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Sparatoria ai Quartieri Spagnoli: 22enne in fin di vita

Napoli – La fragile tregua tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli sembra essere definitivamente saltata. Dopo le “stese” e i raid intimidatori che nelle ultime settimane hanno segnato il cuore della città, la notte scorsa la violenza è tornata a esplodere in maniera brutale.
Poco dopo le 4.30 del mattino, un ragazzo di 22 anni è rimasto vittima di un agguato.

Trasportato d’urgenza all’ospedale Pellegrini, è stato ricoverato in codice rosso e sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni sono critiche: è in prognosi riservata e i medici parlano di un quadro gravissimo.

L’intervento dei Carabinieri

A dare l’allarme è stata una chiamata concitata. Sul posto sono arrivati i Carabinieridel Nucleo Radiomobile di Napoli, che hanno ricostruito i primi, frammentari dettagli della vicenda. Nei pressi di via San Mattia, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, è stata rinvenuta l’auto della vittima: una Smart ForFour crivellata da colpi e con vistose tracce di sangue all’interno.

Il giovane è stato raggiunto da un proiettile all’addome mentre si trovava in macchina. Non è ancora chiaro se fosse un bersaglio designato o se sia rimasto coinvolto in una dinamica più complessa.

La matrice dell’agguato, al momento, resta avvolta nell’incertezza. Nessuna pista è esclusa: dal regolamento di conti legato agli equilibri di camorra alla lite personale degenerata in sparatoria oppure a un tentativo di rapina finito nel sangue.

L’unica certezza è che l’episodio conferma un’escalation criminale che negli ultimi giorni ha riportato tensione e paura nelle strade del centro storico.Gli inquirenti stanno acquisendo immagini di videosorveglianza della zona e ascoltando i primi testimoni. Il quartiere, intanto, si è risvegliato con l’ennesimo segno di una pace mai davvero raggiunta.

Ottaviano, dall’autopsia la verità sulla morte dell’anziano

Ottaviano– Sarà l’autopsia a fare luce sulle cause dalla morte del pensionato 78 enne di Ottaviano, Angelo Cutolo, trovato moribondo sabato sera in una stradina lungo le pendici del Vesuvio.

L’uomo, un pensionato che abita poco distante e conosce bene quelle zone, era uscito per una passeggiata pomeridiana e per cercare funghi.

Dopo alcune ore il figlio non vedendolo tornare si è incamminato lungo il percorso fatto spesso insieme con il genitore e lo ha trovato in strada moribondo. Il corpo presentava alcune ferite compatibili con morsi di animali.

Nel frattempo aveva anche avvertito la polizia che ha inviato sul posto una volante del commissariato di san Giuseppe Vesuviano. L’anziano è stato portato alla vicina clinica Santa Lucia dove il suo cuore ha cessato di battere poco dopo l’arrivo.

Su disposzione del magistrato della Procura di nola è stato disposta il sequestro della salma e l’autopsia che dovrà chiarire le cause della morte e se l’uomo abbia avuto un malore accascaindosi a terra e quindi diventando facile preda degli animali selvatici che girano in quella zona.

Che siano cani randagi o cinghiali sarà la’utopsia a stabiolirlo. la notizia ha fatto il giro del paese dove la sua famiglia è conossciuta.

 

Arzano, ladri devastano la lavanderia a gettoni

Sta diventando virale il l’appello con annesso video, che una giovane mamma lavoratrice di Arzano a rivolto all’onorevole Francesco Emilio Borrelli in cui segnala il furto subito nella sua lavanderia a gettoni.

L’altra notte due ladri hanno letteralmente devastato la cassa a muro della sua lavanderia per rubare i soldi contenuti. Armati con un piede di porco, vestiti di nero e con il capo coperto da passamontagna in meno di un minuto hanno portato a termine il furto e si sono dileguati.

L’appello della mamma lavoratrice al deputato Borrelli

Questo l’appello rivolto dalla donna al deputato Borrelli .”Salve Borrelli. Mi trovo qui a segnalare un ennesimo furto ad Arzano via Sette Re nella lavanderia Bloomest in una città diventata invivibile.
Questa notte Ho subito un furto devastante che ha distrutto il mio sogno. Sono una mamma di 25 anni che si dedica al lavoro con impegno e costanza tralasciando per dedizione anche la crescita di mio figlio che ha appena 10 mesi.

Lo faccio per pochi soldi subendo numerosi e cospicui danni alla mia attività. Ormai siamo vittime e succubi di un stato che effettivamente non riesce a gestire più nulla.
Solo con l’ unione di un popolo forse e dico forse potremmo provare a far sì che tutto questo abbia una fine. Vi sarei grata”.

P.B.

Pozzuoli, mangiano frutti di mare al ristorante: in 9 finiscono in ospedale

Pozzuoli – Un pranzo domenicale trasformato in un incubo. Nove persone, tra cui due minorenni, sono finite ieri in ospedale dopo aver accusato violenti sintomi di intossicazione alimentare presso il ristorante “Da Emilio”, in via Trepiccioni.

Un caso che riaccende i riflettori su un tema cruciale per la sicurezza dei consumatori: la tracciabilità dei frutti di mare.

La dinamica è quella tipica delle tossinfezioni alimentari. A poche ore dal pasto, i commensali sono stati colpiti da un malore improvviso con sintomi inequivocabili: vomito, diarrea acuta, dolori addominali crampiformi e sudorazione. La situazione più critica è stata quella di un uomo, che ha accusato un momentaneo annebbiamento della coscienza, facendo temere il peggio.

L’allarme è scattato immediatamente, portando sul luogo tre ambulanze del 118. I soccorritori hanno stabilizzato i pazienti e ne hanno trasferiti quattro all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Altri cinque, dopo le prime cure, hanno rifiutato il ricovero al nosocomio di Giugliano; tra questi, due ragazze di 14 e 16 anni. Le condizioni di tutti, per fortuna, non sembrano critiche.

Le indagini: il focus sui molluschi e la filiera

Sul caso sono immediatamente intervenuti i Carabinieri della Radiomobile di Pozzuoli e, soprattutto, i Nuclei Antimicrobi e Antisofisticazioni (NAS) dei Carabinieri. Le prime verifiche puntano il dito contro un consumo di frutti di mare crudi o poco cotti, verosimilmente cozze o ostriche, ordinati dai clienti.

Proprio qui entra in gioco il principio cardine della sicurezza alimentare: la tracciabilità. I militari del NAS, applicando le stringenti normative del “pacchetto igiene”, hanno posto sotto sequestro la cucina e le sale del ristorante, disposto la chiusura cautelativa del locale e avviato accertamenti approfonditi.

