Castellammare. Anche il Capogruppo di Liberi e Ugali in Consiglio Comunale interviene dopo tutta la polemica e il botta e risposta tra Sindaco, Amministrazione e Consiglieri Comunali a seguito dell’interrogazione della deputata Carmen Di Lauro, in quota Movimento 5 Stelle nella quale chiedeva lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale e Gennaro Migliore, deputato del PD, nella quale chiedeva l’invio di una Commissione d’Accesso alla luce dei fatti emersi dopo l’inchiesta “Olimpo” e di presunti collegamenti tra alcuni inquilini di Palazzo Farnese e la criminalità organizzata.
“Agli attacchi politici si risponde con la politica, agli attacchi personali, se di tali si tratta, con le azioni giudiziarie, anche quando i protagonisti sono parlamentari se le opinioni espresse non hanno nessun riscontro nella realtà – dice Scala in una nota –
Sto seguendo con un certo distacco gli attacchi al vetriolo su vicende che meritavano e meritano più rispetto perché riguardano Castellammare, il suo passato, il suo presente, il suo futuro. Castellammare, la nostra benedetta e maledetta città che da anni non riesce a trovare pace. I fatti dell’inchiesta Olimpo ci hanno fatto capire in che modo la camorra in questi anni sia riuscita a penetrare nel cuore della città. Questo non è un attacco della politica a chicchessia, va precisato, ma un dato concreto, purtroppo, non frutto di fantasia. Questo i cittadini devono saperlo. Ciò che esce fuori leggendo gli atti giudiziari è un quadro a dir poco agghiacciante. Il lavoro positivo dei Magistrati è in corso, attendiamo fiduciosi, nel pieno rispetto dalla loro autonomia, che si concluda scoperchiando responsabilità, connivenze, aree di malaffare controllate e organizzate dalla camorra. E siamo certi che si sapranno valutare le singole posizioni anche sulla base delle iniziative e dei chiarimenti che chi è stato chiamato in causa avrà già fornito.
Dopo quello che era accaduto nella scorsa consiliatura, con l’insediamento del nuovo consiglio, avevamo chiesto alla maggioranza un gesto di coraggio. Lo facemmo il 3 agosto all’atto dell’insediamento, in aula, nel luogo deputato per discussioni serie e franche.
Lo facemmo invitando il Sindaco, come già era accaduto in passato, a richiedere, a nome del consiglio tutto, l’invio di una commissione d’accesso per capire cose fosse accaduto. Il nuovo consiglio aveva bisogno di iniziare un nuovo ciclo e di farlo nel modo migliore.
Lo facemmo già in campagna elettorale chiedendo la desecretazione degli atti della commissione parlamentare antimafia. Attendiamo ancora risposte.
Lo abbiamo rifatto con due interrogazioni parlamentari a firma di Fratoianni e Conte, atti camera numeri 4-00492 e 4-01414.
Le nostre istanze sono antecedenti all’inchiesta “Olimpo”, quindi prima che la magistratura intervenisse.
Lo facemmo perché eravamo, e siamo convinti, che quando è la magistratura a fare il suo corso, abbiamo già perso tutti, nessuno escluso.
Se la politica vuole ritornare ad avere un ruolo deve imparare a riscoprire il suo primato.
Le reazioni stizzite della maggioranza consiliare sembrano più un rilancio a voler vedere negli occhi altrui le pagliuzze o le travi, che a governare processi di una città così complessa. Non vogliamo partecipare al coro degli insulti, questo spettacolo non ci piace.
Chiediamo al Sindaco, così come al Presidente del Consiglio, di ritornare a rivestire i propri ruoli evitando anche epiteti e giochi lessicali equivoci che non meritano nemmeno di essere commentati, le istituzioni devono provare sempre a volare alto perché rappresentano tutti, anche quelli che non li hanno votati.
Ci sono vicende che riguardano familiari che sono vittime e non carnefici? Bene, anzi male, credo che nelle sedi opportune si possano e si debbano far valere le proprie ragioni. Sono certo che già siano state presentate le giuste istanze che vanno di sicuro in questa direzione.
Nel frattempo però deve essere la politica a fare la sua parte prendendo le distanze da quella vicenda nella quale consapevolmente o inconsapevolmente una parte di questa città ha preso parte. C’era chi l’ha favorita e chi l’ha contrastata in questi lunghi dieci anni di condizionamenti politici che han portato ad una paralisi di un territorio che non può permettersi stasi.
Per me, per noi, per la forza politica che ho l’onore e l’onere di rappresentare a Palazzo Farnese conta la politica, e politicamente che ci siano dei colpevoli questo è un dato innegabile!
Questo riguarda il passato, ma c’è un presente e chi governa non può far finta di nulla. Vi è la necessità di prendere le distanze.
In che modo? Bisogna revocare gli atti che han prodotto quel disastro. C’è una mozione che insieme ad altri abbiamo messo a disposizione del Consiglio tutto, ma che solo la minoranza ha firmato. Sarebbe buona creanza metterla all’odg del prossimo consiglio e smetterla con questo spettacolo indecoroso che non fa bene alla città.
