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Droga nascosta nella Matrioska: 38enne arrestato ai domiciliari nel Casertano

Credeva di poter nascondere la droga in una bambolina Matrioska, ma non aveva fatto i conti con il fiuto di Thelma, il cane antidroga dell’Arma. A Carinola, nel Casertano, i Carabinieri della Stazione locale, con il supporto delle unità cinofile di Sarno, hanno arrestato un uomo di 38 anni, già ai domiciliari per detenzione e spaccio di stupefacenti, dopo aver scoperto cocaina pronta per la vendita all’interno della sua abitazione.

La perquisizione è scattata all’alba, nell’ambito di un servizio coordinato contro lo spaccio in zona. Da alcuni giorni i militari avevano notato movimenti sospetti nei pressi dell’abitazione dell’uomo, e quando hanno deciso di intervenire la conferma non si è fatta attendere. Durante i controlli, il cane Thelma ha segnalato la presenza di sostanze stupefacenti nella camera da letto: lì, dentro una Matrioska apparentemente innocua, i Carabinieri hanno rinvenuto 14 grammi di cocaina già suddivisi in dosi, insieme a un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento.

Il sequestro è stato immediato, e per il 38enne è scattato un nuovo arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato ricondotto ai domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Un nascondiglio ingegnoso ma inutile: ancora una volta, l’intuito dei militari e l’olfatto infallibile del cane antidroga hanno smascherato un pusher che pensava di farla franca anche da casa.

Carinola, dà fuoco alla casa dopo un litigio con la moglie: arrestato 37enne

Una lite con la moglie degenerata in tragedia, la casa in fiamme e una notte di paura in via Rio Persico, a Carinola, nel Casertano. Un uomo di 37 anni è stato arrestato dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone con l’accusa di incendio doloso, minacce e maltrattamenti in famiglia, dopo aver dato fuoco alla propria abitazione al culmine di un violento litigio.

L’allarme è scattato nella notte, quando una chiamata di emergenza ha raggiunto la Centrale Operativa dell’Arma. Sul posto sono immediatamente giunte le pattuglie dei Carabinieri e gli agenti del Commissariato di Polizia di Sessa Aurunca, insieme ai vigili del fuoco, che hanno lavorato per ore per domare l’incendio. Le fiamme avevano già divorato gran parte dell’immobile, rendendolo completamente inagibile.

Dalle prime ricostruzioni, il 37enne avrebbe agito dopo l’ennesima discussione con la moglie, scoppiata per futili motivi. La donna, in forte stato di shock, ha riferito ai militari di vivere da anni in un clima di tensione e violenza. Negli ultimi tempi, secondo quanto raccontato, il marito era diventato sempre più aggressivo, anche davanti ai figli minorenni.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato bloccato e condotto in caserma. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere su disposizione della Procura. Le indagini, coordinate dai magistrati sammaritani, proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e verificare la presenza di precedenti denunce. L’abitazione, gravemente danneggiata dalle fiamme, è stata dichiarata inagibile.

Napoli, assalto al fortino del Rione Traiano: smantellato “l’occhio” del clan sulle strade dello spaccio

Napoli– Le sirene dei Carabinieri squarciano il silenzio opprimente del Rione Traiano, il quartiere-labirinto dove la camorra ha scolpito da decenni le sue piazze di spaccio più redditizie.

In un servizio straordinario, i militari della Compagnia di Bagnoli – spalle a spalle con Vigili del Fuoco e tecnici Enel – hanno setacciato i vicoli, colpendo al cuore il sistema di allerta illegale: rimosse 8 telecamere abusive che spiavano gli accessi, pronte a sostituire il celebre grido “Mario” nell’avvertire i pusher dell’arrivo delle volanti.

Quattro denunce lampo: un 26enne, un 42enne e un 59enne finiscono nei guai per furto di energia elettrica e violazione di sigilli, beccati in un locale sequestrato – ex covo di spaccio – con l’impianto elettrico aggirato brutalmente, collegato dritto alla rete madre senza contatori.

Non basta: un 33enne è stato pizzicato a cedere una dose di cocaina a un tossicodipendente della zona, segnalato poi alla Prefettura come acquirente abituale. Il pusher risponderà di spaccio.Il colpo grosso arriva con l’arresto di un 36enne, trascinato in carcere per scontare un cumulo di pene: 5 anni e 11 mesi per reiterati traffici di droga.

I controlli non mollano la presa: proseguiranno nelle ore a venire, in un rione dove l’economia della Camorra – stimata in milioni annui – si nutre di cocaina, hashish e crack, tra palazzoni popolari che nascondono segreti letali.

Quelle telecamere? Occhi elettronici camuffati tra i balconi, collegate a chissà quale centrale occulta. Puntavano sulle vie principali, pronte a far scattare l’allarme se il ‘Mario’ non bastava.

Napoli, tenta di sedare una lite e viene accoltellato: ferito 18enne in via Petrarca

Napoli – Ancora sangue tra i ragazzi, ancora un coltello in mano a un giovane. Questa volta la vittima è un diciottenne napoletano, ferito nella notte in via Petrarca, nel quartiere Posillipo, mentre tentava di sedare una lite tra coetanei.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti del Commissariato Posillipo, intervenuti dopo la segnalazione dal pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli, il ragazzo sarebbe intervenuto per riportare la calma durante un alterco scoppiato in strada, ma uno dei presenti avrebbe estratto un coltello colpendolo alla mano e al fianco.

Il giovane, trasportato d’urgenza in ospedale, è stato medicato e dimesso con una prognosi di 14 giorni. Le sue condizioni non destano preoccupazione, ma resta la paura per un episodio che poteva facilmente trasformarsi in tragedia. Gli agenti della Polizia di Stato hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti e identificare il responsabile dell’aggressione.

L’ennesimo caso di violenza giovanile si inserisce in un quadro sempre più allarmante che, nelle ultime settimane, ha visto Napoli e la provincia teatro di episodi simili: il 15enne accoltellato nel centro storico da un coetaneo all’uscita di scuola, il ragazzo ferito a Castellammare dopo una rissa per motivi banali, e i numerosi episodi registrati nella movida partenopea dove, troppo spesso, le liti si risolvono a colpi di lama.

Un filo rosso lega queste storie: l’uso indiscriminato dei coltelli tra adolescenti, diventati una sorta di “status symbol” o di strumento identitario, un modo distorto di affermare la propria forza o di non sentirsi esclusi dal gruppo.

Una deriva pericolosa, che racconta una fragilità profonda e un disagio crescente: ragazzi che confondono il rispetto con la paura, e la virilità con la violenza.

