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Maltempo, prorogata allerta meteo

La Protezione civile della regione Campania ha prorogato la vigente allerta meteo con criticità idrogeologica di colore Giallo fino alle 20 di oggi sulle seguenti zone: 3 (Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini, 5 (Tusciano e Alto Sele), 6 (Piana Sele e Alto Cilento), 8 (Basso Cilento). Si prevedono su queste zone “Locali precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale”. fenomeni che, in qualche punto del territorio potrebbero assumere maggiore intensità innescando rischio idrogeologico localizzato con conseguenti effetti al suolo. Si segnalano, tra le possibili conseguenze: “ruscellamenti superficiali con possibile trasporto di materiale, allagamenti di locali interrati e a pian terreno, innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua; rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche, inondazioni dovute a criticità locali”. Nell’avviso meteo si segnalano anche raffiche di vento nei temporali. La Protezione civile regionale raccomanda alle autorità competenti di mantenere in essere o attivare tutte le misure previste dai rispettivi piani di protezione civile, al fine di contrastare e mitigare i fenomeni previsti.

Torre del Greco. Minaccia il padre con un coltello: arrestato

Torre del Greco. Ha aggredito il padre con un coltello per farsi consegnare del denaro per comprare droga. Un 40enne di Torre del Greco, già noto alle forze dell’ordine, ha aggredito il papà, nella casa di famiglia, impugnando un coltello. Il 40enne gli ha procurato una ferita al volto ma non è riuscito a ottenere i soldi che voleva perché il padre è riuscito a chiamare il i militari. Sono intervenuti i carabinieri della sezione radiomobile di torre del greco che hanno bloccato il 40enne traendolo in arresto per tentata estorsione. Il padre ha fatto ricorso a cure in ospedale. i medici gli hanno giudicato lesioni guaribili in 4 giorni. L’uomo dopo le formalità è stato trasferito in carcere.

Identificato l’ultimo baby rapinatore di una farmacia a Caivano: ha 17 anni e faceva da palo al fratello 15enne

Caivano. E’ stato identificato dai carabinieri ed arrestato l’ultimo componente di una banda di baby rapinatori che misero a segno un colpo in una farmacia di Caivano. Mentre il fratello ed un amico 15enni depredavano, armi in pugno, la farmacia, lui, 17enne, faceva da palo e controllava che tutto filasse liscio. Una gang di rapinatori adolescenti attiva a Caivano, comune dell’hinterland nord di Napoli, smantellata dai carabinieri con l’arresto del palo 17enne, dopo che il 5 marzo scorso erano già stati fermati il fratello del ragazzo e il complice. Per tutti e tre, il Gip del Tribunale dei minorenni di Napoli ha emesso un’ordinanza che dispone la misura cautelare personale del collocamento in comunità. Le indagini che hanno portato all’individuazione dell’ultimo componente della banda sono state coordinate dalla Procura della Repubblica per i minorenni di Napoli e realizzate dai carabinieri della Tenenza di Caivano, che si sono serviti delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della farmacia, che hanno ripreso il giovane mentre svolgeva il suo ruolo di vedetta; il 17enne è stato riconosciuto dai vestiti che indossava, che sono stati sequestrati pochi giorni fa. I tre rapinatori avevano il volto coperto da cappucci e scalda collo scuri, ed erano armati di pistola.

Castel Volturno. Travolge ed uccide extracomunitario evaso dai domiciliari: 35enne indagato

L’automobilista che ha travolto e ucciso in bici l’immigrato ghanese è indagato per omicidio stradale. Si tratta di un 35enne napoletano che è risultato negativo ai test tossicologici ed ha rischiato il linciaggio dopo l’incidente. L’uomo è stato denunciato a piede libero per il reato di omicidio stradale. Questa è l’accusa mossa a C.V., 35 anni napoletano residente a Castel Volturno, che martedì sera a bordo della sua lancia Musa ha investito un migrante ghanese 61enne evaso dalla detenzione domiciliare che circolava indisturbato in bici nel comune castellano. Dopo un lungo interrogatorio da parte dei carabinieri di Castel Volturno in presenza del suo avvocato Ferdinando Letizia, il nipote di un noto politico locale, incensurato, è risultato negativo ai test tossicologici effettuati ed ha contribuito a ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Carinaro, ladri in azione all’Ufficio Anagrafe e comando dei Vigili

Ladri di documenti in azione in Municipio di Carinaro in provincia di Caserta. Malviventi si sono introdotti anche nel comando di Polizia Municipale e all’Ufficio Anagrafe. Si tratta di due persone che sono state anche riprese dalla video camere di sorveglianza che tuttavia non hanno portato via nulla. Immediatamente esposta la denuncia alla stazione dei Carabinieri di Gricignano che indagano sul caso.

