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Muore a 15 anni schiacciata da un sasso mentre tentava di fare un selfie

Un selfie finito in tragedia. Una ragazza di 15 anni è morta oggi pomeriggio, schiacciata da un enorme masso staccatosi da un pendio mentre cercava, insieme a due amiche, di scattarsi una foto panoramica con lo sfondo del Ponte Vecchio di Cesana e della diga sul fiume Piave.

Una seconda ragazza, anche lei 15enne, è rimasta ferita con fratture multiple ed è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Belluno, mentre una terza, di 16 anni, è uscita illesa dall’incidente.

L’incidente è avvenuto intorno all’ora di pranzo nella zona di Cesana Beach, una piccola spiaggia fluviale nei pressi di Busche, nel Feltrino. Secondo i primi accertamenti dei Carabinieri della Compagnia di Feltre, intervenuti insieme ai Vigili del Fuoco di Belluno e ai soccorritori del SUEM 118 (arrivati con l’elicottero Falco 1), le tre giovani si erano arrampicate su un ripido pendio per trovare la migliore inquadratura. Improvvisamente, il terreno ha ceduto, scatenando una frana che ha travolto le ragazze.

Il macigno, rotolando a valle, ha colpito in pieno la 15enne, Gaia De Gol uccidendola sul colpo. L’amica ferita, invece, è stata estratta dai soccorritori con fratture agli arti, ma le sue condizioni non sono ritenute gravi. La terza ragazza, miracolosamente illesa, ha assistito impotente alla scena.

Quando i primi soccorsi sono arrivati, si pensava inizialmente che le giovani fossero cadute in acqua, ma la realtà si è rivelata ancora più drammatica. Il medico legale giunto sul posto non ha potuto fare altro che constatare il decesso e richiedere l’autorizzazione per il trasferimento della salma.

I militari dell’Arma stanno ora ascoltando i testimoni per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. Non è escluso che il pendio, già instabile a causa delle recenti piogge, abbia ceduto proprio sotto il peso delle ragazze.

La tragedia riaccende il dibattito sui rischi legati ai selfie pericolosi, un’abitudine sempre più diffusa tra i giovani in cerca di like sui social. Solo pochi mesi fa, un caso simile era costato la vita a un turista sul Lago di Garda.

Avventurarsi su terreni instabili senza precauzioni può essere mortale, avvertono gli esperti. Ma per una 15enne di Belluno, purtroppo, l’avvertimento è arrivato troppo tardi.

Il “sistema Sorrento”, l’ex sindaco e il “sensitivo” parlavano con cellulari “canarini”

Ecco il “Sistema Sorrento” : viaggi, orologi e lusso con i soldi delle tangenti, 16 Arresti.
L’ex sindaco Massimo Coppola e il suo “alter ego” Lello il sensitivo al centro di un’inchiesta su appalti truccati per 35 milioni di euro. Un imprenditore minacciò il suicidio per le richieste estorsive. Un’associazione usata come bancomat personale.

E’ questa la sintesi dell’operazione della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, che ieri ha scoperchiato un vasto e ramificato sistema di corruzione che avrebbe consentito all’ex sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, e ai suoi complici di gestire appalti pubblici per un valore di 35 milioni di euro, inclusi fondi PNRR e FESR.

Un quadro inquietante che emerge dalle indagini, illustrate dal procuratore Nunzio Fragliasso in una conferenza stampa con i vertici regionali e provinciali delle Fiamme Gialle.

La disperazione dell’imprenditore e i primi arresti

L’inchiesta aveva preso le mosse dalla denuncia di un imprenditore, talmente esasperato dalle continue richieste di tangenti da aver persino meditato il suicidio, prima di decidere di “vuotare il sacco” e denunciare il sistema.

Fu proprio grazie a questa testimonianza che, lo scorso maggio, scattò l’arresto in flagranza di Coppola e del suo collaboratore Francesco Di Maio, colti mentre intascavano una mazzetta.

Ieri, la Guardia di Finanza ha notificato un decreto di perquisizione e proceduto a 16 arresti, di cui 11 in carcere e 5 ai domiciliari. Oltre a Coppola e Di Maio, le misure cautelari hanno colpito un ex consigliere, funzionari e dirigenti comunali, e diversi imprenditori. I reati contestati vanno dalla corruzione al peculato, fino alla turbata libertà degli incanti.

“Lello il Sensitivo”: l’Alter Ego del sindaco e il tesoro nascosto

Figura centrale dell’inchiesta è Raffaele Guida, noto come “Lello il sensitivo“. Descritto dal GIP nell’ordinanza come l’alter ego di Coppola, Guida si presentava agli imprenditori addirittura come vicesindaco, forte di una presunta “autoinvestitura astrale”.

Era lui la persona di fiducia a cui il sindaco si affidava per la gestione delle operazioni illecite. Gli investigatori lo ritengono il vero “cassiere” delle mazzette: già nella prima fase dell’inchiesta, nel suo tavolo da biliardo furono rinvenuti 167mila euro in contanti, considerati la “riserva” delle tangenti.

Guida, secondo l’accusa, avrebbe gestito, con il pieno consenso del primo cittadino, una macchina amministrativa parallela, improntata a logiche affaristiche. “Io faccio la politica” è una delle frasi intercettate attribuite al “sensitivo”, che avrebbe di fatto dettato la linea politico-amministrativa a Sorrento, con l’amaro commento del procuratore Fragliasso che la gestione di una città “nota in tutto il mondo era in parte affidata ad un sensitivo”.

I “Canarini”: cellulari criptati e linguaggio da clan

Per comunicare liberamente di appalti e tangenti, Coppola e “Lello il sensitivo” utilizzavano cellulari dedicati, chiamati “canarini”, dotati di SIM intestate a extracomunitari inesistenti.

Questi dispositivi, attivati dall’ex sindaco in un esercizio di fiducia a Sorrento, permettevano conversazioni disinvolte, mentre sulle utenze normali veniva usato un linguaggio criptato. Una modalità che, per il GIP, “sono tipiche delle consorterie criminali” e che, intercettate dalle Fiamme Gialle grazie a tecnologie all’avanguardia, hanno fornito “un’ulteriore prova degli accordi corruttivi”.

Il sindaco avrebbe intascato una quota che poteva arrivare fino al 10% del valore totale dell’appalto, piegando la sua funzione pubblica al tornaconto personale e arrecando “danni al buon andamento della pubblica amministrazione”.

“La Fenice”: l’associazione bancomat e le spese folli

L’inchiesta ha rivelato un altro tassello del “sistema”: l’associazione “La Fenice”, intestata a un prestanome del sindaco ma di fatto a lui riconducibile.

In questa associazione confluivano soldi pubblici, erogati per attività “autoassegnate” e poi usati per scopi personali: vacanze (anche una con la famiglia Guida), beni di lusso, orologi preziosi e viaggi, per un totale di 34mila euro pagati con la carta collegata al conto dell’associazione.

Tra gli appalti finiti nel mirino: le poltroncine per il teatro Tasso, il restyling delle strade, l’illuminazione pubblica, la manutenzione e la gestione di eventi.

