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Jabil, operai in protesta davanti al consolato Usa a Napoli

Napoli – “L’unica guerra è ai licenziamenti. Armiamoci di lavoro: 406 famiglie sotto assedio”. Con questo striscione, stamattina i lavoratori dello stabilimento Jabil di Marcianise  hanno manifestato davanti al Consolato americano di Napoli, in una protesta carica di simbolismo.

Un parallelo tra i conflitti globali e la battaglia quotidiana per il lavoro, l’unica vera “arma” per sopravvivere.I 406 dipendenti della multinazionale statunitense, specializzata nell’elettronica, sono da anni in lotta contro il rischio di licenziamenti.

Oggi hanno incrociato le braccia e raggiunto Napoli in pullman, chiedendo alle istituzioni USA e alla proprietà di Jabil di ascoltarli. Ma i precedenti non lasciano spazio all’ottimismo: altre proteste davanti al Consolato, in passato, non hanno portato a risultati concreti.

La crisi è entrata nella fase decisiva. Jabil ha avviato settimane fa la procedura di cessione unilaterale dello stabilimento di Marcianise alla TMA, nuova società formata da TME di Portico di Caserta e Invitalia (controllata dal Ministero dell’Economia).

L’operazione dovrebbe chiudersi a inizio luglio, mentre entro fine mese scadranno i quattro mesi concessi all’azienda per inviare le lettere di licenziamento.

La politica ci ha abbandonato

“Vogliamo far arrivare la nostra voce direttamente alla proprietà americana”, spiega Mauro Musella, delegato sindacale UILM, sottolineando l’assenza di sostegno da parte di Regione Campania e Ministero delle Imprese e Made in Italy. “I lavoratori non vogliono la cessione, ma nessuno li sta ascoltando”. Una delegazione è stata ricevuta da un addetto del Consolato, che ha accettato una lettera da inoltrare alla Jabil.

La protesta di oggi è un estremo tentativo di scongiurare il peggio. Se la trattativa non si sbloccherà, per i 406 operai si aprirà un futuro incerto. Intanto, lo striscione davanti al Consolato resta un monito: in questa guerra, l’unica arma che chiedono è il diritto al lavoro.

Ariano Irpino, tenta di passare stupefacenti al figlio in carcere: madre arrestata

Ariano Irpino  – Blitz della Polizia penitenziaria nella Casa Circondariale di Ariano Irpino, dove una donna è stata arrestata per aver cercato di consegnare droga al figlio detenuto.

Secondo quanto riferito dai sindacati UilPa e Sappe, lo stupefacente era abilmente nascosto nel doppio fondo di un contenitore per alimenti, ma non è sfuggito ai controlli degli agenti durante un’ispezione nella sala colloqui. La donna, intercettata, è stata posta agli arresti domiciliari.

Non è l’unico episodio emerso nella struttura. Durante una perquisizione ordinaria, i militari hanno sequestrato due telefoni cellulari e una quantità di droga nascosta da un detenuto, rientrato da un permesso premio. L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine nel contrastare l’introduzione di sostanze illecite all’interno del carcere, garantendo sicurezza e legalità.

Aversa, i carabinieri motociclisti passano al setaccio la movida

Aversa  – Notte di controlli serrati nel cuore della movida aversana, con i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile in azione dalla tarda serata di ieri fino alle prime ore di questa mattina.

Supportati da quattro pattuglie di motociclisti, i militari hanno setacciato il centro cittadino, sfruttando l’agilità delle due ruote per raggiungere anche le stradine più strette e affollate della città normanna.

Il bilancio dell’operazione è significativo: 250 persone e 180 veicoli controllati, con 74 contravvenzioni elevate per violazioni al codice della strada. Le infrazioni più comuni? Mancanza di copertura assicurativa, guida senza patente, assenza di casco o cintura di sicurezza. Otto veicoli sono stati sequestrati, 23 sottoposti a fermo amministrativo, per un totale di sanzioni pari a 17.824 euro.

Ma non è tutto. Durante i controlli, i carabinieri hanno fermato un 25enne originario del Potentino, trovato in possesso di un coltello da caccia lungo 19 centimetri, 4,20 grammi di hashish e una mazza da baseball di 63,5 centimetri, nascosti nella sua auto.

In un altro intervento, una perquisizione domiciliare ha portato al sequestro di una pianta di marijuana alta circa un metro, rinvenuta a casa di un 37enne già agli arresti domiciliari per reati legati agli stupefacenti.

Entrambi gli uomini sono stati denunciati in stato di libertà: il 25enne per porto abusivo di armi e strumenti atti a offendere, oltre che per detenzione di droga; il 37enne per detenzione di sostanza stupefacente. L’operazione dei carabinieri conferma l’impegno per la sicurezza nella movida aversana, con un chiaro messaggio: tolleranza zero per chi viola le regole.

Napoli, trovato con computer e smartphone rubati: arrestato 

Un 24enne originario del Benin è stato arrestato nel pomeriggio di ieri dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Vicaria-Mercato. Il giovane, con precedenti specifici, è finito in manette per detenzione illecita di sostanze stupefacenti, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. È stato inoltre denunciato per ricettazione.

