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Avellino, scoperto centro estetico abusivo a Sirignano: denunciata la titolare

Un centro estetico completamente abusivo, attivo all’interno di un’abitazione privata e privo di qualsiasi autorizzazione fiscale e professionale, è stato scoperto a Sirignano, in provincia di Avellino, dai militari della Guardia di Finanza. L’intervento rientra nei controlli economici del territorio finalizzati al contrasto dell’abusivismo commerciale e della concorrenza sleale.

Durante l’accesso, i finanzieri del Gruppo di Avellino hanno accertato che la titolare, pur avendo formalmente cessato l’attività, aveva allestito nella propria casa un vero e proprio centro estetico, dotato di attrezzature professionali per trattamenti di viso e corpo. Al momento del controllo, la donna stava eseguendo una manicure su una cliente, confermando la piena operatività dell’attività svolta in nero e in totale evasione d’imposta.

Gli accertamenti sono stati rafforzati dall’analisi incrociata delle banche dati fiscali e dal materiale extracontabile rinvenuto all’interno dell’abitazione, tra cui schede personali dei clienti, un’agenda con appuntamenti fissati e ricevute per l’acquisto di prodotti e materiali estetici. Elementi che hanno permesso di dimostrare la continuità dell’esercizio abusivo della professione.

Nel corso dell’ispezione è emerso anche un profilo particolarmente grave legato alla tutela della salute pubblica. I militari hanno infatti rinvenuto numerosi flaconi di gel per unghie contenenti TPO, una sostanza chimica vietata nell’Unione Europea dal primo settembre scorso perché classificata come cancerogena, tossica e pericolosa per l’uomo. Un dettaglio che ha fatto scattare il sequestro immediato dell’intero centro estetico, delle attrezzature e dei prodotti utilizzati.

La titolare è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Avellino per detenzione di materiale pericoloso per la salute umana. Come previsto dalla legge, la sua eventuale responsabilità sarà definitivamente accertata solo con una sentenza irrevocabile di condanna. L’operazione conferma l’impegno quotidiano della Guardia di Finanza nella tutela del mercato, dei consumatori e delle imprese che operano nel rispetto delle regole, contrastando fenomeni di abusivismo che danneggiano l’economia e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini.

Cinque rapine in una manciata di minuti: incastrato il ladro seriale dei distributori della zona vesuviana

Tutto è iniziato all’alba del 24 settembre scorso. Una sequenza impressionante di colpi, messi a segno uno dopo l’altro con una rapidità che ha lasciato poco spazio di manovra alle vittime.

Cinque rapine in pochi minuti, un vero e proprio “raid” che ha attraversato Torre del Greco, Torre Annunziata, Boscoreale e Boscotrecase. Oggi, quel cerchio investigativo si è definitivamente chiuso.

L’uomo accusato di aver seminato il panico tra distributori di benzina e farmacie è un 48enne di Torre Annunziata. Per lui, la mattinata odierna ha segnato la notifica di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale oplontino su richiesta della Procura.

Un provvedimento che lo raggiunge direttamente nel carcere di Poggioreale, dove si trovava già ristretto proprio per i primi sviluppi di questa vicenda.

La cronologia dei colpi

L’indagine è stata un lavoro di squadra tra gli agenti del Commissariato di Polizia di Torre Annunziata e i Carabinieri della Stazione di Trecase. Fin dai primi momenti, la dinamica è apparsa chiara: un unico uomo armato che, spostandosi rapidamente tra i comuni limitrofi, colpiva obiettivi diversi con lo stesso modus operandi.

Grazie a un’analisi meticolosa (“certosina”, come definita dagli inquirenti) delle immagini di videosorveglianza pubblica, la Polizia era riuscita a intercettare il sospettato già il giorno stesso dei primi colpi, avvenuti ai danni di due distributori tra Torre Annunziata e Torre del Greco, facendolo scattare l’arresto in flagranza.

Le prove decisive

Ma il lavoro degli inquirenti non si è fermato lì. Mentre il 48enne era già dietro le sbarre, Carabinieri e Polizia hanno continuato a scavare per collegarlo agli altri tre episodi rimasti “scoperti”: due assalti ad altrettante pompe di benzina e uno, particolarmente odioso, ai danni di una farmacia di Boscotrecase.

A inchiodarlo definitivamente sono stati tre elementi chiave:

Il riconoscimento oculare: Il titolare della farmacia ha identificato l’autore con certezza.

Il mezzo di trasporto: I riscontri tecnici sul veicolo utilizzato per la fuga durante i colpi.

L’abbigliamento: Gli abiti indossati durante le rapine, immortalati dalle telecamere, che corrispondevano perfettamente a quelli in possesso dell’indagato.

Con questa nuova ordinanza, la Procura mette un punto fermo su una mattinata di violenza che aveva scosso l’intera area vesuviana, confermando la gravità degli indizi a carico dell’uomo, accusato di rapina aggravata dall’uso di armi da fuoco.

Blitz in Terra dei Fuochi: sequestrate discariche abusive in 4 comuni del Casertano

Caserta– All’alba di oggi, i Carabinieri hanno condotto un vasto intervento anti-discariche abusive tra Mondragone, Castel Volturno, Carinola e Francolise, nel cuore della cosiddetta Terra dei Fuochi.

L’operazione, inserita nel piano di controlli straordinari contro lo smaltimento illecito di rifiuti, ha portato al sequestro preventivo di diverse aree trasformate in vere e proprie discariche a cielo aperto e alla denuncia di responsabili per violazioni ambientali.

A Mondragone, lungo la via Domitiana – nei pressi dell’ex complesso industriale IDAC e del mercato ortofrutticolo – è stata scoperta un’ampia discarica abusiva su terreno comunale: circa 300 m² occupati da cumuli di plastica, metalli e rifiuti solidi urbani. L’area è stata posta sotto sequestro e affidata in custodia all’amministrazione comunale per le operazioni di bonifica. Stessa sorte per ulteriori accumuli rinvenuti tra la località Stercolilli e la rotatoria di Bagnara, per un totale di circa 150 m² lungo i margini stradali.

A Castel Volturno i militari hanno individuato, all’interno di una proprietà privata, una discarica stratificata nel tempo: 600 m² coperti da materiali ferrosi di origine meccanica, plastiche e scarti vari. Il proprietario è stato deferito all’Autorità Giudiziaria

.A Carinola, nella frazione Santa Croce, i Carabinieri della locale Stazione hanno ispezionato un’attività produttiva: l’area di circa 400 m² presentava gravi irregolarità ambientali, tra cui l’assenza di autorizzazioni per le emissioni in atmosfera e depositi incontrollati di macchinari dismessi, plastiche e contenitori di vernici. L’intero sito è finito sotto sequestro.

Infine, a Francolise – frazione Sant’Andrea del Pizzone – in un fondo agricolo è emerso uno sversamento illecito di rifiuti non pericolosi: teli plastici, canaline per irrigazione, reti agricole e carcasse di mezzi agricoli abbandonati su circa 650 m² di terreno. Anche qui è scattato il sequestro dell’area.

In tutti i casi i Carabinieri hanno informato immediatamente la Procura competente, procedendo alle denunce previste dalla normativa sui rifiuti e sulla tutela ambientale.L’intervento del 22 gennaio rappresenta l’ennesimo segnale di una presenza costante dello Stato sul territorio: controlli mirati, conoscenza capillare del contesto locale e azione decisa contro chi continua a deturpare il paesaggio e a mettere a rischio la salute dei cittadini in una delle zone più sensibili della Campania.