Castellammare, Scala(LeU):”Chiedemmo la Commissione d’Accesso, aspettiamo ancora. Questa vicenda merita rispetto, Sindaco e Presidente del Consiglio ritornino ai loro ruoli”
E’ napoletano l’uomo ucciso nel ristorante a Città del Messico: c’è la foto del killer pure lui napoletano
E’ pure lui napoletano l’uomo ucciso ieri in Messico mentre si trovava in un ristorante insieme con altre due persone. Si chiamava Salvatore De Stefano e aveva 38 anni. Da anni viveva in Messico e faceva il commerciante aveva anche un negozio di ferramenta. La polizia messicana è già sulle tracce del killer. Si tratterebbe di un altro napoletano perchè durante l’esecuzione chi era in sala lo ha sentito urlare delle imprecazioni in dialetto napoletano prima di premere il grilletto contro la vittima. Poi si è allontanato con calma come se nulla fosse accaduto. Il quotidiano messicano “La Silla Rota” pubblica la foto, presa dalle telecamere di vigilanza, del killer, un uomo tra i 25 ed i 30 anni con un giubbotto nero ed un berretto. L’agguato é avvenuto un ristorante di Città del Messico, “La Bella Donna” nel quartiere di Cuauhtemoc nel centro della capitale messicana nella notte tra mercoledì e giovedì, quando un uomo armato ha sparato contro Salvatore De Stefano – che era insieme a due suoi amici italiani – mentre stava pagando il conto. Subito dopo il killer è fuggito in sella di una motocicletta guidata da un complice che lo aspettava. Colpito da diversi proiettili, l’uomo è poi deceduto dopo il ricovero in ospedale. Alcuni media messicani parlano di una vendetta perché avrebbe venduto macchinari cinesi spacciandoli per tedeschi. ma non è escluso invece che il movente sia altro. E subito si ricorda la vicenda di Vincenzo Cimmino, Raffaele e Antonio Russo, i tre cittadini napoletani scomparsi nel gennaio del 2018 in Messico. Secondo le autorità locali, che nel febbraio dello scorso anno arrestarono 4 agenti della polizia di Tecalitlan sospettati di aver fermato i tre per consegnarli ad un gruppo armato, i tre italiani erano dediti alla vendita di prodotti contraffatti. La loro scomparsa è avvenuta in una zona considerata un feudo del Cartel Jalisco Nueva Generación, una delle organizzazioni criminali più potenti del Messico, dove non è raro che gli agenti della polizia locale agiscano al servizio di tali gruppi.
Caos Circum, i macchinisti: “Non questione economica ma organizzativa, i vertici mentono”
Il Sindacato OR.S.A., a seguito delle dichiarazioni fuorvianti di alcuni dirigenti EAV, apparse nei giorni scorsi sugli organi di stampa, intende far chiarezza sulla trattativa relativa all’efficientamento dell’Area Circolazione. Innanzitutto la discussione si è arenata non sull’ aspetto economico, ma su aspetti legati all’organizzazione del lavoro ed ad alcuni aspetti formali.
Contrariamente a quanto affermato dall’EAV, i lavoratori hanno già da tempo accettato la proposta economica dell’azienda, e anche su questa, ripetiamo già accettata dai lavoratori, occorre precisare alcune cose. In una trattativa di II livello, come disposto dall’art. 6 del CCNL Autoferrotranvieri del 1997, eventuali aumenti retributivi devono essere totalmente finanziati con recuperi di produttività.
Si tratta, in buona sostanza, di soldi recuperati dai lavoratori stessi, di cui una parte viene utilizzata per il risanamento economico aziendale e una parte restituita ai lavoratori sotto forma di incentivo economico. Anche sulle cifre apparse sui quotidiani, su cui si è fatta molta demagogia, premesso che non sono proprio quelle reali (anche perché diffondere i “dati medi” non definisce precisamente la reale distribuzione delle cifre), occorre precisare che in ogni caso si tratta di cifre lorde, dalle quali va detratta oltre alla quota relativa alla tassazione, anche quella inerente agli oneri aziendali. In pratica da quella cifra il lavoratore ricava un netto pari a meno della metà. Inoltre tutti i miglioramenti economici sono stati concessi in fase transitoria, vale a dire valgono solo per gli addetti in servizio alla data di stipula dell’accordo. Quindi, per l’azienda non c’è un aggravio del costo del personale per il futuro.
Premesso che il Sindacato OR.S.A. ritiene che gli aspetti legati all’organizzazione del lavoro non condivisi dai lavoratori siano facilmente risolvibili, anche stralciandoli dall’accordo e prevedendone un approfondimento a parte e che alcune richieste riguardanti aspetti formali dell’inquadramento di due categorie di lavoratori dell’Area Circolazione, non comporterebbero alcun aggravio dei costi aziendali, probabilmente da parte della dirigenza dell’EAV non c’è la reale volontà di chiudere un accordo con la scrivente e che sia realmente accettato da tutti. Pertanto i lavoratori non possono certamente essere ritenuti responsabili dei disagi che gli utenti stanno vivendo in questi giorni.
