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Storia dei codici sconto dal cartaceo a oggi in Italia con Topnegozi primo portale nato nel 2007

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Storia dei codici sconto dal cartaceo a oggi in Italia con Topnegozi primo portale nato nel 2007

L’esigenza del risparmio economico è sempre più centrale in Italia. Gli ultimi anni, infatti, non hanno risparmiato momenti di crisi, ai quali le persone hanno risposto cercando dritte pratiche per non far soffrire troppo il portafoglio.

In questo scenario spicca il ritorno sulla cresta dell’onda dei coupon. Popolarissimi anche grazie all’esplosione dello shopping online, hanno alle spalle una storia che non tutti conoscono e che è interessante raccontare.

Tutto è partito grazie a un’azienda famosa come Coca-Cola Company che, nell’anno 1887, iniziò a diffondere, prima tramite consegna per posta e successivamente sui giornali, dei bigliettini grazie ai quali i consumatori finali potevano ottenere gratuitamente un bicchiere della celebre bevanda.

Dopo questa prima iniziativa, anche altre aziende seguirono l’esempio. Per citarne un’altra ricordiamo C.W. Post che, grazie al sopra citato strumento, diede la possibilità di comprare i suoi cereali al prezzo ribassato di 1 penny.

Di lì a poco, con la crisi del ’29, i numeri dei coupon salirono alle stelle: ormai non si parlava più di risparmio, ma di effettive necessità di sopravvivenza.

Per vedere il loro arrivo in Italia bisogna guardare agli anni ’90, periodo in cui venivano utilizzati soprattutto per sconti presso supermercati e grandi magazzini ed erano ovviamente da ritagliare dalle pagine delle riviste.

Con il passare degli anni, è aumentata la gamma di prodotti – e servizi – disponibili a prezzo scontato. A dare un boost a tutto ciò ci ha pensato la crescita progressiva dei numeri dello shopping online, nonché la visione pionieristica di idee come quella dietro al portale Topnegozi.

Fondato nell’ormai lontano 2007 da tre amici, questo sito si distingue nell’universo della couponistica sia per l’alto numero di partner commerciali, più di 1000, sia per la precisione e l’aggiornamento continuo delle offerte pubblicate.

Soprattutto in un periodo in cui lo shopping online non è più una tendenza, bensì un’abitudine strutturale nella vita di milioni di persone di ogni età, può essere complesso destreggiarsi fra i tantissimi e-commerce presenti in rete.

Con Topnegozi si risolve alla base questo problema, avendo sempre la certezza, già da un periodo in cui a fare shopping online in Italia erano davvero in pochi, di trovare le offerte più vantaggiose dei top brand di diversi settori.

Tornati prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni anche grazie a programmi televisivi come Pazzi per la Spesa, i coupon, la cui casa è ormai definitivamente sul web, possono essere definiti, a ragione, tra i migliori alleati di chi vuole togliersi qualche sfizio senza perdere mai di vista il portafoglio. 

Femminicidio Martina Carbonaro: gli esperti analizzano anche un suo tablet

Napoli – A sorpresa c’è anche un tablet di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola  il 26 maggio scorso dal suo ex fidanzato Alessio Tucci, 18 anni, tra i dispositivi elettronici sequestrati e dei quali è stata eseguita oggi la copia forense nel corso dell’incidente probatorio.

Il tablet era utilizzato della ragazza, mentre gli altri dispositivi, 6 telefoni cellulari, sono di Tucci, dei suoi genitori e di altri familiari.

Le operazioni di acquisizione dei  file, foto e video, oltre che delle contenuti della conversazioni in chat, da parte dei Carabinieri, che eseguono le indagini con il coordinamento della Procura di Napoli Nord, richiederanno alcuni giorni.

Poi con l’analisi del materiale prelevato dai dispositivi elettronici si potrà scoprire se all’interno sono conservate conversazioni ritenuti rilevanti per la ricostruzione di quanto accaduto la sera del 26 maggio nel casolare abbandonato nei pressi dello stadio di Afragola, dove Tucci, reo confesso, ha più volte colpito con una pietra e ucciso Martina Carbonaro.

Presenti all’accertamento tecnico i consulenti nominati dal legale del 18enne, difeso dall’avvocato Mario Mangazzo, e dal legale della famiglia di Martina Carbonaro, l’avvocato Sergio Pisani.

Anm, biglietto celebrativo per il quarto scudetto del Napoli

Napoli – L’ANM lancia un biglietto celebrativo dedicato alla vittoria del quarto scudetto del Napoli. Il ticket, realizzato in collaborazione con la SSC Napoli, riporterà la foto ufficiale della squadra scattata nella suggestiva stazione Chiaia della Linea 6.

L’iniziativa, annunciata con una nota, rientra nella tradizione di ANM di personalizzare i biglietti per promuovere temi sociali ed eventi significativi, come il numero antiviolenza, la fibromialgia, la Napoli City Half Marathon, il Comicon e il terzo scudetto. “Un fenomeno che ha scatenato il collezionismo”, sottolinea l’azienda.

Saranno stampati 1,5 milioni di biglietti, metà al prezzo di 1,30 € per il trasporto su ferro, metà a 1,50 € per quello di superficie, urbano ed extraurbano. Disponibili dal 20 giugno 2025 presso rivendite autorizzate e ANM Point (Monte Echia, Municipio Linea 1, Augusteo, Fuga, Montesanto e Garibaldi). ANM si congratula con i Campioni d’Italia e la SSC Napoli per il trionfo.

