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Fine della corsa a Napoli Centrale: arrestato 19enne ricercato per rapina ed estorsione

Napoli – Un cappuccio calato sul volto e un atteggiamento circospetto che non è sfuggito agli occhi esperti degli agenti. Si è conclusa così, tra i porticati di Piazza Garibaldi e i binari di Napoli Centrale, la fuga di un giovane classe 2006, finito in manette nell’ambito dei controlli straordinari del servizio “Stazioni Sicure”.

Il ragazzo, appena diciannovenne, era attivamente ricercato in tutta Italia. Su di lui pendeva infatti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sondrio: è ritenuto gravemente indiziato di reati pesanti, quali tentata estorsione e rapina aggravata.

L’arresto è scattato nei giorni scorsi, quando una pattuglia del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania ha notato il giovane aggirarsi con fare sospetto tra i passanti. Alla vista delle divise, il diciannovenne ha tentato un movimento repentino per eludere il controllo e confondersi tra la folla dei viaggiatori. Un tentativo inutile: i poliziotti lo hanno prontamente raggiunto e bloccato prima che potesse far perdere le proprie tracce.

Dopo i controlli di rito e la conferma della sua identità, per il giovane si sono aperte le porte del carcere di Napoli Poggioreale, dove è stato condotto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

Come previsto dalle norme vigenti, si ricorda che il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari. L’indagato è pertanto da ritenersi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Salerno, educatore di casa accoglienza fermato per abusi su minori

Salerno – Un educatore di 35 anni di una casa di accoglienza nel Salernitano è stato fermato dalla Procura per violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico ai danni di due minorenni affidati alla sua cura.

Le indagini sono scattate a seguito della denuncia sporta da una 16enne. La Sezione operativa per la sicurezza cibernetica della Questura di Salerno ha eseguito un decreto di perquisizione emesso dalla Procura, sequestrando i dispositivi informatici dell’uomo.

Al loro interno, gli specialisti hanno rinvenuto numerose immagini pedopornografiche realizzate dallo stesso educatore durante gli abusi sulla 16enne e su un altro minore. Nei suoi confronti è stato disposto il fermo di indiziato di delitto.

S. Agnello, prorogato lo sgombero del complesso di housing sociale sotto sequestro: nuova scadenza al 20 marzo

La Procura di Torre Annunziata ha disposto una nuova proroga del termine per lo sgombero del comparto di housing sociale di Sant’Agnello, in via MB Gargiulo, attualmente sottoposto a sequestro. La decisione rinvia l’uscita degli occupanti al 20.3.2026, dopo le precedenti scadenze fissate al 20.12.2025 e poi prorogate al 20.1.2026.

Il provvedimento riguarda un complesso composto da 53 unità abitative, oltre a pertinenze e spazi comuni (tra cui box auto, posti moto, cantine e locali di servizio). L’ordine prevede che gli occupanti liberino immobili e aree “da persone e cose” entro il nuovo termine indicato.

Alla base della scelta, riferisce la Procura, c’è il calendario delle prossime udienze del processo pendente davanti al Tribunale di Torre Annunziata, definito all’udienza del
21.1.2026. I giudici hanno fissato il 5.3.2026 per il completamento dell’istruttoria dibattimentale, l’11.3.2026 per la discussione del pubblico ministero e delle parti civili e il
17.3.2026 per la discussione delle difese.

Secondo quanto comunicato, la proroga è stata disposta d’ufficio per “attendere l’ormai prossima pronuncia” del Tribunale prima di procedere a un eventuale sgombero coatto degli immobili sequestrati.

San Giuseppe Vesuviano, scoperta la «bottega dei falsi»: maxi sequestro di abbigliamento tarocco

San Giuseppe Vesuviano – Una cantina trasformata in un deposito clandestino di falsi. È quanto hanno scoperto gli agenti del Commissariato di San Giuseppe Vesuviano nel corso di un servizio di controllo del territorio, finito con una denuncia e un maxi sequestro.

Al centro dell’operazione, un uomo di 41 anni, di origine marocchina e già noto alle forze dell’ordine. I poliziotti, durante una perquisizione nei locali da lui utilizzati, hanno rinvenuto un vero e proprio arsenale di prodotti contraffatti, accuratamente occultato all’interno di numerose buste.

Il bottino è consistito in ben 379 capi di abbigliamento e 36 paia di scarpe, tutti recanti il marchio abusivo di griffe del lusso e della moda internazionale. Merce che, se fosse stata autentica, avrebbe avuto un valore di mercato molto elevato.

L’uomo è stato quindi denunciato alla Procura di Torre Annunziata per i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. L’attività investigativa, condotta dal Commissariato locale, conferma l’impegno della Polizia di Stato nel contrastare il fenomeno della contraffazione, che danneggia l’economia legale e inganna i consumatori. I sequestri evitano l’immissione nel circuito commerciale di prodotti spesso realizzati in condizioni non regolamentate.

Cesa, blitz nella sala giochi ‘fantasma’: scoperte 11 slot scollegate dallo Stato, stangata da 121mila euro

Cesa  – Duro colpo al gioco d’azzardo illegale nell’Agro Aversano. Un blitz scattato nelle scorse ore ha portato alla luce un vero e proprio sistema parallelo di scommesse all’interno di una sala giochi di Cesa, conclusosi con una denuncia penale e una sanzione amministrativa che sfiora cifre record.