Salerno. Furgone sbanda e finisce fuori strada, distrutta centralina Enel

Salerno. Traffico in tilt questa mattina sul Lungomare Tafuri a Salerno dove, a causa di un incidente avvenuto nei pressi del Grand Hotel Salerno lunghe code si sono formate a partire dall’intersezione di Via dei Principati con il Lungomare Tafuri. Un uomo a bordo di un furgone che stava procedendo in direzione Sud, forse per l’asfalto reso viscido dalla pioggia, ha perso il controllo del veicolo andando a sbattere contro le ringhiere in ferro di protezione della passeggiata distruggendo una cabina dell’Enel ed alcuni carrellati dei rifiuti. Sul posto oltre agli Agenti della Municipale anche i tecnici per verificare l’entità del danno e ripristinare lo stato dei luoghi in sicurezza.

Roma. Non si ferma all’alt dei carabinieri: arrestata 24enne napoletana

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Una 24enne di Napoli ed un 25enne della Repubblica Centroafricana, entrambi domiciliati a Roma, non si sono fermati all’alt dei carabinieri. I militari li hanno inseguiti ed arrestati. In manette sono finiti una 24enne originaria di Napoli e un 25enne della Repubblica Centroafricana, entrambi domiciliati a Roma. I Carabinieri hanno intimato l’alt ai due che viaggiavano a bordo di un’auto di un’azienda di “car sharing” della Capitale, ma la loro richiesta è stata ignorata e il veicolo ha accelerato e proseguito la marcia. Ne è nato un breve inseguimento, terminato in via Latisana, dove i due, a causa di una brusca e pericolosa manovra, hanno impattato contro un’ auto parcheggiata lungo la via. La coppia non ha riportato ferite e, dopo essere stati ammanettati, i Carabinieri hanno scoperto che la fuga è scattata perchè la 24enne era alla guida del veicolo senza patente. Gli arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

Boscoreale. Controlli ad una ditta che produce capannoni: due denunce

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Boscoreale. I carabinieri del NOE di Napoli e della stazione di Boscoreale hanno sottoposto a controllo una ditta che produce strutture per capannoni industriali. I militari hanno riscontrato che lo stabilimento era sprovvisto dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera e che sul terreno antistante erano depositati rifiuti speciali. Si tratta di materiale metallico, imballaggi di plastica contenenti sostanze pericolose e di scarti edili.
denunciati un 30enne di Striano e un 43enne di Boscoreale, il primo amministratore unico della ditta, il secondo gestore di fatto.
risponderanno di gestione illecita di rifiuti e di emissioni in atmosfera non autorizzate. Il secondo è stato denunciato anche per aver costruito abusivamente serre e capannoni industriali su terreni ad uso agricolo e sottoposti a vincolo paesaggistico nonché in località sismica.

Bambina di 6 anni colpita da meningite nel casertano. Allarme a scuola, il sindaco: “Non è grave”

E’ stato attivato il protocollo di prevenzione e profilassi per il caso di meningite che ha coinvolto una bambina di 6 anni, alunna di prima elementare della scuola di Marzanello, a Vairano Patenora. La piccola è attualmente ricoverata ed in cura presso una struttura ospedaliera di Napoli specializzata nei trattamenti medici di questo tipo e, come ha fatto sapere il sindaco Bartolomeo Cantelmo, “fortunatamente non è grave, anzi sta già bene e questo ci conforta moltissimo”.