Divieto di lavoro nelle ore più calde, l’ordinanza della Regione Campania

In Campania arriva una stretta contro l’ondata di caldo che sta investendo il territorio e minacciando la salute di migliaia di lavoratori.

Il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha firmato un’ordinanza che vieta le attività lavorative all’aperto nei settori agricolo, edile e affini nella fascia oraria più critica della giornata, dalle 12:30 alle 16:00. Una misura drastica, ma necessaria, per proteggere chi ogni giorno lavora sotto il sole cocente, spesso in condizioni estreme e senza adeguate tutele.

Il divieto sarà applicato nei giorni e nelle aree in cui la mappa del rischio termico, pubblicata sul portale Worklimate, segnalerà condizioni di particolare stress da calore. Una risposta concreta a un problema che negli ultimi anni è diventato emergenza: le alte temperature stanno trasformando i cantieri e i campi agricoli in trappole a cielo aperto, dove anche un turno di lavoro può trasformarsi in un rischio per la vita.

L’ordinanza non lascia spazio a interpretazioni: per i settori esposti alla luce diretta del sole e a intenso sforzo fisico, la sospensione temporanea è obbligatoria. In caso di inosservanza, scatta l’articolo 650 del codice penale. T

uttavia, per i servizi pubblici essenziali o per attività connesse a ragioni di pubblica utilità, i datori di lavoro dovranno comunque garantire l’erogazione minima dei servizi, adottando però tutte le misure necessarie per tutelare il personale coinvolto.

Napoli, scippa due turisti a Porta Nolana: arrestato e condannato giovane tunisino

Una fuga disperata tra i vicoli di Porta Nolana, poi l’arresto in flagranza da parte della Polizia Locale e, nel giro di poche ore, la condanna. È finita così l’avventura criminale di un 22enne tunisino, autore di uno scippo violento ai danni di due turisti in visita a Napoli.

Il giovane, dopo aver strappato un borsello agli stranieri in una delle zone più frequentate dai visitatori, ha tentato la fuga, ma è stato subito intercettato dagli agenti in pattugliamento, protagonisti di un inseguimento fulmineo che si è concluso con il fermo dell’uomo, nonostante il tentativo di opporsi con violenza e le lesioni provocate agli operatori.

Il Tribunale di Napoli ha convalidato l’arresto e, riconoscendo la gravità dei fatti e l’aggressività dimostrata dall’indagato, ha disposto una condanna a un anno e otto mesi di reclusione, pena sospesa.

 Condannato a un anno e 8 mesi di carcere: pena sospesa

Un verdetto rapido, che rientra nel nuovo corso delle azioni di contrasto all’illegalità diffusa messe in campo dalla Polizia Locale sotto il coordinamento del Comando generale, con una particolare attenzione alle aree più sensibili della città, come quelle ad alta concentrazione turistica e commerciale.

Il planetario della Federico II sarà il più grande d’Europa

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La regione Campania è pronta ad ospitare “il planetario più grande d’Europa”, che sta per sorgere in quel di Montecorvino Rovella (provincia di Salerno). L’ultima tranche del progetto sarà finanziata dalla Regione Campania e la struttura prenderà il nome di “Planetario San Pietro”.

A rendere possibile l’idea è stata la sinergia tra l’amministrazione del comune salernitano e il mondo accademico. L’accordo, infatti, coinvolge Montecorvino Rovella, la regione e l’ateneo di Napoli Federico II. L’obiettivo è quello di intrattenere turisti e curiosi e, al contempo, raccontare la bellezza e la grandiosità dell’universo. Naturalmente, grande rilievo verrà concesso alla ricerca scientifica, dalla quale potrebbero arrivare nuove incredibili scoperte.

Ricerca, formazione e futuro: un’alleanza strategica

La ricerca scientifica è il motore del progresso tecnologico e culturale. Senza innovazione, nessuna società può affrontare le sfide del presente, né prepararsi a quelle del futuro. E la sinergia tra istituzioni, Università e centri di ricerca è fondamentale per favorire un ecosistema dinamico e produttivo, orientato alla ricerca e alla scoperta. Tuttavia, affinché questo sistema funzioni per davvero, è essenziale coinvolgere gli studenti in maniera attiva, creativa e responsabile. I giovani rappresentano il futuro della società e offrir loro strumenti concreti e stimolanti vuol dire metterli in condizione di contribuire in modo significativo allo sviluppo scientifico, culturale e sociale del Paese. È proprio in questa fase cruciale della vita di ogni studente che entra in gioco BachelorPrint, il miglior supporto possibile per tutti coloro che stanno portando a compimento il proprio percorso di studi. BachelorPrint offre un servizio professionale di stampa e rilegatura tesi con consegna express, combinando qualità, velocità e attenzione per i dettagli. Un alleato prezioso, in grado di dare valore al lavoro finale di ogni studente, facilitando la chiusura di un percorso impegnativo ma ricco di soddisfazioni.

