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Droga, armi ed esplosivi nell’Agro Nocerino Sarnese: 3 arresti

Tre persone sono state arrestate nel Salernitano nell’ambito di un’operazione condotta dai carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore contro il traffico di droga e la detenzione illegale di armi ed esplosivi.

I destinatari del provvedimento, residenti nell’Agro Nocerino Sarnese, sono un uomo di 49 anni e due donne di 52 e 22 anni.

A loro carico le accuse di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, detenzione abusiva di armi e munizioni e detenzione illegale di materiale esplosivo. L’operazione è giunta al termine di una complessa e articolata attività investigativa che ha permesso ai militari dell’Arma di ricostruire un quadro indiziario ritenuto grave.

Nel corso delle perquisizioni, i carabinieri hanno rinvenuto un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti di diversa tipologia, materiale per il taglio e il confezionamento della droga e una cospicua somma di denaro, ritenuta provento dell’attività illecita.

Sequestrato anche un vero e proprio arsenale: sei fucili, cinque pistole di vario calibro, munizionamento di diverso tipo e tre ordigni esplosivi, uno dei quali dotato di sistema di attivazione tramite radiocomando. Proprio per la pericolosità del materiale rinvenuto si è reso necessario l’intervento del Nucleo Artificieri e Antisabotaggio del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno, che ha provveduto alla messa in sicurezza degli esplosivi.

L’operazione conferma l’attenzione dell’Arma sul territorio dell’Agro Nocerino Sarnese, area da tempo monitorata per il contrasto alle attività criminali legate allo spaccio e alla detenzione illegale di armi.

 

Montoro, sequestrati rifiuti speciali in un’azienda: scattano i controlli contro l’inquinamento del Sarno

Un piazzale trasformato in una discarica a cielo aperto e un sistema illecito per lo smaltimento delle acque reflue. È quanto hanno scoperto i Carabinieri del Nucleo forestale a Montoro, in provincia di Avellino, nell’ambito dei controlli mirati a contrastare l’inquinamento del fiume Sarno, uno dei corsi d’acqua più martoriati del territorio campano.

Nel corso dell’ispezione all’interno di un’azienda che si occupa della manutenzione e riparazione di motocicli e autovetture, i militari hanno sequestrato circa cinquanta metri cubi di rifiuti speciali pericolosi. L’area, estesa su una superficie di circa duemila metri quadrati, ospitava sessantasei veicoli in avanzato stato di deterioramento, accumulati senza alcuna misura di sicurezza ambientale.

A destare particolare allarme è stata la presenza di una vasca interrata utilizzata per lo smaltimento illecito delle acque reflue, un sistema che avrebbe potuto compromettere ulteriormente il fragile equilibrio ambientale della zona e alimentare l’inquinamento del bacino del Sarno. Al termine degli accertamenti, il titolare dell’azienda, un imprenditore cinquantenne del posto, è stato denunciato per gestione illecita di rifiuti.

Napoli in emergenza, Anguissa non recupera: Conte con gli uomini contati contro la Juventus

Il conto alla rovescia verso Juventus-Napoli si accompagna a un bollettino sempre più preoccupante per Antonio Conte. In attesa dell’ufficialità dell’arrivo di Giovane dal Verona e dopo le cessioni di Lucca al Nottingham Forest e Lang al Galatasaray, il tecnico azzurro deve fare i conti con una rosa ridotta all’osso per la sfida di domenica sera all’Allianz Stadium.

L’ultima doccia fredda riguarda Frank Anguissa. Il centrocampista sembrava ormai vicino al rientro dopo il problema muscolare, ma un improvviso e forte mal di schiena ne ha compromesso il recupero. Un’assenza pesante che si aggiunge a quella di Neres, per il quale i tempi si allungano ulteriormente e non è esclusa l’ipotesi di un intervento chirurgico alla caviglia.

Il Napoli, chiamato a non perdere terreno dall’Inter capolista, arriverà a Torino con scelte praticamente obbligate. Lukaku è a disposizione ma solo per uno spezzone nella ripresa, mentre Conte valuta soluzioni di adattamento sugli esterni, con Mazzocchi possibile titolare a destra e Di Lorenzo arretrato nel terzetto difensivo. Restano da monitorare anche le condizioni di Spinazzola dopo la botta rimediata a Copenaghen, con Gutierrez pronto in caso di forfait.

In mezzo al campo il punto fermo resta Lobotka, affiancato da McTominay, mentre davanti toccherà a Vergara, Hojlund ed Elmas provare a pungere una Juventus che parte con il favore del pronostico. Una sfida che si preannuncia in salita, nella quale il Napoli dovrà affidarsi più al carattere che alle rotazioni.

Rapina al distributore di carburanti: denunciato 44enne nel Casertano

È stato identificato e denunciato in stato di libertà l’uomo ritenuto responsabile della rapina avvenuta nella mattinata del 20 gennaio ai danni di un distributore di carburanti di Santa Maria a Vico, nel Casertano. Si tratta di un 44enne di Arienzo, già noto alle forze dell’ordine, individuato al termine di una rapida e mirata attività investigativa condotta dai Carabinieri della locale Stazione.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe fatto irruzione nell’area di servizio travisato e armato di una falce agricola, minacciando il dipendente in servizio e costringendolo a consegnargli l’incasso, pari a circa 300 euro. Un’azione violenta e improvvisa che aveva destato forte allarme nella comunità, soprattutto per l’uso di un’arma potenzialmente letale.

Le indagini hanno permesso di ricostruire con precisione le fasi della rapina grazie all’analisi incrociata dei sistemi di videosorveglianza, pubblici e privati, e alle testimonianze raccolte subito dopo l’episodio. Elementi che hanno condotto all’identificazione del presunto responsabile in poche ore.

