Home Blog Pagina 503

Napoli, obiettivo Kean con parte della clausola di Osimhen. Il Tottenham su Rrahmani

Il Napoli è pronto a voltare pagina in attacco. L’addio di Victor Osimhen è ormai questione di giorni: il club azzurro conta di incassare almeno 75 milioni dalla sua cessione e intende reinvestirne gran parte per assicurarsi Moise Kean, oggi alla Fiorentina ma al centro di un vero assalto targato Antonio Conte. L’allenatore ha già dato il suo via libera al ds Manna, deciso a portare a casa un centravanti moderno, affamato e fisicamente dominante, capace di affiancare Lukaku o di alternarsi con lui senza perdere peso offensivo.

L’opzione Kean ha però una scadenza precisa: la clausola da 52 milioni per liberarlo dal club viola vale fino al 15 luglio. Dopo quella data, la Fiorentina potrebbe aumentare la valutazione o bloccarne direttamente la partenza. Per questo, a Napoli si lavora giorno e notte: l’intesa con il giocatore c’è, Kean sogna la Champions League e un salto definitivo nella sua carriera proprio sotto la guida di Conte, il tecnico che lo stima da tempo e che lo considera il profilo ideale per il suo 3-5-2.

Reduce da una stagione da protagonista con la Fiorentina – 25 gol in 44 presenze, di cui 19 in Serie A – Kean è pronto al grande salto. Ma prima serve una cessione pesante, e tutte le strade portano proprio a Osimhen, che piace in Premier e in Arabia Saudita. Non solo: anche Rrahmani è finito nel mirino del Tottenham, mentre Raspadori è una tentazione forte per il Marsiglia di Roberto De Zerbi, ma De Laurentiis chiede almeno 35 milioni per lasciarlo andare.

Maxi frode sulle auto di lusso, scoperto giro da 100 milioni di euro in tutta Europa

Motori accesi e fatture false: sotto la patina scintillante delle auto di lusso si nascondeva una delle più articolate frodi Iva mai smascherate in Europa. Una rete criminale ben organizzata ha messo in piedi un colossale sistema di evasione fiscale, basato sulla compravendita fasulla di veicoli di alta gamma tra più Stati dell’Unione, con perdite stimate per oltre 100 milioni di euro. A far saltare il banco è stata l’operazione “Vortex”, coordinata dalle Procure europee di Milano e Francoforte, che ha coinvolto oltre 500 agenti in un’azione congiunta tra Germania, Italia, Bulgaria, Croazia, Lettonia, Lussemburgo e Polonia.

L’inchiesta è partita dal Trentino-Alto Adige grazie ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e ai militari della Guardia di Finanza di Caserta e Varese. Gli indagati avevano costruito una triangolazione tra società fittizie, operazioni “in and out” tra Italia e Germania, e un sistema contabile che simulava vendite e flussi di denaro mai esistiti. In particolare, una società con sede in Alto Adige faceva da perno per far apparire regolari transazioni tra venditori e acquirenti, che in realtà servivano solo a intascare rimborsi Iva indebiti e a far sparire i soldi nel circuito europeo.

Nella stessa giornata sono state effettuate oltre 80 perquisizioni, con Europol a coordinare le operazioni internazionali e il Finanzamt di Stoccarda a supportare l’analisi dei flussi. Un lavoro capillare, reso possibile da una cooperazione investigativa senza precedenti, che ha portato al sequestro di documenti fiscali e commerciali cruciali per ricostruire il puzzle del malaffare.

L’indagine dimostra quanto le organizzazioni criminali abbiano imparato a muoversi con destrezza tra i confini dell’Unione, sfruttando le pieghe della burocrazia per accumulare profitti illeciti sotto copertura. Ma con operazioni come “Vortex”, l’Europa manda un messaggio chiaro: il crimine economico non ha più spazio dove nascondersi.

Aversa, bodycam al personale del pronto soccorso per fermare le aggressioni

È una delle risposte più concrete finora adottate contro l’ondata di violenza che da mesi travolge i pronto soccorso della Campania. All’ospedale San Giuseppe Moscati di Aversa, il più affollato della regione dopo il Cardarelli di Napoli, il personale sanitario indosserà bodycam durante i turni di lavoro, per registrare e documentare in tempo reale ogni momento di tensione. L’iniziativa è firmata Asl Caserta, spinta dal direttore generale Amedeo Blasotti e dal direttore amministrativo Giuseppe Tarantino, e parte come progetto sperimentale, con l’obiettivo di espandersi presto ad altri presidi del territorio.

Un passo avanti che unisce tecnologia e tutela, e che ha un valore doppio: funzione deterrente per prevenire aggressioni e strumento oggettivo di difesa per il personale medico. Le bodycam, dotate di visione notturna, connessione wireless, trasmissione live e geolocalizzazione, saranno collegate a una piattaforma centralizzata, in grado di archiviare in cloud ogni contenuto in forma cifrata, rendendolo consultabile solo da personale autorizzato o su richiesta della magistratura.