Seggiolino per bambini Chicco non sicuro, l’azienda sostituisce i prodotti
Il seggiolino per bimbi Chicco Oasys i-Size non ha superato i crash test e “non garantisce l’incolumità dei bambini in auto in caso di scontro frontale”. Lo afferma Altroconsumo, sottolineando che il seggiolino non ha superato la prova di sicurezza internazionale. L’azienda “accoglie la segnalazione di pericolosità e si impegna a intervenire sul prodotto in negozio”. In Italia sono stati venduti circa 800 Oasys i-Size. “Non devono essere usati – spiega l’associazione dei consumatori – ma riportati il prima possibile al punto vendita per riparazione a totale carico dal produttore, Chicco”. Durante i crash test che Altroconsumo “ha svolto presso laboratori specializzati, ne è emersa la pericolosità: in condizioni di sollecitazione la fibbia della cintura del seggiolino si spezza e la cintura si stacca, liberando e proiettando fuori il bambino”. Dopo la richiesta di intervento immediato da parte di Altroconsumo “Chicco ha confermato la criticità precisando che il problema è legato al tipo di chiusura Immi e che garantirà assistenza ai clienti e cambio gratuito del pezzo a chi ne farà richiesta. Il produttore si impegna a modificare la progettazione su nuove consegne con effetto immediato e sta informando i consumatori attraverso il proprio sito chicco.com”.
Il prodotto (Oasys i-Size, codice 79598 e codice 79133) può essere facilmente identificato attraverso l’etichetta (A), posizionata sotto al seggiolino, contenente il numero di omologazione
(B) 000016 ed il numero seriale (C). Sono coinvolti esclusivamente i seggiolini auto Chicco Oasys i-Size con numero seriale compreso
tra 00008139 e 00013590 ed equipaggiati con la fibbia evidenziata in figura. Tutti i seggiolini Chicco Oasys 0+ ed i seggiolini Chicco Oasys i-Size equipaggiati con modelli diversi di fibbia non sono coinvolti nell’iniziativa. Durante uno specifico test dinamico eseguito presso ADAC con ICRT, è stata osservata la rottura di
un componente delle cinture di ritenuta. Il test è stato condotto con parametri di velocità e decelerazione molto superiori ai requisiti di sicurezza stabiliti dai Regolamenti Europei.
Chicco Oasys i-Size è conforme alla più severa e recente normativa di sicurezza europea (UN ECE R129, meglio nota come normativa i-Size) e, pertanto, assicura un elevato livello di sicurezza e
può essere utilizzato per il trasporto sicuro dei bambini.
Chicco, da sempre impegnata a soddisfare e superare i più elevati standard di qualità e le aspettative dei consumatori, invita gli utilizzatori del prodotto a contattare il Servizio Consumatori
(numero verde Italia: 800 188 898, oppure sezione Contatti su www.chicco.com) per ottenere una parte di ricambio gratuita volta a migliorare ulteriormente le performance di sicurezza del
prodotto.
Da oggi Caserta e Napoli mobilitate per aiutare la piccola Laura a sconfiggere la leucemia
L’appello della famiglia per la piccola Laura: siamo tutti emotivamente coinvolti.
Laura ha nove anni, è del Casertano ma vive in Olanda con mamma Daniela e papà Giacinto. Laura pensava di aver sconfitto la leucemia che l’aveva aggredita quando era piccina. Invece qualche giorno fa le analisi di routine si sono trasformate in una condanna. A Laura è stata diagnosticata una leucemia linfoblastica acuta: se non riceverà un trapianto di midollo entro la fine del mese di aprile perderà la speranza di tornare a vivere come una bimba della sua età. Il midollo dei genitori è incompatibile, anche quello del fratellino minore non può essere utile.
I genitori stanno lanciando appelli in ogni maniera, soprattutto via social: chiedono alle persone di aderire alla campagna di tipizzazione per verificare la compatibilità con la piccola Laura e aprire una porta alla speranza. E’ stato anche attivato il registro mondiale dei donatori nella speranza di trovarne uno compatibile nel più breve tempo possibile.
La prima raccolta di campioni verrà effettuata a partire da oggi a Sessa Aurunca, paese di origine della famiglia. Altri punti di raccolta dei campioni verranno aperti a Napoli e in tutta la Campania, se ne occupa l’Admo (contattabile al numero 3275356721), l’associazione donatori di midollo osseo che già in occasione dell’appello per il piccolo Alex mise in movimento tutte le sue strutture.
Le date per la raccolta di campioni: 6 aprile Sessa Aurunca, 7 aprile Cellole, 13 e 14 aprile Napoli piazza Dante, sabato 20 aprile Buonabicatolo in provincia di Salerno 21 aprile Cicciano.
Scafati, rapina in una casa: famiglia presa in ostaggio
Scafati, rapina in una casa: famiglia presa in ostaggio. I rapinatori, armati di pistola e con il volto coperto da passamontagna hanno fatto irruzione all’interno di un’abitazione situata in località Bagni. Intorno alle 3 della scorsa notte, in località Bagni a Scafati, dove una banda di malviventi ha fatto irruzione all’interno di un’abitazione per compiere una rapina.
