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Maltempo in Campania, allerta gialla: domenica di temporali e grandine su gran parte della regione

La Campania si prepara a una domenica di forte maltempo. La Protezione civile regionale, sulla base delle valutazioni del Centro Funzionale, ha emanato un avviso di allerta meteo di livello giallo, valido dalle 6 alle 23.59 di domani, domenica 5 ottobre, per piogge, temporali e grandine.

Le precipitazioni interesseranno l’intero territorio regionale, con esclusione delle zone di Alta Irpinia, Sannio e Tanagro. Il quadro meteo è definito di “incertezza previsionale”: i temporali potranno evolvere rapidamente e assumere forte intensità a livello locale, accompagnati da grandinate e raffiche di vento.

I rischi legati al maltempo sono molteplici: possibili allagamenti, innalzamento del livello dei corsi d’acqua, scorrimento di acqua lungo le strade, caduta di massi e frane. Non esclusi danni a strutture e coperture, in particolare a causa dei fulmini e della grandine.

La Protezione civile invita i Comuni a monitorare il verde pubblico, attivare i Centri Operativi Comunali e predisporre tutte le misure preventive per contenere i possibili disagi. Si raccomanda ai cittadini di prestare attenzione agli aggiornamenti meteo e alle indicazioni delle autorità locali.

Napoli, il consigliere Attanasio cade mentre denuncia buche al Borgo Marinaro: il video virale

Doveva essere una denuncia civile contro il degrado delle strade, si è trasformata in un incidente che ha fatto il giro dei social. Carmine Attanasio, consigliere comunale emerito di Napoli, è caduto rovinosamente al Borgo Marinaro mentre, insieme a un amico che lo riprendeva con il telefono, stava mostrando le pericolose buche della zona, diventate un rischio quotidiano per turisti e residenti.

Nella caduta Attanasio ha riportato una forte contusione al polso e una probabile frattura composta al dito medio. È stato soccorso dalla titolare del celebre ristorante “Ciro”, che gli ha raccontato come in quel tratto cadano spesso decine di visitatori, senza che il Comune sia intervenuto per mettere in sicurezza l’area.

Ancora dolorante, Attanasio ha fermato una pattuglia della Polizia Municipale per segnalare il pericolo e ha chiesto che la strada venga immediatamente transennata: “Non basta coprire le buche più grandi – ha spiegato – bisogna chiudere l’intera discesa per evitare altre cadute”.

Faida tra famiglie sinti: uccisa Dolores Dori, 44enne abbandonata davanti all’ospedale di Desenzano

Un incontro che doveva chiarire i contrasti sul matrimonio tra due giovani si è trasformato in una tragedia di sangue. Dolores Dori, 44 anni, originaria di Vicenza e residente nel campo nomadi di Camponogara, è stata colpita da tre proiettili al termine di una lite esplosa giovedì sera a Lonato del Garda, davanti ai parenti della futura coppia. La donna, ferita all’addome, al torace e a una gamba, è stata abbandonata in fin di vita davanti al pronto soccorso dell’ospedale di Desenzano, dove è morta poche ore dopo durante un intervento chirurgico.

Gli investigatori dei Carabinieri di Brescia, coordinati dal PM Francesca Sassarellu, indagano per omicidio e hanno individuato come principale sospettato il consuocero della vittima, in fuga e ora ricercato. Secondo la prima ricostruzione, l’incontro tra i clan famigliari sarebbe degenerato rapidamente: sarebbero stati esplosi almeno tre colpi di pistola davanti anche al figlio 16enne di Dolores.

La vicenda ha assunto contorni ancora più inquietanti dopo la diffusione sui social di un video del marito della vittima, che brandendo un’arma minaccia ritorsioni contro l’altra famiglia: “Riportatemi mia figlia o veniamo a prenderla”, ha detto, temendo che la ragazza di 23 anni, promessa sposa, sia trattenuta contro la sua volontà.

Il campo nomadi di via Ferrarini a Lonato è stato posto sotto sequestro, mentre un’Alfa Romeo Stelvio con targa falsa, ritenuta l’auto usata per trasportare la donna ferita, è stata trovata a Mestre. Gli inquirenti cercano di ricostruire la dinamica della sparatoria per capire se si sia trattato di un gesto d’impeto o di un’azione premeditata.

Tragico incidente nel Casertano, moto contro auto: morto 17enne a San Prisco

Un sabato segnato dal dolore a San Prisco, nel Casertano, dove la vita di Giuseppe Sanfelice, 17 anni appena, si è spezzata nella notte in un drammatico incidente stradale. Lo scontro è avvenuto all’incrocio tra via Agostino Stellato e via Carceri Vecchie, quando la moto guidata dal ragazzo ha impattato violentemente contro una Jeep.

L’urto è stato devastante: il giovane centauro è finito sull’asfalto, riportando ferite gravissime. I sanitari del 118 sono arrivati tempestivamente sul posto e hanno tentato di rianimarlo, ma per il ragazzo non c’è stato nulla da fare.

Gli agenti della Polizia di Stato stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’accaduto. Il conducente della Jeep, un 21enne, è stato denunciato per omicidio stradale. La comunità di San Prisco si è stretta attorno alla famiglia di Giuseppe, sconvolta da una perdita improvvisa e ingiusta.

Napoli, due pusher arrestati dalla polizia nel centro storico

Il centro storico di Napoli torna al centro della cronaca per l’ennesimo blitz antidroga della Polizia di Stato. Nel giro di poche ore sono stati arrestati due spacciatori: un 33enne di origine nigeriana e un 48enne napoletano, quest’ultimo già noto alle forze dell’ordine per reati legati allo spaccio.

Il primo arresto è scattato in via Calasanzio, dove gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato hanno sorpreso il 33enne mentre cedeva una dose in cambio di denaro. Alla vista della pattuglia ha tentato di fuggire e ha opposto resistenza, ma dopo una breve colluttazione è stato bloccato. Nelle sue tasche sono stati trovati circa 9 grammi di eroina, mentre nella sua abitazione la polizia ha sequestrato un bilancino di precisione e materiale per confezionare la droga.

Il secondo intervento è avvenuto nel quartiere Materdei. Gli agenti del Commissariato Dante hanno fermato un 48enne che si aggirava con fare sospetto tra le scale di un palazzo. Addosso aveva 70 euro in contanti e un mazzo di chiavi che ha condotto i poliziotti a una cantina nello stesso stabile: lì sono stati trovati 80 grammi di cocaina, altri bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e una pistola replica priva di tappo rosso con caricatore e due cartucce a salve. Entrambi gli uomini sono stati arrestati e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Fine Vita, l ‘appello di Ada, la prima napoletana affetta da Sla: “Ogni attesa burocratica è una tortura”

Napoli – Ha scelto di abbandonare l’anonimato di “Coletta” per mostrare il volto della sua battaglia. Si chiama Ada, ha 44 anni ed è campana, e la sua vita è stata devastata dalla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) in un tempo drammaticamente breve.

Diagnostica lo scorso anno, la malattia neurodegenerativa l’ha consumata “con una violenza fulminea”: via l’uso delle mani, delle gambe e, infine, della parola.

