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Caivano: lite e minacce a moglie e suocero durante la prima comunione della figlia, scarcerato 40enne

Un pranzo di comunione trasformato in un episodio di violenza domestica. È accaduto a Caivano, in provincia di Napoli, dove un 40enne era stato arrestato una settimana fa dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti dopo aver minacciato di dare fuoco alla moglie e al suocero, in seguito a una lite esplosa durante la festa della prima comunione della figlia.

L’uomo, difeso dall’avvocato Marco Spena del foro di Napoli, è comparso davanti al giudice per l’udienza di convalida. Il gip di Napoli Nord, accogliendo le richieste della difesa, ha deciso di rimetterlo in libertà, ritenendo non sussistenti i presupposti per la misura cautelare in carcere.

La vicenda resta sotto la lente della magistratura, con l’uomo che resta indagato per maltrattamenti. Un episodio che scuote la comunità locale, dove la celebrazione di un momento di gioia familiare si è trasformata in un caso giudiziario.

La Strapollese compie 17 anni e conquista ancora

Si è svolta, come annunciato, il 13 settembre l’attesissima Strapollese 2025, evento podistico che ogni anno accende il Vallo di Diano e coinvolge l’intera comunità di Polla, sede della Podistica Pollese. Da ben 17 anni, la squadra locale organizza questa manifestazione con cura meticolosa, trasformando ogni dettaglio in emozione.

Per cogliere l’essenza più autentica di questa manifestazione abbiamo rivolto una semplice domanda ai membri della Podistica Pollese, cuore pulsante dell’attività organizzativa insieme al presidente Rino Di Leo: “Se dovessi descrivere la Strapollese con una sola parola, quale sceglieresti?”

Ne è scaturito un ricco mosaico di sentimenti. Parole come famiglia, inclusione, magia, partecipazione, liberazione sono state espresse con un pizzico di orgoglio, e anche di commozione, da atleti ispirati e coesi, uniti dagli stessi valori sportivi e di sacrificio. È proprio questa mentalità che, negli anni, ha permesso al progetto di crescere, espandersi e accogliere un numero sempre maggiore di partecipanti.

Grazie all’ottimo lavoro svolto questa competizione è cresciuta altresì  dal punto di vista tecnico, accreditandosi negli ambienti ufficiali. La Strapollese  è infatti una gara podistica nazionale competitiva sulla distanza di 10 km, con percorso omologato FIDAL, classifiche individuali e di società; da quest’anno valida come Campionato Regionale Individuale e di Società Assoluti sui 10 km.

Ma insieme ai numeri e alle omologazioni, la Strapollese annovera un altro primato: quello della continuità. Nel tempo ha saputo infatti intrecciare legami e costruire tradizioni che si confermano ad ogni edizione.

A raccontarne l’anima con passione e voce inconfondibile, è Carlo Cantales —Presidente della Commissione Federale Atleti FIDAL e speaker storico della manifestazione — che, in un breve momento di tregua, ha condiviso con noi alcune riflessioni su questa realtà a lui così familiare.

  • Lei è la voce storica di questa competizione, che cosa le attraversa la mente quando vede partire il gruppo?

È inspiegabile. Da fuori si vede soltanto la partenza della gara, ma dietro c’è un’organizzazione minuto per minuto di tutto ciò che deve accadere. Il mio ruolo è, in un certo senso, quello di una regia: non sforare con i tempi, far sì che ogni fase si svolga come previsto. Richiede un’attenzione enorme. Ma ogni volta, arrivare qui e vedere questa piazza che in poche ore si riempie, essere lì pronto a dare il via… è il momento che tutti aspettano da un anno. E quando li vedi partire, l’adrenalina è a mille.”

Un ruolo, quello dello speaker, che Cantales non può non affrontare sotto l’influenza della sua esperienza da atleta. Un vissuto che gli genera empatia verso chi corre, lo induce a cercare le parole giuste, quelle che lui stesso vorrebbe sentirsi dire in gara: “Quando si è corsa almeno una gara nella propria vita, si riesce ad immaginare cosa provano gli atleti in quei momenti.”

Carla Langone, atleta e membro del comitato organizzativo, a testimonianza della continuità, e della longevità dell’evento, ha sottolineato il ruolo centrale del presidente Di Leo: “Sa valorizzare ogni membro dello staff in base alle competenze. Il gruppo è coeso e crede profondamente nel progetto.”

L’edizione di quest’anno, consolidando il successo delle precedenti, ha accolto ben 500 atleti provenienti da ogni parte d’Italia, chiamati ad affrontare un tracciato piatto, privo di dislivelli significativi, ideale per chi aspira a migliorare il proprio personal best. Una caratteristica senza dubbio incentivante per i podisti.

Nel primo pomeriggio di sabato 13 settembre, Polla si è trasformata in un vivace approdo per atleti e visitatori. Piazza Mons. Antonio Forte, fulcro operativo della giornata, ha ospitato un villaggio ricco di proposte: dallo stand dell’Esercito agli spazi dedicati all’artigianato e ai prodotti locali.

Ad aprire il programma, la Strapollesina: la gara riservata ai più piccoli, dai 4 ai 14 anni, che hanno mostrato grinta e determinazione, ricevendo all’arrivo una medaglia coniata per l’occasione. Presente anche il Fitwalking, con una prova a passo libero lungo lo stesso tracciato della gara agonistica.

La Strapollese, orai da anni Inserita nel circuito nazionale “Bronze” e riconosciuta da FIDAL e CONI, per l’edizione 2025 si è distinta per un’importante novità: l’assegnazione di due titoli ufficiali, il Campionato Regionale CRI e il Campionato di Società (CDS), che uniscono alla gloria personale il trionfo del gruppo squadra.