“Abbiamo già attivato corsi di formazione per prevenire le aggressioni – spiega Blasotti – ma questa misura aggiuntiva nasce dall’urgenza di proteggere chi lavora ogni giorno in trincea”. Al Moscati, che serve un’utenza enorme tra Caserta e Napoli, il problema ha raggiunto soglie insostenibili. Medici, infermieri e OSS operano ogni giorno sotto stress, spesso minacciati da utenti esasperati o da accompagnatori fuori controllo. La procedura di acquisizione è già stata completata tramite piattaforma Mepa e si è ora nella fase finale di verifica, prima dell’avvio operativo del sistema. Se i risultati daranno conferma dell’efficacia, l’Asl è pronta a estendere il progetto anche agli altri pronto

Napoli, via Toledo cambia volto: entro novembre al via il maxi restyling

Via Toledo si prepara a cambiare pelle. Dopo anni di attese e problemi burocratici, la Giunta comunale ha dato il via libera al progetto esecutivo per la manutenzione straordinaria del tratto tra piazza Carità e piazza Trieste e Trento, cuore pulsante della città e crocevia di turismo, commercio e cultura. L’intervento è finanziato con oltre 3,2 milioni di euro provenienti dal Piano Strategico della Città Metropolitana.

A illustrare il progetto è il sindaco Gaetano Manfredi, che sottolinea l’importanza strategica dell’intervento per la sicurezza e la vivibilità urbana, con un richiamo diretto al valore simbolico e funzionale della strada, attraversata ogni giorno da migliaia di persone. Il restyling interesserà i marciapiedi in pietra lavica, oggi deteriorati e pericolosi, e prevede un cronoprogramma da mille giorni con cantieri a rotazione per non bloccare mai completamente la percorribilità, né a piedi né per i mezzi di servizio.

L’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza definisce l’intervento come “necessario e non più rinviabile”, spiegando che la gara d’appalto sarà pubblicata entro agosto, con apertura dei lavori prevista per novembre 2025. Il restyling di via Toledo si inserisce in un piano più ampio di cura delle strade cittadine, nel tentativo di restituire a Napoli decoro, funzionalità e orgoglio urbanistico, a partire da uno dei suoi simboli più identitari.

Anziana della Campania muore per infezioni contratte in ospedale a Verona: arriva il risarcimento

Verona– È una sentenza che fa discutere quella emessa dal Tribunale di Verona, che ha condannato l’Ulss 9 Scaligera a risarcire con 300mila euro la figlia di una donna deceduta nel 2017 in seguito a gravi infezioni nosocomiali contratte durante un ricovero in due ospedali veronesi.

La paziente, una donna di origini campane residente in una casa di riposo del Veronese, era stata trasferita per accertamenti presso gli ospedali San Bonifacio e Orlandi di Bussolengo. Durante il ricovero, ha contratto diverse infezioni ospedaliere che, secondo quanto accertato dai periti del Tribunale, hanno inciso in modo decisivo sul peggioramento delle sue condizioni cliniche, fino a provocarne la morte.

Il collegio peritale, nominato dal giudice, ha evidenziato che le strutture sanitarie coinvolte non hanno rispettato gli standard igienico-sanitari previsti, sottolineando come l’esito sarebbe potuto essere diverso se fossero state adottate le corrette misure di prevenzione.

A rappresentare la figlia della vittima sono stati gli avvocati Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalano e Filippo Castaldo dello Studio Associati Maior, con la consulenza del medico legale Marcello Lorello.

“Siamo soddisfatti di questa decisione – dichiarano i legali – perché riafferma un principio fondamentale: la tutela dell’igiene non è un dettaglio burocratico, ma un presidio vitale, soprattutto per i pazienti più vulnerabili. Pretendere trasparenza e responsabilità dalle strutture sanitarie è un diritto, anche a distanza di anni”.

Napoli, archiviato procedimento su lite tra ristoratrice pro-Palestina e turisti israeliani

Napoli – Il gip del Tribunale di Napoli ha disposto l’archiviazione del procedimento scaturito dalla lite avvenuta nella trattoria “Taverna a Santa Chiara” tra la titolare, Nives Monda, nota per le sue posizioni pro-Palestina, e due turisti israeliani.

La decisione, accolta su richiesta della Procura, è stata annunciata dall’avvocato Domenico Ciruzzi durante un incontro nel locale teatro dell’episodio.Secondo il pm, non emergono elementi di violenza o minaccia nella condotta di Monda.

“I querelanti stessi confermano che l’indagata non ha compiuto atti violenti o minacce dirette, come dimostrato anche dal video allegato alla querela, privo di comportamenti minacciosi”, ha spiegato Ciruzzi.