Attraverso un video, letto per lei dalla sorella Celeste, Ada ha lanciato un appello che risuona come un pugno nello stomaco alla politica, alla sanità e alla giustizia italiana.

“Politici, medici, giudici, guardatemi negli occhi: ogni attesa imposta è una tortura in più,” è il suo grido disperato.

La donna, che in passato ha vissuto la vita “con ardore gioie e dolori”, ora chiede un’ultima, inalienabile libertà: “poter scegliere una vita dignitosa e una morte serena, vicino alla mia famiglia, nel mio Paese.” Ma l’accesso a questo diritto si è trasformato in una crudele “guerra” legale.

La battaglia legale: diniego ASL e ricorso d’urgenza

La vicenda di Ada è l’ennesimo caso che evidenzia il vuoto legislativo italiano sul fine vita. Dopo aver richiesto l’accesso al suicidio assistito in base ai requisiti stabiliti dalla storica sentenza della Corte Costituzionale 242/2019 (caso Cappato-Antoniani), la 44enne ha ricevuto un diniego dalla sua Azienda Sanitaria Locale.

Il diniego iniziale si basava sul mancato riconoscimento di tre dei quattro requisiti fondamentali: l’ASL aveva riconosciuto solo la patologia irreversibile (SLA), negando invece la volontà inequivocabile, la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e il carattere intollerabile delle sofferenze.

Assistita dal collegio legale coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, Ada ha dovuto presentare un ricorso d’urgenza al Tribunale di Napoli per opporsi a tale diniego.

“Ada sta affrontando una prova straordinariamente difficile,” ha commentato l’avvocata Gallo. “È responsabilità delle istituzioni garantire che questo diritto venga rispettato senza indugi.”

Durante l’udienza, si è concordata una nuova valutazione medica sulle condizioni di Ada. Le visite sono state effettuate, ma la donna è ora bloccata nell’angosciante limbo dell’attesa per la relazione finale.

Il confine legale: requisiti e precedenti

La vicenda di Ada si inserisce nel complesso quadro giuridico italiano. L’aiuto alla morte volontaria, in assenza di una legge, è di fatto regolato dalla sentenza 242/2019, che ha depenalizzato l’articolo 580 del Codice penale solo se il paziente è:

Capace di autodeterminarsi.

Affetto da patologia irreversibile.

Soggetto a sofferenze fisiche o psicologiche che reputa intollerabili.

Dipendente da trattamenti di sostegno vitale.

Inoltre, la recente sentenza costituzionale n. 135 del 2024 ha ampliato la definizione di “trattamento di sostegno vitale”, includendo procedure svolte anche da familiari o caregiver, e ha stabilito che il requisito è soddisfatto anche se il trattamento è stato legittimamente rifiutato dal malato.

Ad oggi, solo 16 persone in Italia hanno ricevuto il via libera per l’accesso al suicidio assistito. Undici di loro hanno proceduto con la scelta, mentre Ada aspetta ancora il verdetto burocratico che deciderà se potrà esercitare la sua “libertà di scelta” prima che la SLA le tolga ogni forza per lottare.

Quando la musica racconta la città: cantautori napoletani

Napoli è una città che canta. Ogni vicolo, ogni piazza, ogni quartiere ha una melodia, una storia da raccontare. La musica napoletana non è solo un genere musicale, ma un vero e proprio linguaggio che ha saputo raccontare le gioie, le sofferenze e le speranze del popolo partenopeo. I cantautori napoletani hanno preso questa tradizione e l’hanno trasformata, intrecciando le radici popolari con le sfide e le emozioni del presente.

Le radici del racconto: tradizione, dialetto, identità

La storia della musica napoletana affonda le radici nel Medioevo, con canti popolari e filastrocche che venivano tramandati oralmente. Nel XIX secolo, grazie all’opera di editori come Guglielmo Cottrau e Bernard Girard, queste melodie vennero trascritte e diffuse, dando vita alla canzone napoletana classica. Brani come “Te voglio bene assaje” (1839) e “‘O sole mio” (1898) divennero simboli di una tradizione musicale che raccontava l’anima di Napoli.

Il dialetto napoletano è sempre stato un elemento distintivo di questa musica. Non solo un mezzo espressivo, ma un vero e proprio veicolo di identità culturale. Attraverso le parole in dialetto, i cantautori riuscivano a trasmettere emozioni autentiche e a raccontare storie di vita quotidiana, rendendo la città stessa protagonista delle loro canzoni.

Questa tradizione è stata ereditata e rielaborata dai cantautori napoletani del XX secolo, che hanno saputo coniugare le sonorità classiche con influenze moderne, mantenendo sempre vivo il legame con la loro città e la loro gente.

Napoli in versi e note, cantautori che raccontano la città

La forza narrativa dei cantautori napoletani emerge chiaramente quando mettono la città stessa al centro delle loro canzoni. Un esempio celebre è Pino Daniele con “Napule è”, brano che è diventato quasi un inno della città, descrivendo le contraddizioni vive e il carattere indomabile di Napoli.

Un altro caso emblematico è “‘A città ’e Pulecenella” di Claudio Mattone: un ritratto forte della città che denuncia corruzione, degrado e speranza insieme, reso con immagini precise del tessuto urbano.

E ancora: nei decenni più recenti, artisti come Liberato hanno saputo coniugare la tradizione dialettale con sonorità moderne, inserendo riferimenti a zone di Napoli, storia locale e sentimenti personali nel paesaggio sonoro cittadino.

In questi esempi, la città non è solo sfondo: è co-protagonista, interlocutrice, memoria collettiva.

Le trasformazioni del racconto urbano: dal Novecento al presente

Il modo in cui la musica napoletana racconta la città oggi è differente rispetto al passato: nuovi linguaggi, nuove tecnologie, un pubblico diverso.

Nel Novecento, la canzone napoletana classica insisteva su forme ben codificate, melodia riconoscibile e testi con riferimenti locali ma anche universali.

Negli anni ’80 e ’90, con la rivoluzione “Napoli 90” e l’apertura verso generi internazionali (funk, jazz, blues), i cantautori hanno iniziato a superare i confini tradizionali, portando nelle canzoni anche la modernità urbana, i disagi, la cronaca sociale.

Oggi, grazie a strumenti digitali, streaming e YouTube, il potere della narrazione musicale si amplifica: l’ascoltatore globale può sentire una canzone che parla di Forcella, Spaccanapoli, della zona orientale di Napoli. In questo contesto, il cantautore napoletano contemporaneo può fare da guida emotiva di una città che cambia, restando custode delle sue radici.

La sfida è dunque duplice: mantenere la profondità del legame locale senza rinunciare all’apertura metabolica al mondo.

Santa Maria Capua Vetere, assolto il capitano della Guardia di Finanza accusato di falso ideologico

Santa Maria Capua Vetere – Si chiude con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Domenico Massimiliano Cerra, 32 anni, Ufficiale della Guardia di Finanza e attuale Comandante della Compagnia di Giulianova.

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, accogliendo integralmente le argomentazioni difensive dell’avvocato Vittorio Fucci, ha infatti assolto il capitano dall’accusa di falso ideologico in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni.

