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Schianto a Fuorigrotta: moto contro auto in controsenso, centauro in gravi condizioni

Napoli – Ancora sangue sulle strade di Fuorigrotta, ancora un drammatico impatto che ripropone con urgenza il tema della sicurezza viaria in uno dei quartieri più trafficati di Napoli.

L’ultimo episodio si è verificato all’angolo tra via Regolo e il frequentatissimo Viale Augusto, teatro di un violento scontro che ha lasciato sull’asfalto un motociclista, ora ricoverato in gravi condizioni.

Secondo le prime ricostruzioni, ancora al vaglio delle autorità, la dinamica dell’incidente sarebbe inquietante: l’automobile coinvolta avrebbe imboccato la strada in controsenso, travolgendo il mezzo a due ruote. L’impatto è stato inevitabile e devastante.

La notizia, documentata da una foto inviata da alcuni residenti, è stata rilanciata dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che da tempo raccoglie le denunce dei cittadini esasperati dalla “giungla” d’asfalto napoletana.

Al suo fianco, Rosario Pugliese, membro dell’esecutivo regionale di Europa Verde, con cui Borrelli condivide una lunga campagna di sensibilizzazione contro i pirati della strada.

La reazione dei due esponenti politici è amara e punta il dito contro una piaga che sembra non avere fine. «Purtroppo, nonostante tante iniziative e battaglie — spiegano Borrelli e Pugliese in una nota congiunta — la situazione relativa agli incidenti, ai delinquenti della strada e alle corse selvagge non accenna a diminuire nel quartiere».

L’episodio di via Regolo si inserisce in una scia di sinistri che sta allarmando i residenti della X Municipalità, stanchi di assistere a manovre azzardate e violazioni del codice della strada che mettono quotidianamente a repentaglio la vita dei cittadini.

 

Santa Maria Capua Vetere, fugge al controllo e aggredisce i carabinieri: 44enne arrestata

Santa Maria Capua Vetere – Un normale controllo del traffico è degenerato in pochi attimi in un’aggressione ai danni dei militari dell’Arma. È accaduto nella tarda mattinata di ieri, 24 novembre 2025, quando una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere ha fermato una Opel Insignia il cui numero di targa, dagli accertamenti immediati, è risultato associato a un veicolo già sottoposto a sequestro amministrativo.

Alla guida c’era una donna di 44 anni, residente in città. Alla richiesta dei documenti, la conducente avrebbe tentato di fuggire per sottrarsi al nuovo sequestro, costringendo i carabinieri a un rapido inseguimento. Raggiunta poco dopo, la donna avrebbe reagito con violenza, oppomendo resistenza e aggredendo fisicamente gli uomini dell’Arma.

Durante la colluttazione, uno dei militari è rimasto ferito: trasportato all’ospedale Pineta Grande di Castel Volturno, i sanitari gli hanno diagnosticato lesioni giudicate guaribili in sette giorni.

La 44enne è stata quindi arrestata con le accuse di lesioni personali, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Dopo le formalità di rito, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, è stata condotta ai domiciliari in attesa del giudizio direttissimo. I carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno informato la Procura competente.

Smog: a Napoli limitazioni al traffico ai veicoli Euro 0 ed Euro 1

Limitazioni al traffico a Napoli per il miglioramento della qualità dell’aria. Per contrastare l’inquinamento atmosferico, il Comune di Napoli ha adottato nuove misure in attuazione del Piano regionale di Tutela della Qualità dell’Aria e delle direttive europee.

Con ordinanza dirigenziale sono istituite limitazioni alla circolazione veicolare su tutto il territorio cittadino, valide fino al 31 marzo 2026, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 18.30 con i seguenti divieti: stop alla circolazione di tutte le autovetture e veicoli commerciali Euro 0 ed Euro 1; stop alla circolazione di autovetture esclusivamente diesel e veicoli commerciali diesel (categorie N1, N2, N3) fino a Euro 5, nonché motoveicoli e ciclomotori fino a Euro 2.

Restano esclusi dal divieto i tratti autostradali cittadini (A1, A3, ex SS 162, raccordo viale Fulco di Calabria) e alcune categorie di veicoli, tra cui: veicoli per trasporto disabili, mezzi di emergenza, forze dell’ordine, trasporto pubblico, taxi, auto d’epoca, veicoli sanitari e di pubblica utilità.

“Queste misure – sottolinea il Comune di Napoli – si rendono necessarie per contrastare il costante superamento dei limiti di biossido di azoto (NO2) e garantire il rispetto delle norme europee sulla qualità dell’aria”.

Niko Pandetta nel mirino: chiuse le indagini sul giro di droga e cellulari al Pagliarelli

La Procura di Palermo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 35 persone coinvolte nel traffico di stupefacenti e telefoni cellulari all’interno del carcere Pagliarelli. Tra gli indagati figura anche Niko Pandetta, cantante neomelodico e nipote dello storico boss catanese Turi Cappello.

L’inchiesta, condotta dai carabinieri e dalla polizia penitenziaria, aveva portato lo scorso 23 maggio all’arresto di diversi agenti penitenziari accusati di aver favorito l’ingresso di cellulari e droga nel penitenziario in cambio di denaro.

I sostituti procuratori Daniele Sansone e Antonio Carchietti hanno disposto il giudizio immediato per una decina di indagati, mentre per altri 35 sono state notificate le conclusioni delle indagini preliminari. Tre persone del gruppo originario di 48 indagati restano ancora in attesa di un provvedimento.

