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Taskayali presenta Retrospection – L’undicesimo album in uscita il 25 aprile per la label AreaLive

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Francesco Taskayali, uno dei compositori più creativi del panorama neoclassico contemporaneo, ha annunciato l’uscita del suo attesissimo album, “Retrospection”, previsto per il 25 aprile sotto l’etichetta discografica AreaLive, con il supporto del MiC e di SIAE tramite il programma “Per Chi Crea”.

Questo progetto si preannuncia come un’originale fusione di riflessioni intime e sonorità globali. Il pianoforte, fulcro delle sue opere, interagisce con sax, basso e batteria, creando arrangiamenti che oscillano dal minimalismo alla tensione ritmica.

Un viaggio attraverso la musica

Il lancio del disco sarà anticipato dal singolo “Hakan” in collaborazione con Lorenzo Mancarella, disponibile dall’11 aprile. Inoltre, l’album sarà presentato in anteprima con un concerto showcase all’Auditorium Novecento di Napoli il 27 aprile, con ingresso libero a partire dalle 21:30. Si tratta di un evento unico che permetterà di vivere in prima persona l’atmosfera evocativa di un album che narra storie di strade, conflitti, migrazioni e silenzi.

“Retrospection”: un’opera d’arte

“Retrospection” non è una semplice collezione di brani, ma un vero e proprio diario di viaggio sonoro che esplora i recenti anni di vita artistica e personale di Taskayali. Attraverso i suoi brani si è ispirato a eventi significativi, dai Floating Concert sul Lago di Paola alle navi dei migranti al largo della Sicilia, dalle manifestazioni di Hong Kong alla quiete di Ventotene. L’album riesce a catturare l’essenza di luoghi dove la musica diventa testimone, conforto e ponte culturale.

Un concerto esclusivo al cuore di Napoli

In occasione dell’uscita dell’album, Taskayali si esibirà in un concerto esclusivo sempre all’Auditorium Novecento di Napoli il 24 aprile, presentando i brani di “Retrospection” in versione intima per pianoforte e clarinetto. La performance prevede momenti di improvvisazione accompagnati da proiezioni visive che arricchiranno l’esperienza musicale. Taskayali ha dichiarato: “Napoli è una città che ha sempre saputo accogliere storie e suoni diversi. Sarà emozionante suonare questi brani qui, in un luogo che è esso stesso un crocevia di culture.” Taskayali ha portato la sua musica in 25 paesi, esibendosi in contesti al di fuori del comune: dalle piazze ribelli di Kiev alle navi dei migranti, fino ai teatri abbandonati del Venezuela e agli ospedali durante la pandemia. Con **”Retrospection”**, l’artista non solo chiude un cerchio, ma ne apre un altro, presentando un disco che si propone come una lettera d’amore alla musica e all’umanità che la ascolta.

Moby Prince, Ercolano ricorda le vittime a 34 anni dalla tragedia

Ercolano  – A 34 anni dal disastro della Moby Prince, la città di Ercolano si prepara a commemorare le 140 vittime della più grave tragedia della marina mercantile italiana in tempo di pace.

Tra i morti, sette erano ercolanesi, e la comunità non ha mai smesso di chiedere verità e giustizia.

Le commemorazioni in programma

Domani, mercoledì 10 aprile, la città renderà omaggio alle vittime con due momenti solenni:

Alle 9:15, il sindaco Ciro Buonajuto deporrà una corona di fiori a Palazzo di Città.

Alle 18:30, nella Basilica di Santa Maria a Pugliano, sarà celebrata una messa in suffragio, con un significato ancora più profondo: la chiesa è stata infatti scelta come sede giubilare per il Giubileo dei Marittimi, dedicato a chi lavora e vive in mare.

Una ferita ancora aperta

Quella notte del 10 aprile 1991, al largo del porto di Livorno, il traghetto Moby Prince si scontrò con la petroliera Agip Abruzzo, venendo avvolto dalle fiamme. Morirono tutti i passeggeri e l’equipaggio, tranne un sopravvissuto. Le cause della collisione restano ancora oggi controverse, tra errori umani, mancati soccorsi e possibili omissioni.

“A distanza di 34 anni, la nostra comunità non dimentica”, ha dichiarato il sindaco Buonajuto. “È un dovere morale ricordare, soprattutto oggi, a poche settimane dalla richiesta di archiviazione del caso. Noi continueremo a chiedere verità, a domandare cosa sia realmente accaduto quella notte.

Lo dobbiamo ai familiari delle vittime, lo dobbiamo alla nostra coscienza civica, che non può accettare il silenzio su una strage ancora avvolta dal mistero”.

Una battaglia per la verità che non si ferma

Nonostante il tempo trascorso, i dubbi e le polemiche non si sono sopiti. Le indagini si sono concluse più volte con archiviazioni, ma i familiari delle vittime e le istituzioni locali continuano a chiedere chiarezza.

La commemorazione di domani non sarà solo un momento di preghiera e raccoglimento, ma anche un nuovo appello alle istituzioni: perché quella notte di fuoco non resti senza risposte. Perché 140 nomi non siano dimenticati.

Napoli, sequestrato B&b ristrutturato senza autorizzazione

Napoli – Un appartamento in via Salvator Rosa, trasformato in un B&B senza il benestare delle autorità, è stato sequestrato dalla Polizia locale.

L’edificio, non un semplice condominio ma un pezzo di storia dichiarato di particolare interesse culturale, è stato oggetto di lavori di manutenzione straordinaria senza l’autorizzazione della Soprintendenza.

L’Unità Operativa Avvocata della Polizia locale, dopo accurati accertamenti, ha deciso di mettere i sigilli all’appartamento. Non si tratta di un semplice abuso edilizio, ma di un affronto alla cultura e alla storia di Napoli. I responsabili, che pensavano di poter fare il bello e il cattivo tempo, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria.

Questo episodio mette in luce come, nonostante la bellezza e la ricchezza culturale di Napoli, ci sia sempre chi tenta di sfruttare la situazione a proprio vantaggio, ignorando le regole e il rispetto per il passato.

L’operazione si è conclusa con il sequestro dell’immobile, lasciando un monito a chiunque pensi di poter agire impunemente nel cuore di una città che vive e respira storia.

Specialista nelle truffe assicurative arrestata a Castel Volturno

Castel Volturno – I Carabinieri della Tenenza di Castel Volturno hanno arrestato una donna di 33 anni, originaria di Villa Literno, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di La Spezia. La donna è stata riconosciuta colpevole di truffa, reato commesso nel territorio spezzino nel marzo del 2019.

I militari dell’Arma hanno individuato la donna mentre vagava senza meta nel centro abitato del comune domitio. Dopo averla fermata, le hanno notificato l’ordine di carcerazione. La 33enne, già nota alle forze dell’ordine e con precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, dovrà scontare una pena di un anno e due mesi di reclusione.

Secondo le indagini, la donna, in concorso con altri, avrebbe utilizzato un conto corrente a lei intestato per far accreditare somme di denaro provenienti da truffe assicurative.

Dopo le formalità di rito, la donna è stata condotta presso la casa circondariale di Secondigliano, a Napoli.

