È stato identificato e denunciato in stato di libertà l’uomo ritenuto responsabile della rapina avvenuta nella mattinata del 20 gennaio ai danni di un distributore di carburanti di Santa Maria a Vico, nel Casertano. Si tratta di un 44enne di Arienzo, già noto alle forze dell’ordine, individuato al termine di una rapida e mirata attività investigativa condotta dai Carabinieri della locale Stazione.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe fatto irruzione nell’area di servizio travisato e armato di una falce agricola, minacciando il dipendente in servizio e costringendolo a consegnargli l’incasso, pari a circa 300 euro. Un’azione violenta e improvvisa che aveva destato forte allarme nella comunità, soprattutto per l’uso di un’arma potenzialmente letale.
Le indagini hanno permesso di ricostruire con precisione le fasi della rapina grazie all’analisi incrociata dei sistemi di videosorveglianza, pubblici e privati, e alle testimonianze raccolte subito dopo l’episodio. Elementi che hanno condotto all’identificazione del presunto responsabile in poche ore.
Nel corso della perquisizione domiciliare, eseguita presso l’abitazione dell’indagato, i militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato gli indumenti ritenuti compatibili con quelli utilizzati durante la rapina e uno smartphone, ora al vaglio degli investigatori. L’uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria e dovrà rispondere di rapina aggravata.
SALERNO – Si era presentato come un maresciallo dei Carabinieri, voce ferma e tono rassicurante, ma dietro quella finta divisa si nascondeva un truffatore. Un uomo di 53 anni, originario del Casertano, è stato arrestato dai Carabinieri della stazione di Santa Maria di Castellabate con l’accusa di aver derubato un’anziana nel Cilento dopo essersi spacciato per un ufficiale dell’Arma.
L’arresto è scattato a Santa Maria Capua Vetere, dove i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Vallo della Lucania. Il raggiro, studiato con cura, era cominciato con una telefonata: l’uomo aveva contattato la vittima raccontandole che a Paestum si era verificata una rapina e che nei pressi era stata trovata un’auto intestata al marito. Per “chiarire la situazione”, aveva aggiunto, un carabiniere si sarebbe presentato a casa per verificare alcuni oggetti d’oro.
Attimi di paura a Capodrise, nel cuore della notte, quando un violento incendio è divampato all’interno di una villetta di due piani in via Fratelli Bandiera. Le fiamme, partite con rapidità, hanno avvolto in pochi minuti l’intera abitazione, provocando anche il crollo di alcune parti in muratura.
All’arrivo dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Caserta, l’edificio era già completamente avvolto dal rogo. Fortunatamente, i residenti sono riusciti a scappare appena in tempo, evitando conseguenze tragiche. Nessuna persona è rimasta ferita, ma la paura è stata enorme.
Un’imposizione mafiosa sul cantiere di una scuola: è con questa accusa che i carabinieri hanno fermato una coppia, lui 70 anni, lei 64, ritenuti affiliati di spicco del clan camorristico Massaro, attivo tra Maddaloni e i comuni limitrofi del Casertano.
I due sono finiti in carcere su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, con le accuse di estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso. I fatti ruotano attorno a un importante appalto per la realizzazione di un campus scolastico a Santa Maria a Vico.
Fonte REDAZIONE






Commenti (1)
E’ una notizia che fa riflettere, ma non capisco come si possa usare una falce per rapinare, è davvero pericoloso. Le forze dell’ordine devono essere piu’ vigili in queste situazioni e garantire la sicurezza.