Il tariffario della droga dietro le sbarre

Le indagini hanno fatto emergere un vero e proprio listino prezzi degli stupefacenti all’interno del carcere. Una canna veniva venduta al prezzo di tre pacchi di sigarette, circa 20 euro, mentre un grammo di hashish costava tra 100 e 150 euro. La cocaina raggiungeva quotazioni da capogiro: fino a 600 euro al grammo.

Anche i telefoni cellulari avevano un prezzo fisso di 500 euro, con alcuni trafficanti che sarebbero riusciti a guadagnare 15mila euro in appena un mese e mezzo.

Violenza e sopraffazione

Secondo quanto documentato dagli investigatori, i detenuti coinvolti nel sistema illecito non avrebbero esitato a ricorrere alla violenza per imporre le proprie regole. Chi si rifiutava di piegarsi al sistema veniva sottoposto a pestaggi all’interno della struttura penitenziaria.

Tra gli altri indagati figurano Alfredo Abbate, Alessio Alario, Francesco Bertolino, Claudio Caruso, Salvatore Castiglione detto “il nano”, e decine di altre persone accusate a vario titolo di aver partecipato al traffico illecito o di averlo agevolato dall’interno dell’istituto penitenziario palermitano.

Arrestato ex senatore Nespoli, evaso 2 volte dai domiciliari

É evaso due volte dai domiciliari nella sua abitazione di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, e per questo all’ex senatore del Pdl Vincenzo Nespoli è stata revocata la misura e disposta la detenzione in carcere.

Nespoli è stato arrestato questa mattina dagli agenti del commissariato di Afragola, città di cui è stato anche sindaco. Nespoli ha una condanna definitiva a cinque anni e sei mesi per bancarotta arrivata dopo un iter giudiziario durato 16 anni.

Secondo i processi, Nespoli era l’amministratore occulto di una società di vigilanza e in quel ruolo ne avrebbe causato il dissesto, influenzando scelte gestionali per favorire interessi politico elettorali

Cardarelli, violenza di genere in aumento: 183 donne soccorse in dieci mesi

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Napoli– Nei primi dieci mesi del 2025 sono state 183 le donne che hanno varcato le porte del Pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli dopo aver subito violenze legate al genere. Una media drammatica: più di un caso ogni due giorni, il dato più alto registrato negli ultimi tre anni.

Il trend conferma una crescita costante. Nel 2024 gli accessi erano stati 180, mentre nel 2023 erano 175. Da anni il Cardarelli si colloca tra gli ospedali italiani con il maggior numero di ingressi legati a episodi di violenza sulle donne.

Dal 2016, anno di attivazione del Percorso Rosa, sono state circa 1.700 le donne accolte dal personale dedicato. Per ciascuna viene predisposta una presa in carico completa che, su richiesta, può includere l’attivazione dei servizi territoriali antiviolenza e il supporto nel percorso di denuncia alle autorità.

L’ospedale sottolinea così il proprio ruolo non solo sanitario, ma anche sociale, in una città dove il fenomeno mostra numeri ancora preoccupanti.

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Cardarelli ricorda inoltre l’attivazione del numero dedicato alla gestione delle situazioni di violenza:
+39 366 613 9828.

Un presidio che, purtroppo, si conferma necessario.

Allarme minori violenti: esplode numero di tentati omicidi. Il Garante: “Stato intervenga prima, non dopo”

Roma, 25 novembre – Una scia di violenza che coinvolge sempre più adolescenti. È l’immagine drammatica che emerge dagli ultimi dati diffusi dal Garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, dopo gli episodi avvenuti nelle ultime settimane, con un picco particolarmente preoccupante in Campania. L’ultimo caso è quello di un quindicenne di Napoli, accusato di omicidio aggravato.

Secondo Ciambriello, dall’inizio del 2024 i minori accusati di omicidio volontario consumato sono stati 14, quasi tutti italiani, mentre i tentati omicidi sono saliti a 52, un dato che evidenzia un’impennata dei reati violenti tra i giovanissimi. A questi si aggiungono 28 casi di violenza sessuale, 31 episodi di stalking e un numero crescente di ragazzi sorpresi con armi: 100 minori coinvolti, 99 dei quali italiani.

La mappa della devianza minorile comprende anche 9 giovani accusati di associazione per delinquere e 7 minori italiani legati a contesti mafiosi. Numeri che, secondo il Garante, descrivono una vera e propria emergenza sociale.

Detenuti in aumento: 579 minori in Italia, 105 in Campania

Il quadro dei giovani privati della libertà conferma la tendenza: 579 minori detenuti in Italia, 328 italiani e 251 stranieri. In Campania sono 105, suddivisi tra il carcere di Nisida (79) e quello di Airola (26). In parallelo cresce anche la presenza dei minori nelle comunità o affidati ai servizi sociali.

Un trend che interroga le istituzioni: “Una volta entrati in carcere, questi ragazzi devono solo pagare o vanno aiutati a cambiare? Dove è lo Stato prima che un minore diventi un numero nelle statistiche penali?”, denuncia Ciambriello.

“La prevenzione non può essere solo repressione”

Per il Garante, parlare di prevenzione significa ben altro che rafforzare le misure punitive: “Vuol dire presidiare scuole, quartieri, famiglie; costruire reti educative stabili; investire su psicologi, educatori e operatori sociali”, spiega.