Napoli-Bari in 2 ore e 40 minuti entro il 2025: completati gli scavi delle gallerie Telese e Reventa

Napoli – Proseguono a ritmo sostenuto i lavori per la nuova linea Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari. Questa mattina è stato completato lo scavo delle gallerie Telese e Reventa, rispettivamente lungo i lotti Frasso Telesino-Telese e Telese-Vitulano, segnando un traguardo fondamentale per l’infrastruttura ferroviaria destinata a rivoluzionare la mobilità nel Sud Italia.

A celebrare l’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria Telese – lunga 3 chilometri – sono intervenuti il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Tullio Ferrante, il sindaco di Telese Terme Giovanni Caporaso, l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) Aldo Isi e il commissario straordinario di Governo per l’opera, Roberto Pagone.

Con l’attivazione del tratto Cancello–Frasso Telesino prevista entro la fine del 2025, sarà possibile viaggiare da Napoli a Bari in appena 2 ore e 40 minuti. Una volta completata l’intera linea, i tempi di percorrenza si ridurranno ulteriormente: 2 ore tra Napoli e Bari, 3 ore tra Bari e Roma e 4 ore per collegare Lecce e Taranto con la capitale.

Il lotto Frasso Telesino–Telese prevede il raddoppio e la velocizzazione della linea ferroviaria per 11 chilometri, oltre alla costruzione di due nuove fermate ad Amorosi e Telese. I lavori, affidati da Rfi sotto la direzione di Italferr (Gruppo FS), sono eseguiti da un’ATI composta da Pizzarotti, Ghella, Itinera, Salcef ed Eds Infrastrutture, per un investimento complessivo di circa 245 milioni di euro.

Parallelamente, è stato completato anche lo scavo della galleria Reventa – lunga circa 150 metri – la prima delle sette previste nel tratto Telese–San Lorenzo Maggiore–Vitulano.

In questa tratta sono in corso interventi per il raddoppio della linea su 19 chilometri e la realizzazione di tre nuove fermate a Solopaca, San Lorenzo e Ponte Casalduni. L’appalto, dal valore complessivo di circa 500 milioni di euro, è stato affidato al Consorzio Telese (Ghella, Itinera, Salcef e Coget Impianti).

L’intera linea Napoli-Bari, dal valore di circa 6 miliardi di euro – finanziata anche con fondi PNRR – rappresenta un’infrastruttura strategica inserita nel corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia–Mediterraneo.

Il progetto rientra inoltre nell’iniziativa “Cantieri Parlanti” promossa da FS in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con l’obiettivo di garantire trasparenza e informazione sulle grandi opere in corso.

Il primo tratto Bovino-Cervaro è operativo dal 2017, mentre su tutte le altre tratte i cantieri sono attualmente attivi. Una volta ultimata, la nuova linea AV/AC favorirà il collegamento trasversale tra il Tirreno e l’Adriatico, migliorando sensibilmente la connettività tra Puglia, Campania e il resto della rete ad alta velocità nazionale.

Terzo mandato, attesa la decisione della Consulta sul caso Campania

Roma – È attesa nelle prossime ore la decisione della Corte Costituzionale sul ricorso presentato da Palazzo Chigi contro la legge approvata dalla Regione Campania che, secondo il Governo, aggirerebbe il divieto del terzo mandato consecutivo per i presidenti di Regione.

Al centro del giudizio, la norma voluta dall’amministrazione del governatore Vincenzo De Luca, che escluderebbe dal conteggio dei mandati quelli precedenti all’entrata in vigore della legge regionale, consentendo così una sua possibile ricandidatura.

Durante l’udienza pubblica tenutasi questa mattina, l’Avvocatura dello Stato, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio, ha sostenuto con forza l’incostituzionalità della norma campana.

“Esiste un chiaro divieto nazionale al terzo mandato – hanno spiegato gli avvocati Ruggero Di Martino ed Eugenio De Bonis – e le leggi regionali devono rispettare questo principio. Ogni deroga rappresenta una violazione della normativa statale”.

Secondo l’Avvocatura, il limite dei due mandati era già implicito nella normativa del 2004 e non può essere superato da una legge regionale che ne modifichi la decorrenza: “Il provvedimento campano contraddice le disposizioni costituzionali e mina il principio di uniformità sull’elettorato passivo su scala nazionale”.

La difesa della Campania: “Norma legittima e coerente con quanto fatto in altre Regioni”

Di tutt’altra opinione i legali della Regione Campania, Giandomenico Falcon, Marcello Cecchetti e Aristide Police, che hanno definito “inammissibile” il ricorso del Governo. “Non si comprende – hanno sottolineato in aula – perché la legge campana venga contestata mentre provvedimenti analoghi adottati in Marche, Piemonte e Veneto non hanno suscitato alcuna reazione da parte dell’esecutivo”.

La difesa regionale ha sostenuto che la norma nazionale sul limite dei mandati non è autoapplicativa, ma necessita di un recepimento attraverso legislazione regionale. Proprio come accaduto in altre Regioni che hanno deliberato in modo simile, facendo partire il computo dei mandati solo dalle legislature successive all’approvazione della legge.

“Accogliere il ricorso – ha dichiarato Falcon – significherebbe creare una disparità, non sanarla. In Veneto, ad esempio, la legge ha permesso a Luca Zaia di ottenere un terzo mandato nel 2020, con la possibilità teorica di un quarto. Perché allora colpire solo la Campania?”.

Un precedente controverso

Il caso campano rappresenta dunque un nodo giuridico e politico di primo piano, che potrebbe avere ripercussioni su scala nazionale. Il Governo contesta che la Regione avesse già recepito nel 2009 il limite ai due mandati, anche se senza esplicite indicazioni sulla loro decorrenza, rendendo ora illegittima l’attuale deroga.

Tuttavia, come ricordano i legali della Campania, la prassi seguita da altre Regioni apre un precedente rilevante: Marche, Piemonte e Veneto hanno adottato una lettura simile, facendo partire il conteggio dalla legislatura successiva, senza che ciò sollevasse rilievi da parte della Presidenza del Consiglio.

L’attesa per la sentenza

Ora la parola definitiva spetta alla Consulta, che nelle prossime ore dovrà stabilire se la norma campana violi o meno i principi costituzionali. La decisione avrà un peso determinante non solo sul futuro politico di Vincenzo De Luca, ma anche sull’interpretazione generale del principio del limite ai mandati, con potenziali effetti su altre Regioni e sulla legislazione elettorale regionale a livello nazionale.

Tragedia discoteca Santo Domingo:sono 113 i morti, tra cui la star Rubby Perez

Santo Domingo, Repubblica Dominicana – È salito a 113 morti e 155 feriti il tragico bilancio del crollo del tetto della discoteca “Jet Set”, avvenuto nella tarda serata di ieri nella capitale dominicana.

A renderlo noto sono state le autorità locali, che hanno aggiornato i numeri di una catastrofe che ha sconvolto il Paese. L’incidente si è verificato durante un concerto della celebre star musicale Rubby Perez, un evento che aveva attirato un pubblico eterogeneo, composto anche da politici e atleti di spicco. Tra le vittime figura lo stesso Perez, travolto dal disastro.