L’obiettivo è ricostruire l’intera filiera dei prodotti ittici serviti: origine, lotto di provenienza, data di raccolta e di conferimento. I frutti di mare, infatti, sono “organismi filtratori” e possono accumulare batteri, virus o biotossine marine (algali) se allevati in acque non sicure o non controllate. Senza un’etichettatura chiara che ne certifichi la provenienza da zone classificate e idonee alla molluschicoltura (A, B o C), è impossibile garantire la sicurezza del consumatore.

Tracciabilità non è un optional: è sicurezza

Questo episodio drammatico serve da monito. La tracciabilità non è un mero adempimento burocratico, ma l’unico strumento che permette di risalire alla fonte di una contaminazione, di ritirare dal mercato lotti pericolosi e, in definitiva, di salvare vite umane.

Le verifiche dei NAS mirano proprio a stabilire se il ristorante “Da Emilio” fosse in possesso dei documenti necessari a garantire la piena rintracciabilità di quei frutti di mare. L’assenza di queste documentazione costituirebbe una gravissima negligenza.

L’indagine ora seguirà due binari: le condizioni igienico-sanitarie del locale e, ancor più importante, il percorso a ritroso dei prodotti ittici, dal piatto al mare, per scoprire dove la filiera si è interrotta e ha permesso a un prodotto potenzialmente pericoloso di arrivare in tavola.

Casoria, pusher 26enne sorpreso in via Rocco

Casoria – Un giovane di 26 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato nel pomeriggio di ieri dalla Polizia di Stato a Casoria, in provincia di Napoli, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione si inserisce nel quadro dei servizi straordinari disposti dalla Questura di Napoli per contrastare il traffico di droga sul territorio.Gli agenti del Commissariato di Afragola, durante un controllo mirato in via Giuseppe Rocco, hanno fermato il giovane per un’ispezione di routine.

A seguito della perquisizione, il 26enne Giuseppe Amendola è stato trovato in possesso di 10 involucri contenenti marijuana e 155 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, probabile provento dell’attività illecita.

Insospettiti, i poliziotti hanno deciso di estendere il controllo all’abitazione del soggetto, dove hanno rinvenuto ulteriori 42 involucri della stessa sostanza, per un totale di 77 grammi di marijuana.Il giovane, con precedenti specifici per reati legati alla droga, è stato immediatamente tratto in arresto e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’operazione conferma l’impegno delle forze dell’ordine nel contrastare il fenomeno dello spaccio a Casoria, che continua a rappresentare una piaga per la città. Le indagini proseguono per accertare eventuali collegamenti con reti di traffico più ampie.

Il contrasto allo spaccio a Casoria

L’arresto di ieri si aggiunge ai numerosi interventi condotti dalla Questura di Napoli nelle ultime settimane, con l’obiettivo di arginare la diffusione di sostanze stupefacenti nelle aree sensibili della provincia. La presenza capillare degli agenti sul territorio, unita a controlli mirati e perquisizioni, sta dando risultati concreti nella lotta alla criminalità locale. Resta alta l’attenzione delle autorità per garantire sicurezza e legalità ai cittadini.

Risse, incidenti e paura davanti al Maradona: esplode la rabbia dei residenti del rione Miraglia

Napoli – Notte di violenza e paura davanti allo stadio Diego Armando Maradona. Erano circa le 3 quando un incidente tra due scooter, durante una delle solite impennate nel piazzale, si è trasformato in una rissa tra due gruppi di ragazzi.

Uno dei giovani è rimasto a terra ferito, soccorso con ritardo: l’ambulanza è arrivata dopo circa mezz’ora dalla chiamata. Nel frattempo, la situazione è degenerata. Schiaffi, calci e pugni, le ragazze che piangevano terrorizzate e urlavano, mentre un gruppo di almeno cinquanta persone si accalcava sul posto.

Eppure, nonostante il ferito a terra e il caos, le corse in scooter e le impennate non si sono fermate. Altri ragazzi hanno continuato a sgommare e a sfrecciare nel piazzale come se nulla fosse. Il giovane ferito è stato poi trasportato d’urgenza in ospedale per le cure del caso.

Non si tratta di un episodio isolato. Solo lo scorso agosto, sempre davanti al Maradona, un violento scontro tra due auto terminò con cinque feriti. Pochi giorni dopo, il fratello del consigliere municipale Sergio Lo Masto fu aggredito e picchiato da un b in scooter: aveva avuto solo la colpa di preoccuparsi di loro dopo una caduta.

La rabbia dei residenti del rione Miraglia, che si affaccia proprio sul lato Distinti dello stadio, è ormai esplosa. Da settimane denunciano scorribande notturne, lavori a sorpresa e la sensazione di vivere “prigionieri” in casa propria. Un enorme striscione campeggia sulla facciata del rione: «Scorribande, lavori notturni e chiusi dentro… dove il Napoli vince, lo Stato perde».

I comitati cittadini chiedono a gran voce interventi immediati. L’assessore alla Protezione civile Edoardo Cosenza ha avanzato alcune proposte per ridurre i pericoli: installare barriere, cordoli e dossi per limitare le scorribande in scooter. Ma i residenti chiedono di più: «Servono interventi concreti e una strategia condivisa tra Comune, forze dell’ordine e società sportiva. Non possiamo più vivere con la paura che ogni sera si trasformi in una notte di violenza».

Disabile accoltellato in pieno centro a Eboli:

Eboli – Una notte di violenza cieca e gratuita ha sconvolto il cuore di Eboli. Un uomo di 50 anni, disabile e costretto su una carrozzina elettrica, è stato brutalmente aggredito e ferito da un gruppo di giovani che lo hanno preso di mira in pieno centro cittadino.

L’episodio si è consumato poco dopo la mezzanotte, in via Scocozza, a due passi dalla chiesa di Santa Maria della Pietà, in una zona animata e frequentata anche nelle ore serali.
Secondo una prima ricostruzione, la vittima stava percorrendo la strada quando è stata avvicinata da un ragazzo, presto raggiunto da altri complici.

Prima le derisioni, poi le molestie fisiche: i bulli avrebbero iniziato a importunarlo con la scusa di chiedere un “passaggio”, arrivando persino a saltare sulla carrozzina. Da lì l’escalation: uno dei giovani ha estratto un’arma da taglio e lo ha colpito vicino all’orecchio.

Ferito e sotto choc, il 50enne è stato soccorso da alcuni passanti che hanno immediatamente allertato il 118. Trasportato d’urgenza in ospedale, le sue condizioni sono giudicate serie, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno avviato indagini serrate per identificare gli autori dell’aggressione. Determinanti, in questo senso, potrebbero rivelarsi le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e le testimonianze dei presenti.

