabilire le cause della morte: una emorragia interna o una frattura cranica. Ma sta di fatto che quando sono arrivati i soccorsi Giuseppe era già morto. La Procura alla luce della confessioni di Tony potrebbe decidere di interrogare Valentina. L’uomo infatti ha spiegato che lei era presente in casa: “Ma ha cercato di fermarmi. E per levarmela di torno, le ho dato un morso in testa”. Dopo la confessione è stato trasferito nel carcere di Poggioreale ma è stato è stato deciso di tenerlo in isolamento ed è sorvegliato a vista. Sia per il rischio di aggressioni sia perché potrebbe esserci il rischio che di atti di autolesionismo. Come da prassi l’uomo è stato privato di cinture, lacci per le scarpe, orologi. Privato di tutto ciò che poteva in qualche modo usare per provare a farsi del male. L’avvocato Coronella non esclude di presentare una richiesta di perizia psichiatrica. Tutto dipende anche dall’esito dell’autopsia perché bisogna comprendere se ci siano o meno dei traumi antecedenti all’aggressione avvenuta domenica pomeriggio.
Ieri il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli è andato ad incontrarlo in carcere: ”Quando mi ha visto piangeva e chiedeva perdono. Non sono riuscito a provare alcuna pietà per lui. Personalmente credo che chi uccide è un mostro in particolare se si tratta di bambini e merita una condanna durissima senza alcuna attenuante”, ha raccontato il consigliere.
Scoperti in un box un milione in lingotti d’oro e denaro: fermato un imprenditore
I carabinieri di Torino hanno arrestato un imprenditore di 46 anni per ricettazione. L’uomo ha nascosto un tesoro da oltre 1 milione di euro in lingotti d’oro e contanti, all’interno di un deposito ‘self storage’. Il bottino e’ stato sequestrato dai militari del nucleo radiomobile di Torino, che da tempo tenevano d’occhio i poco noti depositi a lungo termine, utilizzati per conservare merci private. Proprio durante un controllo il cane ‘Jackie’ ha segnalato un box come sospetto. E’ stato subito aperto dagli addetti del centro alla presenza dell’affittuario, e all’interno sono stati trovati vari borsoni contenenti mazzette di banconote di vario taglio, termosaldate e sottovuoto, per un totale di oltre 600 mila euro, e 75 lingotti d’oro per un controvalore di 675 mila euro. Le indagini dovranno adesso chiarire sia la provenienza sia la destinazione del denaro e dei lingotti d’oro.
Colpo dei Ros alla Mafia del Nisseno: presi in 17
I Carabinieri del Ros hanno eseguito a Mussomeli, nel Nisseno, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 17 indagati a vaio titolo per associazione mafiosa, omicidio, estorsione e traffico di stupefacenti. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Caltanissetta, hanno permesso di ricostruire le dinamiche interne al mandamento mafioso, facendo luce anche su l’omicidio di Gaetano Falcone, avvenuto a Montedoro il 13 giugno del 1998. Documentata inoltre la pressione estorsiva sul territorio ai danni di imprenditori e commercianti e un fiorente traffico di sostanze stupefacenti. Particolari sull’operazione saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terra’ alle 10.30 negli uffici della Procura di Caltanissetta.