Il progetto della regione e dell’Università

Quello destinato ad essere il planetario più grande d’Europa, avrà il potere di offrire opportunità senza precedenti agli studenti, ai ricercatori e ai dottorandi dell’ateneo partenopeo. La struttura situata nel comune di Montecorvino Rovella, già parzialmente realizzata ma in attesa dell’ultima parte dei finanziamenti, diverrà un grande laboratorio nel quale gli studenti avranno la possibilità di svolgere tirocini formativi e attività didattiche integrative. I dottorandi, invece, collaboreranno nella realizzazione dei principali progetti di ricerca, mentre ai ricercatori sarà concesso l’accesso alle tecnologie pensate per lo studio del cosmo. L’obiettivo, ha affermato il sindaco di Montecorvino Rovella Martino D’Onofrio, è fare del planetario un importante centro culturale e formativo, capace di attirare anche ricercatori stranieri. La scelta, ha poi aggiunto D’Onofrio, è ricaduta sulla Federico II essendo questa l’Università più importante e orientata al futuro della regione Campania. L’accordo prevede programmi congiunti in termini di formazione, orientamento, ricerca, divulgazione scientifica e didattica. Il referente scelto dall’ateneo federiciano è il professor Giovanni Covone, docente di astronomia e astrofisica, nonché vincitore del Premio Asimov del 2024. Secondo Covone, il planetario offrirà ai ragazzi la preziosa opportunità di studiare in una struttura all’avanguardia, destinata a diventare un polo scientifico di importanza globale. La struttura va ad aggiungersi all’Osservatorio astronomico “Gian Camillo Gloriosi”, anch’esso situato nel territorio comunale del comune salernitano.

Castel Sant’Elmo, l’annuncio del ministro Giuli: entro l’autunno apre il Museo dell’Arte salvata

Napoli risponde al crimine con la bellezza, e lo fa nel segno della memoria e della legalità. Entro l’autunno, tra le mura secolari di Castel Sant’Elmo, aprirà il Museo campano dell’Arte Salvata: un presidio culturale che racconterà storie di opere perdute e poi ritrovate, oggetti trafugati, venduti nel mercato nero, sottratti alla collettività e infine restituiti alla luce grazie all’ostinazione e alla competenza del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri.

L’annuncio arriva dal ministro della Cultura Alessandro Giuli durante il forum “L’economia della cultura” organizzato da Il Mattino e dal Comune di Napoli al Teatro San Carlo. E non si tratta solo di un museo, ma di un manifesto politico e civile: «Vogliamo ricucire le ferite del nostro patrimonio con un lavoro di tessitura corale», ha dichiarato Giuli, sottolineando come il museo sarà un simbolo tangibile del riscatto culturale, un punto di riferimento per l’intero sistema museale, non solo italiano ma internazionale.

Il nuovo allestimento punterà sull’accessibilità totale, anche per le persone con disabilità, e sarà costruito con tecnologie multimediali d’avanguardia, perché la memoria sia anche esperienza, coinvolgimento, immersione. In prima fila, a garantire il contenuto di questo museo inedito, ci saranno proprio le storie delle opere salvate dai Carabinieri: quadri, statue, reperti, frammenti strappati all’oblio e riportati alla comunità, testimonianze concrete di un’Italia che sa ancora difendere ciò che vale.

«Il nostro Nucleo di Tutela è un’eccellenza riconosciuta nel mondo – ha aggiunto il ministro – ogni giorno combatte per restituire alla civitas ciò che le appartiene». E in una città come Napoli, dove la parola legalità assume spesso un peso politico e morale straordinario, il valore di questo museo non sarà solo artistico, ma profondamente civico.

Villaricca celebra Sergio Bruni, la voce eterna di Napoli

A Villaricca, il tempo si ferma per ascoltare ancora una volta quella voce che non ha mai smesso di cantare: quella di Sergio Bruni. Il cantore dell’anima napoletana rivive nella sua terra natale grazie a una rassegna che è molto più di un omaggio, è un abbraccio collettivo alla memoria, alla cultura, all’identità profonda di un popolo.

Due serate, il 20 e 21 giugno, per raccontare l’uomo, l’artista, il simbolo. Venerdì, il cortile del seicentesco Palazzo Pirozzi si trasformerà in un teatro della memoria: la mostra fotografica curata dalla Pro Loco offrirà uno sguardo intimo su Bruni, mentre le note del pianista Genny Basso e la voce raffinata di Thayla Orefice condurranno il pubblico lungo i sentieri struggenti della canzone napoletana, con eleganza e rispetto.

Il giorno dopo, sabato 21, la villa comunale di Corso Italia accoglierà la parte più popolare e pulsante dell’evento. Ciro Sciallo, Gianfranco Caliendo e Flora Contento si alterneranno sul palco, in un crescendo di emozioni, fino all’arrivo di Valentina Stella, voce che ha ereditato la forza drammatica e l’intensità di quella scuola napoletana a cui Bruni ha dato un timbro eterno. L’iniziativa, sostenuta dalla Città Metropolitana di Napoli, è stata voluta e costruita con passione dall’associazione teatrale Madrearte e dal Comune di Villaricca, che dimostrano come si possa fare cultura senza effetti speciali ma con autenticità, radicamento, cuore.

