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Arbitri e Napoli, Guida chiarisce: “Io e Maresca abbiamo scelto di non arbitrare gli azzurri per serenità personale”

Nessun veto territoriale né imposizioni dall’alto: la decisione di non arbitrare le partite del Napoli è stata una scelta personale.

A chiarirlo è Marco Guida, arbitro internazionale, intervenuto ai microfoni di Radio Crc, emittente partner ufficiale del club partenopeo.

Voglio essere trasparente – ha dichiarato –. Non c’è alcun retropensiero sull’eliminazione dei limiti territoriali. Il designatore Gianluca Rocchi ha la libertà di scegliere il miglior arbitro per la miglior partita, e noi siamo persone perbene. Io e Fabio Maresca possiamo arbitrare il Napoli, e probabilmente accadrà. Ma è stata una scelta dettata da ragioni personali”.

Guida ha spiegato come, pur avendo ricevuto proposte in tal senso, lui e il collega Maresca abbiano preferito rinunciare per motivi legati alla propria serenità e sicurezza: “Viviamo a Napoli o nelle vicinanze, e il calcio qui ha un peso emotivo diverso rispetto ad altre città, come Milano. Io ho tre figli, mia moglie ha un’attività e la mattina devo accompagnare i miei bambini. Voglio farlo con tranquillità”.

L’arbitro ha raccontato come errori commessi in campo in passato abbiano avuto conseguenze anche nella vita quotidiana: “Capita di sbagliare, magari assegnando un rigore, e poi non potersi permettere per due giorni nemmeno di uscire per una corsa o andare a fare la spesa. Non è una situazione facile da gestire”.

Guida ha concluso ribadendo che l’AIA (Associazione Italiana Arbitri) garantisce massima libertà e fiducia ai propri direttori di gara, lasciando a ciascuno la possibilità di valutare dove sia più opportuno dirigere: “Non ci sono divieti. Solo scelte fatte con buon senso e responsabilità”.

Come funziona la registrazione nei casinò online: guida pratica

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Prima di registrarsi su una piattaforma di gioco online, è utile capire come funzionano in generale i passaggi richiesti: creazione dell’account, accesso, verifica dell’identità (KYC) e condizioni economiche (depositi, prelievi, eventuali bonus).

In questa guida usiamo anche esempi di operatori presenti sul mercato per spiegare procedure comuni. Per chi desidera approfondire le caratteristiche di un singolo operatore, è possibile consultare una scheda descrittiva come questa:
https://casinostrider.it/casino/dolly-casino-recensione/.

Registrazione: come avviene di solito

La registrazione su molti casinò online segue una procedura standard. In genere viene richiesto di compilare un modulo e confermare alcuni dati personali. Di seguito, i passaggi tipici:

  1. Accedere al sito dell’operatore e aprire la sezione “Iscriviti” o “Registrati”.
  2. Creare le credenziali (nome utente e password) e inserire un’email valida.
  3. Compilare i dati anagrafici richiesti (es. nome, cognome, data di nascita).
  4. Indicare i dati di residenza secondo quanto richiesto dal modulo.
  5. Confermare la registrazione seguendo le istruzioni a schermo.

Requisiti minimi

Nella maggior parte dei casi è necessario essere maggiorenni. Se l’utente decide di utilizzare denaro reale, gli operatori richiedono di norma un metodo di pagamento valido e, soprattutto, il completamento della verifica dell’identità.

Verifica dell’account (KYC): perché viene richiesta

Molte piattaforme applicano procedure di Know Your Customer (KYC) per verificare l’identità e ridurre rischi come frodi e utilizzi non consentiti. In pratica, può essere richiesto:

  • un documento di identità valido;
  • una prova di residenza (ad esempio una bolletta o un documento equivalente che riporti nome e indirizzo).

I tempi possono variare: spesso servono alcuni giorni per la verifica completa. In genere, la sezione dedicata alla verifica è accessibile dall’area personale tramite un pulsante come “Verifica”.

Accesso (login) e gestione credenziali

Una volta creato l’account, l’accesso avviene inserendo username/email e password nell’area “Accedi”. Di solito:

  1. si apre la pagina o finestra di login;
  2. si inseriscono le credenziali scelte in fase di registrazione;
  3. si conferma l’accesso.

Recupero della password

Se si dimentica la password, la maggior parte dei siti prevede una procedura standard tramite “Password dimenticata?”. In genere arriva un’email con un link per impostare una nuova password e completare l’aggiornamento delle credenziali.

Bonus e promozioni: come valutarli correttamente

Alcuni operatori propongono promozioni (ad esempio bonus di benvenuto) con regole specifiche. Prima di aderire è importante verificare attentamente:

  • requisiti di puntata (wagering) e scadenze;
  • limiti di prelievo collegati al bonus;
  • importi minimi di deposito, se previsti;
  • termini e condizioni complessivi.

Queste condizioni possono incidere sul valore reale della promozione, quindi è consigliabile leggerle prima di attivare qualsiasi offerta.

Gioco responsabile

Questa guida ha finalità esclusivamente informative e non rappresenta un invito al gioco. Il gioco d’azzardo comporta rischi e deve essere praticato in modo responsabile. Per informazioni e supporto sulla prevenzione e sul trattamento della dipendenza dal gioco d’azzardo, è importante rivolgersi a risorse e servizi specializzati.

Trasparenza sui link esterni

L’articolo può includere link a risorse esterne citate a scopo informativo. Prima di utilizzare qualsiasi servizio online, è sempre consigliabile verificare licenze, termini e condizioni e le policy pubblicate dall’operatore.