Serve una riflessione collettiva — delle famiglie, della scuola, delle istituzioni — per ricucire un tessuto educativo che si sta lacerando. Perché dietro ogni ferita di coltello non c’è solo un reato, ma il segno di una società che ha smarrito il linguaggio dell’ascolto e dell’empatia.

Le indagini sul caso di Posillipo proseguono: la Polizia sta esaminando le telecamere della zona per individuare l’aggressore e verificare eventuali testimoni.

Torre del Greco, abbattuta casa abusiva nel cuore del Vesuvio: il proprietario la demolisce da sé

Torre del Greco  – Una villetta abusiva di circa 80 metri quadrati è stata rasa al suolo ieri nel Parco Nazionale del Vesuvio, grazie a un ordine di demolizione emesso dal Tribunale di Torre Annunziata.

L’operazione, parte della crociata della Procura contro l’abusivismo edilizio, è stata eseguita in regime di autodemolizione dal proprietario stesso, evitando così l’uso di fondi pubblici già stanziati dal Parco.Il manufatto – un piano terra quadrangolare con patio e balcone, adibito a uso residenziale – sorgeva in via Cappella Bianchini 17, in un’area blindata da vincoli multipli: paesaggistico-ambientale (D.M. 1964), sismico (zona 2 ad alto rischio), vulcanico (zona rossa ex L.R. 21/2003), idrogeologico (Piano Sarno) e urbanistici (Zona E3 agricola periurbana e C2 del Parco Vesuviano).

La sentenza risale al 2009, ma l’intervento arriva ora, a coronamento di anni di sensibilizzazione istituzionale.”Uno strumento insostituibile per tutelare il territorio”, commentano dalla Procura, sottolineando il duplice effetto repressivo e dissuasivo contro le violazioni ambientali.

“La demolizione non è solo repressione, ma prevenzione: ripristina l’ambiente violato e dissuade i potenziali abusivi”, spiega il procuratore in una nota ufficiale, riecheggiando la missione prioritaria dell’ufficio giudiziario. Grazie a un protocollo con il Parco del Vesuvio, i fondi per l’abbattimento – già allocati – restano intatti, reinvestibili in monitoraggio.

È il sesto intervento simile in meno di quattro mesi a Torre del Greco: a luglio, due depositi abusivi in via La Maria Ruospo e una villetta in via Boccea sono stati rasi al suolo, seguiti da un immobile scolastico e un garage con pergolato.

Una campagna serrata che ha già restituito al verde oltre 300 metri quadrati di suolo.Ma dietro i numeri, c’è una storia di fragilità campana. L’abusivismo edilizio flagella la Penisola Sorrentina e Vesuviana: secondo Legambiente, in Campania il 25% delle nuove residenze nasce senza permessi, alimentato da povertà e speculazione, con costi ambientali devastanti – erosione del suolo, rischio idrogeologico amplificato e habitat distrutti per specie endemiche come il Gufo Reale.

A Torre del Greco, il fenomeno è cronico: dal 2010, oltre 200 ordinanze di demolizione, ma solo il 40% eseguite, spesso dopo anni di rinvii. “È una piaga che ci mangia il futuro”, dice Antonio, 62 anni, residente a due passi dal sito: “Vivevo la paura di una frana, con quel cemento che ostruiva i canali di scolo. Ora respiro, ma quanti ne restano nascosti tra i vigneti?” La sua testimonianza, raccolta nei gruppi locali su Facebook, riflette l’ambivalenza: sollievo per l’intervento, ma rabbia per il ritardo – 16 anni dalla condanna.

Pozzuoli, blitz dei Carabinieri in casa di un giovanissimo pusher: sequestrati hashish e cocaina

Pozzuoli – Un diciannovenne già noto alle forze dell’ordine è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di spaccio di droga. Il blitz è avvenuto a Monteruscello, quartiere popolare flegreo, dove i militari della stazione di Licola hanno fatto irruzione nell’abitazione del giovane, trovando un vero e proprio arsenale di sostanze stupefacenti.

Durante la perquisizione, i Carabinieri hanno scoperto e sequestrato mezzo chilo di hashish suddiviso in cinque panetti e tre stecchette, oltre a 22 dosi di cocaina già pronte per la vendita. Con le droghe, anche gli strumenti del mestiere: un bilancino di precisione per dosare la merce e una somma di contante, che i militari ritengono essere il provento dell’attività illecita.

Il giovane, che aveva già precedenti di polizia, è stato arrestato e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, in attesa del giudizio per direttissima. L’operazione conferma l’impegno dell’Arma nel contrasto allo spaccio al dettaglio, un fenomeno che continua a interessare le periferie dell’area flegrea nonostante le ripetute azioni di repressione.

Avellino, morto il giovane detenuto napoletano Paolo Piccolo picchiato in carcere un anno fa

Avellino— È morto dopo un anno di ricovero e di agonia all’ospedale “Moscati” di Avellino Paolo Piccolo, il detenuto di 26 anni vittima di un violento pestaggio all’interno della casa circondariale del capoluogo irpino.

Da quel giorno, le sue condizioni non si erano mai riprese: il giovane era rimasto gravemente cerebroleso, fino a ridursi a poco più di 24 chili di peso.

Nonostante le denunce e le richieste d’aiuto avanzate dalla famiglia, dall’avvocato Costantino Cardiello e dal garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello, non era mai stata trovata una struttura sanitaria specializzata in grado di accoglierlo. A denunciare il caso era stata soprattutto la nonna, Cira Russo, che per mesi aveva condotto una battaglia pubblica per il nipote, arrivando anche a protestare davanti all’ospedale per chiedere un’assistenza adeguata.

“Paolo è stato lasciato solo — aveva più volte denunciato la donna —, e nessuno si è preso la responsabilità di garantirgli le cure necessarie”. Attorno a lei si era mobilitata una rete di amici, attivisti e cittadini, anche sui social, ma ogni tentativo si era infranto contro le difficoltà burocratiche e l’assenza di strutture idonee.

Il pestaggio dietro le sbarre

Il giovane era rimasto vittima, nel 2023, di una violenta aggressione all’interno del carcere di Avellino. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, un gruppo di undici detenuti aveva preso in ostaggio un agente di polizia penitenziaria per sottrargli le chiavi della sezione, dando il via a un raid punitivo contro Piccolo che  subì lo sfondamento del cranio e venne colpito da 26 coltellate, una delle quali perforò il polmone.

Tre degli imputati hanno scelto il rito abbreviato e, lo scorso luglio, sono stati condannati complessivamente a 27 anni e due mesi di reclusione.

Le indagini avevano ipotizzato una spedizione punitiva motivata da vecchi contrasti tra detenuti. Le immagini delle telecamere interne e le testimonianze avevano permesso di identificare i responsabili, poi rinviati a giudizio.