Le operazioni di soccorso sono proseguite senza sosta per tutta la notte, con i vigili del fuoco e le squadre di emergenza impegnate a scavare tra le macerie alla ricerca di superstiti. I feriti, molti dei quali in condizioni critiche, sono stati trasportati d’urgenza in vari ospedali della zona.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti il direttore nazionale delle emergenze, i ministri della Difesa e della Sanità, oltre al presidente della Repubblica, Luis Abinader, che ha seguito da vicino l’evolversi della situazione.

“Esprimiamo il nostro profondo cordoglio per questa immane tragedia. Stiamo monitorando la situazione minuto per minuto. Tutti i corpi di soccorso sono al lavoro per fornire assistenza e supporto senza sosta”, ha dichiarato Abinader in un messaggio alla nazione.

Tra le vittime spicca anche il nome di Nelsy Cruz, governatrice della provincia nordoccidentale di Montecristi e sorella del famoso giocatore di baseball Nelson Cruz, la cui morte ha aggiunto un ulteriore elemento di shock alla vicenda. Le indagini sulle cause del crollo sono già in corso, mentre il Paese si stringe nel lutto per una delle peggiori tragedie della sua storia recente.

Capaccio Paestum, smaltimento illecito: sequestrata azienda bufalina

In un’operazione che ha dell’incredibile, i militari del Nucleo carabinieri forestale di Capaccio Paestum, insieme al Nucleo provinciale guardie giurate ambientali accademia Kronos sezione di Salerno, hanno sequestrato un’azienda zootecnica locale.

Il titolare dell’azienda è stato deferito all’Autorità giudiziaria per smaltimento illecito di rifiuti, un comportamento che farebbe arrossire anche i meno rispettosi delle regole ambientali.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia giudiziaria, i reflui bufalini, provenienti anche dalle vasche di stoccaggio, a causa della naturale pendenza del piazzale e in assenza di qualsiasi sistema di regimentazione delle acque, sarebbero risultati defluire in direzione del fiume Tusciano.

Questo comportamento irresponsabile mette a rischio non solo l’ambiente, ma anche la salute pubblica, trasformando il paesaggio idilliaco di Capaccio Paestum in un potenziale disastro ecologico. Le autorità stanno ora indagando ulteriormente per assicurarsi che altre aziende non stiano seguendo lo stesso esempio deplorevole. La notizia ha scosso la comunità locale, che si aspettava ben altro rispetto a questi metodi da far west ambientale.

Scafati, nube tossica da roghi di rifiuti: Muscarà chiede intervento urgente

Scafati – Una nube tossica generata da roghi incontrollati presso il sito di stoccaggio rifiuti S.EN.ECA ha avvolto Scafati, scatenando l’allarme tra i residenti e le associazioni ambientaliste.

La consigliera regionale Marì Muscarà ha presentato un’interrogazione urgente alla Giunta Regionale e ha denunciato la situazione al Commissario Straordinario per la Terra dei Fuochi, Generale Giuseppe Vadalà, parlando di “Terra dei Fuochi mai finita”.

Rifiuti pericolosi in fiamme

Secondo le informazioni raccolte, l’incendio avrebbe coinvolto rifiuti plastici, materiali combustibili e, soprattutto, rifiuti pericolosi come amianto, batterie al mercurio, solventi, RAEE, metalli pesanti e PCB, sostanze altamente cancerogene.

La vicinanza del sito a scuole, abitazioni e una fabbrica di trasformazione alimentare ha amplificato la preoccupazione per la salute pubblica.

Critiche all’ARPAC e richieste di chiarezza

Muscarà ha contestato le rassicurazioni dell’ARPAC sulla qualità dell’aria, sottolineando la limitatezza dei dati e la mancata considerazione di fattori come il vento. La consigliera ha chiesto trasparenza sui rifiuti bruciati, sulle autorizzazioni concesse, sui piani di emergenza e sull’impatto dei fumi sulla salute dei cittadini.

Interrogazione e richieste

L’interrogazione di Muscarà include richieste di:

Trasparenza totale sui rifiuti coinvolti.
Mappatura e bonifica dell’area contaminata.
Monitoraggio sanitario per i residenti.
Indagini amministrative e penali sui responsabili.
Revisione del sistema di autorizzazioni per gli impianti a rischio.

Appello all’azione

Muscarà ha lanciato un appello contro l’inerzia istituzionale, chiedendo giustizia ambientale per la Campania e la fine dell’avvelenamento silenzioso delle future generazioni.

La Cassazione ripristina “genitori” sulle carte d’identità: addio a “padre” e “madre”

La Corte di Cassazione ha messo la parola fine a una lunga disputa legale, respingendo il ricorso del Ministero dell’Interno contro la decisione della Corte d’Appello di Roma.

Al centro della vicenda, il decreto ministeriale del 31 gennaio 2019, che aveva eliminato il termine “genitori” dalle carte d’identità dei minori, reintroducendo le diciture “padre” e “madre”. Una scelta che, secondo le sezioni unite civili della Cassazione, risulta “irragionevole e discriminatoria”, come riportato dal Sole 24 Ore.

La sentenza segna una svolta significativa: l’indicazione di “padre” e “madre” sulla carta d’identità elettronica è stata giudicata non rappresentativa di tutte le realtà familiari, in particolare delle coppie dello stesso sesso che hanno fatto ricorso all’adozione in casi particolari, come la stepchild adoption.

Il caso trae origine da una vicenda specifica, emersa a Roma, dove il Tribunale aveva ordinato di indicare esclusivamente “genitore” sulla carta d’identità di un minore, figlio di due madri – una biologica e una adottiva.

Per i giudici di piazzale Clodio, la modifica era necessaria per garantire che il documento, valido anche per l’espatrio, rispecchiasse fedelmente lo stato civile del bambino. Una carta d’identità che riportasse “padre” e “madre” non avrebbe rappresentato la sua reale situazione familiare, limitando così il diritto del minore a un’identità coerente, utile anche per viaggi all’estero.

Il modello predisposto dal Viminale, secondo la Cassazione, non tiene conto della pluralità delle “legittime conformazioni dei nuclei familiari” e dei rapporti di filiazione. Nel caso specifico, il decreto del 2019 consentiva di indicare adeguatamente solo una delle due madri, costringendo l’altra a vedersi attribuita una qualifica – “padre” – incompatibile con il suo genere. Una situazione che, per i supremi giudici, viola i principi di equità e non discriminazione.

Neonata morta in culla: i genitori contestavano i carabinieri. A processo per omicidio

Santa Maria a Vico  – “Che siete venuti a fare?” Furono queste le parole con cui i genitori di Aurora Savino, la neonata di 45 giorni trovata morta il 2 settembre 2023 nella sua culla, accolsero i militari giunti sul posto dopo una segnalazione del 118.

Sul corpicino della piccola erano visibili ustioni ed ecchimosi, segni che hanno portato all’apertura di un’inchiesta e all’incriminazione per omicidio del padre, Emanuele Savino, 28 anni, e della madre, Anna Gammella, 21.