Ecco come i criminali del ‘dark web’ clonavano le carte di credito i tutta Italia. La centrale era ad Avellino

Nelle prime ore della mattinata odierna, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, su disposizione del GIP del Tribunale di Vallo della Lucania, hanno eseguito – nelle province di Salerno ed Avellino – un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone, per una frode da oltre un milione di euro commessa mediante la clonazione ed il successivo utilizzo di migliaia di carte di credito. I reati contestati sono associazione per delinquere, Indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento, Sostituzione di persona, Trasferimento fraudolento di valori, Riciclaggio e Autoriciclaggio.Nello specifico, i Finanzieri della Compagnia di Agropoli, coordinati dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, hanno notificato il provvedimento che dispone l’arresto in carcere a G.M. (residente nella provincia di Avellino), A.L. (residente nella provincia di Avellino) ed E.A. (residente nella provincia di Salerno) ed hanno perquisito le abitazioni di altre 10 persone, pure esse indagate a vario titolo per la medesima frode, sequestrandone i conti correnti, un’imbarcazione e tre autovetture di pregio, per un importo complessivo superiore ad un milione di euro.Tra queste ultime, una fiammante Ferrari California Cabrio del 2009, del valore di 130.000 euro.

L’attività investigativa, iniziata nel 2018 con l’esecuzione di pedinamenti, analisi dei flussi finanziari, intercettazioni telefoniche ed indagini bancarie delegate dalla Procura Vallese, ha permesso di individuare e disarticolare un sodalizio criminale, ideato da G.M. e A.L., dedito alla clonazione di carte di credito, attraverso svariate attività di “phishing telefonico” e di “hackeraggio”, per ottenere fraudolentemente i dati personali e bancari dei titolari delle carte.Le indagini hanno inoltre consentito alle Fiamme Gialle Agropolesi di delineare il ruolo di ciascun soggetto all’interno dell’organizzazione criminale. In particolare, è stato accertato che A.L. era incaricato di reperire i dati delle carte di credito, sfruttando le proprie competenze informatiche o, addirittura, acquistandoli, ad un prezzo medio di 35 euro per ogni carta, sulla rete illegale nota come “dark web”.Al fine di ottenere i dati anagrafici ed i numeri di cellulare abbinati alle carte, A.L. effettuava pure telefonate ad Uffici dell’Anagrafe in tutta l’Italia ed ai call-center delle banche,
sostituendosi ai titolari delle carte o addirittura spacciandosi per Maresciallo dei Carabinieri, pressando gli interlocutori al telefono che, in molti casi, erano spinti a fornire i dati richiesti al finto rappresentante dell’Arma.

Le carte di credito clonate venivano poi utilizzate per l’acquisto on-line di beni personali (tra cui un’imbarcazione e un’auto di lusso, materiale iper tecnologico, canoe ed arredi sanitari), oppure da rivendere a prezzi di favore a parenti ed amici. Più frequentemente, acquistavano schede di carburante sui siti internet di diversi gestori, utilizzandole poi per l’acquisto di migliaia di litri di gasolio, per rivenderlo infine a soggetti compiacenti, con sconti anche fino al 50%.Per non essere individuati, in altri casi compravano on line anche i bitcoin, poi utilizzati per l’acquisto di altra merce su piattaforme di e-commerce, nel più assoluto anonimato.Un altro stratagemma adoperato consisteva addirittura nel simulare l’acquisto di pacchetti vacanze, sempre utilizzando i fondi delle carte di credito clonate, presso una struttura alberghiera connivente in Albania, la quale tratteneva per sé il 40% del corrispettivo pattuito; un altro 20% veniva dato al mediatore tra le parti, mentre il restante 40% rientrava nella disponibilità degli autori della frode, costituendo così l’effettivo guadagno degli indagati.In altri casi ancora, venivano acquistate ricariche telefoniche per migliaia di euro, poi
utilizzate per chiamare un numero telefonico a pagamento (altrimenti detto “a valore aggiunto”), intestato ad una ditta (denominata, per l’appunto, HAPPY DAYS) facente capo a N.F. (residente nella provincia di Salerno) che, in tal modo, ne assorbiva interamente il credito, in uno schema tipico di “ripulitura” del provento dell’attività delittuosa. A tal fine, una centralinista era appositamente incaricata, a tempo pieno, di chiamare quel numero a pagamento.In ultimo, le carte clonate venivano “scaricate” attraverso il pagamento di acquisti simulati, su siti internet facenti capo a società create “ad hoc”, di fatto non operative, sempre riconducibili agli indagati.Le somme accumulate sui conti correnti delle società “di comodo” venivano, infine, prelevate direttamente in contanti allo sportello, oppure trasferite ancora una volta, tramite bonifico, sui conti correnti – anche all’estero – questa volta intestati agli indagati.e Frodi Tecnologiche di Roma, reparto del Corpo deputato alle investigazioni tecnologiche.
Con il loro contributo, il materiale informatico ed elettronico sottoposto a sequestro, acquisito con tecniche di digital forensics, potrà essere approfonditamente esaminato, soprattutto nella prospettiva di risalire alle migliaia di soggetti truffati, per consentire loro di avanzare le richieste di risarcimento. A parte alcune denunce sporte dai titolari delle carte clonate, infatti, la gran parte di essi risulta ignara del raggiro subito, in quanto gli indagati riuscivano pure a
modificare il numero telefonico di recapito degli “alert” della banca di appoggio.