Un modus operandi che, come sottolineato dal procuratore, non avrebbe potuto esistere senza la complicità di funzionari comunali “disponibili ad assecondare il sindaco nell’affidamento degli appalti” e di membri delle commissioni aggiudicatrici “proni” alle sue sollecitazioni.

La scelta di non procedere con interrogatori preventivi è stata dettata dalla necessità di evitare il “pericolo di inquinamento delle prove”.

Durante le perquisizioni ai 26 indagati complessivi, sono stati sequestrati quasi 50mila euro in contanti. L’inchiesta, in fase di ampliamento, si sta ora concentrando anche sui riferimenti, emersi dalle intercettazioni, a pagamenti di mazzette per accaparrarsi lavori e appalti anche in altri comuni.

Gli indagati colpiti da ordinanza cautelare

In carcere:

  • Massimo Coppola – ex sindaco di Sorrento

  • Raffaele Guida – “Lello il sensitivo”, fiduciario del sindaco

  • Francesco Di Maio – collaboratore di Coppola

  • Vincenzo Sorrentino – ex consigliere comunale e commercialista

  • Filippo Di Martino – capo dell’Ufficio Tecnico comunale

  • Luigi Desiderio – funzionario comunale

  • Gennaro Esposito – tecnico

  • Danilo Amitrano – rappresentante dell’associazione “La Fenice”

  • Vincenzo Rescigno – progettista

  • Aniello Vanacore (1) – imprenditore

  • Aniello Vanacore (2) – imprenditore

Ai domiciliari:

  • Mario Parlato – imprenditore

  • Luigi Todisco – imprenditore

  • Raffaele Guarino – imprenditore

  • Alessandro Di Domenico – imprenditore

  • Michele Zambelli – imprenditore

  • Luigi Di Palo – imprenditore

Totale: 16 arresti su 26 indagati complessivi.

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati quasi 50mila euro in contanti.

Il sistema, ha evidenziato il procuratore, non avrebbe potuto funzionare senza la complicità di tecnici e funzionari comunali, sempre pronti ad assecondare le volontà del sindaco nell’assegnazione degli appalti. Le commissioni aggiudicatrici, ha aggiunto, erano “prone” alle sue indicazioni.

Possibili sviluppi in altri Comuni

Durante le intercettazioni, sono emerse conversazioni che farebbero riferimento al pagamento di tangenti anche per appalti in altri Comuni. Un filone, questo, su cui ora si concentrano ulteriori approfondimenti da parte degli investigatori.

Oroscopo del 16 luglio 2025 segno per segno

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Ecco le previsioni astrali segno per segno di oggi 16 luglio 2025 con uno sguardo su amore, lavoro, salute e finanze.


♈ ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

🔹 Amore: Giorno di passione e discussioni accese. Se single, potresti incontrare qualcuno in modo inaspettato.
🔹 Lavoro: Attenzione ai dettagli: un errore banale potrebbe costarti caro.
🔹 Salute: Troppa energia nervosa, fai sport per scaricarti.
🔹 Finanze: Investimenti promettenti, ma niente rischi eccessivi.
🌟 Consiglio del giorno: Non prendere decisioni impulsive.


♉ TORO (20 aprile – 20 maggio)

🔹 Amore: Giornata romantica, ideale per una cena a lume di candela.
🔹 Lavoro: Progetti in stallo, ma presto arriverà una svolta positiva.
🔹 Salute: Attenzione a mal di testa e digestione, rallenta i ritmi.
🔹 Finanze: Soldi in arrivo, ma evita spese superflue.
🌟 Consiglio del giorno: Sii paziente, le cose migliorano.


♊ GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

🔹 Amore: Se in coppia, comunicazione chiara per evitare fraintendimenti.
🔹 Lavoro: Giorno dinamico, ottimo per networking e nuove idee.
🔹 Salute: Stanchezza mentale, prenditi una pausa.
🔹 Finanze: Piccole entrate extra, ma non contare troppo su di esse.
🌟 Consiglio del giorno: Scrivi i tuoi pensieri per fare chiarezza.


♋ CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

🔹 Amore: Emozioni in primo piano, potresti sentirti vulnerabile.
🔹 Lavoro: Collaborazioni fruttuose, ma attenzione a colleghi invidiosi.
🔹 Salute: Ansia in aumento, prova tecniche di rilassamento.
🔹 Finanze: Situazione stabile, ma niente grandi acquisti oggi.
🌟 Consiglio del giorno: Proteggi il tuo equilibrio emotivo.


♌ LEONE (23 luglio – 22 agosto)

🔹 Amore: Sei al centro dell’attenzione, ma non forzare le cose.
🔹 Lavoro: Leadership riconosciuta, ma non essere troppo autoritario.
🔹 Salute: Energia alta, approfittane per fare attività fisica.
🔹 Finanze: Possibile spesa imprevista, tieni un fondo di emergenza.
🌟 Consiglio del giorno: Brilla, ma senza eclissare gli altri.


♍ VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

🔹 Amore: Se single, potresti incontrare una persona interessante in un contesto lavorativo.
🔹 Lavoro: Giorno produttivo, ma non pretendere la perfezione.
🔹 Salute: Attenzione a tensioni muscolari, fai stretching.
🔹 Finanze: Bilancio sotto controllo, ma evita prestiti.
🌟 Consiglio del giorno: Organizza, ma lascia spazio alla spontaneità.


♎ BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

🔹 Amore: Armonia in coppia, ottimo giorno per riconciliazioni.
🔹 Lavoro: Decisioni importanti richiedono ponderazione.
🔹 Salute: Equilibrio psico-fisico da preservare, dormi bene.
🔹 Finanze: Investi in qualcosa che ti appassiona.
🌟 Consiglio del giorno: Cerca il giusto mezzo in tutto.


♏ SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

🔹 Amore: Passione intensa, ma attenzione a gelosie.
🔹 Lavoro: Intuizioni brillanti, sfruttale per avanzare.
🔹 Salute: Controlla lo stress, potrebbe indebolirti.
🔹 Finanze: Fortuna inaspettata, ma gestiscila con saggezza.
🌟 Consiglio del giorno: Usa il tuo carisma, ma senza manipolare.


♐ SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

🔹 Amore: Avventura e libertà sono le tue parole chiave oggi.
🔹 Lavoro: Viaggi o nuove opportunità in arrivo, sii pronto.
🔹 Salute: Attenzione a strappi o piccoli infortuni.
🔹 Finanze: Rischi calcolati potrebbero ripagare.
🌟 Consiglio del giorno: Segui il tuo istinto, ma con cautela.


♑ CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

🔹 Amore: Se in coppia, pianificate il futuro insieme.
🔹 Lavoro: Dedizione premiata, ma non trascurare la vita privata.
🔹 Salute: Resistenza alta, ma non sovraccaricarti.
🔹 Finanze: Risparmi in crescita, ma niente scommesse.
🌟 Consiglio del giorno: Lavora sodo, ma concediti una pausa.


