Vendere casa nel 2019: conviene aspettare ancora?

Dietro una o più operazioni di compravendita immobiliare possono esserci le ragioni più disparate. Innanzitutto c’è chi compra o vende casa per semplice necessità abitativa: pensiamo ad esempio all’arrivo di un figlio che spesso porta alla ricerca di un’appartamento di maggiori dimensioni, o, allo stesso modo, alle persone più anziane, che talvolta preferiscono spostarsi in ambienti meno spaziosi, soprattutto nel momento in cui rimangano a vivere da sole. C’è poi chi compra o vende casa per ragioni di opportunità economica: questo può volere dire che consideriamo l’immobile come un investimento e quindi seguiremo l’andamento del mercato per scegliere il da farsi, così come può volere dire che, in un determinato momento della vita, ci potremmo ritrovare nella necessità di cedere una casa di proprietà per utilizzare il denaro ricavato in altra maniera. Insomma, le motivazioni alla base di un acquisto o di una vendita sono davvero le più disparate, ma c’è un aspetto di cui tutti tengono conto indistintamente (nei limiti del possibile): come probabilmente avrete intuito parliamo della pura e semplice convenienza. Ebbene, proprio di questo ci occuperemo nell’articolo di oggi, visto che proveremo a osservare da vicino cosa voglia dire vendere casa nel 2019: conviene aspettare ancora? Conviene cedere tutto e subito? Conviene addirittura entrare nell’ottica di diverse opportunità abitative quali ad esempio l’affitto? La risposta a queste e ad altre domande nei capoversi a seguire.

ALCUNI DATI DI REALTÀ

Iniziamo col dire che in Italia la casa ha un valore davvero molto importante: vuoi per ragioni culturali, vuoi per la grande disponibilità di immobili, fatto sta che nel nostro paese il 73% della popolazione possiede almeno una casa di proprietà; un dato tra i più alti in tutto il mondo. Questo però non vuol dire che il 73% degli italiani sia ricco: se infatti da una parte tutti voi avrete sentito dire, almeno una volta nella vita, che il “mattone” è l’investimento più sicuro che ci sia, dall’altra gli addetti ai lavori non smettono di ricordare che l’immobiliare è un asset come tutti gli altri. Questo vuol dire che vendere una casa può essere anche molto complesso ed è per questo che spesso si parla di “patrimonio immobiliare inutilizzato”. A ciò si aggiunga il fatto che, negli ultimi 25 anni, il valore reale degli immobili (ovvero quello che considera l’effetto dell’inflazione) è sceso mediamente del 15%: una vera e propria crisi che, come è facile intuire, ha in parte risparmiato le grandi città come Roma e Milano, colpendo molto più duramente tutte le abitazioni situate in località più piccole o provinciali.

ASPETTI DA CONSIDERARE

Cerchiamo ora di capire quali sono gli aspetti da considerare per decidere se vendere casa o meno. Il primo è sicuramente quello fiscale: ciò vuol dire conoscere alla perfezione le tasse da pagare nel momento in cui ci si imbarcherà in un’operazione simile. Allo stesso modo è importante avere chiari i costi di un’eventuale vita alternativa in affitto (sempre che non si disponga di più appartamenti). Detto ciò, il principale scoglio di ogni vendita è da sempre l’individuazione di un cliente: ciò vuol dire, ancora una volta, che possiamo anche possedere la migliore casa del mondo, ma il suo valore resterà sempre e comunque zero, finché non individuiamo un acquirente interessato a comprarla. Per fortuna però oggi esistono diversi partner a cui affidarsi nel momento in cui si decide di vendere un’immobile: ad esempio Tecnocasa offre la propria valutazione a tutti coloro che stiano pensando di lanciarsi in un’operazione di questo tipo. Per ottenerla basta recarsi sul sito di riferimento www.tecnocasa.it e compilare il form pre-impostato con i propri dati. In alternativa l’azienda ha pensato ad una vera e propria guida dedicata al mondo delle abitazioni di proprietà: si chiama “Progetto casa” e al suo interno contiene tante informazioni utili per tutti coloro che siano intenzionati a vendere uno o più immobili.

La Redazione
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