Ma per raccontare il cuore di questa esperienza, ci siamo rivolti al suo motore instancabile — come emerso dalle testimonianze raccolte fin qui — il presidente Rino Di Leo. Sebbene immerso nel fermento pre-gara, ci ha risposto con la lucidità e la passione che da sempre lo contraddistinguono.

  • Presidente Di Leo, quali effetti ha prodotto, in termini di promozione sportiva e turistica, una manifestazione come la Strapollese, giunta meritatamente alla sua 17ª edizione?

Ieri sono arrivati a Polla circa 500 atleti – ha raccontato il presidente Rino Di Leo. Se consideriamo che molti di loro erano accompagnati da familiari o amici, parliamo di molte più persone che hanno usufruito delle strutture ricettive del territorio. Alcuni sono giunti già venerdì sera, hanno visitato la sede, si sono fermati per tutto il fine settimana, conoscendo il paese e, magari, esplorando anche qualche angolo del Vallo di Diano. È evidente che si parla anche di turismo.

Sul fronte della promozione sportiva, Di Leo ha sottolineato il ruolo del villaggio sportivo, che quest’anno ha ospitato tre realtà locali: la scuola calcio giovanile, quella di basket e la scuola di pugilato. “Hanno partecipato attivamente, promuovendo le loro attività e offrendo una rappresentazione del lavoro che svolgono sul territorio. È stato un modo concreto per valorizzare lo sport locale e coinvolgere la comunità.”

  • La Strapollesina è una fiorente costola della Strapollese: che ruolo ha la corsa nella formazione sportiva delle nuove generazioni?

La corsa è una vera metafora di vita. Insegna valori che sono fondamentali nello sport, ma ancora di più nella vita: il rispetto dell’altro, la lealtà, la correttezza, una sana competizione. Ti rende una persona migliore. Correndo impari che per arrivare al traguardo servono sacrifici, bisogna superare ostacoli, essere resilienti e resistenti. A volte capita anche di mettere da parte se stessi: magari durante la gara un compagno ha bisogno di aiuto, e allora rinunci al tuo tempo per stargli vicino. Ecco, secondo me la corsa ti insegna proprio questo: a essere migliore.”

  • Quali sono le sfide più complesse che impone l’organizzazione di una manifestazione come la Strapollese?

La sfida principale è quella di rinnovarsi ogni anno, cercando idee originali che rendano la Strapollese sempre diversa e migliore rispetto all’edizione precedente. Già dalle prime riunioni invito il comitato organizzativo a proporre qualcosa di nuovo.

Quest’anno, ad esempio, abbiamo decorato le balle di fieno come personaggi lungo il rettifilo di gara, mentre l’anno scorso c’era lo ‘Strapollo’. Non togliamo nulla, ma aggiungiamo sempre qualcosa per rendere l’esperienza più piacevole per gli atleti e più coinvolgente per il pubblico.

Abbiamo animato il tratto più isolato del percorso con archi gonfiabili, palloncini, musica, punti ristoro e bandiere colorate, così da evitare che gli atleti si trovassero soli nei campi. E poi, per dare un tocco speciale, abbiamo ospitato la City of Rome Pipe Band, che con le cornamuse e i tamburi ha portato l’atmosfera delle Highlands nel cuore del Vallo di Diano.

  • Presidente, qual è il momento più emozionante che ha vissuto in questi 17 anni di Strapollese?

Il momento più emozionante si rinnova ogni anno, quando consegno il pettorale numero 1 all’atleta con disabilità che ospitiamo e che gareggia per il trofeo “Il cuore oltre il traguardo”. Quest’anno l’ho vissuto durante la conferenza stampa, quando ho consegnato il pettorale a Ciro Romano, che oggi corre con noi e per noi. È un gesto simbolico, ma carico di significato. Ogni volta è un’emozione profonda.

  • Ogni medaglia racconta una storia. Qual è quella di quest’anno? Che cosa rappresenta per voi questo piccolo oggetto che gli atleti guadagneranno al traguardo?

La medaglia di quest’anno – relizzata dall’Ing. Giuseppe Sarno – raffigura il ponte romano di Polla, simbolo di connessione tra la parte antica e quella moderna del paese. È un ponte che resiste da oltre duemila anni, ha superato terremoti e intemperie, e negli ultimi diciassette anni ha visto passare migliaia di atleti, non solo durante la Strapollese ma anche negli allenamenti quotidiani.

Ogni medaglia è un piccolo gioiello, pensato e realizzato su misura, e rappresenta un frammento della storia di Polla: non è solo un premio, è il simbolo della nostra identità.

  • Ultima domanda, la stessa rivolta ai componenti della sua squadra: Se dovesse descrivere la Strapollese con una sola parola, quale sceglierebbe?

Non si può descrivere la Strapollese con una sola parola, ce ne vogliono almeno 3: tensione durante i preparativi, emozione il giorno della Strapollese e soddisfazione il giorno dopo. 

Con questa ultima affermazione salutiamo il presidente Rino Di Leo, non senza trarre una significativa conclusione. La Strapollese va oltre il suo pregnante valore sportivo: è una dimensione emozionante che travolge e dà soddisfazione. È tradizione che si rinnova  ogni anno, con la medesima passione e carisma, lo stesso battito che pulsa nella rullata dei runners, lo stesso passo condiviso.

A coronamento di una giornata intensa e partecipata, ecco la classifica della Strapollese 2025:
Podio maschile
Yahya Kadiri – 00:32:08
Valerio Santoro – 00:32:15
Alí Akinou – 00:32:34

Podio femminile
Elvanie Nimbona – 00:33:04
Francesca Palomba – 00:39:29
Filomena Palomba – 00:40:41

 

Caserta, finto ispettore truffava anziane malate di Alzheimer: arrestato 44enne

Si presentava come un ispettore del Comune, incaricato di controllare gli appartamenti per il calcolo della Tari, ma in realtà entrava nelle case per derubare donne anziane, alcune affette da Alzheimer. È quanto hanno scoperto i Carabinieri della stazione di Aversa, in provincia di Caserta, che hanno arrestato un 44enne accusato di furto aggravato con l’utilizzo di un mezzo fraudolento.