I poliziotti, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno notato un’auto sospetta in via Conforti. Alla vista della volante, il conducente ha cercato di darsi alla fuga dirigendosi verso corso Garibaldi. Dopo un breve inseguimento, l’uomo è stato bloccato in traversa Quarto Garibaldi al termine di una colluttazione.

Durante la perquisizione, gli agenti hanno trovato addosso al 24enne un involucro contenente circa 250 grammi di hashish. All’interno del veicolo, inoltre, sono stati rinvenuti 28 telefoni cellulari, 18 computer, un iPad e vario materiale informatico, del quale l’uomo non ha saputo giustificare la provenienza.

Le indagini sono in corso per accertare l’origine del materiale e verificare eventuali collegamenti con episodi di furto o ricettazione.

Napoli, l’imprenditore Alfredo Romeo condannato a oltre 7 anni di carcere

Condannato a Napoli l’imprenditore Alfredo Romeo: i giudici della prima sezione penale del Tribunale partenopeo (collegio A, presidente Conte) lo hanno riconosciuto colpevole e inflitto una pena di 7 anni e 6 mesi di reclusione.

Quattro anni invece per Ivan Russo, architetto e dirigente della Romeo Gestioni, ritenuto suo stretto collaboratore.

La sentenza è arrivata nell’ambito del cosiddetto “troncone napoletano” dell’indagine avviata quasi dieci anni fa dal pubblico ministero Henry John Woodcock, allora in forza alla Procura di Napoli e oggi in servizio alla Direzione Distrettuale Antimafia. Un’inchiesta che, all’epoca, diede origine anche al noto procedimento Consip, scaturito in parte a Roma e in parte rimasto nel capoluogo campano.

A Romeo sono stati contestati sei episodi di corruzione e una frode nelle forniture, mentre Russo è stato condannato per tre ipotesi corruttive. I fatti risalgono al biennio 2015-2016. Al centro del processo, presunti favori e regalie da parte dell’imprenditore a pubblici funzionari, tra cui un ex dirigente, alcuni dipendenti del Comune di Napoli e una funzionaria della Soprintendenza di Roma.

 E’ uno dei filone dell’inchiesta Consip

Nel novembre del 2017 Romeo era finito ai domiciliari, misura poi annullata dalla Corte di Cassazione. Questo procedimento, avviato nel 2018 con un giudizio immediato per i due imputati, rappresenta uno dei tre filoni in cui è stata suddivisa l’inchiesta originaria: uno è stato trasferito a Roma (processo Consip), un altro ruota attorno agli appalti dell’ospedale Cardarelli (ancora in corso), mentre il terzo ha condotto alla sentenza emessa ieri.

La pronuncia era attesa anche da un’altra sezione del Tribunale di Napoli, dove sono attualmente imputate circa cinquanta persone coinvolte nella tranche principale dell’indagine.

Esplosione a Napoli, la Procura indaga su licenze e lavori nel deposito

Napoli– A poco meno di ventiquattr’ore dalla violenta esplosione che ha sconvolto via Peppino De Filippo, nel cuore della città, gli investigatori cercano di ricostruire cosa sia accaduto in quel deposito trasformato in trappola.

Il bilancio è grave: un morto, Giovanni Scala, 57 anni, cognato del titolare del ristorante “Da Corrado”, e quattro feriti, tra cui una donna in condizioni critiche.

La Procura di Napoli, con il sostituto procuratore Federica D’Amodio, ha delegato alla polizia giudiziaria le prime attività investigative: acquisizione di licenze edilizie, documentazione sulla stabilità dell’edificio, eventuali permessi per ristrutturazioni recenti, e soprattutto le testimonianze di chi conosceva le dinamiche del locale teatro dell’esplosione.

I dubbi del sindaco: “Perché gas in un deposito?”

Anche il sindaco Gaetano Manfredi, intervenuto in prefettura durante una seduta della commissione sul dissesto idrogeologico, ha chiesto chiarezza:

“È stato un evento tragico. Siamo vicini alla famiglia della vittima e ai feriti. Ma va accertato come sia stato possibile un tale scoppio di gas in un locale che risultava un semplice deposito. Bisogna capire cosa ci si faceva davvero lì dentro, se erano rispettate le normative e se tutti hanno rispettato le regole. Se era un deposito, perché c’era del gas?”

Indagini e ipotesi: fuga da bombole, ma restano incognite

Secondo i vigili del fuoco, intervenuti immediatamente dopo lo scoppio, la deflagrazione potrebbe essere stata causata da una fuga di gas, ma non è ancora chiaro se da una o più bombole, né quale fosse l’uso effettivo del locale.

L’esplosione ha causato il crollo del solaio del primo piano e il cedimento parziale del secondo piano dell’edificio all’angolo tra via De Filippo e via Foria. I danni si sono estesi anche agli edifici vicini, generando panico tra i residenti e richiamando alla memoria immagini da scenario bellico.