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della locale stazione in stretta sinergia con il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) di Caserta. I militari e i funzionari hanno passato al setaccio l’attività commerciale, concentrandosi sulla regolarità degli apparecchi da intrattenimento presenti in sala.

Il controllo ha svelato uno scenario di totale irregolarità: ben undici slot machine risultavano completamente “fantasma”. Gli apparecchi, infatti, erano privi dei necessari titoli autorizzativi e, fatto ancora più grave, non erano collegati alla rete telematica statale. Il mancato collegamento all’AAMS non solo sottrae ingenti risorse all’Erario eludendo il prelievo fiscale, ma rimuove ogni forma di tutela per il giocatore, rendendo impossibile il controllo sulle percentuali di vincita e sulla trasparenza delle giocate.

Immediata la reazione delle autorità. Al termine degli accertamenti, il titolare dell’esercizio commerciale è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria. Pesantissimo il conto presentato dallo Stato: sul piano amministrativo sono state contestate violazioni che hanno portato a sanzioni per un importo complessivo di 121mila euro.

L’intervento rientra in una più ampia strategia di controllo del territorio volta a contrastare il fenomeno del gioco illegale, una piaga che spesso finisce per alimentare le casse della criminalità locale a discapito della legalità e della salute pubblica.

Vigili del fuoco a Venezia, Viminale: Entro prossimo anno fine carenze organico

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Venezia-  “Entro il prossimo anno le eventuali carenze di organico verranno sanate per il ruolo dei Vigili del fuoco con la copertura di posti messi a bando per la sede di Venezia dalla ‘Procedura di selezione interna per la copertura di 45 posti per l’accesso al ruolo dei nautici di macchina del Corpo nazionale, per titoli e superamento di un corso di formazione professionale per l’acquisizione del brevetto nautico di coperta'”.

Lo ha detto il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco rispondendo alle domande di Ettore Rosato (Azione) su vari problemi dei Vigili del fuoco di Venezia. In particolare, il parlamentare ha interrogato sull’organico, sul “ripristino delle imbarcazioni oggi ferme” e sullo stanziamento “di risorse straordinarie, aprendo un capitolo di spesa dedicato ai Vigili del fuoco lagunari, vista la unicità e fragilità del contesto veneziano”.

Un domanda verteva anche sulle indennità di rischio e disagio per il servizio antincendio lagunare, e se sia allo studio un’integrazione normativa che ne stabilisca l’importo e la stabilità nel tempo.

Per i mezzi nautici utilizzati nella laguna di Venezia, Prisco ha spiegato che il servizio di soccorso è svolto con imbarcazioni veloci, le cosiddette Apl (Autopompe lagunari): si tratta di prototipi, “volutamente scoperte”, per poter attraversare i ponti della città in ogni condizione di marea, “e devono essere facilmente manovrabili all’interno dei canali più stretti della città”.

Rosato segnalava che questi mezzi “espongono gli operatori a condizioni meteo estreme tra cui forte vento, pioggia, mare mosso, gelo e caldo intenso senza adeguati dispositivi di protezione”.

Non esiste una produzione in serie delle Apl e il loro utilizzo è limitato alla laguna di Venezia. Data la particolarità del suo territorio, “per fronteggiare i casi di avaria e i danneggiamenti (con conseguenti periodi fuori servizio, dovuti a urti con i bassi fondali, oggetti sommersi, rive, e altro)”, la sede di Venezia ha un numero di imbarcazioni “più che doppio rispetto alla configurazione operativa minima, in modo da garantire un’adeguata rotazione nelle manutenzioni e una idonea riserva in caso di avaria, per cui il fuori servizio delle Apl risulta di tipo programmato e necessario per effettuare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria”, ha aggiunto Prisco.

L’attuale flotta conta otto Apl, due motoscafi e uno zatterino. Per Venezia poi si stanno cercando “locali idonei” per collocare le attrezzature “nell’ottica di velocizzarne ed alleggerirne il trasporto manuale”, e si sta procedendo all’acquisto “di imbraghi speleo alpini e fluviali” per sopperire all’impossibilità di utilizzare le autoscale.

Infine, le indennità di rischio e disagio per il servizio antincendio lagunare. “Proprio al fine di attribuire un riconoscimento economico al personale addetto allo specifico servizio lagunare, già dall’anno 2020, gli annuali accordi integrativi nazionali relativi alla distribuzione delle economie di gestione del Fondo di amministrazione hanno previsto uno specifico compenso a favore del personale non appartenente ai ruoli specialistici che ha assolto la funzione di conduttore di mezzi nautici per i quali è richiesta la patente nautica”, si legge nella risposta di Prisco visionata dalla ‘Dire’.

Quanto alla possibilità di uno specifico emolumento accessorio, passa da una trattativa con i sindacati, “ma l’amministrazione si riserva in ogni caso la possibilità di inserire tale peculiare previsione nel recepimento del nuovo accordo”.