I rapinatori, armati di pistola e con il volto coperto da passamontagna, hanno bloccato un’intera famiglia (padre, madre e due figli) utilizzando delle cravatte. Poi, in pochissimi minuti, hanno rubato gioielli, oggetti di valori e banconote, per un bottino complessivo di circa 5 mila euro. Su quanto accaduto indagano le forze dell’ordine.
Gustavo Gentile
Mick Jagger rassicura i fan dopo l’intervento al cuore: ‘Sto bene, tornerò presto’
“Grazie a tutti per tutti i messaggi di sostegno, mi sento molto meglio ora e in via di guarigione – anche un enorme grazie a tutto lo staff dell’ospedale per aver fatto un superbo lavoro”. Lo ha scritto su Twitter il cantante dei Rolling Stones, Mick Jagger, che ha subito un intervento al cuore. Il cantante dei Rolling Stone ha subito la sostituzione di una valvola cardiaca a New York ed è già in ottima forma. Lo riporta Billboard che cita una fonte. I medici hanno avuto accesso alla valvola cardiaca di Jagger attraverso l’arteria femorale ed ora lo tengono sotto controllo per evitare complicanze in seguito alla procedura. Ora Mick dovrà stare in ospedale quattro o cinque giorni per recuperare del tutto e poter tornare a casa, ma avrà sicuramente bisogno di un altro periodo di riposo prima di riprendere i concerti. La band inglese aveva annunciato il rinvio del tour in Stati Uniti e Canada a causa di problemi di salute per il frontman Mick Jagger sabato scorso. “I medici hanno detto a Mick che non poteva partire per la tournée per il momento, perché ha bisogno di un trattamento medico”, aveva scritto il gruppo sui social senza specificare altro sulle condizioni di salute di Jajjer, se non che “i medici hanno assicurato a Mick che si riprenderà completamente per poter tornare presto a esibirsi dal vivo”.Il cantante 75enne si era poi scusato con i fan dicendo di “odiare” il fatto di dover deludere e abbandonare chi ha comprato i biglietti per i live e descrivendosi come “devastato” dal rimandare i prossimi concerti. “Lavorerò molto duramente – aveva aggiunto – per tornare sul palco il più presto possibile”.Il gruppo avrebbe dovuto cominciare il ‘No filter tour’, 17 date in tutto, il 20 aprile dall’Hard Rock Miami, in Florida. La conclusione sarebbe stata il 29 giugno in Canada, al Burl’s Creek Even Grounds di Ontario. La band ha invitato i fan a conservare i biglietti per i live, visto che saranno validi anche quando verranno riprogrammati i concerti. Cosa che, hanno assicurato, accadrà presto.
Tangenti per i lavori in caserma: chieste 10 condanne
Dieci richieste di condanna per la corruzione di ufficiali dell’esercito in cambio di lavori. Questa la conclusione a cui è giunta il pubblico ministero Marina Mannu del tribunale di Santa Maria Capua Vetere al termine della sua requisitoria nell’ambito del processo, con abbreviato, celebrato dinanzi al gup Orazio Rossi, riguardante la seconda tranche dell’inchiesta sulle mazzette per i lavori nelle caserme.
Il pm ha chiesto 4 anni e 6 mesi per Raffaele Bisogno, capo ufficio Lavori; 4 anni per Renato Bastione; 6 anni per Aniello Palomba; 4 anni per Tommaso Vitale; 9 anni per Eugenio Cannarile; 4 anni per Luca Comparini; 4 anni per Massimo Morici; 4 anni per Carlo Barbagallo, ex socio di minoranza della Juvecaserta; 4 anni per Assunta Romano. Chiesta l’assoluzione per Bruno Pitta.
Hanno, invece, optato per il rito ordinario altri indagati tra cui l’imprenditore di Casal di Principe, trapiantato a Caserta, Franco Caprio.
Gustavo Gentile
Calciomercato Napoli, parla Insigne: “Se arrivasse un’offerta irrinunciabile la valuterei”
Napoli. Parla Lorenzo Insigne che è stato intervistato dai colleghi del Corriere dello Sport e non esclude un futuro lontano da Napoli e dalla piazza partenopea. “Di cambiare maglia, “adesso, mentre ne stiamo parlando, e più in generale ora, in questa fase, non ci penso neppure – dice l’attaccante azzurro – Però so bene che magari in giro possa esserci qualcuno che mi stimi. Ma non esistono squadre, né interessamenti. Ho il dovere di pensare, senza essere immodesto, che in questi anni con il Napoli abbia dato qualche dimostrazione di ciò che so fare. Finchè starò qui io darò sempre il 110 per cento e qua voglio starci a lungo”. Tuttavia, prosegue “lo scugnizzo” azzurro “so anche che ho ventotto anni e che possa capitare, in carriera, di ritrovarsi dinnanzi ad un’offerta, come dire, irrinunciabile. Questo sì, può succedere”.