I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte per la messa in sicurezza dell’area e per sgomberare le macerie dei solai crollati. Due squadre sono ancora operative sul posto. Solo al termine di queste operazioni sarà possibile effettuare accertamenti più precisi sull’origine dello scoppio.

Molti residenti avrebbero avvertito odore di gas nei giorni precedenti

La salma di Giovanni Scala è stata sequestrata in vista dell’autopsia. Intanto, gli agenti della Squadra Mobile e della Scientifica stanno raccogliendo le testimonianze e verificando le segnalazioni: molti residenti avrebbero avvertito odore di gas nei giorni precedenti.

Napoli si è risvegliata con domande ancora aperte: chi doveva controllare? Perché c’erano bombole di gas in un deposito? E soprattutto, si poteva evitare questa tragedia? Le indagini dovranno chiarire se ci siano state negligenze, violazioni o autorizzazioni concesse con superficialità.

MTC è sponsor ufficiale della squadra di basket maschile del Galatasaray

ISTANBUL – Il Galatasaray Sports Club, la più importante istituzione sportiva della Turchia e uno dei maggiori marchi riconosciuti a livello mondiale, ha firmato un accordo con MCT Technic nominando l’azienda sponsor ufficiale della squadra di basket maschile per le stagioni 2025-2026 e 2026-2027. Dopo essere già stata sponsor di maglia della squadra durante la scorsa stagione, MCT Technic ha ora rafforzato la partnership diventando lo sponsor ufficiale del Galatasaray: nella prossima stagione, la squadra gareggerà con il nome “Galatasaray MCT Technic“.

MCT Technic, grazie alle forti competenze ingegneristiche, sviluppa soluzioni ecocompatibili con l’intento di fondere la propria visione orientata alla sostenibilità nei settori automobilistico e della mobilità attraverso la forza unificante del mondo dello sport. La partnership con il Galatasaray dimostra e incrementa l’impegno dell’azienda nei confronti dell’innovazione e dell’impatto sociale.

Furkan Yılmaz, Presidente del Consiglio di Amministrazione di MCT Technic, ha sottolineato l’importanza di questa partnership sportiva: “Quella che è iniziata come una sponsorizzazione di maglia nello scorso anno si è evoluta in un nuovo capitolo dove noi condividiamo il nome del Galatasaray. Questa partnership costituisce una pietra miliare significativa sia per il nostro marchio, sia più in generale per tutto il settore ingegneristico turco”.

Hacı Yılmaz, fondatore di MCT Technic, ha dichiarato: “Anni fa abbiamo creato un marchio tecnologico basato sulla ricerca e sullo sviluppo. Oggi, essere associati ad un’istituzione prestigiosa come il Galatasaray ci garantisce di essere sulla strada giusta. Siamo orgogliosi di unire il mondo dello sport a quello della tecnologia“.

 

Il napoletano Luciano Buonfiglio nuovo presidente del Coni

Roma  – Luciano Buonfiglio è il nuovo presidente del CONI per il quadriennio 2025-2028. L’ex presidente della Federazione Italiana Canoa e Kayak (FICK) è stato eletto con 47 voti durante il 309° Consiglio Nazionale, superando il rivale Luca Pancalli, fermo a 34 preferenze.

Napoletano di nascita, Buonfiglio ha mosso i primi passi nello sport al Circolo Nautico Posillipo, dove ha imparato a nuotare e a navigare a vela. A 15 anni, il trasferimento a Milano segna l’inizio della sua avventura nella canoa, disciplina che lo porterà a vestire la maglia azzurra, a gareggiare nelle Nazionali e a partecipare alle Olimpiadi di Montreal 1976 con il Gruppo Sportivo Fiamme Oro.

Una carriera tra sport e finanza

Parallelamente all’attività agonistica, Buonfiglio ha costruito una solida carriera nel settore assicurativo e bancario, ricoprendo ruoli di vertice come Direttore Centrale Corporate in RAS/Allianz.

Competenze manageriali che ha poi trasferito con successo nel mondo dello sport, ricoprendo ogni ruolo possibile: da atleta a tecnico, da consigliere a vicepresidente, fino alla guida della Federazione Italiana Canoa Kayak.

La rinascita della FICK e il Collare d’Oro

Quando nel 2013 è diventato presidente della FICK, la federazione contava appena 5.500 tesserati e un bilancio in rosso. Oggi, sotto la sua gestione, i tesserati superano i 20.000, il bilancio è in attivo, è stato realizzato un centro federale finanziato dal PNRR e la squadra italiana vanta numerosi campioni olimpici. Un impegno che gli è valso, il 22 dicembre 2023, il Collare d’Oro al Merito Sportivo.

La sua esperienza internazionale include il ruolo di Vicepresidente della International Canoe Federation, mentre in Italia è stato Vicepresidente del CONI durante il primo mandato di Giovanni Malagò e rappresentante del Comitato Olimpico ai Giochi Paralimpici di Sochi.

