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Dal MIT 48 milioni per Capri e Nola: via ai lavori sulle condotte idriche strategiche

Un investimento da 48 milioni di euro per garantire acqua sicura e infrastrutture resilienti tra Capri e Nola. Con il Decreto Ministeriale n. 223 del 16 settembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 22 ottobre, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato il via libera ai finanziamenti previsti dallo “Stralcio attuativo 2025” del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI).

Le risorse sono destinate al territorio del Distretto Idrico Sarnese-Vesuviano, grazie al lavoro di pianificazione e programmazione dell’Ente Idrico Campano (EIC), che ha coordinato la predisposizione degli atti tecnici per ottenere i fondi. I progetti finanziati prevedono due interventi di rilievo strategico: il raddoppio della condotta sottomarina tra Punta Campanella (Massa Lubrense) e l’isola di Capri, e l’adeguamento della condotta di Santa Maria La Foce a Sarno fino alla centrale idrica di Nola. L’attuazione è affidata alla società Gori S.p.A.

“Questo finanziamento rappresenta un passo fondamentale verso una gestione più moderna, efficiente e sostenibile della risorsa idrica”, ha commentato Luca Mascolo, presidente dell’EIC. “Significa sicurezza per i cittadini, infrastrutture più resilienti e meno dispersioni, il tutto senza gravare sulle tariffe. È il frutto di una programmazione seria e condivisa con i territori”.

Soddisfatto anche Raffaele Coppola, presidente del Distretto Sarnese-Vesuviano, che ha sottolineato l’importanza della sinergia istituzionale: “Abbiamo già ridotto del 50% le perdite sulla rete cittadina, e ora possiamo intervenire su opere di respiro strategico. Questi fondi guardano al futuro, puntando su sostenibilità e innovazione”.

Omr Automotive premiata al Podio Ferrari, nella categoria Continuous Learning

FIRENZE – Omr Automotive è stata insignita del prestigioso riconoscimento nella categoria Continuous Learning durante l’edizione 2025 del ‘Podio Ferrari’, evento che celebra i migliori fornitori e partner strategici della Casa di Maranello. Il premio, consegnato presso il Circuito del Mugello in occasione delle Finali Mondiali Ferrari, rappresenta un importante traguardo per l’azienda riconosciuta per aver raggiunto livelli di prestazione e qualità superiori nella realizzazione dei telai interamente in lega di alluminio destinati ai modelli Ferrari.

Questo riconoscimento testimonia l’impegno costante di Omr Automotive nel perseguire l’eccellenza attraverso innovazione, formazione continua e miglioramento dei processi produttivi, valori che da sempre contraddistinguono la filosofia del gruppo. “Ricevere questo premio da un partner come Ferrari è motivo di grande orgoglio e conferma dell’importante percorso che abbiamo intrapreso – dichiara il cavaliere Marco Bonometti, presidente di Omr Automotive – È il risultato del lavoro di squadra, della competenza e della passione che ogni giorno i nostri collaboratori mettono in campo. Continueremo a investire nella qualità, nella tecnologia e nelle persone, perché crediamo che la crescita sostenibile passi dal continuo apprendimento e dal miglioramento condiviso”.

Con oltre 100 anni di esperienza nel settore automotive e una presenza globale, Omr Automotive consolida così la sua posizione come partner di riferimento per i principali costruttori internazionali, confermando la propria missione: unire innovazione, sostenibilità e valore umano per costruire il futuro della mobilità. L’innovazione e la centralità dell’uomo sono i pilastri che hanno rafforzato la partnership con Ferrari da oltre 50 anni di proficua collaborazione.

Colombia, arrestato l’ultimo killer di Alessandro Coatti: chiuso il cerchio sull’omicidio del biologo italiano

La giustizia colombiana mette la parola fine al caso dell’omicidio di Alessandro Coatti, il biologo italiano ucciso a Santa Marta lo scorso aprile. Dopo mesi di indagini serrate e di collaborazione tra la Polizia colombiana e gli investigatori italiani, è stato arrestato Uber Etilvio Torres García, il giovane che avrebbe attirato Coatti in una trappola attraverso un’app di incontri.

L’arresto, avvenuto nel quartiere Las Vegas di Santa Marta, chiude il cerchio sui sette membri della banda responsabile del delitto. Torres García è stato individuato grazie a una fotografia decisiva, scattata mentre passeggiava con la vittima lungo il lungomare cittadino, poco prima che i due prendessero un taxi verso il quartiere di El Pando, dove il biologo venne drogato, derubato e ucciso. Quando gli agenti lo hanno catturato, stava guardando una partita di calcio e indossava gli stessi vestiti immortalati nell’immagine.

Secondo quanto riportato da El Tiempo, Uber avrebbe organizzato l’incontro con Coatti fingendo un appuntamento romantico. In realtà, era il primo passo di un piano criminale orchestrato dalla banda, già completamente identificata. Il colonnello Jaime Ríos, comandante della Polizia Metropolitana di Santa Marta, ha elogiato il lavoro degli investigatori, sottolineando come la cattura del settimo componente rappresenti “un atto di giustizia dovuto alla famiglia di Alessandro Coatti e al popolo italiano”. Un caso che ha scosso due Paesi e che, con quest’ultimo arresto, trova finalmente il suo epilogo giudiziario — restituendo alla memoria del biologo la dignità di una verità piena.

Pedro annuncia l’addio alla Lazio: “E’ la mia ultima stagione, darò tutto fino alla fine”

Il tempo, anche per i campioni, prima o poi presenta il conto. E Pedro, uno dei giocatori più vincenti della sua generazione, ha deciso che questa sarà l’ultima stagione con la maglia della Lazio. L’annuncio è arrivato a margine di Pisa-Lazio, con parole semplici ma cariche di emozione: “Non è ancora un fatto ufficiale, ma questo, anche per questioni anagrafiche, sarà il mio ultimo anno alla Lazio. Farò di tutto per lasciarla più in alto possibile.”

L’attaccante spagnolo, che a Roma ha trovato una seconda casa dopo le grandi stagioni con Barcellona e Chelsea, ha voluto ringraziare l’ambiente biancoceleste per l’affetto ricevuto: “Sono stato accolto e trattato benissimo, e per questo darò tutto fino all’ultimo minuto per ripagare la fiducia. Anche la Coppa Italia è una grande occasione per tornare in Europa.”

Pedro, 37 anni a luglio, ha portato alla Lazio esperienza, classe e mentalità vincente, diventando un punto di riferimento per i compagni e per i tifosi. Il suo addio, già nell’aria da mesi, segna la fine di un ciclo ma anche l’inizio di una nuova fase per la squadra di Maurizio Sarri, che punta a chiudere la stagione nel segno della dignità e della riconoscenza.

Briatore provoca Spalletti: “Ora si tatui la Juve sull’altro braccio”

Flavio Briatore non perde il suo gusto per la provocazione, nemmeno quando si parla di calcio. Da tifoso juventino, l’imprenditore piemontese ha commentato con ironia il possibile approdo di Luciano Spalletti alla Juventus, lanciando una battuta che ha subito infiammato i social: “Spalletti a me non piace, perché ne ho il ricordo della Nazionale. Col Napoli però ha vinto lo scudetto e si è fatto il tatuaggio. Adesso si tatui la Juve sull’altro braccio”.