Gustavo Gentile

Tragedia di Cardito: arrestata anche la madre

La Polizia ha arrestato la 30enne Valentina Casa, madre del piccolo di 8 anni ucciso a botte a Cardito dal patrigno Tony Essobti Badre lo scorso 27 gennaio. Il patrigno è già detenuto per omicidio aggravato. Le indagini coordinate dal tribunale di Napoli Nord hanno portato all’emissione di una misura cautelare nei confronti della donna, 30enne di Massa Lubernese, che risponde anche lei di omicidio aggravato dai futili motivi, dalla crudeltà e dall’abuso delle relazioni domestiche, nonchè di tentato omicidio aggravato nei confronti della figlia e di maltrattamento aggravato nei confronti di tutti i suoi tre figli, compreso il piccolo avuto proprio da Essobti Badre. Anche a quest’ultimo viene contestato il tentato omicidio della bambina e i maltrattamenti nei confronti dei tre figli della compagna. La donna, secondo i magistrati, venendo meno a un suo preciso dovere, è rimasta inerte mentre il compagno colpiva con efferata violenza i bambini e non è intervenuta per fermarlo, non ha chiamato in aiuto vicini, né ha contattato i servizi di emergenza delle forze dell’ordine; anzi, ha provato a ripulire il sangue uscito dalle ferite dei figli con teli lasciati poi in bagno e ha nascosto nella pattumiera le ciocche di capelli strappate dal compagno alla figlia. Quando poi sono arrivati gli agenti, non ha detto subito che era l’uomo l’autore di quanto era accaduto, negando che ci fossero state violenze contro i bambini. Inoltre i piccoli erano poco curati, abbandonati a se stessi, costretti a non giocare nel cortile di casa con i coetanei e a non parlare con i vicini.

Napoli. Le mamme del Rione Villa scrivono a Mattarella: “Ci aiuti”