♒ ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

🔹 Amore: Se single, un incontro insolito potrebbe sorprenderti.
🔹 Lavoro: Idee innovative, ma cerca alleati per realizzarle.
🔹 Salute: Attenzione a circolazione e idratazione.
🔹 Finanze: Situazione stabile, ma niente sperperi.
🌟 Consiglio del giorno: Rompi la routine, ma con criterio.


♓ PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

🔹 Amore: Sensibilità accentuata, cerca comprensione.
🔹 Lavoro: Creatività al top, sfruttala per progetti artistici.
🔹 Salute: Stanchezza emotiva, fai attività rilassanti.
🔹 Finanze: Evita prestiti, meglio aspettare.
🌟 Consiglio del giorno: Segui il cuore, ma resta con i piedi per terra.


Oggi Mercurio in trigono con Giove favorisce comunicazione e idee brillanti, ma la Luna in Scorpioneintensifica le emozioni, rendendo alcuni segni più vulnerabili. Attenzione alle decisioni affrettate e cerca sempre un equilibrio tra razionalità e istinto. La giornata è propizia per pianificare, ma anche per ascoltare l’intuizione.

Mantieni la calma, agisci con saggezza e il cielo ti sorriderà!

Napoli, 5 anni senza Mario Paciolla, la piazza chiede verità

Napoli – A cinque anni dalla morte di Mario Paciolla, la richiesta è sempre la stessa, e oggi è risuonata forte per le strade di Napoli: verità e giustizia.

In centinaia hanno sfilato dal Comune fino a piazza Dante, nel cuore della città, per ricordare il giovane cooperante napoletano trovato morto il 15 luglio 2020 nella sua abitazione a San Vicente del Caguán, in Colombia, dove lavorava per una missione dell’Onu.

Un caso chiuso in Italia come suicidio, ma che la famiglia e un’ampia rete di attivisti e associazioni continuano a considerare un omicidio.

“Mario è stato ucciso”, ha gridato al megafono sua madre, Anna Motta, tra gli applausi della folla. “Ogni giovane ha il diritto di partire per un’esperienza all’estero e tornare a casa. Ma Mario è tornato in una cassa da frutta.

Questo non possiamo accettarlo”. Con lei e il marito, Pino Paciolla, c’erano esponenti di Libera, Cgil, Articolo 21, Mediterranea, Gruppo Abele, la Federazione nazionale della stampa, il Festival del Cinema dei Diritti Umani, ma anche rappresentanti istituzionali come la vicesindaca di Napoli, Laura Lieto, il deputato Pd Marco Sarracino, e l’ex sindaco Luigi de Magistris, insieme a Don Luigi Ciotti.

“Non ci fermeremo”, ha detto ancora Anna Motta. “Sin dall’inizio sapevamo che era una battaglia difficile, perché dietro la morte di Mario ci sono poteri forti. Ma siamo pronti ad andare avanti, a portare nuovi elementi per chiedere la riapertura del caso. E se sarà necessario, ci rivolgeremo alla Corte europea dei diritti dell’uomo”.

L’inchiesta della procura di Roma è stata archiviata su richiesta del pm, nonostante le perizie di parte e le denunce della famiglia. “Il governo non ci ha mai risposto – ha denunciato il padre di Mario – non abbiamo ricevuto nemmeno una telefonata dal ministro Tajani”. Il caso, spiegano i genitori, è stato frettolosamente liquidato come suicidio “perché qualcuno non vuole arrivare allo scontro con poteri forti. Ma noi non ci arrendiamo”.

Il deputato Marco Sarracino ha annunciato l’intenzione di chiedere la calendarizzazione della proposta di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta, mentre Beppe Giulietti (Articolo 21) ha rilanciato la richiesta di un’indagine internazionale: “L’Onu deve parlare. Qualcuno, dentro l’Onu, sa cosa è successo a Mario. È ora che dica la verità”.

Nel corteo si sono visti striscioni, fotografie, cartelli con la scritta “Mario non si archivia”. Perché, come ha sottolineato Don Ciotti dal palco di piazza Dante, “un Paese che rinuncia alla verità muore lentamente. Non possiamo permettere che la morte di Mario venga dimenticata o insabbiata”.

Intanto, la famiglia Paciolla valuta nuove mosse legali. “Stiamo raccogliendo ulteriori documenti”, spiega il padre, “e se ci saranno novità, chiederemo la riapertura del fascicolo in Italia. In alternativa, siamo pronti ad andare davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Perché chi ha ucciso Mario non può restare impunito”.

Un grido, quello per la verità su Mario Paciolla, che da Napoli si è levato oggi più forte che mai.

Camorra, la Cassazione annulla l’ergastolo per “l’omicidio dello zainetto”

Napoli– Il caso dell’omicidio di Luigi Mignano, noto alle cronache criminali come “l’omicidio dello zainetto” – perchè compiuto davanti al nipotino della vittima, che assistette alla scena – torna di nuovo in discussione.

La Corte di Cassazione, quinta sezione penale, ha annullato la condanna all’ergastolo per i presunti responsabili: Ariosto Pasquale (difeso dall’ avvoccato Dario Vannetiello), Terracciano Ciro Rosario (difeso dagli avv.ti Leopoldo Perone e Valerio Vianello), Luongo Umberto (difeso dagli avv.ti Alessandro Pignataro e Valerio Spigarelli), Salomone Giovanni (difeso dall’avv. Saverio Senese).

Una decisione che ha destato grande clamore, considerando il forte impatto mediatico  giudiziario di un’azione di sangue che ha segnato un’epoca recente della camorra partenopea.

Un duplice agguato e la lotta tra clan

I fatti risalgono al 9 aprile 2019, quando in Via Annunziata, a Napoli, Luigi Mignano fu ucciso e Pasquale Mignano rimase ferito in un tentato omicidio. Secondo le indagini, l’agguato fu compiuto per agevolare il clan Mazzarella-D’Amico, con l’obiettivo di imporsi sul clan Rinaldi, in una sanguinosa faida per il controllo del territorio e delle attività illecite.

La gravità dell’episodio e la sua connessione con le dinamiche camorristiche resero fin da subito il caso un simbolo della violenza criminale a Napoli.

La prima condanna all’ergastolo fu emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli l’8 settembre 2020. Tuttavia, il percorso giudiziario si è rivelato più tortuoso del previsto.

Il secondo annullamento dell’ergastolo: un precedente clamoroso

La sentenza della Suprema Corte, seppur relativa al solo trattamento sanzionatorio, assume una rilevanza notevole poiché si tratta del secondo annullamento della condanna all’ergastolo.

Il primo era avvenuto con una decisione del 14 dicembre 2023, pronunciata dalla prima sezione della Suprema Corte. Questo doppio annullamento, nonostante il Procuratore Generale avesse chiesto il rigetto di tutti i ricorsi, sottolinea la complessità del quadro probatorio e la necessità di un’ulteriore valutazione.

Il “Delitto dello Zainetto” torna in Appello

Ora, dopo il deposito delle motivazioni della Cassazione, si aprirà il terzo giudizio di appello. Il caso sarà riesaminato da una diversa sezione della Corte d’Assise d’Appello partenopea.