Nel corso della perquisizione domiciliare, eseguita presso l’abitazione dell’indagato, i militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato gli indumenti ritenuti compatibili con quelli utilizzati durante la rapina e uno smartphone, ora al vaglio degli investigatori. L’uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria e dovrà rispondere di rapina aggravata.

Maxi-inchiesta sulla banda dei furti in casa: lascia il carcere Angelo Michelini

Napoli – Lascia il carcere a sole due settimane dal maxi-blitz che ha smantellato la rete dei “predoni” d’appartamento Angelo Michelini, considerato dagli inquirenti uno dei membri operativi della “batteria” facente capo a Ciro Fabiano.

Il GIP del Tribunale di Napoli, Dario Berrino – lo stesso che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare eseguita lo scorso 7 gennaio 2026 – ha accolto l’istanza presentata dal difensore di fiducia, l’avvocato Giuseppe Gallo, disponendo per l’indagato la sostituzione della misura carceraria con quella degli arresti domiciliari.

Il blitz e il contesto criminale

Michelini era finito in manette nell’ambito della vasta operazione che, all’inizio dell’anno, ha sgominato sette gruppi criminali specializzati in furti in abitazione, operativi a “macchia d’olio” tra la Campania e il Basso Lazio.

Secondo l’accusa, il gruppo di Fabiano e Michelini sarebbe stato protagonista di una lunga scia di raid nel 2024 – oltre 100 i colpi contestati all’intera organizzazione – colpendo in particolare nelle zone di Benevento, Pomigliano d’Arco, Atripalda, Frosinone e Acerra.

La decisione del GIP

Nonostante il parere contrario espresso dal Pubblico Ministero in data 22 gennaio, il giudice ha valutato positivamente le argomentazioni della difesa. Nell’ordinanza di scarcerazione, il GIP ha sottolineato come l’esperienza carceraria, seppur breve in questa fase, abbia già esplicato un “significativo effetto deterrente”.

A pesare sulla decisione sono stati diversi fattori che hanno indotto il magistrato a ritenere le esigenze cautelari fronteggiabili con i domiciliari:

Il precedente a Frosinone: Michelini era già stato sottoposto a misura per un procedimento pendente al Tribunale di Frosinone (fatti del febbraio 2024), durante il quale aveva ottenuto l’autorizzazione al lavoro senza mai trasgredire le prescrizioni.

Il lavoro: È stata documentata una regolare attività lavorativa come macellaio.

Il dramma familiare: Elemento cruciale è stata la documentazione sanitaria relativa alla figlia di appena 15 mesi, affetta da patologie che necessitano di continua assistenza genitoriale.

Michelini lascerà dunque il penitenziario per fare rientro nella sua abitazione di Melito di Napoli, dove resterà agli arresti domiciliari sotto il controllo delle forze dell’ordine e con il divieto assoluto di allontanamento senza autorizzazione.

Strage di Crans-Montana, Jacques Moretti torna libero: pagata la cauzione

La tragedia di Capodanno a Crans-Montana, costata la vita a 40 persone, resta al centro di un’inchiesta giudiziaria di enorme portata che scuote la Svizzera. Dopo due settimane di carcerazione preventiva, Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation, tornerà in libertà: il tribunale di Sion ha disposto la scarcerazione dopo il pagamento di una cauzione da 200mila franchi, già versata. L’imprenditore dovrebbe lasciare il carcere nelle prossime ore.

Moretti, insieme alla moglie Jessica Moretti, è indagato per omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio colposo nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura del Cantone Vallese sulla strage avvenuta nella notte di Capodanno, quando un incendio devastante ha trasformato il locale in una trappola mortale. Le fiamme, secondo le prime ricostruzioni, si sarebbero propagate rapidamente a causa di una schiuma fonoassorbente altamente infiammabile, presente all’interno del bar.

L’indagine, tuttavia, resta in pieno svolgimento. A chiarirlo è la procuratrice generale Beatrice Pilloud, che in una nota ufficiale sottolinea come, al momento, solo i gestori del locale risultino formalmente indagati, ma non esclude ulteriori sviluppi: «Il Ministero Pubblico si riserva il diritto di estendere l’istruttoria a chiunque altro possa avere una responsabilità penale». Un passaggio che lascia aperta la porta a nuovi indagati, anche tra chi avrebbe dovuto vigilare sulla sicurezza del locale.

Intanto cresce il fronte delle parti offese: sono circa 130 tra familiari delle vittime e feriti che si sono già costituiti nel procedimento, assistiti da una cinquantina di avvocati, segno di un contenzioso destinato a essere lungo e complesso.

Sul fronte difensivo, l’avvocato di Jacques Moretti, Patrick Michod, respinge ogni addebito di consapevolezza del rischio. In un’intervista alla radiotelevisione svizzera di lingua italiana Rsi, il legale sostiene che la schiuma fonoassorbente «era ben visibile durante i controlli effettuati dal Comune» e che nessuna irregolarità era stata rilevata dai responsabili della sicurezza. «Se il mio assistito avesse saputo che quel materiale era infiammabile – afferma Michod – avrebbe volontariamente corso un rischio, cosa che non è vera».

Il difensore interviene anche per smentire alcune voci circolate nei giorni successivi alla tragedia, definite «false», come la presunta fuga di Jessica Moretti con l’incasso o presunti finanziamenti in contanti per acquisti immobiliari. «È necessario rettificare – spiega – affinché l’indagine possa proseguire serenamente».

Quanto al passato giudiziario dell’imprenditore, condannato nel 2008 per sfruttamento della prostituzione e sanzionato nel 2016 per lavoro nero, la difesa lo considera irrilevante ai fini dell’inchiesta sulla strage. «Quel che è stato è stato – conclude Michod – ma non ha alcuna attinenza con i fatti di Crans-Montana».