L’ex manager di Formula 1 ha parlato a Torino, durante la presentazione del nuovo ristorante Crazy Pizza, il brand del gruppo Majestas – da lui fondato insieme a Francesco Costa – che conta già 23 locali in 14 Paesi. Tra una fetta di pizza e una domanda sul futuro della Juventus, Briatore ha voluto anche dire la sua sulla gestione societaria: “La dirigenza ha gestito male la squadra, spendendo un sacco di soldi”.

Alla domanda se avrebbe mai pensato di comprare la Juve, Briatore ha risposto secco: “No, sono super impegnato in Formula 1 con la Alpine. E poi una squadra di calcio l’ho già avuta”, ricordando la sua esperienza nel 2007 alla guida dei Queens Park Rangers, riportati in Premier League.

Napoli, baby gang ferisce gravemente 17enne: 3 studenti denunciati per tentato omicidio

Napoli- Un’aggressione brutale, consumata nel cuore di Napoli, che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. Lo scorso 28 ottobre un ragazzo di 17 anni è stato accerchiato e colpito con cocci di bottiglia da tre coetanei in una lite dai contorni ancora oscuri.

Le ferite riportate, come documentato dai referti medici, hanno interessato zone vitali del corpo: senza un tempestivo soccorso, l’esito avrebbe potuto essere fatale.
Grazie a un’attività d’indagine serrata, condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli Stella sotto il coordinamento della Procura per i minorenni di Napoli, è stato possibile ricostruire la dinamica dell’aggressione.

Decisive le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che hanno consentito di identificare i presunti responsabili: tre studenti, due quattordicenni e un quindicenne, compagni di scuola tra loro ma estranei alla vittima e al suo amico, anch’egli minorenne.

I tre indagati devono ora rispondere di tentato omicidio in concorso e porto di armi e oggetti atti a offendere. Resta da chiarire il movente dell’attacco, che non sembrerebbe riconducibile a precedenti contrasti o a dinamiche di gruppo note alle forze dell’ordine.

Il nodo della violenza giovanile a Napoli

L’episodio si inserisce in un quadro sociale che negli ultimi anni mostra segnali allarmanti. La violenza giovanile a Napoli e in molte aree metropolitane del Sud Italia sta assumendo forme sempre più precoci e crudeli.

Non si tratta solo di “baby gang” organizzate, ma anche di micro-conflitti esplosi per motivi futili, spesso amplificati da dinamiche di gruppo, sfide social o semplici rivalità scolastiche.
Secondo recenti dati del Ministero dell’Interno e dell’Osservatorio sulla devianza minorile, il numero di minori denunciati o arrestati per reati violenti è in aumento, con un incremento di oltre il 20% negli ultimi cinque anni.

A Napoli, dove il tessuto urbano mescola disagio sociale, abbandono scolastico e la presenza radicata di modelli criminali, il fenomeno assume contorni ancora più complessi.

Molti esperti parlano di una “perdita di percezione del limite” tra i giovani, acuita da una cultura dell’emulazione e dell’apparenza. La violenza diventa linguaggio, strumento di affermazione, simbolo di forza. Ma dietro questi gesti c’è spesso un vuoto educativo, una solitudine mascherata da sfida.

Un grido che viene dalle strade

La vicenda dei tre adolescenti denunciati a Napoli è solo l’ultimo campanello d’allarme. Dietro i numeri e le cronache c’è una città che tenta di ricucire il legame tra i ragazzi e la legalità, tra scuola e strada, tra libertà e responsabilità.

Un compito che non spetta soltanto alle forze dell’ordine o alla magistratura minorile, ma a tutta la comunità educativa: famiglie, istituzioni e società civile.
Perché ogni volta che un minore impugna un’arma, anche un semplice coccio di bottiglia, non è solo un reato che si compie — è una ferita inferta al futuro stesso della città.

Ponticelli, cocaina nascosta nella scarpa: 65enne arrestato dai Carabinieri

A 65 anni continuava a spacciare, muovendosi tra Ponticelli e Volla come un veterano del crimine di strada. Antonio Pietro Punzo, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Poggioreale con l’accusa di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.

I militari lo hanno seguito da Ponticelli fino a piazza Vanvitelli, nel cuore di Volla, dove è stato sorpreso a vendere due dosi di cocaina a un cliente per 30 euro. L’intervento è scattato subito dopo la cessione: Punzo è stato bloccato e sottoposto a perquisizione. Nella scarpa, i Carabinieri hanno trovato altre quindici dosi della stessa sostanza, pronte per essere immesse sul mercato, mentre addosso l’uomo aveva 795 euro in contanti, somma ritenuta provento dell’attività di spaccio.

Il 65enne è stato portato in caserma e ristretto in camera di sicurezza, in attesa del giudizio. Un arresto che conferma come il traffico di droga resti una piaga anche nei quartieri periferici di Napoli, dove le età e i ruoli si confondono: dai giovani pusher ai vecchi lupi del malaffare, la cocaina continua a circolare senza distinzione di generazioni.

Caserta, odio antisemita e appelli alla violenza su Telegram: 16enne in comunità. Trovati asce e svastiche.

Caserta– Dalle parole d’odio sul web alle armi bianche nascoste in casa. È una deriva di radicalizzazione violenta e preoccupante quella emersa dalle indagini che ieri hanno portato la Polizia di Stato a eseguire un’ordinanza di collocamento in comunità per un minore di soli 16 anni, residente in provincia di Caserta.

L’accusa, formalizzata dal GIP presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, è gravissima: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, reato previsto dall’articolo 604 bis del codice penale.

L’incitamento alla violenza sui canali Telegram

Il giovane non era un semplice utente, ma un amministratore attivo di diversi canali Telegram. Da questa posizione di influenza, secondo quanto ricostruito dalle indagini delle DIGOS di Napoli e Caserta, il 16enne gestiva la diffusione sistematica di contenuti aberranti.

Le chat, coordinate dalla Procura dei Minorenni partenopea e monitorate con il supporto della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, erano un crogiolo di antisemitismo, negazionismo della Shoah e incitamento esplicito alla discriminazione.

La gravità del gesto non risiede solo nella propaganda, ma nell’appello diretto all’azione. In diversi post, infatti, l’indagato istigava apertamente gli altri utenti a compiere “azioni violente” mirate contro persone di religione ebraica e organizzare vere e proprie “spedizioni punitive” nei confronti di coetanei “di colore”.

Il precedente: armi e simboli nazisti

Ciò che rende lo scenario ancora più allarmante è la connessione tra l’odio online e la minaccia fisica. Il 16enne era già finito nel mirino degli investigatori la scorsa estate.

Una perquisizione eseguita nei suoi confronti aveva portato al rinvenimento di materiale che conferma la pericolosità dell’ideologia abbracciata dal giovane: coltelli, asce e numerosi disegni riproducenti svastiche e altri simboli nazisti.

Il provvedimento di collocamento in comunità si è reso necessario per interrompere questa escalation, che salda la propaganda virtuale all’inquietante possesso di armi reali, evidenziando il rischio concreto che gli appelli alla violenza potessero tradursi in fatti.

Eco-ansia: 3 giovani su 4 sono preoccupati per il Pianeta, ma in troppi ignorano le regole base del riciclo

Promossi in teoria, rimandati in pratica, nonostante la buona volontà. Questo sarebbe il giudizio riportato nella “eco-pagella” delle nuove generazioni, che si confermano sensibili e attente ai temi ambientali, ma non sempre pienamente consapevoli di come tradurre le buone intenzioni in comportamenti corretti.