Inoltre, i turisti avrebbero lasciato il ristorante di loro iniziativa, non per costrizione. Il legale ha escluso anche l’aggravante di odio razziale o religioso prevista dall’articolo 604 ter del codice penale, sottolineando che Monda si sarebbe limitata a esprimere un’opinione sulla “responsabilità morale” dei querelanti, in quanto israeliani, riguardo alle operazioni militari del governo di Israele e alla morte di bambini palestinesi.

L’avvocato Stella Arena, co-difensore di Monda, ha annunciato azioni legali in sede civile contro alcuni media, accusati di aver alimentato una “gogna mediatica” nei confronti della ristoratrice.

Il caso suscitò enorme scalpore tanto da finire sui media internazionali

“È un dovere verso la città: si possono usare termini conformi al diritto internazionale senza essere sottoposti a linciaggi mediatici. Agiremo contro chi ha compiuto reati nei confronti di Nives”, ha dichiarato Arena, sottolineando l’esigenza di tutelare la reputazione della titolare e ristabilire la verità.

L’archiviazione chiude una vicenda che aveva suscitato ampio dibattito, evidenziando le tensioni legate a questioni geopolitiche anche in contesti quotidiani come quello di un ristorante napoletano.

Napoli, il carcere di Poggioreale apre le porte alla cultura

Napoli – Un messaggio di rinascita, resilienza e speranza ha attraversato ieri le mura della Casa Circondariale di Poggioreale “Giuseppe Salvia”, dove si è svolta la presentazione del libro Le mie orecchie parlano di Alessandro Coppola, arricchito dal contributo del noto artista Geolier.

L’iniziativa, promossa dall’associazione “Liberi di Volare”, rientra nell’ambito del laboratorio di scrittura creativa attivo all’interno dell’istituto penitenziario, con l’obiettivo di offrire ai detenuti strumenti di espressione e riflessione, in un percorso di recupero umano e sociale.

A sostenere l’evento il direttore del carcere, Stefano Martone, da sempre promotore di iniziative che valorizzino la funzione rieducativa della pena.

«Il mondo penitenziario è troppo spesso dimenticato», ha dichiarato Luigi Castaldo, vicepresidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE), intervenuto all’incontro.

«Oggi, la testimonianza autentica dell’autore ha acceso una luce nei cuori dei detenuti, portando un messaggio potente: si può rinascere anche nella sofferenza».

La storia di Coppola e il sostegno di Geolier

Affetto da gravi patologie, Alessandro Coppola ha trasformato il suo vissuto in un racconto di forza e determinazione, dedicato a chi non smette di credere nei propri sogni, nonostante limiti e difficoltà.Nel libro scrive: «Tutto è SuperAbile».

Tra le pagine del volume anche un messaggio firmato da Geolier, il rapper napoletano amatissimo dai giovani:

«E alla fine del mondo vincerà chi avrà creduto in qualcosa, e perderà chi ha temuto qualcosa. Ma in entrambi i casi avrai corso in questa infinita gara che si chiama vita».

Prossima tappa: Rione Sanità

Il percorso di testimonianza e dialogo proseguirà il 17 luglio, quando Coppola incontrerà i giovani in messa alla prova accolti presso la casa “Liberi di Volare” al Rione Sanità, guidata da don Franco Esposito. Un altro tassello per costruire ponti tra chi vive ai margini e la comunità esterna.

«La vicinanza tra il mondo libero e quello carcerario è il miglior antidoto alla recidiva», ha aggiunto Castaldo.«E un potente strumento per un reale reinserimento sociale».

L’appello del sindacato penitenziario

Il vicepresidente della CON.SI.PE ha infine lanciato un appello: «L’apertura del carcere alla società civile è l’unica vera arma per combattere l’abbandono in cui versa il sistema penitenziario. Ma per renderlo possibile, servono investimenti concreti in personale e strutture. Solo così si potrà garantire sicurezza e dare piena efficacia alla missione del Corpo di Polizia Penitenziaria».

La CON.SI.PE ha ribadito l’impegno a sostenere iniziative culturali e formative che restituiscano voce, dignità e possibilità a chi, pur dietro le sbarre, non ha smesso di credere in una seconda possibilità.

Scoperta nel Golfo di Napoli una nuova specie marina “migrante”

Napoli – Una scoperta che potrebbe riscrivere parte della biologia marina è emersa dalle acque del Golfo di Napoli. Un team di ricercatori italiani e spagnoli ha identificato una nuova specie di ascidia, battezzata Françoisea monnioti in onore della celebre ascidiologa francese recentemente scomparsa.

La specie, lunga appena un centimetro, è stata rinvenuta nei fondali sabbiosi antistanti Villa Rosebery, nella baia di Posillipo. A differenza delle sue “cugine”, che vivono ancorate a rocce o substrati duri, questa ascidia ha sviluppato un comportamento unico:

Si muove attivamente sul fondale, strisciando come un minuscolo “gasteropode”
Libera la propria tunica dai granelli di sabbia quando le condizioni ambientali diventano sfavorevoli

Migra alla ricerca di nuove aree dove stabilirsi

«È la prima volta che documentiamo questo comportamento in una ascidia», spiega Riccardo Virgili, primo autore dello studio pubblicato su Invertebrate Systematics e dottorando alla Federico II.