La domanda di fondo è semplice e terribile: perché un adolescente arriva a commettere un omicidio, una violenza sessuale o un’aggressione di gruppo? Dietro quei gesti, osserva Ciambriello, ci sono fragilità profonde, percorsi di vita segnati da traumi, assenza di legami affettivi solidi, quartieri dove la violenza è una scorciatoia per ottenere riconoscimento.

“L’adolescenza è un’età in cui l’identità si costruisce: se i bisogni di ascolto, protezione e guida vengono ignorati, il rischio di scelte estreme aumenta”, prosegue il Garante. Da qui la necessità di interventi che offrano opportunità reali di crescita, non solo repressione.

“Sottrarli alla malavita, prima che sia troppo tardi”

Molti dei minori coinvolti in reati gravi provengono da famiglie impoverite o immerse in dinamiche criminali. Qui, denuncia Ciambriello, i genitori finiscono per sperare in “interventi miracolosi” invece che in percorsi educativi strutturati.

La sfida, per il Garante, è netta: aumentare la presenza educativa sul territorio, lavorare nelle scuole, creare progetti che insegnino alternative alla violenza e alla logica della strada.

“Solo così—afferma—si può spezzare il ciclo di violenza e accompagnare questi adolescenti verso un cambiamento reale”.

“La politica fa troppo poco”

L’accusa finale è rivolta alla politica: “Fa troppo poco per questi adolescenti a metà, con la morte nel cuore”, conclude Ciambriello. E il suo monito suona come un avvertimento: senza una risposta immediata e strutturale, il Paese rischia di perdere un’intera generazione.

Le stazioni d’arte di Napoli: un museo sotterraneo che viaggia su rotaie

Nel cuore pulsante di Napoli, un viaggio quotidiano in metropolitana può trasformarsi in un’esperienza culturale straordinaria. Le stazioni d’arte della città partenopea non sono semplici fermate: sono tappe di un vero e proprio museo sotterraneo, un percorso colmo di bellezza che unisce arte pubblica e trasporto urbano. Grazie alla visione del progetto della Metropolitana dell’Arte, le linee 1 e 6 della metropolitana di Napoli sono diventate luoghi espositivi, dove l’architettura dialoga con installazioni artistiche site-specific per creare un ambiente unico e coinvolgente.

La Metropolitana dell’Arte, un concetto innovativo

Il progetto delle stazioni d’arte nasce negli anni Novanta per volontà del Comune di Napoli, con l’obiettivo di trasformare i luoghi della mobilità urbana in spazi culturali di alto valore estetico. Questo modello, la Metropolitana dell’Arte, non è solo funzionale: è pensato per offrire al viaggiatore un’esperienza visiva, emotiva e riflessiva.

Sulle linee 1 e 6 della metropolitana sono oggi installate più di 300 opere d’arte realizzate da oltre novanta artisti internazionali e giovani designer locali. Architetti di fama mondiale come Álvaro Siza, Eduardo Souto de Moura, Dominique Perrault, Karim Rashid, Gae Aulenti e Alessandro Mendini hanno progettato intere stazioni, conferendo a ciascuna un’identità unica.

Questa visione ha creato un museo diffuso: non una mostra confinata in uno spazio chiuso, ma un sistema in cui arte pubblica e mobilità si intrecciano. Inoltre, l’amministrazione ha previsto servizi educativi, visite guidate e laboratori per valorizzare il patrimonio artistico underground.

Arte pubblica che vive sotto terra

Passeggiare (o viaggiare) nelle stazioni dell’arte significa immergersi in un paesaggio concreto e fantasioso al tempo stesso. Ogni stazione è pensata come un “site specific”: le opere dialogano con l’architettura, la luce, il colore e lo spazio circostante.

Alcuni esempi sono particolarmente emblematici:

  • Stazione Toledo, progettata da Óscar Tusquets Blanca, ospita installazioni di William Kentridge, Robert Wilson, Lawrence Weiner, Shirin Neshat e altri. Questa fermata è stata eletta dal Daily Telegraph come una delle più belle stazioni della metropolitana in Europa.
  • Stazione Duomo, firmata dai coniugi Fuksas, recupera elementi archeologici emersi nei cantieri e ospita opere di Sol LeWitt, Ettore Spalletti e Jannis Kounellis.
  • Stazione Quattro Giornate, profonda decine di metri sotto terra, celebra la Resistenza napoletana con rilievi bronzo di Nino Longobardi e sculture ispirate alla ribellione: “Le Combattenti” sono un simbolo potente di memoria collettiva.
  • Stazione Materdei, progettata da Alessandro Mendini, accoglie mosaici colorati di Sandro Chia e Luigi Ontani, wall drawing di Sol LeWitt e geometrie di Ettore Spalletti, creando un ambiente vivace e poetico.

Oltre a offrire opere visivamente impressionanti, le stazioni d’arte svolgono un ruolo sociale e culturale significativo. Il progetto di arte pubblica contribuisce alla riqualificazione urbana, trasformando aree periferiche o degradate in punti di riferimento per la comunità e il turismo.

Regionali in Campania: 27 consiglieri non riconfermati

Napoli– La tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale della Campania ha escluso 27 consiglieri uscenti, tra cui alcune figure politiche di rilievo che avevano tentato la riconferma, ma senza riuscirci. Tra i nomi più noti figurano quelli di Armando Cesaro, Daniela Di Maggio e Maria Rosaria Boccia, tutti esclusi nonostante fossero tra i protagonisti della scena politica regionale.