Ermal Meta presenta “Le camelie invernali” al Centro Campania il 26 giugno

Ermal Meta torna ad abbracciare il suo pubblico, ma questa volta lo fa con un libro tra le mani. Mercoledì 26 giugno, alle 17.30, il Centro Campania di Marcianise ospiterà uno degli appuntamenti più attesi dell’estate: la presentazione ufficiale del nuovo romanzo del cantautore italo-albanese, Le camelie invernali, edito da La Nave di Teseo.

Sarà un pomeriggio carico di emozioni, tra parole e musica, in cui Meta si racconterà non solo attraverso le note, ma anche attraverso la voce narrante del suo libro. Ambientato nell’Albania degli anni ’90, il romanzo è un viaggio nella memoria, in un Paese che cercava di riscrivere il proprio destino dopo la fine del regime comunista. Al centro della storia, il Kanun, un codice antico di giustizia e vendetta, una giovane giornalista in cerca di verità e un’amicizia capace di resistere all’odio.

L’evento, gratuito ma a numero chiuso, prevede uno showcase musicale esclusivo, la presentazione del libro e una lunga sessione di firmacopie. Per accedere, sarà necessario scaricare l’App “IO & CAMPANIA” e ritirare il pass dal 9 giugno, presentandosi poi all’incontro con la propria copia del romanzo.

Muore in provincia di Cuneo agente penitenziario originario di Cervinara

Incidente stradale fatale per il motociclista Guido Giovanni Marro, 31 anni, agente penitenziario originario di Cervinara, in provincia di Avellino,.

Ieri sera Marro era in sella della sua potente Kawasaki quando lungo  una strada in provinci adi Cuneo è andato a scontrarsi violentemente contro un suv Jeep.

L’uomo è volato a metri distanza dall’impatto crollando a terra. L’impatto è stato violentissimo, A nulla sono purtroppo valsi i tentativi di rianimarlo messi in atto dall’equipaggio del servizio di emergenza 118, che hanno fatto intervenire anche l’elisoccorso e al fianco dei quali hanno operato i volontari del locale distaccamento di Vigili del Fuoco e i Carabinieri della Compagnia saviglianese.

Marro era un agente di Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Saluzzo. I tanti amici della provincia di Avellino  e i suoi colleghi di lavoro oggi lo ricordano sui social.

Pozzuoli, denunciati 6 giovani writers

Pozzuoli – All’alba di oggi, i carabinieri della compagnia locale, allertati dal 112, hanno fermato sei giovani in via Carafa, a Pozzuoli, dopo aver avvertito un forte odore di vernice.

I ragazzi, di età tra i 22 e i 27 anni e già noti alle forze dell’ordine, sono stati sorpresi mentre tentavano di disfarsi di sette bombolette spray e indossavano guanti in lattice.

Dagli accertamenti dei carabinieri è emerso che il gruppo aveva appena imbrattato le mura perimetrali del mercato rionale con scritte come: “Vogliamo il Pane e anche le rose”, “No ddl 1660”, “Noi Siamo i flegrei siam ribelli per natura” e “la terra trema lo stato dorme”.

I sei sono stati denunciati, mentre bombolette e guanti sono stati sequestrati. Le indagini proseguono per chiarire movente e contesto dell’atto vandalico.

Maturità 2025, da Borsellino a Pasolini: le tracce dell’esame di Italiano

Roma – Al via la prima prova scritta dell’esame di Stato 2025, con le tracce di Italiano che sfidano i maturandi su temi di attualità, letteratura e riflessione sociale. Gli studenti hanno sei ore per completare l’elaborato, scegliendo tra sette proposte.

Tra le tracce spicca un brano di Anna Meldolesi e Chiara Lalli, tratto da un supplemento del Corriere della Sera, dal titolo “L’indignazione è il motore dei social. Ma serve a qualcosa?”, che invita a riflettere sull’efficacia dell’attivismo digitale. Un’altra proposta è un messaggio di Paolo Borsellino, “I giovani, la mia speranza”, che chiede ai考生 di analizzare il pensiero del giudice antimafia.

Spazio anche alla riflessione sulla parola “rispetto”, tratta da un testo di Riccardo Maccioni, e a una poesia di Pier Paolo Pasolini, per un’analisi letteraria. Per il testo argomentativo, una traccia sugli anni Trenta e il New Deal, basata su “Gli anni trenta. Il decennio che sconvolse il mondo” di Piers Brendon (Carocci editore), richiede sintesi, motivazioni e riflessioni personali.

Infine, un brano di Telmo Pievani, “Un quarto d’era (geologica) di celebrità” (Sotto il Vulcano), affronta l’impatto ambientale della cementificazione.

Le tracce, che spaziano tra impegno civile, storia e ambiente, mettono alla prova la capacità degli studenti di argomentare e riflettere criticamente.

Tracce prima prova: tipologia A
Nel corso della prima prova dell’Esame di Maturità 2025 gli studenti hanno trovate varie tracce per il tema di Italiano. Di seguito pubblicheremo, appena disponibili, le tracce di Tipologia A della Maturità.

Testo poetico: Pasolini “Appendice 1 dal diario” da “Tutte le Poesie“, a cura di Walter Siti (2009).
Testo in prosa: Tomasi di Lampedusa “Gattopardo”

Tipologia A Pasolini “Appendice 1 dal diario” da “Tutte le Poesie“
«Mi ritrovo in questa stanza col volto di ragazzo, e adolescente o ora uomo. Ma interno a me non muta e silenzio e il biancore sopra i muri e l’acque, annotta da millenni un medesimo mondo. Ma o mutato il cuore: e dopo poche notti é stinta tutta quella luce che dal cielo riarde la campagna, e mille lune non son bastato a illudermi di un tempo che veramente fosse mio. Un breve arco segna in cielo la luna. Volgo il capo e la vedo discesa, e ferma, come inesistente nella stanca luce.