 

Superenalotto, il jackpot supera i 26milioni di euro. Tutte le quote

Nessun “6”, né “5+1” al concorso odierno del Superenalotto. Il jackpot stimato a disposizione del “6” per il prossimo concorso è pari a circa 26.600.000,00 euro.

La combinazione vincente: 4-10-14-48-58-83.

Numero Jolly: 47.

Numero Superstar: 63.

Le quote del Concorso Superenalotto/Superstar n.112 di oggi:

Punti 6: 0 totalizzano Euro:0,00

Punti 5+: 0 totalizzano Euro:0,00

Punti 5: 5 totalizzano Euro: 32.211,03

Punti 4: 749 totalizzano Euro: 235,45

Punti 3: 24.319 totalizzano Euro: 20,81

Punti 2: 349.066 totalizzano Euro: 5,00

SUPERSTAR

Punti 6SB: 0 totalizzano Euro: 0,00

Punti 5+SB: 0 totalizzano Euro: 0,00

Punti 5SS: 0 totalizzano Euro: 0,00

Punti 4SS: 4 totalizzano Euro: 23.545,00

Punti 3SS: 92 totalizzano Euro: 2.081,00

Punti 2SS: 1.840 totalizzano Euro: 100,00

Punti 1SS: 10.322 totalizzano Euro: 10,00

Punti 0SS: 21.979 totalizzano Euro: 5,00

Vincite Seconda Chance 50 Euro: 93 totalizzano Euro: 4.650,00

Vincite Seconda Chance 3 Euro: 14.001 totalizzano Euro: 42.003,00

Vincite WinBox 1: 2.012 totalizzano Euro: 50.300,00

Vincite WinBox 2: 215.994 totalizzano Euro: 439.072,00

Totale vincite Seconda Chance: 14.094

Totale vincite WinBox: 218.006

Montepremi disponibile per il prossimo 6 Euro: 26.600.000,00

 

Estrazioni del Lotto e numeri vincenti 10eLotto del 15 luglio 2025

Ecco le estrazioni del Lotto di oggi 15 luglio:

BARI 60 18 12 57 28

CAGLIARI 20 26 81 55 18

FIRENZE 28 59 46 83 81

GENOVA 32 57 09 41 17

MILANO 58 31 49 38 63

NAPOLI 36 58 57 45 59

PALERMO 03 05 48 86 62

ROMA 47 18 01 23 79

TORINO 56 34 49 89 90

VENEZIA 46 44 52 82 78

NAZIONALE 16 36 15 13 60

10eLOTTO

Numeri vincenti: 03 05 12 18 20 26 28 31 32 34 36 44 46 47 56 57 58 59 60 81

NUMERO ORO:60

DOPPIO ORO:60 18

 

Camorra, la lista di donna Gemma Donnarumma e le trattative con le donne rivali

Torre Annunziata – Era molto più che la moglie di Valentino Gionta, storico boss della camorra oplontina detenuto dal 1990. Gemma Donnarumma, per gli inquirenti, ha rappresentato per anni il vertice strategico e operativo del clan Gionta, incarnando una leadership femminile rara nella criminalità organizzata tradizionalmente maschile.

Dalle intercettazioni e dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, emerge come “donna Gemma” – così veniva chiamata – non solo fosse una figura simbolica, ma una vera e propria mente criminale capace di prendere decisioni autonome su racket, alleanze e persino omicidi.

Il ruolo apicale: mente, regista e intermediaria del clan

Donnarumma, secondo quanto ricostruito nell’ambito di un’inchiesta della DDA di Napoli, che oggi ha portato in carcere lei ed altri 17 affiliati, aveva assunto un ruolo di rappresentanza per conto del clan, imponendosi dopo l’arresto del marito come figura centrale nelle dinamiche camorristiche del territorio.

Era lei, come si evince dalla lettura delle oltre 260 pagine dell ‘ordinanza cautelare firmata dal gip Antonino Santoro,  a dettare le strategie, a “regolare” le estorsioni e a sostituirsi ai reggenti ufficiali nei rapporti con imprenditori e affiliati.

Secondo le accuse, si occupava direttamente della gestione delle estorsioni storiche (la cosiddetta “lista” delle vittime); ma anche della creazione di un programma estorsivo parallelo, autonomo rispetto alla leadership maschile (in particolare rispetto a Gaetano Amoruso e Pasquale Romito, detto ‘o Turco).

E poi imponeva assunzioni “obbligate” presso attività commerciali, come forma di pressione e controllo sul tessuto economico e infine faceva da mediatrice tra affiliati liberi e detenuti, fungendo da collegamento tra la “cupola storica” e le nuove leve del clan.

I rapporti con altri clan e le alleanze tra donne

Determinante anche il suo ruolo diplomatico con gli altri gruppi camorristici attivi nell’area vesuviana. Intratteneva rapporti diretti con figure femminili di spicco dei clan rivali o alleati, come Michelina Manzi, moglie di Pasquale Gallo (detto “’o bellillo”, del clan Gallo-Cavalieri), con la quale avrebbe risolto un contrasto legato a una “doppia estorsione” ai danni di una impresa funebre.

Non solo: Donnarumma era in contatto diretto anche con i vertici femminili del clan Gallo-Limelli-Vangone, come Rosaria Vangone, che si recò personalmente a farle visita durante le festività natalizie del 2022 per rinsaldare l’alleanza.

Tali rapporti, spiegano i magistrati, non erano semplici convenevoli, ma strumenti di potere e controllo per evitare attriti tra clan, risolvere controversie e, soprattutto, mantenere il dominio del clan Gionta su Torre Annunziata e sui suoi interessi economici.

Le estorsioni e la “lista” delle vittime

Dalle intercettazioni ambientali e dalle dichiarazioni di pentiti emerge l’esistenza di una “lista” di imprenditori sistematicamente sottoposti a estorsione, tra cui le imprese della zona.

Donnarumma, delusa dalla mancata iniziativa di alcuni reggenti, avrebbe deciso di incassare direttamente le tangenti, anche grazie all’appoggio del fratello Enrico Donnarumma, incaricato di rapportarsi con gli altri affiliati.

In alcuni casi, Gemma avrebbe fatto convocare gli imprenditori per imporre assunzioni in favore dei familiari di affiliati detenuti. In altri, avrebbe organizzato estorsioni autonome ai danni di soggetti non previsti nella “lista ufficiale”, per garantire un flusso economico continuo al sostentamento proprio e del marito detenuto.

«Io tengo quelli che hai detto… io lo mando a chiamare… però tutto giusto, perché mi dava prima a me!» – si sente dire in un’intercettazione captata nel gennaio 2023, mentre discuteva dell’incasso delle estorsioni e delle tensioni interne all’organizzazione.

La scarcerazione e il ritorno simbolico

Scarcerata il 26 aprile 2022, la sua presenza sul territorio di Torre Annunziata è stata percepita, dagli stessi affiliati, come un segnale di rafforzamento del clan Gionta, non solo per il peso criminale, ma anche per l’autorità morale che le viene riconosciuta.

Secondo il collaboratore Pietro Izzo, anche quando non era formalmente alla guida, era lei a decidere su omicidi, estorsioni annuali e alleanze strategiche: «Le decisioni importanti venivano prese nel suo appartamento, alla sua presenza».