Le origini del processo

I fatti contestati risalgono al 2018, quando Cerra ricopriva l’incarico di Comandante della Sezione Operativa della Compagnia di Caserta. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’allora ufficiale avrebbe redatto una relazione di servizio non pienamente corrispondente ai fatti, in merito a un episodio che vide coinvolta una pattuglia del reparto da lui comandato.

In quell’occasione, un vicebrigadiere a bordo dell’auto di servizio aveva esploso due colpi di pistola dopo aver intimato l’alt a una vettura che, nonostante la paletta di ordinanza, aveva forzato il posto di blocco dandosi alla fuga.

Secondo la Procura, nella relazione ufficiale redatta dal capitano Cerra vi sarebbero state omissioni o imprecisioni circa le circostanze dell’uso dell’arma di servizio. Da qui l’accusa di falso ideologico in atto pubblico.

Il pubblico Ministero aveva chiesto per l’imputato una condanna a due anni di reclusione, ritenendo che il documento avesse alterato, anche solo parzialmente, la verità dei fatti.

La difesa e la sentenza

La difesa, rappresentata dall’avvocato Vittorio Fucci, ha invece sostenuto con forza l’assoluta assenza di dolo e la piena correttezza dell’operato dell’ufficiale, sottolineando come la relazione contestata rispecchiasse fedelmente quanto accaduto e fosse stata redatta in buona fede nell’immediatezza dei fatti.

Il Tribunale, condividendo questa impostazione, ha emesso una sentenza di assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”, riconoscendo la totale estraneità di Cerra a qualsiasi condotta di falsificazione o alterazione della realtà documentale.

Un verdetto che restituisce serenità

Con la decisione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si chiude così una vicenda che per oltre cinque anni ha gravato sulla carriera e sulla reputazione del giovane ufficiale.
Il Capitano Cerra, che nel frattempo ha continuato il suo percorso professionale nella Guardia di Finanza, è ora destinato a progredire di grado, assumendo a breve il ruolo di Maggiore.

Una sentenza che, oltre a sancire la fine di un processo, restituisce anche un segnale importante – quello della fiducia nella giustizia e nella correttezza delle istituzioni chiamate ogni giorno a far rispettare la legge.

Morto Gianni Punzo è stato dirigente del Napoli di Maradona e fondatore del Cis e di Italo

Napoli – Se n’è andato a 88 anni Gianni Punzo, l’imprenditore napoletano che ha segnato con la sua visione l’economia del Sud Italia, dalla logistica al calcio, fino al boom dei treni ad alta velocità.

Figura carismatica e innovatrice, Punzo si è spento oggi dopo una vita dedicata a progetti ambiziosi che hanno ridisegnato il tessuto produttivo campano. I funerali si terranno domani, domenica 5 ottobre, alle 17 nella parrocchia Regina del Rosario, in via Manzoni 225 a Napoli

.Nato e cresciuto nel cuore pulsante dell’imprenditoria partenopea, Punzo ha iniziato la sua ascesa negli anni ’70 con un’intuizione geniale: la fondazione del Centro Ingrosso Sicilia (CIS) di Nola, insieme a un gruppo di operatori tessili. Quel polo commerciale, sorto come snodo chiave per il wholesale, è diventato il primo embrione dell’odierno Interporto campano, una delle principali strutture logistiche intermodali del Mezzogiorno.

Oggi, quel complesso – potenziato dalla sua finanziaria Cisfi, nata nel 1987 – rappresenta un pilastro per il trasporto merci nel Sud, un modello di efficienza che ha generato migliaia di posti di lavoro e attratto investimenti esteri.Non solo affari: Punzo ha lasciato il segno anche nel mondo dello sport. Negli anni d’oro del Napoli, sotto la presidenza di Corrado Ferlaino, ricoprì il ruolo di vicepresidente, vivendo da vicino l’epopea di Diego Maradona e i due scudetti del 1987 e 1990.

“Un’epoca irripetibile”, lo definì lui stesso in interviste passate, ricordando come il calcio fosse per lui un catalizzatore di passione e coesione sociale.La sua eredità si estende ben oltre i confini regionali. Tra i fondatori della Banca Popolare di Sviluppo, Punzo è stato anche uno dei pionieri di Ntv Spa, il consorzio guidato da Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle che ha lanciato Italo, il secondo operatore ferroviario ad alta velocità in Italia.

Un progetto visionario, nato per sfidare il monopolio statale e democratizzare i viaggi veloci, che ha rivoluzionato la mobilità nel Paese. Da alcuni anni, Punzo si era ritirato dalle scene, lasciando il timone a nuove generazioni, ma il suo nome resta sinonimo di audacia e lungimiranza.Commoventi i tributi che stanno piovendo da ogni dove.

“Con la scomparsa di Gianni Punzo perdiamo un imprenditore visionario, un uomo che ha saputo immaginare e realizzare un modello di sviluppo per la Campania e per il Mezzogiorno”, ha dichiarato Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia in Campania.

“Il CIS di Nola, l’Interporto, il Vulcano Buono, fino alla straordinaria intuizione di Italo, restano opere che portano la sua firma e che hanno cambiato il volto della nostra regione. È stato un protagonista della rinascita economica del Sud, un esempio di coraggio e di innovazione. Alla sua famiglia va la mia vicinanza e il cordoglio di tutta Forza Italia”.

La camera ardente sarà aperta oggi pomeriggio nella stessa parrocchia, dove amici, colleghi e istituzioni renderanno omaggio a un uomo che, con il suo fiuto per gli affari e il suo impegno civile, ha incarnato il meglio dell’imprenditoria meridionale. In un’epoca di crisi e sfiducia, la scomparsa di Punzo è un monito: le grandi trasformazioni nascono da idee coraggiose, capaci di superare i confini del possibile.

Ponticelli, 40enne ferito a colpi di pistola: “Volevano rapinarmi”

Napoli – Un colpo di pistola che squarcia il silenzio della notte di Ponticelli e una storia da ricostruire. Un uomo di 40 anni, un volto noto alle forze dell’ordine, è finito al pronto soccorso dopo un misterioso agguato avvenuto a Ponticelli, nella periferia est di Napoli.

La sua versione? Un tentativo di rapina per portargli via una collanina d’oro, finito in tragedia. Ma è la verità, o una scusa per coprire qualcos’altro? Gli agenti della Squadra Mobile sono al lavoro per verificare la versione fornita dall’uomo.

La chiamata al 113 è arrivata nella notte, direttamente dall’ospedale Villa Betania. Un uomo, ferito da un proiettile, era giunto in autonomia o con l’aiuto di conoscenti, chiedendo cure. I sanitari hanno allertato la polizia, standard procedure per un caso del genere.

Ad attendere gli agenti, un uomo con un proiettile in corpo e una storia già pronta. Il quarantenne, che vanta un curriculum di precedenti penali, ha raccontato di essere stato avvicinato da uno sconosciuto proprio nei pressi della sua abitazione, in una strada che conosce come le sue tasche.