La notizia ha fatto rapidamente il giro della città, scatenando indignazione e sconcerto. “Un atto vile, che offende l’intera comunità” commentano i cittadini, che chiedono giustizia e condanne esemplari.

L’episodio, che porta con sé il marchio dell’intolleranza e della violenza gratuita, rappresenta una ferita profonda per Eboli, città che si riconosce nei valori del rispetto e della solidarietà.

La caccia ai responsabili è ora una priorità. Le forze dell’ordine intendono fare piena luce sulla vicenda, affinché i giovani aggressori vengano individuati e consegnati alla giustizia senza attenuanti.

Oroscopo di oggi 15 settembre 2025 segno per segno

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Ecco le energie che il cielo del 15 settembre 2025 ha in serbo per voi. Il cielo di oggi, 15 settembre 2025, è animato da una Luna vivace in Sagittario, che spinge tutti noi a cercare un po’ di ottimismo e di spazio per respirare.

Questo posizionamento ci invita ad alzare lo sguardo oltre i problemi immediati e a trovare un significato più ampio nelle nostre azioni. Tuttavia, questa spinta all’espansione potrebbe scontrarsi con la precisione di Mercurio in Vergine, che ci chiede di non trascurare i dettagli.

ARIETE (21 marzo – 20 aprile)

  • Amore: La Luna in aspetto dinamico ti rende impulsivo. Attenzione a discussioni accese con il partner. Se sei single, un incontro fugace ma elettrizzante potrebbe capitare dove meno te l’aspetti.

  • Lavoro: Giornata di azione, non di pianificazione. Prendi l’iniziativa e risolvi i problemi che altri rimandano. La tua energia è contagiosa.

  • Salute: Sei pieno di vitalità, ma attento a non strafare. Potresti essere incline a piccoli incidenti per fretta.

  • Finanze: Evita spese dettate dall’impulso. Potrebbe arrivare un piccolo rimborso o una somma inaspettata.

  • Consiglio del giorno: Incanala la tua energia in un’attività fisica prima di affrontare le discussioni.

TORO (21 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Cerca intimità e complicità. Una serata tranquilla in casa con il tuo partner sarà rigenerante. Single: l’amore si costruisce sulla stabilità, non forzare gli incontri.

  • Lavoro: Preferisci lavorare dietro le quinte. È un ottimo giorno per sistemare questioni amministrative o finanziarie con precisione.

  • Salute: Attenzione alla gola e al raffreddore. Prenditi del tempo per coccolarti con una bevanda calda.

  • Finanze: Giornata positiva per bilanci e budget. La tua prudenza naturale ti evita di commettere errori.

  • Consiglio del giorno: La sicurezza è dentro di te, non nelle cose materiali. Prattica la gratitudine.

GEMELLI (21 maggio – 21 giugno)

  • Amore: Sei particolarmente comunicativo e affascinante. Approfittane per uscire e socializzare. In coppia, una chiacchierata sincera rafforzerà il vostro legame.

  • Lavoro: Riunioni, chiamate e scambi di idee sono favoriti. La tua capacità di mediare sarà apprezzata. Ottimo per networking.

  • Salute: La mente è iperattiva. Per evitare ansia, stacca dai social media e concediti una passeggiata rigenerante.

  • Finanze: Possibili spese impreviste per socialità o trasporti. Tieni un piccolo budget per gli imprevisti.

  • Consiglio del giorno: Connetti le persone, ma ricordati di ascoltare davvero, non solo di parlare.

CANCRO (22 giugno – 22 luglio)

  • Amore: Le emozioni sono in primo piano. Hai bisogno di sentirti sicuro e protetto dal partner. Single: rifletti su cosa cerchi veramente in una relazione.

  • Lavoro: Concentrati su compiti che ti fanno sentire al sicuro. Evita i conflitti in ufficio, oggi sei particolarmente sensibile.

  • Salute: Lo stomaco è il tuo punto debole oggi. Cura l’alimentazione e evita cibi pesanti o stress.

  • Finanze: Istinto infallibile per gli affari domestici. Potresti trovare un vero affare per la casa.

  • Consiglio del giorno: Proteggi la tua energia emotiva. Non hai l’obbligo di essere disponibile per tutti.

LEONE (23 luglio – 23 agosto)

  • Amore: Il tuo carisma è al massimo. In coppia, pianifica qualcosa di speciale per stupire il partner. Single: sei un magnete per gli sguardi, goditela.

  • Lavoro: Mettiti in luce! È il momento di mostrare i tuoi talenti e prendere un ruolo da leader. Un riconoscimento è possibile.

  • Salute: Energia da vendere. Attenzione però a non esporti troppo al sole o a affaticare il cuore con troppi sforzi.

  • Finanze: Una spesa per qualcosa che ti fa sentire importante è in arrivo. Assicurati che ne valga la pena.

  • Consiglio del giorno: La vera leadership viene dall’ispirare gli altri, non dal comandarli.

VERGINE (24 agosto – 22 settembre)

  • Amore: Sei più razionale che passionale. Invece di analizzare ogni dettaglio del tuo rapporto, affidati all’istinto. Single: l’ordine interiore attira l’amore.

  • Lavoro: La tua efficienza è encomiabile. Perfect day per organizzare, pianificare e portare ordine nel caos. I dettagli non avranno segreti per te.

  • Salute: Attenzione all’igiene e ai piccoli malesseri psicosomatici. Una routine ordinata ti aiuta a stare bene.

  • Finanze: Gestione oculata e meticolosa. È un buon giorno per fare un piano di risparmio a lungo termine.

  • Consiglio del giorno: L’imperfezione ha un suo fascino. Lascia andare il controllo, almeno per oggi.

BILANCIA (23 settembre – 23 ottobre)

  • Amore: L’armonia è fondamentale. Cerca il compromesso e la bellezza nelle tue relazioni. Single: potresti incontrare qualcuno in un contesto elegante o artistico.

  • Lavoro: La collaborazione è la chiave del successo. Cerca il confronto con i colleghi e mediate le divergenze. Le tue doti diplomatiche brillano.

  • Salute: Equilibrio è la parola d’ordine. Un po’ di movimento leggero, come lo yoga o una passeggiata, ti farà bene.

  • Finanze: Tentato da acquisti esteticamente piacevoli ma non necessari. Valuta se è un capriccio o un vero investimento.

  • Consiglio del giorno: Cerca la bellezza in tutto ciò che fai, ma ricordati che la decisione giusta non sempre è quella più popolare.

SCORPIONE (24 ottobre – 22 novembre)

  • Amore: Passione intensa e desiderio di profondità. Una conversazione sincera può portare a un’intimità maggiore. Single: il tuo magnetismo attira, ma tu sei selettivo.