E cosi la rispecchia la campagna scura e serena. Credo tutto esausto di quel perfetto inganno: ed ecco pare farsi nuova la luna, e – all’improvviso – cantare quieti i grilli il canto antico».

Tipologia A Tomasi di Lampedusa “Gattopardo”

«La prima visita di Angelica alla famiglia Salina da fidanzata si era svolta regolata da una regia impeccabile. Il contegno della ragazza era stato perfetto a tal punto che sembrava suggerito gesto per gesto, parola per parola, da Tancredi;

ma le comunicazioni lente del tempo rendevano insostenibile questa eventualità e si fu costretti a ricorrere a una ipotesi, a quella di suggerimenti anteriori allo stesso fidanzamento Sciale; ipotesi arrischiata anche per chi meglio credesse di conoscere la preveggenza del Principino, ma non del tutto assurda.

Angelica giunse alle sei di sera in bianco e rosa; le soffici trecce nere ombreggiate da una grande paglia ancora estiva sulla quale grappoli di uva artificiale e spighe dorate evocavano discrete i vigneti di Gibildolce e i granai di Settesoli. In sala d’ingresso piantò li il padre; nello sventolio dell’ampia gonna sali leggera i non pochi scalini della scala interna e si gettò nelle braccia di Don Fabrizio; gli diede, sulle basette, due bei bacioni che furono ricambiati con genuino affetto; il Principe si attardò un attimo forse più del necessario a fiutare l’aroma di gardenia delle guance adolescenti.

Dopo di che Angelica arrossi, retrocedette di mezzo passo: “Sono tanto, tanto felice…” Si avvicinò di nuovo e, ritta sulla punta delle scarpine gli sospirò all’orecchio: “Zione!”. Felicissimo gag, di regìa paragonabile in efficacia addirittura alla carrozzella da bambini di Eisenstein, e che, esplicito e segreto com’era, mandò in visibilio il cuore semplice del Principe e lo aggiogò definitivamente alla bella figliola. Don Calogero intanto saliva le scale e diceva quanto dolente fosse sua moglie di non poter essere li, ma ieri sera aveva inciampato in casa e si era prodotta una distorsione al piede sinistro, assai dolorosa.

“Ha il collo del piede come una melanzana, Principe.” Don Fabrizio, esilarato dalla carezza verbale e che, d’altra parte, le rivelazioni di Tumeo avevano rassicurato sulla innocuità della propria cortesia, si procurò il piacere di proporre di andare lui stesso subito dalla signora Sedàra, proposta che sbigottì don Calogero che venne costretto per respingerla ad appioppare un secondo malanno 97 alla consorte, una emicrania questa volta, che costringeva la poveretta a stare nell’oscurità».

Tracce prima prova: tipologia B
Nel corso della prima prova dell’Esame di Maturità 2025 gli studenti hanno trovate varie tracce per il tema di Italiano. Di seguito pubblicheremo, appena disponibili, le tracce di Tipologia B della Maturità

Traccia testo argomentativo 1: Piers Brendon “gli anni trenta, il decennio che sconvolse il mondo”
Traccia testo argomentativo 2: Riccardo Maccioni “rispetto è la parola dell’anno Treccani”
Traccia testo argomentativo 3: Telmo Pievani “un quarto d’era (geologica) di celebrità”.

Tipologia C – Paolo Borsellino, “I giovani, la mia speranza”

«Sono nato a Palermo e qui ho svolto la mia attività di magistrato. Palermo è una città che a poco a poco negli anni, ha finito per perdere pressoché totalmente la propria identità, noi senso che gli abitanti di questa città, o la maggior parte di essi, hanno finite per non riconoscersi più come appartenenti a una comunità che ha esigenze e valori uguali per tutti, (]

Sono stato più volte portato a considerare quali sono gli interessi e i ragionamenti del miei tre figli, oggi tutti sui 20anni, rispetto a quello che era il mio modo di pensare e di guardami intorno quando avevo quindici-sedici anni. A quell’età lo vivevo nell’assoluta indifferenza del fenomeno mafioso, che allora era grave quanto oggi. [..]

Invece I ragazzi di oggi (per questo citavo i miei figli) sono perfettamente coscienti del gravissimo problema col quale noi conviviamo. E questa e la ragione per la quale, allorché mi si domanda qual è il mio atteggiamento, se cioè ci sono motivi di speranza nei confronti del futuro, io mi dichiaro sempre ottimista.

E mi dichiaro ottimista nonostante gli esiti giudiziari tutto sommato non soddisfacenti dei grosso lavoro che si è fatto. E mi dichiaro ottimista anche se so che oggi la mafia è estremamente potente, perché sono convinto che uno dei maggiori punti di forza dell’organizzazione mafiosa è il consenso. E il consenso che circonda queste organizzazioni che le contraddistingue da qualsiasi altra organizzazione criminale

Se i giovani oggi cominciano a crescere e a diventare adulti, non trovando naturale dare alla mafia questo consenso e ritenere che con essa si possa vivere, certo non vinceremo tra due-tre anni. Ma credo che, se questo atteggiamento dei giovani viene alimentato e incoraggiato, non sarà possibile per le organizzazioni mafiose, guando saranno questi giovani a regolare la società, trovare quel consenso che purtroppo la mia generazione diede e dà in misura notevolissima. È questo mi fa essere ottimista».