Un lungo calvario tra ospedali e riabilitazioni

Dopo l’aggressione, Paolo era stato ricoverato in condizioni disperate al Moscati di Avellino, dove i medici avevano tentato di stabilizzarlo. Successivamente era stato trasferito al centro riabilitativo Don Gnocchi di Sant’Angelo dei Lombardi, ma le sue condizioni si erano aggravate, rendendo necessario un nuovo ricovero nel reparto di terapia intensiva del Moscati.

Dopo dodici mesi di cure e speranze sempre più flebili, il suo cuore ha smesso di battere.

La battaglia per la verità

La morte del giovane riapre ora il fronte giudiziario: il decesso potrebbe aggravare la posizione degli undici imputati, facendo mutare il reato ipotizzato dai magistrati. Con il decesso di Piccolo l’accusa verrà riformulata in omicidio aggravato

La famiglia, assistita dal legale Cardiello, annuncia che continuerà a chiedere verità e giustizia: “Non vogliamo vendetta — ha dichiarato l’avvocato —, ma che venga riconosciuto fino in fondo ciò che Paolo ha subito dietro le sbarre, in un luogo dove avrebbe dovuto essere protetto dallo Stato”.

Una vicenda che riporta al centro dell’attenzione il tema delle condizioni di sicurezza e tutela sanitaria nelle carceri italiane, e che lascia dietro di sé il dolore di una famiglia e il silenzio di un’istituzione che, ancora una volta, non è riuscita a garantire né giustizia né dignità a un detenuto.

Torre Annunziata, tenta il colpo in un bar del centro: arrestato 43enne

Torre Annunziata – Stava forzando la saracinesca di un bar in pieno centro, convinto di agire indisturbato nel cuore della notte. Ma non aveva fatto i conti con la pattuglia dei Carabinieri.

È finito così in manette un 43enne del posto, volto già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici, arrestato in flagranza di reato dai militari della Sezione Radiomobile di Torre Annunziata con l’accusa di tentato furto.

L’intervento è scattato durante un servizio di controllo del territorio. Transitando lungo Corso Vittorio Emanuele III, l’equipaggio della “Gazzella” ha notato l’uomo mentre, armato di attrezzi da scasso, cercava di aprirsi un varco nell’esercizio commerciale.

Colto sul fatto, il 43enne non ha avuto il tempo né la possibilità di tentare la fuga. I Carabinieri lo hanno immediatamente bloccato e perquisito. Gli attrezzi “del mestiere” utilizzati per il tentativo di effrazione sono stati recuperati e posti sotto sequestro.

Dopo le formalità di rito in caserma, l’uomo è stato trasferito direttamente in carcere, in attesa di comparire davanti al giudice per il giudizio.

Riciclaggio con le scommesse illegali: arresti e denunce in tutta Italia

Una vasta operazione contro le scommesse illegali ha coinvolto dieci province italiane — Roma, Milano, Napoli, Palermo, Caserta, Latina, Varese, Venezia, Verona e Brindisi — nell’ambito di un’azione “ad alto impatto” coordinata dal Nucleo Centrale della Polizia dei Giochi e delle Scommesse dello SCO (Servizio Centrale Operativo) in collaborazione con l’Ufficio Controlli della Direzione Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

L’intervento, conclusosi ieri, è stato mirato a contrastare l’esercizio irregolare delle scommesse sportive presso punti vendita fisici diffusi sul territorio nazionale, con l’obiettivo di tutelare i consumatori e garantire legalità nel settore del gioco pubblico.

Controlli in 35 sale e oltre 300 soggetti identificati

Nel corso delle attività, condotte da oltre 160 operatori tra poliziotti e funzionari dell’Agenzia, sono state ispezionate 35 sale scommesse e controllate più di 300 persone, 108 delle quali già note alle forze dell’ordine. Due individui sono stati denunciati a piede libero per reati connessi alla raccolta abusiva di scommesse, mentre sono state contestate oltre 30 violazioni amministrative, per un ammontare complessivo di sanzioni superiori a 500.000 euro.

Scoperti sistemi di riciclaggio con giocate “frazionate”

Durante i controlli, gli investigatori hanno accertato anche violazioni della normativa antiriciclaggio legate al ricorso a giocate “frazionate” — una tecnica utilizzata per eludere l’obbligo di identificazione dei giocatori in caso di vincite elevate. Secondo gli inquirenti, questo sistema può rappresentare una pericolosa via di riciclaggio per i gruppi criminali, compresi quelli di tipo mafioso, consentendo il reimpiego di capitali illeciti nel circuito del gioco legale.

Sinergia tra Polizia e ADM contro le infiltrazioni mafiose

L’operazione conferma l’efficacia della collaborazione tra Polizia di Stato e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che negli ultimi anni hanno rafforzato la loro azione congiunta nel contrasto alle forme più evolute di illegalità nel settore del gioco.

In campo sono scesi specialisti delle Squadre Mobili e delle SISCO (Sezioni Investigative Speciali Contro il Crimine Organizzato) formati nei corsi di qualificazione della Direzione Centrale Anticrimine, insieme a esperti dell’Agenzia capaci di analizzare flussi di gioco e anomalie negli apparecchi.

L’operazione, spiegano fonti investigative, ha permesso di “rafforzare il controllo dei luoghi pubblici e degli esercizi di gioco, con particolare attenzione alle possibili infiltrazioni economiche della criminalità organizzata”, che spesso utilizza tecniche sempre più sofisticate di riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti.

Un messaggio chiaro, dunque, contro le scommesse clandestine e i canali dell’economia criminale che continuano a tentare di infiltrarsi nel mondo del gioco legale.

Napoli, pusher sorpreso a Porta Nolana: arrestato 58enne già sottoposto a obblighi di firma

Napoli – Nonostante fosse già sottoposto a misure restrittive, non ha resistito alla tentazione di continuare l’attività di spaccio. Alessandro Cervasio, 58 anni, napoletano, è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli Stella dopo essere stato sorpreso in pieno centro mentre cedeva una dose di hashish a un cliente nei pressi di Porta Nolana.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, era soggetto all’obbligo di dimora nel comune di Napoli e alla presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Ma, come emerso dalle indagini, sfruttava proprio la sua permanenza forzata in città per continuare l’attività di spaccio, muovendosi tra le stradine più frequentate del mercato popolare.

I militari lo hanno colto in flagranza di reato durante una cessione di droga avvenuta con la classica “stretta di mano”, modalità rapida e discreta spesso usata dai pusher per confondere i controlli. Bloccato prima che potesse fuggire, Cervasio è stato trovato in possesso di due stecchette di hashish e 240 euro in contanti, somma ritenuta provento dell’attività illecita.