La scarcerazione di Jacques Moretti non chiude dunque il capitolo giudiziario di una delle peggiori tragedie avvenute negli ultimi anni in Svizzera. L’inchiesta prosegue, con l’obiettivo di accertare responsabilità, omissioni e eventuali falle nei controlli, mentre le famiglie delle 40 vittime attendono risposte.

Crollo a Casoria, giovane sposo salva i residenti ma perde tutto

Casoria – “Mi dicono che con il mio gesto ho salvato molte vite, ne sono contento ma stanotte ho perso tutto e mi serve assolutamente un aiuto perché non ho praticamente più niente”.

Domenico Ferraiuolo è l’eroe che ha evitato la tragedia per il crollo di una palazzina a Casoria. Ha allertato gli altri residenti del palazzo dopo aver verificato che nei sotterranei dello stabile vi era una grossa perdita di acqua. Se non ci sono state vittime e feriti, è anche – se non soprattutto – merito suo.

Ma adesso è rimasto senza nulla: “Sono disoccupato e mi sono sposato da poco – racconta – e quella casa l’avevo acquistata con enormi sacrifici miei e della mia famiglia. In pratica, ora sono un nullatenente”.

Domenico è stravolto: racconta le ore che hanno preceduto il crollo. “Erano un paio di giorni che sentivamo degli scricchiolii ed erano evidenti delle crepe: ho avvisato gli inquilini che erano presenti e abbiamo allora deciso di controllare la parte sotterranea della palazzina, là c’è una sorta di grotta posta a 20-25 metri dal livello della strada.

Non siamo nemmeno entrati, che abbiamo notato un’enorme cascata venire fuori da una grossa tubatura. Siamo tornati sopra e abbiamo invitato chi ancora era in casa a scendere in strada. Questo nonostante qualcuno provasse a darci rassicurazioni sullo stato di solidità dello stabile”.

La vita di Domenico Ferraiuolo è crollata con quella casa. Guarda l’immobile. “Quello è ciò che rimane del mio appartamento – dice indicando la parte alta dello stabile – praticamente il solo sgabuzzino. Mi dicono che con il mio gesto ho salvato molte vite, ne sono contento ma stanotte ho perso tutto e mi serve assolutamente un aiuto perché non ho praticamente più niente”.

Ieri sera i vigili del fuoco avevano disposto lo sgombero forzato delle 15 famiglie residenti nello stabile di via Cavour, tra le proteste.

Stamane, molte di quelle persone hanno ringraziato i pompieri “per averli salvati grazie alla corretta e tempestiva valutazione fatta ieri”, fa sapere il comando dei vigili del fuoco. Saranno gli esperti a stabilire le cause del crollo e a monitorare e mettere in sicurezza l’area del palazzo crollato stamattina alle 7 tra la disperazione dei residenti. Anche alcuni palazzi vicini sono stati sgomberati in via precauzionale per consentire le verifiche.

“Morirò qua sotto ma non me ne vado. Sono anni che diciamo che le cose non vanno bene. Che abbiamo piccoli segnali e ora hanno aspettato questo. Non finirà così. Adesso devono aggiustare tutto e devono restituirci le case”. Roberto Maida che con la moglie e i figli abita in uno degli appartamenti crollati a Casoria non nasconde la sua rabbia.

“Qua non funziona niente. Abbiamo buttato i sacrifici di una vita. Stanotte ci hanno fatto dormire per strada. In albergo potevamo andare solo se avevamo minori o persone con patologie. Meno male che non siamo rientrati. Facevamo la fine dei topi”, conclude.

La risposta delle istituzioni

Dopo il crollo sul luogo del disastro, su richiesta del Comune di Casoria, che ha attivato il Centro operativo comunale, per coordinare i soccorsi e l’assistenza sono stati inviati sul posto mezzi e uomini della Protezione civile regionale e della Sma Campania. In particolare, 30 volontari e 3 psicologi dell’emergenza hanno supportato i cittadini.

L’assessora alla Protezione civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta, che sta seguendo personalmente l’evolversi della situazione in stretto raccordo con il sindaco di Casoria e con la Protezione civile della Regione, già nella serata di ieri si era recata sul luogo per monitorare le operazioni di ripristino, ascoltare le famiglie sgomberate e coordinare gli interventi insieme all’amministrazione comunale.

“In questa situazione, resa più complessa dal crollo dell’edificio, la nostra priorità assoluta è ora l’incolumità dei cittadini e il supporto alle famiglie coinvolte”, dichiara l’assessora Zabatta. “La Protezione civile regionale è pronta ad impiegare tutte le risorse necessarie. Stiamo provvedendo a fornire un’assistenza più ampia e strutturata per far fronte ai disagi dei residenti causati dal crollo. Continueremo ad aggiornarvi costantemente sull’evoluzione dei lavori e sulle misure di sicurezza adottate”, conclude l’assessora.

Il Comune di Casoria ha pubblicato un avviso rivolto alle famiglie sgomberate a seguito del crollo avvenuto in via Cavour per affrontare l’emergenza abitativa. “Grazie all’attivazione del Fondo regionale di contrasto all’emergenza abitativa della Regione Campania – fa sapere il sindaco di Casoria Raffaele Bene – è stata prevista una misura straordinaria per garantire una sistemazione temporanea e immediata ai nuclei familiari costretti a lasciare la propria abitazione per ragioni di sicurezza”.

Bene ringrazia “l’assessore regionale alle Politiche abitative Claudia Pecoraro per la disponibilità dimostrata, il presidente della Regione Roberto Fico e il prefetto di Napoli Michele Di Bari che hanno consentito di attivare tempestivamente questo importante strumento di supporto”. obiettivo di tutelare le persone e accompagnare le famiglie in questo momento difficile”, assicura il sindaco di Casoria.

L’ordine degli architetti lancia l’allarme. 