Tipologia C – Anna Meldolesi e Chiara Lalli, “L’indignazione è il motore del mondo social. Ma serve a qualcosa?”
«L’indignazione è il motore del mondo social. Ma serve a qualcosa?
Una nuova ricerca, pubblicata su Science, dimostra che questa reazione emotiva accompagna spesso contenuti discutibili e che chi si scandalizza davanti a una presunta ingiustizia non perde tempo a cliccare sui link, per approfondire e verificare. Cosi, visto che la mente umana può esprimere giornalmente solo un tot di rabbioso disgusto, finiamo per sprecarlo su questioni irrilevanti per ignorare invece i temi che davvero meriterebbero la nostra irritazione».

Marano, pregiudicato aggredito in strada: è giallo

Marano – Una misteriosa aggressione avvenuta questa notte in strada che ha visto come protagonista un pregiudicato e sulla quale stanno indagando i carabinieri.

Questa notte infatti i militari della compagnia di Marano sono intervenuti nell’ospedale San Giuliano di Giugliano dove si era presentato un 53enne già noto alle forze dell’ordine con diversi traumi al volto e sul corpo.

L’uomo ha raccontato ai carabinieri che lo hanno ascoltato a sommarie informazioni di essere stato aggredito a Marano sul corso Mediterraneo da ignoti e per motivi sconosciuti.

Aveva numerose ferito al corpo e al volto

I medici del pronto soccorso dove avergli curato le ferite lo hanno dimesso con una prognosi di 21 giorni.

I carabinieri stanno indagando per ricostruire l’esatta dinamica dell’evento e capirne la matrice ma soprattutto per verificare la veridicità del racconto fornito dal ferito.

Salerno, il rapinatore violento incastrato dal tatuaggio col serpente

SalernoUn piccolo tatuaggio a forma di serpente vicino all’occhio destro ha tradito Antonio Adami, 42enne salernitano con una lunga lista di precedenti.

È stato proprio quel dettaglio distintivo, riconosciuto dalle due vittime di rapina e immortalato dalle telecamere di videosorveglianza, a permettere agli investigatori della Squadra Mobile di Salerno di risalire in poche ore all’identità del presunto autore delle due tentate rapine avvenute nella notte tra sabato e domenica in città.

Adami è accusato anche di tentato omicidio: durante l’assalto a un bar, dopo essere stato respinto dal titolare armato solo di una scopa, avrebbe sparato un colpo d’arma da fuoco, mancandolo per pochi centimetri. Le immagini della violenta aggressione, riprese dalle videocamere del locale, sono finite rapidamente online, diventando virali.

La cattura è avvenuta ieri mattina a Matierno, rione collinare di Salerno, dove gli agenti hanno fatto irruzione in un’abitazione. Adami era disteso su un letto e ha tentato di afferrare una pistola nascosta sotto il cuscino, ma è stato bloccato prima che potesse reagire.

 Quando è stato arrestato aveva una pistola sotto il cuscino

L’arma, una calibro 7.65, è ora al vaglio della Polizia Scientifica, che sta effettuando accertamenti balistici per verificare se si tratti della stessa utilizzata durante i due assalti.

Pochi minuti dopo l’episodio al bar, infatti, il 42enne avrebbe tentato una seconda rapina, questa volta a un distributore di carburante lungo la tangenziale, dove avrebbe colpito con il calcio della pistola un dipendente, ferendolo alla testa.

Le indagini, coordinate dalla Procura, proseguono anche sul passato criminale dell’uomo, originario di via Dei Greci, nel quartiere Fratte. Gli inquirenti sospettano che Adami possa essere coinvolto in altri colpi messi a segno nei mesi scorsi tra Salerno e la provincia.

 

 

 

 

 

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Napoli, nuova stesa di camorra in via Escrivà a Pianura

Napoli- Poche settimane di tregua e il fragore degli spari è riecheggiato di nuovo lungo le strade di Pianura.

Ieri sera i carabinieri, avvertiti da numerose telefonate al centralino del 112, sono intervenuti a via J.M. Escrivà per la segnalazione di colpi d’arma da fuoco.

Arrivata sul posto una pattuglia ha rinvenuto sul manto stradale e sequestrati 5 bossoli tra calibro 7,65 e 22. Segnale evidente che a fare fuoco siano state almeno due armi e che i pistoleri autori della stesa erano in quattro su due diversi scooter

Indagini in corso da parte dei Carabinieri che stanno analizzando le immagini delle poche telecamere privare presenti in zona. Via Escrivà già in passato teatyro di attentati e stese è una delle zone dove vi abitano personaggi legati al clan Esposito-Marsicano.

Pompei, l’Insula Meridionalis raccontata da Zuchtriegel

Pompei – Il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, guiderà oggi alle 11 una visita speciale al cantiere dell’Insula Meridionalis, uno dei più complessi fronti di scavo del sito, un tempo affacciato sul golfo di Napoli e la vallata del Sarno.