Furto in casa a Boscoreale, arrestato grazie alle telecamere

A Boscoreale, nel Napoletano, un uomo di 45 anni è stato arrestato per furto aggravato in abitazione dopo essere stato sorpreso lo scorso agosto mentre tentava di rubare in un appartamento. La proprietaria, rincasando, ha notato la presenza dell’intruso e lo ha messo in fuga. Tuttavia, il malvivente è riuscito a portare via contanti e diversi monili in oro prima di dileguarsi.

La svolta nelle indagini è arrivata grazie alle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona, che hanno permesso ai carabinieri della stazione di Boscoreale di identificare il motoveicolo utilizzato dal ladro durante la fuga. Da lì, gli investigatori sono risaliti all’identità del 45enne, arrestato a Scafati (Salerno) su ordine del gip del tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura.

L’uomo è stato trasferito nel carcere di Salerno-Fuorni a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’operazione testimonia l’importanza dei sistemi di sicurezza e la capacità investigativa delle forze dell’ordine nel risolvere anche i casi più complessi.

Castellammare, ex consigliere comunale indagato dalla Dda per concorso esterno

Castellammare – La Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha aperto un’indagine per concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti di Gennaro Oscurato, ex consigliere comunale di Castellammare di Stabia, dimessosi nelle scorse settimane.

L’ex esponente della maggioranza che sostiene il sindaco Luigi Vicinanza era già finito al centro del dibattito politico, anche oltre i confini cittadini, dopo la diffusione di un’intercettazione telefonica nella quale dialogava con il presunto cassiere del clan D’Alessandro.

Secondo quanto trapela dagli ambienti giudiziari, Oscurato sarà ascoltato nei prossimi giorni dal sostituto procuratore della Dda di Napoli Giuseppe Cimmarotta, prossimo ad assumere l’incarico di procuratore aggiunto a Nola.

La difesa dell’ex consigliere è affidata all’avvocato Mario D’Apuzzo, attuale consigliere comunale di opposizione e candidato sindaco del centrodestra alle elezioni amministrative del 2024, nelle quali ha sfidato l’attuale primo cittadino Vicinanza.

L’inchiesta si inserisce nel più ampio contesto delle attività investigative della Dda sul territorio stabiese e sui rapporti tra criminalità organizzata e politica locale.

Avellino, travolge due cani sulle strisce e scappa: caccia al pirata della strada

Avellino – È caccia all’uomo nelle strade di Avellino dopo il drammatico incidente avvenuto ieri mattina in via De Renzi. Un automobilista ha travolto in pieno due cani che stavano attraversando la carreggiata, per poi dileguarsi a forte velocità senza fermarsi a prestare

La dinamica dell’incidente

Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Questura, i due animali – un Labrador e un Dogo Argentino – si trovavano correttamente al guinzaglio dei rispettivi proprietari. L’impatto è avvenuto proprio sulle strisce pedonali, nel momento in cui i due passanti si sono incrociati.

La violenza dell’urto non ha lasciato scampo al Labrador, deceduto istantaneamente sotto gli occhi dei padroni, rimasti miracolosamente illesi ma sotto shock. Gravissime, invece, le condizioni del Dogo Argentino, trasportato d’urgenza in una clinica veterinaria e sottoposto a un delicato intervento chirurgico nel tentativo di salvargli la vita.

Gli inquirenti sono già sulle tracce del responsabile. La zona centrale in cui è avvenuto l’investimento è capillarmente coperta da sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. Gli agenti stanno visionando i filmati per isolare il numero di targa del veicolo. Fonti vicine alla Questura lasciano intendere che il cerchio si stia stringendo: l’identificazione del pirata della strada potrebbe essere questione di ore.

L’automobilista rischia ora pesanti sanzioni e denunce penali ai sensi del Codice della Strada e delle norme sul maltrattamento e l’uccisione di animali, aggravate dalla fuga.

Santa Maria Capua Vetere, l’agente confessa in aula: «Ho picchiato i detenuti, punitemi»

Caserta – Non cerca sconti, né attenuanti, sebbene il suo racconto apra uno squarcio inquietante sulla catena di comando di quel “maledetto” 6 aprile 2020. Michele Vinciguerra, ex agente penitenziario oggi imputato nel maxi-processo sulle violenze al carcere “Francesco Uccella”, è il primo dei 105 alla sbarra ad ammettere, senza giri di parole, l’uso illegittimo della forza.

“Mi vergogno delle mie azioni”

Vinciguerra, che all’epoca dei fatti finì agli arresti ma scelse la via del silenzio davanti al Gip, ha deciso di liberarsi del peso oggi, venerdì 23 gennaio 2026. «All’epoca ero confuso e sotto shock – ha spiegato alla Corte – ma mi ero ripromesso che avrei detto le cose come sono avvenute».

E le parole sono pietre: «Ho messo in atto azioni di contenimento brutte e azioni di attacco pessime. Non voglio giustificarmi».

L’ammissione stride con la linea difensiva tenuta finora dalla quasi totalità degli imputati, nonostante le immagini delle telecamere di sorveglianza abbiano mostrato al mondo i corridoi del reparto Nilo trasformati in un tunnel di colpi e umiliazioni per i detenuti che avevano protestato per la paura del Covid.