A fotografare questo stato dell’arte dal doppio volto è un’indagine condotta dal portale studentesco Skuola.net in collaborazione con COREPLA – Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica – interpellando un campione di 2.500 ragazze e ragazzi tra i 16 e i 34 anni.

L’impegno della “Generazione Green” parte, soprattutto, da un presupposto: quasi tre suoi membri su quattro (74%) si dicono preoccupati per la dispersione delle plastiche nell’ambiente. E un ulteriore 21%, pur non allarmato ai massimi livelli, riconosce la necessità di impegnarsi per limitare il fenomeno. Solo il 5%, dunque, si dice del tutto immune dalla cosiddetta “eco-ansia” nei confronti di polimeri e affini.

Tuttavia, il passaggio dalla teoria alla pratica resta complesso. Quando si parla di conoscenza delle regole base del riciclo, le certezze vacillano: 1 giovane su 5 – il 20% esatto – ammette di non avere informazioni sufficienti per differenziare nel modo più giusto, mentre oltre la metà (55%) si dice “solo parzialmente sicuro” delle proprie scelte. Appena un quarto del campione (25%) afferma di sentirsi davvero competente in materia.

In ogni caso, la consapevolezza che il problema esista c’è, eccome. E si traduce in un’ampia diffusione di approcci virtuosi: 9 giovani su 10, non a caso, dichiarano di effettuare spesso o sempre la raccolta differenziata (o almeno ci provano) e circa 1 su 2 presta attenzione alla sostenibilità delle confezioni dei prodotti – il cosiddetto packaging – quando fa acquisti, affinché queste siano il più possibile “sostenibili”, riciclabili.

Ma, come detto, al tempo stesso non si può nascondere che qualche problema ci sia. Concentrandoci ancora sulle plastiche – uno dei capitoli più ostici nel “Libro del Riciclo” – la maggioranza degli intervistati pare aver interiorizzato alcune regole fondamentali: il 70% sa che bottiglie e flaconi vanno svuotati, schiacciati e conferiti nella plastica, mentre l’80% è consapevole che prima di buttare un vasetto di yogurt nella plastica bisogna togliere la linguetta (solitamente di alluminio).

Tuttavia, quando tra le loro mani hanno rifiuti più “articolati” le cose cambiano (e non di poco): giusto per fare qualche caso concreto, solo il 39% sa che il polistirolo deve essere gettato nel bidone della plastica, mentre 4 su 10 lo smaltiscono erroneamente nell’indifferenziato.

Ancora più alto è il tasso di errore se si tratta di giocattoli in plastica: solamente il 35% ritiene, correttamente, di doverli buttare nella raccolta generica. E che dire delle confezioni multistrato o con etichette composte da materiali diversi: oltre 4 su 10 ammettono di andare in confusione quando arriva il momento di smaltire.

Un quadro chiaro-scuro che rivela come, dietro un impegno diffuso, sia ancora carente una conoscenza approfondita delle regole del conferimento. Ma, per fortuna, la curiosità e la voglia di saperne di più non mancano: 8 giovani su 10 dichiarano di informarsi autonomamente su ambiente e riciclo.

In testa ci sono i social network (24%), poi si piazzano siti web e portali di informazione (18%), seguiti a ruota da fonti più “tradizionali” come la scuola e l’università (14%) e la famiglia (12%). Infine, si ritagliano una quota di audience anche gli influencer specializzati in tematiche ambientali (7%).

Numeri, questi, che confermano come i canali digitali rappresentino anche su questo versante il principale strumento di aggiornamento per le nuove generazioni. Ma anche quanto il rischio di imprecisioni o informazioni incomplete resti alto.

Forse anche per questo cresce la richiesta di una formazione più solida e continuativa. Con oltre un quinto dei giovani intervistati (22%) che considera la scuola il luogo ideale per imparare a proteggere davvero l’ambiente, meglio ancora di campagne online (17%) o iniziative promosse dai media vecchio stampo, come radio e tv (16%).

Rafforzando, dunque, il ruolo centrale delle istituzioni educative nella costruzione di una cultura ambientale basata su fatti e conoscenze verificate. Da qui l’importanza di continuare con progetti di sensibilizzazione, sia a scuola che nei luoghi di aggregazione online, per consolidare la transizione verso una cittadinanza più sostenibile e responsabile.

I dati dimostrano che i giovani hanno una forte coscienza ecologica, ma spesso mancano di informazioni pratiche per tradurla in azioni concrete. Per questo è fondamentale investire in progetti educativi mirati e in campagne di comunicazione chiare e accessibili”, così Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net.

Napoli, catturato in Romania dopo 11 anni di latitanza il boss della droga

Napoli – Undici anni di fuga, tre continenti battuti dalle indagini, una caccia all’uomo condotta con tenacia e tecnologia. Si conclude in Romania la latitanza di Adrian Constantin Budu, il pericoloso narcotrafficante arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli il 29 ottobre scorso.

L’operazione, coordinata dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli, ha fatto scattare le manette per un uomo condannato in Italia a 8 anni e 4 mesi di reclusione per un giro d’affari miliardario nel traffico internazionale e nella commercializzazione di ingenti quantitativi di droga.

Budu, che si era reso irreperibile alla Giustizia italiana, era il destinatario di un ordine di carcerazione per scontare la pena residua di 3 anni, 11 mesi e 6 giorni. Per lui, il sogno di una vita sottratta alla condanna si è infranto in un appartamento in Romania, dove si era rifugiato credendo ormai di essere al sicuro.

La cattura è il punto d’arrivo di un’enorme sfida investigativa portata avanti senza sosta negli anni. Gli investigatori non hanno mai abbassato la guardia, seguendo piste false, incrociando informazioni e, soprattutto, sfruttando la cruciale collaborazione del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia – Direzione Centrale della Polizia Criminale.

È stato questo lavoro di squadra, oltre i confini nazionali, a permettere di localizzare con precisione il rifugio del latitante, chiudendo una delle pagine più lunghe della caccia ai ricercati per reati di droga.

Halloween “sicuro” a Napoli, maxi-sequestro di 100mila prodotti contraffatti e pericolosi

Napoli – La Guardia di Finanza di Napoli ha trasformato la notte delle streghe in un’operazione anti-truffa: oltre 100mila articoli contraffatti o privi di certificazioni di sicurezza, pronti a invadere le strade della Campania per Halloween, sono finiti sotto sequestro.

Quarantacinque commercianti sanzionati, con denunce per frode e ricettazione, in un blitz che ha colpito il cuore del mercato nero natalizio anticipato.In un clima di zucche illuminate e costumi infernali, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli ha sferrato un colpo preventivo contro il commercio illegale di gadget festivi.

Tra il capoluogo e l’hinterland metropolitano, gli “Baschi Verdi” hanno setacciato bancarelle, negozi e depositi abusivi, scoprendo un numero impressionante di prodotti “fantasma”: maschere tossiche, vestiti infiammabili, giocattoli non certificati e decorazioni potenzialmente letali, soprattutto per i più piccoli.

Il bottino? Oltre 100mila pezzi, tutti privi delle indicazioni minime per i consumatori e delle garanzie di sicurezza previste dalla normativa europea.L’operazione, coordinata in vista della notte di Halloween, ha portato a 45 sanzioni complessive.

Di questi, 30 imprenditori sono stati segnalati alla Camera di Commercio per violazioni amministrative – come la vendita di merci non conformi – mentre 15 sono finiti sotto inchiesta penale per frode in commercio, apposizione di segni mendaci e persino ricettazione.