Ora, alla guida del CONI, Buonfiglio si prepara a guidare lo sport italiano verso nuove sfide, a partire da Milano-Cortina 2026, con l’obiettivo di consolidare il movimento olimpico e paralimpico nazionale.

Ondata di caldo record: Napoli in allerta arancione

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Un’ondata di calore senza precedenti sta colpendo l’Italia, con temperature in forte rialzo. Oggi e domani, Napoli è sotto allerta arancione, mentre per la giornata di domani, giovedì 27 giugno, il Ministero della Salute segnala un’escalation.

Sono infatti 13 le città che raggiungeranno il bollino rosso, più del doppio rispetto alle sei di oggi. Tra le città più colpite dal livello 3, che indica condizioni di emergenza con rischi per la salute anche per persone sane, troviamo Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Roma, Torino, Venezia e Verona.

Napoli è tra le 10 città con bollino arancione

Dieci città, invece, saranno contrassegnate dal bollino arancione: Cagliari, Catania, Latina, Napoli, Palermo, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Trieste e Viterbo. Solo quattro località – Bari, Civitavecchia, Genova e Messina – registrano un bollino giallo, segnalando un rischio moderato.

Secondo il Ministero della Salute, il livello 3 indica un’ondata di calore che può avere effetti negativi non solo su anziani, bambini piccoli e persone con patologie croniche, ma anche su individui sani e attivi. Gli esperti avvertono che, con il protrarsi delle alte temperature, i rischi per la salute aumentano significativamente.

Perché installare delle tende da sole? 5 vantaggi

Le tende da sole sono ormai diventate un elemento sempre più comune nelle abitazioni, poiché migliorano il comfort e l’estetica degli spazi esterni. Infatti, consentono di schermare i raggi solari e di creare zone d’ombra ideali per godersi terrazzi, balconi o giardini anche nelle ore più calde della giornata. Ma quali sono nello specifico i principali vantaggi di questa soluzione?

1.Convenienza

Rispetto alle strutture fisse, la tenda da sole rappresenta una soluzione più economica. I costi di acquisto e di installazione sono notevolmente più bassi rispetto a quelli di strutture realizzate in legno o vetro. Approfittando delle offerte per tende da sole online, è possibile ottenere un’ottima copertura a prezzi contenuti, rendendo questa scelta ancora più conveniente. Inoltre, le tende da sole possono essere facilmente rimosse e reinstallate altrove, offrendo una grande flessibilità in caso di traslochi o ristrutturazioni.

2.Riparo dai raggi solari

Uno dei principali vantaggi delle tende da sole è la capacità di offrire una protezione efficace dai raggi UV e dal caldo estivo. L’efficienza di una tenda nel filtrare la luce solare, però, dipende da due fattori, ovvero il tipo di tessuto utilizzato e il colore. I materiali sintetici, come l’acrilico e il poliestere, si distinguono per la loro resistenza agli agenti atmosferici e per la capacità di schermare i raggi solari, specialmente se presentano una trama fitta e un certo spessore. Anche la scelta cromatica è fondamentale: le tonalità più scure garantiscono una barriera più efficace contro i raggi UV, pur assorbendo una maggiore quantità di calore rispetto a quelle chiare.

3.Protezione di arredi ed infissi

Gli infissi e gli arredi posizionati all’esterno, sotto i raggi solari, possono danneggiarsi e scolorire nel tempo. Con una tenda da sole, però, si può evitare tutto questo: basta una copertura ben posizionata per proteggere efficacemente tutto ciò che si trova all’esterno. In questo modo, non solo si prolunga la vita degli arredi, ma si può preservare anche il loro aspetto originale, evitando di doverli sostituire troppo presto.

4.Riduzione dei consumi energetici

Installare una tenda da sole all’esterno di un edificio rappresenta anche un’ottima strategia per ridurre i consumi energetici. Infatti, questo accessorio offre una schermatura efficace contro i raggi solari diretti, contribuendo a mantenere più freschi gli ambienti interni durante i mesi estivi. Ciò consente di limitare l’uso di condizionatori e sistemi di raffreddamento, con una conseguente riduzione dei costi per l’energia che può variare tra il 30% e il 50%, a seconda dell’esposizione dell’edificio e del tipo di tenda installata. Oltre al risparmio economico sulla bolletta elettrica, questo comportamento ha un impatto positivo anche sull’ambiente: un minore utilizzo degli impianti di climatizzazione significa, infatti, anche una riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

5.Miglioramento dell’estetica e della privacy

Scegliendo il giusto tessuto e una bella fantasia, le tende da sole riescono a dare carattere e personalità agli spazi esterni, rendendoli più accoglienti e curati. Che si tratti di un terrazzo, di un balcone o di un giardino, una tenda può davvero fare la differenza nell’aspetto generale della casa. Inoltre, sono un’ottima soluzione per chi cerca un po’ più di privacy, soprattutto in città, dove spesso si è esposti agli sguardi dei vicini.