Napoli. Dopo l’agguato di due giorni fa, nel quale è morto il 57enne Luigi Mignano davanti al nipotino di 3 anni, le mamme del Rione Villa scrivono, insieme al presidente della Fondazione Famiglia di Maria, attiva nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, al Capo dello Stato Sergio Mattarella chiedendo che Napoli venga messa al centro delle priorità della agenda di Governo.
“Egregio Presidente – scrivono nella lettera pubblicata dal quotidiano Il Mattino – ci rivolgiamo a Lei perché è il Capo dello Stato, il garante della Costituzione, esempio di impegno e lavoro costante contro ogni forma di criminalità. Ci rivolgiamo a Lei, perché ieri ci siamo sentite abbandonate dallo Stato, da chi avrebbe dovuto garantire la sicurezza e la legalità. Ci rivolgiamo a Lei, perché ieri a San Giovanni a Teduccio, periferia est della città di Napoli, alle ore 8.45, nei pressi di un cancello della scuola, tanti colpi di pistola hanno ammazzato un uomo e ferito un secondo, sotto gli occhi innocenti di un bambino di 3 anni! Sotto gli occhi di una comunità, alunni, docenti, dirigenti scolastici, associazioni, parrocchie, genitori che quotidianamente rappresentano il “vero esercito della bellezza”. Mentre scriviamo, tante sono le emozioni: dolore, rabbia, a volte paura, ma anche speranza e fiducia in Lei che non crediamo ci abbandonerà. Non possiamo tirarci indietro, dobbiamo avanzare insieme per cambiare il volto di questa periferia dove l’assenza dello Stato rafforza la criminalità”. Lo Stato – dicono – è il sostantivo più volte ripetuto in queste ultime ore, però accompagnato dall’aggettivo “assente”. Ed è proprio così, lo Stato è assente se si spara alle 8.45 davanti ad una scuola. Ci sentiamo invisibili, barcolliamo tra le incertezze se noi mamme ci chiediamo se sono ancora sicure le strade per accompagnare i nostri figli a scuola, in Fondazione Famiglia di Maria o in parrocchia. Le associazioni, le parrocchie e anche gli studenti ci sono sul territorio, fanno cose belle e concrete, spesso si sostituiscono allo Stato. Ma è giusto? Questo recita la nostra Costituzione? Crediamo che in periferia non si possa rinunciare ad essere liberi”. “Napoli sta cambiando e vuole cambiare. Non possiamo farlo da soli. E arrivato il momento di una vera sfida, di una mobilitazione corale, che il Governo metta come priorità della sua agenda politica Napoli e la lotta alla criminalità. Sono anni di passerelle e promesse, è il tempo dei fatti, come dicevano i nostri nonni “le chiacchiere non riempiono le pance”Investimenti culturali, prevenzione sociale, sicurezza, serve una strategia nazionale condivisa per far crescere il seme della giustizia sociale. Serve lavoro che sottragga braccia alla camorra. Dove sono gli agenti promessi da Salvini? Venite a “sporcarvi le mani sul territorio”, a sradicare le illegalità quotidiane. Caro Presidente Mattarella, non ci abbandoni, accolga il nostro appello. Lo Stato c’è se fa la sua parte. Grazie, Presidente Mattarella, per fortuna che c’è Lei”.

Blitz al Rione Traiano, Salvini: “Vogliamo ripulire la città”

Napoli. “I carabinieri hanno dato una ripulita al rione Traiano di Napoli: undici spacciatori arrestati. Tra loro, ci sono due uomini che nel gennaio 2018 avevano aggredito la troupe di Striscia la Notizia e Vittorio Brumotti – a dirlo è il Ministro dell’Interno e vice premier Matteo Salvini – Arrestato anche un altro delinquente gia’ finito nel mirino a novembre di un anno fa ed arrestato in flagranza per gli stessi reati. In quell’occasione durante la ricerca dei complici, un brigadiere venne travolto e ucciso da un treno. Grazie – conclude il vice premier – alle Forze dell’Ordine e agli inquirenti: tutti i giorni combattiamo, fianco a fianco, per ripulire Napoli”.

Pietrarsa celebra i 180 anni della linea ferroviaria Napoli – Portici, la prima in Italia. Da sabato 13, un nuovo ciclo di eventi e iniziative

Centottant’anni della Napoli – Portici, la prima linea ferroviaria in Italia e, per l’occasione si terrà una nuova serie di iniziative a partire da sabato 13 e dominica 14, con “suggestioni musicali”: un viaggio sensoriale fatto di esperienze uditive e visive per i visitatori della mostra fotografica “Il Sogno di Bayard dal 1839 al 2019 – Lo scatto dell’anima” allestita negli ampi spazi del polo museale, aperta fino al 30 ottobre. Nella giornata di domenica, inoltre, per i piu’ piccoli avra’ luogo una caccia al tesoro, dove si dovranno trovare le uova smarrite tra antiche carrozze e storiche locomotive. Dal 18 aprile al 5 maggio si terrà la mostra “Il lungo ponte al Museo di Pietrarsa”, con apertura tutti i giorni, per offrire un’occasione unica per visitare la collezione ferroviaria e godere degli spazi all’aperto nelle giornate primaverili. Dal 26 al 28 aprile, infine, tornano “Le ferrovie in miniatura”, una tre giorni per gli appassionati di modellismo ferroviario con esposizione di plastici di grandi dimensioni, diorami realistici, treni in scala funzionanti, laboratori per bambini.