“Il crollo è avvenuto in uno stabile già sgomberato, dopo che alcuni cittadini avevano segnalato scricchiolii e rumori anomali. Ma un sistema di Protezione Civile non può reggersi solo sulla prontezza dei cittadini”. A dirlo è Antonio Cerbone, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Napoli e coordinatore campano della Stn (Struttura tecnica nazionale) della Protezione civile.

“Casoria come molti comuni italiani, è dotata di un Piano di Emergenza e di un Piano di Protezione Civile. Il problema non è la loro esistenza formale, ma la loro invisibilità sostanziale. Piani chiusi in un cassetto, sconosciuti alla maggior parte della popolazione, mai realmente condivisi. Un piano che non viene comunicato non è uno strumento di prevenzione: è solo un atto amministrativo.

Parlo con la voce di chi vive questo territorio come cittadino, ma anche con la responsabilità di chi opera come tecnico, come consigliere dell’Ordine degli Architetti di Napoli e come coordinatore della Struttura tecnica nazionale per la Campania. Da anni denuncio la scarsa comunicazione dei Piani di Protezione Civile. Le prime analisi indicano come causa del crollo una infiltrazione dovuta alla rottura di una conduttura idrica.

È evidente che una manutenzione ordinaria programmata avrebbe potuto ridurre drasticamente il rischio. Questo – conclude – ci porta a una domanda scomoda, ma necessaria: quanto investiamo davvero nella prevenzione rispetto a quanto spendiamo dopo le emergenze? La prevenzione non si improvvisa e non si attiva solo quando l’emergenza è sotto gli occhi di tutti. Questa volta è andata bene. Ma la fortuna non è una politica pubblica”.

Napoli, ultimatum dei tassisti per l’America’s Cup: «Senza telecamere in via Marina, città ferma al palo»

Napoli – Non è solo una questione di viabilità, è un braccio di ferro che dura da oltre dodici mesi. Il Comitato Tassisti di Base torna a farsi sentire, e questa volta lo fa alzando la posta in gioco: il prestigio internazionale di Napoli. Con l’ombra della Summer 2026 e, soprattutto, i riflettori mondiali dell’America’s Cup pronti ad accendersi sul Golfo, i colletti bianchi del trasporto pubblico non di linea lanciano un appello che sa di ultima chiamata.

Un anno di trincea

La nota diffusa oggi non è un fulmine a ciel sereno. Arriva dopo un anno di proteste, sit-in e tavoli tecnici spesso finiti in fumate nere. Al centro della disputa c’è sempre lo stesso nodo gordiano: la protezione delle corsie preferenziali, troppo spesso invase dal traffico selvaggio, che trasforma ogni corsa in un’odissea.

I tassisti accusano l’amministrazione di muoversi con una lentezza incompatibile con le scadenze che attendono la città. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Il “caso via Marina”.

Il paradosso di Via Marina

Il Comitato punta il dito contro un deficit di comunicazione che rasenta l’assurdo. Mentre i rumors parlano di nuove telecamere in arrivo per blindare la preferenziale di via Marina, i diretti interessati restano all’oscuro di tutto.

“Ad oggi la categoria non conosce né i tempi certi né le modalità operative dell’intervento”, denuncia il Comitato. “Abbiamo appreso della possibile installazione e del coinvolgimento di ANM solo attraverso la stampa cittadina”.

Un corto circuito informativo che i sindacati interpretano come l’ennesimo segnale di disattenzione verso una categoria che chiede legalità e strumenti tecnologici per lavorare.

La sfida: modernità o caos?

L’appello rivolto al Sindaco e agli assessori ai Trasporti, Legalità e Turismo è netto: accelerare. Non c’è più spazio per le meline burocratiche. L’obiettivo dichiarato è una mobilità “efficiente, moderna e competitiva”.

Monitoraggio costante: Installazione immediata di sistemi di video-sorveglianza.

Rispetto delle corsie: Tolleranza zero per i non aventi diritto.

Immagine internazionale: Garantire flussi rapidi per i turisti dell’America’s Cup.

La palla passa ora al Comune. Con una stagione turistica che si preannuncia record, la domanda dei tassisti è semplice: Napoli vuole essere una metropoli europea o restare ostaggio del proprio caos?

Omr Automotive al fianco della Ferrari: partnership che guarda al futuro

Roma. Con la presentazione della Sf-26, la nuova monoposto della Scuderia Ferrari Hp per il Campionato del Mondo di Formula 1 2026, si apre un nuovo ciclo tecnico per la Formula 1 e prosegue una collaborazione di lungo corso che vede Omr Automotive al fianco della Scuderia di Maranello come Team and Technical Partner.

Una partnership costruita nel tempo, che non si limita a consolidare l’esperienza maturata, ma continua a evolversi attraverso ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico. “La nostra collaborazione con Ferrari è una storia lunga, iniziata cinquant’anni fa, che ci vede sempre al fianco di Ferrari, pronti alle continue sfide che ogni giorno dobbiamo affrontare”, ha dichiarato Marco Bonometti, ceo di Omr Automotive.

“Non ci si ferma mai davanti ai risultati raggiunti- ha aggiunto il cavaliere del Lavoro Marco Bonometti, presidente di Omr Automotive- È questa la forza di una partnership che continua a guardare al futuro, unendo eccellenza tecnica e visione industriale”.

Con la stagione 2026, Omr Automotive rinnova il proprio impegno al fianco della Scuderia Ferrari Hp, confermando una collaborazione che unisce tradizione e innovazione nel laboratorio tecnologico più avanzato del motorsport e che rappresenta la vera eccellenza del Made in Italy.