Aveva una piantagione di marijuana: arrestato 30enne, denunciato il ‘colono’
Operazione della polizia contro il traffico di droga: sequestrati 6 kg di marijuana
In manette un 30enne, denunciato a piede libero il complice. Sgominata dagli Agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Santa Maria Capua Vetere una centrale di produzione e coltivazione di sostanze stupefacenti, base operativa per il traffico di marijuana purissima. Nella giornata di giovedì la squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di Santa Maria C.V. ha tratto in arresto un pregiudicato, Angelantonio Santoro, con precedenti per stupefacenti, che aveva organizzato una base operativa di coltivazione e produzione di stupefacenti avvalendosi del supporto di un extracomunitario di nazionalità eritrea.
Il personale della Squadra di Polizia Giudiziaria nella mattinata di giovedì faceva irruzione in Via Adriano, al Parco Fidelis di San Tammaro, presso una abitazione di proprietà di Santoro ove lo stesso veniva bloccato congiuntamente ad un extracomunitario ed erano rinvenute e sequestrate marijuana sminuzzata ed essiccata del peso lordo complessivo di 2,319 kg; 259 piante verdi, in vari stadi di crescita e di varie altezze, di marijuana.
Nel corso della perquisizione era sequestrato materiale destinato alla coltivazione ed all’essiccazione dello stupefacente. Contestualmente presso l’abitazione di Casagiove, a conclusione di una simultanea perquisizione erano rinvenute e sequestrate marijuana consistente in infiorescenze e foglioline vegetale secche del peso lordo complessivo di 4 kg insieme a 100 grammi di hashish.
Gustavo Gentile
Da domani riparte la Funivia del Faito
Castellammare. Domenica 7 aprile alle ore 10.00 la prima corsa che inaugurerà la stagione 2019. Il programma iniziale prevede 18 coppie di corse giornaliere, a partire dalle 10,00 e fino alle 17,00, che diventeranno 32 (64 corse al giorno) nei mesi di luglio, agosto e settembre, quando la funivia funzionerà dalle 8.20 alle 20,10 di sera, lungo un percorso dal panorama mozzafiato.Dopo i lavori di adeguamento strutturale che hanno interessato la funivia negli ultimi due anni, questo 2019 si apre all’insegna del restyling delle due vetture, con le nuove livree e l’adozione del nuovo logo che caratterizzerà la funivia.Il logo ed il progetto grafico delle “panarelle”, è frutto di una collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Disegno industriale dell’Università Vanvitelli di Aversa ed è stato realizzato dalla neo-dottoressa Ilaria Balzano che, partendo dalla principale caratteristica della Funivia, ovvero il collegamento tra mare e montagna, ha ideato la nuova immagine con il verde e l’azzurro di questi due elementi. Il nuovo logo ha una forma triangolare con il lato inferiore azzurro a rappresentare il mare, un altro lato verde che indica la montagna, ed una terza linea rossa, che collega le prime due, sulla quale corrono due pallini a simboleggiare le due vetture. Anche i colori scelti per le livree richiamano la stessa idea, con una cabina azzurra e l’altra verde.Per conoscere gli orari e le tariffe consultare la sezione dedicata su eavsrl.it
Italiano ucciso in un ristorante a Città del Messico
Un cittadino italiano di 35 anni, Salvatore Stefano, é stato ferito a morte mercoledi’ sera a colpi d’arma da fuoco nel ristorante Bella Donna, nel quartiere di Cuauhtemoc a Città del Messico. Lo riferiscono i media locali, secondo i quali l’uomo, che al momento dell’attacco era in compagnia di due connazionali, è stato freddato mentre pagava il conto da un uomo poi fuggito con un complice in sella di una moto di grossa cilindrata. Le autorità non escludono che il movente dell’omicidio sia una “vendetta per una truffa”: Stefano vendeva dei macchinari cinesi, spacciandoli per tedeschi. Il 35enne è morto in ospedale.
Camorra, il pentito Schiavone: ‘Al clan gli appalti per la fibra ottica nell’Agro aversano’
Un gruppo imprenditoriale di Capua e del nolano, vicino al clan dei Casalesi, secondo le recenti dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Nicola Schiavone jr., figlio di Francesco detto Sandokan, si sarebbe aggiudicato tutti i lavori per la fibra ottica su tutti i paesi nell’agro aversano. “Per farvi un esempio, gli imprenditori capuani contattarono alcuni imprenditori del nolano per proporli come assegnatari di lavori che riguardavano la fibra ottica sui territori dell’agro aversano. La scelta di questa ditta venne fatta dai questi noti professionisti casertani che me li proposero ed io acconsentii”. E’ quello che ha dichiarato ai pubblici ministeri della Dda di Napoli Schiavone jr.
Maxi sequestro di 450 chilogrammi di cocaina al porto di Gioia Tauro
Nuovo importante colpo messo a segno dai militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria in sinergia con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Gioia Tauro e sotto la costante direzione del Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri. In un container in transito nel porto della piana, proveniente da Paranagua e formalmente diretto a Port Said West (Egitto), sono stati individuati e sequestrati 450 chilogrammi di cocaina suddivisi in 420 panetti del valore complessivo al dettaglio di circa 90 milioni di euro.Attraverso una complessa attività di indagine ad opera della Guardia di Finanza su 750 contenitori provenienti dal Sud America e supportata dalle sofisticate apparecchiature scanner in dotazione all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, è stato possibile selezionare il container contenente il prezioso carico di oro bianco, occultato tra la merce lecitamente trasportata costituita da compensato di legname, e pronto per essere recuperato dai destinatari del carico.