Parenti prossimi dei vertebrati: Le ascidie sono i nostri più stretti “cugini” invertebrati nello schema evolutivo
Bioindicatori: Il loro studio aiuta a monitorare la salute degli ecosistemi marini
Adattamento climatico: La mobilità potrebbe essere una risposta ai cambiamenti ambientali
«Questa scoperta dimostra quanto ancora dobbiamo imparare sugli oceani, persino in aree densamente popolate come il Golfo di Napoli», commenta Fabio Crocetta della Stazione Zoologica Anton Dohrn, coordinatore della ricerca.

Un monito per la tutela marina

La scoperta in un’area urbanizzata come Posillipo evidenzia:
L’incredibile biodiversità nascosta dei nostri mari
L’urgenza di proteggere gli ecosistemi costieri
L’impatto di inquinamento e cambiamenti climatici

«Ogni nuova specie scoperta è un tassello per comprendere la storia della vita sulla Terra», conclude Virgili. «Ma molte potrebbero estinguersi prima ancora di essere catalogate».

La sfida ora? Studiare se questo insolito “nomade marino” sia un’eccezione o rappresenti una strategia evolutiva più diffusa.

Napoli, smantellati gli ormeggi abusivi in via Caracciolo

Napoli– Stamane, il Reparto Operativo Aeronavale di Napoli, in un’ottica di potenziamento dei servizi di contrasto all’abusivismo demaniale e commerciale, ha condotto una vasta operazione che ha portato allo smantellamento di numerosi ormeggi abusivi nello specchio d’acqua antistante il Consolato Americano, in via Caracciolo.

L’intervento ha richiesto un notevole dispiegamento di forze e mezzi: il Nucleo Sommozzatori del Corpo è stato impiegato per le operazioni subacquee, coadiuvato da un pontone messo a disposizione dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale.

A bordo del pontone, tramite l’ausilio di una gru, sono stati recuperati e accatastati tutti gli elementi utilizzati per gli ormeggi illegali: “corpi morti”, catene, cime e altro materiale.

Abusivo affittava lettini ed ombrelloni al Lido Mappatella

Contestualmente, un’azione mirata ha interessato il cosiddetto “Lido Mappatella“, dove le Fiamme Gialle hanno colto in flagrante un soggetto intento ad affittare sedie e ombrelloni senza la necessaria autorizzazione

. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro, e al responsabile è stata comminata una sanzione amministrativa di 5.000 euro.

L’intera operazione è stata supportata dalla collaborazione dei militari del I Gruppo Napoli, che si occuperanno degli aspetti di polizia economico-finanziaria legati in particolare agli ormeggi abusivi, i quali alimentano un rilevante giro d’affari in nero. La Capitaneria di Porto, presente con una motovedetta, ha garantito la sicurezza della navigazione nell’area interessata.

La Guardia di Finanza ha annunciato che i controlli della “Polizia del Mare” saranno intensificati nelle prossime settimane e riguarderanno l’intero territorio regionale. L’obiettivo è chiaro: contrastare ogni forma di abusivismo e tutelare gli imprenditori che operano nel rispetto delle regole e della legalità.

 

Motociclista fa un selfie con un’orsa e muore sbranato

Un italiano di 48 anni, noto su Facebook come Omar Farang Zin, ha perso la vita in un attacco di un’orsa mentre percorreva in moto la suggestiva strada montana del Transfagarasan, soprannominata “La Follia di Ceausescu”.

La tragedia è avvenuta nei giorni scorsi nella zona di Arefu, come riportato dal quotidiano romeno Gandul.Secondo le autorità, il motociclista aveva condiviso sui social foto e video di orsi incontrati lungo il tragitto. Sul suo telefono è stato ritrovato un filmato che documenta i momenti dell’attacco, recuperato dalle squadre di soccorso intervenute sul posto.

Il corpo dell’uomo, che presentava gravi ferite da morso, è stato trasferito all’Istituto di medicina legale per l’autopsia.L’orsa responsabile dell’attacco è stata abbattuta dai cacciatori, come confermato dal sindaco di Arefu.

La polizia romena ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, al fine di chiarire le dinamiche dell’incidente. La vicenda ha scosso la comunità locale e i numerosi motociclisti che ogni anno percorrono questa celebre strada di montagna, nota per la sua bellezza e i suoi rischi.

Napoli: “Un pensiero per Fiorella Fabiola”, l’ottava edizione del convegno sulla depressione 

Napoli– Si terrà martedì 8 luglio 2025, alle ore 16, presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici – Palazzo Serra di Cassano, l’ottava edizione di “Un pensiero per Fiorella Fabiola”.

Il convegno, ideato e diretto dalla giornalista e conduttrice Magda Mancuso, si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla depressione, promuovendo una corretta e efficace informazione attraverso il dialogo tra specialisti e comunicatori.