La perquisizione è poi proseguita nella sua abitazione, dove i carabinieri hanno rinvenuto un blocco di hashish da 44 grammi, cinque bustine di marijuana già pronte per la vendita e un bilancino di precisione utilizzato per il confezionamento delle dosi.

Dopo le formalità di rito, il 58enne è stato condotto in carcere, dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa di giudizio.

Napoli, il Duomo soffocato dal degrado: bivacchi, rifiuti e risse di fronte alla Cattedrale

Napoli – Un teatro di degrado ai piedi di uno dei simboli più sacri di Napoli. Mentre i turisti affollano il Duomo per ammirare il Tesoro di San Gennaro, pochi metri più in là si consuma un’emergenza quotidiana fatta di bivacchi permanenti, cumuli di spazzatura e ubriachi molesti.

L’ultimo grido d’allarme arriva dai commercianti esasperati, con il deputato Borrelli che lancia un appello disperato: “Salviamo il cuore storico della città”.

Le foto e i video, raccolti intorno alle 18:30 di un pomeriggio qualsiasi, mostrano una scena che definisce ormai la normalità nell’area antistante la Cattedrale: cartoni, bottiglie di vetro, valigie abbandonate e cumuli di rifiuti che si accumulano ai margini della piazza.

Un vero e proprio accampamento permanente che trasforma il sagrato in una discarica a cielo aperto, con evidenti rischi per l’igiene e la sicurezza.

A lanciare l’SOS è stata una commerciante della zona, che ha inviato la documentazione al deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli. “Siamo in pieno pomeriggio, alle 18:30. Guardi che degrado fuori la Cattedrale”, scrive la donna. “Ogni giorno sono sempre più ubriachi e nascono risse continue a discapito di chiunque. È diventato insostenibile lavorare in queste condizioni”.

“È inaccettabile che uno dei luoghi più sacri e visitati di Napoli, il suo Duomo, sia ostaggio del degrado e della totale anarchia”, tuona Borrelli commentando le immagini. “Queste foto ci raccontano di una bellezza costretta a indossare un abito osceno, fatto di sporcizia e violenza potenziale. Non si tratta solo di decoro, ma di sicurezza pubblica e igiene urbana”.

Il deputato annuncia che solleciterà un intervento immediato e coordinato: “Chiediamo un’azione congiunta e non più rimandabile. L’ASIA deve garantire una bonifica straordinaria e un controllo quotidiano della pulizia; le Forze dell’Ordine devono presidiare l’area per porre fine ai fenomeni di ubriachezza molesta e alle risse; i Servizi Sociali devono intervenire per dare risposte concrete e dignitose a chi vive per strada”.

Un simbolo ferito e una città in bilico

Il Duomo di Napoli, custode delle ampolle del sangue di San Gennaro e meta di pellegrini da tutto il mondo, si trova così a fare i conti con una crisi che va ben oltre il semplice decoro urbano. Il degrado rischia di soffocare la bellezza del centro storico, minacciando non solo l’immagine della città ma la qualità della vita di chi ci lavora e ci vive.

L’appello di Borrelli conclude con una richiesta che suona come un’ultima speranza: “Napoli merita rispetto, e il suo cuore pulsante deve tornare a battere nel decoro”. Un monito che attende ancora una risposta concreta, mentre il degrado continua a crescere sotto gli occhi di tutti.

Napoli 15enne accoltellato all’uscita di scuola, individuato e denunciato l’aggressore: è un 14enne

Napoli 15enne accoltellato all’uscita di scuola: una lite tra adolescenti finita nel sangue, nel cuore del centro storico.

Il caso è stato risolto in tre giorni: è stato infatti denunciato dai carabinieri della Stazione San Giuseppe un ragazzo di 14 anni, ritenuto responsabile dell’accoltellamento di un coetaneo di 15 anni avvenuto martedì scorso in via Benedetto Croce, a pochi passi dalla scuola che entrambi frequentano.

Le indagini, scattate subito dopo l’aggressione, hanno portato a una rapida svolta. Grazie alle testimonianze raccolte e alle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, gli investigatori sono riusciti a individuare il giovane aggressore.

Il 15enne era stato raggiunto da diversi fendenti, uno dei quali vicino alla colonna vertebrale. Soccorso dai sanitari del 118 e trasportato d’urgenza all’ospedale Pellegrini, il ragazzo è stato medicato e dimesso con una prognosi di dieci giorni. Fortunatamente, le ferite non hanno intaccato organi vitali.

Resta ancora da chiarire il movente dell’aggressione. Gli inquirenti stanno approfondendo la pista di una lite scoppiata per futili motivi, forse legata a incomprensioni tra compagni o a rivalità nate tra gruppi di adolescenti.

Un episodio che riaccende i riflettori sulla crescente violenza minorile in città: coltelli che spuntano troppo facilmente tra giovanissimi, dispute che degenerano in pochi secondi e trasformano una banale discussione in tragedia sfiorata.

Gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità di altri ragazzi presenti sulla scena. Il 14enne denunciato dovrà ora rispondere del reato di lesioni aggravate.

Castellabate, aggredito da un cinghiale: grave anziano

Castellabate — Attimi di paura nelle campagne di Santa Maria di Castellabate, nel cuore del Cilento, dove un uomo di 80 anni è stato aggredito da un cinghiale mentre raccoglieva olive insieme ai familiari. L

’episodio si è verificato nella mattinata di ieri e ha avuto conseguenze gravissime: l’anziano è ora ricoverato in condizioni critiche all’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania.

Secondo una prima ricostruzione, il cinghiale sarebbe sbucato all’improvviso dalla vegetazione, forse spaventato dai rumori della raccolta, e avrebbe assalito l’uomo colpendolo alle gambe e all’addome. I familiari che erano con lui nel fondo agricolo hanno tentato di allontanare l’animale e hanno immediatamente soccorso l’ottantenne, che perdeva molto sangue a causa delle profonde ferite riportate.

Trasportato d’urgenza al presidio ospedaliero di Agropoli, dopo le prime cure l’uomo è stato trasferito in codice rosso al nosocomio di Vallo della Lucania per un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni restano gravi ma stabili.

Sull’accaduto sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri per ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione. Si ipotizza che il cinghiale, forse un maschio adulto, si trovasse nell’area in cerca di cibo o fosse stato disturbato da rumori o movimenti improvvisi.

L’episodio riaccende le polemiche sul problema della presenza dei cinghiali nelle zone rurali del Cilento, un’emergenza segnalata da tempo dagli agricoltori e dalle amministrazioni locali. Gli animali, ormai numerosi anche nei pressi dei centri abitati, rappresentano un rischio crescente per la sicurezza pubblica e per le attività agricole, soprattutto durante il periodo della raccolta delle olive.