Cesaro, ex consigliere di Forza Italia, si è fermato a 14.966 preferenze, una cifra insufficiente per ottenere un seggio. Stessa sorte per Daniela Di Maggio, candidata con la Lega e madre del musicista ucciso a Napoli, che ha raccolto meno di mille voti. Il risultato per Di Maggio, purtroppo, non è stato all’altezza delle aspettative. A completare il quadro degli esclusi illustri, Maria Rosaria Boccia, che aveva attirato l’attenzione dei media per le sue dimissioni, nel 2022, da presidente della commissione Cultura del Consiglio regionale, in seguito alla polemica sulla gestione del ministero della Cultura da parte dell’allora ministro Gennaro Sangiuliano. Boccia ha ottenuto solo 89 preferenze.

Con la sconfitta di questi e altri consiglieri, termina il percorso di 27 esponenti politici che, nonostante il tentativo di correre per partiti diversi rispetto alla precedente elezione, non sono riusciti a riconquistare il proprio posto in Consiglio. La lista di questi consiglieri comprende anche nomi come Salvatore Aversano, Michele Cammarano, Nunzio Carpentieri, Vincenzo Ciampi, Valeria Ciarambino e molti altri, che, seppur conosciuti sul territorio, non hanno raggiunto il risultato sperato.

Il risultato di questa elezione segna una netta riorganizzazione politica in Campania, con il popolo campano che ha scelto di premiare nuovi volti e di rinnovare il Consiglio regionale. Una scossa che potrebbe avere ripercussioni anche sulla formazione del prossimo governo regionale.

Maltempo senza tregua in Campania: allerta meteo prorogata, ma si passa al giallo

La Campania continua a fare i conti con un’ondata di maltempo che, pur perdendo forza, non accenna a dissiparsi. Dopo una giornata segnata da precipitazioni diffuse e temporali intensi, la Protezione Civile regionale ha deciso di prorogare per altre ventiquattro ore lo stato di allerta, riducendo però il livello di criticità da arancione a giallo. Un passaggio che testimonia un miglioramento solo parziale, perché se i fenomeni previsti per domani saranno più deboli, il terreno resta fragile e carico d’acqua, con conseguenti rischi localizzati per il territorio.

Fino alla mezzanotte di oggi molte aree della regione, soprattutto lungo la costa e nelle zone interne più esposte, resteranno ancora sotto livello arancione. Dallo scoccare del nuovo giorno, invece, l’intero territorio passerà in modalità gialla: una fase meno intensa, caratterizzata da rovesci sparsi e temporali isolati, ma comunque sufficiente a generare criticità idrauliche puntuali e instabilità dei versanti. Resterà da tenere d’occhio il rischio residuo legato alla saturazione dei suoli, che potrebbe provocare smottamenti anche in assenza di nuove precipitazioni.

La perturbazione perde dunque vigore, mentre si conclude a mezzanotte anche l’allerta per venti forti e mare agitato. La Protezione Civile invita comunque i Comuni a mantenere operativi i centri di coordinamento e a seguire con attenzione i protocolli previsti dai piani comunali, continuando a monitorare il territorio e intervenendo sul verde pubblico per prevenire ulteriori problemi. La Sala Operativa Regionale resta attiva per fornire aggiornamenti costanti in una fase che deve ancora essere affrontata con prudenza.

Mondragone, terrore in via Monte Mileto: 56enne minaccia di far esplodere una bombola di gas, arrestato

Una serata ad altissima tensione ha scosso Mondragone, dove un 56enne si è barricato nella propria abitazione di via Monte Mileto minacciando di far esplodere una bombola di gas. L’allarme è scattato quando alcuni residenti, terrorizzati, hanno chiamato il numero unico 112 segnalando l’uomo in evidente stato di agitazione. In pochi minuti la zona è stata circondata dalle forze dell’ordine: i Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, gli agenti del Commissariato di Castel Volturno, i Vigili del Fuoco e i sanitari del 118.

Lo stabile è stato immediatamente evacuato e l’area messa in sicurezza. All’interno dell’appartamento, i militari hanno trovato il 56enne seduto sul divano, con una bombola di gas da 15 chili stretta tra le gambe e un accendino in mano. Le prime verifiche indicano che il gesto sarebbe legato a conflitti condominiali degenerati in un violento stato di agitazione.

Approfittando di un attimo di distrazione, i Carabinieri sono riusciti a bloccarlo, disarmarlo e mettere al sicuro la bombola, scongiurando conseguenze potenzialmente devastanti per l’intero edificio. Nessuno dei residenti è rimasto ferito, grazie all’intervento rapido e coordinato delle forze dell’ordine.

L’uomo è stato arrestato in flagranza per tentata strage e resistenza a pubblico ufficiale. La bombola e l’accendino sono stati sequestrati e affidati all’Ufficio Corpi di Reato. Dopo le formalità di rito, il 56enne è stato trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Santa Maria a Vico, 46enne arrestato dopo aggressione all’ex moglie in un supermercato

Un pomeriggio di paura nel parcheggio di un supermercato di via Tenente Puoti, a Santa Maria a Vico, si è concluso con l’arresto di un 46enne già noto alle forze dell’ordine. L’uomo avrebbe raggiunto l’ex moglie mentre era in auto, tentando di aprire la portiera e colpendola con violenza, accompagnando l’aggressione con minacce esplicite.

La donna, spaventata, è riuscita a ripartire e a raggiungere la Stazione dei Carabinieri del paese per chiedere protezione, mentre l’ex marito la seguiva a breve distanza. I militari hanno bloccato il 46enne e, durante la perquisizione personale e del veicolo, hanno trovato un coltello nel borsello e un secondo all’interno dell’auto. Le armi sono state sequestrate e messe a disposizione dell’Ufficio Corpi di Reato.