L’iniziativa, supportata da professionisti del settore “Salute”, mira a combattere l’indifferenza e a sollecitare la società a un coinvolgimento attivo nei confronti delle persone colpite da depressione, che spesso tendono all’isolamento, arrivando a rifiutare la vita stessa.

Quest’anno, l’evento porrà un’attenzione particolare sui giovani, in risposta al preoccupante dilagare di fenomeni di violenza che li vedono tristemente protagonisti. Questa scelta nasce dalla storia personale e sofferta di “inadeguatezza” di Fiorella Fabiola, sorella gemella di Magda Mancuso, che a soli 38 anni si tolse la vita a causa di una grave forma di depressione.

La sua perdita ha lasciato un profondo vuoto e un senso di impotenza, lo stesso vissuto da familiari di individui di ogni età che cadono nel tunnel della depressione e necessitano di un supporto attivo, continuo e qualificato per un recupero tempestivo.

Questa edizione del convegno gode del patrocinio morale della Regione Campania e del Comune di Napoli, ed è realizzata in collaborazione con “F.L.A.I.-Fare Libera Arte Insieme”, associazione presieduta da Gennaro Quirito con vicepresidente Maria Aprile.

A moderare l’evento sarà il giornalista professionista e sociologo Giuseppe Giorgio. Il convegno sarà introdotto dai saluti dell’onorevole Gianfranco Di Sarno, segretario particolare del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, e della consigliera della Regione Campania Vittoria Lettieri.

Tra i relatori che discuteranno dei disturbi depressivi figurano: il Dott. Piero Prevete, psichiatra e dirigente responsabile del Servizio Antistalking Napoli 1 Centro; la Dott.ssa Manuela Morra, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa; la Dott.ssa Simona Toto, psicologa e psicoterapeuta Emdr; la Prof.ssa Rosalia Ciorciaro, docente universitaria, nutrizionista e idrologa alimentare; e Tanya Sidorenkova, insegnante di Yoga.

Un momento toccante di questa edizione sarà la dedica alla Memoria di Ermanno Corsi, stimato giornalista Rai ed ex presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Corsi è stato un sostenitore fedele del convegno, moderando le prime due edizioni, e la sua assenza sarà particolarmente sentita.

Napoli, fuga e colluttazione in Corso Arnaldo Lucci: arrestato 53enne

Napoli– Un 53enne napoletano, con precedenti penali, è stato arrestato ieri pomeriggio dalla Polizia di Stato in Corso Arnaldo Lucci per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli.

Durante un servizio di controllo del territorio, gli agenti del reparto Nibbio dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno notato due individui salire frettolosamente su un’auto.

Alla vista dei poliziotti, il conducente ha accelerato per darsi alla fuga, innescando un inseguimento. Grazie alla conoscenza del territorio e all’intuito investigativo, gli agenti hanno intercettato il veicolo in via Fausto Coppi.

Il conducente ha nuovamente tentato di eludere il controllo, ma, dopo una colluttazione, è stato bloccato. All’interno dell’auto sono stati rinvenuti numerosi attrezzi da scasso.

L’uomo è stato arrestato, mentre il passeggero è stato denunciato per favoreggiamento personale. L’operazione sottolinea l’impegno della Polizia di Stato nel contrasto alla criminalità e nel controllo del territorio napoletano.

Santa Maria Capua Vetere, il caso dell’aggressione al professore finisce su Rai 3

Santa Maria Capua vetere – Le telecamere del programma Rai “Un giorno in Pretura”, con la giornalista Antonella Nafra, sono tornate all’interno del Palazzo di Giustizia sammaritano per documentare un processo che ha scosso la comunità scolastica: quello a carico di Amedeo Di Maro, 50 anni, residente proprio nella città del Foro, accusato di aver aggredito un insegnante all’interno dell’Istituto scolastico “Gallozzi”.

Il procedimento, in corso davanti al giudice Alessandra Vona, è seguito con particolare attenzione dall’opinione pubblica e dalla stampa nazionale. Alla sbarra, Di Maro risponde di lesioni aggravate ai danni del professor Giuseppe Morelli, che all’epoca dei fatti rivestiva il doppio ruolo di docente e vicepreside dell’istituto, qualifica che lo configurava come pubblico ufficiale.

A sostenere l’accusa è il pubblico ministero Armando Bosso, che ha chiesto il rinvio a giudizio sulla base delle indagini condotte dal Commissariato di Polizia.

L’aggressione in aula e le testimonianze

Durante l’ultima udienza, sono stati ascoltati i testimoni oculari dell’episodio avvenuto circa due anni fa. In particolare, il professor Antonio Letizia ha riferito in aula di aver assistito personalmente all’aggressione, raccontando di aver visto Di Maro sferrare un violento pugno al volto del collega Morelli e di essere stato lui stesso strattonato con forza.