“Velevano rubarmi la collanina e ho reagito”

La motivazione sarebbe stata banale: un vile tentativo di strappargli dal collo una collanina d’oro. L’uomo avrebbe reagito, forse un gesto di fierezza o un rifiuto istintivo, e in quel momento lo sconosciuto avrebbe fatto fuoco, colpendolo, prima di darsi alla fuga senza portare a termine il furto.

Una dinamica che, sulla carta, appare lineare. Eppure, negli uffici della Questura, la ricostruzione non convince fino in fondo. Troppi i punti interrogativi. Perché un rapinatore spara per una collanina, esponendosi al rischio di un omicidio, senza nemmeno portare a casa il bottino? Perché la vittima, nonostante i precedenti, si sarebbe opposta con tale veemenza per un oggetto di valore non eclatante?

La vittima è stata medicata e dimessa dall’ospedale con una prognosi di 15 giorni: una ferita che gli concederà tempo per riflettere, mentre per gli investigatori inizia il lavoro più duro.

Le indagini, coordinate dalla Procura, sono ora a tutto campo. Si stanno controllando le telecamere della zona, per verificare se qualcuno o qualcosa confermi il racconto del 40enne. Si cercano eventuali testimoni, anche se la notte fonda in quartieri come Ponticelli spesso non ha occhi. E, soprattutto, si cerca di capire se quel proiettile sia partito per una questione di micro-criminalità o se affondi le sue radici in qualcosa di più pericoloso.

Tragedia sfiorata in una officina di Pomigliano: 3 operai feriti. Uno è grave

Pomigliano –  Una mattinata di ordinario lavoro si è trasformata stamane in un incubo, riaprendo la ferita mai sanata della sicurezza sul lavoro. Un violento scoppio, le cui cause sono ancora in corso di accertamento, ha dilaniato i locali di un’officina di autodemolizioni in via San Giusto, ferendo gravemente tre operai.

L’esplosione, avvenuta intorno alle 10 di stamane e ha richiesto un immediato e drammatico intervento dei soccorsi.

Due dei feriti sono stati trasportati d’urgenza all’Ospedale Cardarelli di Napoli con lesioni gravissime; per uno di loro, i medici hanno riservato la prognosi, parlando apertamente di pericolo di vita. Il terzo operaio, le cui condizioni sono apparse meno critiche, è stato prima curato sul posto e poi trasferito per accertamenti all’Ospedale del Mare.

Sul luogo della tragedia sono immediatamente intervenuti i Carabinieri della Stazione di Pomigliano e della Compagnia di Castello di Cisterna, che hanno avviato i rilievi e l’inchiesta per determinare l’esatta dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle normative di sicurezza all’interno della struttura.

Italia, la strage silenziosa non si ferma: i dati che terrorizzano

L’incidente di Pomigliano d’Arco non è un evento isolato, ma si aggiunge al drammatico e costante bollettino di guerra che registra l’Italia sul fronte della sicurezza sul lavoro.

I dati recenti dell’INAIL e degli Osservatori sulla Sicurezza non lasciano spazio all’ottimismo. Nel corso del 2024, le denunce totali di infortunio sono cresciute, seppur lievemente, ma l’aspetto più allarmante riguarda le vittime: nel solo 2024, si sono contati 1.090 infortuni mortali in Italia, segnando un aumento del 4,7% rispetto all’anno precedente. L’emergenza è particolarmente sentita nei settori ad alto rischio come le Costruzioni e, per dinamiche come l’esplosione di oggi, il settore dei Servizi e Manifatturiero.

La Campania, come altre regioni, continua a pagare un prezzo altissimo a questa “strage silenziosa”. Ogni volta che un operaio resta ferito o perde la vita, emerge la necessità di non abbassare la guardia. La Magistratura e gli ispettorati dovranno ora fare piena luce sulle responsabilità dietro l’esplosione di stamane, un monito doloroso che ricorda l’urgenza di investire massicciamente in prevenzione e controlli serrati.

Pollena Trocchia, 20 anni di violenza: dà fuoco alla casa dell’ex moglie e poi si consegna ai carabinieri

Pollena Trocchia – L’odore di bruciato è ancora nell’aria, acre e pesante come la rabbia che lo ha generato. Un uomo di 54 anni, dopo vent’anni di violenze e soprusi, ha dato fuoco alla casa dell’ex moglie.

Poi, con le mani annerite e la carta d’identità semicarbonizzata, si è consegnato ai Carabinieri di Cercola, confessando ogni cosa.

Un gesto estremo, l’ennesimo di una lunga storia di maltrattamenti, minacce e umiliazioni che si trascinava da anni all’interno di una famiglia segnata da dipendenze e degrado emotivo.

La spirale della violenza

All’inizio, come spesso accade, era una famiglia “normale”: una coppia, quattro figlie, una casa ai piedi del Vesuvio. Poi, dal 2005, tutto è cambiato. L’uomo è caduto nel vortice della tossicodipendenza e della ludopatia; da lì in poi, la violenza ha preso il sopravvento.

Le prime urla, i primi schiaffi, poi le minacce, i controlli ossessivi, la paura. La moglie ha resistito finché ha potuto, poi la separazione. Una separazione solo formale, però, perché le vite dei due restavano intrecciate da una convivenza forzata e da un rancore mai sopito.
Lei tenta di ricominciare, una nuova relazione, un soffio di libertà dopo anni di silenzio. Ma per lui quella libertà è una ferita aperta.

“Cambierò, ti vestirò d’oro come la Madonna”, prometteva nei momenti di tregua. Poi, quando capiva che non c’era più ritorno, la minaccia si faceva profezia: “Le cose si fanno a tempo debito”. Quel “tempo debito” è arrivato.

Le fiamme della vendetta

Poche ore prima dell’incendio, il 54enne aveva aggredito un uomo davanti all’abitazione della ex moglie: lo aveva accusato, senza fondamento, di avere una relazione con lei. Gli ha strappato il telefono di mano, cercando prove di un tradimento, e lo ha rinchiuso in un cortile, impedendogli di uscire.

Poi, la furia finale. L’uomo ha cosparso di benzina la casa dove aveva vissuto con la famiglia e ha appiccato il fuoco. Le fiamme hanno divorato tutto: mobili, vestiti, ricordi. Solo il caso ha voluto che in quel momento nessuno fosse all’interno.

La donna, accorsa davanti a ciò che restava della sua vita, ha potuto solo sussurrare tra le lacrime alle figlie: “Guarda cosa ha fatto… la mia casa, le mie cose”.

L’arresto e le accuse

Dopo l’incendio, l’uomo è andato daiCarabinieri di Cercola. Non ha tentato di fuggire. Si è limitato a consegnare il documento bruciacchiato e a dire che era finita.
Ora è in carcere, accusato di maltrattamenti, incendio doloso, sequestro di persona e rapina.

Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime 24 ore della sua follia, ma anche i vent’anni di violenza che le hanno precedute — una lunga scia di denunce, ritrattazioni, minacce e paura.

Un dramma che si ripete

La vicenda di Pollena Trocchia è l’ennesimo tassello di un fenomeno che non si arresta. In Italia, secondo i dati del Ministero dell’Interno, una donna ogni tre giorni muore per mano di un uomo.