RNG e casualità nei casinò online: cosa significa

Un tema spesso citato nel settore è l’RNG (Random Number Generator), ovvero il meccanismo che determina la casualità dei risultati nei giochi digitali. In molte analisi divulgative viene spiegato come l’RNG sia progettato per produrre esiti non prevedibili; un approfondimento sul tema è disponibile qui:
https://www.tuttotek.it/web-social/speciali-web-social/tecnologia-e-rng-nei-casino-stranieri-lanalisi-di-casinostrider.

In ogni caso, quando si valuta una piattaforma, è buona pratica verificare l’eventuale presenza di certificazioni, audit o informazioni di conformità pubblicate dall’operatore o da enti terzi.

Bologna, multe ai venditori abusivi napoletani fuori dallo stadio

Bologna – Sciarpe, magliette, birre e acqua vendute senza autorizzazione nei pressi dello stadio: è il bilancio dell’attività di controllo della Polizia Locale di Bologna in occasione del match tra i rossoblù e il Napoli.

Dieci verbali e sanzioni per un totale di 7.400 euro sono stati elevati a venditori abusivi, sorpresi a vendere articoli e bevande ai tifosi senza alcun titolo.

Le prime segnalazioni sono giunte alla centrale operativa già dal tardo pomeriggio, quando è stato individuato un venditore attivo in via Porrettana, intento a intercettare i tifosi partenopei diretti verso il settore ospiti.

L’uomo aveva allestito un vero e proprio stand con una struttura in metallo e un piano in legno, trasformando la zona in un piccolo bazar improvvisato. Gli agenti, intervenuti sul posto, hanno sequestrato 164 articoli tra sciarpe, magliette, felpe e cappellini, oltre all’intera struttura.

Poco distante, sempre in via Porrettana, un secondo venditore abusivo è stato colto in flagranza mentre tentava di vendere acqua e birra ai tifosi con l’ausilio di un carrello e una vasca piena di bottiglie. Anche in questo caso, la Polizia Locale ha sequestrato circa 70 bottiglie e tutta l’attrezzatura.

I controlli non hanno risparmiato nemmeno i venditori autorizzati: uno di loro è stato sanzionato più volte per non aver rispettato le norme relative all’occupazione del suolo pubblico nel proprio posteggio.

L’operazione, coordinata dal Comune di Bologna, si inserisce nell’ambito del contrasto al commercio abusivo durante gli eventi sportivi, con l’obiettivo di garantire sicurezza e legalità in un contesto affollato e particolarmente sensibile.

Il Prefetto visita il Parco Nazionale del Vesuvio e l’Osservatorio Vesuviano

Una delegazione della Prefettura di Napoli, guidata dal Prefetto Michele Di Bari, ha effettuato una visita istituzionale al Parco Nazionale del Vesuvio e al Reale Osservatorio Vesuviano.

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di confronto e approfondimento sulle complesse dinamiche legate alla gestione di un territorio unico al mondo per il suo patrimonio naturale, culturale e scientifico, ma anche particolarmente delicato dal punto di vista del rischio vulcanico, in un contesto densamente urbanizzato che coinvolge circa 700.000 abitanti.

La delegazione è stata accolta presso il piazzale di quota Mille, sul versante di Ercolano, per un’escursione guidata sul Gran Cono del Vesuvio. Successivamente, ha visitato il Museo del Reale Osservatorio Vesuviano, dove i ricercatori dell’INGV hanno illustrato il ruolo strategico dell’istituto nella sorveglianza scientifica del vulcano e nella gestione del rischio.

La giornata si è conclusa con un momento conviviale presso il complesso storico dell’Osservatorio, arricchito da un omaggio musicale a cura di un tenore del Teatro di San Carlo, in occasione del centenario della morte di Giacomo Puccini.

“La presenza del Prefetto e della sua delegazione è per noi motivo di orgoglio e al tempo stesso un riconoscimento dell’importanza che questo territorio riveste a livello nazionale” ha dichiarato il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca.

“È fondamentale che le istituzioni si confrontino direttamente sui luoghi, per comprendere a fondo le criticità ma anche le enormi potenzialità del Parco. Solo attraverso una visione condivisa e una collaborazione concreta possiamo garantire tutela, sicurezza e valorizzazione di un’area così straordinaria”.

La Consulta decide sul terzo mandato di De Luca

Napoli – La Corte Costituzionale si prepara a decidere sul caso del terzo mandato di Vincenzo De Luca, presidente della Campania, in un’udienza attesa per domani.

Il ricorso presentato dal Consiglio dei Ministri contro la legge regionale campana – che permetterebbe a De Luca di ricandidarsi – potrebbe avere conseguenze ben oltre i confini del Sud, influenzando anche il dibattito sulla ricandidatura del governatore veneto Luca Zaia.

Uno scontro con ripercussioni nazionali

Il governo ha impugnato la norma campana che fa slittare il conteggio dei mandati, aprendo un fronte caldo con il Pd. Elly Schlein ha già chiuso ogni porta a un nuovo mandato per De Luca, ormai lontano dalla linea del partito.

Ma se la Consulta dovesse bocciare la legge, i democratici potrebbero spingere per un nome condiviso, sull’esempio del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Al contrario, un via libera al terzo mandato darebbe a De Luca un potere negoziale maggiore: correre da indipendente o imporre un suo delfino in cambio del ritiro.