Napoli: due medici indagati per la morte di Anna Siena, fissata l’autopsia
Napoli. Ci sono due medici dell’ospedale Vecchio Pellegrini indagati per la morte di Anna Siena, la 36enne della Pignasecca deceduta dopo essere stata visitata e dimessa nonostante avesse forti dolori addominali. I due medici R.F.N e C.V., sono accusati di omicidio colposo e sono quello che hanno visitato e dimesso Anna, prescrivendole semplici antidolorifici, senza che le venisse praticato alcun esame diagnotisco. Domani sarà effettuata l’autopsia. A proposito dei presunti ritardi sulle nomine dei periti medico legali il procuratore capo di Napoli Gianni Melillo con una nota inviata a Il Mattino ha spiegato: “Pur rispettando ogni possibile opinione, devo precisare che, contrariamente a quanto pubblicato, non soltanto i componenti del collegio medico-legale sono stati tempestivamente individuati dal magistrato designato per le indagini, ma che nessun altro consulente risulta aver rifiutato di assumere l’incarico in questione, l’espletamento del quale si svolgerà, come per prassi, non appena completate le attività delegate alla polizia giudiziaria, necessarie per assicurare il rispetto delle garanzie che spettano alle persone sottoposte alle indagini e ai familiari della vittima e la piena utilizzabilità processuale degli esiti dei necessari accertamenti. Non posso che approfittare dell’occasione per ringraziare pubblicamente i medici che quotidianamente assumono – e svolgono con disciplina e onore – funzioni ausiliarie delle attività dell’Ufficio che ho la responsabilità di dirigere”.
Gragnano, perde il controllo dell’auto per la pioggia, investe e uccide anziano: indagata 30enne
Gragnano. Una donna di 30 anni è indagata con l’accusa di omicidio stradale per aver investito e ucciso in via Ogliaro a Gragnano l’85enne Agostino Montillo conosciuto come “Zio Agostino” storico parcheggiatore di una pizzeria della zona. La pioggia ha reso l’asfalto liscio e l’auto una Hyundai i10 con alla guida la donna ha perso il controllo investendo l’anziano. Montillo è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno effettuato i rilievi e posto sotto sequestro l’auto . Dalla prima ricostruzione dell’incidente, l’automobilista ha perso il controllo del veicolo, a causa delle cattive condizioni del manto stradale reso viscido dalla pioggia. La Procura di Torre Annunziata ha ordinato il sequestro della salma e fisserà l’autopsia. Sotto shock la donna che ha provocato l’incidente. La strada, a doppio senso di marcia, è stretta e senza marciapiedi.
Crollo Juve in coppa, Zapata costringe i bianconeri alla resa
Dopo il Milan e la Fiorentina è l’Atalanta la terza qualificata alla semifinale di Coppa Italia. La squadra di Giampiero Gasperini distrugge la Juventus che crolla 3-0 in trasferta a Bergamo e viene incredibilmente eliminata da quello che a detta di tutti, compresa la dirigenza bianconera, era uno degli obiettivi dichiarati a inizio stagione. I nerazzurri sfruttano ancora una volta un Duvan Zapata in formato super, si confermano la squadra più in forma dell’intera Serie A e ora viaggiano spediti verso la semifinale che la vedrà affrontare in doppio impegno proprio la Fiorentina che ha umiliato 7-1 la Roma. La Juventus inizia male, si fa schiacciare dall’Atalanta nella propria metà campo e rischia più volte di subire il gol del vantaggio con Ilicic, De Roon e Gomez non fortunati a tu per tu con Szczesny. Al minuto 27 il doppio infortunio che cambia il corso della gara. L’Atalanta perde Ilicic per un problema all’inguine, ma l’infortunio più duro lo subisce la squadra di Allegri che perde per un problema al polpaccio Giorgio Chiellini. Allegri sceglie di inserire Cancelo accentrando De Sciglio, ma la doppia mossa non paga. Cancelo perde una palla sanguinosa in fascia e concede a Castagne di involarsi fino in area dove batte Szczesny. Il raddoppio arriva poco dopo con Duvan Zapata che beffa l’intera difesa bianconera e da centroarea trafigge il portiere. Nella ripresa il copione non cambia e nonostante i cambi (entrano anche Pjanic e Douglas Costa) il forcing bianconero è lento, timido e pericoloso solo su calcio piazzato con Berisha però pronto a respingere ogni offensiva. È così che a pochi minuti dalla fine è un altro errore di De Sciglio a spianare la strada ancora a Duvan Zapata freddissimo nel superare Szczesny e siglare la sua doppietta (20esimo gol stagionale) che manda in paradiso l’Atalanta e condanna una Juventus brutta e lontana parente dello schiacciasassi vista ad inizio stagione.