Figura simbolica e operativa

In definitiva, Gemma Donnarumma non è mai stata un volto di secondo piano nella galassia Gionta. Pur adottando, in alcuni frangenti, un atteggiamento “defilato”, ha sempre avuto il potere di convocare, decidere, punire e mediare. Una figura di vertice, riconosciuta da tutti, temuta da molti e rispettata da tutti gli affiliati, anche solo per il cognome che porta: quello di donna Gemma, la regina silenziosa della camorra di Torre Annunziata.

Turista americana si tuffa dal Fiordo di Furore: rischia la paralisi

Salerno– Un tuffo spericolato, senza calcolare i rischi, potrebbe costarle cara. Una turista americana di 45 anni, in vacanza in Costiera Amalfitana con la famiglia, è ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Ruggi di Salerno dopo essersi lanciata dal fiordo di Furore, uno dei punti più alti e pericolosi della zona.

Le prime diagnosi parlano di lesioni alla colonna vertebrale: i medici non escludono il rischio di paralisi.La donna, non una tuffatrice professionista come quelle che ogni anno si esibiscono in gare organizzate, ha scelto di lanciarsi da un’altezza di circa 30 metri, ignorando i pericoli di un gesto che richiede tecnica, preparazione e conoscenza del punto di impatto.

Dopo il violento contatto con l’acqua, sarebbe svenuta ed è stata immediatamente recuperata dai soccorritori.

Soccorsi immediati, ma la situazione è drammatica

Trasportata d’urgenza prima al pronto soccorso di Castiglione di Ravello e poi, in elisoccorso, al Ruggi di Salerno, la turista è stabile ma la prognosi resta riservata. I sanitari temono danni permanenti: l’impatto potrebbe aver compromesso la colonna vertebrale, con esiti ancora da definire.

L’episodio riaccende i riflettori sui comportamenti avventati di alcuni turisti, che sfidano la natura senza consapevolezza. Quello di Furore è un luogo iconico, ma i tuffi – se non eseguiti da professionisti – possono trasformarsi in trappole mortali. Bastano pochi secondi per cambiare una vita.

Teverola, va a casa della moglie nonostante il divieto: arrestato 46enne

Teverola – È stato arrestato in flagranza di reato un 46enne del posto, già sottoposto a misure cautelari per motivi legati a episodi di violenza domestica.

Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Teverola lo hanno sorpreso nei pressi dell’abitazione della moglie, violando così il divieto di avvicinamento alla persona offesa e il divieto di dimora nel comune di residenza.

Dopo l’arresto, l’uomo è stato condotto presso le camere di sicurezza dell’Arma locale e, nella mattinata odierna, è comparso davanti al giudice per il rito direttissimo. Al termine dell’udienza, l’Autorità Giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Il 46enne è stato quindi trasferito presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

L’intervento dei Carabinieri conferma l’attenzione costante delle forze dell’ordine nel contrasto ai reati di natura familiare e nella tutela delle vittime di violenza.

San Prisco, pusher in giro con un’auto a noleggio

San Prisco – Era a bordo di una Smart bianca intestata a una società di noleggio, quando è stato fermato dai carabinieri per un controllo. Il suo atteggiamento nervoso ha insospettito i militari, che hanno deciso di approfondire la verifica.

La perquisizione ha confermato i sospetti: nascondeva cocaina all’interno di contenitori per ovetti di cioccolato.

È accaduto nella notte in viale Europa, dove i carabinieri della Stazione di San Prisco hanno arrestato un 22enne di nazionalità albanese, senza fissa dimora, con l’accusa di detenzione illecita di sostanza stupefacente.

Durante la perquisizione personale e veicolare, i militari hanno rinvenuto 10 dosi di cocaina – per un peso complessivo di circa 5 grammi – occultate in due ovetti di plastica, di quelli solitamente usati per contenere le sorprese degli snack dolci. Sequestrati anche 265 euro in contanti, ritenuti il presunto provento dell’attività di spaccio.

Al termine delle formalità di rito, il giovane è stato trasferito presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove resta in attesa dell’udienza di convalida.

Malattia da trapianto contro l’ospite,  presentato a Roma un Policy paper

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Roma – “Istituzione di un Registro nazionale sulla Malattia da trapianto contro l’ospite e riconoscimento della GvHD come malattia rara e invalidante”.

Sono solo due tra le dieci richieste contenute nel documento di indirizzo ‘La GvHD cronica: dalla conoscenza alla gestione del paziente’, presentato a Roma nel corso di una conferenza stampa organizzata su iniziativa della senatrice Elisa Pirro, presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Donazione e il trapianto di organi, tessuti e cellule, che si è svolta presso il Montecitorio Meeting Center (MoMec).

Nato nell’ambito del progetto G.R.A.C.E (GvHD Response and Awareness for Care and Engagement), promosso da Sanofi con istituzioni, società scientifiche e associazioni pazienti, il documento ha l’obiettivo di “sensibilizzare istituzioni e stakeholder” sulla GvHD cronica, una patologia immunomediata sistemica e potenzialmente letale. Il documento promuove una maggiore conoscenza sulla patologia e sulla sua gestione.

“La GvHD cronica è una condizione ancora poco conosciuta, ma che incide profondamente sulla qualità della vita di chi la affronta- ha fatto sapere la senatrice Pirro- Con il progetto ‘Grace’ vogliamo dare voce ai pazienti e ai caregiver, promuovere consapevolezza e costruire un percorso condiviso che migliori l’accesso alle cure e il supporto lungo tutto il percorso terapeutico”.

Tra gli altri punti contenuti nel documento, l’istituzione della Giornata Nazionale della GvHD cronica e la Giornata Nazionale del trapianto di cellule staminali emopoietiche; la promozione di campagne di sensibilizzazione; la creazione di Pdta (Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali) per definire standard assistenziali.

E ancora: garantire la formazione di team multidisciplinari nei centri trapianto (infermieri, ematologi, dermatologi, gastroenterologi, oculisti e pneumologi) ed un accesso equo e tempestivo a nuove soluzioni terapeutiche; assicurare la collaborazione tra le associazioni di pazienti per sviluppare programmi educativi condivisi per pazienti e caregivers; sviluppare programmi di supporto psicologico e sociale per pazienti e caregiver; promuovere la ricerca clinica.

“L’obiettivo del progetto- hanno fatto sapere durante l’evento- è dare voce ai pazienti, conoscere l’impatto di questa patologia sulla qualità di vita, vincere le paure e le resistenze verso il trapianto di midollo osseo, identificare e promuovere interventi concreti e specifici che permettano di affrontare questo percorso con consapevolezza, con il fine ultimo di migliorare l’accesso alle terapie innovative e a forme di supporto continuativo lungo l’intero percorso terapeutico, elevando gli standard di cura e la qualità di vita dei pazienti”.

