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Ischia, due pusher napoletani beccati dai carabinieri

ischia -Lotta senza sosta al traffico di stupefacenti sull’isola d’Ischia, dove i Carabinieri hanno messo a segno due arresti in poche ore, colpendo il mercato della droga che alimenta l’estate isolana.

Cocaina, hashish, denaro contante e strumenti per lo spaccio: il bilancio dei sequestri conferma l’allarme per la diffusione di sostanze stupefacenti in una delle mete turistiche più ambite.Il primo colpo è stato inferto a Casamicciola Terme, dove i militari dell’aliquota operativa ischitana hanno fermato un 45enne napoletano.

L’uomo, che aveva affittato un’abitazione per il periodo estivo, nascondeva 145 grammi di cocaina e un bilancino di precisione, strumenti inequivocabili di un’attività di spaccio ben organizzata.

Per lui si sono aperte le porte del carcere, con la proposta di un foglio di via obbligatorio per allontanarlo dall’isola.Poche ore dopo, a Forio, un secondo arresto ha visto protagonista Achille Misto, 27 anni, bloccato dai Carabinieri della locale stazione, recentemente riaperta. Nella sua abitazione i militari hanno rinvenuto 1 grammo di hashish e 16 dosi di cocaina, due delle quali nascoste negli slip del giovane, le altre in camera da letto.

Sequestrati anche 400 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio, e un coltellino intriso di stupefacente, ulteriore prova dell’attività illecita. Anche per Misto è scattato l’arresto, con il trasferimento in carcere.

I due blitz, condotti con precisione dai Carabinieri, evidenziano la determinazione delle forze dell’ordine nel contrastare il dilagare della droga sull’isola, soprattutto durante la stagione estiva, quando la movida e il turismo attirano traffici illeciti. Le operazioni confermano l’impegno costante per garantire sicurezza e legalità in un territorio che, dietro la bellezza delle sue coste, nasconde insidie legate al crimine organizzato.

Accoltella il fidanzato per gelosia:17enne grave

Maddaloni – Ancora sangue tra adolescenti, ancora un coltello impugnato da mani giovanissime. Questa volta a finire in ospedale è un ragazzo di 17 anni, colpito al torace dalla fidanzatina di 16 anni, accecata – secondo le prime ricostruzioni – da una crisi di gelosia improvvisa.

Il colpo ha sfiorato il polmone, lasciando il giovane in gravi condizioni, anche se non in pericolo di vita. È l’ennesimo episodio che accende i riflettori su un fenomeno sempre più inquietante: la diffusione dell’uso di armi bianche tra i minori e la violenza gratuita come valvola di sfogo emotiva.

L’aggressione si è consumata nella serata del 3 luglio nella villetta Imposimato, cuore verde di Maddaloni. I due giovani stavano passeggiando con un gruppo di amici, quando una banale discussione, forse per uno sguardo di troppo rivolto a un’altra ragazza, è degenerata. Lei ha estratto un coltello e ha colpito il fidanzato al petto. Una coltellata rapida e precisa, che poteva trasformarsi in tragedia.

Le grida degli amici hanno richiamato l’attenzione dei passanti. In pochi minuti sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Maddaloni e un’ambulanza del 118. Il ragazzo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, dove i medici hanno rilevato una lesione toracica vicina alla perforazione polmonare. La prognosi resta riservata.

Secondo le indagini coordinate dal Tribunale per i Minorenni, tra i due adolescenti ci sarebbe stato un rapporto turbolento, caratterizzato da litigi frequenti, scenate, e dinamiche tossiche. Gli inquirenti stanno ascoltando i testimoni presenti e hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della villa.

Il caso di Maddaloni si inserisce in una lunga scia di episodi che negli ultimi mesi hanno visto sempre più minorenni coinvolti in aggressioni con armi da taglio. Un fenomeno che preoccupa educatori, forze dell’ordine e famiglie, e che segnala una crescente fragilità emotiva nei rapporti tra i giovani, spesso lasciata senza filtri né strumenti adeguati per essere gestita.

Nel frattempo, la 16enne è stata fermata e sarà ascoltata nelle prossime ore dagli inquirenti. Resta l’amarezza per un altro atto violento, impulsivo e incomprensibile, nato da una gelosia adolescenziale ma sfociato in un gesto che poteva essere mortale. E resta, ancora una volta, il coltello come simbolo inquietante di una rabbia che cresce in silenzio.

Francolise, poliziotto travolto e ucciso da un’auto pirata: commozione ai funerali di Enzo Spagnuolo

Francolise – L’ultimo saluto ad Enzo Spagnuolo, allievo ispettore della Polizia di Stato travolto e ucciso da un’auto pirata lo scorso 30 giugno, è stato un momento di profonda commozione per l’intera comunità di Francolise.

Il 29enne era in moto quando una vettura, guidata da Violeta Radosavljevic, una donna di 35 anni di origini serbe, lo ha investito senza fermarsi. Da allora è ricercata in tutta Italia: della donna, in fuga da quella tragica domenica mattina, nessuna traccia.

Enzo, originario del piccolo comune casertano, era in servizio alla Questura di Milano e stava frequentando il corso per diventare ispettore presso l’Istituto della Polizia di Stato di Spoleto, dopo aver brillantemente superato le selezioni.

Alla cerimonia funebre, celebrata nella sua città natale, erano presenti autorità civili e militari. Il sindaco Saturnino Di Benedetto, il Questore di Caserta Andrea Grassi, la direttrice dell’Istituto di Spoleto Maria Teresa Panone, e una folta rappresentanza della Polizia di Stato, giunta da tutta Italia per stringersi attorno alla famiglia del collega caduto.

A officiare il rito funebre sono stati don Marcos, parroco di Sant’Andrea del Pizzone, don Vincenzo di Ciamprisco e don Enzo Carnevale, cappellano provinciale della Polizia di Stato.

Enzo Spagnuolo è stato ricordato da tutti come un ragazzo solare, determinato e profondamente devoto al proprio ruolo, un giovane uomo che sognava di servire il Paese con ancora maggiore responsabilità. Un sogno spezzato troppo presto da un gesto vile e irresponsabile.

Intanto, proseguono senza sosta le ricerche della pirata della strada, che dopo l’impatto si è dileguata facendo perdere le proprie tracce. Gli investigatori sarebbero sulle sue tracce anche all’estero: la sua identificazione è già certa, ma resta latitante dal giorno dell’incidente.

La speranza, ora, è che giustizia venga fatta per Enzo. E che chi ha scelto di scappare, lasciando morire un uomo sull’asfalto, non possa farla franca ancora a lungo.

Le slot che pagano di più nel 2025: la guida completa

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Sei alla ricerca delle slot che pagano di più nel 2025? Vuoi sapere quali sono i giochi che offrono i payout più generosi e dove trovarli? Sei nel posto giusto.In questa guida aggiornata analizziamo:

  • Le slot con il più alto RTP (Return To Player) 
  • La differenza tra RTP e volatilità 
  • Le migliori slot ad alto payout disponibili in Italia e all’estero 
  • Dove trovarle: migliori casinò ADM e non ADM 
  • Bonus consigliati per massimizzare le vincite 

Cosa vuol dire “slot che pagano di più”?