Maddaloni, spaccio di droga: il pm chiede 150 anni di carcere
Maddaloni. Spaccio di droga per conto del clan Belforte il pubblico ministero della Dda di Napoli Luigi Landolfi ha chiesto 12 condanne dopo le richieste di rito abbreviato. Oltre un secolo e mezzo le pene complessive.
Ecco le richieste: 10 anni a Luigi Belvedere, 26enne di Caserta; 12 anni Pietro Belvedere, 30enne di Maddaloni; 20 anno a Antonio Esposito, 40enne di Maddaloni, 20 anni a Antonio Mastropietro, 40enne di Maddaloni, 12 anni a Giuseppe Madonna, 26enne di Maddaloni; 20 anni a Antonio Padovano, 41enne di Maddaloni; 20 anni Fabio Romano, 28enne di Maddaloni; 12 anni a Antonietta Stefanelli, 43enne di Maddaloni; 12 anni a Luigi Tagliafierro, 29enne di Maddaloni; 3 anni e 11 mesi Mariano Tagliafierro, 22enne di Maddaloni; 8 anni a Biagio Tedesco, 26enne di Maddaloni; 20 anni a Aniello Zampella, 19enne di Caserta.
Licenziato dalla Doria per un post su Fb, appello dei sindacati per il reintegro di Gaglione
“Bene gli attestati di solidarieta’ nei confronti di Michele Gaglione che testimoniano la vicinanza alla battaglia del nostro delegato sindacale e della nostra organizzazione, ma ci aspettiamo una ripresa concreta del confronto con “La Doria” per il ritiro del provvedimento di licenziamento e il reintegro del lavoratore”. E’ quanto afferma in una nota il segretario generale della Flai Cgil Campania, Giuseppe Carotenuto, commentando l’appello al neo segretario della Cgil, Maurizio Landini, da parte di don Peppino Gambardella, il prete ‘operaio’ di Pomigliano d’Arco, chiedendo “vicinanza” all’ex delegato del dismesso stabilimento “La Doria” di Acerra, licenziato per un commento ad un post su Facebook ritenuto offensivo dall’azienda. Carotenuto ha ricordato che la segretaria nazionale della Flai Cgil campana, insieme con la segretaria nazionale del sindacato di categoria, Ivana Galli, “sono stati fin dal primo minuto al fianco di Gaglione, nostro delegato sindacale, ricercando con ogni forma di dialogo possibile per far recedere l’azienda da quella che riteniamo sia una decisione abnorme ed ingiusta che non punisce soltanto il dipendente ma la battaglia che lo stesso, insieme alle forze sindacali, stava portando avanti in difesa dello stabilimento di Acerra”. “La Flai Cgil – conclude Carotenuto – continua a rilanciare l’appello ai vertici aziendali annunciando che continueremo a percorrere tutte le strade, legali e sindacali, per far valere i diritti violati di Michele Gaglione ed ottenere il suo immediato reintegro”.