Le raccomandazioni del documento sono basate “sia sull’evidenza clinica sia sulle testimonianze autentiche dei pazienti ed emerse dal confronto all’interno del Gruppo di lavoro G.R.A.C.E”, mirate a promuovere un approccio multidisciplinare e integrato nella gestione della GvHD, migliorando l’identificazione precoce e il trattamento delle complicanze della patologia, con il fine ultimo di elevare gli standard di cura e la qualità di vita dei pazienti.

“Sanofi continua e rafforza il suo impegno in ambito trapiantologico– ha commentato Gilda Stivali, Medical Head Sanofi General Medicines, Italia- La nostra missione va oltre la ricerca di terapie innovative: lavoriamo quotidianamente per supportare le persone sottoposte a trapianto di cellule staminali ematopoietiche in ogni fase del loro percorso per garantire un miglioramento della loro qualità di vita.

Ci impegniamo nell’identificare le esigenze cliniche ancora non risolte nella gestione clinica della GvHD e collaboriamo attivamente con la comunità ematologica per far progredire le conoscenze scientifiche. Sosteniamo inoltre l’iniziativa della GVHD Alliance nel creare una rete informativa e di supporto che connetta le persone con GVHD, i caregiver e i clinici”.

CHE COSA È LA GVHD
La GvHD (Graft-versus-Host Disease), malattia del trapianto contro l’ospite, è una condizione immunomediata sistemica che può colpire tra il 20% e il 50% dei pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo (o più correttamente, di cellule staminali ematopoietiche) allogenico ovvero trapianti effettuati con cellule provenienti da un donatore.

La GvHD si sviluppa quando le cellule immunitarie del donatore riconoscono come estranei i tessuti del ricevente, attivando una risposta immunitaria che può danneggiarli. Si distinguono due principali forme di GvHD con caratteristiche cliniche, patofisiologiche e terapeutiche distinte: la GvHD acuta (aGvHD), che insorge solitamente entro i primi 100 giorni dal trapianto e interessa prevalentemente la cute, il fegato e il tratto gastrointestinale; la GvHD cronica (cGvHD), che si manifesta generalmente dopo i 100 giorni dal trapianto, fino a due anni dal trapianto allogenico, ma può comparire anche in tempi più precoci.

Può coinvolgere, oltre agli organi colpiti nella forma acuta, anche pelle, occhi, mucose orali ed esofagee, fegato, intestino e sistema muscoloscheletrico.

IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO
Attualmente, il quadro normativo sui trapianti di midollo osseo in Italia si fonda su leggi nazionali e regolamenti europei che garantiscono sicurezza, qualità e trasparenza lungo tutto il percorso, dalla donazione al trapianto.

Tra le principali normative figurano la Legge 91/1999, che istituisce il Centro Nazionale Trapianti e introduce il consenso informato, e la Legge 52/2001, che riconosce il Registro nazionale dei donatori. Vari decreti legislativi (dal 2007 al 2012) disciplinano gli aspetti tecnici, recependo direttive europee sulla qualità e sicurezza. Gli Accordi Stato-Regioni definiscono gli standard per i centri trapianto.

A livello europeo, dal 2027 entrerà in vigore il nuovo Regolamento europeo sulle Sostanze di Origine Umana, che armonizza le norme su cellule, sangue e tessuti, rafforzando tracciabilità e sicurezza. Nel gennaio 2023 è stato presentato il disegno di legge AS 499, a prima firma della senatrice Elisa Pirro, con l’obiettivo di istituire una Giornata nazionale specificatamente dedicata alla donazione del midollo osseo, per “valorizzare l’importanza del gesto solidale e sensibilizzare l’opinione pubblica su questo specifico aspetto”.

Monte Faito, una giornata per non dimenticare le vittime della funivia

A tre mesi dalla tragedia che ha sconvolto il Monte Faito, giovedì 17 luglio si terrà una giornata di commemorazione dedicata alle vittime della funivia precipitata lo scorso 17 aprile, causando la morte di quattro persone.

L’iniziativa è promossa dal Faito Doc Festival, in sinergia con l’Associazione Culturale Monteamare e numerose realtà locali, per ricordare, riflettere e lanciare un appello collettivo affinché il Faito non venga abbandonato.

Sul piazzale della Funivia, simbolo del monte e fulcro della memoria, si alterneranno testimonianze, momenti artistici e spirituali. “La Funivia del Faito è diventata negli anni molto più di un mezzo di trasporto.

È un simbolo, una musa, un luogo dell’anima. La tragedia del 17 aprile ha spezzato vite e sollevato interrogativi profondi, ma ci ha anche uniti nella richiesta di verità e giustizia”, dichiarano i direttori artistici Nathalie Rossetti e Turi Finocchiaro, ideatori del Festival giunto alla 18ª edizione (in programma dal 19 al 27 luglio).

Le vittime della tragedia – Carmine Parlato, macchinista appassionato; i coniugi inglesi Graeme Derek Winn e Margaret Elaine; la giovane Janan Suliman – saranno ricordate insieme ai loro familiari e al fratello di Janan, Taheb, miracolosamente sopravvissuto.

Il programma della giornata

La commemorazione inizierà alle ore 11 con una sessione di yoga guidata da Annamaria De Gennaro, cui seguiranno podcast, riflessioni e testimonianze da parte di esercenti, lavoratori EAV, religiosi, artisti e cittadini. Dopo un pic-nic comunitario, il pomeriggio proseguirà con intermezzi spirituali e performance al pianoforte del maestro Giuseppe De Rosa.

Il momento culminante sarà alle ore 19, con il lancio di palloncini biodegradabili, ciascuno contenente un pensiero, un messaggio o una preghiera in ricordo delle vittime. La giornata sarà anche l’occasione per condividere idee e costruire insieme nuove iniziative in difesa del Monte Faito, “che vive in chi lo ama”.

Il Festival e il ricordo attraverso il cinema

Il Faito Doc Festival, che si aprirà il 19 luglio, dedicherà un focus speciale proprio alla funivia e al Monte Faito. Nella Casa del Cinema immersa nel bosco saranno proiettati tre cortometraggi nati in seguito alla tragedia:

“Con gli occhi in su” del Collettivo di Radio Asharam,

“Dove sale il cuore” di Anna Delgado,

e “L’amore sospeso” di Stefano Cormino (girato nel 2012).

Tutti i film hanno la stessa durata: 8 minuti, esattamente come il tempo di percorrenza della funivia da Castellammare al Faito. Un modo simbolico per restituire voce e visione a un luogo sospeso tra cielo e mare.

Nel corso della serata inaugurale è previsto anche un omaggio speciale a Luigi Torino, fondatore della ProFaito, e a Gigino Vanacore, storica figura simbolo del Monte Faito, testimone della sua bellezza e della sua fragilità.

La giornata del 17 luglio vuole essere molto più di una commemorazione: è un atto d’amore collettivo verso un luogo che merita rispetto, cura e memoria.

Caserta, pusher arrestato mentre fa una consegna a una donna ai domiciliari

Caserta– Un giovane pusher è finito in manette dopo essere stato sorpreso dai carabinieri mentre vendeva crack a una donna già sottoposta agli arresti domiciliari.

L’operazione, condotta ieri pomeriggio dalla Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Caserta, ha portato all’arresto in flagranza di reato di un 20enne di San Prisco, accusato di cessione e detenzione di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.