Gli ordini dall’alto: “Manganellateli”

Ma la confessione di Vinciguerra non si ferma all’autoaccusa. L’ex agente ricostruisce la dinamica della spedizione punitiva, chiamando in causa i vertici operativi di quel giorno. Richiamato in servizio d’urgenza tramite chat dal comandante Manganelli, Vinciguerra viene equipaggiato di casco e scudo e inserito nel “Gruppo di Supporto”, composto in gran parte da agenti provenienti da Secondigliano e altri istituti.

«Rispondevamo solo ai nostri capi, non agli ufficiali di Santa Maria», precisa. Ed è qui che spunta il nome di Paone, uno dei comandanti del Gruppo di Supporto (imputato in un filone parallelo). Secondo Vinciguerra, l’ordine impartito fu perentorio: i detenuti dovevano essere portati nelle salette di socialità, messi in ginocchio, faccia al muro e mani sulla nuca. «Ci disse: “Se disattendono gli ordini, dovete manganellarli”. Fu un ordine preciso».

Il giallo delle telecamere

Il passaggio più drammatico della deposizione riguarda la presunta garanzia di impunità. Vinciguerra riferisce una frase che, se confermata, dimostrerebbe la totale consapevolezza dell’illiceità dell’operazione. «Paone ci rassicurò di procedere tranquillamente – racconta l’imputato – disse: “La Commissaria Costanzo ha garantito che le telecamere di sorveglianza interne sono spente”».

Una rivelazione che ha fatto saltare sulla sedia il pm Daniela Pannone: «Lei sta rivelando circostanze molto forti oggi per la prima volta», ha commentato il magistrato.

Le percosse e gli schiaffi ai colleghi

L’orrore prosegue nel racconto della “socialità” della terza sezione Nilo. I detenuti, in ginocchio, parlavano e si lamentavano. «Li colpii. Ho eseguito degli ordini con grande mortificazione», ammette Vinciguerra.

Incalzato dal pm Alessandro Milita sul perché avesse obbedito a direttive così palesemente violente, l’ex agente ha parlato di un adeguamento al «modus operandi del Gruppo di Supporto». Un clima di intimidazione che non risparmiava nemmeno i colleghi meno “zelanti”.

Vinciguerra racconta di essere rimasto solo a un certo punto e di aver allentato la presa sui reclusi: «Ricevetti due schiaffi da Paone. Mi disse: “Lo vedi che stanno parlando? Cosa ti ho detto? Li devi manganellare”».

«Ho ecceduto, ho percosso con forza ma involontariamente», conclude l’uomo, incapace di quantificare le vittime della sua furia. Una furia che oggi, a distanza di sei anni, si è trasformata in vergogna pubblica.

Il tramonto a Posillipo: memorie e silenzi nel quartiere sospeso nel tempo

Un suono che apre il cuore

Il rumore lieve delle onde che si infrangono contro gli scogli, mischiato al canto indistinto di qualche gabbiano, accompagna il lento calare del sole su via Posillipo. È l’ora in cui il quartiere sembra sospeso, come in attesa di qualcosa che non ha fretta di arrivare. “Questa cosa qui la riconosci al volo”, dice una voce del posto, mentre indica una vecchia barca attraccata al molo, testimone silenziosa di tempi lontani.

Posillipo, un quartiere tra il mare e la memoria

Posillipo non è solo uno dei panorami più celebri di Napoli, ma un luogo dove la storia si intreccia con la vita quotidiana. Le sue stradine tortuose, i giardini nascosti e i balconi affacciati sul golfo raccontano storie di famiglie, di pescatori e artisti che hanno plasmato l’identità di questo quartiere unico.

Un dettaglio raro: il profumo del gelsomino

Camminando verso la collina, un profumo intenso di gelsomino avvolge l’aria, un dettaglio spesso trascurato dai turisti ma caro agli abitanti. È un odore che evoca notti d’estate passate in cortili illuminati solo dalla luce delle candele, mentre le voci di bambini giocano e risuonano tra i vicoli.

Ricordi d’infanzia tra vicoli e barche

Ricordo quando, da bambino, mio nonno mi portava a vedere il tramonto dalla Villa Rosebery. Seduti sulle pietre scavate dal tempo, guardavamo il sole sparire dietro il Vesuvio, mentre lui raccontava storie di un Napoli antica, fatta di semplicità e condivisione. Quei momenti rimangono impressi come una fotografia indelebile nella memoria collettiva del quartiere.

Il silenzio che parla

Il tramonto a Posillipo porta con sé un silenzio che non è vuoto, ma pieno di significato. È il silenzio delle chiacchiere sospese, dei negozi che chiudono lentamente, del mare che culla la sera. Un silenzio in cui si può ascoltare davvero il proprio respiro e quello del quartiere.

Il presente che convive con il passato

Oggi Posillipo mantiene il suo fascino antico, ma si confronta con una realtà in continua evoluzione. Nuove generazioni cercano di preservare le tradizioni, mentre il quartiere si apre a visitatori e nuove attività. Questo equilibrio delicato è la vera sfida di un luogo che vuole restare fedele a se stesso senza rinunciare al futuro.