 Il nodo Zaia e lo scontro nel centrodestra

La decisione della Consulta avrà effetti anche al Nord, dove la Lega preme per la ricandidatura di Zaia in Veneto, malgrado le resistenze di Fratelli d’Italia. Il governatore del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, difende la possibilità di un terzo mandato: “Se una norma limita la scelta dei cittadini, è un problema di democrazia”.

Intanto, nel centrodestra si discute tra una candidatura politica (con nomi come Cirielli per FdI e Zinzi per la Lega) e un profilo civico, opzione gradita a Forza Italia dopo il ritiro di Martusciello.

De Luca contro il Pd: “Ipocrisia arte povera”

Il governatore campano non ha risparmiato critiche ai dem, accusandoli di non aver contrastato l’impugnatura del governo: “È vergognoso che un partito di opposizione taccia di fronte a una legge ineguale.

È l’ennesima prova di ipocrisia”. Intanto, tutti gli occhi sono puntati sulla Consulta: la sentenza potrebbe arrivare già domani sera, o al più tardi giovedì. Una decisione che segnerà non solo il futuro della Campania, ma anche gli equilibri della politica nazionale.

San Cipriano D’Aversa, messa in suffragio dei carabinieri caduti in Campania

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Questa mattina, a San Cipriano d’Aversa, presso la sede della Polisportiva Capasso, di via Acquaro, è stata celebrata da Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano (NA) e socio dell’ANC, una Santa Messa in suffragio dei carabinieri della Campania caduti in servizio.

All’evento, organizzato dall’Ispettore Regionale ANC Gen. CA Domenico Cagnazzo e dal Sindaco di San Cipriano d’Aversa, hanno preso parte il Comandante della Legione Carabinieri Campania Gen. D. Canio Giuseppe la Gala, il Comandante Provinciale di Caserta, Col. Manuel Scarso, il Comandante del Gruppo di Aversa, Ten. Col. Pasquale Sasso IOVENE, una rappresentanza dei militari della Provincia tra cui gli ufficiali al comando dei reparti territorialmente competenti.

Presenti alla funzione religiosa anche gli alunni di 4 scuole superiori provenienti dai comuni di San Cipriano d’Aversa, Casal di Principe e Castel Volturno nonchè il Sindaco del Comune di San Cipriano Picentino (SA), gemellato con il comune ospite e una rappresentanza dell’Arma in congedo (ANC).

Al termine della celebrazione eucaristica, i numerosi partecipanti si sono spostati all’esterno della struttura sportiva dove il sindaco di San Cipriano Picentino e la signora Vittoria Iannotti, vedova della MOVM App. SC. Tiziano Della Ratta, hanno scoperto una targa commemorativa di tutti i carabinieri caduti in Campania donata dal Comune di San Cipriano d’Aversa.

Ha preso quindi la parola il Comandante della Legione Carabinieri Campania che, nel salutare i presenti ha rimarcato i concetti di legalità e vicinanza dei carabinieri alla popolazione nonché il ruolo sociale e la necessità di intervenire incisivamente nel quotidiano per migliorare la realtà che ci circonda.

Ad una domanda posta da uno dei numerosi studenti presenti su come un carabiniere possa conciliare il proprio lavoro con l’essere genitore il Generale La Gala ha risposto che ogni militare dell’Arma ha due famiglie, quella di origine e quella composta dalla collettività verso la quale esercita la propria missione e che è proprio la famiglia di origine, con il suo supporto nel quotidiano, che rende possibile l’impegno dallo stesso profuso.

Napoli saluta Roberto De Simone: aperta la camera ardente al San Carlo, domani i funerali nel Duomo

Si è aperta oggi alle 13, nel foyer del Teatro San Carlo di Napoli, la camera ardente per il maestro Roberto De Simone, scomparso ieri all’età di 91 anni. Un ultimo saluto al celebre musicologo, compositore e regista, figura simbolo della cultura partenopea, con i gonfaloni della Regione Campania, della Città Metropolitana e del Comune di Napoli schierati dietro la bara in segno di omaggio istituzionale.

Presente l’assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, mentre il governatore Vincenzo De Luca è intervenuto per rendere tributo a De Simone.

La camera ardente resterà accessibile oggi fino alle 19 e domani dalle 9 alle 14. Subito dopo l’apertura, un quartetto d’archi composto dai professori del San Carlo ha eseguito il Requiem di Mozart, un momento di intensa emozione in memoria del maestro.

I funerali si terranno domani, 9 aprile, alle 16, nel Duomo di Napoli, con una cerimonia officiata dall’arcivescovo metropolita, il cardinale Domenico Battaglia. Per l’occasione, il sindaco Gaetano Manfredi ha proclamato il lutto cittadino, un gesto che sottolinea il profondo legame tra De Simone e la città.
Napoli si prepara così a dire addio a uno dei suoi figli più illustri, la cui eredità artistica e culturale continuerà a risuonare tra le mura del San Carlo e oltre.

Salerno: la Cassazione annulla le accuse contro consigliere regionale Cascone

Salerno – La Corte di Cassazione ha annullato il decreto emesso dalla Corte d’Appello di Salerno nei confronti del consigliere regionale della Campania, Luca Cascone, nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto l’ex presidente della Provincia di Salerno, Franco Alfieri.

La decisione della sesta sezione della Cassazione, che ha accolto il ricorso di Cascone, rinvia il caso per un nuovo giudizio alla Corte d’Appello di Salerno.

“La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio il decreto con cui mi veniva contestato il reato di associazione a delinquere”, ha dichiarato Cascone in una nota. Il consigliere regionale, eletto nel gruppo De Luca presidente, era stato coinvolto nell’inchiesta sugli appalti truccati che ha portato all’arresto di Alfieri.