  • Lavoro: Ottimo per indagare, ricercare e chiudere accordi importanti. La tua determinazione ti farà superare ogni ostacolo.

  • Salute: Giornata per ascoltare il corpo a un livello profondo. Potresti aver bisogno di più riposo del solito.

  • Finanze: Possibili sviluppi positivi riguardo a investimenti, prestiti o eredità. Informati bene prima di agire.

  • Consiglio del giorno: Il potere non sta nel controllo, ma nel lasciar andare ciò che ti trattiene.

SAGITTARIO (23 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: La Luna nel tuo segno ti rende ottimista e avventuroso. Proponi al partner un’attività nuova e stimolante. Single: l’amore potrebbe arrivare da lontano.

  • Lavoro: Idee brillanti e visioni a lungo termine. Condividile! Un viaggio di lavoro o una collaborazione internazionale sono favoriti.

  • Salute: Benessere psicofisico ottimo. L’umore positivo è la tua migliore medicina. Attenzione solo a non esagerare a tavola.

  • Finanze: La fortuna ti assiste, ma non sperperare. Una spesa per un viaggio o per la formazione è ben investita.

  • Consiglio del giorno: Segui il tuo entusiasmo, ma ricordati di guardare anche dove metti i piedi.

CAPRICORNO (22 dicembre – 20 gennaio)

  • Amore: Mostra il tuo lato più vulnerabile. La freddezza apparente potrebbe essere fraintesa. In coppia, un gesto pratico di cura varrà più di mille parole.

  • Lavoro: Testa bassa e concentrazione. È il momento di lavorare sodo sui tuoi obiettivi a lungo termine. I risultati arriveranno con costanza.

  • Salute: Attenzione a schiena e ossa. Mantieni una postura corretta e non trascurare i dolori.

  • Finanze: Solida e conservativa. Preferisci accumulare che spendere. Un buon giorno per valutare un investimento sicuro.

  • Consiglio del giorno: Il successo è una scalata. Ogni tanto, voltati e ammira quanto percorso hai già fatto.

ACQUARIO (21 gennaio – 19 febbraio)

  • Amore: Cerchi complicità mentale e amicizia. Una serata con gli amici potrebbe rigenerarti più di un appuntamento romantico tradizionale.

  • Lavoro: Le idee innovative abbondano. Condividile con il tuo team o sui social. Il lavoro di gruppo è favorito.

  • Salute: Sei carico di energia nervosa. Stare all’aria aperta o fare una corsa ti aiuterà a scaricarla.

  • Finanze: Inusuali opportunità di guadagno possono arrivare attraverso le tue conoscenze o il web.

  • Consiglio del giorno: Il futuro è la tua casa. Abbraccia il cambiamento senza paura.

PESCI (20 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Sognante e romantico. In coppia, create un’atmosfera da favola. Single: attenzione a idealizzare troppo una persona nuova.

  • Lavoro: L’intuizione è il tuo superpotere oggi. Fidati delle tue viscere nelle decisioni creative. Attenzione a non distrarsi troppo.

  • Salute: Potresti sentirti un po’ stanco o emotivamente sovraccarico. Ritagliati del tempo per sognare a occhi aperti e ricaricarti.

  • Finanze: Situazione nebulosa. Evita assolutamente investimenti rischiosi o prestiti. Aspetta giorni più chiari.

  • Consiglio del giorno: La realtà non è mai grigia come a volte temi. I tuoi sogni sono una guida, non una fuga.

Il consiglio universale è trovare un equilibrio tra l’ispirazione del Sagittario e la praticità della Vergine: sognare in grande, ma con un piano concreto per realizzare quei sogni.

È una giornata in cui un gesto generoso o una parola di incoraggiamento possono fare la differenza, per noi stessi e per gli altri. Non sottovalutate il potere di una prospettiva positiva: a volte, cambiare il modo di guardare una situazione è il primo passo per cambiare la situazione stessa. Buona giornata!

Caso Pagliarulo, l’autopsia: “Cristina poteva salvarsi se operata in tempo”

Salerno – Una morte che si sarebbe potuta evitare. È la conclusione a cui giunge la relazione tecnica dell’autopsia sul corpo di Cristina Pagliarulo, la 41enne deceduta lo scorso marzo all’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno dopo quaranta ore di agonia.

Secondo i periti incaricati dalla Procura, che indaga sette medici per omicidio colposo, la donna sarebbe sopravvissuta se fosse stata sottoposta a intervento chirurgico entro sei ore dall’insorgenza dei sintomi.

La morte, si legge nella relazione, “era prevedibile e prevenibile”, e la condotta sanitaria “chiaramente colposa”, poiché “il ritardo nel trattamento ha superato il margine di errore accettabile”.

Cristina arrivò al pronto soccorso alle 3.05 del 3 marzo 2025. Dieci ore dopo le fu eseguita una TAC che – secondo l’inchiesta – mostrava già segni evidenti di ischemia intestinale. Eppure nessuno parve coglierne la gravità.

Cristina continuava a piangere, a chiedere aiuto per i dolori lancinanti, ma – stando al racconto riportato da “Fuori dal Coro”, che questa sera dedicherà alla vicenda un approfondimento – una dottoressa, infastidita dai lamenti, chiese persino l’intervento della psichiatria. Solo alle 17.30 del giorno seguente la paziente fu portata in sala operatoria. Troppo tardi: la necrosi intestinale era ormai irreversibile.

Il documento dell’autopsia è durissimo: “L’omissione del trattamento chirurgico nei tempi raccomandati rappresenta una grave violazione delle leges artis. Il nesso causale tra il mancato intervento e il decesso è scientificamente fondato”.

La vicenda ha scatenato indignazione, soprattutto tra i familiari. Nei giorni scorsi, durante la visita del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca al Ruggi, la madre di Cristina ha affrontato il governatore con parole cariche di dolore:

“Mia figlia è stata condannata a morte in questo ospedale. Voglio sapere la verità”, ha gridato davanti a telecamere e cittadini.

Il neo direttore generale dell’azienda ospedaliera, Ciro Verdoliva, ha promesso alla donna un incontro e garantito “la massima collaborazione per far emergere tutte le responsabilità, anche quelle dell’azienda e non solo dei professionisti coinvolti”.

Ora sarà l’inchiesta della Procura a stabilire le eventuali colpe penali dei medici sotto indagine, mentre il caso Pagliarulo continua a scuotere l’opinione pubblica, simbolo delle falle di un sistema sanitario che, per i familiari della vittima, ha trasformato un diritto alla cura in una condanna.