Un’opinione misurata sul cambiamento

Se da un lato la modernità porta nuove opportunità, dall’altro è fondamentale non perdere quei dettagli che rendono Posillipo unico: i suoni, gli odori, i silenzi e le storie che ogni angolo racconta. Il rischio è che il quartiere diventi solo un’immagine da cartolina, priva di sostanza e calore umano.

Un invito a vivere Posillipo con calma

Consiglio a chiunque voglia scoprire Posillipo di farlo a piedi, preferibilmente al tramonto, ascoltando attentamente ogni suono e osservando ogni piccolo particolare. Solo così si può comprendere la profondità di un quartiere che vive sospeso tra memoria e contemporaneità.

Il valore della memoria collettiva

Posillipo è un esempio perfetto di come la memoria collettiva possa essere custodita non solo nei libri o nei musei, ma nella quotidianità di un luogo che continua a vivere attraverso i suoi abitanti e i loro ricordi.

Tra passato e futuro: Posillipo oggi

Il quartiere si affaccia su un futuro che sembra promettere una valorizzazione più consapevole della sua identità. Iniziative culturali e associazioni locali cercano di raccontare ulteriormente questa storia, invitando a non dimenticare mai le radici.

Perdersi nei dettagli

Ogni vicolo di Posillipo nasconde un piccolo segreto, ogni pietra è testimone di una vita passata ma ancora palpabile. È questo che rende il tramonto ancora più magico: la consapevolezza di abitare un tempo sospeso, dove passato e presente si incontrano.

Chiudere in un abbraccio di luce

Il sole che scende lentamente dietro la collina sembra abbracciare il quartiere in un caldo abbraccio, un invito a rallentare e a vivere con intensità ogni attimo. In questa luce dorata, Posillipo si racconta senza bisogno di parole, con il linguaggio universale della bellezza e della memoria.

Continua a seguire Napoli che si vive per altre storie che raccontano l’anima della città.
Per approfondimenti su altri quartieri e rituali napoletani visita Ritualità quotidiana a Napoli.

Serie: Napoli che si vive
Scopri con noi i quartieri, i suoni, gli odori e le memorie che rendono Napoli un luogo da vivere ogni giorno.

Estorsioni in videochiamata ad Acerra: «Qui pagano tutti», le richieste del killer Antonio Aloia

Acerra – “Mi riconosci? Ad Acerra pagano tutti. Ad agosto mi devi fare un regalo: ho saputo che stai facendo soldi e che stai aprendo un’altra scuola”.

È una delle frasi messe agli atti dell’inchiesta che ha portato all’arresto di quattro persone accusate di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, nell’ambito di un’indagine condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Antonio Aloia, 47 anni, avrebbe imposto il pagamento del pizzo a un imprenditore di Acerra operante nel settore delle scuole dell’infanzia, ricorrendo – mentre si trovava latitante – a videochiamate effettuate insieme ai complici per rafforzare le minacce e ottenere denaro. Un pressing costante, accompagnato dal richiamo esplicito all’appartenenza alla criminalità organizzata locale e alla “regola” del territorio: chi lavora deve pagare.

Oltre ad Aloia, il gip del Tribunale di Napoli Michaela Sapio ha disposto la custodia cautelare in carcere anche per Giovanni Tarantino, 45 anni, Pasquale Di Norcia, 41 anni, e Salvatore Giordano Pacilio, 56 anni. Per tutti l’accusa è di aver concorso nel tentativo di estorsione ai danni dell’imprenditore, costretto a subire pressioni e intimidazioni per poter proseguire la propria attività.

Antonio Aloia è il killer di Ottavio Colalongo

Il nome di Antonio Aloia compare però anche in un altro, ben più grave, fascicolo giudiziario. Proprio ieri, infatti, i carabinieri hanno notificato allo stesso Aloia l’ordinanza che lo indica come esecutore materiale dell’omicidio di Ottavio Colalongo, ucciso a Scisciano il 17 dicembre scorso. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Colalongo sarebbe stato prima ferito e poi finito con colpi di pistola alla testa mentre era già a terra.

Aloia era stato arrestato e tradotto in carcere lo scorso Natale, mettendo fine alla sua latitanza. Ora, mentre si stringe il cerchio giudiziario sull’omicidio di Scisciano, emergono anche i contorni di un sistema estorsivo che avrebbe colpito attività educative e imprenditoriali, considerate una fonte di guadagno sicura per il clan.

Due procedimenti distinti ma un filo comune, che per la Procura racconta la pervasività del controllo criminale sul territorio e il ruolo centrale attribuito ad Aloia nelle dinamiche violente ed estorsive dell’area a nord di Napoli.

Caserta, fermata auto sospetta nella notte: trovati attrezzi da scasso, quattro denunciati

Si aggiravano nella notte per le strade di Caserta con un carico che non lasciava spazio a dubbi. È finito con quattro denunce e un sequestro penale l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Caserta, che durante un servizio di pattugliamento hanno intercettato un’auto sospetta evitando possibili conseguenze ben più gravi.