Torre del Greco, tiro al bersaglio contro le telecamere di sicurezza: nove denunce, coinvolti anche minori

Torre del Greco – Non una partita di calcio improvvisata, ma un vero e proprio tiro al bersaglio contro lo Stato. Sono nove le persone deferite all’autorità giudiziaria dai Carabinieri della compagnia di Torre del Greco, ritenute responsabili di danneggiamento aggravato ai danni del patrimonio comunale.

Si tratta di un gruppo eterogeneo composto da adulti e giovanissimi: l’età degli indagati oscilla infatti tra i 45 e i 14 anni, con il coinvolgimento persino di un ragazzino che, all’epoca dei fatti, aveva appena 13 anni (e per questo non imputabile, ma segnalato).

La dinamica e i raid

Le indagini dei militari dell’Arma hanno fatto luce su tre distinti episodi avvenuti lo scorso anno, precisamente il 30 settembre, il 3 ottobre e il 13 novembre 2025. Teatro dei danneggiamenti, le strade tra via XX Settembre e via Napoli.

Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo agiva in concorso utilizzando palloni da calcio come “armi” improprie: calci violenti e mirati con l’obiettivo preciso di distruggere o mettere fuori uso le telecamere di videosorveglianza installate dal Comune per garantire la sicurezza urbana.

Le indagini: traditi dai social

A incastrare il branco è stata una meticolosa attività di indagine condotta dai Carabinieri, che hanno utilizzato le stesse tecnologie che i vandali cercavano di distruggere. I militari hanno incrociato i frame sopravvissuti delle registrazioni video con le foto pubblicate sui profili social network dei sospettati.

Un lavoro di comparazione certosino: a non lasciare scampo agli indagati sono stati i dettagli inequivocabili, come i tatuaggi e la fisionomia dei volti, che hanno permesso di dare un nome e un cognome a tutti i partecipanti ai raid.

In un contesto in cui il presidio del territorio e la videosorveglianza rappresentano strumenti imprescindibili per la legalità, l’operazione dell’Arma pone fine a una serie di atti vandalici che avevano rischiato di creare zone d’ombra nel centro cittadino.

Sant’Agnello, minorenne perde 800 euro nel centro scommesse e minaccia suicidio: centro chiuso

Sant’Agnello- I fatti risalgono a qualche mese fa, ma solo ora si sono conclusi gli accertamenti amministrativi e penali. È una mattina di maggio quando i Carabinieri della Compagnia di Sorrento intervengono in un centro scommesse di Sant’Agnello a seguito di una lite tra due donne.

Da un lato l’impiegata dell’agenzia, dall’altro una madre visibilmente scossa. Bastano pochi minuti ai militari per ricostruire l’accaduto. Dagli accertamenti emerge che un ragazzo di 17 anni aveva effettuato scommesse online attraverso il centro, perdendo somme fino a maturare un debito di circa 800 euro.

Il minorenne, dopo le perdite, avrebbe riferito all’impiegata di doversi recare a un vicino sportello bancomat per prelevare il denaro necessario a saldare il conto, lasciando un recapito telefonico. Tuttavia, al centro scommesse non sarebbe mai più tornato.

Nel frattempo il telefono del ragazzo inizia a squillare insistentemente. Messo alle strette e temendo le conseguenze, il giovane si rifugia dalla madre e, in preda alla disperazione, arriva a minacciare gesti estremi qualora il debito non fosse stato pagato. A quel punto la donna si reca al centro scommesse, dando origine alla discussione che porta all’intervento dei Carabinieri.

Le verifiche confermano che le scommesse erano state effettivamente effettuate da un minorenne, in violazione della normativa vigente. Scatta così la segnalazione all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che al termine dell’istruttoria emette il provvedimento sanzionatorio.

Per l’agenzia di scommesse una multa di 6.666 euro e la chiusura temporanea dell’attività dal 26 gennaio al 4 febbraio, per mancato rispetto delle disposizioni a tutela dei minori nel gioco d’azzardo.

Agerola, i truffatori inviano il taxi per prelevare la pensionata con i gioielli

Agerola– Un tempestivo intervento dei Carabinieri ha sventato ieri pomeriggio ad Agerola, in provincia di Napoli, una raffinata truffa ai danni di una pensionata 62enne romana, che stava per essere derubata di contanti e gioielli.

La dinamica, ricostruita dalle forze dell’ordine, è quella del classico “falso carabiniere”, ma con un dettaglio organizzativo inquietante: i truffatori avevano prenotato un taxi per prelevare la vittima.

Tutto è iniziato con una telefonata al figlio 32enne della donna. Un uomo, fingendosi un militare dell’Arma, lo ha convinto a recarsi urgentemente in caserma a Positano per un presunto interrogatorio in merito a una rapina.

Finta convocazione in caserma al figlio

Appena il figlio è uscito di casa, è toccato alla madre. Un altro complice l’ha chiamata, sostenendo che il figlio fosse rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. Per “aiutarlo”, le è stato ordinato di raccogliere tutti i suoi risparmi e i preziosi di casa.

Per rendere il tutto più credibile e rapido, il malvivente le ha annunciato che un taxi, già prenotato, sarebbe passato a prelevarla per condurla in un luogo “sicuro” dove avrebbe potuto consegnare il tutto.

Il piano stava per compiersi, ma è stato frustrato dall’intuito di una nipote della donna, che ha percepito l’anomalia della situazione e ha immediatamente allertato i veri carabinieri.

I militari sono intervenuti presso l’abitazione della pensionata proprio mentre la truffa era in atto, mettendola in salvo e avviando tutte le indagini del caso per risalire all’identità della banda.

Le investigazioni sono ora concentrate sulle telefonate e sulla corsa del taxi, per individuare e catturare i responsabili di un tentativo di frode che sfrutta la paura e l’amore familiare, braccando con tecniche sempre più sofisticate le vittime più vulnerabili.

Acerra, estorsione a un imprenditore: 4 arresti

Acerra – Quattro persone sono state arrestate ad Acerra con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e della Stazione di Acerra hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tra luglio e ottobre 2025 gli indagati avrebbero più volte minacciato un imprenditore del territorio, evocando la propria appartenenza alla criminalità organizzata locale. L’imprenditore stava realizzando lavori a una scuola dell’infanzia.

Uno dei quattro era latitante all’epoca delle minacce

L’obiettivo, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, era ottenere somme di denaro in cambio della “possibilità” di continuare a lavorare senza ritorsioni. Uno dei quattro, all’epoca dei fatti contestati, risulta essere stato latitante. Si tratta del ras Antonio Aloia colpito da una nuova ordinanza cautelare nella giornata di ieri nell’inchiesta per l’omicidio di Ottavio Colalongo ucciso a Scisciano nel dicembre scorso.

Casoria, crolla il palazzo di via Cavour: l’evacuazione tempestiva ha evitato la strage

Casoria – Una tragedia sfiorata, evitata solo grazie alla prontezza dei soccorsi e a un pizzico di fortuna.

In via Cavour, nel cuore di Casoria, un edificio è crollato nelle prime ore di oggi. Il bilancio, che poteva essere drammatico, parla fortunatamente di zero feriti: il palazzo era stato infatti sgomberato in via precauzionale dai Vigili del Fuoco meno di 24 ore prima.