Ha inoltre chiarito che gli spostamenti degli studenti durante l’orario scolastico erano rigidamente regolamentati e di non sapere perché, quel giorno, alcuni alunni della classe 3ª F si trovassero in mezzo a un gruppo di genitori in protesta.

Particolarmente rilevante anche la deposizione della professoressa Chiara Martini, che ha ammesso di aver autorizzato gli studenti a contattare telefonicamente i propri genitori. Una scelta che, secondo la ricostruzione, avrebbe innescato la presenza dei familiari fuori dall’istituto e la successiva aggressione da parte di Di Maro, convinto – erroneamente – che il professor Morelli fosse il docente accusato dalla figlia di comportamenti inappropriati.

L’origine della denuncia e la parte civile

L’indagine è scattata in seguito alla querela presentata da Morelli, assistito dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, presso il Commissariato della Polizia di Stato. Il docente riportò lesioni giudicate guaribili in 80 giorni, a causa di una complicanza oculare provocata dal trauma. L’aggressore fu identificato solo in seguito alle indagini.

A processo, la parte civile – rappresentata dall’avvocato Gaetano Crisileo – ha chiesto la condanna penale dell’imputato e il risarcimento dei danni subiti.

La prossima udienza è fissata per il 9 ottobre e anche in quell’occasione Rai 3 sarà presente per documentare l’intero dibattimento, confermando l’attenzione mediatica su un caso che intreccia scuola, giustizia e violenza.

Napoli, pesca di frodo nell’area protetta della Gaiola: denunciato sub

Napoli– I Carabinieri hanno denunciato un uomo per pesca di frodo all’interno del Parco Sommerso della Gaiola, area marina protetta nel cuore di Posillipo.

L’episodio è avvenuto durante un servizio di controllo condotto dai militari del Nucleo Subacquei della Compagnia Centro e dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli.

Il sub, sorpreso in immersione in una zona dove la pesca è severamente vietata, ha tentato di eludere i controlli nascondendosi tra le rocce, rifiutandosi di consegnare l’attrezzatura subacquea. I militari si sono immersi e, dopo averlo raggiunto, hanno sequestrato un fucile da pesca.

Il pescato – composto da dieci polpi e circa trenta granchi felloni – è stato immediatamente liberato e restituito al mare.

L’uomo è stato denunciato per pesca illegale in area protetta e resistenza a pubblico ufficiale.

Il Parco Sommerso della Gaiola, che si estende su circa 42 ettari, custodisce un prezioso ecosistema marino e un patrimonio archeologico sommerso di straordinario valore, tra cui resti di antiche ville romane e mosaici. L’interdizione alla pesca è una misura fondamentale per la salvaguardia della biodiversità e dell’equilibrio ambientale dell’area.

Mondagrone, misterioso incendio in casa del pirata della strada

Mondragone- Un misterioso incendio ha devastato la casa di Pietro Cascarino, il pregiudicato 57enne accusato di essere il pirata della strada che una settimana fa aveva investito e ucciso il 16enne Luigi Petrella che era in sella al suo scooter.

L’uomo, fratello del pentito Giovanni Cascarino del clan La Torre, era stato arrestato il giorno seguente dopo circa 24 ore di fuga. L’incendio si è sviluppato nelle stesse ore del funerale del ragazzo.

L’incendio sospetto nella casa del pirata della strada

Fiamme improvvise hanno avvolto l’abitazione di Cascarino, lungo la provinciale per Falciano del Massico. I vigili del fuoco, supportati dai carabinieri, hanno lavorato per ore per domare il rogo, che ha distrutto arredi e suppellettili.

Le prime indagini escludono il dolo o una vendetta per la morte di Luigi: l’incendio sarebbe partito da un corto circuito causato da un allaccio abusivo alla rete elettrica. Ma in una vicenda già segnata dall’ombra della criminalità, il dubbio resta.

Cascarino, già noto alle forze dell’ordine, era stato inizialmente accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso. Ma dopo le perizie tecniche sull’auto e sullo scooter di Luigi, l’ipotesi è diventata più grave: omicidio volontario.

Da omicidio stradale a quello volontario: l’accusa si inasprisce

L’impatto sarebbe stato così violento da scaraventare il ragazzo contro un palo della luce, lasciandolo agonizzante sull’asfalto. Le indagini ora si concentrano sui filmati delle telecamere, per ricostruire la dinamica esatta.

Ieri sera, migliaia di persone – soprattutto giovanissimi, amici e compagni di scuola – hanno riempito le strade di Mondragone in una silenziosa fiaccolata. Molti indossavano magliette con la foto di Luigi e la scritta “Luigi vive”, lo stesso slogan apparso sui muri della città.

Il corteo è partito da via Padule, dove Luigi ha perso la vita, ormai diventato un luogo di pellegrinaggio con fiori, messaggi e preghiere. «Qui i giovani devono urlare la voglia di un futuro diverso», ha detto don Paolo Marotta.