Cascone, difeso dagli avvocati Cecchino Cacciatore, Massimo Ferrandino e Franco Coppi, ha espresso il suo auspicio che questa decisione possa rappresentare “un primo passo verso la risoluzione di una problematica che mi ha visto inaspettatamente coinvolto”.

Ha inoltre aggiunto di attendere “con serenità che gli organi inquirenti e la magistratura possano continuare le loro attività: valutare questa sentenza, e continuare nelle attività di approfondimento e verifica di tutti i documenti e le circostanze, per poter confermare la mia totale estraneità ai fatti che mi sono stati contestati”.

Il consigliere regionale ha poi sottolineato la difficoltà del periodo trascorso, affermando che sono state “settimane e mesi difficili e pesanti psicologicamente (e non solo) per me, per la mia famiglia e per tutti gli amici e le persone che mi (e ci) vogliono bene; da oggi sembra che possa iniziare a vedersi una flebile luce in fondo al tunnel”.

Ricercatore italiano ucciso e fatto a pezzi in Colombia

Bogotà – Una tragedia sconvolge la comunità italiana all’estero. Alessandro Coatti, 42 anni, ricercatore italiano, è stato brutalmente ucciso e fatto a pezzi a Santa Marta, località turistica della Colombia affacciata sul Mar dei Caraibi. A confermare la notizia è l’Ambasciata italiana a Bogotá.

La macabra scoperta è avvenuta nei pressi dello stadio cittadino, dove la polizia ha rinvenuto una valigia contenente la testa e le braccia dell’uomo. L’identificazione è stata possibile grazie al braccialetto di un hotel che Coatti portava al polso.

Altri resti del corpo sono stati successivamente trovati in un’altra zona della città, alimentando l’ipotesi di un delitto premeditato e particolarmente violento.

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità locali, il ricercatore era uscito sabato sera per recarsi in un locale notturno, ma da quel momento si erano perse le sue tracce.

Il sindaco di Santa Marta, Carlos Pinedo Cuello, ha annunciato attraverso un post su Facebook la messa a disposizione di una ricompensa di 50 milioni di pesos colombiani (circa 10.000 euro) per chiunque fornisca informazioni utili all’arresto dei responsabili.

“Questo delitto non resterà impunito. I criminali devono sapere che a Santa Marta la criminalità non ha posto. Li persegueremo finché non saranno assicurati alla giustizia”, ha dichiarato il primo cittadino.

Coatti si trovava in Colombia per motivi turistici. La Farnesina, in costante contatto con le autorità colombiane, segue da vicino lo sviluppo delle indagini, mentre cresce la preoccupazione per la sicurezza dei cittadini italiani in alcune aree del Paese sudamericano.

Un omaggio a Domenico Sarro: la Missa di Requiem a Napoli e alla Reggia di Caserta

La Fondazione Pietà de’ Turchini si prepara a stupire il pubblico con un evento imperdibile: l’esecuzione della “Missa di Requiem” di Domenico Sarro, in programma per sabato 12 aprile alle ore 19:00, presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena a Napoli.

Questa straordinaria esecuzione compie parte della stagione musicale 2024/25 “Tengo Genio” ed è una coproduzione con l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Inoltre, sarà realizzata un’incisione discografica per la Turchini Records, in collaborazione con la Fondazione Banco di Napoli e il Rotary Club Napoli.

Un’opera “inaudita”

La “Missa di Requiem” è un capolavoro dimenticato, la cui prima esecuzione avvenne durante l’apertura della scorsa stagione. Per la rassegna “Specchi di musica”, prenderà vita una prestigiosa anteprima il 11 aprile alle 17:30 nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta. L’esecuzione della composizione del leggendario compositore napoletano del primo settecento sarà affidata ai Talenti Vulcanici, diretti da Stefano Demicheli, e vedrà la partecipazione anche di La Stagione Armonica, accompagnati dalla Schola Gregoriana della Pietà de’ Turchini, sotto la direzione di Lanfranco Menga.

Un tesoro musicale da riscoprire

La ricerca musicologica condotta da Paologiovanni Maione ha riportato alla luce la “Missa di Requiem”, una scrittura di rara finezza che riflette il sentimento musicale dell’epoca con passaggi profondamente emotivi. Il compositore Domenico Sarro, nato a Trani nel 1679 e trasferitosi a Napoli, è noto per la sua prolifica produzione di musica sacra, sebbene spesso trascurato nella storia della musica. Il manoscritto principale della sua opera è custodito presso la Biblioteca Nazionale Austriaca di Vienna, mentre altre copie si trovano in Polonia, Repubblica Ceca e Germania.

Talenti che brillano

I Talenti Vulcanici, l’ensemble formatosi nel 2011 con l’intento di promuovere giovani musicisti, ha già fatto parlare di sé nella scorsa stagione della Fondazione con l’esecuzione del brano inedito “Partenope l’Eterna”. La Stagione Armonica, attiva dal 1991, vanta un repertorio che spazia dal rinascimento al contemporaneo, sotto la direzione di Stefano Demicheli. L’importanza di valorizzare opere di compositori poco noti come Sarro è evidente: la sua “Missa di Requiem” rimane una gemma da riscoprire nel panorama musicale attuale.

Napoli, funicolare di Chiaia ancora ferma: 28 mesi di chiusura, 9 milioni spesi e disagi continui. Chiesti accertamenti della magistratura

NAPOLI – Ancora un guasto, ancora una notte di disagi per gli utenti della funicolare di Chiaia, a Napoli: dopo 28 mesi di chiusura e 9 milioni di euro di fondi pubblici investiti per la revisione ventennale, l’impianto – riaperto lo scorso 31 gennaio – continua a far registrare stop improvvisi e malfunzionamenti.