Ultime notizie su SSC Napoli

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Le ultime notizie su SSC Napoli delineano una fase intensa, segnata da scelte tecniche chiare, risultati altalenanti e un contesto competitivo che impone attenzione costante. La squadra affronta un calendario fitto, con impegni ravvicinati che mettono alla prova condizione fisica, gestione del gruppo e capacità di adattamento tattico.

Il dibattito digitale ospita spesso temi che non riguardano direttamente il calcio e che nascono fuori dall’ambito sportivo. Vincispin rientra in questo contesto come piattaforma di gioco online citata nelle conversazioni per ragioni informative e di attualità. Le discussioni si concentrano su aspetti normativi, tutela degli utenti e limiti legali del settore, senza collegamenti con risultati, scelte tecniche o dinamiche societarie del Napoli. Questa separazione aiuta a mantenere chiari i confini tra cronaca sportiva e altri argomenti presenti nello spazio pubblico.

Situazione sportiva e andamento recente

Il Napoli arriva da una serie di partite che hanno mostrato segnali contrastanti. In alcune gare, la squadra ha mantenuto controllo del gioco e precisione nelle fasi di possesso. In altre, ha sofferto cali di ritmo e difficoltà nella gestione dei momenti chiave. Lo staff tecnico ha reagito con scelte mirate, intervenendo su modulo e rotazioni. Il gruppo ha risposto con applicazione, cercando continuità senza forzature.

Il campionato impone margini ridotti. Ogni punto pesa e ogni errore incide. Il Napoli ha lavorato per rafforzare la fase difensiva, con una linea più compatta e distanze curate. In avanti, la squadra ha puntato su scambi rapidi e movimenti coordinati, con attenzione alla copertura preventiva.

Analisi tattica delle ultime gare

L’impostazione recente ha privilegiato equilibrio e controllo degli spazi. Il centrocampo ha gestito i tempi con alternanza tra costruzione bassa e passaggi verticali. Le corsie laterali hanno garantito ampiezza, mentre i terzini hanno scelto con attenzione quando accompagnare l’azione.

Elementi emersi nelle ultime partite:

  • Maggiore attenzione alle transizioni difensive
  • Pressione selettiva nella metà campo avversaria
  • Scelte semplici in fase di conclusione
  • Riduzione dei rischi in impostazione

Questi fattori hanno limitato le occasioni concesse, anche se la squadra deve ancora aumentare la precisione negli ultimi metri.

Stato della rosa e gestione degli infortuni

La condizione fisica resta un tema centrale. Alcuni giocatori hanno accusato affaticamenti dovuti al calendario serrato. Lo staff medico ha gestito i carichi con lavoro differenziato e rientri graduali. Le rotazioni hanno mantenuto competitività senza accelerazioni inutili.

Situazione sintetica della rosa:

Reparto Stato generale
Difesa Buona tenuta, rotazioni costanti
Centrocampo Carichi sotto controllo
Attacco Alternanza per preservare energie

Questo approccio ha ridotto le ricadute e ha garantito disponibilità diffusa.

Focus sui giovani e sulle alternative

Il Napoli ha dato spazio a profili meno utilizzati in gare mirate. Le risposte hanno mostrato attenzione tattica e capacità di restare nel piano partita. L’inserimento graduale ha rafforzato il gruppo senza creare squilibri.

Aspetti osservati:

  • Intensità costante
  • Cura delle coperture
  • Decisioni rapide sotto pressione

Questi segnali indicano una base affidabile su cui contare.

Il ruolo dell’allenatore e la comunicazione

L’allenatore ha scelto una comunicazione diretta e misurata. Ha concentrato il lavoro su analisi degli errori e preparazione settimanale. Questo metodo ha mantenuto il gruppo focalizzato sugli obiettivi immediati.

Nelle conferenze, il tecnico ha ribadito:

  • Centralità dell’atteggiamento
  • Necessità di continuità
  • Importanza del lavoro quotidiano

Il messaggio ha trovato riscontro nello spogliatoio.

Calendario e prossimi impegni

Il calendario propone gare ravvicinate. Il Napoli deve gestire energie e concentrazione. Ogni incontro richiede attenzione ai dettagli, perché gli avversari sfruttano ogni disattenzione.

Aspetti chiave:

  • Preparazione mirata sull’avversario
  • Gestione dei minuti
  • Cura dei calci piazzati

Questi elementi incidono nelle partite equilibrate.

Dati e numeri recenti

Le statistiche aiutano a leggere il momento. Le ultime settimane mostrano una difesa più attenta e una produzione offensiva da rendere più efficace.

Indicatori principali:

  • Gol subiti: in calo
  • Tiri concessi: diminuiti
  • Possesso palla: stabile
  • Precisione al tiro: da migliorare

I numeri indicano una base solida con margini di crescita.

Il clima intorno alla squadra

L’ambiente segue con attenzione e senso critico. I tifosi chiedono impegno e chiarezza. La squadra ha risposto sul campo con applicazione. Lo stadio ha sostenuto il gruppo nei momenti complessi.

La società ha mantenuto una linea discreta, lasciando spazio al lavoro tecnico.

Mercato e prospettive a breve termine

Le notizie di mercato restano contenute. Il Napoli valuta interventi solo se utili all’equilibrio della rosa. Le scelte passano da analisi tecnica e condizione del gruppo.

Linee guida:

  • Inserimenti funzionali
  • Nessuna fretta
  • Valorizzazione delle risorse interne

Questo metodo riduce rischi.

Prospettive per la stagione

La stagione richiede continuità. Il Napoli deve trasformare buone prestazioni in risultati stabili. La rosa offre soluzioni, ma serve lucidità nelle scelte. Il calendario concede poco margine, quindi ogni gara pesa. Il campo darà risposte concrete.

Scandalo voto di scambio nel casertano: indagati consigliere regionale e due sindaci

Santa Maria Capua Vetere  – Un banchetto elettorale in un bar di Castel Volturno, con santini e banconote da 50 o 70 euro passate di mano in cambio di voti. E non solo: promesse di assunzioni, regali come un suino senza documenti e appalti nel settore rifiuti.