Un incidente che, ancora una volta, richiama l’attenzione sulla necessità di interventi strutturali per contenere la fauna selvatica e prevenire nuovi episodi potenzialmente tragici.

Minaccia i vicini con la pistola per i lavori in casa: 53enne allontanato da Pimonte

Pimonte– Una banale lite di vicinato per il viavai degli operai edili poteva trasformarsi in tragedia. È quanto accaduto lo scorso 16 giugno sui Monti Lattari, dove un uomo di 53 anni, esasperato dai lavori di ristrutturazione dei vicini, li avrebbe minacciati di morte impugnando una pistola.

Oggi, per quell’uomo, è scattata una misura cautelare pesante: il divieto di dimora nel Comune di Pimonte.

La lite per i manovali

L’indagine, condotta dai Carabinieri della locale stazione e coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ha ricostruito un clima di forte tensione. Secondo l’accusa, il 53enne era profondamente infastidito dal transito dei manovali ingaggiati dai vicini per dei lavori presso la loro abitazione.

Quel giorno di giugno, la protesta sarebbe degenerata. L’uomo avrebbe affrontato i vicini e, al culmine della discussione, avrebbe estratto un’arma, puntandola contro di loro e minacciandoli gravemente.

Le vittime, sotto shock, hanno immediatamente denunciato l’accaduto ai Carabinieri. I militari hanno avviato le indagini, raccogliendo le testimonianze dei presenti e ricostruendo la dinamica dei fatti.

Sentito dagli inquirenti in sede di interrogatorio preventivo, l’indagato ha fornito una versione diversa. Pur ammettendo la discussione accesa con i vicini, ha negato categoricamente di possedere una pistola o di averla usata per minacciarli.

La sua difesa, tuttavia, non è bastata a fermare il procedimento. La Procura, sulla base degli elementi raccolti—ritenuti “gravi indizi di colpevolezza” per i reati di detenzione e porto abusivo d’arma in luogo pubblico e minaccia grave—ha richiesto una misura cautelare.

Il GIP del Tribunale di Torre Annunziata, accogliendo la richiesta, ha emesso l’ordinanza che vieta al 53enne di risiedere nel suo stesso comune. Questa mattina, i Carabinieri di Pimonte hanno dato esecuzione al provvedimento, notificando all’uomo l’ordine di lasciare la città.

Contro lo sfruttamento e la tratta di esseri umani, Napoli scende in piazza Garibaldi per dire “basta”

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Napoli— “Napoli non tratta!”. È questo il messaggio forte che oggi risuona in piazza Garibaldi, dove dalle 10.30 alle 12.30 la Portineria Garibaldi ospita l’evento cittadino in occasione della XIX Giornata Europea contro la tratta di esseri umani. Una mattinata di confronto, ascolto e informazione dedicata alla prevenzione, alla sensibilizzazione e all’orientamento ai servizi di tutela e assistenza per le vittime di tratta e sfruttamento.

L’iniziativa è promossa da Dedalus Cooperativa Sociale, insieme alle operatrici e agli operatori del progetto #FuoriTratta e dell’Unità Mobile, nell’ambito del programma “La Bella Piazza” — un modello di co-gestione pubblico-privato degli spazi di piazza Garibaldi sostenuto dalla Fondazione Con il Sud e da una rete di enti e fondazioni locali.

Trapanese: «La dignità non è merce, la libertà non si negozia»

Presente all’appuntamento anche Luca Trapanese, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, che ribadisce l’impegno dell’amministrazione contro ogni forma di sfruttamento:
«Napoli è una città che non volta lo sguardo di fronte alla tratta di esseri umani — ha dichiarato —. È una ferita che vogliamo contrastare con ogni mezzo. Con il progetto Napoli non tratta e con la rete di professionisti che ogni giorno lavorano accanto alle vittime, vogliamo dire con forza che la dignità non è merce e che la libertà non si negozia. Continueremo a sostenere tutti i percorsi di accoglienza, protezione e reinserimento, perché solo una comunità che riconosce i diritti di tutti può dirsi davvero libera e giusta».

Venticinque anni di lotta alla tratta

L’evento napoletano si inserisce in un quadro più ampio: quello dei 25 anni del Sistema Antitratta nazionale, una rete di interventi coordinati dal Dipartimento per le Pari Opportunità che fa dell’Italia uno dei Paesi pionieri in Europa nella tutela delle vittime e nel contrasto ai trafficanti.

Proprio in occasione della ricorrenza, la rete nazionale dei Progetti Antitratta e il Numero Verde Nazionale Antitratta hanno lanciato la campagna #liberailtuosogno, che vede oggi eventi e manifestazioni in tutta Italia.

Di Martino: «Rendere visibile ciò che resta nascosto»

«Questa giornata — spiega Paola Di Martino, coordinatrice del progetto Fuori Tratta in Campania — serve a raggiungere il maggior numero possibile di cittadini per diffondere conoscenza e consapevolezza. La tratta è un fenomeno che resta ancora troppo nascosto, così come le storie delle persone coinvolte. È importante far sapere che esistono diritti e strumenti concreti per uscire dalle condizioni di sfruttamento e violenza».

Negli ultimi dieci anni, i progetti italiani hanno identificato oltre 22.500 vittime, e più di 8.000 persone hanno potuto intraprendere un percorso di assistenza e inclusione sociale. I numeri, però, raccontano anche un’evoluzione del fenomeno: cresce lo sfruttamento lavorativo e cambiano le forme di sfruttamento sessuale, sempre più complesse da individuare.

Napoli in prima linea

Con “Napoli non tratta!”, la città rinnova la propria adesione a una rete nazionale che da un quarto di secolo combatte la schiavitù del terzo millennio. Una battaglia che si gioca ogni giorno nei centri di accoglienza, nelle strade e nei luoghi di lavoro, e che oggi — in piazza Garibaldi — trova il suo simbolo: una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte.

Quattro ragazzi in casa di anziana con problemi psichici, derisa e colpita con pietre: “Solo per divertirci”

Un episodio inquietante, che scuote le coscienze e impone una riflessione seria sulla direzione che sta prendendo la nostra società.

A San Paolo Belsito, un piccolo centro del Nolano, quattro giovani – un 19enne e tre minorenni tra i 15 e i 17 anni – si sono introdotti nel giardino di un’anziana donna con problemi psichici, lanciando oggetti contro la sua abitazione e deridendola.

I fatti risalgono allo scorso 5 settembre, ma solo ora, a seguito delle indagini condotte dai Carabinieri della locale Stazione, emergono i contorni completi della vicenda. Tutto è partito dalle segnalazioni e dai racconti dei cittadini, indignati da quanto accaduto.