L’appuntamento, con ingresso da piazza Esedra, è su prenotazione e inaugura un nuovo percorso all’interno del cantiere, che include la Casa del Cinghiale.

L’Insula, visibile lungo il viale delle Ginestre, è al centro di interventi di messa in sicurezza, consolidamento e restauro. Nell’ambito dell’iniziativa “Raccontare i cantieri”, visite guidate si tengono dal lunedì al venerdì (ore 11-12) per gruppi di 15 persone, prenotabili al numero 327 2716666.

Accompagnati dal personale di cantiere, i visitatori scopriranno i principali rinvenimenti, gli ambienti emersi e le tecniche di scavo, illustrate da archeologi, architetti, restauratori e ingegneri.

Un’occasione unica per osservare da vicino il lavoro di conservazione di uno dei tesori archeologici più celebri al mondo.

Afragola, prima notte in carcere per l’ex sindaco e senatore Vincenzo Nespoli

Prima notte nel carcere di Larino, l’ex senatore Vincenzo Nespoli, condannato ieri pomeriggio in via definitiva, dalla Cassazione, a 5 anni e mezzo di reclusione per bancarotta fraudolenta.

Si è chiuso infatti ieri in Cassazione il lungo processo a carico di Vincenzo Nespoli, ex senatore del Pdl (2008-2013) ed ex sindaco di Afragola. Dopo oltre 16 anni di iter giudiziario e due annullamenti, la Corte ha confermato la sentenza per l’ex politico, accusato di essere stato l’amministratore occulto di una società di vigilanza.
L’inchiesta, condotta dai pm napoletani Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock, ha attribuito a Nespoli, difeso dall’avvocato Vincenzo Maiello, la responsabilità del dissesto societario attraverso scelte gestionali che avrebbero favorito interessi politico-elettorali. La pronuncia della Cassazione pone fine a una vicenda giudiziaria che ha segnato la carriera dell’ex senatore.

Napoli, la “Notte prima degli esami” di San Martino presidiata dai carabinieri

Napoli- Il tradizionale ritrovo dei maturandi nella 2Notte prima degli esami” a Napoli si è svolto sotto l’occhio vigile dei carabinieri.

L’amministrazione comunale di Napoli nei giorni scorsi aveva emanato un’ordinanza con il divieto di vendita di alcolici e bevande in bottiglie di vetro per evitare i disordini che si erano verificati negli anni scorsi.

E questa notte i carabinieri, alla vigilia degli esami di maturità, hanno presidiato la celebre e tradizionale zona tra largo San Martino e via Tito Angelini.

Controlli con metal detector

Durante i controlli i carabinieri hanno utilizzato i metal detector portatili. Denunciato un 17enne trovato in possesso di un coltello a serramanico lungo 17 centimetri.
L’arma è stata sequestrata

Arzano, vandali sradicano per la seconda volta gli alberi da via Napoli

Arzano– Due settimane dopo il primo raid i vandali tornano in azione lungo via Napoli e come il postino che suona sempre due volte anche loro per due volte sradicano gli alberi lungo la strada davanti alla Villa Comunale.

Lo stesso atto vandalico era stato compiuto nella notte del 4 giugno scorso. L’amministrazione comunale aveva provveduto a ripiantarli. A questo punto è evidente che non si tratta solo di un gesto dimostrativo ma vi è qualcosa altro. Un segnale nei confronti dell’amministrazione comunale e soprattutto un chiaro allarme di emergenza sicurezza in città.

L’episodio viene commentato con sconforto e sconcerto tra i cittadini. I carabinieri indagano per risalire ai responsabili analizzando le immagini delle telecamere di video sorveglianza.

P.B.

Camorra, ecco chi sono killer e mandanti dei 3 omicidi di Ponticelli

Napoli – Tre omicidi irrisolti, una unica regia criminale, vendette trasversali, confessioni e pentimenti. C’ è tutto questo nell’ordinanza cautelare firmata dal gip Fabrizio Finamore della Quinta sezione del tribunale di Napoli che ieri su richiesta della Dda ha portato in carcere sei camorristi di Ponticelli. Uno invece è riuscito a sfuggire alla cattura.

In carcere sono finiti Michele Minichini, detto “Tiger” 34enne, già detenuto per altri reati; Giulio Ceglie, 42 anni; Ciro Contini, detto o’ nirone 36 anni, nipote del boss Eduardo Cointin; Vincenza Maione, 44enne; Gabriella Onesto, 46; Mariarca Boccia di 38 anni È irreperibile invece il 32 enne Giuseppe Prisco. Gli arresti sono stati eseguite dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli.

Sono accusati, di aver partecipato agli omicidi di Mario Volpicelli, Giovanni Sarno e Salvatore D’Orsi. Nell’inchiesta è indagata a piede libero la neo pentita Luisa De Stefano la
“pazzignana”, che ha reso dichiarazioni auto accusatorie

Uno spaccato della guerra di camorra di inizio anni Duemila tra Ponticelli e il rione Villa è quello che emerge dalla lettura delle 116 pagine dell’ordinanza cautelare. C’è anche da dire per gli omicidi di Mario Volpicelli e di Giovanni Sarno Giovanni, secondo le dichiarazioni
di alcuni collaboratori di giustizia è stata usata la stessa arma: un revolver.