Quando si parla di slot che pagano di più, ci si riferisce a quelle che:

  1. Hanno un RTP più alto della media (oltre il 96%) 
  2. Offrono giri bonus, moltiplicatori o funzioni speciali che aumentano il payout 
  3. Hanno una frequenza di vincita più favorevole (bassa volatilità per vincite frequenti, alta volatilità per vincite più grandi) 

Le 10 slot che pagano di più nel 2025

Nota: alcune slot con RTP oltre il 98% non sono presenti nei casinò ADM italiani, ma si trovano su casinò con licenza internazionale (es. Curaçao).

 

RTP vs Volatilità: cosa conta davvero?

  • RTP (Return to Player) indica la percentuale teorica restituita ai giocatori nel lungo periodo. Più è alta, meglio è. 
  • Volatilità definisce quanto e quanto spesso una slot paga: 
    • Alta volatilità = vincite più rare ma più alte 
    • Bassa volatilità = vincite più frequenti ma più piccole 

Se vuoi grandi vincite, cerca slot con RTP alto + volatilità alta. Se invece vuoi giocare più a lungo e vincere spesso, punta su RTP alto + volatilità bassa.

Migliori casinò ADM per giocare alle slot che pagano di più

Ecco alcuni operatori italiani affidabili dove puoi trovare slot con RTP elevato:

  • Goldbet – ottima selezione di titoli Novomatic ad alto RTP 
  • NineCasino – bonus fino a 1000€, slot di BTG, Relax e Playtech 
  • Snai – ha molte slot NetEnt e BTG 
  • StarCasinò – catalogo con Blood Suckers, Starmania e giochi Thunderkick 
  • Sisal – ampio catalogo e promo giornaliere 
  • LeoVegas – eccellente versione mobile, slot RTP 97%+ 

Tutti questi casinò sono certificati ADM e quindi legali al 100% in Italia.

Trucchi per vincere di più alle slot

Non esistono metodi sicuri per battere una slot, ma ecco alcune strategie intelligenti:

  1. Scegli slot con RTP oltre il 97% 
  2. Gioca con bonus con requisiti bassi (vedi NineCasino) 
  3. Prediligi slot con buy bonus o free spins 
  4. Imposta un limite di perdita/giorno 
  5. Fai sessioni brevi: le slot premiano casualmente, non con continuità 

FAQ – Domande frequenti sulle slot che pagano di più

Qual è la slot con l’RTP più alto in assoluto?

Attualmente, King of Egypt è tra le slot con l’RTP più alto disponibili in Italia, con una percentuale del 98%. Tuttavia, esistono anche titoli internazionali con RTP simili, disponibili su casinò ADM come NineCasino.

L’RTP garantisce vincite sicure?

No. L’RTP è una media statistica calcolata su milioni di giocate. Non garantisce vincite certe, ma indica quali slot, nel lungo periodo, restituiscono una percentuale maggiore delle puntate ai giocatori.

Meglio scegliere slot con alta o bassa volatilità?

Dipende dal tuo stile di gioco.

  • Le slot ad alta volatilità offrono vincite più rare ma più elevate. 
  • Le slot a bassa volatilità pagano più spesso, ma con premi minori.
    Chi cerca emozioni forti e grandi jackpot preferirà l’alta volatilità. 

Posso fidarmi delle slot online?

Sì, se giochi su casinò legali e certificati, come quelli autorizzati da ADM (in Italia) o da licenze internazionali affidabili come Curaçao e MGA. Questi casinò utilizzano RNG certificati che garantiscono l’imparzialità del gioco.

Vico Equense, sequestrato supermercato con punto ristoro vista mare tutto abusivo a Seiano

Vico Equense – Un’intera area immobiliare del valore di oltre 1,3 milioni di euro è stata sequestrata questa mattina a Vico Equense, in località Marina di Seiano, su disposizione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza e riguarda un complesso edilizio oggetto, secondo l’accusa, di pesanti trasformazioni urbanistiche abusive che avrebbero stravolto il territorio con un impatto ambientale definito “devastante”.

Tre persone sono indagate per lottizzazione abusiva, opere in assenza di autorizzazione paesaggistica e falsità ideologica in atto pubblico. Si tratta di soggetti riconducibili alla proprietà e alla gestione dell’immobile, che nel tempo ha cambiato più volte destinazione: da noto ristorante-pizzeria – prima “Antica Pagliarella”, poi “Ritrovo degli Amici” – a struttura ricettiva e infine a supermercato.

L’accusa: lottizzazione abusiva e trasformazione del territorio

Secondo le indagini condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, con il supporto di consulenze tecniche disposte dalla Procura, nel sito di via Cristoforo Colombo n. 3 sarebbe stato realizzato, senza i necessari titoli abilitativi, un vero e proprio organismo edilizio del tutto diverso da quello originario.

Un insieme di fabbricati, ampliamenti e nuove costruzioni realizzati in totale violazione delle norme urbanistiche, paesaggistiche e ambientali.

L’area, classificata come zona a tutela ambientale di secondo grado, parzialmente ricadente in zone a rischio idrogeologico elevato (P4-R4), è soggetta a severi vincoli urbanistici. Eppure – evidenziano gli inquirenti – sarebbero stati costruiti edifici a più piani, manufatti adibiti ad abitazioni, ristorazione e attività artigianali, ampliamenti non autorizzati e persino un parcheggio interrato di oltre 1.200 metri quadri, tutto in assenza delle autorizzazioni previste dalla legge.

Il condono mai concesso e le autorizzazioni “contra legem”

Molte delle opere abusive erano state oggetto di richieste di condono edilizio, mai andate a buon fine. In alcuni casi, si è verificato il silenzio rigetto da parte della Soprintendenza, in altri l’improcedibilità per mancata integrazione documentale nei tempi previsti.

Nonostante ciò, nel 2020 il Comune ha rilasciato autorizzazioni paesaggistiche e permessi di costruire in sanatoria, ritenuti dalla Procura illegittimi, perché in contrasto con i vincoli paesaggistici e le norme regionali.

Tra le opere “sanate”, anche la demolizione e ricostruzione del ristorante originario e la realizzazione di un’autorimessa interrata da 1.250 metri quadri, che avrebbe dovuto servire come garage pertinenziale. Successivamente, nel 2023, è stata presentata una SCIA per il cambio di destinazione d’uso dell’intero immobile: da ristorante a supermercato con punto ristoro e parcheggio.

Sequestro d’urgenza per fermare i lavori in corso

L’intervento della Procura – con un decreto di sequestro preventivo d’urgenza – si è reso necessario per evitare che i reati contestati potessero aggravarsi con l’ultimazione dei lavori, che al momento del blitz risultavano ancora in corso.

Al centro dell’indagine la società Redimo S.r.l., attuale proprietaria dell’immobile, ma anche le responsabilità di chi ha progettato, realizzato e autorizzato opere in una zona sottoposta a vincoli stringenti, violando – secondo gli inquirenti – più norme del Testo Unico dell’Edilizia, del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, e del Codice Penale.

L’inchiesta, coordinata dal pm Federica D’Amodio e dal procuratore aggiunto Antonio Barba, è destinata a fare luce su un caso emblematico di cementificazione irregolare in un’area a forte vocazione turistica e naturalistica, dove le regole sembrano essere state aggirate per anni, sotto gli occhi – e talvolta con il benestare – delle autorità competenti.