L’uomo avrebbe messo a segno almeno due colpi, tra maggio e giugno, introducendosi negli appartamenti con la scusa di misurare i vani. Una volta dentro, approfittava della vulnerabilità delle vittime per sottrarre denaro e preziosi. Il bottino, ricostruito dagli investigatori, ammonta a circa 3.300 euro in contanti e diversi monili in oro.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord e culminate con l’ordinanza del gip di Aversa, hanno permesso di risalire con precisione all’identità del ladro e di ricostruire il suo modus operandi. Ora l’uomo si trova agli arresti domiciliari, mentre i Carabinieri proseguono gli accertamenti per verificare se abbia colpito anche in altri casi simili.

Meta di Sorrento, ritrovato cadavere in mare: era incastrato tra gli scogli

Meta di Sorrento– Il corpo senza vita di un uomo è stato trovato questa mattina nelle acque antistanti la località Alimuri, a Meta di Sorrento.

La vittima, non ancora identificata, è un uomo di età apparente tra i 40 e i 50 anni, che indossava soltanto un costume da bagno.

A avvistare per primo la salma, incastrata tra gli scogli in una posizione di difficile accesso, è stato un carabiniere che stava navigando in zona a bordo di un’imbarcazione.

Data la complessità delle operazioni, i soccorritori sono dovuti intervenire con una canoa per riuscire a recuperare il corpo, che è stato successivamente trasportato al porticciolo di Piano di Sorrento e posto sotto sequestro.

Sul luogo sono immediatamente intervenuti i militari della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, i carabinieri della Compagnia di Sorrento e i vigili urbani per i primi accertamenti.

Le indagini per risalire all’identità

Al momento non si conoscono le generalità dell’uomo. Le forze dell’ordine hanno avviato una serie di verifiche per tentare di risalire alla sua identità. La Capitaneria di Porto sta contattando sistematicamente tutti i lidi e gli stabilimenti balneari della zona di Alimuri, dove il corpo è stato ritrovato, per accertare se l’uomo fosse un loro cliente o avesse affittato un ombrellone.

«Abbiamo ricevuto la richiesta dalla Capitaneria – ha raccontato Antonio Cafiero del lido “La Conca” – I nostri bagnini hanno immediatamente controllato ombrellone per ombrellone, ma purtroppo non è risultato che fosse uno dei nostri clienti». Una procedura che verrà ripetuta da tutti gli esercizi della costa.

Le cause della morte sono al momento completamente ignote e saranno accertate soltanto dopo l’autopsia, che verrà disposta dalla magistratura. Non si esclude alcuna ipotesi, dall’incidente in acqua al malore improvviso. I carabinieri stanno anche verificando eventuali segnalazioni di persone scomparse nella provincia di Napoli e in quelle limitrofe.

Napoli, allarme sicurezza giovanile: troppi minorenni feriti in agguati o liti

Napoli— Quattro giovani sono rimasti feriti la scorsa notte e nelle prime ore del mattino tra Napoli e provincia, in episodi che hanno visto coinvolte due armi da fuoco e due armi bianche. In risposta all’escalation, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha ordinato un’immediata intensificazione dei servizi di vigilanza e controllo da parte delle forze dell’ordine sul territorio metropolitano.

L’episodio sarà al centro della prossima seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che analizzerà le dinamiche alla base dei ferimenti e le misure da attuare.

Le parole del Prefetto e le strategie preventive

Il prefetto Di Bari ha sottolineato come, nonostante l’impegno costante delle forze dell’ordine, “l’azione preventiva debba essere altrettanto forte”: non solo controlli, dunque, ma anche un coinvolgimento delle istituzioni pubbliche e del privato sociale. L’obiettivo è “intercettare i segnali di devianza”, ovvero intervenire prima che i giovani vengano “reclutati o spinti dentro circuiti criminali”.

Tra le azioni previste:

potenziamento del tavolo istituito in Prefettura dedicato al fenomeno della violenza giovanile e minorile;
promozione di iniziative a favore delle famiglie e dei minori più a rischio;
creazione di spazi sociali, aggregativi e culturali nei quartieri periferici;
interventi per contrastare la dispersione scolastica e favorire un primo orientamento nel mondo del lavoro;
rigenerazione urbana, con particolare attenzione ai servizi e alla vivibilità nei territori degradati.

Fermato col taser: pregiudicato di Salerno muore in ospedale

Un intervento di polizia si è trasformato in tragedia a Reggio Emilia, dove un uomo di 42 anni è morto dopo essere stato colpito dal taser durante un fermo.

La vittima è Claudio Citro, residente a Reggio ma originario di Salerno, con alle spalle diversi precedenti penali e già coinvolto in passato in un’inchiesta su usura ed estorsioni.

Secondo le prime ricostruzioni, intorno alle 5.30 del mattino l’uomo avrebbe dato in escandescenze nella frazione di Massenzatico. All’arrivo della pattuglia, la situazione sarebbe degenerata: gli agenti hanno usato la pistola elettrica per immobilizzarlo. Subito dopo il 42enne ha accusato un malore.

Nonostante i tentativi di rianimazione del 118 e il trasporto al pronto soccorso del Santa Maria Nuova, per lui non c’è stato nulla da fare.

La Procura ha aperto un’inchiesta per chiarire la dinamica. Saranno disposti esami tossicologici per verificare se la vittima avesse assunto alcol o droghe. Intanto la polizia scientifica sta eseguendo accertamenti, mentre gli inquirenti cercano di ricostruire le diverse fasi dell’intervento, ritenuto complesso.