È questo lo scenario emerso dall’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, coordinata dal procuratore Pierpaolo Bruni e dai sostituti Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, che ha portato alla notifica di avviso di conclusione indagini a nove persone per voto di scambio politico-mafioso in occasione delle elezioni comunali di giugno 2024 a Castel Volturno.

Tra gli indagati spiccano figure di spicco del centrodestra locale: il consigliere regionale di Forza Italia Giovanni Zannini, già al centro di un’altra inchiesta per corruzione, concussione e truffa (per la quale la stessa Procura ha chiesto l’arresto in carcere solo tre giorni fa); il sindaco di Castel Volturno Pasquale Marrandino, eletto proprio in quelle consultazioni e già indagato per corruzione in un altro filone; e il sindaco di San Cipriano d’Aversa Vincenzo Caterino, presidente della società provinciale dei rifiuti Gisec.

Le indagini, condotte dai carabinieri, hanno ricostruito un episodio chiave avvenuto il 16 giugno 2024, poco prima del ballottaggio vinto da Marrandino. I tre si sarebbero incontrati in un hotel di Mondragone – città d’origine di Zannini – con l’imprenditore Luca Pagano.

In cambio del suo appoggio elettorale, gli avrebbero promesso un appalto nei rifiuti dal Comune di Mondragone o da ditte collegate allo schieramento di Zannini, il noleggio di un piazzale di 5mila metri quadrati a Falciano del Massico per i mezzi della nettezza urbana e un incarico politico per la figlia Rosa, candidata nella lista “Castel Volturno Città”.

Pagano avrebbe rifiutato l’incarico per la figlia, ma la presenza di Caterino – in qualità di presidente Gisec – avrebbe garantito la credibilità delle promesse.Un altro filone dell’inchiesta si concentra su un “banchetto” in un bar di Castel Volturno, gestito dall’indagato Michele Cantone.

Il “banchetto” con scambio di soldi in un bar di Castel Volturno

Qui, secondo gli inquirenti, si sarebbe consumata la compravendita diretta: soldi provenienti da Marrandino e dal vicesindaco Giulio Natale (anch’egli indagato), finanziati da imprenditori, distribuiti agli elettori insieme a facsimile delle schede. Tra i beneficiari, Attilio Morrone, che avrebbe ricevuto da Marrandino un suino privo di certificazione e la promessa di un posto di lavoro.

Non tutti, però, hanno accettato: i carabinieri annotano casi di rifiuto. Indagati anche il titolare del bar Michele Antolini e altri elettori che hanno intascato il denaro, destinato a sostenere Marrandino, Natale e candidati affini.

L’inchiesta getta nuova ombra su Zannini, già sotto pressione per l’altro procedimento giudiziario, e solleva interrogativi sul sistema elettorale nel Casertano, dove intrecci tra politica, imprenditoria e rifiuti sembrano ricorrenti. Al momento, nessuno degli indagati ha rilasciato dichiarazioni, ma la chiusura delle indagini apre la strada a possibili rinvii a giudizio.

Salerno, autocisterna di GPL si ribalta per un guasto ai freni: l’autista evita il disastro

Salerno– Poteva trasformarsi in una tragedia l’incidente avvenuto questa mattina a Serre, in provincia di Salerno, dove un’autocisterna carica di GPL si è ribaltata in località Alimenta. A scongiurare il peggio è stata la prontezza di riflessi e il sangue freddo dell’autista che, accortosi di un’improvvisa avaria all’impianto frenante, ha compiuto una manovra disperata ma decisiva.

Il conducente, resosi conto di non poter arrestare la marcia del mezzo pesante e vedendo l’imminente pericolo per le altre autovetture e le abitazioni vicine, ha scelto deliberatamente di indirizzare il veicolo verso una strada sterrata laterale. La manovra di emergenza ha causato il ribaltamento della cisterna, ma ha evitato impatti devastanti e il rischio concreto di un’esplosione in una zona abitata.

Immediato l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono giunte le squadre dei Vigili del Fuoco, supportate dagli specialisti del nucleo NBCR (Nucleare Biologico Chimico Radiologico), essenziali per gestire scenari ad alto rischio come la fuoriuscita o la gestione di sostanze infiammabili.

Dopo aver prestato le prime cure al conducente, uscito scosso ma salvo dall’abitacolo, i caschi rossi hanno delimitato la zona dando il via alle delicate operazioni di messa in sicurezza.

Attualmente è in corso il travaso del gas propano liquido dalla cisterna incidentata a un altro mezzo, procedura necessaria prima di poter procedere al recupero del veicolo con l’ausilio di un’autogru. La situazione, fanno sapere i soccorritori, è ora sotto controllo e non si registrano danni a terzi.

Fine della corsa a Napoli Centrale: arrestato 19enne ricercato per rapina ed estorsione

Napoli – Un cappuccio calato sul volto e un atteggiamento circospetto che non è sfuggito agli occhi esperti degli agenti. Si è conclusa così, tra i porticati di Piazza Garibaldi e i binari di Napoli Centrale, la fuga di un giovane classe 2006, finito in manette nell’ambito dei controlli straordinari del servizio “Stazioni Sicure”.

Il ragazzo, appena diciannovenne, era attivamente ricercato in tutta Italia. Su di lui pendeva infatti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sondrio: è ritenuto gravemente indiziato di reati pesanti, quali tentata estorsione e rapina aggravata.

L’arresto è scattato nei giorni scorsi, quando una pattuglia del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania ha notato il giovane aggirarsi con fare sospetto tra i passanti. Alla vista delle divise, il diciannovenne ha tentato un movimento repentino per eludere il controllo e confondersi tra la folla dei viaggiatori. Un tentativo inutile: i poliziotti lo hanno prontamente raggiunto e bloccato prima che potesse far perdere le proprie tracce.