Circumvesuviana, risolto il blackout ma i treni si fermano a Castellammare

E’ durato poco meno di mezz’ora la regolarità del servizio treni della Circumveviana dopo il blackout in corso da stamane che aveva paralizzato tutta la linea.

Dalle 11,30 circa un problema tecnico ha imposto lo stop ai treni lungo la tratta Castellammare-Vico Equense. Una giornata infermale dunque per bagnanti e turisti diretti in Penisola Sorrentina.

Molte le proteste anche a causa del gran caldo nella stazione stabiese e inq uella di via Nocera.

Giornata infernale per i viaggiatori della Circumvesuviana

Eppure solo intorno alle 11 l’Eav con un comunicato aveva annunciato che “la circolazione ferroviaria è regolare sull’intera rete ferroviaria delle linee vesuviane”. Da questa mattina il servizio era risultato prima del tutto interrotto e poi attivo solo lungo la Napoli-Torre Annunziata-Sorrento, con corse accelerate per consentire di effettuare il servizio in tutte le fermate. Tanti i disagi per gli utenti.

Ciclomotore da collezione rubato 27 anni fa a Pisa ritrovato ad Arzano

Arzano Era l’anno 1998 quando in provincia di Pisa, Toscana, venne rubato ad una donna un Piaggio modello “Si” nei pressi della scuola che frequentava.

Nel corso di alcuni controlli del territorio gli agenti della polizia locale hanno individuato un deposito dove era custoditi cinque ciclomotori da collezione, tra cui un paggio “SI”.

Il titolare del luogo, un 40enne arzanese, alla richiesta dei documenti dei veicoli ha esibito la documentazione ma subito qualcosa é risultato strano agli agenti circa l’autenticità.

Il libretto vecchio modello non riporta i dati del proprietario e risultava con qualche anomalia sulle lettere e sul colore del mezzo che dalle informazioni che chieste alla Piaggio a Pontedera e da riscontri é emerso che era rosso mentre quello recuperato bianco.

Gli uomini, coordinati dal Colonnello Biagio Chiariello , hanno così provveduto a contattare la donna proprietaria residente in Toscana e alla restituzione del ciclomotore, ormai d’epoca.

La proprietaria ha ringraziato essendo il veicolo legato ai ricordi di infanzia, quando si recava al liceo, mentre il responsabile é stato invece denunciato per il reato di ricettazione.

P. B.

Napoli: sequestrata pistola portachiavi, l’arma tascabile che sconvolge il mercato nero

Villaricca – Un’arma tanto piccola quanto letale: i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno sequestrato a Villaricca una pistola portachiavi, un dispositivo inedito e insidioso, capace di sparare proiettili calibro 7.65.

Nascosta nel palmo di una mano, quest’arma tascabile, dotata di un anellino per essere agganciata alle chiavi di casa, rappresenta una nuova frontiera della criminalità, resa possibile dall’innovazione tecnologica e dall’uso di internet e intelligenza artificiale nella progettazione di strumenti di morte.

Il ritrovamento è avvenuto durante un’operazione della sezione operativa di Giugliano, nell’abitazione di un 50enne incensurato, ora in manette con l’accusa di detenzione di armi clandestine.

Arrestato un 50enne incensurato di Villaricca

Sul suo comodino, i militari hanno trovato la pistola portachiavi, completa di due cartucce pronte all’uso, attivabili con la semplice pressione di un bottone sul dorso. Ma non è tutto: nell’appartamento sono stati rinvenuti anche quattro fucili da caccia, una pistola Walther e 57 cartucce di vario calibro, un vero arsenale domestico.

Questa nuova arma si aggiunge a un già vasto campionario di strumenti letali sequestrati dai Carabinieri: dalle penne calibro 22 alle pistole giocattolo modificate per sparare proiettili veri, fino a mitragliatori come lo Skorpion, il Kalashnikov e l’Uzi.

La pistola portachiavi, però, spicca per la sua pericolosità nascosta: facile da occultare, mimetizzata tra oggetti quotidiani, rappresenta una minaccia subdola per la sicurezza pubblica.

La sua comparsa sul mercato nero napoletano, probabilmente facilitata da tecnologie avanzate, lancia un allarme: le armi clandestine stanno diventando sempre più sofisticate e accessibili.L’uomo, arrestato e trasferito in carcere in attesa di giudizio, è solo l’ultimo tassello di un’indagine che evidenzia l’impegno incessante dei Carabinieri contro la proliferazione di armi illegali.

Ma la pistola portachiavi, con la sua letalità mascherata da innocuo accessorio, accende i riflettori su un’evoluzione preoccupante del crimine, dove la tecnologia amplifica il pericolo in modi sempre più imprevedibili.

Blackout a Porta Nolana, paralizzata la Circumvesuviana

Napoli – Un blackout elettrico nella zona di Porta Nolana ha mandato completamente in tilt il sistema ferroviario della Circumvesuviana, lasciando a piedi migliaia di pendolari e turisti nella mattinata di oggi, 2 luglio.

Un guasto che ha fermato tutte le linee vesuviane e ha reso impossibile, per ore, ricevere informazioni sullo stato dei treni, aggravando il già noto disagio quotidiano vissuto da chi è costretto a viaggiare con l’EAV.

L’annuncio è arrivato direttamente dall’Ente Autonomo Volturno:

“A causa di un blackout elettrico nella zona di NAPOLI-Porta Nolana, il servizio ferroviario è fermo su tutte le linee vesuviane. Per totale mancanza di rete, sia il sito aziendale sia tutti i teleindicatori e i telefoni sono fuori servizio.”

Nessuna informazione disponibile, treni fermi e stazioni nel caos. A centinaia si sono ammassati lungo le banchine, in attesa di notizie che non arrivavano, mentre le biglietterie restavano mute e i pannelli informativi spenti. Una scena ormai fin troppo familiare per i viaggiatori della Circumvesuviana, da tempo ostaggi di un sistema ferroviario cronicamente inefficiente.

Una rete essenziale ma al collasso

Le linee vesuviane rappresentano una dorsale fondamentale per collegare Napoli con tutta l’area vesuviana, i comuni del Nolano, della Penisola Sorrentina e l’area stabiese. Ogni giorno decine di migliaia di persone utilizzano i treni dell’EAV per recarsi al lavoro, a scuola o in ospedale. Eppure, guasti tecnici, soppressioni improvvise, ritardi cronici e affollamenti ingestibili sono all’ordine del giorno.

“È l’ennesimo disservizio – racconta Angela, pendolare che ogni mattina parte da Torre Annunziata per raggiungere Napoli – e ogni volta siamo trattati come numeri, senza alcun rispetto. Nessuno ci avverte, nessuno ci assiste. È umiliante.”

Caos totale e silenzio istituzionale

Il blackout odierno non ha solo bloccato i treni, ma ha anche interrotto ogni canale di comunicazione con l’azienda: niente aggiornamenti sul sito web, niente annunci in stazione, niente contatti telefonici. Un blackout totale, che ha lasciato i viaggiatori completamente allo sbando.

“È inaccettabile che un’intera rete vada in tilt per un singolo guasto elettrico – attacca un rappresentante del comitato pendolari vesuviani –. Questa non è mobilità pubblica, è una roulette russa quotidiana.”