Dietro ogni statistica, una storia come questa: un amore diventato ossessione, un legame malato che si consuma nel controllo, nell’umiliazione e nella violenza.

Questa volta, il destino ha voluto che nessuno morisse.Ma la ferita invisibile — quella che segna chi sopravvive alla violenza — brucia più del fuoco che ha distrutto una casa.

La Cassazione annulla la condanna a 8 anni di Massimiliano Imbemba del clan Verde

Roma  – Un colpo di scena nella lotta al narcotraffico campano: la Quinta sezione della Corte di Cassazione ha annullato in toto la condanna a otto anni di reclusione emessa nei confronti di Massimiliano Imbemba, figura chiave legata al clan Verde.

L’udienza di ieri ha segnato una sconfitta netta per l’accusa, lasciando intatti i verdetti per gli altri 7  imputati, mentre per Imbemba si apre un nuovo capitolo processuale.La decisione arriva al termine di una camera di consiglio che ha esaminato i ricorsi presentati da diversi esponenti del clan Verde – attivo nei comuni di Sant’Antimo, Grumo Nevano e Casandrino – e di un gruppo criminale dedito al traffico di stupefacenti tra Sant’Antimo e Arzano.

I giudici supremi hanno dichiarato inammissibili le istanze di Antimo Ceparano, Nicola Rinaldo, Angela Belardo, Antimo Belardo, Salvatore Domenico, Gaetano Pecoraro e Stefano Fantinato. Per loro, le condanne restano ferme, confermando il quadro accusatorio delineato nei gradi precedenti.

Contro Imbemba le accuse del pentito Antonio Iorio

Unico a strappare una vittoria piena è stato Imbemba, il cui nome era emerso come quello di un “privilegiato” all’interno dell’organizzazione. Le accuse a suo carico si reggevano sulle rivelazioni del pentito Antonio Iorio, ex collaboratore di giustizia, che lo descriveva come nipote di Armando Angelino – boss di spicco del clan – e imparentato con membri della cosca “167 di Arzano”.

A corroborare il racconto, una serie di intercettazioni telefoniche che, secondo i pm, testimoniavano la disponibilità economica di Imbemba per la cosiddetta “spaccata”: acquisti massicci di droga da riversare sui canali di spaccio locali. Per i tribunali di primo e secondo grado, questi elementi lo dipingevano come un narcotrafficante di alto livello, pienamente integrato nella struttura criminale.

Ma la Cassazione ha smontato pezzo per pezzo l’impianto probatorio. Gli ermellini hanno accolto in pieno le eccezioni giuridiche sollevate dagli avvocati Dario Vannetiello e Leopoldo Perone, difensori di Imbemba, contestando la solidità degli argomenti forniti dalla Corte d’Appello di Napoli.

“Le motivazioni dei gradi inferiori non reggono al vaglio di legittimità”, si legge nelle motivazioni rese note oggi, che hanno fatto “franare” l’intera ipotesi accusatoria. Risultato: annullamento totale della sentenza, senza rinvio per rideterminazione della pena.Ora la palla passa a un’altra sezione della Corte d’Appello partenopea, che dovrà celebrare il processo di rinvio da zero.

Un verdetto che potrebbe ridisegnare i contorni dell’inchiesta sul clan Verde, uno dei più radicati nel hinterland napoletano, e che solleva interrogativi sulla robustezza delle prove raccolte contro figure di secondo piano nelle gerarchie mafiose.

Per Imbemba, in libertà dopo la scarcerazione in attesa del giudizio, si profila una chance di ribaltare del tutto il suo destino giudiziario. L’inchiesta, partita anni fa, continua a tenere banco nelle aule partenopee, tra ombre di collusioni familiari e traffici di stupefacenti che non smettono di infestare i quartieri vesuviani.

Casalnuovo, colpo al clan Tammaro: 5 arresti

Casalnuovo– È l’alba quando i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e della Compagnia di Nola mettono a segno il blitz, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Cinque persone, gravemente indiziate, sono state condotte in carcere. I reati contestati sono di gravità assoluta: associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione a fini di spaccio.

Ma l’operazione, scaturita da indagini della Dda, va ben oltre la semplice scoperta di un giro di droga. Quello che gli investigatori hanno ricostruito è l’esistenza di una vera e propria organizzazione criminale, un sodalizio che – si legge nelle accuse – avrebbe gestito e controllato con pugno di ferro le “piazze” di spaccio nel territorio di Casalnuovo e nelle aree confinanti.

Il patto con il clan: la forza intimidatrice del gruppo Tammaro

L’elemento più significativo, e inquietante, che emerge dagli atti è l’alleanza strategica con una delle cosche più temute del territorio. Il sodalizio non avrebbe agito in autonomia, ma avrebbe sfruttato sistematicamente la forza intimidatrice del clan Tammaro.

Secondo gli investigatori, l’intera attività di spaccio era finalizzata non solo all’arricchimento dei diretti interessati, ma anche ad agevolare l’ascesa criminale del clan, rinsaldandone la presa sul territorio attraverso il controllo del mercato della droga e, con esso, dei flussi di denaro e consenso. Un circolo vizioso tra affari illeciti e potere mafioso.

Barra, blitz nel regno degli Aprea: arrestato il pusher Cosimo Loffredo

Napoli – Scacco matto al piccolo spaccio nell’area calda di Barra. La Polizia di Stato ha messo a segno un nuovo arresto nell’ambito dei servizi straordinari volti a colpire il traffico di droga nel capoluogo campano.

Nel mirino degli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra è finito un 27enne napoletano, con precedenti specifici in materia di stupefacenti: Cosimo Loffredo.

Il fermo è avvenuto nella serata di ieri in via Gerardo Chiaromonte. Durante un normale servizio di controllo del territorio, i poliziotti hanno intercettato e fermato un’auto. La successiva perquisizione personale e veicolare si è rivelata fruttuosa: il giovane è stato trovato in possesso di un discreto quantitativo di stupefacente, pronto per essere immesso sul mercato illecito.

Nello specifico, Loffredo nascondeva tre bustine contenenti circa 9 grammi di marijuana e, dettaglio più significativo, un panetto intero di hashish del peso di circa 100 grammi. Sequestrati anche 45 euro, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Un arresto nel feudo del clan Aprea

Il contesto territoriale dell’arresto è cruciale: via Chiaromonte ricade in un’area notoriamente controllata dal clan Aprea, storicamente attivo nel narcotraffico e nell’estorsione. L’azione della Polizia mira, dunque, a disarticolare le maglie della micro-criminalità che alimenta le casse della criminalità organizzata.

Il 27enne Cosimo Loffredo non è affatto un nome nuovo negli archivi delle forze dell’ordine. Era già balzato agli onori della cronaca, sempre per questioni legate alla droga. In un precedente episodio, il giovane si rese protagonista di un rocambolesco tentativo di fuga per sottrarsi all’arresto, un tentativo che si concluse, anche in quel caso, con le manette ai polsi.

Per tali motivi — detenzione illecita di sostanze stupefacenti — il 27enne è stato dichiarato in arresto e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per le procedure di rito. I controlli anti-droga da parte della Questura di Napoli sono destinati a intensificarsi nelle prossime settimane.