Come far rifiorire le piante da appartamento: guida ai migliori fertilizzanti naturali

Le piante da appartamento portano bellezza, freschezza e benessere negli ambienti interni, ma per mantenerle rigogliose e farle rifiorire nel tempo è essenziale fornire loro il giusto apporto nutritivo.

In ambienti chiusi, spesso poco luminosi e soggetti a cambiamenti di temperatura, le piante possono manifestare segni di sofferenza dovuti a carenze nutrizionali. Scopriamo insieme come riconoscere i segnali più comuni, quali sono i fertilizzanti naturali più efficaci e come utilizzarli al meglio in base alla stagione.

Carenze nutrizionali comuni nelle piante da appartamento

Le piante indoor possono soffrire di carenze di azoto, fosforo, potassio, ma anche di micronutrienti come ferro, magnesio e calcio. L’assenza di questi elementi si manifesta con ingiallimenti fogliari, crescita rallentata, perdita di vigore e, in molti casi, l’assenza totale di fioritura.

La carenza di azoto è tra le più frequenti: le foglie ingialliscono partendo dalla base, mentre la pianta appare debole. La mancanza di fosforo può impedire la fioritura e provocare un colore scuro o violaceo delle foglie. La carenza di potassio, invece, si nota con margini fogliari secchi e arricciati. Un terreno impoverito, tipico dei vasi in cui la terra non viene rinnovata spesso, contribuisce a queste problematiche.

Segnali da osservare per capire se la pianta ha bisogno di nutrimento

Capire lo stato di salute delle piante da interno richiede un’attenta osservazione. Oltre al colore e alla forma delle foglie, bisogna valutare la crescita complessiva, la produzione di nuovi germogli e l’eventuale caduta anomala delle foglie.

Un altro segnale importante è la scarsa fioritura, oppure la formazione di fiori piccoli e poco colorati. La presenza di macchie fogliari, crescita stentata o steli troppo allungati in cerca di luce possono indicare sia una carente esposizione solare sia la necessità di un apporto nutritivo mirato.

Anche il comportamento del terreno può fornire indicazioni utili. Un substrato che si asciuga troppo rapidamente, che presenta un odore sgradevole o una superficie compatta e indurita può ostacolare l’assorbimento dei nutrienti, rendendo inefficace qualsiasi irrigazione o concimazione. In questi casi, è consigliabile valutare un rinvaso con terriccio nuovo e ricco di materia organica, seguito dall’introduzione di un fertilizzante per piante da appartamento naturale e bilanciato. L’osservazione costante, abbinata a interventi mirati, è la chiave per mantenere le piante sane e rigogliose.

I migliori fertilizzanti naturali per piante da interno

Utilizzare fertilizzanti naturali è la scelta più sicura per chi coltiva piante da appartamento. Compost, humus di lombrico, tè di compost e macerati vegetali sono soluzioni efficaci, ricche di microelementi e facili da preparare anche in casa. Questi concimi migliorano la struttura del terreno e rilasciano i nutrienti in modo graduale.

In commercio esistono anche fertilizzanti organici già pronti all’uso, come quelli proposti da Bioges, formulati appositamente per le piante indoor. All’interno del sito ufficiale dell’azienda, è possibile trovare una vasta selezione di fertilizzante piante da appartamento, ideale per favorire una crescita sana e stimolare la fioritura anche in ambienti poco luminosi.

Fertilizzazione in ambienti poco luminosi: strategie efficaci

Le stanze con esposizione limitata o finestre rivolte a nord possono penalizzare lo sviluppo delle piante. In questi casi è utile scegliere fertilizzanti naturali ricchi di alghe marine, estratti vegetali e stimolanti della crescita, capaci di rinvigorire la pianta anche in condizioni di luce scarsa.

È consigliabile ridurre leggermente le dosi rispetto a quelle indicate, per evitare accumuli salini nel terreno. Inoltre, è fondamentale abbinare la fertilizzazione con una buona gestione dell’irrigazione, evitando ristagni idrici che potrebbero compromettere l’assorbimento dei nutrienti.

Consigli stagionali per una fertilizzazione efficace

La primavera e l’estate sono le stagioni più indicate per somministrare fertilizzanti naturali alle piante da appartamento, poiché il metabolismo vegetale è attivo e la crescita più intensa. In questi mesi, un’applicazione ogni due settimane è generalmente sufficiente.

Durante l’autunno e l’inverno, invece, le concimazioni vanno diradate o sospese, soprattutto in presenza di piante in fase di riposo vegetativo. In ambienti riscaldati con luce artificiale costante, può essere utile continuare a utilizzare un leggero fertilizzante piante da appartamento a cadenza mensile, per mantenere il vigore delle foglie e prevenire il deperimento.