Una lunga lista di problemi irrisolti

Il disastro di oggi si aggiunge a una lunga sequela di problemi strutturali che affliggono l’EAV: materiale rotabile obsoleto, infrastrutture degradate, assenza cronica di personale, vagoni sovraffollati, mancanza di aria condizionata e stazioni che versano spesso in condizioni igieniche precarie. Nonostante gli annunci di rinnovi e investimenti, per i cittadini nulla sembra cambiare.

In questo clima, cresce la frustrazione di chi ogni giorno è costretto a fare i conti con una mobilità precaria, in una delle aree a più alta densità abitativa e turistica d’Europa.

Un’emergenza trasporti ormai sistemica

Il blackout di Porta Nolana è solo l’ultima spia di un sistema al collasso. Senza interventi strutturali e tempestivi, episodi come quello di oggi sono destinati a ripetersi, con effetti devastanti non solo sulla qualità della vita dei pendolari, ma anche sul tessuto economico e turistico della regione.Per ora, intanto, migliaia di persone restano in attesa. In piedi, sotto il sole, senza risposte.

Napoli, arrestato “corriere-mulo”: aveva 10 ovuli nel retto

Napoli– I carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Centro hanno inferto un duro colpo al traffico di droga, arrestando un 41enne di origini nigeriane al porto turistico.

L’uomo, che stava per imbarcarsi su un traghetto diretto in Sardegna, è stato bloccato dopo aver mostrato segni di inspiegabile agitazione. La successiva radiografia ha rivelato una scoperta agghiacciante: nel suo retto, il corriere trasportava oltre 100 grammi di eroina pura, suddivisi in 10 ovuli, il cui involucro era a rischio rottura.

Il 41enne, fortunatamente, non ha subito danni fisici, ma è stato immediatamente arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio e si trova ora in carcere in attesa di giudizio.

Questo arresto, tutt’altro che un caso isolato, riaccende i riflettori sulle pericolose e sempre più diffuse tecniche di occultamento della droga all’interno del corpo umano, note nel gergo del narcotraffico come “body packing” e “body stuffing”.

Body Packing e Body Stuffing: le pericolose tecniche dei “Muli” del narcotraffico

Nel mondo del narcotraffico, i corrieri della droga, spesso persone vulnerabili, vengono chiamati con diversi nomi: “ovulatori”, “muli”, “higher angels” o “body packers”.

Tutti questi termini identificano individui trasformati in veri e propri vettori umani, che trasportano sostanze stupefacenti occultandole all’interno del proprio corpo. Le due tecniche principali impiegate sono il “body packing” e il “body stuffing”, ognuna con rischi altissimi per la salute del corriere.

Il Body Packing: un trasporto a lungo termine e ad alto rischio

Il body packing è la tecnica più comune per i trasporti a lungo raggio. Consiste nell’ingestione volontaria di ovuli o pacchetti di droga, solitamente eroina, cocaina o hashish.

Le dosi vengono minuziosamente sigillate in involucri impermeabili, realizzati con lattice, plastica o nastro adesivo. Una volta ingeriti, questi pacchetti vengono trasportati nel tratto gastrointestinale o inseriti in altre cavità corporee, con l’obiettivo di superare i controlli di sicurezza e di essere espulsi una volta giunti a destinazione.

Il pericolo intrinseco di questa pratica è enorme: la rottura anche di un solo ovulo può causare un’overdose fulminante e potenzialmente letale, a causa dell’improvviso rilascio di una quantità massiccia di droga nell’organismo.

Il Body Stuffing: l’occultamento d’emergenza estremamente pericoloso

Il body stuffing, invece, è una pratica di occultamento d’emergenza. L’obiettivo è quello di liberarsi rapidamente della prova prima di essere scoperti dalle forze dell’ordine. Il potenziale corriere, colto di sorpresa, ingerisce rapidamente o nasconde in bocca, gola o altre cavità facilmente accessibili piccole quantità di droga che non sono state confezionate in modo adeguato o sono state preparate in maniera sommaria.

Questa tecnica è altrettanto pericolosa, se non di più, rispetto al body packing. La droga, non essendo protetta da un involucro impermeabile, può essere assorbita molto rapidamente dalle mucose, causando gravi danni all’organismo e mettendo a serio rischio la vita del “mulo”.

L’arresto nel porto di Napoli dimostra che queste metodologie, spesso associate a scenari cinematografici o a rotte esotiche del narcotraffico, sono purtroppo una realtà concreta oramai sono diffusissime anche in Italia e nelle zone come Napoli dove il traffico di droga è molto elevato.

Chiara Francini presenta il suo romanzo “Le querce non fanno limoni”

L’attrice, conduttrice televisiva, show woman ed autrice toscana Chiara Francini, nella suggestiva cornice della chiesa di Puntamare a Vico Equense, ha presentato al crepuscolo il suo nuovo romanzo per Rizzoli Editore, “Le querce non fanno limoni”.

Il testo è stato presentato nell’ambito di “Libri a tramonto” e tale evento letterario è stato organizzato dalla libreria Ubik della medesima città. L’hotel Mary ha sostenuto l’iniziativa in qualità di sponsor.

“Le querce non fanno limoni” è un romanzo a sfondo storico e dalla struttura corale, intimo e politico, che attraversa cinquant’anni di storia italiana – dalla Seconda guerra mondiale agli anni di piombo – intrecciando vicende personali e collettive, passioni e ferite, Resistenza e ricostruzione.

La protagonista è Delia, ex partigiana che affronta la guerra, l’amore, la perdita e il peso della memoria. Intorno a lei prende forma il Cantuccio, luogo concreto e simbolico, rifugio e presidio di umanità e di condivisione. Intorno la protagonista si muove un coro di personaggi vibranti – Irma, Mauro, Angela, Carlo, Sandro, Lettèria, Gigione e molti altri – le cui storie si intrecciano in una trama ricca di dialetti, cicatrici e sogni, tessuta come un arazzo di voci.

Ambientato tra Firenze e Campi Bisenzio, il romanzo dà corpo e testimonia in forma inedita la storia – le torture a Villa Triste, la Liberazione, la strage di piazza Fontana, le contraddizioni della sinistra extraparlamentare – ma la filtra attraverso il quotidiano, come le pentole sul fuoco, i silenzi che pesano più delle parole, i gesti che resistono al tempo.

La lingua è viva, mobile, catturante nella sua giostrata alternanza: alterna lirismo e parlato popolare, cantilena e concretezza. Uno scritto per la penna della Francini che è paragonabile ad un vetusto cofanetto che eredita fattori affettivi, politici ed ideologici degli anni su cui s’impernia la trama.

La missione è fare riaffiorare una memoria collettiva mediante narrazioni soggettivi. Il ricordo riaffiora, le coscienze si smuovono e si risvegliano. È un inno al coraggio di affrontare il passato per costruire un futuro, senza farsi travolgere, ma nemmeno dimenticare.

Proprio in virtù di ciò, la Francini articola gli elementi narrativi intorno dei luoghi che simboleggiano un richiamo delle radici, ponendo il focus sul concetto di verità storica ed umana, punto di partenza e fondamento essenziale per scrivere e per restituire dignità ai lettori, agli scrittori e a tutti coloro che hanno vissuto determinate situazioni storiche, sociali e politiche.