Napoli, tre rapine in poche ore: preso il rapinatore violento

Minacciava– È finita con un’ordinanza di custodia cautelare in carcere la fuga di un giovane rapinatore seriale che, nella notte del 12 maggio scorso, aveva seminato paura tra Napoli ed Ercolano.

Il protagonista è un 25enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia, ritenuto gravemente indiziato di rapina e lesioni personali aggravate.

L’arresto è scattato al termine di un’articolata indagine condotta dagli agenti del Commissariato Vasto-Arenaccia, in collaborazione con l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e con i Carabinieri della Tenenza di Ercolano, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Napoli.

Tre colpi in meno di cinque ore

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la notte di follia del giovane era iniziata intorno alle 2.40, lungo il primo tratto dell’autostrada A3 Napoli-Salerno. Qui avrebbe fermato uno scooterista, minacciandolo di essere armato di pistola, e lo avrebbe derubato del motorino e di due telefoni iPhone.

Poco più tardi, alle 6.50 del mattino, il secondo episodio: vittima un autotrasportatore fermo a fare rifornimento in via Alessandro Volta. Con la stessa modalità intimidatoria – sempre fingendo di essere armato – il 25enne avrebbe sferrato un pugno al volto dell’uomo, portandogli via contanti, uno smartphone e due anelli d’oro.

Non pago, circa mezz’ora dopo, avrebbe colpito ancora in via Galileo Ferraris, non lontano dal centro di Napoli. Questa volta avrebbe aggredito un’altra persona, colpendola alla gamba con la chiave di accensione di uno scooter e rubandole denaro contante. La vittima, medicata in ospedale, ha riportato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.

L’indagine e la svolta delle immagini

A incastrare il presunto rapinatore è stata una minuziosa attività d’indagine, basata sulle descrizioni fornite dalle vittime e sull’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza. Gli investigatori hanno poi effettuato una perquisizione nell’abitazione del 25enne, trovando un paio di scarpe perfettamente compatibili con quelle indossate dal rapinatore nelle immagini riprese la notte dei colpi.

Elementi che, insieme alle testimonianze, hanno convinto il G.I.P. del Tribunale di Napoli a emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, su richiesta della Procura partenopea.
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Oroscopo di oggi 4 ottobre 2025 segno per segno

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Il 4 ottobre 2025 si respira un’aria di transizione. I pianeri ci spingono a bilanciare l’azione impulsiva (Marte) con la ricerca di bellezza e armonia (Venere), e l’approccio mentale (Mercurio) con la profondità emotiva (Luna). Non è una giornata per forzare i risultati, ma per piantare semi con consapevolezza.

ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

  • Amore: Marte nel tuo settore delle relazioni accende la passione. Se sei single, potresti incontrare qualcuno in modo fulmineo. Se hai un partner, attenzione alle discussioni accese: trasformate l’energia in complicità.

  • Lavoro: Giornata dinamica e piena di iniziative. Non aver paura di lanciarti in un nuovo progetto, ma calibra l’impulsività. Potresti dover gestire una rivalità.

  • Salute: L’energia è alta. Attività fisica intensa ti aiuterà a scaricare lo stress. Attenzione a mal di testa da eccesso di tensione.

  • Finanze: Una spinta improvvisa potrebbe arrivare da un lavoro extra o da un’idea geniale. Evita le spese impulsive.

  • Consiglio astrologico: Non forzare le situazioni. Usa la tua energia per avviare, non per concludere. L’ascolto attivo è la tua chiave oggi.

TORO (20 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Venere nel tuo segno ti rende affascinante. Sei nel pieno di una fase romantica. Coccola il tuo partner o concediti un momento di piacere personale.

  • Lavoro: Giornata ideale per sistemare questioni in sospeso e organizzare. La tua metodicità è apprezzata. Attenzione a non essere troppo rigido con i colleghi.

  • Salute: Cerca stabilità. Benefici da una dieta equilibrata e dal contatto con la natura. Attenzione alla gola e ai piccoli eccessi a tavola.

  • Finanze: Situazione stabile. È un buon momento per pianificare un investimento a lungo termine piuttosto che per speculare.

  • Consiglio astrologico: Radicati nelle tue certezze. La tua forza sta nella pazienza e nella concretezza. Non farti trascinare da proposte troppo azzardate.

GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

  • Amore: Mercurio favorisce la comunicazione. Una chiacchierata profonda con il partner può rafforzare il legame. Se single, l’amore potrebbe arrivare attraverso una conversazione stimolante.

  • Lavoro: Giornata frenetica e piena di contatti. Riunioni, chiamate, scambi di idee. Sei nel tuo elemento, ma rischia di disperderti: prendi appunti.

  • Salute: La mente è iperattiva. Trova il modo di “silenziarla” con una passeggiata, della musica o della meditazione. Attenzione al sistema nervoso.

  • Finanze: Piccole entrate inaspettate, forse da un’attività parallela. Ma attenzione alle spese superflue dettate dalla noia.

  • Consiglio astrologico: Focalizza la tua energia. Scegli un obiettivo principale e dedicati a quello, invece di volare su dieci cose diverse.

CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

  • Amore: Le emozioni sono in primo piano. Hai bisogno di sentirti al sicuro e compreso. Condividi i tuoi sentimenti con il partner o rifugiati nell’intimità della casa.

  • Lavoro: Meglio lavorare in un ambiente tranquillo e protetto. La tua intuizione è forte: usala per capire le dinamiche d’ufficio. Evita i pettegolezzi.

  • Salute: Giornata per prenderti cura di te. Un bagno caldo, un pasto nutriente. Lo stomaco è il tuo punto debole: mangia con calma e con cibi semplici.

  • Finanze: Tendenza a spendere per la casa o la famiglia. Valuta bene prima di fare acquisti importanti, guidato dalla nostalgia.

  • Consiglio astrologico: Onora il tuo bisogno di intimità. Non forzarti a socializzare se non ne hai voglia. La tua forza è nel guscio.

LEONE (23 luglio – 22 agosto)

  • Amore: Sei al centro dell’attenzione e il tuo carisma è alle stelle. Innamorati della vita e l’amore ti cercherà. Se in coppia, pianifica una serata speciale e romantica.

  • Lavoro: Momento ottimo per metterti in luce. Esponi le tue idee con sicurezza. La tua leadership naturale emerge, ma sii magnanimo con gli altri.

  • Salute: Energia vitale alta. L’esercizio fisico, specialmente all’aria aperta, ti ricaricherà. Attenzione a non strafare e a proteggere cuore e schiena.

  • Finanze: Possibilità di un riconoscimento economico. Ti senti generoso, ma non sperperare per fare colpo.

  • Consiglio astrologico: Brilla, ma ricorda che la luce più duratura è quella che accende anche gli altri. Condividi i tuoi successi.

VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

  • Amore: L’amore si trova nei dettagli e nella cura. Un gesto pratico di affetto vale più di mille parole. Se single, potresti incontrare qualcuno in un contesto lavorativo o di routine.