“Non si tratta solo di contraffazione – spiega un alto ufficiale della GdF – ma di un rischio concreto per la salute pubblica. Un costume infiammabile o una maschera con vernici cancerogene possono trasformare una festa in tragedia”.

Il fronte più caldo si è acceso nei quartieri popolari del centro storico. I finanzieri del Gruppo Pronto Impiego Napoli, armati di guanti e torce investigative, hanno bonificato i vicoli di San Lorenzo e San Giovanni, sequestrando ben 35mila articoli: da teschi di plastica radioattiva a mantelli da vampiro con fili scoperti. Undici i denunciati, tra ambulanti e piccoli esercenti che nascondevano la merce in garage improvvisati.

Non solo centro: l’offensiva si è estesa come una ragnatela su tutta la provincia. Il I Gruppo Napoli ha colpito duro nei quartieri ad alta densità commerciale – Secondigliano, Poggioreale, San Carlo all’Arena, Pendino – e persino sulle isole del Golfo, da Capri a Ischia, dove il turismo festivo amplifica i rischi.

Qui, oltre 15mila pezzi tra cerchietti luminescenti, tatuaggi temporanei tossici e giocattoli “posseduti” da difetti di fabbricazione sono stati confiscati. Un solo denunciato, ma nove segnalazioni amministrative che peseranno sui bilanci di chi ha scelto la scorciatoia illegale.

A nord, tra Frattamaggiore e Grumo Nevano, il Gruppo Frattamaggiore ha smantellato un vero e proprio “laboratorio del terrore”: 25mila gadget, da ragni finti urticanti a trucchi ipoallergenici solo sulla carta. Cinque i sanzionati, di cui tre con le manette metaforiche per ricettazione.

Più a sud, nell’area oplontina – tra Castellammare di Stabia, Sorrento, Pompei e Poggiomarino – il Gruppo Torre Annunziata ha liberato il mercato da 15mila articoli: lanterne instabili, spille arrugginite e accessori per il trucco che potevano provocare irritazioni cutanee gravi. Otto le violazioni amministrative contestate.

L’onda d’urto non si è fermata: ulteriori 10mila sequestri hanno interessato l’area nolana (Marigliano, San Vitaliano, Comiziano) e quella flegrea (Giugliano, Pozzuoli, Melito, Quarto), con undici segnalazioni che chiudono il cerchio. In totale, un’operazione che ha evitato non solo multe salate ai consumatori ignari, ma potenziali incidenti domestici o avvelenamenti da contatto.

Oltre al mero conteggio, l’intervento della Finanza va letto come un monito al sistema economico campano.

Somma Vesuviana, chiude la portiera dell’auto all’arrivo dell’ex: aveva un coltello. Arrestato

Somma Vesuviana -Le mani che battono contro la portiera, i vetri chiusi, il cuore che corre più veloce del motore. È la scena di terrore vissuta da una donna di 46 anni a Somma Vesuviana, in via Circumvallazione, dove il suo ex compagno — un uomo di 49 anni, già denunciato per maltrattamenti — l’ha sorpresa mentre faceva rifornimento al distributore di carburante.

Pochi minuti che hanno rischiato di trasformarsi nell’ennesimo femminicidio, evitato solo grazie alla lucidità della vittima, al coraggio del gestore della pompa e all’intervento dei Carabinieri.

L’uomo, a bordo di una Jeep bianca, ha riconosciuto la donna e ha inchiodato di colpo. È sceso e si è avventato contro l’auto di lei, una piccola utilitaria nera. Ha tentato di aprire lo sportello del passeggero, poi, non riuscendoci, ha iniziato a colpire con violenza la portiera del guidatore, urlando che voleva solo parlare.

“Mi gridava di non avere paura, ma batteva contro la macchina con una forza che mi faceva tremare”, ha raccontato la donna ai carabinieri, ancora sotto choc.

Quando la vittima ha cercato di ripartire, l’uomo si è aggrappato alla vettura, sradicando la maniglia e piegando lo specchietto, come se quella macchina fosse la barriera tra lui e ciò che non accettava: la fine della relazione.

A interrompere l’aggressione è stato il titolare del distributore, che, notata la scena, è intervenuto affrontando l’uomo e costringendolo ad allontanarsi.

Pochi minuti dopo è partita la chiamata al 112. A contattare i militari è stato il figlio dei due, che ha raccontato quanto stava accadendo. Le pattuglie della stazione di Somma Vesuviana sono arrivate sul posto in tempo per bloccare l’uomo, che nel frattempo era tornato indietro.

“Non ho fatto niente”, ha provato a giustificarsi, ma le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso tutto: l’inseguimento, le minacce, la furia.

Durante la perquisizione, i carabinieri hanno trovato nel suo borsello un coltello a serramanico lungo 17 centimetri. L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e trasferito in carcere.

In caserma, tra le lacrime, la donna ha raccontato che non era la prima volta. Aveva già denunciato l’ex due volte, segnalando episodi di violenza e minacce. Ma quella paura che ti accompagna ovunque, quella che ti fa girare la testa a ogni rumore alle spalle, ieri ha rischiato di trasformarsi in qualcosa di irreparabile.

Ancora una volta, il sangue freddo di una donna, il coraggio di un cittadino e la rapidità delle forze dell’ordine hanno impedito che una storia di violenza si concludesse con un altro nome da aggiungere alla lista delle vittime. Una portiera chiusa e la prontezza di chi ha agito in tempo hanno fatto la differenza tra la paura e la tragedia.

Napoli, parcheggiatore abusivo minaccia anziani: “10 euro o vi brucio l’auto”. Arrestato

Napoli – C’è un’arroganza che non conosce né pietà né contesto, nemmeno davanti al cancello di un ospedale pediatrico. Un’arroganza che trasforma l’ansia di due nonni, in corsa per riabbracciare un nipotino che lotta per la vita, nell’ennesimo atto di sottomissione alla legge parallela della strada.

È successo al Vomero, a pochi passi dall’ospedale Santobono. Ma potrebbe accadere ovunque.

Il fenomeno dei parcheggiatori abusivi non è un servizio, è un’estorsione mascherata. Come sottolinea l’analisi del testo originale, non si paga per ottenere una prestazione, ma per evitare un problema. È il prezzo della paura, una “tassa sull’insicurezza” che alimenta un sistema capillare, spesso gestito dalla criminalità organizzata, con turni, quote e gerarchie precise.

La vicenda del Vomero è l’emblema di questa prepotenza

La scena è drammatica nella sua quotidianità. Due nonni arrivano in ospedale. Il sollievo è palpabile: il loro nipotino è appena uscito dalla terapia intensiva. Le sue condizioni migliorano, ma la preoccupazione è ancora stampata sui loro volti. Parcheggiano l’auto sulle strisce blu, quelle che prevederebbero un pagamento legale tramite “grattino”.

Ma la legge, qui, è un’altra

Immediatamente si palesa il “titolare” della zona: un 55enne, volto già noto alle forze dell’ordine. Non chiede un’offerta, impone una tariffa. La richiesta è di 10 euro. Per un parcheggio. Davanti a un ospedale.

I due anziani, stremati dall’angoscia, non ci stanno. Rifiutano. L’uomo insiste. Loro oppongono un altro no, categorico. A quel punto, la maschera del “servizio” crolla e emerge il vero volto dell’estorsione. La minaccia è brutale, in dialetto stretto, per essere ancora più chiara: 10 euro, o “t’appiccio ‘a macchina”. O pagate, o vi incendio l’auto.

