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Napoli, prima evade e poi aggredisce gli agenti: arrestato

Napoli – Un uomo di 56 anni è stato arrestato nel pomeriggio a Napoli dalla Polizia di Stato con le accuse di evasione, oltraggio, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. L’episodio è avvenuto durante un controllo del territorio da parte degli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato.

I poliziotti, transitando in vico Mattonelle all’angolo con vico Cappella a Pontenuovo, hanno notato il 56enne che, alla vista delle divise, ha cercato di dileguarsi per sfuggire al controllo. Gli agenti lo hanno prontamente raggiunto, ma l’uomo ha iniziato a inveire violentemente contro di loro.

Con non poche difficoltà, e grazie anche all’intervento degli agenti del Commissariato Vasto-Arenaccia, l’uomo è stato bloccato. Solo a quel punto è emersa la ragione del suo tentativo di fuga: l’individuo era sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per reati legati agli stupefacenti. Per questo motivo, i poliziotti lo hanno tratto in arresto.

Blitz della Polstrada sull’A16: sequestrati alcolici e alimenti irregolari

Pratola Serra – Un maxi-sequestro di 500 litri di distillati e 550 kg di alimenti è stato effettuato questa mattina dalla Polizia Stradale di Avellino sull’autostrada A16 Napoli-Canosa, nei pressi dello svincolo di Avellino Est.

Durante un normale controllo, gli agenti hanno fermato un autocarro guidato da un 31enne pakistano, residente a Casal di Principe (Caserta). A bordo del mezzo, sono stati trovati:

40 scatoloni di bottiglie di alcolici prive del sigillo dei Monopoli di Stato (violazione delle norme fiscali);
Derrate alimentari (carni, formaggi, verdure e latte) conservate a temperature fuori norma, con evidenti rischi per la salute pubblica.
Denuncia e provvedimenti

Il conducente è stato denunciato a piede libero per violazione delle norme sanitarie e fiscali. Tutta la merce, giudicata inadatta al consumo, è stata posta sotto sequestro e sarà distrutta.

L’operazione rientra nei controlli mirati a reprimere il trasporto illegale di merci, spesso legato a fenomeni di contrabbando ed evasione fiscale. Le autorità hanno sottolineato i gravi rischi per la salute derivanti dal consumo di alimenti e alcolici non conservati correttamente.

Indagini in corso per verificare eventuali collegamenti con circuiti illeciti di distribuzione.

Emergenza caldo in Campania: numeri verdi, mappe digitali e servizi per i più fragili

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Napoli – L’ondata di calore che sta investendo la Campania ha spinto le istituzioni locali a mettere in campo una rete di interventi dedicati in particolare alle fasce più vulnerabili della popolazione. Da Napoli a Salerno, Comuni, Asl e associazioni di volontariato hanno attivato numeri verdi, centri di accoglienza, assistenza domiciliare e mappe digitali dei luoghi freschi, per affrontare le temperature estreme di questi giorni.

A Napoli, il Comune ha anticipato l’orario di ingresso al Centro di prima accoglienza comunale alle ore 14:30, offrendo così un riparo anticipato dalla calura. Tre volte a settimana il centro “La Palma” accoglie ospiti per l’intero pomeriggio, con pranzo e attività ricreative. Prosegue inoltre la mappatura e il ripristino delle fontanelle cittadine.

Anche la Caritas è attiva con il servizio docce e cambio abiti presso il Binario della Solidarietà, in via Taddeo da Sessa, mentre pasti caldi vengono garantiti quotidianamente presso la mensa del Carmine e altri punti di ristoro.

Importante anche il lavoro dell’associazione Clenap, che ha redatto la prima mappa dei “rifugi climatici” cittadini: sono circa trenta e comprendono spazi verdi come la Villa Floridiana, il Parco Ventaglieri, la Villa Comunale e i giardini di Palazzo Reale.

A Salerno è stato attivato un servizio emergenza caldo con numero verde dedicato, operativo 24 ore su 24 per raccogliere segnalazioni di disagio. Anche le Asl hanno messo in campo misure specifiche: in particolare, l’Asl Napoli 1 Centro ha lanciato il piano “Estate Serena”, che prevede un codice “calore” nei pronto soccorso, un contact center dedicato, servizi di assistenza domiciliare e continuità assistenziale.

L’invito delle istituzioni è a segnalare tempestivamente casi di difficoltà e a utilizzare i servizi attivati per affrontare in sicurezza i giorni più caldi dell’estate.

Napoli, slitta a novembre 2026 la chiusura di Capodichino per lavori sulla pista

Napoli – Slitta a novembre 2026 la chiusura temporanea dell’aeroporto di Napoli Capodichino per i lavori di rifacimento della pista. Inizialmente prevista tra febbraio e marzo, l’interruzione delle attività è stata rinviata per ottimizzare tempi e modalità di intervento, limitando al minimo i disagi per passeggeri e operatori.