L’uomo è stato arrestato in quasi flagranza con le accuse di minacce e porto abusivo di armi e, dopo le formalità, è stato condotto agli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della violenza domestica, un’emergenza che continua a manifestarsi anche in contesti quotidiani e affollati, come un semplice parcheggio di un supermercato.

Bagnoli, la spiaggia resta nel degrado: accampamenti e rifiuti nonostante le denunce

La spiaggia libera di Bagnoli continua a mostrare il volto più amaro di Napoli. A mesi dalle prime segnalazioni, l’arenile è ancora travolto da detriti, cumuli di rifiuti e da un accampamento di fortuna che occupa abusivamente l’area interdetta alla balneazione. Un nuovo video inviato al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, documenta teli, materassi e materiali abbandonati accumulati a ridosso della Pietra, in condizioni igienico-sanitarie del tutto inaccettabili.

“Non è possibile vedere questo schifo giù al mare”, denuncia una cittadina, sottolineando il divario tra i grandi eventi che la città accoglie e l’incuria quotidiana lasciata sulle spalle dei residenti. Il commento è amaro e diretto, e Borrelli lo rilancia senza giri di parole: il contrasto tra l’immagine internazionale di Napoli e lo stato di abbandono del litorale occidentale «è inaccettabile», afferma. “Bagnoli non può restare una discarica a cielo aperto né il dormitorio di fortuna per i più fragili”.

Per il deputato serve un intervento immediato su due fronti: il ripristino del decoro dell’arenile e la presa in carico delle persone senza dimora presenti sulla spiaggia. Un doppio piano necessario per restituire dignità al territorio e offrire un’alternativa reale a chi vive in condizioni critiche. “Non è solo questione di rifiuti”, avverte Borrelli. “Ogni giorno in queste condizioni è una sconfitta per la città”.

Napoli, via Manzoni riapre dopo il cedimento: conclusi i lavori in poche ore

Napoli si riprende via Alessandro Manzoni. Dopo la chiusura forzata di domenica dovuta a uno sprofondamento improvviso, la strada è tornata percorribile già nelle prime ore della mattinata. Il cedimento, avvenuto all’altezza dei civici 201 e 203, era stato provocato dalla rottura di un collettore fognario che aveva imposto l’interruzione del traffico e un intervento urgente dei tecnici.

Le squadre specializzate hanno lavorato senza sosta per riportare l’arteria in condizioni di piena sicurezza. Il collettore è stato riparato, la pavimentazione ripristinata e la sede stradale nuovamente consolidata, consentendo così la riapertura al transito veicolare. Una risposta rapida a un guasto che, in un’altra zona della città e in un altro momento, avrebbe potuto paralizzare la circolazione per giorni.

Con la normalità ristabilita, resta ora da capire quanto gli impianti sotterranei necessitino di monitoraggi più costanti per evitare episodi analoghi in futuro. Intanto, via Manzoni torna a scorrere, restituendo a residenti e automobilisti un collegamento fondamentale tra la collina del Vomero e la zona costiera.

Vomero, l’incubo di una 49enne, l’ex marito: “Ti taglio la testa”. Arrestato

Proprio nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, arriva da Napoli l’ennesima testimonianza di un amore malato trasformatosi in ossessione e minaccia.

L’antefatto: la denuncia e il Codice Rosso

L’incubo per la donna, una 49enne napoletana, era diventato insostenibile lo scorso 11 ottobre, data in cui aveva trovato il coraggio di denunciare il marito. La decisione di interrompere il matrimonio non era stata accettata dall’uomo, incapace di tollerare la fine della relazione e, soprattutto, l’idea che l’ex compagna potesse rifarsi una vita con un’altra persona.

A seguito della denuncia, i Carabinieri, coordinati dalla Procura di Napoli, avevano immediatamente attivato le procedure del “Codice Rosso”, disponendo una vigilanza dinamica nei pressi dell’abitazione della vittima per garantirne la sicurezza.

L’agguato al Vomero

La situazione è precipitata nel pomeriggio di ieri nel quartiere collinare del Vomero. Nonostante i divieti, l’uomo ha pedinato l’ex moglie fino al suo luogo di lavoro. Le telecamere di videosorveglianza della zona hanno ripreso l’intera scena: il 55enne ha affrontato la donna con aggressività, bloccandola e urlandole contro accuse deliranti di tradimento: “Tu hai un altro”.

Terrorizzata, la vittima ha tentato invano di calmarlo, riuscendo infine a fuggire per cercare scampo.

La registrazione choc e l’intervento del “Mobile Angel”

Un dettaglio agghiacciante emerge dalle indagini. Durante l’aggressione verbale, la donna era al telefono con la sorella, la quale ha avuto la prontezza di registrare la conversazione. Nell’audio si sente distintamente l’uomo gridare minacce di morte inequivocabili e brutali: “Ti vengo a prendere anche con il braccialetto, ti taglio la testa”.

Rifugiatasi nella caserma deiCarabinieridella stazione Vomero Arenella, la 49enne è stata subito messa in sicurezza. I militari hanno attivato il “Mobile Angel” — un dispositivo indossabile collegato direttamente alla centrale operativa per le vittime di stalking — e l’hanno scortata a casa.