La prepotenza non si ferma nemmeno davanti allo Stato. Qualche passante, sentendo le urla, compone il 112. Sul posto arriva una pattuglia dei Carabinieri. La vista della divisa, anziché calmare il 55enne, ne scatena la furia.

L’uomo non arretra di un millimetro. Continua a urlare, a pretendere quei 10 euro che, nella sua logica criminale, “gli spettano” di diritto. La situazione degenera rapidamente: l’abusivo si scaglia prima contro il nonno, poi contro uno dei militari intervenuti per contenerlo, colpendolo con un pugno.

La sua tracotanza prosegue anche dopo l’arresto. Ammanettato e portato in caserma, il 55enne continua il suo show di violenza. Inizia a danneggiare gli arredi della struttura, poi colpisce un altro carabiniere con un calcio.

Infine, l’apice della tracotanza, il delirio di onnipotenza di chi si sente intoccabile: “Sono invalido al 100%”, grida ai militari che lo hanno fermato, “vi posso uccidere senza farmi un giorno di galera”.

L’uomo è stato arrestato con le pesanti accuse di resistenza, minaccia a pubblico ufficiale e tentata estorsione. È ora in attesa di giudizio. Resta l’immagine di due nonni che, nel giorno in cui avrebbero dovuto solo tirare un sospiro di sollievo, sono stati costretti a subire l’ennesima, violenta prepotenza di chi considera la città cosa propria.

Choc all’asilo di Pianura: bimba di 4 anni legata alla sedia con una sciarpa

Napoli – Momenti di forte apprensione ieri mattina in un asilo d’infanzia paritario del quartiere Pianura, a Napoli, dove i Carabinieri sono intervenuti in seguito a una segnalazione che ha sollevato un’ondata di sdegno.

Le forze dell’ordine – i militari della Stazione di Napoli Pianura, coadiuvati dal Nucleo Radiomobile – si sono recati presso la struttura scolastica per far luce su un presunto grave episodio di maltrattamenti. A richiedere l’intervento è stata la madre di una bambina, dopo aver appreso un dettaglio sconcertante: il giorno precedente, durante l’orario della mensa, la sua piccola sarebbe stata immobilizzata alla sedia da un’educatrice, utilizzando una sciarpa per vincolarla.

Per fortuna, la bambina non ha riportato alcuna lesione fisica, ma lo choc emotivo per un gesto di tale gravità resta un punto interrogativo.

Il licenziamento immediato e la rinuncia alla denuncia

Sul posto era presente anche la direttrice della scuola, che ha agito con estrema rapidità e fermezza. La dirigente ha comunicato ai Carabinieri di aver già provveduto al licenziamento in tronco della collaboratrice responsabile, specificando che quest’ultima era stata assunta da soli quattro giorni.

Questo intervento immediato e l’azione decisa della direzione della scuola sembrano aver avuto un effetto rasserenante sulla madre della piccola. Nonostante la gravità dell’accaduto, la donna non ha ritenuto di sporgere denuncia contro l’educatrice. Le indagini e gli accertamenti dei Carabinieri si sono comunque conclusi sul posto con l’acquisizione delle informazioni necessarie a ricostruire la dinamica dell’evento.

Camorra, il pentito Salvatore Roselli racconta la strategia della “riservatezza” del clan Amato Pagano

Il collaboratore di giustizia Salvatore Roselli, detto Frizione, è oggi una delle voci più significative nella ricostruzione della struttura e delle dinamiche interne del clan Amato-Pagano in una fase recente della sua storia criminale.

Arrestato il 4 settembre 2020 per un sequestro di persona a scopo di estorsione, Roselli ha deciso di collaborare con la giustizia il 1° febbraio 2023, mentre era detenuto nel carcere di Lanciano.

Nel corso dei suoi interrogatori, l’ex uomo del clan ha ammesso di aver gestito personalmente il traffico di stupefacenti nelle aree dei Sette Palazzi e dello Chalet Bakù, due roccaforti storiche del potere camorristico nel quadrante nord di Napoli. Gli investigatori ricordano che con “Sette Palazzi” si indica una vasta zona a ridosso delle Vele di Scampia, delimitata da via Galimberti, via Zuccarini e via Labriola, mentre con “Chalet Bakù” si fa riferimento all’area tra via Fellini, via Germi e via Bakù.

La decisione di collaborare e le prime reazioni

La scelta di Roselli di pentirsi non passò inosservata. Pochi giorni dopo l’annuncio, gli inquirenti intercettarono una conversazione tra Carlo Calzone — ritenuto uno dei referenti del clan a Mugnano — e la sorella di un detenuto.

I due commentavano con disprezzo l’allontanamento dei familiari di Frizione, facendo esplicito riferimento alla figlia Sofia. Un dettaglio, questo, che per i magistrati conferma la genuinità e la portata del suo pentimento.

La credibilità di Roselli, del resto, è già stata riconosciuta in due diverse sentenze del Gup di Napoli che gli hanno concesso la speciale attenuante prevista per i collaboratori di giustizia nell’articolo 416 bis.1, comma 3, del codice penale.

“Una scelta difficile, tra due famiglie”

Nell’interrogatorio del 20 febbraio 2023, Roselli ha raccontato la difficoltà della sua decisione: diviso tra la moglie, che inizialmente lo osteggiava, e la nuova compagna, che invece lo incoraggiò a collaborare, pur mantenendo una copertura per motivi di sicurezza.

Il pentito ha spiegato di aver operato ai Sette Palazzi — ormai più simbolo che piazza attiva di spaccio — e nella zona della 167, dove invece la vendita di stupefacenti restava viva. Le cosiddette “mesate”, i contributi mensili del clan, venivano raccolte a Mugnano e distribuite da Maurizio Pone, insieme allo stesso Roselli e ad Alessandro De Cicco. Attualmente, secondo le sue dichiarazioni, nei Sette Palazzi opererebbero ancora De Cicco, Pone e Luigi Diano, detto Cicciotto.

La regola della “riserva”

Roselli ha poi descritto l’assetto interno del clan, spiegando come, dopo un lungo periodo di vuoto di potere dovuto ai numerosi arresti, gli Amato-Pagano abbiano scelto di mantenere una “riserva” di uomini di fiducia appartenenti alla famiglia, pronti a subentrare in caso di nuovi blitz.

Gli affiliati di spicco partecipavano alle riunioni operative, ma evitavano contatti diretti con esponenti di altri clan, nel rispetto di una rigida strategia di riservatezza. Una prassi osservata, secondo Roselli, anche da Raffaele Teatro — marito di Valentina Amato — e, più tardi, da Gennaro Liguori, considerato uno dei nuovi capi del gruppo.

Liguori, ha spiegato il pentito, non si esponeva mai direttamente, lasciando in prima linea figure come Antonio Pompilio ed Enrico Bocchetti. Pompilio, una volta scarcerato, aveva ripreso in mano il traffico di droga, stringendo contatti con i clan di Marano. Da una videochiamata con Giuseppe Liccardo, detto Maradona, Roselli apprese che nel settembre 2022 la reggenza del clan era stata ufficialmente affidata proprio a Liguori Gennaro.

Le piazze di Mugnano e Melito

Il collaboratore ha poi illustrato la mappa degli affari del clan: a Mugnano, ha precisato, le piazze di spaccio erano gestite da privati, per una scelta precisa dell’organizzazione, dato che molti affiliati risiedevano nel comune e si voleva evitare un’eccessiva esposizione.