L’attenzione dei militari è stata attirata da una Fiat Punto con a bordo quattro persone che percorreva via delle Querce con movimenti anomali. Un dettaglio sufficiente a far scattare il controllo. Durante le verifiche, l’intuizione dei Carabinieri ha trovato immediata conferma: all’interno del veicolo sono stati rinvenuti numerosi strumenti riconducibili ad attività illecite, tipici delle intrusioni notturne e delle forzature.

Il materiale sequestrato, nel suo insieme, ha delineato un quadro inquietante e ha rafforzato i sospetti su un possibile utilizzo imminente. Alla luce di quanto emerso, i quattro occupanti dell’auto, di età compresa tra i 21 e i 40 anni, tutti provenienti dal Napoletano e già noti alle forze dell’ordine, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà per porto di oggetti atti ad offendere e per il possesso ingiustificato di strumenti da scasso.

Il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro penale, mentre nei confronti dei quattro è stata avanzata anche la proposta di foglio di via obbligatorio, misura finalizzata a rafforzare la sicurezza urbana e a prevenire ulteriori episodi sul territorio. L’Autorità Giudiziaria è stata tempestivamente informata dalla Sezione Radiomobile della Compagnia di Caserta, che ha seguito tutte le fasi dell’operazione.

Ancora una volta, un controllo apparentemente di routine si è rivelato decisivo, confermando l’importanza della vigilanza notturna e della presenza costante delle forze dell’ordine come argine concreto contro i reati predatori.

Aiuto Malasanità tra i migliori esperti in Italia nel 2026: arriva l’Encomio del CUIRIF

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Roma, gennaio 2026 – Nel mese di dicembre 2025, Aiuto Malasanità ha ricevuto l’Encomio Solenne dal CUIRIF – Centro Universitario Internazionale di Ricerca e Innovazione. Questo riconoscimento istituzionale premia l’attività svolta nel campo della responsabilità medica, dell’etica della cura e della tutela dei pazienti, consolidando il ruolo della realtà tra i migliori esperti in malasanità in Italia per il 2026.

L’Encomio è stato conferito a seguito di una valutazione che ha considerato non solo i risultati ottenuti, ma anche il metodo di lavoro e l’approccio interdisciplinare adottati. Come evidenziato dal Presidente del CUIRIF, Paolo Cancelli, il riconoscimento intende valorizzare i percorsi professionali capaci di integrare rigore scientifico, responsabilità giuridica e attenzione agli aspetti etici e sociali legati alla salute.

Il CUIRIF, ente attivo nella ricerca e nella formazione, ha riconosciuto in particolare l’impegno di Aiuto Malasanità nella promozione della responsabilità medica come principio a tutela dei diritti dei pazienti e della correttezza dei percorsi di cura. Fondamentale è stata l’attenzione alla trasparenza sanitaria e all’etica, elementi centrali in un ambito che incide profondamente sulla vita delle persone e delle famiglie.

L’attestazione si inserisce in un contesto accademico e di ricerca, riconoscendo la capacità di coniugare il rigore giuridico con l’analisi scientifica e le implicazioni umane delle vicende trattate. L’Encomio Solenne non ha natura commerciale, ma rappresenta un’attestazione istituzionale basata su criteri di qualità, coerenza e impatto sociale. Il documento ufficiale è verificabile e consultabile a garanzia di una comunicazione trasparente, ed è inserito nella sezione Riconoscimenti del sito ufficiale di Aiuto Malasanità, l’archivio che raccoglie le attestazioni conferite nel tempo.

Contenuti di riferimento

Ponticelli, maxi sequestro di droga: 3 arresti. Marijuana nascosta nel distributore automatico

Napoli – Un carico di droga in arrivo dalla Spagna, destinato al mercato napoletano, è stato intercettato dalla Polizia di Stato che ha arrestato tre uomini, di 31, 39 e 52 anni, tutti napoletani e già noti alle forze dell’ordine.

L’operazione è scattata nella giornata di ieri al termine di un’attività info-investigativa condotta dai Falchi della Squadra Mobile, che avevano individuato un deposito di una ditta di spedizioni, nel quartiere orientale della città, come punto di consegna dello stupefacente.

Durante il servizio di osservazione, gli agenti hanno notato i tre sospettati arrivare sul posto a bordo di altrettante autovetture e intrattenersi in colloqui ritenuti sospetti. Il controllo è scattato immediatamente.

Sequestrati 43 chilogrammi di marijuna proveniente dalla Spagna

Il 52enne è stato trovato in possesso della documentazione di trasporto relativa a un collo di 300 chilogrammi proveniente dalla Spagna e di una chiave. All’interno della sua auto, invece, sono state rinvenute 41 buste di marijuana per un peso complessivo di circa 43 chilogrammi.

Addosso agli altri due uomini, i poliziotti hanno sequestrato 8.800 euro al 39enne e 1.500 euro al 31enne, in contanti e in banconote di vario taglio.

L’ispezione è poi proseguita all’interno del deposito, dove su una pedana di legno è stato individuato un distributore automatico di bevande con scritte in lingua spagnola. Al suo interno era occultata un’ulteriore parte dello stupefacente.