L’allarme e l’evacuazione

Tutto era iniziato nella giornata di ieri, quando un forte boato aveva scosso il quartiere, mettendo in allerta i residenti. L’immediato intervento dei Vigili del Fuoco e il monitoraggio dei tecnici avevano spinto il Sindaco a disporre lo sgombero d’urgenza di circa venti nuclei familiari.

Le persone coinvolte hanno trovato riparo presso amici e parenti, mentre l’area veniva transennata con la chiusura di due arterie stradali limitrofe.

Le cause: il giallo della condotta idrica

Secondo le prime ricostruzioni, il cedimento strutturale sarebbe stato innescato dalla rottura di una condotta idrica sotterranea. L’infiltrazione d’acqua avrebbe compromesso la stabilità delle fondamenta, portando al collasso odierno. Il crollo ha causato l’immediata interruzione dell’erogazione dell’acqua in tutta la zona circostante.

L’intervento della Regione Campania

La macchina dei soccorsi istituzionali si è messa in moto istantaneamente. La Protezione Civile della Regione, d’intesa con il presidente Roberto Fico, ha inviato sul posto due autobotti da 15mila litri gestite da SMA Campania per sopperire alla mancanza d’acqua.

“Siamo sul posto per seguire da vicino l’evolversi della situazione e fornire il massimo supporto all’amministrazione comunale e ai cittadini coinvolti”, ha dichiarato l’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, giunta in via Cavour per coordinare gli interventi.

Al momento i tecnici sono al lavoro per mettere in sicurezza i resti dell’edificio e valutare l’agibilità dei palazzi confinanti, mentre si attende il ripristino della normale fornitura idrica per la cittadinanza.

Santa Maria Capua Vetere, il boss decideva tutto: droga, alloggi e punizioni

Nel rione popolare ex Iacp di Santa Maria Capua Vetere, le cosiddette Palazzine, nulla si muoveva senza il via libera del capo. Non solo la droga, ma anche le case, le persone, persino le vite.

A comandare era Vincenzo Santone, detto ’o Zuppariell, 41 anni, indicato dagli inquirenti come il vertice assoluto del sodalizio criminale sgominato da Polizia di Stato e Direzione distrettuale antimafia di Napoli con un maxi blitz che ha portato a 17 misure cautelari (tre a carico di minorenni) e due arresti in flagranza per droga e armi.

Un’operazione imponente, con oltre 140 poliziotti impegnati, presentata nel corso di una conferenza stampa in Procura a Napoli alla presenza del procuratore Nicola Gratteri, del procuratore aggiunto Michele Del Prete, della procuratrice per i minorenni Patrizia Imperato, del questore di Caserta Andrea Grassi e del capo della Squadra Mobile Massimiliano Russo.

Il capo e il sistema delle quote

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Santone si comportava come un vero e proprio boss di camorra, esercitando un controllo capillare sulle piazze di spaccio del territorio sammaritano. Il meccanismo era semplice quanto feroce:

la droga doveva essere acquistata esclusivamente da lui;

ogni pusher era obbligato a versare una quota fissa, quantificata in 200 euro a settimana, destinata – ufficialmente – al mantenimento degli affiliati detenuti;

in alternativa, chi non versava il denaro doveva rifornirsi di stupefacente a prezzi maggiorati.

«A questo diktat – ha spiegato in conferenza stampa il dirigente della Mobile Massimiliano Russo – l’alternativa era la morte». Una frase che restituisce la cifra del clima che si respirava nel rione.

Le case popolari come premio di fedeltà

Ma il potere di Santone non si fermava allo spaccio. Dalle indagini emerge un ulteriore elemento inquietante: l’assegnazione degli alloggi popolari. Le abitazioni libere o occupate abusivamente nelle Palazzine Iacp venivano distribuite secondo i desiderata del capo, che decideva chi doveva entrare e chi, invece, doveva andarsene.

Un controllo che passava anche attraverso la moglie, utilizzata – secondo gli inquirenti – come intermediaria, e che trasformava le case popolari in strumenti di consenso e di dominio, riservate agli affiliati più fidati o alle famiglie ritenute “affidabili”.

L’omicidio di Emanuele Nebbia

In questo contesto di sopraffazione si inserisce l’omicidio di Emanuele Nebbia, 26 anni, ucciso con un colpo di pistola alla tempia la notte di Capodanno 2024, pochi minuti dopo la mezzanotte, mentre stava festeggiando l’arrivo del nuovo anno nel cortile di casa facendo esplodere fuochi d’artificio.

Un delitto efferato che, secondo la Dda, aveva un obiettivo preciso: punire chi aveva osato ribellarsi. Nebbia, infatti, avrebbe tentato di rendersi autonomo nella gestione della sua piazza di spaccio, cercando canali di approvvigionamento alternativi e sottraendosi al monopolio imposto da Santone.

Per l’omicidio, il boss è indagato come esecutore materiale, insieme a Luigi Martucci, 21 anni, detto ’o Mucill, e a Nicola Marino, 19enne già detenuto, accusati di averlo coperto e di essersi occupati dell’occultamento della pistola calibro 7,65 utilizzata per l’agguato. Per entrambi è stata disposta la custodia cautelare in carcere dal gip Finamore del Tribunale di Napoli.

«Ci prendiamo le loro case»

Le intercettazioni raccontano anche il dopo omicidio. Santone, dalle conversazioni captate, manifestava la volontà di cacciare la famiglia Nebbia dal rione per occupare le loro abitazioni e rafforzare ulteriormente il controllo del territorio.

«Ci prendiamo la casa al primo piano… la devo sfondare io stesso, faccio mettere Barbara dentro con la creatura», dice in un colloquio dal carcere. Un linguaggio brutale, che restituisce la totale assenza di freni e la convinzione di poter disporre delle persone e delle case come fossero proprietà privata del clan.

La compagna e il legame con i Belforte

A sostenere Santone nella gestione quotidiana del gruppo criminale ci sarebbe stata la compagna Giulia Buonpane, figlia di Nicola, ras del clan Belforte di Marcianise, detenuto a Tempio Pausania, in Sardegna. Secondo l’accusa, la donna avrebbe avuto un ruolo operativo: dal taglio e occultamento della droga alla contabilità delle piazze di spaccio.

Un legame familiare che, per gli inquirenti, rafforzava il peso criminale del sodalizio e i suoi collegamenti con ambienti camorristici strutturati del Casertano.

Minorenni arruolati come “carne da macello”

Tra gli arrestati figurano anche tre minorenni, per i quali ha proceduto la Procura minorile di Napoli. Un dato che ha spinto il procuratore Nicola Gratteri a sottolineare un fenomeno sempre più diffuso: l’uso sistematico di giovanissimi da parte dei clan.

«Il minore rischia meno dal punto di vista normativo ed è più facilmente influenzabile – ha spiegato – viene arruolato come carne da macello, usato per trasportare droga, armi o persino per uccidere».

La risposta dello Stato

Il blitz ha posto fine a una stagione di violenze che, tra la fine del 2023 e il 2024, aveva visto susseguirsi stese, tentati omicidi e l’uccisione di Nebbia, alimentando paura e tensione nel rione.