Cardito, il papà del piccolo Giuseppe ha saputo della tragedia dalla polizia, la famiglia si scaglia contro Valentina
“Pagherai anche tu Valentina, potevi chiamare noi, perché non hai avvisato la Polizia? Questa tragedia si poteva evitare” Vincenzo Dorice, il fratello di Felice, padre dei bambini massacrati di botte a Cardito vuole giustizia. Intervistato a Pomeriggio 5, racconta cosa è accaduto domenica scorsa dopo la scoperta dell’uccisione del piccolo Giuseppe da parte di Tony Badre. Le telecamere della trasmissione di Barbara D’Urso sono arrivate a Pompei, oggi pomeriggio, a casa di Felice Dorice. Il papà del piccolo Giuseppe e di Noemi, ricoverata da domenica al Santobono di Napoli non era in casa, in quel momento i carabinieri di Pompei gli stavano notificando la decisione del tribunale per i minori di Napoli di sospendergli la patria potestà. Dramma nel dramma quello dei piccoli figli di Valentina e Felice Dorice, la coppia separata dall’estate scorsa. Lei originaria di Massalubrense, lui di Pompei si erano lasciati qualche mese fa. L’ex cognato Vincenzo Dorice racconta il difficile rapporto tra il fratello e la sua compagna: “I bambini mio fratello li vedeva, la compagna glieli portava alla stazione di Sorrento o a Sant’Agnello e glieli faceva vedere. I bimbi dicevano che stavano bene, stavano con la nonna a Sorrento, non sapevamo che si erano trasferiti a Cardito. Mio fratello tentava di chiamare tutti i giorni quando serviva qualcosa glielo portava alla stazione di Sorrento o Sant’Agnello. Si incontravano là”. Vincenzo Dorice racconta che loro non sapevano della nuova vita della compagna del fratello: “Prima della telefonata della Polizia non sapevamo nulla. Felice lo ha saputo così, gli hanno detto ‘dobbiamo darle una brutta notizia, suo figlio è morto’. Poi, siamo stati al Santobono a trovare Noemi e abbiamo parlato con il medico che ha operato la piccola”. Vincenzo Dorice aggiunge: “Noi vogliamo la tutela dei minori abbiamo nominato un avvocato esperto, perchè chi ha sbagliato deve pagare”.
Nonna Anna la madre di Felice riesce a parlare a stento davanti alle telecamere: “Sono troppo mortificata per quello che è successo – ha detto – non ce la faccio”. Il figlio è stato tanti anni con Valentina la donna che poi l’estate scorsa lo ha lasciato per un altro. E’ andata via nonostante fosse stata ospitata a casa della suocera, insieme ai bambini.
“La madre se ha assistito a tutto quello che dicono, voglio capire la sua posizione, cosa ha fatto? – dice Vincenzo Dorice -. Doveva chiamare la polizia anche se succube doveva chiamare qualcuno. Ha assistito alla crudeltà su questi bambini. Una cosa incredibile. Io da Valentina non mi sarei aspettato una cosa del genere, mio fratello è un padre distrutto. Pagherai anche tu Valentina, poteva chiamare noi: questa tragedia si poteva evitare”. Vincenzo Dorice insiste sulle responsabilità della madre dei piccoli che ha assistito a quelle violenze e non ha reagito. Vuole giustizia per quei bimbi, Vincenzo e si chiede, davanti alle telecamere, rivolgendosi a Valentina: “Sono figli tuoi, sangue del tuo sangue, come fai a vederli maltrattare e non reagire?”. Poi aggiunge: “Noi e tutta la città di Pompei chiediamo giustizia per quello che è accaduto”. Vincenzo non sa ancora che il Tribunale per i minori di Napoli ha sospeso a suo fratello la patria potestà, il piccolo Giuseppe è morto, ucciso dalle botte del patrigno, la piccola Noemi è in ospedale e dopo le cure alle cicatrici fisiche, dovrà curare le profonde cicatrici dell’anima. E’ assistita da un pool di psicologi che le stanno dicendo la verità man mano che la bimba chiede. Ma oggi tutti si chiedono qual è stato il ruolo di Valentina, la madre dei tre piccoli. Tutti si interrogano su quelle ore trascorse dalle botte alla telefonata al 118 per allertare i soccorsi. Alcuni vicini di casa raccontano che Tony vagava per strada verso le 9,20 del mattino in cerca di qualcuno che potesse dargli delle pomate per curare i figli della compagna.
Mentre lui cercava un palliativo, chiedendo cremine per i lividi, Giuseppe moriva adagiato su un divano. E Noemi era in preda a forti dolori per le contusioni al volto e all’orecchio. E lei, Valentina, la mamma cosa stava facendo? Dov’era? Perchè non si curava di loro?