 Nel 2016 era stato arrestato per estorsione e usura a Reggio Emilia

Citro era un volto noto alle forze dell’ordine dell’Emilia Romagna. nel 2016 era stato arrestato dalla polizia insieme con il napoletano Giuseppe Caso per un giro di minacce, estorsioni e usura ad alcuni im prenditori di Reggio Emilia.

A Napoli il calcio si fa in strada: al via il “Red Bull King d’o rione”

Napoli– Piazza Mercato si trasforma in un campo di calcio urbano. Sabato 20 settembre, a partire dalle 13, va in scena la prima edizione del “Red Bull King d’o rione”, un torneo di footbal street che mixa agonismo, appartenenza territoriale e spettacolo, riportando in vita l’antica tradizione della “tedesca napoletana”.

Sedici squadre, provenienti dai diversi quartieri della città, si sfideranno a colpi di tecnica e fantasia. Ogni team sarà composto da cinque giocatori in campo più due riserve (tutti maggiorenni) e dovrà avere almeno undici tifosi-accompagnatori: perché qui la tifoseria non sta solo a guardare, ma diventa parte integrante della gara.

Le regole rivoluzionarie: più è spettacolare il gol, più punti togli all’avversario
Il regolamento è studiato per premiare la spettacolarità. Non vince chi segna di più, ma chi finisce il tempo con più punti.

Ogni squadra inizia l’incontro con 15 punti. L’avversario può ridurli realizzando gol: -2 punti per un gol “normale” di piede, -5 se segnato con coscia, testa o petto, -7 per un gol di tacco, fino a -10 punti per vere e proprie opere d’arte come rovesciate, forbici o gol alla “scorpione”. Perché il gol sia valido, inoltre, la palla non deve mai toccare terra al momento del tiro.

Tifo creativo: le coreografie della tifoseria valgono punti bonus

Dopo ogni partita, la tifoseria ha due minuti per esibirsi in una coreografia alternativa e creativa. Una giuria d’eccezione – composta dall’ex attaccante del Napoli Emanuele Calaiò, dai Fiusgamer, Davide Moccia e Moonryde – assegnerà tre punti extra alla miglior esibizione, che potrebbero essere decisivi per il passaggio del turno.

«Sono davvero felice di partecipare a un evento che dà voce ai quartieri – ha raccontato Moonryde, player Red Bull e giurato – Trasforma una piazza storica in un’arena di passione e creatività. È lo sport che unisce, che coinvolge la gente, che parte dal basso».

Spettacolo e musica: il contesto oltre il rettangolo di gioco
L’evento non sarà solo calcio. Ad animare la piazza ci saranno una performance speciale di Vale Lambo, legata alla scena musicale urbana napoletana, e le note del dj Damianito. Ad accompagnare la giornata ci sarà anche ZW Jackson nella veste di host.

Il torneo, gratuito e aperto a tutti, prevede una prima fase a gironi seguita da quarti, semifinale e finale. Un’iniziativa che promette di portare l’energia pura dei vicoli direttamente in campo, facendo di Napoli per un giorno la capitale del calcio di strada.

Isernia, bodybuilder napoletano fermato con anabolizzanti: denunciato

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Controlli a tappeto della Guardia di finanza a Isernia hanno portato alla denuncia di un bodybuilder napoletano, trovato in possesso di un ingente quantitativo di anabolizzanti vietati.

L’uomo è stato fermato dai militari del Comando provinciale e sottoposto a un’ispezione veicolare: all’interno della sua auto sono state scoperte numerose compresse di sostanze dopanti, subito sequestrate.

Le verifiche sono poi proseguite con una perquisizione domiciliare eseguita in provincia dell’Aquila, dove il culturista risulta domiciliato. All’interno dell’abitazione i finanzieri hanno rinvenuto e sequestrato altre compresse, fiale di anabolizzanti steroidei e farmaci considerati dopanti.

Il bodybuilder è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Isernia. Le sostanze sequestrate – tra cui l’efedrina – sono classificate dall’Agenzia Mondiale Antidoping come vietate in ambito sportivo. Non solo: l’efedrina è utilizzata anche nel mercato illecito per la produzione di anfetamine ed è altamente dannosa per la salute, con rischi gravi per il sistema cardiovascolare e il miocardio in particolare.

L’operazione si inserisce nell’attività costante delle fiamme gialle contro il traffico di farmaci dopanti e di sostanze destinate sia al mondo del bodybuilding che a circuiti criminali paralleli. Un fenomeno che, spiegano gli investigatori, non rappresenta soltanto una violazione delle norme antidoping ma anche una concreta minaccia per la salute pubblica.

Napoli, gambizzato un minorenne: aveva fornito false generalità alla polizia

Ha dichiarato nome e cognome falsi, oltre a una data di nascita diversa da quella reale, il giovane ferito a colpi di pistola questa mattina a Napoli. Solo dopo i controlli incrociati della polizia è emersa la verità: la vittima della gambizzazione è in realtà un minorenne.

Il ragazzo si era presentato al pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini con ferite da arma da fuoco al ginocchio destro e alla gamba sinistra. Ai poliziotti intervenuti ha fornito false generalità, probabilmente nel tentativo di sviare le indagini e nascondere la propria identità.

La Squadra Mobile e gli agenti del commissariato San Ferdinando stanno ora lavorando per ricostruire la dinamica dell’agguato e capire quale sia stato il movente. Restano da chiarire non solo le circostanze della sparatoria, avvenuta all’alba in città, ma anche le ragioni per cui il giovanissimo abbia scelto di mentire ai poliziotti.

Un dettaglio, quello delle false generalità, che secondo gli investigatori potrebbe essere legato a precedenti frequentazioni del ragazzo o al contesto in cui si è consumata l’aggressione. Al momento non si esclude alcuna pista: dalla lite degenerata a una possibile intimidazione legata a dinamiche criminali giovanili.