Diversa la situazione a Melito, dove il clan controllava direttamente la piazza del Rione 219, gestita da Giuseppe Siviero e da un uomo noto come Topolino, e quella detta “Coscia e Borrelli”, sotto la direzione di Maurizio Grandelli ed Errichelli Maurizio. Proprio Errichelli, secondo Roselli, aveva preso il posto di Vincenzo Nappi come responsabile della zona.

Le lotte interne e il caso De Cicco

Nel marzo 2023, Roselli ha individuato in foto Alessandro De Cicco, detto ’o Gettone, fratello di Gennaro De Cicco ’o Polacco, ex marito di Debora Amato. Il pentito ha raccontato che nel 2018 Debora Amato lo mandò a Mugnano per allontanare l’ex cognato da Melito, dove la donna non lo voleva più vedere.

Poco dopo, ’o Polacco — detenuto ad Asti — avrebbe chiesto che fosse “data una lezione” al nuovo compagno di Debora, richiesta che Roselli rifiutò, in linea con il parere di Marco Liguori, che preferì attendere la scarcerazione dei fratelli Amato.

Le regole e la nuova catena di comando

Nell’interrogatorio del 5 aprile 2023, Frizione ha descritto la struttura attuale del clan: per ogni zona — Mugnano, Melito, Scampia e Sette Palazzi — esistono referenti diretti che rispondono alla famiglia Amato-Pagano. Dopo gli arresti di Marco Liguori e Fortunato Murolo, la reggenza era passata a Pompilio Antonio, affiancato in seguito da Liguori Gennaro e Bocchetti Enrico.

Roselli ha ricordato anche un episodio del 2020, quando Pompilio gli propose di seguirlo in Spagna per stringere contatti con un fornitore di hashish, dopo che un affare con i clan di Marano era andato male. Da quel momento, gli Amato-Pagano avrebbero avviato canali diretti per l’acquisto di hashish, mentre per la cocaina restava il canale di Raffaele Imperiale, il narcos  collegato alla galassia degli Amato.

Il collaboratore ha infine descritto la “regola d’oro” introdotta da Marco Liguori: chi usciva dal carcere doveva restare nell’ombra, mantenendo contatti solo con i vertici operativi come Pompilio, Bocchetti o ’o Pinguino Imparato, addetto alle mesate.

Gli affiliati di grado inferiore non dovevano sapere chi fosse realmente al comando. Così operavano, da dietro le quinte, figure di primo piano come Raffaele Teatro e lo stesso Gennaro Liguori, che continuavano a dare ordini pur restando formalmente invisibili.

Una strategia di silenzio e riservatezza — confermata dal racconto di Roselli — che rappresenta ancora oggi uno dei tratti distintivi della nuova camorra organizzata dell’area nord di Napoli.

3. continua

Caso Deiulemar: la Curatela incassa una vittoria storica contro UBI Banca

Torre del Greco – In un verdetto che segna un turning point nella travagliata saga del fallimento Deiulemar, il Tribunale di Torre Annunziata ha inflitto una batosta finanziaria a UBI Banca: 18,5 milioni di euro di risarcimento, più interessi e spese processuali.

Una sentenza che non solo premia la tenacia della Curatela fallimentare, ma accende una fiaccola di speranza per migliaia di risparmiatori campani, da anni in attesa di giustizia dopo il crollo di un impero navale che ha lasciato ferite profonde nell’economia vesuviana.

La pronuncia, firmata dal giudice Valentina Vitulano e depositata il 27 ottobre, non lascia adito a dubbi: UBI Banca è stata ritenuta corresponsabile del dissesto finanziario della Deiulemar Compagnia di Navigazione S.p.A., una delle più clamorose crisi aziendali del Meridione italiano.

La banca, accusata di aver facilitato operazioni finanziarie opache e prive di adeguati controlli, deve ora sborsare una somma monstre che potrebbe diventare la prima vera boccata d’ossigeno per la massa dei creditori.

“Accogliamo pienamente le istanze della Curatela”, recita il comunicato ufficiale del curatore, che sottolinea come questa decisione di primo grado apra le porte a un domino di ricorsi contro altri colossi del credito ancora sotto i riflettori giudiziari.

Per comprendere il peso di questa sentenza, è utile riavvolgere il nastro alla genesi del disastro. Correva l’anno 2012 quando la Deiulemar, un tempo fiore all’occhiello della flotta mercantile italiana con rotte globali e un indotto da migliaia di posti di lavoro, implose sotto il peso di un buco patrimoniale da centinaia di milioni.

Obbligazioni emesse per finanziare ambiziose espansioni si rivelarono un miraggio: i risparmiatori, in gran parte famiglie della zona flegrea e vesuviana, persero i loro sudati risparmi in quella che fu definita “la Parmalat del mare”. L

a Procura di Torre Annunziata indagò a tappeto, portando alla luce un intreccio di irregolarità bancarie che, secondo l’accusa, avevano ignorato i segnali di allarme per gonfiare i volumi di business.

La Curatela, guidata da un pool di legali tra cui l’avvocato Lelio Mancino, ha orchestrato una controffensiva giudiziaria senza quartiere. Questa sentenza contro UBI non è un caso isolato: fa parte di un mosaico di cause pendenti che coinvolgono altri istituti, accusati di aver chiuso un occhio su prestiti concessi senza garanzie reali o di aver promosso emissioni obbligazionarie destinate al pubblico retail senza i crismi della trasparenza.

“È un pronunciamento di grande rilievo giuridico e simbolico”, spiega Mancino. E poi aggiunge “Conferma che il sistema bancario non può più nascondersi dietro a tecnicismi: la responsabilità è personale e collettiva quando si gioca con i risparmi altrui”.L’impatto va oltre i numeri.

Per i circa 12mila creditori – pensionati, artigiani, piccoli investitori che videro svanire in fumo i loro sogni di un ritorno sicuro – questa vittoria è un barlume in un tunnel durato oltre un decennio. Le somme, una volta passate in giudicato, potrebbero essere distribuite pro-quota, alleviando almeno in parte il dramma di chi ha perso tutto.

Ma la Curatela non si ferma: “Seguiranno aggiornamenti sui contenziosi in corso”, promette il comunicato, lasciando intendere che il 2025 potrebbe essere l’anno della resa dei conti per l’intero settore.

E qui emerge il monito più amaro: il caso Deiulemar non è solo un capitolo di cronaca giudiziaria, ma un case study per giuristi e policymaker. In un’era di fintech e finanza inclusiva, la sentenza rammenta l’urgenza di rafforzare i meccanismi di vigilanza della Banca d’Italia e della Consob.

“Trasparenza e controlli non sono optional, ma baluardi contro abusi che colpiscono i più deboli”, tuona Mancino, evocando un sistema creditizio che, in nome del profitto, ha spesso anteposto gli interessi corporativi a quelli della collettività.Mentre UBI Banca valuta appelli – e con loro, presumibilmente, i suoi azionisti – la macchina della giustizia campana gira a pieno regime.

Per i risparmiatori di Pozzuoli, Quarto e dintorni, questa è più di una sentenza: è un grido di rivincita contro un’ingiustizia che ha segnato generazioni. La Deiulemar, un tempo sinonimo di orgoglio marittimo, potrebbe rinascere dalle sue ceneri non come flotta, ma come emblema di accountability. E se è vero che la giustizia è lenta, oggi ha dimostrato di non essere cieca.