Tra la folla, anche il sindaco Francesco Lavanga, rappresentanti di Libera e lo scrittore Sergio Nazzaro, che ha denunciato senza mezzi termini: «Mondragone è invasa da droga, alcol e violenza. Si muore perché i criminali girano impuniti, senza caschi, con il telefono in mano. E i controlli? Zero».

 

Annullato il concerto di Mary J. Blige e John Legend a Napoli

È ufficiale: il concerto di Mary J. Blige e John Legend, previsto per sabato 6 luglio in Piazza del Plebiscito, è stato annullato. Dopo giorni di indiscrezioni e l’improvvisa scomparsa dell’evento dalle piattaforme di vendita, la conferma è arrivata con una nota ufficiale della Dream Loud, agenzia americana titolare del format “The 4Ever Show – Official July 4th Celebration”.

Il motivo è tanto semplice quanto amaro: vendite troppo basse. Nonostante i contratti firmati, le collaborazioni con istituzioni locali e partner tecnici e artistici, e un impegno organizzativo che puntava a portare in scena un evento di altissimo livello, la realtà dei numeri ha imposto lo stop. «Una scelta dolorosa – si legge nella nota – ma necessaria per rispetto del pubblico e degli artisti».

Lo show, che si preannunciava come uno dei grandi eventi internazionali dell’estate partenopea, sfuma così nel silenzio delle prevendite. Un duro colpo per chi sperava di vedere dal vivo due icone della musica soul e R&B in una delle piazze più scenografiche d’Italia. I possessori dei biglietti potranno richiedere il rimborso tramite i circuiti ufficiali VivaTicket e TicketOne, secondo le modalità indicate sui rispettivi siti.

Torre del Greco, demolito manufatto abusivo nel Parco Nazionale del Vesuvio

Torre del Greco – Prosegue l’azione di contrasto all’abusivismo edilizio portata avanti dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Ieri, in esecuzione di un ordine di demolizione emesso dal Tribunale di Torre Annunziata, sezione distaccata di Torre del Greco, è stato abbattuto un manufatto abusivo di circa 60 metri quadrati in via Boccea 14, all’interno del perimetro del Parco Nazionale del Vesuvio.

La struttura, realizzata con un telaio in ferro e tompagnatura in lapilcemento, era completa di finiture interne ed esterne e adibita a uso abitativo.L’area interessata è gravata da molteplici vincoli ambientali e urbanistici: vincolo paesaggistico-ambientale (D.M. 20.01.1964, ex legge 1497/39), vincolo sismico (zona sismica 2, Legge 64/1974), rischio vulcanico (Zona Rossa, Legge Regionale 21/2003), rischio idrogeologico (Piano Stralcio dell’Autorità di Bacino del Sarno) e classificazione come Zona A2 del Piano Regolatore Generale e Zona C2 del Piano Territoriale Paesistico dei Comuni Vesuviani (D.M. 04.07.2002).

L’area ricade inoltre nella Zona di Protezione Integrale del Parco Nazionale del Vesuvio.La demolizione, eseguita in regime di autodemolizione dal proprietario, ha permesso di risparmiare le risorse stanziate dal Parco Nazionale del Vesuvio, grazie a un protocollo d’intesa con la Procura.

 La sentenza di demolizione risale addirittura al 2005

L’intervento, che dà esecuzione a una sentenza del 2005, rappresenta un tassello fondamentale nella lotta all’abusivismo, con un’azione che combina repressione, ripristino ambientale e prevenzione attraverso un’efficace dissuasione.

La Procura sottolinea l’importanza di queste operazioni per la tutela del territorio vesuviano, un’area di straordinario valore paesaggistico e ad alto rischio ambientale, e rinnova il proprio impegno nella sensibilizzazione contro l’abusivismo edilizio.

Primo weekend di luglio, strade roventi: è già bollino rosso

L’estate accelera e con lei anche le partenze: il primo fine settimana di luglio segna già il primo bollino rosso sulle strade italiane. A partire da questo pomeriggio, il traffico si fa sempre più intenso lungo tutta la rete stradale e autostradale gestita da Anas, con spostamenti crescenti dai grandi centri urbani verso le località turistiche, marine e montane, fino ai confini di Stato.

A confermarlo è la stessa Anas, che prevede criticità anche per il rientro domenicale e annuncia una presenza rafforzata di personale su tutta la rete per contenere le criticità e migliorare la sicurezza. Alcuni cantieri, dove possibile, sono stati anticipatamente rimossi, come nel caso dell’A19 Palermo-Catania, per agevolare il deflusso dei vacanzieri. In Sicilia, nel Lazio, in Piemonte e lungo le direttrici adriatica, tirrenica e jonica, si registrano già i primi rallentamenti, mentre i nodi strategici come il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS148 Pontina e la SS1 Aurelia restano tra i più congestionati.