“Mi voglio accusare in questa sede . . dell’omicidio di Gennaro Volpicelli avvenuto
lo stesso giorno in cui morì mio fratello Antonio”. Sono le dichiarazioni auto accusatorie rese nel giugno del 2023 da Michele Minichini “Tiger”. E per confermare questa testi ci sono le dichiarazioni del pentito Tommaso Schisa: “La mamma di Michele Minichini ha spinto Michele a commettere l’omicidio di Volpicelli in quanto diceva a Michele che stavano commettendo tanti omicidi per Rinaldi Ciro e doveva commettere anche un omicidio per loro, quale vendetta”.

Omicidio Mario Volpicelli 29 gennaio 2013

Michele Minichini, Vincenza Maione e Giulio Ceglie, accusati dell’omicidio di Mario Volpicelli, avvenuto il 30 gennaio 2016 a Ponticelli. I tre, insieme a Luisa De Stefano e Antonio Rivieccio, avrebbero agito per vendicare l’uccisione di Antonio Minichini, fratello di Michele, assassinato  da un killer del clan De Micco.

Secondo le indagini, Minichini e Maione, con De Stefano, pianificarono l’agguato. Minichini, accompagnato da De Stefano e Ceglie, individuò la vittima giorni prima in un negozio di via Bartolo Longo. Maione fornì a Minichini e Rivieccio una pistola calibro .357 Magnum, consegnata da Ceglie.

Il giorno dell’omicidio, Ceglie segnalò la posizione di Volpicelli, seguito in motorino, mentre Maione avvisò i sicari con uno squillo telefonico. Minichini e Rivieccio, su un Honda SH 300, raggiunsero Volpicelli in via Malaparte, dove Minichini esplose sette colpi, colpendolo mortalmente. Dopo il delitto, i due bruciarono guanti e scaldacollo e pulirono il motociclo.
I tre sono stati accusati di omicidio aggravato dal metodo mafioso, concorso in delitto e porto abusivo d’armi.

Omicidio di Giovanni Sarno, fratello dei collaboratori di giustizia

Sono sei invece gli accusati dell’omicidio di Giovanni sarno avvenuto nella notte tra il 5 e 6 marzo del 2016. Si tratta di Michele Minichini, Vincenza Maione, Ciro Contini, Gabriella Onesto, Mariarca Boccia e Giulio Ceglie  ritenuti responsabili, insieme a Luisa De Stefano, dell’omicidio di Giovanni Sarno, ucciso a colpi d’arma da fuoco nel cuore del Rione De Gasperi, a Ponticelli.

Secondo l’accusa, il delitto – aggravato dal metodo mafioso – sarebbe maturato come vendetta trasversale: Giovanni Sarno era infatti fratello dei collaboratori di giustizia che, nel corso delle loro dichiarazioni, avevano indicato Roberto Schisa, marito della De Stefano, come autore dell’omicidio del fratello Giuseppe Schisa.

Gli inquirenti ricostruiscono così la dinamica del delitto: Michele Minichini, Giulio Ceglie e Ciro Contini sarebbero andati in auto all’abitazione della vittima, un “basso” in via De Meis 120. A quel punto, sarebbe stato Contini a fare irruzione nell’appartamento e a sparare due colpi – uno al fianco e uno alla testa – che hanno ucciso Giovanni Sarno sul colpo. Le armi utilizzate, secondo le perizie balistiche, erano compatibili con un calibro .357 Magnum/.38 o con un 9×21.

Determinante, secondo la ricostruzione degli inquirenti, anche il ruolo delle donne coinvolte. Mariarca Boccia, nei giorni precedenti al delitto, avrebbe fornito informazioni cruciali sul fatto che la porta dell’abitazione della vittima fosse solitamente aperta. Il giorno dell’omicidio, avrebbe poi segnalato ai killer il momento più favorevole per agire, assicurandosi che nei dintorni non ci fossero testimoni. Al momento dell’agguato, Boccia si trovava all’esterno dell’abitazione insieme a Vincenza Maione, in attesa che venissero esplosi i colpi mortali.

Omicidio Salvatore D’Orsi marzo 2016

Per questo omicidio, avvenuto il 12 marzo 2018 a Ponticelli, sono accusati Michele Minichini e Giuseppe Prisco. I due, in concorso con Luisa De Stefano, avrebbero ucciso D’Orsi, ritenuto vicino al clan De Micco, sparandogli tre colpi d’arma da fuoco (uno alla nuca e due al torace) mentre si trovava all’ingresso del suo stabile.

Secondo le indagini, Minichini, insieme a De Stefano, pianificò l’omicidio per eliminare D’Orsi, che vendeva stupefacenti per il clan De Micco e lo aveva più volte seguito. Minichini e Prisco eseguirono l’agguato, colpendo la vittima a morte. I due sono accusati di omicidio aggravato dal metodo mafioso, concorso in delitto e porto abusivo d’armi.

(nella foto da sinistra in. alto: Michele Minichini, Ciro Contini, Luisa De Stefano e le tre vittime Mario Volpicelli, Giovanni Sarno e Salvatore D’Orsi: in basso Gabriella Onesto, Vincenza Maione, Mariarca Boccia, Giulio Ceglie e il latitante Giuseppe Prisco.