L’intervento dei carabinieri e le circostanze sospette

A ricostruire i momenti successivi alla scoperta del corpo sono stati i militari intervenuti, tra cui il comandante della stazione di Santa Maria a Vico, Luisiano D’Ambrosio, durante l’udienza davanti alla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere.

Il carabiniere ha raccontato di aver trovato in casa, oltre al personale del 118, l’impresario delle pompe funebri Pasquale Russo, già presente nonostante non fosse ancora stato disposto il rilascio della salma. “Discutemmo con i genitori, che non volevano che fossimo lì”, ha riferito D’Ambrosio, aggiungendo che la piccola giaceva nella culla “con gli occhi semichiusi e lividi vicino all’occhio”.

Il nonno e il massaggio cardiaco “fai da te”

Particolarmente significativa è stata anche la testimonianza di Gennaro Savino, padre di Emanuele e nonno della vittima. L’uomo ha dichiarato di aver chiamato immediatamente le pompe funebri, convinto che si trattasse di una morte naturale, e di aver persino praticato alla neonata un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, ritenendo – a suo dire – di avere competenze mediche, nonostante sia solo diplomato.

Interrogato sulle ecchimosi riscontrate sul corpo della piccola, Savino ha sostenuto di non averle notate e, quando il pm Stefania Pontillo gli ha mostrato le foto del corpicino martoriato, ha affermato che “erano alterate”.

Le prove e l’arresto dei genitori

Secondo l’accusa, la morte di Aurora sarebbe il risultato di violenze ripetute. I genitori avevano inizialmente spiegato le ustioni con un incidente durante il bagnetto, sostenendo che un getto d’acqua bollente avesse colpito la bambina. Ma l’autopsia e le indagini successive – tra cui l’analisi delle chat tra i due – hanno smentito questa versione, portando al loro arresto per omicidio aggravato nel novembre 2023.

Dalle indagini è emerso che Aurora non era mai stata visitata da un medico nei suoi 45 giorni di vita e che i genitori avrebbero curato le sue ferite con “rimedi casalinghi”, come lo strutto usato come pomata.

I fratellini affidati e lo stato di adottabilità

A seguito del dramma, gli altri due figli della coppia sono stati immediatamente allontanati e affidati a una comunità. Il tribunale ne ha dichiarato lo stato di adottabilità. Al processo si sono costituiti parte civile l’associazione Cam Telefono Azzurro e la tutrice dei minori, rappresentata dall’avvocato Maria Rosaria Genovesi.

L’avvocato Clara Niola, difensore di Telefono Azzurro, ha chiesto chiarimenti sull’orario in cui Aurora fu portata dal nonno e sul tempo trascorso prima dell’arrivo dei soccorsi, elementi cruciali per ricostruire la dinamica dei fatti.

Un caso che ha sconvolto il paese

Il raccapricciante episodio ha scosso Santa Maria a Vico, dove la piccola Aurora è diventata simbolo di una tragedia annunciata. Ora la giustizia dovrà stabilire se quei lividi e quelle ustioni siano davvero la conseguenza di un amore tradito o di un terribile incidente. Ma le prove sembrano parlare chiaro

Bando del Premio Bianca d’Aponte 2025: Scadenza 18 Aprile

Il Premio Bianca d’Aponte, giunto alla sua 21a edizione, è un importante contest per cantautrici, ormai un punto fermo nel panorama musicale italiano. La scadenza per iscriversi al concorso è fissata per venerdì 18 aprile.

Iscrizione Gratuita e Aperta a Tutti i Generi Musicali

L’iscrizione al Premio è gratuita e non prevede alcuna limitazione di genere musicale, dal rock alternativo alla canzone d’autore. La scheda di iscrizione e il bando sono disponibili sul sito ufficiale: www.premiobiancadaponte.it

Le Finali e la Masterclass di Scrittura

Le finali dell’edizione 2025 si terranno al Teatro Cimarosa di Aversa il 24 e 25 ottobre. La vigilia delle finali, il 23 ottobre, si svolgerà una masterclass sulla scrittura delle canzoni, condotta da Giuseppe Anastasi con Giuseppe Barbera. La direzione artistica dell’evento è affidata a Ferruccio Spinetti.

Selezioni e Comitato di Garanzia

Dopo la scadenza del bando, inizieranno le selezioni delle finaliste, con la fase finale affidata a un ampio Comitato di Garanzia, composto da cantanti, autori, giornalisti musicali e professionisti del settore. Alcuni di questi membri faranno parte delle giurie che assegneranno i premi nelle serate finali di ottobre.

Premi e Riconoscimenti

Alla vincitrice del Premio Assoluto sarà assegnata una borsa di studio di € 1.000,00 mentre la vincitrice del Premio della Critica “Fausto Mesolella” riceverà una borsa di € 800,00. Inoltre, saranno conferite delle targhe al miglior testo (dedicata a **Oscar Avogadro**), alla migliore musica e alla migliore interpretazione. Sono previsti anche numerosi altri premi e bonus.

Premio Bianca d’Aponte in Tour

Le finaliste del concorso avranno anche l’opportunità di partecipare a festival e concerti collettivi in Italia e all’estero, grazie al progetto “Premio Bianca d’Aponte in tour”. Nei giorni scorsi, alcune finaliste si sono esibite a Praga, Madrid e Logroño.

Un’Occasione di Crescita e Incontro con gli Addetti ai Lavori

Il Premio è anche una vetrina per le finaliste, che potranno incontrare e confrontarsi con professionisti del settore musicale. Le madrine della giuria principale sono artiste di rilievo che, oltre a presiedere la giuria, presentano una canzone di Bianca d’Aponte, la cantautrice a cui il concorso è dedicato.

Le Madrine del Premio e gli Ospiti di Prestigio

Nel corso degli anni, si sono susseguite come madrine del concorso artiste del calibro di Arisa, Rachele Bastreghi (Baustelle), Rossana Casale, Irene Grandi, Paola Turci, Nada, Tosca, Margherita Vicario, Nina Zilli e molte altre. Tra gli ospiti di prestigio che hanno partecipato alla rassegna troviamo Niccolò Fabi, Mauro Pagani, Diodato, Enzo Avitabile, Avion Travel, Giovanni Truppi, e Teresa De Sio, solo per citarne alcuni.

Contatti per Maggiori Informazioni

Per ulteriori dettagli, è possibile contattare l’organizzazione ai numeri: 336 694666, 335 5383937, o inviare una mail a info@biancadaponte.it o info@premiobiancadaponte.it.

Faccere di Massimo Andrei approda al Teatro Sala Moliére di Pozzuoli il 12 e 13 aprile

Faccere, l’ultima creazione firmata da Massimo Andrei e diretta da Peppe Miale, sta conquistando il pubblico grazie a una combinazione esplosiva di umorismo e critica sociale. La rappresentazione farà tappa al Teatro Sala Molière di Pozzuoli (viale Bognar 21) nelle serate di sabato 12 aprile alle ore 21:00 e domenica 13 aprile alle ore 19:00. Dopo aver incantato nelle sue prime sei repliche, lo spettacolo prosegue il suo tour nei teatri campani, promettendo di intrattenere con un mix di divertimento e riflessione profonda.