«La comunità sammaritana era giustamente preoccupata – ha ricordato il questore Andrea Grassi –. Operazioni come questa dimostrano la sinergia tra autorità giudiziaria e forze di polizia e incidono concretamente sulla percezione della sicurezza».

Un colpo duro a un gruppo che aveva trasformato un quartiere popolare in un feudo criminale, dove a decidere tutto – dalla droga alle case, fino alla vita o alla morte – era un solo uomo. Vincenzo Santone.

Il racket del clan Rea-Veneruso: ordini dal carcere e pizzo agli imprenditori

Napoli – Tra paura, silenzi e ammissioni parziali delle vittime, i carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno dato esecuzione a una nuova ordinanza cautelare nei confronti di esponenti del clan Rea-Veneruso, sodalizio criminale operante da anni tra Casalnuovo e Volla.

Sei le misure eseguite nei confronti di soggetti già noti alle forze dell’ordine, oggi gravemente indiziati, a vario titolo, del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Quattro degli indagati si trovavano già detenuti al momento dell’esecuzione del provvedimento.

Al vertice dell’organizzazione, secondo l’impianto accusatorio, resta Francesco Rea, alias ’o pagliesco, ritenuto il capo promotore del clan e considerato dagli investigatori il vero dominus del malaffare nella zona da quasi trent’anni, capace di impartire ordini anche dal carcere.

Il contesto criminale

L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo, si inserisce nel filone già avviato dopo l’omicidio di Pasquale Manna, alias Pasqualino, ucciso il 2 marzo 2023 da una coppia di sicari tra Volla e Casalnuovo.

Proprio seguendo la scia di quell’agguato, che aveva già portato all’arresto di Rea e di altri presunti gregari, gli investigatori hanno documentato una serie di episodi estorsivi consumati ai danni di imprenditori locali, in particolare nel settore edilizio e della distribuzione di bevande.

Il pizzo agli imprenditori

Secondo quanto emerso, le vittime sarebbero state costrette a versare somme di denaro per poter continuare a lavorare “senza problemi”. In almeno un caso, un imprenditore edile avrebbe consegnato mille euro agli emissari del clan. Non solo: lo stesso costruttore sarebbe stato destinatario di una richiesta ben più onerosa, una tangente da 20mila euro, presentata come “quota proporzionale ai guadagni”.

Pretese analoghe sarebbero state avanzate anche nei confronti di un imprenditore della distribuzione di bibite e alcolici, segno di un controllo capillare del territorio e delle attività economiche.

Fondamentali, per la ricostruzione dei fatti, le intercettazioni telefoniche e ambientali, che hanno consentito di fotografare pressioni, lamentele e vere e proprie minacce.
Le intercettazioni e l’omertà

Emblematico uno sfogo captato il 25 luglio: l’imprenditore edile, esasperato dal pressing di Felice Romano – su input di Fabio Luino – prova a ribellarsi, parlando di “regalo per quieto vivere” e contestando l’obbligo di pagare somme non dovute.

Pochi giorni dopo, convocato in caserma, l’uomo ammette di aver pagato il pizzo. Una scelta che scatena la reazione del figlio, intercettato mentre rimprovera duramente il padre nella sala d’attesa dei carabinieri: un dialogo che restituisce in modo plastico il clima di omertà e paura ancora diffuso. “La bocca la devi tenere chiusa”, è il monito che sintetizza una cultura del silenzio difficile da scalfire.

Il nodo dell’omicidio Manna

Sul fondo dell’inchiesta resta l’ombra dell’omicidio di Pasquale Manna. A fornire nuovi elementi è stato il collaboratore di giustizia Giovanni Braccia, ex esponente del clan De Micco di Ponticelli.

Secondo il suo racconto, messo a verbale il 6 febbraio scorso, Rea – appena tornato in libertà – avrebbe preteso il pagamento delle somme estorsive non solo dagli imprenditori, ma anche da esponenti interni al clan. Manna, però, si sarebbe rifiutato di pagare, e proprio questo diniego gli sarebbe costato la vita.

Nelle prossime ore i sei indagati compariranno davanti al gip Donatella Bove per l’interrogatorio di garanzia. Resta ferma, per tutti, la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Le indagini, tuttavia, non si fermano. Gli inquirenti non escludono ulteriori sviluppi e nuovi scenari investigativi, mentre emerge con forza un dato: ancora oggi molte vittime di estorsione preferiscono pagare e negare l’evidenza, raccontando che quell’obolo è solo “carità”.

I sei indagati

Francesco Rea, alias ’o pagliesco, ritenuto capo promotore del clan Rea-Veneruso
Fabio Luino, cognato di Rea
Antonio Laurato, figlio dell’ex compagna di Rea, indicato come proconsole del boss
Domenico Raccioppoli
Felice Romano, alias ’o barbier
Antonio De Luca, alias ’o chiattone, suocero di Fabio Luino

(nella foto da sinistra il boss Francesco Rea,  Fabio Luino, Felice Romano, Antonio Laurato, Domenico Raccioppoli e Antonio De Luca)

Oroscopo del giorno: venerdì 23 gennaio 2026 Previsioni di Paolo Tedesco

3

Le stelle di questo venerdì dipingono una giornata dalle due anime. Da un lato, l’energia è pratica e costruttiva, spinta da Marte in Ariete e da una Luna in aspetto armonico, che invita a concretizzare, a chiudere questioni in sospeso e a lavorare con determinazione. Dall’altro, Venere in Pesci soffia un vento di sogni, compassione e ideali, chiedendoci di non perdere di vista la poesia delle connessioni umane e l’ascolto del cuore.

ARIETE
Amore: La Luna in Trigono accende la passione. Ottima giornata per un appuntamento romantico o per chiarire sentimenti in sospeso.
Lavoro: Marte ti dà carica. Progetti in fase di stallo potrebbero sbloccarsi all’improvviso. Sii deciso.
Salute: Attenzione alla testa e alle tensioni muscolari. Una breve pausa meditativa ti aiuterà.
Finanze: Un piccolo imprevisto potrebbe richiedere una spesa extra. Non agire d’impulso negli acquisti.
Consiglio di Paolo Tedesco: Non bruciare le tappe. La costanza oggi vince sulla fretta.

TORO
Amore: Venere nel tuo settore sociale favorisce incontri piacevoli. Per le coppie, serata di complicità in casa.
Lavoro: Colleghi collaborativi. Ideale per lavori di squadra o per chiudere accordi in ambiente rilassato.
Salute: Cerca di bilanciare i piaceri della tavola. Una lunga passeggiata rigenererà corpo e mente.
Finanze: Situazione stabile. Evita di prestare denaro senza una garanzia scritta.
Consiglio di Paolo Tedesco: Fidati del tuo fiuto pratico, ma non diventare diffidente.

GEMELLI
Amore: Mercurio favorisce le comunicazioni dal cuore. Dì ciò che senti, parole sincere saranno apprezzate.
Lavoro: Giornata dinamica, piena di scambi e nuove idee. Attenzione alle distrazioni.
Salute: Il sistema nervoso è sotto pressione. Ritmo troppo serrato? Fai un respiro profondo.
Finanze: Possibile occasione interessante da un contatto. Valuta, ma non decidere oggi.
Consiglio di Paolo Tedesco: Metti ordine nei pensieri prima di parlare. Chiarezza è potere.