La vicenda ha acceso i riflettori sull’ennesimo episodio di violenza che coinvolge giovanissimi a Napoli, in una città che negli ultimi mesi ha già registrato diversi episodi di stese, regolamenti di conti e agguati che vedono protagonisti ragazzi poco più che adolescenti.

Napoli, chiusa per due notti la Galleria Vittoria in direzione Via Acton: i dettagli sulla viabilità

Napoli – Disagi alla viabilità in programma nel cuore di Napoli per consentire importanti lavori di manutenzione. La Galleria Vittoria, una delle arterie cruciali per la mobilità cittadina, subirà una chiusura temporanea nelle prossime due notti, martedì 16 e mercoledì 17 settembre.

L’intervento, finalizzato alla manutenzione della rete elettrica, impone il divieto di transito in entrambe le corsie di marcia con direzione Via Acton (la corsia che porta verso il lungomare e il porto). La chiusura sarà effettiva nella fascia oraria notturna, dalle 23:30 alle 5:00 del mattino successivo, per minimizzare l’impatto sul traffico diurno.

Nel dettaglio, il divieto di transito veicolare sarà attivo nel tratto che va dall’intersezione con Via Giorgio Arcoleo fino alla confluenza con Via Ammiraglio Ferdinando Acton. L’ordinanza comunale prevede la deroga esclusivamente per i veicoli di soccorso e per quelli impegnati direttamente nelle operazioni di cantiere.

L’Amministrazione comunale invita tutti gli automobilisti, specialmente chi si muove in notturna, a pianificare in anticipo i propri spostamenti e a prediligere percorsi alternativi per evitare di imbattersi in ingorghi. Il suggerimento è di fare riferimento al tracciato di Via Marino e Via Cesario Console per aggirare la zona interessata dai lavori.

Questi interventi di manutenzione straordinaria risultano fondamentali per garantire l’efficienza e la sicurezza degli impianti, ma rendono necessarie misure temporanee che modificano la viabilità ordinaria.

Pedoni, una strage silenziosa: oltre 270 vittime in meno di un anno 

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Le strade italiane si confermano un luogo di grave pericolo per i pedoni. Un’analisi sconvolgente dell’Osservatorio Sapidata-Asaps rivela che, dall’inizio dell’anno, ben 273 persone sono state investite e uccise in incidenti stradali.

Un bilancio tragico che riporta drammaticamente l’attenzione sulla sicurezza di chi si sposta a piedi.

Un tributo di vite umane: l’allarme che non cessa

Il dramma più recente riguarda una quindicenne, investita da un camion in Val Rendena, in Trentino. La sua giovane vita è solo l’ultima a spezzarsi in una scia di incidenti che non risparmia nessuno. Le statistiche mostrano un quadro allarmante: quasi la metà delle vittime, 134, erano anziani con più di 65 anni.

I dati mensili evidenziano una situazione di costante allerta:

Gennaio: 43 morti

Febbraio: 31 morti

Marzo: 32 morti

Aprile: 19 morti

Maggio: 22 morti

Giugno: 31 morti

Luglio: 35 morti

Agosto: 35 morti

Nonostante un calo dell’8,8% rispetto allo scorso anno, il numero di vittime rimane inaccettabilmente alto.

Mappa del pericolo: Le regioni più a rischio

L’Osservatorio ha tracciato una vera e propria mappa delle “strade della morte” per i pedoni. Il Lazio si trova in cima a questa triste classifica con 42 decessi in otto mesi, di cui 23 solo a Roma. A seguire, la Lombardia con 39 vittime, l’Emilia-Romagna con 28, la Sicilia con 25 e la Campania con 16. La distribuzione geografica delle vittime sottolinea la necessità di interventi mirati a livello locale per affrontare il problema.

Rissa con accoltellamento durante la festa patronale di Avella: due denunciati

Avella– Una violenta rissa è scoppiata nel cuore della tradizionale festa patronale in onore di San Sebastiano e Santa Maria delle Grazie, ad Avella. La serata di musica e celebrazioni si è trasformata in un parapiglia poco dopo la mezzanotte di venerdì, all’interno di un locale situato in piazza Umberto I, proprio mentre in piazza era in corso uno spettacolo musicale.

Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, alla base della lite sarebbe stato un banale diverbio, degenerato in pochi istanti in una colluttazione generale. Nel corso della zuffa, un uomo è rimasto ferito all’addome. Sul posto è immediatamente intervenuto il 118, che ha soccorso la vittima e la ha trasportata all’ospedale di Nola. Le sue condizioni non sono apparse gravi.

I militari della Stazione Carabinieri di Avella, coordinati dal Comando Compagnia di Baiano, sono intervenuti per sedare la rissa e hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica e individuare i responsabili. Al termine dei sopralluoghi e dopo aver sentito diversi testimoni, i Carabinieri hanno denunciato per rissa due uomini del posto, un trentenne e un quarantenne.

All’interno del locale è stato inoltre rinvenuto e sequestrato un coltello, che si presume possa essere stato l’arma del ferimento. Le indagini proseguono per accertare ogni responsabilità e la completa dinamica dell’accaduto.

L’episodio ha gettato un’ombra sulla storica festa patronale, evento atteso dalla comunità locale e che ogni anno richiama numerosi fedeli e visitatori.

Ariano Irpino, poliziotto trovato morto in un casolare: si indaga sul suicidio

Tragedia ad Ariano Irpino, in Irpinia, dove un giovane poliziotto in servizio presso il commissariato del Tricolle è stato trovato senza vita all’interno di un casolare di campagna.

A rinvenire il corpo è stata la moglie, che ha immediatamente dato l’allarme. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, i carabinieri, i vigili del fuoco e i colleghi della polizia, ma per l’agente non c’era ormai più nulla da fare.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si sarebbe tolto la vita sparandosi con la pistola d’ordinanza. La Procura di Benevento è stata subito informata e ha disposto l’apertura di un’inchiesta: saranno effettuati gli accertamenti del caso per chiarire la dinamica e verificare ogni elemento utile a ricostruire le ultime ore del poliziotto.