L’ultimo episodio si è verificato nella tarda serata di ieri, quando la corsa delle 23:30 è stata sospesa: i viaggiatori, già saliti a bordo dei vagoni, sono stati fatti scendere e gli ingressi sono stati chiusi per impedire ulteriori accessi. Secondo quanto riportato dalla pagina locale di la Repubblica, l’ANM ha attribuito il blocco a un guasto elettrico, risolto dopo circa mezz’ora. Ma la misura sembra ormai colma per i circa 15mila utenti giornalieri della linea, che collega i quartieri Vomero e Chiaia, con fermate intermedie a Palazzolo e al Corso Vittorio Emanuele.

A farsi portavoce del malcontento è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari ed ex presidente della Circoscrizione Vomero, che da anni segue da vicino le vicende dell’impianto. Capodanno ha anche fondato su Facebook il gruppo “Napoli: gli orfani della funicolare di Chiaia“, che conta oltre 1.500 iscritti.

“La situazione è inaccettabile – afferma –. Dopo oltre due anni di stop per lavori, ci ritroviamo con un impianto che continua a guastarsi, con soppressioni delle corse, interruzioni improvvise e, in alcuni casi, passeggeri costretti a percorrere a piedi le scale di emergenza lungo la galleria per raggiungere la stazione più vicina”.

Capodanno chiede un intervento urgente: “Serve l’intervento della magistratura, sia ordinaria che contabile. Vogliamo capire come siano stati spesi i 9 milioni di euro pubblici e perché, nonostante tale investimento, l’impianto non garantisca la continuità e la sicurezza del servizio. I cittadini meritano risposte e trasparenza”.

Camorra, tre ergastoli per il clan D’Alessandro

Tre ergastoli sono stati inflitti oggi al termine del processo celebrato con rito abbreviato per una serie di omicidi di camorra avvenuti tra il 2008 e il 2009 nell’area stabiese, riconducibili al clan D’Alessandro.

A emettere la sentenza è stato il giudice per l’udienza preliminare Antonio De Bellis, accogliendo le richieste del pubblico ministero Giuseppe Cimmarotta.

Condannati all’ergastolo Paolo Carolei, Antonio Lucchese e Catello Romano, accusati – a vario titolo – di aver partecipato all’organizzazione ed esecuzione di diversi omicidi di stampo camorristico.

Tra questi, il brutale agguato a Carmine D’Antuono, avvenuto a Gragnano, confessato dallo stesso Romano, che ha anche ammesso di aver ucciso per errore l’innocente Federico Donnarumma.

Il giudice ha inoltre disposto il rinvio a giudizio per Vincenzo D’Alessandro, ritenuto vertice dell’organizzazione criminale, e Sergio Mosca: entrambi dovranno difendersi in Corte d’Assise dall’accusa di essere i mandanti dell’omicidio del consigliere comunale del Partito Democratico Gino Tommasino, ucciso in un agguato il 3 febbraio 2009. Gli esecutori materiali del delitto sono già stati condannati in via definitiva.

Pesanti anche le altre condanne: 30 anni di reclusione per Salvatore Belviso, collaboratore di giustizia a cui non sono stati riconosciuti i benefici previsti per i pentiti, 19 anni per Raffaele Polito e 16 per Renato Cavaliere, anche loro parte del commando che eseguì l’omicidio Tommasino insieme a Romano.

Carolei, che non è coinvolto nell’omicidio Tommasino, è stato condannato quale mandante  e anche della morte di una vittima innocente della camorra: si tratta di Federico Donnarumma una delle due persone uccise il 28 ottobre 2008 a Gragnano.

Il vero obiettivo dell’agguato era Carmine D’Antuono e Donnarumma venne colpito da Romano perché era in compagnia di D’Antuono.

Il giudice ha infine riconosciuto i risarcimenti alle parti civili, tra cui i familiari delle vittime e il Comune di Castellammare di Stabia. Una sentenza che colpisce duramente il clan D’Alessandro e segna un nuovo passo nella ricostruzione giudiziaria delle faide che hanno insanguinato il territorio stabiese.

 (nella foto: da sinistra in alto Enzo D’Alessandro, Sergio Mosca, Paolo Carolei, Renato Cavaliere, Salvatore Belsivo, Catello Romano e Antonio Lucchese)

Salva la casa del Postino di Troisi a Salina, accolto ricorso

La Casa del Postino, celebre rifugio di Massimo Troisi nel film cult ispirato a Pablo Neruda, non sarà demolita: lo ha stabilito il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana, che ha accolto il ricorso straordinario presentato da Giuseppe Cafarella, proprietario dell’immobile situato a Pollara, nella splendida cornice di Salina, nelle Eolie.

Il Comune di Malfa aveva avviato una procedura per dichiarare in parte abusiva la struttura, in seguito alla segnalazione di una vicina di casa che aveva denunciato un ampliamento non autorizzato durante i lavori di ristrutturazione. Ma per i giudici, la villa non è abusiva e rappresenta un patrimonio da tutelare, non solo per la sua bellezza, ma per la sua valenza culturale.