“La storia è contemporanea, ma guarda anche al futuro. È un libro che, proprio nell’attuale fase storica che stiamo vivendo, può essere letto con uno sguardo al presente e quindi al futuro”, ha motivato l’autrice.

Ha selezionato un titolo estremamente emblematico e simbolico, evocativo e metaforico. “È una frase che mi ha sempre ripetuto mia madre – ha spiegato così la sua scelta – può essere tanto dolce quanto devastante, come lo sono spesso le frasi delle madri. Può voler dire che non ci si discosta mai davvero dalle proprie radici, ma anche che non tutti nascono nel posto giusto per fiorire. Se nasci in un giardino di limoni, probabilmente crescerai storto… e molto probabilmente, potrai essere tagliato. E quindi, se vuoi restare lì, devi resistere”.

Particolarmente complessa e significativa è la Delia, introdotta con queste parole al pubblico: “Non ha fatto la Resistenza con le armi, non ha ucciso. ma ha resistito tutta la vita. Ha resistito al disincanto. Ha resistito all’abbandono. Ha resistito alla guerra, all’amore. E ha resistito, soprattutto, alla vergogna — che è il primo mantello che ci viene messo addosso per controllarci.

La vergogna è un’arma istituzionalizzata di manipolazione di massa. Serve a controllare gli esseri umani, e in particolare le donne. Perché, a differenza del senso di colpa, che riguarda ciò che si fa, la vergogna colpisce ciò che si è. La mia Delia non si è mai vergognata di esistere. La vergogna è un sentimento complesso: può essere distruttivo, ma anche un potente strumento di conoscenza.

Le donne conoscono la vergogna da subito, fin dal primo sguardo. I maschi invece non sono educati alla vergogna: sono educati alla vittoria, al successo. Quando provano vergogna, la rifiutano. La vomitano fuori, la scaricano sugli altri, spesso sulle donne. Quest’ultime sanno che il dolore si dimentica. Sanno che il dolore fa parte della vita. Lo sappiamo bene. Perché noi donne siamo abituate a sanguinare una volta al mese”.

Un libro ricco, concettoso, organizzato e diviso tra due età storiche e plurimi personaggi. Chiara Francini non ha lasciato nulla al caso ed ha attribuito la medesima importanza alla sfera emotiva e relazionale dei personaggi allo stesso modo di quella prettamente oggettiva e politica. Le dinamiche personali instaurate tra i personaggi, di fatto, riflettono fedelmente come uno specchio la concezione dell’autrice che ha riguardo il valore dei sentimenti dell’amore e dell’amicizia.

“Bisogna dire che il romanzo è anche pieno di grandi storie d’amore – ha precisato – Ce ne sono in particolare due. C’è una storia d’amore con questo corteggiatore che tutti noi vorremmo avere non per ciò che possiede, ma per ciò che è. C’è sempre un discorso di responsabilità, di etica. Perché poi, alla fine, tutti noi autori sbricioliamo ciò che siamo nei nostri libri. E io, ovviamente, gli uomini della mia vita – in particolare mio padre – hanno nutrito i grandi eroi che porto dentro. Hanno la sua integrità, la sua etica.

Il personaggio di Sandro è un personaggio sfaccettato e meraviglioso. Negli anni Settanta c’è un’altra grande storia d’amore, che ha per protagonista una ragazza di nome Irma. Irma è una ragazza esotica fisicamente, certo, ma anche interiormente, come spesso accade alle ragazze giovani.

Proviene da una famiglia borghese, e a un certo punto entra nel “cantuccio”, e riceve quello che tutti noi vorremmo ricevere: dice «Posso entrare? Non ho un altro posto dove andare», e tutti, senza neanche pensarci troppo, le dicono di sì. Quindi Irma entra nel “cantuccio” e stringe amicizia soprattutto con altre due ragazze giovani: Angela, questa ragazza dal profumo di lavanda, e Letteria, la ragazza siciliana. Penso da sempre che l’amicizia sia il sentimento d’amore supremo, perché è privo di implicazioni parentali.

Io non ti amo perché sei mio padre, mia madre, mio fratello, mia sorella. L’amicizia è il sentimento d’amore supremo perché è privo di implicazioni sessuali. Io non ti amo perché faccio l’amore con te: ti amo perché ti riconosco come fratello, come sorella. L’amicizia è amore per amore, è uno stare insieme senza dover chiedere nulla in cambio.

È ciò che vediamo nel percorso di queste tre ragazze: è come se si prendessero per mano. Irma non ha mai frequentato l’università, e quindi va, va finalmente all’università. Oggi i ragazzi si trovano e si osservano sui social, ma allora si cercavano nella politica, nella piazza. Non che fossero migliori, urlavano anche loro, ma c’era questa fame enorme di giustizia, questa necessità”.

Chiara Francini, nelle battute finali, ha salutato il suo pubblico con una frase paradigmatica ed indicativa delle finalità del suo scritto, ossia “una vita felice significa aver combattuto. “Io spero che questo libro evidenzi l’importanza di stimolare il proprio senso critico in ogni occasione – ed ha concluso – Le cose giuste, le cose vere, quasi mai sono facili da ottenere ma la lotta è intesa come consapevolezza e come liberazione”.

Maxi blitz in terra dei Fuochi: sanzioni per 140mila euro

Napoli – L’estate è appena iniziata, ma la “Terra dei Fuochi” è già tornata ad essere sinonimo di fumo e aria irrespirabile.

Numerosi roghi di rifiuti hanno segnato questi primi giorni di caldo intenso nelle province di Napoli e Caserta, a dimostrazione che il drammatico problema dell’inquinamento non è affatto debellato.

In questo scenario, la Polizia di Stato ha intensificato i controlli per contrastare gli illeciti ambientali e il traffico illecito di rifiuti. Un gruppo di lavoro specializzato, formato da esperti della Polizia Stradale e con il contributo di personale di altri Compartimenti, ha rafforzato l’azione di contrasto nelle aree e nei settori produttivi ritenuti più vulnerabili allo sversamento illecito.

 Bilancio dei controlli: sanzioni salate e sequestri

L’attività di controllo, conclusa in questi giorni, non ha riguardato solo la viabilità extraurbana – in particolare le SS 7BIS e SS 162 per la provincia di Napoli, e la SS 7 QUATER e la SP 335 per la provincia di Caserta – ma si è estesa anche ai siti produttivi. Sono stati effettuati 7 controlli amministrativi presso esercizi commerciali come gommisti, meccatroniche, autorimesse e attività di deposito/commercio di ricambi usati. Il risultato? 7 irregolarità penali e 15 amministrative.

La costante perlustrazione del territorio, condotta negli ultimi 15 giorni, ha permesso di identificare complessivamente 272 persone. Di queste, 81 sono state sanzionate amministrativamente, mentre altre 12 sono state deferite alle Autorità Giudiziarie per reati in materia ambientale, legati principalmente al trasporto illecito di rifiuti senza la necessaria iscrizione all’Albo (ex artt. 212 e 256/4 TUA).