Il gesto ha lasciato sgomenti i colleghi del commissariato arianese, che lo ricordano come un agente stimato, tra i più attivi della squadra volante. In più occasioni si era distinto in servizio per interventi difficili, ricevendo apprezzamenti ufficiali per la sua professionalità e dedizione.

La notizia ha scosso profondamente non solo l’ambiente della polizia, ma l’intera comunità arianese, dove il giovane era molto conosciuto. «Un professionista serio, un ragazzo appassionato del suo lavoro», così lo descrivono i colleghi, che ora si stringono attorno alla famiglia.

Un dramma che riaccende i riflettori anche sul tema del disagio tra le forze dell’ordine, già più volte emerso in altre tragiche vicende. Ma al momento restano ignote le motivazioni che avrebbero spinto l’agente a compiere l’estremo gesto.

Latina, il dramma di Paolo: 14enne suicida. La Procura indaga per istigazione

Un inizio d’anno scolastico segnato dal dolore. Paolo Mendico, 14 anni, si è tolto la vita la mattina dell’11 settembre a Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, poche ore prima dell’avvio delle lezioni. La tragedia ha aperto un fascicolo in Procura a Cassino, che indaga per istigazione al suicidio.

Secondo quanto denunciato dai genitori e dal fratello maggiore, il ragazzo sarebbe stato vittima di bullismo già dalle scuole elementari, con episodi che sarebbero stati più volte segnalati agli istituti scolastici.

«Nostro figlio è stato un perseguitato», ha dichiarato la madre, Simonetta La Marra, aggiungendo che le denunce formali e informali non avrebbero mai trovato risposte adeguate da parte del corpo docente.

Gli investigatori hanno sequestrato il cellulare e altri dispositivi di Paolo, oltre a quelli di alcuni coetanei che potrebbero essere coinvolti. La dirigente scolastica è stata ascoltata in Procura. Parallelamente, il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha disposto due ispezioni: nella scuola media frequentata in passato dal ragazzo e nell’istituto tecnico Pacinotti, dove avrebbe iniziato il nuovo anno.

La testimonianza della famiglia

Il fratello di Paolo, Ivan Roberto, ha scritto una lettera alla premier Giorgia Meloni, raccontando il calvario vissuto dal 14enne tra prese in giro, aggressioni e umiliazioni. «Lo aspettavano in bagno, lo chiamavano ‘Paoletta’, ‘femminuccia’, ‘Piccolo Principe’. Era diventato bersaglio solo perché teneva i capelli lunghi o curava molto il suo aspetto», ha denunciato la madre.

La prima denuncia formale risalirebbe addirittura alla quinta elementare, quando un compagno avrebbe puntato contro Paolo un cacciavite di plastica. «Ci siamo rivolti ai carabinieri, ma la maestra non intervenne», ha aggiunto la donna, ricordando come le segnalazioni successive — anche per iscritto — siano state ignorate.

Paolo Siani: “Il ricordo di Giancarlo vive nei giovani, raccontate la verità senza paura”

Napoli -A quarant’anni dall’omicidio di Giancarlo Siani, il giornalista de Il Mattino ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985 sotto casa sua al Vomero, il fratello Paolo Siani tiene vivo il suo ricordo con un messaggio di speranza e impegno.

Durante la presentazione delle iniziative per commemorare il quarantesimo anniversario dell’uccisione, tenutasi nella sede dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Paolo ha sottolineato come il sacrificio di Giancarlo continui a ispirare e a produrre frutti concreti, soprattutto tra i più giovani.

“Il ricordo di Giancarlo è vivo e la semina di questi anni sta dando i suoi frutti”, ha dichiarato Paolo Siani. “Il nostro obiettivo è affidare questi semi alle nuove generazioni, affinché possano ricordarlo, trarre ispirazione dal suo esempio e proseguire con determinazione sul loro cammino.”

Un cammino che, per Siani, deve essere guidato dai valori di verità e coraggio, gli stessi che hanno contraddistinto il lavoro di Giancarlo, assassinato a soli 26 anni per le sue inchieste scomode sulla criminalità organizzata.Le iniziative in memoria del giornalista si susseguono senza sosta.

“Quest’anno siamo stati travolti da un’ondata di affetto e di eventi”, ha raccontato Paolo. “Già sei mesi fa eravamo qui a parlare di Giancarlo, a giugno siamo stati a Roma e proseguiremo fino a ottobre e novembre. La nostra missione, come ci ha insegnato don Luigi Ciotti, è unire memoria e impegno: l’una senza l’altro non ha senso.”

Un richiamo forte alla responsabilità di non limitarsi al ricordo, ma di tradurlo in azioni concrete contro la criminalità e l’ingiustizia.Paolo Siani ha poi rivolto un messaggio diretto ai giovani aspiranti giornalisti: “Fate il vostro lavoro con passione e con la schiena dritta. Credete in ciò che fate e raccontate i fatti, anche quelli scomodi. La verità, se verificata, va sempre raccontata, senza paura.”

Un invito a seguire le orme di Giancarlo, che con le sue inchieste ha sfidato il potere criminale, pagando il prezzo più alto.Un altro aspetto cruciale emerso durante la presentazione è il rapporto con le scuole, che negli ultimi decenni è radicalmente cambiato. “Quarant’anni fa era impensabile che le scuole parlassero di Giancarlo”, ha ricordato Paolo. “Non riuscivamo a entrare in contatto con loro. Oggi, invece, non riusciamo a rispondere a tutte le richieste di partecipazione che ci arrivano.

Questo cambiamento è il risultato del lavoro di tante persone, spesso anonime, che in questi anni hanno contribuito a tenere viva la memoria di mio fratello.”Le celebrazioni per il quarantesimo anniversario si inseriscono in un contesto di rinnovata attenzione verso la lotta alla camorra e la difesa della libertà di stampa.