Si presenta oggi il premio letterario Castelli, per tutti i detenuti italiani

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“Tutti possono sbagliare ma tutti hanno il diritto di essere aiutati ed accolti, per cominciare una vita nuova e tornare a dare il proprio contributo alla societa'”: è il tema di un incontro, che si svolge oggi, sul ruolo del volontariato all’interno delle carceri. Nell’occasione verrà anche presentato il Premio Carlo Castelli per la solidarietà, concorso letterario riservato ai reclusi delle carceri italiane, organizzato dalla Società di San Vincenzo De Paoli in collaborazione con il ministero della Giustizia ed il patrocinio di Camera e Senato. L’incontro si terrà all’Università Europea di Roma. “Povertà tra le povertà – afferma Antonio Gianfico, presidente nazionale della Societa’ di San Vincenzo De Paoli – il carcere rappresenta un impegno di carità tra i più difficili e coinvolgenti. L’aiuto dei volontari – prosegue – non si riduce ad una visita fine a se stessa, ma coinvolge il detenuto in un percorso di recupero e prevenzione. Ed è questo che offre la Società di San Vincenzo De Paoli: non solo un sostegno materiale, ma soprattutto attenzione umana, amicizia, aiuto a redimersi, a ritrovare se stesso e un giusto ruolo nella società”. L’Associazione si preoccupa anche della cura delle famiglie che hanno congiunti in carcere, accompagnandole in un cammino di educazione alla legalità per scongiurare il fatto che i figli possano ricadere negli stessi errori dei propri genitori.

Ercolano. Il mese di aprile dedicato al ‘Close-up Restauri a porte aperte’: ogni venerdì mattina

E’ la primavera dei restauri al Parco Archeologico di Ercolano, a partire dal 19 aprile parte “Close-up Restauri a porte aperte”, ogni venerdì mattina, dalle ore 11 alle ore 12, i visitatori del Parco potranno accedere ai cantieri di restauro in corso nell’area archeologica nell’ambito delle campagne di manutenzione sia programmata che straordinaria, e parlare con i conservatori per scoprire il loro lavoro. Si tratta di un servizio offerto dal Parco senza alcun costo aggiuntivo per essendo già compreso all’interno del biglietto di ingresso al sito. Si parte Venerdì 19 aprile con la visita del cantiere della Sede degli Augustales, che si presenta come un’ampia sala con un sacello centrale riccamente decorato con affreschi parietali. Nella parte centrale della sala si conservano anche le grandi travi lignee, interamente carbonizzate, che servivano da supporto per il piano sovrastante. L’intervento conservativo prevede la mappatura, la pulizia e il consolidamento dei dipinti murali e degli intonaci. Per la pavimentazione è prevista la rimozione dei depositi incoerenti e coerenti, il trattamento biologico e il consolidamento della coesione e dell’adesione degli strati preparatori. In merito agli elementi di legno carbonizzato, è in corso lo smontaggio, la pulizia e il rimontaggio dei vassoi protettivi in plexiglass. Un’ulteriore operazione è prevista sui vetri protettivi posti a protezioni di frammenti lignei carbonizzati lungo la facciata nord, che, se facilmente asportabili, potranno essere rimossi e puliti adeguatamente o, altrimenti, verranno puliti in situ senza smontaggio. “L’apertura al pubblico dei cantieri di Manutenzione Programmata – dichiara il Direttore Sirano – corrisponde ad una gestione partecipativa dei processi che vede da una parte la richiesta del nostro pubblico, sempre più appassionato e interessato, dall’altra il dovere di essere accessibili e trasparenti anche nella nostra pratica quotidiana in modo tale da rendere per tutti Ercolano laboratorio aperto. Il tutto avviene in coerenza con quanto voluto già dal grande studioso e Soprintendente Amedeo Maiuri di rendere vivo un luogo in apparenza non vivo ma che invece ha tanto da trasmettere e tramandare attraverso una modalità di fruizione aperta”. Per scoprire i cantieri visitabili consultare il sito www.ercolano.beniculturali.it
Nel Parco archeologico di Ercolano sono inoltre in corso i lavori per la copertura della videosorveglianza dell’intero sito. Il Parco ha infatti ricevuto un importante finanziamento (3.5 Ml di euro) nell’ambito del PON) “Legalità” 2014-2020 “Safety and Security per il Parco Archeologico di Ercolano” dal Ministero dell’Interno per realizzare un sistema moderno e rispettoso del contesto e della privacy dei nostri visitatori. E’ di questi giorni il montaggio di 165 telecamere, dotazione infrastrutturale di cui si sta munendo il sito per giungere poi nel tempo ad una gestione e fruizione sempre più avanzata e personalizzata. Dopo il montaggio delle telecamere, che sorveglieranno l’intero perimetro del Parco, le strade, alcune delle domus più visitate o dei monumenti di più complessa sorveglianza (es. Terme Centrali femminili), il progetto prevede la loro armonizzazione nel paesaggio antico. Il sistema, già operativo all’interno dell’Antiquarium, sarà attivato prima dell’estate e gestito da una sala regia monitorata 24 ore su 24. “Questo organico sistema di videosoveglianza – dichiara il Direttore- non solo sarà utile per l’accoglienza e la vigilanza degli spazi, ma sarà anche uno strumento duttile e intelligente per mappare in maniera anonima, e comunque nel pieno rispetto della normativa sulla privacy,  i flussi e i percorsi all’interno del sito in modo tale da programmare al meglio anche la rotazione dei monumenti accessibili.”  Il finanziamento rientra un grande progetto del Ministero dell’Interno che, oltre al Parco di Ercolano, ha in cantiere di monitorare i principali siti culturali della Campania in un unico sistema centrale.