Sono stati inoltre controllati 255 veicoli, di cui 92 adibiti al trasporto di rifiuti speciali, prevalentemente non pericolosi. Di questi, 26 veicoli sono stati sottoposti a sequestro e/o fermo. Le violazioni amministrative elevate ammontano a ben 314, per un importo complessivo di 141.207,00 euro.

Nonostante l’impegno delle forze dell’ordine e le ingenti sanzioni, la frequenza dei roghi in questo inizio d’estate evidenzia una realtà amara: la “Terra dei Fuochi” è ancora una ferita aperta nel cuore della Campania, con il fenomeno dell’abbandono e dell’incendio dei rifiuti che continua a minacciare la salute dei cittadini e l’ambiente.

 

Napoli, sei persone indagate per l’esplosione in via Peppino De Filippo

Napoli – Sei persone, tra proprietari e gestori del ristorante “Da Corrado”, sono state iscritte nel registro degli indagati per la tragica esplosione avvenuta lo scorso 25 giugno in via Peppino De Filippo, nei pressi di via Foria.

La deflagrazione, probabilmente causata da una fuga di gas, ha provocato il parziale crollo di un edificio, la morte di un dipendente e il ferimento di altre due persone.

La vittima, Giovanni Scala, 57 anni, si trovava all’interno del deposito dell’attività commerciale, che secondo gli accertamenti condotti dalla Procura veniva utilizzato anche come laboratorio di cucina.

Scala quel giorno non avrebbe dovuto lavorare, ma aveva accettato di coprire il turno di alcuni colleghi: un gesto di disponibilità che gli è costato la vita. Il suo corpo è rimasto sotto le macerie per oltre tre ore, fino all’arrivo dei soccorritori che però non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

È attesa nelle prossime ore l’autopsia sul corpo, dopo la quale potrà essere rilasciato il nulla osta per i funerali. Autopsia alla quale potranno partecipare anche i consulenti degli indagati.

L’inchiesta è coordinata dal pm Federica D’Amodio, in forza al pool della Procura di Napoli guidato dall’aggiunto Antonio Ricci. Le accuse ipotizzate al momento comprendono violazioni alle norme di sicurezza sul lavoro, uso improprio del locale e responsabilità nel crollo strutturale.

In particolare, si indaga sul perché vi fosse una condotta di gas attiva in un locale registrato solo come deposito, come già sottolineato dal sindaco Gaetano Manfredi, che ha chiesto “chiarimenti urgenti” sulla destinazione d’uso e sulle autorizzazioni rilasciate.

Il disastro e le sue conseguenze

L’esplosione ha avuto un impatto devastante anche sugli edifici circostanti. Ventidue famiglie sono state sgomberate in via precauzionale dagli stabili tra via Foria e via De Filippo, dichiarati momentaneamente inagibili. Il Comune ha già notificato 14 diffide a non accedere ai palazzi coinvolti e ha emesso ordinanze urgenti per la messa in sicurezza delle strutture danneggiate.

Una tragedia che riaccende il tema della sicurezza sul lavoro

Il dramma di via Peppino De Filippo ha riportato con forza al centro del dibattito pubblico le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e l’uso improprio di locali commerciali. La morte di Giovanni Scala — lavoratore stimato e descritto da amici e colleghi come “persona perbene e instancabile” — rappresenta l’ennesima ferita per una città che continua a fare i conti con un’edilizia fragile e troppe falle nei controlli.

L’indagine della magistratura è appena iniziata, ma si preannuncia complessa: al vaglio ci sono anche le licenze, i contratti d’affitto e la destinazione d’uso dei locali coinvolti, con il rischio che possano emergere altre irregolarità oltre a quelle già accertate. Intanto, una famiglia piange una vittima che quel giorno era andata al lavoro solo per dare una mano.

Oroscopo del 5 luglio 2025 segno per segno

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Tra passione, carriera e nuove opportunità: ecco cosa riservano le stelle oggi. Giornata sotto l’influenza di Marte in Gemelli e Venere in Leone: energia dinamica in amore e lavoro, ma attenzione a non bruciare le tappe. Ecco le previsioni segno per segno con focus su amore, lavoro, salute e finanze, più il consiglio astrologico del giorno.


♈ ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

Amore: Giornata di passione, ma evita discussioni futili. Se single, occhi a un incontro casuale.
💼 Lavoro: Ottimo per chiudere contratti, ma controlla la lingua con i colleghi.
🌡 Salute: Troppa energia? Non strafare, rischia mal di testa.
💰 Finanze: Investimenti promettenti, ma niente scommesse azzardate.
Consiglio: Usa la tua grinta con intelligenza, non impulsività.


♉ TORO (20 aprile – 20 maggio)

Amore: Coppia – romanticismo in aumento. Single? Un ex potrebbe riaffacciarsi.
💼 Lavoro: Progressi lenti ma sicuri. Fidati del tuo metodo.
🌡 Salute: Attenzione a stomaco e digestione, meglio pasti leggeri.
💰 Finanze: Risparmi stabili, ma evita spese superflue.
Consiglio: La pazienza è la tua arma vincente oggi.


♊ GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

Amore: Comunicazione stellare, perfetta per chiarimenti. Se single, socialità in primo piano.
💼 Lavoro: Idee geniali, ma servono alleati per realizzarle.
🌡 Salute: Troppi stimoli? Ritagliati una pausa.
💰 Finanze: Piccole entrate extra, ma niente shopping impulsivo.
Consiglio: Scrivi le tue intuizioni: saranno preziose domani.


♋ CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

Amore: Emozioni in superficie, condividile con il partner. Single? Un amico potrebbe nascondere un interesse.
💼 Lavoro: Momento ideale per rinegoziare progetti.
🌡 Salute: Stress in agguato, prova meditazione.
💰 Finanze: Situazione tranquilla, ma niente lussi.
Consiglio: Segui l’istinto, ma senza ansie.


♌ LEONE (23 luglio – 22 agosto)

Amore: Giornata da protagonista: fascino al top. Coppia o single, tutti gli occhi su di te!
💼 Lavoro: Leadership riconosciuta, ma non essere arrogante.
🌡 Salute: Energia a mille, perfetta per lo sport.
💰 Finanze: Possibile bonus o regalo inaspettato.
Consiglio: Brilla, ma coinvolgi gli altri.


♍ VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

Amore: Sei più critico del solito, rilassati! Single? Occhio alle aspettative troppo alte.
💼 Lavoro: Ottimo per organizzare, ma non ossessionarti sui dettagli.
🌡 Salute: Mal di schiena? Stretching e postura corretta.
💰 Finanze: Bilanci in ordine, ma controlla le spese.
Consiglio: Lascia spazio alla spontaneità.


♎ BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

Amore: Armonia in coppia. Single? Un incontro piacevole in arrivo.
💼 Lavoro: Collaborazioni fortunate, ma occhio ai furbi.
🌡 Salute: Equilibrio mentale fondamentale, prova yoga.
💰 Finanze: Investi in qualcosa che ti appassiona.
Consiglio: Cerca il giusto compromesso tra cuore e ragione.


♏ SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

Amore: Passione intensa, ma attento a gelosie.
💼 Lavoro: Rivalità in vista, gioca di strategia.
🌡 Salute: Tensione muscolare? Un massaggio ti aiuterà.
💰 Finanze: Fortuna inaspettata, ma gestiscila con saggezza.
Consiglio: Trasforma la rabbia in determinazione.