CANCRO
Amore: L’atmosfera è tenera e protettiva. Per i single, un’attrazione potrebbe nascere in un luogo familiare.
Lavoro: Iscrizioni o pratiche burocratiche vanno a buon fine. Buon momento per sistemare le cose in sospeso.
Salute: Le emozioni influenzano lo stomaco. Cibi semplici e caldi saranno i tuoi alleati.
Finanze: Qualche spesa per la casa è prevista. Cerca offerte, ne troverai.
Consiglio di Paolo Tedesco: Lascia che l’intuito guidi le tue scelte, ma tieni i piedi per terra.

LEONE
Amore: Splendi e attiri sguardi. Se sei impegnato, una sorpresa del partner ti farà sentire amato.
Lavoro: Fase creativa al top. Esponi le tue idee senza timore, saranno notate.
Salute: Energia in ripresa. Approfittane per iniziare un’attività fisica che ti diverte.
Finanze: Piccola entrata inaspettata (rimborso, vincita minima). Goditela senza sensi di colpa.
Consiglio di Paolo Tedesco: La generosità è una tua dote, ma oggi non esagerare con i regali.

VERGINE
Amore: Giornata più razionale che passionale. Cerca connessioni mentali stimolanti, l’amore fiorirà dopo.
Lavoro: Efficienza massima. Ideale per analisi, pianificazione e lavoro di precisione.
Salute: Attenzione a posture sbagliate alla scrivania. Stretching e pause frequenti.
Finanze: Gestione oculata e risparmio. Ottimo giorno per fare un bilancio mensile.
Consiglio di Paolo Tedesco: Non cercare la perfezione in ogni dettaglio. A volte “buono” è abbastanza.

BILANCIA
Amore: Armonia e desiderio di pace. Perdona un piccolo screzio passato e ritrova l’equilibrio.
Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose oggi. Mediazione riuscita in vista.
Salute: Il benessere mentale passa attraverso l’estetica. Circondati di bellezza.
Finanze: Investire in qualcosa di bello per te o la casa potrebbe valere la pena.
Consiglio di Paolo Tedesco: Cerca il punto di incontro, ma non annullare le tue esigenze.

SCORPIONE
Amore: Intensità in aumento. Sessualità e profondità emotiva in primo piano. Confessioni importanti possibili.
Lavoro: Uno sguardo penetrante ti aiuta a scoprire verità nascoste. Utile per trattative.
Salute: Energia potente. Attività fisica intensa può essere un ottimo sfogo.
Finanze: Situazioni finanziarie complesse (debiti, prestiti) possono fare un passo avanti.
Consiglio di Paolo Tedesco: Trasforma la tua forza interiore in azione costruttiva, non in sospetto.

SAGITTARIO
Amore: Ottimismo e avventura. Incontri possibili in contesti internazionali o culturali.
Lavoro: Prospettive di ampliamento. Una proposta che coinvolge viaggi o formazione è alle porte.
Salute: Il buon umore è la tua migliore medicina. Attenzione a strappi muscolari negli sport.
Finanze: Investire in conoscenza (corso, libro) sarà fruttuoso.
Consiglio di Paolo Tedesco: Segui il tuo entusiasmo, ma verifica le informazioni prima di partire.

CAPRICORNO
Amore: I sentimenti sono profondi e seri. Un gesto di responsabilità verso il partner rafforza il legame.
Lavoro: Dedizione e ambizione danno frutti. Riconoscimento da una figura autorevole possibile.
Salute: Attenzione a ossa e articolazioni. Un integratore di calcio e magnesio potrebbe aiutare.
Finanze: Pianificazione a lungo termine dà sicurezza. Ottimo giorno per parlare con un consulente.
Consiglio di Paolo Tedesco: La tua perseveranza è ammirevole, ma concediti un attimo di leggerezza.

ACQUARIO
Amore: L’amicizia è la base. Una conoscenza può trasformarsi in qualcosa di più. Aria di rinnovamento.
Lavoro: Idee innovative e rivoluzionarie sono ben accolte. Collabora con menti affini.
Salute: Benessere collegato alla libertà. Stare in spazi aperti ti ricarica.
Finanze: Qualcosa di inatteso riguardo a progetti collettivi o tecnologici.
Consiglio di Paolo Tedesco: La tua visione unica è un dono. Condividila con il mondo.

PESCI
Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. Una connessione spirituale con qualcuno è possibile.
Lavoro: Intuizione fiorente. Lavori creativi, artistici o di aiuto vanno a gonfie vele.
Salute: Ricorda di ancorarti al presente. Troppa evasione può stancare la mente.
Finanze: Un gesto di generosità verso una buona causa ti ripagherà in serenità.
Consiglio di Paolo Tedesco: La compassione è la tua forza. Proteggi i tuoi confini mentre doni.

 Cosa ci riservano le stelle venerdì 23 gennaio 2026?

Il consiglio astrologico unificante che emerge è un invito all’equilibrio: agire con decisione nel mondo tangibile (lavoro, finanze) senza però spegnere la voce dell’intuito e delle emozioni (amore, salute). È una giornata in cui un gesto pratico può essere carico di sentimento, e un sogno può trovare il primo passo per realizzarsi.

Paolo Tedesco ricorda: “Le stelle suggeriscono, non comandano. Venerdì 23 ci offre un’enerzia attiva ma non aggressiva, sensibile ma non lacrimosa. Usiamo questa miscela per avanzare con passo sia fermo che leggero, costruendo il futuro senza dimenticare la maglia del presente.”

Fatture false per conto del clan Sarno: scarcerato Ilario Trojer

Napoli– Non regge il quadro indiziario a carico di Ilario Trojer, coinvolto nella maxi-inchiesta che, nel maggio 2025, aveva svelato un presunto asse criminale dedito al riciclaggio e alle frodi fiscali tra la Campania e la Toscana.

Il Tribunale del Riesame di Firenze ha disposto l’immediata scarcerazione dell’uomo, revocando la misura cautelare degli arresti domiciliari a cui era sottoposto da circa otto mesi.

I giudici della Libertà hanno accolto integralmente le argomentazioni difensive dell’avvocato Vincenzo Esposito del Foro di Nola, sancendo l’assenza di gravità indiziaria. Una decisione che arriva a valle di un iter giudiziario complesso: già la Corte di Cassazione, pronunciandosi sull’ordinanza del giugno 2025, aveva annullato il provvedimento cautelare rilevando significative lacune negli elementi portati dall’accusa a fondamento della misura restrittiva.

L’inchiesta e il “sistema” delle cartiere

Trojer era finito nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze con l’accusa di partecipazione a un’associazione per delinquere finalizzata all’emissione di fatture per operazioni inesistenti e autoriciclaggio.

Un ingranaggio che, secondo la Guardia di Finanza, ruotava attorno alla figura di Ciro Sermone e che vedeva coinvolti esponenti di spicco legati allo storico clan Sarno di Ponticelli.

L’indagine aveva scoperchiato un meccanismo sofisticato: una rete di società “cartiere” utilizzate per ripulire denaro sporco e trasferire contanti tra Prato e Napoli, garantendo una redditività illecita stimata oltre il 30%. Nel blitz della scorsa primavera erano finiti in manette, oltre a Sermone (accusato anche di associazione mafiosa), i fratelli Ciro, Pasquale e Vincenzo Sarno e, soprattutto, Antonio Sarno, figlio del fondatore del clan ed ex boss pentito Ciro, detto “‘o sindaco”.