Dopo i controlli di rito e la conferma della sua identità, per il giovane si sono aperte le porte del carcere di Napoli Poggioreale, dove è stato condotto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

Come previsto dalle norme vigenti, si ricorda che il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari. L’indagato è pertanto da ritenersi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Salerno, educatore di casa accoglienza fermato per abusi su minori

Salerno – Un educatore di 35 anni di una casa di accoglienza nel Salernitano è stato fermato dalla Procura per violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico ai danni di due minorenni affidati alla sua cura.

Le indagini sono scattate a seguito della denuncia sporta da una 16enne. La Sezione operativa per la sicurezza cibernetica della Questura di Salerno ha eseguito un decreto di perquisizione emesso dalla Procura, sequestrando i dispositivi informatici dell’uomo.

Al loro interno, gli specialisti hanno rinvenuto numerose immagini pedopornografiche realizzate dallo stesso educatore durante gli abusi sulla 16enne e su un altro minore. Nei suoi confronti è stato disposto il fermo di indiziato di delitto.

S. Agnello, prorogato lo sgombero del complesso di housing sociale sotto sequestro: nuova scadenza al 20 marzo

La Procura di Torre Annunziata ha disposto una nuova proroga del termine per lo sgombero del comparto di housing sociale di Sant’Agnello, in via MB Gargiulo, attualmente sottoposto a sequestro. La decisione rinvia l’uscita degli occupanti al 20.3.2026, dopo le precedenti scadenze fissate al 20.12.2025 e poi prorogate al 20.1.2026.

Il provvedimento riguarda un complesso composto da 53 unità abitative, oltre a pertinenze e spazi comuni (tra cui box auto, posti moto, cantine e locali di servizio). L’ordine prevede che gli occupanti liberino immobili e aree “da persone e cose” entro il nuovo termine indicato.

Alla base della scelta, riferisce la Procura, c’è il calendario delle prossime udienze del processo pendente davanti al Tribunale di Torre Annunziata, definito all’udienza del
21.1.2026. I giudici hanno fissato il 5.3.2026 per il completamento dell’istruttoria dibattimentale, l’11.3.2026 per la discussione del pubblico ministero e delle parti civili e il
17.3.2026 per la discussione delle difese.

Secondo quanto comunicato, la proroga è stata disposta d’ufficio per “attendere l’ormai prossima pronuncia” del Tribunale prima di procedere a un eventuale sgombero coatto degli immobili sequestrati.

San Giuseppe Vesuviano, scoperta la «bottega dei falsi»: maxi sequestro di abbigliamento tarocco

San Giuseppe Vesuviano – Una cantina trasformata in un deposito clandestino di falsi. È quanto hanno scoperto gli agenti del Commissariato di San Giuseppe Vesuviano nel corso di un servizio di controllo del territorio, finito con una denuncia e un maxi sequestro.

Al centro dell’operazione, un uomo di 41 anni, di origine marocchina e già noto alle forze dell’ordine. I poliziotti, durante una perquisizione nei locali da lui utilizzati, hanno rinvenuto un vero e proprio arsenale di prodotti contraffatti, accuratamente occultato all’interno di numerose buste.

Il bottino è consistito in ben 379 capi di abbigliamento e 36 paia di scarpe, tutti recanti il marchio abusivo di griffe del lusso e della moda internazionale. Merce che, se fosse stata autentica, avrebbe avuto un valore di mercato molto elevato.

L’uomo è stato quindi denunciato alla Procura di Torre Annunziata per i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. L’attività investigativa, condotta dal Commissariato locale, conferma l’impegno della Polizia di Stato nel contrastare il fenomeno della contraffazione, che danneggia l’economia legale e inganna i consumatori. I sequestri evitano l’immissione nel circuito commerciale di prodotti spesso realizzati in condizioni non regolamentate.

Cesa, blitz nella sala giochi ‘fantasma’: scoperte 11 slot scollegate dallo Stato, stangata da 121mila euro

Cesa  – Duro colpo al gioco d’azzardo illegale nell’Agro Aversano. Un blitz scattato nelle scorse ore ha portato alla luce un vero e proprio sistema parallelo di scommesse all’interno di una sala giochi di Cesa, conclusosi con una denuncia penale e una sanzione amministrativa che sfiora cifre record.

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della locale stazione in stretta sinergia con il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) di Caserta. I militari e i funzionari hanno passato al setaccio l’attività commerciale, concentrandosi sulla regolarità degli apparecchi da intrattenimento presenti in sala.

Il controllo ha svelato uno scenario di totale irregolarità: ben undici slot machine risultavano completamente “fantasma”. Gli apparecchi, infatti, erano privi dei necessari titoli autorizzativi e, fatto ancora più grave, non erano collegati alla rete telematica statale. Il mancato collegamento all’AAMS non solo sottrae ingenti risorse all’Erario eludendo il prelievo fiscale, ma rimuove ogni forma di tutela per il giocatore, rendendo impossibile il controllo sulle percentuali di vincita e sulla trasparenza delle giocate.

Immediata la reazione delle autorità. Al termine degli accertamenti, il titolare dell’esercizio commerciale è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria. Pesantissimo il conto presentato dallo Stato: sul piano amministrativo sono state contestate violazioni che hanno portato a sanzioni per un importo complessivo di 121mila euro.

L’intervento rientra in una più ampia strategia di controllo del territorio volta a contrastare il fenomeno del gioco illegale, una piaga che spesso finisce per alimentare le casse della criminalità locale a discapito della legalità e della salute pubblica.