La decisione è stata presa nel corso di una riunione organizzata dall’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) alla quale hanno partecipato tutti i soggetti coinvolti nelle attività aeroportuali, tra cui la società di gestione Gesac, Enav, compagnie aeree e aziende operative sullo scalo partenopeo.

Durante l’incontro è stata condivisa una nuova proposta elaborata da Enac, che prevede la realizzazione dei lavori nel mese di novembre 2026, periodo caratterizzato da un traffico aereo ridotto. L’obiettivo è contenere i giorni di chiusura, riducendoli rispetto ai 30 giorni previsti nella proposta avanzata da Gesac a fine giugno.

Per seguire l’evoluzione del progetto e coordinare al meglio gli interventi sarà istituito un tavolo tecnico congiunto tra Enac, Enav, Gesac e gli operatori aeroportuali.

“Si tratta di una soluzione che ci ha visti tutti concordi – ha dichiarato il presidente di Enac, Pierluigi Di Palma – perché consente di limitare i giorni di chiusura in un periodo dell’anno con minor traffico. Il nostro obiettivo resta la tutela dei passeggeri e la riduzione dei disagi. Per garantirlo è essenziale che tutte le istituzioni collaborino, assicurando così il diritto alla mobilità dei cittadini”.

Napoli, alla guida ubriachi: tre denunciati e patenti sequestrate

Napoli – La Polizia di Stato intensifica i controlli estivi per contrastare la guida in stato di ebbrezza alcolica e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, fenomeno che mette a rischio la sicurezza stradale.

Nella notte appena trascorsa, presso la barriera autostradale A56 Agnano-Astroni, gli agenti della Polizia Stradale di Napoli hanno effettuato un’operazione mirata, supportati da un laboratorio mobile fornito dalla Società Tangenziale di Napoli S.p.A.

Durante il servizio, sono stati controllati 30 veicoli e identificate 58 persone. Tre conducenti sono stati denunciati per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, mentre due veicoli sono stati sottoposti a sequestro amministrativo.

Gli agenti hanno inoltre contestato sei violazioni al Codice della Strada, ritirato due carte di circolazione e tre patenti di guida, con una decurtazione complessiva di 15 punti.

L’obiettivo delle operazioni, come sottolineato dalla Polizia, è promuovere una guida responsabile e il rispetto delle norme stradali, per tutelare la vita umana, troppo spesso minacciata da comportamenti imprudenti. In vista dell’estate, i controlli proseguiranno per garantire maggiore sicurezza sulle strade partenopee.

Violenza di gruppo: chiesti 9 anni per Ciro Grillo e i suoi amici

Te,pio Pausania – Si avvia verso la fase cruciale il processo per presunta violenza sessuale di gruppo che vede imputati Ciro Grillo, figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, e i suoi tre amici genovesi, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia.

La Procura di Tempio Pausania ha chiesto una condanna a 9 anni di reclusione per tutti e quattro gli imputati, riconoscendo le attenuanti generiche per la giovane età.

Quasi otto ore di requisitoria, suddivise in due giorni, hanno portato il procuratore Gregorio Capasso a una conclusione netta: i quattro sarebbero responsabili della violenza sessuale ai danni di due ragazze, all’epoca diciannovenni, una studentessa italo-norvegese e una sua coetanea. I fatti contestati si sarebbero consumati nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019, all’interno della villa della famiglia Grillo a Porto Cervo.

“Non è stato un processo facile”, ha dichiarato il procuratore Capasso, sottolineando l’impegno profuso senza lasciarsi travolgere dalle emozioni. “Tutti questi ragazzi e ragazze sono stati coinvolti in una vicenda più grande di loro per la quale hanno sofferto e stanno soffrendo”.

Dopo l’accusa, la parola è passata agli avvocati di parte civile. Giulia Bongiorno e Dario Romano, legali della studentessa italo-norvegese, principale accusatrice, hanno chiesto 100mila euro di provvisionale, oltre al risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali da quantificare. Vinicio Nardo e Fiammetta Di Stefano, avvocati della seconda ragazza, hanno chiesto 50mila euro di risarcimento e 20mila euro di provvisionale. Complessivamente, le richieste di risarcimento ammontano a 150mila euro.

L’intervento dell’avvocata Bongiorno è stato particolarmente incisivo, puntando il dito contro una “concezione della donna il cui consenso vale zero” emersa nel processo. “Viene definita ripetutamente negli atti tr… non perché lo è ad inizio serata, ma perché lo diventa dopo la vodka”, ha affermato Bongiorno in aula.

La legale ha poi evidenziato la pressione subita dalla sua assistita: “Questo processo resterà nella storia giudiziaria per le 1.675 domande che sono state poste alla mia assistita durante il suo esame. Io non lo so come si possano sopportare 1.675 domande. La ragazza ha retto e ha risposto sempre in modo coerente”.