I ruoli contestati

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, ora indebolita per la posizione di Trojer ma ancora in piedi per gli altri indagati, l’organizzazione aveva compiti ben definiti. Sermone e Sarno avrebbero gestito il reclutamento delle società fittizie; Franco Artrui avrebbe agito come broker in terra toscana, mentre l’imprenditore pratese Giuseppe Della Corte, alias “Lupo”, avrebbe sfruttato il circuito per generare fondi neri. Un affare da milioni di euro, culminato nel sequestro preventivo di beni per circa un milione.

Con la pronuncia del Riesame, Trojer torna in libertà senza vincoli. Il procedimento penale prosegue, ma il doppio vaglio di legittimità e merito segna un punto a favore della difesa, ridimensionando, almeno per la sua posizione, la portata delle accuse formulate dalla Dda.

Superenalotto, numeri che fanno sognare: il 6 sfugge ancora ma il jackpot vola verso quota 110 milioni

La combinazione estratta oggi non regala il colpo grosso, ma accende nuove speranze: quattro “5” importanti e una pioggia di premi tengono viva l’attesa per il prossimo concorso

Ancora una volta il Superenalotto tiene tutti col fiato sospeso. L’estrazione di oggi ha fatto tremare i sogni di milioni di giocatori, ma il 6 continua a resistere, alimentando una corsa al jackpot che si fa sempre più avvincente.
La combinazione vincente — 2, 30, 52, 56, 57, 78, con Jolly 59 e SuperStar 25 — non ha centrato il bersaglio massimo, ma ha comunque regalato soddisfazioni non da poco.

Nessun “6” e nessun “5+1”, è vero, ma quattro fortunati hanno centrato il “5”, portando a casa 44.708,44 euro ciascuno. Vincite che cambiano la giornata — e in alcuni casi anche i progetti futuri — dimostrando che il Superenalotto continua a premiare, anche quando il sogno più grande resta in sospeso.

Intanto, proprio grazie all’assenza del colpo milionario, il jackpot per il prossimo concorso sale a quota 109.800.000 euro, una cifra che riaccende l’immaginazione e spinge tanti a tentare ancora la sorte.

SuperStar: premi importanti e colpi da quasi 46 mila euro

Se il Superenalotto non ha regalato il 6, la SuperStar ha comunque fatto parlare di sé. Spiccano tre “4 SuperStar” da 45.894 euro, una vincita decisamente consistente che conferma come anche la stella possa fare la differenza.
Una distribuzione di premi ampia, che ha coinvolto migliaia di giocate, rendendo l’estrazione tutt’altro che avara.

Tutte le quote del concorso Superenalotto n. 13

Superenalotto – Le vincite di oggi

  • Punti 6
    0 vincite – 0,00 euro

  • Punti 5+1
    0 vincite – 0,00 euro

  • Punti 5
    4 vincite – 44.708,44 euro

  • Punti 4
    396 vincite – 458,94 euro

  • Punti 3
    16.910 vincite – 32,40 euro

  • Punti 2
    294.428 vincite – 5,78 euro

SuperStar – Tutti i premi assegnati

La stella premia migliaia di giocatori

  • Punti 6 SuperStar
    0 vincite – 0,00 euro

  • Punti 5+ SuperStar
    0 vincite – 0,00 euro

  • Punti 5 SuperStar
    0 vincite – 0,00 euro

  • Punti 4 SuperStar
    3 vincite – 45.894,00 euro

  • Punti 3 SuperStar
    110 vincite – 3.240,00 euro

  • Punti 2 SuperStar
    2.023 vincite – 100,00 euro

  • Punti 1 SuperStar
    13.682 vincite – 10,00 euro

  • Punti 0 SuperStar
    30.923 vincite – 5,00 euro

Seconda Chance e WinBox: premi diffusi

Vincite Seconda Chance

  • 50 euro: 104 vincite – 5.200,00 euro

  • 3 euro: 15.711 vincite – 47.133,00 euro

Totale vincite Seconda Chance: 15.815

Vincite WinBox

  • WinBox 1: 2.212 vincite – 55.300,00 euro

  • WinBox 2: 252.304 vincite – 512.990,00 euro

Totale vincite WinBox: 254.516

Il 6 continua a farsi desiderare, ma è proprio questa attesa a rendere il Superenalotto un appuntamento carico di fascino. Con oltre 109 milioni di euro in palio, il prossimo concorso promette di catalizzare ancora una volta l’attenzione di tutta Italia.
I numeri di oggi hanno premiato migliaia di giocatori e acceso nuove speranze: perché, come insegna la storia del Superenalotto, quando il jackpot cresce, il colpo grosso può essere sempre dietro l’angolo.

Estrazioni Lotto e 10eLotto di giovedì 22 gennaio 2026: ecco tutti i numeri vincenti

Pioggia di numeri “caldi” sulle ruote: il 73 domina l’estrazione e il 16 brilla nel 10eLotto

L’estrazione del Lotto e del 10eLotto di giovedì 22 gennaio 2026 regala spunti interessanti agli appassionati dei numeri. Tra ritorni frequenti, ambi curiosi e cifre che sembrano inseguirsi da una ruota all’altra, la serata di gioco si è chiusa con diverse combinazioni degne di nota. A catturare l’attenzione è soprattutto un numero che ricorre più volte, confermandosi tra i più “chiacchierati” di questa estrazione.

Estrazione Lotto di giovedì 22 gennaio 2026: tutti i numeri vincenti

Ecco nel dettaglio i numeri estratti sulle 11 ruote del Lotto, inclusa la Nazionale:

  • Bari: 16 – 3 – 1 – 17 – 9

  • Cagliari: 17 – 30 – 88 – 19 – 42

  • Firenze: 51 – 83 – 22 – 61 – 89

  • Genova: 82 – 35 – 73 – 58 – 10

  • Milano: 7 – 14 – 63 – 73 – 33

  • Napoli: 26 – 24 – 73 – 18 – 82

  • Palermo: 65 – 52 – 61 – 43 – 50

  • Roma: 49 – 62 – 11 – 36 – 6

  • Torino: 90 – 8 – 60 – 29 – 39

  • Venezia: 42 – 1 – 53 – 35 – 71

  • Nazionale: 6 – 60 – 67 – 43 – 33

L’estrazione si è conclusa regolarmente con il sorteggio dei numeri Oro, che corrispondono al quinto numero estratto su ciascuna ruota.

I numeri più interessanti dell’estrazione

A spiccare su tutte le ruote è il 73, estratto ben tre volte: a Genova, Milano e Napoli, un dato che non passa inosservato agli occhi dei giocatori più attenti. Da segnalare anche l’82, presente sia su Genova che su Napoli, e il 17, che compare su Bari e Cagliari.

Tra le curiosità, anche il 60, estratto a Torino e sulla Nazionale, mentre il 1 fa doppietta tra Bari e Venezia.

Estrazione 10eLotto serale di giovedì 22 gennaio 2026

Ricca di numeri “in comune” con il Lotto anche l’estrazione del 10eLotto serale, che ha riproposto molte delle cifre protagoniste della giornata:

1 – 3 – 7 – 8 – 14 – 16 – 17 – 24 – 26 – 30 – 35 – 42 – 49 – 51 – 52 – 62 – 65 – 82 – 83 – 90

  • Numero Oro: 16

  • Doppio Oro: 16 – 3

Il 16 si conferma uno dei numeri più fortunati della serata: presente su Bari al Lotto, diventa protagonista assoluto nel 10eLotto con il Numero Oro, affiancato dal 3 nel Doppio Oro.