Caso Sangiuliano, perquisita la sede di Anteprima24: indagato giornalista

Benevento – Si allarga il cosiddetto “caso Sangiuliano-Boccia”, l’inchiesta che vede coinvolto anche il giornalista Carlo Tarallo, storico collaboratore di Anteprima24.

Nella giornata di ieri i Carabinieri della Polizia Giudiziaria di Roma, su disposizione del Gip del Tribunale della Capitale, hanno effettuato una perquisizione nella sede beneventana del quotidiano online, notificando un provvedimento di sequestro preventivo legato a una doppia denuncia presentata dall’ex ministro Gennaro Sangiuliano e dalla moglie, la giornalista Federica Corsini.

Secondo quanto riferisce la redazione, i militari – che avrebbero agito “con garbo e professionalità” – hanno chiesto la rimozione dai social network di una parte dell’intervista realizzata lo scorso agosto con Maria Rosaria Boccia, e hanno acquisito materiale audio e video collegato al servizio pubblicato. Parallelamente, sono stati notificati due avvisi di garanzia a Tarallo e alla stessa Boccia.

L’accusa nei confronti del giornalista riguarda la presunta acquisizione e diffusione illecita di un audio contenente una conversazione privata tra Sangiuliano e la moglie. Ma la redazione di Anteprima24 respinge con decisione ogni addebito: “L’audio in questione non esiste – si legge nella nota ufficiale diffusa dal giornale –. Si tratta di un servizio di Report trasmesso lo scorso anno. Il dottor Tarallo non ha mai avuto in suo possesso alcun frammento originale o inedito”.

Nel comunicato, la testata interpreta l’episodio come un atto intimidatorio nei confronti del diritto di cronaca: “Consideriamo questa denuncia un’ulteriore forma di pressione contro la stampa libera – scrivono – da parte, peraltro, di due giornalisti. Abbiamo piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine, ma non possiamo non sottolineare come l’ex ministro continui ad attribuire ad altri, in particolare ai giornalisti, le conseguenze delle proprie condotte”.

Il caso, che intreccia questioni giudiziarie, mediatiche e politiche, resta aperto. Gli inquirenti stanno ora verificando la tracciabilità dei materiali diffusi online e il legame tra l’intervista a Boccia e il presunto audio incriminato.

Intanto, Anteprima24 annuncia che continuerà a pubblicare aggiornamenti “nel pieno rispetto delle indagini e della libertà d’informazione”.

Gragnano, scoperto nascondiglio della droga nella movida: sequestrati 3 chili di hashish

Gragnano – Un nuovo e ingegnoso sistema per nascondere la droga e sfuggire ai controlli è stato scoperto dai Carabinieri nel cuore della movida di Gragnano. I militari hanno sequestrato tre chili di hashish, suddivisi in trenta panetti, occultati in diversi punti tra piazza San Leone e vicolo Zuccariello, aree molto frequentate soprattutto nelle ore serali e nei fine settimana.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i pusher avrebbero ideato un sistema di “depositi diffusi”, scegliendo angoli nascosti e zone di passaggio per poter prelevare rapidamente la droga all’occorrenza, su richiesta dei clienti.

In questo modo, i venditori avrebbero potuto ridurre al minimo il rischio di essere sorpresi con grandi quantità di stupefacenti addosso, evitando così l’arresto in flagranza.

Il sequestro è frutto di un’attività di controllo mirato del territorio, intensificata negli ultimi mesi nella zona centrale della città, già nota come crocevia di traffici e scambi legati alla microcriminalità.

Le indagini ora proseguono per risalire ai responsabili del sistema di occultamento. Gli inquirenti stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza pubbliche e private installate tra le due strade, nella speranza di individuare chi abbia materialmente nascosto i panetti e chi li gestisse per la vendita al dettaglio.

Fonti investigative non escludono che dietro l’organizzazione possa esserci una rete locale di spaccio ben strutturata, capace di sfruttare i luoghi della movida come copertura per l’attività illegale.

Oroscopo di oggi 31 ottobre 2025 segno per segno

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In questo 31 ottobre 2025, giorno di Halloween, l’energia è particolarmente carica. Non siamo solo nella fase calante della Luna, che invita al rilascio e al lasciar andare (perfetta per liberarsi di paure e vecchi schemi), ma la presenza del Sole in Scorpione aggiunge un layer di intensità, profondità e trasformazione.

Ariete
Oggi l’energia è forte, ma attenzione a non essere troppo impulsivo.

  • Amore: La Luna favorisce le conversazioni profonde. Se sei single, potresti incontrare qualcuno in modo inaspettato. In coppia, un gesto romantico ravviverà la fiamma.

  • Lavoro: Giornata dinamica. Potresti sentirti frustrato da lunghe attese, ma un colpo di genio pomeridiano risolverà tutto.

  • Salute: Attenzione a mal di testa da stress. Ritaglia 20 minuti di totale relax.

  • Finanze: Evita spese impulsive. Un piccolo investimento in qualcosa che ti appassiona potrebbe rivelarsi fruttuoso.

  • Consiglio Astrologico: Non bruciare le tappe. L’impatto migliore si ha con una strategia ponderata.

Toro
Giornata per consolidare e godere dei frutti del tuo lavoro.

  • Amore: Vuoi stabilità e coccole. Crea un’atmosfera accogliente a casa. In coppia, la complicità è alta. Single, attratto da persone affidabili.

  • Lavoro: Ottimo per concludere progetti e mettere in ordine. La tua praticità viene notata e apprezzata.

  • Salute: Sensazione di pesantezza. Una camminata all’aria aperta ti aiuterà a digerire meglio (cibo e pensieri).

  • Finanze: Situazione stabile. È un buon momento per pianificare un budget a lungo termine.

  • Consiglio Astrologico: Fidati del tuo istinto, specialmente in materia di valori (affetti e denaro).

Gemelli
Le tue doti comunicative sono al massimo. Approfittane!

  • Amore: Sei brillante e magnetico. In coppia, una serata tra amici è l’ideale. Single, la tua parlantina è il tuo biglietto da visita.

  • Lavoro: Riunioni, chiamate, scambi di idee. Potresti ricevere una proposta interessante. Attenzione a non promettere troppo.

  • Salute: La mente è iperattiva. Scrivi i tuoi pensieri per evitare che si rincorrano.

  • Finanze: Possibili piccole entrate inaspettate. Ma attenzione alle spese superflue dettate dalla noia.

  • Consiglio Astrologico: Connetti le persone. Fare da ponte oggi ti porterà fortuna.

Cancro
Giornata emotivamente intensa. Ascolta il tuo cuore.

  • Amore: Le emozioni sono in primo piano. In coppia, condividi un tuo timore, ne uscirete rafforzati. Single, potresti sentire la mancanza di un legame profondo.

  • Lavoro: Meglio lavorare in un ambiente tranquillo. La tua sensibilità ti aiuta a capire le esigenze nascoste di colleghi o clienti.

  • Salute: Proteggi lo stomaco, è il tuo punto debole oggi. Cibi semplici e caldi.

  • Finanze: Atteggiamento conservativo. Preferisci risparmiare che sperperare.

  • Consiglio Astrologico: Un gesto di cura verso te stesso o una persona cara sarà terapeutico.

Leone
Il tuo carisma è alto, ma ricorda di essere un leader, non un monarca.