Bela Tarr ritorna dietro la macchina da presa con il documentario ‘Missing People’

A distanza di otto anni dall’ultimo film “Il cavallo di Torino” (2011), premiato con l’Orso d’Argento al Festival di Berlino, il cineasta ungherese Bela Tarr ritorna al cinema, dopo l’annunciato ritiro dalla carriera di regista ai tempi dell’ultimo film. Da pochissimi giorni è stato annunciato che all’edizione di quest’anno del Festwochen (il Festival del cinema di Vienna) verrà proiettato il suo nuovo film Missing people”, una sorta di documentario sui mendicanti e gli emarginati di Vienna, in perfetto contrasto con l’immagine turistica della città, considerata nel 2018 “la città con la più alta qualità di vita nel mondo”. Si sa ancora poco di ulteriori dettagli, anche se è chiaro che le “persone scomparse” di questo film (del quale non si sa neanch se si tratti di un cortometraggio o di un film lungo) non sono nuove al cinema di Bela Tarr, anzi caratteristiche nei suoi precedenti lavori come Satantango” (1994) o “Le armonie di Werckmeister” (2000), ampiamente apprezzate dalla critica internazionale e da noi conosciute in particolar modo per la messa in onda nel programma tv notturno “Fuori Orario – Cose (mai) viste (Rai Tre) condotto da Enrico Ghezzi. “Missing people” verrà proiettato in anteprima al già citato Festival il 15 giugno 2019. Annunciato che chi si presenterà alla première con in mano una copia dell’Augustin (il giornale di strada più venduto in Austria) potrà entrerà gratis. Forse per potersi immedesimare con i personaggi che domineranno il film.
Gianmarco Cilento