Verifica delle vincite

Per controllare eventuali vincite e verificare le schedine giocate, è possibile consultare il sito ufficiale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, unico riferimento autorizzato per i risultati ufficiali.

Un’estrazione, quella di oggi, che tra ritorni frequenti e numeri “caldi” lascia spazio a più di una riflessione… e magari a qualche nuova giocata.

Torre del Greco, bonifica al porto: recuperate sei tonnellate di rifiuti dai fondali

Torre del Greco– Una vera e propria discarica sottomarina, nascosta sotto il pelo dell’acqua nel cuore dell’area portuale. È quanto emerso al termine di una complessa operazione di bonifica condotta dalla Guardia Costiera di Torre del Greco, che si è conclusa proprio nella giornata di oggi. Il bilancio dell’intervento è pesante: circa sei tonnellate di rifiuti di ogni genere sono state strappate al mare e smaltite.

L’attività, svolta in due fasi nevralgiche il 15 e il 22 gennaio 2026, ha visto l’impiego degli uomini della Capitaneria locale supportati dagli specialisti del 2° Nucleo Sub di Napoli. Durante le immersioni finalizzate alla vigilanza dell’ecosistema marino e del demanio, i sommozzatori si sono trovati di fronte a uno scenario di degrado preoccupante.

Tra i fondali giacevano non solo i “classici” rifiuti portuali, ma ingombranti di notevoli dimensioni. Le operazioni di recupero hanno riportato in superficie due barchini affondati, un motore fuoribordo, vecchi pneumatici e pesanti blocchi di cemento (“corpi morti”). A questi si aggiungeva una gran quantità di materiale d’ormeggio ormai logoro e abbandonato, come ancore, gavitelli e cime, che costituivano un potenziale pericolo anche per la sicurezza della navigazione.

Per completare la bonifica è stata necessaria una stretta sinergia istituzionale. Una volta che i militari, con l’ausilio di un operatore portuale munito di gru, hanno issato il materiale in banchina, è intervenuto il Comune di Torre del Greco. L’amministrazione ha attivato una ditta specializzata che ha provveduto al corretto smaltimento delle sei tonnellate di detriti.

Dal comando della Guardia Costiera fanno sapere che l’operazione non resterà isolata. I controlli proseguiranno in maniera serrata lungo tutto il litorale di competenza, con l’obiettivo di prevenire nuovi sversamenti e reprimere i reati ambientali che minacciano la salute del golfo.

Terra dei Fuochi, concluse le bonifiche di Parco Saurino: discariche messe in sicurezza a Santa Maria la Fossa

Dopo anni di emergenze, ferite ambientali e promesse mancate, a Santa Maria la Fossa si chiude una delle pagine più nere della Terra dei Fuochi. È stata completata la messa in sicurezza delle discariche pubbliche di Parco Saurino 1 e 2, un intervento di risanamento ambientale tra i più rilevanti mai realizzati nell’area casertana, nel cuore di un territorio segnato a lungo dall’illegalità e dall’abbandono istituzionale.

L’operazione, affidata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a Sogesid, la società di ingegneria ambientale dello Stato, ha riguardato una superficie di circa centomila metri quadrati e ha permesso la gestione definitiva di oltre venti milioni di metri cubi di rifiuti accumulati negli anni dell’emergenza. Un intervento dal valore di poco superiore ai sei milioni di euro che, oggi, restituisce l’area alla collettività e ne cambia radicalmente il destino.

I risultati sono stati presentati al Centro di Educazione Ambientale Pio La Torre, sorto su un bene confiscato al boss dei Casalesi Francesco “Sandokan” Schiavone e gestito dal Consorzio Agrorinasce. Un luogo altamente simbolico, dove il risanamento ambientale si intreccia con il recupero della legalità. Qui il presidente di Sogesid, Roberto Mantovanelli, ha sottolineato come le bonifiche rappresentino uno strumento decisivo per ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, riaffermando la presenza concreta dello Stato anche nei territori più colpiti.

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Santa Maria la Fossa, che ha ricordato il peso pagato dalla comunità locale negli anni Duemila, quando alle discariche di Parco Saurino si aggiunsero altri siti legati all’emergenza rifiuti, trasformando un’area a vocazione agricola in un simbolo nazionale del disastro ambientale. La conclusione di questa messa in sicurezza, ha spiegato il primo cittadino, rappresenta un cambio di passo e riaccende la speranza di un ritorno alle origini produttive del territorio, fatte di aziende agricole e allevamenti.

Dal punto di vista tecnico, l’intervento ha previsto soluzioni avanzate e sostenibili, con la realizzazione di un sistema di copertura multistrato, la captazione e combustione del biogas e operazioni di rinaturalizzazione e recupero paesaggistico. Un lavoro che chiude definitivamente una discarica storica e trasforma un luogo simbolo di illegalità in un esempio di rigenerazione ambientale e istituzionale, oggi affidato alla gestione di Gisec.

Il messaggio politico è stato ribadito anche dal viceministro dell’Ambiente Vannia Gava, che ha parlato di un investimento sul futuro e sulla qualità della vita dei cittadini, assicurando la continuità dell’impegno del Ministero nelle bonifiche dei territori più fragili. Sulla stessa linea il commissario unico alle Bonifiche Giuseppe Vadalà, che ha indicato Parco Saurino come un modello virtuoso di collaborazione tra Stato, strutture tecniche ed enti locali.

Per il deputato di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano, vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, l’esperienza dimostra che anche nei contesti più complessi è possibile uscire dall’emergenza quando esistono responsabilità chiare e coordinamento istituzionale. Una sfida che ora si sposta sul terreno dello sviluppo, della tutela della salute e della legalità. A ribadirlo è anche l’amministratore delegato di Sogesid, Errico Stravato, che rivendica il ruolo della società come braccio tecnico dello Stato nelle bonifiche più difficili e strategiche del Paese.

Napoli, rubate alla Stazione Centrale 15 katane di Yousuke Aikawa, il samurai volto Rai

Quindici katane artigianali, spade tradizionali giapponesi utilizzate per esibizioni e lavoro, sono state rubate nei pressi della stazione di Napoli Centrale.

A denunciarlo è Yousuke Aikawa, samurai da generazioni e volto noto al pubblico televisivo per le partecipazioni su Rai 1 a L’Acchiappa Talenti con Milly Carlucci e su Rai 2 nel game show Freeze con Nicola Savino.

Il furto sarebbe avvenuto l’altra sera, al rientro da un viaggio in Giappone. Dopo l’atterraggio a Roma, Aikawa ha raggiunto Napoli con un Frecciarossa e, una volta arrivato in stazione a tarda sera, ha scelto di pernottare in un albergo della zona prima di ripartire il giorno successivo verso Vico Equense, dove vive da tempo.

“Era quasi mezzanotte quando sono arrivato a Napoli. Ero stanco e con tanti bagagli”, racconta. Nel trasferimento delle valigie dal parcheggio alla struttura ricettiva, una scatola contenente le spade sarebbe stata lasciata incustodita per pochi minuti e poi portata via.