Mentre la donna veniva messa al sicuro, le gazzelle dell’Arma hanno setacciato il quartiere alla ricerca dello stalker. In serata, l’uomo è stato rintracciato e bloccato nei pressi della propria abitazione.

Arrestato con l’accusa di atti persecutori, il 55enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio, fermato appena in tempo prima che le minacce potessero trasformarsi in tragedia.

La registrazione delle minacce di morte

Vitulazio, si schianta con l’auto contro un albero: muore la 45enne Giuseppina Luongo

Vitulazio– Una terribile tragedia ha scosso la comunità di Vitulazio nella serata di ieri, lunedì 24 novembre, dove una donna di 44 anni ha perso la vita in un drammatico incidente stradale.

La vittima è Giuseppina Luongo, residente nel Casertano. L’incidente mortale è avvenuto lungo la Strada Provinciale 146.

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai Carabinieri della locale Compagnia, la donna si trovava alla guida della sua autovettura quando, per dinamiche ancora in fase di accertamento, avrebbe improvvisamente perso il controllo del mezzo. L’auto è sbandata violentemente, uscendo fuori strada e concludendo la sua corsa in maniera fatale contro un albero a bordo carreggiata.

L’impatto è stato di una violenza inaudita e, purtroppo, per Giuseppina Luongo non c’è stato nulla da fare: la donna è morta sul colpo.

I militari dell’Arma sono intervenuti immediatamente sul posto per i rilievi di rito e per gestire la viabilità. Le indagini sono tuttora in corso per chiarire le cause che hanno portato alla perdita di controllo del veicolo: non si esclude nessuna ipotesi, dal malore a una distrazione fatale, fino a un possibile guasto meccanico. La salma è stata trasferita per gli accertamenti del caso.

La notizia ha gettato nello sconforto l’intera comunità, che si stringe attorno ai familiari della vittima.

Elezioni Campania: ecco chi sono i 50 consiglieri regionali eletti

Campania, valanga Fico: 32 seggi al centrosinistra, il centrodestra si ferma a 17
Campo largo oltre il 60%, FdI sorpassa Forza Italia nella corsa a primo partito d’opposizione

I numeri del voto

Roberto Fico vince nettamente la sfida per Palazzo Santa Lucia: il candidato del campo largo chiude al 60,63% contro il 35,72% di Edmondo Cirielli, staccato di quasi 25 punti percentuali. La fotografia dei seggi è altrettanto chiara: 32 scranni al centrosinistra e 17 al centrodestra, con gli altri candidati alla presidenza esclusi dal Consiglio perché sotto la soglia di sbarramento del 2,5%.

Tra gli outsider, Campania Popolare di Giuliano Granato si ferma al 2,03%, sfiorando l’ingresso in aula. Restano molto indietro Nicola Campanile con Per (0,95%), Stefano Bandecchi con Dimensione Bandecchi (0,49%) e Carlo Arnese con Forza del Popolo (0,17%), tutti senza seggi.

Seggi alle coalizioni

Distribuzione complessiva dei seggi in Consiglio regionale:

Coalizione Voti % Seggi
Centrosinistra (Fico) 60,63 32
Centrodestra (Cirielli) 35,72 17
Altri candidati 3,65 0

Fico supera quota 1,2 milioni di voti, circa 80mila in più delle liste che lo sostengono, mentre Cirielli si attesta oltre 757mila preferenze, una cinquantina di migliaia in più del totale delle sue liste. L’affluenza resta bassa e si ferma al 44,06%, elemento che accentua il peso percentuale dei partiti più strutturati.

I partiti e i loro seggi

Il Partito democratico si conferma prima forza della regione con il 18,41% e 370.016 voti, circa 28.500 in meno rispetto al 2020 ma con una percentuale più alta, e conquista 10 seggi, due in più di cinque anni fa. Nel centrodestra, Fratelli d’Italia prevale su Forza Italia nella sfida interna: 11,93% contro 10,72%, ma entrambe le formazioni portano a casa 6 seggi a testa.

Questa la mappa complessiva dei partiti e dei seggi:

Partito Voti % Seggi
PD 18,41 10
M5S 9,90* 5
A testa alta 8,34 4
Avanti Campania 5,89 3
Fico Presidente n.d. 3
Casa Riformista n.d. 3
AVS n.d. 2
Noi Centro n.d. 2
Fratelli d’Italia 11,93 6
Forza Italia 10,72 6
Lega 5,51 3
Cirielli Presidente n.d. 2
Campania Popolare 2,03 0
Per 0,95 0
Dimensione Bandecchi 0,49 0
Forza del Popolo 0,17 0

(*M5S indicato “sotto il 10%”; valore approssimato.)

Nel campo progressista, oltre al Pd, pesano M5S (sotto il 10% con 5 seggi), la lista “A testa alta” (8,34% e 4 seggi), Avanti Campania (5,89% e 3 seggi), le civiche “Fico Presidente” e “Casa Riformista” (3 seggi ciascuna), AVS (2 seggi) e Noi Centro (2 seggi). Nel centrodestra, a completare il quadro oltre a FdI e Forza Italia, ci sono la Lega (5,51% e 3 seggi) e la lista “Cirielli Presidente” con 2 seggi.

Eletti nel campo Fico

Tra gli eletti del Pd brillano i “capiclassifica”: Giorgio Zinno, ex sindaco di San Giorgio a Cremano, sfiora le 40mila preferenze, seguito dal consigliere comunale di Napoli Salvatore Madonna con quasi 39mila voti. A completare la pattuglia dem entrano gli uscenti Massimiliano Manfredi, Loredana Raia, Bruna Fiola, la capolista e docente di storia dell’arte Francesca Amirante, Corrado Matera e Franco Picarone a Salerno, Marco Villano a Caserta e Maurizio Petracca ad Avellino.