L’avvocata ha quindi mostrato ai giudici una foto scattata dagli imputati, che li ritrae nudi vicino al viso dell’amica della studentessa, addormentata sul divano. “Per i ragazzi non importa che lei non volesse avere nessun tipo di rapporti. La sua volontà non viene presa in considerazione, vale zero”, ha ribadito Bongiorno.

Le considerazioni sono state riprese dall’avvocato Nardo, che tutela la seconda presunta vittima. “Emerge un concetto oggettivo nel modo di fare, scattare le foto e poi commentarle nelle chat, e di operare dei ragazzi, un esercizio mentale di potere sulla persona che in quel momento stava dormendo. E

d è come si è sentita la ragazza, usata, un oggetto. Manca solo la piaga sulla pelle, ma quella sull’anima c’è tutta. Non possiamo parlare di semplice violenza privata solo perché non c’è stato un contatto fisico tra i genitali e il viso della persona che dormiva. Abbiamo foto, video, una persistenza del danno apportato alla ragazza. La mia assistita ha sicuramente subito un reato e ha un diritto risarcitorio”, ha chiarito Nardo.

Il processo riprenderà il 10 luglio prossimo con le arringhe difensive. L’avvocato di Francesco Corsiglia, Gennaro Velle, si è mostrato ottimista nonostante le richieste di condanna.

“Ci aspettavamo una richiesta di condanna ad una pena molto elevata. Nella nostra discussione faremo rilevare tutti quelli che sono gli elementi che tolgono attendibilità alla persona offesa e le prove che ci sono sull’innocenza del mio assistito”, ha dichiarato Velle. “Certamente non è finita qui, attenderemo poi il verdetto dei giudici, ma abbiamo tutte le frecce nel nostro arco per arrivare, speriamo, ad una conclusione positiva del processo”.

Pio Esposito si racconta: “Stagione molto positiva per me, ma non mi monto la testa”

C’è chi parla di numeri, chi di talento e chi di futuro. Pio Francesco Esposito, invece, parla di lavoro e di fiducia. Ospite del format Box to Box in onda sui canali di Che Fatica La Vita Da Bomber, il giovane attaccante si è raccontato senza filtri, mostrando la consapevolezza di chi sa da dove è partito e quanto conti ogni singolo passo.

“È stata una stagione molto positiva, sia a livello individuale che di squadra. E sono due cose che, nel mio ruolo, vanno di pari passo. Quando la squadra gira, è più facile fare gol e mettersi in mostra”, ha spiegato Esposito. Non dimentica però il punto di partenza, quel primo anno tra i professionisti in cui l’unico obiettivo era restare a galla.

“Giocavamo per non retrocedere, e non riuscivo a esprimermi al meglio. Ora ho fiducia, e tutto diventa più naturale”. Il cambiamento è stato graduale ma profondo: dal peso della pressione alla leggerezza ritrovata grazie al lavoro quotidiano. E senza mai perdere la bussola: “Sto facendo meglio, ma non ho motivo di montarmi la testa. Faccio semplicemente ciò che amo. Mi alleno, do tutto, e se va bene… tanto meglio”.

In un panorama che tende troppo in fretta a bruciare giovani promesse, le parole di Esposito hanno il peso raro dell’equilibrio. L’ambizione c’è, la fame pure, ma prima di tutto viene la concretezza. E per chi lo osserva da vicino, la sensazione è che il meglio debba ancora arrivare.

Napoli, morto il ristoratore Salvatore Rosolino, papà del campione di nuoto Massimiliano

Napoli – È scomparso Salvatore Rosolino, storico ristoratore napoletano e padre di Massimiliano Rosolino, campione olimpico di nuoto. La notizia ha suscitato grande commozione in città e nel mondo dello sport, dove non sono mancati i messaggi di vicinanza e affetto alla famiglia.

A darne notizia ufficiale è stata la Federazione Italiana Nuoto (FIN), che in una nota ha espresso il proprio cordoglio per la perdita che ha colpito uno degli atleti più amati della storia azzurra.

“La Federazione Italiana Nuoto si stringe all’amico e campione Massimiliano Rosolino per la perdita dell’amato padre Salvatore. Giungano alla famiglia – si legge nel comunicato – le più sentite condoglianze del presidente Paolo Barelli, del presidente onorario Lorenzo Ravina, dei vice presidenti Andrea Pieri, Giuseppe Marotta e Tania Cagnotto, del segretario generale Antonello Panza, del consiglio e degli uffici federali e di tutto il movimento acquatico. Ciao Salvatore, buona nuotata…”.

Figura molto conosciuta nel panorama cittadino, Salvatore Rosolino era apprezzato non solo per la sua attività nel settore della ristorazione, ma anche per il riserbo e la discrezione con cui ha sempre accompagnato la carriera del figlio Massimiliano, dalle piscine napoletane all’oro olimpico di Sydney 2000.

Numerosi i messaggi di cordoglio giunti anche dal mondo sportivo e dalle istituzioni locali, segno di un affetto trasversale costruito nel tempo. Ai familiari, alla moglie e ai figli, l’abbraccio di una comunità intera.