Gli investigatori hanno accertato che i ragazzi, dopo aver scavalcato la recinzione, avrebbero insultato la donna e scagliato pietre e altri oggetti contro la sua casa, provocandole uno stato di forte agitazione che ha richiesto l’intervento del 118 e il successivo ricovero ospedaliero.

Per i quattro giovani è scattata la denuncia per violazione di domicilio aggravata, ma ciò che resta è una domanda più profonda e scomoda: dove abbiamo sbagliato?

La devianza che diventa spettacolo

Non si tratta di una semplice bravata. Il gesto, per la sua crudeltà gratuita, rappresenta il sintomo di qualcosa di più grave: una perdita di empatia, un vuoto educativo che si manifesta nella banalizzazione della violenza e nella trasformazione della sofferenza altrui in motivo di scherno o intrattenimento.

La vittima, un’anziana fragile, è diventata il bersaglio perfetto di una violenza che non cerca un tornaconto, ma un’emozione, un senso di potere, magari da condividere sui social o da raccontare come una sfida.

È la logica del branco, quella che cancella la responsabilità individuale e trasforma la vergogna in divertimento. Un gruppo che, invece di contenere il gesto più sconsiderato, lo amplifica, perché nell’era dell’apparenza, ciò che conta è mostrare forza, anche a costo di umiliare chi non può difendersi.

Educazione, fragilità e assenza di limiti

Dietro la cronaca, c’è un tema più ampio: la crisi dell’educazione emotiva e civica dei nostri giovani. Sempre più spesso, le cronache raccontano episodi di violenza minorile, di bullismo, di uso disinvolto delle armi e di disprezzo verso la fragilità.

È come se mancasse un confine, un argine morale che dovrebbe essere insegnato in famiglia, a scuola, nella comunità. La violenza non nasce dal nulla: germoglia dove la solitudine incontra l’assenza di guida, dove il gruppo diventa sostituto dell’identità e dove l’aggressività è l’unico linguaggio per farsi vedere e sentire.

Una ferita che riguarda tutti

L’episodio di San Paolo Belsito non è solo un fatto di cronaca: è una ferita collettiva. Colpire un’anziana fragile significa colpire l’idea stessa di comunità, significa violare non solo una casa, ma un principio di umanità che dovrebbe essere alla base della convivenza civile.
Dietro quei ragazzi che ridono e lanciano pietre, ci sono famiglie, scuole, adulti distratti, un sistema educativo spesso più concentrato sulle nozioni che sulle relazioni.

Forse è tempo di ripartire da lì: dal ricostruire l’idea di rispetto e responsabilità, dal ridare valore alla parola “limite”, dal restituire alla fragilità la dignità che le spetta.
Perché ogni volta che un gruppo di giovani deride chi è debole, non è solo una persona a essere ferita, ma l’intera comunità che perde un pezzo della propria coscienza.

Terremoto ai Campi Flegrei: scossa di magnitudo 2.5 sveglia Pozzuoli nella notte

Terremoto ai Campi Flegrei: una scossa di magnitudo 2.5 ha fatto tremare la zona dei Campi Flegrei nella tarda serata di ieri.

L’epicentro è stato localizzato nel territorio del Comune di Pozzuoli, all’altezza del Monte Barbaro lungo il ramo della Tangenziale di Napoli, con una profondità di circa 3 km.L’evento, registrato alle 23:15 dall’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), non ha provocato danni a cose o persone, ma potrebbe essere stato preceduto da un boato avvertito dagli abitanti delle aree limitrofe, come segnalato da prime testimonianze locali.

La scossa ha svegliato famiglie a Pozzuoli, Bacoli, Monterusciello, Licola e Quarto. Nei gruppi Facebook e WhatsApp locali, le testimonianze si sono moltiplicate: “Ho sentito un boato fortissimo, come un’esplosione lontana, poi il letto ha oscillato”, racconta una residente a Lucrino. “I bambini si sono spaventati, ma per fortuna è durato pochi secondi”.

Nessuna chiamata ai Vigili del Fuoco o al 112 per feriti, ma il Comune di Pozzuoli ha attivato il Centro Operativo Comunale (Coc) per raccogliere segnalazioni: il numero della Polizia Municipale (081/8551891) è stato diffuso sui canali social.

Si tratta del secondo episodio significativo in meno di una settimana: l’ultimo sciame sismico, con una decina di scosse, si era verificato il 12 ottobre scorso, alimentando l’apprensione in una zona già monitorata per l’attività vulcanica.

L’ultimo sciame sismico il 12 ottobre scorso

Il bollettino INGV del 14 ottobre parla chiaro: 166 sismi registrati in tre giorni, con magnitudo fino a 2.5, un lieve aumento rispetto alla media mensile. Esperti come il vulcanologo Giuseppe De Natale attribuiscono questi episodi al “bradisismo”, il lento sollevamento del suolo flegreo – +1 cm al mese negli ultimi anni – che comprime fluidi magmatici e genera microfratture.

“È un’attività endogena normale per i Campi Flegrei, ma richiede vigilanza costante”, spiega De Natale in un’intervista recente.

Cimitile, discarica abusiva nell’ex macello: sequestro e indagine sull’azienda dei rifiuti

Cimitile – Un’area di trasferenza dei rifiuti urbani trasformata in una vera e propria discarica abusiva nel cuore dell’area nolana. È quanto hanno scoperto i Carabinieri del N.O.E. di Napoli insieme ai militari della Compagnia di Nola, che nelle scorse ore hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Nola, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un sito situato in via San Donato a Cimitile.

L’area, ufficialmente destinata alla “trasferenza” dei rifiuti solidi urbani (RSU) raccolti nei Comuni di Cimitile e Comiziano, sarebbe stata invece utilizzata come deposito illecito, dove i rifiuti venivano abbandonati direttamente sul terreno o stoccati in cassoni scarrabili esposti alle intemperie, con gravi rischi per l’ambiente.

Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico e della Stazione di Cimitile, sono scaturite da una denuncia dell’Assessore all’Ambiente del Comune, che aveva segnalato un sospetto sversamento proveniente dal vicino Comune di Comiziano all’interno dell’ex macello comunale di via San Donato.

A finire sotto inchiesta è la società S.I.A. (Soluzioni Integrate Ambientali) s.r.l., incaricata della gestione della raccolta e del trasporto dei rifiuti nei due Comuni. Secondo quanto accertato, l’area – formalmente un autoparco destinato alla sosta dei mezzi della società – sarebbe stata utilizzata per attività di smaltimento non autorizzato, con l’accumulo continuativo di rifiuti non pericolosi e anche di rifiuti pericolosi, tra cui contenitori di vernici, solventi, smalti e oli esausti.