Le iniziative, che coinvolgono istituzioni, associazioni e scuole, rappresentano non solo un omaggio a Giancarlo Siani, ma anche un monito per le nuove generazioni: il giornalismo, quando fatto con coraggio e integrità, può essere un’arma potente per il cambiamento. Come ha ribadito Paolo, “il seme di Giancarlo è stato piantato, e ora sta germogliando. Sta a noi, e soprattutto ai giovani, farlo crescere”.

Maxi-controlli tra Castellammare e Sant’Antonio Abate: pistola lancia-razzi in casa di un pregiudicato

Un fine settimana ad alta tensione tra Castellammare di Stabia e Sant’Antonio Abate, dove i carabinieri della compagnia stabiese, affiancati dallo squadrone eliportato Cacciatori di Sicilia e dalla polizia municipale, hanno messo in campo controlli straordinari che hanno stretto la morsa su armi, droga e illegalità diffuse.

L’episodio più grave riguarda Gabriele Galasso, 63 anni, pregiudicato, nella cui abitazione i militari hanno trovato una pistola lancia-razzi, una pistola a salve calibro 22 modificata e un proiettile calibro 7,65. Materiale potenzialmente letale che, spiegano gli inquirenti, «avrebbe potuto rappresentare un pericolo concreto se utilizzato in contesti criminali». L’uomo è stato arrestato.

Ma la stretta non si è fermata qui. La movida cittadina, da tempo osservata speciale per episodi di violenza e degrado, è stata al centro delle verifiche congiunte con i vigili urbani. Tre persone sono state denunciate per guida senza patente, recidive nel biennio, mentre un 52enne è stato fermato con quasi un chilo di marijuana nello zaino, droga che secondo gli investigatori era pronta a invadere il mercato locale.

In totale, sono state identificate 267 persone, controllati 76 veicoli e comminate 39 multe per infrazioni al Codice della strada. Un bilancio che, sottolineano fonti investigative, testimonia una strategia di presidio costante volta a colpire i punti più vulnerabili del territorio: quartieri residenziali e luoghi della movida notturna. L’operazione, assicurano i carabinieri, non resterà isolata ma sarà replicata per mantenere alta la pressione su armi, droga e microcriminalità.

Doppia rapina a distributori di benzina nel Giuglianese

Giugliano – Doppia azione di una banda di rapinatori, armati addirittura di un fucile, nell’hinterland a nord di Napoli. Nella serata di ieri, due uomini a bordo di una Renault Captur hanno prima rapinato un distributore di carburanti a Varcaturo e poi ne hanno tentato un altro a Qualiano, a pochi chilometri di distanza.

L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti i carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Giugliano, che ora danno la caccia ai due criminali.

Cronaca dei due assalti

La prima rapina si è consumata in via Comunale Domitiana, a Varcaturo. I due malviventi, uno dei quali brandiva un fucile, hanno fatto irruzione nel distributore intimando al dipendente di consegnare l’incasso. Minacciato con l’arma, l’uomo ha dovuto cedere circa un centinaio di euro. Fatta razzia di quanto possibile, i due sono fuggiti a bordo della loro auto.

Non pago del bottino, il duo ha poi tentato di replicare l’assalto a Qualiano, in via Santa Maria a Cubito. Ma qui il piano è fallito. L’addetto del distributore, forse allertato dalle notizie della prima rapina o accortosi delle intenzioni dei due, è riuscito a darsi alla fuga prima di essere immobilizzato, vanificando il colpo e costringendo i banditi a una ritirata precipitosa.

Immediato è stato l’intervento delle forze dell’ordine. I militari dell’Arma, coordinati dal Comando Compagnia di Giugliano, hanno setacciato la zona e sono già al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica e identificare i responsabili.

Fondamentale per le indagini sarà l’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza dei due distributori e delle attività vicine, che potrebbe aver immortalato i volti dei banditi e la targa della Renault Captur, l’auto utilizzata per le rapine e la fuga.

Fortunatamente, in nessuno dei due episodi sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco e non si registrano feriti. Le indagini proseguono a ritmo serrato per scovare e fermare il pericoloso duo.

Petardo esploso nella sede del 118 a Palinuro: bufera su un presunto medico

Palinuro – Un episodio grave e sconcertante scuote la sede del 118 nel cuore del Cilento. Un video, diffuso dall’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate” e rilanciato dal deputato Francesco Emilio Borrelli, immortala un uomo – identificato come medico – mentre accende un petardo e lo scaglia all’interno della struttura, a pochi passi da un soccorritore disteso su un divano.

Il gesto, già di per sé sconsiderato, assume contorni ancora più inquietanti considerando il contesto: locali dove sono custodite bombole d’ossigeno, farmaci e materiali altamente infiammabili. Nelle stesse immagini, il protagonista del video appare anche mentre fuma all’interno della postazione, aggravando ulteriormente i rischi.

Durissima la condanna dell’associazione che ha denunciato il fatto: «Non si tratta di una goliardata, ma di un atto che ha messo in pericolo la vita di operatori e pazienti, compromettendo la sicurezza di un servizio cruciale per l’emergenza sanitaria». Il deputato Borrelli parla di «gesto folle e inaccettabile», chiedendo ai vertici del 118 di Salerno e all’ASL di individuare subito il responsabile e prendere provvedimenti esemplari.

«Se davvero si tratta di un medico, la vicenda è doppiamente grave: chi dovrebbe tutelare la salute ha messo a rischio quella dei colleghi e dei cittadini», ha dichiarato. L’episodio riapre il dibattito sulla professionalità e sul rispetto delle regole in un settore che, tra carenze croniche e pressioni quotidiane, resta vitale per la collettività. Intanto, il video continua a circolare online, accendendo indignazione e chiedendo a gran voce una risposta chiara e rapida dalle autorità competenti.