Polveriera Inter dopo il flop al Mondiale per Club: tra Lautaro e Calhanoglu lo spogliatoio è in frantumi

La sconfitta per 2-0 contro il Fluminense negli ottavi di finale del Mondiale per Club non ha solo posto fine a una stagione estenuante per l’Inter, ma ha anche tolto il tappo a una bottiglia di veleno pronta a esplodere da settimane. Lo scudetto sfumato nel testa a testa con il Napoli, la caduta rovinosa in finale di Champions contro il PSG e la precoce uscita dalla competizione in terra americana hanno generato frustrazione, rabbia, rotture. Un’estate già calda, diventata rovente.

Cristian Chivu, chiamato a sostituire l’ormai ex Simone Inzaghi dopo l’ennesimo ribaltone stagionale, si ritrova a gestire uno spogliatoio in frantumi, spaccato dalle parole al vetriolo pronunciate da Lautaro Martinez subito dopo il ko: “Chi vuole restare, resti. Chi no, può andare via”. Un messaggio forte, apparentemente rivolto a tutto il gruppo, ma che molti hanno letto come una frecciata diretta a Hakan Calhanoglu, assente dal torneo per infortunio e al centro di voci di mercato che lo vorrebbero vicino al Galatasaray.

Il centrocampista turco non ha lasciato correre. In un comunicato pubblicato in italiano e in turco, ha risposto punto per punto, senza mai nominare l’attaccante argentino ma inchiodandolo con toni durissimi: “Il rispetto non può essere a senso unico. Ho sempre dato tutto per questa maglia. Amo il club, i colori, e non ho mai detto di voler andare via. Ma chi alza la voce non è sempre chi resta in piedi”.

Lautaro contro Calhanoglu. E spunta il like di Thuram

Parole che pesano, come pesano le reazioni social: Marcus Thuram, uno dei volti simbolo della nuova Inter, ha messo “like” al post di Calhanoglu, lasciando intendere da che parte sta in una frattura che rischia di diventare insanabile. Intanto, sul tavolo della dirigenza nerazzurra si aprono scenari imprevisti: il mercato potrebbe essere condizionato da queste tensioni interne, e qualche big potrebbe davvero salutare.

Chivu, ancora alle prime mosse da tecnico della prima squadra, dovrà compattare un gruppo che sembra vicino al collasso. L’arrivo di giovani come Bonny dal Parma, Luis Henrique, Sucic e Pio Esposito promette aria fresca, ma per riportare il sereno ad Appiano Gentile servirà ben più di qualche innesto: serviranno silenzi, scelte nette e una nuova leadership. Quella che, oggi, sembra perduta.

Supercoppa Italiana, ufficiale il ritorno in Arabia: dal 17 al 22 dicembre la Final Four

La Supercoppa Italiana 2025 ha le sue date e la sua terra d’adozione: dal 17 al 22 dicembre, il trofeo si giocherà ancora una volta in Arabia Saudita. A comunicarlo è stato Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, durante la conferenza stampa successiva all’assemblea di oggi. Il format a quattro squadre è stato confermato, e anche quest’anno il calcio italiano volerà in Medio Oriente per uno degli eventi più seguiti della stagione.

Le due semifinali sono fissate per il 17 e 18 dicembre, mentre la finalissima andrà in scena il 22. Resta da definire la sede precisa: “Non sappiamo ancora se si giocherà a Riad o a Gedda – ha spiegato Simonelli – ma è probabile che si resti nella capitale. Personalmente preferirei Gedda, ma la decisione spetta alle autorità locali”.

A contendersi il titolo saranno Napoli, campione d’Italia, contro il Milan, finalista dell’ultima Coppa Italia, e dall’altro lato Inter e Bologna, rispettivamente seconda in campionato e vincitrice della Coppa. Una griglia ad alta intensità, che garantisce qualità tecnica e rivalità storiche, con l’obiettivo di dare lustro a una manifestazione sempre più globale.

Nell’ultima edizione, il Milan aveva avuto la meglio sull’Inter in un derby da batticuore terminato 3-2. Oggi, con la conferma del format “Final Four”, la Supercoppa si consolida come evento internazionale, sostenuta dai ricchi accordi con Riyad che portano visibilità e fondi cruciali per il calcio italiano.

Rogo tossico a Giugliano, cielo nero e aria irrespirabile per chilometri

Giugliano – Un impressionante incendio è divampato oggi pomeriggio nella zona di confine tra Giugliano e Qualiano, trasformando l’area in un inferno di fiamme e fumo tossico.

Le fiamme hanno avvolto enormi cumuli di rifiuti illegali accatastati tra il campo rom e la zona industriale ASI, scatenando un’emergenza ambientale di vaste proporzioni.

Una densa colonna di fumo nero, visibile da diversi comuni dell’area metropolitana, ha creato una cappa tossica che si è estesa per chilometri.

Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, supportati dalla Polizia Municipale, impegnati in una corsa contro il tempo per contenere le fiamme e mettere in sicurezza la zona.

A fuoco enormi quantità di rifiuti di ogni tipo con il cielo oscurato dal fumo tossico e l’aria irrespirabile in tutta l’area nord di Napoli. A questo va aggiunto che le temperature torride (40°C) di oggi aggravano la situazione.

L’incendio si inserisce in un’estate già segnata da continui roghi tossici nell’area, con gravi conseguenze per la qualità dell’aria e la salute pubblica. La concomitanza con le altissime temperature ha creato una miscela esplosiva, rendendo particolarmente difficili le operazioni di spegnimento.

 Al lavoro per identificare i responsabili del rogo

Le autorità stanno valutando possibili azioni per identificare i responsabili dello sversamento illegale che ha alimentato l’incendio, mentre la popolazione locale è stata invitata a prendere precauzioni contro l’inquinamento atmosferico.

Benevento, scarcerato Salvatore Di Matola: il ras che sparò al boss del clan Pagnozzi

Santa Maria Capua Vetere – Salvatore Di Matola, 38enne originario di San Martino Valle Caudina e residente a Ceppaloni, è stato scarcerato dal Magistrato di Sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere.

La decisione, accogliendo l’istanza presentata dall’avvocato Vittorio Fucci e dal dottor Giuseppe Vittorio Fucci, concede a Di Matola la detenzione domiciliare.Di Matola è noto alle cronache per il tentato omicidio del boss del clan Pagnozzi, Fiore Clemente, e di suo nipote, avvenuto nel 2022 fuori dal supermercato Pam di San Martino Valle Caudina.

Un episodio che aveva scosso la comunità locale e riacceso i riflettori sulle faide criminali nella zona. Il 38enne è inoltre fratello di Gianluca Di Matola, responsabile dell’uccisione di Orazio De Paola, ex reggente del clan Pagnozzi.

La scarcerazione di Di Matola, figura di spicco nel panorama criminale campano, solleva interrogativi sulla gestione delle misure detentive per personaggi legati alla criminalità organizzata, in un contesto già segnato da tensioni e violenze.

Ondata di caldo a Napoli: 250 persone al Cardarelli

Napoli– L’ondata di caldo che sta investendo Napoli ha già avuto pesanti ripercussioni sulla salute pubblica, con un netto aumento degli accessi ai pronto soccorso, in particolare all’ospedale Cardarelli.

Nella sola giornata di lunedì si è registrato un picco di 250 ingressi, ben oltre la media giornaliera di 210, con numeri in crescita soprattutto tra gli anziani e i pazienti fragili.

Negli ultimi dieci giorni, hanno fatto sapere fonti sanitarie, si è assistito a un progressivo incremento dei casi. Il 30% degli accessi ha riguardato codici rossi e arancioni – pazienti in condizioni gravi o critiche – per un totale di circa 450 persone. I codici verdi, relativi a situazioni meno urgenti, rappresentano invece il 50% del totale.

Disidratazione, scompensi cardiaci o disturbi neurologici

Molti dei pazienti arrivati in queste ore accusano malori legati a disidratazione, scompensi cardiaci o disturbi neurologici, condizioni spesso aggravate dal caldo torrido. Si segnalano anche numerosi traumi da incidenti stradali, soprattutto tra i più giovani.

Situazione più contenuta, invece, negli altri ospedali cittadini. Secondo quanto riferito dall’ASL Napoli 1, l’Ospedale del Mare non ha registrato accessi per malori da caldo negli ultimi tre giorni. All’ospedale San Paolo sono stati segnalati due casi, mentre al Pellegrini si contano quattro accessi da domenica.

Le autorità sanitarie raccomandano la massima prudenza, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione, e invitano a limitare le uscite nelle ore più calde della giornata.

Campi Flegrei, più controlli sui costoni dopo la scossa: il prefetto rassicura

Dopo la scossa che ieri ha fatto tremare ancora una volta l’area flegrea, il prefetto di Napoli Michele di Bari ha annunciato l’intensificazione dei controlli sui costoni del territorio. Le verifiche, ha spiegato, si sono concentrate in particolare nel Comune di Bacoli, dove il sisma ha provocato alcuni cedimenti senza però causare danni gravi.

«Non abbiamo avuto richieste particolari di intervento», ha detto il prefetto, che ha voluto ringraziare il Corpo dei vigili del fuoco per la prontezza e l’efficacia delle operazioni. Ma nonostante l’assenza di emergenze immediate, la tensione tra i residenti resta alta. «Comprendiamo la preoccupazione dei cittadini e stiamo rispondendo con atti concreti», ha ribadito Di Bari, citando l’attivazione di opere pubbliche, a partire dalle vie di fuga.