Un Cast Talentuoso

Protagoniste dell’opera sono le carismatiche Roberta Misticone e Titti Nuzzolese, che danno vita a Valentina e Rosaria, due consulenti di bellezza intrappolate nella routine di un beauty center. La “faccera” simbolizza la duplicità dell’essere umano, un delicato equilibrio tra l’immagine esteriore e la verità interiore. Le risate si intrecciano a momenti di pura introspezione, trattando l’ossessione contemporanea per l’apparenza e il bisogno di auto-consapevolezza.

Riflessioni Cutting-Edge

Massimo Andrei stesso sottolinea che “Faccere è uno spettacolo coinvolgente che affronta temi delicati e profondi con la leggerezza della risata“. Le protagoniste, venditrici di bellezza, portano in scena non just il gioco delle apparenze, ma anche le loro lotte interiori. La storia mette in evidenza le sfide del mondo femminile, rivelando un panorama complesso di amicizia, crisi identitarie e desiderio di accettazione.

Colonna Sonora e Produzione

Ogni momento è amplificato dalla colonna sonora originale di Mariano Bellopede, che alterna melodie leggere a toni più intensi, sottolineando il conflitto tra ciò che mostriamo e chi siamo realmente. Mudra Arti dello Spettacolo, sotto la direzione artistica di Olimpia Panariello, continua a innovare nel panorama culturale campano, presentando eventi che stimolano la riflessione oltre l’intrattenimento. Con un approccio audace, Faccere affronta i temi di attualità in modo sensazionale, invitando il pubblico a ridere mentre si pone domande fondamentali sulla propria identità e sulle pressioni sociali.

IA e budget marketing: l’analisi del SEO Roberto Serra su come cambiano gli investimenti digitali

L’Intelligenza Artificiale come acceleratore strategico: ripensare l’allocazione delle risorse nel marketing

L’Intelligenza Artificiale (IA) ha smesso da tempo di essere un concetto relegato alla fantascienza per diventare una realtà tangibile che permea sempre più aspetti del business.

Tra i settori maggiormente influenzati, il marketing digitale sta vivendo una trasformazione radicale. L’avvento di strumenti basati sull’IA non solo modifica le strategie e le operatività quotidiane, ma impone anche un ripensamento profondo su come vengono allocati i budget dedicati al marketing. Per gli imprenditori, comprendere questa evoluzione è fondamentale per rimanere competitivi e massimizzare il ritorno sugli investimenti.

Per fare luce su questo scenario in rapida evoluzione e fornire spunti concreti agli imprenditori, abbiamo consultato Roberto Serra, fondatore dellomonima agenzia SEO e consulente strategico nel marketing digitale, noto per il suo approccio pragmatico e basato sull’analisi dei dati. Secondo Serra, l’IA non è semplicemente un nuovo tool, ma un vero e proprio cambio di paradigma che richiede una visione strategica nell’allocazione delle risorse.

Ottimizzazione ed efficienza: l’IA che libera risorse strategiche

Uno degli impatti più immediati dell’IA sul marketing è la sua capacità di automatizzare compiti ripetitivi e ottimizzare processi complessi. Dalla gestione delle campagne pubblicitarie (come il bidding automatico su piattaforme come Google Ads) all’analisi di grandi volumi di dati per segmentare il pubblico, fino alla generazione di bozze di contenuti o alla gestione di chatbot per il customer service di primo livello, l’IA promette un notevole aumento dell’efficienza.

“Molti imprenditori vedono nell’IA principalmente un modo per tagliare i costi, magari riducendo il personale dedicato ad attività routinarie,” osserva Roberto Serra. “Tuttavia, questa è una visione limitata. Il vero valore sta nel reindirizzare le risorse – sia economiche che umane – liberate dall’automazione verso attività a più alto valore aggiunto: la strategia, la creatività, l’analisi approfondita dei dati generati dalla stessa IA, la supervisione etica e qualitativa dei processi automatizzati.” L’esperto sottolinea che l’adozione dell’IA spesso non significa spendere meno in assoluto, ma spendere meglio, concentrando gli investimenti dove l’intelligenza umana è insostituibile. Ad esempio, un budget prima destinato a ore di lavoro manuale per l’analisi di report può essere ora investito nell’acquisto di piattaforme AI più sofisticate o nella formazione del team per interpretare insight più complessi. Le statistiche mostrano una crescita significativa del mercato AI in Italia, indicando che le aziende stanno investendo in queste tecnologie, anche se l’adozione nelle PMI è ancora in fase iniziale rispetto alla media europea o alle grandi imprese.

Nuove frontiere, nuovi investimenti: personalizzazione su scala e analisi predittiva. Oltre all’ottimizzazione dell’esistente, l’IA apre frontiere completamente nuove per il marketing, che richiedono investimenti specifici. La capacità di analizzare dati comportamentali in tempo reale permette livelli di personalizzazione dell’esperienza utente impensabili fino a pochi anni fa, creando comunicazioni e offerte su misura per singoli individui, su larga scala. Questo, secondo Serra, è un ambito dove l’investimento in IA può generare un ROI significativo, migliorando l’engagement e i tassi di conversione.

“L’IA non serve solo a fare meglio cose che già facevamo, ma a fare cose completamente nuove,” spiega Serra. “Pensiamo all’analisi predittiva: usare l’IA per anticipare le tendenze di mercato o i comportamenti dei consumatori, identificare potenziali clienti a rischio di abbandono (churn prediction) o stimare il valore futuro di un cliente (Customer Lifetime Value). Queste capacità richiedono investimenti non solo negli strumenti software, ma anche nella qualità e strutturazione dei dati – il vero carburante dell’IA – e nelle competenze necessarie per interpretare e agire su queste previsioni.” Serra avverte che investire in tool AI senza una solida base di dati di qualità e una chiara strategia di implementazione rischia di essere uno spreco di budget. I dati indicano che una quota importante degli investimenti AI in Italia è focalizzata proprio su l’analisi e l’estrazione di valore dai dati, confermando questa tendenza.

In sintesi, l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sui budget di marketing non si traduce necessariamente in una loro contrazione, quanto piuttosto in una profonda ri-allocazione strategica.

Come evidenziato da Roberto Serra, l’efficienza generata dall’automazione dovrebbe liberare risorse per investimenti mirati in aree ad alto valore aggiunto come la strategia, la creatività, la personalizzazione spinta e l’analisi predittiva.

Per gli imprenditori, la sfida non è solo adottare la tecnologia, ma integrarla in modo intelligente nella propria strategia di marketing, supportati da dati solidi e competenze adeguate, per trasformare l’IA da semplice voce di costo a vero motore di crescita competitiva.

San Giorgio a Cremano, il padre del 15enne rapito: “Ho temuto di non rivederlo più”

San Giorgio a Cremano  – “Ho temuto di non rivedere più mio figlio”. Con la voce rotta dalla commozione, l’imprenditore Pino ha raccontato ai giornalisti i momenti di angoscia vissuti durante il sequestro lampo del figlio 15enne, rapito ieri mattina nei pressi della loro abitazione.