  • Lavoro: La tua precisione e efficienza sono al massimo. Giornata perfetta per analizzare dati, fare ordine e completare compiti meticolosi.

  • Salute: Attenzione all’igiene di vita. Ottimo momento per fare un check-up o iniziare una dieta più regolare. Non trascurare l’ansia da prestazione.

  • Finanze: Gestione oculata delle risorse. Riesci a trovare un errore in un documento o un modo per risparmiare. La pianificazione è tutto.

  • Consiglio astrologico: La perfezione è un ideale, non un obbligo. Apprezza il lavoro ben fatto, ma non farti paralizzare dai dettagli.

BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

  • Amore: Venere nel tuo settore sociale ti rende irresistibile. L’armonia è la tua priorità. Se single, l’amore è nell’aria in una serata tra amici. In coppia, cercate la bellezza insieme.

  • Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose. Sei un ottimo mediatore in caso di contrasti. Collaborare in team è la chiave del successo.

  • Salute: L’equilibrio è fondamentale. Cerca armonia tra lavoro e relax. Attività come lo yoga o il tai chi sono ideali. Attenzione ai reni.

  • Finanze: Possibili spese per occasioni sociali, vestiti o arte. Piacevole, ma mantieni il controllo. Una partnership potrebbe rivelarsi fruttuosa.

  • Consiglio astrologico: Cerca l’equilibrio, non il compromesso a tutti i costi. La tua bellezza interiore è il tuo faro.

SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

  • Amore: Passione e intensità sono alle stelle. Le conversazioni possono toccare temi profondi e trasformativi. Attenzione alla gelosia o al desiderio di controllo.

  • Lavoro: Il tuo intuito è potentissimo. Riesci a vedere ciò che gli altri non vedono. Ottimo per ricerche, indagini o trattative riservate.

  • Salute: Giornata per un detox, fisico o emotivo. Lascia andare ciò che ti appesantisce. Attenzione alle tensioni accumulate.

  • Finanze: Potresti ricevere informazioni riservate su un investimento. Analizza tutto con scetticismo. Un debito potrebbe finalmente estinguersi.

  • Consiglio astrologico: Abbraccia il potere del lasciar andare. Non puoi controllare tutto, e in questo c’è la tua vera forza.

SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: La tua mente è rivolta all’orizzonte. Con il partner, pianificate un viaggio o un’avventura. Se single, potresti incontrare una mente affine, forse di una cultura diversa.

  • Lavoro: Idee visionarie e ottimismo ti guidano. È il momento di guardare al futuro e proporre progetti espansivi. Attenzione a promettere troppo.

  • Salute: Il buonumore è la tua migliore medicina. Una lunga camminata o un’attività all’aperta ti rigenerano. Attenzione a fegato e strappi muscolari.

  • Finanze: La fortuna potrebbe sorriderti attraverso un’opportunità a distanza. Attenzione alle spese avventate per “allargare i tuoi orizzonti”.

  • Consiglio astrologico: Segui il tuo ottimismo, ma tieni i piedi per terra quando si tratta di dettagli pratici. La tua filosofia è contagiosa.

CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

  • Amore: L’amore si mostra attraverso la responsabilità e l’impegno. Un gesto di sostegno concreto verso il partner rafforzerà il legame più di qualsiasi parola.

  • Lavoro: Giornata di grande produttività e ambizione. I tuoi sforzi vengono notati dai superiori. Concentrati sui tuoi obiettivi a lungo termine.

  • Salute: La resistenza è alta, ma non dare per scontato il tuo corpo. Attenzione a ossa, denti e articolazioni. La disciplina in palestra paga.

  • Finanze: Situazione solida. Ottimo momento per fare un piano di risparmio a lungo termine o investire in qualcosa di concreto, come l’immobiliare.

  • Consiglio astrologico: La lenta e costante salita verso la vetta è la tua strategia vincente. Non avere fretta, ogni passo conta.

ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

  • Amore: L’amicizia è la base dell’amore oggi. Con il partner, uscite con il vostro gruppo di amici. Se single, una conoscenza amichevole potrebbe trasformarsi in qualcosa di più.

  • Lavoro: Le tue idee sono innovative e fuori dagli schemi. Condividile con il tuo team. La collaborazione con persone eclettiche è favorita.

  • Salute: Benessere mentale e fisico sono collegati. Socializzare ti ricarica. Attenzione alla circolazione e a stare troppo tempo seduto.

  • Finanze: Entrate o idee fuori dal comune potrebbero arrivare attraverso la tua rete di contatti. Attenzione a investire in tecnologie troppo sperimentali.

  • Consiglio astrologico: Il futuro che vedi è possibile. Connetti le persone alle tue visioni e insieme potrete realizzarle.

PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. L’empatia con il partner è totale. Se single, potresti innamorarti di un ideale più che di una persona reale.

  • Lavoro: La tua creatività e intuizione sono al top. Lavori bene da solo, ascoltando la tua musa ispiratrice. Attenzione a confondere i confini tra realtà e fantasia.

  • Salute: Giornata per ricaricare le energie sottili. Meditazione, musica o stare vicino all’acqua ti aiuteranno. Attenzione ai piedi e al sistema linfatico.

  • Finanze: L’intuito può guidarti verso una buona opportunità, ma fatti consigliare da qualcuno di pratico prima di agire.

  • Consiglio astrologico: La tua compassione è un dono. Non permettere che il mondo ti sovraccarichi. Proteggi i tuoi sogni, ma non fuggire dalla realtà.

Che si tratti di un seme d’amore, di un progetto lavorativo o di un nuovo obiettivo finanziario, l’invito è agire con intenzione, ascoltando sia il cuore che la ragione. I consigli astrologici di oggi ruotano tutti attorno a un tema centrale: conosci te stesso e usa la tua energia unica nel modo più saggio e costruttivo possibile.

Ricorda che l’oroscopo è una bussola, non una mappa rigida. Tu sei sempre il capitano della tua nave, con il libero arbitrio di scegliere la rotta. Buona giornata

Camorra, il pentito Paone ricostruisce equilibri e omicidi tra Amato-Pagano e Vanella Grassi

Napoli– Le dichiarazioni di Raffaele Paone, detto Rafaniello, ex affiliato di spicco della Vanella Grassi e oggi collaboratore di giustizia, stanno offrendo agli inquirenti uno spaccato prezioso sulle dinamiche della camorra tra Secondigliano, Scampia e San Pietro a Patierno.

Arrestato a fine 2023 e detenuto a Secondigliano, Paone ha iniziato a collaborare con la magistratura il 31 maggio 2024, proprio alla vigilia dell’avvicendamento dei gruppi criminali nell’area di Scampia.

Secondo gli investigatori, la sua voce ha un doppio valore: da un lato fotografa la situazione immediatamente precedente all’ascesa del nuovo cartello emergente; dall’altro proviene da un ambiente criminale esterno agli Amato-Pagano, ma pur sempre limitrofo e ben informato.

Alcuni suoi verbali sono contenuti nell’ordinanza cautelare firmata ieri dal gip Maria Gabriella Iagulli e che ha portato in carcere sette dei nuovi boss e gregari della nuova cosca ddi Scampia composta dai Cancello, Cifarello e Raia.