Il Governo ha già messo sul tavolo circa 600 milioni di euro per il rafforzamento della sicurezza nei Campi Flegrei, destinati a più settori d’intervento. Fondi e progetti che, secondo il prefetto, rappresentano una risposta tangibile a un fenomeno che impone una vigilanza costante. «Siamo vicini alla popolazione, anche attraverso il dialogo diretto con i comitati civici», ha aggiunto Di Bari, sottolineando l’importanza dell’ascolto e della collaborazione con le comunità locali.

Nella giornata di ieri, l’evolversi della situazione è stato seguito da vicino dai ministri Piantedosi e Musumeci, in un quadro istituzionale che punta a un’azione corale e continuativa. «Continueremo a lavorare senza sosta – ha concluso il prefetto – perché nessuno si senta solo in questa fase delicata».

John Elkann incantato da Ravello: visita privata a Villa Rufolo prima del Ferrari World Premiere

Prima di accendere i riflettori sul Ferrari World Premiere, evento globale in programma ad Amalfi dove la casa di Maranello svelerà due nuovi modelli ispirati proprio alla Costiera, John Elkann ha scelto di vivere l’anima più intima del territorio. Il presidente di Ferrari, Stellantis, Ferrari N.V. e della Fondazione Giovanni Agnelli ha fatto tappa a Ravello per una visita privata con moglie e figli.

Ad accoglierlo a Villa Rufolo, cuore pulsante della “Città della Musica”, è stato il direttore generale della Fondazione Ravello, Maurizio Pietrantonio. Tra i giardini storici e le terrazze sospese sul mare, Elkann ha espresso grande apprezzamento per la bellezza e la cura dei luoghi, lasciandosi coinvolgere dall’atmosfera sospesa tra natura, arte e storia.

Particolare curiosità ha suscitato nel presidente il cantiere in allestimento sul palco del Belvedere, dove prenderà forma la nuova edizione del Ravello Festival, e i lavori per la grande mostra di Anselm Kiefer, uno degli eventi di punta dell’estate culturale, che sarà inaugurata l’11 luglio.

Capodichino, Enac riunisce gli operatori: in agenda la nuova pista

La pista di volo dell’aeroporto di Napoli Capodichino va rifatta, ma senza bloccare il traffico aereo e senza trasformare l’estate in un incubo per migliaia di passeggeri. È con questa urgenza che oggi pomeriggio, nella sede romana dell’Enac, si tiene un vertice strategico convocato dall’Ente nazionale per l’aviazione civile.

All’incontro partecipano tutti gli attori coinvolti nell’operatività dello scalo partenopeo: il presidente dell’Enac Pierluigi Di Palma, il direttore generale Alexander D’Orsogna, il vertice della Gesac Roberto Barbieri, rappresentanti delle compagnie aeree e delle aziende che lavorano nello scalo. Obiettivo: trovare soluzioni per ottimizzare i tempi dei lavori, ridurre al minimo i giorni di chiusura e, soprattutto, tutelare i diritti dei viaggiatori. In ballo c’è il rifacimento completo della pista e delle vie di rullaggio, un intervento necessario ma impattante.

«Tutelare i passeggeri e limitare al minimo i giorni di chiusura è la priorità», ha dichiarato Di Palma, che punta su un coordinamento interistituzionale per conciliare le esigenze di sicurezza con quelle della mobilità. Il progetto di rifacimento sarà rivisto con nuove proposte operative che potrebbero garantire interventi più rapidi e meno invasivi.

Sergio Assisi: “Basta Capri, fatemi altre domande!! ”

Di recente l’attore e regista Sergio Assisi ha pubblicato nelle sue Instagram Stories un messaggio chiaro e diretto: è stanco di ricevere domande riguardanti la sua interpretazione nella serie Capri e invita i fan a «voltare pagina», proponendo temi di conversazione differenti.

Questo episodio mette in luce un fenomeno comune tra gli attori che, legati per anni a un personaggio di grande successo, rischiano di essere permanentemente identificati con quel ruolo, a discapito della loro versatilità artistica. Il caso più celebre in Italia è quello di Luca Zingaretti, la cui immagine di Salvo Montalbano resta così forte da oscurare agli occhi del pubblico ogni sua altra interpretazione.

L’episodio su Instagram

Nella serata del 28 giugno 2025, attraverso una serie di Stories sul suo profilo ufficiale, @sergioassisi, l’attore ha espresso un evidente fastidio per le continue domande sulla sua esperienza in Capri, la fiction Rai di cui è stato protagonista tra il 2006 e il 2008. In un breve video, Assisi ha dichiarato:

«Capisco l’affetto e la curiosità per Capri, ma gli anni passano, ho fatto tanti altri progetti. Per favore, cambiamo argomento: chiedetemi altro!» (instagram.com)

Subito dopo, ha invitato i follower a proporgli domande su film, teatro, progetti futuri o passioni personali, chiedendo a gran voce di “voltare pagina” e guardare oltre il personaggio di Umberto del Galiano.