La traccia del crack: 40 euro per due dosi

Durante un servizio di controllo mirato sulle persone sottoposte a misure cautelari, i militari hanno notato il giovane mentre consegnava due dosi di crack (per un totale di 0,7 grammi) a una 30enne casertana, in cambio di 40 euro. La donna, già agli arresti domiciliari, è stata segnalata alla Prefettura come consumatrice di stupefacenti e deferita per evasione.

All’avvicinarsi dei carabinieri, il 20enne ha tentato di darsi alla fuga, colpendo i militari con calci e pugni nel disperato tentativo di sottrarsi al controllo. Bloccato dopo un breve inseguimento, è stato perquisito: nella tasca dei suoi pantaloni sono state trovate altre 6 dosi di crack (per 1,48 grammi totali) e 90 euro in contanti, presumibilmente frutto dello spaccio.

L’arrestato, già noto alle forze dell’ordine, è stato tradotto in carcere in attesa del giudizio a rito direttissimo. Intanto, la 30enne è stata rilasciata ma dovrà rispondere di evasione e uso di sostanze stupefacenti.

L’operazione conferma l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto al narcotraffico, anche attraverso mirati controlli sui soggetti già segnalati.

Ischia, brucia la macchia mediterranea: denunciato un uomo per incendio colposo

Ischia – Un incendio boschivo è stato domato in extremis ieri in località Campagnano, nel Comune di Ischia, grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri Forestali di Casamicciola Terme.

A far scattare l’allarme, una densa colonna di fumo che si innalzava dal versante esposto al mare, visibile a distanza.

I militari, impegnati in un servizio di prevenzione contro gli incendi boschivi, si sono immediatamente recati sul posto, raggiungendo la zona interessata dopo aver percorso un sentiero impervio.

Nei pressi di un’abitazione, hanno trovato un uomo impegnato a spegnere le fiamme che si stavano rapidamente propagando tra canne, sterpaglie e macchia mediterranea.

L’intervento congiunto dei carabinieri e del proprietario ha permesso di contenere il rogo prima che potesse espandersi ulteriormente. Gli accertamenti condotti sul posto hanno rivelato che l’incendio era stato innescato accidentalmente dallo stesso uomo, il quale aveva acceso un fuoco per bruciare residui vegetali nel proprio terreno coltivato, perdendone però il controllo.

Un gesto compiuto in violazione del divieto vigente: la Regione Campania ha infatti dichiarato il periodo di massima pericolosità per gli incendi boschivi, rendendo severamente proibite simili attività.

L’uomo è stato denunciato all’autorità giudiziaria per incendio boschivo colposo.

L’episodio sottolinea, ancora una volta, l’attenzione costante del Comando Carabinieri Forestale di Napoli nel contrasto agli incendi, soprattutto nel periodo estivo, quando il rischio diventa elevato a causa delle alte temperature e della siccità.

Napoli, omicidio di Antony Artiano: 10 anni e 6 mesi al suocero

Una condanna a 10 anni e 6 mesi di reclusione è stata inflitta a Gianluca Muro per concorso anomalo nell’omicidio di Antonio Artiano, detto Antony, ucciso a colpi di pistola il 10 novembre 2022 al culmine di una lite familiare nel rione Traiano di Napoli.

La sentenza, emessa dal gup Federica De Bellis, segue un processo che ha fatto luce su una vicenda drammatica, segnata da tensioni personali e violenza.

I sostituti procuratori Maurizio De Marco e Valentina Rametta avevano chiesto 12 anni per Muro, padre di Pasquale Muro, già condannato a 16 anni in abbreviato a marzo per aver sparato il colpo mortale che ha colpito Artiano alla testa, causandone la morte dopo sei giorni di agonia in ospedale.

Una lite familiare sfociata in tragedia

Al centro del dramma, una relazione tormentata tra la figlia di Gianluca Muro e Antonio Artiano. Secondo la famiglia Muro, il giovane avrebbe avuto comportamenti violenti verso la ragazza, che spesso tornava a casa con evidenti segni di percosse.

Questo contesto di tensioni avrebbe innescato la lite fatale nel rione Traiano, culminata con l’omicidio. Gianluca Muro, che si è sempre proclamato innocente, è stato ritenuto responsabile di un ruolo di supporto nell’atto criminale, secondo l’accusa di concorso anomalo.

La sentenza e il ricorso annunciato

Il giudice ha disposto anche un risarcimento di 240mila euro ai familiari della vittima, riconoscendo il danno subito. Tuttavia, la difesa di Muro, rappresentata dall’avvocato Luigi Senese, ha già annunciato l’intenzione di ricorrere in appello, contestando la sentenza e ribadendo l’estraneità del suo assistito ai fatti più gravi.

L’omicidio di Antonio Artiano non è solo un fatto di cronaca, ma un monito sulla necessità di prevenire l’escalation di conflitti personali che possono trasformarsi in tragedie irreparabili. Mentre la giustizia segue il suo corso, con l’appello che potrebbe ridisegnare il destino processuale di Gianluca Muro, resta il dolore di una famiglia spezzata.

Paura al Vomero, crolla ramo in via Scarlatti: ragazzo ferito alla testa

Napoli– Momenti di paura questa mattina nella centralissima Via Scarlatti, nel quartiere Vomero, dove un ramo di un platano si è improvvisamente staccato, ferendo un ragazzo che stava passeggiando lungo la via. Il giovane è stato colpito alla fronte, riportando una copiosa emorragia.

Alcuni passanti sono intervenuti immediatamente per prestare i primi soccorsi, allertando il 118. Sul posto è giunta rapidamente un’ambulanza che ha stabilizzato la vittima, trasportandola poi in ospedale per gli accertamenti del caso.

Al momento, non sono disponibili ulteriori dettagli sulle sue condizioni, ma la dinamica dell’incidente ha fatto temere il peggio.

L’allarme inascoltato dei cittadini

L’episodio riaccende i riflettori su una problematica che i cittadini del Vomero denunciano da mesi: la necessità urgente di potatura dei platani presenti nella zona. Da tempo, i residenti segnalano all’amministrazione comunale la pericolosità di rami non curati e la presenza annuale di parassiti che indeboliscono le piante.

Questo incidente, purtroppo, sembra confermare i timori espressi dalla popolazione. La sicurezza dei pedoni, specialmente in una via così trafficata e frequentata come Via Scarlatti, è una priorità che richiede interventi tempestivi e una manutenzione costante del verde pubblico.

 

Napoli, presunti abusi in hotel, tra le vittime anche una donna morta suicida

Emergono altri particolari dall’inchiesta nata dalla denuncia di presunti abusi sessuali subiti da due dipendenti dell’Hotel Oriente da parte di due superiori, entrambi licenziati dalla struttura dopo le accuse.

Tra i nomi citati nelle denunce, persino quello di una ex collega che si sarebbe tolta la vita, un dettaglio che aggiunge gravità a una vicenda già inquietante.