Il giovane, studente del liceo scientifico “Silvestri” di Portici, è stato prelevato intorno alle 8 mentre si recava al vicino autolavaggio di famiglia per prendere la sua microcar e dirigersi a scuola. È stato liberato circa otto ore dopo, intorno alle 16.

Il padre ha incontrato i giornalisti questa mattina nella sua abitazione di San Giorgio a Cremano, visibilmente provato ma sollevato per il lieto fine. “Chi ha agito sapeva perfettamente come muoversi. Conosceva le nostre abitudini, sapeva dove si trovava mio figlio e a che ora”, ha dichiarato Pino.

“Si combatteva con questa continua pressione, la richiesta immediata di avere soldi, di incontrarmi, di dovermi liberare dalla Polizia”, racconta il padre. “Ed essendo da sempre una persona sincera, anche in quella situazione, ho scelto di dire la verità: cioè che ero dalla Polizia che non mi avrebbe mai lasciato andare e fare cose di testa mia”.

Uno dei sequestratori aveva lavorato nell’autolavaggio della famiglia del ragazzo

Un dettaglio importante emerge dall’inchiesta: il 24enne arrestato con l’accusa di essere il “carceriere” del ragazzo sarebbe una vecchia conoscenza della famiglia. “Aveva lavorato saltuariamente nel nostro autolavaggio. È una persona del quartiere”, ha spiegato l’imprenditore, lasciando intendere che il legame di conoscenza abbia facilitato l’azione criminale.

Ieri sera, padre e figlio sono stati ascoltati dagli investigatori in Questura, accompagnati dal legale di fiducia, l’avvocato Michele Rullo. Intanto le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio del sequestro e individuare eventuali complici.

 

Palazzo Donn’Anna: alla Fondazione De Felice incontro con Adam Weinberg, Direttore Emerito del Whitney Museum of American Art NY

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L’energia e la visione dell’arte contemporanea americana arrivano a Napoli con un ospite d’eccezione: Adam Weinberg, Direttore Emerito del Whitney Museum of American Art di New York. Nell’ambito della rassegna Narrare il Patrimonio Museale, promossa dalla Fondazione Ezio De Felice, l’incontro offrirà uno sguardo approfondito su uno degli eventi artistici più influenti al mondo, la Whitney Biennial, che da oltre novant’anni definisce e racconta l’identità culturale degli Stati Uniti.

Dettagli dell’Evento

L’appuntamento è in programma per martedì 15 aprile 2025, alle ore 18, presso il Teatro di Palazzo Donn’Anna (Largo Donn’Anna, 9 – Napoli). L’incontro, 18° della rassegna, dal titolo “Promise and Protest: una breve storia della Biennale del Whitney Museum of American Art”, sarà introdotto da Roberto Fedele della Fondazione Ezio De Felice e si concluderà con l’intervento di Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee.

La Storia della Whitney Biennial

Fin dalla sua fondazione nel 1932, la Whitney Biennial ha avuto lo scopo di mettere in luce il rilievo dell’arte americana e di affermarne un’identità autonoma rispetto alla scena europea. Unica istituzione museale interamente dedicata all’arte contemporanea statunitense dell’epoca, la Biennale del Whitney ha da sempre suscitato un forte interesse mediatico e un ampio dibattito culturale.

La Funzione della Biennale

Sin dagli esordi, la Biennale è stata uno spazio di confronto, uno specchio dei cambiamenti sociali e culturali e un termometro delle tendenze artistiche. Ogni edizione ha rappresentato un capitolo della storia istituzionale e culturale americana, riflettendo i movimenti artistici emergenti, le tematiche sociali più urgenti e le trasformazioni del mercato dell’arte.

Controversie e Discussioni

La Biennale ha anche generato controversie e discussioni accese, mettendo spesso in discussione il ruolo dell’arte nella società e la definizione stessa di “arte americana”, offrendo al pubblico una riflessione critica su temi di interesse generale. Negli ultimi decenni, la Biennale ha continuato a evolversi, accogliendo nuovi linguaggi espressivi e sperimentazioni artistiche che spaziano dalla pittura alla scultura, fino alla performance art e alla videoarte.

Adam D. Weinberg: Un Leader del Whitney Museum

Adam D. Weinberg è Direttore Emerito e Membro Onorario del Consiglio di Amministrazione del Whitney Museum of American Art, dopo averne guidato la direzione per 20 anni, dal 2003 al 2023. Sotto la sua leadership, il Whitney ha presentato circa 300 mostre dedicate ad artisti emergenti e affermati, tra cui Edward Hopper, Georgia O’Keeffe, Frank Stella e Julie Mehretu. Durante il suo mandato, la Biennale del Whitney ha continuato a essere un punto di riferimento per l’arte contemporanea, registrando una crescita esponenziale del pubblico e dell’influenza dell’istituzione.

I Successi e i Riconoscimenti di Weinberg

Weinberg ha inoltre curato importanti mostre su artisti del XX e XXI secolo, scritto numerosi cataloghi e tenuto conferenze a livello internazionale. È membro di prestigiosi consigli di amministrazione, tra cui l’American Academy in Rome, l’Art Mill Museum di Doha e la Roy Lichtenstein Foundation. Tra i suoi numerosi riconoscimenti, si annoverano il Premio per il Servizio Distinto alle Arti dell’American Academy of Arts and Letters e l’Insigne dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal governo francese.

La Rassegna “Narrare il Patrimonio Museale”

La rassegna Narrare il Patrimonio Museale nasce nel 2022 per iniziativa della Fondazione Culturale De Felice, con l’obiettivo di attraversare e approfondire i tanti aspetti del mondo della Museografia e della Museologia, in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali della Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e il Dipartimento di Architettura della Università degli Studi di Napoli Federico II.

Il Comitato Organizzativo e la Programmazione

Da quest’anno, la rassegna si avvale di un prestigioso comitato organizzativo formato da Nadia Barrella, Gioconda Cafiero, Roberto Fedele, Angela Tecce e Paolo Mascilli Migliorini. La terza edizione, che rientra nell’anno delle celebrazioni dei vent’anni della Fondazione De Felice, proseguirà fino a giugno 2025. I prossimi incontri vedranno la partecipazione di importanti protagonisti del panorama culturale internazionale come Andrea Viliani, Pier Federico Caliari, e lo Studio Migliore+Servetto, mentre ha già ospitato Gabriel Zuchtriegel, Marco Sala, Stefano Karadjov e Alexander Schwarz.

I Partecipanti delle Edizioni Passate

Ai precedenti cicli di Narrare il Patrimonio Museale hanno partecipato numerosi architetti progettisti, direttori di musei e operatori culturali tra i quali: Fabio Fabbrizzi, Marco Albini, Andrea Canziani e Paola Ascione, Filippo Bricolo, Paolo Giulierini e Andrea Milanese, Alexander Debono, Sylvain Bellenger e Liliana Uccello, Giovanni Minucci, Francesca D’Onofrio e Gianluca Bove (prima edizione 2022-2023). Sono stati ospiti della seconda edizione (2023-2024): Saverio Isola, Stefano Peyretti, Santo Giunta, Fabrizia Paternò, Laura Giusti, Alberto Sifola, Riccardo Imperiali, Christian Greco, Andrea Grimaldi**, Filippo Lambertucci e Stephan Verger.