Il legame con Capri

La serie televisiva Capri, prodotta da Rai Fiction e trasmessa su Rai Uno, ha avuto enorme successo grazie anche al cast – dove figura Sergio Assisi nel ruolo di Umberto del Galiano – e agli splendidi scenari dell’isola campana . La notorietà acquisita ha però generato un forte legame tra l’attore e il suo personaggio, tanto che, a distanza di anni, molti fan continuano a identificare Assisi unicamente con quel ruolo.

L’effetto del “typecasting”

Il fenomeno per cui un attore viene vincolato nell’immaginario collettivo a un solo tipo di ruolo è noto come “typecasting” . Sebbene possa garantire notorietà e proposte di lavoro simili, spesso limita le opportunità creative e induce gli artisti a dover combattere per dimostrare le proprie capacità in altri contesti.

Conseguenze sul lungo periodo

  • Sovraesposizione di un solo personaggio: qualsiasi progetto successivo viene giudicato alla luce del ruolo più famoso.
  • Difficoltà di rinnovamento: cambi di registro o sperimentazioni possono essere accolti con scetticismo dal pubblico.
  • Immagine professionale forzata: i casting director possono proporre ruoli troppo simili, riducendo la varietà delle offerte.

Il caso di Luca Zingaretti

Un esempio emblematico di questo meccanismo è Luca Zingaretti, il cui volto è diventato indissolubilmente legato a quello del Commissario Montalbano fin dal 1999 .

In più interviste lo stesso Zingaretti ha confessato di sentirsi “intrappolato” dall’immagine del personaggio e di dover continuamente sottolineare la propria identità di attore al di fuori della celebre fiction

L’invito ironico di Sergio Assisi ai suoi fan a “voltare pagina” è un richiamo importante sull’equilibrio tra successo televisivo e crescita artistica. Superare il pregiudizio del typecasting significa riconoscere la poliedricità degli attori e apprezzarli non soltanto per il ruolo che li ha resi famosi, ma anche per tutte le sfaccettature della loro carriera, dal teatro al cinema, dalla regia alla scrittura.

Napoli, ombrelloni gratis per tutti alla Rotonda Diaz

Sdraio blu con il logo del Comune, ombrelloni che fanno ombra alla città e una pedana che arriva fino all’acqua: da oggi la spiaggia della Rotonda Diaz, nel cuore del lungomare di Napoli, si trasforma in un piccolo stabilimento balneare pubblico e gratuito.

L’iniziativa, promossa dall’Assessorato al Turismo insieme a quello alle Politiche sociali, offre a residenti e turisti la possibilità di godersi l’estate con tutti i comfort, senza spendere un euro. Sedie a sdraio, ombrelloni, docce, bagni chimici, sedie da regista e sedie job per la discesa in acqua: tutto a disposizione di chi vuole prendersi una pausa dal caldo cittadino in uno degli scenari più iconici della città.

«Il servizio è completamente gratuito e durerà fino al 19 settembre», spiega l’assessore comunale al Welfare, Luca Trapanese, sottolineando anche l’impegno verso l’inclusività: è già attiva una pedana per l’accesso in spiaggia delle persone con disabilità o con ridotta mobilità e a breve sarà operativo anche personale specializzato per accompagnare in mare chi ne ha bisogno.

Mici, colpiti oltre 250mila italiani. Incidenza in costante aumento

Roma. “Le Mici (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali) sono patologie caratterizzate da un’infiammazione cronica della parete intestinale che provoca diarrea, dolore, debolezza e perdita di peso. Queste patologie colpiscono in Italia oltre 250mila persone, con un’incidenza in costante aumento, e hanno un esordio soprattutto in età giovanile, tra i 15 e i 40 anni.

I pazienti con Mici possono soffrire di stati di infiammazione anche in altre parti del corpo quali articolazioni, cute e occhio, e in circa la metà dei casi la malattia ha un andamento medio-grave che incide fortemente sulla vita quotidiana”.

Lo ha fatto sapere il professor Alessandro Armuzzi, responsabile Uo Ibd dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e ordinario di Gastroenterologia presso la Humanitas University, intervenendo oggi a Roma alla presentazione della seconda edizione di ‘Voci di pancia’, la campagna di sensibilizzazione promossa da Lilly con il patrocinio di Amici Italia, Ig-Ibd (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Diseases) ed Ifcca (International Federation of Crohn’s & Ulcerative Colitis Association).

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di dare “risposte concrete” alle necessità dei pazienti che convivono con una Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale. “Prime fra tutte- hanno fatto sapere- quelle che riguardano la sessualità e la possibilità di diventare genitori, ma anche quelle che nascono fra i banchi di scuola o nei luoghi di lavoro, o ancora nei momenti di socialità e convivialità”.

La campagna, in particolare, raccoglie il lavoro di ascolto delle emozioni dei pazienti svolto durante la prima edizione e le elabora in azioni, così da “coinvolgere anche le istituzioni e spingerle a impegnarsi per migliorare la gestione della malattia e la qualità di vita dei pazienti”.