Al termine degli accertamenti, i tre uomini sono stati arrestati con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e condotti a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Juventus-Napoli, bianconeri favoriti secondo i bookmakers: le quote del big match

Juventus-Napoli non è mai una partita come le altre. È una sfida che attraversa stagioni, allenatori e generazioni di tifosi, e che anche questa volta arriva carica di significati. Domenica alle 18, all’Allianz Stadium di Torino, le due squadre si affrontano in uno scontro diretto che può dire molto sul futuro del campionato.

Sulla panchina e in campo riaffiorano incroci e storie pesanti. Spalletti e Conte ritrovano pezzi del loro passato in una partita che vale più dei tre punti, soprattutto in una fase della stagione in cui ogni risultato può indirizzare obiettivi e ambizioni. Il fattore campo, però, pesa e secondo i bookmaker è la Juventus a partire con un leggero vantaggio.

Le quote parlano chiaro: la vittoria bianconera è considerata l’esito più probabile, mentre il successo del Napoli è visto come l’opzione meno scontata. Anche l’ipotesi del pareggio resta sullo sfondo, segno di una partita che sulla carta potrebbe essere più tattica che spettacolare. Le previsioni raccontano infatti un match bloccato, con pochi gol e grande attenzione difensiva, dove l’Under appare più probabile dell’Over.

Le sensazioni sono quelle di una gara chiusa, nervosa, giocata sui dettagli, in cui non è affatto scontato che entrambe le squadre riescano a trovare la via della rete. Non a caso, il risultato più accreditato è un successo di misura, l’1-0, che rispecchia l’idea di una sfida risolta da un episodio più che da un dominio netto.

Quote e numeri, però, non tengono conto della storia e del peso emotivo di Juventus-Napoli. Perché quando questa partita va in scena, le statistiche spesso restano fuori dallo stadio e a decidere sono tensione, orgoglio e capacità di reggere la pressione.

Frode Iva a Napoli, quattro condanne e sette patteggiamenti: coinvolti anche pubblici ufficiali

Si chiude con quattro condanne e sette patteggiamenti uno dei capitoli più delicati dell’inchiesta sulla frode carosello dell’Iva che ha scosso Napoli e acceso i riflettori sul coinvolgimento di pubblici ufficiali infedeli. L’indagine, coordinata dalla Procura europea e condotta con il supporto della Guardia di Finanza di Napoli, ha fatto emergere un sistema criminale strutturato, capace di eludere sistematicamente il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto nel commercio di prodotti elettronici.

L’8 gennaio scorso il Tribunale di Napoli ha condannato un commercialista e tre imprenditori a pene comprese tra i sei e i dieci anni di reclusione. Contestualmente è stata disposta la confisca di circa tre milioni di euro, già sequestrati, quale recupero delle imposte evase. Nel procedimento è stato invece assolto un appartenente alla Guardia di Finanza, la cui posizione è risultata estranea alle responsabilità contestate.

Parallelamente, altri sette imputati hanno scelto la strada del patteggiamento, con pene ormai definitive. Tra questi figurano tre finanzieri e un dirigente dell’Agenzia delle Entrate, condannati a pene che arrivano fino a quattro anni e mezzo di reclusione. Secondo l’accusa, avrebbero ricevuto tangenti per rallentare procedimenti penali e controlli fiscali, ostacolare il recupero dei crediti erariali e accedere illegalmente a informazioni riservate contenute nelle banche dati giudiziarie e di polizia.

Hanno patteggiato anche un altro commercialista, un collaboratore del gruppo e un intermediario della frode, confermando l’esistenza di una rete trasversale in grado di muoversi tra imprese, professionisti e apparati pubblici. Un sistema che, per gli inquirenti, ha potuto prosperare proprio grazie alla complicità di chi avrebbe dovuto vigilare.

L’indagine rappresenta l’epilogo giudiziario di una maxi operazione avviata nel marzo 2023, quando furono arrestate dodici persone ed eseguiti sequestri per circa otto milioni di euro. Il meccanismo fraudolento, attivo tra il 2017 e il 2022, avrebbe coinvolto circa 170 società cartiere distribuite in diversi Paesi europei, generando un volume di crediti Iva fittizi stimato fino a 200 milioni di euro.

Un colpo durissimo alle casse pubbliche e alla credibilità delle istituzioni, che l’intervento della Procura europea ha contribuito a portare alla luce. Un’indagine che dimostra come la frode fiscale su larga scala non sia solo un reato economico, ma un attacco diretto alla fiducia dei cittadini e al corretto funzionamento dello Stato.

Maltempo in arrivo in Campania, scatta l’allerta gialla per rischio idrogeologico

Il maltempo torna a farsi sentire in Campania e la Protezione Civile regionale corre ai ripari. Dalla mezzanotte e per l’intera giornata di domani, sabato 24 gennaio, è stata diramata un’allerta meteo di colore giallo che interessa gran parte del territorio regionale, con particolare attenzione al rischio idrogeologico localizzato.

Secondo le previsioni, sono attese precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, con possibili fenomeni intensi concentrati in brevi periodi di tempo. Una condizione che potrebbe determinare disagi soprattutto nelle aree più fragili dal punto di vista idrogeologico, dove il terreno già saturo fatica ad assorbire nuove piogge.