Gli oltre 400 panetti nelle mani dei criminali, tagliati anche fino a 4 volte prima di essere immessi sul mercato, ad un prezzo che oscilla dai 50 ai 100 euro al grammo, avrebbero fruttato ben 90 milioni di euro alle organizzazioni criminali di stampo ‘ndranghetistico’ che operano nel settore. Il risultato testimonia l’attenzione operativa di finanzieri e doganieri, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia, per il contrasto all’importazione di sostanze stupefacenti, in particolare la cocaina, che non solo minano la salute dei più deboli assuntori ma i cui proventi inquinano l’economia legale della Calabria e dell’Italia intera.
Trasferiti tutti i detenuti coinvolti negli scontri nel carcere di Salerno: la guerra tra i locali e i napoletani
Con riferimento alle aggressioni avvenute oggi nella casa circondariale di Salerno, il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Francesco Basentini, informato dei fatti, ha immediatamente chiesto alla Direzione generale detenuti e trattamento del Dap di provvedere subito al trasferimento in istituti di altro Provveditorato di tutti i detenuti coinvolti negli atti di aggressione, ai sensi della circolare emanata nei mesi scorsi sui detenuti violenti. Dietro gli scontri di ieri c’è la guerra per il controllo dell’istituto penitenziario da parte dei detenuti salernitani e quelli di Barra-Ponticelli. Non a caso la rissa di ieri ha visto contrapposti una ventina di detenuti appartenenti a gruppi contrapposti di salernitani e napoletani. E’ rimasta contusa anche la direttrice del penitenziario Rita Romano. Ad avere la peggio è stato un detenuto salernitano, finito in ospedale in codice rosso perché massacrato di botte. È di Matierno e, al suo attivo, conta una serie di precedenti per droga. Le avrebbe prese da un gruppo di Barra-Ponticelli ma i napoletani non avrebbero fatto altro che rispondere all’aggressione dei salernitani. Gli scontri sono avvenuti all’interno della prima sezione. I detenuti del padiglione A – tutti di Salerno – stavano rientrando dalla passeggiata quando hanno aggredito gli agenti di guardia, preso le chiavi dell’agente di guardia ed aperto i cancelli dell’altro padiglione, quello B, per aggredire i carcerati. Una ventina di loro si sono aggrediti reciprocamente utilizzando armi rudimentali costruite artigianalmente. La rissa è stata sedata dopo qualche ora, dal personale in servizio nell’istituto di pena, anche grazie all’apporto di rinforzi del nucleo operativo. Un caso analogo si era verificato anche lo scorso anno nel mese di maggio durante l’ora d’aria e in quel caso rimase ferito un agente.
Migrante investito e picchiato: presi 4 giovanissimi di Arzano
Nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i Carabinieri della Tenenza di Arzano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di 4 persone -di età compresa tra 18 e 24 anni- tutte residenti in Arzano e ritenute responsabili di lesioni gravissime e minacce aggravate.
Le attività investigative sono state avviate a seguito di richiesta d’intervento pervenuta telefonicamente ai Carabinieri di Arzano lo scorso 31 gennaio alle ore 3,55 circa. Un cittadino extracomunitario riferiva di essere stato vittima di una violentissima aggressione: mentre andava al lavoro con la bicicletta era stato travolto intenzionalmente da un’auto con a bordo 4 individui che subito dopo, incuranti della frattura al braccio procuratagli, avevano preso a picchiarlo senza alcun motivo a calci, pugni e schiaffi, mentre era ancora a terra dolorante. Approfittando di un momento di disattenzione degli aggressori la vittima era riuscita a divincolarsi e a nascondersi in una vicina piazza da dove col proprio telefono cellulare, in evidente stato di agitazione, chiamava ed attendeva l’arrivo dei Carabinieri.Giunti tempestivamente sul posto i militari raggiungevano il cittadino extra comunitario, prestando la prima assistenza; in quell’istante vedevano arrivare l’autovettura degli aggressori e si ponevano all’inseguimento, riuscendo a fermare l’auto ed a identificarne gli occupanti, subito riconosciuti dall’aggredito
San Giorgio, il Riesame chiede una perizia psichiatrica sulla ragazza. In serata manifestazione di solidarieta
I dubbi del Tribunale del Riesame di Napoli sull’attuale solidità dell’impianto accusatorio relativo al presunto stupro di una 24enne nella Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano abbracciano anche i referti medici che sono stati allegati agli atti dell’inchiesta: la visita medica alla quale la ragazza e’ stata sottoposta subito dopo la denuncia di stupro non ha evidenziato ecchimosi o lacerazioni tipiche di un rapporto sessuale estorto con la forza; la relazione del centro Dafne sullo stato psicologico della ragazza non e’ invece ritenuta da valutare alla luce del fatto che essa non tiene conto del particolare quadro di salute mentale della ragazza. Per questo “è necessaria una perizia psichiatrica da demandare a qualificati esperti in scienze psicologiche e neuropsichiatriche affinché venga valutato correttamente il profilo psicopatologico della ragazza” così scrivono i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli nelle motivazioni alla base della scarcerazione di Alessandro Sbrescia, Antonio Cozzolino e Raffaele Borrelli. Intanto le attiviste dell’associazione “Non una di meno” di Napoli hanno manifestato oggi a sostegno della ragazza di 24 anni che ha accusato tre giovani di San Giorgio a Cremano di averla violentata nell’ascensore della circumvesuviana lo scorso 5 marzo. La manifestazione si é svolta alla stazione napoletana della Circumvesuviana di Piazza Garibaldi a sostegno della giovane che, affermano le attiviste, “dopo aver subito una gravissima violenza sessuale, si ritrova a subire la violenza mediatica e istituzionale”. I giudici del Riesame hanno infatti scarcerato i tre giovani che erano stati arrestati, affermando che la versione fornita dalla giovane potrebbe non corrispondere al vero. Le attiviste hanno scritto sul muro vicino ai binari della Circum “Sorella, noi ti crediamo” mostrando anche cartelli con la stessa scritta.