Il sogno di Pio Esposito: “Gol al River? E’ successo tutto velocemente, non ho ancora realizzato”

Lo ha vissuto come un sogno, uno di quelli che ti scuotono l’anima ma di cui ti rendi conto solo dopo, quando il cuore rallenta e il boato si spegne. Pio Esposito ha ancora negli occhi l’attimo in cui ha gonfiato la rete contro il River Plate, al Mondiale per club, ma confessa che non è riuscito a realizzare davvero cosa sia successo: “È stato tutto così veloce. Quando ho segnato non ci credevo, mi sono girato e ho visto Lautaro e gli altri correre verso di me. Lì ho capito che era reale”, ha detto ai microfoni di Inter Tv, col volto ancora acceso dall’adrenalina.

Per il giovane attaccante nerazzurro è il secondo sogno realizzato in pochi giorni, un’accelerazione che lo sta proiettando nell’élite del calcio con la naturalezza di chi ha talento ma anche fame e spalle larghe. “Sono orgogliosissimo, ringrazio il mister per la fiducia e tutti i compagni per come mi hanno accolto. Sì, mi sono gasato, eccome: queste sono le partite che preferisco, dove si lotta, dove posso usare le mie armi migliori come protezione palla e sponde”.

Esposito racconta anche il momento esatto del gol, un’azione letta e vissuta con la lucidità di un attaccante maturo: “Ho visto Peter fare una grande giocata, ho capito che la palla sarebbe arrivata veloce. L’ho stoppata e orientata subito sul destro. A tu per tu ho deciso di aprire il tiro, è andata bene”. E poi, come un vero interista, guarda già avanti: “Siamo pronti a battagliare ancora, vogliamo passare il turno e vincere sempre”.

Inter, la favola dello stabiese Pio Esposito: il gol decisivo contro il River Plate al Mondiale per Club porta i nerazzurri agli ottavi

Ha solo 19 anni ma gioca, lotta e parla come un veterano. Lo stabiese Pio Esposito si è presentato al grande pubblico internazionale nel modo più rumoroso possibile, da titolare con la maglia dell’Inter nella sua prima vera uscita “tra i grandi”. E lo ha fatto lasciando un’impronta che a Milano – e non solo – ha fatto girare parecchie teste.

Contro l’Argentina, in una sfida fisica, sporca, in cui molti talenti si sono sciolti, Pio è rimasto in piedi, lottando come un guerriero e segnando come un attaccante vero. Il suo gol ha zittito l’ardore dei sudamericani e messo in chiaro che lui non è solo una promessa, ma una certezza in costruzione. Mentre tutti aspettavano l’argentino Mastantuono – acquistato dal Real Madrid per 63 milioni – a prendersi la scena è stato proprio lui, il più giovane della famiglia Esposito.

Nel dopopartita, emozionato ma lucido, il centravanti nerazzurro ha raccontato: «Sapevo che sarebbe arrivata l’occasione, ho immaginato quel gol mille volte nei sogni. È stata la giornata più emozionante della mia vita». Accanto a lui, in platea, c’era suo fratello Sebastiano ad ascoltarlo, testimone di una serata che potrebbe diventare un punto di svolta per la carriera del ragazzo cresciuto nella cantera dell’Inter.

Il club vuole tenerlo stretto e punta su di lui per costruire l’attacco del futuro, ma sul tavolo ci sono due strade: un prestito in Serie A – Fiorentina e Bologna lo seguono con attenzione – oppure la permanenza in nerazzurro, per giocarsi il posto accanto alla ThuLa, magari contendendo minuti a Bonny. Cristian Chivu, che lo conosce da quando aveva 13 anni, lo vuole valutare bene nel ritiro estivo prima di decidere con la società il percorso ideale. Agosto sarà il mese della scelta.

Disordini all’Arechi, arrestati quattro ultras della Salernitana per violenze durante il play-out con la Sampdoria

La rabbia per la retrocessione è esplosa in violenza allo stadio Arechi e ora arrivano le prime conseguenze giudiziarie. Quattro tifosi della Salernitana sono stati arrestati dagli agenti della Digos di Salerno in seguito agli scontri avvenuti domenica scorsa durante il match di ritorno dei play-out di Serie B contro la Sampdoria.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i quattro – di età compresa tra i 22 e i 31 anni – sono stati individuati come protagonisti dei disordini che hanno trasformato il rettangolo di gioco in un campo di battaglia: petardi e sedili lanciati dagli spalti, fino all’aggressione fisica a uno steward colpito a bordocampo.

Scene che hanno costretto l’arbitro a sospendere il match sul 2-0 per i blucerchiati e che si sono poi tradotte nella decisione del giudice sportivo di assegnare la vittoria a tavolino alla Sampdoria per 3-0, sancendo così la discesa dei granata in Serie C. Per tutti e quattro gli arrestati sono in corso le procedure per l’emissione del Daspo, che impedirà loro di accedere agli stadi per un periodo stabilito.

Donna tenta suicidio sui binari a Napoli, il macchinista frena in tempo ed evita la tragedia

Una tragedia evitata per pochi istanti. Questa mattina, poco prima delle 7, nella stazione Museo della metropolitana linea 1 di Napoli, una donna con evidenti problemi psichici si è lanciata sui binari al passaggio del treno, con l’intento di togliersi la vita.