Calci, pugni e anche bastonate con una scopa, mentre la madre dei bambini gli chiedeva di fermarsi. Confessione piena per Tony Essobti Badre, il 24enne arrestato a Cardito (Napoli) per l’omicidio di uno dei figli della compagna, Giuseppe, 7 anni, e il ferimento della sorellina più grande di un anno, Noemi, domenica scorsa. Il giovane è stato interrogato in mattinata nel carcere di Poggioreale dal gip del Tribunale di Napoli Nord, che nel pomeriggio ha convalidato il fermo con le accuse di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e di lesioni aggravate.Il compagno della 31enne Valentina Casa “ha ammesso le proprie responsabilità e ha chiarito alcuni punti oscuri” della tragedia che ha scosso la cittadina partenopea. Il giovane, stando a quanto fatto sapere dall’avvocato Michele Coronella, ha raccontato di aver “usato la scopa e preso a bastonate, calci e pugni i bambini. È una follia pura che si è tramutata in tragedia. Il movente sarebbe stato il fatto che i bambini avevano distrutto la camera, che aveva acquistato con sacrifici e, in particolare, rotto la sponda del letto”. Essobti Badre “sta recuperando le energie mentali, piange e si ribella a se stesso. Vedi un morto vivente – continua il legale – uno strazio umano. Man mano che si va avanti, è così: è una tragedia anche per lui oltre che per il bambino morto”.L’aggressione, quindi, sarebbe partita in un momento di follia e, secondo il legale, non è esclusa la richiesta di una perizia psichiatrica. Intanto, “bisogna vedere – sottolinea Coronella – se a livello di pregresso ci fosse qualcosa” con la madre dei bambini. Il rapporto fra i due, infatti, sembra che non fosse proprio idilliaco.Ma un altro elemento che potrebbe entrare nell’inchiesta è il fatto che pare ci sia stato un possibile “buco” di due ore fra l’attacco ai bambini e la chiamata dell’ambulanza. Il giovane ha riferito di essere andato prima in una farmacia e poi in un’altra per prendere delle pomate, mentre il sangue sarebbe stato asciugato con degli asciugamani. Il 24enne ha poi detto di aver fatto una telefonata alla sorella. “Se avessi avuto la macchina mia, l’avrei portato in ospedale”, avrebbe confidato l’uomo. Secondo l’avvocato, la madre dei bimbi e il compagno, presenti entrambi al momento della tragedia, in ogni caso, “si sono impauriti anche loro” e non avrebbero pensato subito di chiamare l’ambulanza. A questo proposito, “bisogna vedere – rimarca Coronella – che cosa dirà l’autopsia per capire se c’era spazio per salvare il bambino”.Un raptus, quindi, avrebbe scatenato l’ira del compagno della madre dei bimbi. “Non si è fermato dopo due colpi, si è fermato quando ha fatto male. È andato oltre l’immaginabile – sottolinea il legale – la testa è partita”.
Rosaria Federico
(Nella foto Felice Dorice)
Coppa Eccellenza: Giugliano battuto dall’Audax Cervinara
Mezza sorpresa al Pinto di Caserta, l’Audax Cervinara s’aggiudica la fase campana della Coppa Italia di Eccellenza superando ai rigori per 3-1 il Giugliano. Napoletani in vantaggio a metà di primo tempo scavalcata: segna De Rosa,abile a mettere in rete con un pallonetto dove Stasi nulla ha potuto. Ad un quarto d’ora dalla fine, cross di Petrone e autogol di Sardo. Il resto dei regolamentari e i supplementari non cambiano l’andamento della sfida. Si va ai rigori. Furno segna 1-0 per l’Audax Cervinara. Tira Fava, para Stasi 1-0. La Torre segna il 2-0 per l’Audax. Sardo colpisce la traversa. Petrone mette alto. Stesso destino anche per il rigore di Barone e per quelli successivi di Cioffi e Fragiello.