Nella sua motivazione, il giudice relatore Nino Caleca ha sottolineato “l’interesse artistico, paesaggistico e il notevole interesse pubblico” della casa, diventata iconica dopo essere stata scelta come location del film “Il Postino”, ultima interpretazione di Massimo Troisi, candidato a 5 premi Oscar nel 1996. L’immobile è già iscritto nella Carta dei Luoghi dell’Identità e della Memoria della Regione Siciliana, grazie anche al riconoscimento delle Isole Eolie come Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Il proprietario Cafarella ha da sempre respinto le accuse di abuso e aveva anche avanzato la proposta di riconoscere l’immobile come bene culturale di interesse pubblico. “La Casa del Postino è un unicum dell’architettura eoliana, immersa tra ulivi e oleandri – ha spiegato – e deve essere protetta affinché non si perda la sua testimonianza artistica, storica e culturale”.

Casarin: “Inaccettabili aggressioni agli arbitri, servono punizioni esemplari per genitori e dirigenti”

Duro sfogo di Paolo Casarin, ex arbitro internazionale e storico designatore della Serie A e B, dopo la vergognosa aggressione subita da un giovane arbitro di appena 19 anni durante la partita dei playoff Under 17 provinciali tra Russo Sebastiano Calcio Riposto e Pedara, in Sicilia.

L’ex fischietto non usa mezzi termini: “Le aggressioni ai direttori di gara sono inaccettabili. Bisogna limitare la presenza dei genitori negli stadi e punirli in modo esemplare”. Secondo Casarin, non bastano sospensioni temporanee: “I dirigenti complici devono essere cancellati dal calcio, non è questione di settimane o mesi di stop. Se hanno contribuito, non devono più mettere piede in un campo da gioco”.

Il commento si fa ancora più amaro quando Casarin parla del contesto: “Il calcio minore è in apparenza sereno, ma nella realtà è un covo di genitori e dirigenti incapaci. Aggrediscono un arbitro giovanissimo solo per una partita. È sconcertante”. E affonda il colpo: “In Italia ogni genitore pensa che il proprio figlio sia Maradona. E queste sono le conseguenze”.

Casarin propone una linea durissima: “Chiunque aggredisca un arbitro, soprattutto in contesti giovanili, deve essere cancellato dal calcio. Non basta punire, bisogna estirpare questi comportamenti dal sistema”. L’episodio in Sicilia è solo l’ultimo di una lunga serie, e riapre il dibattito su come proteggere i giovani arbitri e salvaguardare lo sport giovanile da chi lo trasforma in un campo di battaglia.

San Giorgio a Cremano, sequestro lampo di un 15enne: rilasciato nel pomeriggio

Un drammatico sequestro ha scosso San Giorgio a Cremano, nella cintura orientale di Napoli. Vittima un ragazzino di soli 15 anni, M.M. figlio di un imprenditore locale, prelevato con la forza questa mattina mentre si stava recando a scuola.

Il ragazzino che frequenta l’Istituto Silvestri verso le 8 di stamane, come fa tutti i giorni, è uscito di casa e stava per andare in garage per prendere la sua auto 50 e andare a scuola.

Secondo le prime ricostruzioni, e secondo quanto raccontato da testimoni sui social network, un gruppo di uomini armati ha aggredito il minore, gli ha calato un cappuccio sulla testa e lo ha trascinato a bordo di un furgone bianco, poi abbandonato e ritrovato dalle forze dell’ordine. Il mezzo risultava rubato, il che fa pensare a un’azione pianificata.

L’allarme e le indagini

La scomparsa del ragazzo è stata segnalata da un passante, e in poche ore l’appello si è diffuso sui social network, con migliaia di condivisioni. Il ragazzo è stato poi ritrovato nel primo pomeriggio.

In Procura, però, si mantiene un assoluto riserbo: gli investigatori stanno lavorando su più piste, ma l’ipotesi più accreditata è quella di un sequestro lampo a scopo di estorsione, forse legato all’attività imprenditoriale del padre.

La caccia ai rapitori

Le forze dell’ordine stanno setacciando la zona e analizzando le telecamere di sorveglianza per ricostruire la dinamica e identificare i responsabili.

 

Strada Maestra chiude il sipario su Mutaverso Teatro, un finale che promette sorprese inaspettate

È in arrivo l’evento conclusivo della nona edizione di Mutaverso Teatro, un’occasione imperdibile per gli amanti del teatro innovativo. Venerdì 11 aprile alle ore 21, il Piccolo Teatro del Giullare di Salerno accoglierà **Strada Maestra**, un’opera che trascende il concetto di semplice spettacolo, scritta, diretta e interpretata da Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich.

Un viaggio oltre la scena

**Strada Maestra** rappresenta il culmine di un anno di ricerca, durante il quale i due autori hanno intrapreso una vera e propria odyssey, avventurandosi in diversi territori e interagendo con una pluralità di umanità che vive a contatto con la natura. La loro missione? **Osservare senza il filtro dell’ego, ponendosi domande fondamentali**. La “strada maestra” simboleggia il percorso scelto dai due artisti, che non può non passare attraverso interrogativi esistenziali.

Questioni e coinvolgimento

Tra queste domande spiccano: **Esiste un patto tra noi e la natura? Siamo ancora in grado di osservarla? La nostra essenza è più legata alla città o alla natura?** Nardinocchi e Matcovich cercano di rispondere a questi quesiti mentre esplorano storie di contadini, apicoltori e pescatori, portando sul palcoscenico un totem realizzato con oggetti donati da queste figure incontrate lungo il cammino. Il pubblico non avrà il lusso di una visione passiva: il coinvolgimento sarà fondamentale, e non mancheranno le domande rivolte agli spettatori. **L’arte del teatro, in questo contesto, si esprime non nel fornire risposte ma nel stimolare il pensiero critico e la riflessione**.