L’allerta riguarda vaste porzioni della Campania, dalla Piana campana all’area metropolitana di Napoli, passando per le isole, la zona vesuviana, l’Alto Volturno, il Matese, la Penisola sorrentina e amalfitana, fino ai Monti di Sarno, ai Picentini e alle aree del Tusciano e dell’Alto Sele. In questi territori non si escludono allagamenti, l’innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua con possibili inondazioni, oltre a cadute di massi e frane legate alla fragilità dei suoli.

La Protezione Civile ha invitato le autorità locali ad attivare i Centri Operativi Comunali e ad adottare tutte le misure necessarie per prevenire e contenere eventuali criticità, monitorando costantemente l’evoluzione delle condizioni meteorologiche. L’appello alla prudenza è rivolto anche ai cittadini, chiamati a prestare particolare attenzione negli spostamenti e nelle aree a rischio durante le ore di pioggia più intensa.

Castel Volturno, fermato nella notte con un SUV rubato: denunciato un 60enne

Nel silenzio della notte, quando le strade si svuotano e i dettagli contano più che mai, i Carabinieri restano in prima linea. È quanto accaduto a Castel Volturno, lungo via Regina Margherita, dove un controllo scattato da una semplice segnalazione si è trasformato in un intervento decisivo contro i reati predatori.

Tutto ha avuto origine da una chiamata giunta al Numero Unico di Emergenza 112, che segnalava la presenza di un’autovettura sospetta parcheggiata nei pressi della banchina fluviale. I militari del Reparto Territoriale di Mondragone sono intervenuti immediatamente, individuando un SUV di grossa cilindrata con a bordo due persone.

Durante le verifiche, i Carabinieri hanno riscontrato incongruenze tra i dati della targa e il numero di telaio del veicolo. Un’anomalia che ha fatto scattare ulteriori accertamenti attraverso le banche dati e i riscontri tecnici, dai quali è emerso che l’auto risultava provento di furto. Il mezzo era stato infatti denunciato come rubato presso la Stazione dei Carabinieri di Casoria, in provincia di Napoli.

Alla luce degli elementi raccolti, il conducente, un 60enne del Napoletano già noto alle forze dell’ordine, è stato accompagnato presso gli uffici dell’Arma per le formalità di rito e denunciato in stato di libertà per reati legati alla ricettazione e al riciclaggio. Il SUV è stato sottoposto a sequestro penale e affidato a una ditta autorizzata, interrompendo così il tentativo di reimmissione illecita del veicolo nel circuito legale.

L’Autorità Giudiziaria è stata informata dalla Tenenza dei Carabinieri di Castel Volturno, che ha coordinato le attività. Ancora una volta, un controllo apparentemente ordinario ha dimostrato l’importanza della vigilanza costante sul territorio, fatta di attenzione, prontezza operativa e capacità di cogliere segnali che, anche nel buio, fanno la differenza per la sicurezza dei cittadini.

Avellino, scoperto centro estetico abusivo a Sirignano: denunciata la titolare

Un centro estetico completamente abusivo, attivo all’interno di un’abitazione privata e privo di qualsiasi autorizzazione fiscale e professionale, è stato scoperto a Sirignano, in provincia di Avellino, dai militari della Guardia di Finanza. L’intervento rientra nei controlli economici del territorio finalizzati al contrasto dell’abusivismo commerciale e della concorrenza sleale.

Durante l’accesso, i finanzieri del Gruppo di Avellino hanno accertato che la titolare, pur avendo formalmente cessato l’attività, aveva allestito nella propria casa un vero e proprio centro estetico, dotato di attrezzature professionali per trattamenti di viso e corpo. Al momento del controllo, la donna stava eseguendo una manicure su una cliente, confermando la piena operatività dell’attività svolta in nero e in totale evasione d’imposta.

Gli accertamenti sono stati rafforzati dall’analisi incrociata delle banche dati fiscali e dal materiale extracontabile rinvenuto all’interno dell’abitazione, tra cui schede personali dei clienti, un’agenda con appuntamenti fissati e ricevute per l’acquisto di prodotti e materiali estetici. Elementi che hanno permesso di dimostrare la continuità dell’esercizio abusivo della professione.

Nel corso dell’ispezione è emerso anche un profilo particolarmente grave legato alla tutela della salute pubblica. I militari hanno infatti rinvenuto numerosi flaconi di gel per unghie contenenti TPO, una sostanza chimica vietata nell’Unione Europea dal primo settembre scorso perché classificata come cancerogena, tossica e pericolosa per l’uomo. Un dettaglio che ha fatto scattare il sequestro immediato dell’intero centro estetico, delle attrezzature e dei prodotti utilizzati.

La titolare è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Avellino per detenzione di materiale pericoloso per la salute umana. Come previsto dalla legge, la sua eventuale responsabilità sarà definitivamente accertata solo con una sentenza irrevocabile di condanna. L’operazione conferma l’impegno quotidiano della Guardia di Finanza nella tutela del mercato, dei consumatori e delle imprese che operano nel rispetto delle regole, contrastando fenomeni di abusivismo che danneggiano l’economia e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini.

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