Questi, in particolare, i pilastri su cui si fonda ‘Voci di pancia’: il ‘Manifesto delle Azioni’, che identifica tre sfere di interesse e per ognuna fa una proposta concreta; sul fronte dello studio/lavoro l’introduzione di incentivi fiscali o sgravi contributivi per le aziende che offrono opzioni di lavoro flessibile ai dipendenti affetti da Mici e riconoscimento della disabilità (Legge 104) e l’istituzione di corsi di formazione specifici per il personale docente nelle scuole/università.

Nell’ambito della sessualità/genitorialità, ancora, la creazione di percorsi formativi per medici e personale sanitario su come affrontare in modo empatico il tema della sessualità e supportare attivamente i pazienti con Mici. Infine, per quanto riguarda la convivialità e la nutrizione, la realizzazione di Linee guida nutrizionali da parte del ministero della Salute che aiutino a identificare cibi e opzioni alimentari ideali durante le diverse fasi della patologia.

“Le Mici non si vedono e, proprio perché invisibili, spesso non vengono capite- ha detto Salvo Leone, direttore generale di AMICI Italia e Chairman della Ifcca- Ma dietro a ogni paziente c’è una battaglia silenziosa, fatta di dolore, urgenza, stanchezza, solitudine che spesso colpisce non solo la persona ma tutto il nucleo familiare.

Oggi vogliamo rompere questo silenzio. Non è solo una questione medica: è una questione di diritti, di dignità, di qualità della vita. Con il ‘Manifesto delle Azioni’ chiediamo un cambiamento reale, concreto, che parta dalle Istituzioni e arrivi nella vita di tutti i giorni. E ci rivolgiamo anche ai pazienti: non siete soli, non dovete vergognarvi. La vostra voce conta. ‘Voci di Pancia’ è proprio .

Colite Ulcerosa e Malattia di Crohn, intanto, sono le due Mici più La Cu coinvolge il colon e causa lo sviluppo di ulcere della mucosa, lo strato più superficiale della parete intestinale, provocando sintomi debilitanti come dolore addominale, urgenza evacuativa, sanguinamento rettale e affaticamento cronico, compromettendo gravemente la qualità della vita dei pazienti- ha spiegato il professor Massimo Claudio Fantini, segretario generale di Ig-Ibd, ordinario di Gastroenterologia presso l’Università degli Studi di Cagliari e direttore della Struttura Complessa di Gastroenterologia dell’Aou di Cagliari- Nella malattia di Crohn invece l’infiammazione coinvolge tutto lo spessore della parete intestinale e provoca la formazione di ferite profonde, provocando diarrea e dolore più frequentemente nella parte inferiore destra dell’addome.

Per i sintomi che le caratterizzano, le Mici non hanno solo un impatto fisico- ha concluso- ma generano un peso psicologico e sociale significativo, troppo spesso sottovalutato”.

Infine, Federico Villa, Associate VP Corporate Affairs e Patient Access Italy Hub di Lilly, ha Il nostro impegno è quello di migliorare la vita delle persone, non solo grazie all’innovazione farmacologica. La campagna ‘Voci di Pancia’ è un esempio di come interpretiamo questo ruolo: essere al fianco dei pazienti e delle Società scientifiche per ascoltare e raccogliere le loro necessità e, insieme, provare a costruire un mondo migliore.

Le MICI sono patologie spesso invisibili ma con un impatto molto importante sulla vita di chi ne è colpito. Vogliamo aiutare le persone e le loro famiglie ad alleggerire il carico di queste patologie nel quotidiano”.

Estorsione all’ex sindaco di Orta di Atella: giornalista arrestato dopo aver incassato 5mila euro

Orta di Atella – Il giornalista, Mario De Michele, è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri della Compagnia di Marcianise per aver estorto 5mila euro in contanti all’ex sindaco di Orta di Atella , Angelo Brancaccio.

L’arresto è scattato al termine di un’operazione coordinata dalla Procura di Napoli Nord, che ha permesso di smascherare il piano estorsivo.Secondo quanto emerso dalle indagini, De Michele, che conosceva Brancaccio da anni, avrebbe ricattato l’ex sindaco pretendendo 10mila euro, con una prima tranche di 5mila euro da consegnare in una struttura con piscina a Succivo.

Brancaccio, però, ha denunciato il ricatto prima dell’incontro, consentendo ai carabinieri di organizzare una trappola. Al momento dello scambio, i militari hanno colto De Michele in flagranza, mentre intascava la somma.Il giornalista, già noto per precedenti guai giudiziari legati a falsi attentati, era stato sospeso dall’Ordine dei Giornalisti, ma aveva ripreso l’attività sul suo sito Italianotizieonline (ex Campania Notizie).

Si presentava come cronista parlamentare, ma i carabinieri hanno accertato che tale qualifica era falsa. L’arresto di De Michele rappresenta un duro colpo a un caso che evidenzia l’abuso di potere e la fragilità di chi utilizza la propria posizione per scopi illeciti.