Fondazione De Felice: Un Luogo di Riflessione Culturale

Un’esperienza che si rinnova per la **Fondazione De Felice**, luogo ricco di memoria del museo che ha scelto di continuare ad essere interlocutore privilegiato in Italia e unico in Campania per quanti hanno interesse a discutere di spazi, progetti e idee rivolte al mondo dei Musei.

Come Partecipare e Seguire gli Incontri

È possibile rivedere le registrazioni degli incontri su YouTube Fondazione De Felice. Aggiornamenti del calendario degli appuntamenti sono disponibili su www.fondazionedefelice.it.

Truffe agli anziani: bottino da quasi 2 milioni di euro

Una rete criminale altamente organizzata, specializzata in truffe agli anziani, è stata smantellata dalla Squadra Mobile di Genova con il supporto di numerose questure italiane.

Il bilancio è pesante: 103 frodi accertate, vittime “sfinite e terrorizzate”, e un bottino stimato in quasi due milioni di euro tra contanti e gioielli.

La tecnica spietata del “finto incidente”

Il gruppo operava con un modus operandi collaudato: contattavano telefonicamente gli anziani, spacciandosi per forze dell’ordine o avvocati, e li convincevano che un loro familiare avesse causato un grave incidente, necessitando di una cauzione in denaro o preziosi per evitare l’arresto.

Le chiamate, durate anche più di un’ora, erano studiate per isolare psicologicamente la vittima: i truffatori impedivano ogni verifica, a volte imitando persino la voce del parente in pericolo. In alcuni casi, se un familiare era presente in casa, trovavano un pretesto per allontanarlo.

Call center criminali e trasfertisti in azione

L’organizzazione aveva una struttura piramidale:

  • I “telefonisti”, attivi in call center abusivi tra Napoli e Aversa, effettuavano fino a 1.200 chiamate al giorno.
  • I “trasfertisti”, organizzati in almeno sette pattuglie, ritiravano il denaro in tutta Italia, usando auto a noleggio e schede telefoniche anonime.
  • I coordinatori gestivano logistica, finanziamenti e assistenza legale.
  • Il modus operandi: “C’è stato un incidente, serve una cauzione”

    La tecnica era collaudata quanto spietata. I truffatori, fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine o avvocati, contattavano le vittime – sempre anziane – raccontando di un finto incidente stradale provocato da un parente stretto, spesso con gravi conseguenze. Con tono allarmato e pressante, chiedevano una “cauzione” in contanti o oggetti di valore per evitare l’arresto del familiare.

    In alcuni casi, arrivavano persino a imitare le voci dei parenti, mantenendo la linea telefonica costantemente occupata per impedire qualsiasi verifica. Quando la vittima cedeva, intervenivano i cosiddetti “trasfertisti”, incaricati del ritiro del denaro. I criminali si spostavano con auto a noleggio e telefoni intestati a prestanome, utilizzando basi logistiche distribuite sul territorio, in particolare tra Napoli e Aversa.

L’indagine partita da Genova

L’inchiesta, avviata nel giugno 2023 dopo la denuncia di un’anziana genovese, ha portato a 75 arresti in flagranza e al sequestro di beni per 1,7 milioni di euro. Gli indagati, tutti over 30 e di origine campana, sono accusati di associazione per delinquere e frode aggravata.

L’appello delle autorità: “Denunciate, non vergognatevi”

Il questore di Genova, Silvia Burdese, ha sottolineato l’importanza della prevenzione e della denuncia:
“Gli anziani vengono violati nella loro casa e nei loro affetti. Molti, per vergogna, non raccontano nulla ai familiari. Ma solo denunciando possiamo fermare questi criminali.”La Liguria, con l’età media più alta d’Italia, è un territorio particolarmente a rischio.

Call center abusivi e 1.200 chiamate al giorno

“La struttura era piramidale, molto organizzata – spiega il dirigente della Mobile di Genova, Carlo Bartelli – con meccanismi precisi per controllare la linea telefonica e mantenere la vittima isolata, spesso per oltre un’ora di conversazione. Alcuni episodi fruttavano anche 50mila euro”.

Un sistema crudele: vittime traumatizzate e isolate

Il questore di Genova, Silvia Burdese, ha evidenziato la gravità del fenomeno: “Parliamo di un mondo fragile, i nostri anziani, che vengono raggirati dentro casa, nei loro affetti più profondi, da criminali privi di qualsiasi empatia. Le conseguenze psicologiche sono devastanti. Alcuni non denunciano nemmeno, per vergogna”.

Fondamentale, ha aggiunto, è stato il coraggio della prima vittima: “Ci ha permesso di aprire un’inchiesta che ha svelato numeri e dinamiche che non immaginavamo. Serve ora uno sforzo collettivo per raggiungere l’ultimo miglio della prevenzione e della consapevolezza”.

Tutti maggiorenni e campani i membri dell’organizzazione

Tutti gli indagati sono maggiorenni, di origine campana, e già noti alle forze dell’ordine. L’organizzazione, radicata soprattutto tra Napoli e Caserta, si muoveva con estrema rapidità, sfruttando la vulnerabilità di una popolazione – come quella ligure – con una delle età medie più alte d’Italia, particolarmente esposta a questo genere di reati.

La Polizia invita la cittadinanza a non fidarsi mai di richieste telefoniche di denaro e ricorda che nessuna forza dell’ordine chiederà mai contanti o gioielli per evitare arresti o denunce. Ogni segnalazione può contribuire a interrompere queste catene di truffe e proteggere le persone più fragili.

Gran galà per il Premio Scena Teatro 2025 in musica, le stelle italiane sfilano al Castello Macchiaroli

Tutto è pronto per l’ultimo appuntamento della rassegna “Teatro – Teggiano”, diretta da Antonello De Rosa, che si terrà nel prestigioso Castello Macchiaroli, situato nel centro storico del Comune di Teggiano.

La Serata di Gala: Concerto e Presentazione del Nuovo Disco

Venerdì 11 aprile, alle ore 20.30, si terrà una serata di musica e gala con il concerto di presentazione del nuovo disco di Manù Squillante, Cristian Rago e Claudio Turner dal titolo “TRA LA MANO, L’OCCHIO E IL CUORE”.

La Conduttrice della Serata: Vittoriana Abate

La serata sarà condotta dalla prestigiosa giornalista Rai, **Vittoriana Abate**, punta di diamante del programma più longevo dei palinsesti Rai, *Porta a Porta*. Abate è anche scrittrice e autrice di programmi e talk di approfondimento. Durante l’evento, verrà consegnato il **Premio Scena Teatro 2025**, nato per volere del “patron” De Rosa e Petrosino nel 2018.