Le dichiarazioni delle donne, al vaglio degli inquirenti, descrivono un ambiente di lavoro tossico, in cui le molestie sarebbero state una prassi consolidata, spingendo alcune colleghe a licenziarsi per sfuggire alle pressioni.

Le denunce: un quadro di abusi e ricatti

Le due donne, una più giovane e l’altra in condizioni di fragilità economica, hanno raccontato di aver subito per anni vessazioni e abusi sessuali all’interno dell’albergo. La prima, costretta a lavorare per sostenere sé stessa, ha dichiarato di aver intrapreso una relazione con uno degli indagati nel tentativo di mitigare le molestie, salvo poi trovarsi intrappolata in una spirale di richieste sessuali e messaggi offensivi.

La donna confessa di aver contemplato il suicidio l’anno scorso, schiacciata dal peso psicologico delle pressioni subite. L’altra denunciante, una giovane che lavorava per mantenere la madre gravemente malata, ha descritto episodi di abusi avvenuti in uno stanzino dell’hotel, in ascensore e in altri locali della struttura.

Le avances, secondo il suo racconto, non si sarebbero fermate nemmeno di fronte ai suoi rifiuti, con il rischio concreto di perdere il posto di lavoro. La giovane riferisce di attacchi di panico e di un episodio in cui, terrorizzata dalla sola voce di uno degli indagati, ha lasciato cadere un vassoio di bicchieri per il tremore.

Prove e testimonianze

A supporto delle accuse, una delle donne ha consegnato agli investigatori foto e messaggi WhatsApp estratti da tre cellulari, che documenterebbero le pressioni subite. Le denunce citano anche altre colleghe, alcune delle quali avrebbero lasciato l’hotel per sfuggire a un clima di molestie ritenuto “normale” nell’ambiente di lavoro.

Tra i riferimenti più drammatici, il caso di una collega che si sarebbe suicidata, un elemento che gli inquirenti stanno verificando con estrema attenzione.

Minacce e ritorsioni

Le due lavoratrici hanno trovato il coraggio di denunciare solo dopo anni di paura e ricatti. Una delle reazioni più gravi sarebbe arrivata da uno degli indagati, che avrebbe minacciato: “Se mi licenziano, te ne devi andare da Napoli”.

Un’intimidazione che sottolinea la pressione psicologica esercitata sulle vittime, costrette a scegliere tra il silenzio e la perdita del lavoro, unica fonte di sostentamento.

Gli investigatori della Procura di Napoli stanno ora cercando riscontri alle dichiarazioni, analizzando le prove fornite e indagando su eventuali altre testimonianze per ricostruire il clima all’interno dell’Hotel Oriente.

La vicenda getta luce su una realtà drammatica, in cui la vulnerabilità economica e lavorativa diventa terreno fertile per abusi e ricatti. Le denunce delle due donne rappresentano un grido di coraggio contro un sistema di sopraffazione, ma sollevano interrogativi urgenti sulla tutela delle lavoratrici in ambienti professionali.

È inaccettabile che in un ambiente professionale si possano verificare abusi di tale gravità, sfruttando la vulnerabilità economica delle vittime. Il licenziamento dei due superiori da parte della proprietà dell’hotel è un primo passo, ma le indagini dovranno ora fare piena luce su tutte le accuse, verificando non solo i singoli episodi ma anche la presunta “normalizzazione” delle molestie nel luogo di lavoro, come denunciato dalle vittime.

È fondamentale che le autorità garantiscano il massimo supporto e protezione alle donne che hanno avuto il coraggio di denunciare, assicurando che non subiscano ulteriori danni o ritorsioni.

Questo caso deve servire da monito per tutte le aziende, affinché implementino protocolli rigorosi per la prevenzione delle molestie e per la tutela dei propri dipendenti, creando ambienti di lavoro sicuri e rispettosi. La verità e la giustizia per queste donne sono un imperativo morale e sociale.

Napoli, inaugurato il nuovo campo di beach e foot volley alla Rotonda Diaz

Un nuovo spazio per sudare, giocare e incontrarsi nasce nel cuore di Napoli. Alla Rotonda Diaz, sullo splendido lungomare Caracciolo, è stato inaugurato il nuovo campo per beach volley e foot volley, a pochi passi dalla già frequentatissima Mappatella Gym. Un tassello in più in un progetto di riqualificazione urbana che unisce sport, benessere e bellezza, sostenuto dalla Fondazione Marinelli Gaeta con la partecipazione della società Jacked e il contributo di numerosi imprenditori e realtà del terzo settore, tra cui la Fondazione 100×100 Naples.

Alla cerimonia di apertura non sono mancati il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l’assessore Edoardo Cosenza, insieme a rappresentanti di istituzioni e associazioni. Manfredi ha sottolineato l’importanza di investire nello sport accessibile e gratuito: “Con questo campo completiamo l’offerta sportiva su una delle spiagge pubbliche più amate. E non ci fermiamo qui: anche a San Giovanni a Teduccio sono previsti nuovi interventi per garantire mare, sicurezza e sport a tutti i cittadini”.

Un messaggio ribadito anche da Cosenza, che ha ricordato come la palestra sulla spiaggia, inaugurata solo un anno fa, sia diventata subito punto di riferimento per centinaia di persone ogni giorno. L’idea di una città che offre luoghi liberi dove allenarsi e stare insieme prende così sempre più corpo, senza restare solo uno slogan.

Entusiasta anche Roberta Marinelli, presidente della Fondazione Marinelli Gaeta, promotrice del progetto: “Con questo campo, aggiungiamo un’altra occasione per vivere lo sport e costruire legami sociali. Napoli ha luoghi straordinari, e noi vogliamo continuare a valorizzarli con progetti concreti e inclusivi. La collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore dimostra che quando si lavora insieme, i risultati arrivano”.

Rissa in comunità per minori a Battipaglia, arrestato un 18enne egiziano dopo l’aggressione a un poliziotto

Una rissa esplosa tra le mura della comunità per minori “Obiettivo Futuro” di Battipaglia ha portato all’arresto di un 18enne di nazionalità egiziana, finito in manette per rissa, resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale. I fatti risalgono al 12 luglio scorso, quando una segnalazione ha richiesto l’intervento urgente della Polizia di Stato all’interno della struttura, dove alcuni ospiti erano venuti alle mani.

All’arrivo degli agenti, la situazione è apparsa subito tesa. Identificati due minorenni e un giovane tunisino coinvolti nello scontro, le forze dell’ordine hanno constatato anche la presenza del diciottenne egiziano, che si è subito distinto per il comportamento ostile e provocatorio. In pochi minuti l’intervento è degenerato: il ragazzo ha aggredito uno degli agenti con un pugno al volto, colpendolo all’occhio destro e rendendo necessario il trasferimento del poliziotto in ospedale, dove è stato giudicato guaribile in 15 giorni.

La violenza del gesto ha richiesto l’intervento di una seconda pattuglia per contenere la furia del giovane. Solo con l’arrivo dei rinforzi è stato possibile immobilizzarlo e procedere all’arresto. Su disposizione del magistrato di turno presso la Procura per i minorenni di Salerno, il 18enne è stato trasferito al Centro di prima accoglienza dei minori di Napoli.