Dettagli dell’evento

Informazioni:
– Data: 11 aprile 2025, ore 21.00
– Luogo: Piccolo Teatro del Giullare, Via Vernieri (Trav. Incagliati 2), Salerno
– Biglietti: Intero 13 €, Ridotto under 30 10 €

Preparati a metterti in discussione e a esplorare nuove prospettive in questo sorprendente finale di stagione del Mutaverso Teatro.

Miguel Ángel Candelas Colodrón protagonista di un incontro esclusivo all’Istituto Cervantes

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All’Instituto Cervantes di Napoli si preannuncia un evento imperdibile per gli appassionati di letteratura. Giovedì 10 aprile, alle ore 16, il rinomato ispanista Miguel Ángel Candelas Colodrón, professore dell’Università di Vigo e noto esperto di poesia barocca, presenterà il suo libro **”Nápoles en la literatura española de los siglos XVI y XVII.”**

L’incontro si terrà nella sede dell’istituto di lingua e cultura spagnola, situata in via Chiatamone, 6G, e l’ingresso sarà libero fino ad esaurimento posti. L’evento sarà introdotto da Ana Navarro, la direttrice dell’Instituto Cervantes.

Un viaggio nella storia letteraria di Napoli

La città di Napoli, tra il XVI e il XVII secolo, si affermò come un epicentro culturale di rilevante importanza per la letteratura in lingua spagnola. Con l’arrivo degli Aragonesi e il regno di Alfonso V, Napoli si trasformò nel principale punto di interconnessione tra le due penisole. La conquista francese del 1504 la rese un fulcro politico, mutando in un esempio emblematico della cultura austriaca. Questo periodo, analizzato nel libro, si conclude all’inizio del XVIII secolo, attraversando le crisi e le guerre europee legate alla successione spagnola e all’emergere del Regno di Napoli sotto i Borbone.

Riflessioni su un’eredità culturale

Il libro esamina vari discorsi letterari del vicereame, analizzando testi che, pur avendo minori intenti estetici, catturano l’essenza di un’epoca. Si evidenziano rappresentazioni in cui Napoli non è solo uno sfondo, ma diventa simbolo di un periodo. Si pone particolare attenzione al rapporto tra le autorità e gli scrittori di corte, nonché al loro coinvolgimento nell’amministrazione del territorio. Originariamente destinato a un pubblico di esperti e appassionati della letteratura del XVI e XVII secolo, il libro è stato concepito durante la pandemia per un pubblico più ampio, acquisendo così caratteristiche di testo popolare. La lettura si presenta come un saggio volto a rivelare la ricchezza del panorama letterario, sociale e politico di Napoli, offrendo un tributo toccante e riflessivo al suo ruolo nella letteratura spagnola e nel contesto europeo.

Un esperto di spessore

Miguel Ángel Candelas Colodrón, come professore di Letteratura spagnola del XVI e XVII secolo, ha dedicato la sua carriera allo studio della poesia del XVII secolo, concentrandosi sull’opera di Francisco de Quevedo. Le sue ricerche e pubblicazioni sulla poesia e la prosa politica hanno contribuito a farlo diventare una figura di riferimento nel campo della letteratura spagnola, avendo preso parte a numerosi progetti di ricerca e conferenze internazionali. L’incontro promette di fornire un’analisi profonda e stimolante di Napoli, non solo come cornice, ma come vera protagonista della cultura di quel periodo.

Salerno, fermati tre scafisti dopo lo sbarco di 108 migranti

Salerno– Tre presunti scafisti sono stati fermati a Salerno dopo lo sbarco di 108 migranti avvenuto ieri dalla nave umanitaria Aita Mari, gestita dall’organizzazione Salvamento Marítimo Humanitario.

Si tratta di tre cittadini egiziani, di 24, 21 e 40 anni, individuati grazie alle indagini congiunte della Squadra Mobile della Questura di Salerno e della Guardia di Finanza. Il fermo è ora al vaglio del giudice per la convalida.

Secondo gli inquirenti, i tre sarebbero responsabili della conduzione del barchino protagonista del primo salvataggio effettuato nel Mediterraneo. I migranti, soccorsi in due diverse operazioni SAR (ricerca e salvataggio), hanno fornito elementi utili durante le audizioni, contribuendo in modo decisivo all’identificazione dei presunti trafficanti.

Il questore di Salerno, Giancarlo Conticchio, ha spiegato: «Ieri abbiamo attivato una macchina ben collaudata per fornire il primo soccorso e l’assistenza. La priorità è garantire le condizioni di salute dei migranti, ma poi c’è anche l’aspetto penale, quello di individuare chi li sfrutta per portarli in Italia».

Secondo quanto emerso, le persone a bordo avrebbero pagato fino a 3.000 euro per affrontare il viaggio verso l’Europa, oltre a subire violenze e abusi nei Paesi di partenza. «Il nostro pensiero va a loro – ha aggiunto il questore – alle donne e a tutte le persone abusate e sfruttate. Stiamo valutando attentamente eventuali testimonianze di violenze subite prima della partenza, un tema delicato di cui spesso le vittime faticano a parlare. Tuttavia, grazie ai mediatori culturali, sono emersi alcuni elementi».

Ai migranti che hanno collaborato con le autorità viene ora applicata una procedura accelerata per il rilascio di un permesso di soggiorno di lunga durata, in segno di riconoscimento per l’aiuto fornito alle indagini.