Anche il nuovo tunnel di Tenda tra Piemonte e Francia è entrato in funzione con orari limitati, ma da metà luglio dovrebbe garantire aperture prolungate, agevolando ulteriormente i collegamenti verso la Costa Azzurra. In Veneto, resta invece chiusa per rischio frane la statale 51 “di Alemagna” in provincia di Belluno.

L’esodo estivo è ormai partito, e Anas invita gli automobilisti alla prudenza, suggerendo orari alternativi di partenza, come la mattina presto o la tarda serata, per evitare le ore di punta. Circa 2.500 operatori tra tecnici e sorveglianti sono operativi h24 nelle sale di controllo, mentre i divieti per i mezzi pesanti scatteranno sabato dalle 8 alle 16 e domenica dalle 7 alle 22.

Infine, l’ente ricorda le campagne di prevenzione “Quando guidi, guida e basta” e “La strada non è un posacenere”, per richiamare l’attenzione sulla sicurezza e sul rischio incendi. L’estate italiana è cominciata, e con lei anche la lunga battaglia contro traffico, caldo e distrazioni.

Camorra, il boss Zullo ordinava le estorsioni dal carcere: 4 arresti

Salerno– Gestivano usura ed estorsioni anche dal carcere, grazie a telefoni cellulari introdotti illegalmente dietro le sbarre. Questa mattina la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro presunti affiliati al clan Zullo, attivo a Cava de’ Tirreni, nel Salernitano.

Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Salerno su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, contesta ai destinatari i reati di usura ed estorsione aggravati dal metodo mafioso.

Al centro delle indagini c’è Vincenzo Zullo, elemento apicale del gruppo e già condannato in via definitiva per associazione mafiosa. Nonostante la detenzione, Zullo – secondo la ricostruzione degli investigatori – avrebbe continuato a esercitare il controllo su parte delle attività criminali del clan, impartendo ordini tramite telefoni cellulari illecitamente introdotti nell’istituto penitenziario.

Estorsione a un commerciante e “pizzo” sullo spaccio

In particolare, l’inchiesta ha documentato un’estorsione a un commerciante di Cava de’ Tirreni, costretto a restituire – sotto minaccia – un prestito concesso anni prima a tassi usurari. Ma non solo: dagli approfondimenti è emerso che Zullo avrebbe anche imposto il pagamento di una tangente ai gestori di una piazza di spaccio nella frazione Santa Lucia del comune metelliano. Un vero e proprio racket imposto dal carcere, con la collaborazione di altri affiliati operativi sul territorio.

Questi ultimi, spiegano gli inquirenti, avevano il compito di trasmettere i messaggi intimidatori alle vittime e, soprattutto, di riscuotere le somme di denaro per poi farle pervenire al boss detenuto. Le indagini – condotte anche attraverso intercettazioni, sequestri e perquisizioni – confermano, ancora una volta, la capacità dei clan di continuare a gestire i propri interessi criminali anche dal carcere, grazie a una rete ben collaudata e strumenti tecnologici introdotti illegalmente.

Il clan Zullo e la presenza a Cava de’ Tirreni

L’operatività del clan Zullo a Cava de’ Tirreni è stata già riconosciuta da precedenti sentenze. L’azione della DDA mira a smantellare un sistema che, secondo l’accusa, si fonda sulla continua intimidazione del territorio e sulla gestione capillare delle estorsioni. I quattro arrestati sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Casoria, dà fuoco alla porta di casa della ex: arrestato un 42enne

Ha appiccato il fuoco alla porta dell’appartamento dove vive la sua ex compagna, al quarto piano di una palazzina in via Ferrara. Un gesto che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia se il caso non avesse voluto che la donna, in quel momento, fosse fuori casa. I carabinieri di Casoria, accorsi dopo una chiamata al 112, hanno trovato le fiamme ancora vive sull’uscio, ma sono riusciti a contenere il rogo prima che potesse propagarsi.

Dietro l’incendio, secondo le indagini, c’è la mano di un 42enne del posto, già protagonista di un’escalation di violenze e minacce, fino a quel momento mai finite in una denuncia formale. La donna aveva più volte subito aggressioni, insulti, intimidazioni quotidiane, sempre minimizzate o “perdonate” dopo le rituali scuse dell’uomo.

All’inizio dell’anno, lo stesso ex l’aveva colpita nel suo rifugio più sicuro, la casa: prima aveva sfondato la porta a pugni, poi aveva versato acido sui citofoni. Il motivo? Un mancato messaggio, una chiamata ignorata. Da quel momento era iniziato un vero e proprio percorso di persecuzione, tra fari dell’auto presi a calci, telefonate ossessive, insulti, minacce di morte via SMS.

Questa volta però la situazione è precipitata. Le fiamme, le urla dei vicini, l’odore acre nell’aria hanno costretto tutti ad agire. La donna ha raccontato tutto ai militari, e le sue parole hanno trovato conferma nelle immagini delle telecamere di sorveglianza installate in strada. Incastrato e arrestato, l’uomo si trova ora in carcere con le accuse di atti persecutori e incendio doloso.