I panorami più belli di Napoli: dove scattare la foto perfetta

Napoli è un teatro di luce, storia, mare e colori, capace di sorprendere con scorci che sembrano dipinti. Passeggiare tra i suoi vicoli è un’esperienza sensoriale unica, eppure è dall’alto che la città rivela tutta la sua potenza visiva: il Vesuvio che veglia dall’orizzonte, il mare che abbraccia il Golfo, i tetti rossi che si perdono tra le colline. Tutto concorre a creare scenari mozzafiato. Se hai in mente di immortalare questi panorami Napoli da fotografare, questa guida ti accompagna in un viaggio fotografico tra i punti panoramici Napoli più iconici, luoghi scelti dai viaggiatori e dai napoletani stessi per catturare istanti che restano.

Ready? Prepara la fotocamera, segui il nostro itinerario e conquisterai scatti senza tempo tra i migliori punti panoramici Napoli.

I migliori punti panoramici Napoli per panorami Napoli da fotografare da togliere il fiato

Napoli offre una moltitudine di luoghi privilegiati da cui catturare panorami Napoli da fotografare, spazi sospesi tra cielo e mare che seducono ogni fotografo, amante della bellezza o turista curioso. Ecco alcuni dei punti panoramici Napoli più suggestivi da includere nella tua scaletta:

Certosa di San Martino & Castel Sant’Elmo (Vomero)

La Certosa di San Martino, situata sulla collina del Vomero, è uno dei luoghi più celebri per ammirare Napoli dall’alto: la sua terrazza panoramica offre una vista aperta sui tetti in terracotta, il Vesuvio e il Golfo; nelle giornate limpide, si scorgono perfino Capri e Ischia. Accanto, Castel Sant’Elmo amplifica questa prospettiva: le piattaforme disposte intorno ai bastioni regalano una visione spettacolare del centro storico, della baia e del Vesuvio, ideale per chi cerca panorami Napoli da fotografare con profondità storica e urbanistica. Per quanto riguarda i punti panoramici Napoli, scegliere tra Certosa e Sant’Elmo equivale a poter giocare con luci, ombre e architetture antiche, perfette per scatti da cartolina.

Parco Virgiliano: terrazze sospese tra cielo e mare per panorami Napoli da fotografare

Collocato sulla propaggine estrema del promontorio di Posillipo, il Parco Virgiliano si conferma come uno dei punti panoramici Napoli più amati da fotografi e visitatori in cerca di panorami Napoli da fotografare in contesti naturali e rilassati. Le sue terrazze affacciate sul Golfo offrono visuali che abbracciano Capri, Ischia, Procida, la Penisola Sorrentina e il Vesuvio sullo sfondo, grazie alla sua conformazione ad anfiteatro sul mare.

Questo spazio verde si trasforma in un vero e proprio belvedere vivente, valorizzato dalla luce dorata del tramonto, quando il cielo si incendia e regala panorami Napoli da fotografare di rara intensità. È una meta top tra i punti panoramici Napoli per chi cerca un mix di natura, ampiezza visiva e autentica atmosfera partenopea.

Eremo dei Camaldoli: il balcone più alto di Napoli per panorami Napoli da fotografare

Acutamente posizionato a circa 458 metri sul livello del mare, l’Eremo dei Camaldoli è il punto panoramico più elevato in città e regala una vista memorabile che sembra abbracciare l’intera Campania. Da qui lo sguardo spazia sul Golfo di Napoli, il Vesuvio, le isole di Capri, Ischia, Procida, i Campi Flegrei e fino ai monti del Matese.

Oltre alla straordinaria posizione panoramica, l’Eremo è anche un luogo di grande storia e spiritualità: edificato nel 1585, conserva un importante complesso artistico e architettonico, immerso nella serenità dell’altura.

È il luogo perfetto per chi desidera catturare punti panoramici Napoli in una prospettiva totale, lontano dal trambusto urbano ma vicino all’anima della città. Un vero e proprio “balcone sul mondo” da cui cogliere panorami Napoli da fotografare che raccontano l’intera regione.

Napoli, oltre 4mila patenti sospese in otto mesi: la stretta del Prefetto sulla sicurezza stradale

Napoli – Una raffica di provvedimenti che segna un giro di vite senza precedenti sulla sicurezza stradale. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha diffuso i dati relativi all’attività dell’Ufficio Patenti nei primi otto mesi dell’anno, un bilancio che fotografa la linea dura contro chi guida sotto effetto di alcol e droghe, utilizza il cellulare al volante o, peggio ancora, si rende protagonista di omissioni di soccorso.

Dal gennaio scorso a oggi sono state disposte 4.046 sospensioni di patente, la maggior parte per l’uso improprio di dispositivi elettronici durante la guida, e 385 revoche, soprattutto nei confronti di chi si è rimesso al volante nonostante una sospensione in corso o di chi circolava su un veicolo sequestrato.

A queste si aggiungono 116 sequestri e fermi amministrativi, quasi tutti legati alla mancanza di assicurazione o di documenti di circolazione. L’attività di controllo non si è limitata alle infrazioni, ma ha toccato anche le condizioni soggettive dei candidati agli esami di guida: 1.379 posizioni passate al vaglio, con 325 dinieghi, 56 revoche post rilascio e 19 ritiri disposti su sentenza dell’autorità giudiziaria.

Numerosi i procedimenti cautelari ancora in corso, che riguardano casi di guida in stato di ebbrezza, sotto l’effetto di stupefacenti, omissione di soccorso e incidenti con gravi violazioni. Un segnale chiaro, spiega il Prefetto, di una strategia di prevenzione che non conosce tregua: «L’obiettivo è salvare vite, fermando chi rappresenta un pericolo per sé e per gli altri».