Il M5S porta in aula cinque nomi: Luca Trapanese, assessore alle Politiche sociali del Comune di Napoli, Salvatore Flocco, l’uscente Gennaro Saiello, Elena Vignati e, per Caserta, Raffaele Aveta. Per la lista “A testa alta”, ispirata da Vincenzo De Luca, scattano quattro seggi per Giovanni Porcelli, l’assessora uscente alla Scuola Lucia Fortini, il consigliere salernitano Luca Cascone e il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero, passato dal Pd alla lista del governatore.

Altri consiglieri di maggioranza

I socialisti di Avanti Campania eleggono tre consiglieri: Giovanni Mensorio, Andrea Volpe e Giovanni Iovino. La lista “Fico Presidente” porta in Consiglio il consigliere comunale di Napoli Nino Simeone, Davide D’Errico e Giovanni Maria Cuofano.

Per Casa Riformista, civica a trazione riformista, entrano l’ex sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto, Pietro Smarrazzo e l’uscente Vincenzo Alaia. AVS manda in aula Carlo Ceparano e Rosario Andreozzi, mentre per Noi Centro ottengono il seggio Giuseppe Barra e Pellegrino Mastella, figlio del sindaco di Benevento ed ex ministro Clemente Mastella.

Eletti nel centrodestra

Nel centrodestra Fratelli d’Italia può rivendicare il primato di primo partito della coalizione: a trascinare la lista è soprattutto il risultato di Ira Fele, imprenditrice e moglie del deputato Michele Schiano di Visconti, che risulta la più votata tra i meloniani. Completano il gruppo FdI l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, l’uscente Raffaele Pisacane, Giuseppe Fabbricatore per Salerno, Vincenzo Santangelo per Caserta ed Ettore Zecchino per Avellino.

Forza Italia manda in Consiglio Massimo Pellicci e Susy Panico per la circoscrizione di Napoli, Roberto Celano per Salerno, l’ex deluchiano Giovanni Zannini per Caserta (terzo per preferenze in tutta la Campania con oltre 31mila voti), Livio Petitto per Avellino e Fernando Errico per Benevento. La Lega conquista tre seggi con Michela Rostan, ex Pd, Leu, Iv e FI, Mimmo Minella e Massimo Grimaldi.

Liste personali e outsider del centrodestra

La lista “Cirielli Presidente” ottiene due seggi, che vanno a Francesco Iovino e Sebastiano Odierna. La candidatura del viceministro agli Affari esteri permette al centrodestra di crescere in voti assoluti rispetto a cinque anni fa, ma non basta per insidiare il dominio del campo largo.

In area centrista e indipendente spicca il buon risultato di Campania Popolare, che con il 2,03% si avvicina alla soglia ma resta fuori dall’aula. Sotto l’1% si fermano Per, Forza del Popolo di Carlo Arnese e Dimensione Bandecchi, con la candidatura dell’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, protagonista del caso che ha portato alle dimissioni di Sangiuliano dal MiC, ferma a soli 118 voti.

Gli esclusi eccellenti

Nel centrodestra fa rumore la mancata elezione di Pasquale Di Fenza, consigliere uscente balzato alle cronache per i video in Consiglio con la tiktoker Rita De Crescenzo, diventati virali sui social. Di Fenza, passato da Azione, chiude soltanto 19esimo su 27 candidati con 1.208 voti, ben lontano dalla soglia necessaria per rientrare in aula.

Tra i non eletti figura anche Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, il giovane ucciso per futili motivi a Napoli nel 2023, che si ferma a 964 voti nelle liste della Lega. Sul fronte progressista resta fuori dal Consiglio la candidata di AVS Souzan Fatayer, la “palestinese napoletana” finita al centro di una polemica nazionale dopo le parole di Paolo Mieli, nonostante una visibilità mediatica superiore alla media.

Scampia, “Ti devo incendiare la casa…hai chiamato i carabinieri…”: minacce alla ex. Arrestato

Napoli – Sono quasi le 21 quando, in una strada di Scampia, le urla di un uomo e il pianto disperato di un bambino rompono il silenzio della sera. Da un appartamento al piano terra filtra una lite furiosa. I vicini chiamano il 112 e in pochi minuti una pattuglia dei Carabinieri della stazione locale raggiunge lo stabile.

I militari decidono di intervenire subito. Entrano nell’abitazione e si trovano davanti a una scena di tensione altissima: nella piccola casa ci sono un uomo di 54 anni, una donna di 50 e il loro figlio di 11 anni. Il bambino è in lacrime, la madre è visibilmente spaventata, l’uomo è fuori controllo.

Alla vista dei Carabinieri, il 54enne continua a urlare contro la compagna, incurante della loro presenza. Le sue parole sono un crescendo di insulti e minacce:
“Sei una monnezza, hai chiamato i Carabinieri… te la faccio pagare… ti devo incendiare casa… sei una malafemmina, sei un’infame”.

La donna resta in silenzio, stringendo a sé il figlio, mentre l’uomo la minaccia di morte anche davanti alle forze dell’ordine.