L’amarezza di Nino D’Angelo: “Non invitato alla festa per Pino Daniele”

Napoli – Un’amicizia storica, un legame che ha segnato la musica napoletana, e ora un’amarezza inaspettata. Dal palco di una delle sue due serate napoletane, Nino D’Angelo ha svelato un retroscena che ha lasciato tutti a bocca aperta: non è stato invitato al grande concerto-tributo dedicato al suo amico fraterno, Pino Daniele.

Un’assenza che fa rumoree poco giustificabile ma che riapre le ferite di una storia non ancora del tutto digerita.

Un legame oltre la musica

L’amicizia tra Nino D’Angelo e Pino Daniele è stata una delle più belle e genuine nel panorama musicale italiano. Due anime complementari: Pino, l’artista raffinato e bluesman, e Nino, l’icona popolare e visceral

e. Entrambi hanno saputo raccontare Napoli in modi diversi, ma con la stessa profonda passione. La loro collaborazione più celebre risale al 2008, quando Pino invitò Nino a cantare sul suo palco, in un duetto che sancì ufficialmente il rispetto e l’affetto reciproco. Un gesto che superava le etichette di genere e che dimostrava la stima di un artista verso un altro.

“Non mi hanno proprio invitato”

È stato proprio quel ricordo a riaffiorare durante il concerto di D’Angelo. “Sono un poco amareggiato”, ha confessato il cantante al suo pubblico, prima di aggiungere la sorprendente rivelazione: “Si farà una grande festa per il mio amico Pino Daniele… voi dovete sapere che non mi hanno proprio invitato”.

L’annuncio ha suscitato un’onda di mormorii e sorpresa tra i presenti, ma D’Angelo non ha voluto alimentare polemiche. Con la dignità che lo contraddistingue, ha trasformato la sua delusione in un atto d’amore. Ha invitato la folla a cantare con lui “Napule è”, il capolavoro di Pino Daniele, dedicando il momento a “il mio grande Pino”.

Una dedica sentita e commovente, che ha sottolineato come la sua amicizia con il cantautore napoletano vada al di là di qualsiasi evento o invito ufficiale.

La vicenda solleva interrogativi sulle dinamiche e sulle scelte artistiche dietro l’organizzazione del tributo. L’assenza di Nino D’Angelo, uno degli artisti più legati a Pino Daniele, sembra stridere con lo spirito di una celebrazione che dovrebbe onorare l’eredità umana e musicale del cantautore. La sua delusione, pur non essendo urlata, si fa sentire forte e chiara, evidenziando una ferita che, per quanto taciuta, rimane aperta.

San Cipriano d’Aversa, litigano col commerciante e sparando nella serranda: denunciati 2 giovani

Un litigio per futili motivi che poteva trasformarsi in tragedia. È accaduto a San Cipriano d’Aversa, nel cuore dell’Agro aversano, dove nella notte del 9 settembre due giovani, di 22 e 30 anni, avrebbero esploso almeno cinque colpi di pistola contro la serranda di un esercizio commerciale.

I carabinieri, allertati dagli spari, sono intervenuti poco dopo sul posto e hanno riscontrato i fori lasciati dai proiettili sia sulla saracinesca sia sulle pertinenze dell’attività. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

Le indagini dei militari hanno portato in breve tempo all’identificazione dei due presunti responsabili, rintracciati e condotti in caserma. Davanti agli investigatori, entrambi hanno ammesso le proprie responsabilità.

Al 22enne i carabinieri hanno sequestrato una pistola Tanfoglio modello Combat calibro 9×21, regolarmente detenuta, utilizzata per esplodere i colpi.

Per i due ragazzi è scattata la denuncia con l’accusa di esplosione pericolosa di colpi d’arma da fuoco. Restano invece in corso accertamenti per identificare le persone con cui sarebbe nata la lite che ha innescato la folle reazione.

L’episodio, che ha riportato la paura tra i residenti della zona, conferma la delicatezza del contesto territoriale dell’Agro aversano, già segnato in passato da episodi di violenza legati alla criminalità, e rimette al centro il tema della gestione delle armi da fuoco anche quando regolarmente detenute.

Frignano, litiga con un agente della Municipale e lo aggredisce: arrestato 27enne

Attimi di tensione a Frignano, nel Casertano, durante la celebrazione della Santa Messa in piazza Mazzini. Un diverbio legato a questioni di viabilità è degenerato in violenza: un uomo di 27 anni ha aggredito un assistente capo della Polizia Municipale, procurandogli lesioni giudicate guaribili in 25 giorni.

Secondo quanto ricostruito, il giovane si sarebbe acceso in una discussione con il vigile urbano durante la gestione del traffico nell’area centrale del paese, affollata per l’occasione liturgica. Dalle parole si è presto passati ai fatti: l’agente è stato colpito e ha riportato ferite tali da richiedere cure mediche.

La fuga e l’arresto

Dopo l’aggressione, il 27enne si è allontanato a bordo della sua auto, ma è stato rapidamente individuato dai carabinieri. Poche ore più tardi, lo stesso uomo ha deciso di presentarsi spontaneamente presso la caserma dell’Arma, dove è stato tratto in arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

La vicenda ha destato particolare clamore a Frignano, sia per la gravità del gesto sia per il contesto in cui si è verificata: una cerimonia religiosa molto partecipata, trasformata in teatro di un’aggressione. L’assistente capo della Municipale sta ricevendo le cure del caso, mentre l’Autorità Giudiziaria valuterà ora la posizione dell’arrestato.

Ottaviano, 78enne muore mentre raccoglie funghi: aggredito da animali selvatici

Ottaviano – Era uscito di casa nel pomeriggio per raccogliere funghi, come faceva spesso in questa stagione, ma non ha più fatto ritorno. Tragedia a Ottaviano, alle pendici del Vesuvio: un uomo di 78 anni è stato trovato senza vita in un terreno poco distante dalla sua abitazione.

A dare l’allarme è stato il figlio, preoccupato per il mancato rientro del padre. Quando lo ha raggiunto, lo ha trovato riverso a terra, con addosso ferite compatibili con morsi di animali. I soccorsi, giunti rapidamente sul posto, hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma ogni sforzo si è rivelato inutile.

E’ stato portato prima alla vicina clinica Santa Lucia dove però i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

La salma è stata trasferita all’ospedale di Castellammare di Stabia, dove la Procura ha disposto l’autopsia. Restano infatti da chiarire le cause della morte: non è escluso che l’anziano possa essere stato colpito da un improvviso malore e che le ferite siano state inferte successivamente, da animali presenti in zona.

Tra le ipotesi al vaglio, l’attacco di cani randagi o di un branco di cinghiali, sempre più spesso segnalati nell’area vesuviana.