Vigili del fuoco a Venezia, Viminale: Entro prossimo anno fine carenze organico

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Venezia-  “Entro il prossimo anno le eventuali carenze di organico verranno sanate per il ruolo dei Vigili del fuoco con la copertura di posti messi a bando per la sede di Venezia dalla ‘Procedura di selezione interna per la copertura di 45 posti per l’accesso al ruolo dei nautici di macchina del Corpo nazionale, per titoli e superamento di un corso di formazione professionale per l’acquisizione del brevetto nautico di coperta'”.

Lo ha detto il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco rispondendo alle domande di Ettore Rosato (Azione) su vari problemi dei Vigili del fuoco di Venezia. In particolare, il parlamentare ha interrogato sull’organico, sul “ripristino delle imbarcazioni oggi ferme” e sullo stanziamento “di risorse straordinarie, aprendo un capitolo di spesa dedicato ai Vigili del fuoco lagunari, vista la unicità e fragilità del contesto veneziano”.

Un domanda verteva anche sulle indennità di rischio e disagio per il servizio antincendio lagunare, e se sia allo studio un’integrazione normativa che ne stabilisca l’importo e la stabilità nel tempo.

Per i mezzi nautici utilizzati nella laguna di Venezia, Prisco ha spiegato che il servizio di soccorso è svolto con imbarcazioni veloci, le cosiddette Apl (Autopompe lagunari): si tratta di prototipi, “volutamente scoperte”, per poter attraversare i ponti della città in ogni condizione di marea, “e devono essere facilmente manovrabili all’interno dei canali più stretti della città”.

Rosato segnalava che questi mezzi “espongono gli operatori a condizioni meteo estreme tra cui forte vento, pioggia, mare mosso, gelo e caldo intenso senza adeguati dispositivi di protezione”.

Non esiste una produzione in serie delle Apl e il loro utilizzo è limitato alla laguna di Venezia. Data la particolarità del suo territorio, “per fronteggiare i casi di avaria e i danneggiamenti (con conseguenti periodi fuori servizio, dovuti a urti con i bassi fondali, oggetti sommersi, rive, e altro)”, la sede di Venezia ha un numero di imbarcazioni “più che doppio rispetto alla configurazione operativa minima, in modo da garantire un’adeguata rotazione nelle manutenzioni e una idonea riserva in caso di avaria, per cui il fuori servizio delle Apl risulta di tipo programmato e necessario per effettuare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria”, ha aggiunto Prisco.

L’attuale flotta conta otto Apl, due motoscafi e uno zatterino. Per Venezia poi si stanno cercando “locali idonei” per collocare le attrezzature “nell’ottica di velocizzarne ed alleggerirne il trasporto manuale”, e si sta procedendo all’acquisto “di imbraghi speleo alpini e fluviali” per sopperire all’impossibilità di utilizzare le autoscale.

Infine, le indennità di rischio e disagio per il servizio antincendio lagunare. “Proprio al fine di attribuire un riconoscimento economico al personale addetto allo specifico servizio lagunare, già dall’anno 2020, gli annuali accordi integrativi nazionali relativi alla distribuzione delle economie di gestione del Fondo di amministrazione hanno previsto uno specifico compenso a favore del personale non appartenente ai ruoli specialistici che ha assolto la funzione di conduttore di mezzi nautici per i quali è richiesta la patente nautica”, si legge nella risposta di Prisco visionata dalla ‘Dire’.

Quanto alla possibilità di uno specifico emolumento accessorio, passa da una trattativa con i sindacati, “ma l’amministrazione si riserva in ogni caso la possibilità di inserire tale peculiare previsione nel recepimento del nuovo accordo”.

Furto in casa a Boscoreale, arrestato grazie alle telecamere

A Boscoreale, nel Napoletano, un uomo di 45 anni è stato arrestato per furto aggravato in abitazione dopo essere stato sorpreso lo scorso agosto mentre tentava di rubare in un appartamento. La proprietaria, rincasando, ha notato la presenza dell’intruso e lo ha messo in fuga. Tuttavia, il malvivente è riuscito a portare via contanti e diversi monili in oro prima di dileguarsi.

La svolta nelle indagini è arrivata grazie alle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona, che hanno permesso ai carabinieri della stazione di Boscoreale di identificare il motoveicolo utilizzato dal ladro durante la fuga. Da lì, gli investigatori sono risaliti all’identità del 45enne, arrestato a Scafati (Salerno) su ordine del gip del tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura.

L’uomo è stato trasferito nel carcere di Salerno-Fuorni a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’operazione testimonia l’importanza dei sistemi di sicurezza e la capacità investigativa delle forze dell’ordine nel risolvere anche i casi più complessi.

Castellammare, ex consigliere comunale indagato dalla Dda per concorso esterno

Castellammare – La Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha aperto un’indagine per concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti di Gennaro Oscurato, ex consigliere comunale di Castellammare di Stabia, dimessosi nelle scorse settimane.

L’ex esponente della maggioranza che sostiene il sindaco Luigi Vicinanza era già finito al centro del dibattito politico, anche oltre i confini cittadini, dopo la diffusione di un’intercettazione telefonica nella quale dialogava con il presunto cassiere del clan D’Alessandro.

Secondo quanto trapela dagli ambienti giudiziari, Oscurato sarà ascoltato nei prossimi giorni dal sostituto procuratore della Dda di Napoli Giuseppe Cimmarotta, prossimo ad assumere l’incarico di procuratore aggiunto a Nola.

La difesa dell’ex consigliere è affidata all’avvocato Mario D’Apuzzo, attuale consigliere comunale di opposizione e candidato sindaco del centrodestra alle elezioni amministrative del 2024, nelle quali ha sfidato l’attuale primo cittadino Vicinanza.

L’inchiesta si inserisce nel più ampio contesto delle attività investigative della Dda sul territorio stabiese e sui rapporti tra criminalità organizzata e politica locale.