♐ SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

Amore: Avventura e libertà ti chiamano. Single? Viaggiare potrebbe portare incontri.
💼 Lavoro: Progetti innovativi, ma verifica i dettagli.
🌡 Salute: Sei irrequieto, trova un hobby sfidante.
💰 Finanze: Spese per viaggi o cultura, ma senza eccessi.
Consiglio: Sogna in grande, ma resta concreto.


♑ CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

Amore: Sei più serio, ma una conversazione profonda aiuterà.
💼 Lavoro: Risultati concreti, ma non lavorare troppo.
🌡 Salute: Stanchezza accumulata, fai pause regolari.
💰 Finanze: Risparmi in crescita, niente scommesse.
Consiglio: La disciplina è tua amica, ma ricorda di vivere.


♒ ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

Amore: Originalità e libertà sono chiave oggi.
💼 Lavoro: Idee rivoluzionarie, ma servono sostenitori.
🌡 Salute: Troppo tempo al telefono? Stacca!
💰 Finanze: Piccole spese impreviste, nulla di grave.
Consiglio: Segui la tua intuizione, ma resta connesso agli altri.


♓ PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

Amore: Sensibilità accentuata, cerca connessioni autentiche.
💼 Lavoro: Creatività al top, ma non perdere focus.
🌡 Salute: Emozioni represse? Parlane con qualcuno.
💰 Finanze: Situazione incerta, meglio aspettare prima di investire.
Consiglio: Sogna, ma resta ancorato alla realtà.


Oggi Marte in Gemelli ci spinge all’azione, mentre Venere in Leone accende passioni e creatività. Attenzione però a non diventare troppo impulsivi: Saturno in Pesci ricorda che ogni scelta ha conseguenze.

La sfida del giorno: bilanciare entusiasmo e prudenza. Cogli le opportunità, ma con saggezza.

Il consiglio universale: ascolta il messaggio della Luna Crescente: “Ogni passo, anche piccolo, conta. Agisci con intenzione.”

Buona giornata e che le stelle vi guidino!

Superenalotto di oggi 4 luglio: realizzati tre 5. Tutte le quote

Nessun ‘6’ né ‘5+1’ al concorso di oggi del Superenalotto. Ci sono invece tre fortunati giocatori che hanno centrato il ‘5’ e che vincono 40.064,38 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale 22.2 milioni di euro.

Combinazione vincente: 26, 45, 58, 65, 70, 82.

Numero Jolly: 27.

Numero Superstar: 73.

Superenalotto: le quote

Punti 6: 0 totalizzano Euro:0,00

Punti 5+: 0 totalizzano Euro:0,00

Punti 5: 3 totalizzano Euro: 40.064,38

Punti 4: 223 totalizzano Euro: 607,58

Punti 3: 10.061 totalizzano Euro: 37,92

Punti 2: 170.185 totalizzano Euro: 6,72

SUPERSTAR

Punti 6SB: 0 totalizzano Euro: 0,00

Punti 5+SB: 0 totalizzano Euro: 0,00

Punti 5SS: 0 totalizzano Euro: 0,00

Punti 4SS: 1 totalizzano Euro: 60.758,00

Punti 3SS: 45 totalizzano Euro: 3.792,00

Punti 2SS: 734 totalizzano Euro: 100,00

Punti 1SS: 5.186 totalizzano Euro: 10,00

Punti 0SS: 14.113 totalizzano Euro: 5,00

Vincite Seconda Chance 50 Euro: 70 totalizzano Euro: 3.500,00

Vincite Seconda Chance 3 Euro: 10.585 totalizzano Euro: 31.755,00

Vincite WinBox 1: 1.500 totalizzano Euro: 37.500,00

Vincite WinBox 2: 166.043 totalizzano Euro: 338.038,00

Totale vincite Seconda Chance: 10.655

Totale vincite WinBox: 167.543

Montepremi disponibile per il prossimo 6 Euro: 22.200.000,00 

Camorra, ucciso e sciolto nell’acido: 2 ergastoli per l’omicidio “d’onore” di Totoriello Esposito

Napoli– Un omicidio da manuale della vecchia camorra: spietato, silenzioso, rituale. Un’esecuzione in pieno stile mafioso, avvenuta tra le cave di tufo di Chiaiano, lontano da occhi indiscreti, dove Salvatore Esposito, detto Totoriello, fu prima freddato a colpi di pistola, poi sciolto nell’acido bollente, in un bidone trasformato in forno chimico dai suoi stessi carnefici.

Oggi, a oltre dieci anni di distanza da quel “delitto d’onore” consumato il 27 settembre 2013, il giudice per le indagini preliminari di Napoli, Valentina Giovanniello, ha messo un punto fermo su uno dei cold case più cruenti della cronaca criminale partenopea: ergastolo per Paolo Abbatiello e Gianfranco Leva, 8 anni per Raffaele Prota, accusati di aver partecipato al piano di morte orchestrato per ordine del clan Licciardi, potentissima famiglia della cosiddetta Alleanza di Secondigliano.

Fu ucciso per la relazione con la moglie del figlio del boss Gennaro Licciardi ‘a scigna

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Napoli, che nel maggio 2023 hanno arrestato i tre mandanti, il movente affonda nelle dinamiche più arcaiche del codice criminale: Esposito avrebbe avuto una relazione con la moglie di Giovanni Licciardi, figlio di Gennaro “la Scimmia”, uno dei fondatori storici del clan. Una colpa imperdonabile nel mondo dell’onore malavitoso, da lavare col sangue e con l’oblio dell’acido.

Il piano fu eseguito con freddezza: Totoriello venne attirato con una scusa, un presunto incontro con un affiliato detenuto, marito di Maria Licciardi (sorella di Gennaro, anche lei poi arrestata mentre tentava di fuggire in Spagna). Ma il percorso fu deviato e l’uomo consegnato ai suoi boia.

Dopo i colpi di pistola, il corpo venne posto in un bidone colmo di acido, portato all’ebollizione con un bruciatore artigianale, per cancellare ogni traccia.

A riaprire il caso fu una frase captata in un’intercettazione ambientale nell’ambito di un’altra indagine, un dettaglio sfuggito, che ha innescato un’indagine certosina e portato alla verità. Una verità fatta di codici arcaici, vendette familiari, e una ferocia che non conosce tempo.

L’omicidio di Esposito si iscrive nella lunga scia di sangue di una camorra che, anche nel silenzio, continua a usare l’acido come firma.

Estrazioni del Lotto e numeri vincenti 10eLotto di oggi 4 luglio

Ecco le estrazioni del Lotto di oggi 4 luglio:

BARI 08 45 67 28 03

CAGLIARI 70 57 26 88 80

FIRENZE 83 77 22 86 67

GENOVA 04 20 78 36 47

MILANO 12 53 34 18 57

NAPOLI 07 19 35 75 10

PALERMO 06 65 11 07 23

ROMA 01 53 48 80 46

TORINO 30 44 71 05 21

VENEZIA 45 67 14 44 40

NAZIONALE 22 27 05 18 67

10eLotto

Numeri vincenti: 01 04 06 07 08 12 19 20 22 26 30 44 45 53 57 65 67 70 77 83

NUMERO ORO:8

DOPPIO ORO:8 45

 

Vendeva generatori elettrici difettosi: denunciato napoletano in trasferta

Bergamo – Un’altra truffa in trasferta, messa in atto da un presunto venditore di generatori elettrici risultati difettosi e contraffatti. Al centro dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Bergamo c’è un 37enne originario di Napoli, denunciato dai carabinieri con le accuse di truffa, contraffazione e commercio di prodotti con segni falsi, tra cui il marchio europeo ‘CE’.