Sul caso indagano gli agenti del commissariato di polizia di San Giuseppe Vesuviano, che hanno effettuato i rilievi e raccolto testimonianze. La notizia ha destato forte impressione nella comunità di Ottaviano, dove la vittima era molto conosciuta.

Il verdetto dell’autopsia sarà decisivo per ricostruire con certezza gli ultimi istanti di vita dell’uomo e chiarire se si sia trattato di un’aggressione mortale da parte di animali o di una tragica fatalità legata a un malore.

Un italiano su due non sa cosa sia un tasso di interesse: l’allarme della ricerca nazionale

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Napoli – La ricerca, presentata dalla Clinica del Debito, disegna un quadro allarmante: oltre alla metà della popolazione che ignora i meccanismi base del credito, solo il 44% comprende l’inflazione e appena il 29% sa cosa significhi diversificare il rischio negli investimenti.

“È un’emergenza paragonabile al fumo o all’obesità”, dichiara il dottor Stefano Santin, fondatore della Clinica del Debito e consulente Rai per il tema del sovraindebitamento. “Uccide lentamente il benessere economico delle famiglie, distrugge i rapporti sociali, genera stress e malattie. Eppure di questa emergenza che colpisce 30 milioni di italiani non parla nessuno”.

I numeri parlano chiaro: il 78% degli italiani non distingue tra TAN e TAEG, l’82% non legge mai le condizioni contrattuali prima di firmare un finanziamento, il 65% si ferma solo alla rata mensile pubblicizzata. “Immaginate di firmare un contratto senza sapere cosa state firmando”, aggiunge Santin. “È esattamente quello che accade ogni giorno a milioni di italiani”.

I tre volti del dramma italiano

La ricerca ha identificato tre profili tipici di sovra-indebitati per ignoranza finanziaria, casi reali seguiti dalla Clinica del Debito:

Marco, 52 anni, dirigente in provincia di Napoli – Guadagna 4.500 euro al mese ma accumula 180.000 euro di debiti. Non aveva calcolato che i tassi variabili potevano salire dal 2% al 5,5%. Oggi destina il 66% del reddito alle rate.

Alessia, 28 anni, commessa a Salerno – Vittima del “compra ora, paga dopo” online. In 12 mesi accumula 35.000 euro in debiti attraverso 12 finanziamenti diversi. Non sapeva che ogni transazione comportava interessi.

Francesco, 58 anni, operaio ad Avellino – Firma come garante per il figlio senza conoscere le conseguenze. Quando il giovane fugge all’estero, si ritrova con 45.000 euro di debiti da pagare.

L’Italia fanalino di coda d’Europa

Il confronto con l’Europa è impietoso: Germania 67%, Francia 58%, Olanda 72% contro il nostro 50% nella comprensione dei tassi di interesse. “Paesi con maggiore alfabetizzazione finanziaria sviluppano mercati più efficienti, maggiore innovazione e minori costi del credito”, spiega lo studio.

Il prezzo dell’ignoranza: 3mila euro bruciati per ogni prestito

Quanto costa non sapere? L’esempio è concreto: su un prestito di 20.000 euro a 5 anni, la differenza tra una scelta consapevole (TAN 4,5%) e una inconsapevole (TAN 9,8%) è di 3.120 euro in più. Moltiplicato per tutti i finanziamenti di una vita, può significare decine di migliaia di euro buttati.

Ma i costi nascosti sono ancora più gravi: stress cronico e problemi di salute nel 78% dei casi, rottura dei rapporti familiari nel 35%, perdita del lavoro per stress nel 12% dei sovra-indebitati.

La spirale: da “tutto sotto controllo” al disastro

Lo studio ha mappato le quattro fasi che portano al collasso:

  • I primi 6 mesi: “Tutto sotto controllo”, rate apparentemente sostenibili
  • 6-18 mesi: Primi segnali, difficoltà a fine mese, ricorso alle carte di credito
  • 18-36 mesi: La spirale, ritardi nei pagamenti, prestiti da amici e familiari
  • Oltre 36 mesi: Il collasso, impossibilità di pagare

Tra i sovra-indebitati seguiti dalla Clinica del Debito, il 64% ha debiti superiori a 20.000 euro e nel 68% dei casi le rate superano il 50% del reddito.

Un’emergenza silenziosa, ma letale

L’analfabetismo finanziario in Italia non è solo un problema educativo, ma un fattore che alimenta sovraindebitamento, disagio sociale e malessere psicofisico. Eppure, resta fuori dal dibattito pubblico.

“Servono interventi strutturali e un’educazione finanziaria capillare, ma soprattutto la possibilità per le famiglie di accedere a strumenti di prevenzione e supporto”, conclude Stefano Santin. “Perché dietro ogni cifra c’è una storia, e dietro ogni storia c’è una possibilità di salvezza”.

Tra natura e città: i parchi e le oasi verdi di Napoli

Napoli, città di storia, cultura e vivacità, custodisce al suo interno una rete di parchi di Napoli e oasi verdi a Napoli che offrono rifugio e serenità ai suoi abitanti e visitatori. Questi spazi verdi, ricchi di storia e bellezza naturale, rappresentano un connubio perfetto tra natura e città, permettendo a chi li visita di immergersi in un’atmosfera di pace e tranquillità.

Il Real Bosco di Capodimonte: un polmone verde nel cuore di Napoli

Il Real Bosco di Capodimonte è uno dei parchi di Napoli più emblematici e amati dai cittadini e dai turisti. Situato nel quartiere di Capodimonte, questo vasto parco urbano si estende su 134 ettari di verde e ospita oltre 400 specie vegetali, tra cui alberi secolari e piante rare. Originariamente creato come riserva di caccia dai Borbone nel XVIII secolo, il bosco è stato aperto al pubblico nel XIX secolo e oggi rappresenta un’importante area di svago e relax per la comunità napoletana.

All’interno del parco si trovano numerosi sentieri alberati, ampie radure e antiche cascine, che offrono spazi ideali per passeggiate, jogging e pic-nic. Il Real Bosco di Capodimonte è anche sede del Museo e Real Bosco di Capodimonte, che ospita una vasta collezione di opere d’arte e offre ai visitatori la possibilità di combinare la bellezza naturale con quella artistica.

L’Orto Botanico: un viaggio tra le piante del mondo

L’Orto Botanico di Napoli è una delle oasi verdi a Napoli più suggestive e conosciute, un vero paradiso per gli appassionati di botanica e per chi cerca tranquillità in città. Fondato nel 1807 per volere del re Ferdinando IV, questo spazio verde si estende per circa 12 ettari e ospita oltre 9.000 specie vegetali provenienti da ogni continente. Tra le piante tropicali, le varietà mediterranee, le collezioni di piante medicinali e rare, l’Orto Botanico offre un’esperienza unica che unisce scienza, natura e cultura.