Le immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza hanno permesso agli inquirenti di documentare che l’attività illecita si protraeva almeno dal febbraio 2025, determinando un concreto rischio di inquinamento del suolo a causa dei percolamenti prodotti dai rifiuti.

Nel corso dell’operazione, i Carabinieri hanno proceduto anche al sequestro dei mezzi aziendali presenti nell’area e dei cumuli di rifiuti rinvenuti. L’amministratrice unica della società è stata deferita in stato di libertà con l’accusa di gestione illecita di rifiuti pericolosi e non pericolosi.

Il giudice per le indagini preliminari, nel motivare il provvedimento cautelare, ha evidenziato il pericolo concreto di reiterazione del reato e il rischio di ulteriore aggravamento dell’inquinamento ambientale nel caso in cui l’area fosse rimasta nella disponibilità degli indagati.

Va precisato che il sequestro rappresenta una misura cautelare e che, come previsto dalla legge, gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva.

Un nuovo capitolo, dunque, nella lunga battaglia contro i traffici illeciti di rifiuti e gli sversamenti che da anni minacciano il territorio nolano, dove ancora una volta sono stati i cittadini e gli amministratori locali a segnalare per primi l’ombra di un possibile disastro ambientale.

Oroscopo di oggi 18 ottobre 2025 segno per segno

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La giornata di sabato 18 ottobre 2025 è percorsa da un’energia che invita a trovare un equilibrio tra l’azione e la riflessione. Mentre alcuni segni sono spinti a correre e a conquistare, altri sentono il bisogno di ritirarsi e proteggere il proprio spazio emotivo. Il messaggio universale è di ascoltare il proprio ritmo interiore senza forzature.

ARIETE (21 marzo – 20 aprile)

  • Amore: La Luna in aspetto dinamico ti rende impulsivo. In amore, rischia di portarti a gesti passionale ma anche a inutili litigi. Conta fino a 10 prima di parlare.

  • Lavoro: Il pianeta Marte ti spinge a volere tutto e subito. Attenzione a non bruciare le tappe: la costanza oggi vale più della forza.

  • Salute: Scarica l’energia in eccesso con una corsa. Evita di portare lo stress della giornata a casa.

  • Finanze: Giornata negativa per gli investimenti azzardati. Meglio consolidare ciò che hai.

  • Consiglio del giorno: La tua passione è una fiamma: usala per scaldare, non per bruciare.

TORO (21 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Venere nel tuo segno favorisce tenerezza e complicità. Coccole e una cena romantica sono il mix perfetto per la serata.

  • Lavoro: La tua proverbiale pazienza è premiata. Un progetto a cui lavori da tempo inizia a dare i suoi frutti. Goditeli.

  • Salute: Cerca il contatto con la natura. Una passeggiata in un parco ti ricaricherà profondamente.

  • Finanze: Situazione stabile. Un buon giorno per fare la spesa settimanale, troverai delle offerte vantaggiose.

  • Consiglio del giorno: Le cose migliori della vita non si corrono. Goditi il viaggio.

GEMELLI (21 maggio – 21 giugno)

  • Amore: Mercurio favorisce la comunicazione. Approfittane per chiarire un malinteso con il partner o per fare la prima mossa se sei single.

  • Lavoro: Le idee non mancano, ma rischi di volare troppo in alto. Condividile con un collega più pragmatico per ancorarle alla realtà.

  • Salute: La mente è iperattiva. Per evitare l’insonnia, leggi un libro prima di dormire invece di stare al telefono.

  • Finanze: Piccole entrate inaspettate, forse un rimborso che non ti aspettavi. Non sperperarle.

  • Consiglio del giorno: Le tue parole hanno il potere di costruire ponti. Usale con saggezza.

CANCRO (22 giugno – 22 luglio)

  • Amore: Le emozioni sono in superficie. Hai bisogno di sentirti protetto/a. Crea un nido accogliente e condividilo con chi ami.

  • Lavoro: Il tuo intuito è infallibile, soprattutto in questioni che riguardano il gruppo. Fidati delle tue sensazioni.

  • Salute: Attenzione ai disturbi di stomaco legati all’ansia. Un infuso di camomilla e un po’ di relax saranno tuoi alleati.

  • Finanze: Evita di fare prestiti oggi. La tua generosità potrebbe essere messa a dura prova.

  • Consiglio del giorno: La tua forza è nella sensibilità, non è una debolezza. Abbracciala.

LEONE (23 luglio – 23 agosto)

  • Amore: Il tuo carisma naturale è al top. Sei il centro dell’attenzione. Approfittane per organizzare una serata con gli amici.

  • Lavoro: Vuoi a tutti i costi essere sotto i riflettori. Lavora di squadra e il successo sarà più brillante.

  • Salute: Energia da vendere. Perfetta per un’attività creativa o un ballo sfrenato.

  • Finanze: Tentazione di uno sfizio costante. Se te lo puoi permettere, conceditelo senza sensi di colpa.

  • Consiglio del giorno: Un vero re non comanda, ispira. Sii un faro per gli altri.

VERGINE (24 agosto – 22 settembre)

  • Amore: L’amore si esprime con i fatti, non con le parole. Un gesto di cura quotidiano per il partner varrà più di un discorso.

  • Lavoro: La tua precisione è richiestissima. Sei l’unico che può risolvere un problema intricato. Non deludere le aspettative.

  • Salute: Attenzione a non caricarti di tensioni alle spalle. Un po’ di stretching ti aiuterà.

  • Finanze: Ottimo giorno per fare bilanci e pianificare le spese dei prossimi mesi. La tua meticolosità paga.

  • Consiglio del giorno: La perfezione è un ideale, non un obbligo. Permettiti di essere umano.

BILANCIA (23 settembre – 23 ottobre)

  • Amore: L’armonia è tutto. Evita discussioni inutili e cerca il compromesso. La bellezza di un rapporto sta nell’equilibrio.

  • Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose. Sei il mediatore ideale in una riunione difficile.

  • Salute: Cerca il tuo centro. Una sessione di yoga o di meditazione ti aiuterà a ritrovare il bilanciamento interiore.

  • Finanze: Tendi a spendere per cose esteticamente gradevoli. Concediti un piccolo lusso, ma senza eccessi.

  • Consiglio del giorno: L’equilibrio non è stare fermi, è saper danzare tra le contraddizioni.

SCORPIONE (24 ottobre – 22 novembre)

  • Amore: La passione è intensa e magnetica. Una conversazione sguardo negli occhi può essere più eloquente di mille parole.

  • Lavoro: La tua determinazione è incrollabile. Sei in una fase di trasformazione professionale. Abbraccia il cambiamento.

  • Salute: Energia potente. Canalizzarla in un’attività fisica intensa ti aiuterà a liberare la mente.