Solo la rapidità di riflessi e la freddezza del macchinista hanno evitato l’impatto fatale: il convoglio è riuscito a frenare in tempo, salvandola a pochi centimetri dalla morte. La brusca frenata ha causato attimi di tensione e la caduta di alcuni passeggeri all’interno del treno, ma fortunatamente nessuno ha riportato ferite gravi.

La donna è stata immediatamente soccorsa e trasportata in ospedale, dove le sono state riscontrate solo lievi contusioni. Il treno, dopo i controlli del caso, è ripartito poco dopo e l’intero servizio ha ripreso la regolare circolazione senza ulteriori ritardi. Un gesto disperato, fortunatamente non sfociato in tragedia, grazie alla prontezza e al sangue freddo di chi era ai comandi del mezzo.

RETROSCENA ANGUISSA gli inglesi ci provano , il Napoli lo blinda ?

Frank Anguissa potrebbe salutare il Napoli e tornare in Premier League. Secondo quanto riportato in esclusiva da SportsBoom, il Crystal Palace avrebbe già avviato i contatti per portare a Londra il centrocampista camerunense, uno dei protagonisti della storica cavalcata scudetto del club partenopeo. Il contratto del giocatore è in scadenza e l’offerta degli Eagles potrebbe trasformarsi presto in un affare concreto, con l’obiettivo di chiudere prima dell’inizio della prossima stagione.

Il manager Oliver Glasner, alla guida del Palace, è un estimatore dichiarato del mediano ex Fulham, che conosce bene il campionato inglese. Dopo due stagioni in Premier, Anguissa si era trasferito in Spagna con il Villarreal e poi in Serie A con il Napoli, dove ha trovato la sua definitiva consacrazione. Dal 2021 ha collezionato presenze, gol, assist e – soprattutto – ha contribuito alla conquista di due scudetti.

Il Crystal Palace punta a convincere il 29enne con un contratto economicamente vantaggioso, anche se l’ingaggio attuale da oltre 66mila sterline a settimana rappresenta uno scoglio. L’idea è quella di trovare una soluzione sostenibile, magari con opzioni aggiuntive legate a bonus e prestazioni.

Sul giocatore si è vociferato anche di un possibile interesse da parte dell’Inter, ma al momento i nerazzurri non hanno fatto alcun passo ufficiale. Il Napoli, intanto, rischia seriamente di perdere uno dei suoi punti fermi in un’estate che si annuncia caldissima sul mercato.

Vende generatori difettosi: denunciato napoletano in trasferta

Un presunto truffatore “in trasferta” è stato bloccato e denunciato dalla Polizia di Stato a Biella, dopo aver venduto un generatore elettrico difettoso e ben al di sopra del suo valore reale.

L’uomo, un 36enne residente a Napoli, è ora accusato di frode nell’esercizio del commercio e truffa.

La vicenda ha preso il via martedì pomeriggio, quando un cittadino biellese si è presentato in Questura per denunciare di essere stato raggirato. Aveva appena acquistato un generatore elettrico a benzina per 300 euro da un venditore ambulante.

Solo dopo, però, si era accorto che l’apparecchio era malfunzionante e molto meno potente di quanto promesso. Una truffa, a quanto pare, ben congegnata.

La caccia all’uomo e il blocco a Villanova Biellese

L’allerta ha fatto scattare un’immediata operazione congiunta tra Polizia di Stato e Carabinieri. Le forze dell’ordine hanno organizzato una rete di pattuglie per intercettare il veicolo sospetto, una vettura DS di colore scuro, di cui la vittima aveva fornito una descrizione dettagliata.

Le ricerche si sono concentrate in diverse aree della città, portando all’individuazione dell’auto del truffatore in via Rosselli. Il conducente, nel tentativo di sfuggire al controllo, ha provato a darsi alla fuga. Tuttavia, grazie all’intervento coordinato di tre pattuglie di Polizia e Carabinieri, l’uomo è stato bloccato a Villanova Biellese senza incidenti.

Il “Kit” della truffa

Durante la perquisizione del veicolo, gli agenti della Questura hanno rinvenuto altri tre generatori identici a quello oggetto della denuncia. A smascherare ulteriormente il piano, una fattura d’acquisto trovata a bordo che attestava un prezzo di poco superiore ai 100 euro per ciascun generatore, venduti poi al triplo del costo e con caratteristiche tecniche falsate.

A seguito degli accertamenti, tutti i generatori sono stati posti sotto sequestro. Il Questore di Biella ha inoltre emesso nei confronti del 36enne napoletano un foglio di via obbligatorio, che comporta il rimpatrio nel comune di residenza e il divieto di ritorno a Biella per i prossimi due anni.

Bomba carta contro la palestra dell’ex pugile Gianni Di Napoli

Un ordigno artigianale è stato fatto esplodere nella notte a Ostia, davanti alla palestra di boxe Di Napoli in via delle Azzorre.