I Premiati del Premio Scena Teatro 2025

A ricevere il Premio Scena Teatro 2025 saranno:

– Cristina Donadio: attrice di successo nel teatro e cinema, musa ispiratrice di numerosi registi, tra cui Enzo Moscato.
– Massimo Masiello: attore e cantante, interprete appassionato del grande Raffaele Viviani.
– Enzo Tammurriello Esposito: cultore, studioso, danzatore e cantore di musica popolare, pittore, scultore e scenografo.
– Mario Guarino: maestro esperto di tammorre.
– Maria Pagano: scrittrice e poetessa.
– Gioita Caiazzo: dirigente della Provincia di Salerno, responsabile dei siti di proprietà della Provincia.
– Rino Di Martino: attore e cantante napoletano, volto noto del teatro Bellini di Napoli.
– Eugenio Piovosa: agente cinematografico di successo.
– Manù Squillante: musicista e compositore eclettico, docente di canto.

La Realizzazione del Premio

Il Premio è stato realizzato da Ceramì, situato in Via Mercanti a Salerno.

Info e Prenotazioni

Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare i numeri 3922710524 o 3333067832 (solo messaggi). I biglietti sono disponibili su Liveticket.

Palomar, terzo e ultimo appuntamento della rassegna letteraria di Battipaglia

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Dopo due appuntamenti culturali che hanno visto protagonisti autori di rilievo come Gianni Valentino e Gianfranco Coppola, il terzo incontro segna il momento culminante della rassegna letteraria “Palomar”. Gli ospiti precedenti hanno trattato temi diversi: la memoria di Pino Daniele e i campioni del calcio. Con il terzo incontro, si torna al cuore del ciclo di incontri: la lettura, la scrittura e i libri come veicoli di sapere e conoscenza. “Palomar” è un personaggio ideato dallo scrittore Italo Calvino, il cui nome richiama un celebre osservatorio astronomico, simboleggiando l’osservazione della realtà, della natura e degli atteggiamenti umani da una prospettiva distante ma attenta.

La Rassegna “Palomar. Scritture Telescopiche”

La rassegna, composta da tre incontri, ha visto la partecipazione di personaggi provenienti da vari ambiti culturali, tra cui la letteratura, la musica, lo spettacolo e lo sport. Durante i primi due incontri, che si sono tenuti il 7 e il 21 marzo, gli ospiti hanno presentato i loro libri, in un dialogo dinamico con il pubblico. L’iniziativa è nata con l’intento di promuovere un confronto attivo e di condivisione di conoscenza.

Il Primo Incontro: Gianni Valentino e “Feeling. Pino Daniele”

Il 7 marzo, Gianni Valentino, autore e corrispondente per “La Repubblica”, ha presentato il suo libro “Feeling. Pino Daniele”, un’opera che celebra l’indimenticabile artista napoletano. Partendo da 12 canzoni simbolo della sua carriera, Valentino ha ricostruito la storia musicale di Pino Daniele, utilizzando un linguaggio che mescola videoclip, cronaca, linguaggi musicali e testimonianze di altri artisti. L’incontro è stato arricchito dalla partecipazione del giornalista Carlo Pecoraro, che ha accompagnato Valentino in questa esplorazione della musica e della cultura di Pino Daniele.

Il Secondo Incontro: Gianfranco Coppola e “CAPITANI PER SEMPRE”

Il 21 marzo, è stato il turno di Gianfranco Coppola, presidente dell’USSI, che ha presentato il suo libro “CAPITANI PER SEMPRE”. In questo volume, Coppola celebra le figure dei capitani di calcio, eroi romantici e simbolici del mondo del calcio. Il libro raccoglie storie e racconti di grandi capitani che hanno segnato la storia del nostro sport. Il giornalista ha condiviso emozioni e racconti attraverso la collaborazione con prestigiosi colleghi del giornalismo sportivo, e l’incontro è stato moderato dall’ex giornalista e editore Marco Lo Basso.

Il terzo incontro: La Presentazione di “Il signor Palomar e Marcovaldo a Torino”

Il 10 aprile, alle ore 11, il salotto comunale ospiterà l’ultimo incontro della rassegna, con la presentazione del libro che ha ispirato il titolo dell’intero ciclo: “Il signor Palomar e Marcovaldo a Torino” di Epifanio Ajello. Il protagonista del libro, Palomar, personaggio creato da Italo Calvino, si ritrova a Torino, dove ha vissuto da giovane, per intraprendere un viaggio alla scoperta di sé e delle sue riflessioni sulla vita e i tempi difficili. L’autore, Epifanio Ajello, docente di Letteratura italiana, sarà accompagnato dalla moderatrice Erminia Pellecchia. Durante l’incontro, l’attore Lucio Allocca, noto per il suo talento teatrale, leggerà brani tratti dal libro. Inoltre, alcune canzoni di Italo Calvino saranno eseguite dal chitarrista Vito Palazzo, membro de I Virtuosi di San Martino.

Palomar come Metafora dell’Essere Umano

Concludendo il ciclo di incontri, il personaggio di Palomar rappresenta una metafora delle peculiarità dell’essere umano, esplorate attraverso le lenti della lettura e della scrittura. Ogni incontro della rassegna ha offerto un’opportunità di riflessione e confronto, alimentando il desiderio di conoscenza e di approfondimento. Il cammino attraverso i libri, guidato da Palomar, ha offerto al pubblico momenti di arricchimento culturale e di dialogo autentico.

Pomigliano, educatrice schiaffeggia bimbo disabile all’asilo: denunciata e allontanata

Pomigliano d’Arco – Ha colpito con uno schiaffo un bambino disabile della scuola dell’infanzia, facendolo cadere a terra. Protagonista dell’episodio una maestra in periodo di prova presso l’istituto partitario “Infanzia Felice” di Pomigliano d’Arco, ora allontanata dalla struttura.

 I familiari stamane hanno presentato denuncia alle forze dell’ordine e poi si sono rivolti al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che ha anche diffuso un video, girato da una inquilina del palazzo situato di fronte alla scuola, in cui si vedrebbe la scena.

Secondo quanto riferito da Borrelli e dal referente territoriale di Europa Verde, Carmine D’Onofrio, il fatto sarebbe avvenuto nel cortile della scuola, durante un momento di gioco. Uno dei bambini, restio a restituire una pallina, sarebbe stato colpito con un ceffone dall’educatrice.

Diversi genitori, testimoni dell’episodio o allertati dai racconti dei figli, si sarebbero rivolti sia alla direzione scolastica che allo stesso Borrelli, preoccupati per i metodi educativi della docente.

La risposta dell’istituto non si è fatta attendere: in una nota ufficiale, la direzione della scuola ha chiarito che la persona coinvolta era in un periodo di prova, non ancora formalmente inserita nello staff educativo, e che “non ha superato la valutazione, in quanto il suo comportamento non è risultato coerente con il nostro metodo pedagogico”.

“Non siamo più nel Medioevo – commentano Borrelli e D’Onofrio –. Chi usa la violenza non può lavorare con i bambini. Sono metodi arcaici e inaccettabili che non devono trovare spazio nelle scuole di oggi”.

Sulla vicenda potrebbero ora aprirsi ulteriori accertamenti da parte della magistratura dopo la denuncia presentata dai familiari del piccolo alunno.