Questo luogo rappresenta un’oasi di pace all’interno del caos urbano: passeggiando tra le serre storiche e i giardini curati, i visitatori possono immergersi in un microcosmo di biodiversità e scoprire curiosità botaniche affascinanti. L’Orto Botanico di Napoli è anche sede di laboratori didattici e attività culturali, rendendolo una delle oasi verdi a Napoli più dinamiche e formative per adulti e bambini.

La Villa Comunale: un angolo di tranquillità sul lungomare

La Villa Comunale, situata lungo il celebre Lungomare di Napoli, è uno dei parchi di Napoli più visitati e apprezzati per la sua posizione privilegiata e la bellezza dei suoi viali alberati. Inaugurata nel XIX secolo, questa villa all’inglese offre ampi spazi verdi, fontane, statue e panchine ideali per passeggiate rilassanti, jogging o semplici momenti di contemplazione.

La Villa Comunale rappresenta non solo un luogo di svago, ma anche un’importante testimonianza storica: è stata teatro di eventi culturali e sociali e ha visto crescere generazioni di cittadini napoletani che vi hanno trovato un rifugio naturale nel cuore della città. Grazie alla sua posizione sul mare, offre panorami mozzafiato sul Golfo di Napoli e sul Vesuvio, confermandosi come una delle oasi verdi a Napoli più amate da turisti e residenti.

Il compleanno che non c’è: Napoli non dimentica Francesco Pio Maimone, vittima innocente della criminalità

Napoli – Avrebbe compiuto 21 anni oggi, ma il destino glielo ha negato. Francesco Pio Maimone, il giovane con il sogno di diventare parrucchiere, la cui vita è stata brutalmente spezzata a soli 18 anni, è stato ricordato oggi a Napoli con un torneo di calcio.

Un evento che non è solo una commemorazione sportiva, ma un simbolo di resistenza e memoria contro la violenza assurda che ha strappato una vita innocente.

L’omicidio che scosse Mergellina

Era la notte del 20 marzo 2023 quando, sul lungomare di Mergellina, un banale alterco per una scarpa sporcata si è trasformato in tragedia. Francesco Pio Maimone, un ragazzo con la passione per il suo lavoro e estraneo a qualsiasi dinamica criminale, si trovò nel posto sbagliato al momento sbagliato.

In un gesto di inspiegabile follia, un coetaneo, Francesco Pio Valda, figlio di un affiliato al clan camorristico Aprea, estrasse una pistola. Diversi colpi furono esplosi nel buio; uno solo, fatale, raggiunse il cuore del giovane. Francesco Pio Maimone morì sul colpo, tra lo sgomento dei suoi amici.

Le indagini, veloci e precise, portarono all’arresto di Valda poche ore dopo. Lo scorso 30 gennaio, la giustizia ha emesso la sua sentenza: ergastolo per l’omicida, in quello che gli inquirenti hanno definito un tragico esempio della tracotanza criminale.

La testimonianza di Carlo, l’amico che rimase al suo fianco fino all’ultimo, fu determinante per far luce sulla verità e assicurare il colpevole alla giustizia.

“Ricordare le vittime, non i carnefici”

L’iniziativa del torneo di calcio allo Stadio Simpatia di Pianura, fortemente voluta dalla famiglia e dalla comunità, non è un evento isolato. Serve a perpetuare la memoria di un ragazzo strappato alla vita e, come sottolinea il deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, “troppo spesso la nostra città si abitua a piangere le vittime e a celebrare i carnefici”.

Le parole di Borrelli risuonano come un monito: “È fondamentale non dimenticare mai ragazzi come Francesco Pio, che non aveva nulla a che fare con dinamiche criminali ed è stato ammazzato solo per la follia di chi crede di poter disporre delle vite altrui”. Il deputato ha lodato la straordinaria dignità della famiglia Maimone e il coraggio dell’amico Carlo, il cui gesto di testimoniare la verità rappresenta “i valori che dobbiamo difendere e trasmettere ai più giovani”.

La vicenda di Francesco Pio Maimone è un doloroso promemoria che, a Napoli, la lotta tra la legalità e la violenza è una battaglia quotidiana. La sua memoria, non deve solo essere un ricordo, ma un impegno collettivo a costruire un futuro in cui la vita trionfi sulla morte e la giustizia sulla prepotenza criminale.

Porta Capuana, ennesto arresto di pusher straniero: fermato 30enne marocchino

Non si arresta la piaga dello spaccio di droga a Porta Capuana, divenuta negli ultimi anni una delle piazze più frequentate e redditizie del mercato illecito della droga a Napoli.

Nella serata di ieri, la Polizia di Stato ha arrestato un 30enne di origini marocchine, già noto alle forze dell’ordine, colto in flagrante mentre cedeva una dose di cocaina.

Gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, impegnati in un servizio straordinario di controllo del territorio predisposto dalla Questura, hanno notato l’uomo scambiare un involucro con un altro soggetto, ricevendo in cambio denaro contante. Intervenuti immediatamente, i poliziotti hanno tentato di bloccarlo, ma il 30enne ha cercato di darsi alla fuga, ingaggiando una colluttazione con gli operatori prima di essere definitivamente immobilizzato.

Durante la perquisizione, l’uomo è stato trovato in possesso di 16 involucri di cocaina, per un peso complessivo di circa 4 grammi, oltre a una banconota da 10 euro, probabile provento dell’attività di spaccio. Fermato anche l’acquirente, che è stato sanzionato amministrativamente per detenzione di sostanza stupefacente ad uso personale.

La “piazza” di Porta Capuana

Il nuovo arresto conferma come l’area di Porta Capuana, crocevia tra il centro storico e la periferia orientale della città, resti un punto nevralgico per il piccolo spaccio. Nonostante i frequenti blitz e i servizi straordinari della Questura, la zona continua a essere teatro di episodi simili, segno della radicata presenza di una fitta rete di microcriminalità.
L’uomo arrestato è stato condotto in Questura e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

I soliti tifosi razzisti a Firenze: cronisti napoletani aggrediti dopo la partita

Firenze – Insulti, spintoni e un’aggressione vile: è quanto hanno dovuto subire ieri a Firenze un giornalista e un cameraman di CalcioNapoli24 Tv, colpiti da un’ondata di razzismo territoriale al termine della partita vinta dal Napoli contro la Fiorentina.