L’esplosione è avvenuta intorno alle 3:00 e ha danneggiato la saracinesca dell’attività, alcune auto parcheggiate e la facciata del palazzo in cui si trova la palestra. Fortunatamente non si registrano feriti.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Ostia, gli artificieri della Polizia di Stato, il personale del 118 e la Polizia Locale di Roma Capitale. Avviate le indagini per risalire ai responsabili e chiarire la matrice del gesto, che al momento resta da accertare.

L’ex campione di pugilato Gianni Di Napoli è stato anche sentito a sommarie informazioni dagli investigatori ai quali ha spiegato di non sapersi spiegare i motivi del gesto e di non aver ricevuto mai minacce ne richieste esorsive.

A documentare la devastazione è stato anche l’attore e comico Enzo Salvi, residente nella zona, che ha pubblicato due storie sul suo profilo Instagram. “Noi a Ostia ci svegliamo con le bombe”, ha scritto. “Macchine sventrate, tutti i vetri del palazzo esplosi. La gente terrorizzata”.

Le immagini diffuse da Salvi mostrano i danni causati dall’esplosione, tra cui la saracinesca della palestra recante la scritta “Di Napoli” e i detriti sparsi sulla strada.

Camorra, i Di Lauro e i Nuvoletta nel business delle frodi fiscali

L’inchiesta “Moby dick 2” che ieri ha portato in carcere 11 persone ha svelato una rete criminale attiva in Italia, Spagna, Svizzera, Singapore ed Emirati Arabi Uniti, specializzata in frodi fiscali e riciclaggio su scala globale e che coinvolge i clan Di Lauro e Nuvoletta.

I provvedimenti, emessi dal GIP di Milano su richiesta delle Procure europee (EPPO) di Milano e Palermo, sono stati eseguiti da un team congiunto composto dal Servizio Centrale Operativo (SCO), dalla SISCO, dalla Squadra Mobile di Palermo e dal Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Varese.

Si tratta dell’ultimo step di un’indagine che il 14 novembre 2024 aveva già portato all’arresto di 47 persone e al sequestro di beni per oltre 650 milioni di euro. Tuttavia, in seguito a ricorsi legali, molte misure cautelari erano state annullate dal Tribunale del Riesame di Milano, rimettendo in libertà alcuni degli indagati.

Il ruolo del “boss belga” e i legami con la camorra

Un cittadino belga, ritenuto uno dei vertici dell’organizzazione, era stato arrestato lo scorso 26 maggio all’aeroporto di Malpensa dopo sei mesi di latitanza. Le indagini successive, supportate da dichiarazioni degli arrestati e dall’analisi di documenti e dispositivi sequestrati, avrebbero confermato i legami tra alcuni degli indagati e i clan Nuvoletta (Marano di Napoli) e Di Lauro (Secondigliano-Scampia)

I nomi degli arrestati

Grillo, Salvatore (ai domiciliari)
Liparulo, Simone
Marullo, Cosimo
Marullo, Gennaro
Miccoli, Angelo
Noviello, Massimiliano
Nuvoletta, Gennaro
Nuvoletta, Lorenzo
Oliva, Luigi
Perillo, Vincenzo
A due ulteriori indagati, attualmente a Dubai, è stato emesso un mandato di arresto europeo.

Schianto nella galleria a La Spezia: 44enne di Cardito muore davanti al figlio

Una tragedia si è consumata nel primo pomeriggio di ieri all’interno della galleria Marinasco, lungo la direttrice tra Riccò del Golfo e La Spezia. Francesco Garofalo, 44 anni, originario di Cardito , ha perso la vita in un drammatico incidente stradale avvenuto sotto gli occhi del figlioletto, rimasto ferito ma non in pericolo di vita.

Lo schianto, violentissimo, ha coinvolto quattro automobili ed è avvenuto poco dopo le 14. La dinamica è ancora al vaglio della polizia municipale spezzina, ma secondo le prime ricostruzioni, l’auto guidata da Garofalo potrebbe aver sbandato o tentato un sorpasso, finendo per impattare con un altro veicolo.

La carambola successiva ha coinvolto altre due vetture, tra cui quella di tre operai diretti verso un cantiere: uno di loro, un giovane di nazionalità albanese, è stato trasferito in codice rosso all’ospedale Sant’Andrea; gli altri due hanno riportato contusioni più lievi.

Scene drammatiche si sono presentate ai soccorritori: auto accartocciate, lamiere sparse, urla di dolore e soccorritori all’opera per estrarre i feriti. Sul posto sono intervenuti mezzi del 118, Croce Rossa, Pubblica Assistenza, vigili del fuoco e forze dell’ordine. A nulla sono valsi i tentativi dei sanitari di salvare il 44enne, spirato poco dopo l’arrivo dei soccorsi.

Il figlio, sotto shock, è stato subito trasportato in ospedale per le cure del caso. La galleria è rimasta chiusa per diverse ore, con ripercussioni pesanti sul traffico e sulla viabilità della zona. La Procura potrebbe aprire un fascicolo per accertare eventuali responsabilità. Le auto coinvolte sono state poste sotto sequestro.