A far partire l’indagine sono state le denunce di due clienti raggirati: un 55enne e un 65enne che avevano acquistato dall’uomo generatori di corrente a benzina, rivelatisi poi gravemente malfunzionanti e ben al di sotto delle prestazioni promesse.

A giugno, due cittadini di 55 e 65 anni hanno denunciato l’acquisto di generatori pagati rispettivamente 1.200 e 400 euro, risultati poi difettosi e con prestazioni molto inferiori a quelle dichiarate.

Le segnalazioni hanno innescato un’operazione di ricerca coordinata dai carabinieri di Clusone, che hanno intercettato il sospettato il 1° luglio a bordo di una Citroen DS7 di colore chiaro.

Durante il controllo, all’interno del veicolo sono stati trovati venti carte di credito di vari istituti bancari e tre generatori di una nota marca, identici a quelli oggetto delle truffe, accompagnati da una fattura che ne attestava l’acquisto a poco più di 100 euro ciascuno.

Il blitz nel B&B alle porte di Milano

I carabinieri sono risaliti al truffatore seguendo la pista dei pagamenti e hanno fatto irruzione in un B&B a Casarile, nella cintura milanese, dove il 37enne alloggiava. In una valigia nascosta nella stanza sono stati trovati 30mila euro in contanti, mentre all’interno di un box di pertinenza sono stati rinvenuti due generatori e documenti che attesterebbero una prolungata attività di truffa in varie località del Nord Italia.

L’uomo, secondo quanto emerso, si spostava continuamente per vendere la merce, sfuggendo a lungo ai controlli proprio grazie all’utilizzo di strutture ricettive a breve termine.

L’inchiesta mette dunque in luce un fenomeno preoccupante: quello dei truffatori “in trasferta”, che si muovono tra regioni per colpire vittime ignare, spesso clienti attratti da offerte apparentemente vantaggiose pubblicate su piattaforme online o con annunci cartacei.

Indagato anche il titolare della struttura

Nei guai è finito anche il proprietario del B&B, accusato di favoreggiamento e segnalato per non aver registrato correttamente l’ospite nella struttura, violando le normative sugli obblighi delle attività ricettive. Una circostanza che ha di fatto favorito l’operato illecito del 37enne.

Le indagini ora proseguono per verificare il coinvolgimento del sospettato in altri episodi analoghi e per accertare eventuali complici. Gli inquirenti ipotizzano infatti un giro di truffe seriali, estese ad altre province lombarde e forse anche oltre.

Il fenomeno dei truffatori “nomadi digitali”

L’inchiesta rilancia l’allarme su un fenomeno in espansione: piccoli gruppi criminali che operano come “nomadi digitali”, sfruttando internet per vendere prodotti falsi o difettosi e spostandosi rapidamente da una zona all’altra per sfuggire all’identificazione. L’uso di contanti, strutture temporanee e identità fittizie rende particolarmente difficile individuarli e fermarli.

La scorsa settimana un altro napoletano era stato denunciato in provincia di Biella in Piemonte sempre per la vendita truffaldina di generatori elettrici difettosi.

Per le forze dell’ordine si tratta di un’emergenza silenziosa, che colpisce cittadini comuni, spesso pensionati o lavoratori attratti da prezzi bassi e ignari delle reali caratteristiche dei prodotti acquistati.

Napoli in fiamme: nuovo incendio sulla collina dei Camaldoli

Napoli – Un’altra colonna di fumo si è alzata oggi su Napoli, visibile da mezza città. Le fiamme hanno divorato un versante della collina dei Camaldoli, nella zona di Pianura, costringendo ancora una volta i vigili del fuoco a un intervento d’emergenza.

Al momento non si segnalano criticità. L’episodio odierno non è un caso isolato: solo questa estate si contano almeno due incendi al giorno nelle aree verdi della città, un bollettino di guerra che si ripete ogni anno.

Perché Napoli brucia?

Verde abbandonato: Le colline sono diventate discariche a cielo aperto con sterpaglie secche pronte a incendiarsi
Mancata prevenzione: Manca la manutenzione ordinaria (sfalcio erba, pulizia sentieri)
Emergenza idrica: La siccità trasforma la vegetazione in esca perfetta

«È un circolo vizioso», denuncia Mario Esposito del WWF Campania. «Ogni estate spendiamo milioni per spegnere incendi che potrebbero essere evitati con una corretta gestione del territorio».

Le colline dimenticate e le zone più colpite:

Camaldoli (oggi in fiamme)
Parco delle Colline di Napoli
Vomero-Arenella

Aree che versano in stato di abbandono cronico, senza piani di manutenzione, nonostante i ripetuti appelli di ambientalisti e cittadini.

Cosa serve davvero?

Piano anti-incendi con monitoraggio costante
Manutenzione programmata del verde
Controlli serrati per evitare roghi dolosi

«Basta interventi emergenziali», tuona Luca Bianchi di Legambiente. «Serve una strategia che parta dalla cura del territorio, non dai soccorsi quando ormai è troppo tardi».

La domanda che brucia più delle fiamme: “Quanti altri incendi dovremo vedere prima che Napoli si doti di un vero piano per la tutela del suo polmone verde?.

Avellino, cerca di rubare soldi alla convivente: scatta il divieto di avvicinamento

Avellino – Ancora un caso di maltrattamenti e aggressione contro una donna, questa volta avvenuto in piena strada, in provincia di Avellino. I Carabinieri sono intervenuti tempestivamente bloccando un uomo che stava cercando di strappare la borsa alla sua convivente per impossessarsi di 50 euro.

L’episodio ha avuto luogo quando gli agenti del Commissariato di Lauro hanno arrestato un 41enne di Pago del Vallo di Lauro. Ciò che rende la vicenda ancora più allarmante è che l’uomo era già stato denunciato per maltrattamenti in passato, e nonostante ciò, la coppia aveva ripreso la convivenza

.L’uomo era già stato denunciato per maltrattamenti

Secondo la testimonianza della vittima, il compagno era solito chiederle continuamente denaro e faceva abuso di sostanze alcoliche, che lo rendevano irascibile e aggressivo. Una spirale di violenza domestica che, purtroppo, rappresenta la quotidianità per molte donne sul territorio nazionale.

Su richiesta della Procura di Avellino, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha disposto nei confronti dell’uomo l’obbligo di dimora e, fondamentale per la tutela della vittima, il divieto di avvicinamento alla persona offesa.

Questo ennesimo episodio evidenzia la persistente piaga dei maltrattamenti quotidiani che troppe donne subiscono tra le mura domestiche, e che in alcuni casi, come questo, sfociano in aggressioni pubbliche. Le forze dell’ordine e le istituzioni continuano a lavorare per contrastare questo fenomeno e offrire supporto alle vittime.