  • Amore: Vuoi essere al centro dell’attenzione. In coppia, organizza qualcosa di speciale. Single, la tua sicurezza è magnetica.

  • Lavoro: Momento ideale per prendere l’iniziativa e proporre le tue idee. Attenzione a non sovrastare i colleghi.

  • Salute: Piena di energia. Perfetta per un allenamento che ti faccia sentire forte e vitale.

  • Finanze: Tentazione di spese “da Re” per apparire. Resisti, il tuo portafoglio ti ringrazierà.

  • Consiglio Astrologico: Loda gli altri tanto quanto vuoi essere lodato tu. La generosità ritorna.

Vergine
Giornata di analisi e perfezionamento, ma senza ossessioni.

  • Amore: Cerchi profondità e intelligenza. In coppia, una discussione filosofica vi avvicinerà. Single, attratto da menti brillanti.

  • Lavoro: La tua precisione è fondamentale per evitare errori. Ottimo per sistemare dettagli e organizzare.

  • Salute: Attenzione a tensioni a collo e spalle. Stretching e pause frequenti sono d’obbligo.

  • Finanze: Gestione oculata. Stai rivalutando i tuoi investimenti con grande acume.

  • Consiglio Astrologico: Accetta che non tutto possa essere perfetto. La bellezza è spesso nell’imperfetto.

Bilancia
L’armonia è il tuo obiettivo principale. Cerca l’equilibrio.

  • Amore: Desideri pace e bellezza. In coppia, un’estetica piacevole (cena, musica) vi farà felici. Single, incontrerai qualcuno in un contesto elegante.

  • Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose per mediare tra colleghi. Ottimo per lavori di squadra.

  • Salute: Equilibrio è la parola d’ordine. Una lezione di yoga o tai chi sarebbe perfetta.

  • Finanze: Tentazione di spendere per oggetti belli ma non necessari. Pesa bene il rapporto qualità-prezzo.

  • Consiglio Astrologico: Prendi una decisione che rimandi da tempo. L’indecisione ti costa più energia dell’errore.

Scorpione
Oggi è il tuo compleanno astrologico! La tua energia è potente e magnetica.

  • Amore: Intenso e passionale. In coppia, un momento di grande intimità. Single, il tuo fascino misterioso è al top.

  • Lavoro: La tua determinazione ti permette di superare qualsiasi ostacolo. Gli altri percepiscono la tua forza.

  • Salute: Energia vitale alta. Ottimo per attività fisiche intense che ti facciano sfogare.

  • Finanze: Intuito finanziario molto forte. Potresti avere un’idea geniale per guadagnare.

  • Consiglio Astrologico: Usa il tuo potere di trasformazione per lasciare andare qualcosa che ti trattiene.

Sagittario
Sguardo ottimista verso il futuro. La curiosità è il tuo motore.

  • Amore: Cerchi avventura e libertà. In coppia, pianificate un viaggio insieme. Single, l’amore potrebbe arrivare da lontano.

  • Lavoro: Idee innovative e voglia di espandersi. Attenzione ai dettagli che potresti trascurare.

  • Salute: Hai bisogno di spazio. Una corsa in un parco ti ricaricherà.

  • Finanze: Propenso a scommettere su nuovi progetti. Entusiasmante, ma valuta i rischi.

  • Consiglio Astrologico: Un libro o un documentario su una cultura lontana ti ispirerà.

Capricorno
Concentrato su obiettivi a lungo termine. La pazienza è la tua virtù.

  • Amore: Mostra il lato più tenero dietro la tua riservatezza. In coppia, un gesto di sostegno concreto vale più di mille parole. Single, costruisci con calma.

  • Lavoro: Giornata di lavoro solido e produttivo. I tuoi sforzi vengono notati dai piani alti.

  • Salute: Attenzione a ginocchia e ossa. Non trascurare dolori articolari.

  • Finanze: La tua gestione conservativa paga. Stai costruendo una solida base per il futuro.

  • Consiglio Astrologico: Permettiti un piccolo lusso, un premio per la tua costanza.

Acquario
Il collettivo e le amicizie sono sotto i riflettori.

  • Amore: L’amicizia è la base. In coppia, uscite con gli amici. Single, l’amore potrebbe nascere dal tuo gruppo.

  • Lavoro: Le idee migliori arrivano dal confronto. Brainstorming e progetti di gruppo sono favoriti.

  • Salute: Benessere mentale. Stare con persone stimolanti ti ricarica.

  • Finanze: Possibili spese per tecnologia o corsi innovativi. Un investimento nella conoscenza.

  • Consiglio Astrologico: Condividi una tua idea rivoluzionaria. Troverai sostegno dove meno te lo aspetti.

Pesci
Giornata di introspezione e spiritualità. Ascolta i tuoi sogni.

  • Amore: Sogni ad occhi aperti. In coppia, un momento di dolce complicità silenziosa. Single, l’idealizzazione è alta.

  • Lavoro: Creatività e intuizione sono forti. Lavora su progetti che richiedono immaginazione. Attenzione a non distrarsi.

  • Salute: Sensibile. Cerca di evitare situazioni troppo caotiche o rumorose.

  • Finanze: Situazione nebulosa. Meglio rimandare decisioni finanziarie importanti.

  • Consiglio Astrologico: Annota i tuoi sogni al risveglio. Potrebbero contenere un messaggio importante.

È un giorno potente per “morire” simbolicamente a qualcosa che non ci serve più, proprio come la natura in questo periodo.

I consigli astrologici di oggi ruotano tutti attorno a questo tema: usare la nostra energia per evolvere, per essere più autentici, per costruire su basi solide o per avere il coraggio di esplorare nuovi territori.

Che tu creda o meno all’influsso delle stelle, usa questa giornata come un promemoria per riflettere sulle tue paure (le “zucche” da svuotare) e sui tuoi talenti più luminosi (le “candele” da accendere). L’unico vero “incantesimo” che funziona è quello che crei tu con le tue intenzioni e azioni. Buon Halloween e buon viaggio

Torre del Greco, sente il “languorino” e ruba Ferrero Rocher dal supermercato: arrestato

Torre del Greco –  Deve aver sentito il “languorino” della signora della pubblicità ma non avendo Ambrogio a disposizione ha pensato bene di rubare i Ferrero rocher da un supermercato.

Un cittadino rumeno è stato infatti arrestato mentre tentava di rubare alcune confezioni di cioccolatini per un valore commerciale di 100 euro da un supermercato di via Nazionale.

Secondo quanto ricostruito dai militari della locale Stazione Carabinieri, il sospettato – un 25enne di nazionalità rumena senza fissa dimora e già noto alle cronache per piccoli reati – è stato sorpreso con le mani nel sacco dal personale di sicurezza del punto vendita.

L’uomo, approfittando della ressa nel reparto enogastronomico, aveva nascosto alcune confezioni di Ferrero. Le telecamere di videosorveglianza hanno catturato l’intera sequenza: il ladro, con fare disinvolto, ha imbustato la merce rubata e si è diretto verso l’uscita  ignaro di essere già sotto osservazione.

Avvertiti immediatamente via radio, i Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco sono giunti sul posto in meno di cinque minuti, con due pattuglie che hanno bloccato ogni via di fuga. Il giovane, identificato grazie ai documenti rinvenuti addosso, non ha opposto resistenza e ha ammesso parzialmente le proprie responsabilità, motivando il gesto con “difficoltà economiche”. Condotto nella caserma di via Tironi, è stato sottoposto alle procedure di rito.

 Antonio Borriello