Per i Carabinierinon è un volto nuovo. L’uomo, infatti, era già stato arrestato nel marzo del 2024 dopo una denuncia della compagna per maltrattamenti e gravi minacce. Nonostante quell’episodio e le misure subite, la situazione in famiglia non solo non è migliorata, ma – secondo quanto emerge – sarebbe diventata ancora più pericolosa, anche a causa dell’abuso di alcol e sostanze stupefacenti da parte del 54enne.

“L’ho perdonato per mio figlio”, sussurra la donna ai militari, mentre il bambino continua a piangere. Un gesto di speranza e di paura insieme: la speranza che il padre potesse cambiare per il bene del piccolo, la paura di restare sola e di non riuscire a proteggere il figlio da una spirale di violenza sempre uguale.

Di fronte alla scena e alle minacce pronunciate in loro presenza, i Carabinieri bloccano l’uomo e lo dichiarano in arresto. Il 54enne dovrà rispondere dei reati di maltrattamenti in famiglia e minacce aggravate. Per madre e figlio si apre ora un percorso di tutela, con l’intervento dell’autorità giudiziaria e dei servizi competenti, in una vicenda che riaccende i riflettori sul dramma, spesso silenzioso, della violenza di genere e domestica.

Totti e Noemi indagati per abbandono di minori: denunciati da Ilary Blasi

Roma– Francesco Totti e la compagna Noemi Bocchi rischiano il processo per abbandono di minore. L’accusa è precisa: il 26 maggio 2023 avrebbero lasciato soli in casa, per oltre tre ore, i rispettivi figli di 7, 9 e 11 anni per andare a cena fuori.

A scoprire la situazione è stata Ilary Blasi, che dall’estero ha chiamato la figlia Isabel e si è sentita rispondere: «Mamma, non c’è nessun adulto».

La telefonata alla polizia e la catena di allarme

La reazione di Blasi è stata immediata. Alle 22:56 la madre dell’ex conduttrice ha chiamato il 112, spiegando che la nipote aveva avuto crisi respiratorie in passato e chiedendo un intervento urgente.

La volante è arrivata alle 23:20, ma non è salita. Gli agenti hanno atteso nel piazzale, «in attesa di personale femminile». Intanto, però, scattava una catena di telefonate: alle 23:33 il dirigente di polizia Massimo Improta chiamava Carlo Feliziani dell’AS Roma; due minuti dopo Feliziani contattava Vito Scala, che alle 23:37 telefonava direttamente a Totti. L’ex capitano veniva avvertito mentre la polizia era ferma sotto casa da venti minuti.

L’alibi della tata e i tempi che non tornano

Alle 23:50 arrivava Cristian, figlio maggiorenne di Totti, che saliva da solo nell’attico. Gli agenti lo fermavano, lo identificavano, ma non lo accompagnavano e non verificavano la presenza dei bambini. Restavano nel piazzale. Alle 23:57 arrivava la tata Cocos Mandica, convivente del portiere dello stesso palazzo.

Secondo la procura, il portiere le aveva detto di salire su richiesta di «qualcuno vicino a Totti». Agli avvocati di Blasi la donna avrebbe dichiarato di essere stata nell’attico «dalle 21 a mezzanotte», ma i tabulati mostrano che entrò solo pochi minuti prima della mezzanotte.

Dopo un’inchiesta meticolosa, i pm hanno chiesto l’archiviazione: i bambini non avrebbero corso un pericolo concreto. I legali di Ilary Blasi hanno impugnato l’atto. Il loro punto è inattaccabile: non esiste alcun incarico formale alla tata, la bambina di 7 anni non era con gli altri due ma da sola in giro per il mega attico, e nessun adulto era presente fino alle 23:57. La polizia non è salita per 40 minuti e Totti ha impiegato quasi mezz’ora a rientrare dopo l’avviso. Se fosse accaduto qualcosa, nessuno avrebbe potuto intervenire.

Colleferro, truffatore seriale napoletano incastrato dalla scaltra nonnina di 88 anni

Non c’è due senza tre, ma stavolta il terzo colpo è andato storto.L’anziana di Colleferro, 88 anni  a giugno aveva già schivato la stessa banda: finto avvocato, finto incidente del nipote, richiesta di soldi e ori.

Grazie alla vicina e ai carabinieri era finita con una 43enne napoletana denunciata e cacciata dal comune per due anni.Ieri il telefono squilla di nuovo: «Nonna, sono il tuo nipote, la mamma ha il conto bloccato alle Poste, mi servono subito soldi e gioielli».

Lei capisce al volo che è la replica del film già visto, fa finta di stare al gioco, con l’altro telefono avvisa la figlia che fa scattare il 112.In un battibaleno l’appartamento diventa una trappola perfetta.

Arriva il corriere della truffa, 45enne napoletano con la faccia da bravo ragazzo, bussa, entra, allunga la mano verso la busta… e si ritrova i polsi stretti dalle manette dei carabinieri dell’Aliquota Operativa di Colleferro.

Nella tasca: gioielli, contanti e due cellulari belli caldi. Le indagini lampo, in tandem con i colleghi di Monterotondo, portano al bingo: lo stesso soggetto, poche ore prima, aveva già ripulito un’84enne di Mentana con lo stesso copione. Refurtiva recuperata, pronta per essere restituita.

Il gip di Velletri convalida l’arresto per tentata truffa aggravata e ricettazione, sbatte al 45enne l’obbligo di dimora nel suo comune e il coprifuoco dalle 20 alle 7.

I carabinieri ringraziano la nonna che ha fatto scacco matto e ricordano: un 112 chiamato al momento giusto vale più di mille serrature blindate. La guerra alle truffe agli anziani continua, colpo su colpo.