“Ho lasciato la scatola accanto al bar solo per pochi minuti ma in un attimo sono state rubate. Per me è un vero peccato: erano parte del mio lavoro e delle mie esibizioni”, spiega Aikawa, convinto che i ladri si siano allontanati in auto “perché erano troppo pesanti per essere trasportate a mano o su uno scooter”. L’uomo confida anche nel supporto delle telecamere presenti nell’area.

Aikawa ha presentato denuncia ai carabinieri. Le indagini puntano ora a ricostruire i movimenti nell’area e ad acquisire eventuali immagini di videosorveglianza. Il proprietario sottolinea che si tratta di oggetti rari e riconoscibili, potenzialmente difficili da piazzare sul mercato illegale e quindi più tracciabili.

Atletica, preoccupazione per l’addio della pista al Maradona: la nuova sarà a Bagnoli

Il sogno degli Europei di calcio del 2032 passa anche da una scelta che divide e preoccupa: la pista di atletica dello stadio Diego Armando Maradona sarà rimossa. Un intervento necessario per adeguare l’impianto agli standard internazionali del calcio, ma che lascia senza il suo storico punto di riferimento migliaia di cittadini e atleti che ogni giorno utilizzano la pista quando il Napoli non gioca.

La questione è ormai sul tavolo del Comune di Napoli, chiamato a dare risposte concrete a un mondo sportivo che teme di essere sacrificato in nome del grande evento. La pista del Maradona è attualmente gestita da cinque società ed è frequentata quotidianamente da una vera e propria comunità di sportivi, per i quali lo stadio rappresenta molto più di un impianto calcistico.

A rassicurare, almeno nelle intenzioni, è l’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza, che conferma come la rimozione della pista sia inevitabile ma sottolinea l’impegno dell’amministrazione a tutelare l’atletica leggera. L’obiettivo dichiarato è quello di potenziare l’offerta sportiva cittadina, puntando su strutture già esistenti come il Collana, il Cus e soprattutto il Parco dello Sport di Bagnoli, destinato a diventare il nuovo fulcro dell’atletica napoletana.

Proprio a Bagnoli si trova una pista realizzata nel 2010 all’interno di un grande complesso sportivo costato 37 milioni di euro, oggi ridotto in condizioni critiche a causa dell’abbandono e degli atti vandalici. Nei giorni scorsi il sindaco Gaetano Manfredi ha accompagnato il presidente del Coni Luciano Buonfiglio in un sopralluogo nell’area, inserita nel più ampio progetto di rilancio del Parco dello Sport.

La struttura verrà completamente ristrutturata e affidata alla gestione delle Fiamme Oro, con l’ambizione di trasformarla in un centro sportivo moderno, aperto anche allo sport paralimpico. Secondo Cosenza, sarà garantito l’accesso alle società sportive e non è escluso che, in futuro, l’area possa accogliere nuovi impianti, sfruttando gli ampi spazi disponibili e i collegamenti con il trasporto pubblico destinati a migliorare.

Resta però il nodo politico e simbolico: la perdita della pista al Maradona segna la fine di una lunga convivenza tra calcio e atletica in uno degli stadi più iconici d’Italia. Una scelta che per molti rappresenta il prezzo da pagare per entrare nel grande palcoscenico degli Europei, ma che impone ora al Comune di dimostrare che l’atletica napoletana non verrà lasciata indietro.

Vico Sirene, il mito e il vicolo: Gigi & Ross portano in scena l’anima femminiella di Napoli

Il Teatro Totò si conferma cuore pulsante della tradizione e della ricerca partenopea ospitando, dal 23 gennaio al 1° febbraio, Vico Sirene. Scritto e diretto da Fortunato Calvino, lo spettacolo vede protagonisti Gigi & Ross, che abbandonano le consuete vesti comiche per un’interpretazione istrionica e misurata, capace di scavare nelle pieghe più intime della napoletanità.

Un viaggio nel cuore dei Quartieri Spagnoli

Il titolo stesso è una dichiarazione d’intenti: il “Vico” come labirinto fisico e umano dei Quartieri Spagnoli; le “Sirene” come richiamo al mito di Partenope, simbolo di un’accoglienza che non giudica ma avvolge. Calvino si ispira alla leggendaria Tarantina, l’ultima “femminiella” storica di 88 anni, per costruire un racconto che rifugge il folklore da cartolina per farsi indagine antropologica.

In scena, accanto a Gigi & Ross, un cast solido composto da Ciro Esposito, Marco Palmieri, Mattia Ferraro e Ivano Schiavi. Insieme danno corpo a un universo di “anime ferite”: personaggi dai nomi evocativi come Nucchetella, Scarola e Cocacola, che sembrano emergere direttamente da un dipinto del Caravaggio per raccontare storie di prostituzione, solitudine, ma anche di un’incrollabile dignità.

La Tombola: rito e destino

Il fulcro drammaturgico è la Tombola, rito laico che unisce donne e femminielli in un gioco di scherni e allusioni. I novanta numeri estratti dal panaro non sono solo un passatempo, ma diventano una metafora dell’esistenza: un dialogo perpetuo con la sorte in una città che sa essere madre generosa e, un attimo dopo, matrigna crudele.

Attraverso momenti simbolici come la “figliata” o il matrimonio, lo spettacolo mette a nudo una Napoli segreta e resistente, capace di integrare il “diverso” fino a renderlo parte integrante del proprio DNA sociale.

Note di produzione
L’impianto scenico e visivo contribuisce a creare un’atmosfera sospesa e magnetica:

Musiche: Paolo Coletta

Coreografie: Erminia Sticchi

Scene: Celio Alfinito

Costumi: Francesca Romana Scudiero

Luci: Francesco Adinolfi

Orari spettacoli: Tutti i giorni alle ore 21:00. Il sabato è previsto un doppio appuntamento (17:30 e 21:00), mentre la domenica la recita è pomeridiana (ore 18:00).

Rapina in corso Umberto I, donna aggredita per due portafogli: arrestato un 43enne

Paura nel pomeriggio di ieri in corso Umberto I, dove una donna è stata rapinata in pieno centro mentre camminava lungo la strada. A intervenire sono stati gli agenti della Polizia di Stato, che hanno arrestato un uomo di 43 anni, di origine algerina, accusato di rapina impropria, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Secondo quanto ricostruito, i Falchi della Squadra Mobile, impegnati in specifici servizi di controllo del territorio, hanno notato un uomo che si muoveva con atteggiamento sospetto seguendo da vicino una donna. Pochi istanti dopo, il sospettato si è avvicinato alla vittima e le ha sottratto due portafogli dallo zaino. Per assicurarsi la fuga non ha esitato a usare la violenza, scagliandosi contro di lei.

L’intervento dei poliziotti è stato immediato. Gli agenti hanno inseguito il rapinatore e sono riusciti a bloccarlo dopo una colluttazione, nel corso della quale l’uomo ha opposto resistenza. Una volta fermato, è stato trovato in possesso dei due portafogli appena sottratti, confermando così la dinamica della rapina.

Il 43enne è stato quindi arrestato e condotto negli uffici di polizia, mentre la refurtiva è stata restituita alla legittima proprietaria. L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza nelle aree più frequentate della città, dove la presenza delle forze dell’ordine resta decisiva per contrastare reati predatori e garantire interventi tempestivi.

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