  • Finanze: Possibile occasione da valutare con attenzione. Il tuo intuito finanziario è forte, ma controlla tutti i dettagli.

  • Consiglio del giorno: La tua forza sta nel trasformare le crisi in opportunità. Non temere le profondità.

SAGITTARIO (23 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: L’avventura chiama! Proponi al partner una gita fuori porta o parlate dei vostri sogni più grandi.

  • Lavoro: Le idee viaggiando veloci. Ottimo per progetti che coinvolgono l’estero o la formazione. Attenzione ai dettagli contrattuali.

  • Salute: Il bisogno di libertà è forte. Una corsa in bicicletta o un’escursione in montagna ti rigenereranno.

  • Finanze: Una spesa per un viaggio o per un corso è un investimento sul tuo futuro. Giustificata.

  • Consiglio del giorno: Punta in alto, ma ricorda che la felicità è anche nel viaggio, non solo nella meta.

CAPRICORNO (22 dicembre – 20 gennaio)

  • Amore: L’affidabilità è il tuo miglior afrodisiaco. Mostrati come la roccia su cui il partner può sempre contare.

  • Lavoro: La tua perseveranza inizia a dare frutti importanti. I superiori notano i tuoi sforzi. Continua così.

  • Salute: Resistente come sempre, ma non trascurare il riposo. Anche le montagne hanno bisogno di valli.

  • Finanze: La tua gestione oculata dà i suoi frutti. Vedrai i risultati di un risparmio costante.

  • Consiglio del giorno: I frutti più dolci sono quelli che maturano più a lungo. La tua pazienza è un dono.

ACQUARIO (21 gennaio – 19 febbraio)

  • Amore: L’amicizia è la base. Uscite con un gruppo di amici: l’amore potrebbe nascere da una conversazione geniale.

  • Lavoro: Le tue idee visionarie sono tue alleate. Proponi soluzioni non convenzionali, ma preparati a doverle spiegare più volte.

  • Salute: Benessere mentale e fisico sono collegati. Prova una nuova attività di gruppo che stimoli la tua curiosità.

  • Finanze: Possibile spesa per tecnologia o per un corso online. Investi nella conoscenza.

  • Consiglio del giorno: Il futuro ti appartiene. Non aver paura di essere diverso, è il tuo superpotere.

PESCI (20 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Sii romantico e sognatore, ma attento a non vedere il partner attraverso una lente troppo idealizzata. L’amore vero accetta anche le imperfezioni.

  • Lavoro: Il tuo intuito artistico e creativo è al massimo. Ottimo per le professioni creative. Attenzione a non distrarti con i sogni ad occhi aperti.

  • Salute: Ricarica le energie con momenti di solitudine e silenzio. Vicino all’acqua starai particolarmente bene.

  • Finanze: Situazione nebulosa. Evita investimenti speculativi o proposte troppo confuse. Aspetta chiarezza.

  • Consiglio del giorno: La tua compassione è un faro per gli altri. Ricordati di dirigere quella luce anche verso te stesso.

Non è il giorno dei grandi colpi di scena, ma di quei piccoli, fondamentali passi che costruiscono il futuro. Siate coraggiosi nell’amore, saggi nel lavoro, generosi con voi stessi. Ricordate che la vita non è una corsa, ma un viaggio da assaporare in ogni suo istante, con le sue salite e le sue discese.

Superenalotto: il 6 ancora sfugge ma a Lentate sul Seveso un colpo da quasi 400 mila euro

Il Superenalotto di oggi non regala il tanto atteso “6”, ma lascia comunque il segno con una vincita che fa sognare la Brianza. Una schedina giocata a Lentate sul Seveso, in provincia di Monza e della Brianza, ha infatti centrato un “5+1” da 397.611,55 euro, trasformando un semplice biglietto in un colpo di fortuna da quasi mezzo milione.

La giocata vincente è stata convalidata in una tabaccheria di via Nazionale dei Giovi, 132, dove l’atmosfera questa sera è di incredulità e festeggiamenti. Il fortunato vincitore – o vincitrice – ha indovinato tutti e cinque i numeri principali più il Jolly, mancando per un soffio il jackpot milionario.

Ecco la combinazione vincente del concorso n.166 di oggi:
2 – 9 – 10 – 32 – 66 – 77
Numero Jolly: 72
SuperStar: 44

Una combinazione che non passa inosservata: il 77, simbolo della “doppia fortuna” nella smorfia popolare, è tornato a farsi vedere dopo diverse settimane di assenza. Curioso anche il trittico 9-10-32, che dà una sequenza armonica e molto ricercata dagli appassionati di numerologia del gioco.

Oltre al “5+1”, sono stati centrati otto “5”, ognuno dei quali porta a casa 16.057,39 euro. Le vincite minori, tra “4”, “3” e “2”, si contano a decine di migliaia, segno che l’estrazione di oggi ha distribuito comunque un discreto numero di premi.

Il jackpot continua intanto a crescere e vola a 66,3 milioni di euro per il prossimo concorso, una cifra che torna ad attirare la curiosità di tanti giocatori pronti a tentare la fortuna.

Tutte le quote del Superenalotto e SuperStar di oggi

Vincite Superenalotto

  • Punti 6: 0 — € 0,00
  • Punti 5+: 1 — € 397.611,55
  • Punti 5: 8 — € 16.057,39
  • Punti 4: 655 — € 200,17
  • Punti 3: 24.041 — € 16,39
  • Punti 2: 321.839 — € 5,00

Vincite SuperStar

  • Punti 6SS: 0 — € 0,00
  • Punti 5+SS: 0 — € 0,00
  • Punti 5SS: 0 — € 0,00
  • Punti 4SS: 3 — € 20.017,00
  • Punti 3SS: 97 — € 1.639,00
  • Punti 2SS: 1.535 — € 100,00
  • Punti 1SS: 8.027 — € 10,00
  • Punti 0SS: 14.930 — € 5,00

Vincite Seconda Chance e WinBox

  • Seconda Chance 50 €: 75 vincite — € 3.750,00
  • Seconda Chance 3 €: 11.315 vincite — € 33.945,00
  • WinBox 1: 1.618 vincite — € 40.450,00
  • WinBox 2: 188.385 vincite — € 381.898,00

Totale vincite Seconda Chance: 11.390
Totale vincite WinBox: 190.003

Montepremi del prossimo concorso: € 66.300.000,00

Un’estrazione che conferma come il Superenalotto sappia sempre sorprendere: niente “6”, ma tante vincite diffuse e un nuovo mistero di provincia. Chissà se il prossimo colpo di fortuna, da decine di milioni, sceglierà ancora una piccola tabaccheria di paese.

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