Retail e specializzazione arredo: Mondo Camerette sotto i riflettori per una possibile fusione e da maggio lancerà un nuovo modo di arredare la propria cameretta

Nata dall’idea geniale dell’imprenditore napoletano Giuseppe Caruso, Mondo Camerette rappresenta oggi una delle realtà più solide e riconosciute nel panorama nazionale del settore arredo per bambini e ragazzi. Fondata nel 2011, l’azienda ha saputo crescere in maniera costante, fino a diventare l’unico marchio specializzato con oltre 25 punti vendita distribuiti lungo tutto il territorio italiano. Nel 2025 è prevista l’apertura di altri 4 store e, nei prossimi cinque anni, l’ambizioso obiettivo di raddoppiare la presenza commerciale.

Un risultato che si inserisce in un contesto di mercato tutt’altro che favorevole: secondo i dati di settore, il comparto dell’arredamento ha registrato nel 2024 un calo medio del -3,7%. In netta controtendenza, Mondo Camerette ha chiuso l’anno con un sorprendente +8%, confermando la bontà della formula vincente che mescola competenza, specializzazione e approccio consulenziale.

“La perfezione non esiste, ma noi di Mondo Camerette non possiamo deludere le aspettative dei nostri clienti”. È questa una delle frasi più rappresentative del pensiero del CEO Giuseppe Caruso, pronunciata sui suoi canali social, che ben sintetizza l’approccio customer-centrico dell’intera azienda. Mondo Camerette, infatti, non vende solo prodotti, ma servizi, offrendo ai clienti soluzioni personalizzate, progettazione, consulenza e un’esperienza d’acquisto unica nel suo genere.

A pochi giorni dal Salone internazionale del Mobile di Milano, si fanno sempre più insistenti le voci di interesse da parte di importanti gruppi retail verso una possibile fusione o acquisizione del marchio. Sono già diversi mesi che alcuni player nazionali del settore hanno avviato confronti con il board dell’azienda, attratti dalla verticalità del format, dalla reputazione del brand e dalla sua struttura già consolidata.

Non è un caso che, stando a quanto emerso, una delle condizioni richieste dagli stessi investitori sarebbe la continuità della governance attuale, capitanata proprio da Caruso e dal suo team, considerati l’anima e la forza motrice di questa avventura imprenditoriale.

Il valore del team dietro il brand

Alla guida operativa della struttura, accanto al CEO Giuseppe Caruso, c’è Gianmichele Pace, figura chiave della direzione generale. Con un’esperienza maturata in realtà del calibro di Berloni e Natuzzi, Pace dal 2017 ha affiancato il patron Caruso contribuendo in modo determinante alla costruzione del posizionamento attuale del brand.

A garantire solidità legale e presidio strategico delle operazioni societarie, un team di avvocati dello stimato Studio Fimmanò, guidato dall’avvocato Giovanni Esposito, punto di riferimento per ogni fase evolutiva del progetto.

La visione finanziaria e la sostenibilità economica del piano di sviluppo sono invece affidate a Franco Canzano e Aldo Morgillo, advisor esperti e consulenti finanziari che da anni affiancano la governance nel controllo dell’andamento economico e nella pianificazione strategica delle prossime fasi di crescita.

Non è un caso che – secondo indiscrezioni – la continuità gestionale dell’attuale team venga posta come condizione necessaria dalle aziende che stanno valutando un’eventuale fusione o acquisizione.

Uno sguardo al futuro: rivoluzione in vista?

Secondo fonti interne non confermate, proprio in occasione del Salone del Mobile, Giuseppe Caruso starebbe lavorando a un progetto innovativo destinato a rivoluzionare il mondo dell’arredo per bambini: “Why buy? Perché comprare la cameretta se puoi noleggiarla?”.

Il nuovo modello, ancora top secret nei dettagli, porterebbe l’azienda a trasformarsi da puro retailer a una realtà orientata ai servizi, in linea con le tendenze più avanzate del mercato. Se confermato, rappresenterebbe un’ulteriore dimostrazione della capacità del brand di innovare e anticipare i bisogni delle famiglie italiane. Dopo due riconoscimenti SMAU, questa potrebbe essere l’ennesima intuizione vincente del visionario CEO partenopeo.

Una cosa è certa: la rivoluzione della cameretta è appena iniziata.

Retail e specializzazione arredo: Mondo Camerette sotto i riflettori per una possibile fusione e da maggio lancerà un nuovo modo di arredare la propria cameretta

 

Dazi sul vino: le opinioni dei produttori italiani al Vinitaly

I produttori di vino italiano esprimono preoccupazione per i dazi americani, ma rimangono ottimisti sulla possibilità di una risoluzione dei conflitti tra Stati Uniti ed Europa.

Questa posizione è stata condivisa all’Adnkronos dal direttore del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano, Paolo Solini, e dalla vicepresidente Susanna Crociani, durante l’ultima edizione del Vinitaly a Verona.

Focus sul Vino Nobile di Montepulciano

“Il vino nobile di Montepulciano è un comprensorio che produce circa 10 milioni di bottiglie di vino, ne vanno in esportazione circa l’80%, quindi è molto rappresentativo. Principalmente è la Germania il primo paese importatore, seguono gli Stati Uniti, che è un paese importante su cui il consorzio e le aziende investono ormai da una decina d’anni molte risorse con ottimi risultati”, ha dichiarato il direttore Solini.

Ha inoltre aggiunto che “il 35% dell’esportato e circa il 20% del Vino Nobile totale viene venduto negli Usa. Perciò questa situazione – gli sviluppi internazionali sui dazi ndr – è tenuta in massima considerazione e crea un po’ di apprensione nei confronti dei produttori, ma siamo fiduciosi che questo gap possa essere superato”.

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