Sal Da Vinci si prepara a festeggiare i suoi 50 anni
Domenica 7 aprile Sal Da Vinci, uno dei più amati artisti della canzone d’autore napoletana, compirà mezzo secolo di vita (e di musica). L’impegno di portare Napoli nel mondo, la passione per il suo lavoro, la formidabile creatività e la naturale propensione nel reinventarsi in molteplici vesti: questi sono solo alcuni dei punti forza di Sal Da Vinci e del suo straordinario percorso artistico. Attraverso i suoi profili social, proprio in occasione di questa importante ricorrenza l’artista ha voluto condividere con i suoi “follower” alcuni pensieri, belli nella loro semplicità e naturalezza: “C’era una volta un ragazzo che sognava di fare il cantante e di scrivere canzoni e, come in una favola, quel ragazzo è ancora qui. Grazie a tutti voi!”. La risposta dei fan non si è fatta attendere: un caloroso abbraccio carico di messaggi di affetto e stima immensa. Sal Da Vinci, figlio d’arte, debutta giovanissimo lavorando per il teatro e per il cinema. E’ un artista poliedrico, capace di far diventare ogni suo progetto, un successo. La sua carriera è costellata da innumerevoli esperienze artistiche: per il cinema, tra gli altri, partecipa al fianco di Carlo Verdone e Alberto Sordi al film “Troppo forte”, nel ruolo dello “scugnizzo” Capua. Per il teatro si ricorda la collaborazione con il Maestro Roberto De Simone, che nel 1999 gli affida la parte di protagonista dell’Opera buffa del Giovedì Santo; poi quella con il Maestro Claudio Mattone, grazie al quale calca i palchi dei più prestigiosi teatri italiani con il musical “C’era una volta…Scugnizzi”, vincitore di 2 David di Donatello e il Nastro d’argento alle musiche. Nel suo curriculum brillano il terzo posto sul podio del Festival di Sanremo nel 2009 e le collaborazioni con illustri esponenti della scena musicale Lucio Dalla, Renato Zero, Ornella Vanoni, Gaetano Curreri, Nino D’Angelo, Gigi D’Alessio, Clementino, la star brasiliana Ana Carolina e dell’artista balcanico Sergej Ćetković. Sal Da Vinci ha all’attivo 9 dischi, di cui l’ultimo è il suo primo doppio album live, “Sinfonie in Sal maggiore Live”, da un’idea dello show teatrale omonimo che, dallo scorso ottobre, riempie i grandi teatri italiani. L’artista napoletano festeggerà i 50 anni con la sua famiglia, la moglie Paola e i figli Francesco (cantautore e attore attualmente tra i protagonisti di Gomorra 4) e la bellissima Anna Chiara, nipoti, parente e amici cari. Per l’occasione, Sal ha radunato tutti sotto il cielo di Sharm el- Sheik nell’evento live dal titolo inequivocabile “Happy Birthday, Sal!” (al Domina Coral Bay, sabato 6 aprile): un’occasione unica, in una splendida location affacciata sulla baia del Mar Rosso, in compagnia dei suoi cari e di ospiti speciali. Ma i festeggiamenti non finiscono qui! Quest’estate Sal sarà in tour per ricevere i regali più belli, frutti di una vita all’insegna della musica d’autore, di qualità: l’affetto del suo pubblico, dei suoi cari e di chi, negli anni, ha riconosciuto dei frammenti della propria vita nelle storie da lui cantate.