Camorra: chiesta la perizia psichiatrica sul pentito casertano, Adolfo Ucciero

Chiesta la perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e di volere dell’anziano collaboratore di giustizia Adolfo Ucciero di Villa Literno. E’ successo oggi nel corso del processo in Corte d’Assise di Appello a Napoli per un duplice delitto di camorra avvenuto negli anni ’80 nella faida tra ex cutoliani e il gruppo di Tavoletta di Villa Literno.  Quasi 40 anni fa Angelo Garofalo e Gennaro Cirullo di Villa Literno furono ammazzati e ritrovati in un’auto abbandonata nei pressi di Lago Patria. I due omicidi sono rimasti irrisolti fino a pochi anni fa quando  in primo grado sono stati condannati all’ergastolo dalla Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere,  Guido Mercurio e Raffaele Pedana di Villa Literno (difesi dall’avvocato Guglielmo Ventrone). I due imputati sono accusati da tre collaboratori di giustizia: Luigi Diana, Carmine Schiavone (che poi è deceduto) e Adolfo Ucciero.Secondo la ricostruzione dei pentiti ci sono due versioni che portarono all’esecuzione di camorra. Era il trenta dicembre del 1980, un mese dopo il terremoto che sconvolse le terre campane. Era l’epoca di Antonio Bardellino e secondo la ricostruzione della prima versione i due furono eliminati perché autori di alcune rapine di cui una ad un imprenditore parente di Mercurio. Secondo il pentito Ucciero aggiunge un ulteriore motivo, quello  delle estorsioni alle vasche di depurazione a Villa Literno (operazione Fabiola). Il primo imputato: Pedana è un grosso personaggio tra l’altro imputato nel processo Spartacus I è stato condannato a otto anni e poi fu assolto per duplice delitto Passarelli e per l’omicidio Tavoletta. L’altro boss è Mercurio è considerato secondo le accuse uno dei capi del clan dei liternesi. Sembra che addirittura gestiva rapporti con uno dei personaggi di spicco della Loggia  P2 di Licio Gelli. A Villa Literno ci fu una violenta fai che causò una lunga scia di sangue che fu poi bloccata proprio grazie al pentimento  di alcuni boss, il primo fu proprio Adolfo Ucciero poi Cuono Lettiero e poi Cesare Tavoletta il figlio del boss Zorro e poi Massimo Iovine. Pasquale Tavoletta, alias Zorro  scomparso nel 1989, fu il capo storico del sodalizio liternese,  i cui resti cadaverici non sono stati mai rinvenuti  

Rubavano carburante dagli oleodotti dell’aeroporto di Fiumicino: 17 arresti. Ci sono anche napoletani

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Diciassette arresti in quattro città per una banda di “vampiri del gasolio”. Al termine di lunghe indagini – coordinate dalla procura capitolina (Gruppo reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti, diretto dal procuratore aggiunto Lucia Lotti) – i Carabinieri della Compagnia di Ostia stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati di carburante in danno di oleodotti che forniscono l’aeroporto di Roma Fiumicino, nonché di incendio aggravato su materie combustibili, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e trasporto di persone prive di titolo di soggiorno al fine di procurarne l’ingresso illegale nel territorio dello Stato. La vasta operazione, che vede impiegati più di 150 Carabinieri, è iniziata questa mattina all’alba e interessa le città di Roma e provincia, Napoli, Trieste e Cagliari, dove si stanno rintracciando tutti gli appartenenti all’organizzazione.

Napoli, smantellata la piazza di spaccio del Rione Traiano controllata dalla donna-boss. IL VIDEO

All’alba i Carabinieri della Compagnia di Napoli Bagnoli hanno dato esecuzione a un’occ nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli e da quella per i minorenni, emessa dai rispettivi G.I.P. a carico di 10 persone ritenute responsabili di spaccio all’interno del rione Traiano, teatro nei giorni scorsi delle cosiddette “stese”.

Tra di loro alcuni soggetti già noti:
– un uomo tratto in arresto per furto dai Carabinieri il 6 novembre 2018 quando, nelle ricerche di altri due complici datisi alla fuga, perse la vita travolto da un treno il Vice Brigadiere Emanuele Reali;
-due responsabili dell’aggressione alla troupe del reporter di “Striscia la notizia” Vittorio Brumotti avvenuta in quel rione nel gennaio 2018, già arrestati per quei fatti nell’ottobre 2018 su ordinanza del Tribunale di Napoli.

Gli accertamenti hanno acclarato il ruolo apicale nell’organizzazione ricoperto da una donna 57enne, coadiuvata dai suoi “luogotenenti”, due “capi piazza” che divulgavano le sue direttive, curavano gli affari e raccoglievano periodicamente i proventi dello spaccio.
L’organizzazione prevedeva anche una squadra di pusher, sorvegliata  da vedette, una delle quali minorenne, che segnalavano l’arrivo delle Forze dell’Ordine anche avvalendosi di telecamere installate abusivamente in punti strategici e smistavano gli acquirenti in base alla sostanza che chiedevano.Sequestrati complessivamente 6,5 chili di hashish, 700 grammi di cocaina, mezzo chilo di marijuana, 150 munizioni e telecamere abusive. Gli arrestati sono stati tutti rinchiusi in carcere eccetto il minorenne all’epoca dei fatti che è stato accompagnato presso l’istituto di pena minorile

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