L’episodio, che ha scosso il mondo dell’informazione sportiva, è avvenuto a ridosso dello stadio Artemio Franchi, mentre i due professionisti erano in diretta per raccontare il post-partita.

Secondo la ricostruzione fornita dalla stessa emittente, il loro inviato, Manuel Guardasole, e il cameraman, Vittorio Bernardo, sono stati accerchiati da gruppetti di tifosi viola. “È meglio che andate via di qui” e “vai via pezzo di m…” sono solo alcuni degli epiteti a sfondo territoriale che, a microfoni aperti, sono stati rivolti ai due operatori.

Il culmine della violenza è stato raggiunto quando uno dei facinorosi ha spinto con forza il cameraman, arrivando a spostare la telecamera verso un muro per interrompere la trasmissione.

L’aggressione, avvenuta in pieno giorno e senza alcuna provocazione da parte dei giornalisti, riaccende i riflettori su un problema mai sopito: l’odio anti-meridionale che continua a manifestarsi negli stadi del nord Italia.

Non si tratta di un episodio isolato, ma dell’ennesimo tassello di una serie di gesti ignobili e insulsi che affliggono il calcio italiano. La discriminazione territoriale, spesso mascherata da sfottò, si traduce in azioni concrete di violenza, che vanno ben oltre il semplice tifo.

Dura presa di posizione del direttore di CalcioNapoli24 che chiede l’intervento della Lega

Il direttore di CalcioNapoli24, Salvio Passante, ha espresso la sua ferma condanna per l’accaduto, annunciando che l’emittente si riserverà di agire in tutte le sedi opportune per tutelare i suoi dipendenti.

“Ci auguriamo che vengano presi provvedimenti seri” ha ribadito l’emittente, sperando in una risposta decisa da parte delle autorità e della Lega Calcio per contrastare un fenomeno che avvelena lo sport più amato dagli italiani.

L’episodio di Firenze serve da monito: la battaglia contro il razzismo territoriale, che si manifesta con striscioni, cori e aggressioni, non è ancora vinta e richiede un impegno costante e severo da parte di tutti gli attori del calcio.

Movida sul lungomare Caracciolo, controlli a tappeto: identificate 476 persone e multati 18 locali

Napoli – Notte di controlli serrati sul lungomare Caracciolo e nell’area di Largo Sermoneta, cuore pulsante della movida napoletana. Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno dato vita a un nuovo servizio ad “alto impatto” per prevenire e contrastare episodi di illegalità.

In campo sono scesi i Falchi della Squadra Mobile, i motociclisti Nibbio, gli agenti della Polizia Stradale, le unità cinofile e gli operatori dell’Ufficio Prevenzione Generale, affiancati dai Carabinieri della Compagnia Napoli Bagnoli e del 10º Reggimento Campania, oltre ai finanzieri dei gruppi di Giugliano e Pozzuoli. Presenti anche pattuglie della Polizia Locale, a supporto delle verifiche su strada e nei locali.

Il bilancio dell’operazione parla chiaro: 476 persone identificate, di cui 115 già note alle forze dell’ordine, 214 veicoli controllati e 64 violazioni al Codice della Strada contestate. Sette mezzi sono stati sottoposti a fermo amministrativo. Non solo: gli uomini in divisa hanno passato al setaccio anche bar e attività commerciali della zona, con 18 sanzioni amministrative elevate per irregolarità.

Un dispositivo massiccio, quello messo in campo, che conferma la linea dura delle forze dell’ordine per garantire maggiore sicurezza nelle notti della movida sul lungomare, troppo spesso teatro di risse, abusi e comportamenti fuori controllo.

Camorra, la Corte d’Appello conferma la confisca dei patrimoni dei fratelli Balivo,

Un colpo al cuore patrimoniale del clan Zagaria, ma con alcune crepe. La Corte d’Appello di Napoli ha confermato la confisca di beni e aziende per Gaetano e Silvestro Balivo, imprenditori del casertano ritenuti dall’accusa espressione di un ramo economico del sodalizio camorristico.

La sentenza di secondo grado, emessa ieri, ribadisce il radicato legame dei due con la criminalità organizzata, sancendo il definitivo trasferimento allo Stato del loro ingente patrimonio. Tuttavia, rispetto al maxi-sequestro disposto in primo grado, i giudici d’Appello hanno operato un bilanciamento delle posizioni dei familiari, restituendo una consistente fetta di beni ai figli.

 Gaetano Balivo sta scontando una condanna a 12 anni di carcere

La vicenda giudiziaria ha radici profonde. Gaetano Balivo sta attualmente scontando una condanna a 12 anni di reclusione per associazione camorristica, un verdetto che ha costituito il pilastro portante dell’ipotesi accusatoria.

Diverso il percorso del fratello, Silvestro Balivo, i cui procedimenti per concorso esterno in associazione mafiosa si erano conclusi con un’archiviazione. Una circostanza, questa, che i giudici sia del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che della Corte d’Appello hanno giudicato “ininfluente” ai fini del procedimento di prevenzione, basato non su un reato certo ma sul pericolo sociale rappresentato dal soggetto e sulla sua presunta pericolosità.

Se il principio è stato confermato – i Balivo sono imprenditori di camorra e come tali vanno colpiti – l’Appello ha ridisegnato la mappa delle confisca. Il tribunale di primo grado aveva optato per una misura “a rete”, sequestrando tutti i beni, compresi quelli formalmente intestati a mogli e figli, ritenuti frutto di reinvestimenti illeciti o di un’azione di mascheramento. La Corte d’Appello, con un’analisi più granulare, ha distinto le posizioni.

A Michele Balivo, figlio di Gaetano, sono stati così restituiti oltre 20 appartamenti e i conti correnti cointestati alla moglie. A Salvatore Balivo, figlio di Silvestro, tornano le società mediche di sua pertinenza. Restano invece confiscati tutti i beni riferibili a Francesco Balivo (altro figlio di Silvestro), a Rosa Catalano (moglie di Silvestro) e a Maria Rotonda Giordano (moglie di Gaetano), nonché altre proprietà di Salvatore.

La sentenza, ora passata in giudicato, rappresenta un emblematico caso di studio. Dimostra la determinazione dell’autorità giudiziaria nel colpire i patrimoni, vero motore delle organizzazioni criminali, ma anche la complessità delle ricostruzioni patrimoniali quando gli affari leciti e illeciti si intrecciano a doppio filo con le dinamiche familiari.

Un braccio di ferro fatto di atti notarili, movimenti finanziari e proprietà apparenti, dove la giustizia non sempre riesce a provare fino in fondo il nesso tra il bene e il reato, soprattutto quando si scende di un gradino nella scala familiare. Ma il nucleo centrale, quello dei due fratelli, è andato distrutto.