Non risponde al pm il tifoso del Napoli indagato per la morte dell’Ultrà dell’Inter
Si è avvalso ancora una volta della facoltà di non rispondere davanti a inquirenti e investigatori Fabio Manduca, il 38enne tifoso del Napoli indagato per omicidio volontario nell’inchiesta sull’investimento di Daniele Belardinelli, l’ultrà morto a seguito degli scontri prima di Inter-Napoli del 26 dicembre. L’uomo, che era alla guida della Renault Kadjar nera che, stando alle indagini, potrebbe aver travolto Belardinelli, è stato portato da Napoli in Questura a Milano con un provvedimento di “accompagnamento coattivo per interrogatorio”, ma ha scelto di non parlare, come aveva già fatto quando era stato convocato il primo marzo scorso. “Abbiamo già presentato un esposto alla Procura generale di Milano per evidenziare questo abuso a cui è stato sottoposto il mio assistito oggi e la violazione del diritto di difesa”, ha spiegato il legale del 38enne, l’avvocato Dario Cuomo, chiarendo che l’indagato stamani “è stato messo su un treno a Napoli da due agenti che l’hanno portato a Milano, si sono fatti spendere soldi per niente allo Stato, quando già la Procura sapeva che si sarebbe avvalso”. Il legale ha affermato che “devono essere rispettate le garanzie minime del diritto di difesa, previste dal codice, le prove le deve portare l’accusa e poi depositarle”.
Vendere casa nel 2019: conviene aspettare ancora?
Dietro una o più operazioni di compravendita immobiliare possono esserci le ragioni più disparate. Innanzitutto c’è chi compra o vende casa per semplice necessità abitativa: pensiamo ad esempio all’arrivo di un figlio che spesso porta alla ricerca di un’appartamento di maggiori dimensioni, o, allo stesso modo, alle persone più anziane, che talvolta preferiscono spostarsi in ambienti meno spaziosi, soprattutto nel momento in cui rimangano a vivere da sole. C’è poi chi compra o vende casa per ragioni di opportunità economica: questo può volere dire che consideriamo l’immobile come un investimento e quindi seguiremo l’andamento del mercato per scegliere il da farsi, così come può volere dire che, in un determinato momento della vita, ci potremmo ritrovare nella necessità di cedere una casa di proprietà per utilizzare il denaro ricavato in altra maniera. Insomma, le motivazioni alla base di un acquisto o di una vendita sono davvero le più disparate, ma c’è un aspetto di cui tutti tengono conto indistintamente (nei limiti del possibile): come probabilmente avrete intuito parliamo della pura e semplice convenienza. Ebbene, proprio di questo ci occuperemo nell’articolo di oggi, visto che proveremo a osservare da vicino cosa voglia dire vendere casa nel 2019: conviene aspettare ancora? Conviene cedere tutto e subito? Conviene addirittura entrare nell’ottica di diverse opportunità abitative quali ad esempio l’affitto? La risposta a queste e ad altre domande nei capoversi a seguire.
ALCUNI DATI DI REALTÀ
Iniziamo col dire che in Italia la casa ha un valore davvero molto importante: vuoi per ragioni culturali, vuoi per la grande disponibilità di immobili, fatto sta che nel nostro paese il 73% della popolazione possiede almeno una casa di proprietà; un dato tra i più alti in tutto il mondo. Questo però non vuol dire che il 73% degli italiani sia ricco: se infatti da una parte tutti voi avrete sentito dire, almeno una volta nella vita, che il “mattone” è l’investimento più sicuro che ci sia, dall’altra gli addetti ai lavori non smettono di ricordare che l’immobiliare è un asset come tutti gli altri. Questo vuol dire che vendere una casa può essere anche molto complesso ed è per questo che spesso si parla di “patrimonio immobiliare inutilizzato”. A ciò si aggiunga il fatto che, negli ultimi 25 anni, il valore reale degli immobili (ovvero quello che considera l’effetto dell’inflazione) è sceso mediamente del 15%: una vera e propria crisi che, come è facile intuire, ha in parte risparmiato le grandi città come Roma e Milano, colpendo molto più duramente tutte le abitazioni situate in località più piccole o provinciali.
ASPETTI DA CONSIDERARE
Cerchiamo ora di capire quali sono gli aspetti da considerare per decidere se vendere casa o meno. Il primo è sicuramente quello fiscale: ciò vuol dire conoscere alla perfezione le tasse da pagare nel momento in cui ci si imbarcherà in un’operazione simile. Allo stesso modo è importante avere chiari i costi di un’eventuale vita alternativa in affitto (sempre che non si disponga di più appartamenti). Detto ciò, il principale scoglio di ogni vendita è da sempre l’individuazione di un cliente: ciò vuol dire, ancora una volta, che possiamo anche possedere la migliore casa del mondo, ma il suo valore resterà sempre e comunque zero, finché non individuiamo un acquirente interessato a comprarla. Per fortuna però oggi esistono diversi partner a cui affidarsi nel momento in cui si decide di vendere un’immobile: ad esempio Tecnocasa offre la propria valutazione a tutti coloro che stiano pensando di lanciarsi in un’operazione di questo tipo. Per ottenerla basta recarsi sul sito di riferimento www.tecnocasa.it e compilare il form pre-impostato con i propri dati. In alternativa l’azienda ha pensato ad una vera e propria guida dedicata al mondo delle abitazioni di proprietà: si chiama “Progetto casa” e al suo interno contiene tante informazioni utili per tutti coloro che siano intenzionati a vendere uno o più immobili.