Il ruolo dei Cancello e il giallo sull’omicidio “Cioppetta”

Paone ha indicato Elia Cancello come figura di vertice del clan Amato-Pagano almeno fino al 2016, anno in cui venne sospettato – insieme al fratello Maurizio – dell’omicidio di Francesco Angrisano, detto Cioppetta, elemento apicale della Vanella Grassi e fratello di Gaetano, storico boss del gruppo.

Scarcerato nel 2021, Cancello avrebbe ritrovato proprio in Gaetano Angrisano un interlocutore e un alleato. Secondo quanto riferito dal pentito, il capo della Vanella Grassi gli avrebbe riconosciuto piena libertà operativa nel Lotto G, roccaforte storica del clan, segno di una pace siglata nonostante i sospetti di sangue del passato.

Il fratello Maurizio Cancello, pur affiliato agli Amato-Pagano, viene descritto come figura meno carismatica, non all’altezza della caratura criminale di Elia.

L’ascesa di “Nanduccio” Cifariello e i Sette Palazzi

Il pentito ha poi tracciato il profilo di Ferdinando Cifariello, detto Nanduccio, ritenuto capo della famiglia omonima e considerato “un pupillo” degli Amato-Pagano, in particolare di Enzo Notturno. Operava nell’area dei Sette Palazzi di Scampia, gestendo il traffico di droga sotto il controllo di Luigi Diano, detto Cicciotto, reggente locale del clan.

La versione di Rafaniello: sospetti, rivalità e paci armate

Nei verbali resi il 19 novembre 2024, Paone ha ricordato la propria convinzione che furono i Cancello a uccidere Cioppetta, anche se negli anni i sospetti si spostarono sui Grimaldi. Nonostante i rancori, racconta che, dopo la scarcerazione, Elia Cancello e Gaetano Angrisano si sarebbero ritrovati a tavola insieme, suggellando una tregua che consentiva al primo di muoversi liberamente nel Lotto G.

Una pace che, tuttavia, non avrebbe convinto tutti: secondo il collaboratore, Alessio Angrisano sarebbe rimasto deluso dall’atteggiamento del fratello Gaetano, accusato di aver ceduto troppo ai Cancello.

La credibilità del collaboratore

La posizione di Paone è stata ritenuta attendibile dai giudici in più procedimenti. Le sue dichiarazioni, definite “lineari e prive di intenti calunniatori”, sono state già utilizzate in sentenze e ordinanze di rilievo, tra cui la condanna del 2024 per tentata estorsione aggravata e i recenti procedimenti a carico di figure di vertice della Vanella Grassi e dei Licciardi.

Gli inquirenti considerano dunque “Rafaniello” una fonte di primo piano, capace di raccontare dall’interno oltre dieci anni di dinamiche criminali.

Torre Annunziata, tentato omicidio del nigeriano: arrestata anche la complice del marocchino

Torre Annunziata  – Si allarga l’inchiesta sul tentato omicidio avvenuto questa mattina a Torre Annunziata, dove un cittadino nigeriano è stato gravemente ferito in circostanze ancora da chiarire.

Dopo il fermo di un 39enne di origini marocchine, gravemente indiziato del reato, gli investigatori hanno stretto il cerchio anche attorno a una donna ucraina, accusata di aver partecipato all’aggressione.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti del Commissariato di Torre Annunziata, sarebbe stata proprio la visione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza a rivelare il ruolo della donna: ripresa mentre prendeva parte all’attacco contro la vittima, per poi allontanarsi rapidamente e rendersi irreperibile.

La caccia alla sospettata è durata poche ore. Nella serata odierna, infatti, i poliziotti sono riusciti a rintracciarla e a bloccarla. La donna è stata quindi sottoposta a fermo di Polizia Giudiziaria e, al termine degli accertamenti di rito, trasferita nella casa circondariale di Napoli Secondigliano, dove resterà in attesa dell’udienza di convalida davanti all’Autorità Giudiziaria.

L’indagine, coordinata dalla Procura, resta aperta per chiarire il movente e l’esatta dinamica del violento episodio che ha insanguinato la mattinata oplontina. Nel frattempo, la vittima – un cittadino nigeriano – è ricoverata in ospedale con ferite giudicate gravi.

Superenalotto, realizzato un 5 da 127mila euro: i numeri fortunati di oggi

Un’estrazione che lascia ancora una volta in sospeso la corsa al “6” milionario, ma che regala comunque emozioni e premi importanti. Il concorso n.158 del Superenalotto di oggi ha visto infatti la mancata assegnazione sia del fatidico “6” che del “5+1”, ma ha premiato un fortunato giocatore che, con un “5”, si porta a casa 127.893,93 euro.

La combinazione vincente e le curiosità

La sestina estratta è stata: 2, 4, 69, 75, 79, 88, con Numero Jolly 12 e SuperStar 7.

Un mix curioso che unisce due piccoli numeri consecutivi, il 2 e il 4, a una serie di cifre alte, tutte oltre il 69. Una combinazione che sembra spostare la fortuna verso gli estremi della schedina, come se i numeri volessero sfuggire al centro per farsi rincorrere.

Il SuperStar 7, simbolo da sempre associato alla fortuna, oggi non ha centrato colpi clamorosi, ma ha comunque reso possibili vincite importanti nei premi secondari.

Jackpot in crescita: la caccia al 6 continua

Nessuno ha centrato la sestina esatta e così il jackpot sale a 60,1 milioni di euro, una cifra capace di riaccendere la fantasia e i sogni dei giocatori in vista del prossimo concorso. Una somma che, se conquistata, entrerebbe tra i premi più ricchi dell’anno.

Le quote del concorso n.158

Ecco la distribuzione delle vincite di oggi:

Superenalotto

Punti 6: 0 – € 0,00

Punti 5+1: 0 – € 0,00

Punti 5: 1 – € 127.893,93

Punti 4: 409 – € 319,18

Punti 3: 17.179 – € 22,84

Punti 2: 267.199 – € 5,00

SuperStar

Punti 6SS: 0 – € 0,00

Punti 5+SS: 0 – € 0,00

Punti 5SS: 0 – € 0,00

Punti 4SS: 3 – € 31.918,00

Punti 3SS: 169 – € 2.284,00

Punti 2SS: 2.272 – € 100,00

Punti 1SS: 12.372 – € 10,00

Punti 0SS: 24.593 – € 5,00

Vincite Seconda Chance

50 Euro: 74 – € 3.700,00

3 Euro: 11.213 – € 33.639,00

Vincite WinBox

WinBox 1: 1.584 – € 39.600,00

WinBox 2: 187.035 – € 380.072,00

Totale vincite Seconda Chance: 11.287
Totale vincite WinBox: 188.619

Anche se il “6” continua a sfuggire, questa estrazione ha messo in luce la forza dei numeri alti e ha acceso l’attenzione sul jackpot, che con i suoi 60,1 milioni di euro promette scintille nelle prossime giocate. Il Superenalotto, ancora una volta, conferma di essere non solo un gioco, ma una vera e propria fabbrica di sogni in attesa di un vincitore capace di riscrivere la storia delle estrazioni.